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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Cecco Vescovi succede a se stesso. Sarà ancora l'ex bandiera biancorossa, il presidente della Pallacanestro Varese. L'ufficialità è arrivata dall'assemblea dei soci di Varese nel Cuore ieri a Villa Ponti: il massimo dirigente del club di piazza Monte Grappa si presentava dimissionario dopo il primo mandato triennale concluso lo scorso 30 giugno. Ed al termine della stagione passata aveva più volte espresso la volontà di lasciare la poltrona presidenziale per concentrarsi interamente sul ruolo di responsabile dell'area tecnica. Ma, in mancanza di candidature alternative, i proprietari - in rappresentanza di 90 delle 120 quote del consorzio - hanno fortemente voluto confermare Vescovi al timone. «E' stata una elezione per acclamazione: la società sta vivendo un momento delicato e Cecco ha accettato per senso di responsabilità - spiega Michele Lo Nero, presidente di Varese nel Cuore che resterà a fianco di Vescovi nel CdA -. Lui è stato un grande giocatore ed ora è un grande dirigente col quale ho la fortuna di collaborare in questo percorso. I proprietari hanno apprezzato la serietà e l'equilibrio della sua gestione ed hanno voluto rinnovargli il mandato: il momento è delicato sia a livello sportivo che nella copertura del budget e la sua figura è strategica. Il periodo è difficile ma la filosofia non cambia: dobbiamo essere ancora più uniti ed uscire tutti insieme dal momento difficile». I consorziati - che possiedono il 100% delle quote della società - hanno eletto anche il nuovo CdA ampliato da 5 a 7 membri. Uscito di scena Claudio Maria Castiglioni (le 30 quote della famiglia proprietaria fino al 2010, che ha esaurito a giugno di quest'anno il suo percorso di uscita programmata dal club, sono sul mercato), a fianco dei confermati Vescovi, Lo Nero, Stefano Coppa e Vittorio Gandini sono entrati a far parte della governance del club Giorgio Gaspari di Imaginor, Massimo Cozzi di Waste Italia e Monica Salvestrin di Nau Ottica. «Il motivo per cui abbiamo voluto ampliare il CdA è legato all'aumento della complessità della struttura della società - spiega Lo Nero - Abbiamo voluto persone che conoscessero già la nostra realtà che potessero dividersi maggiormente i compiti facendo valere le rispettive competenze specifiche all'interno del club». Nella prima riunione del consiglio saranno dunque affidate ufficialmente le deleghe (Giorgio Gaspari per il settore marketing, Monica Salvestrin per lo sviluppo e Massimo Cozzi - già legato al mondo del basket ad Uboldo - per il settore giovanile). L'assemblea ha inoltre approvato il bilancio della stagione 2012/2013 affrontando anche il discorso dell'anno sportivo in corso («Per la copertura completa del budget manca ancora poco più del 15%, abbiamo chiesto a tutti i soci di sensibilizzare i loro contatti per pareggiare i conti anche il prossimo anno» spiega Lo Nero).[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Gi.Sci.[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3](G.S.) - Serbatoio in riserva dopo i due viaggi della settimana: così Fabrizio Frates interpreta il calo finale della Cimberio in un quarto periodo davvero povero di intensità di fronte ai balzi della pattuglia acrobatica di Pistoia. «La Giorgio Tesi Group ci ha messo grande energia per 40 minuti, costringendoci a giocare male e perdere parecchi palloni con la sua pressione difensiva. Noi ci siamo battuti con quello che avevamo, ricucendo tre strappi con energia e rientrando ancora a meno 2 a 6’ dalla fine. Ma siamo molto stanchi dopo i due viaggi in pullman a Lione e quello di ieri: forse è stata la settimana più faticosa dall’inizio dell’anno, stiamo giocando ad altissimi ritmi dall’inizio della stagione ed abbiamo fatto fatica nel finale. Nei 5’ finali eravamo proprio sulle ginocchia, tempo ed energie per riprenderli per la quarta volta non ce n’era più». Il tecnico milanese insiste nuovamente sul concetto della difesa da migliorare in vista dei prossimi due impegni casalinghi: «Dobbiamo migliorare in difesa, lo sappiamo e ci stiamo lavorando; soprattutto sulle situazioni dinamiche e sui pick&roll fatichiamo contro giocatori agili come Johnson, che ci costringono a chiuderci dentro l’area