Jump to content

VareseFansBasketNews

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Se Parigi per Napoleone valeva bene una messa, per Varese il ritorno in Europa dopo otto anni può benissimo valere una sfida alla furia di un tempo inclemente.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Più che premiati, dunque, i quasi tremila coraggiosi che, usciti dalle tane, si sono goduti un successo varesino compreso di brividi, una partita gradevole per oltre tre quarti e, almeno in coppa, hanno finalmente apprezzato ampi sprazzi del vero Kee-Kee Clark, nella circostanza ben diverso dal pessimo surrogato assaggiato fino a questo punto. Tutto questo perché - poche storie - l'occhio di bue del PalaWhirlpool era puntato esclusivamente sul suo regista.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Il playmaker americano, ovviamente osservato speciale, ha risposto bene e a tono alle sollecitazioni, ai pungoli, ai messaggi, flautati e no, giuntigli da tutto l'ambiente. Producendo punti per il primo ventello ufficiale, buone percentuali da 3 punti, ritmo, assist ma, soprattutto, aspetto più importante e atteso, cancellando dal volto l'atteggiamento fastidiosamente inespressivo visto nelle ultime uscite.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Promosso dunque Keydren, il quale è però atteso a prossime e più probanti verifiche (il nome Reyer Venezia suggerisce qualcosa?), tocca parlare di una Cimberio di nuovo ondivaga e per ora ancora lontana dalla concentrazione e dalla durezza mentale che vorrebbe il coach Fabrizio Frates.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Parafrasando una corsa ciclistica, potremmo dire che la Cimberio ha tolto la presa dal manubrio con largo e colpevole anticipo. Il delitto, che disintegra di colpo quanto di positivo fatto in precedenza, si consuma sul 64-39 al 26', minuto in cui Coleman e soci, evidentemente appagati, escono con la testa dalla partita, smettono di giocare e lasciano il pallino delle operazioni nelle mani dei parigini. I quali, magari non sempre pronti tatticamente, qualche volta un po' sprovveduti e sparagnini nelle scelte tecniche, non difettano in termini di carattere e grinta, doti peraltro trasmesse alla perfezione da Beugnot.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Levallois, con la solidità garantita da Anagonye e il raziocinio offerto da Lang, annusa l'atmosfera, guarda gli occhi rilassati dei varesini, capisce tutto e cambia improvvisamente passo: primo break favorevole (5-15) e chiusura del terzo periodo sul 69-54.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Le sollecitazioni e gli urli di Frates finiscono nel vento e, anzi, accelerano l'inerzia dei francesi che, ancora a -13 al 35' (71-58), non smettono di correre pescando punti rapidi e costruiti facilmente con Ewing, Albicy e Oniangue il quale, con una tripla frontale, dimezza il gap (73-67). E con 80 secondi da ancora da giocare dichiara ufficialmente riaperti i giochi. Che si fanno addirittura tesi quando il Paris Levallois, sfruttando bene un paio di sciocchezze della Cimberio, arriva inaspettatamente a strettissimo contatto: 73-71 con 25 secondi da giocare.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ma Clark (foto Blitz a sinistra), giocando bene con il cronometro, lucra il fallo che lo manda in lunetta per chiudere, sul 75-71, la storia di una partita che - giusto sottolinearlo - per l'andamento precedente avrebbe meritato un finale più sereno.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ma tant'è, l'importante era rompere il ghiaccio europeo, ritrovare Clark, spremere buone indicazioni da Hassell (12+11 rimbalzi) e sapere che Ebi Ere è sempre una grande presenza.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Per il resto, ovvero uccidere le partite, ci sarà tempo in un coppa che speriamo sia ancora lunga perché, checché se ne pensi, l'Eurocup è una manifestazione continentale bella e interessante, che nella seconda fase promette ancora tanto di più per le suggestioni e le emozioni internazionali di una Varese che un occhio al suo passato non può non gettarlo.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Massimo Turconi[/font][/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Prima uscita casalinga stagionale dal sapore internazionale per la Cimberio. La formazione di Fabrizio Frates giocherà il match d'esordio al PalaWhirlpool ospitando stasera (palla a due alle ore 20.30) i francesi del Paris Levallois. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Oltre 4 mesi e mezzo dopo il finale burrascoso di gara-7 della semifinale contro Siena che chiuse anzitempo la cavalcata degli Indimenticabili, il tempio di Masnago riapre le sue porte per l'esordio interno di Ere e soci nella nuova avventura in Eurocup. Un significato in più per una gara di per sé ricca di contenuti, tra il particolare momento che la squadra sta vivendo e la curiosità di valutare l'interesse del pubblico varesino per l'avventura continentale in cerca di una vittoria al di fuori dei confini italici che manca dal lontano 18 gennaio 2005.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]L'attenzione generale sarà puntata su Keydren Clark (foto Blitz) e sulla sua reazione dopo la prova inconsistente di Milano. Anche Frates si accoda al g.m. Vescovi ribadendo la sua fiducia nelle doti del play bulgaro, chiedendogli di cercare altri modi per dare un contributo alla squadra nel momento in cui non trova il feeling col canestro. Ma è chiaro che se l'approccio mentale del giocatore ex Venezia sarà nuovamente quello passivo del Forum, anche coach e società dovranno prendere una posizione meno conciliante.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Intanto, c'è curiosità per capire se Clark avrà ancora i galloni da play titolare cuciti sulle spalle, oppure se la prova del derby avrà promosso De Nicolao, il quale nelle due gare di campionato ha iniziato dalla panchina concludendo in campo il match.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Clark o non Clark, l'obiettivo primario della Cimberio è quella di crescere nel gioco corale, concretizzando gli spunti positivi evidenziati ad Assago con una prova più consistente dal punto di vista della continuità di rendimento offensivo.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]In tal senso la sfida contro i francesi del Paris Levallois pare un'opportunità propizia, considerando le problematiche tecniche che affliggono la formazione dell'ex di lungo corso Gregor Beugnot. L'assenza del pilastro Sean May, nella scorsa annata top-scorer della Pro A, e il mancato tesseramento del suo sostituto Elton Brown (rimasto in Francia per sottoporsi alle visite mediche di rito), rendono più accessibile il compito della Cimberio sotto i tabelloni, proprio laddove ha sofferto parecchio sia a Lubiana sia a Milano. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]I transalpini hanno perso finora tutte e quattro le gare disputate tra campionato ed Eurocup e sono anch'essi in cerca di equilibri difensivi a dispetto di un roster con buone individualità. Sul perimetro da tener d'occhio il razzente play Albicy, la guardia Ewing (visto in Eurolega con Khimki e Prokom) e il tiratore Lang; sotto i tabelloni spicca l'ex livornese Anagonye, ma l'uomo di maggior qualità è la 30enne ala Jawad Williams, mix di forza e tiro perimetrale (15,0 punti e 6,7 rimbalzi in Pro A) con passato NBA a Cleveland.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ma nel primo di quattro impegni casalinghi consecutivi tra coppa e campionato - pur con l'ultima tappa a Casale Monferrato domenica contro Venezia - la Cimberio è decisa a imporre la legge del PalaWhirlpool per ritrovare fiducia e dar corpo alle sue legittime ambizioni di passaggio del turno in Eurocup. Auspicabilmente attraverso un Clark in sintonia con compagni e ambiente, confidando che la "terapia del dialogo" scelta per sbloccarlo paghi dividendi immediati.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Pazienza, fiducia, tempo e lavoro. La ricetta suggerita da Cecco Vescovi (foto Blitz al centro) per mettere a punto la Cimberio è la stessa predicata da settimane dal general manager biancorosso. E la sconfitta in volata nel derby di Milano non modifica il suo mantra: «La squadra ha bisogno di tempo per oliare i meccanismi e sono convinto che col tempo si vedranno risultati concreti. In fondo abbiamo perso contro Milano, non contro... Molfetta. Certo abbiamo incontrato un'avversaria che non è ancora al massimo e quindi poteva essere l'occasione giusta per fare il colpo, ma ho apprezzato la reazione della squadra che ha saputo rientrare in partita e giocarsi il match sino in fondo. Dunque stiamo tranquilli e concentriamoci sul lavoro in palestra».