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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Infermeria piena e collezione di referti gialli? Niente panico, stiamo lavorando per voi. Così Cecco Vescovi riassume lo stato d'animo del cantiere Varese nel corso di un precampionato avaro di soddisfazioni (solo 2 vittorie - contro Brescia e Legnano, squadre di categoria inferiore - e 7 sconfitte in altrettanti test contro avversarie di serie A).[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Il vero problema riguarda le difficoltà nel lavorare al completo che proseguono anche nella penultima settimana di preparazione: ieri Daniel e Kangur erano ancora ai box e salteranno l'amichevole di domani a Bologna, mentre Callahan e Rautins hanno iniziato a lavorare contro zero ma probabilmente si riattiveranno da giovedì in vista del torneo di Fabriano.
    «Nessuna preoccupazione per le sconfitte legate a situazioni contingenti che non ci hanno mai permesso di giocare con rotazioni complete - dice il g.m. biancorosso -. In questa fase della stagione non contano i punteggi ma i progressi tra una partita e l'altra: in tal senso la sconfitta in volata contro Cantù a Jesolo rispetto al Memorial Di Bella di Pavia evidenzia che la squadra sta crescendo. Ed anche nella finalina contro la Virtus, in condizioni particolarmente menomate, siamo andati vicino al successo. Peccato per gli acciacchi che non ci stanno permettendo di lavorare al completo, speriamo che almeno a Fabriano si possa giocare nella versione definitiva del roster».
    Dunque, se dal punto di vista del gioco espresso è oggettivamente difficile esprimere giudizi compiuti, Vescovi è convinto che l'impalcatura della squadra così come è stata pensata possa reggere alla prova del campo: «Finora abbiamo visto troppo poco per dare un parere definitivo sul valore della squadra. Anche perché abbiamo lavorato prevalentemente sulla chimica, mentre con tante assenze il gioco e l'intesa sono stati fisiologicamente rallentat. Però, resto convinto che i criteri di costruzione del roster siano quelli adatti a sviluppare il basket richiesto dal coach e regalare le emozioni richieste dai tifosi. Troppi giocatori avanti con gli anni e troppi riciclati? Sulle qualità tecniche di Kangur (foto Blitz in alto) e Diawara possiamo mettere la mano sul fuoco, mentre l'anagrafe non è un problema in una stagione nella quale giocheremo una partita a settimana senza più le coppe».
    Dunque, l'auspicio del g.m. è che le ultime due settimane trascorrano senza ulteriori intoppi e Varese possa arrivare con i meccanismi ben oliati all'esordio contro Cantù: «L'auspicio è quello di sfruttare al massimo l'ultima fase della preparazione per sistemare i dettagli. C'è da inserire Willie Deane, giocatore di indiscussa qualità che però ha giocato due partite a Jesolo dopo un solo allenamento. Ed auspicabilmente c'è da mettere a punto quei particolari che con tante assenze non abbiamo ancora automatizzato. Confido in particolare nell'ultima settimana di allenamenti per arrivare al meglio al derby. In città c'è grande aspettativa, come dimostrano gli eccellenti dati degli abbonamenti, ma fuori Varese questo precampionato senza acuti sta spostando altrove le attenzioni e per certi versi non è un male. Per noi l'esordio con Cantù è importantissimo: vincere all'esordio una gara così sentita potrebbe darci il giusto abbrivio nella rincorsa verso la Coppa Italia».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Esperienza, talento e carisma ma anche tanta voglia di lasciare il segno nell'unico campionato europeo dove non è ancora stato protagonista dopo undici anni a stracciare retine tra Grecia, Russia, Ucraina, Spagna, Francia, Turchia e Bulgaria. [/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]L'ultimo acquisto biancorosso, Willie Deane, ha tutte le caratteristiche tecniche ed umane per lasciare il suo marchio sulla pelle di una Openjobmetis in divenire. 
