Jump to content

VareseFansBasketNews

  • pxg14
    È Andy Rautins lultimo tassello della campagna acquisti 2014/2015 della Pallacanestro Varese neogriffata Openjobmetis. Accordo raggiunto tra il club biancorosso e la 28enne guardia di 193 centimetri per 87 chili, reduce da una brillante stagione in Germania con i Fraport Skyliners (17,7 punti col 42% da 3 più 4,3 assist e 3,6 rimbalzi).
    FIGLIO DARTE E IL CANADA - Il tiratore nativo dellhinterland di New York è figlio di Leo, pilastro della Nazionale canadese dal 76 al 91, che giocò anche in Italia vincendo una Coppa Korac a Roma nell85/86. E a sua volta ha giocato con il Canada dal 2007 al 2013, disputando i Mondiali 2010 e diverse edizioni dei campionati panamericani.
    LE TRIPLE E LA REGIA - La qualità principale di Rautins è il tiro da fuori: nei 4 anni a Syracuse University ha chiuso al 37,5% da 3 (secondo di sempre del suo college per triple realizzate), nelle apparizioni con Team Canada la media sale al 37,7% mentre nel 2012/13 in D-League vinse la gara del tiro da 3 allAll Star Game chiudendo col 43,7% su oltre 7 tentativi di media. Ma Rautins non è soltanto uno tiratore: si tratta infatti di un giocatore dallottima visione di gioco, con capacità di condurre il pick&roll e guidare la squadra in regia. Al college infatti aveva giocato a lungo play, caratteristica che ne fa il complemento perfetto per una scoring point come Robinson.
    LA STORIA - Lesterno del 1986 è un prodotto della Syracuse University, dove si è laureato nel 2010 chiudendo a 12,1 punti e 4,8 assist il suo anno da senior. Cifre che gli sono valse le attenzioni dei New York Knicks, che lo hanno scelto al numero 38 del draft 2010; ma nonostante le sue qualità balistiche e le doti di passatore, il suo coefficiente atletico è risultato troppo basso per la Nba. Rautins fu scambiato a Dallas e tagliato subito dopo, provando lavventura in Europa col Lucentum Alicante: un impatto non positivo anche per fattori economici ed ambientali, ed allora nel 2012 riprovò la carta Nba con Oklahoma City, che però lo tagliò alla fine del Veteran Camp. Dopo unintera stagione in D-League a Tulsa lo scorso anno disputò la Summer League di Las Vegas con Chicago; in mancanza di chiamata accettò a settembre lofferta dei Fraport Skyliners.
    LINFORTUNIO E LOK A LAS VEGAS - Leccellente 2013/14 di Rautins a Francoforte si è chiuso anzitempo il 29 dicembre a causa di uno sfortunatissimo incidente (una scivolata su un cartellone pubblicitario caduto sul parquet) che ha costretto latleta a sottoporsi ad un intervento di pulizia dellarticolazione lo scorso febbraio. Ma il pieno recupero del giocatore è stato verificato direttamente da Simone Giofrè in occasione del camp della CAA Sports - la sua agenzia statunitense - cui ha assistito a Las Vegas in occasione del viaggio per la Summer League.
    LOK DI ROBINSON - Come accadde nel 2012/13 con la coppiaGreen-Banks ritrovatasi a Varese dopo lesperienza comune a Liegi, lo scorso anno a Francoforte Rautins ha già giocato a fianco di Dawan Robinson, sia pure per sole 5 partite prima che il play di Philadelphia si trasferisse in Israele per dissapori con il coach Gordon Herbert. E proprio il pollice alto di Dawan sulle qualità tecniche ed umane del suo ex compagno ha convinto Varese - ed in particolare coach Pozzecco - a puntare su una coppia già affiatata e rodata dentro e fuori dal campo.
