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VareseFansBasketNews

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    Gianmarco Pozzecco è il nuovo allenatore della Pallacanestro Varese.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    La fumata bianca definitiva è attesa per le prime ore di questa mattina, quando il contratto 2+1 che lo legherà alla società di piazza Monte Grappa tornerà con la firma del Poz, reduce da un veloce rendez-vous nella sua seconda casa a Formentera.
    L'annuncio ufficiale arriverà dunque in giornata, ma il calendario delle prime uscite pubbliche dell'era Pozzecco 2.0 è già stilato: la presentazione alla stampa è fissata per domani mattina al PalaWhirlpool, mentre domani sera alle 19 il nuovo coach saluterà i tifosi biancorossi - dodici anni dopo la sua ultima partita con la maglia di Varese, vestita dal 1994 al 2002 - in occasione della Basket Fest in programma nel piazzale adiacente al palasport di Masnago.
    La scelta dell'ex allenatore di Capo d'Orlando per la guida tecnica della squadra è al momento l'unica certezza delineata per la stagione 2014/2015 della società di piazza Monte Grappa, che prima di parlare di obiettivi e di strategie dovrà definire il budget con il quale l'area tecnica Vescovi-Giofrè-Pozzecco potrà operare sul mercato.
    Per questo l'ultimo appuntamento tra il g.m. biancorosso e il nuovo coach non ha sortito dettagli operativi sulle prospettive future del mercato.
    «Attendiamo gli ultimi dettagli prima di definire il tutto, anche perché per il momento si è parlato soltanto in generale - conferma Vescovi -. È prematuro parlare di qualsiasi operazione, perché il budget è ancora da definire: prima di tutto servirà chiudere questa stagione in maniera tale che non ci siano problemi. Poi vedremo il da farsi, ma per ragionare sul futuro ci sarà tutto il tempo».
    Dunque, in mancanza di certezze definitive sull'entità delle risorse disponibili, Pozzecco ha sostanzialmente accettato alla cieca la proposta di Varese.
    Tra società e allenatore c'è stato un reciproco attestato di fiducia: la dirigenza biancorossa ha scommesso sul potenziale di crescita di un tecnico ancora giovane ed all'esordio assoluto in serie A (39-23 il suo record nell'anno e otto mesi trascorso alla guida di Capo d'Orlando), mentre il Poz ha puntato sulla capacità dei dirigenti biancorossi di metterlo nelle condizioni ottimali - sia sul piano economico che tecnico - per costruire una squadra adatta alle sue caratteristiche di grande motivatore e galvanizzatore di uomini ed ambiente.
    «Sostanzialmente è così: con Gianmarco abbiamo parlato di massimi sistemi ed egli ha accettato praticamente al buio, perché ancora non siamo in grado di parlare concretamente di mercato - afferma Vescovi -. Gli obiettivi saranno focalizzati più avanti in funzione del budget; nel frattempo, però, siamo come sempre attenti a quel che si muove al di là delle valutazioni sui giovani in prova a Masnago di cui relazioneremo il coach quanto prima».
    L'ufficialità di Pozzecco sarà solo il primo atto di una serie di novità nei posti-chiave (leggi presidenze della Pallacanestro Varese e del consorzio "Varese nel Cuore") che dovrebbero essere ratificate entro il 30 giugno.
    Rispetto all'esercizio corrente da chiudere saranno numerose le discontinuità in tutti gli ambiti - dirigenza, staff tecnico e squadra - rispetto ad un 2013/2014 che non ha soddisfatto nessuno, sia sul piano tecnico che societario.
    Tutte mosse necessarie per garantire il buon funzionamento del sistema Varese in questa "era Pozzecco" ormai alle porte. Ed il traino garantito dal ritorno del Poz dovrà essere il valore aggiunto per dare entusiasmo ad un ambiente che ha veramente bisogno di ritrovare il sorriso...
