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VareseFansBasketNews

  • Nicolò Cavalli
    Sfruttando la classica aggressività di Banks, le folate di Sakota ed Ere e qualche spezzone mirabile di Stoglin, Varese coglie un meritato successo tra le mura amiche. La Cimberio, salvo uno svarione di dieci minuti a cavallo dell'intervallo, non dispiace per coesione e solidità mentale. Eppure i rimbalzi concessi in maniera smodata alla formazione di Molin sono un fardello mortificante per le residue ambizioni di gloria: al diciassettesimo pallone arpionato sotto le plance di casa, Brooks sbarra l'ultimo, piccolo, varco rimasto per entrare nel portone dei play-off. Chiamarla sfortuna è inappropriato; troppe volte la Varese di quest'anno non ha colto momenti propizi per uscire dal grigiore.
     
    [i][b]Studio reciproco. [/b][/i]L'avvio del match mette in vetrina attacchi confusi su ambo i fronti, con Johnson che si addormenta con il pallone in mano per cinque secondi prima di farsi perdonare con due ciuffi dalla media: 4-4. La Cimberio patisce l'esplosività fisica di Easley e di Brooks (6-9 a metà periodo), quindi ritrova fiducia con due lampi di De Nicolao e Polonara. La Pasta Reggia rompe un digiuno di quasi cinque minuti con Roberts, sull'altro versante i padroni di casi rispondono con una fluente circolazione (due triple pulite di Banks) e con i recuperi del suo giovane play azzurro. Mordente timbra il 18-13, infine Stoglin si presenta a Masnago con un tiro fuori dai giochi: ferro e tutti al primo riposo.
     
    [i][b]Mancanza di continuità. [/b][/i]Scekic, contestato alla presentazione delle squadre per aver salutato i vecchi tifosi di Cantù al termine del derby di sabato scorso, invece di rispondere con i fatti alle sterili polemiche si autoesclude dalla partita con tre falli in meno di tre minuti. Gli allenatori danno fondo alle risorse della panchina con ampie rotazioni, dalle quali Sakota estrae dal cilindro un canestro in acrobazia per il 24-15. I campani restano in scia con Michelori e Vitali,allora Bizzozi prova a frenare la [i]remuntada [/i]con un minuto di sospensione tecnica in concomitanza del 26-21. Una serie di forzature e di dettagli trascurati (viaggio in bianco dalla lunetta di Ere, fallo metà campo di Johnson a bonus speso) dà un'ulteriore spinta a Caserta, non certo brillante – come suggerito dalle undici palle perse e dalle percentuali misere dall'arco – eppure tignosa. Un paio di accelerazioni di Banks restituiscono ossigeno, però Varese non è più in fiducia: di Moore il sigillo per il 32-30 della pausa lunga.
     
    [i][b]Parziali e contro parziali. [/b][/i]La Juve si ripresenta sul parquet con un [i]break[/i] di 0-6, reso ancor più gravoso dai contropiedi mortiferi di Brooks e Roberts: Varese dorme su un'amaca penzolante issata da un canestro all'altro, ignorando i taglia-fuori e i palloni vaganti, Caserta schizza sul 35-42. L'aridità della Cimberio rende il PalaWhirlpool silente ed arido di palpitazioni, Bizzozi ci mette del suo non interrompendo lo scempio nonostante il parziale della ripresa assuma le tinte fosche del 6-16. Solo l'impavido Banks ci prova, suonando la cornamusa e rianimando i compagni: i guizzi di Ere e Sakota valgono il riavvicinamento sul 48-50. Stoglin annusa la preda e assomma, da buon mestierante dei palazzetti di mezza Europa, cinque punti in un amen: a sorpresa i biancorossi chiudono il periodo sul più tre (53-50).
