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VareseFansBasketNews

  • Nicolò Cavalli
    Scusate se in amichevole abbiamo scherzato. Questo sembra il pensiero unanime di una Varese feroce, folle e geniale, mai misurata. Ad immagine e somiglianza del suo condottiero goriziano. Una squadra che propone gioco ed assist (ben 19), picchia quando c'è da sbarrare la strada all'avversario, si incarta e poi ritrova da sola il bandolo della matassa.
     
    Il popolo biancorosso gremisce Masnago con largo anticipo rispetto alla palla due: è spasmodica l'ansia di assistere all'esordio di Varese in questo anno zero. Nuovo sponsor sulle canotte, nuovi tutti gli effettivi, nuovo il Presidente, nuovo l'allenatore. Già, quel Gianmarco Pozzecco che, rigido nel suo abito d'alta sartoria come un ragazzino al giorno della Cresima, quasi si commuove dinnanzi alla roboante manifestazione d'affetto che si leva dalle tribune. Circa due ore dopo apparirà uno sciamannato che ha vinto la Coppa del Mondo.
     
    [i][b]Strappi e contro strappi. [/b][/i]L'Openjobmetis parte sostentata dalla mano calda di Kangur (due triple per l'8-3), gli ospiti rispondono con Feldeine e Williams assommando un break di 0-7 che induce coach Gianmarco al primo minuto di sospensione. Un ciuffo fortunoso di Daniel a fil di sirena dei 24 secondi rilancia l'entusiasmo dei padroni di casa, lesti a sfruttare le difese poco serrate di inizio campionato. Il quintetto di Sacripanti si incaponisce in soluzioni solitarie e poco proficue in post basso (3 palloni persi in fotocopia), all'altra pare l'asse Diawara – Daniel propizia il primo allungo sul 19-10. La sfavillante schiacciata di Jones e il canestro con passi da ballerino di Gentile sigillano il 21-15 al termine di un primo quarto godibile.
     
    [i][b]Tentativo di fuga rispedito al mittente.[/b][/i]Kuba riapre le ostilità toccando la doppia cifra personale e aizzando il torrido tifo del Lino Oldrini, l'ispettore Callahan fiuta una palla vagante e si appende al ferro in contropiede per il 31-20. L'Acqua Vitasnella riemerge dalla lavata di capo del suo allenatore con due stoppate ad alta quota e un altro numero in stile Fosbury del grillo DeQuan Jones; allora Deane si iscrive al tabellino con sette punti in un amen: 38-26. Pozzecco, imbastendo una selva di sostituzioni pur con soli sette elementi in rotazione, alterna quintetti [i]light [/i]e stazzati, gettando nello scompiglio i suoi ragazzi, gli avversari, il pubblico e pure i fischietti (sono un paio le omissioni evidenti su mannaie prealpine calate sui “mobilieri)”. A time-out terminati le squadra boccheggiano e si sfidano come tori e matador: dalla corrida di fine parziale trae qualche vantaggio Cantù, meno emotiva. Non è un caso che dopo i passaggi a vuoto dalla lunetta di Varese (6/13 all'intervallo), Feldeine sulla sirena timbri dall'arco il 42-38.
     
    [i][b]La zona risolve i problemi. [/b][/i]Il momento che cambia il volto del match è il terzo fallo di Ed Daniel, smodato – nel bene e nel male – per fisicità[i]. [/i]Anche Callahan ha tre penalità, quando Cantù ritorna ad un possesso di distanza (44-41). A questo punto Pozzecco precetta il giovanissimo Balanzoni e comanda la zona. Comincia lo show dell'MVP Diawara, immarcabile e straripante. Deane porta a scuola Stefano Gentile, conquistando canestri e viaggi ai tiri liberi. I biancorossi corrono sul 63-50, nel mentre il mancino Bala fa a sportellate con Williams: il totem di Cantù fa però cilecca dalla linea dalla carità (1/5). I brianzoli, penalizzati da una caterva di palloni mal gestiti (saranno 19 le perse nel computo globale) tentano di riportarsi in scia con il prospetto Buva, ma Diawara brucia la retina da oltre otto metri: 66-55.
