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VareseFansBasketNews

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    [font=verdana][size=3]Varese segna il passo nella prima uscita del Memorial David Basciano di Trapani. L'Openjobmetis non riesce mai ad ingranare la marcia sul piano dell'intensità difensiva, arma fondamentale per spingere il contropiede nel debutto di Chiavenna. Un approccio troppo morbido contro un'avversaria di categoria inferiore, che invece mette in campo tutta la sua verve per presentarsi al meglio davanti al proprio pubblico: Trapani va in ritmo sin dall'avvio, e la squadra di Pozzecco non riesce a prenderle le misure (unica parità sul 16-16 dell'8'). [/size][/font]
    [size=3][font=verdana]«Difesa molto soft fin dall'inizio, abbiamo subito troppo per una squadra che deve fare dell'aggressività il suo punto forte - afferma il team manager Massimo Ferraiuolo - Approccio sbagliato che abbiamo pagato a caro prezzo contro un'avversaria di categoria inferiore; in attacco tutto sommato abbiamo prodotto spunti positivi, ma ci è mancato anche solo il guizzo per mettere la testa avanti nei due momenti in cui ci siamo avvicinati. Ed anche lì abbiamo subito soluzioni facili in retroguardia». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Nel primo quarto l'Openjobmetis non trova fluidità dal perimetro (1/8 da 3) e Trapani macina gioco interno con un sostanzioso Renzi (8 nella frazione inaugurale, alla fine 10/14 dal campo): i siciliani fanno subito l'andatura (12-9 al 10', 22-20 al 10') nonostante le incursioni del tonico Robinson (7 al primo intervallo). Nel secondo quarto è Diawara ad inquadrare il bersaglio (13 con 3/5 da 3 alla pausa lunga; alla fine 8/18 dal campo), ma la difesa varesina subisce stabilmente la verve dei padroni di casa che oltre al fatturato interno di Renzi trova efficacia dall'arco con Meini e Bray. Dopo i 52 punti concessi a Chiavenna, la squadra di Pozzecco ne subisce 55 a metà gara (63% da 2 e 57% da 3 per il team di Lino Lardo); dopo la pausa lunga qualche spunto di Daniel sembra riavvicinare i biancorossi (60-56 al 23'), ma Varese alterna giocate di qualità a qualche passaggio a vuoto offensivo e Trapani sembra riprendere il controllo (69-60 al 27'). Una tripletta perimetrale Diawara-Lepri-Rautins riporta a contatto i biancorossi (73-69 al 28'), ma la manovra prealpina trova soluzioni vincenti solo dall'arco (5/10 nel terzo quarto), mentre la squadra di Lardo colpisce da distanza ravvicinata con Conti e Baldassarre e rilancia la fuga con un dardo di Ferrero (81-72 al 32'). Ed anche quando le accelerazioni di Robinson (11/12 ai liberi e 11 assist) danno tono all'azione, gli affanni a rimbalzo penalizzano gli sforzi dell'Openjobmetis che fatica stabilmente a graffiare in retroguardia. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]I secondi tiri di Renzi e Baldassarre e un tecnico che sanziona le proteste di Daniel consentono ai padroni di casa di tenere il comando (88-81 al 35'). Nel finale l'Openjobmetis lima il gap fino al meno 2 del 37', ma il quinto fallo in attacco di Rautins annulla il possibile pareggio e Bray ricaccia indietro i biancorossi (91-86 al 38'). Il 2+1 di Meini su palla rubata a Casella manda i titoli di coda (97-88 a meno 58). [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Alla fine coach Poz richiama i suoi sull'importanza dell'applicazione difensiva: se questa Varese non piega le gambe per 40 minuti, anche un'ambiziosa squadra di A2 Gold come Trapani può farle la festa. Oggi la finalina contro Capo d'Orlando per verificare se la squadra avrà capito l'antifona e fatto tesoro della lezione.[/font][/size]
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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]CHIAVENNA (Sondrio) - Prove tecniche promettenti per la Pallacanestro Varese. Nella prima assoluta dell'era Pozzecco (nelle foto Blitz al centro), i biancorossi mostrano spunti interessanti sul piano della corsa e dell'intensità, imponendo con autorità le due categorie di differenza nei confronti di un Legnano comunque grintoso nel tenere botta a rimbalzo.[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]All'esordio agonistico l'Openjobmetis conferma di aver già metabolizzato le richieste del suo coach di giocare sempre al massimo sul piano dell'aggressività e del ritmo: l'energia profusa in retroguardia (con una menzione speciale per un Diawara concentratissimo) consente ai biancorossi di spingere spesso e volentieri sull'acceleratore. E le taglienti incursioni di Dawan Robinson (7/8 al tiro, 9/12 ai liberi, 6 recuperi e 6 assist) danno efficacia ad una manovra che perde smalto alla distanza quando calano le percentuali da fuori e si fa sentire la fatica accumulata nei giorni scorsi.
