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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Il primo mese varesino di Attilio Caja (foto Blitz) coincide col primo giorno di riposo concesso alla squadra dopo la bella e confortante vittoria contro Cremona. Esattamente 4 settimane fa il tecnico ex Roma e Milano raccoglieva il testimone dalle mani del dimissionario Gianmarco Pozzecco: scelta azzeccatissima alla luce dei risultati del campo, frutto della cultura del lavoro instaurata dal coach pavese.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    «Il riposo di ieri è un premio che la squadra ha meritato dopo aver speso tantissimo a livello mentale prima ancora che fisico. Ho trovato grande disponibilità al lavoro e siamo cresciuti sotto l'aspetto mentale e tecnico. In particolare abbiamo aumentato l'aggressività in difesa e migliorando la distribuzione della palla. Margini di crescita? Oggi siamo più avanti in retroguardia rispetto all'attacco, e c'è da omogeneizzare la condizione di tutti i giocatori a partire dal recupero di Diawara». 
    - Sembra però evidente l'identità ben delineata raggiunta dalla squadra nelle ultime 4 settimane...
    «Il campo aperto esalta le doti atletiche di Eyenga e Jefferson anche per le capacità di Maynor di far viaggiare la palla in modo ottimale, a difesa schierata invece i vari Rautins, Callahan e Kangur esaltano le loro qualità. Adesso aggiungeremo un ottimo terminale come Kuba, che può darci spinta in entrambi i comparti. Tra gli obiettivi che mi ero prefissato c'era quello di ottimizzare le risorse: ora ogni giocatore sfrutta le proprie doti nell'ambito di un sistema collettivo».
    - E oltre a sistemare la classifica arrivano riscontri interessanti sul conto dei singoli da valutare anche in chiave futura...
    «Ai giocatori lo ripeto sempre: nelle 7 partite mancanti c'è la possibilità concreta di cancellare molto di quel che non si è riusciti a fare in precedenza e lasciare una percezione positiva della stagione, che a Varese o da un'altra parte saranno importanti per le carriere di tutti. In generale le risposte che stiamo dando saranno oggetto di valutazioni anche per la società».
    - Jefferson ed Eyenga sono i simboli di una Openjobmetis capace anche di divertire, alla faccia di quelli che le attaccano l'etichetta di amante del basket ipercontrollato...
    «Johndre e Cristian hanno tratto grande giovamento dal nostro basket basato su intensità e corsa, e lo stesso Maynor è adatto a questo tipo di identità. Io amante del basket ipercontrollato? Nei primi anni a Roma facevo pressing a tutto campo e solo contropiede ed ero criticato per questo, incredibile che adesso si dica il contrario... In realtà credo che la nostra identità sia propositiva coinvolgente anche per accendere Masnago, la cui spinta ci dà grande serenità. Adesso proveremo a confermarci contro una squadra di alta classifica come Brindisi: avremo bisogno di una partita ancora migliore rispetto a quella con Cremona, l'asticella si alza sempre: anche noi dovremo saperlo fare».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]L'uomo che sussurrava ai purosangue. Immaginatevi Attilio Caja con cappellone da cowboy che domenica scorsa, alla fine di un primo tempo inconcludente (0/4 al tiro), prende da parte Andy Rautins (foto Blitz). Prima gli allunga un paio di amorevoli carezze, poi gli sussurra un paio di parole all'orecchio ed il canadese, rincuorato, al rientro sul parquet sfodera un terzo quarto da fuochi d'artificio: 12 punti con le 4 triple siderali che fanno saltare il banco e la difesa, fin lì ferrea, di Cremona.