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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]La vittoria che serviva ottenuta nel modo che ci voleva per spazzare il cielo biancorosso da dubbi e punti interrogativi dimostrando come la Cimberio 2013/2014 non sia ancora uno squadrone ma abbia comunque uno zoccolo duro in termini di coesione e carattere. All'indomani dei primi due punti della stagione, Cecco Vescovi plaude soprattutto allo spirito di corpo con cui la squadra di Frates (foto Blitz in alto) ha invertito la rotta dopo un primo tempo incerto: «Ci voleva proprio una vittoria del genere per rasserenare l'ambiente. Proprio per come è venuta è stata apprezzata da tutti: una dimostrazione di volontà da parte della squadra che ha messo in campo la sua voglia di conquistare la posta partendo dalla difesa. A prescindere dalle prove dei singoli, si è vista la reazione che ci aspettavamo».[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Vescovi riserva un plauso pure ai tifosi che hanno seguito in massa i biancorossi a Casale Monferrato (circa 3.000 spettatori - di cui 150 da Reggio Emilia - su 3.167 abbonati): «La gente ha apprezzato lo spirito e la grinta messi in campo nel secondo tempo che hanno divertito la platea: la tenuta difensiva ci ha permesso di andare in attacco con più leggerezza mentale. Il calore del pubblico? Non pensavo che così tanta gente ci avrebbe seguito nel nostro esilio forzato: una conferma della passione e dell'entusiasmo dei nostri fantastici abbonati. Peccato che il resto della città, e mi riferisco agli imprenditori, resti silente di fronte ai nostri sforzi».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Sugli scudi ovviamente lo show balistico di capitan Ere, ma Vescovi evita graduatorie tra i singoli: «Il secondo tempo di Ebi è stato eclatante. È l'uomo di equilibrio tra i reparti e quando ci manca il suo apporto si sente tantissimo. Sulla sua leadership non avevamo dubbi, era solo questione di tempo. Però la reazione è stata di squadra e la vittoria frutto di un impegno collettivo. Anche Hassell e Clark hanno dato un contributo per quel che è al momento nelle loro possibilità. Dobbiamo trovare il modo di innescare meglio Frank e c'è bisogno che Keydren sia più incisivo in attacco, ma sono cose migliorabili con il tempo e il lavoro; le partite ravvicinate ci aiuteranno a crescere».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Il g.m. varesino auspica che la trasferta di Eurocup a Lubiana serva a registrare i meccanismi in vista della sfida di domenica sul campo dell'EA7: «Giocare subito ci aiuterà a concentrarci sull'attualità lasciandoci alle spalle il match di domenica. Cercheremo di iniziare col piede giusto in coppa preparandoci al derby a Milano».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Basket[/size][/font][/size][/font][/color]