     
    [i][b]Sul filo del rasoio. [/b][/i]Sulle ali dell'entusiasmo la Cimberio alza gli scudi in difesa e aggredisce il ferro con caparbietà (pregevoli la schiacciata volante sull'asse Stoglin-Johnson e il gancio [i]old style [/i]del capitano), mentre il solitamente pacato Molin perde la testa scagliandosi contro il tavolo dei refertisti, poco avveduti di fronte alle inesaudite richieste di “minuto”. L'esperienza di Mordente rappresenta un'ancora di salvataggio per la nave casertana, finita nei mari agitati del meno nove, e dà la scossa agli ospiti: 61-57. Errori bianconeri, consumati con goffa ripetizione sotto le plance, trovano la punizione di Sakota ed Ere. La vittoria sembra prendere la rotta di Varese, dunque l'attenzione si sposta sulla differenza canestri: a cento secondi dal termine i punti di distacco sono sei, come all'andata ma a parti invertite. Banks inventa in entrata, però sbaglia il libero aggiuntivo e a seguire una tripla; dall'altra parte Moore appoggia e l'abulico Scott timbra uno solo dei personali: 70-65. Varese getta al vento una rimessa, Brooks si stoppa da sè e AB è glaciale dalla lunetta. Sul più sette il destino rimane nella mani della Pasta Reggia. Mordente sparacchia, Vitali incespica, Brooks segna sulla sirena mentre la batteria dei lunghi di casa osserva impotente.
     
    Un epilogo beffardo che rende il finale di stagione prealpino quasi senza obiettivi: il meno quattro in classifica da Reggio Emilio e il meno due da Caserta (su cui grava come un macigno il saldo scontri diretti) fanno intravedere bandiere bianche all'orizzonte. Quanto meno lo spirito battagliero pare ritrovato. Mostrarlo fino a maggio sarebbe un simbolico risarcimento per l'ambiente e i tifosi.

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    Corsa contro il tempo per tesserare Terrell Stoglin (foto red) per la sfida di domenica con la Pasta Reggia Caserta. Il playmaker statunitense ha trascorso la giornata di ieri presso l'ambasciata italiana a Varsavia; le pratiche per il rilascio del visto sembrano a buon punto, mentre la società ha già ottenuto il nulla-osta internazionale della Fiba per il passaggio dalla Polonia al nostro campionato. Se oggi i funzionari della diplomazia consegneranno l'ultimo documento necessario per il tesseramento, Stoglin dovrebbe salire sull'aereo che lo porterà all'aeroporto di Malpensa nella tarda serata. Se tutto andrà per il verso giusto, la società di piazza Monte Grappa potrà espletare le pratiche necessarie per il tesseramento entro il termine fissato per le 11 di venerdì. In caso contrario Stoglin arriverà a Varese nella giornata di domani, ma non potrà scendere in campo domenica contro Caserta. E sarebbe un peccato dover rinunciare per meri motivi burocratici ad uno dei cinque appuntamenti per vedere all'opera il giocatore del 1991: nell'ipotesi migliore l'esterno mancino avrà due soli allenamenti all'attivo con i nuovi compagni, e nella sfida contro la Pasta Reggia - ultimissima chiamata per i playoff, partendo dalla necessità di recuperare il meno 5 dell'andata - non potrà certamente avere un impatto risolutivo. Ma più che per l'oggi, l'operazione Stoglin è orientata verso il domani: l'auspicio della Cimberio è quella di aver pescato un giocatore motivato ed affamato, deciso a dare il massimo in questo scorcio finale di stagione per conquistarsi il posto nella prossima, per la quale il club biancorosso ha sottoscritto un contratto con opzione d'uscita a suo favore con il play dell'Arizona.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Sicuramente c'è curiosità per capire come un giocatore dalla personalità spiccata come Stoglin saprà inserirsi nel contesto di una squadra che non ha mai saputo trovare un trascinatore vero e proprio.
    Così come saranno attenti i ragionamenti sul piano tecnico ed umano nei confronti di un giocatore per il quale sarà da valutare anche la compatibilità con quei compagni di reparto - segnatamente Banks e De Nicolao - che potrebbero ancora far parte della Cimberio 2014/2015, compatibilmente alle situazioni di un mercato dove l'unica situazione totalmente controllata di Varese - per il si o per il no - sarà quella di Stoglin. Ed anche quella di Affia Ambadiang, che dopo 9 mesi di apprendistato per migliorare tecnica e fisico sarà a tutti gli effetti un giocatore professionista nell'ultimo mese della stagione.
