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VareseFansBasketNews

  • Nicolò Cavalli
    [b]BRANDON DAVIES [/b](17 punti; 5/14 2p; 1/2 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Di fronte a uno dei clienti più talentosi del torneo, l'MVP Joe Alexander, mostra caratteri e muscoli. Svaria nel gioco offensivo e si butta sui palloni vaganti, sbaglia qualche conclusione di troppo ma ha un volto diverso da quello spaesato di inizio torneo. In crescita.
     
    [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](14 punti; 2/7 2p; 3/3 3p; 1/2 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Alla terza “doppia doppia” in quattro uscite, un ottimo biglietto da visita per chi si affaccia per la prima volta al torneo tricolore, indossa l'elmetto e si getta nella contesa furore. Prova a scatenare la truppa di Varese ad inizio ripresa ma i compagni sono tristemente afoni.
     
    [b]ROKO UKIC [/b](15 punti; 2/3 2p; 3/5 3p; 2/2 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Piacevole esteticamente e generoso negli assist (sei in totale), viene sfidato al tiro dove Sacchetti gli concede ampia metratura: da navigata volpe, il Meo sa che è meglio lasciare sfogare un elemento forte piuttosto che mettere in moto tutti gli anniversari. Roko sfrutta la chance a metà, anche perché di compagni di livello e di stimoli neanche l'ombra...
     
    [b]OVIDIJUS VARANAUSKAS [/b](6 punti; 2/3 2p; 0/0 3p; 2/4 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Nei momenti di concitazione e di [i]bagarre [/i]compie giri perpetui, sembrando una trottola fastidiosa per il gioco arioso del Banco. Pecca invece nei frangenti in cui bisognerebbe ragionare e prendere le redini della partita: ma non gettiamogli la croce addosso.
     
    [b]LORENZO MOLINARO [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: s.v.[/b]
     
    [b]DANIELE CAVALIERO [/b](2 punti; 0/1 2p; 0/6 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 4. [/b]Falloso, impreciso, testardo tanto da calamitare qualche fischio. Al di là della contingenza che obbliga ai galloni da titolare un atleta che per età e pedigree dovrebbe essere sesto o settimo uomo, Daniele è la brutta copia del giocatore visto in altri lidi. Urge cambio di mentalità.
     
    [b]JEVOHN SHEPHERD [/b](2[b] [/b]punti; 0/2 2p; 0/2 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Se già il quintetto arrabattato apre spiragli a pedine non eccelse (si veda voce Cavaliero), Jevohn sembra piombato in una di quelle pellicole americane in cui un giovane amatore trova in un concorso dei cereali il [i]passepartout [/i]per la massima serie. Si salvi chi può, però a colazione meglio i biscotti.
     
    [b]LUCA CAMPANI[/b] (2 punti; 1/5 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Terribilmente sfortunato nell'avvicinarsi al ferro e artefice di alcuni passaggi a vuoto in difesa, ha il merito di alzare i gomiti sotto le plance (9 rimbalzi e due stoppate) e di rispondere presente. Mediocre, ma non tra i peggiori.
     
    [b]GIANCARLO FERRERO[/b] (2 punti; 1/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Entra in campo nel momento migliore di Varese, quando la Dinamo dista solo sei lunghezze, e si presenta sotto i riflettori non agguantando un pallone che gli transita a nove millimetri dalle orecchie. D'accordo, Logan in certi momenti era un furetto immarcabile. Ma almeno l'abc sarebbe gradito.
     
    [b]MYCHEL THOMPSON [/b](8 punti; 1/2 2p; 1/3 3p; 3/3 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Rappresenta con Shepherd il binomio da urlo della collezione autunno-inverno della pallacanestro. Goffo, depresso, lento. Capi d'abbigliamento simili, di solito, rimangono in fondo negli scatoloni sino al termine dei saldi. Alzi la mano chi l'ha acquistato a luglio. Ma è ancora in garanzia?

