[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Una poltrona per due. O forse più di due, se i candidati "principi" per il ruolo di direttore sportivo del-1 ' Openjobmetis preferiranno restare nelle attuali collocazioni a Pistoia e Roma. Nei prossimi giorni il CdA della società di piazza Monte Grappa incontrerà domani Giulio Iozzelli e poi Nicola Alberani (appuntamento slittato a venerdì per impegni pregressi del dirigente forlivese) per un confronto a tutto campo che indurrà la dirigenza biancorossa a scegliere il preferito per il ruolo di responsabile dell'area tecnica rimasto vacante dopo l'addio di Cecco Vescovi. Sarà il primo fondamentale snodo della stagione 2015/2016 biancorossa, come conferma il presidente Stefano Coppa: «La programmazione per l'annata ventura è iniziata già all'indomani della vittoria-salvezza contro Caserta e riguarda una vasta gamma di aspetti non soltanto sportivi. La scelta del ds sarà però fondamentale per la programmazione pluriennale che voghamo impostare con lui. Sarà una decisione importante, per questo vogliamo discutere ad ampio raggio con i candidati che abbiamo individuato, affinchè il CdA si esprima sulla base di un confronto rispetto alle strategie stabihte«. Si tratterà dunque di una sorta di "colloquio di lavoro" in stile aziendale? «Noi abbiamo ben chiaro dove voghamo arrivare, ma voghamo confrontarci sui metodi per raggiungere l'obiettivo e sulla rotta da seguire; sarà una discussione aperta senza preclusioni su tutti i temi relativi alla programmazione tecnica. Le figure che abbiamo selezionato hanno profili ed idee differenti; in ultima analisi il direttore sportivo dovrà rendere conto al CdA, ma c'è assoluta disponibilità al confronto sulle metodologie di lavoro». Ciò significa che si discuterà apertamente anche della figura deh' allenatore? «Non accetto un "no" a prescindere su Attilio Caja, ma neppure voglio imporre una figura eventualmente non condivisa da chi verrà a guidare l'area tecnica: sarebbe il modo peggiore per iniziare un rapporto. Dunque se i candidati riterranno che ci sono allenatori con i quali potrebbero lavorare in maniera più efficace ragioneremo anche su questo argomento». E se i candidati in lizza preferissero restare dove so- no? Esclusa la possibihtà di affidarsi alle forze interne? «Al di là dei contratti in essere, chi arriverà a colloquio con il CdA nutre evidentemente un certo interesse per la nostra proposta. E comunque ho chiesto entro 10 giorni di esprimere una disponibilità definitiva. Dopodiché, a giudicare dal numero delle candidature ricevute in questi mesi, Varese ha ancora grande appeal nel mondo del basket italiano. Le risorse interne? Sarebbe stata la soluzione più facile per dare continuità al lavoro di Caja, ma non è quello che stiamo cercando. Di sicuro senza più Vescovi Simone Gioire non fa più parte dei programmi: cercherò una soluzione per chiudere il rapporto nonostante l'anno di contratto residuo». [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
[size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'](G.S.) - Entra nel vivo il rush finale per assegnare la poltrona del comando dell'area tecnica della Pallacanestro Varese. Due appuntamenti nel giro di 24 ore previsti dal CdA della società di piazza Monte Grappa, che incontrerà i professionisti "selezionati" da Stefano Coppa per raccogliere l'eredità di Cecco Vescovi. Colloqui di lavoro in stile aziendale per stabilire chi rivestirà la figura chiave nell'organigramma dell'Openjobmetis che verrà: T'offerta pluriennale "2+1" che il club biancorosso vuole sottoporre al candidato in grado di sposare meglio dell'altro l'identikit tracciato dalla governance varesina è fondata su un mandato piuttosto ampio su tutta l'area tecnica, strategie di mercato in primis a partire dalla scelta dell'allenatore. Domani toccherà a Nicola Alberani, professionista emergente consacrato da 3 anni di ottimi risultati a Roma (una finale, una semifinale e un ottavo di Eurocup) pur in un ambiente non facile. Il 40enne dirigente forlivese aveva già incontrato due mesi fa la delegazione Coppa-Salvestrin-Gandini; inizialmente sembrava in vantaggio, ma le sue quotazioni sembravano cadute nelle ultime settimane in favore di Giulio lozzelli, pistoiese doc partito dal calcio (prima praticato e poi da dirigente) per arrivare alla guida dell'area tecnica del Pistoia Basket, portato dal fondo della LegAdue a due stagioni comunque superiori alle aspettative nel rapporto budget-rendimento sul campo. Ad oggi sarebbe proprio l'attuale ds toscano il favorito, anche se la partita non sembra chiusa con Alberani che avrebbe "sposato" a sua volta la causa del 5+5 (per entrambi comunque praticabile arrivando a qualche obiettivo italiano importante, altrimenti comunque c'è la disponibilità da