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Carlo Recalcati e Gianmarco Pozzecco (foto Blitz in alto), le uniche due novità nella mappa degli allenatori della serie A. L'ex c.t. azzurro è stato annunciato 10 giorni fa dalla Reyer Venezia, mentre l'ex play dei Roosters della Stella guidati proprio dal tecnico milanese dovrebbe essere ufficializzato venerdì dalla società di piazza Monte Grappa.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    E di sicuro il tecnico che 15 anni fa portò a Varese il decimo scudetto è tra coloro che promuovono la scelta di riproporre il legame tra il club biancorosso e il Poz: «Sono molto contento che Varese abbia pensato a lui per la panchina. Nel momento in cui si è finalmente convinto che quello era il suo ruolo nel mondo del basket, il suo ritorno nella città cui ha dato tanto da giocatore era una cosa scritta e un passaggio obbligato. Nel nostro lavoro lo spartiacque è rappresentato dai risultati, però è innegabile che ricomporre il legame tra Pozzecco e Varese darà alla piazza ed al movimento una sferzata di adrenalina. Gianmarco è un personaggio che smuove comunque l'attenzione e soprattutto è uno dei pochi volti noti del nostro ambiente al di fuori del mondo del basket: chiediamo sempre più spazio in Tv, ma da quanto tempo non proponiamo personaggi in grado di essere tali al di fuori del campo? Proprio per questo del Poz sentivamo la mancanza».
    Le impressioni del decano dei coach della serie A sul futuro collega all'esordio nella massima serie sono positive: «Durante l'anno l'ho sentito 3 o 4 volte ma ci siamo confrontati molto la scorsa estate. Ed è stata una bella sorpresa sentirlo così carico e motivato nei compiti tipici da allenatore. Lo chiamavo alle 22.30 e gli chiedevo: Dove sei, a Formentera pronto per la discoteca?. No, in sede a Capo d'Orlando, ho appena finito di lavorare. Sarà strano, ma mi piace. Gianmarco è così, genuino e spontaneo nell'esprimere le sue emozioni; l'anno e mezzo di apprendistato all'Upea lo ha convinto nei propri mezzi e ora ha la chance per fare un altro passo nella carriera che ha scelto».
    E affrontare per la prima volta il massimo campionato partendo da Varese sarà d'aiuto per rompere il ghiaccio più in fretta: «Un po' come a Capo d'Orlando ci sono i presupposti giusti. La gente lo conosce e gli vuol bene ed egli stesso conosce le dinamiche dell'ambiente. Certo, è uno step superiore, starà a lui sfruttare i crediti a sua disposizione dimostrando col lavoro ed i risultati le sue capacità. Ma non ho dubbi sulla sua capacità di trasmettere emozioni ai suoi giocatori così come faceva con i compagni in campo».
    Di certo Recalcati è uno dei modelli ai quali coach Poz s'ispira, anche per il modo di vivere la professione di allenatore: «Ho sempre cercato di cogliere qualcosa da ogni tecnico che ho avuto, senza copiare nessuno ma prendendo le cose che a mio avviso si adattavano alle mie idee di allenatore e persona. Da uomo intelligente e sensibile, anche Gianmarco farà lo stesso. Se poi io, col mio modo di essere, posso essergli servito da modello per alcuni aspetti ne sono felice. E quando ci incontreremo sul campo stavolta non mi tirerà la giacca, anche se come minimo ci verrà da ridere. Di certo, pensando alla festa scudetto del 1999 nessuno di noi avrebbe pensato che 15 anni dopo su quella panchina si sarebbe seduto il Poz. Però ricordo Dado Lombardi, grande attaccante da giocatore che in panchina era particolarmente pignolo sulla difesa; anche Gianmarco lavorerà molto sui suoi punti deboli da giocatore...».