     
    [i][b]Finisce l'ossigeno ma è tripudio varesino. [/b][/i]L'ultimo periodo è una maratona di spasmi, di punti (28-29), di gestioni tecniche rivedibili. Quando i padroni di casa parrebbero con la vittoria in ghiaccio – 80-64 grazie alla tripla (4/5 nel fondamentale) dell'estone volante – appaiono i fantasmi delle troppe amichevoli perse in volata. Johnson-Odom si palesa come cecchino dopo trenta minuti di anonimato, Mbodj e Jones danno sostanza al pitturato biancoblù, Feldeine non demorde. Cantù risale prima sul meno otto, poi sul meno cinque (87-82). L'Openjobmetis esagera con i falli ad inizio azione, Robinson non convince per gestione dei momenti cruciali, la tensione cresce. Ma alla fine torna lui, il caro vecchio Yakhuba: l'eroe di Masnago subisce un fallo antisportivo e blinda i due punti con la terza tripla della serata.
     
    A margine di un successo insperato e vitale per dare entusiasmo all'ambiente, rimane da chiederci cosa sia rimasto della rivalità di una volta. Il primo fallo della serata è stato speso dopo oltre cinque minuti, alcuni giocatori parevano a tratti spaesati, l'assenza quasi totale di italiani nelle file di Varese ha partorito 92 su 93 di marca straniera (grazie Balanzoni per aver tenuto alto l'orgoglio locale). Poi mi sono reso conto che i colleghi di Cantù non hanno mai ceduto le loro spine, con batterie cariche dei pc strabordanti mentre altre arrancavano. Forse l'essenza del campanile è questa: vedere mezzo derby con il taccuino in mano e scrivere a penna Varese 93 Cantù 84.
    Grazie Masnago, grazie Poz, grazie ragazzi. Con una più efficace espressione dialettale, [i]cata su[/i].

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Riaprono le volte del tempio di Masnago per l'attesissimo esordio casalingo dell'Openjobmetis. Stasera al PalaWhirlpol (palla a due alle 20.30; diretta su RaiSport2) la rinnovatissima Varese sfiderà la storica rivale Cantù in un derby stracarico di motivi di interesse. A partire dal ciclone emotivo generato dal debutto ufficiale di Gianmarco Pozzecco sulla panchina biancorossa: a giudicare dalla risposta eclatante degli abbonamenti dopo il suo richiamo con lo slogan I'm back, si tratta di un evento sufficiente a creare un'atmosfera particolare. Ad aggiungere pepe ad una pietanza davvero saporita c'è anche la sfida numero 134 contro la Vitasnella, forse quella più sentita di tutto il campionato dal pubblico di Masnago. E poi c'è comunque l'attesa per la prima uscita casalinga stagionale di un gruppo totalmente rinnovato L'elenco degli esordienti è lunghissimo, comprendendo non solo i 10 volti nuovi della squadra (Kangur e Diawara però sono già noti in città) ma anche il nuovo presidente Stefano Coppa e il nuovo main sponsor Openjobmetis. E ciascuno di loro vorrebbe ovviamente festeggiare l'inizio del nuovo corso battendo Cantù; sarebbe il modo migliore per spazzare i dubbi generati da un precampionato balbettante a causa di tanti acciacchi, che impedisce allo stesso coach Poz di capire con esattezza quanto valga la sua Varese. La settimana di buoni allenamenti a ranghi completi (recuperato anche Callahan, che giovedì e venerdì ha lavorato con prudenza per qualche noia muscolare) ha però rasserenato il nuovo tecnico biancorosso, chiamato a gestire al meglio la sua emozione per il ritorno a Masnago e ad incanalare nel modo giusto le sensazioni di una sera speciale per caricare a dovere la squadra. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Nel percorso delle amichevoli di settembre ci sono già due precedenti tra Varese e Cantù: in entrambi i casi ha vinto la Vitasnella, sfruttando la verve della sua frizzante trazione posteriore Johnson-Odom-Feldeine. Ma a Pavia non c'era ancora Deane, ed a Jesolo Rautins era ai box mentre Kangur aveva un braccio inutilizzabile. Certo il ruolino di marcia di avvicinamento alla stagione delle due rivali odierne è diametralmente opposto: Varese ha vinto pochissimo (1 su 9 contro squadre di A), mentre Cantù invece è parsa già in gran spolvero (8 su 10 battendo anche la corazzata Milano nella finale del Lombardia). Ma l'atmosfera che si respirerà in una Masnago ai limiti del tutto esaurito non sarà certo quella ovattata dei tornei precampionato.