    L'ingaggio di Stoglin riporta il pivot camerunense nel ruolo di ottavo straniero senza la possibilità di andare a referto; ma tesserarlo ora da giovane di serie prima dello svincolo all'1 luglio per gli atleti nati nel 1993 significa risparmiare i 12500 euro di parametro per il prossimo anno. Quando con l'arrivo del passaporto sloveno e il relativo status da comunitario, e dopo una stagione trascorsa a sgrezzarsi nelle sedute individuali con Stefano Bizzozi e Marco Armenise, sarà con ogni probabilità un altro acquisto sicuro.
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Terrell Stoglin sarà l'ultimo acquisto della Cimberio 2013/2014. Accordo raggiunto tra la società di piazza Monte Grappa ed il 23enne playmaker mancino lasciato libero dai polacchi dello Stelmet Zielona Gora. L'atleta nativo dell'Arizona ha accettato l'offerta del club biancorosso che comprende anche l'opzione per la stagione 2014/2015 ad una cifra prestabilita (escape solo in favore di Varese, che entro fine giugno potrà uscire dal contratto). Dunque l'ultimo scorcio della stagione corrente servirà per valutarne le qualità tecniche ed umane e capire se l'ultimo arrivato di quest'anno sarà il primo confermato della Varese che verrà. L'unico punto interrogativo è legato ai tempi di arrivo in città del giocatore del 1991, che oggi sarà all'ambasciata italiana di Varsavia per iniziare la trafila burocratica relativa al rilascio del visto. Solo dopo l'appuntamento odierno si capirà se le pratiche potranno essere espletate in tempi rapidi, e dunque Stoglin (foto red) potrà arrivare in città entro le 11 di venerdì (tempo limite per tesserarlo in vista del match casalingo di domenica contro Caserta). Oppure se le formalità si protrarranno più a lungo, e il giocatore dovrà attendere la trasferta del 19 aprile a Bologna - dopo la pausa per l'All Star Game - per debuttare con la maglia della Cimberio. Certo l'ideale sarebbe poter contare sul mancino ex Maryland già contro la Pasta Reggia: prima di tutto per allungare le rotazioni in quella che potrebbe essere l'ultimissima chiamata per i playoff, e poi per accumulare più materiale possibile sul conto di un giocatore che arriverà a Varese con motivazioni forti per strappare la conferma dopo un 2013/2014 da Globetrotter (la maglia biancorossa sarà la quarta indossata nel giro di meno di 4 mesi dopo le prime 15 partite dell'anno a Cholet e i brevi interludi in Ucraina a Mariupol e in Polonia allo Zielona Gora). Cosa aspettarsi da Stoglin? Per stazza fisica e propensione difensiva non si discosta molto dal suo predecessore Keydren Clark. Rispetto al quale però ha più freschezza atletica e sicuramente una personalità molto più spiccata: per certi versi ricorda Geno Carlisle, fuciliere di vaglia che garantì la salvezza nel finale del 2001/2002 (24,7 punti in 10 gare) in un'accoppiata al fulmicotone (nel bene e nel male) con Gianmarco Pozzecco. In ogni caso valutare un play con tanti punti nelle mani anche nell'ottica della compatibilità con Adrian Banks - ossia il giocatore che nell'immaginario collettivo dovrebbe essere la pietra angolare della Cimberio 2014/2015 - è una operazione che evidenzia una progettualità interessante anche in ottica futura: «Il nostro intento è quello di provare fino in fondo ad inseguire il traguardo playoff, e dunque schierare la miglior squadra possibile - conferma il presidente Cecco Vescovi -. Abbiamo puntato su un giovane desideroso di mettersi in luce: una filosofia che porteremo avanti anche in estate, compatibilmente con il budget a disposizione». [/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    Trent'anni fa, in coincidenza con l'uscita del giornale il primo aprile, avremmo sparato la notizia del ritorno di Dunston. Rapito da tanta e insanabile nostalgia, che non ha prezzo, in soccorso a una Cimberio in crisi di risultati e di talenti. Allora la Prealpina era famosa per i suoi Pesci d'Aprile che, pur attesi dai suoi lettori, facevano pur sempre molte vittime. Creduloni o no, bisognava, innanzitutto, pescare la notizia, quella dello scherzo, fra tante in pagina e, pur nel dubbio, c'era chi vi cascava stando poi, più o meno divertito, al gioco avendo un solido e fedele rapporto con il proprio giornale. Tra i Pesci