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VareseFansBasketNews

  • pxg14
    Tante cose ci mancavano di Dusan Sakota. Il dito indice al cielo dopo una delle sue ferali triple. Un tabellino gonfio di buone notizie: punti, tanti, 25, scelte pesanti, qualche rimbalzo ma, soprattutto, il sorriso ritrovato di un uomo che in queste settimane aveva trasmesso tuttaltro. Rabbia, frustrazione, sofferenza, inquietudine. La rincuorante tappa cremonese ha restituito al popolo varesino - con i ragazzi della Curva peraltro sempre generosamente vicini al loro Dule -, un giocatore tatticamente micidiale, vero grimaldello per scardinare la zona proposta dalla Vanoli.
    «Sono contento per la mia prestazione ma, di più - dice Sakota -, sono felice per la vittoria strappata a Cremona: due punti che rappresentano qualcosa in più che un semplice successo. Quella al PalaRadi, infatti, è stata una vittoria cercata da tanto tempo, voluta con tutte le forze e arrivata in un match delicato, quasi una sorta di incrocio potenzialmente pericoloso piazzato nel bel mezzo della stagione. Ebbene, il referto rosa conquistato contro la Vanoli grazie ad una buonissima prova corale sui due lati del campo fa capire che abbiamo attraversato bene la strada e, oggi, possiamo riprendere il cammino con maggior serenità, fiducia in noi stessi e sicurezza nelle nostre qualità».
    Una vittoria figlia di facce diverse: titubanti, preoccupate e balbettanti quelle dei giocatori cremonesi; intense e determinate le vostre.
    «È vero, è proprio così - conferma Dusan -. Anchio dal parquet ho potuto vedere che i giocatori delle due squadre si muovevano animati da atteggiamenti opposti ed i nostri erano gli stessi apprezzati nelle gare di inizio campionato. Tuttavia, aggiungo che nelle ultime uscite - contro Cantù e contro Caserta - abbiamo pagato un conto salato anche alla malasorte perchè con un pizzico di fortuna in più, e oggettivamente un paio di errori in meno, avremmo potuto vincere entrambe. Però, macerarsi sul passato non serve e non conta, dunque guardiamo al futuro con una certezza: a Cremona, per la prima volta nella stagione, siamo stati bravi nel mantenere il vantaggio, senza quei cali di rendimento o quei passaggi a vuoto in difesa decisivi in altre occasioni. Ecco, credo che la continuità nellapplicazione difensiva sia sta una delle chiavi del nostro raid cremonese».
    Contro la Vanoli si è rivisto il miglior Sakota della stagione: quello a lungo sognato dai tifosi biancorossi, quello in versione Martello di Thor: puntuale, precisissimo (10 sul 14 al tiro), devastante.
    «Gioco da tantissimi anni e so che periodi di alti e bassi possono capitare. Quello che non deve e non può capitare è mollare la presa, abbattersi, pensare negativo. Per questa ragione, anche nei momenti critici, non ho mai smesso di credere in me stesso e nei miei compagni ma, soprattutto, in circostanze del genere le chiacchiere stanno a zero e lunica cosa che conta è sbattersi in palestra e dare il meglio possibile. A Cremona è andata bene per me, ma contro la Virtus Bologna era stato Kee-Kee Clark a vivere una grande serata e, per come la penso io, dico che sarebbe bello vedere grandi protagonisti ad ogni partita. A guadagnarne sarebbe solo la Cimberio».
    Adesso trasferta a Siena, ricordando il 5 giugno 2013, gara-6 dei playoff e quei 62 centesimi che valgono una vita.
    «Momenti lontanissimi - sussurra Sakota -. La sfida tra Montepaschi e Cimberio di domenica aprirà il libro su una gara diversissima perchè profondamente differenti sono squadre e situazioni. I toscani, dopo aver perso Hackett e inserito due nuovi giocatori (Haynes e Janning, ndr) sono in trasformazione, mentre noi vogliamo confermare i miglioramenti contro un avversario tosto e sempre durissimo in difesa. Il match di Siena rappresenta un pertugio per le Final Eight di Coppa Italia: un buco nel quale la Cimberio vuole assolutamente entrare».
