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VareseFansBasketNews

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    Dodici partite ufficiali in 24 giorni, nove delle quali contro future avversarie della serie A 2014/2015.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Ormai imminente il semaforo verde del percorso delle amichevoli di preparazione per la Pallacanestro Varese che sta ultimando la messa a punto tecnica ed atletica nel ritiro di Chiavenna in vista del serratissimo ciclo di impegni di rodaggio stilati per arrivare al meglio in occasione del derby inagurale del 12 ottobre con Cantù. Che nel cammino delle amichevoli del mese di settembre incrocerà per ben due volte la strada dei biancorossi: partite vere o gare in maschera visto che poi la partita con i due punti in palio arriverà solo dopo qualche settimana? Di certo la squadra di Pozzecco dovrà trarre spunti e indicazioni importanti da un precampionato volutamente impegnativo, dovendo prendere le misure in situazioni agonistiche ad un gruppo rinnovato al 100 per cento rispetto alla stagione 2013/2014.
    Dal punto di vista dello spessore dell'avversaria di turno, il test più abbordabile sarà quello di domani a Chiavenna (ore 18.30) contro l'Europromotion Legnano neopromossa in A2 Silver, ossia due categorie al di sotto del livello di Varese. Che pure ha dieci giorni di lavoro in meno nelle gambe rispetto alla matricola di Mattia Ferrari e il peso dei carichi messi nel serbatoio nel corso del ritiro che si concluderà proprio con il test ufficiale contro gli altomilanesi.
    La prima uscita contro un'avversaria di serie A sarà in occasione del Memorial Basciano di Trapani, in programma tra sabato e domenica: dopo il match inaugurale contro i padroni di casa di Lino Lardo (militanti in A2 Gold), i biancorossi sfideranno Caserta o Capo d'Orlando, impegnate nell'altra semifinale. Un primo confronto stimolante in vista di un ciclo più impegnativo nella terza settimana di settembre: mercoledì 17 a Pavia l'Openjobmetis sfiderà Cantù nel primo anticipo del derby d'esordio in occasione del Memorial Aldo Di Bella (padre del neoacquisto di Legnano, storico dirigente del basket nella città in riva al Ticino). Poi, il 20 e 21 settembre, appuntamento di cartello a Desio con il Trofeo Lombardia, saltato lo scorso anno per la concomitanza con il Qualifying Round di Eurolega: al via tutte e quattro le squadre di A della nostra regione.
    Varese misurerà il suo spessore contro l'EA7 Milano campione in carica (ed è ovviamente possibile un altro incrocio con Cantù che nell'altra semifinale sfiderà Cremona).
    L'unico test in programma in zona è quello di mercoledi 24 settembre per l'ormai classico Memorial Fabio Porta a Gorla Maggiore: per il terzo anno di fila Varese se la vedrà con la Leonessa Brescia di A2 Gold, nella quale si è accasato l'ex biancorosso Marco Passera. Quindi il 26 e 27 settembre rotta verso Jesolo per il torneo organizzato da ED Eventidisport: in semifinale nuovo test contro Cantù, al via anche Reyer Venezia e Virtus Bologna. Proprio le Vu Nere ospiteranno Varese nell'amichevole ufficiale dell'1 ottobre intitolata alla memoria di Gianluigi Porelli, storico dirigente del basket italiano dagli anni '70 agli anni '90.
    Il tour de force biancorosso si concluderà venerdì 3 e sabato 4 ottobre a Fabriano: in semifinale la squadra di Gianmarco Pozzecco sfiderà la matricola Trento; al via anche Avellino e Cremona.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    CHIAVENNA (Sondrio) - S'è iniziata l'era Pozzecco. Il primo giorno di ritiro a Chiavenna ha inugurato ufficialmente la stagione cestistica del gruppo di lavoro salito in quota per costruire le basi tecniche ed umane della Varese che verrà.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Dopo una robusta "dieta" di atletica senza pallone tra corsa, nuoto e pesi, il parquet del palasport di viale Malaggia (foto red in alto) - già addobbato di biancorosso, con tanto di punto vendita del merchandising in vista dell'amichevole ufficiale di mercoledì prossimo contro Legnano - ha ospitato il primo allenamento di basket dell'annata 2014/2015. Ritmi subito serrati nel primo approccio col pallone per la rinnovatissima formazione biancorossa: ancora presto per disegnare schemi d'attacco, la prima priorità di coach Pozzecco è stata quella di abituare il gruppo alla corsa ed all'intensità costante a tutto campo. Dunque, nelle due ore scarse della seduta di lavoro sono stati privilegiati gli esercizi a tutto campo, spesso e volentieri in situazioni di sovrannumero.