     E allora Varese dovrà sfruttare la spinta della sua gente per dimostrare sin da stasera di valere Coppa Italia e playoff, ossia i traguardi stagionali ai quali ambisce ai nastri di partenza con l'obiettivo di ripagare i tifosi per la fiducia in campagna-abbonamenti e maturare i premi a risultato inseriti negli accordi con gli sponsor. Il derby inaugurale è già uno snodo importantissimo: battere Cantù darebbe una immediata patente di credibilità al nuovo corso tecnico e societario, oltre che una sferzata di entusiasmo ad un ambiente desideroso di vivere un'annata ricca di emozioni dopo le delusioni della stagione passata. 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Andy Rautins ha due obiettivi ben chiari per la stagione 2014/2015 alle porte: tornare ad essere leader come lo scorso anno a Francoforte (17,7 punti e 3,6 assist prima dell'infortunio alla caviglia del dicembre 2013) e conquistare i playoff con la maglia di Varese. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    «Il mio obiettivo personale è quello di raggiungere i playoff, ed è un traguardo condiviso da tutti i componenti della squadra che hanno in comune la stessa voglia di dimostrare di valere la metà alta della classifca. Qui c'è un gruppo di giocatori di talento, al momento siamo ancora in fase di costruzione ma la squadra è pronta per giocarsi con entusiasmo questa sfida». 
    - Quali sono state le ragioni per cui ha scelto Varese, preferendola a Charleroi che offriva anche l'Eurocup? 
    «La considero come una opportunità per me: quella italiana è una eccellente lega, e in particolare Varese è una piazza che ha una storia importantissima ed ha un grande fascino; inoltre ho trovato un ottimo coach ed un'organizzazione perfetta. La città? Per il momento ho visto poco perché abbiamo viaggiato parecchio in precampionato; più che altro ho apprezzato i paesaggi del lago e ho iniziato a conoscere la cucina italiana. Varese è più piccola rispetto a quelle dove avevo giocato in passato, ma ci sono tanti bei posti e la gente è molto amichevole e disponibile». 
    - Suo padre Leo (ex nazionale canadese visto anche a Roma nel 1985/86) le ha dato dei consigli? 
    «Lui conosceva l'Italia e Varese, ma i consigli che mi ha dato prima di partire sono stati quelli abituali: continua a lavorare duro ed a mantenere la concentrazione che ti ha permesso di essere un leader lo scorso anno a Francoforte. Spero di riuscire a ripetermi anche all'Openjobmetis: ci ho messo grande impegno per recuperare da quel maledetto infortunio dello scorso anno, e mi sento vicino alla forma migliore. Sono deciso a dimostrare di essere tornato al 100 per cento e voglio tener fede alle mie aspettative che sono molto elevate per la stagione al via». 
    - Che opinione si è fatto sulla squadra dopo un precampionato praticamente ingiudicabile alla luce dei molti infortuni? 
    «Il precampionato ha detto poco perché siamo quasi sempre stati incompleti, ma già nell'allenamento di ieri, il primo al gran completo di tutto l'anno, l'intensità e la qualità sono state notevoli. Sono convinto che con tutti i giocatori a disposizione potremo essere un gruppo molto pericoloso, soprattutto se metteremo grande intensità in difesa e muoveremo bene la palla in attacco: con una settimana di buoni allenamenti arriveremo pronti al campionato». 
    - Che idea si è fatto del campionato italiano per quello che ha visto nelle amichevoli? 
