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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Al capezzale dell'ammalata le diagnosi si sprecano. Perché mai sta soffrendo così tanto? Varese è questa o quella d'inizio campionato? Chi vuol ben giudicare metta da parte le passioni: sarebbe bastato questo monito od esercizio per non doversi abbattere in pericolose depressioni di fronte a una classifica che umilia nonché a un calendario che propone Roma nella capitale, poi Milano a Masnago, quindi Cremona e Brindisi in trasferta. Come temere un uragano. Che, probabilmente, appare meno pericoloso di un degenerante disfattismo. In settimana qualcuno s'è spinto oltre l'onesto steccato di ammissibili analisi mettendo in giro strane voci su un vecchio match (roba da ring con guantoni) fra Robinson e Daniel, amplificato poi da un tam tam incontrollato e scandalistico, tipico di chi vuol far intendere un clamoroso caso a spiegazione di uno strappo tecnico tra le file di una Varese perdente, anzi crollante in una crisi nera. Affermazioni gravi e gratuite, da spazzatura mancando le relative prove, in ogni caso paradossali visto che ad ottobre - periodo cui si attribuisce l'episodio incriminato - la squadra girava a meraviglia battendo superbamente Cantù e passando con autorità a Pesaro. V'è persino da ironizzare che se tale litigio fosse vero, ben vengano altri del genere a beneficio di un momento aureo della squadra.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Scempiaggini, tutto qui, al di là di certe crepe nell'assetto biancorosso, una delle quali abbastanza evidente sull'asse più nevralgico, quello tra play e pivot. Mancanza di speed e genialità per l'uno, poca fisicità metrica e scarsa applicazione per l'altro: ci sembrano questi i tratti meno entusiasmanti di una coppia che, al di là del proprio feeling, sta mostrando un suo limite fra altri carenti valori d'organico. Soprattutto non s'avverte sul parquet quella vera e propria leadership quale longa manus dell'allenatore che è parsa passare di mano in mano fra Robinson e Deane (foto Blitz) nelle prime esibizioni per sparire poi in uno scantinato del palasport.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Che l'organico non fosse profondo lo si sapeva mesi fa, ora la società s'è data una mossa puntellandolo con l'ingaggio di Christian Eyenga, ala di origine africana ma con trascorsi americani, pure in NBA. Verosimilmente Eyenga potrebbe offrire una presenza in più d'un certo tenore nelle rotazioni, ampliando potenzialmente le file in area e vicino al ferro, se davvero è agile e intimidatore come sostengono i suoi referenti.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Sicuramente Varese giocherà a guardie e ali avendo contati, per caratteristiche, play e pivot. Staremo a vedere tra una conta e l'altra di meriti e demeriti, di pregi e difetti dovendo in ogni caso partire dall'immanente disvalore, in fatto di aspettative, fra allenatore e squadra: l'uno troneggiante per gloria eterna, l'altra abbastanza in subordine nonostante il suo ruolo principale per rendimento e valutazione sul campo. Sin qui Pozzecco e i suoi uomini hanno dato la sensazione di gioire in ugual crescendo o patire in ugual calando, quindi con la stessa inerzia nel bene o nel male mancando alla bisogna vere e proprie scosse dall'una o dall'altra parte. Tuttavia le analisi sono fatte anche per essere smontate nella dinamica di eventi che si susseguono aspettando qui un po' tutti nuove convincenti prove.[/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Varese va in cerca della svolta a Roma. Appuntamento importante oggi per l'Openjobmetis (palla a due alle ore 18.15, diretta tv su Rete 55) sul campo dell'Acea: serve una risposta forte e chiara dopo il passo falso casalingo contro Trento per chiudere a quota 3 la serie negativa e rilanciare la corsa verso le Final Eight di Coppa Italia alla vigilia dell'atteso derby contro Milano.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    In settimana la società ha battuto un colpo, aggiungendo le qualità atletiche e l'esplosività di Christian Eyenga per consentire a Kristjan Kangur di recuperare appieno dal problema alla schiena accusato dopo la maratona contro Reggio Emilia.