  • Nicolò Cavalli
    Venticinque minuti di buona pallacanestro, sporcata di tanto in tanto da amnesie imperdonabili dinnanzi a formazioni di alto livello, prima di lasciare la contesa senza nemmeno provare a infilare le unghie nelle carni degli avversari. I biancorossi incappano nella terza sconfitta in quattro uscite - già due all'ombra del Sacro Monte - e proseguono nel loro cammino titubante. Onestamente sono pochi gli appigli che possano suggerire, nel breve tempo, l'agognato cambio di passo. E i numeri del tabellino di fine gara suffragano le impressioni: panchina di scarso peso, percentuali al tiro insufficienti (da allarme rosso il 38% da due), assenza di lucidità e di aggressività (18 palloni persi a fronte di soltanto due recuperati)
     
    [i][b]Varese senza fantasia. [/b][/i]I sardi, reduci da tre stop consecutivi tra campionato ed Eurolega, schierano il quintetto pesante ma concedono qualche spazio dal perimetro: 8-5 con l'OJM che sbaglia un paio di tiri aperti per allungare. Le folate dell'ex Eyenga e di Varnado consigliano a Moretti di chiamare a raccolta i suoi, eppure è la Dinamo ad accendersi a ripetizione in transizione con lo strapotere di Logan ed Alexander (10-22 dopo l'ennesimo passaggio intercettato lungo linee di prevedibilissima lettura). L'ingresso di Varanauskas e di Davies, quest'ultimo a tratti in formato NBA e presto in doppia cifra, ridanno brio a Varese fino al 22-28 del primo mini intervallo.
     
    [i][b]Sassari controlla senza strafare. [/b][/i]Ukic e Stipcevic inaugurano il derby croato in regia proprio quando i ritmi forsennati del quarto d'apertura lasciano spazio diversi errori. All'improvviso una tripla di Roko e il 3/3 ai liberi di Thompson valgono la parità a quota 28, quindi due saette di Haynes, sartoriale dai 6,75 metri, danno propulsione agli scudettati (forse Moretti temporeggia eccessivamente prima di interrompere il pesante parziale ospite). I prealpini ritornano sui binari di una partita oculata pur patendo le tre penalità di Cavaliero e Thompson, poi, da una colossale svista d Ferrero, Logan non può esimersi dal monetizzare il nuovo investimento del Banco: 34-44. Il finale di tempo distilla un po' di veleno, con i grigi troppo permissivi verso la difesa dei ragazzi dei Sacchetti e punitivi verso Varese. Il meno undici del ventesimo (37-48) vanifica, in parte, la buona volontà mostrata dalla banda di Moretti.
     
    [i][b]Gap ad elastico. [/b][/i]Il rientro in campo, soft per entrambe le compagini, viene fibrillato dal duo Davies-Faye, capace di colpire dentro e fuori dall'area colorata fino al 47-53. Logan macina gioco come un ossesso (alla fine saranno 23 segnature con 5/7 dalla lunga), Alexander lo emula smorzando i decibel di Masnago ancora una volta mortificata dagli sprazzi galattici dei campioni d'Italia. I ciuffi di Ukic e Thompson provano a tenere in scia l'Openjobmetis (53-60), però gli isolani si divertono a giocare come il gatto con il topo: bastano pochi graffi, in campo aperto o in trincea, per ricordare agli astanti la dura legge della natura.
    Piombata nella palude del meno quindici (55-70), con i fuochi fatui compagni di sventura, l'OJM prova a reagire con il solito fronte dei centri, denotando al contempo una pochezza evidente in regia: bravo ma senza mordente Ukic, acerbo Varanauskas, fuori luogo Cavaliero. Il resto assomiglia alle sfide di oltre Oceano, decise con così tanti minuti di anticipo da propinare [i]garbage time [/i]fino alla noia.
     
    A margine di una partita scivolata via senza sorprese, con la grande squadra – la Sassari del sempre acclamato Meo Sacchetti – troppo concentrata per scongiurare il quarto passo falso in dieci giorni, si ripropone giocoforza il tema del mercato. Con l'inizio in settimana della “coppetta”, una batteria di sole tre guardie non pare adatta al doppio impegno. Anche perché in un altro ruolo, quello delle ali piccole, il duo Shepherd – Thompson è ampiamente il peggiore dell'intera Lega.
    L'imperativo oggi deve essere quello di incamerare punti per non perdere contatto dal gruppone delle retrovie. Le prime giornate della massima serie hanno confermato l'impressione di un torneo livellato verso il basso ma senza la proverbiale squadra materasso a tranquillizzare gli animi. È rimasto poco per cui palpitare, ancor meno in cui sperare. Emblema di tutto ciò i soli 3500 spettatori presenti a cospetto della corazzata del torneo: anche una delle tifoserie più competenti ed appassionate dello Stivale, ad un certo punto, trova legittimamente di meglio da fare.

