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VareseFansBasketNews

  • Nicolò Cavalli
    Il profilo mentale delle squadre si plasma nei momenti di difficoltà. Sassari e i lombardi venivano da due mercoledì orribili in EuroCup: Meo Sacchetti è uscito furente per la rimonta subita a Zagabria e ha chiesto immediate e risolute risposte ai suoi; dallo staff di Varese ci si è premurati di ricordare come Valencia sia candidata al trionfo continentale (pronostico valido, ma non certo per spiegare un -32) e di come le energie fossero state centellinate per l'incontro fondamentale in casa del Banco.
     
    Non ci siamo stupiti quindi di vedere i bianco-blù cattivi e padroni del [i]parquet [/i]fin dalle battute iniziali, mentre la truppa di Frates – con l'acerbo Mei a sostituire l'infortunato Coleman nel ruolo di guardia – lasciava praterie agli avversari. 28-16 al primo parziale, 41-20 pochi minuti dopo, quando nemmeno una lunga sosta causata da un [i]black out [/i]serviva a riordinare le idee dei prealpini. Le sciagurate giocate di Ere, Polonara e Rush (alcuni del folto gruppo dei peggiori) trovavano le risposte altisonanti dei cugini Diener, del fromboliere Thomas, dell'agile Green, del colossale Johnson. Il tabellone della prima metà bastava già a spiegare tutto: 54-33 con una difesa e un'intensità da amichevole settembrina contro i dilettanti.
     
    Il secondo tempo confermava l'andazzo della contesa, con Sassari a lungo sopra il 50% dall'arco e galvanizzata dalla cavalcate in campo aperto; mentre capitan Ere e compagni si rilevavano capaci di scavalcare la venti palle perse e di non trovare la benché minima traccia di reazione tecnica od emotiva.
    All'inizio dell'ultimo quarto un paio di futili litigi dei ragazzi di casa con le terna consentivano alla Cimberio di “risalire” fino al meno venti (81-61), poi la tempesta ricominciava ad abbattersi roboante. Per De Nicolao l'unica menzione di merito e di attaccamento ai colori.
     
    Che sia Europa, Supercoppa o Campionato la compagine di Frates ha dimostrato di non saper affrontare le trasferte con il mordente giusto. Un'apatia inspiegabile, figlia di un mix letale di deconcentrazione, mediocrità caratteriale, scarsa propensione nel trovare variazioni tattiche in corsa. Diversi indizi fanno una prova sconsolante. Il nome Varese, ve ne sarete accorti, non è mai comparso nel fluire di queste righe: due sconfitte umilianti in tre giorni non rendono lecito nemmeno un vago richiamo alla Nostra tradizione. Un [i]black out [/i]nell'anima ancora più cupo di quello del PalaSerradimigni: in fondo al tunnel, nessun spiraglio di luce.

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    [font=verdana][size=3]Meglio stare a casa piuttosto che andare in giro per l'Europa a fare brutte figure. Lo pensano quei tifosi che non sopportano stracche o peggio umilianti presenze della propria amata squadra, pronti comunque a sostenerla sempre. A testa fredda, nel rituffarci in campionato, merita un cenno (a strascico) la deludente Eurocup di Varese. Il mercoledì di Valencia, con tante (brutte) statuine, ha riproposto il tema dell'opportunità di partecipazione d'una squadra che, ogni volta, rischia la faccia senza forse averne una giusta per reggere a determinati confronti, come lo fu, quello, subito infruttuoso, di qualificazione all'Eurolega. [/size][/font]
     
    [font=verdana][size=3]A che serve prendere schiaffoni che costano caro, anche in moneta sonante? Puro velleitarismo? Al di là di un po' di prevedibilità in questo senso, crediamo però che le risposte vanno riportate al senno del prima che racchiude tutte le buone intenzioni della società, miranti necessariamente a un'attraente presenza di Varese in più possibili e visibili scenari al fine di conquistare nuovi soci, fortificare il budget nonché determinate prospettive d'organico. [/size][/font]
     
