[color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]CASERTA - Altro passo avanti verso la zona alta della classifica per Varese. L’Openjobmetis espugna Caserta cambiando finalmente il finale del film già visto contro Trento e Roma: la squadra di “coach Poz" passa dalle stelle (19-34 al 15’) alle stalle (59-55 al 30’), subendo l’impatto ambientale di un PalaMaggiò incendiato dai fischi stonati degli arbitri. Ma stavolta i biancorossi trovano Willie Deane, stella polare che brilla di luce propria con 11 punti consecutivi negli ultimi 4’: il play bulgaro (8/11 al tiro, 6/7 ai liberi) monetizza una difesa che torna a graffiare dopo che il precoce quarto fallo di Eyenga al 23’ aveva permesso al bomber Young di salire in cattedra. E con Diawara a mettere la museruola all’ex NBA, Varese fa finalmente le cose giuste "di squadra" e raccoglie la terza vittoria consecutiva che la proietta a ridosso dei primi 8 posti in classifica: ora Sassari a Masnago e Capo d’Orlando in trasferta per chiudere il 2014, ma la fiducia ritrovata sulla comune identità difensiva sta rilanciando l’Openjobmetis verso i piani alti… Subito Daniel protagonista con due soluzioni interne, ma i 4 punti dell’ex Pistoia sono l’unico “prodotto” offensivo iniziale per una Openjobmetis poco lucida ma soprattutto poco intensa in difesa. E con Young subito carico arriva un 11-4 iniziale che induce “coach Poz” a bruciare il primo timeout dopo 4’30”. Immediata la reazione di Varese con Rautins e Deane a suonare la carica: controbreak firmato dal play bulgaro con tripla e 2+1 per l’11-14 del 5’, poi la difesa innesca ancora Daniel con un complessivo 0-14 che proietta gli ospiti sull’ 11-18 del 7’. Il marchio dell’intensità biancorossa lascia ripetutamente il segno con Diawara che produce 4 punti in fila e Rautins che graffia per il 13-25 del primo intervallo, frutto di un complessivo 59% dal campo. Varese in controllo anche nel secondo quarto a dispetto del secondo fallo di Rautins: un solido Daniel (13 con 6/6 da 2 all’intervallo) converte in campo aperto il solido volume difensivo corale e pur tra qualche sbavatura balistica la squadra di Pozzecco tiene il comando senza troppi affanni (19-34 al 16’). Seconda penalità anche per l’ex Badalona e Diawara, ma con Robinson e Deane a dare sicurezza in regia i biancorossi non pagano dazio e trovano spunti positivi anche da Okoye 28-43 del 18’). Caserta perde anche Ivanov (secondo tecnico per flopping ed espulsione): il PalaMaggiò esplode di rabbia con un “principio” di invasione subito sedata, e la fiammata di adrenalina fa comunque bene alla Pasta Reggia che lima sul 34-44 della pausa lunga. E dopo l’intervallo è Varese ad incorrere nelle ire degli ineffabili “grigi”: bonus bruciato in meno di 3’ con terzo fallo e tecnico per Eyenga e Caserta che riapre a suon di liberi. Confusione totale in casa biancorossa e agonismo a mille per la Pasta Reggia, che lima a poco a poco fino al sorpasso firmato da Tommasini (45-44 al 25’ e complessivo 14-0 per i campani). Prezioso l’impatto di Callahan che sblocca 6 minuti di digiuno con 4 punti in fila; un dardo di Diawara vale il 46-51 del 27’, ma il riposo forzato dello “stopper” Eyenga permette a Young di salire in cattedra: 10 punti in 3’ dell’ala del 1985 (14 nel terzo quarto) firmano il primo vero affondo della Juve (59-55 al 29’). L’esperienza di Robinson e Diawara sblocca l’attacco varesino nel quarto periodo (61-63 al 33’) con coach Poz che gioca la carta della zona 3-2 per provare a fermare Young; ma l’arrocco non paga ed è ancora l’ala del 1985 che risponde dall’arco a Rautins (71-70 al 35’). Ma Diawara rimette il silenziatore al bomber avversario, e nel momento più critico emerge tutta l’esperienza di Willie Deane: 9 in fila per il play di passaporto bulgaro che attacca ripetutamente Capin e converte in campo aperto una rubata di Rautins per il 73-79 a 80” dal termine. Caserta deraglia a ripetizione e l’ex Lukoil Sofia mette il punto esclamativo in lunetta: non certo un Picasso, ma contava solo vincere e si è vinto…[/size][/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Ad un certo punto del match contro la Virtus Bologna i giocatori dell'Openjobmetis si sono guardati negli occhi e, siglando mentalmente un accordo non scritto, si sono detti l'un l'altro: «Ok, let's roll».[/size][/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Espressione difficile da rendere in italiano, ma concetto facilmente intuibile a tutto il pubblico di Masnago: «Ok, adesso basta storie, andiamo a vincere questa fottuta partita».
