[font=verdana][size=3]Semaforo verde per il campionato 2013/2014: la Cimberio inizia il suo cammino stagionale ospitando la Grissin Bon Reggio Emilia sul campo neutro di Casale Monferrato (palla a due alle 18.15 al PalaFerraris di via Visconti 16). Dopo i fasti della squadra degli Indimenticabili che lo scorso anno fece riassaporare a Varese emozioni da vertice, si riparte con la prospettiva di centrare i playoff per la quarta volta consecutiva in un campionato livellatissimo dietro la favorita Milano. Ma c'è ancora una fastidiosa eredità da portarsi appresso per quanto riguarda la stagione passata, legata al burrascoso finale della gara-7 contro Siena. L'esordio stagionale casalingo si disputerà infatti nell'impianto piemontese distante oltre 100 km da Masnago, e Fabrizio Frates dovrà rinunciare a Dusan Sakota (appiedato per tre turni, il suo rientro coinciderà con il vero debutto a Masnago contro la Sidigas di Frank Vitucci). Problemi in più con i quali fare i conti in vista di un esordio che nasconde molteplici insidie per una Cimberio ancora in pieno rodaggio nonostante un lunghissimo precampionato. Tra elementi in ritardo di condizione per problemi fisici (su tutti Ere ma anche De Nicolao e Scekic) e un assetto tecnico bisognoso di ulteriore messa a punto soprattutto sul nuovo asse play-pivot Clark-Hassell, i biancorossi arrivano con qualche punto interrogativo alla prima di campionato. Ma per supportare la crescita di una squadra che per mille motivi non può permettersi il peso dei paragoni costanti con quella irripetibile della stagione 2012/2013, c'è bisogno che i tifosi facciano sentire il peso dell'entusiasmo che ha scatenato la febbre biancorossa degli abbonamenti. E mettendo da parte qualche mugugno prematuro dopo le sconfitte di Vilnius e Siena, i 3167 fedelissimi seguano in massa la Cimberio a Casale per sostenere gli sforzi inaugurali di Ere e soci contro un avversario ostico come la squadra di Max Menetti (ex vice di Frates a Reggio Emilia - il coach milanese ha guidato a due riprese gli emiliani, dal 2004 al 2006 e dal 2010 al 2011 - ed a Montegranaro). Dopo la brillante stagione da matricola chiusa alla gara-7 dei quarti con Roma, la Grissin Bon ha confermato il nucleo alla base del sesto posto della scorsa stagione; l'azzurro Cinciarini in regia, il talento del veterano Bell sul perimetro, le doti balistiche del capitano Antonutti e il mix di fisicità e dinamismo del pivot Brunner sono uno zoccolo duro di spicco per un club che punta ai playoff. E dopo aver aggiunto un elemento di sostanza come la guardia Karl ed allungato la panchina con il play Filloy e il tiratore Frassineti, il botto finale del mercato è stato l'ingaggio di James White, l'esplosiva ala ex Pesaro e Sassari reduce da una stagione NBA con i Knicks. Reggio vanta un buon mix di esperienza, talento e fisicità; per iniziare la stagione con il piede giusto servirà una prestazione all'insegna della concentrazione difensiva, limitando gli sbalzi di tensione fatali a Vilnius e Siena. Per far scattare la scintilla tra la nuova Varese e il suo pubblico non c'è niente di meglio che partire con un successo... [/size][/font]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]Innanzitutto scordiamoci il passato, proprio per non cadere nella tentazione di accostamenti fra questa Cimberio e quella dell'edizione scorsa. Green e Dunston, per dire di congegni che facevano funzionare la squadra di Vitucci come un orologio svizzero impreziosito da un carillon divertente come lo era il suo gioco, sono soltanto un ricordo. Quindi, punto e a capo per dover considerare Clark (nella foto Blitz a destra) e compagni non come eredi o, peggio, prigionieri di remoti momenti di gloria, ma come protagonisti da scoprire attraverso una nuova cognizione della realtà. Ancora tutta da svelare e da cogliere con una dovuta e rinnovata apertura di credito nei confronti di questa Cimberio che merita attenzione e seguito per non dover sciupare il presente con nostalgie fini a se stesse.