    Giuseppe Sciascia

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [font=verdana]«Abbiamo individuato anche l'ultimo giocatore che ci mancava, la guardia: siamo d'accordo praticamente su tutto e aspettiamo risposte definitive già - speriamo - entro le prossime ore». Nel giorno dell'ufficialità del ritorno a Varese di Yakhouba Diawara, Cecco Vescovi conferma che la svolta è ormai prossima anche per quanto riguarda la casella ancora vuota nel quintetto titolare di Gianmarco Pozzecco. Impossibile strappare al gm bianco-rosso il nome del prossimo arrivo: «Non mi sbilancio in alcun modo finché non avrò in mano certezze assolute». È chiaro però che l'incastro fra gli ultimi tasselli sembra quindi riuscito, non solo dal punto di vista tecnico ma anche, ovviamente, da quello economico. [/font][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [size=3][font=verdana]«Kuba è forza ed esplosività» [/font][/size][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [size=3][font=verdana]«Abbiamo preso Diawara perché volevamo un'ala piccola di grande forza fisica ed esplosività, in grado di dare il proprio contributo anche da 4» spiega ilgmbiancorosso. «Sulmercato non sono certo tanti gli elementi che racchiudano tutte queste caratteristiche e quei pochi che ci sono pretendono spesso ingaggi proibitivi, mentre "Kuba", che in passato aveva sempre espresso il desiderio di tornare, è stato molto disponibile anche sotto questo aspetto». L'ultimo, ennesimo tweet del francese, giunto qualche ora prima dell'annuncio ufficiale da parte del club, non è che un'ulteriore conferma di questo suo grande entusiasmo: «Non vedo l'ora di essere a Varese, uniti di nuovo con la mia città, squadra e tifosi». Un anno di contratto, un nuovo anno inbiancorosso, dopo l'esperienza già vissuta nel 2011/2012 e con il sogno -che tutti i tifosi portano dentro il cuore - di andare oltre quei quarti di finale playoff (poi persi contro la Montepaschi Siena) centrati allora dalla squadra guidata in panchina da Charlie Recalcati. [/font][/size][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [size=3][font=verdana]«Esperienza e un mese di studio» [/font][/size][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [size=3][font=verdana]Diawara, Casella e Mister X: secondo Vescovi il roster a disposizione di Gianmarco Pozzecco per ora sarà al completo così, anche se sono insistenti le voci di mercato riguardo al fatto che Varese possa scegliere di assicurarsi anche un play di riserva, abasso costo. Il gm biancorosso tiene fede alla sua versione, spiegando innanzitutto il perché del ritardo nell'annuncio ufficiale, non ancora giunto, di Casella: «Semplicemente, non abbiamo ancora ri- cevuto il contratto firmato». E replicando poi all'obiezione riguardo alla possibile coperta corta. «Forse perché non si conoscono le caratteristiche della guardia che abbiamo scelto: se fosse un giocatore in grado anche di giocare da 1, avremmo Casella e Okoye pronti, all'occorrenza, a scalare da 2». Fiducia quindi nel gruppo creato: «Abbiamo scelto di correre pochi rischi, prendendo in molti casi giocatori di sicura esperienza». Fin qui le spiegazioni dal punto di vista tecnico. Ma non sono le sole, ovviamente. «Se diciamo che il budget a nostra disposizione è assolutamente inferiore a quello dell'anno scorso, che era a sua volta più basso di quello dell'anno prima, non lo facciamo per mettere le mani avanti o per chiedere anticipatamente scusa, ma soltanto per descrivere la realtà - sottolinea Vescovi -Ritengo quindi che muoverci così come abbiamo fatto sia la cosa più giusta in un contesto così complicato dal punto di vista economico». Lo sguardo quindi ora è proiettato al precampionato e a un mese di settembre particolarmente intenso, sotto tutti i punti di vista. «Al momento ribadisco che siamo a posto così - insiste il gm bian-corosso - Abbiamo un mese intero di lavoro davanti per fare le nostre valutazioni su alcuni elementi come Affla, lo stesso Casella o Lepri, tenendo sempre presente il budget e considerando anche che in proposito, proprio a settembre, avremo nuovi incontri con altre aziende interessate a collaborare con noi»[/font][/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    «Sono un Varese bianco rosso». «Im very happy to be back».Yakhouba Diawara (foto Blitz in alto) ha scelto Twitter per annunciare il suo ritorno sotto le Prealpi: non cè ancora il comunicato ufficiale della società in merito alla firma dellala francese, ma è stato il giocatore a rompere gli indugi confermando quanto anticipato su queste colonne giorni fa. Frasi accompagnate da una vasta galleria fotografica della sua brillante stagione 2011/2012 a Varese, che attestano come latleta del 1982 abbia fortemente voluto tornare nellunico ambiente in grado di esaltarne appieno le sue qualità dopo la chiusura dellavventura NBA.