parte della società a cambiare strategia e tornare al 3+4+5). [/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']E se entrambi preferiranno rispettare i contratti in essere con le società di appartenenza, sebbene Varese abbia un budget superiore a Pistoia e ad oggi la situazione di Roma è avvolta nell'incertezza più assoluta col rischio che il patron Toti decida solo ai primi di luglio sul da farsi? E' comunque una possibilità da prendere in considerazione, e la società starebbe cercando di farsi trovare pronta. Anche se tra i professionisti liberi la figura di Bruno Arrigoni - grande esperto del mercato americano oltre che già noto "su piazza" come vice di Gamba e Rusconi - non risponderebbe pienamente alle esigenze della società, che vorrebbe un ds operativo a 360 gradi e non solo un (pur ottimo) superscout. Che la scelta della dirigenza biancorossa di lasciare carta bianca sul coach sia stata compiuta nell'ottica di togliere gli ultimi eventuali dubbi a due professionisti che potrebbero scegliere di lasciare l'attuale "location" a condizione di poter operare con le mani libere? [/font][/color][/size]
[b]ANDY RAUTINS [/b](9 punti; 3/3 2p; 1/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]La presenza al palazzetto del padre Leo, vecchia conoscenza della pallacanestro italiana, lo galvanizza: mette il fisico in difesa e presenzia a rimbalzo con 11 palloni arpionati. Un po' troppa foga nella gestione dei falli, ma l'impegno non è mai mancato.
[b]ERIC MAYNOR [/b](13 punti; 2/7 2p; 3/9 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]“Solo” sei assist a referto, anche perché i compagni - in un paio di frangenti almeno - non ricambiano la gentilezza. Meno autoritario e in forma delle ultime uscite, richiama comunque gli applausi del pubblico: proverà a tornare in NBA, ma anche se dovesse rimanere in Europa dubitiamo sia un costo sostenibile per Varese.
[b]JOHNDRE JEFFERSON [/b](17 punti; 8/14 2p; 0/0 3p; 1/6 tl), [b]VOTO: 6,5. [/b]Chiamato agli straordinari a causa dell'indisponibilità del luogotenente Callahan, arriva cotto come un piatto di brasato al momento clou della cena. Peccato, perché i primi trenta minuti sono da leccarsi i baffi. Anche se, a dirla tutta, i cinque tiri liberi sbagliati risultano fastidiosi come i gomiti messi sulla tavola.
[b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](4 punti; 0/4 2p; 1/4 3p; 1/3 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Si rivela per larghi tratti controproducente, optando sempre per la via meno acuta in attacco e meno utile in difesa. Prova a rianimarsi con un dardo da otto metri nel rettilineo finale, quindi torna a fare a pugni con il ferro. Metafora di un girone di ritorno contraddistinto da sfortuna e forma calante.
[b]STANLEY OKOYE [/b](4[b] [/b]punti; 2/3 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Dopo gli exploit delle settimane passate ritorna nel ruolo di onesto gregario. Nel tentativo di tirare il gruppo, subisce qualche folata di vento di troppo. Un buon prospetto che ha ancora molti chilometri da pedalare per entrare nel grande giro del parquet.
[b]KRISTJAN KANGUR [/b] (4 punti; 0/1 2p; 1/3 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Gioca a nascondino, come spesso accaduto in questo finale di annata, sperando che i compagni più giovani e baldanzosi diano propulsione alla squadra. Questa volta, purtroppo, riceve poca collaborazione e ci mette poco carisma per cambiare le sorti. Apatico.
[b]JACOPO BALANZONI [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]Fugace apparizione, con due falli, nel finale di gara. Probabilmente il suo ingresso nelle rotazioni avrebbe preservato Jefferson nel finale punto a punto.
[b]CHRISTIAN EYENGA [/b](15 punti; 7/11 2p; 0/1 3p; 1/3 tl)[b] VOTO: 6,5.[/b] Di alcune spanne il più volitivo del gruppo (anche perché c'è in ballo una conferma con denaro da contrattare: mica bruscoletti), è bravo ad incunearsi nella difesa irpina. Nel momento di giocare il carico da 11, si vedano i canestri da sotto mancati nel finale concitato, non ha però più briscole in mano. [b] [/b]
Quei pomeriggi di basket di maggio, con la colonnina di mercurio spavalda e la luce del sole ad invadere il catino del Lino Oldrini, possono evocare due sensazioni opposte: o la flemma dell'ultimo giorno di scuola con il destino già scritto, o la vivida tensione da esame tipica dei play-off. Da varie settimane Varese si è abituata a vivere con dignità un finale di stagione senza obiettivi in palio, scegliendo il lavoro in palestra al posto di un irritante sbraco. Anche nell'ultimo giorno di scuola, almeno fino al quarantesimo, niente gavettoni in cortile o coca cole tracannate a profusione. Meglio un congedo dignitoso, prima di imboccare ognuno la propria strada fino a dileguarsi oltre all'orizzonte.