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Caja nella parte di Tom Booker e Rautins in quella di Pilgrim, perfetti interpreti di un best seller che ha definitivamente riconciliato l'Openjobmetis con la generosissima platea di Masnago: «Vincere davanti alla gente di Varese è sempre una bella sensazione ma - dice Rautins - vincere in rimonta, giocando bene e spendendo tutto quel che hai dentro, è ancora più appagante». [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Periodo nero spazzato via dai bagliori del terzo quarto: «Quelli contro il team cremonese sono stati probabilmente i nostri migliori dieci minuti dell'anno ed il pubblico, contro una squadra che sta lottando per i playoff, ha potuto vedere un gruppo compatto e capace di esprimere una pallacanestro di forte impatto sui due lati del campo».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    - L'interruttore l'ha alzato lei...[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    «All'intervallo Caja mi ha caricato di responsabilità e fatto sentire tutta la fiducia possibile. Poi, una volta sul campo, il resto l'hanno fatto, bene, i miei compagni, bravi nel capire il mio momento di ispirazione e nel passarmi la palla in modo puntuale. A conti fatti ne è uscita una buona prestazione individuale ben sostenuta da tutta la squadra che, a mio giudizio, ha giocato in maniera eccellente perchè, se è vero che ho realizzato i canestri importanti del break, è altrettanto vero che ad essere decisivi sono stati il gran lavoro a rimbalzo del trio Jefferson - Kangur - Callahan e le importanti iniziative di Eyenga».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    - Partita gratificante unita all'impressione che lei stia tornando in buona forma.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    «Non sono ancora al 100%, e del resto non potrei esserlo con solo quindi giorni di allenamento, ma finalmente sto abbastanza bene e, soprattutto, sento di poter essere utile alla squadra: un feeling positivo che, perlomeno in parte, mi ripaga del bruttissimo momento personale che ho vissuto qualche settimana fa».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    - Quando riflette sul passato, quando guarda la classifica, che cosa prova?[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    «Penso che siamo stati molto, troppo sfortunati e che siamo stati puniti ben oltre i nostri errori, che abbiamo pur commesso, o demeriti. Non ci sarà mai la controprova, ma sono convinto che al completo questo gruppo avrebbe avuto un destino diverso ed il nostro pubblico oggi potrebbe gioire per una situazione differente. Però davanti a noi c'è ancora tanta vita: sette partite da giocare al massimo per provare ad imprimere una sterzata ancora più decisa alla nostra stagione. Sette ostacoli, il primo è Brindisi, da superare tutti insieme. Poi - conclude in tono fiducioso Andy - hai visto mai...?».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Massimo Turconi[/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]ANDY RAUTINS [/b](15 punti; 0/1 2p; 5/12 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Sigla cinque triple pesantissime, a cavallo tra il terzo e il quarto periodo, dopo un primo tempo da tregenda. Non sempre sul pezzo in difesa e nella gestione dei palloni, mostra la presenza arpionando ben sette rimbalzi.
     
