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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]L’Openjobmetis “viola” il PalaWhirlpool e riabbraccia Gianmarco Pozzecco. Il ritorno in panchina del coach biancorosso coincide con il ritorno al successo casalingo di Varese, che dopo 3 sconfitte in fila ed oltre due mesi di digiuno[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
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    a Masnago consolida le sensazioni positive dell’impresa di Brindisi con una vittoria tanto sostanziosa quanto corroborante. Applausi scroscianti per “coach Poz” e per la squadra biancorossa, che dimostra di aver metabolizzato la sua “mutazione genetica” nel passaggio dalla versione tutta triple ed attacco atomico di Kristjan Kangur a quella tutta balzi, atletismo ed energia di Christian Eyenga. Ora è la difesa l’arma vincente di Varese, che gioca una partita eccellente sul piano dell’applicazione e dell’energia: quella che serviva per recuperare la fiducia di Masnago e archiviare definitivamente la crisi strisciante dopo le 6 sconfitte in fila che avevano tolto sorrisi ed entusiasmo all’ambiente. La gara di ieri, all’insegna delle schiacciate tornituanti dell’ala congolese ma anche delle giocate di tecnica pura di Rautins e della solita travolgente energia di Diawara, ha rispecchiato perfettamente le aspettative di società e tifosi. Ed allenatore e squadra sono usciti tra i meritati applausi del pubblico al termine di una gara vinta con spirito di sacrificio, coralità e voglia. Prova ne siano il decisivo vantaggio nel duello sotto i cristalli (46-33 totale con 16 secondi tiri) che permette all’Openjobmetis di imporre i suoi ritmi “andanti con brio”, e l’eccellente lavoro sull’asse Rautins-Robinson per togliere dal match il leader bolognese Allan Ray (2/14 dal campo per un[/color][color=rgb(37,39,37)]
    giocatore che viaggiava a 17,3 punti di media e il 54% da 3). E in tutto questo c’è tanto Eyenga per ridare la “quadratura del cerchio” ad una Varese capace di adattarsi in fretta dopo la sostituzione forzosa di Kangur. L’MVP della serata ha progressivamente imposto la sua indole difensiva ad una squadra che con il suo innesto ha visibilmente cambiato marcia in retroguardia. Certo ci sono ancora ampi margini di crescita sul piano della continuità offensiva, anche se la coppia di play ha diretto il gioco con sufficiente linearità. Ma la squadra ha dimostrato di avere fiducia nella sua nuova identità, con la quale si è riguadagnata l’affetto della gente. Ora la trasferta di Caserta per provare a fare filotto e riaprire la corsa verso le Final Eight in vista delle sfide di fine 2014 contro Sassari e Capo d’Orlando, gare dal grande impatto emotivo per coach Poz. Ed imparare a sfruttare meglio la coppia Eyenga-Diawara per un potenziale salto di qualità verso la zona alta della classifica; poi quando nel girone di ritorno tornerà anche Kangur, allora ci sarà davvero l’imbarazzo della scelta. Per ora però all’Openjobmetis basta tornare a sorridere ed a far sorridere la sua gente….[/color][color=rgb(37,39,37)]
    Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]
     

  • Nicolò Cavalli
    [b]ANDY RAUTINS [/b](11 punti; 1/2 2p; 3/8 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Ripetere le cifre di Brindisi era utopia: un tiro da tre sfarzoso, in uscita in serpentina dai blocchi, vale però doppio. La giubba Rossa si esalta in difesa e a rimbalzo, arpionandone ben otto. Una piacevole bidimensionalità per l'auspicio di un inverno caliente.
     
    [b]EDWAR DANIEL [/b](17 punti; 6/11 2p; 0/0 3p; 5/7 tl), [b]VOTO: 7. [/b]Il primo tempo è sontuoso, senza fronzoli, totale. Ogni rimbalzo nei paraggi è del capellone Ed. Nella ripresa soffre tremendamente i due metri e venti di Big Gino Cuccarolo. Ma alla fine la vince lui. Benvenuto a Varese, verrebbe da dire con un pizzico di rimpianto.
     