Craig Callahan annuisce, approva la metafora e aggiunge: «C'è del vero in quel che dite perché - commenta il lungo dell'Iowa -, dopo l'ultimo tentativo di riavvicinamento da parte dei bolognesi (53-47 al 25') abbiamo cambiato passo in difesa migliorando ogni dettaglio: dalla difesa sui giochi a due, all'attenzione sul lato debole ed a rimbalzo, alla maggior concentrazione sui cambi difensivi e, soprattutto, alla determinazione profusa nell'affrontare una gara dura sul piano fisico, atletico e muscolare».
Non a caso Giorgio Valli, coach ospite, ha messo l'accento proprio sul vostro atteggiamento molto maschio... «Entrambe le squadre hanno giocato una pallacanestro ad alta intensità ed anche la Virtus non ha fatto i complimenti. Solo che noi - taglia corto Craig - abbiamo avuto il merito di farlo per tutti i 40 minuti, mentre Bologna ha accusato diversi alti e bassi e ha mollato mentalmente ben prima della sirena».
Torniamo a voi: nelle ultime tre gare - Cremona, Brindisi e Bologna - avete dato l'impressione di aver cambiato pelle, in particolare in difesa. «Si tratta di un dato di tutta evidenza perché nelle prime sette gare avevamo subìto una media di oltre 90 punti, mentre nelle ultime uscite siamo stati sotto i 70 grazie agli aggiustamenti in fase difensiva. Adesso coach Pozzecco ci chiede di mettere maggiore attenzione nelle responsabilità individuali. Insomma: prima di contare sull'aiuto della squadra, ognuno deve spendere il massimo di se stesso nel "tenere" il proprio avversario. Poi, l'altro aspetto che aiuta a comprendere molte cose è legato ad un miglior controllo del ritmo. Oggi, pur restando una squadra che ama andare ad alta velocità, corriamo meglio, con più lucidità, cercando di sprecare meno».
Alla prima boa del campionato qual è il suo bilancio personale? «Non sono granché soddisfatto ed il disappunto è relativo agli infortuni che mi hanno tormentato. Brutta storia, anche sotto il profilo mentale, perché prima di Varese non avevo mai sofferto guai fisici. Però, pian piano mi sto avvicinando al massimo della forma e cercherò di essere utile al gruppo con quel che serve: in difesa marcando i centri avversari, in attacco aprendo la scatola grazie al mio ruolo di 4 atipico».
Domenica sarete a Caserta per una gara piena di rischi. «Una di quelle partite da affrontare senza guardare la classifica e senza sottovalutare chi c'è di fronte. Caserta è una buona squadra che nell'ultimo turno ha tenuto a lungo in scacco Milano. Contro di noi si sentiranno molto vicini all'ultima spiaggia e giocheranno con grandissima aggressività. Lo sappiamo e non ci faremo trovare impreparati».
