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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]La Cimberio ci ha preso gusto. Il raid del Taliercio, seconda vittoria esterna consecutiva in uno scontro diretto dopo quello di Reggio Emilia, rimette i biancorossi sulla carreggiata verso i playoff. Ma Cecco Vescovi, massimo dirigente di Varesa, evita toni trionfalistici vista la lunghezza ancora notevole del cammino.[/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]«Una vittoria importante perché ci garantisce un altro 2-0 negli scontri con un'avversaria diretta dopo quello già messo in cassaforte contro Reggio Emilia - le sue parole -. Non dobbiamo esaltarci troppo perché la strada è ancora molto lunga; visto l'equilibrio assoluto della classifica, questo è un campionato stranissimo che Milano a parte propone quindici squadre che dopo aggiunte e correzioni in corsa sostanzialmente si equivalgono. Dovremo sudarci ogni vittoria, ma alla luce del lo spirito mostrato nelle ultime due trasferte sono fiducioso...». [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Due brillanti imprese esterne che permettono alla Cimberio di raccogliere i frutti dell'impegno profuso dal gruppo per girare la stagione dopo l'andata poco brillante.
    «Nel match di Venezia abbiamo recuperato un giocatore importante come Ere che nelle ultime uscite sembrava un po' appannato, e ne è venuta fuori una prova corale di alto livello - prosegue Vescovi -. Confermando quello che si era già visto a Reggio Emilia: quella vittoria frutto di coralità ed intensità difensiva ci aveva dato consapevolezza che se ognuno dà qualcosa in più in retroguardia ne beneficiano tutti. Poi certamente l'aggiunta di Johnson (nella foto Blitz in alto) ha aumentato le nostre sicurezze, permettendoci di migliorare anche la pressione sugli esterni con la certezza di avere un baluardo alle spalle». [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]E l'impatto difensivo dell'esperto pivot ex Sassari ha risolto i problemi più evidenti della Cimberio, anche se Vescovi vede margini di miglioramento da sfruttare per inserirlo al meglio.
    «Dobbiamo ancora imparare a sfruttarlo di più in attacco, dove non siamo abituati a servire il pivot nel modo a lui più congeniale - spiega il presidente della Pallacanestro Varese -. Chiaro che gli equilibri con lui sono più marcati; le due correzioni in corsa ci hanno consentito di trovare la quadra, adesso sfrutteremo la pausa per la Coppa Italia per completare il suo inserimento e recuperare al meglio Scekic. Ma è evidente che la squadra gioca con più sicurezza e questo aumenta le nostre potenzialità». [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]E anche il lavoro di Fabrizio Frates sta a poco a poco diventando un valore aggiunto per una squadra che giocando solo una partita alla settimana sta metabolizzando maggiormente i dettami del coach.
    «Di certo è un allenatore che ha bisogno di lavorare molto con la squadra, e con una settimana intera può incidere maggiormente. Inoltre alcuni giocatori avevano bisogno un certo periodo di tempo per digerire determinati concetti ed applicarli automaticamente sul campo; finchè c'era l'Eurocup non esisteva la possibilità di allenarsi con continuità, ora invece il lavoro settimanale sta pagando, e l'aumento della consistenza difensiva ci permette di non dipendere più dalle lune dei nostri tiratori». [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Dunque l'obiettivo della Cimberio è quello di sfruttare la pausa della Coppa Italia per fare il tagliando in vista della volata finale di dodici partite.
