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VareseFansBasketNews

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    Keydren Clark (foto Blitz) e Varese, una storia finita. Ormai certo il divorzio dopo l'assenza ingiustificata del regista del 1984 in occasione del match di domenica contro Pistoia. Lo statunitense non ha risposto alla convocazione dopo che la mattina ha saltato la seduta di tiro pre-gara: scontato l'addio in attesa dell'intesa per transare i 3 mesi residui del contratto.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Ma che cosa è accaduto per far precipitare gli eventi ed anticipare i tempi di una separazione comunque scontata al termine della stagione? Il malumore del play covava dai 12 minuti giocati contro Montegranaro (dopo essere tornato 48 ore prima della partita dalla visita lampo negli Stati Uniti per abbracciare il primogenito) e dall'ultimo quarto visto dalla panchina a Pesaro (dopo aver scheggiato il ferro con un gelido 1/7 da 3 ed essersi fatto infilare ripetutamente in penetrazione da Perry). E già nei giorni precedenti il match contro Pistoia, Clark aveva chiesto di rimanere a riposo accampando piccole noie fisiche. L'episodio di domenica mattina è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E che ormai il divorzio sia imminente - per fare rientro a New York dal piccolo Keydren junior o per cercare un'alternativa in Europa - l'ha confermato ieri lo stesso Kee Kee su Twitter (Quando un capitolo si chiude, ce n'è un altro pronto ad aprirsi).
    Se ne va dunque l'errore più evidente del mercato estivo, costato il posto prima ad Hassell e poi a Frates (che l'aveva avallato obtorto collo) tra limiti di personalità, tenuta difensiva e capacità di costruire gioco per i compagni. Ora che la squadra è salva, Varese può permettersi di sfruttare l'occasione anticipando l'addio di un giocatore mai entrato nel cuore del pubblico e dei compagni. Da una parte si risparmia qualche soldino, dall'altra ci sarà spazio per Andrea De Nicolao - con Achille Polonara unico contratto nel portafoglio Cimberio 2014/'15 - per giocare da protagonista le ultime 6 gare della stagione. Il play del 1991 avrà responsabilità da titolare e la possibilità di conquistarsi i galloni per la Varese che verrà. Anche perché radio-mercato non offre soluzioni pronte per rimpiazzare Clark: alla Cimberio piacerebbe un altro giovane da verificare in ottica futura, offrendo un pugno di dollari e un'opzione per la prossima annata, ma alla voce play il piatto piange. Ed in ogni caso non c'è fretta, a meno che il regista con passaporto bulgaro non trovi squadra in tempi rapidi. Il problema della sostituzione si porrebbe infatti a causa di un regolamento incomprensibile che costringe le squadre con la formula 3+4+5 ad avere sempre 7 contratti con stranieri, pena il pagamento di una multa da 50mila euro per ogni partita irregolare. Finchè Clark non gioca ma il contratto non verrà ufficialmente transato, la Cimberio sarà in regola; se e quando dovesse porsi il problema i biancorossi potrebbero tesserare Affia Ambadiang (oppure liberare un altro straniero passando al 5+5). A meno che qualche... malpagato (come il 24enne D.J. Cooper del Paok Salonicco) che Varese sta seguendo all'estero decida di assaggiare l'aria delle Prealpi per conquistarsi il posto in chiave futura.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](10 punti; 3/3 2p; 0/0 3p; 4/6 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Un minutaggio congruo (undici minuti) rispetto alla forma fisica consente al serbo di centellinare le energie e di seminare esperienza: ne esce una prova ordinata e preziosa. E' lui il faro nella tempesta del secondo quarto.
     
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](6 punti; 1/4 2p; 1/4 3p; 1/1 tl), [b]VOTO: 6. [/b]Invocato a pieni polmoni dalle gradinate del Lino Oldrini, entra in campo schiacciato dal peso della responsabilità. Se ne libera con fortune alterne, aiutando i compagni nel momento peggiore. Ma la qualità di un anno fa appare una chimera.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Con una prestazione onesta ed attenta, concede un'arma in più nelle rotazioni degli esterni. Arpiona qualche rimbalzo utile e si lancia in contropiede: nel giorno della Milano-Sanremo, prende spunto dai buoni gregari di una volta.
     
