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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Esordio col botto per tanti esponenti della grande famiglia biancorossa nell'inedito Varese-Cantù che inaugurerà il campionato 2014/2015. Compreso Stefano Coppa, alla sua prima da presidente proprio in occasione del sentitissimo derby contro i cugini brianzoli. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    «Sul piano pratico non cambia granchè perché i problemi sono gli stessi che ho vissuto dal 2010 come membro del CdA. Certo il fatto che da qualche mese la gestione della società, per quanto riguarda il ramo non sportivo, dipende principalmente da me, crea qualche tensione in più. Ma è una situazione legata soltanto al fatto che si tratta della prima partita in questo ruolo, non all'importanza del derby con Cantù». 
    Dunque la prima contro la Vitasnella non conta tanto per Coppa, quanto per una Openjobmetis con tanti stimoli forti in vista del debutto casalingo: «Ci teniamo a vincere per tanti motivi: innanzitutto partire bene sarebbe fondamentale nell'ottica di un girone d'andata non facile con sole 7 gare casalinghe - la sottolineatura del massimo dirigente biancorosso -. E poi ci darebbe quella consapevolezza e quell'entusiasmo che per tante ragioni il precampionato non è riuscito a conferirci: battere in casa un'avversaria di primo livello come Cantù trasmetterebbe in maniera netta una consapevolezza: quella  che il lavoro svolto in estate per costruire la squadra ha funzionato bene».
    E dopo un precampionato costellato dagli infortuni, la sfida di domenica sera dovrà fornire le prime risposte concrete sul valore della nuova squadra: «Riscontri effettivi praticamente non ce ne sono stati - ammette Coppa -, quello di domenica sarà il primo vero test in grado di darci delle certezze: prima di ogni altra cosa speriamo di arrivarci in condizioni fisiche accettabili. Certo c'è grande curiosità per vedere finalmente all'opera la squadra al completo: il risultato non è certo scontato, ma vincere vorrebbe dire tanto per alimentare l'entusiasmo attorno alla squadra. E sarebbe importante anche per Gianmarco (Pozzecco n.d.r.) , contribuendo a togliere quella tensione legata allo stimolo di far bene per ripagare quell'entusiasmo e quella fiducia che sente attorno a sé». 
    L'inizio della stagione agonistica sposterà dunque dietro le quinte il lavoro di raccolta risorse da parte della società, ma Coppa ribadisce l'importanza dell'opera costante svolta in questo settore: «Per i tifosi è certamente così perché l'evento agonistico della squadra che scende in campo cattura l'attenzione della totalità di chi segue la Pallacanestro Varese - le  parole del massimo dirigente -. Però la società continuerà a lavorare a fari spenti con la stessa energia e lo stesso impegno della scorsa estate per completare la copertura del budget ed allargare la famiglia di sponsor e consorziati. Sperando ovviamente che i risultati del campo premino le nostre scelte: la posizione di classifica conta tanto come biglietto da visita e per gli incassi al botteghino. Tuttavia  la stagione degli Indimenticabili - conclude Coppa - ha detto che contano molto poco per attrarre nuovi sponsor: per questo motivo nella ricerca di nuovi partner stiamo puntando su altri fattori». 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]Precampionato avaro di indicazioni “realistiche” per una Openjobmetis troppo spesso costretta a giocare in emergenza per capire se l’impalcatura ideata in estate dalla troika Pozzecco-Vescovi-Giofrè possa reggere all’urto della serie A 2014/2015. Di certo le 12 amichevoli di preparazione (solo 3 vittorie – Legnano, Brescia e Trento – e 9 stop) hanno detto cose comunque interessanti: questa Varese talentuosa negli esterni dopo l’aggiunta di Deane può far tornare i conti se e solo se è fisicamente in grado di esprimere una difesa aggressiva sulla base di rotazioni profonde. E dunque ha bisogno di due cose basilari: innanzitutto la salute – e di conseguenza la miglior condizione – dei suoi 7 titolari più le scommesse Casella