    «Dovremo sfruttare la pausa per preparare con la massima attenzione la trasferta di Avellino - conclude Vescovi -. Se faremo bingo anche al PalaDelMauro affronteremo con più convinzione le sfide con le big Sassari e Brindisi. Non essere alle Final Eight ci spiace molto, ma come già capitato due volte cercheremo di giocare i playoff a scapito di qualcuno che sarà in campo ad Assago».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,123,186)]SCEKIC 6,5 - [/color]Fatica a tenere il ritmo forsennato del secondo quarto col suo ingresso forzoso sul secondo fallo di Johnson che contribuisce al controbreak della Reyer. Nel quarto periodo presidia l’area con tutto il mestiere del suo bagaglio di esperienzae in mezzo alla zona è un baluardo.[/size][/font][/color][color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]

    [color=rgb(0,123,186)]SAKOTA 5 - [/color]Tre minuti senza incidere, poi sacrificato sull’altare delle scelte difensive per accoppiarsi ai quintetti piccoli dell’Umana.
    [color=rgb(0,123,186)]BANKS 8 - [/color]Primo tempo di impressionante onnipotenza balistica e dinamica (25 con 34 di valutazione in soli 18’ con 7/8 al tiro e 5 falli subiti), poi Venezia gli prende le misure e nella ripresa “deraglia” qualche volta di troppo (zero con 0/4 al tiro).
    [color=rgb(0,123,186)]RUSH 7 - [/color]Prezioso per vigore ed energia nelle rotazioni con più spazio agli esterni, abbina anche una serata offensivamente incisiva (3/4 in 17’) a tanta sostanza in retroguardia.
    [color=rgb(0,123,186)]CLARK 7 - [/color]Partenza lenta al tiro (5 con 1/5 dal campo a metà gara), poi carbura alla distanza attaccando i “babies” proposti sulle sue piste da Markovski; si vede poco ma si sente tanto in un paio di circostanze del terzo periodo, alla fine 5/10 al tiro e 3 assist.
    [color=rgb(0,123,186)]DE NICOLAO 6,5 - [/color]Fuori giri contro il pressing veneziano del secondo quarto, bravo nel rush finale a scegliere i ritmi giusti per gestire il vantaggio.
    [color=rgb(0,123,186)]JOHNSON 7 - [/color]Presenza poco visibile in termini statistici, ma oltremodo efficace sul piano dell’impatto difensivo; chiusure, rimbalzi, dinamicità e capacità di muoversi negli spazi (6 punti ma 4 assist) permettono alla Cimberio di aprire il gas per il contropiede dei primi 15’. E nel terzo quarto chiude nuovamente l’area, poi i falli lo disinnescano presto. Ma il più è fatto.
    [color=rgb(0,123,186)]ERE 7,5 - [/color]Sale in cattedra in una ripresa da 15 punti e 6/9 dal campo, "scivolando" con grande efficacia tra ala piccola ed ala forte; firma tutte le giocate importanti nel momento peggiore e mette tanta energia difensiva nella fase calda.
    [color=rgb(0,123,186)]POLONARA 7 - [/color]Avvio spumeggiante (9 nel primo quarto), poi non trova più praterie in campo aperto ma lavora bene dentro l’area contribuendo a disinnescare il temuto Smith.
