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VareseFansBasketNews

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    Tra il fiato corto della cronaca e il respiro della riflessione trova spazio il riconoscimento per uomini che vogliono essere padroni del loro destino. Il riferimento ai biancorossi di Bizzozi è automatico, anche se, visti i risultati di Caserta a Sassari e di Pistoia a Roma (come pugni nello stomaco), la loro sorte, seppur con un eventuale percorso netto, dipenderà da altre storie. Pensando ai play off non cambia nulla: la lanciata Varese (quattro successi nelle ultime cinque gare) dovrà vincere le prossime partite (insidiosissima quella contro Siena a Masnago, poi il match con una calante Roma nell'Urbe) e vedersela con i verdetti che riguarderanno Pistoia (a Bologna, poi in casa con Caserta) e i campani (che ospitano Cremona per chiudere in Toscana). [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    C'è peraltro una possibilità vagante che coinvolge Reggio Emilia nei cui riguardi vanta un 2-0 nei confronti diretti che, in un eventuale arrivo in parità, spaccherebbe l'equilibrio a suo favore e sul cui conto sapremo di più giovedì a Venezia trovando poi gli emiliani, Cantù a domicilio e Avellino in Campania. Morale, tre posti per cinque squadre evocano un finale ricco di pathos, ancorché incalcolabile. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Una cosa è certa: Bizzozi e i suoi uomini hanno la coscienza a posto nell'aspirare a una chance. Seppur in una gara tecnicamente non trascendentale a parte qualche arabesco volante, lo hanno dimostrato contro una pericolosetta Cremona, soggiogata grazie a un'encomibaile reattività, soprattutto sui palloni vaganti. Segno di una determinazione che, a questo punto della stagione, diventa una proprietà per atleti che tengono all'amore, proprio e dei loro tifosi. Come metterci la faccia ma, soprattutto, l'anima: così non fan tutti mentre qui regge un certo attaccamento, auspice un'atmosfera che solitamente fa di Varese, nonostante tutto, una piazza speciale. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Un encomio solenne lo merita, per esempio, l'acclamato De Nicolao il quale, a piè sospinto, vuol dimostrare di poter essere un uomo di punta. In altre parole, il play titolare anche per l'avvenire, ambizione questa che lo anima puntigliosamente. La sua voglia di leader, comprovata da diverse esibizioni, è condivisibile nell'attuale squadra, forse un po' meno in quella futura augurandocela superiore nei suoi valori, magari con un play americano con le caratteristiche, per così dire, di Ragland ma non senza un De Nicolao meravigliao e, ugualmente protagonista. Per la prima volta s'è apprezzato, per quel che può valere, Stoglin dovendogli riconoscere un apprezzabile contributo. Ancora una volta Banks (foto Blitz), seppur a sprazzi, ha deliziato la platea con prodezze, puntualmente, dedicate ai tifosi con gesti delle mani che vogliono comunicare una condivisione di orgogliosa appartenenza. Un rapporto idilliaco, non c'è che dire, peccato che Adrian non si decida a suggellarlo per il futuro mettendo nero su bianco; di mezzo c'è anche un agente che, temporeggiando di fronte al pressing della Pall. Varese per il rinnovo del contratto, cerca di far gli interessi del suo assistito e propri in attesa di eventuali danarose avances di altri club, come accadde per Green e Dunston, autentiche star di Varese la scorsa stagione. Un elogio lo merita Polonara che, se non più esaltato come un tempo dagli spalti (ma in quella squadra le magie volanti valevano un piacevole contorno), esprime un certo rendimento nella linearità a dimostrazione di una maturità sofferta e in continuazione. Infine un'annotazione la merita Bizzozi la cui guida sta portando punti e speranze ma, soprattutto, quella serenità che è servita a sterilizzare malesseri vari e a fior di pelle. [/size][/font][/color]