    «L'obiettivo è cercare di giocare in campo aperto per l'80 per cento delle nostre azioni e utilizzare il contropiede primario nei primi secondi dell'azione, dunque dovremo abituarci a correre il più possibile»: così il Poz ha illustrato la sua filosofia nel corso del primo allenamento da head coach della Pallacanestro Varese.
    Presto per dire se la squadra costruita in estate sarà in grado di soddisfare le ambizioni di una piazza che punta a riaffacciarsi nel gran galà dei playoff dopo il deludente 2013/2014, con gli arrivi di Rautins ed Okoye che dovranno completare al meglio un gruppo attualmente composto per metà da ragazzi ed ospiti. Ma di certo l'idea di divertirsi per provare a divertire è già ben radicata nel gruppo: in attesa dello sbarco di Rautins (annunciato per venerdì a Chiavenna) il ruolo di uomo-cardine della nuova Varese è già saldamente nelle mani di Dawan Robinson che, a dispetto delle apparenze iniziali, pare già in ottime condizioni di forma. Il play ex Reggio Emilia si è già calato nella parte di attivatore dei numerosi compagni con doti balistiche importanti: già note quelle di Kangur e Diawara, ma anche Casella e Callahan hanno confermato la dimestichezza col tiro perimetrale già messa in luce lo scorso anno in A2 Gold con Veroli e Verona.
    E Daniel? Sarà anche piccolo di statura, ma è potente ed esplosivo, come ha già evidenziato con un paio di balzi nel convertire gli alley-hoop in campo aperto dei compagni a dispetto delle tossine dei primi giorni dedicati al lavoro atletico.
    Al di là delle qualità dei singoli, il concetto su cui ha insistito ripetutamente Pozzecco è l'intensità della difesa e soprattutto l'aggressività dopo i cambi sui blocchi: la spinta per il gioco in campo aperto per una squadra senza grande stazza ma con grande energia dovrà arrivare fisiologicamente da dietro. E prima di parlare di tecnica, serve dare una mentalità comune al gruppo: la Varese del Poz dovrà muovere tanto le gambe in difesa per accendere il motore del contropiede e muovere tanto la palla in attacco per sfruttare le qualità dei suoi atipici (anche il tiro frontale di Daniel non è poi così... sospetto) nell'aprire il campo e costruire tiri aperti per tutti.
    Per ora il gruppo sembra gradire la ricetta del coach, in attesa dei riscontri delle prime amichevoli e delle verifiche sui giovani Lepri ed Affia Ambadiang c'è comunque il piacere di riscoprire una palestra biancorossa dove si lavora forte col sorriso sempre sulle labbra.
    E visto il clima troppo spesso plumbeo del 2013/2014 non è poco...