liberando i tiratori da 3 punti e la coperta diventa un pò corta. Dobbiamo imparare a migliorare la pressione sulla palla per limitare i passaggi dentro. Adesso pensiamo a Valencia per preparare il derby con Cantù, che sarà una gara molto accesa e sentita». Anche Cecco Vescovi guarda avanti senza processi pubblici pur ammettendo la prova davvero scialba della squadra: «Siamo stati decisamente molto brutti, però bisogna andare avanti ed insistere su quello che stiamo facendo. La prossima partita sarà importantissima, pensiamo a quella per provare a risalire la china; mercoledì contro Valencia sarà un allenamento per preparare il derby, dobbiamo continuare a lavorare senza[/size][/font][/color]


    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]perdere fiducia». E il GM biancorosso - che giovedì cederà definitivamente la presidenza della Pallacanestro Varese, "vacante" ormai dal 30 giugno - indica così le priorità sulle quali lavorare: «Prima di tutto dobbiamo fare meglio le nostre cose evitando quei break devastanti che concediamo con troppa nonchalance. Se la squadra non avesse dentro nulla non saremmo rientrati 3 o 4 volte da meno 10, dunque qualcosa c’è in questo gruppo. Di sicuro non la capacità di prendere in mano l’inerzia di una partita perché tutte le volte in cui siamo rientrati abbiamo poi buttato via tutto con grosse ingenuità frutto di cattive esecuzioni». La sconfitta di Pistoia non muta comunque la volontà del responsabile dell’area tecnica di non mettere in discussione Fabrizio Frates, concentrando invece sul mercato dei lunghi il prossimo "target" per il correttivo che dovrà seguire l’innesto di Adrian Banks: «Cambiare l’allenatore è una ricetta fin troppo semplice che non risolverebbe i nostri problemi: avrà anche lui le sue colpe come tutti noi ne abbiamo in questo momento difficile, ma non è il principale imputato. Ci sono problemi strutturali che non dipendono dalla guida tecnica, dobbiamo lavorare per crescere con le risorse attuali e vedere cosa si può fare per cambiare il trend».[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3][font=verdana]«Se siamo la squadra che pensiamo di essere, dobbiamo iniziare a vincere in trasferta». Così Adrian Banks "twittava" ieri mattina prima del match di Pistoia: la risposta del campo ha evidenziato che la Cimberio attuale è ben inferiore alle aspettative di tutti: società ed ambiente, ma anche degli stessi giocatori. Ed anche la fiducia dell’ultimo arrivato in casa biancorossa si scontra con una realtà che ribadisce i limiti strutturali della squadra di Frates. Che sarebbero tali anche se in panchina sedesse Marco Calvani o Sasha Djordjevic: perchè purtroppo la realtà del campo - e delle 10 sconfitte esterne su altrettante gare, col ruolino di marcia complessivo aggiornato ad un record di 5-14 - ribadisce che l’attuale versione della Cimberio è piena di problemi strutturali. In due parole, è mal allestita e attualmente non vale i playoff. E allora questo concetto deve essere ben chiaro anche ai tifosi che chiedono a gran voce la testa di Fabrizio Frates e accusano la squadra di scarso impegno e attaccamento ai colori biancorossi. Ma i problemi sono ben altri, ad iniziare da un organico vistosamente squilibrato tra troppi attaccanti e pochi atleti, con Clark ed Hassell ormai palesemente incompatibili sui due lati del campo come problema più lampante di una lunga trafila di "magagne" tecniche (dal ginocchio di Scekic alla sfiducia nei confronti di Sakota) esacerbate dalla cappa di negatività delle ultime settimane. E se Varese è troppo piccola e povera di muscoli per lasciare il segno in Europa, per assurdo la sua taglia più fisica che atletica la condiziona al contrario anche in campionato, dove squadre dinamiche come la Pistoia dei 5 americani "salterini" mettono a nudo tutte le difficoltà di coesione di un gruppo di giocatori di buon livello ma decisamente poco "organici" l’uno all’altro. Il primo correttivo col ritorno di Banks per un Coleman fuori sintonia con l’ambiente può dare una mano ad evitare squilibri eccessivi, ma si è rivelato un palliativo per curare i mali di una squadra che ha bisogno di ulteriori interventi (ora nel mirino c’è Hassell con la necessità di aggiungere atletismo al reparto lunghi) per provare ad invertire un trend