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    Varese fa tris contro Cremona, ma le contemporanee vittorie di Caserta e Pistoia complicano il sogno playoff della Cimberio. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Che ora dovr battere Siena e Roma, sperando nel sorpasso in extremis nei confronti dell'Acea, oppure in due sconfitte nelle tre gare ancora in programma (compreso il recupero di Venezia) da parte di Reggio Emilia. 
    Il presidente Cecco Vescovi esorta la squadra a crederci fino in fondo: «Purtroppo il risultato finale non è solo nelle nostre mani, ma dipende anche dai risultati delle dirette avversarie - la sua constatazione -. Certo con la sconfitta in casa di sabato pure Roma è coinvolta nella volata playoff, anche se visto il 2-0 negli scontri diretti noi dobbiamo fare corsa su Reggio Emilia. Chiaro però che qualsiasi ragionamento non può prescindere dalla nostra vittoria con Siena». 
    E dunque il match di domenica sera contro la seconda forza Montepaschi è una tappa obbligata per tenere vive le speranze playoff: «È la sfida determinante per capire se poi all'ultima giornata potremo giocarci il tutto per tutto a Roma. Una partita molto impegnativa contro una squadra in lotta per il secondo posto, dunque a differenza delle ultime avversarie incontrate, avrà motivazioni elevate. Un test importante per valutare la portata dei nostri progressi: se vogliamo credere nei playoff servirà una impresa».
    E dopo le 5 vittorie nelle ultime 6 gare, ottenute però contro squadre di fascia media o bassa, la sfida contro la MPS servirà dunque per verificarsi contro una big per provare a sfatare un tabù contro le squadre che occupano i primi sei posti della classifica (0-10 totale nelle sfide con Milano, Siena, Cantù, Brindisi, Sassari e Roma): «Sicuramente adesso  corriamo di più, muoviamo meglio la palla - fa notare - e in questo modo riusciamo a coinvolgere un po' tutti nella manovra: un passo avanti che si è manifestato anche in difesa, dove la maggior coralità ha fatto in modo che tutti facessero un passo in più. Probabilmente l'obiettivo playoff da centrare in extremis ha creato un certo spirito all'interno del gruppo che sta cavalcando l'onda emotiva». 
    Vescovi rimanda invece a bocce ferme qualsiasi valutazione sulle strategie future legate alle conferme, con l'eccezione di quella di Stefano Bizzozi: «Inutile parlarne adesso - così il massimo dirigente varesino - perché ci sono troppe variabili su cui riflettere: qualsiasi valutazione complessiva va rimandata a fine campionato. Di certo però le idee si formano sull'arco dell'intera stagione e non su due partite. In ogni caso, poi, qualsiasi scelta sarà legata alle disponibilità economiche, alle strategie della società ed ai desideri dell'allenatore. Certamente terremo conto di queste gare, ma avere certezze oggi è impossibile. Bizzozi? Lo considero un allenatore della società, prima di tutto perché si tratta di una persona di un certo livello, e di conseguenza di una risorsa preziosa qualunque sia il suo ruolo per il prossimo anno». 
    Valutazioni rimandate a bocce ferme anche sulla stagione in corso, comunque non soddisfacente anche in caso di playoff acciuffati in extremis: «Un finale di annata  senza stimoli né obiettivi sarebbe stato avvilente. Ora abbiamo la possibilità di giocare per qualcosa fino all'ultimo, anche se di sicuro non possiamo dirci soddisfatti di questa stagione. Al di là di come andrà a finire la rincorsa playoff, è stata un'annata problematica sia a livello sportivo sia  societario. Anche su questo discorso - la conclusione di Vescovi - faremo le valutazioni necessarie a fine campionato».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Varese vince, ma i playoff si allontanano. Sempre più difficile la rimonta della Cimberio alla luce delle imprese “fuori pronostico” di Pistoia e Caserta sui campi di Roma e Sassari. A 80 minuti dalla conclusione della stagione regolare, la squadra di Bizzozi non ha più margini di errore: per sperare ancora nell’ottavo posto dovrà battere Siena ed Acea, rispettivamente seconda forza del campionato ed una delle “sei sorelle” di vertice che all’andata aprì ufficialmente la crisi biancorossa portando al cambio Hassell-Johnson. E arrivare a quota 30 punti potrebbe anche non bastare, visti gli scontri diretti negativi sia con la Pasta Reggia che con la Giorgio Tesi Group, che comunque all’ultima giornata saranno opposte in uno spareggio vero e proprio. A questo punto Varese non può più fare calcoli, ma deve sono vincere e sperare. In ogni caso però è un finale di stagione in grado di offrire ancora dei contenuti, di classifica e non solo: cosa quasi impensabile dopo lo scivolone casalingo contro Montegranaro che aveva generato lo “psicodramma” di un possibile coinvolgimento nella zona retrocessione. Alla fine la svolta dopo il tonfo con la Sutor ha portato 5 vittorie nelle ultime 6 gare, con il solo derby di Cantù (affrontato senza Linton Johnson) “steccato” malamente da una squadra che ha trovato coesione e spirito di sacrificio dopo il divorzio dal “corpo estraneo” Clark. E ora sta trovando anche un regista in grado di garantire personalità ed ordine: i progressi di Andrea De Nicolao nel ruolo da titolare sono spunti importanti anche in ottica futura per una Cimberio che potrà costruire il futuro anche sulla base dei riscontri[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    espressi dal presente. Il discorso vale anche per Stoglin, efficace complemento del play di Padova e di un Banks sempre più leader e non solo in attacco. Certo potrebbe esserci iil rischio che il regista del 1991 e la guardia di Memphis possano "monetizzare" altrove questo finale da protagonisti. Ma sebbene le valutazioni in chiave futura vadano effettuate sull’arco dell’intera stagione, e non soltanto sull’onda emotiva della parabola ascendente attuale, c’è comunque
    materiale col quale ragionare per mettere le basi della Varese che verrà. Il futuro non ruota attorno alla volata playoff, ma ad una "battaglia del grano" largamente anticipata rispetto allo scorso anno solare che deve portare le risorse necessarie per evitare ulteriori "spending review". Intanto però il finale di stagione all’inseguimento dei playoff, riproponendo una squadra "gagliarda" sul piano della coralità e dell’unità di intenti, ha permesso alla Cimberio di restituire il sorriso ai tifosi del PalaWhirlpool, attestatisi con regolarità oltre quota 4mila presenze anche in una stagione vissuta costantemente nella metà bassa della classifica. E per la sfida di domenica contro Siena, anticipata dalla lussosa amichevole di giovedì contro il CSKA Mosca di Ettore Messina, ci sarà certamente un colpo d’occhio da playoff. Dopo aver battuto una lunga serie di squadre di media o bassa classifica, sarà il vero esame di maturità per capire se la Cimberio attuale andrà rifondata o ritoccata per la stagione ventura.[/size][/font][/color]
     

