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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]In questa foto magari non c’è tutto, ma c’è tantissimo. Perché a volte succede che le immagini raccontano più di mille parole, colpiscano più di uno schiaffo. Eccola l’immagine che in un colpo solo spazza via mesi di idiozie, di frasi bofonchiate, di teste scrollate e di scetticismi. Eccola l’immagine che in un attimo dice la verità su un gruppo che sta crescendo e sta diventando qualcosa, sotto la guida del suo allenatore. Guardatela bene: guardate coach Frates inginocchiato sul parquet durante un time out a parlare ai suoi giocatori. Guardate quell’allenatore che, forse senza volerlo, ha lanciato a chi si è preso la briga di guardarlo un messaggio forte e chiaro. L’immagine di Frates con le mani sul parquet e i suoi giocatori che lo seguono osservandolo dall’alto verso il basso è l’immagine di un allenatore che chiede alla squadra di buttarsi per terra e di mettere le mani nel fango, di sbucciarsi le ginocchia e di lottare, di fare sempre un passo in più piuttosto che un passo in meno. Abbiamo passato anni ad amare i giocatori che riuscivano a gettare il cuore oltre l’ostacolo buttandosi per recuperare un pallone o immolandosi per evitare un canestro e ora ci troviamo davanti all’immagine di un coach che fa esattamente le stesse cose, anche se vestito in giacca e cravatta. Perché scriviamo queste cose, rischiando di passare per quelli che si fanno ubriacare da una vittoria e perdono il contatto con la realtà? Semplicemente, perché abbiamo passato troppo tempo a morderci la lingua di fronte a uno scetticismo e a un’ostilità che questa squadra e questo allenatore non meritavano. Perché abbiamo ascoltato troppi commenti insensati e fuori luogo: commenti che non facevano altro che dare ragione su tutta la linea a chi a giugno se n’è andato via non (non solo) perché stuzzicato da un contratto più ricco ma anche e soprattutto perché spaventato da un ambiente che le aspettative avrebbero reso difficile e ostile. Perché abbiamo incontrato troppa gente che non vedeva l’ora di assistere alla prima sconfitta per dire “l’avevo detto”, al primo tiro sbagliato per sentenziare “Green era più forte”, al primo rimbalzo non preso per urlare “ridateci Dunston”, al primo parziale negativo per concludere “cacciate Frates”. E allora possiamo raccontarci tutte le storielle del mondo: ma se vogliamo limitarci a parlare di basket possiamo solo dire (piaccia o no) che questo allenatore ha sempre più in mano la sua squadra. Con le ginocchia sul parquet e le mani nel fango, per mostrare a tutti come si fa. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Francesco Caielli[/font][/size]
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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Nessuna scoperta né nuove idee ma anche nessuna sorpresa. Pur con qualche cruccio, Frates e i suoi uomini hanno onorato il proprio impegno di campionato, appaiati in classifica a un drappello di avversari con cui dovranno sgomitare per ambiziose posizioni. Siamo agli inizi, è vero, ma a giudicare i risultati non ci sembra di individuare gerarchie nette al di là, gioco forza, dell'accreditata Milano. Sicchè la Cimberio, pur restando entro i suoi onesti steccati, non può rimproverarsi nulla avendo centrato i suoi ordinari obiettivi.[/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Altro discorso riguarda la poca spettacolarità del suo gioco, soprattutto per chi - frugando nel passato - cerca altrettanti godimenti. Come costruire una cattedrale o spaccare pietre per guadagnarsi da vivere, fate un po' voi, sicuramente - almeno sin qui - questa Cimberio sta rispettando tutti i destinatari della sua opera nonostante alcune questioni aperte ai fini della sua crescita collettiva per continuità e competitività. La più rimarchevole di queste riguarda un leader preteso e dovuto ma non ancora del tutto pervenuto proprio laddove nasce il gioco. Da Clark (foto Blitz), proprio contro Venezia che conosceva come le sue tasche (valendo anche il concetto opposto), ci saremmo aspettati una prova di totale redenzione, riconoscendogli quegli acuti che a volte, nei suoi trascorsi, gli dettero gloria. Anche se, tutto sommato, la sua presenza ha tolto un po' di pressione su altri biancorossi, diventati determinanti. Sue caratteristiche a parte (non di un atleta che incenerisce le difese, inutile fingere di non saperlo), Clark possiede pur sempre una certa reputazione, soprattutto per i suoi colpi vincenti che nei suoi trascorsi, seppur in alternanza a prove opache, ha sfoderato. Mentre qui, sinora, è sembrato un animale in gabbia. Non resta che capire e aspettare affinché trovi la... libertà.