La ricetta per uscire dalla crisi suggerita dal presidente è tanto semplice quanto efficace: fare quadrato e lavorare in palestra per far fruttare meglio i talenti a disposizione. «Rivedo la situazione di cinque anni fa nel primo anno di Recalcati: arrivammo alla pausa per la Coppa Italia in grande difficoltà, poi anche grazie all'arrivo di Stipcevic riuscimmo a sistemare le cose e ripartire di slancio. Dobbiamo chiuderci in palestra e lavorare forte per migliorare: inutile cercare capri espiatori, nessuno è esente da colpe e tutti debbono dare di più».
Di sicuro non sono previsti nuovi correttivi ad una squadra che non riesce a digerire il cambio in corsa in regia tra Robinson e Maynor: «Ulteriori interventi sul mercato? Abbiamo cambiato talmente tanto che sotto certi aspetti si sta rivelando un boomerang e comunque è una scorciatoia della quale non si deve abusare: ricordo che Maynor ha giocato la miglior partita alll'esordio a Cantù e lo stesso Jefferson domenica è stato il migliore. Cose che fanno riflettere, meglio lavorare per far rendere al meglio quelli che abbiamo».
Anche Coppa auspica che il pit-stop per la Coppa Italia possa servire a recuperare gli acciaccati: «La pausa arriva al momento giusto se sapremo utilizzarla in maniera corretta: sicuramente servirà per recuperare Diawara e Kangur che fra due settimane a Trento saranno in grado di darci quel che ci è indispensabile. Però gli artefici del nostro destino nel bene e nel male restiamo noi: siamo abbastanza intelligenti per capire che cosa va fatto per ripartire, sono certo che i giocatori - anche per autostima e ambizione personale - sapranno farsi trovare pronti a lottare su ogni pallone nelle undici partite che mancano».
Dunque un fermo e secco no alla caccia al colpevole, rimandando ogni valutazione a bocce ferme dopo aver messo al sicuro la salvezza: «Il risultato minimo per cui dovremo lottare sino alla fine non è certo quello auspicato a inizio stagione. Però serve unità di intenti per superare il momento critico: proprio nei momenti difficili si riesce a fare gruppo in maniera più coesa; dal canto mio opererò per mantenere i contratti con consorziati e sponsor e far sì che i risultati negativi della squadra non abbiano ricadute in tale ambito. Mai come ora si deve lavorare tutti insieme: la società è il bene primario ed eventuali situazioni personali complicate si lascino fuori da Masnago. Isterismi e divisioni sono l'ultima cosa che ci serve ora; a fine campionato, con la massima serenità, faremo le nostre valutazioni, mettendoci tutti in discussione per capire che cosa andrà fatto per migliorare».
Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
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