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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Quando l'espressione Non ha mai visto il canestro è, purtroppo, tremendamente reale. [/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Willie Deane, chiusa la sfortunata gara persa contro Trento con un irreale, e per lui inusitato virgola (0/4 al tiro), ampiamente giustificato dalla ditata che nei giorni precedenti il match lo aveva mezzo accecato, torna sulla partita puntando con decisione sulle manchevolezze della squadra varesina. 
    «Non mi piace cercare scuse o accampare alibi: contro Trento dice  -, abbiamo perso perchè abbiamo giocato un bruttissimo secondo tempo. Una ripresa durante la quale siamo stati soverchiati dalla Dolomiti Energia non solo nelle percentuali realizzative, ma in tutte le voci significative di una partita: rimbalzi, palle recuperate, stoppate. In definitiva non ci siamo più stati in tutte le giocate in cui una squadra deve dimostrare reattività, intensità, prontezza mentale e, appunto, trasmettere energia. Loro, poche storie, sono stati più presenti di Varese e hanno  meritato di vincere mentre noi, dopo i primi venti minuti abbastanza confortanti siamo usciti dalla pausa lunga spenti, erroneamente appagati e certamente convinti che la restante parte della gara sarebbe stata solo una formalità. Insomma: siamo tornati sul parquet solo per dovere, troppo rilassati e naturalmente abbiamo pagato a caro prezzo la dormita collettiva». 
    Bilancio ad un sesto del cammino? 
    «Il computo è appena sopra la sufficienza perchè spiega l'ex Purdue Boilermakers -, la nostra classifica avrebbe potuto essere addirittura fantastica. Invece, vuoi per sfortuna, vuoi soprattutto per nostri errori, i numeri ci offrono più di un motivo di rammarico». 
    Parlare di rammarico già alla quinta giornata non è esattamente positivo. 
    «Sono d'accordo ed è per questo motivo che, da qui in avanti, dovremo essere bravi a trasformare questo sentimento sbagliato in rabbia e in voglia di riprenderci tutto quello che, per varie ragioni, abbiamo lasciato agli avversari. In tutta sincerità penso sia possibile, in particolare se Kangur, il nostro metronomo difensivo, tornerà rapidamente nei ranghi». 
    La sensazione è che, per riuscirci, abbiate bisogno anche del miglior Daniel. 
    «Non ho dubbi sul fatto che Ed, già dalla gara in programma domenica pomeriggio a Roma, sarà di nuovo protagonista. Una cattiva serata può capitare a tutti e Daniel, oltre che uno splendido ragazzo, è anche un giocatore di grande carattere, dotato di mentalità vincente come pochi altri. Ed è consapevole che ci servono i rimbalzi, i salti oltre il ferro, la presenza dentro l'area, gli aiuti difensivi e gli incredibili tuffi che esegue per portare a casa un pallone recuperato. Lo sa e ci darà tutto quello che serve: è sicuro». 
    Roma fuori, Milano in casa poi due trasferte consecutive: Cremona e Brindisi. Nel giro di un mese vi giocherete molto. 
    «Abbiamo dimostrato di poter giocare alla pari contro chiunque e, spesso, vedi Venezia, anche meglio. Quindi, l'aspetto  importante è riportare focus e concentrazione su ogni singola gara restandoci per tutti i quaranta minuti. Certe uscite di scena, ha ragione coach Pozzecco, non sono più tollerabili, né perdonabili. A questo punto reagire e riprendere a vincere conclude Deane -, è anche, soprattutto, una questione d'orgoglio». 
    Massimo Turconi [/size][/font][/color]
     