negativo davvero preoccupante. Sul piano tecnico è probabilmente il momento peggiore dei quattro anni del progetto "Varese nel Cuore", con i tifosi biancorossi - inebriati dalla stagione 2012/2013 - che chiedono a gran voce interventi per risalire la china; ma il mercato sbagliato d’estate andrà corretto con i residui delle transazioni attuali, perchè le risorse per ribaltare l’organico non ci sono. Però sparare su tutto e su tutti crea solo ulteriori pressioni e negatività: il derby contro Cantù sarà uno snodo decisivo per le strategie a breve termine, però dalla crisi attuale si esce soltanto facendo quadrato tutti insieme. Società, allenatore, giocatori e pubblico. Altrimenti si affonda tutti insieme.[/font][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Passa dalle trasferte la chiave di accesso alle Final Eight della Coppa Italia 2014, primo obiettivo concreto per la Cimberio dopo la conclusione precoce dell'avventura in Eurocup. A sette gare dal termine del girone di andata la squadra di Fabrizio Frates è ampiamente in lizza per tornare tra le protagoniste della kérmesse prevista dal 7 al 9 febbraio al Forum di Assago, dove lo scorso anno Varese giocò virtualmente in casa sospinta da un vero e proprio esodo di tifosi biancorossi (ben seimila in occasione della finalissima contro Siena). [/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana][size=3]Ma per conquistare uno degli otto posti al giro di boa della regular season che valgono l'accesso alla prestigiosa manifestazione sarà indispensabile sfatare un tabù esterno che tra Vilnius, Siena, il campionato e l'Eurocup ha fatto lievitare a quota nove le sconfitte consecutive della Cimberio lontano da Masnago. [/size][/font]
    [font=verdana][size=3]Attualmente Ere e soci navigano al settimo posto con 8 punti a braccetto con Milano, Avellino e Reggio Emilia, ma sono gli unici ad avere una media inglese negativa (4 successi casalinghi su 5 impegni al PalaWhirlpool e 3 sconfitte esterne). [/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana][size=3]Il rush finale per tagliare il traguardo intermedio nella metà alta della classifica passa attraverso tre impegni casalinghi contro squadre di alta classifica (il derby con Cantù di domenica prossima, il posticipo dell'infrasettimanale festivo di Santo Stefano contro Bologna e la chiusura casalinga dell'andata del 12 gennaio contro Roma) e 4 trasferte contro avversarie abbordabili, fatta salva la penultima di andata sul campo dei pluricampioni in carica contro Siena. Dunque Varese si giocherà il passaporto per le Final Eight nei prossimi impegni di Pistoia e Caserta (22 dicembre) e nell'ultimo turno del 2013 a Cremona (29 dicembre). [/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana][size=3]Ma quale potrebbe essere la quota Coppa Italia al giro di boa? Gli ampi vantaggi acquisiti in occasione delle vittorie casalinghe contro Reggio Emilia (più 19), Venezia (più 12) ed Avellino (più 17) potrebbero essere carte importanti da giocare in caso di arrivo in volata, abbassando a 16 punti la soglia minima di bottino da conquistare nella fase ascendente della regular season. Ma battere avversarie di livello in casa e fare bottino con continuità in trasferta è caratteristica delle squadre di rango, cosa che Varese non ha ancora dimostrato di essere. Certo l'effetto Banks, riscontrato anche in occasione del match di mercoledì a Lione, ha sbloccato un impasse tecnico e mentale che stava rischiando di far precipitare la stagione biancorossa. [/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana][size=3]Ma proprio lontano da Masnago la Cimberio deve dimostrare di aver acquisito una solidità sufficiente per far valere il suo potenziale offensivo consolidato dal ritorno della guardia di Memphis. [/size][/font]
