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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Cimberio obbligata a vincere nel match casalingo di stasera (ore 20,30 al PalaWhirlpool) contro l'Olimpia Lubiana. [/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]La partita che inaugura il girone di ritorno dell'Eurocup conta relativamente per la classifica, ma pesa in maniera  notevole per il morale di un ambiente fiaccato dalle ultime 4 sconfitte consecutive. Riscatto obbligato, dunque, per Varese dopo il tonfo casalingo contro Brindisi che ha evidenziato un malessere psicofisico preoccupante all'interno del gruppo. «Lunedì c'è stata una lunga riunione nella quale i ragazzi hanno mostrato il desiderio di cancellare il brutto primo tempo di domenica: non ci sono ragioni per avere un atteggiamento depresso e remissivo e a parole siamo tutti d'accordo su questo, adesso sul campo dobbiamo metterci i fatti» afferma Fabrizio Frates alla vigilia di una gara nella quale Varese ha un solo risultato disponibile: «Per sperare ancora nella qualificazione in Eurocup non abbiamo  margini di errore, ma quel che più conta è che la squadra metta in campo tutto quello che serve per riscattarsi come conferma dei buoni propositi espressi fra di noi negli spogliatoi». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Dunque una Cimberio chiamata a cambiare faccia contando anche sul ritorno a sorpresa di Aubrey Coleman, rientrato in gruppo nell'allenamento di ieri mostrando tanta voglia di giocare dopo quasi due settimane di impasse legate al decorso di un infortunio misterioso: «Aubrey si è allenato, dunque giocherà: non vedo motivi per non farlo scendere in campo» conferma Frates, facendo capire che se questa mattina il colloquio tra Vescovi e il giocatore avrà esito positivo, la guardia di Houston tornerà a tutti gli effetti nei ranghi. Se poi il mercato porterà in dote anche Adrian Banks, allora tanto meglio; non è detto però che i tempi siano rapidi, dato che se l'atleta sceglierà la via del tribunale Fiba per riconoscere le sue ragioni nei confronti del Galil Gilboa potrebbero servire anche una ventina di giorni per liberarlo dal vincolo attuale. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ma col ritorno di Coleman, pur  non al meglio, non ci sarà neppure più l'alibi dei ranghi ridotti per una Cimberio chiamata a riproporre la versione coesa e grintosa in grado di abbattere Venezia ed Avellino. E anche se ormai la priorità  è concentrata sul campionato vista la sclassifica compromessa in Eurocup, Varese ha il dovere di provarci fino in fondo in una gara nella quale più che il risultato finale conterà l'atteggiamento. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Rispetto all'andata l'Olimpia Lubiana ha recuperato il play titolare Jackson allungando le rotazioni col veterano Vladovic; per caratteristiche fisiche la squadra di Pipan non è neppure tra quelle più indigeste per una Cimberio che ha dimostrato di soffrire maggiormente avversarie dinamiche sul perimetro e nel reparto ali grandi rispetto a compagini fisicamente stazzate come quella slovena. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]La chiave sarà la battaglia sotto le plance, dove l'Olimpia vanta una batteria di lunghi numerosa e pesante che all'andata dominò  (decisivo il 33-52 a rimbalzo per il successo per 67-59 di Lubiana). Se Varese ritroverà coesione difensiva e capacità di spingere sull'acceleratore, le sue doti in campo aperto potranno mettere in difficoltà una rivale dalle potenzialità offensive limitate al di là dei fucilieri Gailius e Salin (68,5 punti di media in Eurocup per gli sloveni). Ma se la Cimberio vuole fare pace coi suoi tifosi non ha alternative alla vittoria. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia [/font][/size][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Giornata interlocutoria sul fronte delle uscite e delle entrate per la Pallacanestro Varese chiamata a trovare la quadratura del cerchio tra la separazione con Coleman (foto Blitz) e l'accordo con Banks.[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Da un lato entrambe le parti rispettano le regole per non aver problemi al momento del divorzio ormai annunciato; dall'altra l'oggetto dei desideri della dirigenza biancorossa non è ancora libero dai vincoli col Galil Gilboa e la transazione non sembra né imminente né priva di ostacoli. E per la Cimberio le tempistiche delle operazioni in entrata e in uscita debbono essere coincidenti: c'è di mezzo il regolamento che impone alle società che hanno scelto la formula con 7 stranieri di avere sempre 7 contratti depositati di giocatori non italiani, pena una multa da 50mila euro.