    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]FRANCESCO CAIELLI[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Adesso non cercheremo di convincervi che tutti i problemi sono scomparsi come d’incanto, che  Varese è fortissima, che si andrà lontano: no. E nemmeno proveremo a farvi credere che la Cimberio ha giocato benissimo spezzando le reni alla povera Reggio Emilia. Siamo solo all’inizio,e ci sarà da sudare ancora: ancora, ancora e ancora. Però questa non è una vittoria come le altre: perché non dev’essere stato facile scendere in campo mentre quelli che dovrebbero essere i tuoi tifosi (non tutti, ci mancherebbe: perché ieri a Casale c’erano tremila persone che son tante) hanno già deciso di bollare questa squadra e il suo allenatore. Brocchi.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Questa è per voi[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Stiamo esagerando, però ci erano rimaste tra le dita un paio di dediche, e adesso le liberiamo. E chissenefrega se da domani Varese inizierà a perdere una partita dietro l’altra: non cambierebbe nulla, perché ieri Frates ha vinto quando nessuno ci credeva. A parte lui, a parte i suoi ragazzi. E allora beccatevi questa vittoria, voi che non avevate ancora capito nulla. Beccatevela anche voi: che sabato pomeriggio ci avete inondato di messaggi nei quali pronosticavate la disfatta varesina (ci speravate, vero?), ignorando quei segnali inequivocabili che soltanto pochi avevano visto. Beccatevela voi: giovani soloni che dall’alto delle vostre torri d’avorio (rosa) avevate bocciato senza appello questa squadra senza mai averla vista. Poi sicuramente Reggio Emilia alla fine finirà davanti a Varese e avrete avuto ragione voi: ma secondo noi, no.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Fabrizio stratega[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Questa partita, questa vittoria è lo specchio di quella che sarà la stagione: sofferenza, botte da tirare al momento giusto, equilibrio e lotte. Un inizio difficile, maledettamente difficile che aveva fatto calare sul PalaFerraris un velo di paura che si tagliava con il coltello: pronti via 1-7 con la bomba di Brunner, poi 13-18 con un canestro di Scekic a una manciata di secondi dalla sirena. Tutto perché Varese è scesa in campo nel modo più sbagliato, accettando di mettersi a correre contro una squadra che lo sa fare meglio. Certo: nel secondo periodo c’è l’aggancio (22-22 con bomba di Ere a 7’16’’dall’intervallo) ma si vede che è capitato per caso: infatti Reggio Emilia continua a stare davanti, complici i disastri combinati da un Clark in serata no (33-41 al riposo). Poi, qualcosa cambia. Frates riesce a spremere qualcosa da Hassell e da un Coleman troppo solista,mentre Ere gioca come giocava fino a tre mesi fa: arriva il secondo aggancio (45-45 a 5’38’’) ma questa volta si capisce subito che la storia è diversa. Clark trova l’unico sorriso della serata, Rush è in campo con una faccia che non gli avevamo mai visto: e Varese prende in mano la partita. Poi, il capolavoro di Frates che disegna un quintetto di operai (DeNicolao e Scekic al posto di Clark e Hassell) che vincono la partita. Ere scava il solco (63-60), Scekic e De Nicolao lo seguono (67-60 a 2’55’’). Il passivo diventa pure ingeneroso per Reggio Emilia: ma la rabbia dei giocatori in biancorosso li ha fatti spingere fino alla sirena finale. Bene così.[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Archiviati gli “Indimenticabili”, ecco la Cimberio operaia con la vecchia guardia che indica la via per il primo hurrà di una stagione nella quale il credito acquisito nel 2012/2013 va azzerato in fretta in un campionato già in cerca di gerarchie. Reggio Emilia paga dazio di fronte alla fame di vittoria di Varese, decisa a voltare pagina dopo l’incerto avvio tra Vilnius e Siena: la leadership espressa a tutto tondo da Ebi Ere, che si cuce sulla pelle i panni dell’uomo-chiave della squadra di Frates, converte in “soldoni” l’energia profusa in retroguardia dai biancorossi. I meccanismi di gioco non funzionano ancora alla perfezione, ma con la faccia “feroce” del secondo tempo anche gli sbalzi di tensione di un attacco ancora in cerca di equilibri si nascondono nel modo giusto per dare la carica al popolo biancorosso. Così La squadra “accende” il pubblico con la sua aggressività e la sua voglia di “graffiare” in difesa, ed i 3000 del PalaFerraris diventano un fattore nel[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]“raccolto” impianto di Casale Monferrato che amplifica la carica dei tifosi. I quali vedono comunque ripagato l’esodo degli abbonati per dare sostegno ad una Cimberio che in precampionato aveva vinto poco e convinto meno; alla fine la risposta sul campo è di quelle che danno ragione a chi sosteneva che col tempo e col lavoro la squadra poteva crescere molto dopo un precampionato costellato di guai fisici grandi e piccoli. Perché comunque il gruppo c’è, come dimostra il cambio di passo difensivo della ripresa per rimettere in carreggiata una partita condotta con sicurezza da Reggio Emilia nei primi 20’. E dalla vittoria inaugurale si deve trarre spunto per capire che l’identità della Varese 2013/2014 – con meno lustrini e meno “esuberanza” atletica rispetto allo scorso anno – dovrà essere focalizzata prima di tutto sulla tenuta difensiva, a dispetto dell’elevato numero di attaccanti che fanno parte del gruppo. Un segnale forte lo manda anche Fabrizio Frates, che per il finale arrembante si affida a De Nicolao e Scekic lasciando in panchina due dei tre elementi nuovi del quintetto. Scelta di matrice prettamente difensiva ma non solo, visto che con palloni giocabili (leggi 11 tiri nel secondo tempo contro i due del primo…) capitan Ere spara a raffica. Il messaggio del tecnico è lapidario: non ci sono status acquisiti all’interno del gruppo, quando conta gioca chi si sbuccia le ginocchia ed è utile alla casa. Mentre l’asse Clark-Hassell è ancora da mettere a punto, prima di tutto in retroguardia dove il play fatica a contenere le penetrazioni (tanto che Frates spedisce inizialmente Coleman su Cinciarini) e il pivot fatica nelle rotazioni in copertura. Ma la voglia di giocare insieme espressa nella rimonta e nell’affondo finale contro la Grissin Bon deve essere il punto di partenza sul quale anche il regista bulgaro e il centro statunitense debbono trovare il loro equilibrio nel contesto del sistema. In un campionato che riserva già sorprese a raffica con i tonfi inattesi delle “big” Milano, Sassari ed Avellino, aver rotto il ghiaccio con un successo corroborante per il morale è fondamentale per alimentare il volano dell’entusiasmo dei tifosi. Sul piano tecnico ci sono margini ancora ampi, ma su quello del carattere e della coesione del gruppo la squadra di Frates è degnissima erede di quella di Vitucci...[/font][/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](7 punti; 3/3 2p; 0/0 3p; 1/3 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Dopo una prima frazione tesa e zoppicante (comune denominatore di tutta Varese), diventa preciso vicino al ferro e si sbuccia le ginocchia per assommare quattro recuperi. Mai più prestazioni come quella di Siena: patti chiari, amicizia lunga.
     