[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Nel complesso, comunque, la Cimberio in versione Forum non è dispiaciuta per applicazione e intensità, con l'unica eccezione di Keydren Clark completamente fuori dal coro rispetto ai compagni: «È indubbio che il giocatore stia vivendo un momento problematico e di riflesso crei problemi al resto della squadra. Però, per noi è un giocatore fondamentale e abbiamo bisogno che dia quel contributo che è nelle sue corde. In questo momento è evidentemente condizionato da queste difficoltà, legate a fattori mentali più che tecnici o fisici. Se possibile dobbiamo metterlo nelle condizioni di fare quel che è capace, ma prima di tutto è lui che deve aiutarsi da solo».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Al di là del rendimento oltremodo negativo sul piano tecnico (2 punti con 0/3 al tiro in 17'), a non convincere sono l'atteggiamento remissivo e la faccia triste del play di passaporto bulgaro. Vescovi ribadisce ancora la sua fiducia nei confronti di Clark, attendendosi però un rapido cambio di passo - prima di tutto sul piano del modo di stare in campo - da parte del giocatore.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«L'atteggiamento visto domenica è sicuramente in contrasto con quello che chiediamo ai giocatori che vengono a Varese, cercando gente entusiasta e che abbia voglia di mettere in campo aggressività e determinazione. Ci può stare che non riesca a trovare il suo equilibrio all'interno della squadra, perché ancora non si sente a suo agio. Noi certamente gli daremo la possibilità di dimostrare il suo valore perché società, staff tecnico e compagni sono dalla sua parte, ma tutto deve partire da lui con l'esigenza di scendere in campo con lo spirito giusto e senza paura di sbagliare. [b]Chiaro che non possiamo aspettarlo in eterno senza fare nulla[/b]...».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Eppure, senza Clark e con De Nicolao sul ponte di comando, la Cimberio non è dispiaciuta. E con un play in grado di servirlo dentro l'area, anche Hassell ha mostrato spunti interessanti: «A poco a poco stiamo trovando quel minimo di consistenza che dobbiamo cercare di mantenere per più tempo possibile. Se da una parte Clark non sta rendendo secondo le aspettative, c'è un De Nicolao che sta dando risposte brillanti quando viene chiamato in causa; tocca all'allenatore fare le sue scelte ma se nelle due gare di campionato Andrea ha chiuso in campo è anche merito suo e non solo demerito di Keydren. E con lui in campo anche Hassell ha dato segnali di crescita: coinvolgendolo maggiormente del gioco si è sentito più partecipe e ha reso bene anche in difesa».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Insomma, Vescovi trova spunti positivi in vista del debutto casalingo stagionale di domani sera contro il Paris Levallois, match iniziale di un ciclo di quattro gare interne consecutive: «Speriamo di ritrovare l'atmosfera di Masnago che sicuramente ci è mancata in queste prime uscite stagionali. Giocare la coppa nel momento in cui abbiamo bisogno di crescere è un vantaggio, perché più partite competitive disputi e più puoi lavorare sui meccanismi. Ci teniamo a inaugurare al meglio questo ciclo di quattro impegni casalinghi consecutivi: la cosa buona è che per due settimane di fila non avremo viaggi, riposando il giovedì e allenandoci al meglio».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giu.Sci.[/font][/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]C'è baruffa nell'aria nel rapporto tra Varese e Keydren Clark (foto Blitz in alto)? I 17 minuti di nulla assoluto del derby di Milano hanno puntato i riflettori sulle difficoltà del play bulgaro nel trovare la sua dimensione nel sistema Cimberio. Un problema non solo tecnico (0/3 al tiro e 2 punti, oltre a una presenza difensiva impalpabile) ma anche di atteggiamento, come ha ammesso lo stesso g.m. Cecco Vescovi nelle considerazioni post-partita. Per la seconda volta in altrettante gare di campionato, il coach Fabrizio Frates ha scelto Andrea De Nicolao per la gestione dell'ultimo quarto. Di fatto, Clark è parso un corpo estraneo nel contesto di una squadra che - con tutti i limiti attuali - ha provato quanto meno a lottare.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Scontato un faccia a faccia tra la dirigenza e il giocatore prima della gara di domani contro il Paris Levallois per capire le ragioni di questo malessere che si manifesta con una presenza in campo decisamente negativa per l'economia della squadra.[/size][/font]