    [font=verdana][size=3]Dunque, provvido o improvvido che sia stato, il club biancorosso, vivendo delle passioni, non di una sola famiglia, ma di più persone, ha puntato decisamente su un più ampio e ambizioso ventaglio di immagine anche a costo di apparire, come ora, nell'inadeguatezza ai fatti (per i deludenti risultati e i mortori di Masnago nelle gare casalinghe), fors'anche ingenuo. Presupposti e propositi evidentemente collidono con il contegno di uomini i quali, al di là delle proprie carenze d'organico, non sembrano avvertire, intimamente, l'esperienza europea come un'opportunità di crescita dando così l'impressione (che può anche risultare sbagliata) di non battersi strenuamente per onorare la propria chiamata.[/size][/font]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]A proposito di Coppe ci piace sottolineare la bravura di Andrea Meneghin come commentatore tecnico di Sky in Eurolega, mai banale né ovvio, anche critico attraverso analisi sensate e centrate. Restiamo ancora oltre i confini per soffermarci sul siluramento di Banks da parte dell'Hapoel Gilboa-Galil, insoddisfatto delle sue strane prestazioni (nemmeno 10 punti a gara), sempre che non vi siano altre storie in ballo. ..  Ora piombiamo in campionato con la Cimberio che, stasera, farà una visitina al varesino Sacchetti e alla sua Sassari, temuta ma non portentosa almeno sin qui, sicuramente non pari ad aspettative da alte gerarchie. Quale miglior occasione per uno scatto d'orgoglio da parte di una Pall. Varese, abbastanza competitiva in patria ma battuta, come un materasso, in Coppa? [/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Restano ovviamente tutti gli interrogativi di continuità sul conto dei suoi nuovi leader, a cominciare da Clark, in altalena tra dannazione e redenzione per dire dello stesso Coleman, a volte saettante, altre in flanella e di un Hassell (foto Blitz) che ha bisogno di palloni. Il Banco, s'accennava, non sembra l'esatta fotografia della felicità: due pause, più o meno clamorose, conseguenze di un'armonia di gioco mutilata in alcuni suoi elementi, sostituti di quella che era una certezza, seppur avvizzita dal tempo (come lo era Thornton), l'hanno un po' scossa, a tal punto da processare Marcus Green, già discutibile, a pensarci bene (evidentemente così non hanno fatto a Sassari), nella scorsa stagione ma scelto con chissà quale cognizione di causa. Crisi o no, anche sotto i tabelloni, laddove sembra un po' più volatile, la squadra di Sacchetti, cercando la solita propulsione attraverso i disinvolti cugini Diener, pretende i favori del pronostico. Fatti per essere sbugiardati. [/font][/size][/size][/font][/color]

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    [font=verdana][size=3]La Cimberio cerca conferme anche in formato-esportazione. Stasera a Sassari (palla a due alle 20,30 con diretta su RaiSport1) la squadra di Fabrizio Frates misurerà lo spessore dell'attuale primato in classifica condiviso con altre 5 compagne di viaggio sul campo del Banco Sardegna di Meo Sacchetti. Per la Cimberio il match di stasera rappresenta un test importante al fine di capire se saprà esportare anche lontano da Masnago la solidità evidenziata nelle prime tre uscite casalinghe in campionato. La sfida tra le due protagoniste assolute della stagione regolare dello scorso anno resta anche quest'anno un match di cartello tra due squadre in cerca di riscatto dopo le delusioni del mercoledì di Eurocup. [/size][/font]
     
    [font=verdana][size=3]Se il pesante meno 34 di Valencia ha gettato una secchiata di acqua fredda sugli entusiasmi generati nell'ambiente biancorosso dalle rotonde vittorie casalinghe contro Venezia ed Avellino, il terrificante 0-26 costato alla Dinamo una sconfitta pesante sul campo del Cedevita Zagabria dopo il più 20 a fine terzo quarto è stato complesso da digerire in casa sarda. In casa biancorossa tiene però banco la preoccupazione riguardo la presenza di Aubrey Coleman, per il quale sarà la riserva sarà sciolta solo all'ultimo momento. La guardia americana è rimasta a riposo anche ieri mattina nell'ultimo allenamento svolto prima della partenza per Sassari; il giocatore è salito sull'aero per la Sardegna e la situazione sarà valutata nuovamente in mattinata dopo la seduta di tiro al PalaSerradimigni, ma al momento attuale sembra difficile che l'esterno di Houston possa riuscire a scendere in campo. [/size][/font]
     
