[size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Ormai sembra che il dado sia tratto, più o meno. Il presidente Coppa ha già praticamente scelto: Iozzelli sarà il ds, Caja non sarà l'allenatore. I sussurri dei giorni scorsi si sono via via tramutati in certezze: sono arrivate conferme e non sono arrivate smentite (mica a noi, sia chiaro, ma ai diretti interessati) a quanto scritto dai giornali ieri. Restano sul tavolo, questo sì, un po' di domande che tiriamo fuori puntualmente: siam fatti così, che ci volete fare? Le tante domande Allora. Perché continuare a fare finta? Perché voler incontrare Alberani lunedì quando una scelta è già stata fatta, quando Iozzelli è praticamente il nuovo ds in pectore? Perché perdere (ancora) tempo e far perdere tempo ad altri professionisti? E poi. Con che forza il presidente Coppa sta compiendo il passo della cacciata di Caja (sì, cacciata: visto che il coach era stato confermato sulla parola in più occasioni) dopo che a favore di Caja si erano espressi nell'ordine e con decisione: Rosario Rasizza, Renzo Cimberio, Alberto Castelli, la curva, i tifosi del Pa-laWhirlpool? Con che spirito il presidente Coppa si appresta a delegittimare il suo Cda, che con una votazione avvenuta il giorno dopo la salvezza aritmetica (vittoria con Caserta) si era espresso con una votazione a favore del coach pavese (tre voti favorevoli, uno contrario, Coppa astenuto per non influenzare gli altri)? Non ci nascondiamo dietro a un dito, mai l'abbiamo fatto: ci sia- mo schierati per la conferma di Caja in tempi non sospetti e non ci tiriamo certo indietro. Certo, noi ne facciamo una questione tecnica: siamo con Caja perché con lui e grazie a lui Varese è diventata una squadra e i suoi giocatori hanno capito quello che gli si chiedeva, quindi si è salvata. E saremmo curiosi di vederlo all'opera con la squadra dal mese di agosto dopo averla costruita: perché quando Caja ha avuto in mano una squadra fin dall'inizio, solitamente, ha fatto belle cose. La questione tecnica è opinabile: si può essere d'accordo o meno, e Coppa ha il diritto di credere in un allenatore e il dovere di assumersi le responsabilità di ogni sua scelta. Qui, però, si parla d'altro. Il rispetto guadagnato Qui si parla di rispetto: quello che si deve a un uomo che è stato chiamato in un momento disastroso, un uomo al quale la società si è affidato quando era disperata e non sapeva che pesci pigliare, un uomo che ha fatto il suo lavoro con una professionalità esemplare. Un uomo che ha preso per mano Maynor facendolo tornare a essere il fenomeno che tutti hanno visto, quando in società non sapevano che fare con un giocatore che non aveva ben capito dove fosse finito. Un uomo che si è guadagnato la possibilità di provarci, con una squadra che lui ha salvato, davanti a un pubblico che lui ha conquistato (in pochi sarebbero stati capaci di farlo, dopo il ciclone Pozzecco). E in queste ore Coppa sta mancando di rispetto a Caja, anzi: lo sta prendendo in giro. Una porcheria Chissà come andrà a finire? Sì, arriverà Iozzelli dall'alto della sua esperienza di due anni di serie A e di una vita passata a Pistoia. Capitolo coach. Caja, a questo punto, difficilmente resterà qui: non prendiamoci in giro, che di prese in giro ce ne sono abbastanza. Arriverà Moretti? Uno degli allenatori più pagati della serie A, uno che ha visto svanire i playoff per colpa di una squadra (Varese) venuta a passeggiare sul suo campo anche se non aveva più nulla da chiedere al campionato, per colpa di un allenatore (Caja) che l'ha messo nel sacco con una zona contro la quale il buon Moretti ci ha capito poco o nulla. Arriverà Crespi? Uno che, a parte la stagione miracolosa con Siena, negli ultimi anni non è che abbia fatto poi queste grandi stagioni (un paio di esoneri, uno scudetto da assistente). Non lo sappiamo. Sappiamo solo una cosa: se anche il nuovo allenatore dovesse portare Varese infinale scudetto non cambierebbe la nostra idea su quel che sta succedendo in