  • simon89
    [font=arial][size=4][color=rgb(40,40,40)][color=rgb(0,0,0)]Derwin Kitchen lavorerà con l'Openjobmetis fino ai primi di novembre. Manca ancora l'ufficialità definitiva, ma a meno di offerte garantite da altri club europei il play-guardia del 1986 continuerà ad allenarsi con Varese in attesa che la società di piazza Monte Grappa sciolga la riserva sul suo conto.[/color][/color]
    [color=rgb(40,40,40)] [/color]
    [color=rgb(40,40,40)][color=rgb(0,0,0)]«Valuteremo con attenzione il da farsi, anche alla luce dei tempi di recupero degli altri due infortunati, e in attesa dei tagli NBA che entro la prossima settimana diventeranno disponibili per l'Europa: in questo caso non decidere ora ci permette di aumentare il numero delle opzioni disponibili» - spiega il coach Paolo Moretti. Da una parte il club biancorosso potrà continuare a rodarlo, pur con i tempi di lavoro scadenzati dagli impegni agonistici (la prossima settimana Varese giocherà tre gare in sei giorni), dall'altra si potrà capire se il mercato offre alternative interessanti, magari spostando l'attenzione su un giocatore con qualità balistiche e doti di finalizzatore anziché su una combo-guard come Kitchen.[/color][/color]
    [color=rgb(40,40,40)] [/color]
    [color=rgb(40,40,40)][color=rgb(0,0,0)]Dunque la scelta di Varese è legata alle condizioni di forma ancora non perfette - ma comunque visibilmente in crescita - del giocatore del 1986; ma anche sulla base di riflessioni sulle effettive necessità tecniche per integrare il roster. Intanto Maalik Wayns e Ramon Galloway proseguono il ciclo di lavoro per il recupero fisico: l'esterno ex Philadelphia potrebbe riprendere cautamente ad allenarsi la prima settimana di novembre con l'obiettivo di rientrare fra 4 partite a Trento. [/color][/color]
    [color=rgb(40,40,40)][color=rgb(0,0,0)]Kitchen o no, la guardia ex Tortona è il predestinato al taglio: l'atleta del 1991 andrà ancora in panchina contro Sassari e Capo d'Orlando, raggiungendo le 5 partite necessarie per cui non servirà il visto per tesserarlo. E poi sarà cedibile altrove - in A o A2 - quando recupererà dall'infortunio, dopo metà novembre.[/color][/color]
    [color=rgb(40,40,40)] [/color]
    [color=rgb(40,40,40)][color=rgb(0,0,0)]Giuseppe Sciascia[/color][/color][/size][/font]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Un gioco dei quattro cantoni in salsa cestistica. Due sole sedie disponibili per i ruoli cardine del centrocampo dell'Openjobmetis, quattro giocatori in lizza. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Per la società di piazza Monte Grappa è ormai prossimo il tempo delle scelte tra i due contratti garantiti di Wayns e Galloway, quello a termine di Ukic e quello in divenire di Derwin Kitchen, la scadenza più imminente in termini temporali. Entro domani Varese dovrà decidere se esercitare la clausola rescissoria del contratto con il play-guardia ex Hapoel Gerusalemme: il giocatore è clinicamente sano e sta lavorando di gran lena, ma il suo livello di forma è lontano dal 100 per cento e difficilmente sarà in grado di garantire un impatto immediato. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Scartare l'opzione Kitchen lascerebbe inoltre le mani libere a Varese per esplorare nel giro di qualche settimana l'effettiva praticabilità di trasformare l'accordo bimestrale con Roko Ukic in un contratto fino al termine della stagione. Ad oggi non ci sono le condizioni perché il play croato deponga le velleità di Eurolega per legarsi all'Openjobmetis; al di là del problema dei costi, l'ostacolo principale è legato agli stimoli di classifica che la squadra di Moretti può proporre a un giocatore abituato a competere per il vertice. Per formulare un'offerta che il croato possa prendere in considerazione servirà un lavoro di cesello su diversi fronti, senza avere comunque la certezza di ricevere un "sì" se le sue prestazioni attireranno sirene di club più importanti tra Italia e Europa. E se Ukic dovesse decidere di restare - ipotesi a oggi improbabile - allora Maalik Wayns diventerebbe di troppo: il giocatore di Philadelphia, atteso in campo nel giro di quattro settimane, sarebbe difficilmente proponibile - a livello economico ma anche tecnico - a fianco di un elemento bisognoso di avere la palla in mano per rendere come l'ex Panathinaikos. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Ma allo stesso tempo, la prova inaugurale contro Caserta - parametrata alla vittoria casalinga contro Pesaro -dimostra che Wayns non è il regista adatto per guidare un gruppo al quale serve un uomo con doti di leadership e di passatore. Ossia le caratteristiche di Ukic, ma anche quelle di Kitchen: scegliere oggi l'ex Hapoel Gerusalemme, pur con la necessità di tirarlo a lucido nel giro di 3-4 settimane, vuol dire inserire un giocatore di raccordo che al rientro di Wayns farà il playmaker, consentendo all'atleta del 1991 di dedicarsi alla finalizzazione del gioco. Significherebbe virtualmente gettare la spugna per Ukic, tutelandosi però in vista del "cambio della guardia": il croato dirigerà l'orchestra per due mesi, consentendo ai due convalescenti di entrare in forma e poi subentrare al volante, pur dovendo ricalibrare completamente gli assetti del gioco. Altrimenti si sposterà la ricerca da Kitchen a una guardia tiratrice, navigando a vista per qualche settimana sul fronte play, in attesa di esplorare le intenzioni del croato ed attendere il recupero di Wayns. Ma se si vuole cambiare completamente assetto, al conto della spesa dei nuovi arrivi va aggiunto il costo delle transazioni con i giocatori in uscita... [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia [/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Roko Ukic resta un rinforzo a tempo per l'Openjobmetis. Il presidente Stefano Coppa esclude, almeno per ora, la possibilità di estendere oltre il 23 dicembre il rapporto con il playmaker croato determinante all'esordio a Masnago per sbloccare il motore ingolfato dell'attacco. [/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']«Al momento non è una possibilità concreta, considerando i costi elevati e la volontà del giocatore di cercare collocazione in realtà con ambizioni e visibilità europea molto più elevate -spiega il presidente - Intanto godiamocelo fino a dicembre, poi si vedrà; di certo ci ha fatto vedere di cosa è capace in termini di leadership e di personalità in un ruolo nevralgico come quello del play, dando sicurezza a tutti i compagni e prendendosi responsabilità nei momenti decisivi». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Impossibile dunque effettuare subito un tentativo di togliere dal mercato Ukic senza "svenarsi", ma soprattutto senza proporre al regista del 1984 qualcosa di più di oggi in termini di prospettive di classifica. Se una possibilità c'è dovrà maturare nelle prossime settimane, ed è comunque legata alla crescita generale del gruppo, che ha dimostrato di aver imboccato la strada giusta: «La squadra ha ancora ampi margini di miglioramento, ma nel match di domenica ci sono state tante cose buone, prima di tutto l'atteggiamento aggressivo. I progressi più evidenti sono quelli sul piano atletico e dell'impatto a rimbalzo, contro una squadra che nelle prime due giornate non aveva sofferto né con Avellino né con Pistoia. Bisogna migliorare le percentuali da fuori e sprecale meno in contropiede».[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Vincente, dunque, la ricetta "pazienza, fiducia e lavoro" adottata da Paolo Moretti, che insieme all'effetto Ukic ha dato frutti importanti per giocatori poco brillanti nelle prime due uscite: «Abbiamo sposato e condiviso le idee di Paolo -contìnua Coppa - e i risultati si sono visti: Campani ha giocato un'ottima partita, Davies ha dato sostanza mentre Faye, ben coinvolto in attacco, ha confermato il suo impatto atletico, lo stesso Thompson, ancora poco pericoloso al tiro, ha comunque fatto egregiamente la sua parte in difesa». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']E il successo di domenica consentirà alla società di valutale senza affanni se Derwin Kitchen farà al caso di Varese: l'esterno ex Gerusalemme ha concluso i test atletici svolti negli ultimi tre giorni, e oggi il preparatore Marco Armenise consegnerà allo staff tecnico la sua relazione. Intanto i tempi di recupero di Wayns sembrano meno lunghi del previsto: per il play di Philadelphia l'obiettivo potrebbe essere quello di rientrare nella trasferta del 15 novembre a Trento. «L'innesto a tempo di Ukic ci permette di ovviare alle necessità contingenti legate al doppio infortunio di Wayns e Galloway. ora capiremo se Kitchen è in grado di darci qualcosa da subito. Se Derwin è pronto non esiteremo a tesserarlo, ma se ci sono perplessità sul piano della condizione non possiamo permetterci di aspettarlo. Siamo in mezzo al guado? Piuttosto che dirigersi verso riva e accorgermi di aver sbagliato sponda preferisco valutare bene le opzioni disponibili: se Kitchen è a posto lo inseriremo in vista della gara contro Sassari, altrimenti faremo le nostre valutazioni senza ansia, anche perché con due punti in tasca si ragiona in maniera più lucida». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]
     