[/size][/size][/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]In verità, e giustamente, al di là di insondabili prospettive, non manca l'entusiasmo, quale prezioso carburante di passioni potenti, rifornito dalle stesse ambizioni (che non sono velleità) del club biancorosso attraverso una presenza di continuità d'immagine prestigiosa, stavolta pure in uno scenario europeo.[/size][/size][/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]D'altra parte i tifosi credono nella filosofia della società, capace di buone scelte, rapportate al proprio bilancio al di là di un risultato finale tutto da scoprire nelle sue proporzioni. Già, questa Cimberio, se qualcuno non avesse capito quel presupposto da taglio con il passato, non è affatto da sminuire né da ridimensionare: va soltanto seguita e sostenuta con occhi nuovi e testa libera da preconcette valutazioni, dovendo riconoscerle una propria competitività nell'attesa di capire quale spessore raggiungerà per gioco e risultati.[/size][/size][/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]Se qualche risultato va stretto o storto, va compreso al momento, non dovendo essere frettolosi in giudizi che appartengono al regno della delusione o della stizza, magari impiombando la sella dell'allenatore, il solito facile capro espiatorio quando lo scontento cerca uno sfogo. Un'eventualità da prevenire, tutto qui, avendo questa squadra, da oggi in poi, ogni frontiera aperta per realizzare i suoi progetti pur senza doversi imporre obiettivi precisi nella piena verifica delle proprie potenziali virtù attraverso i suoi stessi limiti.[/size][/size][/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]A sensazione il destino di questa squadra sta un po' nelle mani di Clark: se l'americano ex Venezia farà lievitare quei valori che gli stanno intorno e colpirà da par suo, il rendimento del gruppo ne verrà contagiato; in caso contrario la squadra rischierà di soffrire, soprattutto per discontinuità, disponendo in ogni caso di elementi valenti ed esperti.[/size][/size][/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]In tema di asse play-pivot, sempre nell'ordine delle prime impressioni, Hassell ha bisogno di smussare quegli spigoli che lo hanno fatto apparire troppo compassato in alcune uscite di precampionato, potendo diventare una presenza davvero cazzuta (ci si passi il termine) sotto i tabelloni. Il resto è tutto da plasmare in armonia nel tempo. Se la pietrina non è finita, Varese può ancora fare scintille, a cominciare da una Supercoppa che contende da orgogliosa sfidante ai campioni di Siena, favoriti per i precedenti confronti di quest'estate nonché per il fattore campo ma anche battibili in una gara secca, aggredibile con impeto e in uno stato di grazia. In questo caso non ci scordiamo il passato ripensando a Meneghin e Pozzecco come leader unici e reduci della Stella ma conquistatori di una Supercoppa che fa storia. Come ne farebbe l'attuale, gratificando una società che ha saputo riportare la squadra alla ribalta d'una vera e gloriosa redenzione. [/size][/size][/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]È ancora Siena l'avversaria della Cimberio nell'atto inaugurale della stagione 2013/2014 del basket italiano. Stasera al PalaEstra la formazione di Fabrizio Frates contenderà alla Montepaschi la Supercoppa quattro mesi dopo la sofferta e dolorosa eliminazione dai playoff.[/size][/size][/font][/color]
[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]Varese lancia nuovamente la sua sfida al plurititolato club toscano (campione d'Italia in carica per la settima volta consecutiva) in una gara secca che mette in palio una posta ghiottissima per entrambe le contendenti.[/size]
[size=3]Conquistato il diritto di sfidare i tricolori grazie alla partecipazione alla finale della Coppa Italia della scorsa annata, la Cimberio proverà a sovvertire il pronostico favorevole ai detentori del titolo che potranno contare sul vantaggio del fattore campo, sempre decisivo nei cinque precedenti disputati a Siena.[/size]
[size=3]Dal serratissimo duello della stagione passata, con la burrascosa conclusione di gara-7 a Masnago, moltissima acqua è passata sotto i ponti per le due protagoniste di stasera.[/size]
