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VareseFansBasketNews

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    #Varesinistatesereni. Cecco Vescovi non usa Twitter, ma il sunto del suo stato d'animo attuale è improntato all'ottimismo. E per chi conosce bene il general manager biancorosso - caratterial-mente tutt'altro che avvezzo ai facili entusiasmi - il mix di tranquillità e fiducia espresso sui due temi chiave del momento è indice di evoluzioni positive ormai prossime sul fronte sponsor e mercato. La certezza pressoché acquisita del nuovo marchio principale in arrivo (si tratterebbe di una "new entry" assoluta tra i partner commerciali del- la società di piazza Monte Grappa) dovrebbe dare il via libera anche alla campagna acquisti, permettendo alla dirigenza di raccogliere i frutti del lavoro svolto nelle ultime settimane. «Stiamo operando ancora sottotraccia ma di carne al fuoco ce n'è tanta, anche perché questo è il momento in cui ci sono opportunità interessanti da cogliere. Abbiamo valutato tante soluzioni ma ora abbiamo le idee un po' più chiare su quali giocatori puntare. Attendiamo di definire i dettagli dell'accordo con il nuovo matti sponsor, ma se tutto andrà per il verso giusto entro la fine della prossima settimana potrebbero arrivare novità di rilievo». Dunque il mercato biancorosso è rimasto fermo soltanto in apparenza, sfruttando anche il fisiologico calo dei prezzi delle ultime settimane che -unitamente alle risorse in più garantite dal nuovo sponsor - potrebbe consentire a Varese di arrivare ad obiettivi interessanti: «Di certo non siamo stati con le mani in mano e, una volta ottenute le garanzie opportune in termini di budget, ci siamo concentrati su situazioni che solo quindici giorni fa erano impraticabili, sia per i costi che per le nostre possibilità di mercato. Aver avuto la forza di aspettare ha dei risvolti positivi: con gli agenti abbiamo sempre parlato spiegando che prima di poter muoverci con offerte concrete serviva ancora qualche tempo, ma i nostri obiettivi erano comunque informati del nostro interesse. Ora il momento di raccogliere i frutti del nostro lavoro è più vicino, anche se non è detto che tutti i giocatori arriveranno per il raduno del 28 agosto. E probabilmente l'ultimo comunitario sarà scelto in corsa anche sulla base dei riscontri delle prime amichevoli partendo con Affla Ambadiang come quarto lungo». Sebbene la squadra sia ancora da completare per 6 decimi, Vescovi sottolinea come la '"comunione d'intenti" con Pozzecco sia stata fondamentale per incanalare il mercato verso una dùezione condivisa: «La conoscenza diretta tra me e Gianmarco ha favorito tantissimo la capacità di elaborare una strategia comune trovando un giusto punto di equilibrio. Non eravamo nelle condizioni di fare tutto e subito, ma col passare del tempo si sono aperte situazioni anche più interessanti di quelle che avevamo in mente all'inizio. Egli ha capito le nostre necessità contingenti di mordere il freno ed aspettare, trattenendo l'esuberanza e l'eccitazione legata alla grande voglia di far bene all'esordio in serie A». Dopo il terzetto Robinson- Callahan-Daniel il target è quello di aggiungere altri elementi dall'elevato tasso atletico e dalla spiccata propensione difensiva. «L'obiettivo è quello di costmùe una squadra dall'elevato tasso atletico in tutti i ruoli; se si concretizzeranno le piste aperte potremo costruire un roster decisamente interessante. Provando a seminare qualcosa anche in ottica futura come abbiamo fatto con Daniel e Callahan, per i quali abbiamo comunque stipulato un contratto con opzione sulla stagione ventura. Sarà un anno zero per tutti, ma ci piacerebbe costruire qualcosa che possa avere una continuità futura».