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    Blitz di mercato a sorpresa per l'Opejobmetis. La società di piazza Monte Grappa ha chiuso l'accordo con Christian Eyenga: contratto fino a giugno 2015 per la 25enne ala congolese (dunque in possesso dello status di Cotonou Player, lo stesso con cui l'ex capitano Ebi Ere giocava da europeo) cresciuto nelle giovanili della Joventud Badalona.
    Si tratta di un giocatore di 201 centimetri per 95 kg. che possiede grande esplosività e freschezza atletica: l'elemento ad hoc per tamponare la falla aperta dall'infortunio di Kristjan Kangur nel ruolo di ala piccola, facendo slittare Diawara da numero 4. E quando tornerà il giocatore estone - atteso in palestra per martedì prossimo - formerà un pacchetto ali di valore assoluto per duttilità e qualità difensive.
    Per il momento non sono previste uscite, pur con la necessità del turnover degli stranieri (Varese ne avrebbe 8 ma a referto possono andare in 7) quando la squadra sarà al completo: cosa che però al momento s'è verificata soltanto una volta sulle cinque partite disputate dalla squadra di Pozzecco.
    L'atleta del 1989, prima scelta col numero 30 nel draft NBA del 2010 da parte dei Cleveland Cavaliers (6,9 punti nel 2011/'12), era stato già vicino a Varese in luglio, ma poi preferì firmare con i polacchi del Turow Zalezgerec con la prospettiva della ribalta in Eurolega (già disputata nella scorsa annata con i polacchi dello Zielona Gora: 9,2 punti, 4,7 rimbalzi e 1,5 assist) nonostante l'offerta economica biancorossa fosse superiore.
    Evidentemente non si è ambientato al meglio, tant'è che a fine settembre giocatore e società hanno optato per la rescissione consensuale. Così, dopo la sconfitta casalinga contro Trento, la dirigenza biancorossa ha deciso di correre ai ripari con un innesto di qualità in grado di rilanciare Varese sulla rotta verso Final Eight di Coppa Italia e playoff.
    Eyenga è stato il primo giocatore segnalato dalla coppia Vescovi-Giofrè: nel giro di 48 ore si è trovata la quadra economica a cifre abbordabili e, se domani l'atleta attualmente in Spagna riuscirà ad avere il visto, potrebbe essere tesserato in tempo per debuttare già domenica a Roma. «Dopo la sconfitta con Trento ho avvertito la necessità di effettuare un'aggiunta ed a questo punto l'abbiamo fatta con un elemento di qualità: io mi sono occupato di trovare le coperture economiche e l'area tecnica di scegliere il giocatore adatto - racconta il presidente Stefano Coppa -. Più di una persona che ama Varese ha detto sì allo sforzo extra, così abbiamo colto la palla al balzo chiudendo in 48 ore un'operazione molto allettante. Sul piano tecnico mi viene descritto come un giocatore molto atletico, con grandi qualità in penetrazione e duttilità difensiva; col suo arrivo Kangur potrà completare le cure e recuperare con calma senza la necessità di tirargli il collo, considerando che servirà comunque qualche tempo per riaverlo al 100 per cento. Allo stesso modo non dovremo tirare il collo neppure agli altri, con l'aggiunta di una rotazione in più per avere almeno 7 giocatori affidabili».
    Giuseppe Sciascia
     

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    Sarà Alberto Castelli (foto Blitz) l'erede di Michele Lo Nero alla guida di Varese nel Cuore. L'assemblea che nominerà il nuovo consiglio di amministrazione del consorzio si terrà l'ultima settimana di novembre, quella successiva al derby tra Openjobmetis e Milano. Ma nella lista delle figure eleggibili per per la governance del gruppo di multiproprietari, che seguendo le norme dello statuto della società consortile è stata ufficializzata nei giorni scorsi, l'imprenditore di Induno Olona è l'unico candidato per il ruolo di presidente. Scontata dunque la nomina di Castelli: il proprietario dell'omonima impresa di costruzioni, tra i 18 soci fondatori del consorzio a luglio 2010, è personaggio molto stimato sia da parte del CdA in scadenza che dagli stessi proprietari. 
    Tant'è che nel giro di opinioni tra quattro consorziati illustri - Castelli compreso - pubblicato su queste colonne due mesi fa, Giovanni Fiorina ed Andrea Crocella - rispettivamente in rappresentanza di Cotonificio Verbanese e Nettuno Alimentari - avevano indicato proprio Castelli come la figura ad hoc per la presidenza. Una guida con prerogative differenti rispetto a Lo Nero, divenuto in corso d'opera figura a tempo pieno (con tanto di incarico da direttore generale della Pall.Varese). Castelli è un consorziato eccellente, ma visti gli impegni lavorativi non potrà certo dedicarsi full time alla guida di Varese nel Cuore. E per questo diventerà importantissima la scelta dei membri del nuovo CdA, che dopo 4 anni di sostanziale sovrapposizione con quello della società di basket avrà una composizione totalmente diversa rispetto alla governance della Pallacanestro Varese formata da Stefano Coppa, Monica Salvestrin, Cecco Vescovi, Vittorio Gandini e Massimo Cozzi. Era stato lo stesso Castelli a spiegare i motivi di questa scissione, che sarà una delle parti principali della fase 2 di Varese nel Cuore: «Il nuovo CdA non può e non deve entrare nel merito della gestione sportiva, ma dirigere il consorzio con tre obiettivi principali: tenere i rapporti con i proprietari, organizzare iniziative congiunte ed andare alla ricerca di nuovi soci per aumentare le potenzialità da mettere a disposizione dell'area tecnica grazie alla crescita delle risorse». 
    Anche per il CdA c'è una lista unica di sette candidati: toccherà all'assemblea dei proprietari stabilire il numero dei consiglieri nelle facoltà stabilite dallo statuto (da un minimo di 3 ad un massimo di 7). Poi ovviamente ci sono da stabilire le strategie future di un consorzio che la scorsa estate ha asciugato da 73 ad una cinquantina il totale dei proprietari: sono rimasti i soci più motivati dall'obiettivo di voler dare continuità ed futuro solido alla Pallacanestro Varese. E sotto questo profilo la serietà, la competenza imprenditoriale e le idee di Alberto Castelli sono una garanzia assoluta.
    Giuseppe Sciascia 
     