    [b]ADRIAN BANKS [/b](18 punti; 4/9 2p; 2/5 3p; 4/4 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Otto falli subiti ed altrettanti palloni agguantati sotto le plance, tra una selva di fisici più prestanti dei suoi, sono un esempio tangibile di coraggio e voglia di vincere. Rimane qualche forzatura, però l'insistenza è un retaggio nobile della generosità.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](12 punti; 3/5 2p; 2/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Ben 33 minuti di impiego, un record per lui, trascorsi a battersi come un leone e a mettere in moto i compagni (sei assist). Gioca pulito in attacco, in difesa patisce le pene dell'inferno contro Cerbero Wanamaker. Clark è sparito, lui è presentissimo.
     
    [b]LINTHON JOHNSON [/b] (11 punti; 4/8 2p; 0/0 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Se non fosse stato per la mole non esattamente esile, nel primo tempo saremmo voluti scendere in campo a dargli la sveglia. Nella ripresa, all'unisono dei compagni, aumenta il tono. Da buon mestierante, sciorina le giocate migliori nel momento clou. Opportunista.
     
    [b]NICOLA MEI[/b] (0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5.[/b] Assomiglia a un gladiatore bendato, spedito con un preavviso di cinque minuti all'interno del Colosseo mentre i leoni volteggiano al gran completo. Scivola, grida, supplica, cerca di dare una mano. Il fatto che ne esca vivo gli assicura il giusto carico di ammirazione.
     
    [b]EBI ERE [/b] (4 punti; 2/4 2p; 0/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Soffre più di chiunque altro nel vedere Varese impaludata nei bassi fondi della classifica. Vorrebbe dare la scossa e portare fuori, uno ad uno, i compagni dalla melma. Eppure i movimenti paiono lenti, i dettagli rimangono tratteggiati e i polpastrelli non danno soddisfazioni.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](21 punti; 3/4 2p; 5/8 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Decide la partita grazie a un terzo quarto impetuoso, balisticamente irripetibile (quattro su quattro dall'arco dei 7,25), arcigno. Aizza la folla e torna ad essere, per una notte, il figlio prediletto di Masnago. Che abbia ritrovato il mantello da supereroe?

  • Nicolò Cavalli
    Una partita dai due volti, terribile il primo, spumeggiante il secondo, consegna alla Cimberio momenti di serenità in una stagione travagliata. La solidissima interpretazione della ripresa, con De Nicolao, Banks e Polonara sugli scudi, ribalta una sfida cominciata in maniera imbarazzante. Bene così, anche se obiettivi più nobili – l'accesso alla [i]post season –[/i] sembrano preclusi. E rimpiangerli sarebbe come raccogliere le lacrime sul latte versato.
     
    [i][b]Bentornato Gek. [/b][/i]I primi applausi della serata si sostanziano in due minuti abbondanti di [i]standing ovation [/i]per il sempreverde Giacomo Galanda, atleta di rara eleganza e pacatezza, omaggiato con lo striscione “bentornato capitano” e con un senso di riconoscenza da pelle d'oca al momento della presentazione delle squadre. All'appello manca invece KeeKee Clark: motivazioni ufficiali parlano di influenza, la ridda di voci della tribuna stampa avvalora la teoria della transazione.
    L'avvio delle ostilità è tutto a tinte toscane: il quintetto giovane e atletico di coach Moretti scrive sul tabellone un eloquente 0-9 con Wanamaker, Daniel e Washington. Trovati i primi accorgimenti tattici in difesa, la Cimberio inizia ad ingranare anche sul fronte offensivo con la prima tripla a segno, firmata da Polonara per l'8-13. Le cattive iniziative del Johnson di Varese – forzatura da sette metri e due assist per gli avversari dopo avventati[i] tap-out[/i] – restituiscono la doppia cifra di margine agli ospiti, lesti a capitalizzare fino al 10-20. Un finale convulso e disordinato, senza play-maker o affini (alla sparizione di Clark, si sommano i due falli di De Nicolao), induce il pubblico a strapparsi i capelli. Buon per i nostri che Pistoia si addormenti a sua volta, senza incrementare ulteriormente il già pingue 13-21.
     