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    In attesa di Gianmarco Pozzecco, Varese lavora per il futuro. E da oggi visionerà due elementi interessanti che potrebbero completare il roster da mettere a disposizione al nuovo coach. L'accordo con il Poz è da tempo nella cassaforte del club di piazza Monte Grappa: per l'annuncio ufficiale del contratto 2+1 manca solo il dettaglio finale del confronto tra la società ed il futuro allenatore per focalizzare gli obiettivi. «Con Gianmarco ci sentiremo tra oggi e domani per fissare l'incontro nel quale confrontare idee e programmi; in questi giorni ho preferito lasciargli il tempo di risolvere la situazione con Capo d'Orlando», spiega il g.m. Cecco Vescovi. Intanto, però, la società sfrutterà l'occasione degli allenamenti ancora in corso a Masnago con i giovani Affia Ambadiang, Balanzoni e qualche under 19 reduce dalle finali nazionali per vedere all'opera Nikola Sinadji (foto red) e Diego Flaccadori. Si tratta di due giovani che potrebbero interessare Varese per l'oggi ma soprattutto per il domani: il 24enne serbo, nel giro delle Nazionali giovanili balcaniche (argento ai Mondiali Under 19 del 2011), è un'ala di 205 centimetri per 100 chili con ottime doti balistiche e un buon coefficiente atletico: nella stagione 2013/2014 ha militato nel KK Vrsac, squadra di metà classifica del campionato serbo (10,2 punti e 4,9 rimbalzi col 41% da 3) cui era stato girato in prestito dall'FMP Belgrado (4,6 punti e 1,8 rimbalzi nella prima fase della stagione). La guardia mancina del 1996, prodotto del vivaio della Blu Orobica Bergamo guidata fino alla scorsa annata da Andrea Schiavi ed ora affacciatasi in prima squadra in DNA Silver (2,9 punti in 8 minuti medi), è salito recentemente agli onori della cronaca per aver vinto il torneo internazionale Albert Schweitzer (una sorta di campionato mondiale) con l'Italia Under 18 (16,3 punti e 3,1 assist di media). Sinadji e Flaccadori lavoreranno al PalaWhirlpool sino a fine settimana agli ordini di Matteo Jemoli e del preparatore Marco Armenise; in tribuna ci saranno anche Cecco Vescovi e il d.s. Simone Giofrè che li valuteranno nell'ottica di un possibile inserimento per completare il prossimo roster. «Si tratta di due ragazzi interessanti che vogliamo vedere all'opera dal vivo per valutarli in chiave futura: essendoci la possibilità di farli lavorare con noi a Masnago abbiamo colto al volo l'occasione per conoscerli meglio», conferma il g.m. biancorosso.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Per la scelta dei pezzi da 90 di un roster che nella migliore delle ipotesi ripartirà da due conferme è ancora presto, soprattutto perché servirà anche il parere di Pozzecco per gli snodi importanti sulle situazioni di Polonara e De Nicolao. Ma in attesa che la definizione del budget dia il via libera alle operazioni di mercato - difficile che possa avvenire prima di un paio di settimane - la dirigenza biancorossa sta iniziando a muoversi per mettere le basi della costruzione della Varese che verrà. E soprattutto il 18enne Flaccadori potrebbe rappresentare una scommessa interessante a medio termine, anche se poi ci sarebbe da parlare con la società proprietaria del cartellino...
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Gianmarco Pozzecco ha chiuso la stagione agonistica 2013/2014, ma Cecco Vescovi non vuole mettere fretta al promesso coach della Varese che verrà. Il GM biancorosso aspetta che sia il Poz a decidere se esercitare la sua clausola d'uscita dall'accordo fino al 2019 con Capo d'Orlando, e non vuole forzare i tempi solo 24 ore dopo la sconfitta dell'Upea nella finale playoff con Trento. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    «Da parte mia non c'è fretta: è evidente che a noi piacerebbe affidargli la panchina, ma toccherà a Gianmarco prendere una decisione che sarà strettamente personale, visti i rapporti che ha con il presidente e la città. Gli lasceremo il tempo di maturare la decisione: sa bene del nostro interesse, toccherà a lui in tutta tranquillità valutare il da farsi. 
    Ed entro qualche giorno capiremo che direzione prenderà la situazione». E sebbene radio-mercato dia per fatta l'operazione (con tanto di accordo 2+1), il dirigente varesino conferma di non essere ancora in grado di focalizzare gli obiettivi sulla base delle risorse disponibili: «In questo momento dovrà essere una decisione un po' alla cieca perché un budget definito ancora non c'è.