    [font=verdana][size=3]E il trittico di impegni Pistoia-Cantù-Caserta può essere un trampolino di lancio per le rinnovate ambizioni biancorosse, verificando in soldoni se il cambio Banks per Coleman sarà stato sufficiente per cambiare il corso della stagione.[/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana][size=3]In ogni caso il roster a disposizione di Frates difficilmente varierà prima di Natale, tra le tempistiche per verificare le disponibilità del mercato e per esaurire a livello amministrativo la pratica con la guardia di Houston (col quale è stato intavolato un abbozzo di trattativa per la transazione). Da Lione sono arrivati segnali di ripresa da parte di Hassell, che almeno in attacco ha dimostrato voglia di andarsi a cercare palloni giocabili in termini di rimbalzi d'attacco; i problemi difensivi - sia sul pick&roll che negli aiuti - restano però irrisolti, sebbene non tutte le colpe vanno ascritte al pivot della Virginia visto che anche sul perimetro non abbondano gli stopper (Clark su tutti). [/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana][size=3]Ma il concetto è quello espresso da Frates dopo Lione in modo lapidario: «Per crescere dobbiamo essere più solidi in difesa». E se non si riesce a progredire con le risorse a disposizione, bisognerà cercarne di diverse all'esterno.[/size][/font]
    [font=verdana][size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/font][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Due diverse partite: una giocata in campo, l'altra sugli spalti. L'una tra la Cimberio e Pesaro, l'altra tra la Curva Nord e il resto del pubblico, improvvisamente su sponde diverse, divisi da prese di posizione (opposte) nei confronti di squadra e società. Alla contestazione degli Arditi che, con uno striscione ricordavano il mercato biancorosso sbagliato con evidente risultato nonché la mancanza di rispetto per chi, come loro, ama i colori e che da sempre mette la faccia in trasferta (concetto abbastanza incomprensibile non esistendo società che commetta errori, incurante dei propri fans).[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Quel che è accaduto sugli spalti probabilmente ha fatto più notizia della gara stessa, vinta agevolmente contro una disarmata Pesaro. In passato conflitti del genere ve n'erano stati ma si erano esauriti quasi in un batter d'occhio, mentre stavolta sono durati per una gara intera. Persino il commendator Cimberio, inneggiato dai ragazzi della Curva, si è rivoltato loro contro. Resta da chiedersi che cosa accadrà in futuro dopo una spaccatura così clamorosa, anche se a mettere tutti d'accordo, magari attraverso una specie di tregua armata, sarà proprio Cantù, odiata rivale di ogni biancorosso, di scena nel prossimo turno che si disputerà a Masnago. [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Un clima surreale, peraltro in una giornata di lutto per la pallacanestro varesina che ha perso Dante Trombetta, il mitico simbolo della vecchia e cara Robur et Fides, fucina di tanti campioni, da Aldo Ossola a Dodo Rusconi, da Dino Meneghin a Iwan Bisson (di passaggio per essere svezzati) per dire di Cecco Vescovi e Massimo Ferraiuolo, oggi colonne della Cimberio. Per tornare alla gara, e dirla tutta con franchezza, la prima vittoria dopo sette sconfitte consecutive, pur netta e limpida, ha avuto come contraltare una Pesaro assai dimessa. Guai a non sfruttare l'occasione e così puntualmente è avvenuto in contemporanea con il festoso debutto a Masnago di un Banks (foto Blitz) ancora capace di entusiasmare la folla, attraverso la fluidità della sua azione, pure a dispetto delle prestazioni che l'accompagnavano qui dai suoi recenti trascorsi in Israele. [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]La rapidità e il fiuto del canestro di Adrian sono parsi, una volta scaldato il motore, veri ed efficaci ricostituenti per il resto della squadra, non più costretta ad osare dalla lunga distanza per dover sopravvivere o poter trionfare, dotata com'è adesso di una ficcante variabile. Ci fosse soltanto la grana Coleman, probabilmente superata con un suo addio, questa Cimberio sarebbe già sulla strada di una rinascita. Se non che resta problematica la regia, come pure una carenza strutturale sotto i tabelloni, visto che, per ragioni diverse, i pivot biancorossi non sembrano fulmini di guerra. Prima o poi uno di loro salterà. Nel frattempo Varese ha buone chances di restare in quota, soprattutto con un altro ritocco laddove, battendo la lingua, il dente duole.