ed Okoye. E in seconda battuta una concentrazione ed un’intensità in retroguardia sempre su livelli elevati, sfruttando la propensione di giocatori dal notevole potenziale atletico come Robinson e Daniel (peraltro entrambi da preservare dal rischio-falli...). Nel mese di settembre questi due fattori non si sono praticamente mai verificati, e dunque i risultati delle gare di preparazione lasciano poco materiale per valutare l’effettiva portata [/size][/font][/color][color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]delle ambizioni biancorosse alla vigilia del via della stagione 2014/2015. Ora l’obiettivo della formazione di Pozzecco è quello di sfruttare appieno una settimana di allenamenti a ranghi completi per farsi trovare pronta all’esame Cantù, peraltro una delle squadre più forma del precampionato a dispetto del massiccio restyling estivo. Soprattutto serve portare Rautins - il più bisognoso di lavorare in precampionato dopo 8 mesi di stop, ma anche il più sfortunato tra caviglia e occhio - ad una condizione accettabile in chiave agonistica, così come serve togliere le tossine della riattivazione all’ultimo arrivato Deane. Sarà proprio il derby contro un’avversaria atletica ed aggressiva come la Vitasnella il primo vero test per capire se l’Openjobmetis piccola, caparbia e combattiva "plasmata" da coach Poz potrà esaltare la sua atipicità nascondendo i suoi limiti con un atteggiamento sempre "feroce". Di certo l’aspettativa che si respira in città è altissima, soprattutto dopo una campagna abbonamenti all’insegna dell’entusiasmo che le sconfitte dei tornei non hanno minimamente smorzato. Per questo il derby d’esordio potrebbe essere un vero e proprio "spartiacque" per segnare gli umori di squadra ed ambiente: battere Cantù darebbe una sostanziosa patente di credibilità al progetto, la sconfitta inaugurale peserebbe doppio...[/size][/font][/color][color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]

    G.S.[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]Cecco Vescovi archivia senza affanni un precampionato dove gli infortuni sono stati molto più numerosi delle vittorie. Solo 3 referti rosa su 12 amichevoli per l’Openjobmetis, che però in più di metà dei test di preparazione era priva di[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [color=rgb(37,39,37)]
    3 o 4 effettivi in una rotazione di per sé non “chilometrica”. E allora il GM biancorosso guarda con interesse relativo ai risultati: «Il precampionato può aver detto poco sul piano del gioco alla luce delle troppe partite affrontate a ranghi ridottissimi. Però al contrario ha detto tanto per quanto riguarda la necessità assoluta di questa squadra di essere a posto sul piano fisico: se non siamo al completo e stiamo bene possiamo fare fatica contro chiunque. Alla luce di questo però abbiamo fatto il sacrificio di tenere fermi vari giocatori per essere pronti ad allenarsi al massimo nell’ultima settimana di preparazione, ora vedremo se ne è valsa la pena…». Allo stesso modo Vescovi non si esalta eccessivamente per l’unico acuto contro Trento ottenuto in corrispondenza di una partita con un solo assente: «Nel complesso i risultati non sono stati indicativi, e questo vale anche per l’unica partita vinta con autorità contro Trento: certo è confortante avere verificato che con la squadra quasi al completo e le rotazioni giuste la nostra capacità di difendere e correre è pari alle aspettative. Però il precampionato dà riscontri alquanto parziali e in particolare per noi[/color][color=rgb(37,39,37)]