    [b]ANTERO LEHTO [/b](2 punti; 1/3 2p; 0/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Pochi minuti di utilizzo per il regista nordico, troppo incerto nel [i]ball handling[/i] e nella dinamica di tiro. Le sue penetrazioni nell'area avversaria si concludono con tentativi di arcobaleno, ma in questo inizio di primavera regna la pioggia. Titubante.
     
    [b]ERIC MAYNOR [/b](7 punti; 1/6 2p; 0/0 3p; 2/3 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Sufficienza risicatissima – non gliela avremmo assegnata se il referto fosse stato di altro colore – e suggerita dal sostanziale apporto in termini di assist. Egregia l'intesa con Jefferson, ma da un regista del suo calibro (o presunto tale) pretendiamo maggior cinismo e carisma.
     
    [b]JOHNDRE JEFFERSON [/b](17 punti; 6/7 2p; 0/0 3p; 5/8 tl), [b]VOTO: 7,5. [/b]Continua il trend positivo di un centro disperso, fino a poche settimane fa, tra i meandri delle leghe minori. Salvo un paio di episodi, stravince lo scontro diretto con l'omologo Daniel. Bravissimo a regalare secondi possessi (9 rimbalzi offensivi, 13 globali) e nell'allungare i tentacoli.
     
    [b]STANLEY OKOYE [/b](6[b] [/b]punti; 3/3 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Prestazione pulita, con tre canestri e un assist assommati tutti nel secondo quarto, il momento peggiore dell'OpenJobMetis. Nel finale Caja preferisce affidarsi i titolari, ma il numero otto si era già ampiamente guadagnato la pizza del dopo gara.
     
    [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (8 punti; 1/2 2p; 2/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Si rende utile giostrandosi sia nel ruolo di pivot classico, invero un po' troppo falloso, sia lungo il perimetro, laddove la mano risulta sempre delicata. Nel finale toglie le castagne dal fuoco chiudendo un'azione mal condotta dai compagni.
     
    [b]KRISTJAN KANGUR [/b] (8 punti; 1/3 2p; 2/3 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Dall'atleta più intelligente e vincente dalla squadra ci aspettiamo sempre prestazioni a tutto tondo. Questa volta rimangono negli occhi un paio di falli banali, un sottomano clamoroso sbagliato e un paio di perse. Sull'impegno poco da dire: il solito furetto instancabile.
     
    [b]CHRISTIAN EYENGA [/b](23 punti; 10/19 2p; 0/0 3p; 3/4 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Nella serata in cui non mancano degli sprazzi sopra le righe – si vedano le forzature al tiro e l'accenno di rissa con Mei – esalta la platea con un'abnegazione a 360 gradi. Le giocate del successo sono tutte sue: canestro in faccia a Campani e stoppata. È qui la festa.

  • Nicolò Cavalli
    Nei manuali di storia della pallacanestro spesso e volentieri si cita l'effetto Masnago. Quel fantomatico sesto uomo in campo capace di ribaltare le partite come i calzini, fino a lavarli e stenderli al sole una volta colta la vittoria. Quest'anno la magia si era percepita di rado, complice la depressione e l'impegno non sempre esemplare messo in scena dalla compagine casalinga. Scomodare l'effetto Masnago in annate simili appare dissacrante, però è bastato un secondo tempo vibrante (49-36 il saldo) per accendere la benzina della passione e per superare Cremona, squadra ben congegnata e in piena lotta play-off. Varese per lunghi tratti ha saputo difendere in sei, sublimando al contempo le doti fisiche di alcuni atleti imbrigliati da paure e fraintendimenti tattici.
     
    [i][b]Canestri a profusione. [/b][/i]La partenza aggressiva di Eyenga (sette punti in cento secondi) chiama la risposta di alta balistica da parte di Hayes e Bell: 8-9. La Vanoli veleggia con percentuali irreali (12-17 al '5), facilitata dalle poche manate offerte dalla difesa di casa. La platea del Lino Oldrini fischia in maniera altisonante l'ingresso in campo dell'ex Daniel, Ed risponde con il cipiglio cattivo inchiodando una stoppata con tanto di punto esclamativo. Due falli offensivi per blocco in movimento bloccano il primo break prealpino, le triple di Kangur e Callahan valgono comunque il primo sorpasso: 27-24 prima che Vitali riporti gli azzurri al minimo svantaggio al gong del quarto d'apertura.
     
    [i][b]Il buio al di qua della siepe. [/b][/i]Le compagini decidono ad un tratto di sparare a salve, dal perimetro come dal pitturato, partorendo un calcistico 2-3 in quasi metà periodo (marcatori Ferguson ed Okoye, in sospetto fuori gioco causa “tre secondi”). Le fiammate di Lehto e del guizzante Stan inducono il navigato Pancotto a parlarci sopra per un minuto: 33-29. Clark e Vitali non si fanno pregare per servire il contro-sorpasso, allora è l'altro decano delle panchine, Caja, a sfoderare la lavagnetta del time-out. L'autonomia ridotta dell'OJM – potremmo aprire il discorso della preparazione atletica, ma non si esaurirebbe in meno di tre cartelle di word – produce errori marchiani (emblematici i passaggi ciechi o i metri lasciati a Campani per un ciuffo da tre), gli arbitri fischiano a senso unico e gli ospiti vanno in fuga: Maynor perde palla banalmente, Hayes segna in contropiede e il play ex Denver si vede comminare un tecnico. Tutti negli spogliatoi in pace ed armonia: meno nove (37-46), tribuna inferocita, arbitri a rischio di incolumità, Mei ed Eyenga quasi a fare a pugni.
     
