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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Se si smontano alcuni pezzi d'un giocattolo, evidentemente, s'è sbagliato nel crederlo funzionante quando lo si è scelto o messo insieme. D'altra parte, rapportandoci nel paragone a questa Cimberio, le bocciature di Coleman, Hassell, Clark e Frates sono vere e proprie ammissioni di colpe, ufficiali e pubbliche. Sin qui, sicuramente, non è stata una piacevole stagione per Vescovi e collaboratori i quali qualche consenso rispetto a quello totale e inebriante, dello scorso campionato lo hanno perso rimandando al futuro un più compiuto giudizio sul proprio operato.[/size][/font][/color]
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    Ricordate Coleman? Ingestibile nei suoi recuperi da infortunio, l'americano provocò forti dubbi sulla sua correttezza e credibilità: dopo uno stucchevole dentro e fuori si beccò il foglio di via. E mai scelta fu più sbagliata, ancorché il caso volle bene a Varese facendogli trovare a spasso Banks cui bastò un fischio per volare da noi. L'altra storia, che non andava scritta e che s'è tirata troppo per le lunghe , riguarda l'ultimo giubilato, ovvero Clark il quale ha colpito l'immaginario popolare più per un'assenza, lì per lì giustificata ma non chiara, che per una presenza sul campo, lunga sei, sette mesi di aspettative vane e deluse.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    L'affaire è ormai chiuso, l'ex Venezia è già in patria, a New York, dopo aver pattuito un accordo che prefigura un fine rapporto civile e contrattuale tra le parti, entrambe contente nella versione di chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto (Varese poco e di dannoso attraverso l'equivoco dell'uomo sbagliato nel posto più cruciale). Manca l'ufficializzazione che avverrà allorquando la Cimberio tessererà il ragazzo camerunense aggregato da tempo, sempre che non cambi idea puntando su un elemento più maturo e affidabile nell'eventualità di una pur remota chance playoff.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Morale, altro buco nell'acqua che fa riflettere sul comportamento ultimo di Clark, a quanto pare negatosi a una possibile convocazione per la gara con Pistoia. Ora nello scacchiere di questa Cimberio manca pur sempre un pezzo, dovendo essa affidarsi in toto alla regia del valente De Nicolao, più che mai titolare in un ruolo così delicato e strategico, stasera poi contro avversari che vantano ben altro spessore rispetto agli statunitensi della battuta Pistoia. Se badassimo soltanto alla teoria, dovremmo considerare già segnata la sfida tra Cantù e Varese. Se non che il film di un derby, nella sua classificazione più classica, resta un thrilling dal finale imprevedibile.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Una premessa questa che il tifoso biancorosso sottoscrive volentieri scavalcando la mente con il cuore che apre ad ogni speranza. È pur vero che la realtà non sempre lascia galoppare i sogni diventando inequivocabile come lo fu quella vissuta in un bel tempo che fu da Varese per la quale vincere in Brianza era come rubare in chiesa.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Vitasnella da una parte, vita dura dall'altra, vien da dire nel valutare il campionato che sin qui ha diviso vistosamente i biancorossi dai biancoblù i quali, ritrovato Sacripanti, uno della vecchia amata parrocchia, stanno all'avanguardia con ambizioni, perlomeno, da semifinale scudetto. Ma la Cimberio, liberata dall'assillo del pronostico, ha tanta leggerezza dalla sua parte. E la leggerezza, non intesa per superficialità, diventa un grande valore.[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]È una Cimberio senza più patemi legati alla classifica. Ospite sull'imbattuto parquet del Pianella, stasera a Cucciago (palla a due alle 20.30, diretta streaming su www.gazzetta.it) la formazione di Stefano Bizzozi sfiderà la seconda forza Vitasnella Cantù nell'edizione numero 133 del classico derby tra le due storiche regine della provincia lombarda. Un match che Varese potrà finalmente affrontare a mente sgombra dopo le due corroboranti vittorie contro Pesaro e Pistoia, in grado di metterla al riparo da qualsiasi coinvolgimento nella volata salvezza.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Le risorse a disposizione dei biancorossi non sono certo infinite dopo il divorzio da Keydren Clark ed alla luce delle precarie condizioni di Linton Johnson: il pivot statunitense ha lavorato a parte anche ieri e sul suo utilizzo - comunque limitato anche nella migliore delle ipotesi - si deciderà soltanto in extremis. Ma la tradizionale rivalità nei confronti dei brianzoli carica comunque di significati un derby che la Cimberio vorrà affrontare al massimo della concentrazione e dell'intensità. Stimoli particolari soprattutto per Andrea De Nicolao, promosso sul campo nel ruolo di regista titolare, e Marko Scekic, che tornerà da avversario a Cantù dove aveva militato dall'aprile 2011 al giugno dello scorso anno.