    «La qualità elevata del campionato era una delle ragioni per cui ho scelto l'Italia, e per quel che ho visto nelle prime amichevoli sono contento di averlo fatto. Sicuramente è una lega dove le guardie sono protagoniste, ma ogni gara sarà una battaglia e non vedo l'ora di misurarmi in una lunga serie di sfide che per un giocatore competitivo come me saranno sempre stimolanti. A partire dal derby di domenica: mi hanno parlato molto della rivalità con Cantù, cercheremo di prepararci al meglio per celebrare l'esordio in casa davanti a quello che tutti mi hanno descritto come il miglior pubblico del campionato italiano». 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Esordio col botto per tanti esponenti della grande famiglia biancorossa nell'inedito Varese-Cantù che inaugurerà il campionato 2014/2015. Compreso Stefano Coppa, alla sua prima da presidente proprio in occasione del sentitissimo derby contro i cugini brianzoli. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    «Sul piano pratico non cambia granchè perché i problemi sono gli stessi che ho vissuto dal 2010 come membro del CdA. Certo il fatto che da qualche mese la gestione della società, per quanto riguarda il ramo non sportivo, dipende principalmente da me, crea qualche tensione in più. Ma è una situazione legata soltanto al fatto che si tratta della prima partita in questo ruolo, non all'importanza del derby con Cantù». 
    Dunque la prima contro la Vitasnella non conta tanto per Coppa, quanto per una Openjobmetis con tanti stimoli forti in vista del debutto casalingo: «Ci teniamo a vincere per tanti motivi: innanzitutto partire bene sarebbe fondamentale nell'ottica di un girone d'andata non facile con sole 7 gare casalinghe - la sottolineatura del massimo dirigente biancorosso -. E poi ci darebbe quella consapevolezza e quell'entusiasmo che per tante ragioni il precampionato non è riuscito a conferirci: battere in casa un'avversaria di primo livello come Cantù trasmetterebbe in maniera netta una consapevolezza: quella  che il lavoro svolto in estate per costruire la squadra ha funzionato bene».
    E dopo un precampionato costellato dagli infortuni, la sfida di domenica sera dovrà fornire le prime risposte concrete sul valore della nuova squadra: «Riscontri effettivi praticamente non ce ne sono stati - ammette Coppa -, quello di domenica sarà il primo vero test in grado di darci delle certezze: prima di ogni altra cosa speriamo di arrivarci in condizioni fisiche accettabili. Certo c'è grande curiosità per vedere finalmente all'opera la squadra al completo: il risultato non è certo scontato, ma vincere vorrebbe dire tanto per alimentare l'entusiasmo attorno alla squadra. E sarebbe importante anche per Gianmarco (Pozzecco n.d.r.) , contribuendo a togliere quella tensione legata allo stimolo di far bene per ripagare quell'entusiasmo e quella fiducia che sente attorno a sé». 
    L'inizio della stagione agonistica sposterà dunque dietro le quinte il lavoro di raccolta risorse da parte della società, ma Coppa ribadisce l'importanza dell'opera costante svolta in questo settore: «Per i tifosi è certamente così perché l'evento agonistico della squadra che scende in campo cattura l'attenzione della totalità di chi segue la Pallacanestro Varese - le  parole del massimo dirigente -. Però la società continuerà a lavorare a fari spenti con la stessa energia e lo stesso impegno della scorsa estate per completare la copertura del budget ed allargare la famiglia di sponsor e consorziati. Sperando ovviamente che i risultati del campo premino le nostre scelte: la posizione di classifica conta tanto come biglietto da visita e per gli incassi al botteghino. Tuttavia  la stagione degli Indimenticabili - conclude Coppa - ha detto che contano molto poco per attrarre nuovi sponsor: per questo motivo nella ricerca di nuovi partner stiamo puntando su altri fattori». 