[/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Un gesto spontaneo valso più di mille parole con cui Renzo Cimberio ha voluto replicare al coro dedicatogli dagli Arditi nel pieno duello verbale tra gli ultras e il resto del PalaWhirlpool. Il main sponsor biancorosso spiega così le ragioni che l'hanno portato a quella reazione così significativa: «Non sono l'eroe della giornata, il mio è stato un rimprovero quasi paterno nei confronti di persone che considero amici ed in quel momento stavano sbagliando. Un gesto che fa parte del mio carattere: se vedo una cosa che ritengo sbagliata lo dico subito. E, a mio avviso, quello striscione che contestava il mercato della società e l'impegno dei giocatori era un errore. [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]All'intervallo tra primo e secondo quarto ne ho parlato anche con Toto Bulgheroni, mio vicino di posto in parterre, ed entrambi abbiamo giudicato inopportuna la contestazione. Volevo alzarmi per chiedere ai tifosi di rimuovere lo striscione, ma poi ho preferito rinunciare perché volevo spiegare bene le mie ragioni. Quando poi è partito il coro nei miei riguardi, ho reagito d'istinto evitando sceneggiate, ma alzando il braccio per chiedere di togliere i cartelli». Dunque, non una censura ma un segnale di dissenso a un atteggiamento che poteva costare caro alla squadra: «La mia non era una "squalifica" nei confronti di un gruppo che ho sempre aiutato quando mi ha chiesto sostegno per le trasferte. Però, non è giusto criticare in quel modo in un momento così difficile: quella contro Pesaro era una partita nelle nostre possibilità e c'era bisogno di infondere coraggio alla squadra, non tagliarle le gambe come poteva avvenire con una contestazione del genere».[/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]L'imprenditore piemontese esprime il suo parere anche sulle ragioni che hanno portato gli Arditi a contestare il mercato della società e l'impegno dei giocatori: «Quello striscione non rispecchia la realtà delle cose. Certamente sono stati commessi errori in campagna acquisti ma il budget attuale è molto inferiore e non siamo stati fortunati come nella scorsa annata quando avevamo scovato un fenomeno come Dunston. Un giocatore che nessuno conosceva direttamente così come Hassell e che si era rivelato una scelta azzeccatissima; purtroppo trattenerlo era impossibile a livello economico. Probabilmente le scelte non sono state tutte indovinate ma si è fatto secondo le possibilità economiche. La curva ce l'ha con Frates ma non è l'ultimo arrivato per esperienza e capacità; è esigente ma c'è un complesso di cose di cui tenere conto».[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Ora il ritorno di Banks dà motivo al main sponsor per sperare nella svolta: «Anch'io ho criticato Vescovi per non aver risolto subito la situazione Coleman che ha rischiato di rovinare lo spogliatoio, poi ho capito le scelte della società, legate alla situazione contrattuale. Ora il suo allontanamento e il successivo innesto di Banks hanno cambiato spirito e morale della squadra: pur non al meglio della condizione, ha dato brio ed entusiasmo contagiando anche Polonara e Sakota. Dalla reazione d'orgoglio di domenica dobbiamo ripartire per crescere».[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Infine Renzo Cimberio auspica che la frattura tra gli Arditi e il resto del PalaWhirlpool rientri per il bene di Varese: «Spero che capiscano il mio gesto e tornino per tifare Varese. Domenica il sostegno di Masnago ha dato morale ai ragazzi ma abbiamo bisogno di tutti. Schierarsi contro squadra, allenatore e società non serve a nulla. Se non ci fossero Vescovi, Lo Nero e Coppa dove sarebbe oggi la Pallacanestro Varese? C'è chi vuol cambiare mezza squadra, ma chi paga? Cimberio non è Armani, io non posso fare lo sponsor per tutta la vita, sono momenti duri per tutti. Certo, sono stati commessi degli errori e la società li ha ammessi; capisco chi fa sacrifici per andare in trasferta, ma diamo fiducia e stiamo vicini a chi sta operando per migliorare la situazione».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](4 punti; 2/4 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Procede in ciabatte ad aspettare che un boy scout lo aiuti ad attraversare i lunghi metri che separano le due aree colorate. All'ennesima palla scivolata dalle mani, comincia a circolare la voce che lui sia il gemello dello Scekic, quello forte, visto in un freezer del Pianella. Mai fidarsi degli acquisti effettuati presso i mobilifici brianzoli.
