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VareseFansBasketNews

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    [font=verdana][size=3]Disertata o quasi Masnago in Coppa, ecco Casale presumibilmente gremita di tifosi. Il campionato, pur sulle spese di un viaggio fuori programma, val la pena d'essere vissuto accanto alla squadra. Questione di cultura, roba da Lotta dei comuni e di campanile, sin dalla notte dei tempi, anche se in verità, Masnago, negli anni Sessanta e Settanta era affollata da entusiasmi per una squadra che cominciava la sua leggendaria avventura tra le grandi d'Europa, tipo Armata Rossa. Real Madrid, Stella Rossa e Maccabi. Finita un'era, talmente aurea da sembrare surreale in un suo ripetersi, gli stessi Roosters, pur intriganti ai massimi, non rinvennero quel seguito così imponente, nemmeno di fronte a Panathinaikos e Maccabi, tanto per fare degli esempi, assistiti da meno spettatori di Varese - Gorizia pur con tutto il rispetto per quella neopromossa così poco attraente. Roba da non credere ma era vero in un'atmosfera da pelle d'oca, fosse anche per gli inni nazionali suonati da una banda reclutata, mettendovi molta passione, da Edoardo Bulgheroni, d'altra parte la Korac prima e dopo fecero del palasport uncimitero. [/size][/font]
     
    [font=verdana][size=3]Dunque, le Coppe, da noi, pur arricchendo di lustrini la presenza di Varese cui dovrebbe corrispondere la fiera appartenenza di un popolo dallo sguardo lungo, sono poco apprezzate, se non considerate addirittura come "palle ai piedi" nonostante l'orgoglio della società che, rimettendoci anche preziosi denari delle sue casse, cerca di onorare un diritto sportivo che s'è guadagnata sul campo nonché una storia gloriosa ed eterna. Un'immaginazione diversa sarebbe surrealista, allora ben venga, coi piedi per terra, Cimberio - Venezia ancora in Piemonte, fortunatamente alla fine di un esilio penalizzante, come d'altra parte Sakota, fermo "tre giri", tornerà in campo contro l'Avellino dell'atteso Vitucci. Con due partite consecutive in casa, anche se questa lo è sì e no, la squadra di Frates ha l'opportunità di gonfiare la sua classifica. Chiamalo, se vuoi, e più all'ingrosso, fieno in cascina ma, al di là della gradevolezza e della consistenza del proprio gioco, ancora di là da venire, se mai verrà nonostante una sognata congiunzione tra la scorsa stagione e questa da parte di molti tifosi in estate, contano ovviamente i risultati che, a volte ma, soprattutto, agli inizi, dipendono da episodi o momenti favorevoli da acchiappare al volo. [/size][/font]
     
    [font=verdana][size=3]Aspettando di capire quale sia l'effettiva competitività di questa Cimberio, almeno nei suoi connotati identitari, ora come ora, si impone già una risposta all'interrogativo Clark (foto Blitz) il quale, se non proprio sotto processo, discusso sicuramente lo è al di là delle sue caratteristiche non troppo funzionali a una squadra che predilige ritmo e imbucate negli spazi, è atteso da un riscatto bene augurante, potendosi sentire come libero, se vi riuscirà, dopo giorni di prigionia. Come? Da par suo, senza tarli in testa, con la consapevolezza di un contributo che può dare, per esempio, al tiro, sua specialità, soprattutto, da guardia, toccandogli l'ultima parola sul campo, cioè laddove resta padrone del suo destino. Di fronte il play trova Venezia, la sua ex squadra, stimolante in amor proprio nonché favorevole a uno scatto d'impeto, da classico "gol dell'ex", come accade spesso nel calcio. Venezia è temibile ma battibile, altre conclusioni sarebbero scoraggianti. [/size][/font]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Soddisfazione per la vittoria, ma anche per le presenze in tribuna in casa Cimberio dopo l'esordio casalingo in Eurocup contro Paris Levallois. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]I riscontri della biglietteria sono stati relativamente brillanti (141 in totale i tagliandi staccati), ma tra il tempo inclemente e la concomitanza con Real Madrid-Juventus erano i 2673 abbonati lo zoccolo duro su cui fare affidamento. E il tesoriere biancorosso Stefano Coppa (foto Blitz) plaude alla partecipazione in termini ambientali dei tifosi del PalaWhirlpool: «Non possiamo lamentarci sia della risposta del pubblico che del suo atteggiamento. Dal punto di vista dei biglietti non ci aspettavamo molto di più, però gli abbonamenti staccati per il pacchetto Italia più Europa sono stati un segnale importante circa l'interesse che Varese ha espresso nei confronti del ritorno in una competizione internazionale. E il calore del PalaWhirlpool non è stato molto diverso rispetto all'esordio a Casale; i tifosi hanno risposto al meglio e in particolare la Curva Nord ha sostenuto la squadra per 40 minuti filati». [/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]E dunque il ritorno in Europa, sia pure attraverso una manifestazione relativamente minore come l'Eurocup, è vissuto dall'ambiente biancorosso con il giusto interesse: «Sono convinto che col passare della partite quando si delineerà la classifica sarà più facile trovare seguito; l'Eurocup resta un appuntamento comunque interessante e un traguardo di rilievo per una società che solo 5 anni fa giocava contro Scafati in LegAdue. Di strada ne abbiamo fatta tantissima, ora stiamo cercando di assestarci a questo livello e non possiamo avere la puzza sotto il naso ricordando i tempi gloriosi dell'Ignis. Giusto onorare e rivendicare quella tradizione che resta un punto di riferimento come obiettivo a lungo termine, però l'Eurocup va vissuta con entusiasmo e non certo snobbata». Il dirigente varesino valuta positivamente l'esito finale del match contro il Paris Levallois ed esprime fiducia per la politica dei piccoli passi che la squadra sta evidenziando nelle ultime uscite: «Aver vinto col fiatone ci serve a ricordare che non tutti i problemi sono risolti, anche se ogni partita fa vedere piccoli miglioramenti. Ad esempio a rimbalzo siamo andati bene dopo le difficoltà di Lubiana e Milano, ma l'importante è che i giocatori abbiano preso ulteriore fiducia e seguano la strada tracciata. Le nostre priorità sono quelle di vedere una squadra che lotti, migliori e faccia divertire come è stato nei primi 25 minuti contro Paris Levallois; poi più vince e meglio è ma questo aspetto è una conseguenza degli altri tre».[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]E mentre la squadra lavora in palestra la società opera sul fronte sponsor, auspicando in novità positive in tempi brevi: «Qualcosa si sta muovendo ed entro una decina di giorni si dovrebbe concretizzare. E poi stiamo lavorando su altri accordi spot per tre partite come quello già stipulato con l'Agenzia del Turismo. Non si tratta di cifre enormi ma è comunque una politica che permette di avere un discreto flusso nelle casse andando incontro alle esigenze attuali delle aziende». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Il consigliere della società e del consorzio fa infine il punto anche sulla questione del presidente della Pallacanestro Varese, carica ancora vacante dopo il passaggio di Cecco Vescovi al ruolo di responsabile dell'area tecnica: «E' un argomento che non abbiamo ancora affrontato a fondo; contiamo di convocare per metà novembre un'assemblea di Varese nel Cuore per approvare alcune modifiche allo statuto e allora i tempi saranno maturi per il nuovo CdA e il presidente. Comunque non c'è un vuoto di potere perché siamo sempre noi consiglieri a portare avanti le cose, e se prevarrà l'idea di una figura onoraria non sarà comunque una figura operativa a tutti gli effetti, almeno finchè non gli forniremo gli input giusti per essere autonomo». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Il cielo sopra Varese è nero come il catrame, ma per una sera offusca persino il fascino della Ville Lumière. Tradizione e passione non s'improvvisano, nemmeno nell'immaginifica Disneyland, tanto meno nel variegato universo che gira attorno al canestro. Parigi seduce ad ogni incontro, ma sotto il grigio cupolone di Masnago nulla è più potente dell'amore per il basket.[/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Sono passati quattro mesi dall'acidula e indigesta notte di gara-7 contro Siena: troppe ore, troppi giorni, troppe settimane per restare indifferenti al richiamo morbido di quei ciuff che emozionano. Così non basta l'ennesimo, insopportabile acquazzone che trasforma le strade in fiumi e i parcheggi in acquatrini per arginare la processione di fedeli verso il tempio dei canestri.