    Giuseppe Sciascia

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Arrivano le prime novità sul fronte sponsor per la Pallacanestro Varese. Accordo raggiunto tra la società di piazza Monte Grappa e la Delta Airlines: la linea aerea statunitense sarà infatti il vettore ufficiale biancorosso per i voli transcontinentali.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Un accordo commerciale che non porterà direttamente liquidità nelle casse del club, ma il conto delle traversate oceaniche da e per gli Stati Uniti - riferito ai giocatori americani ed ai loro familiari, secondo le varie clausole contrattuali che abitualmente contengono un pacchetto di biglietti aerei da utilizzare durante l'anno - era arrivato lo scorso anno vicino ai 50mila euro.
    Il rapporto con la compagnia aerea, agevolato dalla presenza di un tifosissimo biancorosso nell'ambito dirigenziale della sezione italiana, aveva già avuto un prologo in occasione della recente missione Summer League della troika Vescovi-Giofrè-Pozzecco, con tappe ad Orlando ed a Las Vegas.
    E le operazioni primarie che tengono ancora fermo il mercato? Un paio di firme sono già arrivate, per scoprire le carte si attende però la conclusione delle vacanze estive al fine di dare la giusta visibilità alle new entries nella grande famiglia biancorossa. Si tratta di accordi di profilo medio, ma comunque non legate alla maglia, laddove invece potrebbe essere la prossima settimana quella giusta per l'attesissima ed agognata fumata bianca.
    In attesa di conferme ufficiali, resta comunque calda la pista del marchio Indesit per quanto riguarda la nuova denominazione della squadra di Gianmarco Pozzecco: restano dei dettagli da limare, ma nell'ambiente biancorosso si respira un clima di fiducia circa il possibile esito positivo dell'operazione. Che rappresenterebbe certamente una bella boccata d'ossigeno per dare solidità al nuovo corso societario legato ad una diversa filosofia nei rapporti con i partner commerciali, come ribadito su queste colonne sia dal presidente Stefano Coppa che dal vicepresidente Monica Salvestrin.
    Il mercato potrebbe dunque sbloccarsi la prossima settimana, spostando però il tiro dal terzo americano ai comunitari, i cui prezzi stanno diventando più accessibili per le possibilità del club biancorosso.
    A tre sole settimane dal raduno, la Varese che verrà è fatta per soli quattro decimi, pur con qualche passo avanti nell'affare Flaccadori in attesa delle risposte definitive da parte di Treviglio (il club che detiene la proprietà del cartellino dell'azzurrino del 1996).
    Ma la società di piazza Monte Grappa spera che la tattica attendista - sia pure adottata più per necessità di incrementare il budget che per scelta - possa dare frutti interessanti nel convincere qualche elemento di qualità ancora senza squadra a sposare la causa biancorossa sin dalle prossime settimane.
    Sia sul fronte sponsor che sul fronte mercato la semina è stata cospicua, ora è il momento di raccogliere i frutti...
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)]Non solo “rimpatriata” per salutare i genitori e vedere all’opera la Nazionale di Simone Pianigiani, ma anche un’occasione per valutare “live” un possibile obiettivo del mercato biancorosso. Ieri al PalaTrieste gli occhi di Gianmarco Pozzecco erano puntati su Jevohn Shepherd [/color][b](foto red)[/b][color=rgb(37,39,37)]: la 28enne ala della nazionale canadese che ha doppio passaporto giamaicano (potendo dunque giocare con lo status “Cotonou” nella quota dei 4 europei) è uno dei numerosi giocatori che Varese sta valutando tra i vari “incastri” legati al budget (ieri peraltro non "memorabile" con 2 punti e 0/3 al tiro ma 5 falli in 15’). L’atleta del 1986 visto lo scorso anno in A2 Silver ad Omegna possiede il giusto mix di[/color][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [color=rgb(37,39,37)]