    [b]AUBREY COLEMAN [/b](11 punti; 3/9 2p; 0/4 3p; 5/6 tl)[b] VOTO: 6. [/b]La mina vagante del quintetto biancorosso tiene il morale alto nel naufragio di inizio match. Esalta per gli spunti in campo aperto con accelerazioni da MotoGP, deprime per la mira della lunga: quanto meno il ferro dovrebbe essere scheggiato.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](9 punti; 2/3 2p; 1/1 3p; 2/2 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Facile bucare la retina, come ha fatto il quintetto protagonista dell'ultimo quarto, quando la déa bendata ha deciso di premiarti dopo una sofferenza inaudita. Lo svedese difende come un leone, trova il canestro quando i compagni sbandano, trottola fiero sui due lati del campo. Rinato.
     
    [b]KEYDREN CLARK [/b](5[b] [/b]punti; 1/4 2p; 1/6 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Passi la fiera del tiro al piccione, passino l'assenza di assist e le titubanze in regia, passi (sempre più paradossalmente) la mancanza di leadership. Ma il volto con cui ciondola nel primo tempo per il [i]parquet [/i]è da estirpare come la peste.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](2 punti; 0/2 2p; 0/3 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Se stasera la Cimberio avesse perso, le sue responsabilità sarebbero state grosse. Per fortuna nell'ultimo quarto mette l'elmetto e disegna le rotte nelle quali i compagni possono incunearsi per aggredire il ferro nemico.
     
    [b]FRANKLIN HASSELL [/b](11 punti; 4/7 2p; 0/0 3p; 3/3 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Impettito come una giovane recluta, impiega svariati minuti prima di trovare le coordinate geografiche. Compie un'infrazione di passi che appare evidente perfino all'unico tifoso rimasto a Masnago ignorando la squalifica del campo. Poi ricorda che da giovane amava i Frankestein, allora piazza un paio di ganci in faccia a zio Fester Brunner. Quanta confusione!
     