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]È la prima stagionale al PalaWhirlpool, è soprattutto la prima sfida europea dopo tanti anni esclusivamente italici: Varese risponde con l'intera schiera dei suoi oltre 2.600 fedelissimi più un plotone di oltre 700 paganti arruolati per l'occasione e la Cimberio s'abbandona all'abbraccio del suo popolo, al tepore della sua casa, al battito dei suoi cuori. E da subito appiattisce la cresta dei "galletti" smorzandone il piglio.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]A sparare il razzo segnalatore è l'uomo più atteso, quello sotto processo dopo l'opaco derby di campionato perso al Forum: meno di tre minuti e Keydren Clark aggiusta la fionda, prende la mira e trapana la retina con una tripla.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Qualcosa è cambiato, qualcuno ha premuto il pulsante giusto nella mente del play "bulgarizzato". La gente di Masnago lo capisce e approva, l'ex veneziano già nel primo quarto mette tre bombe su quattro tentativi e il trattato di pace viene pomposamente sottoscritto a 55 secondi dalla fine del primo spicchio di match: Frates richiama Clark in panchina e il PalaWhirpool intero si scioglie in un applausone irrobustito dal coro della curva degli Arditi.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Il Paris Levallois - erede del Racing che fu - pare stordito, travolto dalla potente chimica che magicamente si riattiva tra Masnago e i suoi prodi. Greg Beugnot, l'ex che ritorna, incapace di riaccendere l'orgoglio transalpino.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Il gioco della Cimberio scorre fluido ma l'effetto PalaWhirlpool si smorza col trascorrere dei minuti. Qualcosa s'inceppa. Meglio: certi difettucci riaffiorano come scogli appuntiti tra i marosi. E con essi quell'insicurezza che è perfida nemica d'ogni gruppo.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Il Paris, con le sue torri d'ebano, quasi si stupisce delle autostrade che Varese gli spiana dinanzi ai cingoli. Ma si riavvicina, sempre più, sempre più. Sino a mettere i brividi alla gente biancorossa.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Il finale, però, non può esser beffardo in una sera così speciale e infatti il destino disegna mirabilmente la sua parabola. Mettendo nelle mani di Clark, proprio lui, l'ultimo pallone, quello del sospiro di sollievo. La palla s'adagia nella retina e Varese scaccia i fantasmi.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]È andata, l'Europa non è poi così infida...[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Se Parigi per Napoleone valeva bene una messa, per Varese il ritorno in Europa dopo otto anni può benissimo valere una sfida alla furia di un tempo inclemente.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Più che premiati, dunque, i quasi tremila coraggiosi che, usciti dalle tane, si sono goduti un successo varesino compreso di brividi, una partita gradevole per oltre tre quarti e, almeno in coppa, hanno finalmente apprezzato ampi sprazzi del vero Kee-Kee Clark, nella circostanza ben diverso dal pessimo surrogato assaggiato fino a questo punto. Tutto questo perché - poche storie - l'occhio di bue del PalaWhirlpool era puntato esclusivamente sul suo regista.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Il playmaker americano, ovviamente osservato speciale, ha risposto bene e a tono alle sollecitazioni, ai pungoli, ai messaggi, flautati e no, giuntigli da tutto l'ambiente. Producendo punti per il primo ventello ufficiale, buone percentuali da 3 punti, ritmo, assist ma, soprattutto, aspetto più importante e atteso, cancellando dal volto l'atteggiamento fastidiosamente inespressivo visto nelle ultime uscite.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Promosso dunque Keydren, il quale è però atteso a prossime e più probanti verifiche (il nome Reyer Venezia suggerisce qualcosa?), tocca parlare di una Cimberio di nuovo ondivaga e per ora ancora lontana dalla concentrazione e dalla durezza mentale che vorrebbe il coach Fabrizio Frates.