    «Per me è ancora tutto nuovo e dunque è presto per esprimere giudizi approfonditi - le prime parole del 34enne  play-guardia americano con passaporto bulgaro -. Nel Memorial Porta abbiamo alternato momenti di grande basket a periodi di evidente mancanza di concentrazione: la prima cosa da fare è migliorare in questo aspetto, aumentare la consistenza riducendo i passaggi a vuoto e lavorando per diventare più continui. E quando si riesce a conquistare un buon margine di vantaggio come accaduto nella fase iniziale della partita, cercare di conservarlo con una gestione più oculata». 
    Quali sono le sue condizioni di forma, pensa di arrivare al 100 per cento all'esordio del 12 ottobre con Cantù? 
    «Ho lavorato per conto mio durante l'estate per farmi trovare pronto alla chiamata di chi avesse avuto bisogno di me. La condizione atletica è già elevata, questo ciclo ravvicinato di amichevoli mi sarà molto utile per recuperare il tono agonistico e il mio timing con la partita, e sono certo che sarò pronto per il campionato. Ma soprattutto voglio conoscere i compagni, intendo dire cosa sanno e cosa gli piace fare in campo». 
    Quale sarà il suo ruolo all'interno della squadra? Ha già affrontato l'argomento con coach Pozzecco? 
    «Ne abbiamo discusso al mio arrivo in città, ma al momento è ancora una cosa da definire: mi ha scelto per le caratteristiche che ha individuato nel mio gioco, ma sarà lui a decidere quale sarà il mio ruolo dopo che avrà verificato il impatto all'interno del sistema ed avrà individuato la cosa che sarà più utile alla squadra». 
    Nella sua carriera è sempre stato un realizzatore prolifico ma anche un proficuo assist-man, quale delle due cose prefericsce? 
    «L'aspetto del gioco che prediligo è quello di coinvolgere i miei compagni: sfortunatamente in Europa gli assist godono di una considerazione inferiore al loro effettivo valore, e spesso e volentieri si tende a considerare i punti segnati come indicatore primario della prestazione di un singolo. Ma io non sono quel tipo di giocatore: come indole mi metto sempre al servizio degli altri. Sono orgoglioso di considerarmi come un altruista, dunque deciderà il coach se saranno più utili i miei assist o i miei punti». 
    Sente di poter essere leader di questa squadra? 
    «Per indole sarò certamente il leader o uno dei leader di un gruppo che ha comunque tanti giocatori esperti. Ma non si è mai troppo vecchi per imparare: così come io metterò la mia esperienza a disposizione dei giovani del gruppo, saranno loro a dover dare energia con la loro freschezza e il loro entusiasmo. Tanti compagni sono di scuola americana come me, ma questo non è necessariamente un sinonimo di successo: la chimica non ha passaporto, quel che conta è che tutti lavorino per il bene comune». 
    Che giudizio ha ricavato dall'esperienza dei playoff 2013/2014 disputati con l'EA7? 
    «Quella italiana è una lega in cui sono le guardie ad essere protagoniste: non ci sono molti lunghi di grande stazza, tutte le squadre hanno un solo uomo d'area e giocano col campo molto largo, il ritmo è abbastanza elevato e si fa ampio uso del contropiede. Tutti aspetti che considero perfetti per il mio stile di gioco: la definizione Smallball per il gioco italiano è azzeccata, io sono uno di questi giocatori piccoli e sono convinto che mi adatterò rapidamente». 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Varese è pronta ad affidare a Willie Deane le chiavi della squadra. Il 34enne play-guardia bulgaro, sbarcato ieri in città, dovrà essere il valore aggiunto di una Openjobmetis che chiede al veterano ex Volgograd di prendere subito in mano il bastone del comando. Nella contingenza immediata c'è l'infortunio di Andy Rautins, comuque recuperabile nel giro di un paio di settimane ma già alle prese con una riattivazione lenta dopo 8 mesi di inattività. Dunque l'esterno del 1980, dovrà sfruttare al meglio le ultime cinque amichevoli - a partire dal torneo di Jesolo in programma domani e sabato - per entrare nei meccanismi della squadra.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Si cercava un sesto uomo d'impatto, è arrivato un elemento con le atout per essere protagonista e leader, visto il pédigrèe di un atleta che in tutte le sue incarnazioni ai quattro angoli d'Europa ha sempre dimostrato doti di prolifico realizzatore ma di anche eccellente assistman. Un'aggiunta per la quale la società ha effettuato uno sforzo importante per accontentare la richiesta di Pozzecco (con Dean nella foto Blitz) di allungare le rotazioni con un elemento di provata qualità.