    [b]EBI ERE [/b](25 punti; 3/6 2p; 6/7 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Con un secondo tempo di rara efficienza balistica, si erge a salvatore della patria. Non dubitiamo che all'intervallo abbia fatto tremare le pareti, in una reprimenda collettiva decantata ai compagni sbarbatelli. Il carattere e la professionalità valgono più di qualche chilo di troppo.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](13 punti; 1/2 2p; 3/5 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Smaliziato come poche altre volte, si rivela il re dei rimbalzisti e il più lesto dei passatori. Ma apprezziamo il suo linguaggio del corpo, l'occhio vivo, le parole dette a mezza voce agli arbitri, i gesti di intesa con la truppa. Trascinatore.

  • Nicolò Cavalli
    Che la pallacanestro sia uno sport assurdo e privo di logiche, è noto da tempo. Eppure, al cospetto di certi ribaltoni, rimaniamo ogni volta basiti e stupefatti. Due aggettivi che accomunano i tifosi di Varese. Quasi tremila folli che, in barba a squalifiche, freddo d'autunno e chilometri d'autostrada, rendono incandescente con cori e stendardi il catino in mattoni rossi di Casale Monferrato. Un palazzone edificato in stile Lego, dove la banda di Frates appare di plastica – come i celeberrimi cubotti danesi – per venticinque minuti, per poi animarsi e sciorinare un ultimo periodo da leccarsi i baffi.
    Potremmo elencare per una pagina intera cosa non sia funzionato a Vilnius, a Siena in Supercoppa, stasera in un primo tempo da tregenda. Ma talvolta bisogna sapersi contentare e godersi due punti preziosi, ottenuti contro una rivale di spessore costruita per traguardi ambiziosi.
     
    [i][b]Un po' di paura negli occhi. [/b][/i]L'approccio troppo incartato alla partita si sostanzia in contropiedi sbagliati, forzature estemporanee e palloni persi (ben cinque nel primo quarto, peraltro senza che la Grissinbon esageri con la fame agonistica): Reggio corre 1-7 con gli esperti Cinciarini e Brunner a non perdonare le distrazioni altrui. Le prime giornate di campionato sono tipicamente contraddistinte da momenti e sensazioni in altalena, così la Cimberio ribalta le sorti con Coleman e Polonara fino all'8-7. L'intesa Clark-Hassell è una chimera, la maggiore serenità dei ragazzi di Menetti è il lasciapassare per un bel parziale di 0-8. Frates prova a cambiare l'asse nevralgico con De Nicolao e Scekic: ne esce un fallo antisportivo non capitalizzato a pieno, preludio del 13-20 di Antonutti di fine frazione.
     
    [i][b]Uno sprazzo dall'arco non basta per l'aggancio. [/b][/i]Piombata in apertura di seconda frazione a -9, fra qualche mormorio e un bagagliaio di inquietudine, il quintetto battagliero di Varese produce tre triple in sequenza (a segno Polonara, Rush ed Ere) per stampare il pareggio a quota 22. Gli emiliani, inesorabili, premiano la [i]verve [/i]di White – campione tornato nei palazzetti d'Italia con l'intento di riconfermare la natura di tornado delle annate sassaresi e pesaresi – e di Karl per tornare in sensibile vantaggio sul 24-31. Rush, abile a buttarsi nella mischia con coraggio, e il primo ciuffo di Hassell riportano i “padroni di casa” in scia, quindi Bell e il gigante Cervi confermano il dominio territoriale reggiano. La Cimberio va nello spogliatoio con otto lunghezze di disavanzo (33-41), raccogliendo i cocci rotti di una regia titubante, nella quale Clark e De Nicolao si contendono la palma del peggiore interprete.
     