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](2 punti; 1/4 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Tocca apici di svogliatezza, simili a quelli di inizio anno, in controtendenza rispetto ai timidi segnali di risveglio primaverili. Getta al vento le ghiotte assistenze dei compagni ed arpiona soltanto i rimbalzi che gli piovono addosso. Pigro.
     
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](4 punti; 1/1 2p; 0/2 3p; 2/2 tl), [b]VOTO: 5. [/b]Spettatore non pagante (quanto meno avrebbe potuto versare i cinque euro per celebrare le sempre allegre giornate dell'abbonato) per lunghi tratti, viene gettato nella mischia nel momento [i]clou.[/i] Sopravvive senza mai entusiasmare, la gloria è per gli altri.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/3 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Discreto impatto nel secondo quarto con compiti di rottura e di difesa. Peccato per l'abulia offensiva: quando lo vediamo tirare in maniera sbilenca dal perimetro, vorremmo suggerire allo staff tecnico di legarli le mani.
     
    [b]ADRIAN BANKS [/b](18 punti; 4/8 2p; 2/4 3p; 4/4 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Meno preciso di altre volte nelle esecuzioni, strappa applausi per il cuore e l'abnegazione. Sei falli subiti, palloni recuperati dalla spazzatura, passaggi incisivi ai compagni. Fosse per noi, bisognerebbe prolungargli il contratto prima di proposte lucrose provenienti da altri lidi.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](16 punti; 2/4 2p; 4/7 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]MVP indiscusso della partita. Apre con ispirazione balistica dall'arco, corre e difende in maniera arcigna, nella fase critica prende un rimbalzo offensivo timbrando un canestro d'oro. Punti e personalità a servizio della squadra.
     