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Mercoledì di Coppa a Masnago per il secondo rendez vous francese: di scena il Villeurbanne, formazione storica d'Oltralpe, ben nota ai piedi delle Prealpi sin dalla fine degli Cinquanta, quand'era invitata dalla Pallacanestro Varese per l'allora famoso torneo Borghi che si giocava nella pausa di Natale. In verità i francesi erano predestinati alla sconfitta, lasciando via libera ai nostri per la finale con il potente Beograd. Tempi da Guerre Puniche, ma questa è la storia che ci riguarda da più di mezzo secolo, così ricca di racconti, anche romantici. Ed è un po' questa la ragione - del cuore - che ha motivato la società per onorare un diritto sportivo acquisito in una competizione che costa.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]A trarre beneficio professionale sono gli americani che si possono far notare su una scena internazionale, ma anche De Nicolao e Polonara hanno una preziosa occasione per ampliare la propria esperienza di fronte ad altre realtà. Sarà forse meno felice Ere che, per stazza ed età, dovendo fare gli straordinari da uomo squadra rischia di disperdere energie, così utili in primavera. Un altro che, invece, può trarre vantaggio è Hassell, sollecitato in continuità da un compito che altri non possono eseguire, essendo l'omone biancorosso designato sotto i tabelloni. E se non porge l'altra guancia, diventando cattivissimo, come contro Venezia questa Cimberio si ritrova fortunatamente un pivot che ha nulla da spartire con Mbakwe...[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Sorriso a 32 denti per Cecco Vescovi dopo la corroborante vittoria casalinga della Cimberio contro Venezia, che conferma il trend di crescita espresso dalla squadra di Fabrizio Frates nelle ultime settimane. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]«Un altro passo avanti che ribadisce la qualità e l'efficacia del lavoro svolto nel corso delle ultime settimane - spiega il general manager biancorosso -. Una bella vittoria contro un'avversaria di valore che concretizza i progressi tangibili espressi nelle ultime gare: la difesa è il reparto che ci dà più certezze ma stiamo crescendo anche sul piano offensivo. E sono convinto che sfruttando al meglio l'esperienza dell'Eurocup ci siano ancora margini per fare meglio». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]E in vista del viaggio a Bologna per l'assemblea odierna di Lega Basket (a rappresentare Varese ci saranno il g.m. biancorosso e Stefano Coppa, si parlerà di bilancio e dei secondi diritti Tv), il dirigente della Cimberio esprime la sua soddisfazione per i progressi compiuti dalla squadra di Frates dall'incerto debutto di Vilnius alla bella prova di domenica sera: «Il cambio di passo era auspicabile - le sue parole - ed ora la squadra ha un volto e una fisionomia diversa e ben delineata. Adesso non pensiamo di essere arrivati perché c'è ancora tantissimo davanti a noi; il ritorno a pieno regime di Sakota sarà un'altra aggiunta importante perché poterlo usare solo in coppa non faceva bene né a noi né a lui. Evidentemente i giocatori dovevano metabolizzare i metodi di lavoro di Frates; c'è voluto tempo perché i vecchi abituati ad un modo diverso si adattassero ad una nuova impostazione, così come i nuovi, che sono arrivati in un momento particolare nel quale aleggiava ancora l'entusiasmo dell'anno passato. Era naturale che servisse un periodo di ambientamento per tutti, ora sfruttiamo gli equilibri raggiunti per lavorare ancora meglio». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]E nella particolare classifica del giocatore più migliorato di casa Cimberio, il primo posto spetta di diritto a Frank Hassell, che con i 18 punti e 13 rimbalzi prodotti contro l'Umana ha evidenziato appieno tutte le sue doti da uomo d'area: «La crescita di Frank è legata a filo doppio a quella del gioco di squadra - evidenzia a riguardo ancora Vescovi -: coinvolto bene dai compagni ha risposto al meglio, ma quel che conforta maggiormente è la sua crescita difensiva. Gli abbiamo parlato per fargli capire cosa volevamo da lui perché vogliamo coinvolgere il più possibile i giocatori, e se sono intelligenti lo capiscono. La stessa cosa vale per Clark che ha giocato una partita ordinata facendo diventare meno eclatante il problema degli errori al tiro. Gli si chiedono cose diverse rispetto a quelle cui era abitato ma anche per lui è una possibilità per crescere». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ora il general manager della Cimberio confida nel definitivo ritorno a Masnago, a partire dalla sfida di Eurocup di domani contro Villeurbanne, con qualche acciacco da smaltire (caviglia malandata per Rush, risentimenti per Ere e Coleman, foto Blitz) dopo la partita di domenica: «L'ambiente raccolto di Casale Monferrato ci ha dato una bella spinta ma il PalaWhirlpool è casa nostra e in un campionato così equilibrato difendere il fortino è fondamentale - sottolinea ancora Vescovi -. Superare indenni le due gare disputate campo neutro ci conferisce un grande slancio nel cammino verso il difficile trittico che ci aspetta contro Avellino, Sassari e Brindisi. Ma occorre che ci concentriamo subito sul match di domani sera contro Villeurbanne: anche in Eurocup, infatti, dobbiamo sfruttare al meglio il fattore campo per puntare ad un passaggio del turno non impossibile». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][color=rgb(37,39,37)][font=verdana][size=3]Un passo alla volta nella direzione giusta seguendo un trend di crescita che nel giro di quattro settimane ha portato Varese dalla prova incerta e balbettante contro Oldenburg alla rinfrancante vittoria casalinga di ieri contro la quotata Umana. Ma il passo compiuto per battere Venezia è di quelli lunghi e ben disteso sulla strada che porta la Cimberio a diventare una realtà di alto livello della serie A 2013/2014. Dopo gli spunti positivi sul piano caratteriale del derby del Forum e i 30’ di ottima fattura contro Paris Levallois, la squadra di Frates "produce" una prova consistente sotto il piano della continuità sui due lati del campo che dà nuovamente ragione a chi predicava pazienza in attesa della “messa a punto” dei meccanismi di insieme di un gruppo molto più rinnovato di quanto non sembrasse con 5 volti nuovi su 10 giocatori. D’altra parte il basket di Frates andava probabilmente “metabolizzato” e digerito da tutti: sia dai veterani degli “Indimenticabili” votati ad un gioco a briglia più sciolta, che dai nuovi arrivati abituati comunque ad essere protagonisti assoluti nelle rispettive squadre del passato più o meno recente. Contro l’Umana il collettivo varesino ha recitato un copione decisamente efficace ed allo stesso tempo piacevole per i 3000 abbonati che hanno nuovamente seguito Varese nell’esodo “forzoso” di Casale Monferrato. E se Polonara ed Ere hanno indirizzato la rotta ad una Cimberio capace di saltare con una manovra fluida le trappole della zona utilizzata a lungo da Mazzon, la palma di MVP nelle mani di Frank Hassell – devastante sotto entrambi i tabelloni nella ripresa – è il premio migliore all’opera “certosina” di lavoro in palestra svolta in queste settimane dallo staff tecnico biancorosso. Il pivot statunitense dimostra di poter essere un fattore dominante non soltanto in attacco, laddove il gancetto mancino ed i muscoli guizzanti lo rendono incisivo quando riceve palloni in profondità; ma anche in difesa, tallone d’achille evidente del precampionato, dove contro avversari dinamici – sulla carta quelli che digerisce meno – sfoggia concentrazione ed intensità ben superiori a quelle di ogni altra uscita precedente. La cura Frates funziona per “The Tank” ma anche per Polonara, miglioratissimo nei fondamentali perimetrali (tiro ma anche passaggio) nei due mesi di