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    Yakhouba Diawara e Varese, il matrimonio si ha da (ri)fare? Non è ancora tempo di fumate bianche per la versione 2.0 del rapporto tra il club di piazza Monte Grappa e lala francese (foto Blitz in alto) che fu capocannoniere biancorosso nella stagione 2011/2012. Ma molti sono gli indizi che fanno pensare ad un sì in arrivo nel giro di qualche giorno e comunque non prima dellaccordo con la combo guard americana che il g.m. Cecco Vescovi avrebbe identificato per completare il reparto esterni. Non ultimo il fatto che latleta del 1982 è stato compagno di Gianmarco Pozzecco alla Fortitudo Bologna versione 2005/2006, sia pure per qualche mese tra larrivo a febbraio dellatleta nato a Parigi e il famoso caso-Repesa che costò al Poz lallontanamento dal gruppo prima dei playoff poi vinti dallAquila.
    Per questo, quando lipotesi Diawara ha preso quota nei giorni scorsi, lavallo del coach varesino è stato immediato, non soltanto per il fatto che lex Miami e Denver calza a pennello con la sua scelta tecnica di puntare su unala piccola dotata di grande esplosività e vigore atletico. Daltra parte, proprio il rapporto strettissimo tra il neo-coach di Varese e gli ex compagni in azzurro Basile e Soragna era stato alla base della grande stagione passata di Capo dOrlando. Normale, dunque, che in vista dellesordio in serie A, dovendosi cimentare per la prima volta con la gestione di un gruppo a stragrande maggioranza straniera, il Poz sia attratto dalla possibilità di lavorare con un elemento già conosciuto. Ed è altrettanto normale che il target degli obiettivi primari del mercato si sia concentrato su elementi già rodati, pur con qualche scommessa per completare la panchina: limpalcatura della squadra in via di definizione porta chiaramente limpostazione tecnica e filosofica del coach. «È fondamentale scegliere giocatori dei quali sei convinto al 100 per cento, perché poi li devi allenare per tutto lanno: lavorare con giocatori che ti piacciono ed hanno scelto di venire nella tua squadra rende tutto più semplice e sicuramente gratificante» spiegava il Poz qualche giorno fa nellambito di una serie di ragionamenti sui tempi lunghi del mercato di Varese, evidenziando come sia preferibile scegliere con la massima cura piuttosto che affrettare decisioni che poi possono condizionare negativamente unintera annata.
    Daltra parte, da sempre Cecco Vescovi ha messo lallenatore al centro del progetto, lasciandogli ampia facoltà di scelta sulle strategie di mercato: era accaduto con Pillastrini, Recalcati e Vitucci con risultati almeno pari e spesso superiori alle aspettative, mentre al contrario ciò non è avvenuto lo scorso anno, quando la squadra di Frates fu figlia di troppi padri. Dunque lapprovazione del coach al progetto Diawara 2.0 - se la trattativa economica per ora solo abbozzata confermerà nei fatti il gradimento del giocatore francese allopzione Varese, espressa più volte a parole - potrebbe rappresentare il definitivo semaforo verde per loperazione. Che potrebbe poi spostare lattenzione - in caso di aggiunte in corsa al momento comunque non coperte dal budget - nel ruolo di cambio di play e guardia, visto lamplissimo ventaglio di giocatori (da Kangur ad Okoye, passando per Casella e Callahan e lo stesso Kuba) in grado di coprire gli spot di 3 e di 4.
    Giuseppe Sciascia

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    Cè anche Yakhouba Diawara (nella foto Blitz a destra) nella lista della spesa di Varese tra i possibili obiettivi per il ruolo di ala piccola comunitaria. Il 32enne francese è valutato con attenzione dalla società di piazza Monte Grappa che, dopo il nulla di fatto col giovane grecoAntekotuonmpo, sta considerando di riproporre la coppia di ali Diawara-Kangur già vista in biancorosso nella stagione 2011/2012.