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Parafrasando una corsa ciclistica, potremmo dire che la Cimberio ha tolto la presa dal manubrio con largo e colpevole anticipo. Il delitto, che disintegra di colpo quanto di positivo fatto in precedenza, si consuma sul 64-39 al 26', minuto in cui Coleman e soci, evidentemente appagati, escono con la testa dalla partita, smettono di giocare e lasciano il pallino delle operazioni nelle mani dei parigini. I quali, magari non sempre pronti tatticamente, qualche volta un po' sprovveduti e sparagnini nelle scelte tecniche, non difettano in termini di carattere e grinta, doti peraltro trasmesse alla perfezione da Beugnot.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Levallois, con la solidità garantita da Anagonye e il raziocinio offerto da Lang, annusa l'atmosfera, guarda gli occhi rilassati dei varesini, capisce tutto e cambia improvvisamente passo: primo break favorevole (5-15) e chiusura del terzo periodo sul 69-54.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Le sollecitazioni e gli urli di Frates finiscono nel vento e, anzi, accelerano l'inerzia dei francesi che, ancora a -13 al 35' (71-58), non smettono di correre pescando punti rapidi e costruiti facilmente con Ewing, Albicy e Oniangue il quale, con una tripla frontale, dimezza il gap (73-67). E con 80 secondi da ancora da giocare dichiara ufficialmente riaperti i giochi. Che si fanno addirittura tesi quando il Paris Levallois, sfruttando bene un paio di sciocchezze della Cimberio, arriva inaspettatamente a strettissimo contatto: 73-71 con 25 secondi da giocare.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ma Clark (foto Blitz a sinistra), giocando bene con il cronometro, lucra il fallo che lo manda in lunetta per chiudere, sul 75-71, la storia di una partita che - giusto sottolinearlo - per l'andamento precedente avrebbe meritato un finale più sereno.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ma tant'è, l'importante era rompere il ghiaccio europeo, ritrovare Clark, spremere buone indicazioni da Hassell (12+11 rimbalzi) e sapere che Ebi Ere è sempre una grande presenza.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Per il resto, ovvero uccidere le partite, ci sarà tempo in un coppa che speriamo sia ancora lunga perché, checché se ne pensi, l'Eurocup è una manifestazione continentale bella e interessante, che nella seconda fase promette ancora tanto di più per le suggestioni e le emozioni internazionali di una Varese che un occhio al suo passato non può non gettarlo.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Massimo Turconi[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Prima uscita casalinga stagionale dal sapore internazionale per la Cimberio. La formazione di Fabrizio Frates giocherà il match d'esordio al PalaWhirlpool ospitando stasera (palla a due alle ore 20.30) i francesi del Paris Levallois. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Oltre 4 mesi e mezzo dopo il finale burrascoso di gara-7 della semifinale contro Siena che chiuse anzitempo la cavalcata degli Indimenticabili, il tempio di Masnago riapre le sue porte per l'esordio interno di Ere e soci nella nuova avventura in Eurocup. Un significato in più per una gara di per sé ricca di contenuti, tra il particolare momento che la squadra sta vivendo e la curiosità di valutare l'interesse del pubblico varesino per l'avventura continentale in cerca di una vittoria al di fuori dei confini italici che manca dal lontano 18 gennaio 2005.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]L'attenzione generale sarà puntata su Keydren Clark (foto Blitz) e sulla sua reazione dopo la prova inconsistente di Milano. Anche Frates si accoda al g.m. Vescovi ribadendo la sua fiducia nelle doti del play bulgaro, chiedendogli di cercare altri modi per dare un contributo alla squadra nel momento in cui non trova il feeling col canestro. Ma è chiaro che se l'approccio mentale del giocatore ex Venezia sarà nuovamente quello passivo del Forum, anche coach e società dovranno prendere una posizione meno conciliante.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Intanto, c'è curiosità per capire se Clark avrà ancora i galloni da play titolare cuciti sulle spalle, oppure se la prova del derby avrà promosso De Nicolao, il quale nelle due gare di campionato ha iniziato dalla panchina concludendo in campo il match.