    atletismo, duttilità e “fame” dopo le comparsate europee in Germania, Olanda e Romania per poter fare al caso del club biancorosso; ma è solo una delle molteplici possibilità che la dirigenza varesina sta tenendo “in caldo” in attesa di capire quanto potrà spendere per inserire l’ultimo americano ed i 4 europei mancanti all’appello. Uno dei quali potrebbe essere Shepherd, che però è figura chiaramente "complementare" e non portante: l’ottimo apporto in maglia[/color][color=rgb(37,39,37)]
    Paffoni (18,5 punti più 6,1 rimbalzi e 2,2 assist lo scorso anno in riva al Lago d’Orta) va valutato al cambio delle due categorie di differenza.Ma nell’ottica di inserire un paio di giocatori di una certa levatura a supporto dell’attuale ossatura Robinson-Callahan-Daniel, valutando elementi con qualità e punti nelle mani, ci sono economie di scala - sia in termini di costo che di passaporto - che potrebbero essere adatte alle doti di Shepherd. Anche perchè la società vorrebbe assecondare la volontà di "coach Poz" di inserire un veterano di lusso sullo stile di quanto accaduto a Capo d’Orlando con Soragna e Basile. I sogni Jasikievicius, Domercant ed Hervelle erano e restano fuori portata qualunque[/color][color=rgb(37,39,37)]
    sia l’esito della "battaglia del grano" giunta al rush finale; però il richamo di un grande ex giocatore di caratura internazionale potrebbe indurre qualche "disoccupato illustre" a sposare la causa biancorossa nella fase ormai finale del mercato. Per questo la dirigenza varesina ha congelato la "operazione-rookie" da affiancare sul perimetro a Dawan Robinson, attendendo che il settore "Marketing e finanza" dia indicazioni definitive sulla portata massima degli investimenti. E per arrivare a due colpi importanti per completare il quintetto base c’è anche l’ipotesi di allestire una panchina a costi ridottissimi, magari partendo con Affia Ambadiang come settimo straniero. Entro qualche giorno, alla fine della "battaglia del grano", ripartirà il mercato per completare il roster entro il raduno del 28 agosto.[/color][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)]Potrebbe essere Indesit il nuovo main sponsor di Varese? Il noto marchio di elettrodomestici recentemente acquisito dalla Whirlpool, storico partner biancorosso che già lega il suo nome al palasport di Masnago, è uno dei due contatti ben avviati che la società di piazza Monte Grappa sta portando avanti per trovare l’erede di Cimberio. Saranno decisivi i prossimi giorni per capire se l’interesse manifestato dal ramo locale della multinazionale statunitense che ha recentemente aumentato gli investimenti nel Varesotto e gli interessi in Italia tramite l’acquisizione dell’azienda di Fabriano potrà portare nuovamente sulle maglie della squadra biancorossa un main sponsor erede dello storico marchio[/color][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [color=rgb(37,39,37)]
    Ignis (acquisito dalla Whirlpool a fine anni ’80 rilevandolo dalla Philips, cui il commendator Giovanni Borghi lo aveva ceduto nel 1972). Fermo restando l’accordo in essere per il “naming” del “Lino Oldrini” per il marchio che già dal 2005 al 2007 fu main sponsor di Varese, l’operazione riguarderebbe dunque l’azienda marchigiana già storicamente legata al basket ai tempi della serie A di Fabriano. Le due parti stanno discutendo da qualche settimana sull’operazione, pur con tutti i passaggi tecnici necessari alla “catena di comando” di una multinazionale per stabilire la portata e l’entità dell’eventuale investimento. L’auspicio della dirigenza di piazza Monte Grappa sarebbe quello di poter risolvere il problema principale del main sponsor, legandosi ad un marchio importante con interessi diretti sul territorio che potrebbe dare anche garanzie di continuità. Ma nel momento in cui la “battaglia del grano” ha portato in dote un pugno[/color][color=rgb(37,39,37)]
    di contratti di sponsorizzazione “medi” che hanno ridotto dal 25 al 20 per cento l’attuale riduzione del budget rispetto ai 4 milioni e rotti dello scorso anno, c’è comunque necessità di aumentare il “panel” degli sponsor di maglia. Che al momento attuale, se si eccettua la conferma (al rialzo) di Teva, è completamente vuota non solo per quanto riguarda il marchio principale, ma anche gli "accessori". Anche se tra le idee allo studio c’è quella di riservare comunque uno spazio al marchio Cimberio, dando un segnale concreto di gratitudine per i 7 anni di presenza costante come main sponsor. Dunque dalle risposte dei due potenziali parter “di maglia” saranno determinanti per definire la seconda parte[/color][color=rgb(37,39,37)]