    Massimo Turconi

  • pxg14
    Esce di scena anche Mardy Collins tra i possibili obiettivi di mercato della Cimberio. Lala statunitense che sembrava ad un passo da Varese nei giorni precedenti il Natale ha ufficialmente risolto laccordo con Montegranaro, firmando fino al termine della stagione per lOlympiacos Atene.
    Linteresse del club greco nelle cui file milita lex indimenticabile Bryant Dunston è maturato in extremis a causa dellinfortunio che ha fermato per due mesi lesterno americanoLaw. Il club del Pireo ha bruciato le tappe - facendo valere i mezzi economici a sua disposizione - per chiudere in fretta laccordo con lex prima scelta dei Knicks dato che i termini di tesseramento per le Top 16 di Eurolega chiudono alle 18 di domani.
     
    Ma di fatto Varese era già uscita di scena nel momento in cui si era creato quellimpasse rivelatosi poi insormontabile con la Sutor, nel tentativo di tesserare Collins alla vigilia di Natale. In pratica laffare è saltato quando la Cimberio non ha voluto pagare un mini-buyout (si parla di una cifra inferiore ai 10mila euro) al club marchigiano; tra Santo Stefano e Capodanno sono mutate anche le priorità tecniche della squadra, con le due prove convincenti diKeydren Clark che hanno spostato lattenzione della società nel reparto lunghi. Certamente la qualità generale della squadra sarebbe aumentata con laggiunta di un giocatore in grado di far lievitare il tasso tecnico del gruppo pur in un ruolo già coperto da capitan Ere, ma aumentare la profondità della panchina non è probabilmente il problema più impellente da risolvere. E se è pur vero che Collins sarebbe arrivato a cifre relativamente modeste per un giocatore del suo talento e del suo pédigrèe, laggiunta di unala con doti di passatore al posto di Rush (ossia il contratto meno gravoso tra quello dei 9 giocatori della rotazione a disposizione di Frates) avrebbe comportato un extrabudget.
     
    A questo punto lattenzione si sposta sulla caccia a quel centro in grado di garantire intimidazione difensiva e presenza a rimbalzo che Hassell ha dimostrato di non poter garantire. A bocciare il pivot americano non sono le statistiche individuali (10,9 punti e 7,2 rimbalzi) ma quelle di squadra: Varese è terzultima nel totale rimbalzi (32,2 di media) e nelle posizioni di coda in tutte le statistiche difensive (quartultima nei punti subiti - 81,8 di media - e nella percentuale da 2 degli avversari al 55,8%).
     
    Viste le ultime uscite dove lattacco e il tiro da fuori hanno avuto esiti eccellenti (87,0 punti col 46,6% da 3 dal derby di Cantù in poi), lidea condivisa da società e staff tecnico è che per far quadrare i conti servirebbe un lungo atletico in grado di presidiare larea. Ma il mercato al momento non offre soluzioni ad hoc, visto che il veterano Linton Johnson (sul quale è molto calda Caserta) non è considerato sufficientemente solido sul fronte della tenuta difensiva (e il motivo per cui Sassari ha sceltoDrew Gordon per sostituire lex Avellino è proprio questo). Come al solito il monitoraggio del d.s. Simone Giofrè prosegue ad ampissimo raggio soprattutto al di fuori dei confini italici; quando si troverà lelemento considerato giusto ci si muoverà per la contemporanea uscita di Hassell. Sempre che le prossime gare contro Siena e Roma non modifichino nuovamente gli scenari tecnici
    Giuseppe Sciascia

  • Nicolò Cavalli
    La Cimberio, capace nel recente passato di resuscitare avversari moribondi, chiude positivamente l'anno solare annichilendo senza pietà le barricate di una Vanoli in crisi di identità e risultati. Una prestazione collettiva apprezzabile, figlia di altruismo, determinazione e (finalmente) un briciolo di difesa, scrive la parola fine di un 2013 ricco di emozioni, folgoranti ma non vincenti, e di palpitazioni.
     
    I biancorossi esordiscono con una discreta fluidità offensiva (11-11 al '5), ma soffrono nella marcatura dei lunghi avversari – Kelly su tutti – con Hassell e Scekic parimenti in affanno. La mano bollente di Ere, ottimamente coadiuvato da Banks e Polonara, consegna un mini allungo sul 15-21. Sul finire del tempo, dopo le folate dell'agile Rich (saranno 23 i punti a sua firma), AB buca di nuovo la retina ma Scekic non rilascia subito la sfera raccolta dopo la segnatura: fallo tecnico, figlio di una pignoleria del regolamento, e riavvicinamento Vanoli per il 24-27 di chiusura della frazione.