    [i][b]Basket pirotecnico. [/b][/i]Pur di fronte a crepe evidenti di bilanciamento negli uno-contro-uno, la fattiva presenza di Jefferson sotto le plance e il primo urrà di Rautins ridanno linfa al quintetto di casa: 44-48. Un improvviso 2+1 di Daniel respinge per un attimo l'onda di urto di una Varese più esplosiva a livello atletico e finalmente arcigna, ma grazie all'ennesima ripartenza un indemoniato Eyenga si giunge sul 54-53. L'OpenJobMetis accende i fuochi di artificio con tre minuti di pallacanestro eccelsa: difesa ermetica, Jefferson al ferro, dardo esiziale di Kangur, “bomba” di Maynor e freccia avvelenata di Rautins (65-53). Il canadese si ripete, fingendo però un contatto falloso di Bell: dal tecnico per simulazione Cremona rialza la testa con quattro punti di Vitali e tre di Hayes. I bianco-rossi macchiano un quarto eccellente con un parziale di 3-13: il volatone parte con un tabellone che recita 71-66.
     
    [i][b]Applausi convinti. [/b][/i]Rautins continua nella modalità [i]on fire[/i], eppure in difesa patisce le pene dell'inferno dinnanzi al brutto cliente Bell, autore del 75-71. Due canestri da rimbalzo offensivo, di Callahan ed Eyenga, spezzano il digiuno ma sono soltanto un'aspirina non bastevole a placare i bollori influenzali inflitti da Vitali e compagni (79-76). L'assetto stazzato magistralmente pensato da Caja manda il tilt i lunghi azzurri, Daniel in primis, e sembra ridare controllo ai ragazzi di casa: nella ripresa la lotta sotto le plance è un monologo prealpino. Tre gestioni poche oculate (compreso un assist per la prima file del [i]parterre[/i]) e la flemma di Maynor rappresentano tuttavia un trampolino di lancio per il solito Hayes – Migliore dei suoi con 25 punti e 7 falli subiti-, lesto a timbrare dalla lunetta l'84-82. Ma un magnifico Eyenga, lui sì MVP, chiude i conti: entrata ad eludere Campani per il più quattro e stoppata roboante in difesa.
     
    Una volta tanto la caccia all'[i]high five [/i]richiama i sorrisi dei fedelissimi, assiepati come ai bei tempi per ringraziare tutti i protagonisti. Nella cerimonia c'è spazio per il figlio del gigante buono Callahan, per l'infortunato Kuba, per i componenti di una squadra che soltanto da un mese può definirsi tale. Qualcuno abbraccia Caja, l'uomo che a fari spenti sta tirando fuori Varese dalle secche della zona retrocessione. Lo immaginiamo imbarazzato, l'ottimo Attilio, ma senza di lui non si sarebbe vista questa sera una ripresa così tenace, organizzata, vincente. Ora abbiamo capito perché dalle piazze dove ha allenato si è portato dietro il soprannome "artiglio"...

