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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]LUBIANA - Comincia male l'avventura europea della Cimberio. Il team di Frates cade in volata sul campo di un'Olimpia tutt'altro che irresistibile, con un quarto periodo da dimenticare (11 punti con 0/8 da 3) a condannare Ere e soci ad una sconfitta evitabile. Il primo impatto con il basket internazionale è indigesto soprattutto sul piano fisico: Varese soffre terribilmente a rimbalzo (solo 32 contro i 53 degli sloveni) ma fatica anche a trovare soluzioni efficaci dentro l'area (solo 8 liberi totali e 40% da 2), pagando la prova totalmente negativa di Hassell (e l'impalpabilità di Polonara, che chiude con 0/4 al tiro in 14') che pare davvero un pesce fuor d'acqua nelle battaglie contro avversari di maggior stazza. E quando le percentuali di tiro crollano (2/14 nella ripresa) l'attacco boccheggia, con un finale da dimenticare di Clark (protagonista negativo nel propiziare i due contropiedi decisivi per il 64-57 del 38'). Così la Cimberio spreca una ghiotta occasione contro un'avversaria visibilmente menomata dall'assenza del play titolare Jackson, e stavolta non basta una difesa per lunghi tratti sostanziosa per nascondere le difficoltà di messa a punto di una squadra che come contro Reggio Emilia ha sussulti positivi solo dagli ingressi di De Nicolao - ossia un play che graffia in difesa e muove la palla in attacco - e Scekic - ossia un pivot in grado di dare profondità interna alla manovra. Nel complesso due robusti passi indietro rispetto alla prova inaugurale in campionato, non certo il miglior viatico in vista del derby di Milano... Avvio incerto per Varese che subisce la verve di Gailius (5-0 al 2') ma nonostante le mani fredde iniziali, gli ospiti - in versione bianconera come a Vilnius - proteggono bene l'area e reggono l'urto (5-5 al 6'). La Cimberio fatica a trovare soluzioni interne (2/10 da 2 nei primi 8') ma cinque punti filati di capitan Ere danno la carica alla squadra di Frates, che trova tanta sostanza dai veterani Sakota e Scekic. La coppia di lunghi di maggior esperienza internazionale dà sostanza all'azione offensiva degli ospiti (16-18 al 10'), mentre l'intesa tra De Nicolao e il lungo serbo si fa valere per una Varese incisiva sui due lati (19-27 al 13'). Con lo Squalo a spingere sull'acceleratore anche Clark fa la sua parte da finalizzatore (23-32 al 17'). Ma la Cimberio non ha ancora la continuità per affondare i colpi e una fiammata di Salin riduce sensibilmente il gap a metà gara (30-34 al 20'). Dopo l'intervallo si riparte a fari spenti (0/5 al tiro e tre perse nei primi 3'30) sbattendo più volte contro i tentacoli di Omic; Lubiana si affida alle folate dell'esterno finlandese e punisce una Varese povera di idee e di qualità balistica: complessivo 11-2 in 5'30 e prima fuga per gli sloveni (41-36 al 25'). Tornano De Nicolao e Scekic e la squadra di Frates trae benefici immediati in termini di incisività offensiva: col lungo serbo a dare profondità interna al gioco i bianconeri si sbloccano con un controbreak di 2-10 firmato dalle triple di Clark e Sakota che cambia l'inerzia (43-46 al 28'). Ma la Cimberio non riesce nuovamente ad affondare i colpi e quando il tiro dall'arco non paga più dividendi (6 errori consecutivi tra terzo e quarto periodo) il predominio assoluto a rimbalzo ridà sostanza a Lubiana (50-48 al 32'). Frates sceglie i 4 piccoli per dare spinta all'attacco ma continua a sparare a salve dall'arco e non trova spunti di sorta da Hassell e Polonara; rottura prolungata in attacco per i bianconeri e il 6-0 firmato Gailius vale il 59-53 del 36'. Una poderosa schiacciata di Ere sembra suonare la carica (59-57 al 37'), ma due disastrose letture offensive di Clark (alley-hoop fuori misura sul 3 contro 1 per Polonara e penetrazione forzatissima sul possesso successivo) regalano due facili transizioni a Salin e Drobnjak per il fatale 64-57 a meno 90.