Massimo Turconi[/size][/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Stavolta la festa non finisce con le presentazioni ma dura sino ai saluti finali. Masnago in calore se lo merita dopo aver patito gelo e tormenta dal 12 ottobre, quando gli uomini di Pozzecco infierirono su Cantù che, nonostante qualche acuto, si ritrova al loro fianco in classifica. Come dire che nessuna formazione, a parte quel noto drappello che sta nei quartieri alti, appare decisamente più forte e autorevole di altre. È un campionato, per certi versi, bizzarro, se non bislacco, sicuramente da vietare agli esteti di vecchio corso e di lunga memoria per le diverse partitacce che sta offrendo. Come lo è stata, in verità, contro una Virtus Bologna a tratti in rottura prolungata, da travaso di bile per il suo coach Valli che nel primo tempo, tanto per rendere l'idea, ha operato raffiche di cambi nel tentativo di trovare, invano, una pezza per nascondere vistosi strappi.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
Francamente non è stato un bello spettacolo, fra scorci di pallamano e lotta greco-romana incorporati in una pallacanestro che più mediocre non può essere. E con una folla di americani in campo è d'obbligo una riflessione nell'interrogarci sul loro supposto e vero valore, con relativa valutazione di mercato ma, soprattutto, sull'eventuale livello di gioco se s'infoltissero, come suggerirebbe un po' di sano nazionalismo, le file con gli atleti italiani, ormai una piccola tribù, tipo riserva indiana. Di fronte a un'immane realtà il presidente federale dovrebbe porsi la questione di un movimento dal settore giovanile abbastanza povero in canna invece di compiacersi d'un ottavo posto agli Europei di cui, al contrario, non v'è da andar fieri.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
Tornando al match di Masnago, ormai consegnato agli archivi, bisogna sottolineare come ai demeriti di Bologna corrispondano, e nettamente, i meriti di Varese la quale, soprattutto nel primo tempo, s'è applicata con grande intensità in difesa, segno evidente d'un proficuo, umile e sistematico lavoro in palestra durante la settimana. Mentre in attacco, stavolta, ha tratto beneficio dalle evoluzioni acrobatiche di Daniel che, a parte qualche svolazzo dei suoi, ha fatto saltare i tabelloni felsinei. Ci sembra innegabile il riconoscimento di uno spirito di squadra che qualifica Varese rispetto ad avversarie magari più dotate per qualità individuali, probabilmente per effetto della sua linearità d'insieme che mai l'ha fatta rotolare nella polvere, seppur fra note e balorde sconfitte, ma che verosimilmente trova vitali motivazioni nella carismatica figura del suo allenatore alle cui dipendenze ogni giocatore è chiamato ad una parte che presuppone una corrispondenza infinitamente orgogliosa. Ci sembra questa la nota più lieta e incoraggiante, in continuità con Brindisi, al di là dei valori insiti nel proprio organico cui sarebbe bastato un po' di qualità in più, segnatamente a qualche singolo, per immaginare Varese in posizioni di avanguardia supponendo condivisibile, in tal senso, ogni relativa recriminazione.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
Figuratevi ben altri risultati in sintonia con un personaggio impareggiabile qual è Gianmarco Pozzecco, capace di catturare le attenzioni del mondo intero nonché di rubare la scena al calcio facendo parlare di Varese e della pallacanestro, così è accaduto, lunedì nel divertente salotto televisivo di Tiki Taka. Come s'addice a un genio, soprattutto se sregolato, ancorché poco pertinente al ruolo di allenatore dal cui modo di essere, fatalmente, dipendono i destini della squadra e del club. La sua spontaneità resta una virtù, sicuramente egli dovrà crescere come tecnico, a patto di non essere censurato ingiustamente per episodi innocenti come il festoso baccano a Brindisi, in omaggio al suo vice, sostituto vittorioso. Giù le mani di Pozzecco, lo striscione della Curva Nord è più che mai eloquente.[/size][/font][/color]