    Se l'ultimo arrivato Rautins mostra ottima dimestichezza con il passaggio ma gambe ancora dure dal perimetro, l'agilità di Daniel - sia sui cambi difensivi che soprattutto nel raccogliere gli scarichi sotto canestro (7/9 al tiro, 6/9 ai liberi e 7 rimbalzi) - è già una certezza importante per Varese.
    Margini di crescita ve ne sono, legati ad una maggior attenzione sulle rotazioni difensive a rimbalzo, ma soprattutto alla necessità di affinare l'intesa in attacco per un gruppo rinnovato per 10 decimi che ha all'attivo solo cinque allenamenti di basket al completo. Però la disponibilità e l'attitudine a passarsi la palla fa ben sperare sulla capacità di trovare rapidamente un'identità offensiva per un gruppo che dimostra di star bene insieme anche in partita.
    Dopo le schermaglie iniziali (5-6 al 3') Varese piazza il primo affondo sulla spinta dei dardi di Rautins e dell'intesa Robinson-Daniel (15-6 al 5'). Legnano regge comunque l'urto (22-14 al 7') con il vigore atletico di Krubally (13 a metà gara), ma l'Openjobmetis spinge costantemente sull'acceleratore trovando canestri facili in campo aperto e colpendo con frequenza dall'arco (7/13 da 3 a metà gara) sulla circolazione di palla.
    I biancorossi giocano un basket spumeggiante (32-20 al 20') ma coach Poz si sgola appena l'aggressività e la concentrazione difensiva calano sotto lo standard elevato che pretende dai suoi. E allora Varese rilancia l'azione con le accelerazioni di potenza di Robinson (17 con 5/6 al tiro e 3 assist all'intervallo) che dilatano progressivamente il gap (37-22 al 13', 46-26 al 15').
    La tripla allo scadere dell'ex Netanya stampa il massimo vantaggio proprio sulla sirena di metà gara (59-36 al 20'), ma l'intervallo lungo toglie impeto all'azione biancorossa. Legnano protegge meglio l'area colorata con pressing e zona, il tiro da fuori non premia più la squadra di Pozzecco (1/13 nella ripresa) e si vedono ancora i problemi di messa a punto di un gruppo che sta imparando a conoscersi (10 punti in 10' dopo i 59 fatturati all'intervallo).
    Nel quarto periodo Varese alza nuovamente i giri e Daniel regala spettacolo con due schiacciate tonitruanti.
    Chiuso dunque il ritiro di Chiavenna tra gli applausi dei 400 tifosi in tribuna e il caloroso saluto delle autorità locali dopo otto giorni nei quali tutto ha funzionato al meglio, la squadra biancorossa tornerà sul parquet domattina per una riattivazione al PalaWhirlpool.