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Partirà stasera da Lubiana l'avventura europea della Cimberio. La splendida Stozice Arena, sede delle finali dei recentissimi Europei, sarà il teatro del debutto della squadra di Frates in Eurocup. La blasonatissima Olimpia, la Juventus del basket sloveno, ospiterà Ere e compagni nella gara d'esordio del girone C della seconda competizione internazionale nella quale Varese torna a riaffacciarsi otto anni dopo l'ultima apparizione. Un torneo importante e impegnativo che nel nuovo format a 48 squadre propone un livello non troppo distante da quello dell'Eurolega, per cui la Cimberio non ha ottenuto il pass di accesso nel Qualifying Round di Vilnius.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Ma l'Eurocup, erede dell'Uleb Cup che la società biancorossa aveva affrontato dal 2002 al 2006, offre ad Ere e soci la dimensione adeguata alle attuali prospettive del club per assaporare nuovamente il clima internazionale. Da una parte bisognerà abituarsi in fretta ai diversi ritmi di allenamento che comporta il doppio impegno tra domenica e mercoledì; dall'altra la vetrina europea è un'occasione importante per fare esperienza a livello di singoli (soprattutto per giocatori d'interesse azzurro come De Nicolao e Polonara ma anche per chi cerca ribalta europea come Hassell) e soprattutto in termini di solidità collettiva.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]VARESE CON SAKOTA - Rispetto all'esordio vincente contro Reggio Emilia, la Cimberio potrà schierare Dusan Sakota, in versione straniero di coppa vista la squalifica in campionato nelle prime tre gare di Eurocup. Una rotazione in più che tornerà utilissima in una partita nella quale Varese va in cerca di conferme sul piano caratteriale dopo la bella reazione d'orgoglio a Casale e di progressi sul piano tecnico relativi soprattutto all'integrazione di Clark e Hassell nei meccanismi di gioco corale.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]LE PAROLE DI FRATES - Il tecnico della Cimberio, veterano delle coppe sin dai tempi della Korac vinta nel 1991 alla guida di Cantù, sprona i suoi: «Cominciamo questa avventura con entusiasmo, pronti a giocarci le nostre chances in un girone equilibratissimo che propone cinque squadre in lizza per due posti dietro la favoritissima Valencia. Fondamentale per le nostre prospettive sarà la capacità di azzerare ogni volta le emozioni della partita di domenica in una competizione che ci proporrà un livello di fisicità superiore al campionato».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]DUBBIO JACKSON PER L'OLIMPIA - Le prospettive della gara di stasera dipendono per molti aspetti dalla presenza di Cedric Jackson, l'americano di maggior esperienza degli sloveni, fermo da qualche settimana per problemi muscolari. Senza il suo play d'ordine, l'Olimpia è partita male in Adriatic League (tre sconfitte in altrettante gare) visto che i suoi sostituti - il 20enne Rupnik e il 18enne Marinelli - sono troppo acerbi e lo spostamento in regia del talento finnico Salin o dell'ex pesarese Joksimovic toglie equilibrio alla squadra guidata da Ales Pipan. Difficile comunque che il play ex Brindisi recuperi per stasera, dunque Varese potrebbe avere una chance da sfruttare per iniziare col piede giusto la sua avventura. Da tenere d'occhio altri due ex italiani: il tiratore lituano Gailius, visto a Bologna, e il lungo Drobnjak, ex Napoli. Sotto canestro match duro contro i 217 centimetri del giovane Omic e i muscoli degli americani Augustus e Stephenson.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]C'è qualcosa di nuovo, anzi d'antico nell'aria. Già, il simbolo della riscossa ha una faccia nota e amata per la Cimberio che nell'ultimo e decisivo quarto contro Reggio Emilia ritrova idealmente tanta roba utile grazie al suo capitano coraggioso. Ere (foto Blitz), sbucando dalle nebbie di una discontinuità preoccupante di squadra, schiaffeggia a proprio modo avversari e partita. Il suo stampino è ancora intatto nonostante il logorio di tante battaglie vissute. Le sue raffiche folgoranti sembrano dare un po' di libertà a tutti dopo un inizio stagionale da prigionia d'un passato probabilmente irripetibile, ma soprattutto più sicurezza all'ambiente.