    [i][b]Momenti di panico. [/b][/i]Se le grottesche disavventure del povero Nicola Mei possono essere giustificate dall'inesperienza, le ripetute umiliazioni subite in uno contro uno da Ere e Polonara sono un assordante campanello d'allarme: i colpi di Meini e di Washington valgono il +14 esterno (13-27). La Cimberio vive di sporadici lampi e di preoccupanti svarioni, assumendo un andamento ciondolante condito da palloni persi, sette in meno di metà gara, ed inferiorità sotto i ferri. Il regista Wanamaker (visto nelle Prealpi nel precampionato 2012 ma mai messo sotto contratto, ora riapparso nelle vesti di un tornado) ispira la banda marchiata Giorgio Tesi Group e regala assist al bacio, fucina di canestri da dentro e fuori dall'arco. Bizzozi dà la sensazione di crederci e chiama un minuto di sospensione in occasione del 24-40, allora Scekic e Sakota ripagano la fiducia con preziosi segnali di vita: il parziale di 10-3 riavvicina Varese, seppur a piccoli passi, prima dell'intervallo lungo.
     
    [i][b]Reazione di orgoglio. [/b][/i]Rinfrancata dal quarto d'ora di meditazione – pacata od animosa non ci è dato saperlo – la Cimberio azzanna il [i]parquet[/i] e risale fino al 41-43, abbinando fisicità e circolazione di palla. Pistoia pesca dalla spazzatura le segnature di Washington e JJ Johnson, però cede il timone del comando dopo il secondo ciuffo di Achille Polonara e l'entrata vincente di De Nicolao: 51-49 tra un tripudio di vessilli biancorossi. E, senza voler guardare con altezzosità in casa altrui, il fatto che l'ottimo Moretti aspetti cinque minuti buoni di affanno per chiamare time-out lascia basiti. Banks imperversa dalla media distanza con gli amati arresti e tiri, Wanamaker si mostra un trascinatore, PolonAir si appende al canestro in contropiede (57-53): finalmente una pallacanestro da serie A per gli affezionati del PalaWhirlpool. I biancorossi, fin troppo galvanizzati, sciupano un paio di colpi da k.o., ma mano lesta Scekic regala il più otto a fil di sirena: 65-57 al termine di un periodo superbo da 31 punti segnati (solo 14 subiti) con il 72% dal campo e 5 assist.
     
    [i][b]Il giusto premio gli inossidabili tifosi. [/b][/i]Nonostante le folate di Gibson, la Giorgio Tesi piomba negli annosi problemi di mal da trasferta – un solo hurrà a domicilio in tutta la stagione – e concede spazi nei quali De Nicolao, Rush e Banks vanno a nozze. Sul più undici (74-63) la Cimberio patisce un calo fisiologico e, in maniera improvvida, ricade negli errori di inizio match: secondi tiri concessi agli avversari, Daniel [i]in primis[/i], e soluzioni prevedibili in attacco. Uno dei pochi sussulti di esperienza del Presidente Johnson e gli errori di pura foga commessi da Pistoia lasciano un margine di sette punti all'imbocco del rettilineo conclusi (78-71 al '37). Qui i ragazzi di casa rimangono ligi sul pezzo e, senza strafare alla ricerca del ribaltone rispetto al meno tredici dell'andata, incamerano due punti attesi tra le mure casalinghe da tre, lunghissimi, mesi.
    La trasferta di sabato prossimo, nella classicissima del Pianella, farà da spartiacque tra i possibili obiettivi di fine anno: con la salvezza sigillata, serviranno almeno quattro vittorie per tentare di insidiare le lanciate Reggio Emilia e Caserta nella corsa ai play-off. Soprattutto, dato più rilevante, la vittoria di stasera ripaga gli sforzi di amici venuti da Regioni lontane per ammirare dal vivo la nobiltà della Pallacanestro Varese: dopo mesi di patimenti e mal di pancia, adesso gustiamoci un derby senza aver nulla da perdere.

