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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Si comincia, inevitabilmente, da lì: i danée. Un’intera stagione si programma, nelle strategie e negli obiettivi, parlando dal portafoglio. Inizia così anche il 2014/15 della Pallacanestro Varese: «I nostri responsabili del marketing sono al lavoro per darci al più presto un quadro preciso del budget a disposizione», spiega il direttore sportivo biancorosso, Simone Giofré.[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][b]La panchina innanzitutto[/b][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Per investire, bisogna sapere con certezza quanto si avrà in cassa. La società di piazza Monte Grappa non fa mai, per scelta rigorosa, passi più lunghi della gamba. Il caso Banks ne è un esempio: «Noi ci siamo messi l’anima in pace, abbiamo offerto quello che era nelle nostre possibilità, e non è neanche poco. Ora tocca a lui dare una risposta: non gli abbiamo messo eccessiva fretta». Già perché nel frattempo anche altre tessere del mosaico dovranno andare a posto. C’è la poltrona di presidente che deve trovare un nuovo occupante, dopo le dimissioni di Cecco Vescovi. E c’è da scegliere la guida tecnica, fra le voci che vorrebbero Gianmarco Pozzecco in panchinae la certezza del buon lavoro
    svolto da Stefano Bizzozi. Il puzzle prende forma partendo anche da lì. Prendete, per esempio, la vicenda Stoglin: «Avevamo necessità di un inserimento e tesserare l’americano è stata una mossa intelligente - sottolinea Giofré - Abbiamo valutato le sue potenzialità e abbiamo un’opzione per tenerlo con noi che scade il 30 giugno. Ecco perché possiamo aspettare ancora qualche settimana per prendere una decisione definitiva, in attesa di capire se ci sarà un nuovo allenatore, ed eventualmente di esaminare con lui il giocatore».
    [b]«Monitoriamo i college»[/b]
    Più che positive invece le risultanze tecniche per quanto riguarda Polonara e De Nicolao, legati a Varese ancora per una stagione, ma con la possibilità, da entrambe le parti, di esercitare il diritto di svincolo. «Si tratta di due giocatori che abbiamo valorizzato e che hanno fatto bene - dice il ds - La società è ben contenta di quanto possono ancora darci: poi è chiaro che le valutazioni di natura economica spetteranno a loro, sulla base, ancora una volta, del budget che avremo». Intanto, ci si darà la consueta occhiata intorno, a caccia di opportunità. Cominciando dalla realtà dei college americani, da dove è sempre possibile pescare talenti. «Abbiamo già i nostri report sul campionato Ncaa, lo seguiamo tutti gli anni analizzando i giocatori che mette in mostra». L’estate scorsa però si preferì puntare su chi già aveva conosciuto la realtà europea, come Hassell, Coleman e Clark: «Venivamo da una stagione esaltante, potevamo investire e abbiamo ritenuto che fosse la strategia migliore. Abbiamo sbagliato, ma dagli errori si impara sempre qualcosa». [/size][/font][/color]
     