    [b]TERRELL STOGLIN [/b](13[b] [/b]punti; 3/8 2p; 2/3 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Risulta essere il migliore del “secondo quintetto”. Non gli manca la faccia tosta e spesso la logica delle soluzioni è imperscrutabile. D'altro canto mette in luce una confortante bidimensionalità che crea grattacapi alla difesa cremonesi.
     
    [b]LINTHON JOHNSON [/b] (8 punti; 4/10 2p; 0/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]13 rimbalzi, 3 roboanti stoppare, perfino un paio di assist. Fin qui tutto bene. Poi il cervello ripercorre il film della partita del Presidente, vissuta sul perenne ossimoro dei tiri sbagliati da mezzo centimetro e delle triple improvvide gettate al vento. Ondivago.
     
    [b]NICOLA MEI[/b] (0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: s.v. [/b]Positivo per l'aiuto, da onesto gregario, offerto ai compagni.
     
    [b]EBI ERE [/b] (8 punti; 1/3 2p; 2/6 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Nei primi trentasette minuti meriterebbe un debito formativo senza appello: lento, falloso, testardo, distratto. All'ultima interrogazione dell'anno decide di fare il secchione: quando la Vanoli vuole vincerla, lui ruba un pallone con i denti e brucia due volte la retina dall'arco.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](9 punti; 4/6 2p; 0/2 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Nel momento migliore di Varese, nel cuore del terzo periodo, diverte il pubblico con sprazzi di classe assieme ai compari Banks e De Nicolao. Per il resto si mantiene pacato e misurato, annullandosi a vicenda con le ali ospiti.

  • Nicolò Cavalli
    In una rivisitazione moderna del supplizio di Tantalo, Varese coglie il quinto successo nelle ultime sei gare trovandosi, paradossalmente, ancor più lontana dall'orizzonte dei play-off. Dopo mesi trascorsi a mietere sconfitte senza perdere terreno da pretendenti alla [i]post season[/i] poco ispirate, la Cimberio targata Bizzozi (cui va un plauso per una gestione dello spogliatoio concreta e priva di mugugni) si deve confrontare con le lanciatissime Caserta e Pistoia: i successi colti da campani e toscani, rispettivamente, a Sassari e Roma lasciano amareggiati, pur facendo parte di logiche motivazionali tipicamente primaverili. Quante speranze di accedere al gran ballo dello otto damigelle rimangono in vita? Poche ed effimere, ma sarà doveroso lasciare sul parquet ogni goccia di energia.
     
    [i][b]All'acqua di rose. [/b][/i]La Cimberio sterza da un inizio approssimativo con le triple di De Nicolao e il gancio di Polonara, Cremona macina canestri in entrata con i suoi [i]yankees[/i] ma non sembra eccedere con il mordente. Jackson e Zavackas colpiscono indisturbati dal perimetro (10-14), la fluidità di Banks vale il pareggio. Il folto pubblico di Masnago si scalda in occasione della bimane di Johnson, su assistenza al bacio di Ere, però il canovaccio del primo quarto incede senza scossoni: alla mini pausa Varese guida 21-19, accompagnata da un tepore generale in cui Bizzozi osserva pacato senza effettuare alcun cambio.
     
    [i][b]Nel segno dello sbadiglio. [/b][/i]Un paio di sottomani sbagliati consegnano a Rich lo spazio per una schiacciata prepotente (21-23), i biancorossi fagocitano il pitturato e finalmente sbloccano la maledizione dei ferri beffardi con il dardo di Banks. Gli ospiti, catechizzati a dovere dal coach veterano Pancotto, alzano l'intensità e abbozzano una fuga, prontamente smorzata dalle difese di Mei e Rush, nonché da sette punti a firma di Stoglin: 31-30. Gli ultimi tre minuti della frazione sono dominati dal disordine – figlio di idee sbagliate più che di cieco furore – e vengono consegnati agli annali per la sterilità dei time-out (tre in dieci secondi di gioco effettivo). Cremona guida, sobriamente, 36-37.
     