    Daltra parte anche nei mesi scorsi Diawara aveva manifestato ripetutamente attraverso i social network il desiderio di tornare a Varese (tweet dell11 maggio: «Ultima partita in serie A, il prossimo anno spero di tornare in Italia»), in particolare ai tifosi biancorossi che dopo la chiusura anticipata dellavventura a Gravelines per incomprensioni con lallenatore relative al ruolo (e anche in quel caso fu protagonista Twitter con un commento poco gradito nei confronti del suo playmaker che portò alla sospensione di 5 partite ed al successivo divorzio) gli avevano chiesto spesso se fosse interessato ad un ritorno in maglia Cimberio. Un aspetto determinante, al di là della conoscenza diretta con Diawara - suo ex compagno nel 2005/2006 in maglia Fortitudo Bologna - per convincere Gianmarco Pozzecco a dare il suo avallo al secondo ritorno a Varese dopo quello di Kristjan Kangur: «In generale sono sempre contento di poter allenare un giocatore motivato, e fino ad oggi è stato così per tutti coloro che abbiamo ingaggiato. Nel caso di Kuba questo concetto vale doppio, perché ha clamorosamente voluto venire a Varese», spiega il Poz rimandando alla conclusione delle operazioni di mercato le considerazioni finali sulla sua squadra.
    Volontà di tornare a Varese concretizzatasi anche sul piano economico, lasciando cadere una proposta più lucrosa dalla Francia e accettando un ingaggio decisamente inferiore a quello del 2011/2012 (circa il 35% in meno, addirittura il 50% secco in meno rispetto al contratto firmato nel 2012/2013 a Venezia).
    Comunque, dovendo ricostruire daccapo il roster dopo averlo azzerato, puntare su due elementi già rodati, che hanno già dimostrato un buon livello di integrazione tecnica ed hanno accettato Varese con grande entusiasmo come Kangur e Diawara garantisce una solida base di partenza al nuovo progetto dellera Pozzecco.
    Ora per chiudere il cerchio sarà determinante la scelta della guardia da affiancare a Dawan Robinson: il profilo di un giocatore alla Drake Diener che abbia tiro da fuori e trattamento di palla con la possibilità di giocare in regia sia al fianco che al posto del giocatore ex Veroli e Reggio Emilia è ben chiaro nelle idee della società. Si lavora per completare il roster entro il raduno del 28 agosto, poi si valuterà con calma il mercato dei play-guardia comunitari, valutando loccasione giusta nel mix tra costi e potenziale futuro (o comunque per compatibilità tecnica con il gruppo, senza vincoli anagrafici) per uneventuale ultima aggiunta in grado di coprire le spalle ai due americani titolari.
    Giuseppe Sciascia

  • pxg14
    Yakhouba Diawara e Varese, il matrimonio si ha da (ri)fare? Non è ancora tempo di fumate bianche per la versione 2.0 del rapporto tra il club di piazza Monte Grappa e lala francese (foto Blitz in alto) che fu capocannoniere biancorosso nella stagione 2011/2012. Ma molti sono gli indizi che fanno pensare ad un sì in arrivo nel giro di qualche giorno e comunque non prima dellaccordo con la combo guard americana che il g.m. Cecco Vescovi avrebbe identificato per completare il reparto esterni. Non ultimo il fatto che latleta del 1982 è stato compagno di Gianmarco Pozzecco alla Fortitudo Bologna versione 2005/2006, sia pure per qualche mese tra larrivo a febbraio dellatleta nato a Parigi e il famoso caso-Repesa che costò al Poz lallontanamento dal gruppo prima dei playoff poi vinti dallAquila.
