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VareseFansBasketNews

  • Nicolò Cavalli
    Nei manuali di storia della pallacanestro spesso e volentieri si cita l'effetto Masnago. Quel fantomatico sesto uomo in campo capace di ribaltare le partite come i calzini, fino a lavarli e stenderli al sole una volta colta la vittoria. Quest'anno la magia si era percepita di rado, complice la depressione e l'impegno non sempre esemplare messo in scena dalla compagine casalinga. Scomodare l'effetto Masnago in annate simili appare dissacrante, però è bastato un secondo tempo vibrante (49-36 il saldo) per accendere la benzina della passione e per superare Cremona, squadra ben congegnata e in piena lotta play-off. Varese per lunghi tratti ha saputo difendere in sei, sublimando al contempo le doti fisiche di alcuni atleti imbrigliati da paure e fraintendimenti tattici.
     
    [i][b]Canestri a profusione. [/b][/i]La partenza aggressiva di Eyenga (sette punti in cento secondi) chiama la risposta di alta balistica da parte di Hayes e Bell: 8-9. La Vanoli veleggia con percentuali irreali (12-17 al '5), facilitata dalle poche manate offerte dalla difesa di casa. La platea del Lino Oldrini fischia in maniera altisonante l'ingresso in campo dell'ex Daniel, Ed risponde con il cipiglio cattivo inchiodando una stoppata con tanto di punto esclamativo. Due falli offensivi per blocco in movimento bloccano il primo break prealpino, le triple di Kangur e Callahan valgono comunque il primo sorpasso: 27-24 prima che Vitali riporti gli azzurri al minimo svantaggio al gong del quarto d'apertura.
     
    [i][b]Il buio al di qua della siepe. [/b][/i]Le compagini decidono ad un tratto di sparare a salve, dal perimetro come dal pitturato, partorendo un calcistico 2-3 in quasi metà periodo (marcatori Ferguson ed Okoye, in sospetto fuori gioco causa “tre secondi”). Le fiammate di Lehto e del guizzante Stan inducono il navigato Pancotto a parlarci sopra per un minuto: 33-29. Clark e Vitali non si fanno pregare per servire il contro-sorpasso, allora è l'altro decano delle panchine, Caja, a sfoderare la lavagnetta del time-out. L'autonomia ridotta dell'OJM – potremmo aprire il discorso della preparazione atletica, ma non si esaurirebbe in meno di tre cartelle di word – produce errori marchiani (emblematici i passaggi ciechi o i metri lasciati a Campani per un ciuffo da tre), gli arbitri fischiano a senso unico e gli ospiti vanno in fuga: Maynor perde palla banalmente, Hayes segna in contropiede e il play ex Denver si vede comminare un tecnico. Tutti negli spogliatoi in pace ed armonia: meno nove (37-46), tribuna inferocita, arbitri a rischio di incolumità, Mei ed Eyenga quasi a fare a pugni.
     
    [i][b]Basket pirotecnico. [/b][/i]Pur di fronte a crepe evidenti di bilanciamento negli uno-contro-uno, la fattiva presenza di Jefferson sotto le plance e il primo urrà di Rautins ridanno linfa al quintetto di casa: 44-48. Un improvviso 2+1 di Daniel respinge per un attimo l'onda di urto di una Varese più esplosiva a livello atletico e finalmente arcigna, ma grazie all'ennesima ripartenza un indemoniato Eyenga si giunge sul 54-53. L'OpenJobMetis accende i fuochi di artificio con tre minuti di pallacanestro eccelsa: difesa ermetica, Jefferson al ferro, dardo esiziale di Kangur, “bomba” di Maynor e freccia avvelenata di Rautins (65-53). Il canadese si ripete, fingendo però un contatto falloso di Bell: dal tecnico per simulazione Cremona rialza la testa con quattro punti di Vitali e tre di Hayes. I bianco-rossi macchiano un quarto eccellente con un parziale di 3-13: il volatone parte con un tabellone che recita 71-66.
     