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Non si inseguono possibili piaceri della vita senza sicurezza esistenziale. Ci sembra un po' questa l'impressione che si trae dalla filosofia che ha orientato le scelte di mercato, alcune delle quali poco entusiasmanti, di Cecco Vescovi e Gianmarco Pozzecco, evidentemente più realisti del re. Come dire: prima badiamo a non rischiare puntando sul sicuro i soldi che ci possiamo permettere, poi, se passeremo notti tranquille, proveremo a sognare. La nuova squadra, viste le caratteristiche conclamate, per statura, età e trascorsi dei suoi elementi non sembra certo un portento di intimidazione, estro e imprevedibilità. S'è puntato più decisamente sulla linearità atletica di elementi affidabili per mestiere e carattere non senza un po' di stupore nell'immaginario popolare, soprattutto con i ritorni di Kangur (terzino a Siena e milite ignoto nell'armata di Milano) e Diawara (molto alterno nel rendimento, peraltro in calando nelle ultime stagioni), atleti muscolari nonché brave persone ma senza acute referenze recenti né cuori infranti qui dopo la loro apparizione prealpina, aspettandosi un po' tutti da un tipo così originale come Pozzecco - più avvezzo a inzuppare il pane tra possibili azzardi che a restare dentro il seminato - qualche scelta diversa, magari spericolata ma tale da colpire la fantasia. Quello biancorosso è risultato un mercato di interessanti profili ma non propriamente a immagine e somiglianza d'un Pozzecco creativo, come lo ricordiamo da giocatore, evidentemente da non gettare allo sbaraglio nelle vesti di allenatore debuttante in serie A, dovendo allora sforzarci di capire e riconoscere tanta ragionevolezza nelle strategie, ispirate a quel pragmatismo che non lascia spazio alla temerarietà.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Un mercato di scelte quadrate, non c'è che dire. Come pescare in un acquario. Così hanno deciso società e allenatore puntando su una preziosa normalità come ideale alleata d'un lavoro sereno, possibilmente al riparo da smacchi e turbative, quindi da rischi imparabili al fine di scoprire e svelare il valore di questa Pall. Varese seppur in presenza di limiti, evidentemente studiati perché palesi ( come la statura, per dirne uno), a fronte di una certa sostanza, portata a casa con la garanzia d'un usato sicuro, non sempre attendibile quando si ha a che fare con giovani americani o talenti capricciosi. Un altro possibile limite sembra scaturire dal talento individuale, ancorché estemporaneo ma utile a spaccare difese ed equilibri, non così abbondante, almeno apparentemente, nelle file biancorosse e di conseguenza una certa dotazione di punti che non ci sembrano molti nelle mani di questa Varese accordandone un'ottantina, e con manica larga, quale somma di media a gara, a partire dalla trentina fra Robinson e Rautins (come ne erano in possesso a Francoforte) più una decina e rotti sul conto di ciascuno per Daniel e compagnia, il che non pregiudica l'ideale rendimento di un collettivo che si auspica compatto e ardito in ogni gara. Sicuramente non c'è gruppo senza un leader, immaginabile in Robinson tra i biancorossi, quale elemento - stando alle sue descritte caratteristiche - capace di valorizzare l'essenzialità battagliera di una Varese dall'artiglieria spianata. A Pozzecco spetta innanzitutto il compito di recuperare Kangur come protagonista offensivo dopo due stagioni nelle quali ha usato il tiro come un optional avendo compiti speciali ma oscuri nelle le strategie delle sue squadre. Un certo lavoro lo si dovrà fare per Diawara nel disporlo all'optimum delle sue variabili di pericolosità affinché non si intestardisca in soluzioni più personalmente comode ma poco congrue al collettivo.[/size][/font][/color]

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    Divertirsi e divertire lavorando con serietà e concentrazione ma mostrando sempre un volto sorridente.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Stefano Coppa sposa senza riserve il credo di coach Pozzecco nell'affrontare una stagione che per la Pallacanestro Varese dovrà essere all'insegna dell'entusiasmo e della serenità dopo il clima quasi sempre plumbeo del 2013/2014. «È un aspetto di importanza fondamentale che costituisce il messaggio chiave della nostra stagione. Per certi versi aiuta la presenza di un grande comunicatore come Gianmarco Pozzecco, che ci sta mettendo del suo per creare la giusta atmosfera attorno alla squadra. Non vorrei creare aspettative eccessive, ma gli auspici sotto cui sta nascendo questa nuova annata sono oltremodo positivi».
    Tanta voglia di fare fin dal primo giorno che fa ben sperare il massimo dirigente varesino: «Nell'ambiente si respirano una serenità ed una voglia di far bene che si tramutano in entusiasmo: nella scorsa annata si percepiva sin dal precampionato una difficoltà di fondo legata al paragone impossibile con gli Indimenticabili. Stavolta abbiamo costruito la squadra in maniera intelligente, con un gruppo di giocatori disposti a remare tutti dalla stessa parte. Mi auguro che questo dia la spinta giusta per indirizzare le cose verso la direzione che tutti auspichiamo».