    Daltra parte il mercato delle ali piccole comunitarie offre relativamente poco, mentre per qualità offensive ed esplosività il giocatore del 1982 - settimo marcatore della serie A di tre anni fa a 15,2 punti col 53% da 2 e il 36% da 3 più 5,2 rimbalzi in maglia Cimberio - avrebbe le caratteristiche giuste per incarnare il profilo del giocatore atletico richiesto da Gianmarco Pozzecco. E di sicuro a Diawara non mancherebbero le motivazioni, visto che non ha mai fatto mistero - anche attraverso il suo profilo Twitter - della sua disponibilità di tornare a Varese, ossia il club nelle cui file ha disputato la miglior stagione europea dopo la conclusione della sua esperienza nella NBA.
    Nel 2012/2013, infatti, lala francese accettò la lucrosa offerta di Venezia, dove chiuse a 13,1 punti e 4,8 rimbalzi, venendo eliminato nei quarti di di finale dagli Indimenticabili di Vitucci. Lo scorso anno il ritorno in Francia al Gravelines (11,9 punti e 3,7 rimbalzi), avventura chiusa a fine febbraio tramite una rescissione consensuale.
    Diawara non è lunica pista seguita dai biancorossi, ma sembra comunque molto più calda rispetto a quella dellaltro ex Ebi Ere, che sul piano atletico e motivazionale darebbe meno garanzie rispetto al francese, avvantaggiato anche dalla compatibilità tecnica e difensiva già evidenziata con Kangur nella Varese 2011/2012. Ma potrebbe diventare un obiettivo primario qualora arrivasse il sì della guardia americana con qualità balistiche e capacità di giocare anche in regia che la società starebbe individuando in contemporanea alla scelta dellala piccola comunitaria.
    Per ora il g.m. Cecco Vescovi glissa sullargomento Diawara, ma ribadisce che il mercato si chiuderà con la scelta dei due giocatori mancanti del quintetto base: «Se troveremo gli incastri giusti tra guardia americana ed ala comunitaria avremo completato le operazioni di mercato. E a chi storce il naso per la panchina corta, rispondo che è quel che ci potevamo permettere vista la riduzione delle risorse per costruire il roster. Il nuovo sponsor (Openjobmetis, ndr) ci sarà di grande aiuto per arrivare alla copertura quasi totale del budget, che sarà comunque inferiore a quello della scorsa annata; ma è inutile guardare ora il pelo nelluovo. Come sempre stiamo operando in base alle nostre disponibilità».
    Vescovi ribadisce dunque la sua piena fiducia nei confronti dellorganico attuale: «Abbiamo scelto delle certezze per il quintetto che confidiamo di completare a breve, mentre in panchina ci sono delle scommesse che speriamo possano pagare nel rapporto costo-rendimento. Personalmente spero di non cambiare nessuno e se le vinceremo tutte non ci sarà bisogno di interventi suppletivi; se poi emergerà il bisogno di qualche correttivo lo valuteremo al momento, in base alle risorse supplementari che riusciremo a raccogliere. Ma di certo partiamo con la massima fiducia nei confronti dei giocatori che si presenteranno al raduno del 28 agosto».
