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VareseFansBasketNews

  • Nicolò Cavalli
    [b]BRANDON DAVIES [/b](0 punti; 0/6 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4. [/b]Pur con l'attenuante di una preparazione condita da infortuni, raramente si è scorso nel pitturato un giocatore senza tiro, senza muscoli, senza elevazione, senza malizia. Hunt e Jones fanno festa, Varese decisamente meno.
     
    [b]MOUHAMMAD FAYE [/b](11 punti; 5/9 2p; 0/0 3p; 1/2 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Arpiona una quantità smodata di rimbalzi (16, anche perché Caserta tira con il 31% da due...) e manda qualche segnale di cattiveria agonistica. Tecnica poca, capacità di svariare ancora meno. Se il meno quotato del quintetto assume i galloni del migliore in campo, qualche inciampo nelle scelte di mercato supponiamo ci sia stato. E la prossima volta non lo diremo con questa eleganza.
     
    [b]MAALIK WAYNS [/b](18 punti; 6/12 2p; 1/4 3p; 3/3 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Da lui passa ogni singolo possesso offensivo. A monte di questo teorema, ben poco vincente, ci sono diverse componenti: la pochezza dei compagni, il movimento armonico nemmeno abbozzato, la preoccupante propensione al giocare da solo. Un minimo di talento si riscontra, a Moretti l'onere di incanalarlo nei flussi della squadra.
     
    [b]DANIELE CAVALIERO [/b](9 punti; 2/4 2p; 0/5 3p; 5/5 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Largamente insufficiente nel ruolo di regista - che non sia uno dei tanti malintesi nella concezione a tavolino della rosa? - si mette al servizio della squadra con ginocchia sbucciate, difesa a tutto campo e tagli. Cilecca alcuni tiri aperti, ma il risultato non sarebbe cambiato.
     
    [b]JEVOHN SHEPHERD [/b](9[b] [/b]punti; 3/7 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Patisce il salto di categoria oltre il preventivabile. Qualche capacità offensiva si intuisce, ma la fisicità va incardinata in un contesto di difese serrate e navigate. Sfiora la doppia cifra, limitando il contributo alla fase realizzativa: il resto è un insipido contorno.
     
    [b]LUCA CAMPANI[/b] (0 punti; 0/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Reduce da una stagione da titolare alla Vanoli (per chi non lo sapesse, l'alternativa dopo l'infortunio di Cusin era Ed Daniel) appare timido come un ragazzino al primo appuntamento con una ragazza. Camicia stropicciata, movenze incespicate, sguardo perso. Serve una botta di autostima.
     
    [b]MYCHEL THOMPSON [/b](0 punti; 0/1 2p; 0/7 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4. [/b]Nei primi anni '90, quando i prodigi della tecnica ancora sbalordivano, osservavo con invidia e rispetto dei dinosauri di mio fratello che si muovevano con la pila: compivano cerca tre passi al minuto, con strani rumori di sottofondo. Due decenni e mezzo più tardi, ecco un giocatore di basket più lento di quel brontosauro. Ma il sequel di[i] Jurassic Park[/i] non era stato un flop?
     
    [b]RAMON GALLOWAY [/b](4 punti; 1/4 2p; 0/2 3p; 1/6 tl)[b] VOTO: 4. [/b]Acquisto figlio di un abbaglio avuto durante la [i]summer league [/i]di Las Vegas. D'accordo il sole, il luccichio delle slot, la magnificenza d'oltre oceano. Però il Ramon visto in Europa, e stasera a Masnago, è davvero mediocre. La serie di acciacchi potrebbe restringere i tempi del taglio.

  • Nicolò Cavalli
    Il precampionato non porta in dote punti e scudetti, eppure può dimostrarsi una eloquente cartina di tornasole. Chi aveva evidenziato mugugni, arrendevolezza, apatia dopo gli scivoloni contro Cremona e Legnano - non proprio il Maccabi o i Bulls - era narratore di cruda realtà. Ambasciator non porta pena, i grattacapi sono tutti per Moretti: la verità è che nemmeno nelle gestioni Frates e Pozzecco le squadre si erano rifiutate di impugnare i guantoni ancor prima del [i]round[/i] di apertura. E mai – perché i numeri possono suffragare le impressioni – avevano partorito la miseria di 51 punti, con 2/21 dai 6 metri e 75, e 17/45 da due. Potremmo citare poi la leggerezza a rimbalzo, l'assenza di regia, lo spirito rinunciatario, il miserrimo apporto della panchina. Ci fermiamo qui per non essere sadici.
     