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]Precampionato avaro di indicazioni “realistiche” per una Openjobmetis troppo spesso costretta a giocare in emergenza per capire se l’impalcatura ideata in estate dalla troika Pozzecco-Vescovi-Giofrè possa reggere all’urto della serie A 2014/2015. Di certo le 12 amichevoli di preparazione (solo 3 vittorie – Legnano, Brescia e Trento – e 9 stop) hanno detto cose comunque interessanti: questa Varese talentuosa negli esterni dopo l’aggiunta di Deane può far tornare i conti se e solo se è fisicamente in grado di esprimere una difesa aggressiva sulla base di rotazioni profonde. E dunque ha bisogno di due cose basilari: innanzitutto la salute – e di conseguenza la miglior condizione – dei suoi 7 titolari più le scommesse Casella ed Okoye. E in seconda battuta una concentrazione ed un’intensità in retroguardia sempre su livelli elevati, sfruttando la propensione di giocatori dal notevole potenziale atletico come Robinson e Daniel (peraltro entrambi da preservare dal rischio-falli...). Nel mese di settembre questi due fattori non si sono praticamente mai verificati, e dunque i risultati delle gare di preparazione lasciano poco materiale per valutare l’effettiva portata [/size][/font][/color][color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]delle ambizioni biancorosse alla vigilia del via della stagione 2014/2015. Ora l’obiettivo della formazione di Pozzecco è quello di sfruttare appieno una settimana di allenamenti a ranghi completi per farsi trovare pronta all’esame Cantù, peraltro una delle squadre più forma del precampionato a dispetto del massiccio restyling estivo. Soprattutto serve portare Rautins - il più bisognoso di lavorare in precampionato dopo 8 mesi di stop, ma anche il più sfortunato tra caviglia e occhio - ad una condizione accettabile in chiave agonistica, così come serve togliere le tossine della riattivazione all’ultimo arrivato Deane. Sarà proprio il derby contro un’avversaria atletica ed aggressiva come la Vitasnella il primo vero test per capire se l’Openjobmetis piccola, caparbia e combattiva "plasmata" da coach Poz potrà esaltare la sua atipicità nascondendo i suoi limiti con un atteggiamento sempre "feroce". Di certo l’aspettativa che si respira in città è altissima, soprattutto dopo una campagna abbonamenti all’insegna dell’entusiasmo che le sconfitte dei tornei non hanno minimamente smorzato. Per questo il derby d’esordio potrebbe essere un vero e proprio "spartiacque" per segnare gli umori di squadra ed ambiente: battere Cantù darebbe una sostanziosa patente di credibilità al progetto, la sconfitta inaugurale peserebbe doppio...[/size][/font][/color][color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]

    G.S.[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]Cecco Vescovi archivia senza affanni un precampionato dove gli infortuni sono stati molto più numerosi delle vittorie. Solo 3 referti rosa su 12 amichevoli per l’Openjobmetis, che però in più di metà dei test di preparazione era priva di[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [color=rgb(37,39,37)]
    3 o 4 effettivi in una rotazione di per sé non “chilometrica”. E allora il GM biancorosso guarda con interesse relativo ai risultati: «Il precampionato può aver detto poco sul piano del gioco alla luce delle troppe partite affrontate a ranghi ridottissimi. Però al contrario ha detto tanto per quanto riguarda la necessità assoluta di questa squadra di essere a posto sul piano fisico: se non siamo al completo e stiamo bene possiamo fare fatica contro chiunque. Alla luce di questo però abbiamo fatto il sacrificio di tenere fermi vari giocatori per essere pronti ad allenarsi al massimo nell’ultima settimana di preparazione, ora vedremo se ne è valsa la pena…». Allo stesso modo Vescovi non si esalta eccessivamente per l’unico acuto contro Trento ottenuto in corrispondenza di una partita con un solo assente: «Nel complesso i risultati non sono stati indicativi, e questo vale anche per l’unica partita vinta con autorità contro Trento: certo è confortante avere verificato che con la squadra quasi al completo e le rotazioni giuste la nostra capacità di difendere e correre è pari alle aspettative. Però il precampionato dà riscontri alquanto parziali e in particolare per noi[/color][color=rgb(37,39,37)]
