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VareseFansBasketNews

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    Vincere per sognare ancora i playoff. La Cimberio non ha alternative al segno 1 nel derby lombardo di stasera al PalaWhirlpool (palla a due alle ore 18.15) contro la Vanoli Cremona. La truppa di Stefano Bizzozi insegue un successo basilare nella sua rincorsa all'ottavo posto, riaperta grazie al colpaccio sul campo della Virtus Bologna. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    La quarta vittoria nelle ultime 5 gare di una squadra che nell'ultimo mese sembra aver trovato coralità, equilibri e gerarchie; ma soprattutto quell'identità difensiva mancante prima sull'asse Clark-Hassell, e poi col solo play bulgaro. Ora la sfida contro una Vanoli già aritmeticamente salva offre la possibilità a Varese di festeggiare la prima vera striscia vincente stagionale: i biancorossi non sono mai riusciti a prolungare una serie positiva oltre quota 2, ma battendo stasera i biancazzurri di Cesare Pancotto potrebbero rompere finalmente il tabù. E continuare a sognare nella rimonta, in vista delle sfide finali contro Siena e Roma (domenica prossima a Masnago il match contro i toscani, mentre l'ultima tappa della stagione regolare è in programma l'11 maggio nella Capitale). Acciuffare in extremis l'ottavo posto non dipenderà solo dai risultati della Cimberio, ma anche dalle combinazioni favorevoli provenienti dagli altri campi; in ogni caso però la squadra di Bizzozi sta quantomeno cercando di onorare fino in fondo una stagione povera di spunti positivi. Troppo tardi per cambiare l'esito di un'annata che finora ha riservato ben poche soddisfazioni ai tifosi biancorossi? Lo si vedrà la sera dell'11 maggio, quando saranno decretate le otto partecipanti ai playoff. Intanto però Varese è riuscita a dare un senso all'ultimo scorcio di stagione, risalendo dal quattordicesimo posto dopo il rovinoso tonfo casalingo contro Montegranaro all'attuale nona posizione. Ora la Cimberio chiede continuità ai suoi giovani - soprattutto De Nicolao e Polonara (foto Blitz in alto), che stasera festeggia il gettone numero 150 in serie A - ma soprattutto la capacità di confermare i progressi sul piano della coralità che successivamente all'addio di Clark (grande realizzatore, ma del tutto inadatto come play e uomo-squadra) hanno permesso alla squadra di Bizzozi di esprimersi con più efficacia sul piano del gioco. Attenzione però alle qualità offensive della Vanoli, squadra totalmente diversa rispetto a quella che all'andata permise a Varese di inaugurare la casella delle vittorie esterne con un sostanzioso ventello a suon di triple. 
    L'esperienza portata in dote da Cesare Pancotto, decano degli allenatori della serie A, ha rilanciato i biancazzurri verso la zona-tranquillità con l'aritmetica certezza della permanenza in serie A ottenuta senza giocare nel turno di sabato scorso. Cremona non scende in campo dallo scorso 6 aprile (rinviata al 7 maggio la gara casalinga con Milano) e non avrà il play titolare Woodside, fermato da una botta ad un polpaccio (al suo posto il tiratore di passaporto inglese Johnson che abitualmente va in tribuna come ottavo straniero). Ma a dispetto della missione salvezzagià compiuta, il coach di Porto San Giorgio chiede ai suoi di dare il massimo nel match di Masnago. Da tenere d'occhio soprattutto l'esplosiva guardia Rich (quinto marcatore della serie A a 17,2 punti di media) e il tiratore Jackson (16,6 punti); la marcia in più per uscire dalla zona-pericolo è arrivata dal rientro del veterano Chase in regia (9,0 punti in 19,6 minuti). A fungere da raccordo tra i reparti c'è l'ala Ndoja, mentre sotto i tabelloni l'esperto lituano Zavackas ha dato sostanza al reparto a fianco del potente Kelly e dell'atipico Spralja. Di certo una squadra più votata all'attacco che alla difesa, che la Cimberio dovrà affrontare sulla falsariga dello spirito operaio votato alla coralità ed al sacrificio già vincente contro Caserta e Bologna. 