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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(37,39,37)]Potrebbe essere Indesit il nuovo main sponsor di Varese? Il noto marchio di elettrodomestici recentemente acquisito dalla Whirlpool, storico partner biancorosso che già lega il suo nome al palasport di Masnago, è uno dei due contatti ben avviati che la società di piazza Monte Grappa sta portando avanti per trovare l’erede di Cimberio. Saranno decisivi i prossimi giorni per capire se l’interesse manifestato dal ramo locale della multinazionale statunitense che ha recentemente aumentato gli investimenti nel Varesotto e gli interessi in Italia tramite l’acquisizione dell’azienda di Fabriano potrà portare nuovamente sulle maglie della squadra biancorossa un main sponsor erede dello storico marchio[/color][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
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    Ignis (acquisito dalla Whirlpool a fine anni ’80 rilevandolo dalla Philips, cui il commendator Giovanni Borghi lo aveva ceduto nel 1972). Fermo restando l’accordo in essere per il “naming” del “Lino Oldrini” per il marchio che già dal 2005 al 2007 fu main sponsor di Varese, l’operazione riguarderebbe dunque l’azienda marchigiana già storicamente legata al basket ai tempi della serie A di Fabriano. Le due parti stanno discutendo da qualche settimana sull’operazione, pur con tutti i passaggi tecnici necessari alla “catena di comando” di una multinazionale per stabilire la portata e l’entità dell’eventuale investimento. L’auspicio della dirigenza di piazza Monte Grappa sarebbe quello di poter risolvere il problema principale del main sponsor, legandosi ad un marchio importante con interessi diretti sul territorio che potrebbe dare anche garanzie di continuità. Ma nel momento in cui la “battaglia del grano” ha portato in dote un pugno[/color][color=rgb(37,39,37)]
    di contratti di sponsorizzazione “medi” che hanno ridotto dal 25 al 20 per cento l’attuale riduzione del budget rispetto ai 4 milioni e rotti dello scorso anno, c’è comunque necessità di aumentare il “panel” degli sponsor di maglia. Che al momento attuale, se si eccettua la conferma (al rialzo) di Teva, è completamente vuota non solo per quanto riguarda il marchio principale, ma anche gli "accessori". Anche se tra le idee allo studio c’è quella di riservare comunque uno spazio al marchio Cimberio, dando un segnale concreto di gratitudine per i 7 anni di presenza costante come main sponsor. Dunque dalle risposte dei due potenziali parter “di maglia” saranno determinanti per definire la seconda parte[/color][color=rgb(37,39,37)]
    del mercato estivo biancorosso dopo le firme dello “zoccolo duro” Robinson-Callahan-Daniel. La campagna acquisti resterà in stand-by ancora per qualche giorno, ossia fino a quando non arriveranno certezze definitive sul budget. Per ora ci sono riscontri complessivamente positivi dalle altre due “gambe”: l’operazione “snellimento” del consorzio (da 73 a 50 soci) ha comunque portato maggior liquidità nelle casse, visto che molti tra quelli che hanno proseguito l’avventura hanno optato per un piccolo incremento dell’impegno. E gli 1813 abbonamenti staccati nella prima fase (la maggior parte dei quali acquistati “al buio”) rappresentano una garanzia di tenuta dello “zoccolo duro” dei ricavi al[/color][color=rgb(37,39,37)]
    botteghino. Ma il cardine restano gli sponsor, che negli anni scorsi pesavano attorno al 60 per cento dell’importo complessivo. E dunque incrementare il gettito legato alla maglia garantirebbe una importante iniezione di risorse per sbloccare l’impasse del mercato, dove per il momento si continua a giocare a carte coperte in attesa di avere numeri definitivi sul “monte-spesa” da investire. Aggiungere uno o due sponsor di maglia non significherebbe fare concorrenza a Milano (ma neppure a Sassari, Venezia, Avellino o Reggio Emilia…); ma poter affrontare il mercato in maniera economicamente più “performante” è determinante per costruire la Varese divertente, sfrontata e razzente che incarnerebbe al meglio lo spirito di Gianmarco Pozzecco.[/color][color=rgb(37,39,37)]
    Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]
     

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    Stefano Coppa prepara il rush finale della battaglia del granosul fronte delle risorse per costruire la Pall.Varese 2014/2015. Il presidente biancorosso esprime, prima di tutto, la sua soddisfazione per gli esiti superiori alle aspettative della prima fase della campagna abbonamenti: «Il risultato è decisamente ottimo, e superiore alle aspettative di chi aveva fissato gli obiettivi per la prima fase, tenendo conto che a settembre i vecchi abbonati potranno rinnovare allo stesso prezzo. un atto di fede importante nei confronti della società che ribadisce come il contenitore dei ricavi dal botteghino sia il più costante dei tre che contribuiscono a formare il nostro budget».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    - Dunque l'effetto Pozzecco che sta suscitando grandi attenzioni su scala nazionale è stato consistente anche a Varese 
    «In questo momento è un plus importante che ci dà una grossa mano: anche alla presentazione del campionato di giovedì l'attenzione è stata concentrata principalmente su di lui. Ma quando si avvicinerà il campionato toccherà a noi ripagarlo di tutto quello che sta facendo per noi togliendogli dalle spalle uno zaino pesantissimo per l'aspettativa che si sta creando nei suoi confronti. Venendo da poco più di un anno e mezzo di lavoro in DNA Gold, un po' di tensione per l'esordio in serie A è umana: Gianmarco dovrà sentirsi libero di sbagliare senza paura dei giudizi della gente, consapevole che cercheremo di metterlo nelle condizioni migliori per gestire la pressione». 
    - Come procede invece la raccolta risorse, soprattutto in relazione alla campagna acquisti? «Le prossime due settimane saranno decisive: se riusciremo a concretizzare tutte le trattative aperte saremo messi decisamente bene, se non raccoglieremo nulla decisamente male. Fa ben sperare il fatto che il Sentiment nei nostri confronti è positivo: sta a noi farlo crescere e capire se gli importi proposti sono quelli che noi abbiamo in testa. Per questo motivo abbiamo fermato le operazioni di mercato: prima di muoverci su obiettivi concreti, vogliamo capire dove ci consentirà di arrivare il budget definitivo». 
    - Ci sono possibilità concrete per avere nuovi marchi sulla maglia, e in particolare il main sponsor al posto di Cimberio? 
    «A parte la conferma di Teva la maglia è completamente vuota. Al momento il budget è del 25 per cento inferiore rispetto a quello 2013/2014; se riuscissimo a ridurre il gap al 15 per cento sarei più tranquillo, più ci si avvicina al totale dell'anno passato e più aumenta la serenità perché la metà della serie A dovrà comunque operare con risorse ridotte. Per questo è così importante avere il main sponsor, che coprirebbe un 10 per cento di quel che manca all'appello». 
    - Il nuovo approccio nella ricerca dei partner sta comunque trovando riscontri positivi? 
    «Sono molto soddisfatto del lavoro che stiamo svolgendo: gli sponsor si avvicinano perché apprezzano quello che stiamo presentando, basato sulla capacità di garantire una visibilità e un valore commerciale da parte del prodotto-Pall.Varese. La sfida più grossa è proprio questa, se riusciremo a vincerla varrà come uno scudetto. Come evidenziato in questi ultimi due anni, i risultati del campo portano ricavi importanti tra biglietti e playoff; ma per attrarre gli sponsor serve saperli coinvolgere con un progetto che va al di là di vittorie o sconfitte».