[color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]L’Openjobmetis “viola” il PalaWhirlpool e riabbraccia Gianmarco Pozzecco. Il ritorno in panchina del coach biancorosso coincide con il ritorno al successo casalingo di Varese, che dopo 3 sconfitte in fila ed oltre due mesi di digiuno[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
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a Masnago consolida le sensazioni positive dell’impresa di Brindisi con una vittoria tanto sostanziosa quanto corroborante. Applausi scroscianti per “coach Poz” e per la squadra biancorossa, che dimostra di aver metabolizzato la sua “mutazione genetica” nel passaggio dalla versione tutta triple ed attacco atomico di Kristjan Kangur a quella tutta balzi, atletismo ed energia di Christian Eyenga. Ora è la difesa l’arma vincente di Varese, che gioca una partita eccellente sul piano dell’applicazione e dell’energia: quella che serviva per recuperare la fiducia di Masnago e archiviare definitivamente la crisi strisciante dopo le 6 sconfitte in fila che avevano tolto sorrisi ed entusiasmo all’ambiente. La gara di ieri, all’insegna delle schiacciate tornituanti dell’ala congolese ma anche delle giocate di tecnica pura di Rautins e della solita travolgente energia di Diawara, ha rispecchiato perfettamente le aspettative di società e tifosi. Ed allenatore e squadra sono usciti tra i meritati applausi del pubblico al termine di una gara vinta con spirito di sacrificio, coralità e voglia. Prova ne siano il decisivo vantaggio nel duello sotto i cristalli (46-33 totale con 16 secondi tiri) che permette all’Openjobmetis di imporre i suoi ritmi “andanti con brio”, e l’eccellente lavoro sull’asse Rautins-Robinson per togliere dal match il leader bolognese Allan Ray (2/14 dal campo per un[/color][color=rgb(37,39,37)]
giocatore che viaggiava a 17,3 punti di media e il 54% da 3). E in tutto questo c’è tanto Eyenga per ridare la “quadratura del cerchio” ad una Varese capace di adattarsi in fretta dopo la sostituzione forzosa di Kangur. L’MVP della serata ha progressivamente imposto la sua indole difensiva ad una squadra che con il suo innesto ha visibilmente cambiato marcia in retroguardia. Certo ci sono ancora ampi margini di crescita sul piano della continuità offensiva, anche se la coppia di play ha diretto il gioco con sufficiente linearità. Ma la squadra ha dimostrato di avere fiducia nella sua nuova identità, con la quale si è riguadagnata l’affetto della gente. Ora la trasferta di Caserta per provare a fare filotto e riaprire la corsa verso le Final Eight in vista delle sfide di fine 2014 contro Sassari e Capo d’Orlando, gare dal grande impatto emotivo per coach Poz. Ed imparare a sfruttare meglio la coppia Eyenga-Diawara per un potenziale salto di qualità verso la zona alta della classifica; poi quando nel girone di ritorno tornerà anche Kangur, allora ci sarà davvero l’imbarazzo della scelta. Per ora però all’Openjobmetis basta tornare a sorridere ed a far sorridere la sua gente….[/color][color=rgb(37,39,37)]
Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]
[b]ANDY RAUTINS [/b](11 punti; 1/2 2p; 3/8 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Ripetere le cifre di Brindisi era utopia: un tiro da tre sfarzoso, in uscita in serpentina dai blocchi, vale però doppio. La giubba Rossa si esalta in difesa e a rimbalzo, arpionandone ben otto. Una piacevole bidimensionalità per l'auspicio di un inverno caliente.
[b]EDWAR DANIEL [/b](17 punti; 6/11 2p; 0/0 3p; 5/7 tl), [b]VOTO: 7. [/b]Il primo tempo è sontuoso, senza fronzoli, totale. Ogni rimbalzo nei paraggi è del capellone Ed. Nella ripresa soffre tremendamente i due metri e venti di Big Gino Cuccarolo. Ma alla fine la vince lui. Benvenuto a Varese, verrebbe da dire con un pizzico di rimpianto.
[b]ANDREA CASELLA [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: s.v. [/b]L'unico italiano (teoricamente) nella rotazioni si palesa in sfiducia: in difesa fatica a comprendere chi debba marcare, in attacco manca di convinzione. “Panchinato” alla prima fesseria.