    L'esperienza nel pitturato offensivo di Scekic e l'assenza di fiducia dei locali (otto palloni persi nella prima metà, spesso senza pressione avversaria) costruiscono il 28-38, rafforzato da un incredibile “filotto” di Sakota utile per un largo vantaggio in concomitanza del 30-49. I canestri di Jackson rappresentano un'oasi nel deserto dell'attacco cremonese, eppure le evoluzioni dell'attacco dei ragazzi di Frates si mantengono su percentuali irreali: l'entrata di Banks e la tripla da otto metri di Clark blindano il 36-56 della pausa lunga.
    Issatasi sul +24 con altri due dardi gettati da Polonara e Clark, la Cimberio addormenta i ritmi e le proprie convinzioni restituendo motivazioni alla compagine di coach Pancotto. Una sana strigliata nel time-out attiva i cuori e le meningi, anche del redivivo Hassello (50-71), e si concretizza in un'autoritaria gestione lungo il rettilineo d'arrivo. Una schiacciata volante di Rush su assist di De Nicolao e l'ennesimo ciuffo elegante di Sakota (tabellino consistente per l'MVP della serata, autore di 25 punti) sono il preludio a un finale di gara tranquillo, condito da qualche spazzo spettacolare e dall'ingresso di tutti gli effettivi della panchina nei cinque minuti conclusivi di [i]garbage time[/i].
     
    La vittoria di stasera, una primizia in trasferta del campionato in corso (l'unico sorriso stagionale lontano da Masnago arrivò a Ulm), allontana gli spettri della zona retrocessione e lascia aperto uno spiraglio di qualificazione alle finali di Coppa Italia. Più realisticamente, i due punti incamerati dovranno servire da abbrivio per un inizio di 2014 ricco di insidie. All'orizzonte si scorgono quattro trasferte in sei partite, inframezzate dai match casalinghi contro le squadre più in auge del momento: Roma e Milano. Quantomeno queste vacanze ci hanno riconsegnato la forza per sperare...

  • Lucaweb
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'] (g.s.) -  La pista Mardy Collins sembra congelata, se non definitivamente sfumata: nonostante l'accordo raggiunto venerdì scorso tra la società biancorossa e il giocatore, la Montegranaro non ha firmato la rescissione del contratto nei tempi necessari per consentirne il tesseramento entro le 11 di oggi (24). Poi gli uffici della Fip chiuderanno fino al 31 dicembre per le festività natalizie e dunque non sarà più possibile effettuare operazioni fino al nuovo anno solare. La volontà dei marchigiani di lasciar partire l'ala statunitense non è cambiata, ma in mancanza di strumenti regolamentari per "forzare la mano" al club in una situazione di ritardati pagamenti è la Sutor a stabilire le regole del gioco. [/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']E vista la parità in classifica Varese è considerata una potenziale avversaria nella corsa-salvezza, dunque da non rinforzare in vista delle prossime due gare con Bologna e Cremona. : «Dalle Marche non sono giunte novità, a questo punto credo che l'operazione non sia più fattibile -conferma Cecco Vescovi -. Chiaro che l'innesto di Banks non è bastato, però non navighiamo nell'oro e bisogna avere pazienza per trovare il giusto incastro tecnico ed economico». [/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Dunque si rifarà il punto dopo le sfide di giovedì e domenica, ma non è detto che lunedì prossi- mo il giocatore possa interessare ancora. Però attenzione alle decisioni "di pancia" sull'onda emotiva di una singola partita, che hanno già bloccato il taglio di Clark alla quarta giornata (salvato dai 20 punti contro Avellino mentre era già pronto l'arrivo dell'ex Cremona e Reggio Emilia Dawan Robinson). Però al momento i problemi sono tali e tanti (Clark, Hassell, Rush, Sakota, la profondità della panchina in generale) che al momento è complicato anche stabilire una priorità nell'ordine degli interventi da effettuare. E l'allenatore? Continua a non essere considerato tale, sebbene dopo Caserta qualche malumore sia emerso. [/font][/color][/size]