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Dunque, prima di affrontare il discorso-transazione con Coleman, Varese deve aver pronto un sostituto. E al momento l'operazione Banks non è conclusa, anche se le alternative scarne offerte dal mercato rendono improbabile un cambio di scenario rispetto al ritorno in biancorosso di uno degli Indimenticabili. Anche perché la dirigenza rivuole la guardia di Memphis: chi per affiancare a Clark un giocatore meno "anarchico" rispetto a Coleman e con la giusta dose di leadership per sgravare il play bulgaro da compiti che non gli competono per problemi di personalità, e chi semplicemente per proporre un nome gradito alla piazza nel momento in cui il pubblico ha espresso i primi mugugni.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]La fulminante battuta di un tifoso dopo il tonfo casalingo contro Brindisi ("Da Indimenticabili a Inguardabili") fotografa lo stato d'animo di una tifoseria che non si capacita dell'inspiegabile trasformazione della squadra dall'esaltante vittoria contro Avellino alla disarmante resa contro l'Enel. In ogni caso la società è decisa a trovare rapidamente una soluzione per un caso che, oltre ad aver messo in difficoltà la squadra a livello tecnico, ne sta minando anche la compattezza a livello psicologico. L'assenza di Coleman sta diventando un comodo alibi dietro il quale troppi giocatori si stanno nascondendo.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]C'è un problema di rapporti nei confronti dell'allenatore? Difficile crederlo, ricordando che solo quindici giorni fa il PalaWhirlpool inneggiava alla Cimberio ed a Fabrizio Frates. La prova del campo dice che col gioco corale e ragionato di Frates e l'applicazione difensiva che è sempre stata la chiave del successo delle sue squadre, Varese ha messo sotto con autorità avversarie nella volata playoff come Reggio Emilia, Venezia ed Avellino. Però, stare nei binari del gioco di squadra costa fatica mentale a giocatori più abituati ad affidarsi all'istinto. E senza Coleman il sistema è andato in tilt, evidenziando di nuovo alcune lacune strutturali del roster. Che la Cimberio 2013/'14 abbia qualche piccolo o grande problema in alcuni ruoli - la regia, l'atletismo dei lunghi, la profondità della panchina - pare ormai un dato di fatto. Ma risalire col senno di poi alle responsabilità nelle scelte estive è esercizio sterile quanto inutile per risolvere i problemi: oggi servono soluzioni e la società sta cercando di individuare i correttivi necessari senza farsi prendere dalla frenesia né mettere in discussione l'allenatore.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Dopo Banks (o chi per lui) per Coleman, l'agenda prevede la ricerca di un cambio degli esterni in grado di coprire più ruoli e con maggior qualità di Rush. Se per motivi economici fosse necessario operare su una sostituzione doppia, si cercherà anche un lungo atletico da mettere dietro ad Hassell. Con l'unico vincolo legato al fatto che restano da utilizzare solamente tre visti per giocatori extracomunitari.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Gi.Sci.[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Una serataccia sotto il profilo tecnico ed agonistico ma non un disastro irrimediabile. Cecco Vescovi boccia l'atteggiamento della squadra (foto Blitz in alto) in occasione del pesante stop casalingo contro Brindisi che gli ha guastato la festa per la premiazione di Joe Isaac, onorato nel pre-partita assieme a Max Ferraiuolo e Sandro Galleani.[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Ma il g.m. della Cimberio non vede tutto nero: «Brutto atteggiamento, brutta faccia e brutta prova. Però tutto questo disfattismo non lo capisco né lo condivido: stiamo vivendo un momento difficile ma i problemi si superano ragionando per trovare le soluzioni, non con il pessimismo cosmico. Abbiamo davanti altri sette mesi di stagione e distruggere tutto non è certo il modo per invertire il trend negativo».