    Nonostante le rotazioni limitate e una situazione di classifica meno stimolante rispetto a quella dei padroni di casa, l'ambiente biancorosso crede nella capacità della squadra di Bizzozi di giocare una partita orgogliosa: al seguito di Varese partiranno tre pullman di tifosi nella trasferta organizzata dagli Arditi, sognando di rompere un digiuno al "Pianella" che dura dal gennaio 2007 (i 3.910 posti per il derby numero 133 sono comunque esauriti: le biglietterie saranno aperte solo per il ritiro degli accrediti).
    Certo, per una Cimberio incompleta ed acciaccata non sarà facile interrompere la striscia vincente casalinga della Vitasnella, imbattuta in stagione nelle 12 gare disputate nella sua tana.
    Il punto di forza dei brianzoli è la capacità di produrre punti con tutti gli effettivi: la spinta in regia di Ragland (16,0 punti e 3,3 assist), le qualità da attaccante di Aradori (14,4 punti) che pure è annunciato in condizioni precarie dopo un infortunio alla caviglia nel match di domenica scorsa e l'impatto da sesto uomo di lusso di Stefano Gentile (10,5 punti in 22 minuti) fanno di Cantù il secondo attacco della serie A. Sotto canestro il metronomo Leunen e l'alternanza tra i muscoli di Cusin e l'esplosività di Uter (8,9 punti e 4,4 rimbalzi) danno una solida dimensione offensiva ai brianzoli, protesi nell'inseguimento al miglior piazzamento di ingresso in un tabellone playoff che si annuncia equilibratssimo dietro la fuggitiva Milano.
    Sulla carta i favori del pronostico sono per la Vitasnella, che però ha tutto da perdere in un derby nel quale la Cimberio - dopo settimane di tensioni - potrà finalmente giocare con la testa leggera. E per una squadra che non ha mai fatto della forza mentale il suo punto fermo potrebbe essere un vantaggio in grado di nascondere l'organico ridotto.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Mancano solo le firme in calce ai documenti per ufficializzare il divorzio tra la Cimberio e Keydren Clark. Le due parti hanno trovato l'accordo per la transazione dei 3 mesi residui di contratto, e lo scambio di fax con gli Stati Uniti dovrebbe decretare oggi la parola fine all'avventura in biancorosso del play di passaporto bulgaro, che dopo le ultime formalità burocratiche tornerà negli Stati Uniti per stare vicino alla moglie ed al figlioletto nato da qualche settimana. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Il presidente Cecco Vescovi rimanda l'argomento al momento dell'ufficialità, ma la promozione sul campo di Andrea De Nicolao è la naturale evoluzione dell'addio a Clark, e rappresenta il primo passo compiuto dalla società di piazza Monte Grappa per programmare il futuro: «Siamo contenti della risposta positiva fornita da Andrea nel match con Pistoia: il fatto che la reazione sia partita da lui è sicuramente positivo alla luce dell'aumento di spazio e responsabilità di cui potrà godere nel finale di stagione. Senza voler creare eccessive aspettative sarà comunque utile valutarlo al meglio in queste ultime partite in un ruolo da protagonista per fare le nostre valutazioni in vista del prossimo anno». 