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    Fra meno di due mesi si tireranno le somme di una stagione che, almeno sin qui, sul campo, ha totalizzato molti debiti e pochi crediti. Solo allora, attraverso un consuntivo che paventa perdite di posizione e passivi, probabilmente anche nei libri mastro, a meno di sorprese, mai trascurabili, conosceremo gli intenti della Pallacanestro Varese di fronte a un futuro di necessarie riparazioni. Che potrebbero trasformarsi in una vera e propria restaurazione, come accade in quei locali che cambiano gestione, anche se qui, in realtà, nulla muterà tra le basi della società. Verosimilmente saranno diverse le facce biancorosse nell'imminenza di un domani, possibilmente, migliore. Un po' tutti, infatti, s'aspettano una squadra nuova nei suoi profili salienti, al netto di tare da eliminare, peraltro in sintonia con un Banks (che si vuol confermare sperando che accetti, senza sparate, un rinnovo di contratto) e, ovviamente, con le giovani colonne De Nicolao (foto Blitz) e Polonara cui affidare un'opportuna saldatura fra vecchio e nuovo. Questa stagione, tuttavia, resta ancora aperta potendo accordare qualche chance o ragione alla Cimberio se, ancora, tra le pieghe sgualcite ma vive dell'ultimo scorcio di campionato, crede, intimamente, a un possibile riscatto. Ora come ora ci sembra inutile parlare di play off i quali, per dirla tutta, non sono, aritmeticamente, un capitolo chiuso, tuttavia e più semplicemente, il vero imperativo riguarda quel po' di continuità di rendimento (decoroso) di fronte a un calendario che, per competitività potenziale, pare più abbordabile. Ammessi e concessi i cattivi pensieri, scacciati a Pesaro, adesso il tifoso può osare qualche rivalsa di riscossa senza dover, per forza, apparire una banderuola. Già, dopo aver toccato il fondo di una mediocrità tanto evidente quanto scoraggiante si può, soltanto, risalire per trovare un po' di luce, a patto però di dar seguito al successo conquistato, con autorità, a Pesaro, il che non sarà facile per una Cimberio opposta a una formazione ricca di entusiasmo e di vitalità, quindi assai temibile come lo è la neopromossa Pistoia. Che si trova in una sua nicchia, di classifica, probabilmente oltre ogni aspettativa d'inizio stagione, ben guidata com'è da Paolo Moretti, un allenatore valente e abbastanza fresco di carriera, figurabile in ogni buona lista di consigli per gli acquisti, ancorché dato per promesso sposo a Bologna. Il manipolo toscano, di nome, ma americano di fatto, s'avvale di abili atleti, persino disincantati (e a volte sin troppo) mentre il qui sempre amato Galanda, avviato com'è, a trentanove anni suonati, al crepuscolo resta l'autentica icona nostra e del basket italiano. Dunque, tocca alla Cimberio annullare le velleità avversarie per trovare, nascondendo i propri limiti, quella magica forza di cui ha bisogno per un finale di stagione riconciliante con i propri tifosi, possibile soltanto se si riuscirà a liberare (roba da guerra santa) l'assediata Masnago. Dove, sin qui, i biancorossi hanno vinto solo tre volte battendo una possibile retrocedenda come Pesaro, la cadente (e di schianto, dopo un avvio baldanzoso) Bologna e la deludente Avellino dell'odiato Vitucci. L'ultimo turno casalingo, coinciso con un'ignominiosa sconfitta alla distanza per mano di una scarna e modesta Montegranaro, non può non far meditare De Nicolao e soci, di fronte, oggi, a un'avversaria più dotata nelle sue variabili, quindi più attrezzata rispetto ai marchigiani.  [/size][/font][/color]