[b]DAWAN ROBINSON [/b](18 punti; 5/10 2p; 0/0 3p; 8/8 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Fossimo a scuola, sarebbe il professore d'arte. Quella fascia in testa, molto naif, lascia trasparire colpi di testa o colpi di genio. Per alcuni minuti incrocia le braccia e lascia sfogare la classe. Poi si mette dinnanzi a un quadro e mostra la conoscenza dalla materia: occhi per lui.
[b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](12 punti; 2/3 2p; 1/8 3p; 5/6 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Persa la [i]verve [/i]da cannoniere intravista ad inizio campionato, sopperisce con i muscoli e un paio di canestri nei momenti cruciali. Sette rimbalzi ed altrettanti falli subiti rappresentano ad ogni modo un bottino da co-protagonista.
[b]STANLEY OKOYE [/b](0[b] [/b]punti; 0/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]Pochi scampoli di partita e nemmeno memorabili. Con l'acquisto di Eyenga, l'impiego del nigeriano è diventato occasionale.
[b]WILLIE DEANE [/b] (4 punti; 2/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Fossimo a scuola, sarebbe il docente di latino. Monocorde, forse monotono, questa volta non dimentica alcun dettaglio. Traduce senza strafare la versione, regala un paio di aneddoti frizzanti sulla pallacanestro che fu, concede agli alunni qualche minuto aggiuntivo di intervallo. Navigato.
[b]CRAIG CALLAHAN[/b] (3 punti; 0/0 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Uno degli eroi della scorribanda di Brindisi si prende una serata di pausa. Inizia con fare convinto, spezzando l'astinenza dalla lunga dell'OJM, poi subisce le lunghe braccia degli avversari. L'ispettore è come Paganini: non ripete.
[b]CHRISTIAN EYENGA [/b] (18 punti; 8/16 2p; 0/3 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Generoso e sempre al servizio dei compagni, infiamma il primo tempo con diverse azioni ad alta quota. Alla lunga la mira scema ([i]rectius[/i], da tre è un pianto greco) ma non molla per un istante le caviglie dei bolognesi. Famelico.
Cinque uomini in doppia cifra, predominio al rimbalzo, assist puliti e molti altri non rintracciati dalle statistiche di fine gara, difesa attenta senza voler strafare. Pochi elementi che compendiano una serata positiva per Varese, capace di condurre dal primo all'ultimo minuto una sfida contro una compagine in discreta forma, E le buone notizie non finiscono qui, perché anche molti singoli ci mettono l'anima e la tecnica, salvando la faccia dopo prestazioni imbarazzanti di qualche settimana fa. La gente di Masnago, privata di soddisfazioni interne da ottobre ad oggi, si avvicina alle Feste con il sorriso sulle labbra.
Parlare di una squadra resuscitata appare prematuro, eppure le prossime due gare potrebbero far cambiare l'orizzonte di una stagione ancora poco decifrabile e dalla classifica cortissima.
[i][b]Avvio soft come un peluche.[/b][/i] Dopo undici secondi il sottomano di Rautins vale una pioggia di orsetti proveniente dagli spalti di Masnago: una bella tradizione, natalizia, mutuata dalla Lega americana di hockey. Il quintetto biancorosso si guadagna applausi per alcune giocate energiche ma fattura pochi canestri, anche a causa del pressing a tutto campo di una Virtus in salute. Eyenga dà la scossa con un'inchiodata e un gancio di pura agilità (9-5). I sussulti di Mazzola e Fontecchio regalano punti agli ospiti dalla mira annebbiata, l'OJM stecca parimenti nelle percentuali (0/8 in altrettanti minuti nei tentativi dalla lunga) ma compensa con rimbalzi e viaggi in lunetta: il 2/2 di Kuba vale il 18-11. Il quarto si conclude sul dopo un volume smodato di fischi arbitrali, interrotti dalle triple pulite di Callahan ed Hazell (23-15).