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    La rimonta playoff? Vincere sempre e sperare nei risultati positivi dagli altri campi. Così la Cimberio prepara il rush finale degli ultimi 120 minuti della stagione regolare che assegnerà gli ultimi due posti disponibili nella griglia di partenza della volata per il titolo italiano 2013/'14.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Le quattro vittorie ottenute nelle ultime cinque gare hanno fatto riemergere Varese dal 14° al 9° posto, ma i due punti di svantaggio nei confronti di Caserta, attuale detentrice dell'8° posto, valgono praticamente doppio alla luce del -1 nel doppio confronto con la Pasta Reggia (galeotto fu il tap-in allo scadere di Brooks) che obbliga Ere e soci ad evitare l'arrivo a braccetto con i campani. Però, tra le quattro squadre in corsa per gli ultimi due posti (teoricamente potrebbero rientrare in corsa anche Avellino, Bologna e Venezia a quota 22, ma servirebbero vere e proprie... congiunzioni astrali), Varese è l'unica ad avere due gare in casa dei tre impegni ancora da disputare.
    La priorità della squadra di Stefano Bizzozi è quella di sfruttare al meglio il fattore-campo del PalaWhirlpool per raggiungere quella quota 28 che rappresenta il minimo sindacale nella rincorsa all'8° posto. Servono dunque 4 punti sicuri tra la sfida di domenica contro la Vanoli Cremona senza più affanni in chiave salvezza e il match del 4 maggio di fronte alla Montepaschi Siena a caccia di punti per conquistare il 2° posto. Sulla carta il match più impegnativo sarà la trasferta dell'ultima giornata a Roma; ma come sempre accade nel rush finale, la difficoltà delle ultime giornate dipende anche dalle motivazioni di classifica delle avversarie. E l'Acea, attualmente sesta a quota 30 punti, con 4 lunghezze da recuperare e la differenza canestri negativa nei confronti di Sassari, potrebbe arrivare agli ultimi 40 minuti con la certezza aritmetica già acquisita del suo piazzamento d'ingresso nella griglia playoff.
    La stessa cosa potrebbe accadere a Reggio Emilia e Caserta in occasione del turno conclusivo contro Avellino e Pistoia; i toscani, a loro volta a +2 nel doppio confronto con la Cimberio, sono infatti attesi da due trasferte consecutive a Roma e Bologna, e quello dell'ultimo turno con la Pasta Reggia, scontro diretto potenzialmente decisivo in chiave playoff, potrebbe non essere più tale fra 15 giorni.
    I campani dovranno far visita domenica a Sassari, ma potrebbero arrivare comunque a 30 punti; in tal caso Varese - costretta comunque a fare tris negli impegni residui - dovrebbe sperare nei passi falsi di Reggio Emilia. Ossia una delle tre squadre della sua fascia (le altre due sono Bologna e Venezia) contro cui vanta un 2-0 negli scontri diretti; l'eventuale parità a tre fra Cimberio, Grissin Bon e Caserta promuoverebbe infatti i biancorossi, facendoli scalare fino al 7° posto che eviterebbe la sfida impossibile al primo turno contro Milano.
    Prima di fare calcoli sui risultati altrui, la Cimberio deve però concentrarsi su se stessa e sulla necessità di non sbagliare più fino alla conclusione della stagione regolare.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Re delle schiacciate nella sua Ancona per chiudere al meglio una Settimana Azzurra ricca di emozioni. Achille Polonara si è calato nuovamente nell'attualità della rincorsa playoff della Cimberio con la carica di chi vuol chiudere l'anno col botto per aumentare ulteriormente le sue quotazioni nel borsino per una maglia dell'Italia alle qualificazioni estive agli Europei. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    «Una grande soddisfazione - dice - a coronamento di una settimana indimenticabile tra alleamenti davanti a parenti, amici ed ai miei vecchi allenatori e un palazzetto caldo per sostenerci. L'obiettivo è chiudere nel miglior modo possibile l'annata attuale a Varese e poi, infortuni permettendo, far parte del gruppo che proverà a conquistare l'accesso agli Europei». 