    Con Deane il team biancorosso ha una rotazione di sette giocatori veri più le scommesse Casella ed Okoye, ali con caratteristiche diverse - doti balistiche per il pisano, qualità atletiche per il nigeriano - che lotteranno per guadagnarsi spazio in alternanza. Pertanto nella versione completa, col recupero di Rautins che permetterà a Varese di utilizzare anche l'arma dei tre piccoli, la panchina non sarà così corta come sta evidenziando il precampionato.
    E i limiti di stazza del reparto lunghi che ha il solo Daniel (200 centimetri per 103 chili) come pivot di ruolo? Al momento non ci sono la volontà né le risorse per un ulteriore intervento correttivo: l'operazione Deane ha già sforato un budget che, rispetto alle prospettive di giugno, è stato rinvigorito con l'arrivo del nuovo main sponsor ed altri nuovi partner, oltre ad un potenziamento economico - nonostante la riduzione numerica - dell'apporto di Varese nel Cuore. Ma che deve rispettare vincoli ben precisi, anche perché il deludente 2013/2014 è costato qualche uscita di scena tra i partner.
    E poi c'è il discorso tecnico: quella di puntare sull'atipicità e sull'atletismo a scapito della stazza è una scelta filosofica condivisa da coach e area tecnica. Dunque, prima di rottamarla con l'aggiunta di un uomo d'area (un nome disponibile senza sostituire uno dei sette stranieri attuali? Andrea Crosariol) la si vorrebbe comunque verificare alla prova del campo con la squadra in versione completa.
    Quale sarebbe la logica di rinnegare una strategia prima ancora di poterla valutare?[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Varese torna a vincere, ma ancora non convince. Dopo cinque sconfitte consecutive inverte il trend negativo del suo precampionato, soffrendo però sino in fondo per regolare in volata la Leonessa Brescia. Per il quarto anno consecutivo i biancorossi si impongono a Gorla Maggiore nel Memorial Fabio Porta, ma rispetto agli ampi scarti delle edizioni passate della sfida contro i lombardi di A2 Gold, stavolta è partita vera. Con tanto di antipatico siparietto boxistico, vedi lo scontro tra Kangur e Cittadini a poco più di 2' dal termine (dopo un paio di scaramucce sui due lati del campo il primo pugno lo sferra l'estone, poi è mischia a terra divisa dalle due panchine).[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Nel complesso altra prova dai due volti per il team di Gianmarco Pozzecco che, dopo un avvio scintillante sul piano della corsa e dell'intensità (anche 44-25 al 15'), cala vistosamente alla distanza per effetto delle rotazioni limitate in assenza di Rautins e Callahan e in attesa dell'innesto di Deane. Senza tre dei primi sette giocatori della rotazione, con un solo creatore di gioco (4 assist ma anche 3 perse e qualche sbavatura di troppo per Robinson) e un solo lungo (Daniel tornituante nel primo tempo - 16 punti con 6/6 al tiro e 4 recuperi - ma in campo solo 7' nella ripresa per problemi di falli), la qualità e l'energia della squadra biancorossa calano alla distanza dopo un primo tempo da 52 punti e il 65% dal campo.