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Attilio Caja (foto Blitz in alto) punta sulla continuità e sulla qualità del lavoro in palestra per proseguire nel percorso di crescita ormai in fase di sviluppo da oltre tre settimane. Il coach pavese fa affidamento su una condizione fisica in crescita costante (fatto salvo il problema muscolare che mette a rischio la presenza di Diawara) e su automatismi più rodati dopo un'altra settimana di allenamenti per provare a battere Cremona nella prima di due gare casalinghe consecutive per i biancorossi: «Abbiamo proseguito il lavoro per migliorare le nostre cose: c'è stato un carico importante nei primi giorni della settimana, e la testimonianza della qualità dell'opera è una lieve stanchezza che mi ha indotto a diminuire i carichi negli ultimi due giorni per arrivare pronti alla gara di domani».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Ma la cura-Caja fatta di fatica in palestra e meticolosità nelle esecuzioni funziona meglio col tempo, e dopo la trasferta impossibile di Milano il coach ex di turno (due subentri ed un esonero a Cremona) confida in ulteriori progressi dei suoi: «Ci aspetta un match tanto difficile quanto importante per dare continuità ai nostri progressi e crescere ulteriormente rispetto alla vittoria contro Roma. Abbiamo lavorato duramente per essere pronti e teniamo molto a conquistare una vittoria che per noi sarebbe molto importanti. Ovviamente siamo consapevoli della qualità di Cremona, reduce da una stagione di risultati positivi culminati con la conquista della Final Eight di Coppa Italia. Ma vogliamo allungare a 40 minuti l'autonomia del nostro gioco rispetto ai 35 di buona fattura espressi contro l'Acea». Caja indica nell'azzurro Luca Vitali il punto di forza della Vanoli, ma presta grande attenzione anche all'ex di turno Daniel che in assenza dell'infortunato Cusin avrà ampio spazio sotto i tabelloni ospiti: «Vitali è un giocatore molto importante, bravissimo soprattutto a far rendere i compagni ed ottimo complemento di un trio di americani di qualità come quello composto da Hayes, Clark e Bell. Dovremo stare molto attenti alle qualità atletiche di una squadra che gioca con grandissima energia ed è molto tembile in contropiede. Attenzione anche a Daniel, che ci terrà a fare bene ed giocare la classica partita dell'ex: dovremo essere pronti in tutti i modi a contenerlo». 
    Per Varese resta un grosso punto interrogativo relativo al difficile recupero di Diawara, ma Caja non si piange addosso: «Kuba ha svolto solo allenamenti differenziati da giovedì e continuerà a farlo anche oggi, il suo recupero al momento pare difficile. Ma piangersi addosso è inutile: bisogna fare il massimo con quello che si ha. Se non dovesse esserci subentrerà Okoye, sperando che possa ripetere l'ottima prestazione disputata contro Roma. Poi quando Diawara tornerà disponibile ci aiuterà con la professionalità e l'attaccamento di sempre; ma l'importante è ottimizzare le risorse a disposizione». 
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Attilio Caja stuzzica l'orgoglio dell'Openjobmetis alla vigilia della trasferta sul campo imbattuto della prima della classe EA7 Milano.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Il derby numero 170 - con il coach pavese e capitan Kangur come ex di turno - sembra sulla carta a pronostico chiuso, ma Varese vuole confontarsi contro la squadra da battere per capire dove e quanto migliorare ancora. 
    «Prima di tutto dovremo aver voglia di competere contro la miglior squadra italiana, unica rappresentante nostrana tra le 16 più forti d'Europa - afferma il tecnico che guidò l'Olimpia dal 2002 al 2004 e nel 2007/2008 -. Per noi dovrà essere una grande sfida per provare a reggere l'urto fisico di una big e verificare il nostro livello contro la capolista. Certo servirà una grande partita corale per non subire la loro fisicità, visto che in ogni ruolo possono avere un mis-match favorevole in termini di stazza e centimetri». 
    Per provare a restare in partita al Forum di Assago servirà dunque una partita senza sbavature, anche se Caja guarda oltre al risultato del derby e considera il match di domani come una tappa importante in chiave futura. 
    «Oltre alla resistenza fisica servirà anche concentrazione mentale - spiega il coach -: due aspetti imprescindibili per restare attaccati agli avversari, e sfruttare questa partita come tappa per proseguire nel nostro percorso di crescita. In una gara del genere inutile aggrapparsi a soluzioni di breve respiro, meglio proseguire su un discorso più ampio che può dare certezze in funzione delle ultime 8 giornate». Nonostante i piccoli acciacchi che hanno limitato Diawara, Kangur e Maynor, il lavoro settimanale è proseguito sulla falsariga della massima attenzione: «Abbiamo lavorato per migliorare alcune situazioni, in particolare nella fluidità e nelle spaziature offensive: contro Roma abbiamo combinato qualche pasticcio indipendentemente dallo schieramento avversario. Problemi di posizionamento e di cattiva qualità nei passaggi che hanno causato confusione e palle perse e ai quali abbiamo prestato particolare attenzione. Inoltre abbiamo posto grande attenzione sulle situazioni di gioco spalle a canestro nelle quali Milano può metterci in difficoltà; c'è stato qualche acciacco ma tutti hanno sempre dato il massimo a livello fisico e mentale».
    Dunque domani al Forum nuovo test per valutare la crescita di Maynor, decisamente rinfrancato nelle ultime due uscite, e Rautins favorito su Okoye nel ballottagio per l'ultimo posto a referto per gli stranieri: «Eric era reduce da una lunga inattività, ora il ritmo elevato degli allenamenti gli sta consentendo di crescere. Per quanto riguarda Rautins lo valuteremo ancora oggi e domani, ma i primi riscontri sono stati positivi. A seconda delle risposte valuteremo tra Andy ed Okoye; con Stan non abbiamo ancora parlato ma non l'ho visto a disagio per il rischio tribuna, deve comunque continuare a lavorare forte in allenamento». 
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