    [i][b]Applausi convinti. [/b][/i]Rautins continua nella modalità [i]on fire[/i], eppure in difesa patisce le pene dell'inferno dinnanzi al brutto cliente Bell, autore del 75-71. Due canestri da rimbalzo offensivo, di Callahan ed Eyenga, spezzano il digiuno ma sono soltanto un'aspirina non bastevole a placare i bollori influenzali inflitti da Vitali e compagni (79-76). L'assetto stazzato magistralmente pensato da Caja manda il tilt i lunghi azzurri, Daniel in primis, e sembra ridare controllo ai ragazzi di casa: nella ripresa la lotta sotto le plance è un monologo prealpino. Tre gestioni poche oculate (compreso un assist per la prima file del [i]parterre[/i]) e la flemma di Maynor rappresentano tuttavia un trampolino di lancio per il solito Hayes – Migliore dei suoi con 25 punti e 7 falli subiti-, lesto a timbrare dalla lunetta l'84-82. Ma un magnifico Eyenga, lui sì MVP, chiude i conti: entrata ad eludere Campani per il più quattro e stoppata roboante in difesa.
     
    Una volta tanto la caccia all'[i]high five [/i]richiama i sorrisi dei fedelissimi, assiepati come ai bei tempi per ringraziare tutti i protagonisti. Nella cerimonia c'è spazio per il figlio del gigante buono Callahan, per l'infortunato Kuba, per i componenti di una squadra che soltanto da un mese può definirsi tale. Qualcuno abbraccia Caja, l'uomo che a fari spenti sta tirando fuori Varese dalle secche della zona retrocessione. Lo immaginiamo imbarazzato, l'ottimo Attilio, ma senza di lui non si sarebbe vista questa sera una ripresa così tenace, organizzata, vincente. Ora abbiamo capito perché dalle piazze dove ha allenato si è portato dietro il soprannome "artiglio"...