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    Ultima uscita pubblica a Masnago per la Cimberio versione 2013/2014.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    La formazione biancorossa ha salutato sponsor, consorziati e tifosi prima del rompete le righe che archivierà definitivamente la stagione sportiva conclusa domenica scorsa a Roma. Dopo un aperitivo ristretto tra squadra e proprietari, i giocatori biancorossi sono usciti nell'area dell'ingresso parterre di Masnago dove è stato allestito un buffet con musica dal vivo. 
    Lontanissima l'atmosfera del giugno 2013 con oltre 1500 tifosi a salutare gli Indimenticabili affacciatisi su piazza Monte Grappa dal balcone della Camera di Commercio. Sono comunque arrivati oltre 200 supporters biancorossi per l'ultimo saluto ai beniamini del PalaWhirlpool: nonostante i molti addii annunciati tanti sorrisi e tante richieste di foto ed autografi, a conferma che il finale positivo dell'era Bizzozi ha rinsaldato il rapporto tra pubblico e giocatori. «I ragazzi sono stati bravi a compattarsi ed a diventare una vera squadra, mettendo in campo l'atteggiamento che i tifosi vorrebbero sempre vedere», ha confermato il coach veneziano nel commiato finale. 
    «Almeno nel finale di stagione la squadra ha saputo trasmettere belle emozioni, purtroppo non si è riusciti a raggiungere i playoff ma è stato importante lottare fino in fondo», ha aggiunto il sindaco Attilio Fontana, che per l'occasione si è mischiato tra consorziati e tifosi. Il più gettonato dai fans biancorossi è stato ovviamente Adrian Banks, nuovamente oggetto delle attenzioni e del calore di quel pubblico che spera tanto di poterlo rivedere per i prossimi due anni a Varese. Ma a far concorrenza alla guardia statunitense per le attenzioni dei tifosi è stato Bob Morse, ospite d'onore del congedo finale della Cimberio 2013/2014: «Essere qui mi fa sentire come a casa, ed in particolare tornare a Masnago, dove conservo i ricordi più belli, è sempre una grande emozione», ha affermato il plurititolato campione dei tempi di Ignis e Mobilgirgi, tra i più ricercati per le foto ricordo. 
    Assenti invece gli Arditi, che hanno affidato il loro messaggio finale ad uno striscione (Non vogliamo festeggiare questa stagione fallimentare, ma saremo sempre vicini a chi questa maglia vorrà onorare). Oggi inizierà la lista delle partenze con Stoglin ed Ere che faranno ritorno a casa; resteranno in città Affia Ambadiang, Mei e De Nicolao, che torneranno in palestra a lavorare con Stefano Bizzozi e il preparatore Armenise. Almeno fino a quando per il play di Padova e Polonara non arriverà la convocazione della Nazionale A, che anticiperà i tempi del ritiro di preparazione (1-8 luglio a Folgaria) e tra la squadra maggiore e la sperimentale che Attilio Caja porterà in Cina dovrebbe comunque coinvolgere per buona parte dell'estate i due azzurri della Cimberio. Ora l'attenzione si sposta verso la programmazione della stagione ventura: da qui a metà giugno gli argomenti centrali saranno la raccolta risorse per definire il budget e la scelta dell'erede di Cecco Vescovi alla presidenza della società. Auspicando che Banks, Bizzozi e Cimberio - tre figure da cui si vorrebbe ripartire, sia pur in ruoli diversi - possano essere le prime certezze del 2014/2015. 