     
     
    Prove generali di derby per l'EA7, in campo stasera (ore 20.45 al Forum; diretta su FoxSports 2) nel match casalingo di Eurolega contro Malaga a preludio della sfida di domenica ad Assago contro l'Openjobmetis.
    Più che sulla partita, l'attenzione dei tifosi milanesi è concentrata sulla Mike D'Antoni Night: nel corso dell'intervallo del match odierno infatti verrà ritirata la maglia numero 8 del play italo-americano che con la maglia dell'Olimpia ha vinto 5 scudetti, 2 Coppe dei Campioni, una Korac, una Intercontinentale e una Coppa Italia da giocatore, e poi una Korac nel 1993 da allenatore (al suo attivo anche 2 scudetti e una Coppa Europa da head coach a Treviso). 
    Per la squadra di Banchi, mai vittoriosa in casa nelle Top 16, la sfida contro Malaga (al suo fianco a 4 punti al sesto posto del girone F) ha un valore ormai relativo per la classifica, ma l'obiettivo è quello di onorare con un successo il ritorno ad Assago di uno dei personaggi che hanno fatto la storia della società (tra i candidati per la panchina dei Denver Nuggets dopo aver guidato Phoenix, Lakers e Knicks nella NBA).
    E allo stesso tempo di prepararsi al meglio al derby numero 166, che si giocherà a neppure 48 ore di distanza dall'impegno europeo di stasera: Milano ha infatti rinunciato al diritto regolamentare di chiedere il posticipo della partita con Varese (si giocherà domenica alle 18.15 senza diretta TV nazionale, al contrario della gara d'andata che fu quella della camicia strappata da Gianmarco Pozzecco).
    A seguire l'impegno casalingo dell'EA7 ci saranno gli assistenti biancorossi Ugo Ducarello e Matteo Jemoli (domenica a Masnago c'era invece Massimo Cancellieri, vice di Luca Banchi) in cerca di possibili punti deboli della capolista. Che però nella sua versione campionato sembra davvero uno schiacciasassi: Milano non perde in Italia da oltre 4 mesi (ultimo stop il 10 novembre a Reggio Emilia) e 15 partite, è l'unica squadra della serie A imbattuta in casa (10 vittorie su altrettante gare disputate al Forum) e tra le mura amiche fattura uno scarto medio di oltre 22 punti. 
    Dunque Milano punta a prolungare la sua striscia vincente evitando le sofferenze dell'andata a Masnago, quando passò per 102-97 soltanto nell'ultimo minuto di una gara tiratissima sfruttando i 37 punti di uno stellare Marshon Brooks, capace di nascondere l'assenza dell'infortunato Gentile (domenica regolarmente al suo posto) nella sua miglior prestazione stagionale. La formazione di Attilio Caja (che domenica giocherà col lutto al braccio per commemorare Aldo Monti) sta comunque lavorando di buona lena per preparare la trasferta di Milano con la priorità di contenere il gap fisico nei confronti della poderosa batteria di lunghi dell'EA7. 
    Ieri ha ripreso a lavorare Diawara dopo 2 giorni di riposo precauzionale per un risentimento ad un polpaccio, buoni riscontri da Rautins che pare già a buon punto e probabilmente domenica potrà garantire dei minuti. 
    Nella seduta pomeridiana però rimasti ai box capitan Kangur (vittima di una leggera distorsione alla caviglia in mattinat) e Maynor, fermato da un risentimento mucolare: le condizioni di entrambi verranno rivalutate prima dell'unico allenamento odierno in programma alle 17 a Masnago. 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]