    Ma le valigie restano pronte: già nel pomeriggio si partirà per Trapani, dove sabato e domenica l'Openjobmetis sarà protagonista del Memorial Basciano (esordio con i padroni di casa militanti in A2 Gold, poi primo rodaggio di serie A con Caserta o con Capo d'Orlando). Test più probanti rispetto al piacevole galoppo con Legnano; ma col marchio di fabbrica del Poz basketball (difendere forte, correre tanto e passarsi la palla) stampato sulla pelle, la nuova Varese ha già mostrato il volto che tutti auspicavano per il nuovo corso.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Si alza il sipario sull'Openjobmetis versione 2014/2015. Stasera a Chiavenna (palla a due alle 18.30 presso il palasport di viale Malaggia) la formazione di Gianmarco Pozzecco inaugurerà il percorso delle amichevoli prestagionali contro l'Europromotion Legnano neopromossa in A2 Silver. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Si tratta della tappa conclusiva del ritiro in provincia di Sondrio, che ha permesso al nuovo coach biancorosso di mettere tanta benzina fisica e mentale nel serbatoio di una squadra ricostruita da zero rispetto all'annata precedente. Dunque c'è grande curiosità per vedere all'opera la nuova Varese, sia pure contro un'avversaria inferiore di due categorie come il team altomilanese, all'esordio assoluto contro una squadra di serie A in una sfida a suo modo storica per la società del presidente Tajana che sancisce il balzo degli Knights tra le realtà del panorama nazionale. 
    Di certo però tutta l'attenzione sarà concentrata sulla nuova Openjobmetis, chiamata a confermare sul campo tutte le sensazioni positive sul piano umano emerse dalle prime due settimane scarse di lavoro in palestra. 
    Legnano ha due categorie e cinque stranieri in meno (oltre ai due americani Merchant e Krubally però c'è l'ex azzurro Di Bella), ma 10 giorni e due rodaggi in più rispetto ad una Varese ancora in formato cantiere dopo i primi giorni di atletica in città e l'impegnativo programma di lavoro sostenuto a Chiavenna (ieri riposo pomeridiano, stamattina di nuovo in palestra per una razione di atletica).  Cosa aspettarsi dunque dalla nuova Openjobmetis nella prima delle 12 amichevoli in programma nei prossimi 24 giorni, che serviranno a Pozzecco per rodare il motore della squadra in vista dell'esordio casalingo del 12 ottobre contro Cantù?
    Sicuramente grande aggressività difensiva per spingere il più possibile sull'acceleratore in campo aperto, particolari sui quali coach Poz ha insistito costantemente sin dal primo allenamento.
    Altrettanto sicuramente però, con soli otto giorni di basket in comune - qualcuno meno per gli ultimi arrivati Okoye e Rautins - è impensabile esprimere giudizi ultimativi sul valore della formazione biancorossa.
    Che dovrà sfruttare appieno i riscontri delle amichevoli per indirizzare il lavoro di cesello da parte di Pozzecco sull'identità offensiva da affinare imparando a giocare insieme amichevole dopo amichevole. Il test odierno sarà utile soprattutto per tastare il polso alla capacità dell'Openjobmetis di mettere in campo lo spirito di sacrificio, il senso della sfida e la mentalità combattiva che sta alla base della filosofia cestistica del nuovo coach. 
    Dunque il tecnico varesino si aspetta risposte importanti sul piano dell'atteggiamento più che su quello del gioco; di certo, se la squadra avrà la stessa voglia di basket giocato che si respira tra i tifosi varesini dopo un digiuno agonistico che dura dall'11 maggio, anche la prima sgambata stagionale potrà attirare in tribuna tanti curiosi 
    Giuseppe Sciascia
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    Dodici partite ufficiali in 24 giorni, nove delle quali contro future avversarie della serie A 2014/2015.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Ormai imminente il semaforo verde del percorso delle amichevoli di preparazione per la Pallacanestro Varese che sta ultimando la messa a punto tecnica ed atletica nel ritiro di Chiavenna in vista del serratissimo ciclo di impegni di rodaggio stilati per arrivare al meglio in occasione del derby inagurale del 12 ottobre con Cantù. Che nel cammino delle amichevoli del mese di settembre incrocerà per ben due volte la strada dei biancorossi: partite vere o gare in maschera visto che poi la partita con i due punti in palio arriverà solo dopo qualche settimana? Di certo la squadra di Pozzecco dovrà trarre spunti e indicazioni importanti da un precampionato volutamente impegnativo, dovendo prendere le misure in situazioni agonistiche ad un gruppo rinnovato al 100 per cento rispetto alla stagione 2013/2014.