E come nei più classici addii, piacevoli ricordi si mischiano a mai sopiti rancori: applausi scroscianti per Banks, latrati sonori per Frates, uno striscione di sincero ringraziamento a Caja. Qualunque siano le decisioni per il futuro, ci uniamo nel celebrare il lavoro silenzioso ed efficace del coach pavese.
[i][b]Prima metà a tinte bianco-verdi. [/b][/i]L'avvio soft degli irpini favorisce un balzo sull'8-2 (Maynor bravo ad ispirare Jefferson ed Eyenga), quindi gli ospiti sprintano con un parziale di 0-10 infarcito dalle triple di Green e Gaines. Quando il quintetto di casa riprende a cimentarsi nel suo gioco prediletto – transizione ed ali che attaccano l'area – la bilancia torna a pendere verso l'OpenJobMetis: 19-14. Un finale senza troppo mordente reciproco consegna allo statino del primo quarto un salomonico 20 pari.
Un contatto fortuito priva Varese del suo unico play a referto (Lehto fuori dalle rotazioni per numero massimo di comunitari, [i]ndr[/i]) ed obbliga i ragazzi in campo a qualche minuto di autogestione, anch'essa dal sapore molto estivo. Rautins e Jefferson, quest'ultimo tanto abile a tenere a bada il totem Anosike quanto impreciso dalla lunetta, conducono i prealpini sul 29-24; poco dopo però i giri a vuoto di Diawara vengono puniti da Banks ed Harper per il contro sorpasso in concomitanza del 31-32. Alcune gestioni approssimative (8 palloni persi e 10 tiri liberi sul ferro nel saldo di metà gara) nonché l'attenzione di Gaines a convertire in canestri palloni sporchi aprono un solco sul tabellone (35-43), solo in parte mitigato dal dardo di KK per il 40-45 della pausa lunga.
[i][b]Rimonta incompiuta. [/b][/i]La reazione dei ragazzi di Caja propizia un paio di azioni prepotenti sublimate dalla mano calda di Rautins e dalla schiacciata di Jefferson per l'aggancio a quota 51, quindi l'energia di Trasolini e una serpentina di Banks ridanno fiato ai campani: 55-58. Il terzo quarto scorre con pochi fischi arbitrali e con corse a pieni polmoni [i]coast to coast[/i]: Varese potrebbe sfruttare diversi tanti aperti ma segna solo in avvicinamento, anzi soltanto quando si appende al ferro; dall'altra parte il “ventello” del sempre applaudito Adrianino sancisce il 59-66 dall'ultima mini pausa.
Le rotazioni ridotte all'osso (Callahan in panchina senza minutaggio e Balanzoni impiegato per pochi istanti) innescano una sequenza di canestri sbagliati per pura stanchezza, la quinta penalità dell'arciere Rautins segna il primo addio dal campo e da Masnago per un atleta espressosi un gradino sotto il suo potenziale. Diawara, a tratti inguardabile, riapre uno spiraglio con il canestro del 64-67, accolto da Frates con un time-out per ringhiare contro i suoi. I colpi del possibile pareggio, mancati dal perimetro da Kuba e da Maynor, sono un invito a nozze per Green e per una Sidigas attenta ad addormentare i ritmi più che ad offendere (64-70 a due giri di lancette dal termine).
Varese alza bandiera bianca mentre la platea, al solito esemplare, dispensa incoraggiamenti per tutti gli attori di una stagione opaca ma non disastrata.
Fine delle trasmissioni, in attesa che le notizie sul fronte societario, tecnico e del mercato ci tengano con le orecchie incollate alla ricerca di novità. Che si vinca o si perda, su Varese Fans Basket avremo sempre qualche tema a spicchi, da sciorinare con garbo, passione ed ironia. Alla prossima.