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)]Sarà Ed Daniel il primo americano dell’era Pozzecco. La 24enne ala-pivot di 200 centimetri per 103 chili dovrebbe firmare tra oggi e domani l’accordo annuale che lo legherà alla Pallacanestro Varese. Si tratta del primo frutto raccolto[/color][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
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    nel corso della “missione Summer League” della triade Vescovi-Giofrè-Pozzecco. Il giocatore del ’90 è ben noto in Italia dopo la brillante stagione da “rookie” disputata lo scorso anno con la maglia di Pistoia. Con la rivelazione assoluta[/color][color=rgb(37,39,37)]
    del 2013/2014, un po’ il simbolo di quello che la Varese 2014/2015 vorrebbe essere nella nuova stagione, l’atleta prodotto della Murray State University aveva “fatturato” 9,2 punti e 7,9 rimbalzi (quarto assoluto in serie A) col 54% da 2 e il 64% ai liberi più 0,9 stoppate (nono nella classifica di categoria). Ma per far “decollare” la trattativa è stato utile il contatto diretto nei giorni della Summer League di Orlando, disputata con la maglia dei Philadelphia 76Ers (3,0[/color][color=rgb(37,39,37)]
    punti e 2,7 rimbalzi in 13 minuti). Il giocatore piaceva a Simone Giofrè fin dallo scorso anno dopo averlo visto all’opera al Portsmouth Invitational ed alle Summer League di Las Vegas con Atlanta; ma dopo il buon debutto da professionista a Pistoia sembrava difficilmente raggiungibile per Varese ed indirizzato in club di alto profilo dove potesse far valere dalla panchina le sue particolari caratteristiche tecniche. La situazione ha avuto sviluppi positivi nelle ultime due settimane ed il club prealpino non si è fatto sfuggire la possibilità di ingaggiare un lungo duttile e dinamico come Daniel. Sul piano tecnico il ruolo dell’ex Pistoia è a metà tra l’ala forte e il pivot: a dispetto di statura e stazza limitata, Daniel ha braccia lunghe, tempismo per la stoppata e grande fiuto per il rimbalzo. Mentre in fase offensiva non ha raggio di tiro al di fuori dell’area dei 3 punti e in generale produce punti su scarichi ed i suoi rimbalzi d’attacco oltre a sfruttare il suo grande atletismo (comunque 13,1 punti e 10,2 rimbalzi nell’ultimo anno di università). Il suo punto di forza è l’energia che profonde in ogni aspetto del gioco, in particolare nella fase difensiva che è l’aspetto migliore del suo bagaglio tecnico. E pur con la tendenza a caricarsi di falli per l’intensità costante che mette in campo, il suo apporto va ben al di là di quello che esprimono le statistiche. Il giocatore visto anche all’All Star Game 2014 ha un’altra caratteristica peculiare, in questo caso “estetica” e non tecnica, ossia una vistosa capigliatura stile “Afro” (a Pistoia visti spesso tifosi con la parrucca ed addirittura un suo fan dei tempi del college ha creato l’account twitter “Ed Hair”) che negli Stati Uniti ha suscitato paragoni con l’ex stella di Detroit Ben Wallace ed in Italia con l’ex capitano di Siena Shaun Stonerook. L’arrivo di un giocatore come Daniel presuppone la scelta di un altro lungo complementare alle sue caratteristiche di difensore duttile ma attaccante relativamente poco pericoloso, come già accadeva a Pistoia dove era accoppiato con un saltatore “filiforme” come JaJuan Johnson (nessuno dei due vera ala forte né vero pivot ma sostanzialmente giocatori intercambiabili sui due lati del campo). Anche se la presenza nel reparto lunghi varesino di un “4 tiratore” come Craig Callahan consentirà a Pozzecco di evitare l’eccessivo “sovraffollamento” dell’area colorata. L’arrivo di Daniel dà garanzie di intensità difensiva ed impatto a rimbalzo, doti basilari per una squadra che nell’immaginario collettivo dei tifosi dovrà giocare un basket aggressivo e “sprintoso”. Ora servirà abbinare la sostanza alla qualità, che sarà quasi certamente "indirizzata" nel reparto esterni, in attesa di capire come saranno "incastrati" i passaporti degli stranieri (Daniel è il primo dei tre extracomunitari, il secondo sarà il playmaker titolare).[/color][color=rgb(37,39,37)]
    Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]
     

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    Arriva l'ufficialità della firma di Craig Callahan con la Pallacanestro Varese. La 33enne ala-pivot di scuola americana ma di passaporto italiano inaugura dunque la campagna acquisti biancorossa, col GM Cecco Vescovi che racconta così il primo giocatore dell'era Pozzecco: «È un'ala forte di grande esperienza che può dare una mano anche nel ruolo di pivot. Un elemento di supporto ma comunque di sostanza, che ha nel tiro da fuori la sua caratteristica principale. Può garantire  esperienza e fisicità; e  gioca in quota italiani, dunque garantisce una rotazione affidabile per almeno 8 giocatori. Craig voleva fortemente giocare in serie A e noi siamo stati i primi ad offrirgli questa possibilità». [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Dunque, dopo tre anni da protagonista nella vecchia LegAdue (promozione nel 2011/2012 con Brindisi, poi tappe a Barcellona e Verona dove quest'anno ha chiuso a 13,8 punti e 6,9 rimbalzi di media), Callahan si giocherà la sua carta nel nostro massimo campionato, ennesima tappa della sua carriera da giramondo che lo ha visto militare in Repubblica Ceca, Spagna, Belgio e Germania: «Lo abbiamo scelto anche per la sua lunga militanza europea, potendo rappresentare un importante punto di riferimento in spogliatoio per ragazzi alla prima esperienza fuori dagli Stati Uniti o dei rookie. Certamente in LegAdue e DNA Gold guadagnava di più, ma era arrivato ad un punto della sua carriera nel quale ci teneva a disputare il nostro massimo campionato. E dunque rispondeva alla caratteristica principale del giocatore che cerchiamo, ossia che abbia il piacere di giocare per noi». 
    Ora il mercato biancorosso dovrebbe decollare col ritorno da Las Vegas della coppia Pozzecco-Giofrè: «Callahan è il primo acquisto ma speriamo che in tempi rapidi il puzzle della nuova squadra possa prendere forma. Di idee ne abbiamo tantissime, ma allo stesso tempo stiamo lavorando sul budget con tanti incontri importanti tra questa e la prossima settimana. Certo un'ala con le sue caratteristiche presuppone un lungo d'area e un play in grado di innescarlo sugli scarichi». 
    Il GM biancorosso commenta anche il divorzio da Polonara: «Con Achille ci siamo lasciati bene, e sotto certi aspetti capisco la sua scelta che non è da condannare né da criticare. Per un giocatore della sua età è logico cercare un aspetto economico e delle sicurezze di obiettivi che non siamo in grado di dargli. Ma ripartire da zero sotto certi punti di vista è una buona cosa per eliminare certi rapporti morbosi che qualcuno aveva fuori dal campo. E in questo senso il fatto che il prossimo anno sarò a diretto contatto con la squadra nel ruolo di GM, senza più gli impegni da presidente, sarà utile per evitare che si ripetano».
    Giuseppe Sciascia 
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    Sarà con ogni probabilità Craig Callahan (nella foto a destra) il primo giocatore dell'era Pozzecco. Il 33enne giocatore statunitense di nascita e scuola tecnica ma italiano di passaporto, è ad un passo da Varese. Nella giornata in cui l'accordo per il divorzio da Achille Polonara (foto sotto) è diventato operativo (sulle carte per la rescissione c'è la firma della societa, nella notte italiana dovrebbe arrivare quella dei suoi rappresentanti), la casella delle entrate del mercato biancorosso è prossima ad essere inaugurata.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Il primo acquisto della stagione 2014/2015 è un'ala forte di 203 centimetri per 104 chili, dotato di grande esperienza internazionale con più di 10 anni di carriera europea dopo la laurea a North Carolina-Wilmington University. Callahan ha giocato in Repubblica Ceca (dal 2003 al 2006 tra Milanena Kunin e Prostejov), Spagna (dal 2007 al 2008 al Manresa), Belgio (nel 2009/2010 al Mons) e Germania (2008/2009 e 2010/2011 a Bremerhaven) prima di approdare nel nostro campionato nella stagione 2011/2012, quando ha acquisito la cittadinanza italiana grazie alle ascendenze della moglie Lauren. 