    [font=verdana][size=3]Nel caso di defezione forzata probabile un ampio utilizzo dell'accoppiata De Nicolao-Clark (foto Blitz) già brillante protagonista contro Avellino, anche alla luce delle condizioni non ottimali di Erik Rush che stringe i denti da un paio di settimane per una caviglia malconcia. Certamente non un buon viatico in vista di una gara già in salita, col fattore-campo integralmente riservato alla Dinamo vista la decisione del prefetto di Sassari di vietare la trasferta ai tifosi di Varese. Ma se c'è un momento adatto per provare a interrompere la serie negativa al PalaSerradimigni, quella di stasera può essere l'occasione buona per mettere a nudo le difficoltà di messa a punto di una squadra che fatica a trovare la giusta solidità difensiva per compiere il salto di qualità verso il vertice della classifica. [/size][/font]
     
    [font=verdana][size=3]La matrice del basket di Meo Sacchetti è sempre quella di un gioco votato all'attacco e al gioco in campo aperto (seconda in serie A con 86,3 punti per gara) grazie alle aggiunte di Omar Thomas e Linton Johnson (grandi protagonisti due anni fa ad Avellino) e della pungente ala Caleb Green. Ma i rovesci esterni di Cremona e Zagabria hanno evidenziato ancora problemi di convivenza tra Marques Green e Travis Diener, play con spiccata personalità ed abitudine al comando che debbono però trovare un modus vivendi nel dividersi il ruolo. Al momento la certezza assoluta è Drake Diener, che viaggia a 22,5 punti di media. Gli obiettivi indicati da Fabrizio Frates nel pre-partita sono chiarissimi: evitare di accettare una partita su ritmi e punteggi alti per non esaltare l'attacco atomico di Sassari, gestendo con lucidità ogni possesso. Solo così - Coleman o non Coleman - Varese può ambire al colpaccio [/size][/font]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia [/font][/size]
     