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3](g.s.) - Novità di rilievo sotto l'albero di Natale della Pallacanestro Varese. Sarà Mardy Collins - all'anagrafe Maurice Rodney, ma tutti lo chiamano col soprannome - il secondo acquisto del mercato di riparazione della società biancorossa. Il 29enne esterno di 198 centimetri per 100 chili lascerà la Sutor Montegranaro per trasferirsi sotto le Prealpi. Operazione a sorpresa considerando che ci si aspettavano interventi nei ruoli di play e pivot; il giocatore del 1984 è invece un'ala piccola che può spostarsi anche nel ruolo di "4" tattico, ma il suo punto di forza sono le capacità di passatore in grado di farne una sorta di regista occulto (sia alla Sutor che lo scorso anno in Israele - chiuso a 17,5 punti più 5,5 rimbalzi e 4,0 assist di media - comandava la sua squadra negli assist). Dunque un elemento di indiscusso valore per classe e poliedricità, che aggiunge qualità sia in regia che in termini di profondità della panchina, due settori nei quali la squadra di Frates era visibilmente carente. Collins vanta un pédigrèe di prim'ordine: dopo 4 anni da protagonista assoluto all'università di Temple (rispettivamente quarto e secondo di tutti i tempi nella classifica dei marcatori e delle palle recuperate), il giocatore nativo di Philadelphia fu prima scelta dei New York Knicks nel draft 2006 (numero 29 assoluto) ed ha al suo attivo 4 stagioni NBA tra la squadra della Grande Mela ed i Los Angeles Clippers (in totale 182 partite per 782 punti realizzati). [/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Poi Collins è rimbalzato tra Turchia, Cina ed Israele prima di ricevere la chiamata estiva di Montegranaro, dove pur saltando le prime due gare della stagione per un infortunio al gomito sinistro ha totalizzato 14,3 punti con 4,4 rimbalzi e 3,0 assist di media. Ma i problemi economici emersi nelle ultime settimane hanno guastato i rapporti con il club; da qui la decisione della Sutor di liberare Collins, sul quale si è lanciata la Cimberio, memore anche della prova brillante (17 punti e 4 assist in 31') in occasione della sconfitta dei biancorossi sul campo della squadra di Carlo Recalcati. [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]L'esterno non giocherà oggi a Brindisi con Montegranaro e domani è atteso a Varese per visite mediche e formalità burocratiche; il tesseramento sarà perfezionato entro le 11 di martedì, in vista dell'esordio del 26 dicembre contro la Virtus Bologna. In attesa di capire chi tra i 5 europei gli farà posto, e di conseguenza quanto si potrà investire sulla prossima operazione correttiva sotto i tabelloni. [/size][/font][/color]
     

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]La Cimberio va in cerca della svolta nella delicata trasferta di Caserta. Stasera al PalaMaggiò (ore 18.15 con diretta su Rete 55) la formazione di Fabrizio Frates cercherà di dare continuità all'impresa esterna di Ulm, provando a rompere il digiuno esterno anche in campionato dopo l'impresa senza peso in classifica nel turno conclusivo dell'Eurocup.[/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]L'obiettivo di Varese è quello di dare continuità alla qualità di gioco evidenziata già domenica scorsa nel derby contro Cantù, e provare a riaprire la corsa alle Final Eight di Coppa Italia nel primo dei tre impegni in programma in una settimana natalizia che sarà trascorsa stabilmente in palestra visto l'impegno del 26 dicembre con Bologna e la trasferta di domenica 29 a Cremona. 