    [i][b]Uno squarcio di luce nel cielo plumbeo. [/b][/i]Cinque punti dai tratti circensi, ovviamente di Banks, ridanno brio ad inizio ripresa. Spettacolare il contropiede in cui Adrian recupera gettando la sfera nei cieli, De Nicolao palleggia come un regista di pallavolo e il numero 9 chiude in equilibrio precario. Nonostante qualche falla nella linea [i]maginot [/i]Ere-Johnson, Varese trova slancio in contropiede e prova a scappare in concomitanza del 49-41. Il gioco si fa energico con punte di funambolismo, i cremonesi (paghi per una salvezza ottenuti senza patemi) tirano i remi in barca e perdono palloni a ripetizione, favorendo il massimo vantaggio dei prealpini: + 14 con due belle giocate di Stoglin e di De Nicolao. La Cimberio versione 2013-2014, dal canto suo, si fa riconoscere per la perdurante mancanza di [i]killer instinct[/i]. Non è un caso che i celesti chiudano il periodo con un break di 0-7 (tripla di Ndoja nel finale) riportandosi sul 57-50.
     
    [i][b]Hurrà con il brivido. [/b][/i]Lo stato catatonico dei ragazzi di casa (Bizzozi non spende time-out per metà periodo, quasi dovessi pagarli di tasca propria...) riapre definitivamente i giochi, anche perché i polpastrelli di Rich e Chase paiono ardenti: 60-60 complice una difesa più morbida del “dolce Varese”. Uno dei rari guizzi del capitano, palla strappata dalle mani cremonesi in odore di contro sorpasso, è il preludio a un vitale 7-0, per il quale si ringrazia una terna arbitrale eccezionalmente in veste casalinga. Il ciuffo dalla lunga di Ndoja viene controbilanciato da quello di Ere, la clamorosa stoppata di De Nicolao innesca la [i]standing ovation [/i]del PalaWhirlpool. Nel finale la fanteria di Bizzozi inventa giocate apprezzabili, però è il verdetto di Sassari a gelare gli animi: Caserta passa in casa Sacchetti, blindando l'ottavo posto.
     
    Alla Cimberio, riscopertasi ultimamente una piacevole compagine sfortunata, il compito di vincerle di tutte. Con il macigno morale che l'impresa potrebbe non bastare per allungare l'annata. Come Tantalo, accerchiato da frutti succulenti e acqua limpida senza potersi sfamare od abbeverare.
    Mitologia a parte, domenica sera arriverà a Masnago Siena. La caduta degli déi biancoverdi, e del fallace castello di carte targato Montepaschi, sembra un fatto conclamato: non sarebbe male celebrare la loro cacciata dall'Olimpo con un successo di prestigio.