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    [font=verdana][size=3]A volte bastano attimi a dividere redenzione e dannazione. Attimi vissuti con speranza e paura: c'è chi è più forte del punto di rottura e c'è chi si spacca. Stavolta Varese ha piegato streghe e fantasmi imponendosi con orgoglio e carattere afferrando un successo che valeva ossigeno puro e che voleva con la forza dei nervi distesi, anzi tesi.[/size][/font]
    [size=3][font=verdana]Finalmente Masnago s'è desta. Eppure, con la squadra avanti di una caterva di punti, poi raggiunta e superata in un incalzante e intenso finale, probabilmente molti sugli spalti s'erano già tormentati fra i ricordi di una stagione sin lì disastrosa, paventando la solita suonata funebre al di là di facce nuove in campo e in panchina. Timori veri ma passeggeri, aleggiando nella squadra uno spirito decisamente nuovo, auspice di tanta e determinante compattezza che ha scatenato una veemente reazione dopo quel bruciante sorpasso che tante altre volte aveva lasciato interdetta Varese.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Finalmente tutti uniti e allineati da una mentalità combattente, scomparendo quei pretesi e inconcludenti navigatori solitari, naufragati sempre e regolarmente. Ha trionfato la lucidità che è mancata proprio a Roma, con le mani sulla gara, nel finale dei tempi regolamentari, apparendo così l'esatta copia di Varese nelle sue molte e balorde sconfitte.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Un piccolo capolavoro di audacia ed energia positiva s'è avuto, poi, nel supplementare con colpi vincenti attraverso un'aggressione feroce su avversari e pallone. Dunque, non fili staccati o, peggio, fulminati ma legati tra loro con un spessore resistente a un tremendo impatto psicologico, segno di una certa chiarezza di idee e di compiti al di là dei propri limiti, purtroppo incancellabili. Caja, esperto timoniere abituato ai mari in burrasca, alla fine s'è lasciato andare a un po' di felicità genuina, tenendo tantissimo a fugare ingombranti ombre proprio nel far del suo nuovo giorno in una Pallacanestro Varese che egli ha sempre considerato nobile e ambita, e nella quale gli piacerebbe continuare, ben sapendo di doversi meritare una conferma soltanto con fatti alla mano. A dir la verità due cori, peraltro non fragorosi, hanno inneggiato a Pozzecco, più probabilmente per rendere omaggio al suo addio come lo è quello di chi resterà sempre nel cuore, seppur superato dagli eventi. Pure però sono parsi due piccoli "lenzuoli" dalla scritta eloquente, uno in gradinata est e l'altro in quella ovest, entrambi pro Vescovi che, ad onore di cronaca, resta il simbolo più storico della nostra Pallacanestro. Quell'«Io sto con Cecco» (foto Blitz), in una conta di consensi e dissensi, evidentemente esclude Pozzecco, fors'anche non più amatissimo dalla folla intera. Piccole schegge d'una violenta rottura che ha messo fine a un sodalizio considerato dalla società, probabilmente, con poca cognizione di causa, date antiche ruggini fra i due, quale punto fermo di un lungo corso.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ebbene, in una situazione dai risvolti così delicati, Caja non si sarebbe potuto permettere un inciampo proprio a Masnago dove non si vinceva dalle... Guerre Puniche. Sicuramente il buon Attilio, calcolando ogni rischio e pericolo, ha accettato l'onere della prova volendo rimettersi in gioco e in discussione, sicuro di riuscirvi.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]E il debuttante Lehto? La prima impressione non è stata sensazionale: non vale Rannikko, di cui è soltanto una copia molto... minuta per valore e taglia fisica, essendo il nuovo play un magrolino, ancorché intimidito, alla ricerca di gloria in una sfida in cui era vietato sbagliare.[/font][/size]