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Di certo, dopo una partita così incolore, serve una risposta forte sul piano del carattere nella sfida di domani in Eurocup contro Lubiana: l'avventura continentale della Cimberio è ormai compromessa, ma dopo quattro stop consecutivi c'è bisogno di un segnale forte per ritrovare il feeling col pubblico di Masnago. «Prima di tutto c'è da parlare con il gruppo, perché serve cambiare faccia in vista della partita di domani: la sfida contro Lubiana vorrà dire poco dal punto di vista del risultato, perché ormai dobbiamo pensare al campionato, ma bisogna dare un segnale di svolta in termini di atteggiamento sul campo. Non dimenticando, però, che siamo a 6 punti in classifica dopo aver incontrato sei delle prime otto del ranking e aver perso con Milano, Sassari e Brindisi, ossia due delle favorite e la rivelazione del campionato. Poi, come abbiamo perso è un altro discorso, legato a riflessioni su come stimolare il gruppo».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Di certo vien da chiedersi come sia stato possibile avvitarsi in una spirale negativa di risultati e rendimento in sole due settimane, cancellando l'esaltante vittoria sulla Sidigas di Vitucci che aveva prodotto grande entusiasmo sulle tribune del PalaWhirlpool: «Nelle partite vinte si era vista una squadra solida e ben oliata, in quindici giorni la squadra che aveva schiantato Avellino non può essersi dissolta. Proprio per questo motivo è chiaro che bisogna agire sulla testa dei giocatori e sulla necessità di innescare dei meccanismi psicologici per uscire dalla crisi. Evidente che l'assenza di Coleman ha influito in maniera notevole: chi è stato chiamato ad avere responsabilità maggiori è stato schiacciato da questo peso e nelle quattro partite affrontate senza un titolare c'è stata un'involuzione palese di un roster già corto».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]In attesa che la società risolva l'affaire Coleman con un intervento sul mercato ormai scontato e improcrastinabile, Vescovi ribadisce che l'emergenza non deve trasformarsi in alibi: «Chiaro che l'assenza di un americano pesa, ma non autorizza gli altri ad avere un atteggiamento del genere. Il fatto che ci manchi uno straniero non dev'essere un alibi per nessuno. Ora l'esigenza è quella di trovare rapidamente una soluzione ma, all'atto pratico, domani saremo ancora in emergenza e ci aspettiamo una reazione della squadra».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Il g.m. biancorosso chiarisce che la soluzione per rimediare ai problemi va cercata all'interno del gruppo, escludendo categoricamente qualsiasi ipotesi di intervento sulla guida tecnica.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«Non voglio neppure commentare una cosa del genere. Tutti noi, nessuno escluso, abbiamo delle responsabilità per la situazione e dobbiamo ragionare con serenità su dove e come migliorare. Cerchiamo di mantenere la fiducia nel gruppo e di trovare il sistema per mettere in campo la faccia giusta, facendo rendere al meglio le qualità dei giocatori dell'organico attuale».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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    Banks sta arrivando

    By pxg14, in VareseFansBasketNews,

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana](g.s.) - Aubrey Coleman è ai saluti, Adrian Banks (foto Blitz) è alle porte. L’avventura in biancorosso della guardia di Houston sembra ormai un capitolo chiuso: ieri il giocatore americano ha richiesto una ulteriore visita di controllo presso uno specialista di sua fiducia a Treviso, e pertanto la società biancorossa ha deciso di non farlo scendere in campo in attesa dell’ulteriore referto medico - il quarto in 10 giorni - successivo alla visita di oggi. A questo punto l’addio di Coleman pare ormai scontato, anche per evitare che in squadra ci sia una pericolosa "deriva" verso un atteggiamento poco rispettoso di compagni e pubblico al contrario di quanto accaduto due settimane fa, quando capitan Ere scese in campo con Avellino dopo la contrattura muscolare riportata a Casale Monferrato. [/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]La sensazione dunque è che il responso dell’esame odierno sarà utile soltanto nell’ottica delle operazioni per la transazione del contratto col giocatore: la società, spazientita dapprima dal tempo di recupero dell’infortunio e poi dalla richiesta dell’atleta, sembra decisa a chiudere