    [i][b]Noblesse oblige. [/b][/i]Il sipario della massima serie si leva sopra il capo delle squadre più rinnovate da maggio ad oggi: Varese e Caserta si presentano sulla scena di Masnago con l'intero [i]roster [/i]modificato dopo un'estate di rifondazione. Restano immutati soltanto i colori delle due squadre, capaci in epoche diverse di scrivere la storia della palla a spicchi italiana ma oggi in preda a dilemmi tecnici a tratti imbarazzanti. Lo 0-5 dei primi quattro minuti induce Moretti ai sudori freddi e al primo time-out stagionale, eppure il ghiaccio subisce il primo cesello della picozza solo grazie ai tiri liberi di Wayns: 2-9. Le due penalità gravanti su Faye e Davies testimoniano lo scarso peso specifico dell'OJM nel pitturato, ma il senegalese si redime in attacco con due validi guizzi di pura agilità. La mira rivedibile dei casertani dalla lunetta (2/8) e l'abulia offensiva dei prealpini, superata solo dall'entrata di Shepherd, mandano in archivio la prima frazione sull'8-12. Non esattamente uno spot al basket champagne.
     
    [i][b]Dalle nostre parti si chiama [/b][/i][b]ciapa no[/b][i][b]. [/b][/i]Altri due palloni persi banalmente, seguiti dalle triple di El-Amin e di Amoroso (nonché dai primi legittimi segni di disapprovazione del Lino Oldrini), delineano un nuovo tentativo di fuga della Pasta Reggia sul 10-18. La supremazia fisica di Hunt umilia la difesa di Varese, certamente più adatta ad incontri pugilistici contro i pesi piuma, allora i ragazzi di casa optano saggiamente per un gioco rapido con conclusioni nei primi secondi dell'azione: Wayns, Faye e Cavaliero impilano un po' di Lego biancorossi per costruire il 21-22. La “zonetta” dell'Openjobmetis, efficace per alcuni passaggi, viene trafitta infine dal dardo di Downs, quindi è El-Amin (23-27) a mandare tutti negli spogliatoi a meditare sull'impalpabile entusiasmo donato al [i]parquet[/i].
     
    [i][b]Tabellino al rallenty. [/b][/i]L'ex Clippers Wayns e Cinciarini (Daniele, il meno quotato dei fratelli) segnano dall'arco nel grigiore più totale lasciando immutato il gap, i decibel del pubblico amico si intensificano e spingono Varese fino ad impattare a quota 30 quando scossa il '24. Non appena coach Moretti concede riposo al play, la pericolosità del quintetto lombardo somiglia a quella di una partita affrontata con la [i]wii[/i]: puramente virtuale. La caparbietà di Faye, unico dato positivo seppure disperso tra le forzature di Shepherd, la lentezza di Thompson e la confusione cosmica di Galloway, permette all'OJM di rimanere in scia di una Caserta modesta ma coesa: 32-36. Ironia del destino, quando il nostro [i]Gallo [/i]si scrolla la polvere di dosso per affondare una roboante schiacciata, deve uscire per il riacutizzarsi di un infortunio all'inguine: 36-36 al tramonto del terzo parziale.
     
    [i][b]Nessuna forma di vita sul pianeta Varese. [/b][/i]I cinque di Dell'Agnello tornano a levare ululati da lupi a rimbalzo, così dalle seconde (talvolta terze, quarte, opportunità…) si issano sul 39-44. Amoroso, fischiato con acredine da tutto il palazzetto neanche fosse Hackett o Moss, inciampa in un fallo tecnico all'ennesimo insulto verso i suoi avi materni: la Pasta Reggia, anziché scomporsi, pesca con Jones due fiondate per il 42-50.
    I biancorossi perdono ogni tipo di impulso vitale, non che prima abbondassero, e possono solo abbozzare una rimonta di nervi dopo essere piombati a meno tredici. Shepherd e Cavaliero ricuciono fino al 51-56, tuttavia gli ultimi tentativi si spengono sul ferro. Menzione di onore a Daniele, unico varesino rimasto sul teatro di gioco a scusarsi mentre i compagni, modesti nel valore e nello spirito, si celavano nei meandri dello spogliatoio.
     