  • Nicolò Cavalli
    [b]ANDY RAUTINS [/b](16 punti; 0/2 2p; 5/9 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Vive una serata ad intermittenza, in bilico tra falli spesi, lampi di classe, dettagli mancati e tripudi balistici. Offre sostegno a rimbalzo e cerca sempre l'anticipo, senza però cambiare definitivamente marcia. Il tiro libero sbagliato nel momento [i]clou [/i]gli costa la sufficienza.
     
    [b]EDWAR DANIEL [/b](2 punti; 1/6 2p; 0/0 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 4. [/b]Inconcepibile che un lungo con 25 minuti a referto non finisca mai in lunetta. Paradossale che ad ogni pallone servito passeggi prima di alzarsi in verticale. Inopportuno che venga fagocitato da Owens e Pascolo. Incredibile che al netto di tutto ciò, al richiamo in panchina, lanci l'asciugamano e snobbi allenatore e compagni. Frustrato.
     
    [b]DAWAN ROBINSON [/b](18 punti; 6/9 2p; 0/4 3p; 6/8 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Senza strafare od eccellere, gioca una discreta gara da [i]playmaker[/i] navigato. Serve otto assist con oculata distribuzione, si incunea nei buchi difensivi di Trento, nasconde il pallone quando ci sono da subire contatti. Un paio di imprecisioni dalla linea della carità fanno tuttavia pensare a qualche malcelata preoccupazione.
     
    [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](22 punti; 6/13 2p; 0/3 3p; 10/11 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Quattro palloni persi e un fallo tecnico rappresentano la [i]summa[/i] di una ripresa sofferta. Nel primo tempo è semplicemente magnifico e spumeggiante, in ambo i lati del campo. Appena esce dal [i]parquet [/i]per detergersi il sudore, i compagni non sanno a quali Santi votarsi. Un rapporto di dipendenza che ci lascia irrequieti.
     
    [b]STANLEY OKOYE [/b](4[b] [/b]punti; 2/6 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Appare tonico per lunghi tratti, durante i quali ha l'umiltà di mettersi al servizio dei compagni e pesca un paio di canestri in entrata niente male. Lungo il naufragio della seconda parte, subisce le onde senza poter dare il proprio contributo. Alcune conclusioni zoppicanti dal pitturato gridano vendetta.
     
    [b]WILLIE DEANE [/b] (0 punti; 0/3 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Scende in campo per onore di firma, dopo una settimana vissuta più ai box che in campo complice un colpo all'occhio. Diligente nella gestione e saggio nei ritmi, durante il marasma della rimonta subita è costretto a inventarsi delle forzature: cilecca.
     
    [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (8 punti; 1/3 2p; 1/5 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Le sue lunghe braccia rubate alla vita agreste si levano nei cieli sempre un attimo dopo rispetto ai tentacoli degli avversari. Ci mette l'anima e ruba minuti a Daniel, contribuendo alla causa con lavoro ai fianchi. Nel finale è avventato nelle conclusioni dal perimetro, non certo il pezzo forte. Ma la domanda è un'altra: perché quei palloni sono stati affidati a lui?

  • Nicolò Cavalli
    Certe sconfitte lasciano delusioni marchiate a fuoco sulla pelle. Creano dissapori, malumori, tensioni. Varese stasera non solo patisce il terzo passo falso consecutivo, ma implode su se stessa subendo una rimonta inopinata.
    All'infortunio di Kangur, si aggiunge il forzato passaggio a vuoto di Deane e il deliberato sciopero di Daniel. Prima ancora di fare valutazioni ad ampio raggio, ci auguriamo il pugno duro verso certi atteggiamenti: alla prima ammonizione scatti il precetto, alla seconda si lasci il posto in squadra ad uomini veri.
     