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Attilio Caja (foto Blitz in alto) punta sulla continuità e sulla qualità del lavoro in palestra per proseguire nel percorso di crescita ormai in fase di sviluppo da oltre tre settimane. Il coach pavese fa affidamento su una condizione fisica in crescita costante (fatto salvo il problema muscolare che mette a rischio la presenza di Diawara) e su automatismi più rodati dopo un'altra settimana di allenamenti per provare a battere Cremona nella prima di due gare casalinghe consecutive per i biancorossi: «Abbiamo proseguito il lavoro per migliorare le nostre cose: c'è stato un carico importante nei primi giorni della settimana, e la testimonianza della qualità dell'opera è una lieve stanchezza che mi ha indotto a diminuire i carichi negli ultimi due giorni per arrivare pronti alla gara di domani».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Ma la cura-Caja fatta di fatica in palestra e meticolosità nelle esecuzioni funziona meglio col tempo, e dopo la trasferta impossibile di Milano il coach ex di turno (due subentri ed un esonero a Cremona) confida in ulteriori progressi dei suoi: «Ci aspetta un match tanto difficile quanto importante per dare continuità ai nostri progressi e crescere ulteriormente rispetto alla vittoria contro Roma. Abbiamo lavorato duramente per essere pronti e teniamo molto a conquistare una vittoria che per noi sarebbe molto importanti. Ovviamente siamo consapevoli della qualità di Cremona, reduce da una stagione di risultati positivi culminati con la conquista della Final Eight di Coppa Italia. Ma vogliamo allungare a 40 minuti l'autonomia del nostro gioco rispetto ai 35 di buona fattura espressi contro l'Acea». Caja indica nell'azzurro Luca Vitali il punto di forza della Vanoli, ma presta grande attenzione anche all'ex di turno Daniel che in assenza dell'infortunato Cusin avrà ampio spazio sotto i tabelloni ospiti: «Vitali è un giocatore molto importante, bravissimo soprattutto a far rendere i compagni ed ottimo complemento di un trio di americani di qualità come quello composto da Hayes, Clark e Bell. Dovremo stare molto attenti alle qualità atletiche di una squadra che gioca con grandissima energia ed è molto tembile in contropiede. Attenzione anche a Daniel, che ci terrà a fare bene ed giocare la classica partita dell'ex: dovremo essere pronti in tutti i modi a contenerlo». 
    Per Varese resta un grosso punto interrogativo relativo al difficile recupero di Diawara, ma Caja non si piange addosso: «Kuba ha svolto solo allenamenti differenziati da giovedì e continuerà a farlo anche oggi, il suo recupero al momento pare difficile. Ma piangersi addosso è inutile: bisogna fare il massimo con quello che si ha. Se non dovesse esserci subentrerà Okoye, sperando che possa ripetere l'ottima prestazione disputata contro Roma. Poi quando Diawara tornerà disponibile ci aiuterà con la professionalità e l'attaccamento di sempre; ma l'importante è ottimizzare le risorse a disposizione». 
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Attilio Caja stuzzica l'orgoglio dell'Openjobmetis alla vigilia della trasferta sul campo imbattuto della prima della classe EA7 Milano.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Il derby numero 170 - con il coach pavese e capitan Kangur come ex di turno - sembra sulla carta a pronostico chiuso, ma Varese vuole confontarsi contro la squadra da battere per capire dove e quanto migliorare ancora. 
    «Prima di tutto dovremo aver voglia di competere contro la miglior squadra italiana, unica rappresentante nostrana tra le 16 più forti d'Europa - afferma il tecnico che guidò l'Olimpia dal 2002 al 2004 e nel 2007/2008 -. Per noi dovrà essere una grande sfida per provare a reggere l'urto fisico di una big e verificare il nostro livello contro la capolista. Certo servirà una grande partita corale per non subire la loro fisicità, visto che in ogni ruolo possono avere un mis-match favorevole in termini di stazza e centimetri». 
    Per provare a restare in partita al Forum di Assago servirà dunque una partita senza sbavature, anche se Caja guarda oltre al risultato del derby e considera il match di domani come una tappa importante in chiave futura. 
    «Oltre alla resistenza fisica servirà anche concentrazione mentale - spiega il coach -: due aspetti imprescindibili per restare attaccati agli avversari, e sfruttare questa partita come tappa per proseguire nel nostro percorso di crescita. In una gara del genere inutile aggrapparsi a soluzioni di breve respiro, meglio proseguire su un discorso più ampio che può dare certezze in funzione delle ultime 8 giornate». Nonostante i piccoli acciacchi che hanno limitato Diawara, Kangur e Maynor, il lavoro settimanale è proseguito sulla falsariga della massima attenzione: «Abbiamo lavorato per migliorare alcune situazioni, in particolare nella fluidità e nelle spaziature offensive: contro Roma abbiamo combinato qualche pasticcio indipendentemente dallo schieramento avversario. Problemi di posizionamento e di cattiva qualità nei passaggi che hanno causato confusione e palle perse e ai quali abbiamo prestato particolare attenzione. Inoltre abbiamo posto grande attenzione sulle situazioni di gioco spalle a canestro nelle quali Milano può metterci in difficoltà; c'è stato qualche acciacco ma tutti hanno sempre dato il massimo a livello fisico e mentale».
    Dunque domani al Forum nuovo test per valutare la crescita di Maynor, decisamente rinfrancato nelle ultime due uscite, e Rautins favorito su Okoye nel ballottagio per l'ultimo posto a referto per gli stranieri: «Eric era reduce da una lunga inattività, ora il ritmo elevato degli allenamenti gli sta consentendo di crescere. Per quanto riguarda Rautins lo valuteremo ancora oggi e domani, ma i primi riscontri sono stati positivi. A seconda delle risposte valuteremo tra Andy ed Okoye; con Stan non abbiamo ancora parlato ma non l'ho visto a disagio per il rischio tribuna, deve comunque continuare a lavorare forte in allenamento». 
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

     
     