    Per questo, quando lipotesi Diawara ha preso quota nei giorni scorsi, lavallo del coach varesino è stato immediato, non soltanto per il fatto che lex Miami e Denver calza a pennello con la sua scelta tecnica di puntare su unala piccola dotata di grande esplosività e vigore atletico. Daltra parte, proprio il rapporto strettissimo tra il neo-coach di Varese e gli ex compagni in azzurro Basile e Soragna era stato alla base della grande stagione passata di Capo dOrlando. Normale, dunque, che in vista dellesordio in serie A, dovendosi cimentare per la prima volta con la gestione di un gruppo a stragrande maggioranza straniera, il Poz sia attratto dalla possibilità di lavorare con un elemento già conosciuto. Ed è altrettanto normale che il target degli obiettivi primari del mercato si sia concentrato su elementi già rodati, pur con qualche scommessa per completare la panchina: limpalcatura della squadra in via di definizione porta chiaramente limpostazione tecnica e filosofica del coach. «È fondamentale scegliere giocatori dei quali sei convinto al 100 per cento, perché poi li devi allenare per tutto lanno: lavorare con giocatori che ti piacciono ed hanno scelto di venire nella tua squadra rende tutto più semplice e sicuramente gratificante» spiegava il Poz qualche giorno fa nellambito di una serie di ragionamenti sui tempi lunghi del mercato di Varese, evidenziando come sia preferibile scegliere con la massima cura piuttosto che affrettare decisioni che poi possono condizionare negativamente unintera annata.
    Daltra parte, da sempre Cecco Vescovi ha messo lallenatore al centro del progetto, lasciandogli ampia facoltà di scelta sulle strategie di mercato: era accaduto con Pillastrini, Recalcati e Vitucci con risultati almeno pari e spesso superiori alle aspettative, mentre al contrario ciò non è avvenuto lo scorso anno, quando la squadra di Frates fu figlia di troppi padri. Dunque lapprovazione del coach al progetto Diawara 2.0 - se la trattativa economica per ora solo abbozzata confermerà nei fatti il gradimento del giocatore francese allopzione Varese, espressa più volte a parole - potrebbe rappresentare il definitivo semaforo verde per loperazione. Che potrebbe poi spostare lattenzione - in caso di aggiunte in corsa al momento comunque non coperte dal budget - nel ruolo di cambio di play e guardia, visto lamplissimo ventaglio di giocatori (da Kangur ad Okoye, passando per Casella e Callahan e lo stesso Kuba) in grado di coprire gli spot di 3 e di 4.
    Giuseppe Sciascia

  • pxg14
    Cè anche Yakhouba Diawara (nella foto Blitz a destra) nella lista della spesa di Varese tra i possibili obiettivi per il ruolo di ala piccola comunitaria. Il 32enne francese è valutato con attenzione dalla società di piazza Monte Grappa che, dopo il nulla di fatto col giovane grecoAntekotuonmpo, sta considerando di riproporre la coppia di ali Diawara-Kangur già vista in biancorosso nella stagione 2011/2012.
    Daltra parte il mercato delle ali piccole comunitarie offre relativamente poco, mentre per qualità offensive ed esplosività il giocatore del 1982 - settimo marcatore della serie A di tre anni fa a 15,2 punti col 53% da 2 e il 36% da 3 più 5,2 rimbalzi in maglia Cimberio - avrebbe le caratteristiche giuste per incarnare il profilo del giocatore atletico richiesto da Gianmarco Pozzecco. E di sicuro a Diawara non mancherebbero le motivazioni, visto che non ha mai fatto mistero - anche attraverso il suo profilo Twitter - della sua disponibilità di tornare a Varese, ossia il club nelle cui file ha disputato la miglior stagione europea dopo la conclusione della sua esperienza nella NBA.
    Nel 2012/2013, infatti, lala francese accettò la lucrosa offerta di Venezia, dove chiuse a 13,1 punti e 4,8 rimbalzi, venendo eliminato nei quarti di di finale dagli Indimenticabili di Vitucci. Lo scorso anno il ritorno in Francia al Gravelines (11,9 punti e 3,7 rimbalzi), avventura chiusa a fine febbraio tramite una rescissione consensuale.