    [i][b]Partita a dama. [/b][/i]L'avvio è interlocutorio, in quanto idee logiche di gestione non producono dividendi in termini di punti. Il quintetto di casa sfrutta i raddoppi sistematici su Diawara per liberare al tiro – con alterne sorti – Callahan, Trento si affida alla fisicità di Owens nel pitturato ma sbaglia troppo dalla media distanza: 7-5. All'ennesimo pasticcio offensivo di Robinson, punito dal contropiede ospite, Pozzecco si rifugia nel minuto di sospensione (7-9). Grant e Rautins infiammano la sfida dal perimetro, Kuba si guadagna a spallate un paio di viaggi in lunetta, ma Owens è ficcante in post basso: 18-17, con le difese a prevalere sugli attacchi contro ogni pronostico.
     
    [i][b]L'OJM preme sull'acceleratore. [/b][/i]Deane, in campo senza occhiali protettivi nonostante le indiscrezioni della vigilia, perde la maniglia in un paio di frangenti; il Poz smarrisce la compostezza (proteste prolungate) e si vede comminato un tecnico: la terna si dimentica grottescamente del cambio del regolamento e assegna due tiri liberi prima che i 4500 di Masnago inveiscano con avvedutezza. L'ingresso di Okoye dà equilibrio in difesa e a rimbalzo, rasserenando gli animi. Sei punti di Diawara valgono la prima mini fuga – 24-17 – quindi il coach della Dolomiti Energia, Buscaglia, si trova a recapito un fallo tecnico da alcuni strambi postini in grigio. Piombata nelle secche del meno dieci (29-19) e oberata di penalità (sedici a metà contesa), la compagine all'esordio assoluto nella massima serie si deprime più del dovuto regalando alla OpenJobMetis praterie per fare incetta di mele trentine. Solo la tripla di Floccadori, frutto di una ingenuità difensiva, tiene a galla gli ospiti: 40-27 al rientro negli spogliatoi.
     
    [i][b]Da mangiarsi le mani. [/b][/i]Pronti via e la Dolomiti assomma in allegria un [i]break[/i] di 2-7. Pascolo rincara la dose con un dardo e un sottomano, restituendo a Varese il suo [i]status [/i]di scialacquatrice di vantaggi: 44-39 con il giallo di una tripla siderale del solito Diawara annullata per presunta infrazione dei 24 secondi. Due canestri pesanti di Rautins, rinvigorenti come uno sciroppo d'acero, ispirano un sussulto prealpino, controbilanciato dall'onnipotenza di Owens sotto le plance (50-45). Il pasticcio di verdure, cucinato con autolesionista perizia, viene sfornato dopo il 3+1 del cecchino Spanghero: il banchetto riparte, gomito a gomito, dal 50-49. La cara, vecchia, zona rallenta l'appetito bianconero. Eppure, di fronte all'inappetenza irritante di Deane e Daniel, Forray risulta il più vorace. Il 56 a 55 chiude lo stomaco al pubblico del PalaWhirlpool.
     
    [i][b]Mesto epilogo. [/b][/i]Senza Diawara, a tirare il fiato in panchina per qualche istante, l'attacco casalingo è un pugno in faccia per i cultori della pallacanestro: timido, svogliato, fiacco. Pascolo e Mitchell non si fanno pregare e siglano il 56-63, in concomitanza del quale Pozzecco spende l'ultima sospensione tecnica a disposizione. La Dolomiti Energia lascia sul ferro le due triple del [i]knock out[/i], allora Varese pesca dalla raccolta differenziata (dove non risiede Daniel, spedito nell'indifferenziato assieme ai suoi musi lunghi) un prezioso 6-0. Raggiunta con sofferenza la parità a quota 65, l'OpenJobMetis pecca di lucidità – leggi forzature da tre fuori dagli schemi e i viaggi con mezza gloria dalla linea dalla carità di Robinson e Rautins – e subisce un nuovo contro sorpasso a causa del canestro con fallo di Pascolo. Finisce qui, con i tantissimi tifosi trentini in festa, mentre Varese perde la terza volata consecutiva leccandosi le ferite.
     