[size=3]E se la Mens Sana ha rivoluzionato l'organico ripartendo da Hackett, Ortner e Ress, costruendo comunque una squadra dinamica e frizzante per prepararsi alla stagione che concluderà lo storico rapporto di sponsorizzazione con il Monte dei Paschi, Varese è un cantiere aperto con i tanti acciacchi del precampionato che hanno costretto Fabrizio Frates (peraltro ex di turno al PalaSclavo, dove lavorò nel lontano 1999/2000) a ritardare la messa a punto della nuova Cimberio.[/size]
[size=3]Dall'infermeria biancorossa c'è ancora il punto interrogativo legato alla presenza di Dusan Sakota: l'eroe di gara-6 dei playoff della scorsa annata soffre infatti il riacutizzarsi dell'infiammazione a un tendine d'achille e solo oggi si saprà se e quanto l'ala serba potrà contribuire alla causa.[/size]
[size=3]Ma dopo la gara in chiaroscuro di Vilnius nel Qualifying Round di Eurolega, la Supercoppa di oggi dovrà dare risposte importanti circa la tenuta tecnica e caratteriale di una squadra ancora in affanno nel trovare gli equilibri sui due lati del campo.[/size]
[size=3]Un'avversaria aggressiva e dinamica come la MPS plasmata da Marco Crespi, con l'incursore Daniel Hackett come leader di un attacco che ha aggiunto qualità e talento con gli esterni Green, English e Carter e che può contare sulle doti frontali di lunghi agili come Nelson, Hunter e Ress, presenta sulla carta le caratteristiche parse più indigeste alla difesa della Cimberio in un precampionato non certo convincente.[/size]
[size=3]Al di là dell'aspetto tecnico, conterà molto l'approccio mentale ad una partita che rappresenta comunque un'opportunità importante per tutti i membri del roster varesino che non hanno mai conquistato un trofeo importante (l'unico ad aver già vinto in carriera è Dusan Sakota).[/size]
[size=3]Se Varese metterà in campo il giusto atteggiamento e riuscirà a limitare il potenziale atletico di Siena con una partita lucida e accorta, allora sognare l'impresa non sarà impossibile. Ma rispetto al match contro Oldenburg servirà far scattare l'interruttore dell'intensità e dell'energia: soprattutto serviranno facce e convinzione diverse nel modo di stare in campo. Altrimenti il rischio è quello di farsi travolgere dall'arrembaggio di Siena, partendo ad handicap verso ciclo di impegni durissimi senza poter tirare il fiato: tra campionato ed Eurocup nelle prossime 10 settimane ci saranno 22 partite ufficiali. La chimica giusta dentro e fuori del campo va trovata in fretta...[/size]
[size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]FRANCESCO CAIELLI[/size]
[size=3]Varese e Siena: dove eravamo rimasti? Eravamo rimasti là. Alla delusione sfogata ognuno a modo suo: chi con lacrime da uomo, chi con oggetti lanciati in campo da cretino. Eravamo rimasti a un sogno finito, scoppiato come un palloncino che è stato gonfiato troppo: pum. Ci si ritroverà domani: in palio la Supercoppa ed entrambe le squadre venderebbero l’anima al diavolo pur di vincerla. Sarà uno scontro tra passioni e filosofie, uno scontro tra voglie di futuro. Sarà uno scontro tra uomini: dall’altra parte, ancora lui. Ferdinando Minucci: Siena fatta persona.«Non voglio tornare indietro - dice quando lo stuzzichiamo sulla semifinale - Di quella serie non ho parlato prima che iniziasse, non ho parlato durante, e non ho parlato dopo. Ho lasciato che a parlare fossero il campo e i fatti».[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]La sfortuna di Bryant[/size]
[size=3]Eppure sarà difficile non ripensarci, domani sera:«Sarà difficile, è vero: anche perché la Supercoppa è una gara particolare. Sarà una verifica importante, sarà una sfida che mette in palio un trofeo: ma non sarà significativa per il campionato che verrà perché è ancora troppo presto per tutti. È una continuazione dello scorso anno, un premio per due squadre che hanno giocato una grande stagione e si meritano di sfidarsi per mettere un trofeo in bacheca». Una grande stagione finita come al solito, con Siena che ha vinto tutto e Varese rimasta a bocca asciutta. «Varese ha vissuto una stagione splendida, e le sconfitte finali non devono cancellare quello che ha fatto: perché la Cimberio è stata la[/size]