    D'altra parte stiamo ancora cercando di chiudere la stagione che si concluderà al 30 giugno: è stata un'annata difficile sotto tutti i punti di vista, e se la situazione non è nera non è neppure rosea. Abbiamo sempre fatto le cose con serietà, dunque non bisogna avere fretta ma neppure paura».
    Vescovi evidenzia comunque che la decisione di puntare sul Poz nasce sulla base della convinzione della società delle sue qualità di allenatore, e non certo per fare cassa in campagna abbonamenti: «Se fosse solo per quello dovrei fargli un contratto per 4 mesi Scherzi a parte, sarebbe un errore madornale. In realtà riteniamo che in questi due anni abbia dimostrato di avere stoffa. E poi vale lo stesso discorso fatto per la valorizzazione dei giocatori: siamo un trampolino di lancio, qui possiamo offrire l'opportunità di crescere e fare esperienza in un campionato diverso dalla DNA Gold, con più stranieri e un tasso fisico-atletico più elevato. Se le cose dovessero andare bene ne guadagneremmo entrambi».
    E un altro aspetto importante è quello della capacità del Poz di ridare entusiasmo ad un ambiente reduce da un anno plumbeo: «Qualsiasi scelta ha un margine di rischio, ma in questo caso si tratterebbe di una scommessa ragionata. E se dovesse davvero arrivare Gianmarco ci sarebbe bisogno di qualcuno in grado di portare entusiasmo ma anche capace di sdrammatizzare. Perché in questo senso l'anno appena concluso è stato veramente pesante: in palestra si va per lavorare, ma farlo col sorriso e con lo spirito giusto può dare una grossa mano». 
    E intanto la questione-budget frena qualsiasi ipotesi operativa sul mercato: «Il nostro budget dipenderà dalle risposte che avremo dai tifosi ma soprattutto dalla città. Le risorse a disposizione sono un aspetto importante ma non bisogna avere fretta: il campionato inizierà il 12 ottobre e c'è tutto il tempo per costruire la nuova squadra. Certo qualche idea l'avremmo già ora; sarebbe bello avere sicurezze per chiuderle subito, e non dover aspettare come lo scorso anno per vedere sfumate le nostre prime scelte». 
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Novità importanti sul fronte societario per la Pallacanestro Varese. Michele Lo Nero non fa più parte del consiglio di amministrazione del club biancorosso: ha rassegnato le dimissioni - comunicate anche al personale degli uffici di piazza Monte Grappa - in occasione dell'ultima riunione del CdA. Una svolta che potrebbe preludere anche a novità nella composizione della governance del consorzio Varese nel Cuore, di cui Lo Nero è presidente sin dalla sua nascita nel 2010 (e c'è persino chi sussurra che il suo futuro possa essere al Franco Ossola e non più al PalaWhirlpool...).[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Una svolta che non modifica la rotta tracciata dalla dirigenza biancorossa, tra la ricerca del nuovo presidente e le necessità legate alla battaglia del grano per definire il budget della stagione 2014/2015. Il ballottaggio per individuare l'erede di Cecco Vescovi è tra una figura istituzionale onoraria e uno dei membri dell'attuale CdA: l'unica certezza è che il nuovo presidente si insedierà entro metà mese.
    Intanto si continua a lavorare sul fronte sponsor, tra rinnovi e new entries, per costruire il budget da affidare alla coppia Vescovi-Giofrè per allestire la squadra 2014/'15. In attesa della risposta di Renzo Cimberio, che solo tra due settimane potrà esprimersi sulla possibilità di rimanere come main sponsor per l'ottava stagione consecutiva, si punta a costruire una rete di rapporti proficui e durevoli legati alla qualità ed al valore commerciale del prodotto basket a Varese. Ed anche qualora le risorse fossero inferiori a quelle investite nel 2013/'14, si respira un clima di fiducia per indirizzare la società verso una maggiore stabilità. Pur se difficilmente del futuro del club biancorosso faranno parte Stefano Bizzozi ed Adrian Banks, i due grandi protagonisti della seconda metà della stagione appena conclusa. Il coach di Mira, che pure aveva espresso apprezzamento per le parole della società nel considerarlo una risorsa preziosa anche per il futuro, sembra orientato a seguire Frank Vitucci ad Avellino. Mentre la guardia di Memphis, che più volte aveva manifestato la sua volontà di ripagare l'affetto del pubblico varesino esprimendo il desiderio di vestire ancora biancorosso, avrebbe espresso tramite il suo agente la volontà di andare in cerca di offerte estere economicamente più vantaggiose e con una visibilità europea che Varese non può offrire. Scelte legittime per due professionisti che giustamente decidono in base alle proprie prospettive di carriera. Ma altrettanto giustamente la società, scottata dall'estate 2013 in cui le conferme sull'onda emotiva (anche a dispetto di situazioni anti-economiche) sono costate carissime, non è più disposta a dare credito illimitato a chi la domenica a Masnago si batte il pugno sul petto e poi cambia atteggiamento quando le tribune si svuotano.