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    [font=verdana][size=3]A Sassari è diventato un giocatore vero di serie A. Amato dai tifosi della Dinamo e rispettato dagli avversari. Ma una manciata d'anni fa, che nella pallacanestro attuale valgono come ere geologiche, Brian Sacchetti (foto Blitz in alto) era a Ferrara, club purtroppo rapidamente scomparso dalla geografia cestistica. Brian era alle foci del Po per costruirsi la sua carriera, lontano da pregiudizi e, soprattutto, da voci sciocche perchè chiunque abbia giocato sa che sul campo non puoi bleffare né nasconderti. Qualcosa devi saper fare.[/size][/font]
    [font=verdana][size=3]«Essere il figlio di un grande giocatore come Meo non mi ha reso la strada più facile perchè - commenta con sano realismo Brian - quando sei in campo tocca a te difendere, far canestro, passare la palla ed essere utile alla squadra. Tocca a te meritare la fiducia di società e compagni. E mio padre, da allenatore, proprio perché consapevole di questi aspetti, non mi ha mai regalato nulla. Inoltre, so di avere ancora tanti punti da migliorare perché cestisticamente ho ereditato il Dna di papà: poco talento di base e lenta maturazione per entrambi. Meo in carriera ha dovuto faticare come un mulo ed è arrivato tardi al successo, io lo stesso. Ma firmerei col sangue pur di portare a casa la metà di quel che ha ottenuto lui».[/size][/font]
    [font=verdana][size=3]Oggi Sassari è, per la famiglia Sacchetti, il luogo in cui dare forma ai sogni. «Massimo rispetto per gli altri, ma in Italia al momento non c'è posto migliore di Sassari per fare pallacanestro. Qui, assieme ad un'impareggiabile qualità di vita, c'è tutto il resto: società con un alto livello organizzativo, pubblico fantastico per calore e competenza, entusiasmo alle stelle, voglia di scrivere pagine importanti e ambizioni ben riposte. Normale che in un contesto del genere, assolutamente stimolante, io mi trovi benissimo e assieme a mio padre, che ha scelto di firmare per altri 5 anni, vogliamo vincere».[/size][/font]
    [font=verdana][size=3]Ambizioni ben risposte che fanno il paio con obiettivi esposti... «Nascondersi non ha senso: tutti sanno che il Banco Sardegna vuol recitare una parte da protagonista e che il club, per provare un ulteriore salto di qualità, si è mosso in modo importante sul mercato. Oggi la Dinamo è una formazione lunga, dotata di talento tecnico e atletico, con esperienza nei ruoli chiave e, rispetto alla scorsa annata, completa nelle rotazioni. Insomma, sulla carta non ci manca nulla per competere al massimo livello. Dunque, è doveroso, puntare in alto».[/size][/font]
    [font=verdana][size=3]Papà Meo ha più volte dichiarato: Rotazioni più lunghe per avere quell'impatto difensivo che caratterizza i gruppi vincenti. Però, da questo punto di vista, la Dinamo ancora non c'è... «Sono d'accordo e aggiungo: non si tratta di una questione tecnica o tattica, ma solo di atteggiamento e di una mentalità ancora molle che dobbiamo cambiare. Abbiamo perso partite, l'ultima clamorosa in EuroCup a Zagabria, durante le quali in difesa abbiamo staccato la spina. Errori mentali imperdonabili».[/size][/font]
    [font=verdana][size=3]In attacco invece, siete sempre di una straordinaria bellezza. «Beh, la pallacanestro run and gun è un marchio di fabbrica di mio padre. Ma, ripeto, per vincere finalmente qualcosa, alla bellezza dovremo unire pari durezza in difesa. In particolare dovendo affrontare Varese. Ma noi, dopo due sconfitte amare, dobbiamo vincere a tutti i costi. Per la Cimberio domenica non ce n'è».[/size][/font]
    [font=verdana][size=3]Massimo Turconi[/size][/font]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]Piace alle aziende varesine l'idea dei Temporary top sponsor lanciata dalla società di piazza Monte Grappa come soluzione alternativa ai vuoti rimasti sulle maglie dopo i mancati rinnovi della scorsa estate. L'esordio di Sices Group e Nettuno Alimentari - che ha scelto il marchio Blue Mares - in occasione del match casalingo contro Avellino ha inaugurato nel modo migliore la nuova formula per una partnership snella che durerà per tre partite.[/size][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]Ma se a rompere il ghiaccio sono state due aziende che già fanno parte della famiglia biancorossa in qualità di consorziate, dopo la conclusione del "trittico" con Sassari e Brindisi sono già pronti altri due partner pronti a legarsi alla Pallacanestro Varese con lo stesso format. E stavolta si tratta di nuove entrate, una delle quali potrebbe prolungare il rapporto in maniera più importante. In generale, comunque, il territorio sta mostrando interesse per questa sponsorizzazione spot inaugurata dall'Agenzia del Turismo in occasione della trasferta a Milano. Una formula anticrisi che lega la possibilità di sfruttare il richiamo della Pallacanestro Varese e un taglio economico adatto alla congiuntura attuale per coniugare passione per i colori biancorossi e promozione per la propria attività (la cifra per le tre partite da sponsor di maglia è stimabile attorno ai 20mila euro).[/size]