    Un avvio così deprimente, anche a latitudini reduci da annate opache, non si era mai raccontato. Una seconda possibilità deve essere concessa a tutti, ma la sensazione che domenica prossima a Milano possa arrivare un'imbarcata biblica non appare remota. Come lo è, del resto, l'impressione che presto cominci l'esodo in uscita (qualcuno ha nominato Davies e Galloway?). In un campionato dove non si scorgono astronavi, non si può nemmeno pretendere di solcare il cielo con gli aeroplanini di carta. Che la mestizia abbia inizio.

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']A precampionato concluso, con un bilancio nelle amichevoli di 5 vittorie e 3 sconfitte (2-2 il record contro avversarie di serie A), in casa Openjobmetis è tempo di stilare un bilancio sul rendimento offerto nel complesso ma, soprattutto, di valutare qual è stato l'impatto dei singoli: chi ha confermato le attese, chi le ha deluse, chi, invece s'è già rivelato una scelta azzeccata. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]Brandon Davies[/b] (7 gare, 11.6 punti) Attaccante poliedrico per qualità dei movimenti e tocco frontale, di certo non è un omone d'area e talvolta si trova a malpartito contro avversari più stazzati. Persona eccellente (nel contratto ci sono lezioni di italiano per lui e la moglie), giocatore stilisticamente bello, deve dimostrare di non essere senz'anima: altrimenti i conti sotto i tabelloni non quadreranno. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][b]Mouhammad Faye[/b][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'] (8 gare, 11.2 punti) Compensa in termini di energia e atletismo i chili mancanti, è pericoloso dalla media distanza e fondamentale per gli equilibri difensivi. Non sarà una-stella, ma il suo lo ha sempre fatto grazie a una costante intensità su tutti i palloni vaganti. Rispetto alle aspettative, probabilmente il migliore del precampionato biancorosso. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]Maalik Wayns [/b](6 gare, 19.5 punti) Talento da vendere tra accelerazioni brucianti e una pericolosità perimetrale superiore alle attese, resta ancora il dubbio sulla capacità di guidare la squadra al di là dei bottini individuali elevati che saranno una costante per l'attacco dell'Openjobmetis. Dal suo feeling con Moretti passano i destini della stagione.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]Ovidijus Varanauskas[/b] (5 gare, 6.0 punti) Arrivato come terzo playmaker, i problemi fisici di Galloway e Wayns gli hanno aperto ampi spazi: ha speed e qualità a dispetto di una taglia limitata, ma a organico pieno dovrà più che altro dare il massimo in allenamento. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]Lorenzo Molinaro[/b] (8 gare, 5.9 punti) Partito in sordina, ha preso coraggio col passare delle amichevoli andando in doppia cifra tre volte nelle ultime cinque uscite (due volte però contro squadre di A2). Alle doti atletiche abbina un buon tiro frontale, da capire se e quanto potrà reggere l'urto nelle aree colorate di serie A. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]Daniele Cavaliero [/b](8 gare, 9.6 punti) Costretto a sacrificarsi in regia visti i problemi fisici di Wayns e Galloway, quando ha potuto sfruttare le sue doti balistiche ha dimostrato di poter essere un'arma preziosa. Uomo di equilibrio per esperienza ed indole tecnica, più di altri avrà bisogno della coralità del gioco per esaltare le sue qualità permetrali. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]Jevohn Shepherd [/b](6 gare, 9.7 punti)  Elemento sostanzioso dentro e fuori dal campo, possiede un repertorio offensivo piuttosto duttile cui abbina un tasso atletico in grado di non fargli sentire il peso del salto di categoria. Sicuramente un giocatore sul quale fare affidamento per una rotazione affidabile dalla panchina.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]Luca Campani [/b](5 gare, 4.8 punti) Rallentato da problemi fisici, ha faticato a trovare una dimensione costante negli assetti in divenire del team di Moretti. Difficilmente proponibile in coppia con Davies, per guadagnarsi i 18 minuti di media della scorsa annata a Cremona dovrà cancellare in fretta un precampionato in sordina. Che ha contribuito ad accendere il riflettore sulla possibilità di aggiungere un lungo europeo prima dell'infortunio di Davies.[/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]Giancarlo Ferrero [/b](8 gare, 4.8 punti) Agonismo ed energia dalla panchina secondo le aspettative, anche se per ora dall'arco sta sparando a salve e pare più ala piccola che guardia. L'importante però è l'atteggiamento "dietro", e quello vale la A. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]Mychel Thompson[/b] (8 gare, 9.2 punti) Appesantito dalla preparazione atletica e in affanno nel ritrovare il ritmo-partita dopo 4 anni senza agonismo in D-League, ha sfoggiato qualche sprazzo di talento ma è ancora oggetto misterioso, anche perché costretto a giocare troppo spesso fuori ruolo. Necessita di più scarichi, ma da lui c'è bisogno di maggior impatto. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]Ramon Galloway[/b] (3 gare, 9.8 punti) Subito ai box dopo un avvio promettente, è il punto interrogativo più grosso del precampionato: doveva essere alter ego e complemento di Wayns, ma ha avuto pochissime occasioni per dimostrare se l'accoppiata con l'amico di infanzia funziona anche sul campo. Il talento atletico è da A, le amichevoli non hanno risposto alla domanda se oltre allo speed c'è la consistenza a tutto tondo - tecnica e non - che Varese necessita dalla sua guardia titolare. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]
     