    Prove generali di derby per l'EA7, in campo stasera (ore 20.45 al Forum; diretta su FoxSports 2) nel match casalingo di Eurolega contro Malaga a preludio della sfida di domenica ad Assago contro l'Openjobmetis.
    Più che sulla partita, l'attenzione dei tifosi milanesi è concentrata sulla Mike D'Antoni Night: nel corso dell'intervallo del match odierno infatti verrà ritirata la maglia numero 8 del play italo-americano che con la maglia dell'Olimpia ha vinto 5 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, una Korac, una Intercontinentale e una Coppa Italia da giocatore, e poi una Korac nel 1993 da allenatore (al suo attivo anche 2 scudetti e una Coppa Europa da head coach a Treviso). 
    Per la squadra di Banchi, mai vittoriosa in casa nelle Top 16, la sfida contro Malaga (al suo fianco a 4 punti al sesto posto del girone F) ha un valore ormai relativo per la classifica, ma l'obiettivo è quello di onorare con un successo il ritorno ad Assago di uno dei personaggi che hanno fatto la storia della società (tra i candidati per la panchina dei Denver Nuggets dopo aver guidato Phoenix, Lakers e Knicks nella NBA).
    E allo stesso tempo di prepararsi al meglio al derby numero 166, che si giocherà a neppure 48 ore di distanza dall'impegno europeo di stasera: Milano ha infatti rinunciato al diritto regolamentare di chiedere il posticipo della partita con Varese (si giocherà domenica alle 18.15 senza diretta TV nazionale, al contrario della gara d'andata che fu quella della camicia strappata da Gianmarco Pozzecco).
    A seguire l'impegno casalingo dell'EA7 ci saranno gli assistenti biancorossi Ugo Ducarello e Matteo Jemoli (domenica a Masnago c'era invece Massimo Cancellieri, vice di Luca Banchi) in cerca di possibili punti deboli della capolista. Che però nella sua versione campionato sembra davvero uno schiacciasassi: Milano non perde in Italia da oltre 4 mesi (ultimo stop il 10 novembre a Reggio Emilia) e 15 partite, è l'unica squadra della serie A imbattuta in casa (10 vittorie su altrettante gare disputate al Forum) e tra le mura amiche fattura uno scarto medio di oltre 22 punti. 
    Dunque Milano punta a prolungare la sua striscia vincente evitando le sofferenze dell'andata a Masnago, quando passò per 102-97 soltanto nell'ultimo minuto di una gara tiratissima sfruttando i 37 punti di uno stellare Marshon Brooks, capace di nascondere l'assenza dell'infortunato Gentile (domenica regolarmente al suo posto) nella sua miglior prestazione stagionale. La formazione di Attilio Caja (che domenica giocherà col lutto al braccio per commemorare Aldo Monti) sta comunque lavorando di buona lena per preparare la trasferta di Milano con la priorità di contenere il gap fisico nei confronti della poderosa batteria di lunghi dell'EA7. 
    Ieri ha ripreso a lavorare Diawara dopo 2 giorni di riposo precauzionale per un risentimento ad un polpaccio, buoni riscontri da Rautins che pare già a buon punto e probabilmente domenica potrà garantire dei minuti. 
    Nella seduta pomeridiana però rimasti ai box capitan Kangur (vittima di una leggera distorsione alla caviglia in mattinat) e Maynor, fermato da un risentimento mucolare: le condizioni di entrambi verranno rivalutate prima dell'unico allenamento odierno in programma alle 17 a Masnago. 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]