    che abbiamo giocato spesso senza 3 o 4 giocatori non abbiamo potuto verificarci granchè». Dunque il GM biancorosso auspica che la settimana di avvicinamento al derby d’esordio con Cantù possa trascorrere senza intoppi: «La cosa importante è che la squadra possa lavorare a pieno regime e preparare nel modo giusto l’impegno che ci aspetta. Tra ritardi ed infortuni non abbiamo mai visto la vera Varese, al di là degli acciacchi c’è da inserire al meglio Deane che è logicamente “imballato” visto che è arrivato per ultimo. Però sullo spirito del gruppo non c’è nessuna preoccupazione e sono convinto che appena saremo tutti la squadra tornerà a lavorare al massimo». Ma al di là dei problemi fisici è il clima positivo che si respira in palestra a dare fiducia a Vescovi: «La cosa peggiore sono gli infortuni che ci hanno perseguitato nel mese di settembre, e di fatto sono l’unica preoccupazione vera del precampionato dove i risultati non fanno testo. Però lo spirito con cui la squadra ha lavorato, evidenziando armonia e collaborazione con i giocatori sani che hanno fatto più di quello che dovevano senza battere ciglio, è un dato estremamente confortante: abbiamo toccato con mano lo scorso anno quanto è importante il clima con cui si lavora in palestra, e sotto questo profilo tra questa stagione e quella passata c’è differenza tra il giorno e la notte…». E intanto la nota più lieta dei tornei di[/color][color=rgb(37,39,37)]
    Jesolo e Fabriano è arrivata da Jacopo Balanzoni, che senza i 3 lunghi della rotazione e poi anche dopo il rientro di Callahan ha tenuto il campo senza sfigurare contro gli stranieri della serie A futura: «In queste ultime partite ha dimostrato di poter reggere il campo, ora dipenderà dalla sua voglia di crederci e migliorarsi ancora di più durante la settimana. Di certo ha dimostrato di non tirarsi mai indietro, il suo eventuale utilizzo in campionato dipenderà dalle situazioni ma ha fatto capire di essere pronto in caso di necessità e voglioso di mettersi in luce».[/color][color=rgb(37,39,37)]
    Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Prove tecniche di vera Varese nella prima semifinale del Città di Fabriano. La squadra di Gianmarco Pozzecco travolge Trento e vola alla finalissima del quadrangolare marchigiano: chiusa a quota 8 la lunga serie di sconfitte consecutive contro le future avversarie della serie A 2014/2015, i biancorossi fanno il pieno di fiducia ed entusiasmo schiantando la matricola Dolomiti Energia con una prova tutto ritmo e intensità. Stavolta coach Poz può contare sul roster quasi al completo, con l'unica eccezione di Kristjan Kangur: completamente recuperato Craig Callahan, che alla fine è il migliore in campo (5/8 al tiro, 7 rimbalzi, 3 recuperi e 3 assist in 30' di grande sostanza), mentre sia Andy Rautins (3/8 al tiro e 6 rimbalzi in 19') che Ed Daniel (4/6 da 2 e 5 rimbalzi in 17') danno un contributo fattivo dimostrando di essere sulla strada giusta verso la migliore condizione. E con rotazioni finalmente profonde, contando anche i 21 minuti di sostanza di Jacopo Balanzoni (vera scoperta di questo precampionato in emergenza: il mancino del 1993 potrà rubare qualche scampolo di partita nella rotazione dei lunghi?), l'Openjobmetis può mostrare quel volto aggressivo e dinamico che il tecnico triestino aveva impostato in sede di costruzione del roster.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Una vittoria importante che dà credito e valore al lavoro in palestra svolto nelle ultime settimane a dispetto delle forze numericamente limitate. E soprattutto dà morale all'ambiente dopo che gli ultimi stop in serie - seppure con mille attenuanti - avevano suscitato qualche mugugno tra i tifosi più scettici.
    «Con rotazioni quasi ottimali abbiamo messo in campo grande energia in difesa - esclama soddisfatto Pozzecco -. Sono contento non solo per la vittoria in sé, ma per la mentalità che abbiamo messo in campo. Con Callahan, Rautins, Daniel che hanno dato grandi risposte, abbiamo dimostrato che questa è una squadra in grado di vincere delle partite in serie A. Ancora bene Balanzoni, che conferma di poter tenere il campo; ci siamo tolti... la scimmia. In generale, se mettiamo in campo questa intensità e riusciamo a giocare di squadra, avremo finalmente trovato il percorso giusto da seguire».
    Stasera (ore 21.30) la finale contro la Sidigas Avellino degli ex Vitucci, Banks e Bizzozi: test di spessore ben più elevato rispetto alla sfida con la Dolomiti Energia, pur con gli irpini in condizioni a loro volta rimaneggiate (ieri out Cadougan e Cortese per infortunio e il play titolare Gaines per l'influenza).