[size=3]squadra più costante e continua. Ha avuto la sfortuna di incontrare noi, che in quel momento eravamo la squadra più in forma, e ha avuto la sfortuna dell’incidente di Dunston che lo ha messo fuori uso proprio in gara 7». [/size]
[size=3]Il mio momento[/size]
[size=3]Che Siena ritroverà Varese? «Una squadra che è stata costruita con un budget ridotto ma che proprio per questo è molto ambiziosa: giocherà senza pressioni, metterà in campo tutta la sua inesperienza, ma anche la sua imprevedibilità. Per quanto mi riguarda, sto vivendo un momento personale molto bello: un periodo difficile, è vero, ma affascinante. Perché mi trovo a costruire senza avere più la necessità di vincere, ma con il sogno di dare continuità e futuro alla società». Che Varese ritroverà Siena? «Ecco, mi collego a quanto detto per me: Varese è in un momento diverso, anche se simile. La priorità di chi porta avanti la società è quella di dare tranquillità e futuro, ma allo stesso tempo si sente che è arrivato il momento di vincere qualcosa: portare a casa questa Supercoppa sarebbe un grande risultato, e regalerebbe qualcosa alla stagione passata». Che partita sarà. «Senza stress, potenzialmente bella: Varese è quadrata con un ottimo[/size]
[size=3]allenatore, costruita con innesti sensati su una base solida e rodata. Non sarà facile».[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il finale inatteso di Frank[/size]
[size=3]Varese e Siena hanno vissuto estati diverse (una ha perso, l’altra ha vinto) ma anche simili, costrette a dire addio ai loro allenatori. Come si gestiscono queste situazioni?«Io parlo per me: e dico che sono ancora legatissimo dal lato umano a molti allenatori passati da qui, da Pancotto a Pianigiani passando per Ataman e Recalcati. E, ovviamente, sono legatissimo a Banchi: semplicemente, ci siamo resi conto che non avremmo potuto garantirgli il budget per dargli una squadra con cui provarea vincere in Italia e in Europa. La situazione di Vitucci è diversa: dico solo che non mi aspettavo che andasse così». [/size][/size][/font][/color]
[color=#252725][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3](G.S.) - Supercoppa come spartiacque per tastare il polso ad una Cimberio che ancora non trova la scintilla per mettersi in moto. La sfida di domani al PalaSclavo offre ai biancorossi una ghiotta chance di ribaltare[/size][/font][/size][/font][/color]
[color=#252725][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]il trend non brillante delle ultime settimane. La sfida secca che metterà in palio il trofeo inaugurale della stagione 2013/2014 rappresenta comunque una opportunità che la società di piazza Monte Grappa vuole giocarsi al meglio per provare a interrompere un digiuno in corso da ormai 14 anni. Chiaro che il fattore-campo a disposizione dei pluricampioni della Montepaschi assegna di diritto il ruolo di favorita alla squadra[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]di Marco Crespi. Che a dispetto dei profondi cambiamenti estivi (Hackett, Ress ed Ortner gli unici "superstiti" del settimo titolo consecutivo vinto nel 2012/2013) nelle due amichevoli vinte in precampionato contro la Cimberio è parsa molto più rodata e pronta rispetto ai biancorossi di Frates. Al di là del risultato l’aspetto più significativo della gara di domani sera sarà l’atteggiamento con cui Varese affronterà una partita dalla posta in palio così stuzzicante. Piu che per la sconfitta il match di Vilnius contro l’Oldenburg ha destato motivi di preoccupazione per la poca espressività emotiva trasmessa dalla squadra in alcuni momenti della partita. E contro un’avversaria aggressiva, dinamica e reattiva contro la MPS scendere in campo con un piglio remissivo sarebbe il peggior errore da commettere in vista di una partita dalla quale ci si attendono segnali confortanti sul piano della qualità e della coralità del gioco. Se il precampionato biancorosso era iniziato bene trasmettendo segnali positivi per quanto riguarda la capacità della nuova squadra di diventare gruppo, le ultime settimane - condizionate da tanti piccoli acciacchi che hanno riguardato a rotazione giocatori cardine - hanno fatto registrare un riflusso dal punto di vista della continuità. Ma la sfida di domani a Siena inaugura un ciclo di 8 partite tostissime in 4 settimane: dopo la SuperCoppa c’è Reggio Emilia, poi le trasferte di Milano e Lubiana e il poker casalingo con Paris Levallois, Venezia, Villeurbanne ed Avellino. Campionato ed Eurocup sono alle porte ed il tempo dei test ormai è finito: cambiare faccia si può e si deve per evitare una partenza ad handicap...