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'Openjobmetis 2015/'16? Un enigma avvolto in un mistero. Chi ci capisce è bravo in una squadra che ha giocato 8 amichevoli con 8 formazioni diverse e dopo le due buone prove del Trofeo Lovari di Lucca ha raccolto due sconfitte e tante perplessità - pur senza tre giocatori sia contro Cremona che contro Legnano - nell'ultimo weekend di preparazione. [/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Domanda numero 1: il trio Davies-Faye-Campani può reggere l'urto delle aree colorate della serie A per un team che vuol puntare ai playoff? [/font][/color][/size]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Domanda numero 2: la trazione posteriore Wayns-Galloway ha qualità sufficiente e le caratteristiche giuste per innescare i compagni bisognosi di scarichi? [/font][/color][/size]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Domanda numero 3: il roster costruito in estate, con un solo play puro e senza un centro di ruolo ma con abbondanza di guardie e ali, ha bisogno di ritocchi? [/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']In tutti e tre i casi i riscontri attesi dal precampionato sono quanto meno frammentari e non indicativi; in ogni caso i venti di mercato che già spirano attorno all'organico attuale vanno valutati al cambio degli accertamenti in programma stamane sulle condizioni di Brandon Davies. Se infatti il centro americano dovrà saltare 30-40 giorni per l'infortunio all'anulare della mano sinistra riportato sabato contro Cremona, qualsiasi ipotesi interventistica sugli esterni extracomunitari andrà accantonata - o almeno messa in secondo piano - dovendo cercare un lungo europeo in grado di dare sostanza ad un reparto che ha soli tre effettivi. Soluzioni disponibili? L'ipotesi di un "Kangur 3.0", già esplorata prima dell'infortunio del centro ex Philadelphia, si scontra con le richieste economiche fuori portata dell'estone; in alternativa potrebbe tornare d'attualità il tormentone estivo Dejan Ivanov - tuttora senza squadra - che potrebbe dare esperienza e fisicità. [/font][/color][/size]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Se invece Davies potrà recuperare nel giro di qualche giorno, limitandosi a steccare l'articolazione infortunata, allora non è da escludere che sotto osservazione possa tornare Ramon Galloway sebbene non per ragioni fisiche. Il precampionato "in incognito" ha creato preoccupazione nell'ambiente: le prossime ore -a partire dai referti medici per Davies - saranno decisive per capire se Varese dovrà - o vorrà - usare subito la carta del mercato, per apportare correttivi prima di depositare i tesseramenti per l'intera stagione.[/font][/color]
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  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']DESIO - L'Openjobmetis in formato cantiere aperto cede il passo a Cremona nella semifinale del Trofeo Lomabrdia. Senza la trazione posteriore garantita da Wayns e Galloway, la squadra di Paolo Moretti fatica ad esprimere gioco con continuità, pagando dazio contro una Vanoli a sua volta priva degli azzurri Vitali e Cusin. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Anche stavolta Varese parte ad handicap, con la squadra di Pancotto che colpisce a raffica dall'arco (13 triple totali), mentre l'attacco biancorosso spreca occasioni banali da distanza ravvicinata: il 4-18 iniziale costringe l'Openjobmetis a giocare stabilmente di rincorsa. Poi comunque l'atteggiamento biancorosso è positivo sul piano dell'impegno, ma senza i due giocatori che nelle strategie estive avranno il compito di accendere i tiratori sugli scarichi e i lunghi di movimento, la squadra di Moretti fatica in attacco e paga dazio in difesa con accoppiamenti fisiologicamente affannosi sul piano atletico. La prima reazione porta la firma di Shepherd e Faye, che dopo il 21-37 del 15', firmato dalle raffiche dall'arco di Southerland e Ga-spardo, riportano Varese a -9 prima dell'intervallo. [/font][/color][/size]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Nel terzo quarto si scatena Cavaliero, che con 11 punti quasi consecutivi frutto di una buona circolazione di palla corale fa rientrare la squadra di Moretti fino al 50-54 del 27'. Ma la Vanoli fa saltare la zona 3-2 utilizzata dall'O-penjobmetis per i problemi di rotazioni (assente anche Campani per un lieve infortunio ad una caviglia nell'allenamento di venerdì sera): il quintetto speedy visti i 4 falli di Bilingha e Gaspardo esalta le doti balistiche di Southerland e dell'ex biancorosso Mian, e Cremona riparte di slancio fino al 58-73 del 34'. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Stasera contro Legnano l'ultimo atto del precampionato biancorosso, con Wayns e Galloway ancora ai box (possibile invece il recupero parziale di Campani): in pratica Varese non riuscirà a giocare in versione completa nessuna delle otto amichevoli di preparazione. Dunque mancherà completamente quel "vissuto" da serie A di cui una squadra con 6 giocatori al debutto nel massimo campionato avrebbe fortemente avuto bisogno di accumulare. Ma soprattutto i riscontri del campo non permetteranno di rispondere a quegli interrogativi sulla consistenza del reparto lunghi e sull'eventuale necessità di un puntello interno (in più o per Varanauskas?) sul quale s'era ragionato negli ultimi giorni. Ma col reparto play in costante emergenza, non è neppure facile stabilire fino a che punto Wayns e Galloway sarebbero in grado di cavarsela da soli e fino a che punto, invece, servirebbe un lungo di scorta in più ad un reparto comunque non sovrabbondante né di fisicità né di atletismo. [/font][/color][/size]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Nata ufficialmente la stagione 2015-2016 con la cerimonia di presentazione del campionato numero 94 che si è svolta ieri al Palazzo di Varignana nell'hinterland bolognese. Il presidente biancorosso Stefano Coppa e il coach Paolo Moretti hanno rappresentato l'Openjobmetis nel classico evento istituzionale che ha inaugurato il torneo di serie A al via il prossimo 4 ottobre. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]I PRONOSTICI DEI COACH [/b]Nella consueta carrellata dei 16 allenatori del massimo campionato, il tecnico di Varese non si è tirato indietro: «L'obiettivo stagionale è arrivare ai playoff» ha dichiarato Moretti, indicando Milano e Sassari favorite per lo scudetto. Rispetto alla stagione passata la stragrande maggioranza degli allenatori "vede" un campionato più aperto senza uno schiacciante plebiscito in favore dell'EA7: molti i tecnici concordi con Moretti nell'indicare due favorite, mentre Esposito di Pistoia, Griccioli di Capo d'Orlando e Bechi di Torino "vedono" un bis del Banco Sardegna. E addirittura Valli di Bologna e lo stesso Sacchetti - con un pizzico di scaramanzia? -indicano Venezia come squadra da battere. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]NOVITÀ IN TV[/b] Il presidente di Lega Basket Ferdinando Marino ha illustrato le principali novità della stagione alle porte partendo dalla visibilità televisiva: a fianco di Rai Sport (che manterrà il posticipo domenicale delle 20.30: Varese andrà in TV 1'11 ottobre a Milano) spicca il ritorno di Sky, che trasmetterà due partite (l'anticipo della domenica alle 12 - o il sabato alle 20.30 - e il posticipo del lunedì alle 20.45: esordio per l'Openjometis contro Sassari il 26 ottobre). La Supercoppa in programma sabato e domenica a Torino - in campo Sassari, Milano, Venezia e Reggio Emilia - sarà trasmessa dall'emittente satellitare. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]SCAMBIO DI CORTESIE CON LAFIP [/b]Clima disteso con la FIP nel comune interesse della Nazionale: il calendario della serie A era già stato "accorciato" in sede di programmazione auspicando che l'Italbasket dovesse giocare il Preolimpico (se Sassari o Milano non giocheranno la finale di Eurolega le finali scudetto si giocheranno dall'1 al 13 giugno, chiudendo due settimane prima rispetto al 2014-15). «Ci deve essere un clima di collaborazione, lavorando in sinergia per l'obiettivo condiviso della crescita del basket» ha affermato Marino. «Il successo dell'Italbasket agli Europei è stato il miglior spot promozionale perla serie A: grazie ai club che ci hanno dato i giocatori e ci sono stati vicini, e il via del campionato con tutte le società che hanno un abbinamento principale sulle maglie è la testimonianza dell'interesse per questo sport» ha aggiunto il presidente federale Gianni Petrucci. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]ORA TOCCA ALL'OJM[/b] Stasera toccherà alla società di piazza Monte Grappa presentare ufficialmente la stagione 2015-16. Sarà il primo atto ufficiale dell'annata sportiva in vista dell'ultimo rodaggio di sabato e domenica al Trofeo Lombardia di Desio, tappa finale del precampionato visto che da domenica 4 ottobre si giocherà per i due punti a iniziare dalla prima uscita casalinga contro la Pasta Reggia Caserta. La location scelta perla presentazione è quella del salone d'onore di Palazzo Estense: previsto il consueto cerimoniale con la passerella della squadra di Moretti e le "dichiarazioni di intenti" di dirigenti e sponsor. Curiosità per la nuova maglia celebrativa del settantesimo compleanno del club. [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia[/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Rosario Rasizza alza l'asticella degli obiettivi per la stagione 2015-16 della Pallacanestro Varese. L'a.d. di Openjobmetis indica i playoff come il traguardo minimo del nuovo anno sportivo nato comunque sotto buoni auspici alla luce dei successi del precampionato. «Se il buongiorno si vede dal mattino direi che ci siamo: lo scorso anno ci siamo ambientati ma ci piace vincere, anche noi vogliamo essere più aggressivi e vogliamo una squadra che vinca. L'obiettivo minimo devono essere i playoff, per il momento ho visto qualche allenamento e mi hanno presentato il nuovo coach. E mi ha fatto un'ottima impressione Daniele Cavaliero, un ragazzo con la testa e i modi da leader». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']L'imprenditore spiega le ragioni che hanno portato al rinnovo del rapporto di sponsorizzazione, insistendo sulle tematiche "extrasportive" che gli stanno particolarmente a cuore: «Come già accaduto lo scorso anno, l'operazione è legata soltanto al desiderio di sostenere una realtà importantissima del territorio, perché a livello di visibilità il calcio la fa da padrone. Non entriamo nell'aspetto sportivo, ma abbiamo insistito molto sulla necessità di migliorare alcuni settori. Siamo determinati a non mollare di una virgola col nostro staff interno deciso a mordere le caviglie alla società ed in particolare al settore marketing: il brand della Pallacanestro Varese deve spingere un'intera provincia, le cose vanno fatte e anche comunicate nel modo giusto». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Rasizza entra nel merito di alcune richieste specifiche - in particolare il rifacimento dell'area hospitality del PalaWhirlpool - che sono state determinanti nella scelta del rinnovo: «La società è un'azienda e va gestita come tale, vendendo il prodotto basket come uno spettacolo: il palazzetto è stato completamente rinnovato all'interno con nuovi spazi ad hoc per le aziende che fanno già parte della famiglia biancorossa e la possibilità di avvicinarne di nuove, portandole a contatto diretto con dirigenti, sponsor e giocatori. Senza questi passi non avremmo rinnovato la sponsorizzazione». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']In ogni caso la sensazione è che la Pallacanestro Varese e la sua proprietà consortile condivida la mentalità aziendale nella gestione del club voluta da Openjobmetis: «Il vantaggio di questo fidanzamento che si è trasformato in matrimonio, è che marito e moglie condividevano le stesse idee nella gestione del figlio. Qui ci sono due attrazioni di valore assoluto come pallacanestro e Varese: mettendoli in combinazione vogliamo farci conoscere da un pubblico sempre più ampio. Certamente la presenza all'interno del CdA ha contribuito a far arrivare i nostri messaggi: il nostro rapporto non prevede una sponsorizzazione nella quale mettiamo le risorse ed è finita lì, ma una sinergia che attraverso la nostra esperienza possa valorizzare il brand del club. Questo modo di gestire la società è imprescindibile per stare al passo con i tempi». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia [/font][/color][/size]