    Se le gambe non girano e il tiro da fuori funziona ad intermittenza, allora emergono i problemi: cattive rotazioni difensive, poca lucidità a metà campo, difficoltà a rimbalzo acuita dal riposo forzato di Daniel. E rimonta progressiva di Brescia (58-51 al 25', 60-56 al 28'), respinta in prima istanza da Robinson e Diawara (anche 5 assist) per il 69-60 del 32'.
    Ma nel finale, complice il quinto fallo del pivot ex Pistoia e il quintetto improbabile schierato dal Poz, con Diawara ed Okoye sotto canestro dopo l'espulsione di Kangur, la Leonessa graffia con Fernandez e Brownlee (82-84 a meno 1'02).
    Dopo il pareggio interno di Diawara, provvidenziale il recupero del solido Casella (7 rimbalzi) con Robinson che lucra un antisportivo da Brownlee: il play ex Reggio segna solo il primo libero (85-84 a meno 23) ma Varese riesce a perder palla sulla rimessa e lascia a Brescia l'ultima chance. La buona chiusura sull'incursione di Nelson consente ai biancorossi di esultare, pur con tutte le riserve del caso per la sensazione che il cantiere varesino abbia ancora bisogno di molto lavoro. Però è pur vero che in queste condizioni menomate, una squadra che deve fare della corsa e dell'intensità le sue armi principali per esaltare le sue doti atletiche e nascondere i suoi limiti di stazza non ha semplicemente le risorse sufficienti per accendersi con continuità.
    Sicuramente utile comunque l'aggiunta alle rotazioni di Marshall Henderson, tiratore puro con poche altre qualità che però nel finale in volata è stato prezioso con due dardi pesanti (5/11 dal campo in 20' per l'ex Ole Miss).
    Soltanto spettatore, invece, l'ultimo arrivato Willie Deane che dopo le visite mediche di rito è rimasto a guardare in attesa del primo allenamento odierno: domani l'esordio a Jesolo, nel secondo atto dell'anticipo di campionato contro Cantù dopo quello di mercoledì scorso a Pavia. L'auspicio è che il play di passaporto bulgaro possa dare in fretta una vigorosa sterzata.
    Gi.Sci.[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Tappa a Gorla Maggiore per l'Openjobmetis nel suo frenetico percorso delle amichevoli precampionato. Stasera al PalaGorla (palla a due alle 20.30; ingresso gratuito con offerta libera devoluta all'AIL sezione di Varese ed all'iniziativa Cestisti fino al Midollo) la squadra di Gianmarco Pozzecco sfiderà la Leonessa Brescia - squadra militante in serie A2 Gold - nell'unico test in provincia di Varese inserito nel circuito delle 12 gare previste come tappe di avvicinamento per il campionato di serie A. L'appuntamento ormai classico con il Memorial Fabio Porta, terza edizione della manifestazione organizzata per commemorare la storica bandiera della Gorlese, arriva in un momento critico nella fase di avvicinamento al debutto del 12 ottobre. Il match di stasera contro un'avversaria di categoria inferiore (nelle file di Brescia c'è la vecchia conoscenza Marco Passera) offre ai biancorossi l'occasione di invertire la rotta dopo 5 sconfitte consecutive, ed offrire ai tifosi biancorossi un biglietto da visita convincente come traino in vista dell'ultima settimana della campagna abbonamenti (si riapre da domani a domenica, tessere giunte a quota 2647). Ma al di là del risultato, conta dimostrare di aver preso la rotta giusta sulla strada della crescita dopo gli affanni del Trofeo Lombardia legati principalmente ai problemi di salute ed alla panchina corta in attesa dell'aggiunta del neoacquisto Willie Deane. Le assenze degli infortunati Rautins e Callahan renderanno ancora più scarne le rotazioni a disposizione di Gianmarco Pozzecco, costretto a fare di necessità virtù in un periodo nel quale avrebbe bisogno di spingere al massimo sull'acceleratore in allenamento per trovare in fretta la messa a punto. Rispetto