    E pur nelle file di una Nazionale incompleta (assenti sei  titolari certi come Hackett, Melli, Gentile, Aradori, Cusin e Datome) Polonara, ormai habituè dei raduni della Nazionale A, ha fatto la sua parte per dimostrare il valore dei giovani italiani, tra i quali è una delle eccezioni positive in termini di minutaggio e responsabilità: «Dopo l'argento di tre anni fa e l'oro della scorsa estate con l'Under 20 - prosegue -, quella di Ancona è stata l'ennesima dimostrazione che la nuova generazione di italiani è tutt'altro che scarsa: purtroppo le regole ci tolgono spazi, ma quando c'è l'occasione di giocare molte volte emerge che siamo meglio di alcuni stranieri. Io sono stato fortunato e devo dire grazie a Varese, perché mi ha dato grande responsabilità fin dall'inizio dell'anno: spero di aver ripagato e di poter ripagare ancora la fiducia del club». 
    Polonara è  ottimista in vista di un rush finale nel quale dopo tanti scossoni Varese sembra aver trovato il suo equilibrio: «Dopo una grandissima stagione c'erano aspettative molto elevate che non si sono confermate; la gente ha iniziato a rumoreggiare e si è creato un clima di tensione tra chi andava, chi è tornato ed il cambio di allenatore. Adesso  abbiamo trovato il nostro equilibrio: siamo a due punti dai playoff, ci aspettano 4 finali a partire dalla trasferta  di Bologna. Però sono fiducioso: quando giochiamo di squadra abbiamo dimostrato di poter competere con tutti». 
    L'ala di Ancona ribadisce il suo attaccamento a Varese per questi due anni da protagonista (per  il contratto in essere per il prossimo anno invece sia Polonara che De Nicolao smentiscono categoricamente gli importi dei salari pubblicati su queste colonne venerdi scorso): «A 23 anni non mi sento ancora un giocatore pronto: rispetto allo scorso anno ho notato dei progressi (10,5 punti col 36% da 3 rispetto agli 8,4 col 34%, ndr), però ritengo di avere ulteriori margini di crescita curando in allenamento i dettagli  sui quali non sono  al top. A Varese ho trascorso i due anni migliori della mia breve carriera: il 2012/2013 è stato indimenticabile, mentre nella stagione in corso, nella quale i risultati sono meno brillanti, società e tifosi sono stati comunque super. Qui c'è un club sano e una città che vive di pallacanestro:  sto molto bene ma penso solo a finire quest'anno al meglio, Per la prossima stagione si vedrà». 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    Prima gli italiani, poi tutto il resto. Le prime due decisioni relative alla costruzione della Varese che verrà ruotano attorno alle situazioni contrattuali di Andrea De Nicolao ed Achille Polonara. Ma gli accordi in essere con i due azzurri del 1991, legati al club di piazza Monte Grappa per l'ultimo dei tre anni siglati nell'estate 2012, sono da considerare come risorse oppure come vincoli?[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    L'unica certezza è che la Cimberio non eserciterà le clausole a suo favore per interrompere il rapporto; però mentre il regista di Padova ha uno scatto salariale relativamente basso (da 75 a 85mila euro), l'ala ex Teramo balzerà ad un importo di 180mila euro (quasi il doppio di quello che percepirebbe Terrell Stoglin se Varese lo confermasse). L'atleta del 1991 è uno dei dieci italiani della serie A che giocano stabilmente in quintetto base (10,5 punti e 4,6 rimbalzi in 26 minuti medi), ma sono pochissimi i club nostrani in grado di permettersi importi del genere, a cui vanno aggiunti i 50mila euro di buyout prefissati se il giocatore utilizzasse la clausola d'uscita a suo favore.