d'Aprile più clamorosi e tremendi va ricordato l'annuncio di un'amichevole fra Varese e Milan a Masnago quale galoppo di salute tra due formazioni in corsa verso grandi traguardi, puntando i biancorossi alla promozione in serie A e i rossoneri allo scudetto. Mezz'ora prima dell'orario fissato (dalla nostra redazione) c'era già un certo movimento di tifosi in arrivo, diversi su auto targate Milano, il bar del "Franco Ossola", funzionante solo la domenica, aveva aperto i battenti e qualche centinaio di persone stava prendendo posto in tribuna (gratuita). Che avessimo esagerato? Il timore era reale di fronte a quel piccolo esercito di appassionati predisposti all'evento ma era il primo aprile, giorno in cui, per tutti i giornali d'Europa, era lecito far passare per informazione corretta anche bufale notevoli. Come finì? Non vedendo spuntare in campo divise rossonere, i presenti capirono l'antifona e si consolarono con l'allenamento del tambureggiante Varese di Fascetti. Fece pure grand' effetto la notizia dell'uscita di scena del tanto discusso Colantuoni che passava la mano a tale commendator Orata, pure ritratto a fianco dell'articolo, in realtà la fotografia era quella di un anonimo sindacalista tedesco. Qualcuno telefonò in redazione per dire che il nuovo padrone del Varese avrebbe fatto peggio del predecessore , come dire conosco il personaggio, non c'è da fidarsi. Anche nel basket furoreggiarono gli scherzi, uno riguardò un fantomatico asso della Nba, l'americano Tony Fisher (tradotto significa pescatore) prenotato dalla Pallacanestro Varese. Il provino era per le ore diciassette e a quell'ora diversi furono i tifosi accorsi al palasport, smaniosi di scoprire il valore del futuro straniero di Coppa. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Fece scalpore la notizia, da ultima ora, della scomparsa di Cedric Hordges, fromboliere statunitense della Pall. Varese, sparito dall'hotel di Tirrenia dove alloggiava la squadra alla vigilia della partita contro Livorno. Morale, Hordges era stato visto, l'ultima volta, salpare dal porto di Livorno con alcuni suoi connazionali (dei marines di stanza a Pisa), probabilmente, per una battuta di pesca. Non ci crederete ma la sua compagna telefonò al giornale per sapere di più sulla vicenda, allora mica c'erano i cellulari, naturalmente la rassicurammo svelando il mistero. La realtà, si diceva, da tempo, è cambiata. Altro che Pesce d'aprile, la notizia di un rinforzo per questa Cimberio (nella foto Blitz coach Bizzozi)  che ne ha bisogno, come l'aria che si respira, non solo è vera ma è opportuna. Il nuovo americano promette punti, staremo a vedere aspettando Caserta, sicuramente grande è la curiosità che suscita.  [/size][/font][/color]

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    Varese gioca la carta Terrell Stoglin (foto red) a metà tra presente e futuro. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Sembra ben avviata la trattativa per portare sotto le Prealpi il 23enne playmaker statunitense appena liberato dai polacchi dello Stelmet Zielona Gora. 
    Il regista nativo dell'Arizona e messosi in evidenza all'università del Maryland avrebbe accettato verbalmente la proposta della Cimberio per vestire la maglia biancorossa nella fase finale della stagione corrente. Ma la società di piazza Monte Grappa ha inserito nel contratto una clausola con una opzione a suo favore per la stagione 2014/2015, pattuendo già il salario per il prossimo anno: se Stoglin convincerà nell'ultimo scorcio dell'annata corrente, Varese avrà già il play titolare per il prossimo anno. 
    Un segnale importante da parte del club, che dimostra concretamente di muoversi per l'oggi - lo scontro diretto di domenica con Caserta lascia l'ultimissimo spiraglio aperto in chiave playoff - ma soprattutto per il domani: «È un giocatore che ha grandi qualità offensive ma sa anche passare la palla, quando decide di farlo - spiega il presidente Cecco Vescovi -. Economicamente siamo nelle condizioni per poterci muovere, avendo risparmiato qualche risorsa nelle situazioni con Clark e con Coleman. Per la parte residua della stagione si tratta di un investimento minimo, ma è interessante soprattutto la possibilità di valutarlo in ottica futura». 