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Clark o non Clark, l'obiettivo primario della Cimberio è quella di crescere nel gioco corale, concretizzando gli spunti positivi evidenziati ad Assago con una prova più consistente dal punto di vista della continuità di rendimento offensivo.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]In tal senso la sfida contro i francesi del Paris Levallois pare un'opportunità propizia, considerando le problematiche tecniche che affliggono la formazione dell'ex di lungo corso Gregor Beugnot. L'assenza del pilastro Sean May, nella scorsa annata top-scorer della Pro A, e il mancato tesseramento del suo sostituto Elton Brown (rimasto in Francia per sottoporsi alle visite mediche di rito), rendono più accessibile il compito della Cimberio sotto i tabelloni, proprio laddove ha sofferto parecchio sia a Lubiana sia a Milano. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]I transalpini hanno perso finora tutte e quattro le gare disputate tra campionato ed Eurocup e sono anch'essi in cerca di equilibri difensivi a dispetto di un roster con buone individualità. Sul perimetro da tener d'occhio il razzente play Albicy, la guardia Ewing (visto in Eurolega con Khimki e Prokom) e il tiratore Lang; sotto i tabelloni spicca l'ex livornese Anagonye, ma l'uomo di maggior qualità è la 30enne ala Jawad Williams, mix di forza e tiro perimetrale (15,0 punti e 6,7 rimbalzi in Pro A) con passato NBA a Cleveland.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ma nel primo di quattro impegni casalinghi consecutivi tra coppa e campionato - pur con l'ultima tappa a Casale Monferrato domenica contro Venezia - la Cimberio è decisa a imporre la legge del PalaWhirlpool per ritrovare fiducia e dar corpo alle sue legittime ambizioni di passaggio del turno in Eurocup. Auspicabilmente attraverso un Clark in sintonia con compagni e ambiente, confidando che la "terapia del dialogo" scelta per sbloccarlo paghi dividendi immediati.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Pazienza, fiducia, tempo e lavoro. La ricetta suggerita da Cecco Vescovi (foto Blitz al centro) per mettere a punto la Cimberio è la stessa predicata da settimane dal general manager biancorosso. E la sconfitta in volata nel derby di Milano non modifica il suo mantra: «La squadra ha bisogno di tempo per oliare i meccanismi e sono convinto che col tempo si vedranno risultati concreti. In fondo abbiamo perso contro Milano, non contro... Molfetta. Certo abbiamo incontrato un'avversaria che non è ancora al massimo e quindi poteva essere l'occasione giusta per fare il colpo, ma ho apprezzato la reazione della squadra che ha saputo rientrare in partita e giocarsi il match sino in fondo. Dunque stiamo tranquilli e concentriamoci sul lavoro in palestra».[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Nel complesso, comunque, la Cimberio in versione Forum non è dispiaciuta per applicazione e intensità, con l'unica eccezione di Keydren Clark completamente fuori dal coro rispetto ai compagni: «È indubbio che il giocatore stia vivendo un momento problematico e di riflesso crei problemi al resto della squadra. Però, per noi è un giocatore fondamentale e abbiamo bisogno che dia quel contributo che è nelle sue corde. In questo momento è evidentemente condizionato da queste difficoltà, legate a fattori mentali più che tecnici o fisici. Se possibile dobbiamo metterlo nelle condizioni di fare quel che è capace, ma prima di tutto è lui che deve aiutarsi da solo».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Al di là del rendimento oltremodo negativo sul piano tecnico (2 punti con 0/3 al tiro in 17'), a non convincere sono l'atteggiamento remissivo e la faccia triste del play di passaporto bulgaro. Vescovi ribadisce ancora la sua fiducia nei confronti di Clark, attendendosi però un rapido cambio di passo - prima di tutto sul piano del modo di stare in campo - da parte del giocatore.