    [color=rgb(0,123,186)]VENEZIA: [/color]Peric 6; Giachetti 5; Rosselli 6,5; Linhart 6,5; Taylor 6; Smith 5,5; Akele 6; Crosariol 5,5.[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)]Due imprese esterne per girare una stagione nata sotto una cattiva stella. Se il colpaccio di Reggio Emilia era stato un segnale importante, quello del Taliercio può davvero simboleggiare la svolta verso la metà alta della classifica per una Cimberio capace di cambiare decisamente volto rispetto alla squadra senza continuità né coesione difensiva del girone d’andata. Nell’equilibrio assoluto di una classifica che racchiude 8 squadre in 4 punti tra il sesto e il tredicesimo[/color][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [color=rgb(37,39,37)]
    posto, il doppio 2-0 negli scontri diretti con Grissin Bon ed Umana vale tantissimo per rinvigorire le ambizioni playoff della squadra di Frates. Che sembra finalmente aver trovato la quadratura del cerchio per coniugare il suo indiscusso potenziale offensivo con una tenuta difensiva quantomeno sufficiente, senza chiedere sempre miracoli balistici ai suoi fucilieri. L’effetto Linton Johnson, già positivo all’esordio contro Milano, ha pagato dividendi elevati contro una Reyer “acefala” vista l’emergenza in regia. Ma un lungo atletico sia nella corsa che nel salto, capace di coprire gli spazi in difesa e dare equilibrio alla manovra senza aver bisogno del pallone in attacco – ossia l’esatto contrario del suo predecessore Hassell – era esattamente quel che serviva alla Cimberio per raccogliere concretamente gli sforzi profusi nell’ultimo mese e mezzo. E se il primo rinforzo Banks aveva sbloccato l’impasse tecnico dell’attacco, togliendo pressione ad un play “spurio” come Clark con la sua capacità di costruttore del gioco a sgravare di responsabilità l’ex Venezia, la seconda correzione in corsa nel reparto lunghi sembra aver garantito ai biancorossi la necessaria “quadratura del cerchio” per coniugare l’indiscusso potenziale offensivo del gruppo con una tenuta difensiva sufficiente a non dipendere ogni volta dai miracoli balistici dei suoi fucilieri. La Varese del Taliercio, capace di sprigionare 15 minuti di strapotere atletico e sfrontatezza sulla base di una retroguardia reattiva in grado di esaltare i suoi “scorridori”, e poi di respingere l’assalto della Reyer con la concretezza e la lucidità dei suoi veterani è squadra in grado di ambire legittimamente ad un piazzamento playoff al termine della stagione regolare. Soprattutto alla luce della “rifioritura” di Ebi Ere, che in settimana aveva mandato un messaggio forte e chiaro ai compagni chiedendo di alzare l’asticella dell’energia difensiva: missione compiuta anche grazie alle bordate dell’ala nigeriana, da sempre cartina di tornasole per il livello di coralità della manovra varesina. La volata playoff sarà ancora lunga ed impervia, anche perchè così come si è rinforzata la Cimberio anche le avversarie giocheranno le loro carte (nella pausa per la Coppa Italia dovrebbero muoversi Bologna ed Avellino). E il rammarico per le occasioni perse nel girone d’andata, costate l’accesso alle Final Eight e un girone di ritorno in salita, è legittimo. Ma se la risposta del gruppo dopo la settimana di veleni e polemiche post-sconfitta casalinga contro Roma è quella di Reggio Emilia e Venezia, allora è giusto dare fiducia a questa squadra - e ovviamente a questo allenatore - per il rush finale delle 12 partite che mancano alla "dead-line" dell’ 11 maggio. Se la sera del 12 gennaio i playoff sembravano una chimera, anche se la classifica ancora[/color][color=rgb(37,39,37)]