    La principale qualità di Stoglin risiede nelle sue doti realizzative: nel suo pàlmares personale ci sono i titoli di capocannoniere dell'ACC Conference della NCAA (21,6 punti di media due anni fa con Maryland, dove si dichiarò per il draft NBA dopo due soli anni di college prevenendo una sospensione per motivi disciplinari) e del campionato greco 2012/2013 (19,9 punti di media all'Isylikakos). 
    Per stazza (180 centimetri per 78 chili) e propensione a giocare con la palla in mano il ruolo è quello del regista, anche se non si tratta certamente di un play classico votato a coinvolgere i compagni, ma di uno scoring point moderno con maggior propensione alla finalizzazione della manovra (43% da 2 e 38% da 3 con 1,9 assist l'ultimo anno di università; 38% da 2 e 29% da 3 ma anche l'80% su 6,8 liberi di media e 2,5 assist lo scorso anno). 
    Quella di Varese sarà la quarta tappa stagionale per il giocatore mancino del 1991 che aveva iniziato la stagione in Francia a Cholet (15,1 punti col 42% l tiro e 2,5 assist) e si era trasferito a gennaio all'Azovmash Mariupol. Ma i venti di guerra hanno indotto Stoglin a lasciare l'Ucraina ad iniziomarzo, approdando in Polonia a Zielona Gora; però dopo sole due partite (10,0 punti in 14 minuti medi) lo Stelmet ha deciso di cercare un play puro, lasciando libero Stoglin nei giorni scorsi. 
    Il mix di freschezza atletica e qualità balistiche dell'esterno statunitense è stato considerato intrigante dalla Cimberio, che ha formalizzato la sua proposta contrattuale; ora la società attende il ritorno della documentazione firmata dal giocatore per iniziare ad espletare le pratiche per il visto da ritirare in Polonia. 
    L'auspicio è quello che si riesca a tesserare Stoglin entro le 11 di venerdì, ossia in tempo utile per farlo esordire contro Caserta. In caso contrario si sfrutterà la pausa per l'All Star Game, e dunque il nuovo americano esordirà il 19 aprile a Bologna. 
    Intanto sarà tesserato anche Francois Affia Ambadiang, il ventunenne pivoto camerunense aggregato al gruppo dalla scorsa estate e già visto in campo in Eurocup. Essendo ancora in età giovanile non richiederà il pagamento della tassa di 12.500 euro. 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)]Venti punti in meno nonostante 600 abbonati in più. Impietoso il confronto tra la Cimberio degli Indimenticabili e la versione 2013/2014 pur con sei conferme rispetto alla stagione passata che ha fatto sognare la Varese dei canestri. Il modesto volume di gioco espresso nel derby a senso unico di sabato a Cantù ha virtualmente spazzato via le residue velleità playoff; le ultime cinque partite della stagione regolare serviranno forse solo per valutare se De Nicolao e Polonara - gli unici che hanno contratto per la prossima stagione - potranno essere elementi sui quali costruire il futuro. Che dovrà prima di tutto fare tesoro degli errori commessi quest'anno per evitare che la parabola discendente prosegua. Il primo e più importante aspetto che ha condizionato la stagione ancora in corso è stato, è cosa nota, la riduzione del budget nonostante si fosse reduci da un'annata in grado di riportare Varese ai vertici della classifica come non capitava dal lontanissimo 1999. Nel momento in cui c’erano scadenze importanti tra sponsor di maglia e la famiglia Castiglioni, il ritardo nelle operazioni di raccolta risorse, dovuto probabilmente alla speranza di cavalcare l'onda di un possibile trionfo sul campo, ha reso invece indispensabile un taglio delle risorse attorno al 15 per cento. Tutto ciò senza però abbassare l’asticella delle ambizioni al punto da creare aspettative irrealistiche rispetto alle possibilità del club. Attese che hanno certamente pesato in una stagione nella quale competizioni europee e Supercoppa avrebbero aumentato ulteriormente l’impegno. Tutto ciò, in sintesi è stata la ragione per cui Frank Vitucci ha scelto Avellino, al di là di un’offerta economica importantissima, mettendo in difficoltà Varese nel dover trovare un sostituto del coach veneziano a mercato già inoltrato. Dopo un lungo ballottaggio la scelta è caduta su Fabrizio Frates,[/color][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [color=rgb(37,39,37)]