    che abbiamo giocato spesso senza 3 o 4 giocatori non abbiamo potuto verificarci granchè». Dunque il GM biancorosso auspica che la settimana di avvicinamento al derby d’esordio con Cantù possa trascorrere senza intoppi: «La cosa importante è che la squadra possa lavorare a pieno regime e preparare nel modo giusto l’impegno che ci aspetta. Tra ritardi ed infortuni non abbiamo mai visto la vera Varese, al di là degli acciacchi c’è da inserire al meglio Deane che è logicamente “imballato” visto che è arrivato per ultimo. Però sullo spirito del gruppo non c’è nessuna preoccupazione e sono convinto che appena saremo tutti la squadra tornerà a lavorare al massimo». Ma al di là dei problemi fisici è il clima positivo che si respira in palestra a dare fiducia a Vescovi: «La cosa peggiore sono gli infortuni che ci hanno perseguitato nel mese di settembre, e di fatto sono l’unica preoccupazione vera del precampionato dove i risultati non fanno testo. Però lo spirito con cui la squadra ha lavorato, evidenziando armonia e collaborazione con i giocatori sani che hanno fatto più di quello che dovevano senza battere ciglio, è un dato estremamente confortante: abbiamo toccato con mano lo scorso anno quanto è importante il clima con cui si lavora in palestra, e sotto questo profilo tra questa stagione e quella passata c’è differenza tra il giorno e la notte…». E intanto la nota più lieta dei tornei di[/color][color=rgb(37,39,37)]
    Jesolo e Fabriano è arrivata da Jacopo Balanzoni, che senza i 3 lunghi della rotazione e poi anche dopo il rientro di Callahan ha tenuto il campo senza sfigurare contro gli stranieri della serie A futura: «In queste ultime partite ha dimostrato di poter reggere il campo, ora dipenderà dalla sua voglia di crederci e migliorarsi ancora di più durante la settimana. Di certo ha dimostrato di non tirarsi mai indietro, il suo eventuale utilizzo in campionato dipenderà dalle situazioni ma ha fatto capire di essere pronto in caso di necessità e voglioso di mettersi in luce».[/color][color=rgb(37,39,37)]
    Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Prove tecniche di vera Varese nella prima semifinale del Città di Fabriano. La squadra di Gianmarco Pozzecco travolge Trento e vola alla finalissima del quadrangolare marchigiano: chiusa a quota 8 la lunga serie di sconfitte consecutive contro le future avversarie della serie A 2014/2015, i biancorossi fanno il pieno di fiducia ed entusiasmo schiantando la matricola Dolomiti Energia con una prova tutto ritmo e intensità. Stavolta coach Poz può contare sul roster quasi al completo, con l'unica eccezione di Kristjan Kangur: completamente recuperato Craig Callahan, che alla fine è il migliore in campo (5/8 al tiro, 7 rimbalzi, 3 recuperi e 3 assist in 30' di grande sostanza), mentre sia Andy Rautins (3/8 al tiro e 6 rimbalzi in 19') che Ed Daniel (4/6 da 2 e 5 rimbalzi in 17') danno un contributo fattivo dimostrando di essere sulla strada giusta verso la migliore condizione. E con rotazioni finalmente profonde, contando anche i 21 minuti di sostanza di Jacopo Balanzoni (vera scoperta di questo precampionato in emergenza: il mancino del 1993 potrà rubare qualche scampolo di partita nella rotazione dei lunghi?), l'Openjobmetis può mostrare quel volto aggressivo e dinamico che il tecnico triestino aveva impostato in sede di costruzione del roster.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Una vittoria importante che dà credito e valore al lavoro in palestra svolto nelle ultime settimane a dispetto delle forze numericamente limitate. E soprattutto dà morale all'ambiente dopo che gli ultimi stop in serie - seppure con mille attenuanti - avevano suscitato qualche mugugno tra i tifosi più scettici.
    «Con rotazioni quasi ottimali abbiamo messo in campo grande energia in difesa - esclama soddisfatto Pozzecco -. Sono contento non solo per la vittoria in sé, ma per la mentalità che abbiamo messo in campo. Con Callahan, Rautins, Daniel che hanno dato grandi risposte, abbiamo dimostrato che questa è una squadra in grado di vincere delle partite in serie A. Ancora bene Balanzoni, che conferma di poter tenere il campo; ci siamo tolti... la scimmia. In generale, se mettiamo in campo questa intensità e riusciamo a giocare di squadra, avremo finalmente trovato il percorso giusto da seguire».
    Stasera (ore 21.30) la finale contro la Sidigas Avellino degli ex Vitucci, Banks e Bizzozi: test di spessore ben più elevato rispetto alla sfida con la Dolomiti Energia, pur con gli irpini in condizioni a loro volta rimaneggiate (ieri out Cadougan e Cortese per infortunio e il play titolare Gaines per l'influenza).