    Con Frates di nuovo al timone dopo la defezione obbligata della trasferta tedesca, la Cimberio è chiamata a coniugare qualità offensiva ad una sostanza difensiva indispensabile per nascondere i più evidenti dei suoi limiti strutturali; e chissà che il tecnico milanese non riproponga la zona già decisiva ad Ulm per mascherare i problemi in retroguardia sull'asse Clark-Hassell. Inoltre alla vigilia dell'approdo alla Cimberio di Mardy Collins, i riscontri del match odierno potrebbero indirizzare in un senso o nell'altro la scelta di società e staff tecnico sull'europeosacrificato per far spazio all'ala americana. In ogni caso la comitiva biancorossa è partita al gran completo ieri pomeriggio alla volta di Caserta, utilizzando per la prima volta il nuovo vettore ufficiale Italo Treno per rendere confortevole il lungo viaggio verso la Campania. [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Stasera Varese proverà a far valere le sue doti balistiche sul campo di un'avversaria temibile se riuscirà a far valere un impianto basato su intensità, atletismo ed energia difensiva. La Pasta Reggia guidata da Lele Molin, all'esordio da capo allenatore dopo una carriera quasi interamente da assistente (principalmente di Ettore Messina), naviga infatti a braccetto con la Cimberio ed attende a sua volta novità positive sul fronte mercato nel suo lungo assedio per convincere Peppe Poeta.[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Il roster campano ha buona profondità in tutti i ruoli tra l'energia degli americani e il mix di esperienza e talento degli italiani: in regia Hannah (9,2 punti e 4,6 assist) si alterna con l'ex azzurro Mordente (8,4 punti) che giosta anche da guardia in alternativa al razzente Roberts (11,0 punt), mentre nello spot di ala piccola c'è Michele Vitali (7,2 punti), fratello minore dell'azzurro Luca e prodotto delle giovanili di Bologna come il 22enne play Tommasini (3,1 punti). 
    L'elemento di spicco è l'ex canturino Jeff Brooks (14,0 punti e 6,0 rimbalzi), affiancato sotto le plance dao Moore (12,8 punti e 6,2 rimbalzi) mentre l'altro veterano Michelori e l'atipico Scott completano il reparto. 
    Caserta è squadra amante dei punteggi bassi che in casa ha perso in volata contro Milano, Roma e Brindisi; perché la Cimberio riesca nell'impresa di sbancare il PalaMaggiò serviranno 40' di concentrazione assoluta su entrambi i lati del campo.
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Sarà per la mimica facciale non esattamente espressiva. Oppure per un linguaggio del corpo che, oggettivamente, fatica a coinvolgere i compagni ed entusiasmare il pubblico. Sta di fatto che la figura di Keydren Clark, in questo momento, riporta alla mente parecchie di quelle canzoni blues che hanno reso famosa l'Alabama, Stato dal quale proviene. Canti che mescolano dolente disperazione, cupa tristezza ma anche prorompente voglia di resurrezione. Canti che assomigliano tanto, forse troppo, alle parole sibilate da Kee-Kee: «Dopo un avvio di stagione più che positivo, stiamo vivendo un periodo durissimo, pieno solo di buio e problemi, condito da sconfitte in serie e cattive prestazioni nel quale, in qualche occasione, abbiamo mollato la presa e giocato al di sotto di standard accettabili facendo arrabbiare i nostri tifosi. Tuttavia, bisogna essere onesti: per queste manchevolezze non abbiamo alibi e dobbiamo solo scusarci con i nostri sostenitori che, con pazienza, continuano a seguirci e ad incitarci con passione come successo contro Cantù. Ed è soprattutto a loro che dobbiamo, in fretta, delle risposte».[/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Il pubblico ha individuato nei due manici - quello in panchina e quello in campo - i responsabili di questa situazione: «Posso parlare solo per me e devo ammettere che i tifosi della Cimberio hanno ragione: quella che sto vivendo è la mia peggior stagione da quando sono in Italia. Finora ho giocato male sui due lati del campo, e soprattutto in attacco non ho avuto quella continuità di rendimento che sarebbe stata utile alla squadra segnando meno (11.3 con oltre 14, ndr) e con percentuali al tiro inferiori agli anni scorsi. Poi numerosi alti e bassi anche nel corso della stessa partita. Insomma: male. Però, so che periodi del genere in carriera possono capitare e non bisogna abbattersi, ma restare sereni e reagire: prima o poi la ruota riprenderà a girare nel verso giusto».[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]La gente non le perdona gli svarioni in regia... «Lo so, ho sentito i fischi e letto le critiche, ma se il raffronto è con Mike Green, ho l'impressione che si stia partendo da presupposti sbagliati. Io e Mike siamo giocatori con caratteristiche completamente diverse e, di più, questa Varese è differente da quella della scorsa annata. Però mi sento molto responsabile per come vanno le cose perchè il playmaker è il motore della squadra e tocca a me e a De Nicolao dare gli impulsi per giocare un basket migliore e ritrovare la strada giusta. Quella che, per esempio, ci ha permesso di dominare a lungo contro Cantù, con una sola differenza: restare con la testa nella partita per tutti i 40 minuti».[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Tutto vero e giusto, ma intanto solo 5 vittorie a fronte di 16 sconfitte sono un dato preoccupante. O no? «Siamo i primi ad essere amareggiati e delusi per la piega presa dalla stagione, ma sappiamo di avere le carte in regola per sistemare la classifica e riprendere a correre. Come? Nell'unico modo possibile: chiudersi in palestra e lavorare, allenarsi ancora meglio e mettere maggiore pressione su noi stessi per uscire dalla crisi. Il resto lo farà il tempo e adesso che l'Eurocup sta per finire ci si potrà allenare di più e preparare meglio le partite a partire da quella molto difficile di domenica contro Caserta: vincere in trasferta sarebbe un punto di svolta importante».[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Ultima domanda: si sente in odore di taglio? «Quando fai questo mestiere sei sempre sotto esame ma ho imparato a non occuparmi di decisioni che sono nelle mani di altre persone. Il mio compito è giocar bene e dare il massimo per trascinare la squadra alla vittoria. Il resto non conta».