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    Come passare la notte sui libri per rimediare: chiamali, se vuoi, esami di riparazione. Ci sembra un po' questa l'immagine del momento per una Cimberio, ancora in gioco per la promozione ai play off nonostante le molte scene mute di campionato, la più clamorosa e imbarazzante in una materia facile facile come lo era la dimessa Montegranaro che, passando impietosamente a Masnago, sprofondò l'umore dei tifosi nel sottosuolo della delusione, persino al limite di uno sconsolato disfattismo. Poi, però, auspice anche un calendario non terrificante, la squadra ha trovato dentro le proprie file coraggio e forza per non dover sparire in un anonimato che avrebbe oscurato ogni biancorosso nelle sue referenze o belle speranze. Merito anche di Bizzozi, un tranquillo signore che sbarca il lunario (si fa per dire) vivendo in palestra tra i suoi assistiti cui, innanzitutto, infonde serenità. Dunque, al di là di valutazioni che sono sotto gli occhi di tutti, ad esempio per scelte di uomini, risultate sbagliate, comprese quelle dei rimedi (a parte ovviamente Banks, foto Blitz) e che la stessa società, attraverso le sue mosse rotatorie, ha pubblicamente ammesso, il giudizio sull'intera stagione non può dirsi emesso definitivamente, restando sospeso nel limbo d'una possibile riparazione. Ci vuole, probabilmente, un'impresa, peraltro non impossibile, il che, a voler guardare ancora indietro, rovistando fra occasioni gettate via, fa ancor più male perché con due, tre successi in più, in particolare con l'inferiore Montegranaro (vittoriosa due volte), oggi la Cimberio, nonostante i suoi palesi limiti, sarebbe più o meno dalle parti di Roma, ancorché deludente rispetto alle aspettative della propria piazza, tuttavia in una zona relativamente nobile con tutto quel che ne conseguirebbe adesso, per mire e sogni. La digressione ci sta nell'aprire, con una serie di riflessioni, una finestra sull'avvenire.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Il tifoso, si sa, preso da amore, idealizza la squadra futura scegliendo questo o quel giocatore in circolazione, se non che in una piazza inneggiante, pochi anni fa, un po' di varesinità nelle file della squadra (concreta prima con Allegretti e Bolzonella, poi con Passera e Gergati), andrebbe presa perlomeno in considerazione quell'italianità che evoca un certo sentire dell'atleta verso la bandiera, permettendoci di indicare Daniele Cinciarini, un usato sicuro e garantito da Recalcati per attaccamento ai propri colori, seppur in una realtà scoraggiante come quella di Montegranaro. Ora però, tra passato e futuro, incombe il presente, da domare a proprio favore, cominciando da oggi contro Cremona per continuare contro Siena nel prossimo turno, sempre a Masnago e per un lieto fine a Roma. Tre successi bastano e avanzano? Probabilmente sì anche non si è mai padroni del proprio destino quando si dipende dall'esito di altri eventi, peraltro coinvolgenti diverse squadre cui basta un successo (o un insuccesso) imprevisto per cambiare i propri scenari e quelli di Varese. Se poi basteranno quattro punti, impelagando Reggio Emilia (che patisce uno 0-2 nei confronti diretti con la Cimberio), tanto meglio. Già con Cremona, disinvolta e pericolosa nei suoi americani, bisogna lottare per imporsi. Un pensiero alla volta.[/size][/font][/color]