    Ma stasera al PalaTiziano il congolese e l'estone saranno ancora out: il ritardo nell'invio della letter of clearance da parte dei polacchi del Turow farà slittare l'esordio dell'ala ex Cavs alla sfida di domenica prossima contro l'EA7. Quando è previsto il ritorno dell'ala del 1982, che martedì dovrebbe tornare ad allenarsi in gruppo pur con tutte le cautele del caso dopo oltre tre settimane di stop.
    Dunque la squadra di Pozzecco giocherà la quinta gara consecutiva in versione incompleta, anche se la settimana di avvicinamento alla trasferta nella Capitale non ha fatto registrare ulteriori contrattempi; smaltito il problema all'occhio sinistro che la settimana scorsa aveva rallentato Willie Deane, il tecnico dell'Openjobmetis attende riscontri positivi soprattutto da Ed Daniel. Il quale, tra una condizione atletica da ritrovare dopo l'infortunio dell'esordio contro Cantù e un atteggiamento mentale decisamente moscio, era stato il peggiore nella sconfitta inopinata contro Trento.
    Ora, in attesa di rimpolpare il reparto ali con due aggiunte lussuose come il ritorno di Kangur e l'innesto di Eyenga, Varese avrà bisogno di mettere in campo il 100 per cento delle energie con tutti gli effettivi, ritrovando il Daniel graffiante del precampionato e cercando di spremere il massimo anche da Stan Okoye, il principale indiziato alla tribuna nel turnover degli otto stranieri, che stasera avrà ancora una chance importante per mettersi in luce. Il test è comunque impegnativo: l'Acea di Luca Dalmonte è squadra giovane ed atletica che, pur avendo cambiato 7 noni del gruppo che giunse alle semifinali 2013/2014, ha costruito un roster intrigante a dispetto del taglio del budget rispetto alla scorsa annata.
    Attenzione soprattutto alla trazione posteriore: l'ex varesino Rok Stipcevic è il motore della squadra che ha nel veterano Gibson (16,6 punti per l'ex compagno di Daniel a Pistoia) il punto di riferimento, mentre il bomber Triche (sogno mancato di inizio mercato per Varese) fatica ad esprimersi in Italia (9,2 punti col 32% da 2) a dispetto dei fasti internazionali. Sotto canestro l'esplosivo Morgan (9,0 punti e 7,4 rimbalzi) e il duttile lungo frontale De Zeuuw (9,0 punti col 35% da 3) giostrano a fianco della certezza Bobby Jones (11,6 punti di media). Una squadra solida e ben organizzata in difesa, da battere con una partita giocata all'arrembaggio per ritmo, punteggio e intensità, cancellando il secondo tempo sbiadito costato due punti contro Trento.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [font=verdana][size=3]Christian Eyenga non vede l'ora di scendere in campo con la maglia dell'Openjobmetis, ed interrompere un digiuno agonistico che dura dall'11 giugno, data della sua ultima partita ufficiale nella finale della lega polacca con Zielona Gora. [/size][/font]
    [size=3][font=verdana]Dopo la fine anticipata della sua esperienza al Turow (che ieri sera ha inviato la letter of clearance necessaria per il tesseramento, fuori tempo massimo per farlo scendere in campo domani a Roma), la 25enne ala congolese ha accettato al volo la proposta del club biancorosso: «L'interesse di Varese non è stato una sorpresa: la società mi aveva già cercato durante l'estate, poi le cose sono andate diversamente ma ora sono contento di essere qui e voglio fare del mio meglio in una lega importante come quella italiana. Mi aspetto un campionato molto competitivo soprattutto sul piano fisico visto il numero elevato di americani nel roster di ogni squadra, mi piace molto il fatto di giocare un torneo dove ogni partita è stimolante ed aperta».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana] L'atleta del 1989 con un passato NBA a Cleveland illustra così le sue caratteristiche tecniche: «Prima di tutto sono un giocatore atletico che mette sempre in campo una grande energia: in tutte le squadre nelle quali ho giocato ho sempre cercato di mettere a frutto queste doti sia in attacco che in difesa. Mi piace giocare in tutte e tre le posizioni perimetrali, posso sfruttare il fisico spalle a canestro o colpire da fuori con dei tiri aperti». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]L'ala nativa di Kinshasa svolgerà solo stamattina il primo allenamento con i nuovi compagni, ma si stava comunque tenendo in forma con Badalona, la squadra spagnola che lo aveva reclutato a 17 anni: «Dopo il divorzio col Turow sono tornato a casa mia in Spagna, ho chiesto ospitalità alla Joventud e i dirigenti mi hanno fatto questo favore: mi manca il ritmo agonistico ma sono comunque in buone condizioni di forma. Dei miei nuovi compagni conosco già Dawan Robinson: ho giocato con lui per un mese in D-League ad Erie, poi ho lavorato durante l'estate con Diawara a Los Angeles mentre ho affrontato Rautins due anni fa in D-League quando lui giocava a Tulsa ed io con i Texas Legends. Coach Pozzecco? Quando ho scelto Varese tutti mi hanno raccontato delle sue gesta da giocatore, ci ho parlato al telefono e sono certo che avrò un buon feeling con lui». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Pur non potendo scendere in campo domani, Eyenga viaggerà comunque con i nuovi compagni a Roma in vista del debutto nel derby contro Milano: «Considero Varese come una tappa importante per la mia carriera: la città è piccola e tranquilla e la società ha già mostrato in questi primi giorni le sue capacità organizzative. Il mio obiettivo è integrarmi in fretta e provare a lasciare il segno sin dall'esordio contro un'avversaria di grande spessore come l'EA7». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Quando l'espressione Non ha mai visto il canestro è, purtroppo, tremendamente reale. [/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Willie Deane, chiusa la sfortunata gara persa contro Trento con un irreale, e per lui inusitato virgola (0/4 al tiro), ampiamente giustificato dalla ditata che nei giorni precedenti il match lo aveva mezzo accecato, torna sulla partita puntando con decisione sulle manchevolezze della squadra varesina. 
    «Non mi piace cercare scuse o accampare alibi: contro Trento dice  -, abbiamo perso perchè abbiamo giocato un bruttissimo secondo tempo. Una ripresa durante la quale siamo stati soverchiati dalla Dolomiti Energia non solo nelle percentuali realizzative, ma in tutte le voci significative di una partita: rimbalzi, palle recuperate, stoppate. In definitiva non ci siamo più stati in tutte le giocate in cui una squadra deve dimostrare reattività, intensità, prontezza mentale e, appunto, trasmettere energia. Loro, poche storie, sono stati più presenti di Varese e hanno  meritato di vincere mentre noi, dopo i primi venti minuti abbastanza confortanti siamo usciti dalla pausa lunga spenti, erroneamente appagati e certamente convinti che la restante parte della gara sarebbe stata solo una formalità. Insomma: siamo tornati sul parquet solo per dovere, troppo rilassati e naturalmente abbiamo pagato a caro prezzo la dormita collettiva». 
    Bilancio ad un sesto del cammino? 
    «Il computo è appena sopra la sufficienza perchè spiega l'ex Purdue Boilermakers -, la nostra classifica avrebbe potuto essere addirittura fantastica. Invece, vuoi per sfortuna, vuoi soprattutto per nostri errori, i numeri ci offrono più di un motivo di rammarico». 
    Parlare di rammarico già alla quinta giornata non è esattamente positivo. 
    «Sono d'accordo ed è per questo motivo che, da qui in avanti, dovremo essere bravi a trasformare questo sentimento sbagliato in rabbia e in voglia di riprenderci tutto quello che, per varie ragioni, abbiamo lasciato agli avversari. In tutta sincerità penso sia possibile, in particolare se Kangur, il nostro metronomo difensivo, tornerà rapidamente nei ranghi». 
    La sensazione è che, per riuscirci, abbiate bisogno anche del miglior Daniel. 
    «Non ho dubbi sul fatto che Ed, già dalla gara in programma domenica pomeriggio a Roma, sarà di nuovo protagonista. Una cattiva serata può capitare a tutti e Daniel, oltre che uno splendido ragazzo, è anche un giocatore di grande carattere, dotato di mentalità vincente come pochi altri. Ed è consapevole che ci servono i rimbalzi, i salti oltre il ferro, la presenza dentro l'area, gli aiuti difensivi e gli incredibili tuffi che esegue per portare a casa un pallone recuperato. Lo sa e ci darà tutto quello che serve: è sicuro». 
    Roma fuori, Milano in casa poi due trasferte consecutive: Cremona e Brindisi. Nel giro di un mese vi giocherete molto. 
    «Abbiamo dimostrato di poter giocare alla pari contro chiunque e, spesso, vedi Venezia, anche meglio. Quindi, l'aspetto  importante è riportare focus e concentrazione su ogni singola gara restandoci per tutti i quaranta minuti. Certe uscite di scena, ha ragione coach Pozzecco, non sono più tollerabili, né perdonabili. A questo punto reagire e riprendere a vincere conclude Deane -, è anche, soprattutto, una questione d'orgoglio». 
    Massimo Turconi [/size][/font][/color]
     