[/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Merita tranquillità lo stesso Frates il quale, dopo averci provato per tre quarti di gara attraverso rotazioni inventate nei ruoli dovendo rinunciare allo squalificato Sakota, ha trovato la svolta giusta. Come? Nell'ultimo tratto di strada il coach milanese non ci ha pensato due volte e ha incollato alla panca Clark e Hassell, simboli del nuovo (che non avanza) per puntare su uomini che in biancorosso si sentono come a casa loro.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Dunque, bocciati - sulla via per la fuga - play e pivot, che dovrebbero incarnare l'asse attorno al quale far ruotare nuove ambizioni: Frates ha compiuto una mossa a priori spregiudicata, se non rischiosa nel rinunciare a titolarità accreditate, seppur fin lì dai risultati mediocri. Ovviamente tra i protagonisti dello show finale (per gioco e segnature) non mancano biancorossi di primo pelo come Coleman (che dà l'idea di una vascello in bottiglia se costretto a tentare il canestro dalla lunga distanza, ma atleta super in campo aperto o comunque quando lo si innesca con rapidità negli spazi) o come Scekic il quale, pur non essendo una cima tempestosa, possiede perizia e intelligenza per far diventare molto redditizia la sua presenza sotto i tabelloni. Dieci minuti travolgenti hanno trovato la propria fattura anche in una difesa fortificata probabilmente da convinzioni che a volte trovano forza in un'eccitante vena offensiva (quando si fa canestro, anche il lavoro sporco diventa esaltante) e che incoraggiano all'ottimismo l'ambiente nonostante l'altra mezz'ora, nella quale la squadra è rimasta preda di una discontinuità già vista in altre partite: ora su, ora giù, da padrona del campo ad avventizia in un batter d'occhio, al di là di un punteggio alternato che ci stava.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Questione di sostanza, d'una presenza che sembra precaria, dopo aver dato una propria impressione di forza, anche per scarso equilibrio tra difesa e attacco dovuto a conclusioni che - poco fluide e troppo laboriose - costringono la squadra a sbilanciarsi. Tutti argomenti istruttivi per migliorarsi.[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]La vittoria che serviva ottenuta nel modo che ci voleva per spazzare il cielo biancorosso da dubbi e punti interrogativi dimostrando come la Cimberio 2013/2014 non sia ancora uno squadrone ma abbia comunque uno zoccolo duro in termini di coesione e carattere. All'indomani dei primi due punti della stagione, Cecco Vescovi plaude soprattutto allo spirito di corpo con cui la squadra di Frates (foto Blitz in alto) ha invertito la rotta dopo un primo tempo incerto: «Ci voleva proprio una vittoria del genere per rasserenare l'ambiente. Proprio per come è venuta è stata apprezzata da tutti: una dimostrazione di volontà da parte della squadra che ha messo in campo la sua voglia di conquistare la posta partendo dalla difesa. A prescindere dalle prove dei singoli, si è vista la reazione che ci aspettavamo».[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Vescovi riserva un plauso pure ai tifosi che hanno seguito in massa i biancorossi a Casale Monferrato (circa 3.000 spettatori - di cui 150 da Reggio Emilia - su 3.167 abbonati): «La gente ha apprezzato lo spirito e la grinta messi in campo nel secondo tempo che hanno divertito la platea: la tenuta difensiva ci ha permesso di andare in attacco con più leggerezza mentale. Il calore del pubblico? Non pensavo che così tanta gente ci avrebbe seguito nel nostro esilio forzato: una conferma della passione e dell'entusiasmo dei nostri fantastici abbonati. Peccato che il resto della città, e mi riferisco agli imprenditori, resti silente di fronte ai nostri sforzi».