    [i][b]La contesa sale di tono. [/b][/i]Capitan Ere suona la cornamusa per richiamare i compagni sull'attenti: i suoi cinque punti ispirano anche Hassell, bravo ad eludere la museruola di Brunner per pescare il 2+1 che vale il 41-43. Il ragazzone in maglia n. 21 si mostra sin troppo esuberante e commette la terza penalità su Zio Fester, la Cimberio si innervosisce ma questa volta lascia intravedere vivido orgoglio. Il fallo antisportivo di Karl su Coleman – rapido come una saetta quando si mette in proprio – dà il là all'agognata operazione sorpasso: la tripla di Clark fa esplodere il PalaFerraris e scrive 50-47. La Grissinbon si esibisce con pregio dal perimetro grazie a Filloy ed Antonutti, l'inerzia torna nella direzione ospite ma due sfondamenti di White, assai dubbio il primo, lasciano la bilancia equipollente in vista del volatone finale (55-57).
     
    [i][b]Il risveglio dall'incubo. [/b][/i]Cinciarini spopola nel confronto tra playmaker, Varese compensa la brutta prova nel gioco ragionato con la ferocia di Rush per riportarsi in parità. Il punteggio rimane inchiodato a lungo sul 59 pari, poi De Nicolao (il gemello bravo e tosto di quello visto da settembre ad oggi) e Polonara ispirano un mini parziale che dà ossigeno in un ambiente rarefatto e convulso. Gli uomini di Menetti piangono dalla linea della carità (4/11 complessivo), Scekic appoggia comodamente il 65-60 e contribuisce sensibilmente all'autostima del gruppo. Non è un caso che la difesa continui ad assestare colpi letali, che il DeNik ronzi per il campo seminando scompiglio, che Ere abbia lo spazio per cesellare dai sette metri il ciuffo del più dieci. Il resto è pura accademia, comunque utilissima per mettere al sicuro il quoziente punti.
     
    Un quarto periodo di rara intensità, condotto nei suoi momenti splendenti con Clark ed Hassell relegati in panchina. Dati su cui riflettere con la calma e il sangue freddo conferiti dai due punti in saccoccia. Il lavoro all'orizzonte è tantissimo, l'orgoglio sarà l'ago della bilancia tra una stagione buona e una mediocre. La Gazzetta dello Sport ieri ha messo la Cimberio all'undicesimo posto dell'ipotetica griglia della stagione. Chi lo dice ad Ere, a Polonara, a De Nicolao, a Rush e a Sakota?

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    [font=verdana][size=3]Giorni fa una signora, pure graziosa. mi confidava che, dopo anni di lontananza della squadra di cui non s'era persa una partita in molte stagioni, era tornata al palasport, letteralmente rapita da una Cimberio che, dando spettacolo, faceva della pallacanestro un gioco talmente bello e semplice che l'avrebbe capito anche chi non se ne intende. E aggiungeva: «Sullo slancio dell'entusiasmo mi sono abbonata ma temo che non sarà più come nello scorso campionato, in ogni caso forza Varese». Già, l'osservazione della signora coglie nel segno l'inevitabilità di un paragone fra due squadre, l'una appresso all'altra ma tanto diverse nella loro dimensione per caratteristiche dei singoli, quindi nella loro espressione in campo, per fluidità di gioco. Questa tifosa, per dirla tutta, ha chiesto infine dell'allenatore, come per sincerarsi se la poco brillantezza della squadra, almeno sin qui, fosse più una questione di manico che di uomini nuovi. Ma ella stessa ha poi convenuto per una corretta cognizione della realtà ripensando ai talenti persi e alla "fuga", probabilmente non casuale, di Vitucci.[/size][/font]
    [size=3][font=verdana]S'è voltato pagina, ecco il punto, dovendo un po' tutti vivere questa Cimberio con lo stesso cuore ma anche con occhi e pensieri aperti al nuovo senza dover ammainare gli entusiasmi dell'estate, suscitati da quel potente credito di fiducia riconducibile alla società attraverso una presumibile continuità di forza. Come dire di un'opera di costruzione da parte della stessa impresa, seppur con un'architettura diversa. Resta allora un interrogativo: dopo un precampionato tra luci (poche) e ombre (molte), come la mettiamo? Come prima in costruttive passioni, se si possiede la saggezza di non cedere ad assalti di delusione e scoraggiamento, dovendo aspettare per capire quale livello di competitività raggiungerà la Cimberio di Frates, avendo pur un suo valore. I "vecchi" biancorossi li conosciamo, resta da constatare la portata tecnica dei nuovi, tra virtù e vezzi propri a beneficio del collettivo sin qui a strappi, troppo incline a una discontinuità che lo frena di brutto proprio quando dà l'impressione di emergere. Qualcuno si chiede di Clark: strano, perché il play Usa non è una di quelle sorprese (come tanti giovani americani) che si trovano nell'uovo di Pasqua e che scopri solo aprendolo: le stagioni di Venezia hanno mostrato rendimenti diversi, a volte strepitosi ma anche anonimi. Hassell (foto Blitz) dà la sensazione di poter essere più risoluto ma dev'essere aiutato da soluzioni fluide a "battersi" sotto i tabelloni italiani, mentre Coleman, splendido animale in campo aperto, può soffrire le difese schierate se non lo si innesca con creatività e ritmo. Frates, dunque, dovrà usare molta colla affinché le caratteristiche dei suoi uomini diventino pienamente funzionali a un equilibrato rendimento di squadra, soprattutto per continuità. Se ipotizziamo una griglia di partenza (tipo F.1) crediamo che la terza fila sia adeguata alle potenzialità di Varese, non senza qualche timore per il suo dispendioso impegno tra campionato ed Eurocup.[/font][/size]
     