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    Vincere per sognare ancora i playoff. La Cimberio non ha alternative al segno 1 nel derby lombardo di stasera al PalaWhirlpool (palla a due alle ore 18.15) contro la Vanoli Cremona. La truppa di Stefano Bizzozi insegue un successo basilare nella sua rincorsa all'ottavo posto, riaperta grazie al colpaccio sul campo della Virtus Bologna. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    La quarta vittoria nelle ultime 5 gare di una squadra che nell'ultimo mese sembra aver trovato coralità, equilibri e gerarchie; ma soprattutto quell'identità difensiva mancante prima sull'asse Clark-Hassell, e poi col solo play bulgaro. Ora la sfida contro una Vanoli già aritmeticamente salva offre la possibilità a Varese di festeggiare la prima vera striscia vincente stagionale: i biancorossi non sono mai riusciti a prolungare una serie positiva oltre quota 2, ma battendo stasera i biancazzurri di Cesare Pancotto potrebbero rompere finalmente il tabù. E continuare a sognare nella rimonta, in vista delle sfide finali contro Siena e Roma (domenica prossima a Masnago il match contro i toscani, mentre l'ultima tappa della stagione regolare è in programma l'11 maggio nella Capitale). Acciuffare in extremis l'ottavo posto non dipenderà solo dai risultati della Cimberio, ma anche dalle combinazioni favorevoli provenienti dagli altri campi; in ogni caso però la squadra di Bizzozi sta quantomeno cercando di onorare fino in fondo una stagione povera di spunti positivi. Troppo tardi per cambiare l'esito di un'annata che finora ha riservato ben poche soddisfazioni ai tifosi biancorossi? Lo si vedrà la sera dell'11 maggio, quando saranno decretate le otto partecipanti ai playoff. Intanto però Varese è riuscita a dare un senso all'ultimo scorcio di stagione, risalendo dal quattordicesimo posto dopo il rovinoso tonfo casalingo contro Montegranaro all'attuale nona posizione. Ora la Cimberio chiede continuità ai suoi giovani - soprattutto De Nicolao e Polonara (foto Blitz in alto), che stasera festeggia il gettone numero 150 in serie A - ma soprattutto la capacità di confermare i progressi sul piano della coralità che successivamente all'addio di Clark (grande realizzatore, ma del tutto inadatto come play e uomo-squadra) hanno permesso alla squadra di Bizzozi di esprimersi con più efficacia sul piano del gioco. Attenzione però alle qualità offensive della Vanoli, squadra totalmente diversa rispetto a quella che all'andata permise a Varese di inaugurare la casella delle vittorie esterne con un sostanzioso ventello a suon di triple. 
    L'esperienza portata in dote da Cesare Pancotto, decano degli allenatori della serie A, ha rilanciato i biancazzurri verso la zona-tranquillità con l'aritmetica certezza della permanenza in serie A ottenuta senza giocare nel turno di sabato scorso. Cremona non scende in campo dallo scorso 6 aprile (rinviata al 7 maggio la gara casalinga con Milano) e non avrà il play titolare Woodside, fermato da una botta ad un polpaccio (al suo posto il tiratore di passaporto inglese Johnson che abitualmente va in tribuna come ottavo straniero). Ma a dispetto della missione salvezzagià compiuta, il coach di Porto San Giorgio chiede ai suoi di dare il massimo nel match di Masnago. Da tenere d'occhio soprattutto l'esplosiva guardia Rich (quinto marcatore della serie A a 17,2 punti di media) e il tiratore Jackson (16,6 punti); la marcia in più per uscire dalla zona-pericolo è arrivata dal rientro del veterano Chase in regia (9,0 punti in 19,6 minuti). A fungere da raccordo tra i reparti c'è l'ala Ndoja, mentre sotto i tabelloni l'esperto lituano Zavackas ha dato sostanza al reparto a fianco del potente Kelly e dell'atipico Spralja. Di certo una squadra più votata all'attacco che alla difesa, che la Cimberio dovrà affrontare sulla falsariga dello spirito operaio votato alla coralità ed al sacrificio già vincente contro Caserta e Bologna. 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    La rimonta playoff? Vincere sempre e sperare nei risultati positivi dagli altri campi. Così la Cimberio prepara il rush finale degli ultimi 120 minuti della stagione regolare che assegnerà gli ultimi due posti disponibili nella griglia di partenza della volata per il titolo italiano 2013/'14.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Le quattro vittorie ottenute nelle ultime cinque gare hanno fatto riemergere Varese dal 14° al 9° posto, ma i due punti di svantaggio nei confronti di Caserta, attuale detentrice dell'8° posto, valgono praticamente doppio alla luce del -1 nel doppio confronto con la Pasta Reggia (galeotto fu il tap-in allo scadere di Brooks) che obbliga Ere e soci ad evitare l'arrivo a braccetto con i campani. Però, tra le quattro squadre in corsa per gli ultimi due posti (teoricamente potrebbero rientrare in corsa anche Avellino, Bologna e Venezia a quota 22, ma servirebbero vere e proprie... congiunzioni astrali), Varese è l'unica ad avere due gare in casa dei tre impegni ancora da disputare.