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    [font=verdana][size=3]A volte bastano attimi a dividere redenzione e dannazione. Attimi vissuti con speranza e paura: c'è chi è più forte del punto di rottura e c'è chi si spacca. Stavolta Varese ha piegato streghe e fantasmi imponendosi con orgoglio e carattere afferrando un successo che valeva ossigeno puro e che voleva con la forza dei nervi distesi, anzi tesi.[/size][/font]
    [size=3][font=verdana]Finalmente Masnago s'è desta. Eppure, con la squadra avanti di una caterva di punti, poi raggiunta e superata in un incalzante e intenso finale, probabilmente molti sugli spalti s'erano già tormentati fra i ricordi di una stagione sin lì disastrosa, paventando la solita suonata funebre al di là di facce nuove in campo e in panchina. Timori veri ma passeggeri, aleggiando nella squadra uno spirito decisamente nuovo, auspice di tanta e determinante compattezza che ha scatenato una veemente reazione dopo quel bruciante sorpasso che tante altre volte aveva lasciato interdetta Varese.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Finalmente tutti uniti e allineati da una mentalità combattente, scomparendo quei pretesi e inconcludenti navigatori solitari, naufragati sempre e regolarmente. Ha trionfato la lucidità che è mancata proprio a Roma, con le mani sulla gara, nel finale dei tempi regolamentari, apparendo così l'esatta copia di Varese nelle sue molte e balorde sconfitte.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Un piccolo capolavoro di audacia ed energia positiva s'è avuto, poi, nel supplementare con colpi vincenti attraverso un'aggressione feroce su avversari e pallone. Dunque, non fili staccati o, peggio, fulminati ma legati tra loro con un spessore resistente a un tremendo impatto psicologico, segno di una certa chiarezza di idee e di compiti al di là dei propri limiti, purtroppo incancellabili. Caja, esperto timoniere abituato ai mari in burrasca, alla fine s'è lasciato andare a un po' di felicità genuina, tenendo tantissimo a fugare ingombranti ombre proprio nel far del suo nuovo giorno in una Pallacanestro Varese che egli ha sempre considerato nobile e ambita, e nella quale gli piacerebbe continuare, ben sapendo di doversi meritare una conferma soltanto con fatti alla mano. A dir la verità due cori, peraltro non fragorosi, hanno inneggiato a Pozzecco, più probabilmente per rendere omaggio al suo addio come lo è quello di chi resterà sempre nel cuore, seppur superato dagli eventi. Pure però sono parsi due piccoli "lenzuoli" dalla scritta eloquente, uno in gradinata est e l'altro in quella ovest, entrambi pro Vescovi che, ad onore di cronaca, resta il simbolo più storico della nostra Pallacanestro. Quell'«Io sto con Cecco» (foto Blitz), in una conta di consensi e dissensi, evidentemente esclude Pozzecco, fors'anche non più amatissimo dalla folla intera. Piccole schegge d'una violenta rottura che ha messo fine a un sodalizio considerato dalla società, probabilmente, con poca cognizione di causa, date antiche ruggini fra i due, quale punto fermo di un lungo corso.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ebbene, in una situazione dai risvolti così delicati, Caja non si sarebbe potuto permettere un inciampo proprio a Masnago dove non si vinceva dalle... Guerre Puniche. Sicuramente il buon Attilio, calcolando ogni rischio e pericolo, ha accettato l'onere della prova volendo rimettersi in gioco e in discussione, sicuro di riuscirvi.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]E il debuttante Lehto? La prima impressione non è stata sensazionale: non vale Rannikko, di cui è soltanto una copia molto... minuta per valore e taglia fisica, essendo il nuovo play un magrolino, ancorché intimidito, alla ricerca di gloria in una sfida in cui era vietato sbagliare.[/font][/size]

  • Nicolò Cavalli
    [b]ANTERO LEHTO [/b](5 punti; 1/2 2p; 1/3 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Alla prima esperienza lontana dalla natia e placida Finlandia, il play classe 1984 trema come un ragazzino. Un paio di palle perse sono frutto della pura emozione, per il resto qualche sprazzo buono (tripla nel terzo periodo) e alcuni giri a vuoto.
     
    [b]ERIC MAYNOR [/b](10 punti; 1/5 2p; 2/7 3p; 2/2 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Regista esiziale – con 9 assist puliti, qualcuno perso nella pancia delle statistiche – e capace di decidere l'overtime con giocate d'esperienza. Bello il duello con Stipcevic: lo azzanna nel primo tempo con un recupero difensivo mostruoso, lo patisce nella ripresa. In risalita.
     
    [b]ANDREA CASELLA [/b](1 punto; 0/1 2p; 0/3 3p; 1/2 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Nel momento di stanca di Varese durante il terzo periodo, si assume con esiti alterni le responsabilità in esecuzione. Ogni volta che tocca un pallone per servire i compagni ci si sente rassicurati come su un treno nei giorni di sciopero: destinazione ignota.
     
    [b]JOHNDRE JEFFERSON [/b](15 punti; 6/8 2p; 0/0 3p; 3/3 tl), [b]VOTO: 7. [/b]Perde mezzo punto sul cedolino a causa di un paio di schiacciate che andrebbero mai e poi mai sbagliate. Ottimo per atletismo, controllo delle plance (dodici rimbalzi, di cui sei in attacco) e intesa con Maynor. La roboante valutazione di 31 testimonia la presenza costante e fattiva.
     
    [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](16 punti; 2/2 2p; 4/13 3p; 0/2 tl) [b]VOTO: 5,5.[/b] Ad ogni canestro manda baci e segni di affetto al pubblico. Denota una voglia matta di tornare il protagonista del girone di andata, ahilui eccede con le scelte testarde (sette palle perse, alcune non degne della sua esperienza) e pecca con la gestione dei falli.
     