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Sugli scudi ovviamente lo show balistico di capitan Ere, ma Vescovi evita graduatorie tra i singoli: «Il secondo tempo di Ebi è stato eclatante. È l'uomo di equilibrio tra i reparti e quando ci manca il suo apporto si sente tantissimo. Sulla sua leadership non avevamo dubbi, era solo questione di tempo. Però la reazione è stata di squadra e la vittoria frutto di un impegno collettivo. Anche Hassell e Clark hanno dato un contributo per quel che è al momento nelle loro possibilità. Dobbiamo trovare il modo di innescare meglio Frank e c'è bisogno che Keydren sia più incisivo in attacco, ma sono cose migliorabili con il tempo e il lavoro; le partite ravvicinate ci aiuteranno a crescere».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Il g.m. varesino auspica che la trasferta di Eurocup a Lubiana serva a registrare i meccanismi in vista della sfida di domenica sul campo dell'EA7: «Giocare subito ci aiuterà a concentrarci sull'attualità lasciandoci alle spalle il match di domenica. Cercheremo di iniziare col piede giusto in coppa preparandoci al derby a Milano».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Basket[/size][/font][/size][/font][/color]


    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]FRANCESCO CAIELLI[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Adesso non cercheremo di convincervi che tutti i problemi sono scomparsi come d’incanto, che  Varese è fortissima, che si andrà lontano: no. E nemmeno proveremo a farvi credere che la Cimberio ha giocato benissimo spezzando le reni alla povera Reggio Emilia. Siamo solo all’inizio,e ci sarà da sudare ancora: ancora, ancora e ancora. Però questa non è una vittoria come le altre: perché non dev’essere stato facile scendere in campo mentre quelli che dovrebbero essere i tuoi tifosi (non tutti, ci mancherebbe: perché ieri a Casale c’erano tremila persone che son tante) hanno già deciso di bollare questa squadra e il suo allenatore. Brocchi.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Questa è per voi[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Stiamo esagerando, però ci erano rimaste tra le dita un paio di dediche, e adesso le liberiamo. E chissenefrega se da domani Varese inizierà a perdere una partita dietro l’altra: non cambierebbe nulla, perché ieri Frates ha vinto quando nessuno ci credeva. A parte lui, a parte i suoi ragazzi. E allora beccatevi questa vittoria, voi che non avevate ancora capito nulla. Beccatevela anche voi: che sabato pomeriggio ci avete inondato di messaggi nei quali pronosticavate la disfatta varesina (ci speravate, vero?), ignorando quei segnali inequivocabili che soltanto pochi avevano visto. Beccatevela voi: giovani soloni che dall’alto delle vostre torri d’avorio (rosa) avevate bocciato senza appello questa squadra senza mai averla vista. Poi sicuramente Reggio Emilia alla fine finirà davanti a Varese e avrete avuto ragione voi: ma secondo noi, no.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Fabrizio stratega[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Questa partita, questa vittoria è lo specchio di quella che sarà la stagione: sofferenza, botte da tirare al momento giusto, equilibrio e lotte. Un inizio difficile, maledettamente difficile che aveva fatto calare sul PalaFerraris un velo di paura che si tagliava con il coltello: pronti via 1-7 con la bomba di Brunner, poi 13-18 con un canestro di Scekic a una manciata di secondi dalla sirena. Tutto perché Varese è scesa in campo nel modo più sbagliato, accettando di mettersi a correre contro una squadra che lo sa fare meglio. Certo: nel secondo periodo c’è l’aggancio (22-22 con bomba di Ere a 7’16’’dall’intervallo) ma si vede che è capitato per caso: infatti Reggio Emilia continua a stare davanti, complici i disastri combinati da un Clark in serata no (33-41 al riposo). Poi, qualcosa cambia. Frates riesce a spremere qualcosa da Hassell e da un Coleman troppo solista,mentre Ere gioca come giocava fino a tre mesi fa: arriva il secondo aggancio (45-45 a 5’38’’) ma questa volta si capisce subito che la storia è diversa. Clark trova l’unico sorriso della serata, Rush è in campo con una faccia che non gli avevamo mai visto: e Varese prende in mano la partita. Poi, il capolavoro di Frates che disegna un quintetto di operai (DeNicolao e Scekic al posto di Clark e Hassell) che vincono la partita. Ere scava il solco (63-60), Scekic e De Nicolao lo seguono (67-60 a 2’55’’). Il passivo diventa pure ingeneroso per Reggio Emilia: ma la rabbia dei giocatori in biancorosso li ha fatti spingere fino alla sirena finale. Bene così.