ai 6-giocatori-6 utilizzati domenica contro Cremona, Varese potrà utilizzare l'ultimo arrivato Marshall Henderson per allungare le rotazioni e non sovraccaricare i titolari: il tiratore statunitense he sarà ospite del club biancorosso per le prossime 2 settimane si è allenato ieri con il gruppo e stasera darà una mano a Varese con l'obiettivo di mettersi in luce per trovare un ingaggio in Italia. Per vedere all'opera l'ultimo acquisto biancorosso Willie Deane bisognerà invece attendere il torneo in programma venerdì e sabato a Jesolo: il play-guardia di passaporto bulgaro sbarcherà stamattina alla Malpensa, ma la giornata odierna prevede le visite mediche di rito ed altre formalità burocratiche. Dunque stasera al PalaGorla il 34enne esterno ex Volgograd sarà un semplice spettatore, pur con la curiosità di vedere all'opera i nuovi compagni: visto che Rautins sarà probabilmente ai box nelle prossime 6 gare di precampionato, l'esperto esterno del 1980 dovrà inserirsi in fretta sul telaio di una Openjobmetis ancora ampiamente in divenire. Così le formazioni in campo al PalaGorla: [/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]OPENJOBMETIS VARESE: 2 Daniel, 4 Casella, 5 Robinson, 6 Lepri, 9 Diawara, 10 Henderson, 11 Okoye, 14 Kangur, 17 Affia Ambadiang, 18 Balanzoni. All. Pozzecco [/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]LEONESSA BRESCIA: 4 Fernandez, 5 Cittadini, 9 Benevelli, 11 Loschi, 13 Passera, 18 Tomasello, 20 Nelson, 23 Giammò, 32 Brownlee. All. Diana [/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    Slitta ad oggi il verdetto definitivo sull'entità dell'infortunio di Andy Rautins. Il canadese si è sottoposto ieri a risonanza magnetica per verificare il danno riportato dalla caviglia sinistra in occasione della brutta scivolata di sabato nel Trofeo Lombardia di Desio. Ora si attende il referto che dovrà essere visionato da Stefano Sella: il medico sociale biancorosso stabilirà la diagnosi e la relativa prognosi, anche se le prime risposte alle terapie svolte negli ultimi due giorni inducono all'ottimismo. Già ieri il tiratore camminava con l'ausilio di un tutore. Se fosse confermata la prima ipotesi di una distorsione di primo grado, potrebbero bastare una decina di giorni per rivedere in campo l'ex di Francoforte, consentendo così a Varese di arrivare al completo all'appuntamento con il derby d'esordio del 12 ottobre contro Cantù. Dopo il grande spavento, si attendono ulteriori certezze per tirare un sospiro di sollievo, ma le sensazioni sono positive.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Rientrato anche l'allarme per Craig Callahan, bloccato da un risentimento all'adduttore sinistro dopo pochi minuti del match di domenica contro Cremona: solo una contrattura per il lungo italo-americano che salterà il Memorial Porta di domani a Gorla Maggiore e verrà rivalutato prima del torneo di Jesolo in programma venerdì e sabato.
    Per far fronte ai problemi fisici di un organico comunque corto, la società ha deciso di aggiungere un ospite per aumentare la qualità degli allenamenti: si tratta di Marshall Henderson, tiratore americano fresco di laurea ad Ole Miss che sta cercando collocazione in Italia dopo essersi allenato con Forlì e Tortona. L'esterno statunitense lavorerà da oggi con la squadra di Gianmarco Pozzecco e resterà aggregato al gruppo fino al rientro di Rautins. Nessuna operazione di mercato, ma semplicemente una stampella in un momento di difficoltà sul piano numerico: Varese ha bisogno di allenarsi con intensità per crescere e un elemento di valore in più aumenterà la qualità del lavoro in palestra oltre ad evitare sovraccarichi per i titolari sani (domenica, contro Cremona, Poz ha utilizzato solo 8 giocatori, spremendo solo 12' totali dalla panchina).