questi giorni. Sì: una porcheria[/color][/font][/size]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]In attesa della scelta del nuovo direttore sportivo, è già toto-allenatore per la Varese che verrà. La decisione della dirigenza biancorossa di non rinnovare il contratto in scadenza al 30 giugno con Attilio Caja non è ufficiale, ma è evidente la volontà del club di chiudere il rapporto con il coach pavese, affidando al futuro responsabile dell' area tecnica il compito di invididuare il tecnico che siederà sulla panchina dell'Openjobmetis versione 2015/2016. Se come sembra probabile la scelta della società di piazza Monte Grappa per il ruolo di nuovo responsabile dell'area tecnica dovesse cadere su Giulio Iozzelli, pare automatico legare il nome del d.s. toscano a Paolo Moretti, col quale collabora da 6 anni e mezzo a Pistoia. Una coppia già rodata che ha già dimostrato grande affiatamento nella "escalation" di risultati del club toscano: dal 2012 ad oggi nell' ordine una finale di LegAdue, una promozione in serie A, un playoff da matricola oltre ogni aspettativa ed un altro sfiorato nella stagione appena conclusa capitalizzando al meglio un budget non certo di vertice. Ma l'operazione Moretti non è né facile né scontata: di mezzo c'è un contratto rilevante (superiore a 100mila euro, uno dei pochi della serie A) rinnovato lo scorso anno dopo il titolo di miglior allena- tore del campionato 2013/2014. L'allenatore aretino avrebbe a disposizione la facoltà di liberarsi esercitando la clausola rescissoria a suo favore; ma sull'ex azzurro potrebbe esserci l'interesse di altri club. Su tutti Reggio Emilia, dove in caso di eliminazione ai quarti di finale la posizione di Andrea Menetti (in scadenza di contratto) sarebbe a rischio, e Moretti sarebbe un candidato plausibile - potendosi muovere anche col 17enne figlio Andrea, promettente talento delle nazionali giovanili - anche se il favorito parrebbe Stefano Sacripanti (a sua volta in scadenza a Cantù). Varese potrebbe stuzzicare Moretti con un budget per la squadra superiore a quello di Pistoia e la certezza del legame con Iozzelli, sebbene difficilmente l'ingaggio potrebbe essere pari a quello dell'attuale contratto con i toscani. Ma sembra plausibile che il coach aretino, prima di prendere una decisione definitiva tra il trasferimento sotto le Prealpi e la permanenza in Toscana, possa esplorare la reale consistenza delle sue possibilità per club attualmente impegnati nei playoff. Dunque i tempi per verificare l'effettiva percorribilità della pista Moretti potrebbero non essere immediati; ma visti i rapporti strettissimi con l'attuale coach di Pistoia, sarebbe facile per Iozzelli sapere se puntare fino in fondo sul coach aretino, e se invece c'è bisogno di tenersi pronte delle soluzioni alternative. E in effetti nella lista dei nomi indicati dal direttore sportivo pistoiese non ci sarebbe comunque il solo Moretti: altre opzioni considerate sarebbero quelle di un veterano come Marco Crespi e dell'emergente Giulio Griccioli, già in ballottaggio per la panchina varesina nel 2013, quando poi Cecco Vescovi scelse Fabrizio Frates. Il coach di Busto Arsizio è libero da vincoli contrattuali dopo l'esonero dello scorso dicembre a Vitoria, mentre il tecnico senese è sotto contratto con Capo d'Orlando (ma c'è un'opzione di uscita che scadrà a breve termine). E se invece il prescelto per il ruolo di d.s. fosse Nicola Alberani, che incontrerà lunedì il CdA biancorosso? Anche il g.m. forlivese avrebbe una lista di candidati - sia italiani che stranieri - da sottoporre al vaglio della dirigenza biancorossa. Dunque prima di entrare nel vivo della scelta del nuovo allenatore, servirà l'investitura ufficiale per il nuovo direttore sportivo, attesa per la metà della prossima settimana; poi sarà il manager ad avere il mandato della società per esplorare il mercato dei coach sulla base delle idee condivise negli incontri di questi giorni. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