    Varese fa l'andatura (11-7 al 3') macinando gioco sulla spinta di un tonico Diawara (11 punti e 8 rimbalzi alla pausa lunga). Trento regge il passo solo nel primo quarto (19-18 al 10'), poi i biancorossi accelerano con la trazione posteriore Robinson (6/11 da 2, 4/5 ai liberi e 4 assist)-Deane che costruisce soluzioni fluide in campo aperto. Il ritorno di Callahan dà sostanza a rimbalzo e l'Openjobmetis allunga il passo nel finale del secondo quarto (42-34 al 20'). Nella terza frazione la squadra di Pozzecco dilaga: 9-0 iniziale in contropiede monetizzando una difesa attenta ed aggressiva che lascia solo 8 punti in 10' a Trento. E dopo il 51-34 del 23' la strada è in discesa.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Sconfitte a raffica, che fanno a pugni con la buona propaganda, sembrano grandinate sul raccolto di tanto entusiasmo. Eppure sono quasi tremila gli abbonati che dimostrano uno zoccolo duro di passioni mai scalfibili pur tra delusioni e preoccupazioni portate alla luce da un precampionato abbastanza scoraggiante. In verità le tessere staccate sono inferiori a quelle della scorsa stagione, nonostante la presenza di Gianmarco Pozzecco, capace di muovere le montagne, figuriamoci qui e già immaginiamo il suo super ego ferito ma, soprattutto, turbato da una brutta piega di risultati i quali, seppur di gare che valgono un tubo, sin qui hanno rivelato la precaria competitività di questa squadra. La quale, ancor prima di incrociare alcune formazioni concorrenti, per scoprirne le potenzialità altrui e proprie, ci parve gravata da alcuni profili carenti per alcune scelte di mercato discutibili, se non addirittura inspiegabili, a immagine e somiglianza di un Pozzecco per natura creativo e ardimentoso, grandiosamente capace - da giocatore - di far diventare il regno dell'istinto in una terra di conquiste.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Evidentemente s'è cercato più una linearità d'insieme rispetto al rischio di un paio di atleti che, per caratteristiche individuali, posseggano un atletismo d'impeto, capaci quindi di strisce trascinanti ma anche, in caso contrario, soprattutto se giovani, di sbandare in pericolosi personalismi non avendo ovviamente Varese denari veri per puntare sul sicuro, in assi garantiti, dovendo comunque accompagnare gradualmente Gianmarco nel suo svezzamento di allenatore in serie A. Le nostre impressioni di fine agosto, fors'anche odiose per chi vorrebbe ascoltare sempre e comunque consensi o inneggi a prescindere, pur valendo quel sano principio secondo cui per ben giudicare si devono mettere da parte le proprie passioni, evocavano la mancanza di talenti, a tal punto da chiederci chi attaccasse il ferro, capace di vincenti arrembaggi in area, prerogativa che sembra, almeno nitidamente, appartenere al solo Robinson il quale deve pure fare gioco.
    S'era detto della mancanza di cime tempestose, altro limite in altitudine per una Varese che, alla distanza, fatica a reggere l'urto con omoni attrezzati in peso e centimetri, in sintesi ad inquietare non poco sarebbe stato un potenziale offensivo non troppo copioso per media punti nelle mani dei singoli, oggi ritoccabile con l'apporto di Willie Dean, l'ultimo arrivato.
    Morale, ci si era stupiti di determinate scelte, in particolare di quelle legate agli ex Kangur e Diawara (foto Blitz 1 e 2), assoldati come protagonisti nonostante recenti trascorsi, segnatamente all'estone, per nulla inebrianti, pure costati qualche buon soldo d'un bilancio che non consente sciali né leggerezze in acquisti immaginando ragionevolmente ben altra inclinazione filosofica da parte di Gianmarco il quale, da giocatore, in virtù, è vero, della propria selvatica e prorompente classe, ha sempre combattuto contro la normalità che, strano ma vero, da allenatore ha sposato affidandosi a uomini dai quali dipende anche il proprio destino. Sicuramente Pozzecco, per fantasia e vivacità di idee, sarà un buon tecnico dovendo però scontare orientamenti non tutti ideali ma condivisi totalmente con la società come egli spiegò, a suo tempo, sgombrando il campo da possibili futuri equivoci.