    Domani, poi, arriverà Willie Deane, ultimo acquisto del mercato estivo: il play-guardia di passaporto bulgaro sarà solo spettatore nell'amichevole di domani contro Brescia, ma da giovedì si unirà al gruppo.
    Chi invece sembra destinato altrove è Francois Affia Ambadiang che con l'arrivo dell'esperto esterno ex Volgograd sarebbe destinato alla tribuna in qualità di ottavo straniero: la società di piazza Monte Grappa sta cercando collocazione al 21enne centro camerunense. L'idea è quella di prestarlo in una squadra che gli possa garantire minuti da protagonista, aspetto fondamentale per verificare la possibile crescita di un prospetto ancora molto acerbo. Probabile un trasferimento all'estero in un club che possa accollarsi anche il costo - pur limitato - del contratto per il 2014/2015.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    DESIO - Milano è già grande, Varese ancora piccola piccola. Derby a senso unico nella seconda semifinale del Trofeo Lombardia, con la squadra di Pozzecco vittima sacrificale dell'EA7 campione d'Italia in carica e già a pieno regime a due settimane dalla Supercoppa di Sassari. Troppo netto il gap fisico e di qualità - soprattutto in termini di profondità della panchina - tra l'unica squadra d'Italia che vanta un budget milionario (ampiamente) a due cifre - peraltro ancora senza Shawn James - ed una Openjobmetis in costante affanno nel costruire gioco viste anche le condizioni precarie di Dawan Robinson. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    La febbre che aveva fermato l'ex Reggio Emilia nella giornata di venerdì svuota le gambe del play di Philadelphia, mai in grado di incidere come nelle precedenti uscite di Trapani e Pavia. Tra armi ancora scariche dall'arco e una difesa mai in grado di fermare il poliedrico talento offensivo di Marshon Brooks. 
    Insomma una serata da dimenticare sotto ogni profilo, infortunio di Rautins compreso (out ad 8' dal termine per un problema alla caviglia sinistra), pur con l'attenuante del valore assoluto dell'EA7 che con questo mix di talento e fisicità rischia di cannibalizzare la serie 
    A come la Siena dell'era Pianigiani. Oggi alle 18 - certamente senza Rautins, e a prima vista l'infortunio potrebbe non essere lieve - la finalina con Cremona: Varese cercherà di rompere il ghiaccio dopo le 4 sconfitte in fila con Trapani, Capo d'Orlando, Cantù ed EA7. Ma soprattutto di capire se la distanza siderale evidenziata nei confronti di Milano è colmabile di fronte ad un'avversaria che nel ranking della serie A attuale è posizionata nella metà bassa della classifica. Varese cerca di far valere la sua aggressività difensiva, ma sui cambi in serie Brooks e Samuels la puniscono dall'arco (5-11 al 4'). E se il tiro da fuori non funziona come a Pavia (0/6 da 3 a metà gara per il team di Pozzecco), i muscoli di Milano sono indigesti sui due lati del campo, con gli aiuti su Samardone puniti ripetutamente da sotto con Gentile e Brooks (7-17 al 6' e 9-22 al 7'). L'ex Lakers è incontenibile (14 alla prima sirena e 18 con 7/7 al tiro in 11' alla pausa lunga), mentre l'Openjobmetis non trova chiavi per scardinare una difesa stabilmente chiusa a protezione dell'area come quella dell'EA7: il vantaggio Olimpia aumenta in progressione (13-27 al 10', 14-33 al 12') con Banchi che sfrutta le sue rotazioni chilometriche (il lussoso acquisto estivo Kleiza entra solo dopo 12') contro quelle piuttosto scarne dei biancorossi. L'unico terminale acceso è un combattivo Diawara (11 all'intervallo), che lucra soluzioni interne contro l'ex Cerella; ma Melli ed Hackett macinano triple senza soluzione di continuità e il gap continua a dilatarsi (19-38 al al 15'). Il terzo fallo di Daniel - che prova quantomeno a limitare i danni in difesa - acuisce la rottura prolungata di Varese che precipita senza sussulti (20-46 al 17') fino al 24-52 della pausa lunga pagando il fatturato nullo del duo Robinson (6 perse)-Rautins (0/4 al tiro e meno 5 di valutazione). 