    Massimo Turconi[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Una reazione d'orgoglio e di compattezza successiva al messaggio chiaro e forte recapitato in spogliatoio dopo la partita con Valencia. Così Cecco Vescovi (foto Blitz) inquadra la prova della Cimberio nel derby contro Cantù dopo aver ribadito ai giocatori che Fabrizio Frates non è in discussione né ora ne mai: «È una conferma evidente di quel che tutti noi pensavamo. Certo, fa un po' arrabbiare pensare alle sconfitte con Montegranaro e Pistoia, perché giocando col piglio di domenica quelle partite avremmo potuto vincerle ed essere in una situazione di classifica in linea con le aspettative. Il messaggio alla squadra è servito? Sinceramente non posso pensare che qualcuno avesse la malizia per giocare contro, in ogni caso dev'essere chiaro per tutti che l'indicazione era e rimane questa».[/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Il presidente varesino cerca comunque di vedere il bicchiere mezzo pieno anche per spezzare il cerchio della negatività che sta condizionando la squadra: «Ripartiamo dalle indicazioni positive e cerchiamo di confermarle in occasione delle prossime uscite. In fondo abbiamo mostrato di avere anche delle qualità in occasione delle vittorie con Reggio Emilia, Venezia ed Avellino. Purtroppo le sconfitte in serie dell'ultimo periodo ci hanno condizionato a livello mentale: ci siamo bloccati contro una zona perfetta per mettere a nudo le nostre paure».[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Vescovi ribadisce che gli ulteriori correttivi di mercato andranno comunque valutati alla luce delle esigenze del bilancio: «Non voglio ricorrere a scuse di comodo, ma il nostro budget è da metà classifica e per fare meglio rispetto a questa base di partenza serve azzeccare le scelte. Stavolta abbiamo commesso degli errori e sono il primo ad ammetterlo: però smettiamola di parlare dei nostri difetti e concentriamoci sulle qualità che abbiamo per provare a ritrovare fiducia. I limiti sappiamo di averli e stiamo cercando di correggerli, ma senza rinunciare alla filosofia che ci ha sempre contraddistinto. Vedendo anche le notizie che giungono da altre città, con 5 club sui 16 della serie A che non hanno ancora approvato i bilanci del 2012/2013, ribadisco con forza che il nostro obiettivo primario è quello dell'equilibrio economico. Sarebbe facile proporre contratti a giocatori di alto livello: se poi non trovassimo le risorse per la copertura delle spese, dovendo far ricadere le perdite sul consorzio, sarebbe la fine della Pallacanestro Varese».[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Insomma, il presidente rieletto per acclamazione dall'assemblea di Varese nel Cuore mantiene la sua filosofia basata sul rispetto degli impegni nei confronti dei proprietari: «La scorsa annata è stata eccezionale perché abbiamo coniugato la buona amministrazione economica col risultato sportivo. Però, dal 2010 ad oggi abbiamo garantito una continuità di buon livello raggiungendo tre volte i playoff senza mai sforare il bilancio di un euro. Ora siamo ancora al lavoro per coprire il budget come accaduto negli anni scorsi, però mai e poi mai aggraveremo i costi di gestione perché i risultati non ci sono».[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Insomma Vescovi conferma di essere la persona giusta al posto giusto sulla poltrona presidenziale vista la mancanza di alternative e il momento delicato, ma ribadisce la disponibilità a cedere l'incarico accettato in mancanza di alternative al termine della stagione. «Vista la situazione ho accettato per spirito di servizio, sebbene, come noto, la mia volontà fosse diversa. Garantisco disponibilità per proseguire fino al 30 giugno ma se in futuro qualcuno si proporrà con argomenti validi mi farò volentieri da parte. Non perché voglia scappare, ma se ci fosse una figura in grado di dare entusiasmo e nuova linfa sarebbe utile per tutti noi».