    non dà ragione alla rimonta biancorossa, le due vittorie "a domicilio" di altrettante avversarie dirette hanno ribaltato completamente la situazione...[/color][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][color=rgb(37,39,37)]MESTRE – Espone nuovamente la bandiera corsara una Cimberio capace di bissare il colpaccio di Reggio Emilia, sbancando con autorità anche il campo dell’Umana. Secondo hurrà esterno consecutivo per la squadra di Frates, che rientra a pieno titolo nella corsa playoff intascando un altro 2-0 pesantissimo nei confronti di una diretta rivale come Venezia. Una conferma importante per le rinnovate ambizioni di post-season della Varese "riveduta e corretta" con le aggiunte di Banks e Johnson, ma anche più quadrata nelle esecuzioni difensive e nell’atteggiamento difensivo. I biancorossi impongono il loro dinamismo con un avvio a tutto gas (28-45 al 15’) firmato dalle folate di un Adrian Banks stellare nel primo tempo (25 punti già a metà gara). Poi quando la Reyer abbassa il quintetto e si riavvicina con le triple di Taylor e Rosselli, prima l’ex di turno Clark e poi capitan Ere (decisivo nella ripresa con 15 punti e tanta sostanza da "4 tattico") rilanciano l’azione di una Cimberio scintillante (54% da 2 e da 3) ma anche sostanziosa. Leggi l’efficace zona 2-3 con cui Frates protegge l’area nel finale, sfruttando il sacrificio dell’acciaccato Scekic (in campo 14’ nonostante una settimana di stop) e la verve di Rush (miglior partita dell’anno per lo svedese) per chiudere i conti. Due imprese esterne consecutive che ridanno fiducia all’ambiente biancorosso in vista della pausa per la Coppa Italia: il ciclo Avellino-Sassari-Brindisi fa meno paura ad una Cimberio che sembra aver trovato la giusta alchimia tecnica e mentale per inseguire i playoff. Vista l’emergenza in regia con Vitali fermato dalla bronchite e il neoacquisto Aaron Johnson non tesserato in tempo Markovski dà spazio in quintetto al baby Akele ed al neoacquisto Crosariol. Varese apre subito il fuoco dall’arco con 3 triple in 100 secondi (Polonara-Clark-Ere e 3-9 al 2’); l’ex di turno salta il 18enne esterno di casa coinvolgendo subito Johnson (4 in fila per l’ex Sassari e 5-13 al 3’). La duttilità di Smith (8 nei primi 4’30”) è l’unico spunto offensivo efficace per l’Umana, ma tiene comunque in partita i padroni di casa (11-17 al 5’) contro una Cimberio pimpantissima in campo aperto con Polonara (7 nei primi 5’). Venezia gioca la carta Giachetti per far quadrare i conti in regia, ma l’energia difensiva di De Nicolao suona ulteriormente la carica per i biancorossi con 7 punti consecutivi di Banks che lanciano ulteriormente una Varese frizzante e reattiva (58% al tiro nel primo quarto). Due liberi di Polonara valgono il doppiaggio sul 13-26 del 9’, e il clamoroso più 16 del primo intervallo fissato da 3 liberi di Banks (già 12 alla prima sirena) fotografa il predominio assoluto ospite. Il quintetto senza lunghi di ruolo apre meglio l’area per l’Umana, ma il precoce secondo fallo di Smith toglie anche questa carta a Markovski e la zona 3-2 dei padroni di casa non cambia l’inerzia con Rush e Banks a bucarla dagli angoli (23-39 al 13’).Venezia torna a uomo ma Banks continua a furoreggiare in lungo e in largo (clamoroso il bottino a metà gara: 25 punti con 7/8 al tiro e 9/10 ai liberi in 17’) e Varese dilaga fino al 28-45 del 15’. In campo anche l’acciaccato Scekic per dare riposo a Johnson e giro di zona ospite contro i 4 piccoli della Reyer; assetto più dinamico uguale attacco più “arioso” con Taylor e Linhart che graffiano dall’arco (35-47 al 17’). E con Rosselli a dare ordine in regia Venezia si sblocca in attacco e dimezza il gap con Linhart protagonista: senza Johnson la difesa ospite è in grande affanno e i padroni di casa riaprono il match, e le fiondate di Taylor (16 a metà gara) riportano la Reyer fino al 49-51 del 19’. La pausa lunga però fa bene alla Cimberio, col ritorno del pivot ex Sassari a blindare l’area e un dardo di Ere allo scadere dei 24 secondi a riaprire la forbice[/color][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][color=rgb(37,39,37)](49-58 al 22’); quintetto “naniforme” per l’Umana con Taylor e Rosselli affondano il colpo in penetrazione, ma 6 punti in fila di Clark danno ossigeno alla Cimberio (57-64 al 26’). 