    E neppure la pausa lunga snebbia le idee di una Openhjobemetis che subisce in lungo e in largo il debordante mix di talento dei campioni in carica. 
    Sul 24-61 del 23' Varese rompe il digiuno dall'arco dopo 9 errori in fila, ma è uno sparo nel buio: qualche sussulto offensivo firmato Casella giunge solo dopo il meno 40 del 32'. Martedì arriverà Willie Deane, forse già in campo per qualche minuto al Memorial Porta di mercoledì prossimo a Gorla Maggiore: l'auspicio è che l'esperto play di passaporto bulgaro cambi il volto di una Varese ieri lontana anni luce dalla squadra aggressiva e battagliera che vorrebbe vedere coach Poz.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    «Spiace aver perso,ma non solo assolutamente preoccupato»[b]. [/b]Gianmarco Pozzecco professa tranquillità al termine di un match perso in volata contro la sua vecchia Upea: «Bravi loro a non mollare mai: per l’affetto che ho nei confronti del gruppo brucia meno perdere una partita che sembrava già vinta. Certo è solo un’amichevole in campionato sarebbe stato ben diverso…».[b] [/b]Però il coach varesino esprime concetti molto più “sereni” rispetto al richiamo ad un approccio diverso dopo la sconfitta di sabato contro Trapani:[b] [/b]«Ci alleniamo insieme solo da 5 giorni ed è normale che siamo ancora indietro, in particolare alcuni automatismi non sono oliati. Però ci sono segnali di enorme miglioramento rispetto alla prima gara: a parte un periodo nel secondo quarto in cui siamo stati troppo arrendevoli la difesa è stata quella che voglio vedere sempre. Alla fine siamo arrivati nel rush decisivo con poche energie alla seconda partita in due giorni, ma nel complesso ho visto tante cose positive». Sulla stessa falsariga le considerazioni del GM Cecco Vescovi in merito al “consuntivo” dei due giorni di Trapani: «Il risultato negativo non mi interessa assolutamente, mi concentro piuttosto sugli aspetti positivi legati principalmente alla bella reazione di ieri sera dopo il meno 13 di metà secondo quarto, con una frazione difensivamente molto intensa. Il terzo quarto contro l’Upea dimostra che la squadra ha le qualità per fare le cose che chiede Gianmarco nella sua metà campo; certo in questo momento della stagione è difficile riuscire a farle per 40 minuti, non dimenticando che Rautins è più indietro degli altri ed ha bisogno di compiere un percorso di avvicinamento di un certo tipo. E lo stesso Kangur ha riposato per la prima volta dopo svariate estati in Nazionale, dunque ha bisogno di carburare». Il dirigente varesino si sofferma sugli aspetti sui quali lavorare per arrivare pronti al traguardo-campionato: «Dobbiamo imparare a comunicare di più in difesa per sfruttare meglio la nostra duttilità sui cambi difensivi. Però sono meccanismi che miglioreranno con il tempo e la conoscenza reciproca: questa squadra ha iniziato a correre e sudare il 28 agosto ma di allenamenti di basket ne ha all’attivo molto pochi, c'è tutto il tempo per portarli in condizioni ottimali all'inizio del campionato».[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)]TRAPANI – Secondo stop consecutivo per l’Openjobmetis che cede il passo a Capo d’Orlando nella finalina del Memorial “David Basciano”. Nel primo incrocio contro un’avversaria della serie A prossima ventura (pur senza il veterano[/color][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