    Dunque, se i due azzurri non trovassero amatori sul mercato, a prescindere da budget ed allenatore, Varese dovrà ripartire - per amore o per forza - dall'asse De Nicolao-Polonara.
    In tal caso non è da escludere che si riveda la strategia delle ultime stagioni, passando dalla formula 3+4+5 al 5+5, con il lancio in pianta stabile dei due italiani: lo stimolo supplementare potrebbe darlo l'incentivo economico del premio per chi schiera maggiormente in campo i giocatori di formazione nostrana. Un premio per il quale possono concorrere soltanto i club che scelgono la formula 5+5 (in quest'annata 8 su 16, dunque il prossimo anno chi sceglierà il 3+4+5 non dovrà pagare la sovrattassa da 40mila euro prevista dal regolamento). Il montepremi che si aggira attorno ai 750mila euro viene suddiviso tra le prime tre della classifica generale (50% alla prima, 30% alla seconda e 20% alla terza): i calcoli finali verranno chiusi dopo la prossima giornata e il gruzzolo che entrerà nelle casse della vincente (attualmente Cantù guida con buon margine su Reggio Emilia) ammonta a poco più di 370mila euro. Certo, i brianzoli possono contare su due nazionali come Aradori e Cusin e in estate hanno investito su un giocatore emergente come Stefano Gentile. Ma la somma ricavata dalla politica "pro italiani", affidata ad un tecnico che conosce bene il parco giovani come Pino Sacripanti (da anni allenatore dell'Under 20 azzurra), ripaga gran parte degli investimenti compiuti permettendo di costruire una squadra da vertice senza fare follie.
    Una strada che potrebbe seguire anche la Cimberio, qualora De Nicolao e Polonara fossero i pezzi forti della ripartenza, al di là dell'opzione su Stoglin e della volontà di ri-firmare Adrian Banks? Per un 5+5 competitivo servirebbero almeno altri due italiani di buon valore da almeno 15 minuti a testa. E comunque gli scout varesini stanno scandagliando anche il mercato delle categorie inferiori (sondaggio esplorativo sul conto di Davide Pascolo, 24enne ala-pivot grande protagonista in DNA Gold a Trento: 16,3 punti e 10,0 rimbalzi di media).
    Prima di sbrogliare la "matassa Polonara", che per costi e peso specifico è quella più importante, bisognerà attendere fino al 30 giugno, ossia alla scadenza della sua clausola d'uscita.
    Dunque ci sarà tutto il tempo per programmare e scegliere quale sarà la strada più giusta per far fruttare i talenti (pochi o tanti che siano) per il mercato 2014/2015.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Passa da Bologna la strada verso i playoff della Cimberio (nella foto Blitz un'azione spettacolare di Adrian Banks).[/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Sulla Road Map della squadra di Bizzozi, la trasferta del prossimo turno sul campo della lanciata Granarolo (tre vittorie in fila dopo l'aggiunta del play Warren) è una tappa obbligata per dare corpo alle sue speranze di rimonta. Dal settimo posto di Reggio Emilia a quota 26 al drappello Varese-Avellino-Bologna-Pistoia-Venezia a 22 sono sette (compresa Caserta - attuale ottava forza - a 24) le squadre che si contenderanno gli ultimi due posti disponibili per completare il quadro delle pretendenti allo scudetto 2013/2014. 