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    La Cimberio va all'assalto della matricola Pistoia con l'obiettivo di interrompere un digiuno casalingo che dura ormai da quasi 3 mesi. Stasera a Masnago (palla a due alle 18.15) Varese riceverà la Giorgio Tesi Group dell'ex capitano Gek Galanda, per la prima volta di ritorno al PalaWhirlpool dopo l'ultima apparizione in biancorosso del maggio 2011. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Ma al di là dell'affetto per l'ultimo superstite in attività dei Roosters della Stella,, la formazione di Stefano Bizzozi non può permettersi di rimandare nuovamente l'appuntamento con una vittoria casalinga che manca dal lontano 26 dicembre scorso. Il raid scaccia-crisi di Pesaro (Clark nella foto Ciamillo) ha messo virtualmente al sicuro la permanenza in serie A. Ora c'è curiosità per capire se la solidità sui due lati del campo espressa all'Adriatic Arena potrà trovare continuità nella sfida casalinga di stasera e dunque se Varese sarà in grado di dare un senso compiuto ad un finale di stagione che pur con soli 4 punti di ritardo dalla zona playoff non ha al momento attuale altro obiettivo se non quello di chiudere nella miglior maniera possibile. Oppure se sistemata la questione-salvezza, la formazione biancorossa sprofonderà nuovamente nella palude dei suoi problemi caratteriali, tirando a campare senza più obiettivi fino all'11 maggio. La sfida contro Pistoia propone gli stimoli giusti per stuzzicare l'orgoglio: all'andata la formazione toscana schiantò la Cimberio (89-76 il finale, occhio anche al doppio confronto) facendo leva sul suo mix di freschezza atletica, vigore e fame. Proprio le caratteristiche che la Cimberio versione 2013/2014 ha sempre faticato a digerire, sia nell'originale formato Coleman-Hassell che dopo le correzioni in corsa Banks e Johnson. Se Varese sarà pungolata a sufficienza dalla voglia di riscattare una delle sconfitte peggiori dell'anno allora l'obiettivo di chiudere a quota 4 la serie negativa a Masnago sarà alla portata del team di Bizzozi. Altrimenti il rischio è quello di un altro sacco del PalaWhirlpool, specie se non si riuscirà a contenere l'impatto sotto canestro della formazione di Paolo Moretti, prima assoluta nella classifica dei rimbalzi dove la Cimberio occupa invece un desolante ultimo posto. Il punto di forza di Pistoia è composto dalla batteria degli esterni: spicca soprattutto il quasi ex Wanamaker, play realizzatore (15,5 punti e 4,8 assist) aggregato nel settembre 2012 a Varese, chiamato ad innescare il tiratore Gibson (14,7 punti) e l'esplosivo lungo JaJuan Johnson (14,5 punti e 6,8 rimbalzi). 
    A completare il quintetto l'ala Washington (11,3 punti col 41% da 3) e il solido rookie Daniel (9,3 punti e 7,4 rimbalzi), mentre dalla panchina escono il play d'ordine Meini, il tiratore Cortese e il veteranissimo Galanda, per il quale si prepara un'accoglienza festosa. I numeri dicono Cimberio (1-10 il record viaggiante dei toscani che non hanno mai vinto a Masnago), ma più che la cabala per battere Pistoia serviranno concentrazione, intensità e determinazione
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    (G.S.) - Altro che vincere: la vera impresa, nel basket professionistico, è sopravvivere. Il tema della serie A che brucia chi vince, vedi i casi eclatanti di Fortitutdo e Virtus Bologna e Treviso (nella foto Ettore Messina, già tecnico delle ultime due) e quello di stretta attualità che riguarda Siena, era già stato sviscerato il mese scorso su queste colonne. Ma i numeri che testimoniano della terrificante moria di società di serie A sono davvero impressionanti. Nell'arco temporale di 10 anni, non certo un lungo periodo nella vita di un club sportivo, sono soltanto sei le compagini che dal 2003/2004 ad oggi hanno mantenuto un carattere di continuità con il medesimo asse societario. Oltre a Varese ci sono i cugini di Varese e Milano; poi Siena, Roma ed Avellino. Numeri ancora più eclatanti considerando le 19 stagioni trascorse da quel fatidico 1995, quando la pallacanestro scelse il professionismo - con l'applicazione della legge 91 - per i club di vertice. Da allora ben 23 (oltre a Virtus e Fortitudo Bologna anche Verona, Reggio Calabria, Forlì, Pesaro, Trieste, Pistoia, Rimini, Gorizia, Montecatini, Udine, Roseto, Fabriano, Livorno, Messina, Capo d'Orlando, Napoli, Scafati, Rieti, Ferrara e Teramo) sono stati i club costretti a chiudere l'attività per motivi economici e ripartire dalle categorie inferiori con un nuovo asse societario. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Qualcuno è risalito in fretta (vedi Virtus Bologna e Pesaro nell'arco di due anni), altri hanno impiegato di più (ben 15 stagioni per Pistoia). La maggior parte di queste piazze storiche è tornata anche recentemente a Varese. Ma facendo rotta verso il Campus per sfidare la Robur in DNB, mentre le sfide di Masnago sono ormai uno struggente ricordo [/size][/font][/color]
     