    Nelle ultime tre stagioni è stato un protagonista in LegAdue (poi DNA Gold): all'esordio promosso in serie A con Brindisi (12,8 punti e 5,5 rimbalzi), poi protagonista a Barcellona (13,9 punti e 7,4 rimbalzi col 55% da 2 e il 41% da 3) e ancora a Verona (13,8 punti e 6,8 rimbalzi col 50% da 2 e il 39% da 3) chiudendo il cammino in semifinale contro l'Upea Capo d'Orlando guidata da Gianmarco Pozzecco. Quest'anno la volontà di salire di categoria lo ha spinto ad accettare un ingaggio decisamente inferiore a quello delle stagioni passate al piano di sotto, dunque perfettamente calzante al prototipo del giocatore affamato e fortemente motivato che società e coach stanno cercando sul mercato. 
    L'ala-pivot del 1981 occuperà la casella del passaportato, ossia dell'atleta con cittadinanza in Italia ma senza formazione giovanile nei vivai tricolori che negli anni scorsi Varese aveva sfruttato con Fajardo e Cerella. Più che il sostituto di Polonara, nell'economia della Varese che verrà Callahan arriverà al posto di Dusan Sakota: la caratteristica migliore della 33enne ala forte è un tiro frontale molto fluido e preciso, rispetto al serbo-greco ha meno centimetri ma più propensione al gioco interno, sia a rimbalzo che nei movimenti spalle a canestro. Si tratta principalmente di un numero 4 frontale che lo scorso anno in DNA Gold marcava anche i pivot; il ruolo di Callahan sarà quello di terzo lungo uscendo dalla panchina, mentre per sostituire Polonara nello starting five arriverà un'ala forte europea o americana (non Vladimir Dasic che ha firmato al Buducnost). 
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]C'è Reggio Emilia nel futuro di Achille Polonara? L'anticipazione di ieri su queste colonne trova conferma sulle frequenze di radio-mercato: sarebbe l'emergente Grissin Bon la squadra che ha messo gli occhi sull'ala del 1991 ancora sotto contratto con la Pallacanestro Varese. [/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]E che dovrebbe indurlo a lasciar cadere la proposta di estensione triennale recapitatagli dalla società di piazza Monte Grappa per evitare di tenere in biancorosso un giocatore col contratto in scadenza nel 2015 ad un costo per la prossima stagione non sostenibile per le casse del club. 
    Sul piano economico la proposta degli emiliani - almeno per il prossimo anno - non sarebbe di molto superiore a quella di Varese. 
    Ma il progetto della Grissin Bon è decisamente ambizioso, con la possibilità di ottenere una vetrina europea (la squadra di Menetti, vincitrice dell'ultima Eurochallenge Fiba, è iscritta all'Eurocup 2014/2015) e di correre per i primi 4 posti in un campionato di serie A dove Reggio Emilia è una delle poche società in ascesa tra tante che invece ridurranno il budget. 
    Oggi Cecco Vescovi tornerà in sede dopo il viaggio-lampo ad Orlando e dovrebbe ricevere la risposta definitiva dei rappresentanti del giocatore in merito alla proposta messa sul piatto da Varese; scontata a questo punto la fumata nera, le due parti dovranno trovare un accordo per chiudere il rapporto in maniera indolore. 
    Sia la società di piazza Monte Grappa che il giocatore hanno la facoltà di esercitare la clausola rescissoria del contratto attuale dietro versamento di una penale; l'idea però è quella di evitare un braccio di ferro aggrappandosi alle righe piccole. 