  • Nicolò Cavalli
    [b]BRANDON DAVIES [/b](15 punti; 5/8 2p; 0/0 3p; 5/5 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Mette in mostra le doti, questa volta lusinghiere, con cui era stato presentato: mano educata, neuroni attivi, tecnica lodevole. Sporca la prestazione con un paio di infrazioni di passi, ma per il livello della partita (da bassa classifica) può bastare ed avanzare.[b] [/b]
     
    [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](19 punti; 6/10 2p; 0/3 3p; 7/9 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Apprezzabile per il mestiere e la capacità di occupare gli spazi, come testimonia il fatturato in termini di segnature e rimbalzi arpionati (addirittura 14), si incaponisce in alcuni tiri dalla lunga e in stoppate a parabola discendente. Si guadagna comunque i galloni del migliore.
     
    [b]ROKO UKIC [/b](14 punti; 3/8 2p; 2/5 3p; 2/2 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Due premesse necessarie a contestualizzare il voto: conosce la squadra e l'ambiente solo da dieci giorni; a tratti non è sembrato troppo agonista, ma per chi è avvezzo all'Eurolega risulta comprensibile. Otto assist, cervello fino e leadership valgono la meritata [i]standing ovation[/i].
     
    [b]OVIDIJUS VARANAUSKAS [/b](2 punti; 1/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Tarantolato. agguerrito e in perenne movimento - non a caso in settimana ha disputato le finali mondiali di basket tre contro tre - si cala positivamente nel ruolo di giocatore di rottura. Probabilmente nella scialba recita contro Caserta avrebbe potuto dare un poco di brio.[b] [/b]
     
    [b]LORENZO MOLINARO [/b](1 punto; 0/1 2p; 0/0 3p; 1/2 tl), [b]VOTO: senza voto. [/b]Subisce un'involontaria gomitata in volto: un giro in lunetta e poco altro.
     
    [b]DANIELE CAVALIERO [/b](6 punti; 0/3 2p; 2/7 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Soltanto un assist e diverse titubanze in palleggio, insolite per un giocatore esperto. Gli arbitri sorvolano su due o tre palleggi doppi, mentre lo puniscono con un fallo tecnico per una protesta futile. Esce però dalle secche di una serata pessima grazie alla tripla che scaccia i fantasmi.
     
    [b]JEVOHN SHEPHERD [/b](11[b] [/b]punti; 4/7 2p; 1/3 3p; 0/1 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Nel complesso tutto fuorché malvagio, macchia la partita con un tentativo fallito di schiacciata, davvero esoso, nel clou della folata finale. Incisivo in avvicinamento al ferro, sparacchia alcune tentativi senza uomo a marcarlo. Acerbo.
     