    [b]ANDREA CASELLA [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: s.v. [/b]L'unico italiano (teoricamente) nella rotazioni si palesa in sfiducia: in difesa fatica a comprendere chi debba marcare, in attacco manca di convinzione. “Panchinato” alla prima fesseria.
     
    [b]DAWAN ROBINSON [/b](18 punti; 5/10 2p; 0/0 3p; 8/8 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Fossimo a scuola, sarebbe il professore d'arte. Quella fascia in testa, molto naif, lascia trasparire colpi di testa o colpi di genio. Per alcuni minuti incrocia le braccia e lascia sfogare la classe. Poi si mette dinnanzi a un quadro e mostra la conoscenza dalla materia: occhi per lui.
     
    [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](12 punti; 2/3 2p; 1/8 3p; 5/6 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Persa la [i]verve [/i]da cannoniere intravista ad inizio campionato, sopperisce con i muscoli e un paio di canestri nei momenti cruciali. Sette rimbalzi ed altrettanti falli subiti rappresentano ad ogni modo un bottino da co-protagonista.
     
    [b]STANLEY OKOYE [/b](0[b] [/b]punti; 0/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]Pochi scampoli di partita e nemmeno memorabili. Con l'acquisto di Eyenga, l'impiego del nigeriano è diventato occasionale.
     
    [b]WILLIE DEANE [/b] (4 punti; 2/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Fossimo a scuola, sarebbe il docente di latino. Monocorde, forse monotono, questa volta non dimentica alcun dettaglio. Traduce senza strafare la versione, regala un paio di aneddoti frizzanti sulla pallacanestro che fu, concede agli alunni qualche minuto aggiuntivo di intervallo. Navigato.
     
    [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (3 punti; 0/0 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Uno degli eroi della scorribanda di Brindisi si prende una serata di pausa. Inizia con fare convinto, spezzando l'astinenza dalla lunga dell'OJM, poi subisce le lunghe braccia degli avversari. L'ispettore è come Paganini: non ripete.
     
    [b]CHRISTIAN EYENGA [/b] (18 punti; 8/16 2p; 0/3 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Generoso e sempre al servizio dei compagni, infiamma il primo tempo con diverse azioni ad alta quota. Alla lunga la mira scema ([i]rectius[/i], da tre è un pianto greco) ma non molla per un istante le caviglie dei bolognesi. Famelico.

  • Nicolò Cavalli
    Cinque uomini in doppia cifra, predominio al rimbalzo, assist puliti e molti altri non rintracciati dalle statistiche di fine gara, difesa attenta senza voler strafare. Pochi elementi che compendiano una serata positiva per Varese, capace di condurre dal primo all'ultimo minuto una sfida contro una compagine in discreta forma, E le buone notizie non finiscono qui, perché anche molti singoli ci mettono l'anima e la tecnica, salvando la faccia dopo prestazioni imbarazzanti di qualche settimana fa. La gente di Masnago, privata di soddisfazioni interne da ottobre ad oggi, si avvicina alle Feste con il sorriso sulle labbra.
    Parlare di una squadra resuscitata appare prematuro, eppure le prossime due gare potrebbero far cambiare l'orizzonte di una stagione ancora poco decifrabile e dalla classifica cortissima.
     
    [i][b]Avvio soft come un peluche.[/b][/i] Dopo undici secondi il sottomano di Rautins vale una pioggia di orsetti proveniente dagli spalti di Masnago: una bella tradizione, natalizia, mutuata dalla Lega americana di hockey. Il quintetto biancorosso si guadagna applausi per alcune giocate energiche ma fattura pochi canestri, anche a causa del pressing a tutto campo di una Virtus in salute. Eyenga dà la scossa con un'inchiodata e un gancio di pura agilità (9-5). I sussulti di Mazzola e Fontecchio regalano punti agli ospiti dalla mira annebbiata, l'OJM stecca parimenti nelle percentuali (0/8 in altrettanti minuti nei tentativi dalla lunga) ma compensa con rimbalzi e viaggi in lunetta: il 2/2 di Kuba vale il 18-11. Il quarto si conclude sul dopo un volume smodato di fischi arbitrali, interrotti dalle triple pulite di Callahan ed Hazell (23-15).
     