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    [font=verdana][size=3]Semaforo verde per il campionato 2013/2014: la Cimberio inizia il suo cammino stagionale ospitando la Grissin Bon Reggio Emilia sul campo neutro di Casale Monferrato (palla a due alle 18.15 al PalaFerraris di via Visconti 16). Dopo i fasti della squadra degli Indimenticabili che lo scorso anno fece riassaporare a Varese emozioni da vertice, si riparte con la prospettiva di centrare i playoff per la quarta volta consecutiva in un campionato livellatissimo dietro la favorita Milano. Ma c'è ancora una fastidiosa eredità da portarsi appresso per quanto riguarda la stagione passata, legata al burrascoso finale della gara-7 contro Siena. L'esordio stagionale casalingo si disputerà infatti nell'impianto piemontese distante oltre 100 km da Masnago, e Fabrizio Frates dovrà rinunciare a Dusan Sakota (appiedato per tre turni, il suo rientro coinciderà con il vero debutto a Masnago contro la Sidigas di Frank Vitucci). Problemi in più con i quali fare i conti in vista di un esordio che nasconde molteplici insidie per una Cimberio ancora in pieno rodaggio nonostante un lunghissimo precampionato. Tra elementi in ritardo di condizione per problemi fisici (su tutti Ere ma anche De Nicolao e Scekic) e un assetto tecnico bisognoso di ulteriore messa a punto soprattutto sul nuovo asse play-pivot Clark-Hassell, i biancorossi arrivano con qualche punto interrogativo alla prima di campionato. Ma per supportare la crescita di una squadra che per mille motivi non può permettersi il peso dei paragoni costanti con quella irripetibile della stagione 2012/2013, c'è bisogno che i tifosi facciano sentire il peso dell'entusiasmo che ha scatenato la febbre biancorossa degli abbonamenti. E mettendo da parte qualche mugugno prematuro dopo le sconfitte di Vilnius e Siena, i 3167 fedelissimi seguano in massa la Cimberio a Casale per sostenere gli sforzi inaugurali di Ere e soci contro un avversario ostico come la squadra di Max Menetti (ex vice di Frates a Reggio Emilia - il coach milanese ha guidato a due riprese gli emiliani, dal 2004 al 2006 e dal 2010 al 2011 - ed a Montegranaro). Dopo la brillante stagione da matricola chiusa alla gara-7 dei quarti  con Roma, la Grissin Bon ha confermato il nucleo  alla base del sesto posto della scorsa stagione; l'azzurro Cinciarini in regia, il talento del veterano Bell sul perimetro, le doti balistiche del capitano Antonutti e il mix di fisicità e dinamismo del pivot Brunner sono uno zoccolo duro di spicco per un club che punta ai playoff. E dopo aver aggiunto un elemento di sostanza come la guardia Karl ed allungato la panchina con il play Filloy e il tiratore Frassineti, il botto finale del mercato è stato l'ingaggio di James White, l'esplosiva ala ex Pesaro e Sassari reduce da una stagione NBA con i Knicks. Reggio vanta un buon mix di esperienza, talento e fisicità; per iniziare la stagione con il piede giusto servirà una prestazione all'insegna della concentrazione difensiva, limitando gli sbalzi di tensione fatali a Vilnius e Siena. Per far scattare la scintilla tra la nuova Varese e il suo pubblico non c'è niente di meglio che partire con un successo... [/size][/font]
     