    [b]LUCA CAMPANI[/b] (16 punti; 5/8 2p; 2/2 3p; 0/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Bello vedere un italiano protagonista con la maglia di Varese: trova presto fiducia al tiro e continua nel solco della retina bruciata durante la fuga di inizio secondo tempo. Un pizzico di cattiveria e di cinismo in più lo avrebbero consacrato ad MVP della serata.
     
    [b]GIANCARLO FERRERO[/b] (0 punti; 0/0 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: senza voto. [/b]Esordio casalingo con un tiro da tre lontano dal centro: dubitiamo possa guadagnare minutaggio in futuro.
     
    [b]MYCHEL THOMPSON [/b](4 punti; 1/2 2p; 0/0 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Voto di incoraggiamento per la reazione che mostra nella ripresa. Fischiato persino dai tecnici della caldaia quando si siede sul cubo dei cambi (il primo tempo era stato un obbrobrio cestistico), risponde con presenza al rimbalzo, corsa e quattro assist. Dovrebbe essere un asso nel tiro da tre, ma questa squadra non sembra andare molto in simbiosi con l'arco dei 6,75 metri...
     

  • Nicolò Cavalli
    L'impatto a rimbalzo coeso, il carisma di Ukic (un alieno rispetto al livello scapestrato del campionato italiano) e l'orgoglio di Varese risolvono una sfida cruciale per le sorti dei ragazzi di Moretti: che il campionato 2015-2016, in ritardo di un paio di settimane, abbia inizio. Presto per parlare di rinascita o di obiettivi, eppure la realtà dei valori ascriveva la sfida di stasera ad uno scontro salvezza. Le contendenti si sono sfidate producendo una pallacanestro energica e pulita, speranzose di innestare il cambio di marcia dopo un avvio di torneo da shock.
     
    [i][b]C'è spazio per tutti. [/b][/i]Una Masnago in veste autunnale, con i pochi spettatori presenti metafora delle foglie al commiato, assiste ad un start a ritmi rapidi nonostante qualche errore banale: 7-8 con Faye e Lacey protagonisti. Ukic, sfortunato nelle conclusioni ma con polpastrelli da campione, riscuote i primi applausi del pubblico prealpino, Campani e Shepherd premiano le rotazioni continue di coach Moretti (14-12). L'OJM continua a costruire tiri logici, eppure la mancanza di autostima fa tintinnare qualche ferro di troppo. Il trend negativo lascia infine spazio ad un parziale di 8-2 (ancora triple di Campani e Cavaliero, sottomano del play croato) per il 22-16 del primo mini intervallo.
     
    [i][b]Sbandate allarmanti. [/b][/i]Pesaro si affida alla gioventù di Candussi e Basile per tornare a contatto, la [i]zone press[/i] di Paolini manda un attimo in tilt la regia di casa quindi è Davies – a sorpresa fattivo in entrambi i lati del campo – a ricostruire il gap: 28-21 con minuto di sospensione chiesto dagli adriatici. Con gli ingressi di Molinaro e Ferrero tutta Varese assaggia il [i]parquet [/i]del Lino Oldrini, l'energia aiuta ad assommare falli subiti però dal self-service dei tiri liberi arrivano meno punti di quelli auspicati. La Consultinevst recupera sino al 31-30 con McKissic, dunque assesta il sorpasso (anche perché l'OJM non segna per tre minuti e più, scatenando le prime bordate do foschi) con un Gazzotti sartoriale dall'angolo in un paio di frangenti. Il 36-39 dell'intervallo – Ukic lesto a dimezzare il disavanzo sulla sirena – issa sul banco degli imputati Moretti, troppo attendista nel arginare con i time-out la cattiva conduzione del secondo parziale.
     
    [i][b]Ripresa gagliarda. [/b][/i]Un buon rientro dagli spogliatoi di Varese, più efficace sotto le plance con Faye e Campani (il saldo finale a rimbalzo sarà di 43-35), obbliga i marchigiani ad esaurire il bonus in meno di quattro di minuti. Le folate orchestrate da Ukic trovano la risposta di Gazzotti e Shelton (49-48), poi Thompson cancella l'inusitato zero dal tabellino personale e trova i primi punti sotto il tetto di Masnago dopo un'apparizione e mezza. L'OJM si scrollo di dosso malumori e timidezza, variando in attacco i temi (eccellente Luca Campani fra le linee) e i ritmi, anche grazie al mastino da [i]playground[/i] “Ovidio” Varanauskas: il 61-51 al gong della terza frazione ha il retrogusto di un sano brodino caldo dopo una settimana di febbre.
     