    preferito a Giulio Griccioli per la maggior esperienza: alla fine il coach milanese si è rivelato l'uomo sbagliato nel posto sbagliato. Soprattutto perché l’area tecnica, ingabbiata dai vincoli di bilancio, non è stata in grado di costruire una[/color][color=rgb(37,39,37)]
    squadra adatta alle caratteristiche dello stesso Frates. Si è voluto minimizzare il rischio di sprecare i pochi talenti disponibili investendo su elementi in stile usato sicuro come Clark, Coleman e Scekic, non accollandosi il rischio di scommesse più azzardate ma anche più redditizie nel rapporto costo-rendimento. E come nel caso di Frates, si è chiesto ad elementi con ben noti pregi e difetti di recitare un copione per il quale erano palesemente inadatti.Troppe volte si è cavalcato l’umore viscerale dei tifosi su scelte strategiche: dalla conferma di Ere - nonostante lo scatto salariale a 300mila dollari - per dare un segnale di continuità alla piazza dopo il doloroso strappo di Vitucci, alla ripartenza da 5 - poi 6 col ritorno di Banks - degli Indimenticabili dello scorso anno per cercare di mantenere il feeling con il pubblico, fino all’esonero di Frates dopo la contestazione in occasione della sfida contro Sassari. E se al tecnico non è stato perdonato nulla da parte dei tifosi, gli "Indimenticabili" dello scorso anno hanno goduto di un credito pressochè illimitato. Dalla gente ma anche dalla società, buonista quando i malumori di alcuni giocatori hanno creato l’humus dal quale si è sviluppato il tiro all'allenatore. Tutto sbagliato, tutto da rifare? Si nel primo caso, no nel secondo: gli uomini sul ponte di comando sono gli stessi architetti degli "Indimenticabili". Traendo insegnamento dagli errori di quest'anno e lavorando sin d'ora sulle risorse e su una squadra costruita con più coraggio e meno populismo, Varese può tornare a far sognare la sua gente.[/color][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)]Varese non corre, ma le avversarie camminano. Neppure lo stop del Pianella esclude definitivamente la Cimberio dalla corsa playoff, ed anzi lo scontro diretto di domenica contro Caserta (si parte dal meno 5 del match del PalaMaggiò) rimanda qualsiasi ipotesi di nuove uscite rispetto al roster attuale. Le chances della squadra di Bizzozi, chiamata a rimontare 4 lunghezze di svantaggio nelle ultime 5 giornate (dopo la sfida contro i campani il calendario propone trasferta a Bologna, doppio impegno casalingo con Cremona e Siena e chiusura l'11 maggio a Roma) sono più legate all'aritmetica che alla realtà, coinvolgendo anche risultati favorevoli dagli altri campi per far valere il doppio 2-0 negli scontri diretti con Reggio Emilia e Venezia in una ipotetica "maxi-avulsa" a quota 30 punti (cosa che comunque azzera il margine di errore dei biancorossi, che dovrebbero fare percorso netto). Certo la prova davvero modesta per qualità di gioco e sostanza difensiva del derby contro Cantù fa a pugni con qualsiasi velleità residua di post-season. Pur con l’attenuante dell’assenza di Linton Johnson, ossia l’unico lungo in grado di dare una dimensione atleticamente accetabile alla difesa dell’area colorata, dove i brianzoli hanno fisiologicamente banchettato contro il trio Scekic-Sakota-Polonara. E e ricordando anche il secondo tempo rombante contro Pistoia, anchel’unico giocatore in grado di accendere il motore del contropiede biancorosso. Ossia ciò che è in grado di esaltare le doti da incursori di De Nicolao e Polonara, sotto accusa dopo i 2 punti con 0/14 al tiro in coppia nel derby del Pianella. Giocato stabilmente sottoritmo da una squadra troppo povera di risorse - tra rotazioni, fisicità ed atletismo - per reggere l’urto della seconda forza del campionato imbattuta in casa. Dunque il recupero del pivot statunitense diventa fondamentale per provare a dare credito a quanto espresso dall’aritmetica nella volata playoff. Anche perchè dal