    Dunque, ci si avvia verso una nuova rifondazione sullo stile dell'estate 2012, quando Vitucci ripartì dal solo Talts per costruire la Cimberio degli Indimenticabili. Ora Gianmarco Pozzecco, che a meno di clamorosi colpi di scena sarà il nuovo coach biancorosso, ha come certezza il duo azzurro De Nicolao-Polonara. Anche se le clausole d'uscita a favore di giocatori e società potrebbero sempre portare a svolte in stile Stipcevic...
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Nove posizioni e venti punti in meno in classifica, ma solo 126 spettatori di meno in media sulle tribune di Masnago (foto Blitz). Il dato delle presenze al PalaWhirlpool per la stagione 2013/2014 conferma che sono stati i tifosi la vera risorsa della Cimberio, a dispetto di risultati del campo meno brillanti rispetto a quelli del 2012/2013. La media dei paganti per le 15 partite casalinghe si è fermata a quota 4.115: rispetto all'annata degli Indimenticabili la perdita è relativamente modesta (4.292 di media contando anche i playoff, il dato scende a 4.241 limitandosi alla regular season). La differenza vera è in termini di incassi: il totale dell'annata conclusa senza post-season si è chiuso a poco più di 750mila euro lordi, mentre nella scorsa annata il gettito complessivo aveva sfiorato i 1,3 milioni (ma la regular season si era fermata a quota 790mila).[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Le presenze di pubblico sono peraltro aumentate sensibilmente nel girone di ritorno, tra i big-match contro Milano e Sassari e i risultati positivi dell'era-Bizzozi: rispetto ai 3.883 spettatori di media dell'andata c'è stato un balzo fino a quota 4.380. Certo, i numeri della fase ascendente erano condizionati dalle prime due gare disputate sul neutro di Casale Monferrato riservate solo agli abbonati; limitandosi alle 13 partite disputate a Masnago la media degli spettatori salirebbe a quota 4.260, facendo registrare addirittura un incremento rispetto alla regular season 2012/2013.
    Ma molte delle presenze in tribuna erano legate ad una quota-abbonati da record: le 3.167 tessere staccate in settembre avevano fatto registrare un incremento di oltre 600 fedelissimi rispetto ai 2.533 dell'era Vitucci. Di conseguenza sono diminuiti i biglietti venduti, passati dai 1.711 di media ai 1.086 della stagione appena conclusa; ma è una ricaduta scontata dei risultati inferiori alle aspettative. Così come i mancati incassi playoff, anche se gli oltre 460mila euro delle 7 partite casalinghe della post-season 2012/2013 debbono essere considerati un evento straordinario e non certo un'abitudine (nella singola partita del 2010/2011 Varese aveva incassato circa 45mila euro, nelle due gare con Siena del 2011/2012 era arrivata poco oltre i 70mila).
    Dunque, i ricavi da abbonamenti e biglietteria si confermano una voce importantissima - pure in una stagione avara di soddisfazioni - per le casse della società di piazza Monte Grappa. Per questo, al di là di un budget per il 2014/2015 ancora da definire, sarà fondamentale costruire una Varese capace di stuzzicare il palato dei tifosi: puntare su Gianmarco Pozzecco per la panchina è un ottimo punto di partenza, servirà però allestire una squadra adatta alle sue qualità per scaldare l'entusiasmo dei tifosi senza più il traino delle imprese degli "Indimenticabili".