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    Soragna e l’ultimo arrivato Burgess), la squadra di Gianmarco Pozzecco non corona i frutti di una rimonta tutta grinta ed intensità dopo il meno 13 di metà secondo quarto. Fatale il gioco da 4 punti (tripla con fallo a meno 8”) inventato da Austin Freeman per condannare Varese alla sconfitta in una partita che ha fatto comunque registrare significativi progressi rispetto alla versione difensivamente “ectoplasmatica” di sabato contro Trapani. Nella finalina di consolazione del “Basciano”, i biancorossi hanno mostrato sprazzi decisamente promettenti sul piano dell’energia e dell’intensità difensiva, arma imprescindibile per una squadra che per stazza limitata ed atipicità diffusa dovrà fare dell’aggressività in retroguardia il suo “credo” stagionale. Proprio in questo modo Varese è risalita dal brutto momento della seconda frazione (anche 22-35 al 15’ sotto le triple di Freeman e Flynn), cambiando marcia nella terza frazione sull’asse Daniel-Robinson. Senza dubbio gli elementi migliori dell’Openjobmetis di ieri: il centro ex Pistoia (8/9 da 2, 6/6 ai liberi e 10 rimbalzi di cui 6 offensivi) ha lavorato con grande efficacia sotto entrambi i tabelloni, mentre il play ex Netanya (7/9 ai liberi, 6 assist e 5 recuperi) è stato il motore del gioco con le sue “serpentine” che hanno prodotto punti per sé e per gli altri. Ancora poco incisivo invece Andy Rautins: l’ultimo a sbarcare in Italia è fisiologicamente il più indietro del gruppo, ed anche se la sua “sintassi” cestistica è evidente in questo momento le fatiche della preparazione tolgono la luce del canestro a quello che resta prima di tutto un tiratore puro (1/7 dal campo). Gli 11 punti subiti nella terza frazione hanno coinciso col momento migliore di Varese, che ha messo la freccia sul 51-49 del 27’ e toccato il più 7 (60-53 al 30’) con una tripla da metà campo di Kangur. Peccato per non aver chiuso i conti nel momento migliore (66-58 al 32’), pagando gli sforzi della seconda partita consecutiva che hanno tolto fluidità perimetrale alla coppia Kangur-Diawara (8/27 totale dall’arco per Varese). Così Capo d’Orlando, trascinata dalle bordate di Freeman (17 nell’ultimo quarto), si è riavvicinata sempre di più (72-70 al 37’). Sembrava fatta sul 76-71 del 37’ con una schiacciata di Okoye, ma l’Upea non ha mollato mai sfruttando anche un tecnico per proteste a Kangur per rivarsi sotto sul 77-76 del 39’; altro allungo biancorosso con l’unica tripla di Rautins (80-76 a meno 35”), ma l’1/2 ai liberi del canadese dopo la doppietta di Nicevic ha lasciato la partita “in bilico”. E l’invenzione dall’arco con fallo di Freeman ha definitivamente girato il punteggio (81-82 a meno 9") con l'unico errore dal campo di Daniel che non ha invertito il risultato sulla sirena. Il cantiere Varese è apertissimo ed i lavori in corso dovranno essere "alacri": i test più impegnativi con Cantù (mercoledì a Pavia) e Milano (sabato al "Lombardia" di Desio) serviranno a fare il punto della situazione, anche se l’incedere delle amichevoli senza soluzione di continuità lascia relativamente poco tempo per sistemare i dettagli dell’intesa corale. Per questo i progressi di ieri rispetto a sabato fanno comunque ben sperare sulla possibilità che l’Openjobmetis cresca giocando e non solo allenandosi.[/color][color=rgb(37,39,37)]
    Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]
     

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