    Il presidente biancorosso si rivolge anche ai tifosi dopo l'ideale abbraccio con la squadra che ha inaugurato la stagione nel primo allenamento di giovedì: «È stata un'idea interessante per ricucire il rapporto con il pubblico: di solito l'abbraccio dei tifosi ai giocatori avviene a fine stagione, stavolta abbiamo voluto proporlo come messaggio iniziale per ricostruire idealmente quel legame che negli scorsi mesi ha avuto momenti complicati. Abbiamo lavorato e stiamo lavorando noi della società, la squadra ha iniziato giovedì il suo percorso ed anche i tifosi debbono lavorare con noi contribuendo a creare il giusto clima. Stiamo cercando di organizzare un evento pubblico a Masnago alla chiusura della campagna abbonamenti, vedremo se riproporre il tour della provincia di due anni fa, questa volta toccando però il Basso Varesotto».
    Dunque società, squadra e tifosi dovranno fare fronte comune per creare un circolo virtuoso in grado di spingere i biancorossi: «L'idea di fare squadra coinvolge anche il pubblico che deve sentirsi parte integrante del progetto che sta partendo, mantenendo il rispetto dei compiti e dei ruoli assegnati a ciascuno. Quel che caratterizza la stagione alle porte è il fatto che nessuno è qui per mettersi in mostra lucrando sui risultati positivi per andare altrove, ma ha accettato con entusiasmo di far parte di un progetto che riporti in alto questa società. Tutti siamo al servizio della Pallacanestro Varese, compreso Gianmarco Pozzecco, tornato nella città che l'aveva fatto grande per provare a restituirle qualcosa».
    Dunque Coppa guarda con fiducia verso la stagione alle porte: «Partiamo senza pressioni, cercando di divertirci e di divertire. Sbaglieremo qualcosa e perderemo delle partite, ma vogliamo gente che si impegna e lotta, che affronti giorno dopo giorno il lavoro in palestra con le motivazioni giuste e abbia sempre il sorriso sulle labbra. Se questo farà in modo che gli altri ci sottovalutino, meglio così».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Le sette regole d'oro di Gianmarco Pozzecco (foto Blitz) in versione coach? Rispetta e ama i tuoi compagni, non essere in ritardo, esci quando vuoi però mai prima di una partita, dimmi tutto, sono qui per aiutarti a realizzare il tuo sogno, dai sempre il massimo in allenamento, divertiti. Così il nuovo tecnico della Pallacanestro Varese neogriffata Openjobmetis (la partnership annuale con il nuovo main sponsor è stata presentata ufficialmente ieri) ha illustrato la sua filosofia al gruppo biancorosso che si è radunato a Masnago (assenti giustificati solo Rautins ed Okoye, che per motivi burocratici arriveranno solo a Chiavenna). Idee chiare e obiettivi precisi per coach Poz, figura centrale nel progetto tecnico di una Pallacanestro Varese completamente nuova rispetto alla deludente stagione 2013/2014.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    «La società ha fatto il massimo per rendermi contento ed io lo sono al 100 per cento; da oggi se scivoleremo su una buccia di banana sarò io ad averla mangiata, insomma qualsiasi cosa andrà storta sarà colpa mia, il mio compito principale in panchina sarà quello di non fare danni»: il tecnico biancorosso ribadisce di essere a disposizione dei suoi giocatori per esaltarne le qualità e le motivazioni, e sottolinea in particolare l'aspetto del divertimento - parola chiave sposata anche dal presidente Stefano Coppa e dal general manager Cecco Vescovi - per richiamare l'atmosfera dei suoi vecchi Roosters. «L'aspetto ludico è associabile alla serietà. Per troppi anni nel basket la parola goliardìa è stata sinonimo di scarsa professionalità. Ma io non la penso così e ricordo chiaramente che, quando ero piccolo, mio padre Franco (ex allenatore - ndr) ed i suoi giocatori scherzavano continuamente. E poi, se anche perdi ma almeno ti sei divertito, la sconfitta pesa meno».