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«L'atteggiamento visto domenica è sicuramente in contrasto con quello che chiediamo ai giocatori che vengono a Varese, cercando gente entusiasta e che abbia voglia di mettere in campo aggressività e determinazione. Ci può stare che non riesca a trovare il suo equilibrio all'interno della squadra, perché ancora non si sente a suo agio. Noi certamente gli daremo la possibilità di dimostrare il suo valore perché società, staff tecnico e compagni sono dalla sua parte, ma tutto deve partire da lui con l'esigenza di scendere in campo con lo spirito giusto e senza paura di sbagliare. [b]Chiaro che non possiamo aspettarlo in eterno senza fare nulla[/b]...».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Eppure, senza Clark e con De Nicolao sul ponte di comando, la Cimberio non è dispiaciuta. E con un play in grado di servirlo dentro l'area, anche Hassell ha mostrato spunti interessanti: «A poco a poco stiamo trovando quel minimo di consistenza che dobbiamo cercare di mantenere per più tempo possibile. Se da una parte Clark non sta rendendo secondo le aspettative, c'è un De Nicolao che sta dando risposte brillanti quando viene chiamato in causa; tocca all'allenatore fare le sue scelte ma se nelle due gare di campionato Andrea ha chiuso in campo è anche merito suo e non solo demerito di Keydren. E con lui in campo anche Hassell ha dato segnali di crescita: coinvolgendolo maggiormente del gioco si è sentito più partecipe e ha reso bene anche in difesa».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Insomma, Vescovi trova spunti positivi in vista del debutto casalingo stagionale di domani sera contro il Paris Levallois, match iniziale di un ciclo di quattro gare interne consecutive: «Speriamo di ritrovare l'atmosfera di Masnago che sicuramente ci è mancata in queste prime uscite stagionali. Giocare la coppa nel momento in cui abbiamo bisogno di crescere è un vantaggio, perché più partite competitive disputi e più puoi lavorare sui meccanismi. Ci teniamo a inaugurare al meglio questo ciclo di quattro impegni casalinghi consecutivi: la cosa buona è che per due settimane di fila non avremo viaggi, riposando il giovedì e allenandoci al meglio».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giu.Sci.[/font][/size][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]C'è baruffa nell'aria nel rapporto tra Varese e Keydren Clark (foto Blitz in alto)? I 17 minuti di nulla assoluto del derby di Milano hanno puntato i riflettori sulle difficoltà del play bulgaro nel trovare la sua dimensione nel sistema Cimberio. Un problema non solo tecnico (0/3 al tiro e 2 punti, oltre a una presenza difensiva impalpabile) ma anche di atteggiamento, come ha ammesso lo stesso g.m. Cecco Vescovi nelle considerazioni post-partita. Per la seconda volta in altrettante gare di campionato, il coach Fabrizio Frates ha scelto Andrea De Nicolao per la gestione dell'ultimo quarto. Di fatto, Clark è parso un corpo estraneo nel contesto di una squadra che - con tutti i limiti attuali - ha provato quanto meno a lottare.[/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Scontato un faccia a faccia tra la dirigenza e il giocatore prima della gara di domani contro il Paris Levallois per capire le ragioni di questo malessere che si manifesta con una presenza in campo decisamente negativa per l'economia della squadra.[/size][/font]
    [font=verdana][size=3]Sarebbe già il secondo colloquio con Clark dopo quello avvenuto nel corso del precampionato, quando all'atleta bulgaro era stata chiesta una maggior presenza caratteriale dentro e fuori dal campo. Varese al suo play chiedeva leadership, quella che la personalità addirittura debordante del suo predecessore Mike Green garantiva anche al di là della conduzione tecnica di Frank Vitucci. Ma nel mese trascorso dal primo rendez-vous le cose sono andate di male in peggio, fino alla prova inespressiva del Forum. In società si cerca di recuperare in qualche modo il rapporto con il play, puntando prima di tutto sugli stimoli di natura mentale per rigenerare un giocatore sfiduciato e depresso. Ma c'è anche un problema tecnico oggettivo: nelle precedenti incarnazioni italiane, a Pesaro e Venezia, il ruolo di Clark era sempre stato quello del regista votato alla realizzazione più che alla costruzione del gioco (14,5 punti col 40% da 3 e 2,5 assist in 3 stagioni di serie A). Varese l'ha scelto con mansioni da uomo d'ordine per complementare una guardia esplosiva ma non affidabile al tiro come Coleman e innescare un gruppo ricco di finalizzatori (da Ere ad Hassell, passando per Sakota). I risultati disastrosi delle prime due gare (3,5 punti in 24' con 2/13 totale al tiro) lasciano intendere che Clark potrebbe semplicemente non essere il play giusto per la Cimberio di Frates. In ogni caso, il club biancorosso è disposto a dargli ancora fiducia, confrontandosi con lui per capire come uscire da questo impasse.[/size][/font]