    Anche perché le scadenze diverse (15 luglio per Varese, 30 luglio per l'atleta) non permettono alla dirigenza biancorossa di usare le maniere forti, per evitare il rischio di tenersi in casa un giocatore scontento e a costi non sostenibili. 
    La soluzione più praticabile sarebbe quella di annullare i rispettivi buyout, lasciando libero il giocatore del 1991 di accasarsi altrove senza che ci siano costi supplementari né da una parte né dall'altra. 
    Poi una volta chiuso il capitolo Polonara ci si potrà muovere sul mercato spaziando a 360 gradi col 100 per cento del monte stipendi da riallocare nella scelta di 10 giocatori nuovi su altrettante posizioni disponibili. E sull'agenda del trio Vescovi-Giofrè-Pozzecco sarebbero numerosi gli elementi interessanti visti ad Orlando, con tante idee da approfondire al ritorno in città del DS e del coach in coincidenza con le certezze definitive sull'entità del budget disponibile. 
    TESTA AZZURRINO - Intanto in casa biancorossa arrivano buone notizie dal settore giovanile: Filippo Testa ha le valigie pronte per rispondere alla convocazione della Nazionale Under 17 che preparerà da domenica l'avventura per i Mondiali di categoria in programma dall'8 al 16 agosto a Dubai. 
    La guardia del 1997 stabilmente aggregata agli allenamenti della serie A negli ultimi 6 mesi della stagione è tra i 16 elementi che si giocheranno le 12 maglie azzurre per l'appuntamento iridato dopo aver contribuito ad ottenere la qualificazione con il quarto posto dello scorso anno agli Europei Under 16. 
    LA SUTOR RINUNCIA, UPEA O VERONA? - Ieri intanto è giunta l'ufficialità della rinuncia al ripescaggio in serie A da parte di Montegranaro: il club marchigiano ha chiesto di essere ricollocato nel primo campionato regionale disponibile (probabilmente la C2). 
    Per sostituire la Mens Sana, dichiarata ufficialmente fallita dal tribunale di Siena, in pole position resta Capo d'Orlando che dovrà effettuare tutti gli adempimenti necessari entro il 31 luglio; in subordine c'è Verona, anche se l'Upea sembra decisa ad esercitare il suo status da prima riserva.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Nuove regole in vista per l'eleggibilità dei giocatori italiani e stranieri per la serie A? Tema importante non tanto per il mercato in corso, quanto per la programmazione del futuro: ne hanno parlato Gianni Petrucci e Ferdinando Marino nel primo incontro tra il presidente della Fip e il nuovo massimo dirigente della Lega Basket. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    E sullo sfondo c'è la possibile procedura di infrazione che l'Unione Europea potrebbe aprire nei confronti della federazione per la supposta violazione della libera circolazione dei lavoratori comunitari legata alle attuali quote della formula che prevede 3 extracomunitari, 4 atleti tesserati per le 52 federazioni iscritte a Fiba Europe (compresi i 28 membri della UE) o appartenenti ai 79 paesi che hanno sottoscritto gli accordi di Cotonou e 5 atleti di formazione italiana (con almeno 4 anni disputati nei nostri campionati giovanili). La discussione intavolata per una nuova convenzione Lega-Fip è quella di puntare su 6 stranieri liberi senza più vincoli di passaporto e 6 italiani di formazione (ma gli anni necessari per l'acquisizione dello status dovrebbero scendere a 3). La proposta dovrebbe essere discussa nell'assemblea di Lega in programma lunedì prossimo; in ogni caso entrerebbe in vigore dalla stagione 2015/2016, non potendo certo cambiare in corsa le regole di ingaggio del mercato attuale. 
    Una svolta regolamentare che Varese appoggia in pieno: togliere l'attuale distinzione tra extracomunitari ed europei abbasserebbe ulteriormente i costi degli stranieri, oltre a togliere di scena lo sgradevole mercato dei passaporti europei per gli americani. 