[font=Tahoma](G.S) - Tra [/font][b]Pallacanestro Varese [/b][font=Tahoma]e [/font][b]Attilio Caja [/b][font=Tahoma]tira aria di [/font][b]divorzio[/b][font=Tahoma]. Neppure due settimane dopo l’acclamazione del [/font][b]PalaWhirlpool [/b][font=Tahoma]per il coach pavese artefice della missione salvezza, le chances di conferma del tecnico ex Milano e Cremona sembrano ridotte al lumicino.[/font]
[font=Tahoma]Una mossa a sorpresa? Sicuramente sì, per tutti i tifosi - compresi quelli illustri - che avevano apprezzato l’eccellente restyling operato a tempo di record dall’Artiglio per dare un volto compiuto alla squadra in piena bagarre tecnica e mentale dopo il terremoto delle dimissioni di [/font][b]Vescovi [/b][font=Tahoma]e [/font][b]Pozzecco[/b][font=Tahoma]. Comunicazioni ufficiali sul fronte coach non ce ne saranno fino alla investitura del nuovo direttore sportivo ma, sebbene l’incontro con Caja resti il primo sull’agenda del professonista in arrivo, pare sin d’ora di poter escludere che in quella sede si parlerà di rinnovo del contratto. Evidentemente la volontà della società di inaugurare un ciclo legato al nuovo responsabile dell’area tecnica ha cambiato le carte in tavola: se fino alla settimana scorsa Caja sembrava praticamente l’unico candidato in lizza per l’[/font][b]Openjobmetis [/b][font=Tahoma]2015/2016, qualcosa è cambiato quando s’è trattato di stringere le trattative in corso. [/font]
[font=Tahoma]Trovandosi a dover convincere un professionista già sotto contratto con un altro club ([/font][b]Iozzelli[/b][font=Tahoma], il grande favorito, lo è con Pistoia mentre [/font][b]Alberani [/b][font=Tahoma]- che lunedì si presenterà al CdA biancorosso - lo è con Roma) a sposare la causa biancorossa, la dirigenza varesina non ha inserito la preferenza per l’eventuale conferma di Caja nella lista delle priorità discusse. D’altra parte, è prassi normale per un manager indicare gli allenatori con i quali ritiene di poter lavorare in sintonia. E sia Iozzelli che Alberani avrebbero espresso le loro preferenze nei colloqui preliminari svolti con [/font][b]Stefano Coppa[/b][font=Tahoma]. Lo stesso massimo dirigente era stato chiaro fin dall’inizio nell’indicare come il nuovo manager avrebbe avuto un ruolo preponderante rispetto al coach nelle gerarchie della nuova Varese. E il presidente biancorosso è il primo a sapere che la prosecuzione del suo mandato in scadenza al 30 giugno 2016 dipende dalla capacità di fare le scelte giuste per invertire il trend negativo delle ultime due stagioni. Corretto, dunque, che sia lui a mettere la faccia sulle posizioni chiave di direttore sportivo e allenatore. [/font]
[font=Tahoma]Proprio per questo la decisione di rinunciare ad un tecnico che in due mesi e mezzo aveva fatto breccia nel cuore della piazza non può essere caricata esclusivamente sulle spalle del ds che verrà. [/font][font=Tahoma]Se il massimo dirigente biancorosso ritiene che Caja non abbia il profilo giusto per guidare il nuovo corso, considerandolo tecnico perfetto per le missioni da "pronto soccorso" ma non per gestire una stagione intera, toccherà a lui a prendersi la responsabilità di una scelta che comunque farà discutere. Prima di tutto per correttezza nei confronti del coach pavese, che nella sua breve ma intensa avventura biancorossa ha mostrato una professionalità, una dedizione ed un'etica del lavoro che meritano rispetto. E poi per correttezza nei confronti del ds che verrà, evitando di esporlo come artefice di una decisione impopolare come primo passo della sua avventura a Varese. Comprensibile che dopo due estati in cui le scelte "di pancia" dal sapore populistico sono state pagate a caro prezzo alla distanza, si vogliano evitare quei compromessi che alla distanza hanno fatto esplodere il conflitto Vescovi-Pozzecco. Ora Coppa vuole una coppia ds-coach affiatata e di sua completa fiducia: se il campo gli darà ragione, come accaduto con Caja come gestore del post-Poz, il popolo biancorosso sarà con lui. Se la scelta non pagherà in termini di risultati sportivi, sarà contro di lui...