[color=rgb(0,0,0)][font=verdana][size=3]Attilio Caja suona la carica per trascinare una Openjobmetis in emergenza in vista del congedo casalingo stagionale. Il coach pavese punta al "pokerissimo" di vittorie consecutive contro Avellino, anche se i biancorossi saranno alle prese con diversi problemi di organico. Certa la defezione di Andrea Casella dopo l'appendicectomia di mercoledì mattina, lo straniero destinato alla tribuna sarà invece Aliterò Lento (assente per tutta la settimana a causa di un forte stato influenzale); recuperato parzialmente invece capitan Kangur, a sua volta febbricitante nei giorni scorsi. Mentre ieri era assente Jacopo Balanzoni a causa di una distorsione,ad una caviglia, e sul finire dell'allenamento si è infortunato anche Craig Callahan: per il lungo oriundo distorsione alla caviglia da valutare in giornata, ma la sua presenza è a forte rischio. L'unica buona notizia dall'infermeria riguarda il recupero di Christian Eyenga, che dopo aver saltato le gare contro Capo d'Orlando e Pistoia tornerà a referto domani dopo una buona settimana di lavoro. «Abbiamo avuto una settimana all'insegna dei problemi di organico, ma nonostante qualche defezione i ragazzi si sono allenati bene e con grande applicazione anche grazie al rientro di Eyenga. Anche stavolta hanno dimostrato grande professionalità e sono sicuro che daranno tutto domani per chiudere bene la stagione davanti al nostro grande pubblico. Ma le ultime vittorie contro Capo d'Orlando e Pistoia hanno dimostrato che con il lavoro la classe operaia va in Paradiso...». L'ultimo ostacolo del 2014/2015 biancorosso sarà la grande delusa Avellino, partita con propositi di playoff e anch'essa già certa di chiudere domani la stagione regolare; Caja avverte comunque i suoi sul valore del roster della Sidigas. «Avellino non è riuscita ad esprimere appieno il suo potenziale, ma ha giocatori importanti in tutti i ruoli. Sotto canestro hanno qualità e stazza con Anosike, Harper e Trasolini; sul perimetro particolare attenzione all'ex Banks che in 1 contro 1 porta sempre grande utilità alla squadra e in contropiede è micidiale, mentre il ritorno di Mar-ques Green può far girare una batteria di esterni talentuosa. Per non far esaltare il loro talento dovremo giocare una partita di grande attenzione e qualità». L'eccellente stato di forma raggiunto dall' Openjobmetis nelle ultime settimane amplifica il rammarico per il fallito traguardo playoff, ma il coach pavese non ha rimpianti per quanto concerne il suo scorcio alla guida di Varese: «In questi due mesi è mezzo siamo andati oltre ogni aspettativa e non ho nulla da rimproverare alla squadra: il gruppo di lavoro, dai giocatori allo staff, ha operato al meglio dimostrando coesione e massima applicazione. Io stesso sono rimasto sorpreso di come in così poco tempo siamo riusciti a produne partite così sostanziose come quelle di Sassari e Pistoia, nelle quali abbiamo fatto larghissimo uso di zona aggressiva, addirittura 40 minuti filati domenica scorsa al PalaCarrara. Una cosa non abituale per gli stranieri, ed in particolare gli americani, che invece hanno seguito ciecamente il piano partita: significa che il lavoro svolto ha funzionato a 360 gradi sul piano tecnico ma soprattutto mentale». [/size][/font][/color]
[size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/size]
[font=verdana][size=3][color=rgb(0,0,0)]E siccome c'è sempre una canzone, possibilmente bella, adatta a descrivere ogni stato d'animo, ogni istante della nostra vita ecco che, nell'intervista del saluto stagionale a Kuba Diawara (foto Blitz), le strofe di "I can see clearly now" di Johnny Nash rappresentano la colonna sonora dell'atleta francese. Nash, infatti, fissa in modo perfetto i vari momenti vissuti da Kuba, in particolare quando dice: «Sono volate via le nuvole nere che mi avevano reso cieco e domani sarà una giornata splendente, luccicante...». «Versi davvero significativi perché - conferma Diawara -, dopo alcune settimane fatte di buio angoscioso e preoccupazioni, adesso, finalmente ho ricominciato a vedere abbastanza bene e gli effetti di questi miglioramenti si sono avvertiti sul parquet. Oggi mi sento più sicuro, metto a fuoco meglio il canestro ed il mio rendimento nelle ultime uscite è sensibilmente cresciuto. Ovvio, non mi sento ancora al 100%, per quello servirà ancora tempo, ma ragionevolmente posso dire che i problemi dovrebbero essere ormai alle spalle». Lo spavento è passato, ma corrisponde a verità che lei