    Certo servirebbe qualche investimento in più sul mercato degli italiani, ed anche in questo senso si riflette con attenzione sull'operazione legata a Diego Flaccadori, il play-guardia del 1996 cresciuto da Andrea Schiavi alla Blu Orobica Bergamo provato il mese scorso a Masnago. 
    L'atleta attualmente in ritiro con la Nazionale Under 18 ha ottimamente impressionato la dirigenza varesina; se alla fine della campagna-acquisti per gli stranieri ci fossero ancora risorse disponibili l'idea di investire a lungo termine su un giovane emergente in grado di fungere da sesto esterno oggi e da far crescere in termini di ruolo e minutaggi nel giro di due o tre anni è certamente allettante.
    E l'affaire Polonara? Ancora nessuno sviluppo concreto, anche se la società aspetta una risposta definitiva in tempi rapidi: Cecco Vescovi tornerà in nottata dagli Stati Uniti, lasciando il pallino della missione Summer Leagues nelle mani di Simone Giofrè e Gianmarco Pozzecco che si sposteranno domani da Orlando a Las Vegas. 
    Ma per l'ala di Ancona parrebbero aprirsi prospettive interessanti a Reggio Emilia, che nella sua caccia ad un italiano importante potrebbe indirizarsi sull'atleta del 1991 viste le sirene turche per la sua prima scelta Pietro Aradori. Notizie definitive - quasi certamente negative per la prosecuzione del rapporto - sono comunque attese entro il fine settimana. 
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Giorni decisivi per il primo snodo del mercato della Pallacanestro Varese legato alla decisione di Achille Polonara sulla proposta di estensione triennale recapitatagli dal club biancorosso nelle scorse settimane. La dirigenza di piazza Monte Grappa attende in tempi rapidi la risposta dell'ala azzurra, da domani a sabato atteso all'esordio con la Nazionale A nella Trentino Cup che inaugurerà il programma delle amichevoli di preparazione per le qualificazioni agli Europei 2015. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Ma la sensazione è che difficilmente il rilancio al ribasso del club biancorosso - comunque in linea con le possibilità attuali garantite dalle casse di una società ancora in cerca del nuovo main sponsor - potrà stuzzicare il palato del giocatore di Ancona. E se la fumata dovesse essere nera, come peraltro sembra abbastanza probabile, sebbene al momento attuale non sembrano esserci alternative concrete sul mercato per l'ala del 1991? Allora Varese, non potendo sostenere il peso dell'annualità residua del contratto stipulato nell'estate 2012, dovrà cercare di raggiungere un accordo con Polonara per chiudere in maniera indolore il rapporto senza ricorrere alle clausole rescissorie (entro il 15 luglio a favore della società, entro il 30 per il giocatore con una penale leggermente superiore a quella prevista nel caso in cui fosse il club biancorosso a uscire dall'accordo). Certamente la dirigenza biancorossa è decisa a far tesoro della lezione del caso Ere dello scorso anno, trattenendo un giocatore dal salario nettamente più elevato rispetto alle possibilità economiche della società: la conferma dell'ormai ex capitano costrinse infatti Vescovi e Giofrè ad agire sul mercato con risorse ridotte in tutti gli altri ruoli, perdendo di conseguenza gli obiettivi primari (da Erick Green a Trevor Mbakwe) a fronte delle proposte di Siena e Roma. E proprio la prima dead-line fissata per martedì impone tempi rapidi per la decisione; da una parte la conferma a lungo termine di Polonara darebbe una certezza nel ruolo di ala forte, dall'altra il divorzio dall'ala azzurra permetterebbbe di allocare senza vincoli le risorse disponibili per la costruzione della squadra. Certo nel caso sempre più probabile di divorzio dall'atleta del 1991 la discontinuità rispetto al 2013/2014 sarebbe totale ed assoluta: una Varese tutta nuova senza neppure una conferma (due anni fa l'era Vitucci ripartì da 9 volti nuovi con l'unica eccezione di Janar Talts) sarebbe un record assoluto nei 68 anni di storia della società. Ed anche nel caso di partenza di Polonara, il mercato degli italiani non è una priorità assoluta per la dirigenza biancorossa, concentrata sulla missione americana: a meno di occasioni irrinunciabili i giocatori di passaporto tricolore saranno i complementi della rotazione da individuare dopo la scelta degli stranieri. 