    Visto l'equilibrio che regna sovrano potenzialmente decisivi saranno gli scontri diretti: la Cimberio vanta un 2-0 con Grissin Bon ed Umana, ma è in svantaggio nel doppio confronto con Sidigas (meno 3), Pistoia (meno 2) e Caserta (meno 1). Dunque per evitare parità scomode servirebbe un filotto di vittorie nelle ultime 4 gare, partendo dal match pre-pasquale a Bologna (si parte dal più 9 dell'andata); poi sono previste due gare casalinghe contro Cremona e Siena, ed infine la trasferta di fine regular season a Roma. Compito decisamente improbo per una Cimberio che non ha mai superato le due vittorie consecutive nell'arco di un'annata all'insegna degli sbalzi di tensione. 
    Ma il calendario complesso e denso di scontri diretti anche per le altre pretendenti (a partire proprio dalla Pasta Reggia, che nel prossimo turno ospiterà la seconda forza Siena) potrebbe abbassare a 28 punti la quota playoff per l'ottavo posto. In tal caso però Varese non sarebbe più l'unica artefice del suo destino, dovendo dipendere anche dai risultati delle avversarie dirette ed in una combinazione favorevole di classifica avulsa in caso di parità multipla (in tal senso potrebbe pesare in maniera decisiva il 2-0 con Venezia).  Ma la rincorsa playoff vale lo sforzo da compiere nell'ultimo mese, vista la prospettiva di una sfida impossibile contro la supercorazzata Milano? 
    Dal punto di vista strettamente economico probabilmente no: col ritorno dei quarti di finale al meglio delle 5 partite, il rischio è che si ripeta lo scenario del 2010/2011, quando un solo incasso casalingo nello 0-3 contro Cantù non bastò neppure a coprire l'entità dei premi maturati dai giocatori per il raggiungimento del traguardo. 
    Ma dopo tutto quel che è successo quest'anno - tra il cambio di allenatore e la sostituzione dei tre elmenti del quintetto arrivati dal mercato - arrivare egualmente ai playoff e rimanere nella strettissima èlite della continuità tra le grandi (solo Milano, Siena, Cantù e Sassari - oltre a Varese - hanno disputato le ultime tre edizioni della post-season) permetterebbe alla Cimberio di affrontare da una posizione più forte la battaglia del grano decisiva per il budget 2014/2015.
    Che comunque, come dimostra quanto accaduto lo scorso anno, è legata solo in parte ai risultati del campo
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]È accaduto nulla di diverso rispetto alle attese. Caserta era battibile ed è stata messa in riga, pur risparmiata nella differenza punti rispetto alla gara di andata: sarebbe bastato ai biancorossi un canestro in più per sterilizzare l'effetto di un vantaggio che i campani hanno conservato senza alcun epico sforzo. Probabilmente questo ammanco non peserà alla fine, almeno a giudicare la classifica che, appena un gradino sotto la quota playoff, scoppia di squadre con la prospettiva di un arrivo in mucchio visti i risultati di formazioni che, pur chiuse dal pronostico, hanno dimostrato di essere più che mai vive per un possibile colpo di coda. Una domenica tranquilla per una Cimberio non trascendentale ma nemmeno mediocre, pur sempre accerchiata dai suoi limiti, innanzitutto atletici sotto i tabelloni, laddove gli avversari volavano come rapaci pur senza la maestosità delle aquile.[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]L'altra pecca, evidente come uno scarabocchio su un foglio bianco, ha riguardato sin dagli inizi di stagione il ruolo del play, non potendo De Nicolao recitare con uguale intensità tale parte per intero. La curiosità, dunque, fluiva sugli spalti, sempre carichi di passione nonostante le delusioni patite, alla scoperta del nuovo americano Stoglin. Che non fosse l'uomo della provvidenza, non essendo aggregato ad alcuna squadra dopo averne assaggiate alcune in una sola stagione e avendo accettato un ingaggio onesto (duemila euro o poco più a gara), lo si sapeva, dovendo un po' tutti non indulgere in