il rapporto e rivolgersi altrove. Riaprendo il canale con la guardia degli "Indimenticabili", tagliato solo due settimane fa in Israele: se a Varese serve un rinforzo rodato, vista la necessità di un correttivo in grado di dare una sterzata positiva sul piano tecnico e “umorale” all’ambiente, scommettere su un giovane mai uscito dagli States cui serva tempo per adattarsi alle regole Fiba è chiaramente un azzardo. [/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]E le alternative pronte all’uso (su tutti il 31enne Timmy Bowers, già compagno di Ere a Caserta e di Clark a Venezia, che comunque sembra ad un passo da Torino in DNA Gold) non convincono appieno. Per questo il ritorno di Banks non rappresenta soltanto la scelta più "comoda", riproponendo al pubblico di Masnago un giocatore amatissimo per le sue scorribande esplosive (lo scorso anno 13,9 punti di media) e la sua energia a tutto campo. Ma se il mercato propone alternative peggiori o meno sicure, si tratterebbe anche della scelta più logica sul piano tecnico, inserendo un giocatore con più sicurezza nel tiro dalla media rispetto a Coleman e senza necessità di “acclimatarsi”. [/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Al momento il giocatore non è libero perchè manca ancora l’accordo per la transazione del contratto con il Galil Gilboa, ma l’ostacolo non pare insormontabile; ed il fatto che si trovi ancora in Israele potrebbe anche ridurre i tempi delle pratiche burocratiche per il visto. Insomma, se la chiusura del rapporto con Coleman potrebbe arrivare già nelle prossime 48 ore, l’affare Banks potrebbe decollare "in parallelo" per provare ad avere il sostituto dell’ex Biella nel più breve tempo possibile (per schierarlo sabato a Montegranaro servono le carte in regola entro le 11 di venerdì). [/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]E l’operazione "Banks 2.0" ha un altro pregio importante a livello di costo; sul telaio attuale di Varese la guardia di Memphis non avrebbe un ruolo così diverso da quello di Coleman, ma non svenarsi su un correttivo che è ormai improcrastinabile permetterebbe di non bruciare risorse qualora servissero in tempi rapidi ulteriori mosse di mercato. Dopo ieri sera da non escludere, sia in regia che nel secondo quintetto: non servono campioni ma elementi funzionali alla squadra...[/font][/size][/font][/color]
     

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana](G.S.) - Dagli altari alla polvere in quindici giorni. Sono bastati l’assenza di un titolare e quattro sconfitte consecutive per creare una preoccupante spirale di negatività che ha spazzato via le certezze delle vittorie con Venezia ed Avellino. Col senno di poi i brillanti successi contro Umana e Sidigas vanno pesati al cambio delle difficoltà di messa a punto di due squadre più problematiche rispetto alla Cimberio. Che però ha imboccato una discesa libera tra condizione fisica precaria e fiducia in flessione, manifestatasi con l’indecoroso primo tempo di fronte allo strapotere atletico di Brindisi. Chiaro che l’affare Coleman sta lasciando il segno, prima di tutto sul piano squisitamente tecnico e poi su quello mentale. [/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]L’assenza di Aubrey, unico giocatore del roster in grado di saltare il difensore e capace di limitare "faccia a faccia" un esterno avversario dotato di gambe svelte, ha aperto una falla pesantissima in un roster già corto: il tenero Rush è chiamato ad un compito troppo grande per le sue possibilità, e lo "zero al quoto" portato in termini di punti dal reparto guardie è un aspetto primario di una sconfitta difficilissima da digerire. Dunque alla società[/font][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]spetta il compito di risolvere al più presto un problema che sta condizionando il rendimento sul campo della squadra e di dare un segnale forte al gruppo che comportamenti del genere non possono e non debbono essere tollerati. Cercando di riportare in carreggiata una squadra che ha manifestato nuovamente i suoi limiti strutturali sul piano difensivo, legati ad un tasso atletico modesto in tutti i ruoli; ma anche e soprattutto la carenza di un regista vero e[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]di un leader, cosa che Keydren Clark non è mai stato nella sua lunga militanza italiana. [/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Una