     
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](13 punti; 1/1 2p; 3/4 3p; 2/2 tl), [b]VOTO: 6,5. [/b]Sornione, oseremmo dire impalpabile, per tutto il primo tempo, contribuisce fattivamente al break che spezza il sortilegio pesarese. In un amen inventa dieci punti di pura classe ed eleganza: ora lo vogliamo con il coltello fra i denti.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](2 punti; 1/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Giudizio di incoraggiamento per un ragazzo che, pur con uno stipendio da persona qualunque, sta vivendo forti pressioni. I mezzi tecnici sono deficitari, lo spirito si può recuperare ancora.
     
    [b]KEYDREN CLARK [/b](15[b] [/b]punti; 4/7 2p; 2/5 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Contro avversari molli e poco scafati, alterna bene le scelte personali a quelle utili ad ispirare i compagni (sei assist, di cui uno splendido per Polonara). Nel complesso evidenziamo il suo finale in crescendo dopo un inizio di scelte alla cieca.
     
    [b]ADRIAN BANKS [/b](24 punti; 8/13 2p; 1/1 3p; 5/7 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Varese lo aveva tanto amato, prima che qualche follia consumata a giugno lo portasse lontano. È tornato con il cipiglio del leader: scarpe cangianti di un colore improponibile, cenni di conforto al pubblico, corsa, lotta al rimbalzo. Soprattutto canestri e rabbia agonistica. Esce dal PalaWhirlpool osannato come un templare, brandendo il bidone di latta del Latte Varese del migliore in campo: Coleman chi?
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](10 punti; 1/4 2p; 2/3 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Lo spirito del DeNik, mai compendiato a sufficienza dai numeri del tabellino, si manifesta quando la sfida è ancora tesa e soggetta a folate di vento. Si mette al timone e la nave biancorossa solca il mare verso l'isola dei due punti. Un approdo che mancava da troppo tempo
     
    [b]FRANKLIN HASSELL [/b](4 punti; 2/4 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Di fronte a lui si erge Anosike, il miglior pivot del campionato ai fini statistici. BigFranklin ne soffre brutalmente l'atletismo e il tempismo, finendo parcheggiato sovente in panchina. Alla fine sono quasi di più i falli spesi che i punti prodotti.
     
    [b]EBI ERE [/b] (5 punti; 1/4 2p; 0/1 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Serata sottotono, condita da forzature e scelte testarde. Anche in difesa e sotto le plance è meno presente del consueto. La buona sorte, inoltre, non gli dà certo un grande aiuto.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](14 punti; 3/4 2p; 2/4 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Pulito, efficace, umile nelle misura giusta. Sono suoi i primi minuti di partita – mentre i compagni erano terrorizzati – e della seconda frazione, laddove qualcuno era ancora al bar. Perde mezzo punto, ahilui, per due o tre dormite difensive colossali.

  • Nicolò Cavalli
    Notte grottesca a Masnago: in campo le squadre si scambiano per lunghi tratti omaggi e canestri facili, con l'intensità nemmeno intravista con il binocolo. Sulle tribune piovono parole e gesti grosse: eppure i tifosi di Pesaro non ci sono, è una faida tutta interna. Succede allora che l'ottimo Banks metta tutti d'accordo, cesellando punti e scaricando energia ad alto voltaggio. La pallacanestro educata è ancora lontana parente del gioco macchinoso proposto dalla truppa di Frates. Però la vittoria, arrivata dopo un mese di sonore sberle, dà morale e scaccia i brutti pensieri notturni di ipotetiche discese tra gli inferi della zona retrocessione.
     
    [i][b]Pieno inverno. [/b][/i]Il freddo pungente di inizio dicembre trova dimora anche dentro il Lino Oldrini: tiepidi applausi alle presentazioni delle squadre, con il figliol prodigo Banks (in quintetto) a far scaldare gli animi. Dalla Nord invece striscioni di contestazione a squadra (“zero impegno”) e società (“mercato sbagliato”). Hassell spende due falli in un amen, nel mentre Anosike controlla con autorità l'area colorata: 2-5. Due triple di Polonara servono a contenere il disavanzo creato dalle sfuriate di Pecile (MVP degli adriatici con 17 punti e carisma), quindi il 2+1 di AB – in campo con scarpe rosa shocking – regala il primo vantaggio Cimberio: 13-11. Le difese blande favoriscono la squadra un po' più talentuosa, così Varese si issa sul 23-15 con i primi timbri, tutti dalla lunetta, del capitano Ere.