[/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]FRANCESCO CAIELLI[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E adesso l’Europa d iVarese è lì da vedere:da toccare, immaginare, annusare. Ieri a Barcellona nella sede dell’Uleb sono stati sorteggiati i gironi dell’Eurocup. La squadra di Frates è stata inserita nel gruppo C della conference 1 (quella riservata alle squadre dell’Europa occidentale): a contendere i tre posti per il turno successivo ci sarà la testa di serie Valencia (già trionfatrice per due volte in Eurocup), gli sloveni dell’Olimpia Lubiana, i tedeschi dell’Ulm e le francesi Villeurbanne e Paris Levallois. Già: un girone che profuma d’Eurolega e che si presenta senza dubbio difficile. Ma una squadra (e una società) che vuole crescere, deve passare da queste porte: sarà durissima, i viaggi infrasettimanali si faranno sentire in campionato, ma soltanto il fatto di aver visto il nome di Varese nella sede dell’Uleb a noi ci ha emozionato.[/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Qui per crescere[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]«Tutti mi hanno detto che avremo delle avversarie toste - ha detto il presidente Vescovi, presente ai sorteggi insieme a Mario Oioli -ma guardando gli altri gironi non mi sembrano poi così tanto più facili». E forse, allora, significa che il livello di questa manifestazione si è davvero alzato: «Questa è una piccola Eurolega. Negli ultimi dieci anni l’Eurocup è cresciuta, nelle dimensioni e nella struttura:qui giocano società importanti e squadre fortissime, altro che coppa del nonno ».[/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E cosa bisogna aspettarsi dalla partecipazione di Varese: «È una grande occasione che dobbiamo sfruttare per crescere: come squadra, come società. Noi ci affacciamo a questo mondo per la prima volta dopo tanti anni, e lo facciamo timidamente: però questa è la dimensione nella quale vorremmo provare a stare. Essere qui è bellissimo ed è un piacere, esattamente come era stato un piacere essere a Vilnius per tentare il colpo Eurolega: e se qualcuno non lo capisce, [/font][/size][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]peggio per lui».[/size][/font][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il ritorno di Greg[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]E allora andiamo a scoprirle, queste avversarie. Valencia sulla carta è la più forte: abituata a giocare (e vincere) a questi livelli schiera una vecchia conoscenza del nostro campionato come l’ex senese Sato. Segue poi l’Olimpia Lubiana, che in slovenia è un’istituzione e sa cosa significa stare ad alti livelli. Squadra poco conosciuta ai più ma da prendere con le pinze quella del Ratiopharm Ulm, che lo scorso anno in Eurocup è stata capace di spingersi fino ai quarti. E poi ci sono le francesi: il Villeurbanne, con i suoi 17 campionati vinti, è uno dei club più importanti di Francia. L’incrocio con il Paris Levallois, invece, proporrà un gradito ritorno: sulla panchina dei transalpini siede infatti Gregor Beugnot, allenatore di Varese dal 2001 al 2003.[/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Con Cantù, Sassari e Roma[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]La formula prevede 48 squadre al via (saranno 4 le italiane con Cantù, Sassari e Roma oltre a Varese) che sono state divise in 8 gruppi da 6 squadre ciascuno. Le prime 3 di ogni girone accederanno alla fase successiva chiamata “Last 32”, sempre a gironi, alla quale si aggiungeranno anche le 8 squadre eliminate dall’Eurolega (un po’ come succede nel calcio tra Champions ed Europa League). Questa fase vedrà 8 gironi da 4 squadre ciascuno, con le prime 2 di ogni raggruppamento che accederanno alla “Last 16”: quarti, semifinali e finale. [/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]FRANCESCO CAIELLI[/size][/font]