    [i][b]A braccia alzate, con qualche patema. [/b][/i]I guizzi estemporanei degli [i]yankee [/i]di Paolini, oggetto di critica domenica scorsa perché spesso somiglianti a tratti di egoismo, tamponano solo in parte la fuga dei biancorossi: la difesa a zona lombarda propizia recuperi e contropiedi, talvolta chiusi in maniera roboante (si veda la schiacciata di Davies per il 74-57). Un'ingenuità di Cavaliero – fallo su tiro da tre, peraltro realizzato, e conseguente tecnico – rimescola le carte regalando sette punti alla causa pesarese. Shelton e l'ex Venezia Ceron rincarano la dose, così dal perimetro la VL pesca le briscole del 77-70. Le azioni offensive dell'Openjobmetis, stanca più di quanto sia lecito allo sprint di una contesa serrata. si risolvono in un “palla a Rok e speriamo bene”: dall'assist per Cavaliero, il numero otto della serata, la guardia azzurra trova la redenzione bruciando le retina per il dardo del successo. Il finale serve meramente a certificare la differenza punti, con Varese che spreca qualche[i] chance [/i]di troppo per agguantare la doppia cifra di vantaggio.
     
    I fedelissimi ritrovano all'ombra del Sacro Monte un successo che mancava dallo scorso aprile. Un sorriso meritato per chi investe soldi, tempo e voglia per seguire – pur in una selva di passi falsi – le gesta della beneamata. Parliamo di tifosi, addetti al lavoro, giornalisti. Meno di alcune istituzioni che rilasciano in settimana interviste fuori dalle righe: troppo semplice riempire le file del [i]parterre[/i] quando si giocano derby o partite da play-off. A volte rimane solo una ciotola brodino, ma non ci sono alternative per rimettersi in carreggiata.

  • simon89
    [size=4]Primo allenamento in programma stasera a Masnago per Derwin Kitchen. L'atleta statunitense sbarcherà in tarda mattinata alla Malpensa, ultima tappa del lungo viaggio dalla nativa Jacksonville in Florida con scalo a New York, e sosterrà una serie di test medici più approfonditi delle consuete visite di rito per avere certezze sul suo quadro clinico. L'incognita riguarda proprio le condizioni di forma del 29enne giocatore dopo la rescissione contrattuale con l'Hapoel Gerusalemme, che lo aveva scaricato a causa di un non perfetto recupero dalla frattura da stress al piede sinistro riportata nel dicembre 2014 (gli esami medici sostenuti dall'atleta presso l'università di Florida State sostengono il contrario).[/size]
     
    [size=4]Con due soli tesseramenti e un solo visto rimasti a disposizione, Varese non può permettersi errori: per questo Kitchen sarà valutato con la massima attenzione dagli specialisti e poi dallo staff tecnico prima di decidere se schierarlo già domenica contro Pesaro. Se l'atleta del 1986 supererà i test fisici e dimostrerà di essere già in buone condizioni di forma nell'allenamento di stasera, la società depositerà gli incartamenti necessari per perfezionare il tesseramento numero 14 - e il visto numero 7 - entro le 11 di domani mattina, termine ultimo affinchè Kitchen possa già debuttare contro la Consultinvest. Se invece si riterrà necessario verificare in maniera più approfondita la situazione, allora il nuovo esterno statunitense non giocherà domenica, rinviando il suo debutto - qualora Varese non decidesse di esercitare la clausola d'uscita a sua disposizione - al posticipo del 26 ottobre contro Sassari. [/size]
     