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    La Cimberio 2013/2014 non si è fatta mancare nulla nel complicarsi la vita. A troncare le ultime chances di playoff è stato un episodio tanto sfortunato quanto imponderabile come il cozzo tra Banks e l'arbitro Paternicò che ha messo ko il miglior attaccante biancorosso nella fase clou della sfida contro Siena. Ma a mente fredda il presidente Cecco Vescovi prova a farsene una ragione: «Quell'episodio fortuito è stato il coronamento di una stagione sfortunata, al di là degli errori commessi. Per quel che la squadra ha messo in campo, probabilmente avrebbe meritato la vittoria, però recriminare su un fattore incontrollabile non serve a nulla».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Di certo lo spirito da battaglia che la Cimberio ha saputo trovare solo nel finale di stagione è quello che gli oltre 4.000 spettatori medi di Masnago avrebbero voluto vedere sin dalla prima partita di campionato. «Ribadisco che non mi è piaciuto vedere questo atteggiamento soltanto nella fase finale della stagione. Nel complesso il risultato finale rispecchia quel che abbiamo saputo esprimere, tra mesi di negatività e una conclusione con qualche segnale positivo ma comunque insufficiente per compensare gli errori precedenti. Nel complesso abbiamo pagato le tante occasioni perse per strada, prima fra tutte la sconfitta casalinga con Montegranaro».
    Per Varese è già tempo di guardare al prossimo anno, a partire dalla necessità di trovare l'erede di Vescovi alla presidenza della società: dopo aver accettato obtorto collo una proroga del mandato scaduto a giugno 2013 per altri 12 mesi, stavolta il dirigente biancorosso - che manterrebbe l'incarico di responsabile dell'area tecnica - è più che mai deciso al passo indietro: «I patti erano chiari fino da dicembre: allora, vista la situazione che si stava vivendo, mi sono messo a disposizione della società prolungando il mio mandato in scadenza fino al prossimo 30 giugno. Ma ribadendo chiaramente che non sono disposto a continuare oltre quella scadenza: trovo giusto un rinnovamento in certe cariche e non la vedo come una novità stravolgente. Gli altri membri del CdA sanno bene come la penso e toccherà a loro trovare una soluzione».
    E oltre alla scelta del suo erede, Vescovi indica un'altra priorità assoluta prima di muovere qualsiasi passo in ottica futura, al di là della proposta di rinnovo pluriennale con Adrian Banks: serve avere le idee chiare sul budget per stabilire strategie e programmi. «Prima di qualsiasi ragionamento sul futuro dovremo avere risposte certe da parte degli sponsor e del consorzio. Doveroso partire da Renzo Cimberio in questo giro di orizzonti che servirà per avere le idee chiare sulle nostre prospettive, auspicabilmente entro fine maggio. L'aspetto decisivo è come sempre legato al budget: rispetto ad altre situazioni a fortissimo rischio, noi abbiamo la garanzia di proseguire l'attività e questo è il successo più importante. Però facciamo parte di un movimento basket che ogni anno fa sempre più fatica a trovare risorse, dunque le prospettive per il futuro dipendono interamente da quanto si avrà a disposizione. Prima di fare qualsiasi passo dobbiamo capire come e con chi andare avanti: sono valutazioni doverose per fare chiarezza su aspetti molto importanti per la società. Dopodichè affronteremo l'aspetto sportivo, partendo dalla scelta dell'allenatore».