    [i][b]Nel segno di Ed e Chris. [/b][/i]Due palloni persi malamente, puniti con il dardo di White per il 25-20, obbligano Pozzecco al time-out. Daniel risponde con 5 punti eludendo le braccia del brontosauro Cuccarolo, anche Robinson – tra una crisi d'identità e l'altra – trova con buona frequenza la rete (36-26). Eyenga rincara la dose fino al +14 di metà periodo, quando Varese decide di inscenare tre minuti di anarchia confermandosi poco avvezza a tramortire l'avversario. L'[i]airball [/i]di uno spaesato Casella è il preludio del meno otto di Mazzola (44-36), quindi gli ultimi squilli prima dell'intervallo lungo sono di Robinson e Gilchrist.
     
    [i][b]Aviazione felsinea e fanteria prealpina. [/b][/i]L'avvio della ripresa si contraddistingue per alcuni parziali e contro-parziali ad elastico, fino all'antisportivo del redivivo Cuccarolo (sguinzagliato da coach Valli come guardiano delle plance dopo il clamoroso 27-12 casalingo nei rimbalzi) dal quale Diawara trae la linfa per il 53-42. Daniel, prima, e Callahan, dopo, penano non poco nel pitturato, così la Granarolo fa incetta di possessi e può mordere con dall'arco con White: 53-47. Due azioni clamorose di Eyenga, entrata vincente e stoppata sonante, fanno scatenare i decibel del Lino Oldrini, invero meno colmo del consueto; sull'onda dell'entusiasmo Diawara e Deane scrivono 60-47. Le Vu Nere reagiscono caricando l'OpenJobMetis di penalità, Rautins ed Hazell bruciano la retina, Robinson è efficace in sottomano: all'imbocco del rettilineo dell'ultima frazione, i padroni di casa conducono 65-55.
     
    [b][i]A Cesare quel che è di Cesare. [/i][/b]Scivolata al massimo svantaggio dopo un'uscita dai blocchi sopraffina di Rautins, la Virtus risponde coesa con un parziale di 0-8 impreziosito dalla tripla di Fontecchio: 70-63. I biancorossi rifiatano per qualche istante pur serrando le fila in difesa, una piacevole novità intravista da Cremona in poi. Non è casualità che dalla rubata di Robinson – contropiede e fallo antisportivo di un Ray irriconoscibile rispetto ai trascorsi in NBA – Varese riprenda saldamente le redini del match (77-63). La cavalcata verso il successo procede però con alcuni patemi, tanto per ingenuità dell'OJM (18 palloni persi in nella serata), quanto per decisioni arbitrali rivedibili.
    Niente che possa frenare la gioia dei fedelissimi del palaWhirlpool, pronti a inondare di affetto coach Pozzecco. Sempre lui, il Poz, sprona fino all'ultimo secondo i suoi ad arrotondare il divario.
     
    Questa convincente affermazione è per lui e per il fido Ducarello, per lunghi tratti questa sera in piedi sulla cabina di comando di una panchina ineccepibile per la gestione. A Brindisi qualcuno aveva deliberatamente interrotto i loro applausi, questa volta sono battiti di mani scroscianti. E ora dritti a Caserta, per una prova di maturità contro una compagine con l'acqua alla gola.