    [size=4]Ovviamente l'auspicio è che Kitchen possa fugare già oggi tutti gli interrogativi sulle sue condizioni fisiche e sul suo stato di forma; ma alla luce dello spazio di manovra ristrettissimo concesso dalle residue possibilità di intervento sul mercato, è logico che l'Openjobmetis debba avere garanzie assolute sul conto dell'esterno statunitense, per evitare di "bruciarsi" un tesseramento e un visto. Nel frattempo MaalikWayns è stato operato martedì al ginocchio sinistro e dovrebbe tornare sabato in città per iniziare il programma di recupero concordato tra il suo medico e lo staff sanitario della Pallacanestro Varese. Intanto sono aperte le prevendite per la sfida contro Pesaro:. Biglietti disponibili presso Triple e Giuliani e Laudi, oltre che on line sul sito www.pallacanestrovareseit. Da verificare la risposta del pubblico dopo un avvio di stagione così povero di spunti positivi. [/size]
     
    [size=4]Giuseppe Sciascia [/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Bruno Arrigoni guarda avanti dopo il meno 28 di Milano. Il general manager dell'Openjobmetis riparte dall'avvio promettente della squadra di Moretti e dal positivo effetto Ukic, poi smorzatosi col passare dei minuti alla luce delle condizioni di forma precarie del play croato. «Di buono teniamo i primi 15 minuti e l'impatto positivo di Ukic: sia pure per un periodo limitato, siamo contentissimi d'aver aggiunto un giocatore di livello alto che può mettere tutti nelle condizioni di far bene. L'ha dimostrato anche nelle condizioni approssimative in cui è sceso in campo. Poi, quando è calata l'energia fisica, contro i cambi sistematici della difesa di Milano siamo andati in affanno, ma giocare contro un'avversaria così "grossa" e numerosa fa spendere il triplo di fatica». [/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Insomma il cantiere biancorosso, già frenato dagli acciacchi in precampionato, s'è presentato nelle peggiori condizioni possibili contro la squadra più lunga e più fisica della serie A. «Purtroppo il precampionato a singhiozzo con tanti infortuni non ci ha preparato al clima del campionato e i problemi fisici accusati da Wayns e Galloway all'esordio hanno reso necessario effettuare due cambiamenti. Però l'allenatore ha le idee molto chiare, non si piange addosso e lavora in palestra con grande impegno. Se vogliamo accontentarci, per quanto visto domenica, le prove di Varanauskas e Molinaro danno l'idea che possiamo insistere ancora su questi giocatori». [/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Ora l'arrivo di Derwin Kitchen completerà il restyling perimetrale dell'Openjobmetis: «Kitchen è reduce da un problema fisico, altrimenti non sarebbe stato sul mercato in questo periodo. Speriamo che sia in buone condizioni, perché si tratta di un elemento valido, capace di giocare sia a ritmo alto che a metà campo. Con Roko comporrebbe una coppia interessante sotto il profilo della prestanza fisica e più avanti di supportare al 100 per cento un realizzatore come Wayns». Con l'aggiunta di due costruttori di gioco, Arrigoni confida di risolvere i problemi di produttività offensiva emersa nelle prime due gare della stagione, mentre sotto i tabelloni la squadra è da rivedere contro un'avversaria meno poderosa rispetto a Milano: «La coperta è lunga o corta a seconda di dove la si tiri, ma rispetto a Milano è tutta la serie A a risultare leggerina. Certo, ci hanno sbatacchiato un po' approfittando delle nostre condizioni non brillanti. Ma, al di là dei problemi a rimbalzo, c'è anche bisogno che tutti raddrizzino la mira. Domenica abbiamo preso tanti tiri aperti e ce li siamo mangiati, probabilmente c'è bisogno di ritrovare anche fiducia e autostima. L'esperienza e la personalità di due facilitatori come Ukic e Kitchen potrà essere d'aiuto anche a quei giocatori che hanno poca esperienza del nostro campionato». [/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Il g.m. biancorosso esclude ulteriori interventi di mercato prima di aver valutato la squadra nella versione corretta con i due nuovi esterni. «Prima di bocciare qualcuno, o pensare a ulteriori interventi, serve vedere la squadra al completo con gli ultimi due innesti. Prima di affidarci ai bussolotti e cercare soluzioni miracolistiche, cerchiamo di avere le idee più chiare dopo aver visto il gruppo lavorare con profitto e con continuità. Già la settimana scorsa abbiamo iniziato a farlo, sono convinto che l'etica del lavoro e la mentalità di Moretti ci aiuterà a venir fuori da questa situazione difficile, sperando di essere supportati dai risultati».[/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

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