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Fuori splendeva ancora il sole mentre dentro era già scesa malinconica la sera. Eppure Masnago, generosa d'affetto, pur senza gloria, applaudiva l'amata squadra a scena aperta riconoscendole l'estremo sforzo per aver provato a ribaltare l'esito di un campionato mal vissuto e poco onorato. Ogni calcolo playoff è diventato evanescente in meno di due ore di fronte a una Montepaschi di valore superiore ed ai risultati delle scoppiettanti antagoniste, dovendo accettare come sentenze lapidarie i successi di Roma, Reggio Emilia, Caserta e Pistoia. Morale, hanno vinto tutte tranne Varese il cui osare, fors'anche velleitario, era giustificato da una chance legittimamente coltivabile. Ci si è alzati troppo tardi per essere puntuali a un appuntamento cui non bisognava tardare, basti pensare alla tragica sconfitta in casa patita da Montegranaro per capire come, in fondo, questa squadra se la sia cercata pur piacendo molto per coesione, pathos e orgoglio nell'ultimo mese e mezzo. Qualità queste che la Cimberio ha messo in campo anche domenica, soprattutto in difesa, insomma laddove non affiorano i limiti tecnici di questo o quel giocatore se esiste il furore di un drappello ardito e determinato. Che ha però sbattuto contro l'ostacolo decisivo, nella partitissima dell'anno, dovendo ammettere la maggior qualità di Siena la quale ha fatto valere alla distanza la propria nutrita serie di valori individuali non senza quell'assetto di forza che il valente Crespi ha cercato con raffiche di cambi nelle pieghe della gara.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    La Cimberio può, tuttavia, recriminare per la perdita di Banks, finito kappaò in una violenta e fortuita collisione con un arbitro, anch'egli finito in infermeria e mai più rientrato. Ma se la Cimberio, sul più bello, ha dovuto rinunciare al suo fromboliere, a Siena è mancato Paternicò, almeno dando retta alla tifoseria biancorossa, scatenata nei suoi confronti per decisioni ritenute faziose, a favore dei toscani. Battutaccia a parte, non ci pare che Siena, ancorché priva nell'occasione di Green, abbia rubato.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Sta dunque per finire in archivio una stagione nata male, continuata peggio e finita con un incolore decimo posto al di là di quell'elogiabile sussulto che, se avesse avuto successo, avrebbe mitigato il giudizio finale, seppur implicato in una serie di scelte sbagliate. Sette posizioni sotto rispetto alla scorsa stagione la dicono lunga sullo scarso appeal tecnico di Varese in un campionato sempre più calante (se non crollante) nei suoi valori complessivi. Ce n'è per tutti o quasi, volendo disquisire senza sentimentalismi, compresi alcuni intoccabili della cosiddetta vecchia guardia come lo spuntato Ere e l'enigmatico Sakota (senza più l'identità di tiratore, né carne né pesce pur liberatosi del tiranno Frates), i quali hanno pagato il peso di protagonisti pretesi in un non trascendentale contesto di squadra. La stessa rigidità di Frates mal s'è attagliata a elementi abituati a ben altra atmosfera non riuscendo il coach milanese a far lievitare quei valori più o meno accettati al suo arrivo. Aspettando l'eccitante Pozzecco resta agli atti l'encomiabile opera di Bizzozi (foto Blitz), capace di rasserenare gli irrequieti e nascondere, per quanto abbia potuto, i limiti di questa squadra dandole forza nella sua ordinarietà. Poche sono le certezze: l'una riguarda De Nicolao, ribaldo e convincente anche contro atleti di talento come Haynes e Cournooh, quindi eleggibile tra i prossimi uomini di punta, l'altra risalta Polonara che abbiamo apprezzato più in questa stagione, per linearità di rendimento (segno di maturazione) che nella passata, ancorché esaltata da qualche prodezza volante.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Ora s'inizia a voltare pagina... [/size][/font][/color]