    Gi.Sci.[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Grande orgoglio e tanto cuore non bastano a battere una crisi di qualità. Spiace ammettere una resa così mortificante, nonostante una condotta ammirevole e da applausi scroscianti almeno sino ai minuti finali, quando la più attrezzata e sicura Cantù, uscendo alla distanza, ha spento una possibile risurrezione biancorossa. Questa è la realtà d'una Cimberio che si porta sul groppone quindici sconfitte in venti gare ufficiali, comprese le qualificazioni all'Eurolega e la partecipazione all'Eurocup, quindi prigioniera dei propri limiti, diventati insicurezze e oppressioni tremende. Un bell'atto di dolore, recitato in umiltà, diventa necessario per capacitarsi della situazione e trovare veri propositi di cambiamento, anche possibili dopo un derby vissuto con un contegno esemplare, soprattutto in difesa, laddove sono in discussione voglia di lottare e di vincere. Nulla da eccepire, dunque, sull'impatto di Frates (foto Blitz) e dei suoi uomini - apprezzati da tutti gli spalti - a una sfida molto ardua, ben conoscendo le maggiori risorse fisiche e tecniche di Cantù, come dimostra il suo cammino in campionato e in Europa. Già, si può essere soddisfatti anche perdendo, così è stato, purtroppo il veleno sta nella coda o meglio nei trascorsi d'una coppa da "terzo mondo" e in trasferte di campionato gravate da questa sconfitta attraverso una classifica che sfiora i bassifondi e che disorienta una piazza non più abituata a quelle situazioni da limbo vissute in continuazione tra un piazzamento stracciato ma utile ai playoff e un anonimato lapidario per le proprie aspettative. Altro che terza e quarta fila, almeno nella peggiore delle ipotesi, come da griglia di partenza o pronostico che dir si voglia: Varese sta scemando oltre la nona posizione, il che significa pur qualcosa sulle sue condizioni di perdente. Roba da stridore di denti, sicuramente in netto contrasto con un recente passato, decisamente splendido e opposto, dovendo convenire molto banalmente che non tutte le ciambelle escono con il buco. Basti pensare a Banks il quale, pur attraverso alcune battute a vuoto, incarna - con i suoi trascinanti guizzi - un valore che, a squadra allestita d'estate, non figurava tra i calcoli potenziali di una Cimberio, evidentemente mal pensata. Tutte cose che sappiamo, obietterà giustamente qualcuno, inutile girare il coltello nella piaga. Ora, però, bisogna cambiare andazzo. Domenica s'è avuta una vogliosa dimostrazione di cambiamento da parte di tutta la squadra le cui aspirazioni sono quelle di primeggiare e non di opporsi a qualcuno, che sta dentro casa, se poi non vi riesce - risultando non trascendentale o poco competitiva - bisogna ricercare in profondità i motivi che la condizionano per eliminarne eventuali tare. Come lo sono, ora più che mai, sfiducia, angoscia e oppressione che terribilmente la condizionano, basti ripensare al finale del derby per certificare insicurezza, se non paura nelle file biancorosse, seppur a corto di un fromboliere di razza. Ognuno, da tempo, ha una propria sentenza sollecitando un intervento: l'allenatore, si sa, si trova nell'immaginario popolare in cima alla lista ma quali responsabilità gli si possono rimproverare se, per esempio, un egregio Hassell sparacchia ai cristalli un paio di buoni palloni e se Rush in contropiede s'infrange sull'avversario? Che fare allora? Le risposte certe non sono semplici da trovare. Probabilmente questa squadra, una volta rasserenata, potrà rendere di più, soprattutto a Masnago. Resta da capire quando e come riuscirà a cambiare spessore. [/size][/font][/color]

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