[font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Contava esserci. Contava giocarla, quella partita di Eurolega. Contava tornare a vedere il nome di Varese lassù dove una volta era di casa. Ed è vero: la Cimberio ha perso dopo aver giocato male, sconfitta in volata al termine di una serata in cui hanno steccato troppi uomini chiave. Ed è vero: l’avventura in Eurolega è durata lo spazio di una partita. Noi ci chiamiamo fuori da quel marasma di critiche striscianti che ha accompagnato il ritorno della squadra da Vilnius, rifiutandoci di mettere alla berlina un gruppo e un allenatore ancora all’inizio del loro lavoro.[/size][/font][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Arrabbiato ma sereno[/size][/font]
[font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Preferiamo dar voce a chi c’era: Cecco Vescovi,presidente senza peli sulla lingua che quando passerà la mano (tra qualche settimana) mancherà parecchio. «Torno a casa dalla Lituania dice Vescovi - con l’animo combattuto. Da un lato sono arrabbiato: c’erano tutti i presupposti per giocare almeno un’altra partita a Vilnius perché anche se abbiamo giocato maluccio siamo arrivati a un passo dal portarla a casa. Dall’altro però penso che questa squadra abbia bisogno di allenarsi e di lavorare insieme: avremo qualche giorno in più per preparare la Supercoppa, ci faranno bene. E partite come quelle di martedì valgono come 5 allenamenti: insegnano a stare in campo ad alti livelli, aiutano a diventare grandi».[/size][/font][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Preoccupato? Per nulla[/size][/font]
[font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]La strada da fare è ancora tanta. «La squadra non ha ancora trovato quegli equilibri interni che servono nei momenti chiave delle partite: sapere cosa fare, a quale giocatore affidarsi. Purtroppo la preparazione è stata costellata da troppi problemi e infortuni che non ci hanno permesso di costruire questo aspetto fondamentale». Vescovi non è preoccupato: «Ma proprio per nulla: innanzitutto perché siamo ancora all’inizio, e poi perché bisogna mettere in chiaro un aspetto fondamentale. La stagione dello scorso anno è stata splendida, ma è stata un’eccezione: noi faremo di tutto per restare ad alti livelli, secondo le nostre possibilità. Perché la realtà dice che il nostro è il nono bilancio della serie A, forse il decimo: lavoreremo, cercheremo di migliorare e far migliorare ognuno dei nostri giocatori, ma nessuno si dimentichi quello che siamo». [/size][/font][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]E qui, il Cecco si arrabbia: secondo noi, non ha tutti i torti. «Anche perché è davvero ora di finirla con le chiacchiere. Qualche giorno fa mi è toccato sentire qualcuno che criticava la nostra scelta di partecipare al girone di Eurolega: scherziamo? È stata una cosa splendida, ci siamo affacciati al palcoscenico più bello della pallacanestro dal quale mancavamo da troppo tempo, e quando prima della palla a due è suonato l’inno dell’Eurolega a me è venuta la pelle d’oca. Ci siamo fatti vedere, abbiamo alzato il ditino e abbiamo detto: ehi, ci siamo anche noi, e stiamo tornando. Ecco perché è stato giusto partecipare, anche se è finita subito: e chi critica questa scelta si dimentica dove eravamo tre anni fa».[/size][/font][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Ci date voi i soldi?[/size][/font]