    Sconfitta pesante, incosciente, ma non sorprendente. Chi si aspettava una stagione di patemi, ha avuto plumbea lungimiranza. Subiti gli scivoloni in questo inizio di Giro d'Italia vissuto senza troppe pressioni, ora arriveranno i tapponi dolomitici. Roma in trasferta, Milano in casa.
    Si aspettano segnali concreti dai capitani e dai gregari, dall'ammiraglia e dal direttore tecnico: se si dovesse perdere contatto dal gruppone, le angosce del fuori tempo massimo diverrebbero ostacoli quotidiani. Testa bassa e pedalare.

  • pxg14
    Yakhouba Diawara ha le idee chiare sulle prospettive dell'Openjobmetis alla vigilia della trasferta di Venezia. 
    L'ala francese capocannoniere della serie A a 26,3 punti di media esprime senza mezzi termini la voglia di riscatto del gruppo biancorosso dopo il primo stop casalingo stagionale contro la Grissin Bon: «Dopo la sconfitta contro Reggio Emilia abbiamo tanta voglia di riscatto: ci aspetta una partita difficile, però ci siamo allenati molto bene in settimana e siamo pronti a giocare una gara ricca di intensità: lo stop di sabato sera ci ha lasciato l'amaro in bocca, vogliamo tramutare la delusione in rabbia agonistica». 
    Per l'ala del 1982 sarà la più classica delle partite dell'ex, tornando per la prima volta da avversario al Taliercio, il suo campo di casa nella stagione 2012/2013 (lo scorso anno Kuba ha giocato in Francia al Gravelines): «Nel complesso è stata una stagione positiva perché abbiamo raggiunto i playoff, però nel corso dell'annata abbiamo attraversato una lunghissima serie di alti e bassi. E poi abbiamo incontrato subito la Cimberio, per cui la nostra avventura si è chiusa presto. Non c'è più lo stesso allenatore ma sono rimasto in ottimi rapporti con lo staff e con l'ambiente; ho tantissimi bei ricordi, ma ora penso a Varese e a giocare la miglior partita possibile domani sera». 
    Altro spunto importante per l'atleta francese è legato alla presenza di Carlo Recalcati sulla panchina dell'Umana: fu l'ex CT azzurro a volere Kuba a Varese nell'estate 2011 dopo la retrocessione in LegAdue con Brindisi, e a rilanciarlo alla grande verso il lucroso contratto strappato a Venezia. 
    «Carlo è un allenatore per il quale nutro grande rispetto, lo avevo già incrociato due anni fa giocando a Venezia quando lui allenava Montegranaro;, mi aveva aiutato tanto nell'inserirmi al meglio sul piano tecnico a Varese, sarà bello rivedere una persona che considero tra i migliori tecnici in circolazione». 
    E in vista della probabile defezione di Kangur - ieri ancora out e con ogni probabilità indisponibile per domani - Diawara è pronto a caricarsi ulteriori responsabilità: «Non sarà un problema giocare tanti minuti anche domani; certo non è una buona notizia, si tratta di un ottimo giocatore ma tornerà in campo Callahan e nel nostro organico ci sono comunque tanti elementi in grado di farsi valere. Certo ognuno di noi dovrà dare qualcosa in più per nascondere l' assenza di Kristjan: solo dando il 110 per cento si potrà uscire dal campo a testa alta. Sabato scorso la sensazione è che siamo stati noi a fare un regalo alla Grissin Bon, ma ormai le cose sono andate così. Guardiamo avanti verso la partita di Venezia, dove ci attende un compito impegnativo ma stimolante: la squadra è molto unita ed è decisa a provare a riprendersi subito i due punti persi sabato scorso».
    Giuseppe Sciascia 
     

  • Nicolò Cavalli
    [b]ANDY RAUTINS [/b](22 punti; 1/4 2p; 6/11 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 7. [/b]La forma fisica appare in crescita, al pari dello spirito di sacrificio. In attacco prevalgono i sorrisi e i centri, in difesa si getta su ogni pallone sporco e lotta sotto le plance. Il Poz lo rischia nonostante il quarto fallo e il canadese ci casca.
     
    [b]EDWAR DANIEL [/b](6 punti; 2/6 2p; 0/0 3p; 2/2 tl), [b]VOTO: 5. [/b]Dolore o non dolore al gluteo (forse interesserà di più alla parte rosa del popolo varesino), mostra in avvio segnali di poco incisività. Nella ripresa assomma qualcosa di meglio, ma alla lunga prevale il giudizio negativo. I nove rimbalzi globali? Quasi tutti piovuti addosso.
     