lavoro con l’architetto milanese. E alla luce di quanto visto ieri sera funziona anche per Clark, che ha recitato con diligenza il ruolo di play d’ordine senza prendersi licenze fuori ordinanza. Insomma pur con qualche affanno iniziale la Cimberio pensata durante l’estate inizia a far vedere il suo potenziale, che per un campionato in cerca di padroni sembra comunque sufficiente a recitare un ruolo da outsider di lusso come nelle aspettative della società. Se dunque il precampionato proiettava una Cimberio ricca di incognite verso le prime due gare casalinghe in campo neutro contro avversarie ambiziose come Reggio Emilia e Venezia, i biancorossi fanno nuovamente rotta verso Masnago col pieno di punti e soprattutto di certezze. A partire da quella più importante per costruire una stagione di alto profilo: la squadra ha "sposato" la causa di Frates seguendolo nel lavoro in palestra, e la crescita progressiva evidenziata da Lubiana in poi è la conseguenza diretta di questo "matrimonio di intenti". Ora iil fattore-campo "vero" del Lino Oldrini e il rientro di Sakota in campionato dovranno essere valori aggiunti per una squadra attesa da un altro ciclo di impegni di spessore (domenica esordio al PalaWhirlpool contro Avellino, poi trasferta sul campo della quotata Sassari e match casalingo contro la rivelazione Brindisi).[/size][/font][/color][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](8 punti; 3/3 2p; 0/0 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Pulitissimo nelle cifre e nei movimenti offensivi, ogni tanto mostra qualche annebbiamento sui taglia fuori e sull'utilizzo delle penalità.
     
    [b]AUBREY COLEMAN [/b](14 punti; 7/11 2p; 0/3 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]In perfetta linea con il pregresso stagionale, coltiva l'attacco cogliendo frutti in una sola dimensione. In entrata è efficace anche in equilibrio precario e nel traffico, i 6,75m rappresentano invece delle Colonne d'Ercole dietro le quali si sente profondamente smarrito.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](5 punti; 1/5 2p; 1/4 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Si trova, suo malgrado, a dover gestire palloni scomodi in prossimità della sirena dei ventiquattro. Il suo mestiere non è quello del cannoniere, ma almeno dare la parabola ai tiri (anziché scagliarli contro il ferro) sarebbe un ottimo inizio.
     
    [b]KEYDREN CLARK [/b](5[b] [/b]punti; 1/2 2p; 1/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Molti invocavano una prestazione tosta, memori della buona prova contro Parigi e dei trascorsi veneziani. Ne esce una prova con scarso mordente e poca fortuna, ma almeno i tre assist rappresentano un piccolo passo avanti.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](0 punti; 0/2 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Raramente, nei suoi trascorsi Cimberio, ha avuto un utilizzo così limitato nel minutaggio e così etereo nel fatturato. Da lui ci aspettiamo ben altri impulsi elettrici alla causa.
     
    [b]FRANKLIN HASSELL [/b](18 punti; 9/11 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 8. [/b]Alla fine del secondo quarto, si contavano sul suo tabellino sei minuti di gioco, due punti e altrettanti falli fatti. Nella ripresa è un toro incontenibile, capace di assommare una doppia cifra non priva di eleganza e di carattere. È lui il volto copertina della felice serata.
     
    [b]EBI ERE [/b] (21 punti; 1/7 2p; 5/9 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Sui forum chiedono se sia in sovrappeso o se, addirittura, sia quasi finito. Lui non si cura di qualche rotondità, perché i polpastrelli dipingono arcobaleni dall'arco e l'attaccamento alla maglia conduce ad arpionare rimbalzi fuori portata. In casa è un vero e proprio trascinatore.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](13 punti; 0/2 2p; 4/11 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 7. [/b]I suoi passi da gigante, frutto dell'intenso lavoro estivo, si stanno manifestando in ogni uscita sotto veste diversa. Stasera stupisce come collante della squadra, smazzando la bellezza di otto assist dentro e fuori dal perimetro. Lungimirante.