[font=verdana,geneva,sans-serif][size=3]Cecco è un fiume in piena: «Fare questo girone ci è costato 35mila euro: una cifra che non permette di prendere nessun giocatore. La realtà è che qui facciamo fatica a trovare i soldi, una fatica bestiale. Quanti sponsor di Varese abbiamo sulla maglia? Zero. Questa è la verità: baciamoci i gomiti se la Pallacanestro Varese esiste ancora, il resto sono solo parole al vento. Tra un mese io non sarò più presidente: sono davvero curioso di vedere se ci sarà la fila di gente entusiasta di prendere il mio posto, se chi è abituato a parlare si farà avanti per fare qualcosa sul serio. Secondo me, tutta questa fila non ci sarà». [/size][/font][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][font=verdana, geneva, sans-serif][size=3]Parte l'avventura europea della Cimberio: oggi a Vilnius (palla a due alle ore 17 italiane) la formazione di Fabrizio Frates inaugurerà il programma del Qualifying Round di Eurolega sfidando i tedeschi dell'Oldenburg nella gara che aprirà ufficialmente la nuova stagione biancorossa. Appuntamento di prestigio per una società che ritrova il sapore delle competizioni internazionali otto anni dopo l'ultima apparizione in Uleb Cup e quattordici dopo l'ultima partecipazione all'Eurolega, manifestazione di cui Varese - ai tempi della vecchia Coppa dei Campioni - ha scritto la storia con l'imbattuto record delle 10 finali consecutive dal 1969 al 1979.[/size][/font][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Proprio la tradizione e il grande fascino dell'Europa che conta hanno convinto durante l'estate la società di piazza Monte Grappa a investire un gruzzoletto (50mila euro come tassa di iscrizione) per giocarsi la chance di conquistare sul campo l'accesso all'Eurolega. Compito difficilissimo vista la concorrenza assai agguerrita in un tabellone ad eliminazione diretta dai ritmi massacranti, ma lo stimolo offerto dalla possibilità di guadagnarsi la vetrina della competizione internazionale più importante è ghiotto per la Cimberio chiamata a verificarsi al cambio continentale. Con tale livello i biancorossi dovranno confrontarsi anche in caso di eliminazione dal torneo di Vilnius, seppur nella kermesse "cadetta" dell'Eurocup che propone comunque un livello competitivo tutt'altro che trascurabile.[/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il primo ostacolo sul cammino della squadra di Frates è il solido Oldenburg: l'ex squadra di Marko Scekic (con lui vinse la Bundesliga 2008/'09) non schiera nomi altisonanti, ma rispetto ad una Varese ancora in pieno rodaggio ha il vantaggio di aver cambiato pochissimo (solo 2 giocatori su 10) rispetto al gruppo che nella scorsa annata ha perso la finale del campionato tedesco. Si tratta di un test impegnativo per verificare il grado di messa a punto dei meccanismi della formazione biancorossa, rallentata da acciacchi e problemi di organico in un precampionato che ha evidenziato una condizione non ancora ottimale e una difesa da registrare.[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Lo stesso Frates attende con curiosità i primi riscontri del campo per valutare l'entità dei lavori da svolgere al fine di sfruttare appieno il potenziale a disposizione.[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]L'impatto contro una squadra rodata e tatticamente preparata come quella di Sebastian Machowski (nella passata stagione terza nell'EuroChallenge Fiba) dovrà essere meno soggetto a sbalzi di tensione e cali di concentrazione in retroguardia rispetto a quanto accaduto nelle ultime amichevoli. Nelle file dell'EWE da tener d'occhio gli esterni Jenkins e Kramer ed il tiratore Paulding, mentre sotto canestro l'aggiunta in extremis di Andrea Crosariol dovrà servire a nascondere la defezione per infortunio di Adam Chubb, probabilmente il migliore dei tedeschi. Nel complesso l'ostacolo Oldenburg appare insidioso ma non invalicabile per la Cimberio. L'auspicio è che la ribalta internazionale garantisca una spinta psicologica rilevante ad un gruppo che nelle prime sette settimane ha lavorato con grande disponibilità in palestra ma ha faticato sul campo a esprimersi in maniera efficace.[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Il traguardo della partecipazione all'Eurolega è stuzzicante, ma in una competizione così serrata bisogna concentrarsi su un passo alla volta. E quello inaugurale diventa basilare se l'obiettivo è quello di provare a scalare la piramide del tabellone eliminatorio sino alla finale.[/font][/size]