inizialmente avesse trascurato l'infortunio? «Verissimo. Nel derby giocato contro Milano all'andata avevo subito un forte colpo sull'occhio e di primo acchito non ci avevo badato molto pensando, appunto, che fosse solo una botta. Dopo una qualche settimana avvertendo fastidi crescenti e una diminuzione del campo visivo ho iniziato a preoccuparmi. Da lì in avanti è successo il finimondo e ripetute visite specialistiche mi hanno condotto all'intervento chirurgico urgente». Quando si guarda alle spalle cosa prova? Rammarico o delusione? «Per il momento più rammarico perché - argomenta Diawara -, la vera Varese, quella brillante di inizio campionato, si è vista solo per tre giornate, fino a quando, cioè, Kangur è stato costretto a lasciare il gruppo per i noti guai alla schiena. Senza Kristjan abbiamo perso molto e, comunque, da lì in poi gli equilibri tecnico-tattici e mentali della squadra sono cambiati e non siamo più riusciti a rimetterli insieme nel modo giusto. Quello che è accaduto in seguito - altri infortuni, cambi in corsa di giocatori, allenatori e dirigenti -, rappresenta solo il corollario sgradito di una stagione molto sfortunata. Poi, rispondendo in modo esaustivo alla domanda aggiungo che solo domenica sera, dopo il match contro Avellino, potrò raccontarvi la delusione di una classifica che, probabilmente, ci sbatterà fuori dai playoff per un nulla. Per colpa delle tante occasioni - Trento, Pistoia, Pesaro, solo per citare quelle in casa -, che abbiamo gettato al vento». L'inutilità del rimpianto e, come si usa dire, è già domani. Già pensato al suo? «Non ancora anche perché, questa volta, non dipenderà solo da me. Varese deve ancora nominare g.m. e allenatore e toccherà a loro il compito di disegnare la squadra. Per quanto mi riguarda resterei volentieri a Varese a patto però di rivestire un ruolo importante nel gruppo che si andrà formando. Essere uno dei dodici - conclude Kuba fissando le condizioni -, non mi interessa: a 32 anni ho disputato il miglior girone d'andata della mia carriera, mi sento bene e in forma come non mai e ho ancora tanta voglia di lavorare in palestra. Insomma, a Varese sì, ma solo per giocare. Tanto e da protagonista». Massimo Turconi[/color][/size][/font]
[size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Agenda piena per la dirigenza della Pallacanestro Varese nella prima settimana "a bocce ferme" della stagione. Oltre al CdA del club di piazza Monte Grappa in programma lunedì 11 ed all'assemblea del consorzio di martedì 12 e ad un giro di orizzonti con tutti gli sponsor "confermandi", i membri della governance biancorossa hanno previsto due incontri con Giulio lozzelli (foto red) e Nicola Alberani, i candidati in lizza per raccogliere l'eredità di Cecco Vescovi alla guida dell'area tecnica biancorossa. Il dirigente forlivese aveva già fatto conoscenza il mese scorso con alcuni membri del CdA biancorosso, mentre il DS di Pistoia ha avuto un paio di incontri col presidente Stefano Coppa, che ha relazionato sull'andamento dei colloqui gli altri consiglieri di piazza Monte Grappa. Sulla base dei riscontri emersi da questi contatti, il CdA della Pallacanestro Varese sceglierà il nuovo [/color][/font][/size][color=rgb(0,0,0)][font=verdana][size=3]"architetto" del mercato biancorosso che dovrà dare indicazioni anche sulla guida tecnica per la stagione 2015/2016.[/size][/font][/color]
[size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Il CdA della Pallacanestro Varese è pronto a presentarsi davanti all'assemblea di "Varese nel Cuore" per esporre i programmi per la stagione 2015/2016. L'appuntamento in programma martedì prossimo sarà una sorta di "voto di fiducia" che la governance di piazza Monte Grappa chiederà ai soci: si parlerà di strategie relative alla serie A ed alle giovanili e non della scelta di DS e coach, ma come spiega il presidente del consorzio Alberto Castelli è una novità assoluta. [/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']«È un appuntamento utile esporre ai proprietari i programmi per la prossima stagione predisposti dal CdA della Pall.Varese. Una cosa mai accaduta che però ritengo proficua, utile ed interessante; di certo non si entrerà nel merito della scelta delle figure dell'area tecnica che compete alla dirigenza della società, ma si vuole condividere le linee guida delle strategie per il prossimo anno». [/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Si tratta di un passaggio che conferma il nuovo ruolo primario dei proprietari