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    Blitz di mercato a sorpresa per l'Opejobmetis. La società di piazza Monte Grappa ha chiuso l'accordo con Christian Eyenga: contratto fino a giugno 2015 per la 25enne ala congolese (dunque in possesso dello status di Cotonou Player, lo stesso con cui l'ex capitano Ebi Ere giocava da europeo) cresciuto nelle giovanili della Joventud Badalona.
    Si tratta di un giocatore di 201 centimetri per 95 kg. che possiede grande esplosività e freschezza atletica: l'elemento ad hoc per tamponare la falla aperta dall'infortunio di Kristjan Kangur nel ruolo di ala piccola, facendo slittare Diawara da numero 4. E quando tornerà il giocatore estone - atteso in palestra per martedì prossimo - formerà un pacchetto ali di valore assoluto per duttilità e qualità difensive.
    Per il momento non sono previste uscite, pur con la necessità del turnover degli stranieri (Varese ne avrebbe 8 ma a referto possono andare in 7) quando la squadra sarà al completo: cosa che però al momento s'è verificata soltanto una volta sulle cinque partite disputate dalla squadra di Pozzecco.
    L'atleta del 1989, prima scelta col numero 30 nel draft NBA del 2010 da parte dei Cleveland Cavaliers (6,9 punti nel 2011/'12), era stato già vicino a Varese in luglio, ma poi preferì firmare con i polacchi del Turow Zalezgerec con la prospettiva della ribalta in Eurolega (già disputata nella scorsa annata con i polacchi dello Zielona Gora: 9,2 punti, 4,7 rimbalzi e 1,5 assist) nonostante l'offerta economica biancorossa fosse superiore.
    Evidentemente non si è ambientato al meglio, tant'è che a fine settembre giocatore e società hanno optato per la rescissione consensuale. Così, dopo la sconfitta casalinga contro Trento, la dirigenza biancorossa ha deciso di correre ai ripari con un innesto di qualità in grado di rilanciare Varese sulla rotta verso Final Eight di Coppa Italia e playoff.
    Eyenga è stato il primo giocatore segnalato dalla coppia Vescovi-Giofrè: nel giro di 48 ore si è trovata la quadra economica a cifre abbordabili e, se domani l'atleta attualmente in Spagna riuscirà ad avere il visto, potrebbe essere tesserato in tempo per debuttare già domenica a Roma. «Dopo la sconfitta con Trento ho avvertito la necessità di effettuare un'aggiunta ed a questo punto l'abbiamo fatta con un elemento di qualità: io mi sono occupato di trovare le coperture economiche e l'area tecnica di scegliere il giocatore adatto - racconta il presidente Stefano Coppa -. Più di una persona che ama Varese ha detto sì allo sforzo extra, così abbiamo colto la palla al balzo chiudendo in 48 ore un'operazione molto allettante. Sul piano tecnico mi viene descritto come un giocatore molto atletico, con grandi qualità in penetrazione e duttilità difensiva; col suo arrivo Kangur potrà completare le cure e recuperare con calma senza la necessità di tirargli il collo, considerando che servirà comunque qualche tempo per riaverlo al 100 per cento. Allo stesso modo non dovremo tirare il collo neppure agli altri, con l'aggiunta di una rotazione in più per avere almeno 7 giocatori affidabili».
    Giuseppe Sciascia
     