[/font]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Una poltrona per due. O forse più di due, se i candidati "principi" per il ruolo di direttore sportivo del-1 ' Openjobmetis preferiranno restare nelle attuali collocazioni a Pistoia e Roma. Nei prossimi giorni il CdA della società di piazza Monte Grappa incontrerà domani Giulio Iozzelli e poi Nicola Alberani (appuntamento slittato a venerdì per impegni pregressi del dirigente forlivese) per un confronto a tutto campo che indurrà la dirigenza biancorossa a scegliere il preferito per il ruolo di responsabile dell'area tecnica rimasto vacante dopo l'addio di Cecco Vescovi. Sarà il primo fondamentale snodo della stagione 2015/2016 biancorossa, come conferma il presidente Stefano Coppa: «La programmazione per l'annata ventura è iniziata già all'indomani della vittoria-salvezza contro Caserta e riguarda una vasta gamma di aspetti non soltanto sportivi. La scelta del ds sarà però fondamentale per la programmazione pluriennale che voghamo impostare con lui. Sarà una decisione importante, per questo vogliamo discutere ad ampio raggio con i candidati che abbiamo individuato, affinchè il CdA si esprima sulla base di un confronto rispetto alle strategie stabihte«. Si tratterà dunque di una sorta di "colloquio di lavoro" in stile aziendale? «Noi abbiamo ben chiaro dove voghamo arrivare, ma voghamo confrontarci sui metodi per raggiungere l'obiettivo e sulla rotta da seguire; sarà una discussione aperta senza preclusioni su tutti i temi relativi alla programmazione tecnica. Le figure che abbiamo selezionato hanno profili ed idee differenti; in ultima analisi il direttore sportivo dovrà rendere conto al CdA, ma c'è assoluta disponibilità al confronto sulle metodologie di lavoro». Ciò significa che si discuterà apertamente anche della figura deh' allenatore? «Non accetto un "no" a prescindere su Attilio Caja, ma neppure voglio imporre una figura eventualmente non condivisa da chi verrà a guidare l'area tecnica: sarebbe il modo peggiore per iniziare un rapporto. Dunque se i candidati riterranno che ci sono allenatori con i quali potrebbero lavorare in maniera più efficace ragioneremo anche su questo argomento». E se i candidati in lizza preferissero restare dove so- no? Esclusa la possibihtà di affidarsi alle forze interne? «Al di là dei contratti in essere, chi arriverà a colloquio con il CdA nutre evidentemente un certo interesse per la nostra proposta. E comunque ho chiesto entro 10 giorni di esprimere una disponibilità definitiva. Dopodiché, a giudicare dal numero delle candidature ricevute in questi mesi, Varese ha ancora grande appeal nel mondo del basket italiano. Le risorse interne? Sarebbe stata la soluzione più facile per dare continuità al lavoro di Caja, ma non è quello che stiamo cercando. Di sicuro senza più Vescovi Simone Gioire non fa più parte dei programmi: cercherò una soluzione per chiudere il rapporto nonostante l'anno di contratto residuo». [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
[size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'](G.S.) - Entra nel vivo il rush finale per assegnare la poltrona del comando dell'area tecnica della Pallacanestro Varese. Due appuntamenti nel giro di 24 ore previsti dal CdA della società di piazza Monte Grappa, che incontrerà i professionisti "selezionati" da Stefano Coppa per raccogliere l'eredità di Cecco Vescovi. Colloqui di lavoro in stile aziendale per stabilire chi rivestirà la figura chiave nell'organigramma dell'Openjobmetis che verrà: T'offerta pluriennale "2+1" che il club biancorosso vuole sottoporre al candidato in grado di sposare meglio dell'altro l'identikit tracciato dalla governance varesina è fondata su un mandato piuttosto ampio su tutta l'area tecnica, strategie di mercato in primis a partire dalla scelta dell'allenatore. Domani toccherà a Nicola Alberani, professionista emergente consacrato da 3 anni