    Dal punto di vista dello spessore dell'avversaria di turno, il test più abbordabile sarà quello di domani a Chiavenna (ore 18.30) contro l'Europromotion Legnano neopromossa in A2 Silver, ossia due categorie al di sotto del livello di Varese. Che pure ha dieci giorni di lavoro in meno nelle gambe rispetto alla matricola di Mattia Ferrari e il peso dei carichi messi nel serbatoio nel corso del ritiro che si concluderà proprio con il test ufficiale contro gli altomilanesi.
    La prima uscita contro un'avversaria di serie A sarà in occasione del Memorial Basciano di Trapani, in programma tra sabato e domenica: dopo il match inaugurale contro i padroni di casa di Lino Lardo (militanti in A2 Gold), i biancorossi sfideranno Caserta o Capo d'Orlando, impegnate nell'altra semifinale. Un primo confronto stimolante in vista di un ciclo più impegnativo nella terza settimana di settembre: mercoledì 17 a Pavia l'Openjobmetis sfiderà Cantù nel primo anticipo del derby d'esordio in occasione del Memorial Aldo Di Bella (padre del neoacquisto di Legnano, storico dirigente del basket nella città in riva al Ticino). Poi, il 20 e 21 settembre, appuntamento di cartello a Desio con il Trofeo Lombardia, saltato lo scorso anno per la concomitanza con il Qualifying Round di Eurolega: al via tutte e quattro le squadre di A della nostra regione.
    Varese misurerà il suo spessore contro l'EA7 Milano campione in carica (ed è ovviamente possibile un altro incrocio con Cantù che nell'altra semifinale sfiderà Cremona).
    L'unico test in programma in zona è quello di mercoledi 24 settembre per l'ormai classico Memorial Fabio Porta a Gorla Maggiore: per il terzo anno di fila Varese se la vedrà con la Leonessa Brescia di A2 Gold, nella quale si è accasato l'ex biancorosso Marco Passera. Quindi il 26 e 27 settembre rotta verso Jesolo per il torneo organizzato da ED Eventidisport: in semifinale nuovo test contro Cantù, al via anche Reyer Venezia e Virtus Bologna. Proprio le Vu Nere ospiteranno Varese nell'amichevole ufficiale dell'1 ottobre intitolata alla memoria di Gianluigi Porelli, storico dirigente del basket italiano dagli anni '70 agli anni '90.
    Il tour de force biancorosso si concluderà venerdì 3 e sabato 4 ottobre a Fabriano: in semifinale la squadra di Gianmarco Pozzecco sfiderà la matricola Trento; al via anche Avellino e Cremona.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    CHIAVENNA (Sondrio) - S'è iniziata l'era Pozzecco. Il primo giorno di ritiro a Chiavenna ha inugurato ufficialmente la stagione cestistica del gruppo di lavoro salito in quota per costruire le basi tecniche ed umane della Varese che verrà.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Dopo una robusta "dieta" di atletica senza pallone tra corsa, nuoto e pesi, il parquet del palasport di viale Malaggia (foto red in alto) - già addobbato di biancorosso, con tanto di punto vendita del merchandising in vista dell'amichevole ufficiale di mercoledì prossimo contro Legnano - ha ospitato il primo allenamento di basket dell'annata 2014/2015. Ritmi subito serrati nel primo approccio col pallone per la rinnovatissima formazione biancorossa: ancora presto per disegnare schemi d'attacco, la prima priorità di coach Pozzecco è stata quella di abituare il gruppo alla corsa ed all'intensità costante a tutto campo. Dunque, nelle due ore scarse della seduta di lavoro sono stati privilegiati gli esercizi a tutto campo, spesso e volentieri in situazioni di sovrannumero.
    «L'obiettivo è cercare di giocare in campo aperto per l'80 per cento delle nostre azioni e utilizzare il contropiede primario nei primi secondi dell'azione, dunque dovremo abituarci a correre il più possibile»: così il Poz ha illustrato la sua filosofia nel corso del primo allenamento da head coach della Pallacanestro Varese.