    [font=verdana][size=3]Però la fiducia non può essere eterna: tra domani in Eurocup e domenica contro Venezia dovranno arrivare risposte chiare in un senso o nell'altro. Se la reazione non sarà immediata, almeno sul piano emotivo, l'unica strada da battere - prima ancora di valutare interventi di mercato che al momento non sono all'ordine del giorno - è quella di promuovere sul campo De Nicolao come titolare. E se Clark non troverà una sua dimensione in regia, utilizzarlo esclusivamente da guardia per sfruttare le sue doti balistiche. O se sarà dannoso alla causa, come a Milano, non utilizzarlo del tutto.[/size][/font]
    [font=verdana][size=3]In fondo, se tra le parti non c'è feeling sulla base di un'errata valutazione iniziale, piuttosto che lo stillicidio d'una convivenza forzosa è meglio valutare l'ipotesi di un divorzio... riparatore.[/size][/font]
    [font=verdana][size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/font][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    Passano i giorni d'autunno, si susseguono gli allenamenti, parlano inesorabili le prime gare ufficiali ma il giudizio a caldo rimane il medesimo: questa Cimberio non convince. Non ci competono i confronti dal lato tecnico e umano con la squadra di Vitucci. Preoccupano piuttosto l'impressione di pressapochismo di alcuni elementi, la pessima amalgama tra regia e resto della squadra (il problema ha un volto delineato: Clark), il senso di abbattimento che si annida nei petti dopo i rimbalzi persi o le stoppate subite. Festeggia allora una EA 7 priva di Kangur e Gigli, compagine attualmente non trascendentale però più aggressiva sotto le plance (41-28 il dato del pitturato) e migliore nel gioco delle individualità: cinque uomini in doppia cifra a compensare una panchina ad oggi nulla.
     
    Il clima da derby, in aggiunta al timore di ripetere le brutte prestazioni di Europa, blocca le due compagini per il primo quarto, quindi la partita entra nel vivo con qualche solismo: all'accelerata di Langford rispondono Polonara e Melli, quindi Samuels timbra il 14-13 di fine prima frazione. Più brillante e combattivo il secondo quarto, con Milano a svettare nell'area colorata e gli ospiti più abili nel muovere la palla in attacco. Dalla selva di falli tecnici e antisportivi, ben capitalizzati da Ere, esce il 40-38 della pausa lunga.
     
    A inizio ripresa cala il sipario sulle velleità di Frates e dei molti tifosi prealpini sulle tribune del Forum. Jerrels e Samuels, impalpabili nell'abbozzo di stagione meneghina, guadagnano fiducia proprio stasera e creano gli spazi giusti anche per Gentile. La difesa della Cimberio non è all'altezza e gli attacchi di Clark somigliano a una cammino di espiazione da compiere inginocchiati sui ceci: ma nemmeno la fede ci fa sperare quando al trentesimo minuto il tabellone dice 64-50.
    Nell'ultimo periodo si nota una Varese di spirito garibaldino, capace di rosicchiare punto su punto con Polonara (commovente per impegno e fatturato con 26 realizzazioni) e Coleman, guidata in regia da De Nicolao, professione paly-maker. A novanta secondi dalla fine Milano si ritrova titubante sul 75-72 e sbaglia, però Hassell la fa grossa: infrazione di passi dopo una stoppata. La déa bendata premia il quintetto di coach Banchi, vero spauracchio del popolo di Masnago e dintorni. Punteggio oltre modo pesante, tuttavia poco sindacabile nella sostanza.
     
    Senza una testa pensante sulla cabina di comando, quest'anno sarà un susseguirsi di naufragi. Non amiamo invocare il mercato, ma questa Cimberio acefala ha bisogno di cambiare spartito.