    Concetti che Poz sottolinea con le solite battute fulminanti («Daniel? È arrivato nel pomeriggio e si è presentato in pigiama»; «Le facce dei ragazzi? Un paio sono più brutti di quanto pensassi»; «Che cosa farò domenica 12 ottobre all'ingresso in campo contro Cantù? Sicuramente non il riscaldamento con la squadra...») ma con un'idea ben chiara: divertirsi lavorando in settimana e divertire i tifosi la domenica. «Intorno a me c'è una società organizzata alla perfezione e un palasport dov'è più bello e più semplice giocare a pallacanestro; i giocatori hanno grande professionalità e sin dal ritiro di Chiavenna basterà trovare quel calore umano che si respira abitualmente in città per creare il giusto clima».
    Certo, non sarà tutto facile e anche l'entusiasmo genuino e contagioso di Pozzecco dovrà scontrarsi con un campionato in Varese partirà di rincorsa per centrare il traguardo playoff: «Per come sono fatto io, l'entusiasmo è enorme. Certo, la gente deve rendersi conto che questo è un anno zero e che le aspettative non debbono essere subito troppo alte. Però in questa piazza mi risulta difficile tenere il profilo basso».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Gianmarco Pozzecco a ruota libera. Dopo la conclusione della campagna acquisti 2014/2015, il coach dellOpenjobmetis racconta le sue sensazioni sul mercato e sulla stagione che inizierà giovedì prossimo. Ecco il Poz-pensiero a 360 gradi sulla Varese che verrà:
    CONTENTO DEL MERCATO - «Lo sono di brutto, e devo ringraziare Cecco Vescovi: mi sono reso conto di quanto sia abile, lavorando con lui ho rivisto le capacità di Toni Cappellari, il miglior GM che abbia mai avuto. Un grazie anche a Simone Giofrè, che è stato molto paziente con me quando sono stato pressante e scorbutico, ed è stato bravissimo a chiudere tutte le operazioni che ci interessavano. Lattesa è stata logorante e in particolare lultima settimana ero sullorlo della depressione, ma avere avuto la forza di aspettare ha pagato tantissimo: col nostro budget meglio di così non si poteva fare».
    LA SQUADRA CHE VOLEVO - «Purtroppo o per fortuna è così, e da oggi qualsiasi cosa che andrà storta sarà colpa mia: il mio compito sarà quella di non fare danni, mettendo i ragazzi in condizione esprimersi al meglio. La squadra è valida, la piazza ha entusiasmo; la società ha unorganizzazione perfetta; lunica cosa che chiuderebbe il cerchio sarebbe quella di avere al mio fianco Andrea Meneghin.
    Con lui avrei la serenità giusta nel divertirmi ad andare in giro per lItalia a tirare qualche brutto scherzo alle big come accadeva una volta».
    LE BASI DI UN CICLO - «Sono certo che prima o poi con questo organigramma Varese riuscirà a vincere lo scudetto. Spero possa accadere in meno di 5 anni rispetto alla mia avventura da giocatore, dalla Cagiva neopromossa ai Roosters della Stella; e sarebbe meraviglioso farlo ancora insieme con Cecco e Menego. Certo la gente non è stupida e si rende conto di quello che possiamo ragionevolmente fare. Non voglio vendere illusioni, ma neppure negare ai tifosi di sognare: vincere questanno è proibitivo e siamo consapevoli che sarà un anno zero, però riteniamo di avere costruito un mix perfetto in grado di mettere le basi per tornare ai vertici».
    IL RAMMARICO FLACCADORI - «Mi è spiaciuto molto non poter allenare Diego, a cui avrei riservato le stesse attenzioni che lo scorso anno ha avuto Laquintana a Capo dOrlando. Nello sport di oggi fatico a capire certe logiche: a 18 anni me ne andai dalla C2 di Cividale, dove prendevo 300mila lire, per giocare in A2 ad Udine convinto di guadagnare un milione e mezzo.
    Quando mi risposero che non mi avrebbero dato nulla accettai egualmente perché lopportunità di giocare in serie A aveva un valore inestimabile; alla fine mi accordai per 200mila lire, credo però che nella mia carriera quellinvestimento su me stesso sia stato ampissimamente ripagato. La scelta di Diego è stata rispettabilissima, anche perché Trento è unottima società; ma io lo avrei sicuramente fatto giocare».