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Gianmarco Pozzecco si avvicina alla serie A. Per ora sul campo alla guida della sua Upea, col 2-0 nella semifinale di DNA Gold con Verona e tre match-ball a partire da domani sera in terra scaligera per arrivare alla finalissima della serie cadetta. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    E Varese? Se ne parlerà alla fine dei playoff, anche se il tema è scottante anche nel corso della cavalcata sul campo di Capo d'Orlando: «Ho comunicato alla società che Varese è interessata a me, ma siamo rimasti a questo» ha affermato il Poz nella conferenza post-partita successiva alla gara-2 delle semifinali.
    E non potrebbe essere diversamente, né per il coach triestino - impegnato nel tentativo di riportare l'Upea dove l'aveva lasciata da giocatore nel 2008 - né per la società di piazza Monte Grappa, alle prese con i nodi budget e presidente e ben lieta che le tempistiche dell'operazione slittino di almeno 20 giorni (l'ultimo atto eventuale delle finali di DNA Gold è in programma il 10 giugno) per arrivare al faccia a faccia decisivo con le idee chiare su programmi e prospettive future. Già, perché la decisione finale toccherà a Pozzecco, legato contrattualmente all'Upea fino al 2019 ma con la possibilità di esercitare la clausola d'uscita in caso di chiamata di Varese che si era riservato al momento della firma la scorsa estate. 
    E se il Poz salisse sul campo con Capo d'Orlando, ci sarebbe il rischio di un rèmake di quanto avvenuto nel 2009/2010 con Meo Sacchetti - allora primissima scelta di Varese - che accettò il rinnovo con Sassari dopo aver vinto la LegAdue? E' un rischio che la società di piazza Monte Grappa è disposta a correre, attendendo la conclusione dell'impegno agonistico di Pozzecco prima di illustrargli nel dettaglio le sue strategie. 
    A maggior ragione, anche in caso di promozione, toccherà al coach triestino scegliere la soluzione che giudicherà più attrattiva tra le due piazze che lo amano in maniera viscerale. Anche se Varese confida di avere gli argomenti giusti (compresa una proposta pluriennale, si parla di un 2+1) per convincerlo a sedere sulla panchina biancorossa. 
    Nel frattempo però rimbalzano nuovamente i rumors relativi ad un forte interessamento di Avellino per Stefano Bizzozi: già due settimane fa su queste colonne avevamo previsto che Frank Vitucci si sarebbe rifatto vivo per convincere al trasferimento in Irpinia il suo assistant coach di fiducia, portato a Varese proprio da lui nell'estate 2012. 
    Già lo scorso anno c'era stato un abboccamento in tal senso, ma Bizzozi era sotto contratto con la Cimberio e non se ne fece nulla. 
    Il club biancorosso vorrebbe confermarlo dopo l'ottimo lavoro da interim coach nel finale della stagione appena conclusa, ma la scelta toccherà al coach di Mira. 
