[font=verdana][size=3]Dunque, le Coppe, da noi, pur arricchendo di lustrini la presenza di Varese cui dovrebbe corrispondere la fiera appartenenza di un popolo dallo sguardo lungo, sono poco apprezzate, se non considerate addirittura come "palle ai piedi" nonostante l'orgoglio della società che, rimettendoci anche preziosi denari delle sue casse, cerca di onorare un diritto sportivo che s'è guadagnata sul campo nonché una storia gloriosa ed eterna. Un'immaginazione diversa sarebbe surrealista, allora ben venga, coi piedi per terra, Cimberio - Venezia ancora in Piemonte, fortunatamente alla fine di un esilio penalizzante, come d'altra parte Sakota, fermo "tre giri", tornerà in campo contro l'Avellino dell'atteso Vitucci. Con due partite consecutive in casa, anche se questa lo è sì e no, la squadra di Frates ha l'opportunità di gonfiare la sua classifica. Chiamalo, se vuoi, e più all'ingrosso, fieno in cascina ma, al di là della gradevolezza e della consistenza del proprio gioco, ancora di là da venire, se mai verrà nonostante una sognata congiunzione tra la scorsa stagione e questa da parte di molti tifosi in estate, contano ovviamente i risultati che, a volte ma, soprattutto, agli inizi, dipendono da episodi o momenti favorevoli da acchiappare al volo. [/size][/font]
[font=verdana][size=3]Aspettando di capire quale sia l'effettiva competitività di questa Cimberio, almeno nei suoi connotati identitari, ora come ora, si impone già una risposta all'interrogativo Clark (foto Blitz) il quale, se non proprio sotto processo, discusso sicuramente lo è al di là delle sue caratteristiche non troppo funzionali a una squadra che predilige ritmo e imbucate negli spazi, è atteso da un riscatto bene augurante, potendosi sentire come libero, se vi riuscirà, dopo giorni di prigionia. Come? Da par suo, senza tarli in testa, con la consapevolezza di un contributo che può dare, per esempio, al tiro, sua specialità, soprattutto, da guardia, toccandogli l'ultima parola sul campo, cioè laddove resta padrone del suo destino. Di fronte il play trova Venezia, la sua ex squadra, stimolante in amor proprio nonché favorevole a uno scatto d'impeto, da classico "gol dell'ex", come accade spesso nel calcio. Venezia è temibile ma battibile, altre conclusioni sarebbero scoraggianti. [/size][/font]
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