    Evidente dunque la scelta strategica del club biancorosso di affidare il posto da titolare in regia al play del 1991, che insieme a Polonara è l'unico vincolo contrattuale in essere per la stagione 2014/2015 (pur con clausole d'uscita sia per il giocatore che per la società). Chiudere anzitempo il rapporto col deludentissimo Clark e verificare le qualità dello Squalo non più come uomo di rottura ma come titolare (ruolo peraltro già occupato nelle due gare precedenti all'addio del bulgaro) è una scelta logica per una Cimberio che con la salvezza ormai in tasca può permettersi di ragionare già sulle strategie della stagione ventura.
    LE REGOLE ED I VINCOLI - La rescissione contrattuale con Clark sarà comunque depositata solo la prossima settimana, per consentire a Varese di essere in regola con le disposizioni che impongono di avere sempre 7 contratti stranieri depositati con chi ha scelto la formula del 3+4+5. Il mercato dei play disponibili non sembra offrire nulla di interessante per consentire alla Cimberio di effettuare un'altra scelta in ottica futura (l'idea era quella di testare un giovane futuribile proponendo un contratto per 6 partite con opzione per il prossimo anno). Dunque Clark partirà senza che al suo posto arrivi un sostituto sul piano tecnico; per rispettare i vincoli imposti dal regolamento dovrebbe invece essere tesserato Francois Affia Ambadiang, il 21enne lungo camerunense aggregato in allenamento dalla scorsa estate, che ha già all'attivo qualche presenza in Eurocup. Però l'atleta del 1993 ha ancora lo status di extracomunitario (il passaporto sloveno dovrebbe arrivare questa estate) e dunque servirà qualche giorno di tempo per espletare le formalità necessarie per il visto; la rescissione di Clark e il tesseramento del centrone africano dovranno pertanto essere contestuali. 
    A meno che non prevalga un'altra ipotesi che ridurrebbe ulteriormente i costi del personale dopo l'addio di Clark: l'alternativa regolamentare è quella di passare al 5+5 con la partenza di un altro straniero senza tesserare nessuno. Si risparmierebbero i 12.500 di parametro fisso necessario per formalizzare la posizione di Affia, ed altri due mesi di stipendio di un altro giocatore che al pari del play bulgaro non resterebbe certamente a Varese nella stagione ventura.
    In ogni caso qualsiasi decisione in materia sarà presa dopo il derby contro Cantù: se la classifica dovesse riservare ancora qualche chance in ottica playoff grazie ad un eventuale colpaccio sull'imbattuto parquet del Pianella, allora investire qualche risorsa (per Affia o eventualmente effettuando un nuovo giro di orizzonti sul mercato) avrebbe ancora senso. Altrimenti l'ipotesi di una seconda partenza potrebbe prendere corpo 
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Keydren Clark (foto Blitz) e Varese, una storia finita. Ormai certo il divorzio dopo l'assenza ingiustificata del regista del 1984 in occasione del match di domenica contro Pistoia. Lo statunitense non ha risposto alla convocazione dopo che la mattina ha saltato la seduta di tiro pre-gara: scontato l'addio in attesa dell'intesa per transare i 3 mesi residui del contratto.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Ma che cosa è accaduto per far precipitare gli eventi ed anticipare i tempi di una separazione comunque scontata al termine della stagione? Il malumore del play covava dai 12 minuti giocati contro Montegranaro (dopo essere tornato 48 ore prima della partita dalla visita lampo negli Stati Uniti per abbracciare il primogenito) e dall'ultimo quarto visto dalla panchina a Pesaro (dopo aver scheggiato il ferro con un gelido 1/7 da 3 ed essersi fatto infilare ripetutamente in penetrazione da Perry). E già nei giorni precedenti il match contro Pistoia, Clark aveva chiesto di rimanere a riposo accampando piccole noie fisiche. L'episodio di domenica mattina è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E che ormai il divorzio sia imminente - per fare rientro a New York dal piccolo Keydren junior o per cercare un'alternativa in Europa - l'ha confermato ieri lo stesso Kee Kee su Twitter (Quando un capitolo si chiude, ce n'è un altro pronto ad aprirsi).