    La priorità della squadra di Stefano Bizzozi è quella di sfruttare al meglio il fattore-campo del PalaWhirlpool per raggiungere quella quota 28 che rappresenta il minimo sindacale nella rincorsa all'8° posto. Servono dunque 4 punti sicuri tra la sfida di domenica contro la Vanoli Cremona senza più affanni in chiave salvezza e il match del 4 maggio di fronte alla Montepaschi Siena a caccia di punti per conquistare il 2° posto. Sulla carta il match più impegnativo sarà la trasferta dell'ultima giornata a Roma; ma come sempre accade nel rush finale, la difficoltà delle ultime giornate dipende anche dalle motivazioni di classifica delle avversarie. E l'Acea, attualmente sesta a quota 30 punti, con 4 lunghezze da recuperare e la differenza canestri negativa nei confronti di Sassari, potrebbe arrivare agli ultimi 40 minuti con la certezza aritmetica già acquisita del suo piazzamento d'ingresso nella griglia playoff.
    La stessa cosa potrebbe accadere a Reggio Emilia e Caserta in occasione del turno conclusivo contro Avellino e Pistoia; i toscani, a loro volta a +2 nel doppio confronto con la Cimberio, sono infatti attesi da due trasferte consecutive a Roma e Bologna, e quello dell'ultimo turno con la Pasta Reggia, scontro diretto potenzialmente decisivo in chiave playoff, potrebbe non essere più tale fra 15 giorni.
    I campani dovranno far visita domenica a Sassari, ma potrebbero arrivare comunque a 30 punti; in tal caso Varese - costretta comunque a fare tris negli impegni residui - dovrebbe sperare nei passi falsi di Reggio Emilia. Ossia una delle tre squadre della sua fascia (le altre due sono Bologna e Venezia) contro cui vanta un 2-0 negli scontri diretti; l'eventuale parità a tre fra Cimberio, Grissin Bon e Caserta promuoverebbe infatti i biancorossi, facendoli scalare fino al 7° posto che eviterebbe la sfida impossibile al primo turno contro Milano.
    Prima di fare calcoli sui risultati altrui, la Cimberio deve però concentrarsi su se stessa e sulla necessità di non sbagliare più fino alla conclusione della stagione regolare.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Re delle schiacciate nella sua Ancona per chiudere al meglio una Settimana Azzurra ricca di emozioni. Achille Polonara si è calato nuovamente nell'attualità della rincorsa playoff della Cimberio con la carica di chi vuol chiudere l'anno col botto per aumentare ulteriormente le sue quotazioni nel borsino per una maglia dell'Italia alle qualificazioni estive agli Europei. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    «Una grande soddisfazione - dice - a coronamento di una settimana indimenticabile tra alleamenti davanti a parenti, amici ed ai miei vecchi allenatori e un palazzetto caldo per sostenerci. L'obiettivo è chiudere nel miglior modo possibile l'annata attuale a Varese e poi, infortuni permettendo, far parte del gruppo che proverà a conquistare l'accesso agli Europei». 
    E pur nelle file di una Nazionale incompleta (assenti sei  titolari certi come Hackett, Melli, Gentile, Aradori, Cusin e Datome) Polonara, ormai habituè dei raduni della Nazionale A, ha fatto la sua parte per dimostrare il valore dei giovani italiani, tra i quali è una delle eccezioni positive in termini di minutaggio e responsabilità: «Dopo l'argento di tre anni fa e l'oro della scorsa estate con l'Under 20 - prosegue -, quella di Ancona è stata l'ennesima dimostrazione che la nuova generazione di italiani è tutt'altro che scarsa: purtroppo le regole ci tolgono spazi, ma quando c'è l'occasione di giocare molte volte emerge che siamo meglio di alcuni stranieri. Io sono stato fortunato e devo dire grazie a Varese, perché mi ha dato grande responsabilità fin dall'inizio dell'anno: spero di aver ripagato e di poter ripagare ancora la fiducia del club». 
    Polonara è  ottimista in vista di un rush finale nel quale dopo tanti scossoni Varese sembra aver trovato il suo equilibrio: «Dopo una grandissima stagione c'erano aspettative molto elevate che non si sono confermate; la gente ha iniziato a rumoreggiare e si è creato un clima di tensione tra chi andava, chi è tornato ed il cambio di allenatore. Adesso  abbiamo trovato il nostro equilibrio: siamo a due punti dai playoff, ci aspettano 4 finali a partire dalla trasferta  di Bologna. Però sono fiducioso: quando giochiamo di squadra abbiamo dimostrato di poter competere con tutti». 
    L'ala di Ancona ribadisce il suo attaccamento a Varese per questi due anni da protagonista (per  il contratto in essere per il prossimo anno invece sia Polonara che De Nicolao smentiscono categoricamente gli importi dei salari pubblicati su queste colonne venerdi scorso): «A 23 anni non mi sento ancora un giocatore pronto: rispetto allo scorso anno ho notato dei progressi (10,5 punti col 36% da 3 rispetto agli 8,4 col 34%, ndr), però ritengo di avere ulteriori margini di crescita curando in allenamento i dettagli  sui quali non sono  al top. A Varese ho trascorso i due anni migliori della mia breve carriera: il 2012/2013 è stato indimenticabile, mentre nella stagione in corso, nella quale i risultati sono meno brillanti, società e tifosi sono stati comunque super. Qui c'è un club sano e una città che vive di pallacanestro:  sto molto bene ma penso solo a finire quest'anno al meglio, Per la prossima stagione si vedrà». 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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