    Giuseppe Sciascia

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    E' Andrea Casella (nella foto red) l'elemento che completerà la panchina della versione 2014/2015 della Pallacanestro Varese neogriffata Openjobmetis. La 24enne guardia-ala di 197 centimetri per 90 chili, prodotto delle giovanili di Ghezzano per poi completare il percorso di crescita a Livorno, ha raggiunto un accordo con la società di piazza Monte Grappa che lo inserirà nel roster a disposizione di Gianmarco Pozzecco con il ruolo di cambio degli esterni. L'atleta del 1990 nativo di Pisa è reduce da una brillante stagione al "piano di sotto" con Veroli (9,8 punti in 24 minuti medi in DNA Gold) che gli è valsa l'attenzione del Settore Squadre Nazionali: Casella è stato infatti inserito nel gruppo di elementi che hanno lavorato con la Sperimentale di Attilio Caja (4,2 punti di media in 8 gare tra le amichevoli con la Francia e la tournée in Cina chiusa anzitempo per un lieve infortunio). Il giocatore toscano avrà una chance importante per dimostrare di poter valere la serie A dopo l'assaggio di due anni fa a Cantù (solo 6 partite e 5 punti segnati), dove arrivò comunque in corsa come settimo esterno. Il ruolo che Varese vuole affidargli è invece quello di quinto esterno dietro la guardia americana ancora da individuare da affiancare a Dawan Robinson in regia, che fungerà anche da cambio del playmaker visto che la volontà della società di piazza Monte Grappa è quella di cercare un esterno con tiro, trattamento di palla e capacità di creare per sé e per gli altri sul pick&roll senza cercare un altro play "di scorta". Ma la Cantù versione 2012/2013 era squadra di Eurolega, mentre nella Varese 2014/2015 - dopo i positivi riscontri della stagione passata a Veroli - Casella potrà mettere a frutto le sue doti di eccellente tiratore dalla distanza. La qualità migliore del giocatore pisano è proprio il tiro dall'arco (39,6% lo scorso anno in DNA Gold su oltre 5 tentativi a partita), e in una squadra con tanti atleti e due americani "creativi" dal palleggio le sue doti di convertitore di scarichi o di soluzioni aperte in transizione ne fanno un efficace complemento per quei 10-15 minuti che idealmente dovrà giocare dietro i titolari. Dal punto di vista tecnico Casella è principalmente un' ala piccola, dotato di grande atletismo in verticale ma non particolarmente dinamico nella "lateralità"; per questo non mette molto la palla per terra nell'I contro 1 e non è giocatore di pick&roll, mentre in difesa può faticare contro avversari razzenti, pur avendo capacità e disponibilità per far valere il fisico su elementi niù stazzati e meno veloci negli spazi stretti. Dunque un giocatore antitetico - e per questo complementare -rispetto ad Stan Ókoye, l'altra ala che si alzerà dalla panchina biancorossa, che invece predilige le giocate acrobatiche e l'energia neh"attaccare il ferro potendo anche fare qualche comparsata da "4 tattico". L'interesse di Varese, concretizzatosi dopo la fumata nera dell'affare Flaccado-ri e anticipato lunedì scorso su queste colonne, si è concretizzato con un accordo biennale in grado di stimolare la voglia di emergere del giocatore del 1990. Sul quale la società di piazza Monte Grappa proverà a costruire anche in ottica futura così come accaduto per le opzioni a suo favore degli accordi con Daniel, Callahan ed Okoye. Certamente un giocatore con maggior impatto e potenziale rispetto a Nicola Mei, firmato lo scorso anno come sesto esterno; un investimento per certi versi simile a quello effettuato nell'estate 2011 su Davide Reati, elemento con analoghe qualità balistiche ma meno "garra" atletica rispetto a Casella. Che arriva con le caratteristiche, la testa e la "fame" giusta per conquistarsi spazio e minuti e dimostrare di valere la serie A. Giuseppe Sciascia

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    Varese pesca agli antipodi il settimo giocatore della squadra biancorossa versione 2014/2015. Ufficiale la firma di Stanley Okoye, 23enne ala piccola di 198 centimetri per 91 chili: latleta attualmente in forza ai Perth Razorbacks della State League australiana è nato nel North Carolina ma ha passaporto nigeriano, dunque entrerà nel novero dei 4 stranieri non extracomunitari con lo status da Cotonou player analogo a quello utilizzato nelle ultime due stagioni per Ebi Ere. Si tratta di un esterno dotato di grande forza fisica ed atletica, che si era messo in grande evidenza al college di Virginia Military Institute (21,5 punti più 9,4 rimbalzi e 2,6 assist nellultimo anno) conquistando il premio di giocatore dellanno della Big South Conference nel suo anno da senior (il primo in assoluto a superare gli scogli di 2000 punti, 900 rimbalzi e 100 stoppate in 4 anni di università).
