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importanti ma finora lontano anni luce da quel play di ordine e personalità scelto per sostituire Robinson. Ma chi ha seguito da vicino gli allenamenti biancorossi dell’era Caja sostiene che il maggior beneficiato della cura del coach pavese - organizzazione offensiva, regole difensive e tanta attenzione sui particolari - sia stato proprio l’ex Oklahoma City. Evidentemente il nuovo tecnico biancorosso stima più del suo predecessore il roster attualmente a sua disposizione: se Pozzecco chiedeva un solutore alla Geno Carlisle come Akognon per nascondere limiti del gruppo (ma in questo modo se ne alimentava la sfiducia…), Caja è convinto che l’organico attuale abbia comunque qualità, e per questo ha puntato su un “soldatino” in grado di dare una mano come Antero Lehto (disponibile però solo dal match casalingo contro Roma). Chi avrà ragione? Al campo l’ardua sentenza, partendo da stasera, quando però a fianco di Maynor il coach pavese dovrà schierare “non-tiratori” come Eyenga o Okoye e chiedere minuti a Casella e Lepri. Una Openjobmetis d’assalto, confidando anche nella crescita della condizione di Kangur e Diawara, i due pilastri tecnici e caratteriali della squadra i cui infortuni hanno gravemente condizionato il cammino di “coach Poz” al di là di errori e scelte sbagliate. Stasera a Trento, contro una squadra in salute e in fiducia, pretendere che la cura-Caja paghi dividendi immediati pare francamente utopistico; ma facce, atteggiamento e capacità di fare quadrato attorno ad un sistema di gioco dovranno essere la prima ed eloquente cartina di tornasole per capire se[/color][color=rgb(37,39,37)]
il cambio di allenatore ha sortito effetti…[/color][color=rgb(37,39,37)]
Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]
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