    Presto per dire se la squadra costruita in estate sarà in grado di soddisfare le ambizioni di una piazza che punta a riaffacciarsi nel gran galà dei playoff dopo il deludente 2013/2014, con gli arrivi di Rautins ed Okoye che dovranno completare al meglio un gruppo attualmente composto per metà da ragazzi ed ospiti. Ma di certo l'idea di divertirsi per provare a divertire è già ben radicata nel gruppo: in attesa dello sbarco di Rautins (annunciato per venerdì a Chiavenna) il ruolo di uomo-cardine della nuova Varese è già saldamente nelle mani di Dawan Robinson che, a dispetto delle apparenze iniziali, pare già in ottime condizioni di forma. Il play ex Reggio Emilia si è già calato nella parte di attivatore dei numerosi compagni con doti balistiche importanti: già note quelle di Kangur e Diawara, ma anche Casella e Callahan hanno confermato la dimestichezza col tiro perimetrale già messa in luce lo scorso anno in A2 Gold con Veroli e Verona.
    E Daniel? Sarà anche piccolo di statura, ma è potente ed esplosivo, come ha già evidenziato con un paio di balzi nel convertire gli alley-hoop in campo aperto dei compagni a dispetto delle tossine dei primi giorni dedicati al lavoro atletico.
    Al di là delle qualità dei singoli, il concetto su cui ha insistito ripetutamente Pozzecco è l'intensità della difesa e soprattutto l'aggressività dopo i cambi sui blocchi: la spinta per il gioco in campo aperto per una squadra senza grande stazza ma con grande energia dovrà arrivare fisiologicamente da dietro. E prima di parlare di tecnica, serve dare una mentalità comune al gruppo: la Varese del Poz dovrà muovere tanto le gambe in difesa per accendere il motore del contropiede e muovere tanto la palla in attacco per sfruttare le qualità dei suoi atipici (anche il tiro frontale di Daniel non è poi così... sospetto) nell'aprire il campo e costruire tiri aperti per tutti.
    Per ora il gruppo sembra gradire la ricetta del coach, in attesa dei riscontri delle prime amichevoli e delle verifiche sui giovani Lepri ed Affia Ambadiang c'è comunque il piacere di riscoprire una palestra biancorossa dove si lavora forte col sorriso sempre sulle labbra.
    E visto il clima troppo spesso plumbeo del 2013/2014 non è poco...
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Non si inseguono possibili piaceri della vita senza sicurezza esistenziale. Ci sembra un po' questa l'impressione che si trae dalla filosofia che ha orientato le scelte di mercato, alcune delle quali poco entusiasmanti, di Cecco Vescovi e Gianmarco Pozzecco, evidentemente più realisti del re. Come dire: prima badiamo a non rischiare puntando sul sicuro i soldi che ci possiamo permettere, poi, se passeremo notti tranquille, proveremo a sognare. La nuova squadra, viste le caratteristiche conclamate, per statura, età e trascorsi dei suoi elementi non sembra certo un portento di intimidazione, estro e imprevedibilità. S'è puntato più decisamente sulla linearità atletica di elementi affidabili per mestiere e carattere non senza un po' di stupore nell'immaginario popolare, soprattutto con i ritorni di Kangur (terzino a Siena e milite ignoto nell'armata di Milano) e Diawara (molto alterno nel rendimento, peraltro in calando nelle ultime stagioni), atleti muscolari nonché brave persone ma senza acute referenze recenti né cuori infranti qui dopo la loro apparizione prealpina, aspettandosi un po' tutti da un tipo così originale come Pozzecco - più avvezzo a inzuppare il pane tra possibili azzardi che a restare dentro il seminato - qualche scelta diversa, magari spericolata ma tale da colpire la fantasia. Quello biancorosso è risultato un mercato di interessanti profili ma non propriamente a immagine e somiglianza d'un Pozzecco creativo, come lo ricordiamo da giocatore, evidentemente da non gettare allo sbaraglio nelle vesti di allenatore debuttante in serie A, dovendo allora sforzarci di capire e riconoscere tanta ragionevolezza nelle strategie, ispirate a quel pragmatismo che non lascia spazio alla temerarietà.