    Numeri che gli sono valsi un invito al Portsmouth Invitational Tournament del 2013, a dispetto del livello non altissimo della sua Conference NCAA. E proprio in quella occasione lo vide allopera dal vivo il d.s. biancorosso Simone Giofrè, che ha ripensato al mix di atletismo, energia e voglia di emergere messa in evidenza da Okoye nelledizione dello scorso anno dei campionati africani giocati con la maglia della Nigeria (12,5 punti di media). Il primo anno da professionista ha avuto esiti alterni: dopo un provino senza esito con i greci dellIkaros, Okoye ha cercato fortuna in Israele (prima 2 partite in A2 al Maccabi Hasharon, poi 4 al Green Tops Netanya della massima serie dove curiosamente al suo posto arrivò il neocompagno di squadra a Varese Dawan Robinson). A febbraio la firma in Australia con i Perth Razorbacks militanti nella lega semiprofessionistica SBL dove militano i club della zona occidentale del continente oceanico: il poderoso fatturato statistico raccolto nelle 29 partite disputate (28,4 punti più 11,2 rimbalzi, 1,8 recuperi e 1,8 assist) andrà rivisto al cambio di un campionato fisicamente e tecnicamente molto più competitivo come la nostra serie A.
    Ma non cè dubbio che Okoye è un giocatore intrigante per il mix di qualità atletiche, personalità e voglia di emergere: per questo Varese ha scommesso sulla sua crescita futura, siglando un accordo annuale con opzione per il 2015/2016. Il suo ruolo nelle gerarchie di coach Pozzecco dipenderà dallaltro giocatore che verrà inserito nello spot di ala piccola; Okoye può comunque giostrare sia da 3 che da 4 e garantire anche qualche minuto da guardia, dunque la sua duttilità ne fa unaggiunta sicuramente utile per allungare le rotazioni. Ancora da definire la data dellarrivo in città dellala di passaporto nigeriano: la sua squadra sta disputando le semifinali della State League (ieri sconfitti 98-106 dai Perth Eagles; 20 punti e 10 rimbalzi per Okoye) con il secondo e leventuale terzo atto in programma il 23 e 24 agosto. Probabile dunque che lala del 1991, dovendo passare dagli Stati Uniti per la procedura del ritiro del visto, possa unirsi al gruppo biancorosso in occasione del ritiro di Chiavenna che inizierà il 2 settembre.
    Giuseppe Sciascia

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    Torna un marchio locale sulle maglie della Pallacanestro Varese? Allindomani del raggiungimento dellaccordo verbale tra i vertici della società di piazza Monte Grappa e il nuovo main sponsor biancorosso, è la Openjobmetis di Gallarate lipotesi più accreditata per lerede di Cimberio sulle maglie biancorosse. Ossia lazienda di lavoro interinale che agisce su scala nazionale con 120 filiali dislocate in tutta Italia e un fatturato che nel 2013 ha sfiorato i 350 milioni di euro; ma sulla spinta del suo fondatore ed amministratore delegatoRosario Rasizza, mantiene un forte radicamento sul territorio.
    E proprio lattuale numero uno dellazienda nata dalla fusione di due anni fa tra Openjob (creata nel 2001) e Metis (marchio acquisito nel 2011 che fu già primo sponsor del basket varesino dalla stagione 2001/2002 alla stagione 2003/2004), già impegnato a più riprese nel mondo dello sport, sarebbe il principale fautore dellaccordo.