squadra che ha fatto balenare nuovamente gli interrogativi striscianti del precampionato e che il primo mese di vittorie casalinghe aveva messo da parte: sbagliata nelle scelte di fondo di una coppia di esterni titolari poco adatta al basket fatto di ordine e geometrie di Fabrizio Frates, e sbagliata nella scelta di due lunghi dalle medesime doti "non atletiche". Ora il primo intervento forzoso per tagliare il nodo gordiano Coleman dovrà produrre effetti rapidi in attesa di capire se e dove serviranno ulteriori modifiche del roster. Che ha dimostrato di poter nascondere i suoi limiti solo giocando di squadra e seguendo il copione di Frates. Negli umori dei tifosi anche l’allenatore è tra i colpevoli assieme a Clark e a Rush; ma l’errore di fondo è stato scegliere un tecnico "da palestra" e poi affidargli giocatori non adatti ai suoi metodi ed ai suoi sistemi. Cambiare coach anzichè giocatori? Ma il problema di fondo di un play che non è un play, e in questo momento neppure fa canestro, resterebbe con qualsiasi guida tecnica. Di certo, però, bisogna invertire rapidamente la rotta per evitare il corto circuito tra squadra e tifosi, risorsa vitale ed insostituibile per una società che non può prescindere dal contributo - vocale ma anche economico - dei suoi fedelissimi. E i 4200 spettatori di ieri meritano di più dei cinque minuti di scatto nervoso dopo il -20 di metà gara...[/font][/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4. [/b]No, non abbiamo sbagliato a compilare il tabellino. Cento e passa chilogrammi di perenne evanescenza, di poca voglia, di irritante lentezza, di imbarazzante goffaggine. Uno dei primi a diventare bersaglio dei fischi di Masnago: nulla da eccepire.
     
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](17 punti; 0/4 2p; 5/9 3p; 2/2 tl), [b]VOTO: 5,5. [/b]Tra i pochi ad aver intuito il prestigio della maglia per cui gioca, prova a limitare il passivo e a dare la sveglia ai compagni. Si trova più volte costretto a forzature, punge dall'arco ma è troppo leggero da sotto. In difesa, sbanda come tutti in una notte davvero cupa.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/4 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 3,5. [/b]Pur dandogli mezzo punto di indennità Coleman (non è facile entrate in quintetto al posto del malato immaginario [i]yankee[/i]), fallisce sotto ogni punto di vista. Nelle vesti di un imberbe che mai ha visto una palla a spicchi, sbaglia ogni marcatura, si fa sfuggire i possessi sotto il naso, ha una meccanica di tiro da troll. Aria di taglio? Votiamo sì.
     
    [b]KEYDREN CLARK [/b](4[b] [/b]punti; 2/3 2p; 0/6 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4. [/b]Umile come Narciso, pur non scorgendo la retina da tre nemmeno nel riflesso della fonte, continua a cercare fortuna dall'arco. Riscontra il massimo dei consensi quando si finge rabbuiato per un pallone non recuperato distante quattro metri da lui. Pessimo giocatore, pessimo attore.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](2 punti; 0/1 2p; 0/1 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Smarrito nella gestione dei possessi e mai incisivo nelle assistenze o nelle iniziative personali, incappa in una serata da incubo contro le terribili guardi in maglia Enel. Dyson, Bulleri e Lewis gli danno qualche pista in ogni azione.
     
    [b]FRANKLIN HASSELL [/b](21 punti; 7/10 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6. [/b]Al di là dei numeri e della “doppia doppia”, necessariamente poco significativi in imbarcate analoghe, piace per la reazione e l'atteggiamento. A dieci secondi dalla fine, si sta rotolando a terra per salvare una rimessa. Un punto solido per la ricostruzione della futura Cimberio 2.0.
     
    [b]EBI ERE [/b] (20 punti; 4/9 2p; 2/8 3p; 6/6 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]A fine partita accenna un saluto alla Curva, ma nessuno ricambia con un mezzo cenno. Esce dal campo con lo sguardo basso del leone ferito. Prima errori e forzature, cuore e polmoni, scivoloni e risalite.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](5 punti; 0/3 2p; 0/3 3p; 5/8 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Salva la faccia nell'avvio di ripresa, quando si erge a leader per spazzare rimbalzi a ripetizione ed assommare giri in lunetta. La mano, però, è terribilmente sbilenca. Al pari dell'umore.