    Varese fa l'andatura (11-7 al 3') macinando gioco sulla spinta di un tonico Diawara (11 punti e 8 rimbalzi alla pausa lunga). Trento regge il passo solo nel primo quarto (19-18 al 10'), poi i biancorossi accelerano con la trazione posteriore Robinson (6/11 da 2, 4/5 ai liberi e 4 assist)-Deane che costruisce soluzioni fluide in campo aperto. Il ritorno di Callahan dà sostanza a rimbalzo e l'Openjobmetis allunga il passo nel finale del secondo quarto (42-34 al 20'). Nella terza frazione la squadra di Pozzecco dilaga: 9-0 iniziale in contropiede monetizzando una difesa attenta ed aggressiva che lascia solo 8 punti in 10' a Trento. E dopo il 51-34 del 23' la strada è in discesa.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Sconfitte a raffica, che fanno a pugni con la buona propaganda, sembrano grandinate sul raccolto di tanto entusiasmo. Eppure sono quasi tremila gli abbonati che dimostrano uno zoccolo duro di passioni mai scalfibili pur tra delusioni e preoccupazioni portate alla luce da un precampionato abbastanza scoraggiante. In verità le tessere staccate sono inferiori a quelle della scorsa stagione, nonostante la presenza di Gianmarco Pozzecco, capace di muovere le montagne, figuriamoci qui e già immaginiamo il suo super ego ferito ma, soprattutto, turbato da una brutta piega di risultati i quali, seppur di gare che valgono un tubo, sin qui hanno rivelato la precaria competitività di questa squadra. La quale, ancor prima di incrociare alcune formazioni concorrenti, per scoprirne le potenzialità altrui e proprie, ci parve gravata da alcuni profili carenti per alcune scelte di mercato discutibili, se non addirittura inspiegabili, a immagine e somiglianza di un Pozzecco per natura creativo e ardimentoso, grandiosamente capace - da giocatore - di far diventare il regno dell'istinto in una terra di conquiste.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Evidentemente s'è cercato più una linearità d'insieme rispetto al rischio di un paio di atleti che, per caratteristiche individuali, posseggano un atletismo d'impeto, capaci quindi di strisce trascinanti ma anche, in caso contrario, soprattutto se giovani, di sbandare in pericolosi personalismi non avendo ovviamente Varese denari veri per puntare sul sicuro, in assi garantiti, dovendo comunque accompagnare gradualmente Gianmarco nel suo svezzamento di allenatore in serie A. Le nostre impressioni di fine agosto, fors'anche odiose per chi vorrebbe ascoltare sempre e comunque consensi o inneggi a prescindere, pur valendo quel sano principio secondo cui per ben giudicare si devono mettere da parte le proprie passioni, evocavano la mancanza di talenti, a tal punto da chiederci chi attaccasse il ferro, capace di vincenti arrembaggi in area, prerogativa che sembra, almeno nitidamente, appartenere al solo Robinson il quale deve pure fare gioco.
    S'era detto della mancanza di cime tempestose, altro limite in altitudine per una Varese che, alla distanza, fatica a reggere l'urto con omoni attrezzati in peso e centimetri, in sintesi ad inquietare non poco sarebbe stato un potenziale offensivo non troppo copioso per media punti nelle mani dei singoli, oggi ritoccabile con l'apporto di Willie Dean, l'ultimo arrivato.
    Morale, ci si era stupiti di determinate scelte, in particolare di quelle legate agli ex Kangur e Diawara (foto Blitz 1 e 2), assoldati come protagonisti nonostante recenti trascorsi, segnatamente all'estone, per nulla inebrianti, pure costati qualche buon soldo d'un bilancio che non consente sciali né leggerezze in acquisti immaginando ragionevolmente ben altra inclinazione filosofica da parte di Gianmarco il quale, da giocatore, in virtù, è vero, della propria selvatica e prorompente classe, ha sempre combattuto contro la normalità che, strano ma vero, da allenatore ha sposato affidandosi a uomini dai quali dipende anche il proprio destino. Sicuramente Pozzecco, per fantasia e vivacità di idee, sarà un buon tecnico dovendo però scontare orientamenti non tutti ideali ma condivisi totalmente con la società come egli spiegò, a suo tempo, sgombrando il campo da possibili futuri equivoci.