    [b]ANDREA CASELLA [/b](9 punti; 0/1 2p; 3/9 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Di fronte alla zona perenne della Grissin Bon, non può esimersi da sparare a ripetizione dall'arco. Dovrebbe essere il pezzo forte della casa invece alcuni tentativi sono pericolosamente fuori misura. Comunque sia, il carisma non manca: alla faccia dell'esordiente.
     
    [b]DAWAN ROBINSON [/b](19 punti; 1/8 2p; 3/7 3p; 8/9 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Ogniqualvolta abbozzi una passeggiata nell'area avversaria sono dolori: colleziona ferri, passaggi ciechi e stoppate. Meglio da fuori il perimetro e nel coinvolgimento dei compagni. Nel tempo regolamentare, però, sbaglia il tiro libero del successo e concede a Cinciarini il pareggio. Peccati capitali.
     
    [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](27 punti; 6/9 2p; 4/11 3p; 3/3 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Un uragano di positività, di fisicità, di coraggio. Dopo i canestri più complicati si batte il petto con cognizione di causa, perché è lui a resuscitare la squadra nei momenti di crisi. La sua uscita dal campo per falli è l'antefatto della fine.
     
    [b]STANLEY OKOYE [/b](4[b] [/b]punti; 2/3 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Non facile entrare in campo dopo 46 minuti di gioco visti della panchina. Quasi quasi assesta i colpi decisivi nel secondo supplementare, mettendo la museruola a Della Valle e pescando due canestri da [i]playground[/i].
     
    [b]WILLIE DEANE [/b] (10 punti; 5/13 2p; 0/3 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]I quattro palloni persi rappresentano la [i]summa [/i]di una serata interpretata senza la dovuta dedizione. Nel finale si trova predicatore nel deserto: per poco il suo verbo non ispira la vittoria nell'[i]overtime [/i]centrale, quindi torna la notte.
     
    [b]KRISTJAN KANGUR [/b] (15 punti; 0/4 2p; 3/8 3p; 6/6 tl) [b]VOTO: 7. [/b]In una esibizione poco proficua in termini di precisione, il machiavellico estone sciorina sapienza cestistica con assist (otto) e rimbalzi arpionati d'astuzia (9). Splendido il derby baltico giocato contro il colosso Lavrinovic.
     
    [b]JACOPO BALANZONI [/b](0 punti; 0/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Nella conferenza stampa di fine gara, il Poz si è assunto le colpe di una settimana non gestita al meglio a livello di concentrazione ed emozioni. Il Bala ne è l'esempio: gli errori e i salti a vuoto non sono dipesi dal gap tecnico o fisico, bensì dal sentirsi spaesato. [i]Nemo profeta in patria[/i].

  • Nicolò Cavalli
    La ricorderemo come la notte dei 55 minuti, delle montagne russe, dell'orgoglio mai domo, dei 99 tiri provati dalla squadra di casa, del sano agonismo sciorinato per due ore e mezza di orologio biologico sul [i]parquet[/i]. Purtroppo per il pubblico di casa, Varese perde l'occasione di superare una compagine di eccellente prospettiva. La Reggio Emilia di stasera, priva di Diener, Silins e Taylor compensa con il coraggio, l'onda d'urto dei giovani e la sfrontatezza: farà strada.
    Il Poz si porta in dota alcune certezze (il tandem Diawara-Kangur, le doti balistiche di Rautins, l'amore incondizionato del pubblico) e altrettanti grattacapi: la panchina oltremodo corta, la mancanza del colpo dei reni, la svogliatezza apparsa a tratti in alcuni [i]yankees.[/i]
     
    [i][b]Pioggia di triple. [/b][/i]Una Grissin Bon rimaneggiata in qualche effettivo mette subito in mostra il talento del diciottenne Mussini, coadiuvato in regia dal play della nazionale Cinciarini. Dopo meno di due minuti Pozzecco spende un time-out per sedare il 3-8, troppo facile, di marca ospite. Daniel sbaglia l'inverosimile nel pitturato, l'ex Polonara colpisce dall'arco in due azioni in fotocopia: 3-14. L'OJM in due minuti di fuoco si tramuta in un organismo geneticamente modificato e recupera lo svantaggio grazie all'acume di Kangur, a una difesa serrata e ai conseguenti contropiedi (16-17 con un 2+1 di Diawara). Menetti schiera con buoni dividendi la zona, Varese mette la testa davanti con Rautins eppure il colpo di coda è reggiano: il dardo di Della Valle, apice di un incredibile 7/8 da tre complessivo nel quarto, e il sottomano di Kaukenas valgono il 22-25.
     