    del mercato estivo biancorosso dopo le firme dello “zoccolo duro” Robinson-Callahan-Daniel. La campagna acquisti resterà in stand-by ancora per qualche giorno, ossia fino a quando non arriveranno certezze definitive sul budget. Per ora ci sono riscontri complessivamente positivi dalle altre due “gambe”: l’operazione “snellimento” del consorzio (da 73 a 50 soci) ha comunque portato maggior liquidità nelle casse, visto che molti tra quelli che hanno proseguito l’avventura hanno optato per un piccolo incremento dell’impegno. E gli 1813 abbonamenti staccati nella prima fase (la maggior parte dei quali acquistati “al buio”) rappresentano una garanzia di tenuta dello “zoccolo duro” dei ricavi al[/color][color=rgb(37,39,37)]
    botteghino. Ma il cardine restano gli sponsor, che negli anni scorsi pesavano attorno al 60 per cento dell’importo complessivo. E dunque incrementare il gettito legato alla maglia garantirebbe una importante iniezione di risorse per sbloccare l’impasse del mercato, dove per il momento si continua a giocare a carte coperte in attesa di avere numeri definitivi sul “monte-spesa” da investire. Aggiungere uno o due sponsor di maglia non significherebbe fare concorrenza a Milano (ma neppure a Sassari, Venezia, Avellino o Reggio Emilia…); ma poter affrontare il mercato in maniera economicamente più “performante” è determinante per costruire la Varese divertente, sfrontata e razzente che incarnerebbe al meglio lo spirito di Gianmarco Pozzecco.[/color][color=rgb(37,39,37)]
    Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]
     

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    Stefano Coppa prepara il rush finale della battaglia del granosul fronte delle risorse per costruire la Pall.Varese 2014/2015. Il presidente biancorosso esprime, prima di tutto, la sua soddisfazione per gli esiti superiori alle aspettative della prima fase della campagna abbonamenti: «Il risultato è decisamente ottimo, e superiore alle aspettative di chi aveva fissato gli obiettivi per la prima fase, tenendo conto che a settembre i vecchi abbonati potranno rinnovare allo stesso prezzo. un atto di fede importante nei confronti della società che ribadisce come il contenitore dei ricavi dal botteghino sia il più costante dei tre che contribuiscono a formare il nostro budget».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    - Dunque l'effetto Pozzecco che sta suscitando grandi attenzioni su scala nazionale è stato consistente anche a Varese 
    «In questo momento è un plus importante che ci dà una grossa mano: anche alla presentazione del campionato di giovedì l'attenzione è stata concentrata principalmente su di lui. Ma quando si avvicinerà il campionato toccherà a noi ripagarlo di tutto quello che sta facendo per noi togliendogli dalle spalle uno zaino pesantissimo per l'aspettativa che si sta creando nei suoi confronti. Venendo da poco più di un anno e mezzo di lavoro in DNA Gold, un po' di tensione per l'esordio in serie A è umana: Gianmarco dovrà sentirsi libero di sbagliare senza paura dei giudizi della gente, consapevole che cercheremo di metterlo nelle condizioni migliori per gestire la pressione». 
    - Come procede invece la raccolta risorse, soprattutto in relazione alla campagna acquisti? «Le prossime due settimane saranno decisive: se riusciremo a concretizzare tutte le trattative aperte saremo messi decisamente bene, se non raccoglieremo nulla decisamente male. Fa ben sperare il fatto che il Sentiment nei nostri confronti è positivo: sta a noi farlo crescere e capire se gli importi proposti sono quelli che noi abbiamo in testa. Per questo motivo abbiamo fermato le operazioni di mercato: prima di muoverci su obiettivi concreti, vogliamo capire dove ci consentirà di arrivare il budget definitivo». 