    [font=verdana][size=3]Sarebbe già il secondo colloquio con Clark dopo quello avvenuto nel corso del precampionato, quando all'atleta bulgaro era stata chiesta una maggior presenza caratteriale dentro e fuori dal campo. Varese al suo play chiedeva leadership, quella che la personalità addirittura debordante del suo predecessore Mike Green garantiva anche al di là della conduzione tecnica di Frank Vitucci. Ma nel mese trascorso dal primo rendez-vous le cose sono andate di male in peggio, fino alla prova inespressiva del Forum. In società si cerca di recuperare in qualche modo il rapporto con il play, puntando prima di tutto sugli stimoli di natura mentale per rigenerare un giocatore sfiduciato e depresso. Ma c'è anche un problema tecnico oggettivo: nelle precedenti incarnazioni italiane, a Pesaro e Venezia, il ruolo di Clark era sempre stato quello del regista votato alla realizzazione più che alla costruzione del gioco (14,5 punti col 40% da 3 e 2,5 assist in 3 stagioni di serie A). Varese l'ha scelto con mansioni da uomo d'ordine per complementare una guardia esplosiva ma non affidabile al tiro come Coleman e innescare un gruppo ricco di finalizzatori (da Ere ad Hassell, passando per Sakota). I risultati disastrosi delle prime due gare (3,5 punti in 24' con 2/13 totale al tiro) lasciano intendere che Clark potrebbe semplicemente non essere il play giusto per la Cimberio di Frates. In ogni caso, il club biancorosso è disposto a dargli ancora fiducia, confrontandosi con lui per capire come uscire da questo impasse.[/size][/font]
    [font=verdana][size=3]Però la fiducia non può essere eterna: tra domani in Eurocup e domenica contro Venezia dovranno arrivare risposte chiare in un senso o nell'altro. Se la reazione non sarà immediata, almeno sul piano emotivo, l'unica strada da battere - prima ancora di valutare interventi di mercato che al momento non sono all'ordine del giorno - è quella di promuovere sul campo De Nicolao come titolare. E se Clark non troverà una sua dimensione in regia, utilizzarlo esclusivamente da guardia per sfruttare le sue doti balistiche. O se sarà dannoso alla causa, come a Milano, non utilizzarlo del tutto.[/size][/font]
    [font=verdana][size=3]In fondo, se tra le parti non c'è feeling sulla base di un'errata valutazione iniziale, piuttosto che lo stillicidio d'una convivenza forzosa è meglio valutare l'ipotesi di un divorzio... riparatore.[/size][/font]
    [font=verdana][size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/font][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    Passano i giorni d'autunno, si susseguono gli allenamenti, parlano inesorabili le prime gare ufficiali ma il giudizio a caldo rimane il medesimo: questa Cimberio non convince. Non ci competono i confronti dal lato tecnico e umano con la squadra di Vitucci. Preoccupano piuttosto l'impressione di pressapochismo di alcuni elementi, la pessima amalgama tra regia e resto della squadra (il problema ha un volto delineato: Clark), il senso di abbattimento che si annida nei petti dopo i rimbalzi persi o le stoppate subite. Festeggia allora una EA 7 priva di Kangur e Gigli, compagine attualmente non trascendentale però più aggressiva sotto le plance (41-28 il dato del pitturato) e migliore nel gioco delle individualità: cinque uomini in doppia cifra a compensare una panchina ad oggi nulla.
     
    Il clima da derby, in aggiunta al timore di ripetere le brutte prestazioni di Europa, blocca le due compagini per il primo quarto, quindi la partita entra nel vivo con qualche solismo: all'accelerata di Langford rispondono Polonara e Melli, quindi Samuels timbra il 14-13 di fine prima frazione. Più brillante e combattivo il secondo quarto, con Milano a svettare nell'area colorata e gli ospiti più abili nel muovere la palla in attacco. Dalla selva di falli tecnici e antisportivi, ben capitalizzati da Ere, esce il 40-38 della pausa lunga.