    Diawara non è lunica pista seguita dai biancorossi, ma sembra comunque molto più calda rispetto a quella dellaltro ex Ebi Ere, che sul piano atletico e motivazionale darebbe meno garanzie rispetto al francese, avvantaggiato anche dalla compatibilità tecnica e difensiva già evidenziata con Kangur nella Varese 2011/2012. Ma potrebbe diventare un obiettivo primario qualora arrivasse il sì della guardia americana con qualità balistiche e capacità di giocare anche in regia che la società starebbe individuando in contemporanea alla scelta dellala piccola comunitaria.
    Per ora il g.m. Cecco Vescovi glissa sullargomento Diawara, ma ribadisce che il mercato si chiuderà con la scelta dei due giocatori mancanti del quintetto base: «Se troveremo gli incastri giusti tra guardia americana ed ala comunitaria avremo completato le operazioni di mercato. E a chi storce il naso per la panchina corta, rispondo che è quel che ci potevamo permettere vista la riduzione delle risorse per costruire il roster. Il nuovo sponsor (Openjobmetis, ndr) ci sarà di grande aiuto per arrivare alla copertura quasi totale del budget, che sarà comunque inferiore a quello della scorsa annata; ma è inutile guardare ora il pelo nelluovo. Come sempre stiamo operando in base alle nostre disponibilità».
    Vescovi ribadisce dunque la sua piena fiducia nei confronti dellorganico attuale: «Abbiamo scelto delle certezze per il quintetto che confidiamo di completare a breve, mentre in panchina ci sono delle scommesse che speriamo possano pagare nel rapporto costo-rendimento. Personalmente spero di non cambiare nessuno e se le vinceremo tutte non ci sarà bisogno di interventi suppletivi; se poi emergerà il bisogno di qualche correttivo lo valuteremo al momento, in base alle risorse supplementari che riusciremo a raccogliere. Ma di certo partiamo con la massima fiducia nei confronti dei giocatori che si presenteranno al raduno del 28 agosto».
    Giuseppe Sciascia

  • pxg14
    E' Andrea Casella (nella foto red) l'elemento che completerà la panchina della versione 2014/2015 della Pallacanestro Varese neogriffata Openjobmetis. La 24enne guardia-ala di 197 centimetri per 90 chili, prodotto delle giovanili di Ghezzano per poi completare il percorso di crescita a Livorno, ha raggiunto un accordo con la società di piazza Monte Grappa che lo inserirà nel roster a disposizione di Gianmarco Pozzecco con il ruolo di cambio degli esterni. L'atleta del 1990 nativo di Pisa è reduce da una brillante stagione al "piano di sotto" con Veroli (9,8 punti in 24 minuti medi in DNA Gold) che gli è valsa l'attenzione del Settore Squadre Nazionali: Casella è stato infatti inserito nel gruppo di elementi che hanno lavorato con la Sperimentale di Attilio Caja (4,2 punti di media in 8 gare tra le amichevoli con la Francia e la tournée in Cina chiusa anzitempo per un lieve infortunio). Il giocatore toscano avrà una chance importante per dimostrare di poter valere la serie A dopo l'assaggio di due anni fa a Cantù (solo 6 partite e 5 punti segnati), dove arrivò comunque in corsa come settimo esterno. Il ruolo che Varese vuole affidargli è invece quello di quinto esterno dietro la guardia americana ancora da individuare da affiancare a Dawan Robinson in regia, che fungerà anche da cambio del playmaker visto che la volontà della società di piazza Monte Grappa è quella di cercare un esterno con tiro, trattamento di palla e capacità di creare per sé e per gli altri sul pick&roll senza cercare un altro play "di scorta". Ma la Cantù versione 2012/2013 era squadra di Eurolega, mentre nella Varese 2014/2015 - dopo i positivi riscontri della stagione passata a Veroli - Casella potrà mettere a frutto le sue doti di eccellente tiratore dalla distanza. La qualità migliore del giocatore pisano è proprio il tiro dall'arco (39,6% lo scorso anno in DNA Gold su oltre 5 tentativi a partita), e in una squadra con