    E se a sedersi sulla panchina biancorossa fosse alla fine Gianmarco Pozzecco, in caso di addio di Bizzozi il suo assistant coach sarà con ogni probabilità Ugo Ducarello, già vice di Sacchetti a Capo d'Orlando e Sassari.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Varese, non ci resta che attendere. Stallo solo apparente per la Cimberio in vista di una serie di risposte determinanti per indirizzare il segno delle strategie per la prossima annata sportiva. Il presidente dimissionario? Si lavora ad ampio raggio per trovare l'erede di Cecco Vescovi , al di là dell'ipotesi Lega Basket  (comunque remota e non immediata) per l'ormai ex massimo dirigente di piazza Monte Grappa, con l'intento di trovare la figura "ad hoc" entro un paio di settimane. L'allenatore? Giusto rispettare l'impegno di Gianmarco Pozzecco  con Capo d'Orlando : stasera il "Poz" guiderà l'Upea nella gara-2 casalinga delle semifinali della DNA Gold (attualmente 1-0 su Verona, dall'altra parte la Torino di Stefano Pillastrini  ha espugnato Trento in gara-1). E per almeno altri 15 giorni (che potrebbero diventare un mese in caso di accesso alla finalissima) non ci sarà modo né tempo per mettere nero su bianco l'accordo con il club biancorosso. Che comunque ha ormai chiaramente puntato sull'ex play dei Roosters della Stella per la guida tecnica della stagione 2014/2015, ed attende il "faccia a faccia" definitivo per sistemare i dettagli operativi e confrontare[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    i rispettivi programmi. Sembra però improbabile che l’arrivo del "Poz" possa coincidere con la permanenza di Gianmaria Vacirca,  il suo GM nel 2007/2008 a Capo d’Orlando: il dirigente di Tortona dovrebbe infatti concludere al 30 giugno il rapporto di consulenza con la società biancorossa. Nel frattempo si lavora sul budget, a partire dal main sponsor: la risposta definitiva di Renzo Cimberio  non arriverà prima della metà di giugno, e nel frattempo ci sono tante
    altre situazioni - vecchie e nuove - che gli "operativi" della società stanno esplorando per poter mettere a disposizione della coppia Vescovi-Giofrè  le risorse necessarie per il mercato estivo. La squadra? La proposta di rinnovo biennale sottoposta ad Adrian Banks  è sul piatto ormai da quasi 2 mesi, l’auspicio è che il grande feeling tra il giocatore e la piazza possa indurlo a rompere gli indugi e a non aspettare eventuali "rilanci" da altre realtà (più straniere che italiane). L’offerta di Varese è comunque in linea con le attuali possibilità del club e comprenderebbe anche un ruolo da capitano all’interno del gruppo; per tutte le altre situazioni bisognerà definire il budget ed attendere l’allenatore, al di là dei contratti in essere con De Nicolao e Polonara (entrambi però hanno clausole d’uscita da esercitare a loro favore entro il 30 giugno). Di certo comunque le novità saranno tantissime, a prescindere dall’entità delle risorse disponibili: tolto il trio Banks- De Nicolao-Polonara  hanno chances solo Mei  (ma è più probabile che monetizzi la stagione in serie A in categorie inferiori) ed Affia Ambadiang  (da valutare però se sarebbe meglio tenerlo come quarto lungo o mandarlo a farsi le ossa un paio di piani più sotto). Improbabile anche la conferma di Terrell Stoglin , al di là delle velleità NBA del play-guardia ex Maryland: l’esterno del 1991 ha dimostrato discrete qualità da cambio, ma non è un affare al costo di un titolare e dunque a meno di clamorose sorprese Varese eserciterà la clausola rescissoria a suo favore. Però per entrare nel vivo del mercato vero e proprio ci vorrà tempo: la tabella di marcia nella versione attuale prevede due settimane per il presidente, quattro per allenatore e budget e sei per definire i nodi cruciali De Nicolao (che ha uno stipendio basso e un discreto mercato, ma qui potrebbe fare il titolare) e Polonara (ingaggio alto e mercato da verificare alla luce dei costi, reduce però da una stagione da titolare con numeri importanti per un italiano del 1991). Nella migliore delle ipotesi Varese ripartirà da tre confermati, nella peggiore sarà "tabula rasa"; ma l’estate 2012 - ed al contrario quella 2013 - dimostrano con i fatti che non sempre cambiaretutto è un male...