[i][b]Nel segno di Ed e Chris. [/b][/i]Due palloni persi malamente, puniti con il dardo di White per il 25-20, obbligano Pozzecco al time-out. Daniel risponde con 5 punti eludendo le braccia del brontosauro Cuccarolo, anche Robinson – tra una crisi d'identità e l'altra – trova con buona frequenza la rete (36-26). Eyenga rincara la dose fino al +14 di metà periodo, quando Varese decide di inscenare tre minuti di anarchia confermandosi poco avvezza a tramortire l'avversario. L'[i]airball [/i]di uno spaesato Casella è il preludio del meno otto di Mazzola (44-36), quindi gli ultimi squilli prima dell'intervallo lungo sono di Robinson e Gilchrist.
[i][b]Aviazione felsinea e fanteria prealpina. [/b][/i]L'avvio della ripresa si contraddistingue per alcuni parziali e contro-parziali ad elastico, fino all'antisportivo del redivivo Cuccarolo (sguinzagliato da coach Valli come guardiano delle plance dopo il clamoroso 27-12 casalingo nei rimbalzi) dal quale Diawara trae la linfa per il 53-42. Daniel, prima, e Callahan, dopo, penano non poco nel pitturato, così la Granarolo fa incetta di possessi e può mordere con dall'arco con White: 53-47. Due azioni clamorose di Eyenga, entrata vincente e stoppata sonante, fanno scatenare i decibel del Lino Oldrini, invero meno colmo del consueto; sull'onda dell'entusiasmo Diawara e Deane scrivono 60-47. Le Vu Nere reagiscono caricando l'OpenJobMetis di penalità, Rautins ed Hazell bruciano la retina, Robinson è efficace in sottomano: all'imbocco del rettilineo dell'ultima frazione, i padroni di casa conducono 65-55.
[b][i]A Cesare quel che è di Cesare. [/i][/b]Scivolata al massimo svantaggio dopo un'uscita dai blocchi sopraffina di Rautins, la Virtus risponde coesa con un parziale di 0-8 impreziosito dalla tripla di Fontecchio: 70-63. I biancorossi rifiatano per qualche istante pur serrando le fila in difesa, una piacevole novità intravista da Cremona in poi. Non è casualità che dalla rubata di Robinson – contropiede e fallo antisportivo di un Ray irriconoscibile rispetto ai trascorsi in NBA – Varese riprenda saldamente le redini del match (77-63). La cavalcata verso il successo procede però con alcuni patemi, tanto per ingenuità dell'OJM (18 palloni persi in nella serata), quanto per decisioni arbitrali rivedibili.
Niente che possa frenare la gioia dei fedelissimi del palaWhirlpool, pronti a inondare di affetto coach Pozzecco. Sempre lui, il Poz, sprona fino all'ultimo secondo i suoi ad arrotondare il divario.
Questa convincente affermazione è per lui e per il fido Ducarello, per lunghi tratti questa sera in piedi sulla cabina di comando di una panchina ineccepibile per la gestione. A Brindisi qualcuno aveva deliberatamente interrotto i loro applausi, questa volta sono battiti di mani scroscianti. E ora dritti a Caserta, per una prova di maturità contro una compagine con l'acqua alla gola.