    Proprio il basket è stato il primo amore del 46enne imprenditore varesino, che legò la sua azienda prima a Gallarate e poi a Daverio, società delle Minors nostrane che ai tempi militavano nei campionati regionali di serie C2. Dopo i primi assaggi da main sponsor di realtà locali durati dal 2002 al 2006, lazienda gallaratese ha ampliato gli orizzonti; di conseguenza la Openjobmetis si è rivolta verso un target sportivo in grado di aumentare la sua visibilità su scala nazionale. Lo scorso anno era infatti attiva nel mondo del calcio (fornitore dellEmpoli), del golf e della vela. Ma soprattutto in quello della pallavolo, in qualità di title sponsor dellOrnavasso di A1 femminile e come sponsor di maglia della Tonno Callipo Vibo Valentia nella massima serie maschile. Entrambi i rapporti di collaborazione si sono però esauriti al termine della stagione 2013/2014, proprio in coincidenza con la chiusura forzosa dei 7 anni di era Cimberio sulle maglie della Pallacanestro Varese. E per un imprenditore come Rasizza, da sempre convinto del valore dello sport per la valorizzazione di un brand, quale miglior veicolo promozionale potrebbe esserci rispetto al mix di tradizione gloriosa e passione veemente per i colori biancorossi che la squadra di Gianmarco Pozzecco è in grado di offrire ad un main sponsor, specie se locale? Per ora si tratta di unipotesi senza conferme ufficiali, perché le parti hanno convenuto di tenere coperta lidentità del nuovo main sponsor fino alla sistemazione degli ultimi dettagli operativi delle strategie di promozione commerciale affidati ai rispettivi uffici Marketing. Ma il legame tra il fascino della Pallacanestro Varese - tradizionale veicolo promozionale della città in Italia ed in Europa - e linteresse per gli investimenti promozionali legati allo sport dellimprenditore varesino rende più che mai credibile questa ipotesi. Inoltre cè un altro indizio che indizio che conferma lattenzione con cui limprenditore varesino stava seguendo negli ultimi giorni gli accadimenti in piazza Monte Grappa. Ossia limprovviso interesse nei confronti della Pallacanestro Varese sul suo profilo twitter personale, sia per quanto riguarda gli acquisti (ossia il ritorno di Kristjan Kangur) che le considerazioni della dirigenza biancorossa sullo sponsor in arrivo e le strategie del mercato. In attesa di annunci ufficiali che non arriveranno prima dellultima settimana di agosto, sembra comunque probabile che dopo 7 anni con un main sponsor non varesino come Renzo Cimberio - pur legato alla città dagli anni di frequenza del collegio de Filippi - la Pallacanestro Varese torni a portare in giro per lItalia un marchio locale.
    Giuseppe Sciascia

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    Kristjan Kangur toma a Varese. La 32enne ala estone di 201 centimetri per 98 chili vestirà nuovamente la maglia biancorossa già indossata dal 2010 al 2012. Reduce dai due scudetti vinti con Siena e Milano, sarà il primo colpo del mercato europeo che la società di piazza Monte Grappa sarà in grado di piazzare sulla base della certezza del nuovo mairi sponsor che dovrebbe essere ufficializzato entro Ferragosto. L'accordo annuale con l'estone (quest'anno senza l'impegno con la sua Nazionale dopo aver già conquistato il pass per Euro-basket 2015) pare ormai in dirittura d'arrivo. Sul giocatore del 1982 si era mossa Avellino, con un'offerta leggermente superiore a quella formulata dalla società biancorossa, ma i buoni uffici maturati dalla società biancorossa nelle due stagioni disputate ai piedi delle Prealpi avrebbero indotto Kangur ad opta- re per la proposta di Varese, tant'è che gli irpini di Vitucci avrebbero già virato altrove, puntando su un'ala europea (l'ungherese Hanga) e un "4" americano. D'altra parte, fu proprio la Cimberio il trampolino di lancio di Kangur nel panorama italiano verso la lotta per lo scudetto e la vetrina dell'Eurolega. Cecco Vescovi ne intuì il talento e le ottime qualità di uomo-squadra