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    Sarà Alberto Castelli (foto Blitz) l'erede di Michele Lo Nero alla guida di Varese nel Cuore. L'assemblea che nominerà il nuovo consiglio di amministrazione del consorzio si terrà l'ultima settimana di novembre, quella successiva al derby tra Openjobmetis e Milano. Ma nella lista delle figure eleggibili per per la governance del gruppo di multiproprietari, che seguendo le norme dello statuto della società consortile è stata ufficializzata nei giorni scorsi, l'imprenditore di Induno Olona è l'unico candidato per il ruolo di presidente. Scontata dunque la nomina di Castelli: il proprietario dell'omonima impresa di costruzioni, tra i 18 soci fondatori del consorzio a luglio 2010, è personaggio molto stimato sia da parte del CdA in scadenza che dagli stessi proprietari. 
    Tant'è che nel giro di opinioni tra quattro consorziati illustri - Castelli compreso - pubblicato su queste colonne due mesi fa, Giovanni Fiorina ed Andrea Crocella - rispettivamente in rappresentanza di Cotonificio Verbanese e Nettuno Alimentari - avevano indicato proprio Castelli come la figura ad hoc per la presidenza. Una guida con prerogative differenti rispetto a Lo Nero, divenuto in corso d'opera figura a tempo pieno (con tanto di incarico da direttore generale della Pall.Varese). Castelli è un consorziato eccellente, ma visti gli impegni lavorativi non potrà certo dedicarsi full time alla guida di Varese nel Cuore. E per questo diventerà importantissima la scelta dei membri del nuovo CdA, che dopo 4 anni di sostanziale sovrapposizione con quello della società di basket avrà una composizione totalmente diversa rispetto alla governance della Pallacanestro Varese formata da Stefano Coppa, Monica Salvestrin, Cecco Vescovi, Vittorio Gandini e Massimo Cozzi. Era stato lo stesso Castelli a spiegare i motivi di questa scissione, che sarà una delle parti principali della fase 2 di Varese nel Cuore: «Il nuovo CdA non può e non deve entrare nel merito della gestione sportiva, ma dirigere il consorzio con tre obiettivi principali: tenere i rapporti con i proprietari, organizzare iniziative congiunte ed andare alla ricerca di nuovi soci per aumentare le potenzialità da mettere a disposizione dell'area tecnica grazie alla crescita delle risorse». 
    Anche per il CdA c'è una lista unica di sette candidati: toccherà all'assemblea dei proprietari stabilire il numero dei consiglieri nelle facoltà stabilite dallo statuto (da un minimo di 3 ad un massimo di 7). Poi ovviamente ci sono da stabilire le strategie future di un consorzio che la scorsa estate ha asciugato da 73 ad una cinquantina il totale dei proprietari: sono rimasti i soci più motivati dall'obiettivo di voler dare continuità ed futuro solido alla Pallacanestro Varese. E sotto questo profilo la serietà, la competenza imprenditoriale e le idee di Alberto Castelli sono una garanzia assoluta.
    Giuseppe Sciascia 
     