  • Nicolò Cavalli
    È una Varese in formato diesel quella che assomma nell'amico PalaFerraris 4 punti in due uscite. Una macchina che sbanda talvolta qua e là, ancora alla bisognosa ricerca di un play degno di questo ruolo. Un veicolo che però sa rimettersi in carreggiata e tirare dritto fino alla meta, confortato da un centro in potenza decisivo, da un capitano aggressivo e risoluto, da una tempra che potrebbe tornare comoda nei lunghi viaggi del futuro.
    Ci interessa poco la (non) prestazione di Venezia: i Soloni della stampa nazionale aspetteranno pazienti che la banda di Mazzon si erga, come da pronostico, sul podio del campionato. Intanto segna la bellezza di una tripla in tutta la gara, si fa surclassare sotto le plance (43-33) e gioca a servizio degli individualismi senza regalarsi assist. Il lungo cammino della stagione regolare rivelerà se i grandi budget siano o meno sinonimo di felicità.
     
    [i][b]Quanta fretta, dove corri, dove vai. [/b][/i]Lo [i]starting five[/i] di Frates, composto dai tradizionali effettivi, approccia la contesa con difesa quadrata (salvo un paio di dormite che lasciano un'autostrada libera ad Easley) e discreta abnegazione a rimbalzo: 11-8 a metà periodo con Coleman sugli scudi. La Reyer sfrutta le sue numerose bocche da fuoco per riavvicinarsi ai prealpini, quindi Varese capitalizza il fallo antisportivo subito da Scekic: il serbo timbra il 2+1 e rincara la dose con il gancio del 16-10. Il tassametro delle penalità biancorosse corre rapido (due gettoni pagati da Hassell, Scekic e Clark); ne esce un “quintettino” obbligato con Rush da quattro, mangiato vivo sui due lati del PalaFerraris dall'esperto Peric. Anche Coleman si incarta e rifiuta tiri aperti, così i lagunari chiudono sul più uno il primo quarto grazie all'appoggio di Rosselli: 16-17.
     
    [i][b]Si è visto di meglio. [/b][/i]La confusione regna sovrana e viene aggravata da alcune scelte arbitrali che destano quanto meno perplessità, al pari della distrazioni dei nostri. Perfino Vitali, non certo un tornado di rapidità, si invola in contropiede per il 18-23, smorzato nella sostanza dalla tripla di Polonara. Smith e lo stesso Vitali mangiano, bevono e conversano indisturbati nella retroguardia lombarda: 21-29. Il 5-0 a firma di Rush e Coleman induce Mazzon a chiamare il minuto di sospensione, paradossalmente più favorevole a una Varese più lesta nella circolazione della palla e sartoriale dal perimetro: Ere, Clark e Polonara scrivono 34-29 al culmine di un parziale davvero efficace. Ere, in maniera geniale, devia nella propria retina un tiro libero già destinato nel cesto, regalando un punto aggiuntivo all'Umana. Una prima frazione non certo indimenticabile per tasso tecnico e di acume (in totale, una palla recuperata a zero in venti minuti...) si chiude sul 39-38.
     
    [i][b]Un altro volto nella ripresa. [/b][/i]La Cimberio vive di guizzi fugaci alla costante ricerca di se stessa: Hassell accende la miccia da sotto, Ere e Polonara fanno centro da lontano per il 49-44. Gli orogranata inventano ogni espediente per gettare possessi al vento, i biancorossi litigano con i ferri e il punteggio ristagna a lungo nell'umidità del basso piemontese. In un incedere di azioni approssimate, il derby tutto azzurro Vitali vs PolonAir disegna nuove battute di una trama di grande equilibrio. De Nicolao, a tratti inguardabile, inventa per il redivivo Hassell l'assist che fissa il più otto all'eclissi del terzo periodo (63-55).