    - Ci sono possibilità concrete per avere nuovi marchi sulla maglia, e in particolare il main sponsor al posto di Cimberio? 
    «A parte la conferma di Teva la maglia è completamente vuota. Al momento il budget è del 25 per cento inferiore rispetto a quello 2013/2014; se riuscissimo a ridurre il gap al 15 per cento sarei più tranquillo, più ci si avvicina al totale dell'anno passato e più aumenta la serenità perché la metà della serie A dovrà comunque operare con risorse ridotte. Per questo è così importante avere il main sponsor, che coprirebbe un 10 per cento di quel che manca all'appello». 
    - Il nuovo approccio nella ricerca dei partner sta comunque trovando riscontri positivi? 
    «Sono molto soddisfatto del lavoro che stiamo svolgendo: gli sponsor si avvicinano perché apprezzano quello che stiamo presentando, basato sulla capacità di garantire una visibilità e un valore commerciale da parte del prodotto-Pall.Varese. La sfida più grossa è proprio questa, se riusciremo a vincerla varrà come uno scudetto. Come evidenziato in questi ultimi due anni, i risultati del campo portano ricavi importanti tra biglietti e playoff; ma per attrarre gli sponsor serve saperli coinvolgere con un progetto che va al di là di vittorie o sconfitte».
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)]Sarà Ed Daniel il primo americano dell’era Pozzecco. La 24enne ala-pivot di 200 centimetri per 103 chili dovrebbe firmare tra oggi e domani l’accordo annuale che lo legherà alla Pallacanestro Varese. Si tratta del primo frutto raccolto[/color][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [color=rgb(37,39,37)]
    nel corso della “missione Summer League” della triade Vescovi-Giofrè-Pozzecco. Il giocatore del ’90 è ben noto in Italia dopo la brillante stagione da “rookie” disputata lo scorso anno con la maglia di Pistoia. Con la rivelazione assoluta[/color][color=rgb(37,39,37)]
    del 2013/2014, un po’ il simbolo di quello che la Varese 2014/2015 vorrebbe essere nella nuova stagione, l’atleta prodotto della Murray State University aveva “fatturato” 9,2 punti e 7,9 rimbalzi (quarto assoluto in serie A) col 54% da 2 e il 64% ai liberi più 0,9 stoppate (nono nella classifica di categoria). Ma per far “decollare” la trattativa è stato utile il contatto diretto nei giorni della Summer League di Orlando, disputata con la maglia dei Philadelphia 76Ers (3,0[/color][color=rgb(37,39,37)]
    punti e 2,7 rimbalzi in 13 minuti). Il giocatore piaceva a Simone Giofrè fin dallo scorso anno dopo averlo visto all’opera al Portsmouth Invitational ed alle Summer League di Las Vegas con Atlanta; ma dopo il buon debutto da professionista a Pistoia sembrava difficilmente raggiungibile per Varese ed indirizzato in club di alto profilo dove potesse far valere dalla panchina le sue particolari caratteristiche tecniche. La situazione ha avuto sviluppi positivi nelle ultime due settimane ed il club prealpino non si è fatto sfuggire la possibilità di ingaggiare un lungo duttile e dinamico come Daniel. Sul piano tecnico il ruolo dell’ex Pistoia è a metà tra l’ala forte e il pivot: a dispetto di statura e stazza limitata, Daniel ha braccia lunghe, tempismo per la stoppata e grande fiuto per il rimbalzo. Mentre in fase offensiva non ha raggio di tiro al di fuori dell’area dei 3 punti e in generale produce punti su scarichi ed i suoi rimbalzi d’attacco oltre a sfruttare il suo grande atletismo (comunque 13,1 punti e 10,2 rimbalzi nell’ultimo anno di università). Il suo punto di forza è l’energia che profonde in ogni aspetto del gioco, in particolare nella fase difensiva che è l’aspetto migliore del suo bagaglio tecnico. E pur con la tendenza a caricarsi di falli per l’intensità costante che mette in campo, il suo apporto va ben al di là di