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    In classifica il piatto piange, ma i conti sono sempre in ordine. E di questi tempi non è poco.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Nel momento in cui quasi mezza serie A (si parla di 6 società su 16) ha ricevuto segnalazioni dalla Com.Te.C., l'organo tecnico della Fip che monitora gli aspetti economico-finanziari delle società professionistiche, la Cimberio (foto Blitz sopra) entra a pieno titolo nell'elenco dei club più virtuosi. La visita effettuata nelle scorse settimane in piazza Monte Grappa ha infatti ribadito lo stato di salute dei conti della Pallacanestro Varese.
    Una verifica ad ampio raggio che, oltre al corretto saldo degli adempimenti di natura fiscale (con ulteriore controllo incrociato con l'Agenzia delle Entrate) riscontrati dalla Com.Te.C. con cadenza bimestrale, ha riguardato anche il controllo semestrale del bilancio con i dati aggiornati al 31 dicembre.
    Ed è arrivato l'ok per quanto riguarda il parametro ottenuto dal rapporto tra ricavi, indebitamento e capitale versato: ossia quello che in diversi altri casi ha provocato il warning dell'organo federale, pur trattandosi nella maggior parte dei casi di una situazione facilmente risolvibile (le società attenzionate hanno trenta giorni per sistemare i conti, in ogni caso il rapporto di cui sopra deve rientrare nei parametri per l'ammissione al campionato successivo).
    «I funzionari Com.Te.C. sono rimasti in sede per un giorno intero e alla fine ci hanno fatto i complimenti per quello che gli abbiamo illustrato - spiega Stefano Coppa, il membro del CdA che tiene i conti della Pallacanestro Varese -. I nostri parametri, pur in calo rispetto allo scorso anno, sono ancora ampiamente all'interno di quello previsto dalle regole. Per noi, comunque, c'è l'ulteriore forma di garanzia per i soci del consorzio, dato che il nostro bilancio è certificato da una società di revisione. Cosa che in A fa solo Milano oltre a noi».
    Dunque, se da un lato eludere le verifiche della Com.Te.C. è sempre più complesso, dall'altro però la pratica del doping amministrativo non sembra ancora totalmente debellata in un movimento che negli ultimi anni ha fatto registrare una morìa impressionante di società, comprese le plurititolate Virtus e Fortitudo Bologna oltre a Treviso e che rischia seriamente di perdere anche Siena alla fine della corrente stagione. «Le verifiche della Com.Te.C. sono sempre più approfondite e capillari con il passare degli anni e rappresentano certamente una garanzia importante di credibilità per il movimento - conferma Coppa -. Forse, però, puntare l'obiettivo sul pagamento delle tasse e su alcuni parametri non è sufficiente per individuare le criticità di bilancio, e bisognerebbe spostare l'attenzione su altri indici. In ogni caso, però, resto convinto che la gestione virtuosa alla lunga non possa non pagare: spendere oltre le proprie possibilità per vincere a tutti i costi porta a lungo andare a delle situazioni insostenibili. E non è un caso che in questi anni chi ha vinto tutto poi è crollato sotto il peso dei costi per rimanere al vertice quando sono finiti certi cicli economici. Il nostro risultato della scorsa annata è stato frutto di un utilizzo ottimale delle risorse disponibili; non sempre ci si riesce come dimostra la stagione in corso, ma la filosofia deve essere quella di provare a vincere e non di fare di tutto, compresi debiti e artifici contabili, per vincere. Altrimenti sballare i conti ed implodere dopo qualche anno è quasi garantito...».
    Giuseppe Sciascia