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Un mercato di scelte quadrate, non c'è che dire. Come pescare in un acquario. Così hanno deciso società e allenatore puntando su una preziosa normalità come ideale alleata d'un lavoro sereno, possibilmente al riparo da smacchi e turbative, quindi da rischi imparabili al fine di scoprire e svelare il valore di questa Pall. Varese seppur in presenza di limiti, evidentemente studiati perché palesi ( come la statura, per dirne uno), a fronte di una certa sostanza, portata a casa con la garanzia d'un usato sicuro, non sempre attendibile quando si ha a che fare con giovani americani o talenti capricciosi. Un altro possibile limite sembra scaturire dal talento individuale, ancorché estemporaneo ma utile a spaccare difese ed equilibri, non così abbondante, almeno apparentemente, nelle file biancorosse e di conseguenza una certa dotazione di punti che non ci sembrano molti nelle mani di questa Varese accordandone un'ottantina, e con manica larga, quale somma di media a gara, a partire dalla trentina fra Robinson e Rautins (come ne erano in possesso a Francoforte) più una decina e rotti sul conto di ciascuno per Daniel e compagnia, il che non pregiudica l'ideale rendimento di un collettivo che si auspica compatto e ardito in ogni gara. Sicuramente non c'è gruppo senza un leader, immaginabile in Robinson tra i biancorossi, quale elemento - stando alle sue descritte caratteristiche - capace di valorizzare l'essenzialità battagliera di una Varese dall'artiglieria spianata. A Pozzecco spetta innanzitutto il compito di recuperare Kangur come protagonista offensivo dopo due stagioni nelle quali ha usato il tiro come un optional avendo compiti speciali ma oscuri nelle le strategie delle sue squadre. Un certo lavoro lo si dovrà fare per Diawara nel disporlo all'optimum delle sue variabili di pericolosità affinché non si intestardisca in soluzioni più personalmente comode ma poco congrue al collettivo.[/size][/font][/color]

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    Divertirsi e divertire lavorando con serietà e concentrazione ma mostrando sempre un volto sorridente.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Stefano Coppa sposa senza riserve il credo di coach Pozzecco nell'affrontare una stagione che per la Pallacanestro Varese dovrà essere all'insegna dell'entusiasmo e della serenità dopo il clima quasi sempre plumbeo del 2013/2014. «È un aspetto di importanza fondamentale che costituisce il messaggio chiave della nostra stagione. Per certi versi aiuta la presenza di un grande comunicatore come Gianmarco Pozzecco, che ci sta mettendo del suo per creare la giusta atmosfera attorno alla squadra. Non vorrei creare aspettative eccessive, ma gli auspici sotto cui sta nascendo questa nuova annata sono oltremodo positivi».
    Tanta voglia di fare fin dal primo giorno che fa ben sperare il massimo dirigente varesino: «Nell'ambiente si respirano una serenità ed una voglia di far bene che si tramutano in entusiasmo: nella scorsa annata si percepiva sin dal precampionato una difficoltà di fondo legata al paragone impossibile con gli Indimenticabili. Stavolta abbiamo costruito la squadra in maniera intelligente, con un gruppo di giocatori disposti a remare tutti dalla stessa parte. Mi auguro che questo dia la spinta giusta per indirizzare le cose verso la direzione che tutti auspichiamo».
    Il presidente biancorosso si rivolge anche ai tifosi dopo l'ideale abbraccio con la squadra che ha inaugurato la stagione nel primo allenamento di giovedì: «È stata un'idea interessante per ricucire il rapporto con il pubblico: di solito l'abbraccio dei tifosi ai giocatori avviene a fine stagione, stavolta abbiamo voluto proporlo come messaggio iniziale per ricostruire idealmente quel legame che negli scorsi mesi ha avuto momenti complicati. Abbiamo lavorato e stiamo lavorando noi della società, la squadra ha iniziato giovedì il suo percorso ed anche i tifosi debbono lavorare con noi contribuendo a creare il giusto clima. Stiamo cercando di organizzare un evento pubblico a Masnago alla chiusura della campagna abbonamenti, vedremo se riproporre il tour della provincia di due anni fa, questa volta toccando però il Basso Varesotto».
