Chiaro che nel momento in cui la società di piazza Monte Grappa ha scelto Pozzecco, ne ha accettato tutte le sfaccettature; compresa la poca esperienza da allenatore, addirittura zero assoluto in serie A dove comunque la capacità di arrivare al cuore ed alla testa degli stranieri è fondamentale.
Alla fine concentrarsi sul Poz extracampo, che comunque è e resta una risorsa fondamentale per dare un pizzico di brio ad un mondo paludato ed autoreferenziale come quello del basket italiano, rischia solamente di renderlo schiavo del suo personaggio. Invece Varese ha bisogno di un Poz in versione coach, che sappia coniugare le sue doti di motivatore e galvanizzatore con la realtà di una squadra che ha bisogno di una spruzzata di organizzazione sui due lati del campo. Quello della camicia strappata (domani alle 14 a Roma sarà discusso il ricorso presentato dalla società per ridurre la squalifica di 2 giornate) è stato solo un episodio, peraltro non certo edificante, ma totalmente ininfluente nelleconomia della stagione di Varese. Che deve proteggere ed aiutare nel suo percorso di crescita quello che resta un capitale della società. Perché solo se Poz diventerà un coach di alto livello, la scommessa fatta su di lui dallOpenjobmetis per questa stagione e la prossima avrà pagato quote interessanti per entrambi[/font][/size]
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