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]S'è fatta luce, in fondo al tunnel. Prima della gara di Brindisi, pur disquisendo ancora una volta sui mali che sin lì avevano fiaccato Varese, accarezzavamo - più o meno convintamene, in ogni caso idealmente - la prospettiva di un fattore sorpresa, non impossibile contro un drappello di americani che, forte del proprio talento istintivo ma anche prigioniero di certi suoi vezzi, avrebbe potuto pensare (commettendo un imperdonabile errore) di avere già la vittoria in tasca. Bastava credervi con caparbietà e forza d'animo per reggere alla distanza e tendere un'imboscata, così hanno fatto Robinson e soci in un finale nel quale, stavolta, non sono affogati in un bicchier d'acqua, lasciando l'umiliante parte agli avversari.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    È pur vero che a un'Enel in cortocircuito sono mancate le zampate di Simmons, infortunatosi in gara, ma - con altrettanta franchezza - questa perdita, se vogliamo metterla sul piano della sfortuna, fa il paio con quella di Kangur che Varese sta patendo da tempo. Dunque, le giustificazioni non valgono né sminuiscono un successo cercato e voluto, sofferto e meditato da uomini che, stanchi di mortificazioni, non si sono piegati ad accenni di crescendo avversario, evidentemente consci di poter alzare la testa, anche dalle proprie rovine (come le molte e sanguinose palle perse), quindi dalle proprie carenze per evitare altri passi falsi verso un precipizio. Se, nelle sei maledette sconfitte, la squadra aveva dato alla distanza l'impressione di essere povera in canna, a Brindisi ha invece mostrato lo spirito giusto, quello d'un gruppo che non accetta d'essere liquidato come dimesso e sfiduciato e che nell'occasione ha puntato, avendo buon gioco, sui limiti di avversari i quali, come gli americani di Cantù, assomigliano a compagnie di ventura, terribili se in vena ma anche arrendevoli se in tilt mancando loro un'anima d'insieme. L'aver sondato e colto in casa d'altri una possibile fragilità da sfruttare, spianando poi la propria artiglieria con un terrificante Rautins e con il buon Callahan che ha punito la presunzione degli avversari, ci sembra un merito specifico abbastanza rilevante di una Varese con Pozzecco per l'ultima volta, spettatore Morale, Ducarello batte Bucchi 2-0. E palla al centro per la prossima a Masnago con l'amato Gianmarco di nuovo al timone. Proprio queste considerazioni, ripensando alla serie di sconfitte di misura, balorde e diaboliche per la loro avversa costanza sembrano avvalorare quei rilievi spesi su alcune scelte di mercato nell'aver supposto, per esempio, la presenza di un paio di elementi potenzialmente un po' speciali rispetto a una voluta e sana linearità di base: ci basterebbe immaginare un leader che spacchi l'area e un intimidatore sotto i cristalli, per dire di variabili al tiro di Diawara e Rautins (un patrimonio) e ai soliti giochi, soprattutto in gare equilibrate che gravano psicologicamente sugli atti decisivi di squadra.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Crediamo che, in un campionato come questo, dai valori complessivi sempre più calanti, anzi crollanti, non c'è bisogno d'essere uno squadrone costoso, purchè si possegga un giusto mix di elementi, per vivere - divertendosi - tra i quartieri alti. Lo dimostra la classifica, abbastanza ammassata nelle posizioni d'avanguardia, anche da formazioni che hanno avuto ragione, per quisquilie, di Varese per poter cogliere il senso di un dibattito che dura da mesi con il solo pensiero a una Masnago sempre gremita (come lo è) ma anche gioiosa (come non lo è mai stata, Cantù a  parte), ovvero in versione Green-Dunston. Che si riconsiderino certe mosse, lo dimostrano, peraltro, alcune voci che circolano. Staremo a vedere aspettando di risalire una classifica ancora non tenera.