     
    [i][b]Guerra civile. [/b][/i]Il neo acquisto marchigiano Johnson e Turner producono uno strappo di 0-6 in apertura di secondo quarto, ma la cronaca è dettata da quanto accade sugli spalti. La Curva insulta i tifosi di gradinate e tribuna (il peccato? Aver applaudito i ragazzi di Frates in difficoltà), a loro volta tutto fuorché pacati nell'apostrofare gli ultrà. Renzo Cimberio, inneggiato dalla Nord, risponde no alla ruffianeria dal suo posto in parterre: la rottura è consumata. Sul parquet Varese fatica tremendamente nel contrastare l'atletismo di Anosike (che però sul più bello incappa nel terzo fallo personale) e la verve di nonno Young, tanto da tornare a rincorrere in concomitanza del 33-35. I buoni canestri di De Nicolao e Clark trovano ulteriore conforto dal 3 su 4 dalla linea della carità di Banks, dall'altra parte Trasolini e Amici ridanno il vantaggio alla tenace VL: 40-41. Bastano le fiammate di Sakota, Clark e ancora di Adrian per invertire la rotta alla pausa lunga, 48-43. Un nuovo mistero degno di Fatima avvolge invece l'operato degli arbitri: come fischiare ventisei falli, equamente divisi tra le contendenti, con un agonismo analogo?
     
    [i][b]L'ora della riscossa. [/b][/i]Quattro punti “leonini” di Achille piè veloce segnano un approccio gagliardo che il coach ospite Dell'Agnello tenta subito di smorzare con una sospensione tecnica. La Cimberio finalmente decide di giocare a pallacanestro per più di due possessi susseguenti: la palla circola, i movimenti paiono armonici, vanno a segno tutti - tranne calimero Hassell - con il punteggio che schizza sul 61-47. Sul più quindici i biancorossi di casa concedono, ancora tiepidi sul vassoio, i canestri ad Anosike e Trasolini per riaprire il match. Poco male perché Sakota ricama l'arcobaleno del 71-56 per inaugurare una serie di dieci punti consecutivi. C'è gloria, nel finale di un parziale ben amministrato, pure per Rush: lo svedese scarica con una schiacciata mirabolante tutta la frustrazione di un'annata storta. 78-61 e partita in ghiaccio.
     
    [i][b]Serve il cambio di marcia. [/b][/i]Dopo due minuti di dormite inopportune (con Scekic arzillo come un pensionato a far la fila in posta e Rush che si auto stoppa), Clark cerca di far quadrare i conti con un po' di raziocinio. Pesaro potrebbe rientrare ma, pagando il fiato corto e le scarse alternative, non riesce a valicare la soglia psicologica della doppia cifra di ritardo. Hassell si sblocca, Anosike (14 punti e altrettanti rimbalzi) è un cavallo imbizzarrito, Banks pesca il ventello con due dei suoi inconfondibili arresto-e-tiro: dolci ricordi che affiorano dal recente passato.
    Un altro tassello del mosaico degli indimenticabili è tornato a impreziosire il tempio di Masnago. Senza gli insegnamenti di Green e Dunston nessuno chiede di ripetere i fasti di un anno orsono. Ma la vittoria di stasera vale doppio per tutti coloro che, mossi dal credo cestistico, hanno detto no al potere precostituito delle Curva per dire “fino alla fine forza Varese”. Un coro a pieni polmoni intonato da chi si è stancato di vedere il proprio parquet troppe volte profanato.
    Ora ci si augura che anche i primi attori del campo e dello staff si diano una bella mossa caratteriale: le partite contro Pistoia e Cantù non ammettono errori.