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]S'è fatta luce, in fondo al tunnel. Prima della gara di Brindisi, pur disquisendo ancora una volta sui mali che sin lì avevano fiaccato Varese, accarezzavamo - più o meno convintamene, in ogni caso idealmente - la prospettiva di un fattore sorpresa, non impossibile contro un drappello di americani che, forte del proprio talento istintivo ma anche prigioniero di certi suoi vezzi, avrebbe potuto pensare (commettendo un imperdonabile errore) di avere già la vittoria in tasca. Bastava credervi con caparbietà e forza d'animo per reggere alla distanza e tendere un'imboscata, così hanno fatto Robinson e soci in un finale nel quale, stavolta, non sono affogati in un bicchier d'acqua, lasciando l'umiliante parte agli avversari.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
È pur vero che a un'Enel in cortocircuito sono mancate le zampate di Simmons, infortunatosi in gara, ma - con altrettanta franchezza - questa perdita, se vogliamo metterla sul piano della sfortuna, fa il paio con quella di Kangur che Varese sta patendo da tempo. Dunque, le giustificazioni non valgono né sminuiscono un successo cercato e voluto, sofferto e meditato da uomini che, stanchi di mortificazioni, non si sono piegati ad accenni di crescendo avversario, evidentemente consci di poter alzare la testa, anche dalle proprie rovine (come le molte e sanguinose palle perse), quindi dalle proprie carenze per evitare altri passi falsi verso un precipizio. Se, nelle sei maledette sconfitte, la squadra aveva dato alla distanza l'impressione di essere povera in canna, a Brindisi ha invece mostrato lo spirito giusto, quello d'un gruppo che non accetta d'essere liquidato come dimesso e sfiduciato e che nell'occasione ha puntato, avendo buon gioco, sui limiti di avversari i quali, come gli americani di Cantù, assomigliano a compagnie di ventura, terribili se in vena ma anche arrendevoli se in tilt mancando loro un'anima d'insieme. L'aver sondato e colto in casa d'altri una possibile fragilità da sfruttare, spianando poi la propria artiglieria con un terrificante Rautins e con il buon Callahan che ha punito la presunzione degli avversari, ci sembra un merito specifico abbastanza rilevante di una Varese con Pozzecco per l'ultima volta, spettatore Morale, Ducarello batte Bucchi 2-0. E palla al centro per la prossima a Masnago con l'amato Gianmarco di nuovo al timone. Proprio queste considerazioni, ripensando alla serie di sconfitte di misura, balorde e diaboliche per la loro avversa costanza sembrano avvalorare quei rilievi spesi su alcune scelte di mercato nell'aver supposto, per esempio, la presenza di un paio di elementi potenzialmente un po' speciali rispetto a una voluta e sana linearità di base: ci basterebbe immaginare un leader che spacchi l'area e un intimidatore sotto i cristalli, per dire di variabili al tiro di Diawara e Rautins (un patrimonio) e ai soliti giochi, soprattutto in gare equilibrate che gravano psicologicamente sugli atti decisivi di squadra.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
Crediamo che, in un campionato come questo, dai valori complessivi sempre più calanti, anzi crollanti, non c'è bisogno d'essere uno squadrone costoso, purchè si possegga un giusto mix di elementi, per vivere - divertendosi - tra i quartieri alti. Lo dimostra la classifica, abbastanza ammassata nelle posizioni d'avanguardia, anche da formazioni che hanno avuto ragione, per quisquilie, di Varese per poter cogliere il senso di un dibattito che dura da mesi con il solo pensiero a una Masnago sempre gremita (come lo è) ma anche gioiosa (come non lo è mai stata, Cantù a parte), ovvero in versione Green-Dunston. Che si riconsiderino certe mosse, lo dimostrano, peraltro, alcune voci che circolano. Staremo a vedere aspettando di risalire una classifica ancora non tenera.[/size][/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Cecco Vescovi ritrova il sorriso dopo il lungo digiuno dell'Openjobmetis interrotto dal sofferto quanto importante raid di Brindisi. E il g.m. biancorosso ammette che, dopo tanti episodi avversi, stavolta la fortuna nel rush finale è stata amica di Varese.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
«Una boccata di ossigeno puro arrivata nel momento giusto. Dopo tante beffe stavolta la fortuna ci ha aiutato, ma l'importante è che il ritorno alla vittoria possa restituirci quella serenità necessaria per evitare errori banali. Le 23 palle perse e quegli errori finali che hanno rischiato di compromettere tutto sono stati frutto della tensione. Cerchiamo di sfruttare al meglio questa iniezione di fiducia: non esistono sfide impossibili, le ultime sei dell'andata sono tutte da giocare».
- Una vittoria frutto di un atteggiamento difensivo adeguato alle necessità del momento...