di ottimi risultati a Roma (una finale, una semifinale e un ottavo di Eurocup) pur in un ambiente non facile. Il 40enne dirigente forlivese aveva già incontrato due mesi fa la delegazione Coppa-Salvestrin-Gandini; inizialmente sembrava in vantaggio, ma le sue quotazioni sembravano cadute nelle ultime settimane in favore di Giulio lozzelli, pistoiese doc partito dal calcio (prima praticato e poi da dirigente) per arrivare alla guida dell'area tecnica del Pistoia Basket, portato dal fondo della LegAdue a due stagioni comunque superiori alle aspettative nel rapporto budget-rendimento sul campo. Ad oggi sarebbe proprio l'attuale ds toscano il favorito, anche se la partita non sembra chiusa con Alberani che avrebbe "sposato" a sua volta la causa del 5+5 (per entrambi comunque praticabile arrivando a qualche obiettivo italiano importante, altrimenti comunque c'è la disponibilità da parte della società a cambiare strategia e tornare al 3+4+5). [/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']E se entrambi preferiranno rispettare i contratti in essere con le società di appartenenza, sebbene Varese abbia un budget superiore a Pistoia e ad oggi la situazione di Roma è avvolta nell'incertezza più assoluta col rischio che il patron Toti decida solo ai primi di luglio sul da farsi? E' comunque una possibilità da prendere in considerazione, e la società starebbe cercando di farsi trovare pronta. Anche se tra i professionisti liberi la figura di Bruno Arrigoni - grande esperto del mercato americano oltre che già noto "su piazza" come vice di Gamba e Rusconi - non risponderebbe pienamente alle esigenze della società, che vorrebbe un ds operativo a 360 gradi e non solo un (pur ottimo) superscout. Che la scelta della dirigenza biancorossa di lasciare carta bianca sul coach sia stata compiuta nell'ottica di togliere gli ultimi eventuali dubbi a due professionisti che potrebbero scegliere di lasciare l'attuale "location" a condizione di poter operare con le mani libere? [/font][/color][/size]
[b]ANDY RAUTINS [/b](9 punti; 3/3 2p; 1/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]La presenza al palazzetto del padre Leo, vecchia conoscenza della pallacanestro italiana, lo galvanizza: mette il fisico in difesa e presenzia a rimbalzo con 11 palloni arpionati. Un po' troppa foga nella gestione dei falli, ma l'impegno non è mai mancato.
[b]ERIC MAYNOR [/b](13 punti; 2/7 2p; 3/9 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]“Solo” sei assist a referto, anche perché i compagni - in un paio di frangenti almeno - non ricambiano la gentilezza. Meno autoritario e in forma delle ultime uscite, richiama comunque gli applausi del pubblico: proverà a tornare in NBA, ma anche se dovesse rimanere in Europa dubitiamo sia un costo sostenibile per Varese.
[b]JOHNDRE JEFFERSON [/b](17 punti; 8/14 2p; 0/0 3p; 1/6 tl), [b]VOTO: 6,5. [/b]Chiamato agli straordinari a causa dell'indisponibilità del luogotenente Callahan, arriva cotto come un piatto di brasato al momento clou della cena. Peccato, perché i primi trenta minuti sono da leccarsi i baffi. Anche se, a dirla tutta, i cinque tiri liberi sbagliati risultano fastidiosi come i gomiti messi sulla tavola.
[b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](4 punti; 0/4 2p; 1/4 3p; 1/3 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Si rivela per larghi tratti controproducente, optando sempre per la via meno acuta in attacco e meno utile in difesa. Prova a rianimarsi con un dardo da otto metri nel rettilineo finale, quindi torna a fare a pugni con il ferro. Metafora di un girone di ritorno contraddistinto da sfortuna e forma calante.
[b]STANLEY OKOYE [/b](4[b] [/b]punti; 2/3 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Dopo gli exploit delle settimane passate ritorna nel ruolo di onesto gregario. Nel tentativo di tirare il gruppo, subisce qualche folata di vento di troppo. Un buon prospetto che ha ancora molti chilometri da pedalare per entrare nel grande giro del parquet.