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    È Adrian Banks lo sportivo più amato dai tifosi di Varese. La guardia di Memphis ha ricevuto ieri sera alle Ville Ponti il premio VareseSport, assegnato al campione più votato tra i sei  candidati della stagione 2013/2014. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Il giocatore americano della Cimberio ha preceduto in volata Valentina Arrighetti, stella della Yamamay Busto Arsizio vice-campione d'Italia di pallavolo femminile. 
    Una ulteriore dimostrazione dell'affetto che i supporters biancorossi nutrono nei confronti del 29enne esterno, capace di riportare il sorriso al PalaWhirlpool dopo un avvio di stagione difficilissimo. Nell'annata in cui gli Indimenticabili dell'era Vitucci non sono riusciti a tenere fede alle aspettative estive, l'unico ad alzare il livello delle sue prestazioni rispetto al 2012/2013 è stato proprio Banks, richiamato d'urgenza a fine novembre dello scorso anno dopo un divorzio senza neppure un saluto a giugno. Ma la versione 2.0 di Banks ha fatto breccia nel cuore dei tifosi: non solo per il suo eccellente rendimento tecnico (quinto miglior marcatore della serie A a 17,2 punti di media), ma anche per la carica con la quale ha sempre cercato di galvanizzare l'ambiente attraverso un atteggiamento molto più aperto e disponibile nei confronti della gente di Varese. 
    E se i tifosi amano Banks, come hanno dimostrato votandolo in massa nel sondaggio online e con l'ovazione finale di domenica quando ha ritirato il premio di MVP per il match con Siena uscendo in borghese dagli spogliatoi con un cerottone a coprire i punti di sutura sopra l'occhio destro, la sensazione è che il sentimento sia reciproco. E dunque che  la guardia di Memphis sia pronto a dire si all'offerta della società di piazza Monte Grappa: qualche settimana fa su queste colonne il presidente Cecco Vescovi aveva confermato che Varese si era mossa per il rinnovo del contratto del giocatore del 1985. Una proposta a lungo termine (si parla almeno di un biennale) per convincere Banks ad essere il punto di partenza di qualsiasi strategia futura; certo la stagione in ascesa dello statunitense (da 13,9 punti col 29% da 3 e 1,3 assist a 17,2 punti col 47% da 3 e 2,0 assist) potrebbe farne un uomo-mercato per club con disponibilità economiche superiori a quelle della società biancorossa. Ma il feeling  tra  città e  giocatore, favorito anche dall'accoglienza eccellente per il figlioletto Drizzy, paiono in grado di fare la differenza inducendo l'americano ad accettare l'offerta. 
    La stabilità che Varese può garantire ad un atleta di 29 anni è un carta importante da giocare per mettere un primo punto fermo nella costruzione della Cimberio che verrà. E in questi ultimi anni di turnover frenetico col mercato sempre aperto, trattenere Banks per almeno altre due stagioni farebbe della guardia di Memphis un riferimento importante per l'intero ambiente. L'ultimo straniero rimasto per 4 anni consecutivi a Varese è stato Richard Petruska, il centro slovacco che giocò con la maglia biancorossa dal 1994 al 1998. Ora l'auspicio dei tifosi e della società è che Banks possa fare altrettanto: l'ultima parola spetta al giocatore.
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    Playoff addio, con tanti rimpianti. Il più fresco è legato alla capocciata fortuita Banks-Paternicò, ultimo episodio avverso di una stagione nella quale la Cimberio non ha avuto mai buoni rapporti con la fortuna. Ma tra errori, correzioni in corsa e passi falsi casalinghi evitabili, la lista delle occasioni sprecate è davvero lunga. Così Varese interrompe la sua striscia di 3 playoff consecutivi, e chiuderà la stagione domenica a Roma dopo 30 giornate di stagione regolare come non capitava dal 2009/2010. Un epilogo amaro per un' annata partita con ben altri auspici da parte dei 3167 abbonati di Masnago: dal primo posto della regular season 2012/2013, i biancorossi scivolano al decimo (già aritmeticamente decretato), pagando il ritardo accumulato a causa dei troppi errori estivi. Tutti aspetti dei quali fare tesoro per programmare un futuro diverso: come tanti club di una serie A sempre più povera di risorse la "battaglia del grano" in pieno svolgimento sarà decisiva per delineare budget e prospettive per la prossima stagione. Anche se l'applauso convinto e i cori reiterati del PalaWhirlpool nei confronti di Adrian Banks, di gran lunga il migliore tra i giocatori della stagione 2013/2014, fanno capire chiaramente chi sarebbe il pilastro della ricostruzione nei sogni dei tifosi. La società ha già fatto la sua mossa due mesi fa con una proposta di rinnovo pluriennale adeguata alle sue possibilità, ora toccherà al giocatore (e soprattutto al suo agente) capire se il mercato offrirà alternative migliori non solo sul piano economico ma anche tecnico. Ma prima di muoversi su qualsiasi altro fronte c'è da mettere a fuoco l'aspetto del budget e dell'organigramma societario, con la scelta del nuovo presidente della Pall.Varese legata alla volontà ferma di Cecco Vescovi di dedicarsi interamente all'area tecnica. Solo dopo aver oliato a fondo i meccanismi di una società che quest'anno ha avuto le sue difficoltà al pari della squadra si inizierà a programmare il futuro. Partendo ovviamente dall'allenatore: sono tanti gli indizi che fanno pensare a Gianmarco Pozzecco come la prima scelta per[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    la panchina di Varese versione 2014/2015, magari sfruttando l'esperienza e le capacità in palestra di Stefano Bizzozi per affiancarlo con un assistente di provata affidabilità. Scelta chiaramente affascinante non solo per l'amore incondizionato che i tifosi provano ancora per il play dei Roosters della Stella, ma anche per il suo stile "alla Recalcati" o "alla Sacchetti" particolarmente adatto al palato dei tifosi varesini, votati al basket-spettacolo. Ma intanto il "Poz" è impegnato nei playoff di DNA Gold con la sua Capo d’Orlando (e se salisse sul campo e poi rimanesse in Sicilia, come accadde nel 2009/2010 con Sacchetti "promesso" a Varese e poi promosso con Sassari?). Ma soprattutto, se Poz dovrà essere, lo sia per convinzione nelle sue qualità presenti e future, costruendo una squadra adeguata al suo modo di intendere il basket. E non certo per cavalcare l’onda di una "vox populi" che ha già abbondantemente mostrato i suoi limiti nell’amore incondizionato di quest’anno per gli "Indimenticabili".[/size][/font][/color]
     