    [b]STANLEY OKOYE [/b](6[b] [/b]punti; 3/7 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Splendido soldato finché la gestione bellica procede in trincea, con il buon Stan a racimolare rimbalzi tra le linee nemiche, si spaventa un po' al momento delle missioni speciali. Ma la medaglia all'onore, questa volta, è sacrosanta.
     
    [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (0 punti; 0/5 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Il giocatore che mostrava la simbiosi più stretta con il Poz sembra spaesato dopo il cambio alla guida tecnica. Otto minuti di una timidezza e di una passività sorprendenti, tanto da faticare a ricordare una sua giocata degna di nota. Impalpabile.
     
    [b]KRISTJAN KANGUR [/b] (7 punti; 2/4 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Con o senza turbante insanguinato in testa, dispensa pillole di vera pallacanestro: sempre in posizione, preciso, di supporto alla squadra, mai sopra le righe. Sale sul palcoscenico con una tripla incredibile nel corso dei supplementari: in quel momento persino i seggiolini del Lino Oldrini saltellavano come lepri.
     
    [b]CHRISTIAN EYENGA [/b](18 punti; 7/12 2p; 0/1 3p; 4/6 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Prima “doppia doppia” della militanza prealpina, impreziosita dai canestri nell'ultimo periodo che tengono in piedi la partita (e la stagione) dell'OJM. Ci mette il fisico e la faccia tosta, rifilando quattro stoppate ai dirimpettai romani: la legione è abbattuta.

  • Nicolò Cavalli
    A quasi tre mesi dall'ultima affermazione tra le mura amiche, l'OpenJobMetis alza le braccia al cielo con la fronte madida di sudore. Partita eccellente per venti minuti, con Roma - non a caso fanalino di coda solo davanti ai nostri per punti conseguiti nel 2015 - umiliata in tutti i fondamentali, soprattutto a rimbalzo (52-35 il saldo finale). Un calo contenuto dopo la ripresa, un impensabile crollo in dirittura di arrivo.
    Ma questa volta i sussulti dell'orgoglio risuonano nitidi nell'aria, al pari di quel Fato che decide i destini dello sport fin dall'alba dei tempi.
     
    [i][b]Ab Urbe (s)condita. [/b][/i]La Varese di coach Caja, ancora priva di Rautins (sulla cui guarigione l'orizzonte appare denso di foschie), presenta uno [i]starting five [/i]con tre ali e mezzo. Diawara si sblocca dalla distanza dopo le pene patite nel post operazione, l'asse Jefferson-Kangur rincara la dose in avvicinamento al ferro: 11-4. Un fortuito urto tra l'estone e il nigeriano Ejim produce sangue e spavento sul parquet, eppure la OJM non si scompone nonostante l'uscita del suo uomo squadra (16-4 prima che Sandri, dal perimetro, spezzi i giri a vuoto dell'attacco capitolino). Uno spettacolare gioco a due tra Maynor e Jefferson risveglia gli animi del Lino Oldrini, con la benzina dell'entusiasmo incendiata dal dardo di Kuba e dalla zingarata di Eyenga. Quattro punti di Ebi rianimano Roma ma non il volto torvo di Dalmonte: 24-11 al primo intervallo, con un eloquente 37-2 nella valutazione globale.
     
    [i][b]Ogni pedina al suo posto. [/b][/i]I gregari Okoye e Lehto ravvivano la difesa e aggiungono mattoncini in fase realizzativa – 30-13 al 13' – quindi il navigato Artiglio chiama time-out dopo due giri a vuoto consecutivi che mettono in partita l'ex Stipcevic (tripla ed assist per Morgan). I biancorossi, col fiatone dopo lo sforzo profuso, rimangono ancorati una vita sportiva a quota trenta, contenendo comunque la reazione di un'Acea rivedibile per scelte e ritmi di regia. Jefferson si traveste da Ed Daniel sbagliando una bimane clamorosa, poi toglie la parrucca e chiude un [i]alley-oop [/i]circense[i]. [/i]Un Maynor clamoroso per attenzione difensiva concede il bis ad Eyenga per il 39-23: l'OJM porta negli spogliatoi i ferri e un eccessivo carico di adrenalina.
     