    La volata finale è spigolosa e riaccende la passione. In una serata avara di poesia, il numero da prestigiatore del Capitano e l'ennesimo movimento pulito sotto canestro di Big Franklin bastano per la doppia cifra di vantaggio – 70-60 – e per riscaldare l'ugola dei tifosi varesini in esilio (meno numerosi dell'esordio, ma capaci di offrire un bel colpo d'occhio). La truppa di Frates, in saldo controllo del pitturato, perde senza il suo centro titolare un po' di stazza ma mai la bussola. La prima tripla ospite arriva al '37 con Taylor (72-65), subito dopo il solito Clark getta al vento un contropiede per superbia e rimette in carreggiata il maggiolino targato VE. Ci pensa allora “mano bollente” Ebi Ere a tramortire l'avversario con due dardi mortiferi dal perimetro.
     
    Chiuso con il sorriso il ciclo di match casalinghi fuori mano, il popolo si ritroverà a vivere nuovi riti domenicali nel tempio pagano di Masnago (finora consacrato alle effigi della Eurocup). Ci ritroveremo a bere il caffè fuori dal Lino Oldrini commentando pregi e difetti del gruppo di Frates. Con quattro punti in classifica, anche le disamine saranno meno avvelenate. Vedremo se sarà parimenti conciliante l'accoglienza riservata a Vitucci....

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    [font=verdana][size=3]Disertata o quasi Masnago in Coppa, ecco Casale presumibilmente gremita di tifosi. Il campionato, pur sulle spese di un viaggio fuori programma, val la pena d'essere vissuto accanto alla squadra. Questione di cultura, roba da Lotta dei comuni e di campanile, sin dalla notte dei tempi, anche se in verità, Masnago, negli anni Sessanta e Settanta era affollata da entusiasmi per una squadra che cominciava la sua leggendaria avventura tra le grandi d'Europa, tipo Armata Rossa. Real Madrid, Stella Rossa e Maccabi. Finita un'era, talmente aurea da sembrare surreale in un suo ripetersi, gli stessi Roosters, pur intriganti ai massimi, non rinvennero quel seguito così imponente, nemmeno di fronte a Panathinaikos e Maccabi, tanto per fare degli esempi, assistiti da meno spettatori di Varese - Gorizia pur con tutto il rispetto per quella neopromossa così poco attraente. Roba da non credere ma era vero in un'atmosfera da pelle d'oca, fosse anche per gli inni nazionali suonati da una banda reclutata, mettendovi molta passione, da Edoardo Bulgheroni, d'altra parte la Korac prima e dopo fecero del palasport uncimitero. [/size][/font]
     
    [font=verdana][size=3]Dunque, le Coppe, da noi, pur arricchendo di lustrini la presenza di Varese cui dovrebbe corrispondere la fiera appartenenza di un popolo dallo sguardo lungo, sono poco apprezzate, se non considerate addirittura come "palle ai piedi" nonostante l'orgoglio della società che, rimettendoci anche preziosi denari delle sue casse, cerca di onorare un diritto sportivo che s'è guadagnata sul campo nonché una storia gloriosa ed eterna. Un'immaginazione diversa sarebbe surrealista, allora ben venga, coi piedi per terra, Cimberio - Venezia ancora in Piemonte, fortunatamente alla fine di un esilio penalizzante, come d'altra parte Sakota, fermo "tre giri", tornerà in campo contro l'Avellino dell'atteso Vitucci. Con due partite consecutive in casa, anche se questa lo è sì e no, la squadra di Frates ha l'opportunità di gonfiare la sua classifica. Chiamalo, se vuoi, e più all'ingrosso, fieno in cascina ma, al di là della gradevolezza e della consistenza del proprio gioco, ancora di là da venire, se mai verrà nonostante una sognata congiunzione tra la scorsa stagione e questa da parte di molti tifosi in estate, contano ovviamente i risultati che, a volte ma, soprattutto, agli inizi, dipendono da episodi o momenti favorevoli da acchiappare al volo. [/size][/font]
     