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Sale a quota sette gare la striscia negativa della Cimberio, che nella sfida sul fondo della classifica del girone C dell'Eurocup incassa un altro stop di fronte al Paris Levallois. [/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Una partita dai due volti per la squadra di Frates, che dopo un primo tempo balisticamente scentrato (solo 22 punti con il 27% dal campo) mostra quantomeno segnali di ripresa inquadrando il bersaglio dall'arco (7/17 da 3 dopo il 4/16 dei 20' iniziali) e ricucendo da meno 14 fino al meno 3 del 37'. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ma Varese vive e muore col tiro da fuori in un'altra serata europea di grande difficoltà per Frank Hassell, subito gravato di falli (3 dopo 11' e 4 al 23') e in costante affanno contro il veterano Elton Brown (5/10 da 2 e 7 rimbalzi). Così le triple di Clark e Polonara e l'energia di capitan Ere non bastano ad una Varese nuovamente senza impatto offensivo dalla panchina (0/5 per De Nicolao, 0/3 per Sakota). Le note positive arrivano dall'esordio di Adrian Banks: pur con un solo allenamento nelle gambe dopo 17 giorni di inattività la guardia statunintense sfodera le sue qualità di incursore (4/6 da 2 in 24'), con l'auspicio di aumentare ulteriormente condizione e feeling con i compagni in vista della delicata gara di domenica contro Pesaro. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]La società predica giustamente pazienza e fiducia nella possibilità di risalire la china col l'innesto della guardia di Memphis ed il recupero di Coleman, ma dopo 7 stop in fila il match casalingo contro il fanalino di coda della serie A è da vincere senza se e senza ma per riportare il sereno attorno a squadra ed allenatore [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Mani decisamente fredde per la Cimberio in avvo (solo 3 punti nei primi 7'30): Levallois piazza il primo allungo (7-2 al 5' con tripla di Albicy) e il secondo fallo a metà primo quarto di Hassell induce il coach milanese a dare spazio a Scekic. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Dopo il primo canestro della partita realizzato da Nicola Mei gli ospiti falliscono i successivi 9 tiri; Frates fa alzare dalla panchina Adrian Banks e Varese sblocca l'impasse offensivo con una doppietta dall'arco Clark-Polonara che vale il 14-11 del 9'. Torna Hassell in avvio del secondo quarto ma il suo terzo fallo alla prima azione ribadisce la supremazia fisica della squadra di Beugnot (39-29 a rimbalzo). [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Varese paga la totale mancanza di dimensione interna (solo 13 tiri da 2 con 4 liberi a metà gara contro 16 triple) e precipita sul 26-12 del 13'. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Dopo il time-out chiamato da Frates la Cimberio ha un sussulto con un Banks subito carico (27-19 al 15' con 4 in fila dell'ultimo arrivato). Ma gli ospiti hanno le mani fredde dall'arco (4/16 da 3 a metà gara) e una doppietta dall'arco di Ndoye dilata nuovamente il gap fino al 35-22 del 20'. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]L'intervallo lungo sembra far bene agli ospiti: due triple di Clark (6/11 da 3 e 4 assist) e Polonara danno gas alla Cimberio (37-30 al 23'), ma il quarto fallo del Tank a 7'09 dalla terza sirena spegne la piccola fiammata pro-Varese con Brown a banchettare da sotto (44-30 al 24').[/font][/size]
    [size=3][font=verdana] La squadra di Frates prova comunque a riannodare i fili: due recuperi di Ere e Polonara valgono canestri facili (49-40 al 26'), ma Levallois colpisce da fuori col solito Ndoye. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Nel finale del terzo quarto i due play in coppia alzano il ritmo; le mani veloci di Albicy (6/7 al tiro e 4 assist) lasciano il segno, ma capitan Ere (5/11 al tiro e 8 rimbalzi) trova finalmente spazi e munizioni (solo tre conclusioni nei primi 27') e Varese prova a riavvicinarsi (58-51 al 32'). [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Due dardi di Lang tengono le distanze (66-56 al 33'), ma quando sale di tono anche Polonara (5/9 al tiro) la Cimberio si fa minacciosa: un dardo di Clark riporta gli ospiti a meno 4 (68-64 al 36') sul ritorno di Hassell e Banks per l'assalto finale. Ma il pivot ex Hapoel Holon non è proprio in partita (solo un libero per il 68-65 e palla persa dopo il tap-in di Williams per il 70-65) e la tripla di Ewing ricaccia definitivamente indietro Varese (73-65 al 38') che torna a casa a mani mestamente vuote. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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