[b]KRISTJAN KANGUR [/b] (4 punti; 0/1 2p; 1/3 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Gioca a nascondino, come spesso accaduto in questo finale di annata, sperando che i compagni più giovani e baldanzosi diano propulsione alla squadra. Questa volta, purtroppo, riceve poca collaborazione e ci mette poco carisma per cambiare le sorti. Apatico.
[b]JACOPO BALANZONI [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]Fugace apparizione, con due falli, nel finale di gara. Probabilmente il suo ingresso nelle rotazioni avrebbe preservato Jefferson nel finale punto a punto.
[b]CHRISTIAN EYENGA [/b](15 punti; 7/11 2p; 0/1 3p; 1/3 tl)[b] VOTO: 6,5.[/b] Di alcune spanne il più volitivo del gruppo (anche perché c'è in ballo una conferma con denaro da contrattare: mica bruscoletti), è bravo ad incunearsi nella difesa irpina. Nel momento di giocare il carico da 11, si vedano i canestri da sotto mancati nel finale concitato, non ha però più briscole in mano. [b] [/b]
Quei pomeriggi di basket di maggio, con la colonnina di mercurio spavalda e la luce del sole ad invadere il catino del Lino Oldrini, possono evocare due sensazioni opposte: o la flemma dell'ultimo giorno di scuola con il destino già scritto, o la vivida tensione da esame tipica dei play-off. Da varie settimane Varese si è abituata a vivere con dignità un finale di stagione senza obiettivi in palio, scegliendo il lavoro in palestra al posto di un irritante sbraco. Anche nell'ultimo giorno di scuola, almeno fino al quarantesimo, niente gavettoni in cortile o coca cole tracannate a profusione. Meglio un congedo dignitoso, prima di imboccare ognuno la propria strada fino a dileguarsi oltre all'orizzonte.
E come nei più classici addii, piacevoli ricordi si mischiano a mai sopiti rancori: applausi scroscianti per Banks, latrati sonori per Frates, uno striscione di sincero ringraziamento a Caja. Qualunque siano le decisioni per il futuro, ci uniamo nel celebrare il lavoro silenzioso ed efficace del coach pavese.
[i][b]Prima metà a tinte bianco-verdi. [/b][/i]L'avvio soft degli irpini favorisce un balzo sull'8-2 (Maynor bravo ad ispirare Jefferson ed Eyenga), quindi gli ospiti sprintano con un parziale di 0-10 infarcito dalle triple di Green e Gaines. Quando il quintetto di casa riprende a cimentarsi nel suo gioco prediletto – transizione ed ali che attaccano l'area – la bilancia torna a pendere verso l'OpenJobMetis: 19-14. Un finale senza troppo mordente reciproco consegna allo statino del primo quarto un salomonico 20 pari.
Un contatto fortuito priva Varese del suo unico play a referto (Lehto fuori dalle rotazioni per numero massimo di comunitari, [i]ndr[/i]) ed obbliga i ragazzi in campo a qualche minuto di autogestione, anch'essa dal sapore molto estivo. Rautins e Jefferson, quest'ultimo tanto abile a tenere a bada il totem Anosike quanto impreciso dalla lunetta, conducono i prealpini sul 29-24; poco dopo però i giri a vuoto di Diawara vengono puniti da Banks ed Harper per il contro sorpasso in concomitanza del 31-32. Alcune gestioni approssimative (8 palloni persi e 10 tiri liberi sul ferro nel saldo di metà gara) nonché l'attenzione di Gaines a convertire in canestri palloni sporchi aprono un solco sul tabellone (35-43), solo in parte mitigato dal dardo di KK per il 40-45 della pausa lunga.
[i][b]Rimonta incompiuta. [/b][/i]La reazione dei ragazzi di Caja propizia un paio di azioni prepotenti sublimate dalla mano calda di Rautins e dalla schiacciata di Jefferson per l'aggancio a quota 51, quindi l'energia di Trasolini e una serpentina di Banks ridanno fiato ai campani: 55-58. Il terzo quarto scorre con pochi fischi arbitrali e con corse a pieni polmoni [i]coast to coast[/i]: Varese potrebbe sfruttare diversi tanti aperti ma segna solo in avvicinamento, anzi soltanto quando si appende al ferro; dall'altra parte il “ventello” del sempre applaudito Adrianino sancisce il 59-66 dall'ultima mini pausa.