  • Nicolò Cavalli
    [b]ANDY RAUTINS [/b](16 punti; 0/2 2p; 5/9 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Vive una serata ad intermittenza, in bilico tra falli spesi, lampi di classe, dettagli mancati e tripudi balistici. Offre sostegno a rimbalzo e cerca sempre l'anticipo, senza però cambiare definitivamente marcia. Il tiro libero sbagliato nel momento [i]clou [/i]gli costa la sufficienza.
     
    [b]EDWAR DANIEL [/b](2 punti; 1/6 2p; 0/0 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 4. [/b]Inconcepibile che un lungo con 25 minuti a referto non finisca mai in lunetta. Paradossale che ad ogni pallone servito passeggi prima di alzarsi in verticale. Inopportuno che venga fagocitato da Owens e Pascolo. Incredibile che al netto di tutto ciò, al richiamo in panchina, lanci l'asciugamano e snobbi allenatore e compagni. Frustrato.
     
    [b]DAWAN ROBINSON [/b](18 punti; 6/9 2p; 0/4 3p; 6/8 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Senza strafare od eccellere, gioca una discreta gara da [i]playmaker[/i] navigato. Serve otto assist con oculata distribuzione, si incunea nei buchi difensivi di Trento, nasconde il pallone quando ci sono da subire contatti. Un paio di imprecisioni dalla linea della carità fanno tuttavia pensare a qualche malcelata preoccupazione.
     
    [b]YAKHOUBA DIAWARA [/b](22 punti; 6/13 2p; 0/3 3p; 10/11 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Quattro palloni persi e un fallo tecnico rappresentano la [i]summa[/i] di una ripresa sofferta. Nel primo tempo è semplicemente magnifico e spumeggiante, in ambo i lati del campo. Appena esce dal [i]parquet [/i]per detergersi il sudore, i compagni non sanno a quali Santi votarsi. Un rapporto di dipendenza che ci lascia irrequieti.
     
    [b]STANLEY OKOYE [/b](4[b] [/b]punti; 2/6 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Appare tonico per lunghi tratti, durante i quali ha l'umiltà di mettersi al servizio dei compagni e pesca un paio di canestri in entrata niente male. Lungo il naufragio della seconda parte, subisce le onde senza poter dare il proprio contributo. Alcune conclusioni zoppicanti dal pitturato gridano vendetta.
     
    [b]WILLIE DEANE [/b] (0 punti; 0/3 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Scende in campo per onore di firma, dopo una settimana vissuta più ai box che in campo complice un colpo all'occhio. Diligente nella gestione e saggio nei ritmi, durante il marasma della rimonta subita è costretto a inventarsi delle forzature: cilecca.
     
    [b]CRAIG CALLAHAN[/b] (8 punti; 1/3 2p; 1/5 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Le sue lunghe braccia rubate alla vita agreste si levano nei cieli sempre un attimo dopo rispetto ai tentacoli degli avversari. Ci mette l'anima e ruba minuti a Daniel, contribuendo alla causa con lavoro ai fianchi. Nel finale è avventato nelle conclusioni dal perimetro, non certo il pezzo forte. Ma la domanda è un'altra: perché quei palloni sono stati affidati a lui?

  • Nicolò Cavalli
    Certe sconfitte lasciano delusioni marchiate a fuoco sulla pelle. Creano dissapori, malumori, tensioni. Varese stasera non solo patisce il terzo passo falso consecutivo, ma implode su se stessa subendo una rimonta inopinata.
    All'infortunio di Kangur, si aggiunge il forzato passaggio a vuoto di Deane e il deliberato sciopero di Daniel. Prima ancora di fare valutazioni ad ampio raggio, ci auguriamo il pugno duro verso certi atteggiamenti: alla prima ammonizione scatti il precetto, alla seconda si lasci il posto in squadra ad uomini veri.
     