nelle decisioni strategiche della società? «Da un certo punto di vista è così: fino all'anno scorso il consorzio non governava sé stesso affidando una delega totale al CdA sovrapposto di "Varese nel Cuore" e Pall.Varese, e dunque la condivisione delle strategie era a priori. Ora i proprietari si sono messi a disposizione per lavorare insieme e far funzionare meglio la società; non siamo in una situazione nella quale la controllante dice cosa fare alla controllata, ma condividere i principi pur nel rispetto delle competenze». [/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']E la posizione del presidente Coppa, che aveva promesso di rimettere il mandato in caso di mancato raggiungimento dei playoff? «È un passaggio superato perché la fiducia è stata già confermata dall'assemblea: ribadisco il mio assoluto apprezzamento per quel che ha fatto la govemance attuale della Pallacanestro Varese. E sono sicuro che possa fare bene anche l'anno prossimo. Dunque il consorzio è totalmente schierato con questo CdA e ovviamente anche con Stefano Coppa che lo guida. [/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']La vicenda Ponti? Per me è un capitolo chiuso: abbiamo formulato la nostra proposta che non è stata giudicata interessante per motivi comunque comprensibili, ma non voglio aggiungere altro». [/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Questione budget: dopo 5 anni di contrazione si parla di un piccolo incremento (da 3,8 a poco più di 4 milioni? NdR). Ma quanto conta avere certezze già a maggio dopo gli affanni fino a luglio delle ultime due stagioni? «Ragionevole presumere che ci sarà una crescita, anche se la certezza dei numeri arriverà a breve. In estrema sintesi le condizioni operative perché si possa fare bene ci sono, alla luce di quel che ha dimostrato la dirigenza della società in un anno così difficile e particolare. Soprattutto perché poter programmare tutta l'attività in largo anticipo rispetto agli anni passati è una situazione oggettivamente favorevole: ci sono oggettive diversità rispetto al passato che ci permettono di operare sin dalle prossime settimane, come accadde nell'anno degli 'Indimenticabili"».[/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Dunque se i risultati sportivi sono stati negativi, fuori dal campo società e consorzio hanno lavorato bene durante l'anno? «La divisione dei compiti tra i due CdA ha funzionato: noi ci occupiamo di tutte quelle cose che potevano distogliere i vertici della Pallacanestro Varese, che in questo modo ha più tempo per concentrarsi interamente sulla gestione sportiva. Ci sono voluti 4 anni, ma si è trattato di un passaggio fisiologico ed allo stesso tempo necessario per rendere più funzionale la struttura della società». Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]
[size=4][font='times new roman']Nemmeno il tempo di guardarsi alle spalle, che il [/font][b][font='times new roman']campionato è già finito[/font][/b][font='times new roman']. Nemmeno il tempo di ripensare a quella chiacchierata fatta con Stefano Coppa, Presidente della Pallacanestro Varese (eravamo alla [/font][b][font='times new roman']metà esatta di gennaio[/font][/b][font='times new roman']), che il tempo, maledetto, in questi 111 giorni si è già mangiato tutto: speranze, ambizioni, progetti e sogni cullati, in quel freddo pomeriggio di gennaio, dal numero uno della società biancorossa. Si parlava, allora, di una Openjobmetis pronta a ricominciare il girone di ritorno, quello che nella “concreta immaginazione” di Stefano avrebbe dovuto [/font][b][font='times new roman']rilanciare in modo potente Diawara e compagni.[/font][/b][font='times new roman'] Invece, il tempo, nella sua veste più bieca e crudele si è divorato tutto e nel corso di una difficile digestione ha sputato fuori rifiuti dei quali il buon Coppa avrebbe fatto volentieri a meno.[/font]
[font='times new roman']«Ricordo bene quell’intervista e soprattutto ricordo bene il mio stato d’animo. Ero sollevato, ottimista e convinto che proprio il fattore tempo avrebbe lavorato a nostro favore e sarebbe stato dalla nostra parte. Del resto -mi chiede il [/font][b][font='times new roman']Presidente del club varesino[/font][/b][font='times new roman']-, puoi darmi torto? I ragazzi avevano appena vinto, giocando molto bene, ad Avellino. La squadra mi sembrava fosse in decisa risalita, il gruppo dopo la bruttissima sconfitta casalinga contro Pistoia aveva ripreso fiducia e colore e da poche ore avevamo ricevuto l’ok di Maynor , giocatore che nelle premesse evidenziate prima del suo arrivo ci avrebbe dato quel “passo” in regia che, per molte ragioni, non era nelle corde di Dawan Robinson. Di fatto, ogni pedina del puzzle sembrava pronta per raggiungere il suo incastro».[/font]