    Se ne va dunque l'errore più evidente del mercato estivo, costato il posto prima ad Hassell e poi a Frates (che l'aveva avallato obtorto collo) tra limiti di personalità, tenuta difensiva e capacità di costruire gioco per i compagni. Ora che la squadra è salva, Varese può permettersi di sfruttare l'occasione anticipando l'addio di un giocatore mai entrato nel cuore del pubblico e dei compagni. Da una parte si risparmia qualche soldino, dall'altra ci sarà spazio per Andrea De Nicolao - con Achille Polonara unico contratto nel portafoglio Cimberio 2014/'15 - per giocare da protagonista le ultime 6 gare della stagione. Il play del 1991 avrà responsabilità da titolare e la possibilità di conquistarsi i galloni per la Varese che verrà. Anche perché radio-mercato non offre soluzioni pronte per rimpiazzare Clark: alla Cimberio piacerebbe un altro giovane da verificare in ottica futura, offrendo un pugno di dollari e un'opzione per la prossima annata, ma alla voce play il piatto piange. Ed in ogni caso non c'è fretta, a meno che il regista con passaporto bulgaro non trovi squadra in tempi rapidi. Il problema della sostituzione si porrebbe infatti a causa di un regolamento incomprensibile che costringe le squadre con la formula 3+4+5 ad avere sempre 7 contratti con stranieri, pena il pagamento di una multa da 50mila euro per ogni partita irregolare. Finchè Clark non gioca ma il contratto non verrà ufficialmente transato, la Cimberio sarà in regola; se e quando dovesse porsi il problema i biancorossi potrebbero tesserare Affia Ambadiang (oppure liberare un altro straniero passando al 5+5). A meno che qualche... malpagato (come il 24enne D.J. Cooper del Paok Salonicco) che Varese sta seguendo all'estero decida di assaggiare l'aria delle Prealpi per conquistarsi il posto in chiave futura.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](10 punti; 3/3 2p; 0/0 3p; 4/6 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Un minutaggio congruo (undici minuti) rispetto alla forma fisica consente al serbo di centellinare le energie e di seminare esperienza: ne esce una prova ordinata e preziosa. E' lui il faro nella tempesta del secondo quarto.
     
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](6 punti; 1/4 2p; 1/4 3p; 1/1 tl), [b]VOTO: 6. [/b]Invocato a pieni polmoni dalle gradinate del Lino Oldrini, entra in campo schiacciato dal peso della responsabilità. Se ne libera con fortune alterne, aiutando i compagni nel momento peggiore. Ma la qualità di un anno fa appare una chimera.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Con una prestazione onesta ed attenta, concede un'arma in più nelle rotazioni degli esterni. Arpiona qualche rimbalzo utile e si lancia in contropiede: nel giorno della Milano-Sanremo, prende spunto dai buoni gregari di una volta.
     
    [b]ADRIAN BANKS [/b](18 punti; 4/9 2p; 2/5 3p; 4/4 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Otto falli subiti ed altrettanti palloni agguantati sotto le plance, tra una selva di fisici più prestanti dei suoi, sono un esempio tangibile di coraggio e voglia di vincere. Rimane qualche forzatura, però l'insistenza è un retaggio nobile della generosità.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](12 punti; 3/5 2p; 2/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Ben 33 minuti di impiego, un record per lui, trascorsi a battersi come un leone e a mettere in moto i compagni (sei assist). Gioca pulito in attacco, in difesa patisce le pene dell'inferno contro Cerbero Wanamaker. Clark è sparito, lui è presentissimo.
     
    [b]LINTHON JOHNSON [/b] (11 punti; 4/8 2p; 0/0 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Se non fosse stato per la mole non esattamente esile, nel primo tempo saremmo voluti scendere in campo a dargli la sveglia. Nella ripresa, all'unisono dei compagni, aumenta il tono. Da buon mestierante, sciorina le giocate migliori nel momento clou. Opportunista.