neUe cinque partite dei playoff 2009/2010 giocate con la maglia di Bologna, e ne fece un pilastro della squadra deh'anno zero del progetto "Varese nel Cuore" che raggiunse a sorpresa i playoff (9,9 punti e 5,4 rimbalzi di media). Una stagione che gli valse le attenzioni di Siena, ancora in versione "Invincibile Armada": contratto biennale con prestito a Varese per il 2011/2012 (10,9 punti e 5,2 rimbalzi, ancora playoff in bianco-rosso) e poi in Toscana nel 2012/2013, vincendo Cop- pa Italia e scudetto contro la sua ex società (7,4 punti e 3,7 rimbalzi in 21 minuti). La scorsa estate Luca Banchi volle portarlo con sé a Milano come "polizza assicurativa" per i problemi fisici di CJ Wallace: un inizio di stagione complesso con l'intervento aUa schiena ad ottobre e l'attivazione a metà dicembre, facendo comunque la sua parte (3,7 punti e 2,5 rimbalzi in 14 minuti di campionato; 3,9 punti di media in Euro-lega) nella corsa verso il tricolore di Milano. Ora il ritorno a Varese, con un ruolo da protagonista in campo e soprattutto in spogliatoio. Facendo tutte le proporzioni del caso, con l'ala estone il coach Gianmarco Pozzecco avrà il suo "piccolo De Poi", vista la somiglianza per etica lavorativa e mentalità tra Kangur e l'ala dei Roosters tricolori. Si tratta infatti un giocatore di provata affidabilità per espe- rienza, duttilità e qualità difensive, perfetto complemento da incastrare tra un lungo completamente "interno" come Daniel e un "4 e mezzo" con tiro frontale come Callahan. E un altro elemento in grado di dare energia e intensità in retroguardia per una Varese che sogna il maggior numero possibile di giocatori intercambiabili in tutte le situazioni difensive. Ossia uno dei segreti dei Roosters della Stella: che il "Poz" voglia seguire le orme di Dado Lombardi, grandissimo attaccante nella sua carriera da giocatore che in panchina basava il suo credo sulla difesa? Dipenderà ovviamente dagli altri due colpi per completare il quintetto base. Ma in attesa di definire per intero l'ossatura del roster, il ritorno di Kangur è un segnale importante che dimostra concretamente la credibilità del nuovo progetto-Varese.
    Giuseppe Sciascia

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    #Varesinistatesereni. Cecco Vescovi non usa Twitter, ma il sunto del suo stato d'animo attuale è improntato all'ottimismo. E per chi conosce bene il general manager biancorosso - caratterial-mente tutt'altro che avvezzo ai facili entusiasmi - il mix di tranquillità e fiducia espresso sui due temi chiave del momento è indice di evoluzioni positive ormai prossime sul fronte sponsor e mercato. La certezza pressoché acquisita del nuovo marchio principale in arrivo (si tratterebbe di una "new entry" assoluta tra i partner commerciali del- la società di piazza Monte Grappa) dovrebbe dare il via libera anche alla campagna acquisti, permettendo alla dirigenza di raccogliere i frutti del lavoro svolto nelle ultime settimane. «Stiamo operando ancora sottotraccia ma di carne al fuoco ce n'è tanta, anche perché questo è il momento in cui ci sono opportunità interessanti da cogliere. Abbiamo valutato tante soluzioni ma ora abbiamo le idee un po' più chiare su quali giocatori puntare. Attendiamo di definire i dettagli dell'accordo con il nuovo matti sponsor, ma se tutto andrà per il verso giusto entro la fine della prossima settimana potrebbero arrivare novità di rilievo». Dunque il mercato biancorosso è rimasto fermo soltanto in apparenza, sfruttando anche il fisiologico calo dei prezzi delle ultime settimane che -unitamente alle risorse in più garantite dal nuovo sponsor - potrebbe consentire a Varese di arrivare ad obiettivi interessanti: «Di certo non siamo stati con le mani in mano e, una volta ottenute le garanzie opportune in termini di budget, ci siamo concentrati su situazioni che solo quindici giorni fa erano impraticabili, sia per i costi che per le nostre possibilità di mercato. Aver avuto la forza di aspettare ha dei