    [font=verdana][size=3]Aspettando di capire quale sia l'effettiva competitività di questa Cimberio, almeno nei suoi connotati identitari, ora come ora, si impone già una risposta all'interrogativo Clark (foto Blitz) il quale, se non proprio sotto processo, discusso sicuramente lo è al di là delle sue caratteristiche non troppo funzionali a una squadra che predilige ritmo e imbucate negli spazi, è atteso da un riscatto bene augurante, potendosi sentire come libero, se vi riuscirà, dopo giorni di prigionia. Come? Da par suo, senza tarli in testa, con la consapevolezza di un contributo che può dare, per esempio, al tiro, sua specialità, soprattutto, da guardia, toccandogli l'ultima parola sul campo, cioè laddove resta padrone del suo destino. Di fronte il play trova Venezia, la sua ex squadra, stimolante in amor proprio nonché favorevole a uno scatto d'impeto, da classico "gol dell'ex", come accade spesso nel calcio. Venezia è temibile ma battibile, altre conclusioni sarebbero scoraggianti. [/size][/font]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Soddisfazione per la vittoria, ma anche per le presenze in tribuna in casa Cimberio dopo l'esordio casalingo in Eurocup contro Paris Levallois. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]I riscontri della biglietteria sono stati relativamente brillanti (141 in totale i tagliandi staccati), ma tra il tempo inclemente e la concomitanza con Real Madrid-Juventus erano i 2673 abbonati lo zoccolo duro su cui fare affidamento. E il tesoriere biancorosso Stefano Coppa (foto Blitz) plaude alla partecipazione in termini ambientali dei tifosi del PalaWhirlpool: «Non possiamo lamentarci sia della risposta del pubblico che del suo atteggiamento. Dal punto di vista dei biglietti non ci aspettavamo molto di più, però gli abbonamenti staccati per il pacchetto Italia più Europa sono stati un segnale importante circa l'interesse che Varese ha espresso nei confronti del ritorno in una competizione internazionale. E il calore del PalaWhirlpool non è stato molto diverso rispetto all'esordio a Casale; i tifosi hanno risposto al meglio e in particolare la Curva Nord ha sostenuto la squadra per 40 minuti filati». [/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]E dunque il ritorno in Europa, sia pure attraverso una manifestazione relativamente minore come l'Eurocup, è vissuto dall'ambiente biancorosso con il giusto interesse: «Sono convinto che col passare della partite quando si delineerà la classifica sarà più facile trovare seguito; l'Eurocup resta un appuntamento comunque interessante e un traguardo di rilievo per una società che solo 5 anni fa giocava contro Scafati in LegAdue. Di strada ne abbiamo fatta tantissima, ora stiamo cercando di assestarci a questo livello e non possiamo avere la puzza sotto il naso ricordando i tempi gloriosi dell'Ignis. Giusto onorare e rivendicare quella tradizione che resta un punto di riferimento come obiettivo a lungo termine, però l'Eurocup va vissuta con entusiasmo e non certo snobbata». Il dirigente varesino valuta positivamente l'esito finale del match contro il Paris Levallois ed esprime fiducia per la politica dei piccoli passi che la squadra sta evidenziando nelle ultime uscite: «Aver vinto col fiatone ci serve a ricordare che non tutti i problemi sono risolti, anche se ogni partita fa vedere piccoli miglioramenti. Ad esempio a rimbalzo siamo andati bene dopo le difficoltà di Lubiana e Milano, ma l'importante è che i giocatori abbiano preso ulteriore fiducia e seguano la strada tracciata. Le nostre priorità sono quelle di vedere una squadra che lotti, migliori e faccia divertire come è stato nei primi 25 minuti contro Paris Levallois; poi più vince e meglio è ma questo aspetto è una conseguenza degli altri tre».[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]E mentre la squadra lavora in palestra la società opera sul fronte sponsor, auspicando in novità positive in tempi brevi: «Qualcosa si sta muovendo ed entro una decina di giorni si dovrebbe concretizzare. E poi stiamo lavorando su altri accordi spot per tre partite come quello già stipulato con l'Agenzia del Turismo. Non si tratta di cifre enormi ma è comunque una politica che permette di avere un discreto flusso nelle casse andando incontro alle esigenze attuali delle aziende». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Il consigliere della società e del consorzio fa infine il punto anche sulla questione del presidente della Pallacanestro Varese, carica ancora vacante dopo il passaggio di Cecco Vescovi al ruolo di responsabile dell'area tecnica: «E' un argomento che non abbiamo ancora affrontato a fondo; contiamo di convocare per metà novembre un'assemblea di Varese nel Cuore per approvare alcune modifiche allo statuto e allora i tempi saranno maturi per il nuovo CdA e il presidente. Comunque non c'è un vuoto di potere perché siamo sempre noi consiglieri a portare avanti le cose, e se prevarrà l'idea di una figura onoraria non sarà comunque una figura operativa a tutti gli effetti, almeno finchè non gli forniremo gli input giusti per essere autonomo». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Il cielo sopra Varese è nero come il catrame, ma per una sera offusca persino il fascino della Ville Lumière. Tradizione e passione non s'improvvisano, nemmeno nell'immaginifica Disneyland, tanto meno nel variegato universo che gira attorno al canestro. Parigi seduce ad ogni incontro, ma sotto il grigio cupolone di Masnago nulla è più potente dell'amore per il basket.[/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Sono passati quattro mesi dall'acidula e indigesta notte di gara-7 contro Siena: troppe ore, troppi giorni, troppe settimane per restare indifferenti al richiamo morbido di quei ciuff che emozionano. Così non basta l'ennesimo, insopportabile acquazzone che trasforma le strade in fiumi e i parcheggi in acquatrini per arginare la processione di fedeli verso il tempio dei canestri.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]È la prima stagionale al PalaWhirlpool, è soprattutto la prima sfida europea dopo tanti anni esclusivamente italici: Varese risponde con l'intera schiera dei suoi oltre 2.600 fedelissimi più un plotone di oltre 700 paganti arruolati per l'occasione e la Cimberio s'abbandona all'abbraccio del suo popolo, al tepore della sua casa, al battito dei suoi cuori. E da subito appiattisce la cresta dei "galletti" smorzandone il piglio.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]A sparare il razzo segnalatore è l'uomo più atteso, quello sotto processo dopo l'opaco derby di campionato perso al Forum: meno di tre minuti e Keydren Clark aggiusta la fionda, prende la mira e trapana la retina con una tripla.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Qualcosa è cambiato, qualcuno ha premuto il pulsante giusto nella mente del play "bulgarizzato". La gente di Masnago lo capisce e approva, l'ex veneziano già nel primo quarto mette tre bombe su quattro tentativi e il trattato di pace viene pomposamente sottoscritto a 55 secondi dalla fine del primo spicchio di match: Frates richiama Clark in panchina e il PalaWhirpool intero si scioglie in un applausone irrobustito dal coro della curva degli Arditi.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Il Paris Levallois - erede del Racing che fu - pare stordito, travolto dalla potente chimica che magicamente si riattiva tra Masnago e i suoi prodi. Greg Beugnot, l'ex che ritorna, incapace di riaccendere l'orgoglio transalpino.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Il gioco della Cimberio scorre fluido ma l'effetto PalaWhirlpool si smorza col trascorrere dei minuti. Qualcosa s'inceppa. Meglio: certi difettucci riaffiorano come scogli appuntiti tra i marosi. E con essi quell'insicurezza che è perfida nemica d'ogni gruppo.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Il Paris, con le sue torri d'ebano, quasi si stupisce delle autostrade che Varese gli spiana dinanzi ai cingoli. Ma si riavvicina, sempre più, sempre più. Sino a mettere i brividi alla gente biancorossa.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Il finale, però, non può esser beffardo in una sera così speciale e infatti il destino disegna mirabilmente la sua parabola. Mettendo nelle mani di Clark, proprio lui, l'ultimo pallone, quello del sospiro di sollievo. La palla s'adagia nella retina e Varese scaccia i fantasmi.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]È andata, l'Europa non è poi così infida...[/font][/size][/size][/font][/color]

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