«L'impatto di Eyenga è stato fondamentale: alla luce della consistenza che ha garantito sabato, la sua assenza a Cremona è stata determinante. Con un elemento della sua duttilità siamo riusciti a far funzionare meglio i meccanismi ed i risultati si sono visti; un giocatore con il suo atletismo e la sua energia ci mancava a livello difensivo e ci garantisce la possibilità di aumentare la propulsione in campo aperto. E non dimenticando che ha giocato la seconda partita dopo sei mesi di inattività sono convinto che abbia ancora margini di crescita in attacco».
- La vittoria di Brindisi ha modificato la volontà di intervenire sul mercato nel reparto playmaker?
«I nostri play erano entrati in un loop negativo legato ai risultati e all'assenza di un punto di riferimento come Kangur; l'auspicio è che anche loro si sblocchino grazie alla vittoria. Il mercato? Lo monitoriamo sempre, quando le cose vanno male è normale prendere in considerazione quel che ci viene proposto. Ma la principale preoccupazione è quella di recuperare al meglio i giocatori che fanno già parte dell'organico: non mi riferisco solo a Robinson ma anche a Deane, che deve trovare il modo di far emergere le sue qualità. L'obiettivo è aumentargli le responsabilità per avere risposte definitive».
- L'episodio della conferenza stampa di Brindisi ha rimesso Pozzecco al centro dell'attenzione, anche se incolpevole. Come giudica la vicenda?
«È stato un malinteso, frutto di circostanze sfortunate perché è evidente che non conoscevamo la gravità dell'infortunio di Simmons. Detto questo, è chiaro che Gianmarco è costantemente nel mirino di chi è pronto a puntare l'indice contro di lui a prescindere, dunque bisogna fare attenzione a limitare le occasioni che possono dar adito a incomprensioni. Ma concentriamoci sul basket giocato e pensiamo a Bologna: non vinciamo in casa da più di due mesi, cerchiamo di dare continuità all'impresa di Brindisi e risalire la china in attesa che Kangur torni in campo a gennaio».
Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3](G.S.) - Jerel Blassingame ha la palla in mano: starà al 33enne playmaker americano decidere se imbucarla a Varese oppure in Polonia.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
Dal canto proprio l'Openjobmetis avrebbe individuato nel veterano del basket europeo (10 anni nel Vecchio Continente giocando l'Eurolega con il Prokom Gdynia, con cui fu campione polacco nel 2011/2012, più l'Adriatic League 2013/2014 conquistata con il Cibona Zagabria) quel generale del parquet con personalità forte e capacità di attivazione dei compagni in grado di soddisfare le richieste di Gianmarco Pozzecco, in cerca di un playmaker diverso da Dawan Robinson.
Il piccolo (178 centimetri per 77 chili) ma razzente play, laureatosi nel 2005 a UNLV, ha le stimmate del leader ed è principalmente un eccellente passatore (7,2 assist più 13,3 punti di media nelle 10 gare disputate in quest'annata al Cibona): potrebbe essere il giocatore adatto per rigenerare Daniel e migliorare le scelte dell'attacco varesino.
Ma sul regista del 1981 rilasciato dopo 3 mesi da Zagabria (che non poteva più permettersi di pagarlo) c'è folta concorrenza, trattandosi di un giocatore rodato e di sicuro valore.
Avendo individuato in Blassingame il giocatore adatto alle richieste di coach Poz, Varese ha rotto gli indugi e formulato la sua offerta, con l'obiettivo di dare la svolta in regia già nei primi giorni della settimana entrante. Ma in corsa ci sono anche i polacchi dell'Energa Czarni Slupsk, nelle cui file Jerel aveva già militato nella stagione 2010/2011. E nelle ultime ore si sarebbe inserito anche lo Stelmet Zielona Gora, altra squadra polacca con ambizioni di alto livello.
A sostanziale parità di offerte economiche, sarà il giocatore a stabilire se sbarcare per la prima volta in Italia, oppure tornare in Polonia dove è già stato protagonista a più riprese. Il ballottaggio è serratissima, attorno al 50 per cento di possibilità, ma la decisione potrebbe già arrivare oggi: se Blassingame dirà sì a Varese, l'affare sarà fatto.[/size][/font][/color]