    [i][b]Partita a dama. [/b][/i]L'avvio è interlocutorio, in quanto idee logiche di gestione non producono dividendi in termini di punti. Il quintetto di casa sfrutta i raddoppi sistematici su Diawara per liberare al tiro – con alterne sorti – Callahan, Trento si affida alla fisicità di Owens nel pitturato ma sbaglia troppo dalla media distanza: 7-5. All'ennesimo pasticcio offensivo di Robinson, punito dal contropiede ospite, Pozzecco si rifugia nel minuto di sospensione (7-9). Grant e Rautins infiammano la sfida dal perimetro, Kuba si guadagna a spallate un paio di viaggi in lunetta, ma Owens è ficcante in post basso: 18-17, con le difese a prevalere sugli attacchi contro ogni pronostico.
     
    [i][b]L'OJM preme sull'acceleratore. [/b][/i]Deane, in campo senza occhiali protettivi nonostante le indiscrezioni della vigilia, perde la maniglia in un paio di frangenti; il Poz smarrisce la compostezza (proteste prolungate) e si vede comminato un tecnico: la terna si dimentica grottescamente del cambio del regolamento e assegna due tiri liberi prima che i 4500 di Masnago inveiscano con avvedutezza. L'ingresso di Okoye dà equilibrio in difesa e a rimbalzo, rasserenando gli animi. Sei punti di Diawara valgono la prima mini fuga – 24-17 – quindi il coach della Dolomiti Energia, Buscaglia, si trova a recapito un fallo tecnico da alcuni strambi postini in grigio. Piombata nelle secche del meno dieci (29-19) e oberata di penalità (sedici a metà contesa), la compagine all'esordio assoluto nella massima serie si deprime più del dovuto regalando alla OpenJobMetis praterie per fare incetta di mele trentine. Solo la tripla di Floccadori, frutto di una ingenuità difensiva, tiene a galla gli ospiti: 40-27 al rientro negli spogliatoi.
     
    [i][b]Da mangiarsi le mani. [/b][/i]Pronti via e la Dolomiti assomma in allegria un [i]break[/i] di 2-7. Pascolo rincara la dose con un dardo e un sottomano, restituendo a Varese il suo [i]status [/i]di scialacquatrice di vantaggi: 44-39 con il giallo di una tripla siderale del solito Diawara annullata per presunta infrazione dei 24 secondi. Due canestri pesanti di Rautins, rinvigorenti come uno sciroppo d'acero, ispirano un sussulto prealpino, controbilanciato dall'onnipotenza di Owens sotto le plance (50-45). Il pasticcio di verdure, cucinato con autolesionista perizia, viene sfornato dopo il 3+1 del cecchino Spanghero: il banchetto riparte, gomito a gomito, dal 50-49. La cara, vecchia, zona rallenta l'appetito bianconero. Eppure, di fronte all'inappetenza irritante di Deane e Daniel, Forray risulta il più vorace. Il 56 a 55 chiude lo stomaco al pubblico del PalaWhirlpool.
     
    [i][b]Mesto epilogo. [/b][/i]Senza Diawara, a tirare il fiato in panchina per qualche istante, l'attacco casalingo è un pugno in faccia per i cultori della pallacanestro: timido, svogliato, fiacco. Pascolo e Mitchell non si fanno pregare e siglano il 56-63, in concomitanza del quale Pozzecco spende l'ultima sospensione tecnica a disposizione. La Dolomiti Energia lascia sul ferro le due triple del [i]knock out[/i], allora Varese pesca dalla raccolta differenziata (dove non risiede Daniel, spedito nell'indifferenziato assieme ai suoi musi lunghi) un prezioso 6-0. Raggiunta con sofferenza la parità a quota 65, l'OpenJobMetis pecca di lucidità – leggi forzature da tre fuori dagli schemi e i viaggi con mezza gloria dalla linea dalla carità di Robinson e Rautins – e subisce un nuovo contro sorpasso a causa del canestro con fallo di Pascolo. Finisce qui, con i tantissimi tifosi trentini in festa, mentre Varese perde la terza volata consecutiva leccandosi le ferite.
     