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](4 punti; 2/4 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Nelle mai banali chiacchierate alla balaustra della tribuna stampa durante l'intervallo, Lucaweb lo descrive come un “giocatore da CSI”. Giudizio sintetico, mirato, esaustivo. Con tutto il rispetto per chi, nonostante età ed acciacchi, decida di non appendere le scarpette al chiodo.
     
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](2 punti; 1/3 2p; 0/0 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 4,5. [/b]Da Siena a Siena, transitando nel vuoto cosmico. Possiamo descrivere così l'involuzione degli ultimi dodici mesi del guerriero balcanico, ancora una volta vinto da equivoci tattici, malumori con sé stesso, limiti agonistici. Sessantadue centesimi per la gloria, poi più nulla di eclatante.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](2 punti; 1/4 2p; 0/2 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Ci mette una voglia matta, mordendo i polsi degli avversari e correndo come un furetto. I numeri del tabellino non possono riassumere il validissimo lavoro sporco, eppure sarebbe ipocrita non citare i suoi disastri in attacco. Sufficienza per l'impegno profuso.
     
    [b]ADRIAN BANKS [/b](14 punti; 2/3 2p; 2/4 3p; 4/4 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Con lui in campo, i due punti sarebbero rimasti nel taschino di coach Bizzozi. Adrian esce dal campo come una creatura mitologica: ferita ma non battuta, compita ma non mesta. La [i]standing ovation [/i]di Masnago è un invito a tenerci compagnia anche il prossimo anno.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](11 punti; 3/4 2p; 1/6 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]In alcuni momenti trascina i compagni e la folla verso picchi di pallacanestro sublimi. Peccato che si perda a cavallo del terzo e del quarto periodo: ferri maligni, fraintendimenti nel servire i compagni, regia farraginosa. Nel finale è l'ultimo a mollare.
     
    [b]TERRELL STOGLIN [/b](12[b] [/b]punti; 2/4 2p; 2/6 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]La sua prova è enigmatica come un rebus senza aiuti. Ha la faccia tosta di osare, finendo per strafare. Per lunghi minuti diventa il perno dell'attacco biancorosso. La palla entra sì e no, ma qualche spunto per il collettivo non manca (5 assist ed altrettanti rimbalzi).
     
    [b]LINTHON JOHNSON [/b] (8 punti; 4/7 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Undici palloni agguantati nei cieli, di cui ben sei in attacco, sono un ragguardevole biglietto da visita per il totem. Gli “schiaccioni” perentori sono frutto delle belle assistenza dei compagni, il fallo tecnico è una pignoleria della terna arbitrale.
     
    [b]EBI ERE [/b] (3 punti; 1/4 2p; 0/1 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 4. [/b]Una stagione intera, passata a cercargli alibi più o meno attendibili, ci ha francamente logorato. Quel che resta del capitano è un omone mogio, indeciso, goffo. Comincia male e finisce forse peggio, nascondendosi nel momento del bisogno.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](8 punti; 2/5 2p; 0/3 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Si trova a dover gestire palloni scomodi in post basso: Varese corre poco e non può dare sfogo alla[i] verve [/i]del suo airone. In trincea mena le mani e strappa alcuni palloni con i denti, lasciando nello spogliatoio gli ammennicoli.

  • Nicolò Cavalli
    Ancora una volta i sogni di gloria prealpini annegano nella marea bianco-verde. Pur senza i rimpianti da notte insonne patiti la scorsa stagione (con gli incubi della finale di Coppa Italia e di gara 7 di semifinale play-off), il pomeriggio del popolo varesino viene rovinato dal colpo di reni di una Montepaschi al solito tenace, pragmatica, volitiva. La chiave sta forse nella botta tremenda che Banks patisce all'inizio del quarto periodo: elemento che si propone come discriminante all'interno di quarantacinque minuti di equilibrio e lotta spasmodica. Cuore e attributi valgono gli onori delle armi, d'altro canto non bastano per coltivare l'utopia della [i]post season[/i].
     