    [size=3]Dunque, se i grandi marchi cittadini faticano a rispondere all'appello lanciato da Cecco Vescovi e Michele Lo Nero, a sorreggere le necessità economiche del club sono le aziende di una provincia in cui da sempre le piccole e medie imprese rappresentano la spina dorsale del tessuto economico.[/size]
    [size=3]Intanto, un altro format sta creando attenzione tra potenziali nuovi partner ed è quello del Game Sponsor, ossia la possibilità di legare il proprio marchio ad una singola partita attraverso il logo posto nel cerchio di centrocampo. Piace soprattutto la possibilità di creare un evento che dia lustro all'azienda che sceglierà di abbinarsi ad una particolare sfida, utilizzando il PalaWhirlpool come showroom per la propria attività al cospetto di clienti e fornitori.[/size]
    [size=3]Tante iniziative che Varese ha saputo inventarsi per far fronte alle difficoltà di trovare partner stabili e, a lungo andare, la formula spot - qualora la copertura degli spazi sulla maglia mantenesse lo stesso ritmo delle prime settimane - potrebbe portare nelle casse del club una cifra complessiva superiore a quella dello sponsor di maglia per l'intera stagione. «Dove all'inizio c'era un problema, bisogna aver la forza di trasformarla in un'opportunità»: la filosofia con cui Michele Lo Nero e il suo staff hanno affrontato il problema è indicativa dello spirito con cui la società è in grado di supportare nel modo migliore la squadra...[/size]
    [size=3]Gi.Sci.[/size]
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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]Varese si mette alla prova della corazzata Valencia nel quarto turno d'andata dell'Eurocup. Stasera (ore 20.30 con diretta su La6) la formazione di Frates sfiderà la grande favorita del girone C, già due volte vincitrice della competizione, per misurare il valore dei suoi progressi contro una delle candidate al successo finale della seconda manifestazione internazionale. Un test quanto mai impegnativo e sotto alcuni aspetti proibitivo per una Cimberio che dovrà prima di tutto mostrare di aver metabolizzato le fatiche fisiche e mentali del doppio impegno.[/size][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3]Finora i biancorossi del general manager Cecco Vescovi (foto Blitz al centro) hanno brillato la domenica in campionato, ma nei mercoledì di coppa hanno faticato a mostrare la stessa intensità e la stessa concentrazione che sono valse l'attuale primato nella classifica della serie A.[/size]
    [size=3]Ora la sfida in terra iberica rappresenta una verifica importante sotto due aspetti: il primo è quello legato alla capacità di esprimersi con continuità su entrambi i fronti, considerando che le avversarie viste finora in Eurocup non sembrano irresistibili e il passaggio del turno - nonostante lo scivolone casalingo contro il Villeurbanne - è impresa non impossibile; il secondo è quello di verificare la solidità del "formato esportazione" della Cimberio in una gara che rappresenta una prova generale in vista dell'impegnativa trasferta di domenica a Sassari.[/size]
    [size=3]L'attenzione dell'ambiente biancorosso, più che sul risultato finale, è concentrata sull'atteggiamento mentale da trasferta di una squadra attesa a mostrare anche lontano da Masnago lo stesso piglio grintoso e combattivo che ha messo sotto le quotate Venezia ed Avellino. Chiaro che molte delle possibilità dei varesini di provare a reggere l'urto del team spagnolo - attuale quarta forza della Liga ACB con tre vittorie in quattro gare dietro alle imbattute Real Madrid, Barcellona e Gran Canaria - passeranno attraverso le condizioni di Ebi Ere. Il capitano biancorosso, lunedì a riposo precauzionale dopo i 28 minuti disputati contro Avellino, sembra comunque non aver risentito dello sforzo di domenica e stasera dovrebbe comunque scendere in campo. Anche se non è da escludere che il coach Frates debba amministrarne il minutaggio.[/size]
    [size=3]Sul fronte opposto il Valencia propone un roster di altissimo livello per profondità e stazza fisica: pur senza l'ala serba Dubljevic (out per un problema ad una spalla) il coach Velimir Perasovic, ex giocatore del Cibona di Drazen Petrovic, ha davvero l'imbarazzo della scelta in tutti i ruoli. Il pezzo pregiato è senza dubbio Romain Sato, la 32enne ala centrafricana tra i protagonisti della Montepaschi Siena schiacciasassi dal 2006 al 2010.[/size]
    [size=3]Ma è soprattutto la differenza di fisicità sotto i tabelloni il gap principale da colmare per la Cimberio, che dovrà disinnescare l'«ombrello difensivo» dell'ucraino Lishchuk e del massiccio Triguero.[/size]
    [size=3]Gli spagnoli in versione Eurocup vantano un notevole 45% dall'arco, contando su elementi dalle mani calde come il play americano Lafayette (13,7 punti col 52% da 3), l'atipica ala forte Doellman (15,8 punti di media in Liga ACB) e il tiratore belga Van Rossom, visto in Italia a Pesaro. A completare il roster ci sono l'esperto play Martinez, l'ala serba Lucic e l'agile esterno Aguilar.[/size]