     
    [b]NICOLA MEI[/b] (0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5.[/b] Assomiglia a un gladiatore bendato, spedito con un preavviso di cinque minuti all'interno del Colosseo mentre i leoni volteggiano al gran completo. Scivola, grida, supplica, cerca di dare una mano. Il fatto che ne esca vivo gli assicura il giusto carico di ammirazione.
     
    [b]EBI ERE [/b] (4 punti; 2/4 2p; 0/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Soffre più di chiunque altro nel vedere Varese impaludata nei bassi fondi della classifica. Vorrebbe dare la scossa e portare fuori, uno ad uno, i compagni dalla melma. Eppure i movimenti paiono lenti, i dettagli rimangono tratteggiati e i polpastrelli non danno soddisfazioni.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](21 punti; 3/4 2p; 5/8 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Decide la partita grazie a un terzo quarto impetuoso, balisticamente irripetibile (quattro su quattro dall'arco dei 7,25), arcigno. Aizza la folla e torna ad essere, per una notte, il figlio prediletto di Masnago. Che abbia ritrovato il mantello da supereroe?

  • Nicolò Cavalli
    Una partita dai due volti, terribile il primo, spumeggiante il secondo, consegna alla Cimberio momenti di serenità in una stagione travagliata. La solidissima interpretazione della ripresa, con De Nicolao, Banks e Polonara sugli scudi, ribalta una sfida cominciata in maniera imbarazzante. Bene così, anche se obiettivi più nobili – l'accesso alla [i]post season –[/i] sembrano preclusi. E rimpiangerli sarebbe come raccogliere le lacrime sul latte versato.
     
    [i][b]Bentornato Gek. [/b][/i]I primi applausi della serata si sostanziano in due minuti abbondanti di [i]standing ovation [/i]per il sempreverde Giacomo Galanda, atleta di rara eleganza e pacatezza, omaggiato con lo striscione “bentornato capitano” e con un senso di riconoscenza da pelle d'oca al momento della presentazione delle squadre. All'appello manca invece KeeKee Clark: motivazioni ufficiali parlano di influenza, la ridda di voci della tribuna stampa avvalora la teoria della transazione.
    L'avvio delle ostilità è tutto a tinte toscane: il quintetto giovane e atletico di coach Moretti scrive sul tabellone un eloquente 0-9 con Wanamaker, Daniel e Washington. Trovati i primi accorgimenti tattici in difesa, la Cimberio inizia ad ingranare anche sul fronte offensivo con la prima tripla a segno, firmata da Polonara per l'8-13. Le cattive iniziative del Johnson di Varese – forzatura da sette metri e due assist per gli avversari dopo avventati[i] tap-out[/i] – restituiscono la doppia cifra di margine agli ospiti, lesti a capitalizzare fino al 10-20. Un finale convulso e disordinato, senza play-maker o affini (alla sparizione di Clark, si sommano i due falli di De Nicolao), induce il pubblico a strapparsi i capelli. Buon per i nostri che Pistoia si addormenti a sua volta, senza incrementare ulteriormente il già pingue 13-21.
     
    [i][b]Momenti di panico. [/b][/i]Se le grottesche disavventure del povero Nicola Mei possono essere giustificate dall'inesperienza, le ripetute umiliazioni subite in uno contro uno da Ere e Polonara sono un assordante campanello d'allarme: i colpi di Meini e di Washington valgono il +14 esterno (13-27). La Cimberio vive di sporadici lampi e di preoccupanti svarioni, assumendo un andamento ciondolante condito da palloni persi, sette in meno di metà gara, ed inferiorità sotto i ferri. Il regista Wanamaker (visto nelle Prealpi nel precampionato 2012 ma mai messo sotto contratto, ora riapparso nelle vesti di un tornado) ispira la banda marchiata Giorgio Tesi Group e regala assist al bacio, fucina di canestri da dentro e fuori dall'arco. Bizzozi dà la sensazione di crederci e chiama un minuto di sospensione in occasione del 24-40, allora Scekic e Sakota ripagano la fiducia con preziosi segnali di vita: il parziale di 10-3 riavvicina Varese, seppur a piccoli passi, prima dell'intervallo lungo.