Le rotazioni ridotte all'osso (Callahan in panchina senza minutaggio e Balanzoni impiegato per pochi istanti) innescano una sequenza di canestri sbagliati per pura stanchezza, la quinta penalità dell'arciere Rautins segna il primo addio dal campo e da Masnago per un atleta espressosi un gradino sotto il suo potenziale. Diawara, a tratti inguardabile, riapre uno spiraglio con il canestro del 64-67, accolto da Frates con un time-out per ringhiare contro i suoi. I colpi del possibile pareggio, mancati dal perimetro da Kuba e da Maynor, sono un invito a nozze per Green e per una Sidigas attenta ad addormentare i ritmi più che ad offendere (64-70 a due giri di lancette dal termine).
Varese alza bandiera bianca mentre la platea, al solito esemplare, dispensa incoraggiamenti per tutti gli attori di una stagione opaca ma non disastrata.
Fine delle trasmissioni, in attesa che le notizie sul fronte societario, tecnico e del mercato ci tengano con le orecchie incollate alla ricerca di novità. Che si vinca o si perda, su Varese Fans Basket avremo sempre qualche tema a spicchi, da sciorinare con garbo, passione ed ironia. Alla prossima.
[color=rgb(0,0,0)][font=verdana][size=3]Attilio Caja suona la carica per trascinare una Openjobmetis in emergenza in vista del congedo casalingo stagionale. Il coach pavese punta al "pokerissimo" di vittorie consecutive contro Avellino, anche se i biancorossi saranno alle prese con diversi problemi di organico. Certa la defezione di Andrea Casella dopo l'appendicectomia di mercoledì mattina, lo straniero destinato alla tribuna sarà invece Aliterò Lento (assente per tutta la settimana a causa di un forte stato influenzale); recuperato parzialmente invece capitan Kangur, a sua volta febbricitante nei giorni scorsi. Mentre ieri era assente Jacopo Balanzoni a causa di una distorsione,ad una caviglia, e sul finire dell'allenamento si è infortunato anche Craig Callahan: per il lungo oriundo distorsione alla caviglia da valutare in giornata, ma la sua presenza è a forte rischio. L'unica buona notizia dall'infermeria riguarda il recupero di Christian Eyenga, che dopo aver saltato le gare contro Capo d'Orlando e Pistoia tornerà a referto domani dopo una buona settimana di lavoro. «Abbiamo avuto una settimana all'insegna dei problemi di organico, ma nonostante qualche defezione i ragazzi si sono allenati bene e con grande applicazione anche grazie al rientro di Eyenga. Anche stavolta hanno dimostrato grande professionalità e sono sicuro che daranno tutto domani per chiudere bene la stagione davanti al nostro grande pubblico. Ma le ultime vittorie contro Capo d'Orlando e Pistoia hanno dimostrato che con il lavoro la classe operaia va in Paradiso...». L'ultimo ostacolo del 2014/2015 biancorosso sarà la grande delusa Avellino, partita con propositi di playoff e anch'essa già certa di chiudere domani la stagione regolare; Caja avverte comunque i suoi sul valore del roster della Sidigas. «Avellino non è riuscita ad esprimere appieno il suo potenziale, ma ha giocatori importanti in tutti i ruoli. Sotto canestro hanno qualità e stazza con Anosike, Harper e Trasolini; sul perimetro particolare attenzione all'ex Banks che in 1 contro 1 porta sempre grande utilità alla squadra e in contropiede è micidiale, mentre il ritorno di Mar-ques Green può far girare una batteria di esterni talentuosa. Per non far esaltare il loro talento dovremo giocare una partita di grande attenzione e qualità». L'eccellente stato di forma raggiunto dall' Openjobmetis nelle ultime settimane amplifica il rammarico per il fallito traguardo playoff, ma il coach pavese non ha rimpianti per quanto concerne il suo scorcio alla guida di Varese: «In questi due mesi è mezzo siamo andati oltre ogni aspettativa e non ho nulla da rimproverare alla squadra: il gruppo di lavoro, dai giocatori allo staff, ha operato al meglio dimostrando coesione e massima applicazione. Io stesso sono rimasto sorpreso di come in così poco tempo siamo riusciti a produne partite così sostanziose come quelle di Sassari e Pistoia, nelle quali abbiamo fatto larghissimo uso di zona aggressiva, addirittura 40 minuti filati domenica scorsa al PalaCarrara. Una cosa non abituale per gli stranieri, ed in particolare gli americani, che invece hanno seguito ciecamente il piano partita: significa che il lavoro svolto ha funzionato a 360 gradi sul piano tecnico ma soprattutto mentale». [/size][/font][/color]