4 piccoli anche per gli ospiti ed Ere graffia subito dall’arco, ma col dinamico Peric da “finto pivot” i padroni di casa tengono la scia (64-69 al 29’). E il quarto fallo di Johnson sull’ultimo possesso del terzo quarto non è una buona notizia per Frates; ma il capitano si prende responsabilità pesanti e con 5 punti filati apre un break pesante (64-77 al 32’ con tripla di Clark). Il time-out di Markovski ridà ordine alla Reyer (68-77 al 35’) col quarto fallo di Polonara che induce il coach milanese a proporre la zona 2-3; utilità difensiva dalla panchina per la Cimberio con Scekic e Rush che fanno tanta legna. Così l’attacco dell’Umana si spegne, e Varese controlla con autorità (68-83 al 37’). E i playoff, che tre settimane fa sembravano una chimera, sono davvero un obiettivo concreto.[/color][/size][/font][/color]
     

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    SU & GIÙ

    By pxg14, in VareseFansBasketNews,

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]CHI SALE [b]JOHNSON[/b] Gran presenza difensiva[/size][/font][/color]
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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]LINTON JOHNSON (foto Blitz) - Il Presidente presenta al PalaWhirlpool un biglietto da visita fatto di due schiacciate esplosive in alley-hoop e una poderosa stoppata su Hackett. Ma, al di là dei gesti atletici più eclatanti, è la presenza difensiva negli aiuti per coprire i limiti difensivi di Clark che rende l'area varesina molto meno accogliente rispetto all'era-Hassell. Peccato per quel secondo fallo precoce (e in verità alquanto fiscale): nei tre quarti in cui è stato in campo, Milano ha tirato con il 35% da 2, mentre con Linton in panchina sono arrivati 32 punti e l'83% dal campo...[/size][/font][/color]
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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]CHI SCENDE [b]SAKOTA[/b] Il colpo resta in canna[/size][/font][/color]
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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]DUSAN SAKOTA (foto Blitz) - Tre triple aperte ed altrettanti sdeng, anche se i compagni non hanno fatto di meglio. Dopo la doppietta decisiva a Reggio Emilia, stavolta all'ala serba resta il colpo in canna, sia contro la zona che nel tentativo di rimonta del quarto periodo. E contro un'avversaria dalla fisicità elevatissima come l'Olimpia Milano, se non trova ritmo al tiro diventa una... tassa difensiva pesante da pagare. Anche quando Frates cerca di proteggerlo con la zona nell'assetto forzoso senza lunghi, visti i falli di Johnson e i problemi all'adduttore di Scekic.[/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Nessuno è invincibile perché anche il più forte ha il suo tallone d'Achille, sempre che si riesca a colpirlo e a farlo "sanguinare" per indebolirlo. Morale, allo sfidante, partente battuto in un confronto impari, non resta che compiere l'impresa, irrealizzabile l'altra sera da questa Cimberio la quale, pur ammirevole nel proprio impatto emotivo al match, ha mostrato vistosamente la sua inferiorità di mezzi di fronte ad un'EA7 che oggi come oggi sembra una tribù a parte. Senza Hackett al comando, probabilmente, sarebbe stata una Milano battibile ma con un pezzo da novanta in trincea, ad aprire ogni linea avversaria per truppe d'assalto, Varese s'è presto ritrovata nel bel mezzo di una storia dal finale temuto, se non scontato. Basta un colpo d'occhio ad Hackett e Moss di fronte a Clark e Banks per accertare una massiccia differenza di peso e statura, peraltro molto indicativa nei cosiddetti "piccoli" o esterni nell'evidenziare una stazza totale che non ammette confronti. E dovendo fare anche canestro, alle ex scarpette rosse non manca naturalmente la qualità tecnica e se poi un certo Langford, liberato da ingombranti responsabilità di leader preteso, danza a suo piacimento e divertimento, allora si capisce come sia inabbordabile la formazione di Banchi che ha compiuto il suo vero salto (in alto o in lungo, fa lo stesso) di qualità con l'ingaggio di Hackett (foto Blitz)cui affidare quel ruolo di guida stellare che gli è congeniale. Peraltro l'ex Siena, cui mancava quel tiretto frontale da tre che Pozzecco s'era costruito per esplodere una completezza offensiva