     
    [i][b]Reazione di orgoglio. [/b][/i]Rinfrancata dal quarto d'ora di meditazione – pacata od animosa non ci è dato saperlo – la Cimberio azzanna il [i]parquet[/i] e risale fino al 41-43, abbinando fisicità e circolazione di palla. Pistoia pesca dalla spazzatura le segnature di Washington e JJ Johnson, però cede il timone del comando dopo il secondo ciuffo di Achille Polonara e l'entrata vincente di De Nicolao: 51-49 tra un tripudio di vessilli biancorossi. E, senza voler guardare con altezzosità in casa altrui, il fatto che l'ottimo Moretti aspetti cinque minuti buoni di affanno per chiamare time-out lascia basiti. Banks imperversa dalla media distanza con gli amati arresti e tiri, Wanamaker si mostra un trascinatore, PolonAir si appende al canestro in contropiede (57-53): finalmente una pallacanestro da serie A per gli affezionati del PalaWhirlpool. I biancorossi, fin troppo galvanizzati, sciupano un paio di colpi da k.o., ma mano lesta Scekic regala il più otto a fil di sirena: 65-57 al termine di un periodo superbo da 31 punti segnati (solo 14 subiti) con il 72% dal campo e 5 assist.
     
    [i][b]Il giusto premio gli inossidabili tifosi. [/b][/i]Nonostante le folate di Gibson, la Giorgio Tesi piomba negli annosi problemi di mal da trasferta – un solo hurrà a domicilio in tutta la stagione – e concede spazi nei quali De Nicolao, Rush e Banks vanno a nozze. Sul più undici (74-63) la Cimberio patisce un calo fisiologico e, in maniera improvvida, ricade negli errori di inizio match: secondi tiri concessi agli avversari, Daniel [i]in primis[/i], e soluzioni prevedibili in attacco. Uno dei pochi sussulti di esperienza del Presidente Johnson e gli errori di pura foga commessi da Pistoia lasciano un margine di sette punti all'imbocco del rettilineo conclusi (78-71 al '37). Qui i ragazzi di casa rimangono ligi sul pezzo e, senza strafare alla ricerca del ribaltone rispetto al meno tredici dell'andata, incamerano due punti attesi tra le mure casalinghe da tre, lunghissimi, mesi.
    La trasferta di sabato prossimo, nella classicissima del Pianella, farà da spartiacque tra i possibili obiettivi di fine anno: con la salvezza sigillata, serviranno almeno quattro vittorie per tentare di insidiare le lanciate Reggio Emilia e Caserta nella corsa ai play-off. Soprattutto, dato più rilevante, la vittoria di stasera ripaga gli sforzi di amici venuti da Regioni lontane per ammirare dal vivo la nobiltà della Pallacanestro Varese: dopo mesi di patimenti e mal di pancia, adesso gustiamoci un derby senza aver nulla da perdere.