    ROBINSON PRO RAUTINS - «Ho mandato un messaggio aRobinson chiedendo la sua opinione su Rautins: me ne ha parlato benissimo ed a questo do un peso notevole, potendo riproporre una coppia di giocatori che partono già da un solido rapporto di amicizia. Per me è impossibile scindere il giocatore dalla persona, e allenare due giocatori contenti ed ipermotivati di tornare in un ambiente dove sono già stati benissimo come Diawara e Kangur è un altro valore aggiunto».
    ULTIMO RITOCCO? - «Siamo stati bravi a chiudere il mercato mettendo da parte un piccolo tesoretto. Se eventualmente dovessimo aggiungere qualcosa ci concentreremmo sui piccoli per un elemento che possa giocare play e guardia. Anche perché sotto canestro Daniel, Kangur e Callahan danno garanzie e Diawara è lala fisicamente più forte della serie A, quindi non sono preoccupato. Però sono convinto che i vari Lepri, Balanzoni, Testa e Vescovi, saranno importanti e qualcuno potrà togliersi delle soddisfazioni».
    Giuseppe Sciascia

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    È Andy Rautins lultimo tassello della campagna acquisti 2014/2015 della Pallacanestro Varese neogriffata Openjobmetis. Accordo raggiunto tra il club biancorosso e la 28enne guardia di 193 centimetri per 87 chili, reduce da una brillante stagione in Germania con i Fraport Skyliners (17,7 punti col 42% da 3 più 4,3 assist e 3,6 rimbalzi).
    FIGLIO DARTE E IL CANADA - Il tiratore nativo dellhinterland di New York è figlio di Leo, pilastro della Nazionale canadese dal 76 al 91, che giocò anche in Italia vincendo una Coppa Korac a Roma nell85/86. E a sua volta ha giocato con il Canada dal 2007 al 2013, disputando i Mondiali 2010 e diverse edizioni dei campionati panamericani.
    LE TRIPLE E LA REGIA - La qualità principale di Rautins è il tiro da fuori: nei 4 anni a Syracuse University ha chiuso al 37,5% da 3 (secondo di sempre del suo college per triple realizzate), nelle apparizioni con Team Canada la media sale al 37,7% mentre nel 2012/13 in D-League vinse la gara del tiro da 3 allAll Star Game chiudendo col 43,7% su oltre 7 tentativi di media. Ma Rautins non è soltanto uno tiratore: si tratta infatti di un giocatore dallottima visione di gioco, con capacità di condurre il pick&roll e guidare la squadra in regia. Al college infatti aveva giocato a lungo play, caratteristica che ne fa il complemento perfetto per una scoring point come Robinson.
    LA STORIA - Lesterno del 1986 è un prodotto della Syracuse University, dove si è laureato nel 2010 chiudendo a 12,1 punti e 4,8 assist il suo anno da senior. Cifre che gli sono valse le attenzioni dei New York Knicks, che lo hanno scelto al numero 38 del draft 2010; ma nonostante le sue qualità balistiche e le doti di passatore, il suo coefficiente atletico è risultato troppo basso per la Nba. Rautins fu scambiato a Dallas e tagliato subito dopo, provando lavventura in Europa col Lucentum Alicante: un impatto non positivo anche per fattori economici ed ambientali, ed allora nel 2012 riprovò la carta Nba con Oklahoma City, che però lo tagliò alla fine del Veteran Camp. Dopo unintera stagione in D-League a Tulsa lo scorso anno disputò la Summer League di Las Vegas con Chicago; in mancanza di chiamata accettò a settembre lofferta dei Fraport Skyliners.
    LINFORTUNIO E LOK A LAS VEGAS - Leccellente 2013/14 di Rautins a Francoforte si è chiuso anzitempo il 29 dicembre a causa di uno sfortunatissimo incidente (una scivolata su un cartellone pubblicitario caduto sul parquet) che ha costretto latleta a sottoporsi ad un intervento di pulizia dellarticolazione lo scorso febbraio. Ma il pieno recupero del giocatore è stato verificato direttamente da Simone Giofrè in occasione del camp della CAA Sports - la sua agenzia statunitense - cui ha assistito a Las Vegas in occasione del viaggio per la Summer League.