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia [/font][/size]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]Innanzitutto scordiamoci il passato, proprio per non cadere nella tentazione di accostamenti fra questa Cimberio e quella dell'edizione scorsa. Green e Dunston, per dire di congegni che facevano funzionare la squadra di Vitucci come un orologio svizzero impreziosito da un carillon divertente come lo era il suo gioco, sono soltanto un ricordo. Quindi, punto e a capo per dover considerare Clark (nella foto Blitz a destra) e compagni non come eredi o, peggio, prigionieri di remoti momenti di gloria, ma come protagonisti da scoprire attraverso una nuova cognizione della realtà. Ancora tutta da svelare e da cogliere con una dovuta e rinnovata apertura di credito nei confronti di questa Cimberio che merita attenzione e seguito per non dover sciupare il presente con nostalgie fini a se stesse.[/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]In verità, e giustamente, al di là di insondabili prospettive, non manca l'entusiasmo, quale prezioso carburante di passioni potenti, rifornito dalle stesse ambizioni (che non sono velleità) del club biancorosso attraverso una presenza di continuità d'immagine prestigiosa, stavolta pure in uno scenario europeo.[/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]D'altra parte i tifosi credono nella filosofia della società, capace di buone scelte, rapportate al proprio bilancio al di là di un risultato finale tutto da scoprire nelle sue proporzioni. Già, questa Cimberio, se qualcuno non avesse capito quel presupposto da taglio con il passato, non è affatto da sminuire né da ridimensionare: va soltanto seguita e sostenuta con occhi nuovi e testa libera da preconcette valutazioni, dovendo riconoscerle una propria competitività nell'attesa di capire quale spessore raggiungerà per gioco e risultati.[/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]Se qualche risultato va stretto o storto, va compreso al momento, non dovendo essere frettolosi in giudizi che appartengono al regno della delusione o della stizza, magari impiombando la sella dell'allenatore, il solito facile capro espiatorio quando lo scontento cerca uno sfogo. Un'eventualità da prevenire, tutto qui, avendo questa squadra, da oggi in poi, ogni frontiera aperta per realizzare i suoi progetti pur senza doversi imporre obiettivi precisi nella piena verifica delle proprie potenziali virtù attraverso i suoi stessi limiti.[/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]A sensazione il destino di questa squadra sta un po' nelle mani di Clark: se l'americano ex Venezia farà lievitare quei valori che gli stanno intorno e colpirà da par suo, il rendimento del gruppo ne verrà contagiato; in caso contrario la squadra rischierà di soffrire, soprattutto per discontinuità, disponendo in ogni caso di elementi valenti ed esperti.[/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]In tema di asse play-pivot, sempre nell'ordine delle prime impressioni, Hassell ha bisogno di smussare quegli spigoli che lo hanno fatto apparire troppo compassato in alcune uscite di precampionato, potendo diventare una presenza davvero cazzuta (ci si passi il termine) sotto i tabelloni. Il resto è tutto da plasmare in armonia nel tempo. Se la pietrina non è finita, Varese può ancora fare scintille, a cominciare da una Supercoppa che contende da orgogliosa sfidante ai campioni di Siena, favoriti per i precedenti confronti di quest'estate nonché per il fattore campo ma anche battibili in una gara secca, aggredibile con impeto e in uno stato di grazia. In questo caso non ci scordiamo il passato ripensando a Meneghin e Pozzecco come leader unici e reduci della Stella ma conquistatori di una Supercoppa che fa storia. Come ne farebbe l'attuale, gratificando una società che ha saputo riportare la squadra alla ribalta d'una vera e gloriosa redenzione. [/size][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]È ancora Siena l'avversaria della Cimberio nell'atto inaugurale della stagione 2013/2014 del basket italiano. Stasera al PalaEstra la formazione di Fabrizio Frates contenderà alla Montepaschi la Supercoppa quattro mesi dopo la sofferta e dolorosa eliminazione dai playoff.