    [i][b]Poche idee e confuse. [/b][/i]Appena i padroni di casa peccano in intensità (tiri rifiutati, passaggi molli, uno-contro-uno non contenuti), l'organizzazione di gioco della Grissin Bon prende un nitido sopravvento. Emblematico lo 0-10 di apertura periodo con Lavrinovic e Cervi sugli scudi. La forbice si allarga fino al 25-43 di Della Valle, con Pozzecco rimasto senza minuti di sospensione e valide contromosse (Casella bagna l'esordio stagionale con un [i]airball, [/i]subito ravveduto con un ciuffo dall'angolo). La zona dei rossi d'Emilia induce i prealpini a sparacchiare da tre, complice la regia rivedibile di un sonnolento Deane. Buon per Varese che la dea bendata sia ammiccante in un paio di frangenti somiglianti a un flipper e che Diawara raccolga alcuni punti da scafato cestista: alla pausa lunga il tabellone dice 39-49, con due tiri liberi omaggiati al gigante Cervi.
     
    [i][b]Reazione d'orgoglio. [/b][/i]La cattiveria agonistica messa in mostra ad inizio ripresa spinge gli ospiti a diverse forzature, ma in attacco l'OpenJobMetis brucia alcune occasioni ghiottissime prima di poter sfogare il proprio ruggito con la bimane di Diawara in concomitanza del 45-49. La Reggiana spezza l'astinenza con Cinciarini e Kaukenas; Robinson si improvvisa tiratore dalla luna e viene emulato dalla giubba rossa Rautins: 54 pari in un crescendo rossiniano di decibel. In un clima improvvisamente spigoloso, i punti cardinali sfumano all'orizzonte: l'ago della bussola impazzisce e persino le vecchie volpi del parquet (Kangur, Lavrinovic, Deane) si scoprono con il polso tremante. La fine del periodo, sul 60-63, serve a sedare gli animi e i fisici.
     
    [i][b]Come una partita di Cluedo senza assassino. [/b][/i]Rautins, caldissimo in attacco e generoso in difesa, spende la quarta penalità prima di siglare il 66-64 da distanza siderale. La partita del canadese termina poco dopo, con sette minuti da giocare, complice un'improvvida manata sul braccio di Mussini levatosi da oltre l'arco. Pozzecco insiste con un quintetto agile (Kangur e Diawara negli spot di 4 e 5), Menetti non si smuove dalla sua zona 2-3 e si affida al carisma dei pretoriani, la terna arbitrale persevera nello scontentare un po' tutte le parti in causa. La tripla glaciale di Rimas Kaukenas consegna agli sfidanti un supplementare virtuale con partenza da quota 70. Kuba esibisce due canestri pesanti da sette metri e una forzatura fuori luogo, Lavrinovic e Cinciarini rispondono con carattere: 76-75. Il finale è un vero e proprio [i]thriller[/i]: l'OJM perde una partita già quasi in ghiaccio per la poca precisione di Robinson (stoppata subita e 1 su 2 dalla lunetta nel momento clou) vanificando un capolavoro di Kangur. La Grissin Bon spreca con Kaukenas e Della Valle ma pesca sulla sirena il ciuffo del pareggio con Cinciarini. Con un mare di rimpianti del PalaWhirlpool per il fallo tattico non speso.
     
    [i][b]A un passo dal Paradiso. [/b][/i]Reggio Emilia piomba sul meno sei complice un doppio fallo tecnico (a Cervi e a coach Menetti), però reagisce sfruttando il timido cinismo di Varese. I fischietti restituiscono la sanzione disciplinare a Diawara – quinto fallo dell'MVP con annesse proteste – e così Della Valle e Mussini esaltano la loro beata gioventù scrivendo 88-89. I biancorossi non hanno più benzina, diesel od olio di semi per riprendere la marcia. Si salvano però con la lotteria dei tiri liberi: finalmente Robinson diventa leader, mentre l'ottimo Cinciarini sbaglia il [i]match point [/i]sul 95 pari.
    Il secondo [i]over time [/i]vede il tentativo di allungo di Della Valle, la sferzata di Deane, un canestro di Lavronic convalidato sul 105-102 nonostante un'infrazione di passi incredibile, il libero della vittoria sbagliato da cuore d'oro Polonara (quinto fallo anche di Robinson dopo l'uscita di uno zoppicante Daniel).
    Il commovente canto del cigno delle seconde linee di Varese scema sul 109-105, quando Mussini e Della Valle (ancora loro) chiudono il match con un'attitudine da veterani. Già, due ragazzi italiani classe 1996 e 1993 decisivi in un campionato di soli stranieri.
     