[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Archiviati gli “Indimenticabili”, ecco la Cimberio operaia con la vecchia guardia che indica la via per il primo hurrà di una stagione nella quale il credito acquisito nel 2012/2013 va azzerato in fretta in un campionato già in cerca di gerarchie. Reggio Emilia paga dazio di fronte alla fame di vittoria di Varese, decisa a voltare pagina dopo l’incerto avvio tra Vilnius e Siena: la leadership espressa a tutto tondo da Ebi Ere, che si cuce sulla pelle i panni dell’uomo-chiave della squadra di Frates, converte in “soldoni” l’energia profusa in retroguardia dai biancorossi. I meccanismi di gioco non funzionano ancora alla perfezione, ma con la faccia “feroce” del secondo tempo anche gli sbalzi di tensione di un attacco ancora in cerca di equilibri si nascondono nel modo giusto per dare la carica al popolo biancorosso. Così La squadra “accende” il pubblico con la sua aggressività e la sua voglia di “graffiare” in difesa, ed i 3000 del PalaFerraris diventano un fattore nel[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]“raccolto” impianto di Casale Monferrato che amplifica la carica dei tifosi. I quali vedono comunque ripagato l’esodo degli abbonati per dare sostegno ad una Cimberio che in precampionato aveva vinto poco e convinto meno; alla fine la risposta sul campo è di quelle che danno ragione a chi sosteneva che col tempo e col lavoro la squadra poteva crescere molto dopo un precampionato costellato di guai fisici grandi e piccoli. Perché comunque il gruppo c’è, come dimostra il cambio di passo difensivo della ripresa per rimettere in carreggiata una partita condotta con sicurezza da Reggio Emilia nei primi 20’. E dalla vittoria inaugurale si deve trarre spunto per capire che l’identità della Varese 2013/2014 – con meno lustrini e meno “esuberanza” atletica rispetto allo scorso anno – dovrà essere focalizzata prima di tutto sulla tenuta difensiva, a dispetto dell’elevato numero di attaccanti che fanno parte del gruppo. Un segnale forte lo manda anche Fabrizio Frates, che per il finale arrembante si affida a De Nicolao e Scekic lasciando in panchina due dei tre elementi nuovi del quintetto. Scelta di matrice prettamente difensiva ma non solo, visto che con palloni giocabili (leggi 11 tiri nel secondo tempo contro i due del primo…) capitan Ere spara a raffica. Il messaggio del tecnico è lapidario: non ci sono status acquisiti all’interno del gruppo, quando conta gioca chi si sbuccia le ginocchia ed è utile alla casa. Mentre l’asse Clark-Hassell è ancora da mettere a punto, prima di tutto in retroguardia dove il play fatica a contenere le penetrazioni (tanto che Frates spedisce inizialmente Coleman su Cinciarini) e il pivot fatica nelle rotazioni in copertura. Ma la voglia di giocare insieme espressa nella rimonta e nell’affondo finale contro la Grissin Bon deve essere il punto di partenza sul quale anche il regista bulgaro e il centro statunitense debbono trovare il loro equilibrio nel contesto del sistema. In un campionato che riserva già sorprese a raffica con i tonfi inattesi delle “big” Milano, Sassari ed Avellino, aver rotto il ghiaccio con un successo corroborante per il morale è fondamentale per alimentare il volano dell’entusiasmo dei tifosi. Sul piano tecnico ci sono margini ancora ampi, ma su quello del carattere e della coesione del gruppo la squadra di Frates è degnissima erede di quella di Vitucci...[/font][/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](7 punti; 3/3 2p; 0/0 3p; 1/3 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Dopo una prima frazione tesa e zoppicante (comune denominatore di tutta Varese), diventa preciso vicino al ferro e si sbuccia le ginocchia per assommare quattro recuperi. Mai più prestazioni come quella di Siena: patti chiari, amicizia lunga.