    Ora, prese le misure di alcune formazioni avversarie, servirebbe un pregevole ritocco vantando questa piazza grande sue genetiche ambizioni, se non che il bilancio (pure in rosso, a quanto risulta) non lo permette costringendo Varese a una sana cognizione della realtà per far quadrato contro alcuni suoi limiti, avendo bisogno, al di là dei giudizi critici (da non confondere con il disfattismo), di una grande e affettuosa positività da parte del suo fiero popolo.[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Ultima tappa del percorso delle amichevoli di preparazione per la Pallacanestro Varese. La truppa biancorossa scenderà in campo stasera (ore 21.30) nella seconda semifinale del trofeo Veneto Banca-Città di Fabriano: avversaria la matricola Trento in un test che la squadra di Gianmarco Pozzecco affronterà ancora a ranghi incompleti. Rispetto alla sconfitta di mercoledì a Bologna il tecnico biancorosso dovrebbe recuperare soltanto Craig Callahan, tornato in palestra a pieno regime già nella seduta di ieri nelle Marche. Più difficile, ma comunque non impossibile, la riattivazione parziale di Andy Rautins, che ha recuperato prima del previsto dall'infortunio alla caviglia sinistra ed avrebbe bisogno più degli altri di rodarsi dopo la lunga inattività (ultima partita ufficiale - non contando le amichevoli di inizio 2014/'15 - il 29 dicembre 2013). Ancora a riposo invece Ed Daniel, comunque al seguito della comitiva biancorossa al contrario di Kristjan Kangur, rimasto in città per completare il ciclo di terapie per l'infortunio al gomito sinistro che lo tiene fermo da sabato scorso.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Col ritorno del lungo ex Verona quanto meno coach Poz avrà a disposizione uno degli elementi di rotazione del reparto più menomato. Il rischio, però, è quello delle ennesime partite con indicazioni di scarso rilievo tecnico, come la maggior parte degli ultimi test svolti a ranghi ridottissimi. Però il team manager Massimo Ferraiuolo guarda avanti con fiducia e sottolinea che almeno sul piano dello spirito e dell'unità del gruppo le premesse con cui sta nascendo la stagione fanno ben sperare: «L'obiettivo è tornare al completo da lunedì e sfruttare al meglio l'ultima settimana di lavoro prima dell'esordio contro Cantù per allenarsi tutti insieme. Certo, fino a questo momento il precampionato ha detto pochino e la squadra ha avuto poche occasioni per conoscersi sul campo. Però la cosa importante è che siamo stati tanto insieme e si è costruito un gruppo molto solido ed affiatato. Nonostante le sconfitte legate a fattori contingenti lo spirito è buono: se l'idea era quella di comporre un roster fatto di giocatori disposti a lavorare in palestra con la giusta disponibilità, l'obiettivo è stato raggiunto. E questo è un aspetto che abbiamo imparato ad apprezzare alla luce della differenza solare tra quel che si è visto nelle due annate precedenti...».
    Dunque, il torneo di Fabriano sarà utile più che altro per affinare l'intesa tra i due cervelli Deane e Robinson, al momento la coppia di guardie titolari visto il ritardo di condizione di Rautins. E rodare ulteriormente Stan Okoye che, dopo un inizio incerto, ha sfruttato i minuti a sua disposizione nelle ultime uscite per adeguarsi maggiormente al salto tra la seconda lega australiana e la serie A italiana.
    Le due gare marchigiane (domani le finali, sull'altro lato del tabellone Avellino e Cremona, a sua volta senza Hayes né Vitali e con il pivot Hyman ai saluti) concluderanno l'esperienza varesina di Marshall Henderson che, dopo il terzo provino senza esito (in precedenza a Forlì e Tortona), avrebbe trovato collocazione in Lettonia.
    In uscita ci sarebbe anche Francois Affia Ambadiang, che la società vorrebbe parcheggiare in una squadra disposta a dargli minuti e responsabilità (non però in zona condividendo alloggio e allenamenti: l'idea è trasferirlo altrove). Al momento non si trovano soluzioni, né in Italia ("Minors" comprese) né all'estero.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Infermeria piena e collezione di referti gialli? Niente panico, stiamo lavorando per voi. Così Cecco Vescovi riassume lo stato d'animo del cantiere Varese nel corso di un precampionato avaro di soddisfazioni (solo 2 vittorie - contro Brescia e Legnano, squadre di categoria inferiore - e 7 sconfitte in altrettanti test contro avversarie di serie A).[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Il vero problema riguarda le difficoltà nel lavorare al completo che proseguono anche nella penultima settimana di preparazione: ieri Daniel e Kangur erano ancora ai box e salteranno l'amichevole di domani a Bologna, mentre Callahan e Rautins hanno iniziato a lavorare contro zero ma probabilmente si riattiveranno da giovedì in vista del torneo di Fabriano.
    «Nessuna preoccupazione per le sconfitte legate a situazioni contingenti che non ci hanno mai permesso di giocare con rotazioni complete - dice il g.m. biancorosso -. In questa fase della stagione non contano i punteggi ma i progressi tra una partita e l'altra: in tal senso la sconfitta in volata contro Cantù a Jesolo rispetto al Memorial Di Bella di Pavia evidenzia che la squadra sta crescendo. Ed anche nella finalina contro la Virtus, in condizioni particolarmente menomate, siamo andati vicino al successo. Peccato per gli acciacchi che non ci stanno permettendo di lavorare al completo, speriamo che almeno a Fabriano si possa giocare nella versione definitiva del roster».