quello che esprimono le statistiche. Il giocatore visto anche all’All Star Game 2014 ha un’altra caratteristica peculiare, in questo caso “estetica” e non tecnica, ossia una vistosa capigliatura stile “Afro” (a Pistoia visti spesso tifosi con la parrucca ed addirittura un suo fan dei tempi del college ha creato l’account twitter “Ed Hair”) che negli Stati Uniti ha suscitato paragoni con l’ex stella di Detroit Ben Wallace ed in Italia con l’ex capitano di Siena Shaun Stonerook. L’arrivo di un giocatore come Daniel presuppone la scelta di un altro lungo complementare alle sue caratteristiche di difensore duttile ma attaccante relativamente poco pericoloso, come già accadeva a Pistoia dove era accoppiato con un saltatore “filiforme” come JaJuan Johnson (nessuno dei due vera ala forte né vero pivot ma sostanzialmente giocatori intercambiabili sui due lati del campo). Anche se la presenza nel reparto lunghi varesino di un “4 tiratore” come Craig Callahan consentirà a Pozzecco di evitare l’eccessivo “sovraffollamento” dell’area colorata. L’arrivo di Daniel dà garanzie di intensità difensiva ed impatto a rimbalzo, doti basilari per una squadra che nell’immaginario collettivo dei tifosi dovrà giocare un basket aggressivo e “sprintoso”. Ora servirà abbinare la sostanza alla qualità, che sarà quasi certamente "indirizzata" nel reparto esterni, in attesa di capire come saranno "incastrati" i passaporti degli stranieri (Daniel è il primo dei tre extracomunitari, il secondo sarà il playmaker titolare).[/color][color=rgb(37,39,37)]
    Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]
     

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    Arriva l'ufficialità della firma di Craig Callahan con la Pallacanestro Varese. La 33enne ala-pivot di scuola americana ma di passaporto italiano inaugura dunque la campagna acquisti biancorossa, col GM Cecco Vescovi che racconta così il primo giocatore dell'era Pozzecco: «È un'ala forte di grande esperienza che può dare una mano anche nel ruolo di pivot. Un elemento di supporto ma comunque di sostanza, che ha nel tiro da fuori la sua caratteristica principale. Può garantire  esperienza e fisicità; e  gioca in quota italiani, dunque garantisce una rotazione affidabile per almeno 8 giocatori. Craig voleva fortemente giocare in serie A e noi siamo stati i primi ad offrirgli questa possibilità». [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Dunque, dopo tre anni da protagonista nella vecchia LegAdue (promozione nel 2011/2012 con Brindisi, poi tappe a Barcellona e Verona dove quest'anno ha chiuso a 13,8 punti e 6,9 rimbalzi di media), Callahan si giocherà la sua carta nel nostro massimo campionato, ennesima tappa della sua carriera da giramondo che lo ha visto militare in Repubblica Ceca, Spagna, Belgio e Germania: «Lo abbiamo scelto anche per la sua lunga militanza europea, potendo rappresentare un importante punto di riferimento in spogliatoio per ragazzi alla prima esperienza fuori dagli Stati Uniti o dei rookie. Certamente in LegAdue e DNA Gold guadagnava di più, ma era arrivato ad un punto della sua carriera nel quale ci teneva a disputare il nostro massimo campionato. E dunque rispondeva alla caratteristica principale del giocatore che cerchiamo, ossia che abbia il piacere di giocare per noi». 
    Ora il mercato biancorosso dovrebbe decollare col ritorno da Las Vegas della coppia Pozzecco-Giofrè: «Callahan è il primo acquisto ma speriamo che in tempi rapidi il puzzle della nuova squadra possa prendere forma. Di idee ne abbiamo tantissime, ma allo stesso tempo stiamo lavorando sul budget con tanti incontri importanti tra questa e la prossima settimana. Certo un'ala con le sue caratteristiche presuppone un lungo d'area e un play in grado di innescarlo sugli scarichi». 