     
    A inizio ripresa cala il sipario sulle velleità di Frates e dei molti tifosi prealpini sulle tribune del Forum. Jerrels e Samuels, impalpabili nell'abbozzo di stagione meneghina, guadagnano fiducia proprio stasera e creano gli spazi giusti anche per Gentile. La difesa della Cimberio non è all'altezza e gli attacchi di Clark somigliano a una cammino di espiazione da compiere inginocchiati sui ceci: ma nemmeno la fede ci fa sperare quando al trentesimo minuto il tabellone dice 64-50.
    Nell'ultimo periodo si nota una Varese di spirito garibaldino, capace di rosicchiare punto su punto con Polonara (commovente per impegno e fatturato con 26 realizzazioni) e Coleman, guidata in regia da De Nicolao, professione paly-maker. A novanta secondi dalla fine Milano si ritrova titubante sul 75-72 e sbaglia, però Hassell la fa grossa: infrazione di passi dopo una stoppata. La déa bendata premia il quintetto di coach Banchi, vero spauracchio del popolo di Masnago e dintorni. Punteggio oltre modo pesante, tuttavia poco sindacabile nella sostanza.
     
    Senza una testa pensante sulla cabina di comando, quest'anno sarà un susseguirsi di naufragi. Non amiamo invocare il mercato, ma questa Cimberio acefala ha bisogno di cambiare spartito.

  • pxg14
    È un derby dai mille significati quello di stasera tra Milano e Varese. Sul parquet del Forum (palla a due alle 20.30 con diretta su RaiSport 1) la Cimberio cercherà di guastare la festa dellesordio casalingo stagionale ad unEA7 favorita dobbligo per lo scudetto numero 92 ma già in ambasce dopo le prime due sconfitte dellanno. La sfida più attesa dellanno dal popolo biancorosso arriva per certi versi nel momento giusto per la squadra di Fabrizio Frates, considerando il formato cantiere aperto delle due avversarie nel duello numero 167.
    Sia i padroni di casa sia gli ospiti sono infatti lontani dalla condizione ottimale; ma visti il potenziale e l ambizioni dellOlimpia, se cè una opportunità di sorprendere la squadra di Banchi in un periodo in cui infortuni e problemi di messa a punto ne condizionano il rendimento è da prendere al volo proprio stasera. Ed è chiaro che espugnare il Forum allungando la striscia aperta di 4 vittorie in fila nei derby con Milano consentirebbe alla Cimberio di fare il pieno di entusiasmo in vista del poker di impegni casalinghi (Paris Levallois, poi Venezia sul neutro di Casale, Villeurbanne ed Avellino) in programma nelle prossime due settimane. E sarebbe il modo migliore per mettere da parte tutti i punti interrogativi che dopo Lubiana sono tornati a fare capolino attorno al cantiere biancorosso: lasse Clark-Hassell (foto Blitz) fatica a trovare le giuste sinergie, e più che il rendimento - comunque insufficiente - dei singoli, il dubbio più grosso riguarda la compatibilità tecnica di play e pivot su entrambi i lati del campo.
     
    Ma pur con Sakota nuovamente ai box per il secondo dei tre turni di squalifica da scontare e Coleman recuperato ma non al meglio dopo la caviglia "girata" a Lubiana, la Cimberio vittoriosa contro Reggio Emilia ha dimostrato di possedere risorse caratteriali di spessore per sopperire agli attuali problemi di messa a punto. Partite come quelle del Forum debbono aiutare la società ad avere risposte chiare sulleffettivo potenziale della squadra: se cioè tempo, pazienza e lavoro possono garantire a Varese un percorso di crescita tecnica per raggiungere equilibri affidabili.