    Dunque, se dal punto di vista del gioco espresso è oggettivamente difficile esprimere giudizi compiuti, Vescovi è convinto che l'impalcatura della squadra così come è stata pensata possa reggere alla prova del campo: «Finora abbiamo visto troppo poco per dare un parere definitivo sul valore della squadra. Anche perché abbiamo lavorato prevalentemente sulla chimica, mentre con tante assenze il gioco e l'intesa sono stati fisiologicamente rallentat. Però, resto convinto che i criteri di costruzione del roster siano quelli adatti a sviluppare il basket richiesto dal coach e regalare le emozioni richieste dai tifosi. Troppi giocatori avanti con gli anni e troppi riciclati? Sulle qualità tecniche di Kangur (foto Blitz in alto) e Diawara possiamo mettere la mano sul fuoco, mentre l'anagrafe non è un problema in una stagione nella quale giocheremo una partita a settimana senza più le coppe».
    Dunque, l'auspicio del g.m. è che le ultime due settimane trascorrano senza ulteriori intoppi e Varese possa arrivare con i meccanismi ben oliati all'esordio contro Cantù: «L'auspicio è quello di sfruttare al massimo l'ultima fase della preparazione per sistemare i dettagli. C'è da inserire Willie Deane, giocatore di indiscussa qualità che però ha giocato due partite a Jesolo dopo un solo allenamento. Ed auspicabilmente c'è da mettere a punto quei particolari che con tante assenze non abbiamo ancora automatizzato. Confido in particolare nell'ultima settimana di allenamenti per arrivare al meglio al derby. In città c'è grande aspettativa, come dimostrano gli eccellenti dati degli abbonamenti, ma fuori Varese questo precampionato senza acuti sta spostando altrove le attenzioni e per certi versi non è un male. Per noi l'esordio con Cantù è importantissimo: vincere all'esordio una gara così sentita potrebbe darci il giusto abbrivio nella rincorsa verso la Coppa Italia».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Esperienza, talento e carisma ma anche tanta voglia di lasciare il segno nell'unico campionato europeo dove non è ancora stato protagonista dopo undici anni a stracciare retine tra Grecia, Russia, Ucraina, Spagna, Francia, Turchia e Bulgaria. [/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]L'ultimo acquisto biancorosso, Willie Deane, ha tutte le caratteristiche tecniche ed umane per lasciare il suo marchio sulla pelle di una Openjobmetis in divenire. 
    «Per me è ancora tutto nuovo e dunque è presto per esprimere giudizi approfonditi - le prime parole del 34enne  play-guardia americano con passaporto bulgaro -. Nel Memorial Porta abbiamo alternato momenti di grande basket a periodi di evidente mancanza di concentrazione: la prima cosa da fare è migliorare in questo aspetto, aumentare la consistenza riducendo i passaggi a vuoto e lavorando per diventare più continui. E quando si riesce a conquistare un buon margine di vantaggio come accaduto nella fase iniziale della partita, cercare di conservarlo con una gestione più oculata». 
    Quali sono le sue condizioni di forma, pensa di arrivare al 100 per cento all'esordio del 12 ottobre con Cantù? 
    «Ho lavorato per conto mio durante l'estate per farmi trovare pronto alla chiamata di chi avesse avuto bisogno di me. La condizione atletica è già elevata, questo ciclo ravvicinato di amichevoli mi sarà molto utile per recuperare il tono agonistico e il mio timing con la partita, e sono certo che sarò pronto per il campionato. Ma soprattutto voglio conoscere i compagni, intendo dire cosa sanno e cosa gli piace fare in campo». 
    Quale sarà il suo ruolo all'interno della squadra? Ha già affrontato l'argomento con coach Pozzecco? 
    «Ne abbiamo discusso al mio arrivo in città, ma al momento è ancora una cosa da definire: mi ha scelto per le caratteristiche che ha individuato nel mio gioco, ma sarà lui a decidere quale sarà il mio ruolo dopo che avrà verificato il impatto all'interno del sistema ed avrà individuato la cosa che sarà più utile alla squadra». 
    Nella sua carriera è sempre stato un realizzatore prolifico ma anche un proficuo assist-man, quale delle due cose prefericsce? 