    Il finale assomiglia a quello di “Via col vento”: tutti stremati al termine di un'epica battaglia. Domani è un altro giorno, sembra sussurrare l'applauso sincero dei tifosi. Al di là della delusione del primato sfumato della nostra Varese non si può che uscire innamorati della pallacanestro.[i] I love this game[/i].

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]È showtime Varese per un primato in classifica chiaramente poco significativo dopo due soli turni, ma accompagnato da un gioco scintillante che si confà perfettamente ad una squadra allenata da Gianmarco Pozzecco (foto Blitz). Dopo 80 minuti della serie A 2014/2015, l'Opejobmetis è in cima ad una lunga lista di classifiche di rendimento offensive: i biancorossi hanno il miglior attacco del campionato a 94,5 punti di media (8 in più dellla seconda della lista Sassari), ma guidano anche le graduatorie del tiro da tre punti (40% su 27,5 tentativi, e gli 11,5 segnati rappresentano un altro primato) e dei tiri liberi conquistati (28 di media). Numeri che fotografano la perfetta sintonia tecnica raggiunta in tempi rapidi dal gruppo di veterani scelti da coach Poz. Che con la sua filosofia improntata sulla libertà lasciata ai singoli sul fronte offensivo - pur pretendendo molto in difesa - ha comunque costruito una squadra in grado di produrre un basket divertente e comunque mai banale. Certo bisognerà attendere altri test per capire se l'attacco atomico di Varese sarà in grado di mantenere questo rendimento così elevato, però intanto l'altra premessa estiva divertirsi e divertire sta trovando riscontri pratici sul campo. [/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]«Per ora le soluzioni arrivano con fluidità, sfruttando appieno il talento di un gruppo che sta bene insieme e si passa la palla con piacere e continuità - spiega il Poz -. Però disputare un'intera stagione a 95 punti di media non è realistico, e comunque i bottini elevati contro Cantù e Pesaro sono stati frutto di situazioni contingenti. In generale però è fondamentale mantenere il ritmo sui livelli elevati delle prime due gare: aumentare il numero dei possessi è vitale per una squadra come la nostra che si esalta in transizione». 
    Dunque da un lato la Varese che vince segnando un punto in più degli avversari ricalca la mentalità votata all'attacco dell'ex stella dei Roosters; dall'altro però l'esigenza di tenere sempre alto il ritmo induce il Poz a ribadire la necessità di spendere sempre tante energie in difesa. Evidente comunque come nelle prime due gare di campionato la squadra abbia sposato in fretta il gioco arioso impostato da coach Poz: il primo a beneficiarne è stato sicuramente Yakhouba Diawara, capocannoniere del campionato a 24 punti di media cui aggiunge anche 3,5 assist; ma allo stesso modo è parso rigenerato anche Kristjan Kangur, che dopo i due scudetti vinti da operaio specializzato a Siena e Milano ha vestito rapidamente i panni del protagonista (16,0 punti e 9,0 rimbalzi col 54% da 3 in due gare).
    Merito loro nell'esaltarsi in un sistema che finora ha massimizzato la rispettiva complementarietà sui due lati del campo, ma anche merito del Poz - e in generale di chi li ha scelti durante l'estate - nell'avere messo i singoli nelle condizioni migliori per rendere al meglio: «Il momento decisivo di una stagione è quello del mercato, e saper scegliere i giocatori è fondamentale. Ma la campagna acquisti è stata frutto di lavoro di squadra con Vescovi e Giofrè, scegliendo prima di tutto persone affidabili che avessero motivazioni forti per stimoli di crescita o spirito di rivalsa. Ora io mi limito a mettere nelle condizioni i giocatori di fare quello che gli riesce meglio, ed anche per questo non voglio rubare la scena a chi merita di ricevere il giusto credito per quello che sta facendo. Sto vivendo un momento clamorosamente bello, ma i meriti vanno condivisi con tante persone: prima di tutto i giocatori, ossia i veri protagonisti perché sono loro che sudano ogni giorno in allenamento e vanno in campo la domenica. E poi tutti coloro che a vario titolo operano per la società: ognuno nel proprio ambito fa il massimo per creare le migliori condizioni possibili nelle quali lavorare, ed è giusto che le vittorie vadano condivise tra tutti i membri della grande famiglia della Pallacanestro Varese». 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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