    [size=3]Di certo il Valencia non è disposto a fare sconti a Varese dopo la sconfitta a sorpresa patita mercoledì scorso a Lubiana, cancellata in campionato con un clamoroso più 51 contro Valladolid: «La Cimberio è una squadra atletica che muove bene la palla; dovremo stare attenti e concentrati in difesa per limitarne il contropiede», avverte Perasovic alla vigilia dell'incontro. Ma quella dei ritmi elevati e dell'aggessività a tutto campo è una strada obbligata che la cavalleria leggera di Varese dovrà seguire per evitare di farsi schiacciare dai muscoli dei padroni di casa.[/size]
    [size=3]Giuseppe Sciascia[/size][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][color=rgb(37,39,37)][size=3]Due piccioni con una fava per pubblico e squadra al termine di un match che fa scattare la scintilla dell’entusiasmo del PalaWhirlpool per la Cimberio dell’era Frates. Alla vigilia dell’esordio casalingo in campionato coincidente col ritorno a Masnago di Frank Vitucci l’obiettivo primario dell’ambiente di Varese era quello di “punire” sul campo il tecnico veneziano per aver preferito la lucrosa offerta della Sidigas alla permanenza sotto le Prealpi. Nel chiuso dello spogliatoio Ere e soci avevano invece un obiettivo ben diverso, ossia quello di farsi perdonare la partita leggera di testa e di gambe contro l’Asvel e ottenere due punti ghiotti contro un’altra avversaria dalle ambizioni di vertice come Avellino. [/size][/color][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][color=rgb(37,39,37)][size=3]Alla fine la squadra di Frates ha saputo accontentare al meglio il desiderio dei suoi tifosi di dimostrare l’ulteriore solidità del progetto Varese, e nel contempo riguadagnarsi la credibilità ed il rispetto dei suoi tifosi con una gara che zittisce anche i più scettici detrattori dell’opera dell’erede di Vitucci alla guida della Cimberio. E all’uscita dal campo, tra gli scrosci di applausi per tutti i protagonisti di una vittoria convincente sotto ogni profilo, arriva il coro del pubblico anche per l’architetto milanese,[/size][/color][/size][/font][/color]
    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][size=3]mentre il coach degli “Indimenticabili” - accolto da bordate di fischi soprattutto dalla Curva Nord, che gli manda messaggi inequivocabili via striscione (“Da papa sei stato trattato, da traditore te ne sei andato” e “Varese nel cuore, tante belle parole… sei un uomo senza onore”) - esce dal campo che per un anno lo ha idolatrato con un passivo pesante sulle spalle. I biancorossi eseguono al meglio il pianopartita, respingendo con i muscoli di Hassell e l’energia di Polonara l’urto dei dinamici Thomas ed Ivanov e “riversando” la loro supremazia dentro l’area con una spinta costante in campo aperto che esalta la trazione posteriore Clark-De Nicolao. Una Cimberio lucida ma allo stesso tempo spumeggiante che pur con interpreti e scelte tattiche differenti ricorda comunque quella dello scorso anno per ritmi elevati e giocate acrobatiche in grado di regalare ai 4207 tifosi di Masnago il tanto agognato “basketspettacolo”. [/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][size=3]Tra la Varese “svalvolata” di mercoledì e quella tornituante in campo aperto in grado di spazzare via Avellino molta differenza la fa Ebi Ere, vero punto di riferimento del gruppo per la sua capacità di unire i reparti e dare l’esempio dentro e fuori dal campo: una leadership diversa e più silenziosa rispetto a quella di Mike Green ma comunque fondamentale per far quadrare i conti di una squadra che a differenza di quella dello scorso anno ha avuto bisogno di tempo per mettere insieme i pezzi e trovare gli equilibri. Ma con questo Clark – brillante non solo al tiro ma anche responsabilizzato e coinvolto in regia - e con questo Hassell – difensivamente concreto a protezione del ferro prima ancora che incisivo in attacco – la Varese dell’era Frates può comunque ritagliarsi ancora un ruolo da protagonista nelle gerarchie della serie A 2013/2014. [/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][size=3]E se la Cimberio saprà replicare l’intensità e l’aggressività messe in campo ieri, il fortino di Masnago saprà ripagare i suoi sforzi col calore che lo scorso anno fu tra le chiavi della cavalcata solitaria degli “Indimenticabili” durante la stagione regolare. Ora i primi difficili esami esterni – mercoledì a Valencia e domenica a Sassari – per verificare se Varese saprà esportare anche lontano dal suo pubblico la faccia determinata con cui ha schiantato prima Venezia e poi Avellino. Ma nel frattempo la nuova Cimberio ha già saputo far breccia nel cuore dei tifosi...[/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](2 punti; 1/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Parrebbe quasi non voler disturbare l'elegante fluire della manovra dei compagni. Sosta placido sotto il ferro, all'occorrenza prende un rimbalzo, talvolta lascia fare la gioventù che gli scorrazza felice nei paraggi.
     