[b][font='times new roman']Poi, invece, nel giro di un mese esatto (15 febbraio, gara persa a Reggio Emilia), il gruppo di Pozzecco va incontro ad una clamorosa implosione: riesci, una volta per tutta a spiegarne i motivi?[/font][/b]
[color=#4e4f59][font='times new roman']«Ci provo, pur consapevole che dietro a certi comportamenti non è mai possibile identificare precise motivazioni. Comunque… I ricordi di quel periodo mi conducono immediatamente verso l’infortunio capitato a Diawara, con Kuba fuori causa praticamente per quattro partite -Cantù, Pesaro, Reggio Emilia e Venezia (solo 6 minuti di gioco ndr)-, guarda caso quattro sconfitte. Poi il rientro, ovviamente non al massimo della forma di Kangur. Poi la pesantissima rinuncia a Robinson, uomo da 16 punti e 4 assist per gara. Infine, ulteriore guaio, ultimo tuono di un temporale che sembrava non dovesse avere mai fine, la questione Pozzecco-Vescovi, una brutta storia che ha provocato disagio nel gruppo dei giocatori».[/font][/color]
[b][font='times new roman']Stefano Coppa, a questo punto, mi fa una cronistoria dettagliatissima della vicenda e, quasi ora per ora, mi racconta gli avvenimenti. Un’agenda che nella sua completezza vi eviterò, ma il cui succo, in definitiva, è uno solo[/font][/b][color=#4e4f59][font='times new roman']: «Tra Gianmarco e Cecco -continua Coppa-, si è arrivati lentamente, ma inesorabilmente al duello finale di quei giorni che, in precedenza, era già stato scandito da diverse scaramucce, reciproche accuse e invasioni di campo ed un clima di tensione che di sicuro non agevolava il lavoro della squadra tecnica. Un’atmosfera che, in parte, avevo già colto e che, confidando nella sensibilità dei soggetti coinvolti, speravo e pensavo di spersonalizzare».[/font][/color]
[b][font='times new roman']Come?[/font][/b]
[color=#4e4f59][font='times new roman']«In quel periodo tagliando, medicando, lavorando di cesello e di diplomazia in diverse occasioni avevo chiesto a tutti i due di accantonare gli scontri sul piano personale e, visto il momento delicatissimo, ragionare solo in ottica di squadra. Sottolineo con forza, ed il Consiglio d’Amministrazione e i Consorziati me ne sono testimoni, che le ho provate davvero tutte per far arrivare la “barca” Openjobmetis in porto con tutti i suoi effettivi. Purtroppo però anche l’ultima mossa tentata, convocare un CdA ed invitare Pozzecco e Vescovi, è finita nel nulla perché Cecco nel frattempo aveva annunciato le sue dimissioni irrevocabili e ormai arroccato sulle sue posizioni aveva scelto di non presentarsi. Senza peraltro fornire spiegazioni».[/font][/color]
[b][font='times new roman']A quel punto, siamo quasi al presente, che succede?[/font][/b]
[color=#4e4f59][font='times new roman']«Succede che Pozzecco, senza più Cecco nei paraggi, pare a tutti più sereno, determinato e convinto di avere la squadra nelle sue mani. In realtà a sgretolare la convinzione del Poz arriva la “famosa e tragica” amichevole giocata a Casale Monferrato. In quella circostanza non sono presente, ma i miei collaboratori mi riferiscono che tra tutti i varesini presenti, quello che corre di più è l’autista del pullman. Così Gianmarco, si rende evidentemente conto che il gruppo si sta avviando verso una deriva pericolosa, mi chiama e mi comunica la sua intenzione di dimettersi. Al Poz rispondo: “Stai tranquillo, rifletti mezza giornata e sappi che, prima di rinunciare a te, proveremo mille soluzioni”. Intanto, informato il CdA, mettiamo subito in moto la macchina per la ricerca di un sostituto. Il nome più gettonato è quello di Attilio Caja, sia per la grandissima esperienza maturata in situazioni difficili, sia perché allenatore di stampo opposto a quello di Pozzecco, sia perché Caja, da vero signore, capisce il momento e si dichiara disponibile a qualsivoglia esigenza. Anche, se del caso, a rivestire il ruolo di Senior Assistant di Pozzecco. Invece Gianmarco, dopo aver pensato e ripensato a tutti gli eventi, resta fermo sulla decisione ed effettua un passo a lato, si dimette ma, come noto, si mette a totale servizio della Pallacanestro Varese».[/font][/color]
[b][font='times new roman']Fuori Vescovi e Pozzecco, ti sei sentito solo e abbandonato?[/font][/b]