     
    [b]AUBREY COLEMAN [/b](11 punti; 3/9 2p; 0/4 3p; 5/6 tl)[b] VOTO: 6. [/b]La mina vagante del quintetto biancorosso tiene il morale alto nel naufragio di inizio match. Esalta per gli spunti in campo aperto con accelerazioni da MotoGP, deprime per la mira della lunga: quanto meno il ferro dovrebbe essere scheggiato.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](9 punti; 2/3 2p; 1/1 3p; 2/2 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Facile bucare la retina, come ha fatto il quintetto protagonista dell'ultimo quarto, quando la déa bendata ha deciso di premiarti dopo una sofferenza inaudita. Lo svedese difende come un leone, trova il canestro quando i compagni sbandano, trottola fiero sui due lati del campo. Rinato.
     
    [b]KEYDREN CLARK [/b](5[b] [/b]punti; 1/4 2p; 1/6 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Passi la fiera del tiro al piccione, passino l'assenza di assist e le titubanze in regia, passi (sempre più paradossalmente) la mancanza di leadership. Ma il volto con cui ciondola nel primo tempo per il [i]parquet [/i]è da estirpare come la peste.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](2 punti; 0/2 2p; 0/3 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Se stasera la Cimberio avesse perso, le sue responsabilità sarebbero state grosse. Per fortuna nell'ultimo quarto mette l'elmetto e disegna le rotte nelle quali i compagni possono incunearsi per aggredire il ferro nemico.
     
    [b]FRANKLIN HASSELL [/b](11 punti; 4/7 2p; 0/0 3p; 3/3 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Impettito come una giovane recluta, impiega svariati minuti prima di trovare le coordinate geografiche. Compie un'infrazione di passi che appare evidente perfino all'unico tifoso rimasto a Masnago ignorando la squalifica del campo. Poi ricorda che da giovane amava i Frankestein, allora piazza un paio di ganci in faccia a zio Fester Brunner. Quanta confusione!
     
    [b]EBI ERE [/b](25 punti; 3/6 2p; 6/7 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Con un secondo tempo di rara efficienza balistica, si erge a salvatore della patria. Non dubitiamo che all'intervallo abbia fatto tremare le pareti, in una reprimenda collettiva decantata ai compagni sbarbatelli. Il carattere e la professionalità valgono più di qualche chilo di troppo.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](13 punti; 1/2 2p; 3/5 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Smaliziato come poche altre volte, si rivela il re dei rimbalzisti e il più lesto dei passatori. Ma apprezziamo il suo linguaggio del corpo, l'occhio vivo, le parole dette a mezza voce agli arbitri, i gesti di intesa con la truppa. Trascinatore.

  • Nicolò Cavalli
    Che la pallacanestro sia uno sport assurdo e privo di logiche, è noto da tempo. Eppure, al cospetto di certi ribaltoni, rimaniamo ogni volta basiti e stupefatti. Due aggettivi che accomunano i tifosi di Varese. Quasi tremila folli che, in barba a squalifiche, freddo d'autunno e chilometri d'autostrada, rendono incandescente con cori e stendardi il catino in mattoni rossi di Casale Monferrato. Un palazzone edificato in stile Lego, dove la banda di Frates appare di plastica – come i celeberrimi cubotti danesi – per venticinque minuti, per poi animarsi e sciorinare un ultimo periodo da leccarsi i baffi.