    LE ALTRE PANCHINE -  Il "valzer" in vista della stagione 2014/2015 dovrebbe comunque coinvolgere poche realtà della massima serie. Scontata la conferma di Luca Banchi  alla guida dell'EA7 , così come Stefano Sacripanti e Meo Sacchetti  hanno contratto in essere con Cantù e Sassari. Max Menetti  è legato fino al 30 giugno 2015 a Reggio Emilia (ed Eurochallenge e playoff sembrano avere "smorzato" i rumors di un possibile addio), mentre Piero Bucchi  ha appena rinnovato a Brindisi ; il neo-coach of the year Paolo Moretti  è invece il grande favorito per la panchina di Roma. Tra le squadre che non hanno disputato i playoff rinnovo già certo per Lele Molin  a Caserta , solo una formalità
    per Cesare Pancotto  a Cremona,  mentre Avellino  ripartirà da Frank Vitucci  che ha il secondo anno di contratto firmato lo scorso anno dopo il divorzio da Varese. A Bologna  si va verso la conferma di Giorgio Valli,  mentre Venezia  sembra orientata su Carlo Recalcati  (l'alternativa sarebbe Marco Crespi ma l'ex CT sembra in vantaggio). La salvezza in extremis fa pensare che Pesaro  ripartirà da Sandro Dell'Agnello , in caso di separazione salgono le quotazioni di Giulio Griccioli che dovrebbe lasciare Casale Monferrato.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Terrell Stoglin: avreste dovuto vederlo nel recente dopo-partita contro il Cska. All'uscita dagli spogliatoi tra lui e gli americani della formazione sovietica - Weems, Pargo, Hines, Jackson -, è stato tutto un fiorire di saluti in stile rapper, battute, pacche sulle spalle e arrivederci al prossimo mese di luglio. Dove? Semplice: alle varie Summer League organizzate dall'Nba in varie città degli Stati Uniti. Il nostro, infatti, ha in testa solo una cosa: entrare a far parte del grande circo del basket a stelle e strisce. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    «La Nba è il mio sogno e ammette candidamente Stoglin -; a soli 22 anni mi sembra un po' presto per abbandonare il desiderio che coltivo da una vita. Del resto, negli anni trascorsi al College con Maryland University e successivamente proprio nelle Leghe Estive ho avuto la netta sensazione di avere le qualità necessarie per poter far parte di qualche team Nba. 
    Per queste ragioni la prossima estate parteciperò ad alcune Summer League e avendo ricevuto un paio di inviti non ho ancora deciso con quale squadra scenderò in campo. Queste sono valutazioni che per questioni di opportunità, farò più avanti sapendo benissimo che conta molto la fortuna ed il trovarsi al momento giusto nella squadra giusta». 
    Quindi: par di capire che Varese non rientri nei suoi piani futuri... «Non intendevo questo ma che, come già successo nelle due estati precedenti, nelle prossime settimane la mia attenzione sarà focalizzata sui professionisti americani coi quali vorrei rigiocarmi tutte le mie carte. Tutto ciò con la consapevolezza che, comunque, uno spazio in Europa potrei sempre trovarlo. Detto questo, sento di dover ringraziare dirigenti e staff di Varese per avermi offerto la possibilità di misurarmi col campionato italiano, torneo che ho trovato assai più competitivo rispetto a Francia, Ucraina e Polonia. Il rammarico, semmai, è di essere arrivato a stagione quasi finita e aver avuto poche partite a disposizione per mettermi in mostra». Terrell, dunque, già con un piede sulla scaletta dell'aereo per fare ritorno a San Fernando Valley, luogo che ha scelto per vivere, lontano dal clima desertico dell'Arizona dove, invece, è cresciuto. Ma, prima di apporre il virtuale timbro varesino sul passaporto, resta lo spazio per abbozzare il bilancio della sua esperienza tecnica in maglia Cimberio. I numeri recitano 5 presenze, 40 punti totali, percentuali non esattamente principesche (42% da 2, 35%% da 3). «È mancato il tempo adeguato e - aggiunge Stoglin - indispensabile per entrare meglio nei meccanismi di squadra. Penso di aver dato un discreto contributo, ma sono sicuro che con qualche settimana di allenamento e qualche partita in più avrei fatto di meglio in favore di una squadra che stavo iniziando a conoscere, vedi i 5 assist prodotti nella gara persa in maniera sfortunata contro Siena. Poi, un giocatore come me, sostanzialmente una guardia realizzatrice, ha bisogno di un perfetta integrazione tecnica e tattica col gruppo per riuscire ad esprimersi al massimo livello. Ed è un peccato che tutto sia finito così presto perchè qualcosa di buono iniziava a vedersi». 
    Massimo Turconi [/size][/font][/color]
     

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