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    Un bel raggio di sole a spazzare via la cappa del pessimismo calata sulla Cimberio dopo il tonfo casalingo contro la Sutor (nella foto Ciamillo in alto un'incursione di Adrian Banks).[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Il colpo esterno di Pesaro ha riportato il sereno nell'ambiente varesino, ma Cecco Vescovi non si accontenta della vittoria scaccia-crisi e stimola la squadra alla ricerca di continuità per cercare di chiudere la stagione nel miglior modo possibile. 
    «È arrivata la risposta che ci si aspettava per cancellare la sconfitta contro Montegranaro e toglierci dai guai. Ci siamo levati un pensiero, però non è ancora finita: la matematica non c'è ancora in un senso e nell'altro. 
    Dunque non abbiamo fatto chissà cosa e la situazione non è ancora risolta; siamo contenti per quello che la squadra ha messo in campo a Pesaro, ma adesso sotto con la partita casalinga contro Pistoia».
    Dopo quattro sconfitte in fila stavolta Varese ha messo in campo quel piglio e quella determinazione dimenticate durante la pausa per la Coppa Italia che già avevano pagato dividendi elevati a Reggio Emilia e Venezia. 
    Forse lo smacco dello stop contro Montegranaro ha pungolato a dovere l'orgoglio del gruppo? 
    «La faccia è stata quella giusta anche se speravamo di vederla senza che fosse necessario uno choc. E comunque prima della sconfitta contro la Sutor ce n'erano già stati diversi, da Avellino a Brindisi.
    Sicuramente è stato un bel risultato ma è solo uno degli otto che abbiamo la possibilità di cogliere; vediamo se sapremo ripeterci anche in casa».
    E, facendo tesoro dei mille alti e bassi fatti registrare quest'anno dalla Cimberio, il presidente biancorosso attende conferme dal prossimo impegno casalingo contro Pistoia prima di tirare definitivamente un sospiro di sollievo: «La squadra ci ha abituato quest'anno ad una serie di sbalzi di rendimento davvero eclatanti. 
    Se siamo estremamente imprevedibili nell'arco di una singola gara, figuriamoci tra una settimana e l'altra. Quindi nessun calcolo e nessuno sguardo al calendario: concentriamoci su una partita alla volta, davanti a noi abbiamo un obiettivo ben preciso e teniamo l'attenzione puntata su quello». Dunque pur senza fare alcun riferimento all'obiettivo playoff, battere Pistoia è in ogni caso indispensabile per avere ancora stimoli di classifica nelle sette giornate che mancano alla conclusione della stagione regolare. «Sicuramente c'è curiosità per capire cosa sapremo tirare fuori dopo la bella prova di domenica. Chiaro che il match contro i toscani è decisivo per capire se saremo ancora in grado di dare un senso al finale di stagione, oppure dovremo limitarci a controllare le squadre che stanno alle nostre spalle. Di passaggi a vuoto con partite giocate in maniera opposta a quella precedente ce ne sono già stati tanti; per chiudere l'annata nella maniera più dignitosa possibile dovremo trovare un minimo di equilibrio e continuità». 
    E la squadra di Moretti, con i suoi cinque americani giovani, atletici ed affamati, è il prototipo dell'avversaria che la Cimberio di quest'anno ha sempre subito, come dimostra anche il meno 13 dell'andata. Dunque battere i toscani sarebbe un segnale dalla valenza doppiamente positiva per i biancorossi: «Per come è costruita la Giorgio Tesi Group è la classica squadra che quest'anno ci ha sempre messo in difficoltà. 
    Dunque ci aspetta una sfida non certo agevole: la serenità acquisita con il successo di Pesaro ci permette di prepararci alla sfida senza pressioni eccessive. Però ci vogliono fermezza e determinazione per cercare di dare continuità a quello che abbiamo visto domenica». 