[/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Cecco Vescovi ritrova il sorriso dopo il lungo digiuno dell'Openjobmetis interrotto dal sofferto quanto importante raid di Brindisi. E il g.m. biancorosso ammette che, dopo tanti episodi avversi, stavolta la fortuna nel rush finale è stata amica di Varese.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    «Una boccata di ossigeno puro arrivata nel momento giusto. Dopo tante beffe stavolta la fortuna ci ha aiutato, ma l'importante è che il ritorno alla vittoria possa restituirci quella serenità necessaria per evitare errori banali. Le 23 palle perse e quegli errori finali che hanno rischiato di compromettere tutto sono stati frutto della tensione. Cerchiamo di sfruttare al meglio questa iniezione di fiducia: non esistono sfide impossibili, le ultime sei dell'andata sono tutte da giocare».
    - Una vittoria frutto di un atteggiamento difensivo adeguato alle necessità del momento...
    «L'impatto di Eyenga è stato fondamentale: alla luce della consistenza che ha garantito sabato, la sua assenza a Cremona è stata determinante. Con un elemento della sua duttilità siamo riusciti a far funzionare meglio i meccanismi ed i risultati si sono visti; un giocatore con il suo atletismo e la sua energia ci mancava a livello difensivo e ci garantisce la possibilità di aumentare la propulsione in campo aperto. E non dimenticando che ha giocato la seconda partita dopo sei mesi di inattività sono convinto che abbia ancora margini di crescita in attacco».
    - La vittoria di Brindisi ha modificato la volontà di intervenire sul mercato nel reparto playmaker?
    «I nostri play erano entrati in un loop negativo legato ai risultati e all'assenza di un punto di riferimento come Kangur; l'auspicio è che anche loro si sblocchino grazie alla vittoria. Il mercato? Lo monitoriamo sempre, quando le cose vanno male è normale prendere in considerazione quel che ci viene proposto. Ma la principale preoccupazione è quella di recuperare al meglio i giocatori che fanno già parte dell'organico: non mi riferisco solo a Robinson ma anche a Deane, che deve trovare il modo di far emergere le sue qualità. L'obiettivo è aumentargli le responsabilità per avere risposte definitive».
    - L'episodio della conferenza stampa di Brindisi ha rimesso Pozzecco al centro dell'attenzione, anche se incolpevole. Come giudica la vicenda?
    «È stato un malinteso, frutto di circostanze sfortunate perché è evidente che non conoscevamo la gravità dell'infortunio di Simmons. Detto questo, è chiaro che Gianmarco è costantemente nel mirino di chi è pronto a puntare l'indice contro di lui a prescindere, dunque bisogna fare attenzione a limitare le occasioni che possono dar adito a incomprensioni. Ma concentriamoci sul basket giocato e pensiamo a Bologna: non vinciamo in casa da più di due mesi, cerchiamo di dare continuità all'impresa di Brindisi e risalire la china in attesa che Kangur torni in campo a gennaio».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3](G.S.) - Jerel Blassingame ha la palla in mano: starà al 33enne playmaker americano decidere se imbucarla a Varese oppure in Polonia.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Dal canto proprio l'Openjobmetis avrebbe individuato nel veterano del basket europeo (10 anni nel Vecchio Continente giocando l'Eurolega con il Prokom Gdynia, con cui fu campione polacco nel 2011/2012, più l'Adriatic League 2013/2014 conquistata con il Cibona Zagabria) quel generale del parquet con personalità forte e capacità di attivazione dei compagni in grado di soddisfare le richieste di Gianmarco Pozzecco, in cerca di un playmaker diverso da Dawan Robinson.
    Il piccolo (178 centimetri per 77 chili) ma razzente play, laureatosi nel 2005 a UNLV, ha le stimmate del leader ed è principalmente un eccellente passatore (7,2 assist più 13,3 punti di media nelle 10 gare disputate in quest'annata al Cibona): potrebbe essere il giocatore adatto per rigenerare Daniel e migliorare le scelte dell'attacco varesino.