mercato non sembrano in arrivo risorse di sorta: Varese si muoverà su un play americano solo se troverà un giovane da testare in chiave futura (e l’opzione per il prossimo anno è vincolo imprescindibile per intavolare qualsiasi discorso che al momento comunque non è aperto). E Affia Ambadiang, tuttora a Lubiana in attesa del visto necessario per espletare le formalità per il tesseramento, potrebbe essere "congelato" nuovamente fino alla prossima settimana in attesa che il risultato del match contro Caserta dia risposte definitive sull’effettivo valore delle ultime gare della regular season. Anche se è comunque evidente che Varese stia iniziando a ragionare su un futuro dove la conferma di Banks [/color][b](foto Blitz) [/b][color=rgb(37,39,37)]- al netto di una trattativa contrattuale tutta da impostare - e le valutazioni su De Nicolao e Polonara (entrambi sotto contratto per il prossimo anno, entrambi con clausole d’uscita; di sicuro la Cimberio non sfrutterà le sue) saranno le due mosse annunciate attorno alle quali impostare qualsiasi discorso per la stagione che verrà. Giusto che la società inizi a muoversi sulle linee guida del prossimo anno; ma chi ancora veste biancorosso - sia tra i confermabili o i sicuri partenti - ha il dovere di dare il massimo fino all’ultima gara. Per rispetto dei 4200 tifosi di media che hanno dato sostegno ai biancorossi nonostante risultati negativi ed uno spettacolo raramente eccitante, la "coda" di questo 2013/2014 va comunque onorato nel modo migliore al di là di qualsiasi discorso legato alle motivazioni di classifica.[/color][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [color=rgb(37,39,37)]
    Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]
     

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    SCEKIC 6 Parte a razzo (8 punti e 7 rimbalzi nel primo quarto) facendo valere mestiere e opportunismo sul fronte offensivo. Ma l'autonomia è fisiologicamente ridotta ed i 27 minuti imposti dall'indisponibilità di Johnson lasciano spazi invitanti a centroarea che Cantù converte con un ghiotto 62% da 2. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    SAKOTA 5 Prova a battersi dentro l'area con più energia del solito (7 rimbalzi totali), ma se la squadra gli crea 8 triple aperte e lui ne segna soltanto una lasciando sul ferro tutto il resto del lavoro corale diventa impossibile nasconderne i limiti di fisicità. 
    RUSH 5,5 Prova a limitare i danni nel finale trovando anche qualche guizzo offensivo, ma il suo fatturato arriva quando i buoi sono già scappati dalla stalla. 
    BANKS 6 Troppo spesso costretto a fare il boia e l'impiccato in fase di impostazione della manovra, non riesce ad incidere nel primo tempo (solo 3 tiri dal campo) ma prova almeno a salvare la faccia nel finale aggiungendo 5 assist al suo bottino offensivo. 
    DE NICOLAO 5 Litiga costantemente col ferro con le attenzioni difensive del suo ex coach azzurrino Sacripanti che ne mettono nuovamente a nudo i limiti balistici: chiude con 0/8 al tiro e soli 2 assist (ma 0/6 e zero passaggi smarcanti a metà gara), e se l'unico play di ruolo non riesce ad accendere la luce... 
    MEI 5,5 Comparsata senza impatto nel primo tempo adeguandosi alla difesa generalmente troppo poco intensa dei compagni, sporca il referto nel finale con una tripla. 
    ERE 5,5 Poco impatto nel primo tempo, è l'unico raggio di luce nella terza frazione dominata da Cantù ma in difesa su Aradori soffre visibilmente. E la zona scelta quasi per necessità da coach Bizzozi non paga dividendi, visto il 6/6 da 3 della Vitasnella nel terzo periodo. 
    POLONARA 4,5 Che non sia la sua serata lo si intuisce sin dal libero che non tocca neppure il ferro dopo 30 secondi. Il punto dello 0-1 resta l'unico messo a segno in una serata nella quale spara ripetutamente a salve (0/6 dal campo con 5 triple errate). Dopo lo show balistico anti-Pistoia incappa nella peggior serata dell'anno per fatturato offensivo. 
    CANTU: Abass 6; Uter 6,5; Rullo 6; Leunen 7; Aradori 8; Ragland 7; Cusin 6,5; Gentile 7. 