    «L'aspetto del gioco che prediligo è quello di coinvolgere i miei compagni: sfortunatamente in Europa gli assist godono di una considerazione inferiore al loro effettivo valore, e spesso e volentieri si tende a considerare i punti segnati come indicatore primario della prestazione di un singolo. Ma io non sono quel tipo di giocatore: come indole mi metto sempre al servizio degli altri. Sono orgoglioso di considerarmi come un altruista, dunque deciderà il coach se saranno più utili i miei assist o i miei punti». 
    Sente di poter essere leader di questa squadra? 
    «Per indole sarò certamente il leader o uno dei leader di un gruppo che ha comunque tanti giocatori esperti. Ma non si è mai troppo vecchi per imparare: così come io metterò la mia esperienza a disposizione dei giovani del gruppo, saranno loro a dover dare energia con la loro freschezza e il loro entusiasmo. Tanti compagni sono di scuola americana come me, ma questo non è necessariamente un sinonimo di successo: la chimica non ha passaporto, quel che conta è che tutti lavorino per il bene comune». 
    Che giudizio ha ricavato dall'esperienza dei playoff 2013/2014 disputati con l'EA7? 
    «Quella italiana è una lega in cui sono le guardie ad essere protagoniste: non ci sono molti lunghi di grande stazza, tutte le squadre hanno un solo uomo d'area e giocano col campo molto largo, il ritmo è abbastanza elevato e si fa ampio uso del contropiede. Tutti aspetti che considero perfetti per il mio stile di gioco: la definizione Smallball per il gioco italiano è azzeccata, io sono uno di questi giocatori piccoli e sono convinto che mi adatterò rapidamente». 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Varese è pronta ad affidare a Willie Deane le chiavi della squadra. Il 34enne play-guardia bulgaro, sbarcato ieri in città, dovrà essere il valore aggiunto di una Openjobmetis che chiede al veterano ex Volgograd di prendere subito in mano il bastone del comando. Nella contingenza immediata c'è l'infortunio di Andy Rautins, comuque recuperabile nel giro di un paio di settimane ma già alle prese con una riattivazione lenta dopo 8 mesi di inattività. Dunque l'esterno del 1980, dovrà sfruttare al meglio le ultime cinque amichevoli - a partire dal torneo di Jesolo in programma domani e sabato - per entrare nei meccanismi della squadra.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Si cercava un sesto uomo d'impatto, è arrivato un elemento con le atout per essere protagonista e leader, visto il pédigrèe di un atleta che in tutte le sue incarnazioni ai quattro angoli d'Europa ha sempre dimostrato doti di prolifico realizzatore ma di anche eccellente assistman. Un'aggiunta per la quale la società ha effettuato uno sforzo importante per accontentare la richiesta di Pozzecco (con Dean nella foto Blitz) di allungare le rotazioni con un elemento di provata qualità.
    Con Deane il team biancorosso ha una rotazione di sette giocatori veri più le scommesse Casella ed Okoye, ali con caratteristiche diverse - doti balistiche per il pisano, qualità atletiche per il nigeriano - che lotteranno per guadagnarsi spazio in alternanza. Pertanto nella versione completa, col recupero di Rautins che permetterà a Varese di utilizzare anche l'arma dei tre piccoli, la panchina non sarà così corta come sta evidenziando il precampionato.
    E i limiti di stazza del reparto lunghi che ha il solo Daniel (200 centimetri per 103 chili) come pivot di ruolo? Al momento non ci sono la volontà né le risorse per un ulteriore intervento correttivo: l'operazione Deane ha già sforato un budget che, rispetto alle prospettive di giugno, è stato rinvigorito con l'arrivo del nuovo main sponsor ed altri nuovi partner, oltre ad un potenziamento economico - nonostante la riduzione numerica - dell'apporto di Varese nel Cuore. Ma che deve rispettare vincoli ben precisi, anche perché il deludente 2013/2014 è costato qualche uscita di scena tra i partner.
    E poi c'è il discorso tecnico: quella di puntare sull'atipicità e sull'atletismo a scapito della stazza è una scelta filosofica condivisa da coach e area tecnica. Dunque, prima di rottamarla con l'aggiunta di un uomo d'area (un nome disponibile senza sostituire uno dei sette stranieri attuali? Andrea Crosariol) la si vorrebbe comunque verificare alla prova del campo con la squadra in versione completa.
    Quale sarebbe la logica di rinnegare una strategia prima ancora di poterla valutare?[/size][/font][/color]
     

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