    Per questo i tempi di Varese non sembrano coincidere con quelli di Marco Portannese: l'ex allievo del Poz a Capo d'Orlando sceglierà tra Torino, Verona ed un'altra serie A (Pistoia?). 
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Fatti e non parole. Gianmarco Pozzecco non si limita soltanto al ruolo di testimonial di una campagna-abbonamenti che in attesa dei primi acquisti utilizza la sua immagine per convincere i fedelissimi. Ma nel giorno dell'apertura della vendita delle tessere stagionali irrompe tra i tifosi in coda per sottoscrivere a sua volta l'abbonamento alla Pallacanestro Varese: un modo concreto per corroborare l'invito ai tifosi a sostenere la squadra. Visto l'abituale rito del lancio della giacca durante la partita che era diventato il suo marchio di fabbrica a Capo d'Orlando, è una scelta per avere un bersaglio sicuro senza mettere a rischio gli spettatori dietro la panchina? «Non è per me, ma per Tania, almeno sono sicuro che ci sarà una persona che non mi fischierà per tutto l'anno. Certo è la prima volta che pago per vedermi giocare» spiega invece il Poz mentre sceglie il posto in Parterre Est (zona famiglia Galleani e Toto Bulgheroni) per la fidanzata spagnola che lo accompagnerà nell'avventura a Varese. E prima di lasciare la sala Giancarlo Gualco (oggi si riapre dalle 16 alle 20) per tornare a visionare Dvd di potenziali obiettivi di mercato, e preparare le valigie per la missione americana (partenza prevista per sabato insieme a Cecco Vescovi e Simone Giofrè), il coach biancorosso compie un altro gesto simbolico alquanto significativo. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    La lunga attesa di Luca Caraffa, il 30enne tifoso di Ferrera giunto al PalaWhirlpool con 5 ore e mezza di anticipo sull'orario di apertura per avere la certezza di essere il primo abbonato della stagione 2014/2015, è infatti premiata dalla generosità del Poz. «Quanto pago per la Curva Nord?». «Niente: la tessera te l'ha regalata Gianmarco» la risposta degli addetti della società, con tanto di abbraccio tra il tecnico di Varese e il fedelissimo numero uno del nuovo anno sportivo («Ma mi raccomando, adesso non fischiarmi!» scherza il coach biancorosso). Nelle prime 4 ore della campagna abbonamenti 2014/15 sono stati 158 i tifosi ad acquistare la tessera stagionale: lo scorso anno, tra l'entusiasmo post-Indimenticabili e una tempistica più concentrata (via al 30 agosto e prezzi scontati solo per la prima fase, quest'anno chi rinnova avrà il prezzo bloccato anche dall'11 al 28 settembre), si era giunti a quota 311. Ma il dato è sostanzialmente in linea con la stagione 2012/2013 (152 abbonati al primo giorno) dove l'era Vitucci ripartì sostanzialmente da zero (unico confermato Janar Talts). 
    Dunque l'appello del Poz sembra aver fatto breccia nel cuore dei tifosi di Varese, col testimonial della campagna abbonamenti - al momento unica certezza col roster completamente da definire - che chiede alla gente di avere fiducia nell'opera della società: «So bene che per dinamiche imposte dal mercato chiediamo alla gente di abbonarsi sulla fiducia - afferma il nuovo coach biancorosso -. Però così come la squadra può spingere il tifo, anche il pubblico può spingere la squadra: e in questo momento mi piacerebbe enormemente avere una risposta positiva da parte della gente, anche perché nel contesto estremamente solido che ho trovato in questa società stiamo lavorando per fare il meglio possibile».
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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