    Sconfitta pesante, incosciente, ma non sorprendente. Chi si aspettava una stagione di patemi, ha avuto plumbea lungimiranza. Subiti gli scivoloni in questo inizio di Giro d'Italia vissuto senza troppe pressioni, ora arriveranno i tapponi dolomitici. Roma in trasferta, Milano in casa.
    Si aspettano segnali concreti dai capitani e dai gregari, dall'ammiraglia e dal direttore tecnico: se si dovesse perdere contatto dal gruppone, le angosce del fuori tempo massimo diverrebbero ostacoli quotidiani. Testa bassa e pedalare.

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    Yakhouba Diawara ha le idee chiare sulle prospettive dell'Openjobmetis alla vigilia della trasferta di Venezia. 
    L'ala francese capocannoniere della serie A a 26,3 punti di media esprime senza mezzi termini la voglia di riscatto del gruppo biancorosso dopo il primo stop casalingo stagionale contro la Grissin Bon: «Dopo la sconfitta contro Reggio Emilia abbiamo tanta voglia di riscatto: ci aspetta una partita difficile, però ci siamo allenati molto bene in settimana e siamo pronti a giocare una gara ricca di intensità: lo stop di sabato sera ci ha lasciato l'amaro in bocca, vogliamo tramutare la delusione in rabbia agonistica». 
    Per l'ala del 1982 sarà la più classica delle partite dell'ex, tornando per la prima volta da avversario al Taliercio, il suo campo di casa nella stagione 2012/2013 (lo scorso anno Kuba ha giocato in Francia al Gravelines): «Nel complesso è stata una stagione positiva perché abbiamo raggiunto i playoff, però nel corso dell'annata abbiamo attraversato una lunghissima serie di alti e bassi. E poi abbiamo incontrato subito la Cimberio, per cui la nostra avventura si è chiusa presto. Non c'è più lo stesso allenatore ma sono rimasto in ottimi rapporti con lo staff e con l'ambiente; ho tantissimi bei ricordi, ma ora penso a Varese e a giocare la miglior partita possibile domani sera». 
    Altro spunto importante per l'atleta francese è legato alla presenza di Carlo Recalcati sulla panchina dell'Umana: fu l'ex CT azzurro a volere Kuba a Varese nell'estate 2011 dopo la retrocessione in LegAdue con Brindisi, e a rilanciarlo alla grande verso il lucroso contratto strappato a Venezia. 
    «Carlo è un allenatore per il quale nutro grande rispetto, lo avevo già incrociato due anni fa giocando a Venezia quando lui allenava Montegranaro;, mi aveva aiutato tanto nell'inserirmi al meglio sul piano tecnico a Varese, sarà bello rivedere una persona che considero tra i migliori tecnici in circolazione». 
    E in vista della probabile defezione di Kangur - ieri ancora out e con ogni probabilità indisponibile per domani - Diawara è pronto a caricarsi ulteriori responsabilità: «Non sarà un problema giocare tanti minuti anche domani; certo non è una buona notizia, si tratta di un ottimo giocatore ma tornerà in campo Callahan e nel nostro organico ci sono comunque tanti elementi in grado di farsi valere. Certo ognuno di noi dovrà dare qualcosa in più per nascondere l' assenza di Kristjan: solo dando il 110 per cento si potrà uscire dal campo a testa alta. Sabato scorso la sensazione è che siamo stati noi a fare un regalo alla Grissin Bon, ma ormai le cose sono andate così. Guardiamo avanti verso la partita di Venezia, dove ci attende un compito impegnativo ma stimolante: la squadra è molto unita ed è decisa a provare a riprendersi subito i due punti persi sabato scorso».
    Giuseppe Sciascia 
     

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