    G.S.[/size][/font][/color]
     

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    CUCCIAGO (Como) - La Vita sarà anche... Snella per definizione, però qualche centimetro sopra i fianchi, ci sono muscoli guizzanti e reattivi, mani buone, talento diffuso, voglia di giocare una bella pallacanestro corale in attacco ed un cuore che fa battere tanta, tantissima applicazione difensiva. Ripensando al rammarico bruciante della gara d'andata non puoi che ammettere che la differenza in termini di cifra tecnica, fisica, mentale tra Cantù e Varese, col passare dei mesi si sia fatta ampia, netta, solare. Esattamente come quella esistente in classifica tra le due squadre. Troppo forte, carica, intensa, pronta, questa Vitasnella per una Cimberio che senza Linton Johnson - come da previsioni lo statunitense è in panchina ma inutilizzabile - al "Pianella" recita l'attesa parte di vittima sacrificale: uno sprazzo decente, un battito d'ali e poi, irretita in difesa e impallinata in modo pesante in attacco, eccola subito a terra. In un fango, ahinoi, ben rappresentato dalle terrificanti cifre dei suoi italiani guida: De Nicolao e Polonara: 2 punti totali, 0/14 dal campo, un algebrico -2 di valutazione cui aggiungere un -31 totale di plus/minus. Insomma: la fotografia di un disastro. Così citare i varesini che al termine di un derby incolore si sono salvati - Banks, Scekic, Ere - sembra più un esercizio di stile. Superfluo, se non avvilente.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    La Cimberio avvia il match con Scekic, anzi, con uno scintillante Scekic al posto del Presidente. Markone, con i suoi movimenti felpati, prende ripetutamente il tempo a Cusin e con 5 rimbalzi offensivi e 8 punti nel primo quarto, fa secca la difesa canturina per il primo vantaggio ospite: 4-9 al 5'. Peccato che al potere sotto canestro (9-15 i rimbalzi), Varese non riesca ad aggiungere altrettanta efficacia dall'arco, sbagliando triple aperte e soprattutto intensità e gambe per tenere le incursioni di Ragland che costruisce aggancio e assist a Gentile per il sorpasso sulla sirena del primo quarto: 15-14.
    Varese apre il secondo periodo con due triple (Ere e Sakota) tanto illusorie (15-20), quanto estemporanee perché da lì in avanti la VitaSnella, aumentando i giri in difesa su Banks (0 punti e 0 tiri) e pareggiando il conto ai rimbalzi, apre il gas e con la spinta dei tre piccoli - Ragland, Gentile, Aradori -, autori di 12 punti sui 20 realizzati nel quarto apre l'importante break (18 a 4) che gira il senso del match (33-24 al 19') contro una Cimberio che spreme tutti i suoi punti solo da Ere e Sakota con la coppia italiana De Nicolao-Polonara capace di un agghiacciante 0/10. Varese va al riposo sul -9 e al rientro ti aspetti di rivedere un gruppo all'arma bianca. Roba da risvegli epici, tuta mimetica, baionette, gomiti sbucciati e sangue sul parquet. Invece la Cimberio riprende come fosse in pigiama, latte caldo, biscottini della salute fra le dita e atteggiamento da dopolavoro.
    Dall'altra parte, al contrario, c'è una Cantù che, tirata allo spasimo, produce tre minuti di tempesta perfetta con Jenkins che apre la rumba con 5 punti fila e Leunen, Aradori e Ragland che, scatenati, completano nel migliore dei modi la musica rutilante. Quando tutto si placa il tabellone segnala un punteggio - 51-32, parziale 16-6 - con accanto un virtuale: partita finita. Per passare da virtuale a realistico basta poco perché a Varese, spentosi strada facendo Scekic, restano gli sporadici sforzi di Ere e Banks e la certezza di una prestazione offensiva decisamente sbiadita con un 36% al tiro (23-64) certamente esaustivo. Ma, di più, appare chiarissimo il senso di una prova difensiva davvero sotto il limite dell'accettabile con i voli plastici di Ragland e quelli di potenza pura di Aradori, splendidi protagonisti della gara, a sancire il dominio canturino.
    Massimo Turconi[/size][/font][/color]
     

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