  • Nicolò Cavalli
    Più sconsolati e mogi della Varese di Pillastrini tramortita dai punti di penalizzazione, più lenti e molli della Cimberio di Recalcati nel periodo delle sei sconfitte di fila, lontani anni luce dall'orchestra sinfonica di Vitucci. Chi segue assiduamente, nel bene e nel male, le vicende dei colori biancorossi stasera è uscito da Masnago con le pive nel sacco. Prestazione indecorosa e quarta sconfitta consecutiva.
    Anche questa volta oltre 4000 persone si sono date appuntamento speranzose sulle tribune amiche, finendo per vedere una Varese in perenne balia dell'ottima Brindisi, capolista con pieno merito (notevoli i cinque uomini in doppia cifra, con altri due a quota 9), e si sono dovuti rassegnare di fronte alla mediocrità di una stagione mal condotta fin da settembre: alcuni obiettivi sono morti e sepolti, altri non potranno certo essere colti con prestazioni analoghe.
     
    [i][b]La banda del buco. [/b][/i]Pronti via e l'Enel si illumina con l'atletismo di Aminu, James e Formenti: 2-7 con la Cimberio che fatica persino a scheggiare il ferro. Il quintetto di Bucchi maltratta Varese dall'arco con una pioggia di bombe, Rush – tra i titolari vista l'ennesima assenza di [i]desaparecido[/i] Coleman – e Hassell provano a destare gli animi ma, al di là della buona volontà, si scorge poca sostanza (6-16). Frates, alla quinta tripla presa sul coppino dal suo gregge perduto, chiama un time-out in concomitanza del quale si sentono i primi mugugni di malcontento. Ere e Sakota ridanno abbrivio ai padroni di casa, ma tre dormite difensive sul lungo Todic vengono punite con il nuovo meno dieci sul 15-25. A compendio dell'infelice avvio di gara, Dyson si porta a casa il ferro in contropiede e Sakota scaglia una preghiera in aria oltre tempo scaduto: l'arbitro però non se ne avvede e decreta il 18-27 di fine periodo.
     
    [i][b]Senza appello. [/b][/i]La scarica di adrenalina offerta nel mercoledì di coppa dal duo De Nicolao – Scekic (bordate di fischi per il serbo all'uscita dal [i]parquet[/i]) questa volta rimane lettera morta. Se si aggiunge l'apporto infimo di un Clark apatico e impreciso, il meno quattordici (20-34) non stupisce affatto. Lewis rincara la dose dinnanzi a una difesa inadeguata, i tantissimi tifosi pugliesi al seguito gongolano e Masnago si spacca tra disillusi imbronciati e realisti sul piedi di guerra. Il doppiaggio si manifesta sul 21-42, lo scempio cestistico prosegue sotto i colpi imperterriti di una Enel cinica, energica e lucida (63% dal campo con 13 assist al ventesimo). Il quarto ciuffo da lontano di Sakota rende un po' meno gravoso lo spread del tabellone (29-47), le prime vere azioni in marcatura placano il tornado bianco-blù, però l'attacco stonato ispirato da una regia cieca non lascia spiragli. Il meno venti della pausa lunga è una sentenza più definitiva di una pronuncia della Cassazione.
     
    [i][b]La reazione non spaventa Brindisi.[/b][/i] Bucchi striglia i suoi, rientrati molli dalla ripresa, dopo appena 58 secondi di gioco, la Cimberio crea quattro azioni discrete in attacco con i redivivi Polonara ed Hassell ma spreca con Clark il dardo del possibile meno dodici. Brindisi ha un calo fisiologico nelle percentuali dai 6,75 metri, Varese sbaglia qualche tiro aperto ma, grazie a un volto finalmente feroce e ai palloni arpionati in difesa, risale fino al 42-52. I pugliesi ritrovano equilibrio e ritmo anche grazie all'esperienza di Bulleri, Ere sull'altro versante risponde con personalità (47-58). Rush, fallendo di un metro una conclusione in cui era più libero di un volatile, dà il proverbiale calcio al secchio di latte munto con estrema fatica: in un amen Campbell firma il più sedici. Il disavanzo rimane lo stesso all'ultima pausa, 51-67, con Aminu sartoriale in un paio di schiacciate volanti versione Cimberio... pre Frates.