    Ma sul regista del 1981 rilasciato dopo 3 mesi da Zagabria (che non poteva più permettersi di pagarlo) c'è folta concorrenza, trattandosi di un giocatore rodato e di sicuro valore.
    Avendo individuato in Blassingame il giocatore adatto alle richieste di coach Poz, Varese ha rotto gli indugi e formulato la sua offerta, con l'obiettivo di dare la svolta in regia già nei primi giorni della settimana entrante. Ma in corsa ci sono anche i polacchi dell'Energa Czarni Slupsk, nelle cui file Jerel aveva già militato nella stagione 2010/2011. E nelle ultime ore si sarebbe inserito anche lo Stelmet Zielona Gora, altra squadra polacca con ambizioni di alto livello.
    A sostanziale parità di offerte economiche, sarà il giocatore a stabilire se sbarcare per la prima volta in Italia, oppure tornare in Polonia dove è già stato protagonista a più riprese. Il ballottaggio è serratissima, attorno al 50 per cento di possibilità, ma la decisione potrebbe già arrivare oggi: se Blassingame dirà sì a Varese, l'affare sarà fatto.[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]RAUTINS 8 Tecnica sopraffina e letture di grande classe per un secondo tempo da unica punta (17 con 5/8 da 3 e 4 assist): nel flipper impazzito di play-non-maker trascinati dalle gambe e dall'istinto, è la stella polare seguendo il quale Varese resta in partita e poi trova il guizzo vincente quando la difesa di Brindisi si concentra su di lui. Peccato per quell'ingenuità su Denmon (contatto galeotto e 3 liberi del pareggio) e qualche virata punita dagli arbitri. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    DANIEL 5,5  Presidia bene l'area ed a rimbalzo è un fattore (12 in 26'), ma sbaglia rigori a porta vuota con facilità disarmante in attacco e l'errore clamoroso del possibile più 5 rischia di costare la partita a Varese. E comunque nella rimonta del quarto periodo era in panchina. 
    ROBINSON 6 - Salvato dalla freddezza di nervi sui liberi decisivi a meno 9 (agguantati con il solito assalto generoso ma scomposto) e dalla tenuta difensiva su Pullen, per lunghi tratti della partita è confuso ed incerto nella gestione del gioco. Ora il suo posto è nelle mani di Blassingame e della sua decisione, se comunque sarà stata l'ultima gara a Varese quel 2/2 decisivo compensa parzialmente l'1/2 galeotto e il fallo non commesso contro Reggio Emilia. 
    DIAWARA 6  Tre triple nei primi 5', poi perde di vista il canestro forzando troppo in penetrazione, ma si rende comunque utilissimo nel lavoro sporco in difesa ed a rimbalzo. 
    DEANE 5,5  Parte fortissimo con 4 assist nei primi 5', poi però colleziona erroracci e iniziative poco lucide: occasione persa per dimostrare di valere il posto da titolare, alla fine pasticcia come Robinson ma difende meno. Lo salverà il passaporto. 
    CALLAHAN 7  Classica vendetta dell'ex sul parquet dove tre anni fa vinse l'allora LegAdue: impatto difficile con 3 falli in 4', ma la rimonta dell'ultimo quarto porta anche la firma delle sue triple e della sostanza a rimbalzo. 
    EYENGA 6.5  Energia ed atletismo ma anche tanti errori banali, si fa valere soprattutto in difesa e mostra duttilità sui due lati del campo; in attacco raccoglie pochissimo, nel finale però lancia la fuga dell'Openjobmetis con tre giocate determinanti (due in difesa ed una tripla totalmente inattesa). Molta più quantità che qualità, ma sarà certamente utile alla causa.
    BRINDISI: Pullen 5,5; Harper 5,5; James 6,5; Bulleri 6; Denmon 6; Turner 5,5; Mays 6; Zerini 6. 
    G.S.