    LOK DI ROBINSON - Come accadde nel 2012/13 con la coppiaGreen-Banks ritrovatasi a Varese dopo lesperienza comune a Liegi, lo scorso anno a Francoforte Rautins ha già giocato a fianco di Dawan Robinson, sia pure per sole 5 partite prima che il play di Philadelphia si trasferisse in Israele per dissapori con il coach Gordon Herbert. E proprio il pollice alto di Dawan sulle qualità tecniche ed umane del suo ex compagno ha convinto Varese - ed in particolare coach Pozzecco - a puntare su una coppia già affiatata e rodata dentro e fuori dal campo.
    Giuseppe Sciascia

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    [font=verdana]«Abbiamo individuato anche l'ultimo giocatore che ci mancava, la guardia: siamo d'accordo praticamente su tutto e aspettiamo risposte definitive già - speriamo - entro le prossime ore». Nel giorno dell'ufficialità del ritorno a Varese di Yakhouba Diawara, Cecco Vescovi conferma che la svolta è ormai prossima anche per quanto riguarda la casella ancora vuota nel quintetto titolare di Gianmarco Pozzecco. Impossibile strappare al gm bianco-rosso il nome del prossimo arrivo: «Non mi sbilancio in alcun modo finché non avrò in mano certezze assolute». È chiaro però che l'incastro fra gli ultimi tasselli sembra quindi riuscito, non solo dal punto di vista tecnico ma anche, ovviamente, da quello economico. [/font][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [size=3][font=verdana]«Kuba è forza ed esplosività» [/font][/size][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [size=3][font=verdana]«Abbiamo preso Diawara perché volevamo un'ala piccola di grande forza fisica ed esplosività, in grado di dare il proprio contributo anche da 4» spiega ilgmbiancorosso. «Sulmercato non sono certo tanti gli elementi che racchiudano tutte queste caratteristiche e quei pochi che ci sono pretendono spesso ingaggi proibitivi, mentre "Kuba", che in passato aveva sempre espresso il desiderio di tornare, è stato molto disponibile anche sotto questo aspetto». L'ultimo, ennesimo tweet del francese, giunto qualche ora prima dell'annuncio ufficiale da parte del club, non è che un'ulteriore conferma di questo suo grande entusiasmo: «Non vedo l'ora di essere a Varese, uniti di nuovo con la mia città, squadra e tifosi». Un anno di contratto, un nuovo anno inbiancorosso, dopo l'esperienza già vissuta nel 2011/2012 e con il sogno -che tutti i tifosi portano dentro il cuore - di andare oltre quei quarti di finale playoff (poi persi contro la Montepaschi Siena) centrati allora dalla squadra guidata in panchina da Charlie Recalcati. [/font][/size][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [size=3][font=verdana]«Esperienza e un mese di studio» [/font][/size][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [size=3][font=verdana]Diawara, Casella e Mister X: secondo Vescovi il roster a disposizione di Gianmarco Pozzecco per ora sarà al completo così, anche se sono insistenti le voci di mercato riguardo al fatto che Varese possa scegliere di assicurarsi anche un play di riserva, abasso costo. Il gm biancorosso tiene fede alla sua versione, spiegando innanzitutto il perché del ritardo nell'annuncio ufficiale, non ancora giunto, di Casella: «Semplicemente, non abbiamo ancora ri- cevuto il contratto firmato». E replicando poi all'obiezione riguardo alla possibile coperta corta. «Forse perché non si conoscono le caratteristiche della guardia che abbiamo scelto: se fosse un giocatore in grado anche di giocare da 1, avremmo Casella e Okoye pronti, all'occorrenza, a scalare da 2». Fiducia quindi nel gruppo creato: «Abbiamo scelto di correre pochi rischi, prendendo in molti casi giocatori di sicura esperienza». Fin qui le spiegazioni dal punto di vista tecnico. Ma non sono le sole, ovviamente. «Se diciamo che il budget a nostra disposizione è assolutamente inferiore a quello dell'anno scorso, che era a sua volta più basso di quello dell'anno prima, non lo facciamo per mettere le mani avanti o per chiedere anticipatamente scusa, ma soltanto per descrivere la realtà - sottolinea Vescovi -Ritengo quindi che muoverci così come abbiamo fatto sia la cosa più giusta in un contesto così complicato dal punto di vista economico». Lo sguardo quindi ora è proiettato al precampionato e a un mese di settembre particolarmente intenso, sotto tutti i punti di vista. «Al momento ribadisco che siamo a posto così - insiste il gm bian-corosso - Abbiamo un mese intero di lavoro davanti per fare le nostre valutazioni su alcuni elementi come Affla, lo stesso Casella o Lepri, tenendo sempre presente il budget e considerando anche che in proposito, proprio a settembre, avremo nuovi incontri con altre aziende interessate a collaborare con noi»[/font][/size][/size][/font][/color]

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    «Sono un Varese bianco rosso». «Im very happy to be back».Yakhouba Diawara (foto Blitz in alto) ha scelto Twitter per annunciare il suo ritorno sotto le Prealpi: non cè ancora il comunicato ufficiale della società in merito alla firma dellala francese, ma è stato il giocatore a rompere gli indugi confermando quanto anticipato su queste colonne giorni fa. Frasi accompagnate da una vasta galleria fotografica della sua brillante stagione 2011/2012 a Varese, che attestano come latleta del 1982 abbia fortemente voluto tornare nellunico ambiente in grado di esaltarne appieno le sue qualità dopo la chiusura dellavventura NBA.
    Daltra parte anche nei mesi scorsi Diawara aveva manifestato ripetutamente attraverso i social network il desiderio di tornare a Varese (tweet dell11 maggio: «Ultima partita in serie A, il prossimo anno spero di tornare in Italia»), in particolare ai tifosi biancorossi che dopo la chiusura anticipata dellavventura a Gravelines per incomprensioni con lallenatore relative al ruolo (e anche in quel caso fu protagonista Twitter con un commento poco gradito nei confronti del suo playmaker che portò alla sospensione di 5 partite ed al successivo divorzio) gli avevano chiesto spesso se fosse interessato ad un ritorno in maglia Cimberio. Un aspetto determinante, al di là della conoscenza diretta con Diawara - suo ex compagno nel 2005/2006 in maglia Fortitudo Bologna - per convincere Gianmarco Pozzecco a dare il suo avallo al secondo ritorno a Varese dopo quello di Kristjan Kangur: «In generale sono sempre contento di poter allenare un giocatore motivato, e fino ad oggi è stato così per tutti coloro che abbiamo ingaggiato. Nel caso di Kuba questo concetto vale doppio, perché ha clamorosamente voluto venire a Varese», spiega il Poz rimandando alla conclusione delle operazioni di mercato le considerazioni finali sulla sua squadra.
    Volontà di tornare a Varese concretizzatasi anche sul piano economico, lasciando cadere una proposta più lucrosa dalla Francia e accettando un ingaggio decisamente inferiore a quello del 2011/2012 (circa il 35% in meno, addirittura il 50% secco in meno rispetto al contratto firmato nel 2012/2013 a Venezia).
    Comunque, dovendo ricostruire daccapo il roster dopo averlo azzerato, puntare su due elementi già rodati, che hanno già dimostrato un buon livello di integrazione tecnica ed hanno accettato Varese con grande entusiasmo come Kangur e Diawara garantisce una solida base di partenza al nuovo progetto dellera Pozzecco.
    Ora per chiudere il cerchio sarà determinante la scelta della guardia da affiancare a Dawan Robinson: il profilo di un giocatore alla Drake Diener che abbia tiro da fuori e trattamento di palla con la possibilità di giocare in regia sia al fianco che al posto del giocatore ex Veroli e Reggio Emilia è ben chiaro nelle idee della società. Si lavora per completare il roster entro il raduno del 28 agosto, poi si valuterà con calma il mercato dei play-guardia comunitari, valutando loccasione giusta nel mix tra costi e potenziale futuro (o comunque per compatibilità tecnica con il gruppo, senza vincoli anagrafici) per uneventuale ultima aggiunta in grado di coprire le spalle ai due americani titolari.
    Giuseppe Sciascia

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