    Dunque società, squadra e tifosi dovranno fare fronte comune per creare un circolo virtuoso in grado di spingere i biancorossi: «L'idea di fare squadra coinvolge anche il pubblico che deve sentirsi parte integrante del progetto che sta partendo, mantenendo il rispetto dei compiti e dei ruoli assegnati a ciascuno. Quel che caratterizza la stagione alle porte è il fatto che nessuno è qui per mettersi in mostra lucrando sui risultati positivi per andare altrove, ma ha accettato con entusiasmo di far parte di un progetto che riporti in alto questa società. Tutti siamo al servizio della Pallacanestro Varese, compreso Gianmarco Pozzecco, tornato nella città che l'aveva fatto grande per provare a restituirle qualcosa».
    Dunque Coppa guarda con fiducia verso la stagione alle porte: «Partiamo senza pressioni, cercando di divertirci e di divertire. Sbaglieremo qualcosa e perderemo delle partite, ma vogliamo gente che si impegna e lotta, che affronti giorno dopo giorno il lavoro in palestra con le motivazioni giuste e abbia sempre il sorriso sulle labbra. Se questo farà in modo che gli altri ci sottovalutino, meglio così».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Le sette regole d'oro di Gianmarco Pozzecco (foto Blitz) in versione coach? Rispetta e ama i tuoi compagni, non essere in ritardo, esci quando vuoi però mai prima di una partita, dimmi tutto, sono qui per aiutarti a realizzare il tuo sogno, dai sempre il massimo in allenamento, divertiti. Così il nuovo tecnico della Pallacanestro Varese neogriffata Openjobmetis (la partnership annuale con il nuovo main sponsor è stata presentata ufficialmente ieri) ha illustrato la sua filosofia al gruppo biancorosso che si è radunato a Masnago (assenti giustificati solo Rautins ed Okoye, che per motivi burocratici arriveranno solo a Chiavenna). Idee chiare e obiettivi precisi per coach Poz, figura centrale nel progetto tecnico di una Pallacanestro Varese completamente nuova rispetto alla deludente stagione 2013/2014.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    «La società ha fatto il massimo per rendermi contento ed io lo sono al 100 per cento; da oggi se scivoleremo su una buccia di banana sarò io ad averla mangiata, insomma qualsiasi cosa andrà storta sarà colpa mia, il mio compito principale in panchina sarà quello di non fare danni»: il tecnico biancorosso ribadisce di essere a disposizione dei suoi giocatori per esaltarne le qualità e le motivazioni, e sottolinea in particolare l'aspetto del divertimento - parola chiave sposata anche dal presidente Stefano Coppa e dal general manager Cecco Vescovi - per richiamare l'atmosfera dei suoi vecchi Roosters. «L'aspetto ludico è associabile alla serietà. Per troppi anni nel basket la parola goliardìa è stata sinonimo di scarsa professionalità. Ma io non la penso così e ricordo chiaramente che, quando ero piccolo, mio padre Franco (ex allenatore - ndr) ed i suoi giocatori scherzavano continuamente. E poi, se anche perdi ma almeno ti sei divertito, la sconfitta pesa meno».
    Concetti che Poz sottolinea con le solite battute fulminanti («Daniel? È arrivato nel pomeriggio e si è presentato in pigiama»; «Le facce dei ragazzi? Un paio sono più brutti di quanto pensassi»; «Che cosa farò domenica 12 ottobre all'ingresso in campo contro Cantù? Sicuramente non il riscaldamento con la squadra...») ma con un'idea ben chiara: divertirsi lavorando in settimana e divertire i tifosi la domenica. «Intorno a me c'è una società organizzata alla perfezione e un palasport dov'è più bello e più semplice giocare a pallacanestro; i giocatori hanno grande professionalità e sin dal ritiro di Chiavenna basterà trovare quel calore umano che si respira abitualmente in città per creare il giusto clima».