    [i][b]Primo periodo in trincea. [/b][/i]Gli ospiti, ridimensionati nel monte ingaggi ma sempre dotati di un [i]roster[/i] di ottima consistenza, pigiano sull'acceleratore con Hunter: 4-7. La Cimberio regge l'urto in difesa però fatica terribilmente nella metà campo avversaria, laddove le rinunce a tiri aperti si tramutano in palloni in [i]parterre[/i]. Dopo il guizzo di De Nicolao - tripla in transizione per il pareggio - la contesa sale di tono e i contatti fisici divengono serrati: il leonino Banks e ancora il play veneto incendiano di entusiasmo Masnago (platea meno numerosa di altre volte ma capace di emettere decibel assordanti). Il quintetto di Bizzozi declina un paio di minuti di poesia, con Polonara e Johnson a scrivere rime baciate per il momentaneo 17-11. Crespi sfoga la sua rabbia in una sospensione tecnica, stimolando a dovere i detentori dello Scudetto: Janning e Cournooh ricuciono fino al meno uno della prima pausa.
     
    [i][b]Non è uno sport per signorine. [/b][/i]Banks approccia il nuovo periodo con una tripla dall'angolo e con un [i]alley oop[/i] per il Presidente, quindi Stoglin rincara la dose mettendosi in proprio (25-16). Scekic e Sakota fanno rifiatare con profitto le torri titolari, la Montepaschi perde fluidità e più di una volta opera con le maniere forti: gli appassionati del PalaWhirlpool, in rigurgiti di sana partigianeria, si calano per qualche minuto nel clima bellicoso di una primavera fa. Varese tocca la doppia cifra di vantaggio grazie a Rush (finalmente in gol dopo aver colpito l'intero scibile umano di ferri, tabelloni, strutture portanti del canestro e della tribuna), quindi l'esperienza e la malizia dei toscani riportano la sfida sui binari dell'equilibrio. Viggiano e Hunter siglano il 33-28 mentre i prealpini, in debito d'ossigeno, gestiscono approssimativamente gli ultimi possessi.
     
    [i][b]Botte e risposte. [/b][/i]L'avvio di ripresa non brilla per velocità di manovra ed acume nelle scelte; buon per la Cimberio che Banks ed Ere peschino comunque dalla raccolta differenziata (leggi extra-possessi da rimbalzi offensivi, ben otto nella frazione) i canestri del 40-33. De Nicolao sbaglia due triple che sarebbero valse la fuga e si macchia per generosità del terzo fallo, i compagni sopperiscono alzando barricate in difesa. Sul più sette Linton Johnson arpiona l'ennesimo pallone nel pitturato offensivo, ma la sfera scivola fuori. Proteste, nella media delle reazioni da tensione agonistica, e fallo tecnico comminato dall'arcigno Paternicò: la MPS assomma un break 0-5 con la tripla all'angolo, ferale, di Janning. Il finale di terzo periodo è al fulmicotone, dardi di Banks e Stoglin, inframezzati dalle entrate di Ortner e Viggiano. La sirena, in concomitanza del 48-45, serve a riordinare le idee e a placare i bollori.
     
    [i][b]Illusioni, saluti e ringraziamenti. [/b][/i]Il rush conclusivo inizia con tinte grottesche. Dopo un bel contropiede di Banks e Polonara, Adrian si scontra fortuitamente nella corsa con l'arbitro Paternicò. Segno del destino? L'uomo in arancione viene soccorso tra fischi e insulti stigmatizzabili, il numero 9 di casa esce claudicante e con il ghiaccio sulla nuca. Un paio di errori imperdonabili in regia offrono all'ammiraglio Nelson e all'italoamericano Viggiano spazi per il pareggio, manifestatosi a quota 50. Haynes, già decisivo a gennaio nel confronto d'andata nella città del Palio, dipinge schizzi di classe sulla scorbutica tela della volata; il torello Stoglin attacca a testa bassa, riportando Varese con il naso davanti (60-59). Terrell a tratti sembra Banks, a tratti un folle preso da un campetto del Bronx: i suoi liberi valgono il 64-61, con il rimpianto del più 5 annullato da un fischio galeotto (sfondamento di Sakota). La tripla del pareggio arriva puntuale con Carter, quindi Haynes sulla sirena non smuove il 64-64.
    L'[i]overtime [/i]risuona[i] [/i]però come il proverbiale canto del cigno. La spia della riserva non mente, Ere pasticcia inopinatamente sui due lati, l'assenza di Banks non può essere controbilanciata dagli ultimi sussulti della coppia De Nicolao-Polonara. Siena controlla con esperienza e taglia il traguardo a braccia alzate, involandosi verso il secondo posto in stagione regolare: bottino eccellente, visti i travagli di società e sponsor.
     