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Un'altra fulgida figura è scomparsa portando lutto a una leggenda. Quella di una Pall. Varese che diventò potente nel mondo sotto la regia di Giancarlo Gualco astuto e illuminato stratega, impareggiabile e unico nell'intrecciare mirabilmente realtà e sogni, ben oltre le risorse di una famiglia dominante e dichiaratamente ambiziosa come quella dei Borghi. Per vincere non bastava chiedere s'el custa e poi cumprà, avendo i dané, bisognava possedere fiuto nello scovare lo straniero giusto che, in tempi nei quali marketing, scout e comunicazione non esistevano, andava scoperto all'altro mondo, persino tra Messico e nuvole come nel caso di Raga, inimmaginabile come assoluto talento. Anni dopo fu scoperta in Pennsylvania quella formidabile macchina da canestri targata Bob Morse, prescelto sostituto di Raga in campionato per decisione di quel cranio di Nikolic che, incurante delle perplessità della tifoseria , innamorata del messicano, ebbe ragione da vendere. Due scommesse storiche, vinte alla grande da Gualco, un intenditore di uomini, avendo puntato su allenatori che, come lo stesso Nico Messina, un preparatore atletico prestato alla squadra degli juniores, diventarono vincenti. Togliendo un po' di polvere dal tempo dovendo affettuosa riconoscenza a Giancarlo, ci sovviene così la memoria d'un passato che, ancorché irripetibile, collide con l'odierna realtà, fortemente, pressante per incertezza e preoccupazione. Come evoca la gara di oggi tra Pesaro e la Cimberio che, sbrigativamente, qualcuno, per timore di sventure, potrebbe definire una sfida salvezza. In verità se non aleggiasse quel pessimismo, dovuto a mediocrità o pochezza, esibita, senza fine, da De Nicolao (foto Blitz) e soci, apparsi come unArmata Brancaleone nelle ultime giornate, non sarebbe appropriata tanta drammaticità a una situazione che, pur critica, lascia spazio agli scongiuri mancando ancora sette giornate alla conclusione del campionato con ben cinque formazioni che, con Varese, si battono per sottrarsi ad estremi pericoli. La stessa Montegranaro, fors'anche più rassegnata di altre a un certo destino sul campo, a dire di Recalcati, prefigura una salvezza a tavolino per le tante e catastrofiche voci sul conto di Siena che potrebbe essere liquidata al tirar delle somme (del suo bilancio). Nel frattempo la classifica è impietosa per Pesaro e Varese. Se dovessimo valutare il confronto di oggi, soltanto per temperamento e intensità, soprattutto per adeguatezza a una lotta senza quartiere, si rischia di pensare male, tuttavia per discontinuità osiamo confidare in una Cimberio da partita della vita per volgere a suo favore un destino, diventato angosciante. Quattro sconfitte consecutive, non a caso, stanno a testimoniare una mediocrità, parsa senza fine, d'una squadra in caduta libera, priva di un leader e di personalità. Ma, come s'è detto, oggi, ci vuole un bell'atto di fede se non un credo di stampo religioso, pur facendo attenzione a possibili eresie, nelle spettanze di una Cimberio d'impeto, scoppiettante e audace, soprattutto convinta di piazzare un colpo vincente che non le è certo sconosciuto visti i suoi successi a Cremona, Reggio Emilia e Venezia per dire di queste ultime due formazioni, battute pure sul campo neutro di Casale. Restando nel campo delle nostre analisi che, condivise o no, hanno un filo conduttore attraverso il tempo, a differenza di chi segue l'onda passando con disinvoltura dall'esaltazione alla maledizione, non ci sembra Pesaro portatrice di una potenzialità superiore, apparendo battibile, almeno da una Cimberio dignitosa o decorosa qualora talune sue qualità individuali scavalchino quei noti limiti d'insieme, com'è accaduto nelle prove citate e in altre, apprezzate pur nella sconfitta. È altrettanto vero che quelle soddisfacenti esibizioni hanno avuto la tenuta di una bolla di sapone ma, a volte, tornano...[/size][/font][/color]

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