    Ora, prese le misure di alcune formazioni avversarie, servirebbe un pregevole ritocco vantando questa piazza grande sue genetiche ambizioni, se non che il bilancio (pure in rosso, a quanto risulta) non lo permette costringendo Varese a una sana cognizione della realtà per far quadrato contro alcuni suoi limiti, avendo bisogno, al di là dei giudizi critici (da non confondere con il disfattismo), di una grande e affettuosa positività da parte del suo fiero popolo.[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Ultima tappa del percorso delle amichevoli di preparazione per la Pallacanestro Varese. La truppa biancorossa scenderà in campo stasera (ore 21.30) nella seconda semifinale del trofeo Veneto Banca-Città di Fabriano: avversaria la matricola Trento in un test che la squadra di Gianmarco Pozzecco affronterà ancora a ranghi incompleti. Rispetto alla sconfitta di mercoledì a Bologna il tecnico biancorosso dovrebbe recuperare soltanto Craig Callahan, tornato in palestra a pieno regime già nella seduta di ieri nelle Marche. Più difficile, ma comunque non impossibile, la riattivazione parziale di Andy Rautins, che ha recuperato prima del previsto dall'infortunio alla caviglia sinistra ed avrebbe bisogno più degli altri di rodarsi dopo la lunga inattività (ultima partita ufficiale - non contando le amichevoli di inizio 2014/'15 - il 29 dicembre 2013). Ancora a riposo invece Ed Daniel, comunque al seguito della comitiva biancorossa al contrario di Kristjan Kangur, rimasto in città per completare il ciclo di terapie per l'infortunio al gomito sinistro che lo tiene fermo da sabato scorso.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Col ritorno del lungo ex Verona quanto meno coach Poz avrà a disposizione uno degli elementi di rotazione del reparto più menomato. Il rischio, però, è quello delle ennesime partite con indicazioni di scarso rilievo tecnico, come la maggior parte degli ultimi test svolti a ranghi ridottissimi. Però il team manager Massimo Ferraiuolo guarda avanti con fiducia e sottolinea che almeno sul piano dello spirito e dell'unità del gruppo le premesse con cui sta nascendo la stagione fanno ben sperare: «L'obiettivo è tornare al completo da lunedì e sfruttare al meglio l'ultima settimana di lavoro prima dell'esordio contro Cantù per allenarsi tutti insieme. Certo, fino a questo momento il precampionato ha detto pochino e la squadra ha avuto poche occasioni per conoscersi sul campo. Però la cosa importante è che siamo stati tanto insieme e si è costruito un gruppo molto solido ed affiatato. Nonostante le sconfitte legate a fattori contingenti lo spirito è buono: se l'idea era quella di comporre un roster fatto di giocatori disposti a lavorare in palestra con la giusta disponibilità, l'obiettivo è stato raggiunto. E questo è un aspetto che abbiamo imparato ad apprezzare alla luce della differenza solare tra quel che si è visto nelle due annate precedenti...».
    Dunque, il torneo di Fabriano sarà utile più che altro per affinare l'intesa tra i due cervelli Deane e Robinson, al momento la coppia di guardie titolari visto il ritardo di condizione di Rautins. E rodare ulteriormente Stan Okoye che, dopo un inizio incerto, ha sfruttato i minuti a sua disposizione nelle ultime uscite per adeguarsi maggiormente al salto tra la seconda lega australiana e la serie A italiana.
    Le due gare marchigiane (domani le finali, sull'altro lato del tabellone Avellino e Cremona, a sua volta senza Hayes né Vitali e con il pivot Hyman ai saluti) concluderanno l'esperienza varesina di Marshall Henderson che, dopo il terzo provino senza esito (in precedenza a Forlì e Tortona), avrebbe trovato collocazione in Lettonia.
    In uscita ci sarebbe anche Francois Affia Ambadiang, che la società vorrebbe parcheggiare in una squadra disposta a dargli minuti e responsabilità (non però in zona condividendo alloggio e allenamenti: l'idea è trasferirlo altrove). Al momento non si trovano soluzioni, né in Italia ("Minors" comprese) né all'estero.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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