    Potremmo elencare per una pagina intera cosa non sia funzionato a Vilnius, a Siena in Supercoppa, stasera in un primo tempo da tregenda. Ma talvolta bisogna sapersi contentare e godersi due punti preziosi, ottenuti contro una rivale di spessore costruita per traguardi ambiziosi.
     
    [i][b]Un po' di paura negli occhi. [/b][/i]L'approccio troppo incartato alla partita si sostanzia in contropiedi sbagliati, forzature estemporanee e palloni persi (ben cinque nel primo quarto, peraltro senza che la Grissinbon esageri con la fame agonistica): Reggio corre 1-7 con gli esperti Cinciarini e Brunner a non perdonare le distrazioni altrui. Le prime giornate di campionato sono tipicamente contraddistinte da momenti e sensazioni in altalena, così la Cimberio ribalta le sorti con Coleman e Polonara fino all'8-7. L'intesa Clark-Hassell è una chimera, la maggiore serenità dei ragazzi di Menetti è il lasciapassare per un bel parziale di 0-8. Frates prova a cambiare l'asse nevralgico con De Nicolao e Scekic: ne esce un fallo antisportivo non capitalizzato a pieno, preludio del 13-20 di Antonutti di fine frazione.
     
    [i][b]Uno sprazzo dall'arco non basta per l'aggancio. [/b][/i]Piombata in apertura di seconda frazione a -9, fra qualche mormorio e un bagagliaio di inquietudine, il quintetto battagliero di Varese produce tre triple in sequenza (a segno Polonara, Rush ed Ere) per stampare il pareggio a quota 22. Gli emiliani, inesorabili, premiano la [i]verve [/i]di White – campione tornato nei palazzetti d'Italia con l'intento di riconfermare la natura di tornado delle annate sassaresi e pesaresi – e di Karl per tornare in sensibile vantaggio sul 24-31. Rush, abile a buttarsi nella mischia con coraggio, e il primo ciuffo di Hassell riportano i “padroni di casa” in scia, quindi Bell e il gigante Cervi confermano il dominio territoriale reggiano. La Cimberio va nello spogliatoio con otto lunghezze di disavanzo (33-41), raccogliendo i cocci rotti di una regia titubante, nella quale Clark e De Nicolao si contendono la palma del peggiore interprete.
     
    [i][b]La contesa sale di tono. [/b][/i]Capitan Ere suona la cornamusa per richiamare i compagni sull'attenti: i suoi cinque punti ispirano anche Hassell, bravo ad eludere la museruola di Brunner per pescare il 2+1 che vale il 41-43. Il ragazzone in maglia n. 21 si mostra sin troppo esuberante e commette la terza penalità su Zio Fester, la Cimberio si innervosisce ma questa volta lascia intravedere vivido orgoglio. Il fallo antisportivo di Karl su Coleman – rapido come una saetta quando si mette in proprio – dà il là all'agognata operazione sorpasso: la tripla di Clark fa esplodere il PalaFerraris e scrive 50-47. La Grissinbon si esibisce con pregio dal perimetro grazie a Filloy ed Antonutti, l'inerzia torna nella direzione ospite ma due sfondamenti di White, assai dubbio il primo, lasciano la bilancia equipollente in vista del volatone finale (55-57).
     
    [i][b]Il risveglio dall'incubo. [/b][/i]Cinciarini spopola nel confronto tra playmaker, Varese compensa la brutta prova nel gioco ragionato con la ferocia di Rush per riportarsi in parità. Il punteggio rimane inchiodato a lungo sul 59 pari, poi De Nicolao (il gemello bravo e tosto di quello visto da settembre ad oggi) e Polonara ispirano un mini parziale che dà ossigeno in un ambiente rarefatto e convulso. Gli uomini di Menetti piangono dalla linea della carità (4/11 complessivo), Scekic appoggia comodamente il 65-60 e contribuisce sensibilmente all'autostima del gruppo. Non è un caso che la difesa continui ad assestare colpi letali, che il DeNik ronzi per il campo seminando scompiglio, che Ere abbia lo spazio per cesellare dai sette metri il ciuffo del più dieci. Il resto è pura accademia, comunque utilissima per mettere al sicuro il quoziente punti.