     
    Oppure ci sono carenze strutturali irresolubili cui porre rimedio in fretta per evitare di perdere troppo terreno sia in campionato che in Eurocup. Ma se Varese non ride, Milano piange: lavvio di stagione con i passi falsi di Brindisi ed Istanbul non è stato pari alle aspettative di unOlimpia che dopo la cocente delusione dello scorso anno ha rivoluzionato staff tecnico e squadra (in panchina il neocampione dItalia Luca Banchi, roster modificato per 9 dodicesimi) scegliendo giocatori meno blasonati ma più sostanziosi per il nuovo assalto ad un scudetto che manca dal lontano 1995/96.
     
    Ma i problemi dellEA7 non sono troppo diversi da quelli della Cimberio: in regia la coppia Jerrells-Haynes è già sotto esame per carenza di leadership in una squadra che ha due punte ben individuate nel talento perimetrale di Langford ed Alessandro Gentile. E sotto canestro il talenuoso giamaicano Samuels, il veterano Wallace e lazzurro Melli hanno buone qualità balistiche ma un tasso di fisicità ed altetismo non rilevante che acuisce le assenze degli infortunati Gigli e Kangur.
     
    E la tegola dellinfortunio di Moss, il cui impiego dopo linfortunio alla spalla sinistra di domenica scorsa sarà deciso solo in extremis (la sensazione è che il giocatore proverà comunque a dare il suo contributo anche parziale), condiziona ulteriormente il processo di messa a punto della squadra. Stasera al Forum ci sarà comunque tanta gente (attesi almeno 8mila spettatori) per lesordio casalingo della rinnovatissima Milano; per Varese loccasione è ghiotta per mostrare nel salotto buono del basket italiano che anche questanno può recitare da protagonista
    Giuseppe Sciascia

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]LUBIANA - Comincia male l'avventura europea della Cimberio. Il team di Frates cade in volata sul campo di un'Olimpia tutt'altro che irresistibile, con un quarto periodo da dimenticare (11 punti con 0/8 da 3) a condannare Ere e soci ad una sconfitta evitabile. Il primo impatto con il basket internazionale è indigesto soprattutto sul piano fisico: Varese soffre terribilmente a rimbalzo (solo 32 contro i 53 degli sloveni) ma fatica anche a trovare soluzioni efficaci dentro l'area (solo 8 liberi totali e 40% da 2), pagando la prova totalmente negativa di Hassell (e l'impalpabilità di Polonara, che chiude con 0/4 al tiro in 14') che pare davvero un pesce fuor d'acqua nelle battaglie contro avversari di maggior stazza. E quando le percentuali di tiro crollano (2/14 nella ripresa) l'attacco boccheggia, con un finale da dimenticare di Clark (protagonista negativo nel propiziare i due contropiedi decisivi per il 64-57 del 38'). Così la Cimberio spreca una ghiotta occasione contro un'avversaria visibilmente menomata dall'assenza del play titolare Jackson, e stavolta non basta una difesa per lunghi tratti sostanziosa per nascondere le difficoltà di messa a punto di una squadra che come contro Reggio Emilia ha sussulti positivi solo dagli ingressi di De Nicolao - ossia un play che graffia in difesa e muove la palla in attacco - e Scekic - ossia un pivot in grado di dare profondità interna alla manovra. Nel complesso due robusti passi indietro rispetto alla prova inaugurale in campionato, non certo il miglior viatico in vista del derby di Milano... Avvio incerto per Varese che subisce la verve di Gailius (5-0 al 2') ma nonostante le mani fredde iniziali, gli ospiti - in versione bianconera come a Vilnius - proteggono bene l'area e reggono l'urto (5-5 al 6'). La Cimberio fatica a trovare soluzioni interne (2/10 da 2 nei primi 8') ma cinque punti filati di capitan Ere danno la carica alla squadra di Frates, che trova tanta sostanza dai veterani Sakota e Scekic. La coppia di lunghi di maggior esperienza internazionale dà sostanza all'azione offensiva degli ospiti (16-18 al 10'), mentre l'intesa tra De Nicolao e il lungo serbo si fa valere per una Varese incisiva sui due lati (19-27 al 13'). Con lo Squalo a spingere sull'acceleratore anche Clark fa la sua parte da