    Il GM biancorosso commenta anche il divorzio da Polonara: «Con Achille ci siamo lasciati bene, e sotto certi aspetti capisco la sua scelta che non è da condannare né da criticare. Per un giocatore della sua età è logico cercare un aspetto economico e delle sicurezze di obiettivi che non siamo in grado di dargli. Ma ripartire da zero sotto certi punti di vista è una buona cosa per eliminare certi rapporti morbosi che qualcuno aveva fuori dal campo. E in questo senso il fatto che il prossimo anno sarò a diretto contatto con la squadra nel ruolo di GM, senza più gli impegni da presidente, sarà utile per evitare che si ripetano».
    Giuseppe Sciascia 
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    Sarà con ogni probabilità Craig Callahan (nella foto a destra) il primo giocatore dell'era Pozzecco. Il 33enne giocatore statunitense di nascita e scuola tecnica ma italiano di passaporto, è ad un passo da Varese. Nella giornata in cui l'accordo per il divorzio da Achille Polonara (foto sotto) è diventato operativo (sulle carte per la rescissione c'è la firma della societa, nella notte italiana dovrebbe arrivare quella dei suoi rappresentanti), la casella delle entrate del mercato biancorosso è prossima ad essere inaugurata.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Il primo acquisto della stagione 2014/2015 è un'ala forte di 203 centimetri per 104 chili, dotato di grande esperienza internazionale con più di 10 anni di carriera europea dopo la laurea a North Carolina-Wilmington University. Callahan ha giocato in Repubblica Ceca (dal 2003 al 2006 tra Milanena Kunin e Prostejov), Spagna (dal 2007 al 2008 al Manresa), Belgio (nel 2009/2010 al Mons) e Germania (2008/2009 e 2010/2011 a Bremerhaven) prima di approdare nel nostro campionato nella stagione 2011/2012, quando ha acquisito la cittadinanza italiana grazie alle ascendenze della moglie Lauren. 
    Nelle ultime tre stagioni è stato un protagonista in LegAdue (poi DNA Gold): all'esordio promosso in serie A con Brindisi (12,8 punti e 5,5 rimbalzi), poi protagonista a Barcellona (13,9 punti e 7,4 rimbalzi col 55% da 2 e il 41% da 3) e ancora a Verona (13,8 punti e 6,8 rimbalzi col 50% da 2 e il 39% da 3) chiudendo il cammino in semifinale contro l'Upea Capo d'Orlando guidata da Gianmarco Pozzecco. Quest'anno la volontà di salire di categoria lo ha spinto ad accettare un ingaggio decisamente inferiore a quello delle stagioni passate al piano di sotto, dunque perfettamente calzante al prototipo del giocatore affamato e fortemente motivato che società e coach stanno cercando sul mercato. 
    L'ala-pivot del 1981 occuperà la casella del passaportato, ossia dell'atleta con cittadinanza in Italia ma senza formazione giovanile nei vivai tricolori che negli anni scorsi Varese aveva sfruttato con Fajardo e Cerella. Più che il sostituto di Polonara, nell'economia della Varese che verrà Callahan arriverà al posto di Dusan Sakota: la caratteristica migliore della 33enne ala forte è un tiro frontale molto fluido e preciso, rispetto al serbo-greco ha meno centimetri ma più propensione al gioco interno, sia a rimbalzo che nei movimenti spalle a canestro. Si tratta principalmente di un numero 4 frontale che lo scorso anno in DNA Gold marcava anche i pivot; il ruolo di Callahan sarà quello di terzo lungo uscendo dalla panchina, mentre per sostituire Polonara nello starting five arriverà un'ala forte europea o americana (non Vladimir Dasic che ha firmato al Buducnost). 