grandi aspettative, a cominciare dal saggio coach Bizzozi che l'ha esibito alla platea di Masnago con misura (limitata). Le cronache hanno già raccontato della prestazione di Stoglin, peraltro coincidente con il break partita della Cimberio, sicuramente rivedibile nei meccanismi del collettivo al fine di capire se Terrell possiede più spessore tecnico di quanto abbia palesato nel suo debutto. Come prima impressione, egli non ha certo mostrato quell'agilità tecnica tipica di un giocatore disinvolto per talento, né tantomeno confidenza con il tiro dalla lunga distanza, a giudicare i suoi tentativi di domenica, come sassate nel vuoto. Tuttavia la sua fisicità lo sostiene in entrate al ferro che raramente appartenevano a Clark. Morale, non si può dire che Stoglin sia piaciuto ma che nemmeno sia dispiaciuto dovendo rimandare una sua più attendibile valutazione alle prossime decisive gare, soprattutto alla prossima, a Bologna, dalla quale potrebbero pendere le sorti della Cimberio. Certo è che si può pretendere ben altro valore da un uomo del domani allorquando si volterà pagina per scrivere nuove storie, magari con Gianmarco Pozzecco (foto archivio) sulla panchina. Una prospettiva ancora indicativa per una Pallacanestro Varese che già pensa a possibili futuri scenari, soprattutto a chi affidare le chiavi di casa. E Pozzecco, al di là di ogni suggestione mediatica, per il suo essere personaggio legato alla nostra storia, l'ultima e bella della Stella, è un candidato serio. Suoi vezzi a parte - lo conosciamo: o lo si ama o lo si odia, non lo si accetta fra se e ma - sicuramente egli ha idee sue e chiare, crescendo come tecnico, a dir poco entusiasta del proprio ruolo, alla continua ricerca di insegnamenti utili attraverso esperienze e competenze di grandi allenatori, come Recalcati, Messina e Tanjevic cui, periodicamente, chiede consigli e lumi. Il che significa umiltà e frenesia al servizio di grandi ambizioni per una nuova sfida da vincere, stavolta in panchina. Se sono rose, fioriranno...[/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Salvezza aritmetica ma soprattutto playoff ancora raggiungibili per la Cimberio dopo la vittoria tutta cuore ed intensità ottenuta contro Caserta. Una partita non bella ma comunque sostanziosa per la truppa di Stefano Bizzozi, con il presidente Cecco Vescovi che esorta l'ambiente biancorosso a credere ancora nella rimonta.[/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]«L'importante è aver tenuto acceso il lumicino della speranza per l'accesso ai playoff con una prova solida sul piano difensivo. Adesso la pausa per l'All Star Game ci servirà per integrare al meglio Stoglin in vista di una tappa decisiva come la trasferta a Bologna. Giocheremo sul campo di una squadra in salute, ma anche noi sembravamo aver svoltato prima della pausa per la Coppa Italia...».
    Nelle pieghe del match è stato subito positivo l'impatto dell'ultimo arrivato Terrell Stoglin, che ha mostrato il piglio giusto per personalità e leadership.
    «Sicuramente ci ha dato un bello scossone con una serie di giocate che hanno ribaltato l'inerzia del match. Il suo impatto sulla partita è stato importante, confermando di possedere quella personalità che cercavamo. Presto per esprimere giudizi definitivi, restano comunque altre quattro partite per valutarlo appieno. Ovviamente speriamo possa confermarsi...».
    L'altro dato che emerge dalla gara di domenica è la ritrovata capacità di soffrire in difesa di una Cimberio che per la prima volta nella stagione ha vinto una partita segnando meno di 80 punti.
    «È un aspetto interessante, anche se Caserta ha sbagliato molti tiri aperti. Adesso, però, più che da un discorso tecnico dipende tutto dall'energia e dalla voglia di provare ad arrivare a questo traguardo. Che è difficile ma non impossibile: ogni domenica arrivano risultati a sorpresa e noi dovremo esser pronti a cogliere l'occasione».