     
    [i][b]Robusta contestazione.[/b][/i][i] [/i]Mentre i cori, forti e chiari, della Curva si levano per chiedere attributi, dignità e professionalità, e gli stendardi vengono mestamenti ammainati, Bulleri continua a sbranare De Nicolao come un leone e Tadic giganteggia indisturbato (54-73). L'Enel alza un po' troppo presto le mani dal manubrio e si fa infilare un 7-0 tutto di marca Ebi Ere, quindi inventa un paio di guizzi in attacco per issarsi sul 63-77. Un quintetto a cui Frates avrebbe dovuto pensare da settimane (Polonara da 3, Sakota da 4, Hassell da 5, Rush legato alla seggiola della panchina per non fare danni) prova a tenere viva la partita nel silenzio surreale di Masnago: Big Franklin, l'ultimo a mollare, timbra da sotto il 70-79 con 150 secondi da giocare. Uno sprazzo di luce prima che le tenebre scendano a imbrunire definitivamente il legno del PalaOldrini.
     
    Si prospetta una lunga settimana per dirigenza, staff e giocatori. Stendiamo un velo pietoso su Aubrey Coleman, sperando di non rivederlo più neanche in foto dalle parti di Varese. Ma anche per chi rimarrà, felice o meno che sia, sarà il momento della verità. Il pubblico ogni anno investe soldi e tempo per seguire le sorti della sua amata. Una corda solida che sarebbe meglio non spezzare: signori, prendetevi le vostre responsabilità. Il tempo per giocare a nascondino è ormai concluso.

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Non siamo al magnificat della passata stagione ma nemmeno al de profundis evocato da qualcuno, evidentemente meno resistente di altri tifosi a un realismo che mette in croce una squadra che non può essere per sua costituzione irresistibile. Scricchiolii ve ne sono, anche di misteriosi, ma da qui a supporre che essa si possa spezzare ve ne passa, soprattutto attraverso il match di oggi, molto delicato e cruciale, ancorchè abbordabile, contro un manipolo spavaldo e spregiudicato, disincantato e divertito come fa supporre una fotografia di Brindisi. Questa sfida dà molto l'idea di quei farmaci per il cui uso si consiglia di leggere attentamente le avvertenze: pretende infatti una sua felice interpretazione, non potendo permettersi gli uomini di Frates di prestare il fianco o peggio di porgere la guancia agli arrembanti pugliesi. Non si scappa: questa è una gara di prospettiva per entrambe le squadre. Ovviamente ci preme l'esito della Cimberio, la quale vincendo manterrebbe un certo passo playoff; in caso contrario rischierebbe di finire nell'altro mucchio, molto selvaggio. I presupposti, d'una striscia di tre sconfitte consecutive, tra campionato ed Eurocup, con annessi e connessi, non sono i migliori per Varese, un po' sbiadita nella sua immagine, soprattutto contraddittoria nel suo rendimento nonché indecifrabile nella sua stessa potenzialità. Sono un po' questi gli argomenti che accompagnano gli appassionati nello scorrere dei giorni, da un avvenimento a un altro: chi promuovere e chi bocciare, chi santificare e chi condannare, a chi dare fiducia e a chi l'ultimatum. È il bello di un'appartenenza molto espressiva a una squadra che si ama ma che anche si discute, almeno fin quando non va in paradiso. E quando qualche situazione sfugge, con un certo atleta in discussione o a disagio, ecco rispuntare radiomercato attraverso ipotetiche soluzioni di quelli che si ritengono o si credono dei casi, seppur a valle... di scelte errate od obbligate che si trovano a monte. Acqua passata non macina più, tuttavia un certo ideale di squadra divertente, al di là di improponibili risultati strepitosi, sarebbe stato magari ripetibile, certo è che l'indimenticata Cimberio delle meraviglie ha fatto scuola a Bologna, giust'appunto a Brindisi e nella stessa Siena, le cui individualità offensive sono più numerose rispetto a quelle della scorsa stagione. Si può così convenire che a qualche acquisto non proprio ideale va aggiunta un po' di malasorte, non senza un inquietante strascico per Coleman che ha una caviglia non a posto ma che potrebbe anche scendere in campo. Ognuno, però, ha una propria soglia di sensibilità al dolore, non uguale da soggetto a soggetto; sempre che l'americano non ci provi per niente in un estremo sforzo. La sua presenza oggi, fosse anche per una decina di minuti, sarebbe benedetta da Frates e dai compagni. In un'ardua battaglia da vincere anche una figura come Enrico Toti val ben un richiamo di grande suggestione, augurandosi tutti che Coleman lanci la sua stampella tra le file di un'agguerrita Brindisi.