     [/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]BRINDISI - Si chiude a quota 6 la serie negativa dell'Openjobmetis: i biancorossi espugnano il capo dell'Enel con 2 liberi a 9 dal termine di Dawan Robinson (foto Ciamillo in alto) (l'elemento più discusso del roster, ancora a rischio pur dopo il rush finale vincente) e rompono un digiuno lunghissimo che durava dal lontano 19 ottobre.  Stavolta Varese vince in rimonta, ricucendo dal meno 8 del 30' con una micidiale scarica di triple (5/10 nell'ultimo quarto); pur rischiando brutto anche stavolta con una gestione finale quantomeno rivedibile, i biancorossi costruiscono una vittoria importantissima grazie ad una difesa solida ed una presenza efficace a rimbalzo (42-30 per i biancorossi). Il gravissimo infortunio di Simmons (lesione del tendine del quadricipite del ginocchio sinistro, stagione finita per il centro dell'Enel) ha certamente agevolato il compito dei biancorossi, che nascondono con un sontuoso 14/26 da 3 (brilla soprattutto il 7/11 di Rautins) una prova ancora poco brillante dei registi (23 perse totali). L'intesa Deane-Diawara produce due triple in fila dell'ala francese. I cambi difensivi esaltano l'energia dell'ala congolese, e il quarto assist del bulgaro per Daniel vale il 6-10 del 4'. L'infortunio al ginocchio di Simmons toglie di scena un protagonista dopo 6', e la difesa biancorossa lavora col piglio giusto (33% dal campo per l'Enel al 10'), mentre Eyenga e Callahan lanciano l'Openjobmetis sull'11-18 dell'8'. Varese soffre però a rimbalzo d'attacco (3 falli in 4' per l'italo-americano) e il massiccio Mays lima il gap (15-19 al 12'), ma Robinson esce dalla panchina con la spinta giusta e accende Rautins: 2-10 biancorosso e 17-29 al 13' con Piero Bucchi costretto al secondo time-out. Ma Varese perde di mano l'inerzia con le guardie di Brindisi che entrano in partita: 15-5 finale con Pullen (12 a metà gara) che si accende in campo aperto, mentre Daniel spreca occasioni ghiotte (34-34 al 20'). Dopo l'intervallo Brindisi colpisce dall'arco con Turner e Mays e firma il primo sorpasso (42-40 al 23'); tra un cocktail micidiale di palle perse (8 nel quarto) ed errori da sotto, due triple di Rautins sono ossigeno puro per il 48 pari del 26'. Ma gli ultimi 6' del terzo quarto sono un campionario di brutture ed erroracci, e l'8-0 firmato Denmon ed Harper firma il 56-48 del 30'. A svegliare Varese ci pensa ancora Bum-Bum Andy: due dardi in fila del nazionale canadese riportano a galla gli ospiti, che sfruttano le doti frontali di Callahan per altre due triple consecutive pur tra mille errori in fase di impostazione del gioco. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Sorpasso sul 60-62 del 35' firmato dall'ex di turno, ma la doppietta Turner-James riporta al comando i padroni di casa (66-63 al 38'). Ancora Rautins con una fiondata frontale per il pareggio, poi Eyenga gioca due ottimi possessi (persa forzata di James e tripla del 66-69 su assist di Andy). Diawara fallisce il più 6 dall'arco, ma la stoppata del congolese su Pullen mette la partita nelle mani dei biancorossi. Ma anche stavolta Varese rischia di sprecare tutto: Daniel si mangia il tap-in della vittoria sull'errore di Robinson schiacciando sul ferro il possibile più 5 a meno 18, e Rautins regala i 3 liberi del pareggio a Denmon per il 69-69 a meno 16. Provvidenziale il 2/2 di Robinson a meno 9 dopo una rimessa comunque sofferta, l'ultimo possesso è nelle mani dell'Enel ma l'Openjobmetis protegge bene l'area, e dopo le beffe di Cinciarini e Goss contro Reggio Emilia e Venezia, stavolta la tripla-partita di Mays è respinta dal ferro. 
    Alla fine grande abbraccio liberatorio tra la squadra e Gianmarco Pozzecco seduto in parterre a fianco dei due presidenti Stefano Coppa ed Alberto Castelli - che festeggia la prima vittoria in carriera da capo allenatore in serie A di Ugo Ducarello. L'impresa del PalaPentassglia basterà per dare la sterzata, o si approfondirà l'operazione Blassingame?