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]C'è Reggio Emilia nel futuro di Achille Polonara? L'anticipazione di ieri su queste colonne trova conferma sulle frequenze di radio-mercato: sarebbe l'emergente Grissin Bon la squadra che ha messo gli occhi sull'ala del 1991 ancora sotto contratto con la Pallacanestro Varese. [/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]E che dovrebbe indurlo a lasciar cadere la proposta di estensione triennale recapitatagli dalla società di piazza Monte Grappa per evitare di tenere in biancorosso un giocatore col contratto in scadenza nel 2015 ad un costo per la prossima stagione non sostenibile per le casse del club. 
    Sul piano economico la proposta degli emiliani - almeno per il prossimo anno - non sarebbe di molto superiore a quella di Varese. 
    Ma il progetto della Grissin Bon è decisamente ambizioso, con la possibilità di ottenere una vetrina europea (la squadra di Menetti, vincitrice dell'ultima Eurochallenge Fiba, è iscritta all'Eurocup 2014/2015) e di correre per i primi 4 posti in un campionato di serie A dove Reggio Emilia è una delle poche società in ascesa tra tante che invece ridurranno il budget. 
    Oggi Cecco Vescovi tornerà in sede dopo il viaggio-lampo ad Orlando e dovrebbe ricevere la risposta definitiva dei rappresentanti del giocatore in merito alla proposta messa sul piatto da Varese; scontata a questo punto la fumata nera, le due parti dovranno trovare un accordo per chiudere il rapporto in maniera indolore. 
    Sia la società di piazza Monte Grappa che il giocatore hanno la facoltà di esercitare la clausola rescissoria del contratto attuale dietro versamento di una penale; l'idea però è quella di evitare un braccio di ferro aggrappandosi alle righe piccole. 
    Anche perché le scadenze diverse (15 luglio per Varese, 30 luglio per l'atleta) non permettono alla dirigenza biancorossa di usare le maniere forti, per evitare il rischio di tenersi in casa un giocatore scontento e a costi non sostenibili. 
    La soluzione più praticabile sarebbe quella di annullare i rispettivi buyout, lasciando libero il giocatore del 1991 di accasarsi altrove senza che ci siano costi supplementari né da una parte né dall'altra. 
    Poi una volta chiuso il capitolo Polonara ci si potrà muovere sul mercato spaziando a 360 gradi col 100 per cento del monte stipendi da riallocare nella scelta di 10 giocatori nuovi su altrettante posizioni disponibili. E sull'agenda del trio Vescovi-Giofrè-Pozzecco sarebbero numerosi gli elementi interessanti visti ad Orlando, con tante idee da approfondire al ritorno in città del DS e del coach in coincidenza con le certezze definitive sull'entità del budget disponibile. 
    TESTA AZZURRINO - Intanto in casa biancorossa arrivano buone notizie dal settore giovanile: Filippo Testa ha le valigie pronte per rispondere alla convocazione della Nazionale Under 17 che preparerà da domenica l'avventura per i Mondiali di categoria in programma dall'8 al 16 agosto a Dubai. 
    La guardia del 1997 stabilmente aggregata agli allenamenti della serie A negli ultimi 6 mesi della stagione è tra i 16 elementi che si giocheranno le 12 maglie azzurre per l'appuntamento iridato dopo aver contribuito ad ottenere la qualificazione con il quarto posto dello scorso anno agli Europei Under 16. 
    LA SUTOR RINUNCIA, UPEA O VERONA? - Ieri intanto è giunta l'ufficialità della rinuncia al ripescaggio in serie A da parte di Montegranaro: il club marchigiano ha chiesto di essere ricollocato nel primo campionato regionale disponibile (probabilmente la C2). 
    Per sostituire la Mens Sana, dichiarata ufficialmente fallita dal tribunale di Siena, in pole position resta Capo d'Orlando che dovrà effettuare tutti gli adempimenti necessari entro il 31 luglio; in subordine c'è Verona, anche se l'Upea sembra decisa ad esercitare il suo status da prima riserva.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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