finalizzatore (23-32 al 17'). Ma la Cimberio non ha ancora la continuità per affondare i colpi e una fiammata di Salin riduce sensibilmente il gap a metà gara (30-34 al 20'). Dopo l'intervallo si riparte a fari spenti (0/5 al tiro e tre perse nei primi 3'30) sbattendo più volte contro i tentacoli di Omic; Lubiana si affida alle folate dell'esterno finlandese e punisce una Varese povera di idee e di qualità balistica: complessivo 11-2 in 5'30 e prima fuga per gli sloveni (41-36 al 25'). Tornano De Nicolao e Scekic e la squadra di Frates trae benefici immediati in termini di incisività offensiva: col lungo serbo a dare profondità interna al gioco i bianconeri si sbloccano con un controbreak di 2-10 firmato dalle triple di Clark e Sakota che cambia l'inerzia (43-46 al 28'). Ma la Cimberio non riesce nuovamente ad affondare i colpi e quando il tiro dall'arco non paga più dividendi (6 errori consecutivi tra terzo e quarto periodo) il predominio assoluto a rimbalzo ridà sostanza a Lubiana (50-48 al 32'). Frates sceglie i 4 piccoli per dare spinta all'attacco ma continua a sparare a salve dall'arco e non trova spunti di sorta da Hassell e Polonara; rottura prolungata in attacco per i bianconeri e il 6-0 firmato Gailius vale il 59-53 del 36'. Una poderosa schiacciata di Ere sembra suonare la carica (59-57 al 37'), ma due disastrose letture offensive di Clark (alley-hoop fuori misura sul 3 contro 1 per Polonara e penetrazione forzatissima sul possesso successivo) regalano due facili transizioni a Salin e Drobnjak per il fatale 64-57 a meno 90.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Partirà stasera da Lubiana l'avventura europea della Cimberio. La splendida Stozice Arena, sede delle finali dei recentissimi Europei, sarà il teatro del debutto della squadra di Frates in Eurocup. La blasonatissima Olimpia, la Juventus del basket sloveno, ospiterà Ere e compagni nella gara d'esordio del girone C della seconda competizione internazionale nella quale Varese torna a riaffacciarsi otto anni dopo l'ultima apparizione. Un torneo importante e impegnativo che nel nuovo format a 48 squadre propone un livello non troppo distante da quello dell'Eurolega, per cui la Cimberio non ha ottenuto il pass di accesso nel Qualifying Round di Vilnius.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Ma l'Eurocup, erede dell'Uleb Cup che la società biancorossa aveva affrontato dal 2002 al 2006, offre ad Ere e soci la dimensione adeguata alle attuali prospettive del club per assaporare nuovamente il clima internazionale. Da una parte bisognerà abituarsi in fretta ai diversi ritmi di allenamento che comporta il doppio impegno tra domenica e mercoledì; dall'altra la vetrina europea è un'occasione importante per fare esperienza a livello di singoli (soprattutto per giocatori d'interesse azzurro come De Nicolao e Polonara ma anche per chi cerca ribalta europea come Hassell) e soprattutto in termini di solidità collettiva.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]VARESE CON SAKOTA - Rispetto all'esordio vincente contro Reggio Emilia, la Cimberio potrà schierare Dusan Sakota, in versione straniero di coppa vista la squalifica in campionato nelle prime tre gare di Eurocup. Una rotazione in più che tornerà utilissima in una partita nella quale Varese va in cerca di conferme sul piano caratteriale dopo la bella reazione d'orgoglio a Casale e di progressi sul piano tecnico relativi soprattutto all'integrazione di Clark e Hassell nei meccanismi di gioco corale.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]LE PAROLE DI FRATES - Il tecnico della Cimberio, veterano delle coppe sin dai tempi della Korac vinta nel 1991 alla guida di Cantù, sprona i suoi: «Cominciamo questa avventura con entusiasmo, pronti a giocarci le nostre chances in un girone equilibratissimo che propone cinque squadre in lizza per due posti dietro la favoritissima Valencia. Fondamentale per le nostre prospettive sarà la capacità di azzerare ogni volta le emozioni della partita di domenica in una competizione che ci proporrà un livello di fisicità superiore al campionato».