[size=3][font=verdana, geneva, sans-serif]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Il primo obiettivo stagionale – mettersi definitivamente alle spalle la cosmica dose di sfortuna -, Marko Scekic l'ha centrato. Il resto, buona sorte permettendo, arriverà. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Mica poco per uno come il lungo serbo (di Bosnia, sottolinea...) che lo scorso anno è stato, suo malgrado, forzatamente spettatore per tutta la durata della stagione...[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Inutile girarci intorno: temevo moltissimo le prime settimane di preparazione che, come noto, sono le più dure sia per i carichi di lavoro, sia per le continue sollecitazioni e stress cui viene sottoposto il fisico. Temevo – spiega Scekic -, che il mio organismo reagisse male e, come successo lo scorso anno dopo il primo intervento al ginocchio, mi presentasse un altro conto salato. Invece, posso dirlo? Sto bene e tutto sta andando a meraviglia: il lavoro atletico, quello tecnico, il rapporto con lo staff e quello coi miei compagni. Detto in poche parole: mi sono sentito rinascere. Chiaro, dopo dieci mesi di inattività sono al settanta per cento della forma, ma rispetto al maggio scorso non ci sono paragoni di sorta. Oggi sono pronto per cominciare una stagione che, dopo un'annata di quelle che andrebbero cancellate dal calendario, deve per forza essere quella del riscatto e delle soddisfazioni. Del resto, dopo aver ingoiato chili di amarezza e tante frustrazioni, penso di meritare un briciolo di tranquillità. O no?». [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Sfogo più che legittimo quello prodotto dal “Ministro del piede perno”, giocatore che spalle a canestro sciorina abbondanti e classici movimenti da “centro old school”: finte e giro, passi d'incrocio, scivolate sulla linea di fondo e chi più ne ha, più ne metta. [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Le mie caratteristiche tecniche e fisiche - spiega Scekic - dovrebbero, anzi, sono perfettamente complementari con quelle di Franklin Hassell: lui tutto atletismo, esuberanza fisica, rapidità; io più tecnico e, considerate età ed esperienza, più svelto nelle letture degli avversari e negli adeguamenti. Insieme, però, formiamo una bella coppia e anche l'allenamento risulta molto formativo per entrambi perchè, ogni volta, si affrontano due mondi tecnici diversi». [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]A questo proposito: tra pochi giorni i giocherete il “mondo fantastico” dell'Eurolega. Sensazioni alla vigilia? [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Da parte di tutti - risponde - c'è grandissima voglia di centrare un obiettivo che dà prestigio al club e soddisfazione ad ogni giocatore perchè, sul serio, l'Eurolega rappresenta un universo a se stante. Io che ho avuto la fortuna e il privilegio di “assaggiarla” in diverse occasioni posso assicurare che si tratta di un torneo in cui si gioca ad un incredibile livello tecnico, tattico e fisico. Quindi, con simili premesse, non soltanto ci proveremo, ma spenderemo tutte le nostre energie per riportare a Varese il biglietto vincente». [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Invece, da giocatore esperto. Qual è la sua istantanea sul prossimo campionato? [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«Tante ottime squadre, nessuno squadrone e, all'orizzonte, non mi sembra di vedere una compagine destinata a dominare il campionato in lungo e in largo. Nemmeno Milano. Anzi, per quel poco che abbiamo osservato nel corso delle amichevoli si annuncia un campionato equilibrato e molto competitivo».[/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]E la Cimberio, in tutto questo equilibrio, che parte reciterà? [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]«In tutta sincerità: oggi Varese è ancora ingiudicabile perchè i nostri test di pre-campionato sono stati costantemente falsati da assenze, acciacchi e infortuni. Noi abbiamo mai giocato al completo e, soprattutto, mai al top della forma. Pertanto, le uniche cosa che contano sono avere pazienza, continuare a lavorare forte e – conclude filosoficamente Marko -, attendere tempi migliori. Che arriveranno, sicuro che arriveranno. Magari già in Lituania». [/size][/size][/font][/color]
[color=#000000][font=Verdana][size=1][size=3]Massimo Turconi[/size][/size][/font][/color]