tanti atleti e due americani "creativi" dal palleggio le sue doti di convertitore di scarichi o di soluzioni aperte in transizione ne fanno un efficace complemento per quei 10-15 minuti che idealmente dovrà giocare dietro i titolari. Dal punto di vista tecnico Casella è principalmente un' ala piccola, dotato di grande atletismo in verticale ma non particolarmente dinamico nella "lateralità"; per questo non mette molto la palla per terra nell'I contro 1 e non è giocatore di pick&roll, mentre in difesa può faticare contro avversari razzenti, pur avendo capacità e disponibilità per far valere il fisico su elementi niù stazzati e meno veloci negli spazi stretti. Dunque un giocatore antitetico - e per questo complementare -rispetto ad Stan Ókoye, l'altra ala che si alzerà dalla panchina biancorossa, che invece predilige le giocate acrobatiche e l'energia neh"attaccare il ferro potendo anche fare qualche comparsata da "4 tattico". L'interesse di Varese, concretizzatosi dopo la fumata nera dell'affare Flaccado-ri e anticipato lunedì scorso su queste colonne, si è concretizzato con un accordo biennale in grado di stimolare la voglia di emergere del giocatore del 1990. Sul quale la società di piazza Monte Grappa proverà a costruire anche in ottica futura così come accaduto per le opzioni a suo favore degli accordi con Daniel, Callahan ed Okoye. Certamente un giocatore con maggior impatto e potenziale rispetto a Nicola Mei, firmato lo scorso anno come sesto esterno; un investimento per certi versi simile a quello effettuato nell'estate 2011 su Davide Reati, elemento con analoghe qualità balistiche ma meno "garra" atletica rispetto a Casella. Che arriva con le caratteristiche, la testa e la "fame" giusta per conquistarsi spazio e minuti e dimostrare di valere la serie A. Giuseppe Sciascia

  • pxg14
    Varese pesca agli antipodi il settimo giocatore della squadra biancorossa versione 2014/2015. Ufficiale la firma di Stanley Okoye, 23enne ala piccola di 198 centimetri per 91 chili: latleta attualmente in forza ai Perth Razorbacks della State League australiana è nato nel North Carolina ma ha passaporto nigeriano, dunque entrerà nel novero dei 4 stranieri non extracomunitari con lo status da Cotonou player analogo a quello utilizzato nelle ultime due stagioni per Ebi Ere. Si tratta di un esterno dotato di grande forza fisica ed atletica, che si era messo in grande evidenza al college di Virginia Military Institute (21,5 punti più 9,4 rimbalzi e 2,6 assist nellultimo anno) conquistando il premio di giocatore dellanno della Big South Conference nel suo anno da senior (il primo in assoluto a superare gli scogli di 2000 punti, 900 rimbalzi e 100 stoppate in 4 anni di università).
    Numeri che gli sono valsi un invito al Portsmouth Invitational Tournament del 2013, a dispetto del livello non altissimo della sua Conference NCAA. E proprio in quella occasione lo vide allopera dal vivo il d.s. biancorosso Simone Giofrè, che ha ripensato al mix di atletismo, energia e voglia di emergere messa in evidenza da Okoye nelledizione dello scorso anno dei campionati africani giocati con la maglia della Nigeria (12,5 punti di media). Il primo anno da professionista ha avuto esiti alterni: dopo un provino senza esito con i greci dellIkaros, Okoye ha cercato fortuna in Israele (prima 2 partite in A2 al Maccabi Hasharon, poi 4 al Green Tops Netanya della massima serie dove curiosamente al suo posto arrivò il neocompagno di squadra a Varese Dawan Robinson). A febbraio la firma in Australia con i Perth Razorbacks militanti nella lega semiprofessionistica SBL dove militano i club della zona occidentale del continente oceanico: il poderoso fatturato statistico raccolto nelle 29 partite disputate (28,4 punti più 11,2 rimbalzi, 1,8 recuperi e 1,8 assist) andrà rivisto al cambio di un campionato fisicamente e tecnicamente molto più competitivo come la nostra serie A.