[size=3][font=verdana][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/font][/size]
[font=verdana][size=3][color=rgb(0,0,0)]E siccome c'è sempre una canzone, possibilmente bella, adatta a descrivere ogni stato d'animo, ogni istante della nostra vita ecco che, nell'intervista del saluto stagionale a Kuba Diawara (foto Blitz), le strofe di "I can see clearly now" di Johnny Nash rappresentano la colonna sonora dell'atleta francese. Nash, infatti, fissa in modo perfetto i vari momenti vissuti da Kuba, in particolare quando dice: «Sono volate via le nuvole nere che mi avevano reso cieco e domani sarà una giornata splendente, luccicante...». «Versi davvero significativi perché - conferma Diawara -, dopo alcune settimane fatte di buio angoscioso e preoccupazioni, adesso, finalmente ho ricominciato a vedere abbastanza bene e gli effetti di questi miglioramenti si sono avvertiti sul parquet. Oggi mi sento più sicuro, metto a fuoco meglio il canestro ed il mio rendimento nelle ultime uscite è sensibilmente cresciuto. Ovvio, non mi sento ancora al 100%, per quello servirà ancora tempo, ma ragionevolmente posso dire che i problemi dovrebbero essere ormai alle spalle». Lo spavento è passato, ma corrisponde a verità che lei inizialmente avesse trascurato l'infortunio? «Verissimo. Nel derby giocato contro Milano all'andata avevo subito un forte colpo sull'occhio e di primo acchito non ci avevo badato molto pensando, appunto, che fosse solo una botta. Dopo una qualche settimana avvertendo fastidi crescenti e una diminuzione del campo visivo ho iniziato a preoccuparmi. Da lì in avanti è successo il finimondo e ripetute visite specialistiche mi hanno condotto all'intervento chirurgico urgente». Quando si guarda alle spalle cosa prova? Rammarico o delusione? «Per il momento più rammarico perché - argomenta Diawara -, la vera Varese, quella brillante di inizio campionato, si è vista solo per tre giornate, fino a quando, cioè, Kangur è stato costretto a lasciare il gruppo per i noti guai alla schiena. Senza Kristjan abbiamo perso molto e, comunque, da lì in poi gli equilibri tecnico-tattici e mentali della squadra sono cambiati e non siamo più riusciti a rimetterli insieme nel modo giusto. Quello che è accaduto in seguito - altri infortuni, cambi in corsa di giocatori, allenatori e dirigenti -, rappresenta solo il corollario sgradito di una stagione molto sfortunata. Poi, rispondendo in modo esaustivo alla domanda aggiungo che solo domenica sera, dopo il match contro Avellino, potrò raccontarvi la delusione di una classifica che, probabilmente, ci sbatterà fuori dai playoff per un nulla. Per colpa delle tante occasioni - Trento, Pistoia, Pesaro, solo per citare quelle in casa -, che abbiamo gettato al vento». L'inutilità del rimpianto e, come si usa dire, è già domani. Già pensato al suo? «Non ancora anche perché, questa volta, non dipenderà solo da me. Varese deve ancora nominare g.m. e allenatore e toccherà a loro il compito di disegnare la squadra. Per quanto mi riguarda resterei volentieri a Varese a patto però di rivestire un ruolo importante nel gruppo che si andrà formando. Essere uno dei dodici - conclude Kuba fissando le condizioni -, non mi interessa: a 32 anni ho disputato il miglior girone d'andata della mia carriera, mi sento bene e in forma come non mai e ho ancora tanta voglia di lavorare in palestra. Insomma, a Varese sì, ma solo per giocare. Tanto e da protagonista». Massimo Turconi[/color][/size][/font]