[color=#4e4f59][font='times new roman']«Solo no perché intorno a me ho sempre sentito la presenza del CdA e dei Consorziati: tutte persone eccellenti che, a parole e nei fatti concreti, mi hanno trasmesso fiducia, solidarietà e collaborazione. Abbandonato, un po’ sì perché, almeno in fase iniziale, mi sembrava poco corretto abbandonare lo scafo col mare in burrasca. Tuttavia, il senso di smarrimento è durato lo spazio di qualche ora anche perché, detto tra noi, le cose da fare erano tali, tante e urgenti che, davvero, non ho avuto il tempo di farmi di prendere dallo scoramento. In questo senso ci tengo a smentire le anime belle che, giusto per rovistare nel torbido, affermano che in quel periodo avrei dato pure io le dimissioni. Anzi, tutt’altro: per come sono fatto le situazioni complicate mi caricano spingendomi ad agire con maggior durezza e tempestività tenendo ancora più forte la mano sul timone. E, naturalmente, a metterci la faccia fino in fondo».[/font][/color]
[b][font='times new roman']Allora restiamo in ambito marinaro: chi dello staff è rimasto sul ponte insieme a te?[/font][/b]
[color=#4e4f59][font='times new roman']«Premessa: un ringraziamento sincero va a coach Attilio Caja, che ha lavorato benissimo e, i risultati lo dimostrano, ha rivoltato in meglio la nostra stagione. Invece, per rispondere alla domanda direi che tutti hanno capito in fretta la situazione e hanno reagito in modo positivo ma, tra i tanti, credo che Max Ferraiuolo, anche per la delicatezza del suo ruolo, ne sia uscito proprio a testa alta. Max, nonostante avesse dentro chissà quali sentimenti perché legato a filo doppio a Cecco Vescovi, ha continuato a lavorare in modo egregio, con grande professionalità ed un aiuto concreto nel trovare soluzioni ai problemi».[/font][/color]
[b][font='times new roman']“Caso Ponti”: ne vuoi parlare?[/font][/b]
[color=#4e4f59][font='times new roman']«Il discorso da fare sarebbe lunghissimo e articolato, ma in sintesi vorrei dire che, a conti fatti, l’intervento del dottor Ponti ha prodotto diversi effetti positivi. Ha risvegliato le coscienze, forse un po’ adagiate, di tutti noi -CdA e Consorziati-, spingendoci a riflettere su cosa fare e come fare di più per questa società. Poi, importante, le sue parole sono servite a ricompattarci intorno a quest’ultima idea. Infine, il tutto, ha ulteriormente chiarito e ribadito che il Consorzio, “startup” imitata e copia in tutta Italia, non solo ha grandissime potenzialità che vanno certamente incrementate e sviluppate, ma è comunque il soggetto che in questi anni ha garantito la vita alla Pallacanestro Varese. Detto questo, alcune espressione usate da Ponti non mi sono piaciute. Le ho trovate sbagliate, in alcuni casi eccessive -non si può parlare di “esecuzione di Vescovi” quando, nel mondo, sono in atto ben altre esecuzioni…-, in altri casi inadeguate, in altri ancora poco rispettose delle persone che compongono la nostra squadra. Un gruppo che comprende, parlo dei Consorziati, alcune tra le più belle e importante realtà imprenditoriali della zona e di personalità, vedi il CdA, che annovera personaggi di primissimo livello».[/font][/color]
[b][font='times new roman']Un errore, anzi l’“errore” davvero imperdonabile della tua stagione?[/font][/b]
[color=#4e4f59][font='times new roman']«Non aver capito in tempo che Pozzecco e Vescovi, uomini con personalità che stanno ai poli opposti e che per idee e filosofia cestistica sono come acqua e olio, non potevano mai stare insieme. Come tutti mi sono fidato della scelta fatta da Cecco Vescovi l’estate scorsa. Come tutti ho vissuto i primi momenti di grande entusiasmo. Come tutti, alla fine, ho pagato. Ma, a differenza di “tutti”, riconosco e ammetto che sarei dovuto intervenire prima. Molto prima…»[/font][/color]
[b][font='times new roman']Futuro?[/font][/b]
[color=#4e4f59][font='times new roman']«Lunedì 11 maggio, avremo il nostro CdA. Martedì 12 illustreremo all’Assemblea dei Consorziati risultati ottenuti, programmi a medio termine. Infine, giovedì 14 maggio, ci sarà la conferenza stampa durante la quale sarò a disposizione dei media per tutto lo scibile del 2014-2015 e le prospettive per il 2016. Però, lasciami dire, domenica sera dopo la gara contro Avellino, guarderò la classifica e sarò incazzato come una bestia. E penserò che, senza i mille problemi, senza le diecimila occasioni buttate al vento…».[/font][/color][/size]
[size=4][b][color=#4e4f59][font='times new roman']Massimo Turconi[/font][/color][/b][/size]