talvolta irresistibile, evidentemente sta lavorando in palestra per ampliare il suo campionario d'assalto. Dunque, ci sarebbe voluta ben altra Cimberio (e l'allusione a quella della scorsa stagione è fin troppo ovvia e banale) per impensierire oltre il lecito i milanesi cui è bastato mostrare i muscoli per spegnere l'entusiasmo degli uomini di Frates e di tutta Masnago, seppur a misura di punteggio. Come dimostra il risultato finale, molto confortante al di là di ogni considerazione sui rapporti do forza in campo, per una Cimberio che in tema di paragoni con l'Olimpia può sbaragliare, tra gli affetti dei suoi tifosi, le avversarie che qui capiteranno.[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]È un po' questa la morale da trarre a conforto di un futuro che non ammette svolazzi né leggerezze, soprattutto attraverso un rilievo tecnico e fisico che promette maggior solidità difensiva, soprattutto sotto il tabellone, laddove prima i biancorossi sembravano talvolta in pausa merenda. Linton Johnson, chiamato qui a ragion veduta e non tanto per cambiare una faccia alle identità dei propri lunghi, possiede indubbiamente caratteristiche atletiche ben delineate ad un compito così preciso a protezione della squadra negli ultimi cruciali metri. La sua tonante opposizione è dimostrata dalle prove di Samuels e Lawal, meno audaci o potenti di altre volte, anche se poi in attacco il nuovo centro biancorosso, "zompante" in aria per la schiacciata che esalta la propria attitudine aviatoria, sembra un pochino faticare attraverso altre soluzioni. In sintesi l'impressione è buona, osando credere che l'area pitturata biancorossa non sia più terra di conquiste per gente d'ogni stirpe, mentre restano quei noti limiti ascrivibili a Clark in regia e discontinuo come realizzatore, a un Ere già da calvario e ad un Sakota che, se si inceppa la sua cerbottana, finisce per deprimersi e perdersi per strada, non bastando il valore (aggiunto nel vero senso del termine, visto il suo arrivo da pronto soccorso) del solito scoppiettante Banks.[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]La classifica è mortificante e il calendario, con Venezia e Avellino cui far visita, sembra ostile: agli uomini di Frates non resta che guardare lungo le proprie braccia per trovare mani che l'aiutino.[/size][/font][/color]

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    Troppo netta la differenza di valori fisici e tecnici tra Varese e Milano per sperare nell'impresa.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    E all'indomani del derby numero 168 (Keydren Clark in penetrazione nella foto Blitz in alto), il clan biancorosso ammette una superiorità sul campo che rispecchia quella in termini economici.
    Anche per questo lo stato d'animo di Cecco Vescovi dopo la sconfitta è improntato ad un complessivo ottimismo.
    «Milano ha dimostrato di essere un vero e proprio carrarmato che per perdere una partita nel nostro campionato deve mettersi d'impegno. Noi, però, abbiamo giocato una partita complessivamente solida: l'avvio, in particolare, è stato ottimo. Poi, quando sono iniziate le rotazioni, abbiamo fatto decisamente fatica. D'altra parte i primi cambi dell'EA7 sono stati Langford e Melli, che pesano quanto l'intero nostro monte stipendi...».
    Il presidente biancorosso si rammarica per la serata negativa dall'arco che ha condizionato gli sforzi della Cimberio nella sua rincorsa della ripresa.
    «Purtroppo ci sono mancati quei canestri dall'arco che potevano riaccendere il pubblico e darci la spinta emotiva giusta. Però, di fronte avevamo una squadra che ha comandato la partita con grande autorità, controllando il ritmo con grande lucidità per impedirci di dare una sferzata di adrenalina all'ambiente. Di fatto quello che faceva la Siena schiacciasassi...».
    Tra le note positive il debutto dell'ultimo arrivato Linton Johnson, il quale - al di là del fatturato individuale - ha mostrato di poter garantire quella solidità difensiva necessaria alla Cimberio per essere meno perforabile sull'asse play-pivot.