    Ma non cè dubbio che Okoye è un giocatore intrigante per il mix di qualità atletiche, personalità e voglia di emergere: per questo Varese ha scommesso sulla sua crescita futura, siglando un accordo annuale con opzione per il 2015/2016. Il suo ruolo nelle gerarchie di coach Pozzecco dipenderà dallaltro giocatore che verrà inserito nello spot di ala piccola; Okoye può comunque giostrare sia da 3 che da 4 e garantire anche qualche minuto da guardia, dunque la sua duttilità ne fa unaggiunta sicuramente utile per allungare le rotazioni. Ancora da definire la data dellarrivo in città dellala di passaporto nigeriano: la sua squadra sta disputando le semifinali della State League (ieri sconfitti 98-106 dai Perth Eagles; 20 punti e 10 rimbalzi per Okoye) con il secondo e leventuale terzo atto in programma il 23 e 24 agosto. Probabile dunque che lala del 1991, dovendo passare dagli Stati Uniti per la procedura del ritiro del visto, possa unirsi al gruppo biancorosso in occasione del ritiro di Chiavenna che inizierà il 2 settembre.
    Giuseppe Sciascia

  • pxg14
    Torna un marchio locale sulle maglie della Pallacanestro Varese? Allindomani del raggiungimento dellaccordo verbale tra i vertici della società di piazza Monte Grappa e il nuovo main sponsor biancorosso, è la Openjobmetis di Gallarate lipotesi più accreditata per lerede di Cimberio sulle maglie biancorosse. Ossia lazienda di lavoro interinale che agisce su scala nazionale con 120 filiali dislocate in tutta Italia e un fatturato che nel 2013 ha sfiorato i 350 milioni di euro; ma sulla spinta del suo fondatore ed amministratore delegatoRosario Rasizza, mantiene un forte radicamento sul territorio.
    E proprio lattuale numero uno dellazienda nata dalla fusione di due anni fa tra Openjob (creata nel 2001) e Metis (marchio acquisito nel 2011 che fu già primo sponsor del basket varesino dalla stagione 2001/2002 alla stagione 2003/2004), già impegnato a più riprese nel mondo dello sport, sarebbe il principale fautore dellaccordo.
    Proprio il basket è stato il primo amore del 46enne imprenditore varesino, che legò la sua azienda prima a Gallarate e poi a Daverio, società delle Minors nostrane che ai tempi militavano nei campionati regionali di serie C2. Dopo i primi assaggi da main sponsor di realtà locali durati dal 2002 al 2006, lazienda gallaratese ha ampliato gli orizzonti; di conseguenza la Openjobmetis si è rivolta verso un target sportivo in grado di aumentare la sua visibilità su scala nazionale. Lo scorso anno era infatti attiva nel mondo del calcio (fornitore dellEmpoli), del golf e della vela. Ma soprattutto in quello della pallavolo, in qualità di title sponsor dellOrnavasso di A1 femminile e come sponsor di maglia della Tonno Callipo Vibo Valentia nella massima serie maschile. Entrambi i rapporti di collaborazione si sono però esauriti al termine della stagione 2013/2014, proprio in coincidenza con la chiusura forzosa dei 7 anni di era Cimberio sulle maglie della Pallacanestro Varese. E per un imprenditore come Rasizza, da sempre convinto del valore dello sport per la valorizzazione di un brand, quale miglior veicolo promozionale potrebbe esserci rispetto al mix di tradizione gloriosa e passione veemente per i colori biancorossi che la squadra di Gianmarco Pozzecco è in grado di offrire ad un main sponsor, specie se locale? Per ora si tratta di unipotesi senza conferme ufficiali, perché le parti hanno convenuto di tenere coperta lidentità del nuovo main sponsor fino alla sistemazione degli ultimi dettagli operativi delle strategie di promozione commerciale affidati ai rispettivi uffici Marketing. Ma il legame tra il fascino della Pallacanestro Varese - tradizionale veicolo promozionale della città in Italia ed in Europa - e linteresse per gli investimenti promozionali legati allo sport dellimprenditore varesino rende più che mai credibile questa ipotesi. Inoltre cè un altro indizio che indizio che conferma lattenzione con cui limprenditore varesino stava seguendo negli ultimi giorni gli accadimenti in piazza Monte Grappa. Ossia limprovviso interesse nei confronti della Pallacanestro Varese sul suo profilo twitter personale, sia per quanto riguarda gli acquisti (ossia il ritorno di Kristjan Kangur) che le considerazioni della dirigenza biancorossa sullo sponsor in arrivo e le strategie del mercato. In attesa di annunci ufficiali che non arriveranno prima dellultima settimana di agosto, sembra comunque probabile che dopo 7 anni con un main sponsor non varesino come Renzo Cimberio - pur legato alla città dagli anni di frequenza del collegio de Filippi - la Pallacanestro Varese torni a portare in giro per lItalia un marchio locale.