    Ancora una volta determinante il contributo offensivo di Adrian Banks (foto Blitz in alto), unico degli Indimenticabili ad aver elevato la qualità del suo gioco rispetto alla scorsa annata (17,0 punti e 48% da 3 contro i 13,9 col 29% dall'arco del 2012/2013): il presidente biancorosso condivide l'auspicio di tutto l'ambiente di ripartire dalla conferma della guardia di Memphis, ma per ora è prematuro parlare di rinnovo.
    «Sin dall'inizio Adrian ci ha dato grande entusiasmo e soprattutto una ventata di energia positiva. Se si eccettua qualche sporadica occasione, è stato l'elemento più continuo e positivo garantendoci un contributo importantissimo. L'unico dei giocatori dell'annata passata ad aver aumentato il suo rendimento? Purtroppo sì, con l'aiuto del fatto di non aver vissuto la parte iniziale della stagione senza essere contaminato dalla negatività dei primi due mesi. Ripartire da lui? Ci piacerebbe ma bisogna essere in due a volerlo. Ci abbiamo già parlato ma la risposta arriverà più avanti. Tutto dipenderà dal budget a disposizione».
    Dunque, Varese si concentra con la massima attenzione sul prossimo turno a Bologna.
    «A questo punto tutte le partite sono decisive, ma trattandosi di uno scontro diretto quella di Bologna varrà doppio. Soprattutto perché una vittoria in trasferta in questo rush finale conta tantissimo, cambiando anche lo stato mentale oltre alla classifica. In ogni caso la squadra ha risposto bene sul campo, dimostrando di voler chiudere la stagione nel miglior modo possibile. Arrivare ottavi significherebbe sfidare Milano con un turno sulla carta proibitivo? Ci penseremo se e quando sarà il momento. Ora preoccupiamoci di conquistare i playoff, visto tutto quello che è successo non sarebbe male arrivarci per il quarto anno di fila...».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Se per un punto Martin perse la cappa, per un punto la Cimberio rischia di perdere i playoff? Se il meno 1 nel doppio confronto con Caserta sarà motivo di rammarico lo si scoprirà più avanti, partendo dalla trasferta del sabato di Pasqua a Bologna. Ossia la tappa fondamentale per la rincorsa all’ottavo posto, sul campo di un’avversaria a sua volta rivitalizzata dal mercato (3 vittorie in fila dopo l’aggiunta del play Warren) come la Granarolo. Dal canto proprio però Varese potrà sfruttare la pausa per l’All Star Game per inserire al meglio Terrell Stoglin nel contesto tecnico-tattico del gruppo: il play mancino è comunque piaciuto per sfrontatezza e capacità di prendersi responsabilità nei momenti caldi. Ossia quello che è sempre mancato al suo predecessore Keydren Clark, utile solo nelle serate in cui riusciva a trovare continuità dal perimetro. Certo l'esterno ex Maryland dovrà imparare a conoscere meglio le caratteristiche dei compagni; ma in un gruppo dove l'unico solutore in penetrazione è Adrian Banks, cui anche ieri sera è stato chiesto troppe volte di risolvere le situazioni più spinose, un altro giocatore capace di attaccare il ferro aggiunge le risorse a disposizione di coach Bizzozi. Resta il problema atavico dei rimbalzi, che è evoluzione pratica di quello della difesa sul pick&roll: troppo spesso i lunghi sono fuori posizione su aiuti e cambi e troppo spesso le avversarie di turno "banchettano" a suon di secondi tiri. A differenza del clamoroso crollo del mese scorso contro Montegranaro, ieri sera la Cimberio ha mostrato però spessore caratteriale ed intensità per sopperire ai momenti più critici. Basterà per fare il pieno di fiducia in vista di un poker di impegni denso di insidie (dopo la trasferta di Bologna doppietta casalinga Cremona-Siena e chiusura a Roma)?. Per agganciare in extremis il quarto playoff consecutivo il margine di errore è ormai azzerato, e pare difficile che una squadra così alterna possa trovare d’incanto la continuità necessaria per fare un "filotto". La vittoria di ieri dimostra però che Varese ha ancora dentro l’orgoglio e l’energia di chi vuole cercare di chiudere la stagione nel miglior modo possibile. Lo si deve ad un pubblico ormai stabilmente vicino a quota 4500 spettatori: un capitale umano che rappresenta al momento la migliore certezza per il futuro.[/size][/font][/color]
     

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](4 punti; 1/1 2p; 0/0 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 5,5.[/b] Subisce la contestazione della curva, “reo” di aver salutato il suo ex pubblico di Cantù. In una stagione di mercenari, non ci sentiamo di gettare la croce addosso al serbo. Il primo tempo, però, è una collezione di stenti.