     
    Un quarto periodo di rara intensità, condotto nei suoi momenti splendenti con Clark ed Hassell relegati in panchina. Dati su cui riflettere con la calma e il sangue freddo conferiti dai due punti in saccoccia. Il lavoro all'orizzonte è tantissimo, l'orgoglio sarà l'ago della bilancia tra una stagione buona e una mediocre. La Gazzetta dello Sport ieri ha messo la Cimberio all'undicesimo posto dell'ipotetica griglia della stagione. Chi lo dice ad Ere, a Polonara, a De Nicolao, a Rush e a Sakota?

  • pxg14
    [font=verdana][size=3]Giorni fa una signora, pure graziosa. mi confidava che, dopo anni di lontananza della squadra di cui non s'era persa una partita in molte stagioni, era tornata al palasport, letteralmente rapita da una Cimberio che, dando spettacolo, faceva della pallacanestro un gioco talmente bello e semplice che l'avrebbe capito anche chi non se ne intende. E aggiungeva: «Sullo slancio dell'entusiasmo mi sono abbonata ma temo che non sarà più come nello scorso campionato, in ogni caso forza Varese». Già, l'osservazione della signora coglie nel segno l'inevitabilità di un paragone fra due squadre, l'una appresso all'altra ma tanto diverse nella loro dimensione per caratteristiche dei singoli, quindi nella loro espressione in campo, per fluidità di gioco. Questa tifosa, per dirla tutta, ha chiesto infine dell'allenatore, come per sincerarsi se la poco brillantezza della squadra, almeno sin qui, fosse più una questione di manico che di uomini nuovi. Ma ella stessa ha poi convenuto per una corretta cognizione della realtà ripensando ai talenti persi e alla "fuga", probabilmente non casuale, di Vitucci.[/size][/font]
    [size=3][font=verdana]S'è voltato pagina, ecco il punto, dovendo un po' tutti vivere questa Cimberio con lo stesso cuore ma anche con occhi e pensieri aperti al nuovo senza dover ammainare gli entusiasmi dell'estate, suscitati da quel potente credito di fiducia riconducibile alla società attraverso una presumibile continuità di forza. Come dire di un'opera di costruzione da parte della stessa impresa, seppur con un'architettura diversa. Resta allora un interrogativo: dopo un precampionato tra luci (poche) e ombre (molte), come la mettiamo? Come prima in costruttive passioni, se si possiede la saggezza di non cedere ad assalti di delusione e scoraggiamento, dovendo aspettare per capire quale livello di competitività raggiungerà la Cimberio di Frates, avendo pur un suo valore. I "vecchi" biancorossi li conosciamo, resta da constatare la portata tecnica dei nuovi, tra virtù e vezzi propri a beneficio del collettivo sin qui a strappi, troppo incline a una discontinuità che lo frena di brutto proprio quando dà l'impressione di emergere. Qualcuno si chiede di Clark: strano, perché il play Usa non è una di quelle sorprese (come tanti giovani americani) che si trovano nell'uovo di Pasqua e che scopri solo aprendolo: le stagioni di Venezia hanno mostrato rendimenti diversi, a volte strepitosi ma anche anonimi. Hassell (foto Blitz) dà la sensazione di poter essere più risoluto ma dev'essere aiutato da soluzioni fluide a "battersi" sotto i tabelloni italiani, mentre Coleman, splendido animale in campo aperto, può soffrire le difese schierate se non lo si innesca con creatività e ritmo. Frates, dunque, dovrà usare molta colla affinché le caratteristiche dei suoi uomini diventino pienamente funzionali a un equilibrato rendimento di squadra, soprattutto per continuità. Se ipotizziamo una griglia di partenza (tipo F.1) crediamo che la terza fila sia adeguata alle potenzialità di Varese, non senza qualche timore per il suo dispendioso impegno tra campionato ed Eurocup.[/font][/size]
     

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