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    Fra meno di due mesi si tireranno le somme di una stagione che, almeno sin qui, sul campo, ha totalizzato molti debiti e pochi crediti. Solo allora, attraverso un consuntivo che paventa perdite di posizione e passivi, probabilmente anche nei libri mastro, a meno di sorprese, mai trascurabili, conosceremo gli intenti della Pallacanestro Varese di fronte a un futuro di necessarie riparazioni. Che potrebbero trasformarsi in una vera e propria restaurazione, come accade in quei locali che cambiano gestione, anche se qui, in realtà, nulla muterà tra le basi della società. Verosimilmente saranno diverse le facce biancorosse nell'imminenza di un domani, possibilmente, migliore. Un po' tutti, infatti, s'aspettano una squadra nuova nei suoi profili salienti, al netto di tare da eliminare, peraltro in sintonia con un Banks (che si vuol confermare sperando che accetti, senza sparate, un rinnovo di contratto) e, ovviamente, con le giovani colonne De Nicolao (foto Blitz) e Polonara cui affidare un'opportuna saldatura fra vecchio e nuovo. Questa stagione, tuttavia, resta ancora aperta potendo accordare qualche chance o ragione alla Cimberio se, ancora, tra le pieghe sgualcite ma vive dell'ultimo scorcio di campionato, crede, intimamente, a un possibile riscatto. Ora come ora ci sembra inutile parlare di play off i quali, per dirla tutta, non sono, aritmeticamente, un capitolo chiuso, tuttavia e più semplicemente, il vero imperativo riguarda quel po' di continuità di rendimento (decoroso) di fronte a un calendario che, per competitività potenziale, pare più abbordabile. Ammessi e concessi i cattivi pensieri, scacciati a Pesaro, adesso il tifoso può osare qualche rivalsa di riscossa senza dover, per forza, apparire una banderuola. Già, dopo aver toccato il fondo di una mediocrità tanto evidente quanto scoraggiante si può, soltanto, risalire per trovare un po' di luce, a patto però di dar seguito al successo conquistato, con autorità, a Pesaro, il che non sarà facile per una Cimberio opposta a una formazione ricca di entusiasmo e di vitalità, quindi assai temibile come lo è la neopromossa Pistoia. Che si trova in una sua nicchia, di classifica, probabilmente oltre ogni aspettativa d'inizio stagione, ben guidata com'è da Paolo Moretti, un allenatore valente e abbastanza fresco di carriera, figurabile in ogni buona lista di consigli per gli acquisti, ancorché dato per promesso sposo a Bologna. Il manipolo toscano, di nome, ma americano di fatto, s'avvale di abili atleti, persino disincantati (e a volte sin troppo) mentre il qui sempre amato Galanda, avviato com'è, a trentanove anni suonati, al crepuscolo resta l'autentica icona nostra e del basket italiano. Dunque, tocca alla Cimberio annullare le velleità avversarie per trovare, nascondendo i propri limiti, quella magica forza di cui ha bisogno per un finale di stagione riconciliante con i propri tifosi, possibile soltanto se si riuscirà a liberare (roba da guerra santa) l'assediata Masnago. Dove, sin qui, i biancorossi hanno vinto solo tre volte battendo una possibile retrocedenda come Pesaro, la cadente (e di schianto, dopo un avvio baldanzoso) Bologna e la deludente Avellino dell'odiato Vitucci. L'ultimo turno casalingo, coinciso con un'ignominiosa sconfitta alla distanza per mano di una scarna e modesta Montegranaro, non può non far meditare De Nicolao e soci, di fronte, oggi, a un'avversaria più dotata nelle sue variabili, quindi più attrezzata rispetto ai marchigiani.  [/size][/font][/color]

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    La Cimberio va all'assalto della matricola Pistoia con l'obiettivo di interrompere un digiuno casalingo che dura ormai da quasi 3 mesi. Stasera a Masnago (palla a due alle 18.15) Varese riceverà la Giorgio Tesi Group dell'ex capitano Gek Galanda, per la prima volta di ritorno al PalaWhirlpool dopo l'ultima apparizione in biancorosso del maggio 2011. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Ma al di là dell'affetto per l'ultimo superstite in attività dei Roosters della Stella,, la formazione di Stefano Bizzozi non può permettersi di rimandare nuovamente l'appuntamento con una vittoria casalinga che manca dal lontano 26 dicembre scorso. Il raid scaccia-crisi di Pesaro (Clark nella foto Ciamillo) ha messo virtualmente al sicuro la permanenza in serie A. Ora c'è curiosità per capire se la solidità sui due lati del campo espressa all'Adriatic Arena potrà trovare continuità nella sfida casalinga di stasera e dunque se Varese sarà in grado di dare un senso compiuto ad un finale di stagione che pur con soli 4 punti di ritardo dalla zona playoff non ha al momento attuale altro obiettivo se non quello di chiudere nella miglior maniera possibile. Oppure se sistemata la questione-salvezza, la formazione biancorossa sprofonderà nuovamente nella palude dei suoi problemi caratteriali, tirando a campare senza più obiettivi fino all'11 maggio. La sfida contro Pistoia propone gli stimoli giusti per stuzzicare l'orgoglio: all'andata la formazione toscana schiantò la Cimberio (89-76 il finale, occhio anche al doppio confronto) facendo leva sul suo mix di freschezza atletica, vigore e fame. Proprio le caratteristiche che la Cimberio versione 2013/2014 ha sempre faticato a digerire, sia nell'originale formato Coleman-Hassell che dopo le correzioni in corsa Banks e Johnson. Se Varese sarà pungolata a sufficienza dalla voglia di riscattare una delle sconfitte peggiori dell'anno allora l'obiettivo di chiudere a quota 4 la serie negativa a Masnago sarà alla portata del team di Bizzozi. Altrimenti il rischio è quello di un altro sacco del PalaWhirlpool, specie se non si riuscirà a contenere l'impatto sotto canestro della formazione di Paolo Moretti, prima assoluta nella classifica dei rimbalzi dove la Cimberio occupa invece un desolante ultimo posto. Il punto di forza di Pistoia è composto dalla batteria degli esterni: spicca soprattutto il quasi ex Wanamaker, play realizzatore (15,5 punti e 4,8 assist) aggregato nel settembre 2012 a Varese, chiamato ad innescare il tiratore Gibson (14,7 punti) e l'esplosivo lungo JaJuan Johnson (14,5 punti e 6,8 rimbalzi). 
    A completare il quintetto l'ala Washington (11,3 punti col 41% da 3) e il solido rookie Daniel (9,3 punti e 7,4 rimbalzi), mentre dalla panchina escono il play d'ordine Meini, il tiratore Cortese e il veteranissimo Galanda, per il quale si prepara un'accoglienza festosa. I numeri dicono Cimberio (1-10 il record viaggiante dei toscani che non hanno mai vinto a Masnago), ma più che la cabala per battere Pistoia serviranno concentrazione, intensità e determinazione
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    (G.S.) - Altro che vincere: la vera impresa, nel basket professionistico, è sopravvivere. Il tema della serie A che brucia chi vince, vedi i casi eclatanti di Fortitutdo e Virtus Bologna e Treviso (nella foto Ettore Messina, già tecnico delle ultime due) e quello di stretta attualità che riguarda Siena, era già stato sviscerato il mese scorso su queste colonne. Ma i numeri che testimoniano della terrificante moria di società di serie A sono davvero impressionanti. Nell'arco temporale di 10 anni, non certo un lungo periodo nella vita di un club sportivo, sono soltanto sei le compagini che dal 2003/2004 ad oggi hanno mantenuto un carattere di continuità con il medesimo asse societario. Oltre a Varese ci sono i cugini di Varese e Milano; poi Siena, Roma ed Avellino. Numeri ancora più eclatanti considerando le 19 stagioni trascorse da quel fatidico 1995, quando la pallacanestro scelse il professionismo - con l'applicazione della legge 91 - per i club di vertice. Da allora ben 23 (oltre a Virtus e Fortitudo Bologna anche Verona, Reggio Calabria, Forlì, Pesaro, Trieste, Pistoia, Rimini, Gorizia, Montecatini, Udine, Roseto, Fabriano, Livorno, Messina, Capo d'Orlando, Napoli, Scafati, Rieti, Ferrara e Teramo) sono stati i club costretti a chiudere l'attività per motivi economici e ripartire dalle categorie inferiori con un nuovo asse societario. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Qualcuno è risalito in fretta (vedi Virtus Bologna e Pesaro nell'arco di due anni), altri hanno impiegato di più (ben 15 stagioni per Pistoia). La maggior parte di queste piazze storiche è tornata anche recentemente a Varese. Ma facendo rotta verso il Campus per sfidare la Robur in DNB, mentre le sfide di Masnago sono ormai uno struggente ricordo [/size][/font][/color]
     

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