    A Varese rimane solo il sapore dei rimpianti dei tanti, troppi, intoppi incontrati da ottobre ad oggi: gli americani cambiati in corsa, il tardivo siluramento del Maestro Frates, l'infortunio capitato stasera all'uomo faro Banks, crollato a terra sul più bello. Epilogo di una stagione amara, addolcita dal coro “siamo sempre con voi” levatosi dalle tribune: una verità sacrosanta ed unico fiore all'occhiello di una primavera senza play-off.

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]La prima volta come MVP di una gara per Andrea De Nicolao (foto Blitz) è arrivata quasi fuori tempo massimo: contro Cremona, potenzialmente penultima partita della stagione. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Di fronte alla Vanoli il play della Cimberio ha mandato in archivio una prestazione di alto livello - 16 punti, 4 rimbalzi, 5 assist, 21 di valutazione -, e, più importante, una leadership diffusa lungo tutto il match. 
    «Sto bene e, come l'intera squadra, mi sento in crescita dice De Nicolao -. Contro Cremona tutti, tifosi e addetti ai lavori, hanno potuto apprezzare i miglioramenti costanti che, ormai da qualche settimana, questo gruppo sta mettendo in mostra. Progressi che si misurano sia in termini tecnici, sia per ciò che riguarda mentalità e modo di stare in campo, sia nei numeri. Là dietro, adesso, tecnicamente abbiamo più presenza dentro l'area, rotazioni più efficaci e aiuti dal lato debole che scattano in modo più puntuale. Mentalmente siamo più solidi, accusiamo meno cali, riusciamo a capire quando è il momento di stringere le maglie e cambiare marcia in difesa. Abbiamo finalmente raggiunto una buona identità difensiva e proprio le gare recenti contro Caserta, Bologna e Cremona, vinte spremendo spirito di sacrificio e determinazione, confermano i passi in avanti. Infine, quello che conta di più, i numeri: le cinque vittorie ottenute nelle ultime sei giornate dicono che la Cimberio ha svoltato e rimesso in carreggiata una stagione che sembrava fosse destinata solo alla delusione. Oggi, invece, seppure parzialmente, abbiamo sepolto il passato, siamo ancora in corsa e penso che il pubblico stia apprezzando i nostri sforzi e la voglia di chiudere bene il campionato». 
    Okay: Varese è ancora in corsa, ma intanto Caserta da un lato e Pistoia dall'altro non perdono terreno, anzi 
    «E se vi rispondessi che, ad oggi, l'avversaria sulla quale puntare potrebbe essere Reggio Emilia? Così, evitando ogni commento sui risultati strani verificatisi nell'ultimo turno, aggiungo che la Grissin Bon è attesa ad un calendario difficilissimo (Venezia in trasferta, Cantù in casa, chiusura ad Avellino ndr) e la nostra idea, oltre ovviamente a vincere le ultime due partite, è quella di agganciare un gruppetto di squadre e andare ad una mega-classifica avulsa che ci vedrebbe in vantaggio». 
    Intanto, in attesa di capire come evolverà la situazione, contro Cremona si sono visti interessanti esperimenti tattici, vedi l'uso dei tre piccoli con Stoglin, Banks e lei in campo insieme. 
    «Mi piacerebbe poter sussurrare che si tratta di grandi manovre in vista dei playoff ma, in questo momento, è meglio usare cautela, pensare solo al futuro immediato e restare concentrati sul match, fondamentale, di domenica prossima contro Siena». 
    Già, Siena: impressionante vederli ancora così in alto... 
    «Non è una cosa che mi sorprende perchè quella toscana è una grande squadra, completa e attrezzata in ogni ruolo, composta da dodici giocatori esperti, con una fortissima matrice difensiva e come succede sempre in casi del genere con straordinarie motivazioni personali. Per me, per noi, sono sempre i Campioni d'Italia: batterli e strappargli lo scudetto dalle maglie conclude - sarà dura per tutti».
    Massimo Turconi[/size][/font][/color]
     

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