    Giuseppe Sciascia

  • pxg14
    Kristjan Kangur toma a Varese. La 32enne ala estone di 201 centimetri per 98 chili vestirà nuovamente la maglia biancorossa già indossata dal 2010 al 2012. Reduce dai due scudetti vinti con Siena e Milano, sarà il primo colpo del mercato europeo che la società di piazza Monte Grappa sarà in grado di piazzare sulla base della certezza del nuovo mairi sponsor che dovrebbe essere ufficializzato entro Ferragosto. L'accordo annuale con l'estone (quest'anno senza l'impegno con la sua Nazionale dopo aver già conquistato il pass per Euro-basket 2015) pare ormai in dirittura d'arrivo. Sul giocatore del 1982 si era mossa Avellino, con un'offerta leggermente superiore a quella formulata dalla società biancorossa, ma i buoni uffici maturati dalla società biancorossa nelle due stagioni disputate ai piedi delle Prealpi avrebbero indotto Kangur ad opta- re per la proposta di Varese, tant'è che gli irpini di Vitucci avrebbero già virato altrove, puntando su un'ala europea (l'ungherese Hanga) e un "4" americano. D'altra parte, fu proprio la Cimberio il trampolino di lancio di Kangur nel panorama italiano verso la lotta per lo scudetto e la vetrina dell'Eurolega. Cecco Vescovi ne intuì il talento e le ottime qualità di uomo-squadra neUe cinque partite dei playoff 2009/2010 giocate con la maglia di Bologna, e ne fece un pilastro della squadra deh'anno zero del progetto "Varese nel Cuore" che raggiunse a sorpresa i playoff (9,9 punti e 5,4 rimbalzi di media). Una stagione che gli valse le attenzioni di Siena, ancora in versione "Invincibile Armada": contratto biennale con prestito a Varese per il 2011/2012 (10,9 punti e 5,2 rimbalzi, ancora playoff in bianco-rosso) e poi in Toscana nel 2012/2013, vincendo Cop- pa Italia e scudetto contro la sua ex società (7,4 punti e 3,7 rimbalzi in 21 minuti). La scorsa estate Luca Banchi volle portarlo con sé a Milano come "polizza assicurativa" per i problemi fisici di CJ Wallace: un inizio di stagione complesso con l'intervento aUa schiena ad ottobre e l'attivazione a metà dicembre, facendo comunque la sua parte (3,7 punti e 2,5 rimbalzi in 14 minuti di campionato; 3,9 punti di media in Euro-lega) nella corsa verso il tricolore di Milano. Ora il ritorno a Varese, con un ruolo da protagonista in campo e soprattutto in spogliatoio. Facendo tutte le proporzioni del caso, con l'ala estone il coach Gianmarco Pozzecco avrà il suo "piccolo De Poi", vista la somiglianza per etica lavorativa e mentalità tra Kangur e l'ala dei Roosters tricolori. Si tratta infatti un giocatore di provata affidabilità per espe- rienza, duttilità e qualità difensive, perfetto complemento da incastrare tra un lungo completamente "interno" come Daniel e un "4 e mezzo" con tiro frontale come Callahan. E un altro elemento in grado di dare energia e intensità in retroguardia per una Varese che sogna il maggior numero possibile di giocatori intercambiabili in tutte le situazioni difensive. Ossia uno dei segreti dei Roosters della Stella: che il "Poz" voglia seguire le orme di Dado Lombardi, grandissimo attaccante nella sua carriera da giocatore che in panchina basava il suo credo sulla difesa? Dipenderà ovviamente dagli altri due colpi per completare il quintetto base. Ma in attesa di definire per intero l'ossatura del roster, il ritorno di Kangur è un segnale importante che dimostra concretamente la credibilità del nuovo progetto-Varese.
    Giuseppe Sciascia

×
×
  • Create New...