  • Nicolò Cavalli
    [b]ANTERO LEHTO [/b](5 punti; 1/2 2p; 1/3 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Alla prima esperienza lontana dalla natia e placida Finlandia, il play classe 1984 trema come un ragazzino. Un paio di palle perse sono frutto della pura emozione, per il resto qualche sprazzo buono (tripla nel terzo periodo) e alcuni giri a vuoto.
     
    [b]ERIC MAYNOR [/b](10 punti; 1/5 2p; 2/7 3p; 2/2 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Regista esiziale – con 9 assist puliti, qualcuno perso nella pancia delle statistiche – e capace di decidere l'overtime con giocate d'esperienza. Bello il duello con Stipcevic: lo azzanna nel primo tempo con un recupero difensivo mostruoso, lo patisce nella ripresa. In risalita.
     
    [b]ANDREA CASELLA [/b](1 punto; 0/1 2p; 0/3 3p; 1/2 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Nel momento di stanca di Varese durante il terzo periodo, si assume con esiti alterni le responsabilità in esecuzione. Ogni volta che tocca un pallone per servire i compagni ci si sente rassicurati come su un treno nei giorni di sciopero: destinazione ignota.
     
    [b]JOHNDRE JEFFERSON [/b](15 punti; 6/8 2p; 0/0 3p; 3/3 tl), [b]VOTO: 7. [/b]Perde mezzo punto sul cedolino a causa di un paio di schiacciate che andrebbero mai e poi mai sbagliate. Ottimo per atletismo, controllo delle plance (dodici rimbalzi, di cui sei in attacco) e intesa con Maynor. La roboante valutazione di 31 testimonia la presenza costante e fattiva.
     
    [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](16 punti; 2/2 2p; 4/13 3p; 0/2 tl) [b]VOTO: 5,5.[/b] Ad ogni canestro manda baci e segni di affetto al pubblico. Denota una voglia matta di tornare il protagonista del girone di andata, ahilui eccede con le scelte testarde (sette palle perse, alcune non degne della sua esperienza) e pecca con la gestione dei falli.
     
    [b]STANLEY OKOYE [/b](6[b] [/b]punti; 3/7 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Splendido soldato finché la gestione bellica procede in trincea, con il buon Stan a racimolare rimbalzi tra le linee nemiche, si spaventa un po' al momento delle missioni speciali. Ma la medaglia all'onore, questa volta, è sacrosanta.
     
    [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (0 punti; 0/5 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Il giocatore che mostrava la simbiosi più stretta con il Poz sembra spaesato dopo il cambio alla guida tecnica. Otto minuti di una timidezza e di una passività sorprendenti, tanto da faticare a ricordare una sua giocata degna di nota. Impalpabile.
     
    [b]KRISTJAN KANGUR [/b] (7 punti; 2/4 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Con o senza turbante insanguinato in testa, dispensa pillole di vera pallacanestro: sempre in posizione, preciso, di supporto alla squadra, mai sopra le righe. Sale sul palcoscenico con una tripla incredibile nel corso dei supplementari: in quel momento persino i seggiolini del Lino Oldrini saltellavano come lepri.
     
    [b]CHRISTIAN EYENGA [/b](18 punti; 7/12 2p; 0/1 3p; 4/6 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Prima “doppia doppia” della militanza prealpina, impreziosita dai canestri nell'ultimo periodo che tengono in piedi la partita (e la stagione) dell'OJM. Ci mette il fisico e la faccia tosta, rifilando quattro stoppate ai dirimpettai romani: la legione è abbattuta.

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