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    È un derby dai mille significati quello di stasera tra Milano e Varese. Sul parquet del Forum (palla a due alle 20.30 con diretta su RaiSport 1) la Cimberio cercherà di guastare la festa dellesordio casalingo stagionale ad unEA7 favorita dobbligo per lo scudetto numero 92 ma già in ambasce dopo le prime due sconfitte dellanno. La sfida più attesa dellanno dal popolo biancorosso arriva per certi versi nel momento giusto per la squadra di Fabrizio Frates, considerando il formato cantiere aperto delle due avversarie nel duello numero 167.
    Sia i padroni di casa sia gli ospiti sono infatti lontani dalla condizione ottimale; ma visti il potenziale e l ambizioni dellOlimpia, se cè una opportunità di sorprendere la squadra di Banchi in un periodo in cui infortuni e problemi di messa a punto ne condizionano il rendimento è da prendere al volo proprio stasera. Ed è chiaro che espugnare il Forum allungando la striscia aperta di 4 vittorie in fila nei derby con Milano consentirebbe alla Cimberio di fare il pieno di entusiasmo in vista del poker di impegni casalinghi (Paris Levallois, poi Venezia sul neutro di Casale, Villeurbanne ed Avellino) in programma nelle prossime due settimane. E sarebbe il modo migliore per mettere da parte tutti i punti interrogativi che dopo Lubiana sono tornati a fare capolino attorno al cantiere biancorosso: lasse Clark-Hassell (foto Blitz) fatica a trovare le giuste sinergie, e più che il rendimento - comunque insufficiente - dei singoli, il dubbio più grosso riguarda la compatibilità tecnica di play e pivot su entrambi i lati del campo.
     
    Ma pur con Sakota nuovamente ai box per il secondo dei tre turni di squalifica da scontare e Coleman recuperato ma non al meglio dopo la caviglia "girata" a Lubiana, la Cimberio vittoriosa contro Reggio Emilia ha dimostrato di possedere risorse caratteriali di spessore per sopperire agli attuali problemi di messa a punto. Partite come quelle del Forum debbono aiutare la società ad avere risposte chiare sulleffettivo potenziale della squadra: se cioè tempo, pazienza e lavoro possono garantire a Varese un percorso di crescita tecnica per raggiungere equilibri affidabili.
     
    Oppure ci sono carenze strutturali irresolubili cui porre rimedio in fretta per evitare di perdere troppo terreno sia in campionato che in Eurocup. Ma se Varese non ride, Milano piange: lavvio di stagione con i passi falsi di Brindisi ed Istanbul non è stato pari alle aspettative di unOlimpia che dopo la cocente delusione dello scorso anno ha rivoluzionato staff tecnico e squadra (in panchina il neocampione dItalia Luca Banchi, roster modificato per 9 dodicesimi) scegliendo giocatori meno blasonati ma più sostanziosi per il nuovo assalto ad un scudetto che manca dal lontano 1995/96.
     
    Ma i problemi dellEA7 non sono troppo diversi da quelli della Cimberio: in regia la coppia Jerrells-Haynes è già sotto esame per carenza di leadership in una squadra che ha due punte ben individuate nel talento perimetrale di Langford ed Alessandro Gentile. E sotto canestro il talenuoso giamaicano Samuels, il veterano Wallace e lazzurro Melli hanno buone qualità balistiche ma un tasso di fisicità ed altetismo non rilevante che acuisce le assenze degli infortunati Gigli e Kangur.
     
    E la tegola dellinfortunio di Moss, il cui impiego dopo linfortunio alla spalla sinistra di domenica scorsa sarà deciso solo in extremis (la sensazione è che il giocatore proverà comunque a dare il suo contributo anche parziale), condiziona ulteriormente il processo di messa a punto della squadra. Stasera al Forum ci sarà comunque tanta gente (attesi almeno 8mila spettatori) per lesordio casalingo della rinnovatissima Milano; per Varese loccasione è ghiotta per mostrare nel salotto buono del basket italiano che anche questanno può recitare da protagonista
    Giuseppe Sciascia

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