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]DUBBIO JACKSON PER L'OLIMPIA - Le prospettive della gara di stasera dipendono per molti aspetti dalla presenza di Cedric Jackson, l'americano di maggior esperienza degli sloveni, fermo da qualche settimana per problemi muscolari. Senza il suo play d'ordine, l'Olimpia è partita male in Adriatic League (tre sconfitte in altrettante gare) visto che i suoi sostituti - il 20enne Rupnik e il 18enne Marinelli - sono troppo acerbi e lo spostamento in regia del talento finnico Salin o dell'ex pesarese Joksimovic toglie equilibrio alla squadra guidata da Ales Pipan. Difficile comunque che il play ex Brindisi recuperi per stasera, dunque Varese potrebbe avere una chance da sfruttare per iniziare col piede giusto la sua avventura. Da tenere d'occhio altri due ex italiani: il tiratore lituano Gailius, visto a Bologna, e il lungo Drobnjak, ex Napoli. Sotto canestro match duro contro i 217 centimetri del giovane Omic e i muscoli degli americani Augustus e Stephenson.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]C'è qualcosa di nuovo, anzi d'antico nell'aria. Già, il simbolo della riscossa ha una faccia nota e amata per la Cimberio che nell'ultimo e decisivo quarto contro Reggio Emilia ritrova idealmente tanta roba utile grazie al suo capitano coraggioso. Ere (foto Blitz), sbucando dalle nebbie di una discontinuità preoccupante di squadra, schiaffeggia a proprio modo avversari e partita. Il suo stampino è ancora intatto nonostante il logorio di tante battaglie vissute. Le sue raffiche folgoranti sembrano dare un po' di libertà a tutti dopo un inizio stagionale da prigionia d'un passato probabilmente irripetibile, ma soprattutto più sicurezza all'ambiente.[/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Merita tranquillità lo stesso Frates il quale, dopo averci provato per tre quarti di gara attraverso rotazioni inventate nei ruoli dovendo rinunciare allo squalificato Sakota, ha trovato la svolta giusta. Come? Nell'ultimo tratto di strada il coach milanese non ci ha pensato due volte e ha incollato alla panca Clark e Hassell, simboli del nuovo (che non avanza) per puntare su uomini che in biancorosso si sentono come a casa loro.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Dunque, bocciati - sulla via per la fuga - play e pivot, che dovrebbero incarnare l'asse attorno al quale far ruotare nuove ambizioni: Frates ha compiuto una mossa a priori spregiudicata, se non rischiosa nel rinunciare a titolarità accreditate, seppur fin lì dai risultati mediocri. Ovviamente tra i protagonisti dello show finale (per gioco e segnature) non mancano biancorossi di primo pelo come Coleman (che dà l'idea di una vascello in bottiglia se costretto a tentare il canestro dalla lunga distanza, ma atleta super in campo aperto o comunque quando lo si innesca con rapidità negli spazi) o come Scekic il quale, pur non essendo una cima tempestosa, possiede perizia e intelligenza per far diventare molto redditizia la sua presenza sotto i tabelloni. Dieci minuti travolgenti hanno trovato la propria fattura anche in una difesa fortificata probabilmente da convinzioni che a volte trovano forza in un'eccitante vena offensiva (quando si fa canestro, anche il lavoro sporco diventa esaltante) e che incoraggiano all'ottimismo l'ambiente nonostante l'altra mezz'ora, nella quale la squadra è rimasta preda di una discontinuità già vista in altre partite: ora su, ora giù, da padrona del campo ad avventizia in un batter d'occhio, al di là di un punteggio alternato che ci stava.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Questione di sostanza, d'una presenza che sembra precaria, dopo aver dato una propria impressione di forza, anche per scarso equilibrio tra difesa e attacco dovuto a conclusioni che - poco fluide e troppo laboriose - costringono la squadra a sbilanciarsi. Tutti argomenti istruttivi per migliorarsi.[/font][/size][/size][/font][/color]

×
×
  • Create New...