    Certo, non sarà tutto facile e anche l'entusiasmo genuino e contagioso di Pozzecco dovrà scontrarsi con un campionato in Varese partirà di rincorsa per centrare il traguardo playoff: «Per come sono fatto io, l'entusiasmo è enorme. Certo, la gente deve rendersi conto che questo è un anno zero e che le aspettative non debbono essere subito troppo alte. Però in questa piazza mi risulta difficile tenere il profilo basso».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Gianmarco Pozzecco a ruota libera. Dopo la conclusione della campagna acquisti 2014/2015, il coach dellOpenjobmetis racconta le sue sensazioni sul mercato e sulla stagione che inizierà giovedì prossimo. Ecco il Poz-pensiero a 360 gradi sulla Varese che verrà:
    CONTENTO DEL MERCATO - «Lo sono di brutto, e devo ringraziare Cecco Vescovi: mi sono reso conto di quanto sia abile, lavorando con lui ho rivisto le capacità di Toni Cappellari, il miglior GM che abbia mai avuto. Un grazie anche a Simone Giofrè, che è stato molto paziente con me quando sono stato pressante e scorbutico, ed è stato bravissimo a chiudere tutte le operazioni che ci interessavano. Lattesa è stata logorante e in particolare lultima settimana ero sullorlo della depressione, ma avere avuto la forza di aspettare ha pagato tantissimo: col nostro budget meglio di così non si poteva fare».
    LA SQUADRA CHE VOLEVO - «Purtroppo o per fortuna è così, e da oggi qualsiasi cosa che andrà storta sarà colpa mia: il mio compito sarà quella di non fare danni, mettendo i ragazzi in condizione esprimersi al meglio. La squadra è valida, la piazza ha entusiasmo; la società ha unorganizzazione perfetta; lunica cosa che chiuderebbe il cerchio sarebbe quella di avere al mio fianco Andrea Meneghin.
    Con lui avrei la serenità giusta nel divertirmi ad andare in giro per lItalia a tirare qualche brutto scherzo alle big come accadeva una volta».
    LE BASI DI UN CICLO - «Sono certo che prima o poi con questo organigramma Varese riuscirà a vincere lo scudetto. Spero possa accadere in meno di 5 anni rispetto alla mia avventura da giocatore, dalla Cagiva neopromossa ai Roosters della Stella; e sarebbe meraviglioso farlo ancora insieme con Cecco e Menego. Certo la gente non è stupida e si rende conto di quello che possiamo ragionevolmente fare. Non voglio vendere illusioni, ma neppure negare ai tifosi di sognare: vincere questanno è proibitivo e siamo consapevoli che sarà un anno zero, però riteniamo di avere costruito un mix perfetto in grado di mettere le basi per tornare ai vertici».
    IL RAMMARICO FLACCADORI - «Mi è spiaciuto molto non poter allenare Diego, a cui avrei riservato le stesse attenzioni che lo scorso anno ha avuto Laquintana a Capo dOrlando. Nello sport di oggi fatico a capire certe logiche: a 18 anni me ne andai dalla C2 di Cividale, dove prendevo 300mila lire, per giocare in A2 ad Udine convinto di guadagnare un milione e mezzo.
    Quando mi risposero che non mi avrebbero dato nulla accettai egualmente perché lopportunità di giocare in serie A aveva un valore inestimabile; alla fine mi accordai per 200mila lire, credo però che nella mia carriera quellinvestimento su me stesso sia stato ampissimamente ripagato. La scelta di Diego è stata rispettabilissima, anche perché Trento è unottima società; ma io lo avrei sicuramente fatto giocare».
    ROBINSON PRO RAUTINS - «Ho mandato un messaggio aRobinson chiedendo la sua opinione su Rautins: me ne ha parlato benissimo ed a questo do un peso notevole, potendo riproporre una coppia di giocatori che partono già da un solido rapporto di amicizia. Per me è impossibile scindere il giocatore dalla persona, e allenare due giocatori contenti ed ipermotivati di tornare in un ambiente dove sono già stati benissimo come Diawara e Kangur è un altro valore aggiunto».
    ULTIMO RITOCCO? - «Siamo stati bravi a chiudere il mercato mettendo da parte un piccolo tesoretto. Se eventualmente dovessimo aggiungere qualcosa ci concentreremmo sui piccoli per un elemento che possa giocare play e guardia. Anche perché sotto canestro Daniel, Kangur e Callahan danno garanzie e Diawara è lala fisicamente più forte della serie A, quindi non sono preoccupato. Però sono convinto che i vari Lepri, Balanzoni, Testa e Vescovi, saranno importanti e qualcuno potrà togliersi delle soddisfazioni».
    Giuseppe Sciascia

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