    [i][b]Primi accenni di panico. [/b][/i]Diawara, fin troppo su di giri, forza due triple e spende altrettanti falli in sequenza (quattro totali, prego accomodarsi in panchina): Roma assomma quattro punti in un'azione e timbra il 44-31 complice uno sfortunato autocanestro di Jefferson. Ebi e Jones ricuciono fino al 45-38, mentre Varese entra in un vortice di negatività dettato dalla paura della classifica, da sterili polemiche con i “grigi” e dal minuto di sospensione deciso con eccessivo ritardo. A sorpresa è il brutto anatroccolo Okoye a ridare equilibrio e vigore alla formazione prealpina, innescando un [i]break [/i]di sei a zero (51-38) nel quale non mancano accenni di [i]far west [/i]tra i pistoleri Eyenga e Jones. Il ciuffo di Lehto, a rievocare i piacevoli ricordi di capitan Rannikko, trova la risposta dello scorpione Stipcevic nella coda del periodo: 54-43.
     
    [i][b]All'inferno e ritorno. [/b][/i]Jones e Freeman rimettono in carreggiata l'Acea, punita subito dopo dall'ennesimo egregio lavoro a rimbalzo offensivo di JJ e dalla fiondata di Diawara (59-47). In una sorta di duello rusticano “Stipcevic contro tutti” (saranno 22 le segnature del play croato) il gap tra le compagini oscilla vicino alla soglia delle dieci lunghezze, ma gli improvvisi guizzi di D'Ercole e Morgan fanno calare il gelo sulle schiene dei 3800 di Masnago: 61-58 con il tassametro delle penalità di frazione che incede solo per l'OJM. E ci sarebbe molto da dire a riguardo di certe mannaie calate sui nostri nel silenzio dei fischietti (poi, di lunedì, leggiamo i referti pubblicati da legabasket con euro sonanti da versare come multa). Eyenga rompe il digiuno, però l'inerzia dice Roma: 63 pari con il proficuo viaggio alla lunetta di Morgan. Freeman consegna il primo vantaggio del pomeriggio ai ragazzi di Dalmonte, lo psicodramma sembra consumata ma gli ospiti falliscono due match point: con l'errore di Morgan a un centimetro dal ferro e con il tiro apertissimo bucato da De Zeeuw. In mezzo, la fuga di Eyenga per il 65-65.
     
    [i]Rok e i suoi fratelli [/i]provano a scappare con la maggior dote di energia in corpo, ma i polpastrelli fatati di Kangur e Maynor valgono il 73-70. E quindi la dea bendata bacia Varese: da una palla quasi persa, la carambola regala all'estone volante un dolcissimo canestro da tre a fil di sirena. Il sipario cala sulla notte e, con sommo sollievo, regala riflessi biancorossi. Con un più due sulla tabella di marcia della salvezza a cui strizzare l'occhiolino.
    Le ultime azioni non bastano a ribaltare il bilancio del doppio confronto, ma vengono riassunte con poetica sinteticità dello speaker del palazzetto: Signore e Signori, abbiamo vinto.