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]L'Openjobmetis fa rotta verso Brindisi con tanta voglia di riscatto. Sarà un compito improbo per Varese quello di stasera (ore 20.30 con diretta su www.gazzetta.it) sul campo della lanciata Enel: la serie di 6 sconfitte consecutive dei biancorossi a fronte dei 4 successi in fila dei pugliesi indica uno stato d'animo diametralmente opposto tra le due protagoniste dell'anticipo odierno. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Ma la trasferta a pronostico avverso al PalaPentassuglia è la classica partita dalla quale ci si aspettano risposte importanti sul piano dell'atteggiamento e del gioco, al di là del risultato finale.
    La prova opaca e scialba di Cremona, che ha allungato ulteriormente un digiuno ormai lunghissimo dal lontano 19 ottobre a Pesaro, ha aperto ufficialmente una crisi che le precedenti (ma ripetute) sconfitte in volata avevano parzialmente nascosto. Ora società ed ambiente si aspettano una decisa sterzata dalla squadra di Gianmarco Pozzecco (ancora in tribuna per il secondo turno di squalifica con Ugo Ducarello head coach), per evitare di avvitarsi ulteriormente nella spirale della negatività portata dai risultati. 
    Ma anche stavolta il rischio è quello di non potersi giocare tutte le carte disponibili: recuperato appieno Christian Eyenga, dall'infermeria biancorossa arrivano cattive notizie sulle condizioni di Dawan Robinson, che ieri mattina si è fermato dopo pochi minuti di allenamento per il perdurare dei problemi alla schiena manifestatisi giovedì. 
    Il capitano dell'Openjobmetis è partito con i compagni alla volta di Brindisi, ma solo in occasione dello shootaround in programma questa mattina al PalaPentassuglia si capirà se e quanto potrà giocare stasera. 
    Dunque volenti o nolenti la prima svolta sarà quella di promuovere Willie Deane nel ruolo di play titolare, mossa auspicate per provare a migliorare la qualità del gioco della squada; poi col bulgaro in regia ed Eyenga in campo, si valuterà l'impatto dei due possibili fattori di sblocco dell'attuale impasse tecnico.
    L'auspicio è che comunque Robinson possa dare un contributo almeno parziale, soprattutto contro un'avversaria dalle rotazioni profonde e dal notevole talento perimetrale come la squadra di Bucchi. Che ha tre esterni dal grande potenziale realizzativo come il play Pullen, la guardia Denmon e l'incisivo esterno Turner, dietro i quali agiscono il tiratore Harper, il veterano Bulleri (ex compagno in azzurro del Poz) e l'ex senese Cournooh. Sotto canestro la pungente ala-pivot James sfrutta gli spazi aperti dal potente Mays e dall'esplosivo Simmons (11,0 punti e 7,3 rimbalzi), aggiunta di grande qualità pescato dall'Olympiacos, mentre il duttile Zerini completa la rotazione dei lunghi. 
    Un roster da 10-giocatori-10 col quale l'Enel punta ai primi 4 posti in Italia ed al vertice nell'Eurochallenge FIBA; il settore nel quale la squadra di Bucchi può maggiormente mettere in difficoltà l'Openjobmetis è quello vicino a canestro, dove Daniel e Callahan (tre anni fa campione dell'A2 con Brindisi, altro ex di turno è Kuba Diawara visto in Puglia nel 2010/2011) avranno le mani piene contro il poker di lunghi di casa.
    Varese dovrà mostrare il giusto piglio soprattutto sul piano della concentrazione dell'approccio difensivo, e al di là del risultato verificare le risposte della squadra e dei singoli in un match che servirà per trarre conclusioni importanti sulle strategie future con l'operazione Blassingame congelata in attesa delle risposte del campo. Per questo stasera conterà il risultato, ma soprattutto conterà l'atteggiamento e la qualità del gioco espresso...
    FRATES IN CINA - Fabrizio Frates si è accasato in Cina: l'ex coach della Cimberio ha firmato per gli Jiangsu Nadang Dragons, squadra di bassa classifica (5 vittorie su 14 gare e quattordicesimo posto) tra le 20 partecipanti della ricca lega maggiore CBA. Il coach milanese lascerà domani l'Italia, e debutterà martedì sera alla guida del team di Nanchino: l'accordo durerà fino al termine della regular season previsto per l'1 febbraio più gli eventuali playoff.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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