  • simon89
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Paolo Moretti plaude all'impegno della sua Openjobmetis nella sgambata in famiglia che ha chiuso il ritiro di Chiavenna. Ma come tutti i tifosi, non vede l'ora di vedere all'opera la sua creatura per iniziare a toccare con mano il valore della nuova Varese. [/font][/color][/size]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Il primo appuntamento, seppure non ufficiale, sarà quello dell' allenamento congiunto in programma giovedì a Masnago contro il Mobilificio 5 Stelle Massagno, poi sabato e domenica torneo a Montecatini (primo anticipo di campionato contro la Virtus Bologna, al via del quadrangolare anche Cremona e Pistoia). [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']«Ho chiesto serietà per quelle persone che sono venute da Varese, per chi ci ha ospitato per una settimana e anche per noi stessi. E' avvenuto in maniera efficace: ho apprezzato i segnali di disponibilità e la generosità con cui i ragazzi si sono applicati al termine di una settimana molto dura, nella quale abbiamo sperimentato i carichi di quando giocheremo due volte alla settimana durante l'anno. Dunque nonostante un grande impegno fisico e mentale, almeno finché abbiamo avuto energia si sono viste anche cose interessanti. Poi la lucidità è venuta meno e nel quarto periodo le cose sono venute d'istinto». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][b][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Come prosegue il programma di costruzione dell'identità tecnica della squadra e cosa c'è da aspettarsi dal ciclo delle 8 amichevoli in programma dal 10 al 27 settembre? [/font][/color][/b][/size]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']«Siamo più avanti in attacco piuttosto che in difesa: nei primi 10 giorni svolti senza agonismo a Masnago abbiamo lavorato soltanto sul fronte offensivo. La cosa che mi interessa più di tutte è non perdere giocatori in una fase così importante della preparazione: gli infortuni del precampionato possono sembrare leggeri ma rischiano di condizionare a lungo il lavoro. Per questo preferisco qualche precauzione in più nella gestione dei carichi e delle partite, sia in quelle singole che soprattutto nei tornei di due giorni. Certo di fronte ad avversari ci sarà una gestione diversa di minuti, tiri e possessi rispetto a quella di sabato che ha accontentato tutti». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]Verifiche importanti per valutare le risposte sul campo di un gruppo che sta mostrando comunque di stare bene insieme all'esterno del parquet? [/b][/font][/color][/size]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']«La cosa importante è valutare lo spirito di gruppo in una situazione agonistica: mi sta bene che fuori dal campo i ragazzi siano tutti uniti, ma questo non può bastare. Ci conosciamo ancora troppo poco, l'unica certezza è che dobbiamo crescere perché un assetto affidabile si può trovare solo più avanti. In particolare c'è la curiosità relativa agli assetti e alla chimica: solo nei momenti di difficoltà si può capire se una squadra sa stare insieme oppure si scompone». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]Si avverte quel clima di grande attesa che si respira in città per vedere all'opera sul campo questa Openjobmetis così accattivante in occasione del raduno?[/b] [/font][/color][/size]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']«La trovo giustificata e giustificabile, anzi addirittura nella logica delle cose, perché la condivido anche io. Di fatto a Chiavenna si è chiuso un primo ciclo di lavoro nel quale sono state impostate delle basi tecniche; ora le 6 partite nei prossimi 14 giorni serviranno come rifinitura, poi dal torneo di Lucca fino al 29 ottobre torneremo a giocare una volta alla settimana e ci sarà tempo di sistemare i dettagli prima di iniziare col doppio impegno tra campionato e FIBA Europe Cup». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'][b]Con la squadra finalmente al completo avete deciso su quale ruolo concentrare l'attenzione in vista della scelta del settimo straniero? [/b][/font][/color][/size]
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']«La scelta sarà quella di andare su un playmaker che non abbia troppe pretese di minutaggio, tenendoci da parte un piccolo tesoretto che potremmo utilizzare in futuro qualora se ne presentasse la necessità. L'organico è stato costruito con idee precise di ruoli e gerarchie, e non è ti caso di metterlo in discussione ancor prima della prima uscita amichevole. Fino a metà dicembre affronteremo momenti di grande stress fisico, e abbiamo preferito puntare su un giocatore in più nel ruolo in cui potevamo essere maggiormente in difficoltà». [/font][/color][/size]
     