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]«Emozionato per l'esordio a Masnago? Sì, e non mi vergogno a dirlo». Anche un veterano come Attilio Caja, con le sue 21 stagioni da capo allenatore in serie A, sente il fascino del PalaWhirlpool. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    La sfida di domani contro la sua vecchia società Virtus Roma (recordman di presenze con le sue 6 stagioni sulla panchina capitolina) offrirà stimoli particolari per la prima casalinga da head coach di Varese. 
    «Entrare in un palazzetto così importante dà sensazioni forti e mi auguro di essere subito in grado di ripagare chi mi ha dato fiducia in cerca di aiuto. Innegabile che ci sarà anche una componente emotiva personale: diffido dei giocatori che hanno sempre la stessa faccia e d'altra parte il bello dello sport è il fatto che il tuo umore è dettato dalla vittoria o dalla sconfitta». 
    E per capitalizzare il fattore campo accendendo il calore di Masnago, Caja chiede ai suoi di giocare una partita all'insegna di grinta ed intensità: «La chiave del match sarà nella nostra capacità di mettere in campo un'aggressività superiore a quella di una squadra molto razionale e che concede poco in difesa: dovremo trasformare la nostra voglia di fare risultato in una grande energia da mettere su ogni pallone, limitando la loro forza fisica in una partita a ritmo alto. Così facendo cercheremo di meritarci l'entusiasmo e l'aiuto dei tifosi: da parte mia garantisco che la squadra ci sta mettendo il massimo impegno con i suoi pregi e limiti». 
    Di fronte ai biancorossi ci sarà un'avversaria a sua volta in affanno (sicura l'assenza di Gibson che pareggerà quella di Rautins nelle file di Varese), ma Caja avverte i suoi riguardo alle qualità corali dell'Acea: «Anche Roma sta vivendo un momento sfortunato, però è una squadra che vale più della classifica che ha. Intanto senza offesa per le altre è stata la miglior squadra italiana nelle coppe europee, avendo chiuso al primo posto entrambe le fasi di Eurocup. Inoltre è una compagine ben allenata e preparata che sa cosa fare in ogni circostanza, e la solidità del suo sistema le permette di sopperire alle assenze». 
    Ma la settimana di lavoro in palestra e l'aggiunta di un giocatore come Lehto fa comunque ben sperare il coach varesino: «Il buon lavoro svolto in allenamento per mettere ordine alle situazioni offensive nelle quali avevamo pasticciato a Trento e l'aggiunta di Lehto dovrebbero concretizzarsi nei progressi utili per aumentare la nostra qualità di gioco. Anche questa settimana c'è stata grande collaborazione da parte di tutti i ragazzi, sempre propositivi e desiderosi di raggiungere l'obiettivo salvezza. Cosa mi aspetto da Antero? Innanzitutto un cambio per Maynor in grado di aiutarci nella marcatura di Stipcevic che per noi sarà la chiave della gara, poi tanta energia sui due lati del campo». 
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3](G.S.) - C'è la diagnosi definitiva da parte dello staff medico delal Pallacanestro Varese per quanto riguarda le condizioni di Andy Rautins. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    "Al termine di una serie di accurati esami clinico-strumentali, il giocatore è risultato affetto da una virosi che ne ha compromesso l'attività agonistica nelle ultime due settimane" il verdetto dei dottori biancorossi nel comunicato ufficiale emesso dalla società: per il momento non ci sono certezze ma solo speranze sui tempi di riattivazione del tiratore canadese, che sarà rivalutato martedì "al fine di verificarne le condizioni di salute e stabilire le tempistiche della ripresa dell'attività agonistica".
    L'auspicio resta quello di rivedere Rautins in palestra tra giovedì e venerdì della prossima settimana (complessivamente una ventina di giorni di inattività, il primo stop è stato il giorno dell'addio di Gianmarco Pozzecco) e in campo nel derby casalingo del 22 marzo contro Cremona. 
    Se così non dovesse essere l'Openjobmetis è pronta a correre ai ripari sul mercato; ma in tal senso molto dipenderà anche dal risultato del match di domani contro Roma. L'ideale sarebbe battere l'Acea "dando da mangiare" ad una classifica asfittica, con la maggior serenità derivante dal digiuno interrotto che permetterebbe di attendere il recupero di Rautins e tenere di riserva l'ultimo jolly del mercato suppletivo.
    Ma in caso di ulteriore stop casalingo contro i capitolini, quella di lunedì sarà una giornata all'insegna delle riflessioni negli uffici di piazza Monte Grappa, tenendo sempre in debita considerazione l'ipotesi Lance Harris nel caso in cui i tempi di recupero di Rautins dovessero essere più lunghi rispetto alle attuali previsioni. 
    E intanto Varese tornerà in televisione a fine mese: il match casalingo contro Brindisi è stato anticipato dalle 18.15 di domenica 29 marzo alle 20.30 di sabato 28, e sarà trasmesso sul nuovo canale Gazzetta TV. Curiosamente anche il match di andata fu anticipato allo stesso orario e con le stesse modalità: fu la partita che sbloccò la crisi dell'Openjobmetis dopo 6 sconfitte in fila (ed anche quella della gazzarra post-partita in sala-stampa). [/size][/font][/color]
     

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