    «L'impatto sulla squadra di Linton è stato decisamente positivo: ha fatto vedere che può darci tanto sul piano del dinamismo e delle chiusure difensive. La sensazione è che sia in grado di garantirci quel che ci serviva per darci la quadratura del cerchio. Dunque, il nostro campionato s'inizierà da domenica: la trasferta a Venezia e quella seguente ad Avellino dovranno darci indicazioni importanti, ma sono quelle che possiamo e dobbiamo pensare di vincere per costruire il nostro cammino verso i playoff».
    Dunque, il restyling dell'organico fa ben sperare il massimo dirigente della Cimberio nella possibilità concreta di lottare fino in fondo per i playoff.
    «Tra l'impresa di Reggio Emilia e il derby contro Milano i segnali positivi sono stati numerosi. Certo, non siamo perfetti ed abbiamo pregi e limiti come d'altronde quasi nessuna delle squadre del nostro campionato. Ma i risultati degli ultimi turni, compresa la sconfitta di Venezia sul campo della Sutor Montegranaro, dimostrano che non si possono fare calcoli perché non ci sono risultati scontati. E se sapremo esprimerci sui livelli delle ultime due gare sono convinto che per i playoff ci saremo anche noi: la sensazione è che ora la squadra abbia le qualità per lottare sino in fondo per i primi otto posti».
    Cecco Vescovi confida che la Cimberio possa proseguire sulla strada giusta in vista delle prossime due trasferte che la vedranno impegnata sui campi di Venezia ed Avellino, scontri diretti vitali per dare corpo alle rinnovate ambizioni di post-season della squadra di Frates.
    «Avevo detto che avrei barattato volentieri la vittoria nel derby con un colpaccio a Venezia, e spero ancora di azzeccarci. In funzione della rincorsa ai playoff è uno scontro diretto molto importante; già abbiamo in cassaforte un 2-0 che vale oro contro Reggio Emilia, se riuscissimo a conquistarne un altro tra il match di domenica e quello di Avellino sarebbe l'ottimo».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [font=verdana][size=3]SCEKIC 6 - Chiamato in causa prima del previsto dopo i due falli rapidi di Johnson, prova a fare la sua parte nonostante il problema all'adduttore che ne limita la mobilità. Ma la tenuta difensiva della squadra ne risente in maniera chiara.[/size][/font]

    [size=3][font=verdana]SAKOTA 5 - Lascia sul ferro i due tiri aperti che la squadra gli costruisce e contro una difesa fisica come quella dell'EA7 deraglia troppo spesso (4 perse).[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]RUSH 5 - Quattro minuti senza incidere nel momento in cui la zona di Milano ne evidenzia i limiti balistici; per dare fiato ad Ere nella ripresa Frates gli preferisce Mei.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]CLARK 6 - Trova qualche guizzo in penetrazione e riesce anche ad attivare Linton Johnson per un paio di schiaccioni poderosi; peccato per la serata negativa dall'arco (1/8 da 3), confermando però che rispetto ad un mese fa le sue prestazioni non sono più legate a filo doppio alle doti balistiche.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]BANKS 7 - Attacca il ferro con il consueto vigore addentrandosi senza paura nella giungla della difesa milanese, torna top scorer con 6/10 al tiro e 7/7 ai liberi.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]DE NICOLAO 6 - Spinta ed energia sono le solite, contro Langford in post basso nulla può e la zona obbligata fa acqua.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]JOHNSON 6,5 - Avvio promettente con 5' di energia e vigore, peccato per un secondo fallo discutibile contro Samuels che lo costringe in panca per il resto del primo tempo. Poi mostra spunti positivi sul piano della presenza atletica e difensiva, quel che ci si aspettava da lui.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]MEI 6,5 - Intensità, energia, difesa cattiva e una stoppata su Gentile: due minuti ma buon impatto.