     
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](11 punti; 4/5 2p; 1/3 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 7. [/b]Battagliero ed arguto ad incunearsi nella difesa della Juve, esalta la platea con una tripla nel momento migliore. Nell'area si mostra più presente del solito, peccato che il resto della contraerei varesina sia più leggera di un aereo telecomandato.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Cinque minuti di discreta dedizione difensiva e di presenza fisica. Nell'intervallo osserva paziente in panchina, lasciando oneri ed onori ai compagni.
     
    [b]ADRIAN BANKS [/b](22 punti; 5/14 2p; 3/6 3p; 3/4 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Sporca, suo malgrado, le percentuali con diversi tiri presi in equilibrio precario. Quando la Cimberio sembra crollare nel terzo periodo, ribalta le sorti con un cuore gigante. MVP della serata, ma lo avrebbe barattato volentieri con una vittoria un poco più larga.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](7 punti; 2/4 2p; 1/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Inizia a sentire il peso delle chiavi della regia nel taschino. Nella prima metà si muove tra le linee nemiche con apprezzabile capacità di rottura; male, invece, nella ripresa, interpretata senza ritmo ed acume. Dura convivere con grandi responsabilità.
     
    [b]TERRELL STOGLIN [/b](7[b] [/b]punti; 2/3 2p; 0/2 3p; 3/3 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Il primo approccio con il nuovo pubblico lascia perplessi: tripla che abbatte in maniera roboante il ferro. Di ben altro spessore il rientro in campo: tosto, arcigno, convinto. Se sono rose, fioriranno; per ora rimane negli occhi il [i]bouquet [/i]servito a Johnson per la giocata più bella della serata.
     
    [b]LINTHON JOHNSON [/b] (8 punti; 4/8 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Del salterino selvaggio visto nei trascorsi avellinesi nemmeno l'ombra. Agisce lontano da canestro, si lascia passare palloni sotto il mento, stoppa tiri in parabola evidentemente discendente. Nel finale riguadagna fiducia, però non strappa la sufficienza.
     
    [b]NICOLA MEI[/b] (0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]La prossima puntata di Voyager cercherà di far luce sul suo presunto sfondamento subito nel primo tempo: fallo di Nicola o dell'attaccante? Il “moviolone” lascia aperti dubbi che si protrarranno fino alla notte dei tempi.
     
    [b]EBI ERE [/b] (11 punti; 4/8 2p; 1/3 3p; 0/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Solida partita, in veste di ex, per il ragazzone nigeriano. Talvolta lascia buchi in difesa o si perde nel proverbiale bicchiere d'acqua, ma è l'unico ad alzare i gomiti a rimbalzo (ben otto i palloni arpionati) ed è il più altruista nelle assistenze.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](2 punti; 1/2 2p; 0/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Non ha ancora smaltito le tossine del derby giocato in maniera improvvida sabato scorsa. Non indovina mezza entrata e ha la mano tremante dall'arco. Brooks lo umilia in ogni prova del decathlon, allora Achille si nasconde nell'angolino e lascia fare. Così non va.
     

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