risvolti positivi: con gli agenti abbiamo sempre parlato spiegando che prima di poter muoverci con offerte concrete serviva ancora qualche tempo, ma i nostri obiettivi erano comunque informati del nostro interesse. Ora il momento di raccogliere i frutti del nostro lavoro è più vicino, anche se non è detto che tutti i giocatori arriveranno per il raduno del 28 agosto. E probabilmente l'ultimo comunitario sarà scelto in corsa anche sulla base dei riscontri delle prime amichevoli partendo con Affla Ambadiang come quarto lungo». Sebbene la squadra sia ancora da completare per 6 decimi, Vescovi sottolinea come la '"comunione d'intenti" con Pozzecco sia stata fondamentale per incanalare il mercato verso una dùezione condivisa: «La conoscenza diretta tra me e Gianmarco ha favorito tantissimo la capacità di elaborare una strategia comune trovando un giusto punto di equilibrio. Non eravamo nelle condizioni di fare tutto e subito, ma col passare del tempo si sono aperte situazioni anche più interessanti di quelle che avevamo in mente all'inizio. Egli ha capito le nostre necessità contingenti di mordere il freno ed aspettare, trattenendo l'esuberanza e l'eccitazione legata alla grande voglia di far bene all'esordio in serie A». Dopo il terzetto Robinson- Callahan-Daniel il target è quello di aggiungere altri elementi dall'elevato tasso atletico e dalla spiccata propensione difensiva. «L'obiettivo è quello di costmùe una squadra dall'elevato tasso atletico in tutti i ruoli; se si concretizzeranno le piste aperte potremo costruire un roster decisamente interessante. Provando a seminare qualcosa anche in ottica futura come abbiamo fatto con Daniel e Callahan, per i quali abbiamo comunque stipulato un contratto con opzione sulla stagione ventura. Sarà un anno zero per tutti, ma ci piacerebbe costruire qualcosa che possa avere una continuità futura».
    Giuseppe Sciascia

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Arrivano le prime novità sul fronte sponsor per la Pallacanestro Varese. Accordo raggiunto tra la società di piazza Monte Grappa e la Delta Airlines: la linea aerea statunitense sarà infatti il vettore ufficiale biancorosso per i voli transcontinentali.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Un accordo commerciale che non porterà direttamente liquidità nelle casse del club, ma il conto delle traversate oceaniche da e per gli Stati Uniti - riferito ai giocatori americani ed ai loro familiari, secondo le varie clausole contrattuali che abitualmente contengono un pacchetto di biglietti aerei da utilizzare durante l'anno - era arrivato lo scorso anno vicino ai 50mila euro.
    Il rapporto con la compagnia aerea, agevolato dalla presenza di un tifosissimo biancorosso nell'ambito dirigenziale della sezione italiana, aveva già avuto un prologo in occasione della recente missione Summer League della troika Vescovi-Giofrè-Pozzecco, con tappe ad Orlando ed a Las Vegas.
    E le operazioni primarie che tengono ancora fermo il mercato? Un paio di firme sono già arrivate, per scoprire le carte si attende però la conclusione delle vacanze estive al fine di dare la giusta visibilità alle new entries nella grande famiglia biancorossa. Si tratta di accordi di profilo medio, ma comunque non legate alla maglia, laddove invece potrebbe essere la prossima settimana quella giusta per l'attesissima ed agognata fumata bianca.
    In attesa di conferme ufficiali, resta comunque calda la pista del marchio Indesit per quanto riguarda la nuova denominazione della squadra di Gianmarco Pozzecco: restano dei dettagli da limare, ma nell'ambiente biancorosso si respira un clima di fiducia circa il possibile esito positivo dell'operazione. Che rappresenterebbe certamente una bella boccata d'ossigeno per dare solidità al nuovo corso societario legato ad una diversa filosofia nei rapporti con i partner commerciali, come ribadito su queste colonne sia dal presidente Stefano Coppa che dal vicepresidente Monica Salvestrin.