[/font][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]La Cimberio fa nuovamente appello al fattore-PalaWhirlpool per uscire dal tunnel di una crisi strisciante.[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Stasera a Masnago (palla a due alle ore 19, posticipo per motivi di ordine pubblico vista la concomitanza con la partita di calcio delle ore 15 al Franco Ossola) Varese ospita la capolista e rivelazione Brindisi con l'obiettivo di invertire un trend negativo giunto a tre sconfitte consecutive.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Dunque, una partita da vincere per ritrovare il sorriso in un momento difficile sul piano fisico e mentale, mettendo in campo lo stesso spirito del match di mercoledì in Eurocup contro l'Ulm.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«Ci stiamo allenando poco e non nel modo giusto, però dobbiamo reagire per superare il momento difficile»: così Fabrizio Frates fotografa lo stato dell'arte della sua Cimberio alla vigilia di una partita che il coach biancorosso considera delicata: «Perché Brindisi è una squadra energica ed atleticamente valida sulla base di un gruppo di stranieri di valore».[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Alla vigilia del match tiene ancora banco l'affaire Coleman (foto Blitz in alto): ieri la guardia di Houston ha provato ad allenarsi con la squadra, ma dopo mezz'ora ha gettato la spugna accusando nuovamente dolori alla caviglia sinistra. «Dopo 10 giorni Aubrey ha svolto solo una parte dell'allenamento: stavolta verrà in panchina cambiato, ma non sappiamo se e che cosa potrà darci» spiega Frates, che si prepara alla terza partita consecutiva in emergenza senza la guardia titolare. «Ma confido che De Nicolao, Mei, Rush e lo stesso Polonara possano cogliere nel modo giusto lo spazio a loro disposizione sfruttando quella che per loro diverrà un'opportunità».[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]A questo punto, però, sembra comunque evidente che l'avventura in biancorosso di Coleman è ormai al capolinea, tant'è che la società di piazza Monte Grappa sta già lavorando sulle alternative, cercando comunque una guardia in grado di supportare Clark in regia (anche perché Banks non ha ancora transato il contratto con il Galil Gilboa e quindi al momento non è free agent).[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]In ogni caso, oggi tiene banco il basket giocato e la sfida contro l'Enel è un passaggio importante per tenere il passo verso i piani alti della classifica e nella corsa verso le Final Eight di Coppa Italia.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]La cabala è nettamente favorevole a Varese, sempre vincente a Masnago nei cinque precedenti contro i pugliesi.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]L'Enel, praticamente azzerata in estate dal g.m. Alessandro Giuliani (unici superstiti gli italiani Formenti e Zerini, che occupano però un ruolo di supporto) è comunque avversaria temibile per il mix di qualità atletiche e talento offensivo della sua batteria di stranieri.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]L'osservato speciale sarà la guardia Jerome Dyson (18,2 punti col 70% da 2 e il 46% da 3), compagno di squadra di Hassell nella scorsa annata in Israele. Temibile sul perimetro ci sono anche l'esperto Lewis, l'ala rookie Snaer, il duttile Folarin Campbell e l'ex azzurro Bulleri, chiamato a dare equilibrio al reparto a maggioranza assoluta statunitense. Sotto canestro da seguire l'esplosiva ala James (14,4 punti e 7,8 rimbalzi), pescato in LegAdue a Ferentino, così come il massiccio bosniaco Todic, mentre il nazionale nigeriano Aminu (9,6 punti) garantisce vigore e dinamismo. Una squadra a trazione posteriore con un notevole tasso atletico che non ha grande impatto fisico (ultima a rimbalzo a 31,4 di media): per spuntarla ed archiviare la crisi in attesa che il mercato porti novità fattive, la Cimberio ha bisogno di una partita lucida ed energica nonostante gli acciacchi.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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