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]ERE 6 - Poche munizioni disponibili nel primo tempo, riempie comunque lo scout di spunti positivi (6 rimbalzi e 3 assist) provando a guidare la rimonta nel quarto periodo.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]POLONARA 6,5 - Partenza sparata trovando finalmente spazi in campo aperto per esaltare il suo dinamismo, si spegne alla distanza (solo 2 punti nella ripresa) non trovando le due triple per provare a sognare nel finale.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]MILANO: Gentile 5; Gigli 6; Melli 7; Hackett 7; Kangur 6,5; Langford 8; Samuels 6; Wallace 6; Lawal 6; Moss 7; Jerrells 6.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]G.S.[/font][/size]
     
     

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    Pieno come un uovo per un pieno d'amore verso la Cimberio. Il messaggio arriva dal PalaWhirlpool e va dritto al cuore. Messaggio stampato pure su uno striscione che spunta dalla curva (qui siamo al tutto esaurito), mentre quel "grazie lo stesso" comincia prima ancora che s'alzi la palla due. Si coglie, nei discorsi da bar - per dire del bar del palazzetto anch'esso pieno come un uovo - la difficoltà di un match in cui Varese non ha i favori del pronostico. Bisogna studiare una strategia per affondare una corazzata che possiede una straordinaria varietà di colpi. Cioè comunque la giri ha una soluzione: da fuori, da dentro, dall'angolo, in contropiede. Eppure la Cimberio non si piega, combatte sorretta da un popolo entusiasta. Se Milano ha un patrimonio da spendere, Varese ha un inestimabile patrimonio sugli spalti. E in campo ha uomini consapevoli dei loro limiti ma sorretti da un orgoglio senza confine: sanno che i loro tifosi non li abbandonano. L'orgoglio è una virtù però non è sufficiente per colmare il dislivello fra le due contendenti. Ma in prospettiva il senso di appartenenza può essere la chiave per riannodare i fili di un campionato fin qui vissuto pericolosamente. Perciò questo derby è il punto d'arrivo e di partenza ora che sotto i tabelloni c'è più corsa e più atletismo, doti portate dal debuttante Johnson (foto Blitz). Ragionamenti tecnici che si intrecciano con le questioni di cuore. Certi paragoni sono irriverenti con quel passato, recente, che ogni tanto torna. Ieri sera si è materializzato ancora dall'altra parte del campo. Due chiome nere e un allenatore che hanno spezzato un sogno ora hanno altri colori: prima verdi come la speranza adesso rossi come la passione. Quella di Varese è ineguagliabile. Il colpo d'occhio offerto dal palazzetto è la prova. Arriva Milano, una rivale storica, e la gente accorre: 4628 il numero uscito ieri sera sulla ruota della Città giardino. Si riempie pure la gabbia e si riempie anche la "piccionaia", per rendere l'idea di quei gradoni così alti da sembrare una montagna. E sul campo c'è una montagna da scalare ma l'avvio svelto della Cimberio è un buon viatico: difesa, contropiede e qualche tripla per scavare un solco con questa Milano che appare perfino svogliata. I biancorossi varesini spendono tanto in questo loro tentativo d'allungo ma debbono poi tirare il fiato. La differenza sta in panchina, nelle rotazioni profonde che danno una mano all'allenatore avversario. Il pareggio arriva a quota 28 poi Milano scappa e non la prendi più. Ma moschettieri di Frates e i loro supporter non ci stanno. Gli uni lottano come leoni, gli altri chiedono conforto alle loro corde vocali. Il PalaWhirlpool diventa un catino bollente. Fa talmente caldo che qualcuno, in tribuna, sfoggia un look estivo: jans e maglietta mentre mastica chewingum. L'avversario è in controllo però non è ancora alla meta. Così Varese rosicchia punti, lima il gap e contiene il distacco. Vince Milano ma vinciamo anche noi. Loro hanno un patrimonio da spendere, noi abbiamo un patrimonio sugli spalti. "Grazie lo stesso", alla squadra e alla gente che applaude. 
     

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