[/size][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]Varese lancia nuovamente la sua sfida al plurititolato club toscano (campione d'Italia in carica per la settima volta consecutiva) in una gara secca che mette in palio una posta ghiottissima per entrambe le contendenti.[/size]
    [size=3]Conquistato il diritto di sfidare i tricolori grazie alla partecipazione alla finale della Coppa Italia della scorsa annata, la Cimberio proverà a sovvertire il pronostico favorevole ai detentori del titolo che potranno contare sul vantaggio del fattore campo, sempre decisivo nei cinque precedenti disputati a Siena.[/size]
    [size=3]Dal serratissimo duello della stagione passata, con la burrascosa conclusione di gara-7 a Masnago, moltissima acqua è passata sotto i ponti per le due protagoniste di stasera.[/size]
    [size=3]E se la Mens Sana ha rivoluzionato l'organico ripartendo da Hackett, Ortner e Ress, costruendo comunque una squadra dinamica e frizzante per prepararsi alla stagione che concluderà lo storico rapporto di sponsorizzazione con il Monte dei Paschi, Varese è un cantiere aperto con i tanti acciacchi del precampionato che hanno costretto Fabrizio Frates (peraltro ex di turno al PalaSclavo, dove lavorò nel lontano 1999/2000) a ritardare la messa a punto della nuova Cimberio.[/size]
    [size=3]Dall'infermeria biancorossa c'è ancora il punto interrogativo legato alla presenza di Dusan Sakota: l'eroe di gara-6 dei playoff della scorsa annata soffre infatti il riacutizzarsi dell'infiammazione a un tendine d'achille e solo oggi si saprà se e quanto l'ala serba potrà contribuire alla causa.[/size]
    [size=3]Ma dopo la gara in chiaroscuro di Vilnius nel Qualifying Round di Eurolega, la Supercoppa di oggi dovrà dare risposte importanti circa la tenuta tecnica e caratteriale di una squadra ancora in affanno nel trovare gli equilibri sui due lati del campo.[/size]
    [size=3]Un'avversaria aggressiva e dinamica come la MPS plasmata da Marco Crespi, con l'incursore Daniel Hackett come leader di un attacco che ha aggiunto qualità e talento con gli esterni Green, English e Carter e che può contare sulle doti frontali di lunghi agili come Nelson, Hunter e Ress, presenta sulla carta le caratteristiche parse più indigeste alla difesa della Cimberio in un precampionato non certo convincente.[/size]
    [size=3]Al di là dell'aspetto tecnico, conterà molto l'approccio mentale ad una partita che rappresenta comunque un'opportunità importante per tutti i membri del roster varesino che non hanno mai conquistato un trofeo importante (l'unico ad aver già vinto in carriera è Dusan Sakota).[/size]
    [size=3]Se Varese metterà in campo il giusto atteggiamento e riuscirà a limitare il potenziale atletico di Siena con una partita lucida e accorta, allora sognare l'impresa non sarà impossibile. Ma rispetto al match contro Oldenburg servirà far scattare l'interruttore dell'intensità e dell'energia: soprattutto serviranno facce e convinzione diverse nel modo di stare in campo. Altrimenti il rischio è quello di farsi travolgere dall'arrembaggio di Siena, partendo ad handicap verso ciclo di impegni durissimi senza poter tirare il fiato: tra campionato ed Eurocup nelle prossime 10 settimane ci saranno 22 partite ufficiali. La chimica giusta dentro e fuori del campo va trovata in fretta...[/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]

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