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Giuseppe Sciascia [/font][/color][/size]

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    [font=verdana][size=3]Mychel Thompson ha scelto Varese per iniziare la sua carriera europea e ritagliarsi un ruolo da protagonista. Il 27enne giocatore nato a Los Angeles ma cittadino delle Bahamas, figlio e fratello d’arte (papà Mychal fu campione NBA con i Lakers di Magic e Kareem; Klay ha vinto i Mondiali 2014 a Madrid e le ultime finali NBA con Cleveland) ha messo da parte il sogno NBA dopo quattro anni di D-League per mettersi alla prova del nostro campionato.[/size][/font]
    [size=3][font=verdana]«Era un passo che ho sempre pensato di fare e credo fosse venuto il momento giusto per attraversare l’Atlantico. Per me sarà una bella opportunità: conosco tantissimi stranieri che hanno giocato in Italia e tutti mi hanno parlato bene di questa lega, anche mio padre si è raccomandato di farla e ho colto al volo l’occasione di Varese».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]L’atleta del 1988 è tornato dunque in Italia, dov’era già stato a soli 3 anni a seguito del padre che aveva giocato a Caserta nel 1991/’92. «A quell’epoca ero piccolissimo, poi sono tornato ai tempi dell’Università di Pepperdine. L’impatto con i compagni e il coach è stato ottimo, il cibo è eccellente, l’organizzazione societaria perfetta. Stiamo lavorando molto forte al ritmo di due o tre allenamenti al giorno, ma mi sto divertendo e non vedo l’ora di iniziare a giocare».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Dunque Varese sarà la tappa d’esordio della carriera europea di Thompson che, dopo gli anni di D-League, tornerà a misurarsi con l’agonismo.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«Considero l’Openjobmetis come la situazione migliore per sbarcare in Europa. Per me è tutto nuovo, ma tanti di noi hanno alle spalle un’esperienza NCAA, e ciò renderà più facile la transizione. Spero di fare la mia parte per disputare una stagione positiva a livello di squadra, sarà bello tornare a giocare in maniera competitiva con un pubblico caldo e appassionato che ho già conosciuto in occasione del raduno. Ancora non parlo italiano e non riesco a comunicare con i tifosi, ma ci hanno trattato benissimo e ho già capito che questa è una città di basket».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Nella sua [i]“second life”[/i] europea Thompson potrà trovare la sua dimensione da protagonista senza più confronti con gli altri familiari più titolati.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«In realtà ci sono abituato. E, soprattutto, i geni sportivi della famiglia non sono soltanto quelli del basket: ho iniziato a giocare perché mi piaceva ma papà non ha forzato nessuno, tant’è che Trayce è un professionista del baseball (il terzo fratello gioca con i Chicago White Sox). Crescere in una famiglia di sportivi mi ha dato abitudini e mentalità necessarie per fare il professionista; ora voglio costruirmi la mia carriera, provando a fare del mio meglio per Varese. Le mie caratteristiche? Mi considero un giocatore versatile, in grado di fare tante cose al di là del tiro da fuori, e rendermi utile anche in difesa. Farò tutto quello che il coach mi chiederà: a me piace vincere e questo è il modo giusto di farlo».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size]
     

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