    Il mercato potrebbe dunque sbloccarsi la prossima settimana, spostando però il tiro dal terzo americano ai comunitari, i cui prezzi stanno diventando più accessibili per le possibilità del club biancorosso.
    A tre sole settimane dal raduno, la Varese che verrà è fatta per soli quattro decimi, pur con qualche passo avanti nell'affare Flaccadori in attesa delle risposte definitive da parte di Treviglio (il club che detiene la proprietà del cartellino dell'azzurrino del 1996).
    Ma la società di piazza Monte Grappa spera che la tattica attendista - sia pure adottata più per necessità di incrementare il budget che per scelta - possa dare frutti interessanti nel convincere qualche elemento di qualità ancora senza squadra a sposare la causa biancorossa sin dalle prossime settimane.
    Sia sul fronte sponsor che sul fronte mercato la semina è stata cospicua, ora è il momento di raccogliere i frutti...
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)]Non solo “rimpatriata” per salutare i genitori e vedere all’opera la Nazionale di Simone Pianigiani, ma anche un’occasione per valutare “live” un possibile obiettivo del mercato biancorosso. Ieri al PalaTrieste gli occhi di Gianmarco Pozzecco erano puntati su Jevohn Shepherd [/color][b](foto red)[/b][color=rgb(37,39,37)]: la 28enne ala della nazionale canadese che ha doppio passaporto giamaicano (potendo dunque giocare con lo status “Cotonou” nella quota dei 4 europei) è uno dei numerosi giocatori che Varese sta valutando tra i vari “incastri” legati al budget (ieri peraltro non "memorabile" con 2 punti e 0/3 al tiro ma 5 falli in 15’). L’atleta del 1986 visto lo scorso anno in A2 Silver ad Omegna possiede il giusto mix di[/color][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [color=rgb(37,39,37)]
    atletismo, duttilità e “fame” dopo le comparsate europee in Germania, Olanda e Romania per poter fare al caso del club biancorosso; ma è solo una delle molteplici possibilità che la dirigenza varesina sta tenendo “in caldo” in attesa di capire quanto potrà spendere per inserire l’ultimo americano ed i 4 europei mancanti all’appello. Uno dei quali potrebbe essere Shepherd, che però è figura chiaramente "complementare" e non portante: l’ottimo apporto in maglia[/color][color=rgb(37,39,37)]
    Paffoni (18,5 punti più 6,1 rimbalzi e 2,2 assist lo scorso anno in riva al Lago d’Orta) va valutato al cambio delle due categorie di differenza.Ma nell’ottica di inserire un paio di giocatori di una certa levatura a supporto dell’attuale ossatura Robinson-Callahan-Daniel, valutando elementi con qualità e punti nelle mani, ci sono economie di scala - sia in termini di costo che di passaporto - che potrebbero essere adatte alle doti di Shepherd. Anche perchè la società vorrebbe assecondare la volontà di "coach Poz" di inserire un veterano di lusso sullo stile di quanto accaduto a Capo d’Orlando con Soragna e Basile. I sogni Jasikievicius, Domercant ed Hervelle erano e restano fuori portata qualunque[/color][color=rgb(37,39,37)]
    sia l’esito della "battaglia del grano" giunta al rush finale; però il richamo di un grande ex giocatore di caratura internazionale potrebbe indurre qualche "disoccupato illustre" a sposare la causa biancorossa nella fase ormai finale del mercato. Per questo la dirigenza varesina ha congelato la "operazione-rookie" da affiancare sul perimetro a Dawan Robinson, attendendo che il settore "Marketing e finanza" dia indicazioni definitive sulla portata massima degli investimenti. E per arrivare a due colpi importanti per completare il quintetto base c’è anche l’ipotesi di allestire una panchina a costi ridottissimi, magari partendo con Affia Ambadiang come settimo straniero. Entro qualche giorno, alla fine della "battaglia del grano", ripartirà il mercato per completare il roster entro il raduno del 28 agosto.[/color][/size][/font][/color]
     

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