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](4 punti; 2/2 2p; 0/2 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 6. [/b]Difficile guadagnare minuti nelle rotazioni fino a quando Polonara mostrerà simile solidità. Il balcanico si contenta dei panni dell'onesto comprimario e li veste senza lamentarsi. Come ogni diesel affidabile, crescerà con il passare dei mesi.
     
    [b]AUBREY COLEMAN [/b](9 punti; 3/7 2p; 0/2 3p; 3/4 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Sta provando a perorare la causa dei due palloni in campo all'unisone. Una volta che ci si affeziona agli spicchi, spiace liberarsene. Nel mentre recita il solito copione: energico in entrata, rapido, pasticcione, balisticamente annebbiato.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](0 punti; 0/1 2p; 0/2 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Nella serata in cui dovrebbe fornire un [i]quid pluris [/i]per permettere al senatore Ere di rifiatare, inciampa nei soliti limiti. Tanta buona volontà, poca tecnica, insufficiente fantasia.
     
    [b]KEYDREN CLARK [/b](20[b] [/b]punti; 5/5 2p; 3/6 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Si sblocca mentalmente grazie all'approccio convinto al match. I ferri di Masnago diventano amici accogliente, trova varchi per i compagni (ottimo il dato degli assist: 7) e non subisce in difesa. Finalmente caparbio.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](15 punti; 1/1 2p; 3/5 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Convince a 360 gradi per fatturato, acume e spirito d'iniziativa. Spazza via il reparto piccoli irpino (Lakovic, Spinelli, Cavaliero) e tramortisce l'avversario sotto lo sguardo del mentore Vitucci.
     
    [b]NICOLA MEI[/b] (0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: [/b]s.v. Quarantacinque secondi per timbrare l'esordio assoluto nella massima serie e per dire “in quella bella serata c'ero anch'io”.
     
    [b]FRANKLIN HASSELL [/b](12 punti; 6/8 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Sfiora la “doppia doppia”, anche grazie agli ottimi passaggi dei piccoli, e trasuda energia da ogni poro. Lui salta sempre: a volte prende il braccio, a volte colpisce la palla.
     
    [b]EBI ERE [/b] (8 punti; 1/3 2p; 2/7 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Pur non potendo forzare a causa dell'infortunio che lo ha bloccato in settimana, si mette al servizio della squadra e trova ottimi guizzi. Energie centellinate e incanalate verso la vittoria.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](15 punti; 4/5 2p; 2/4 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: [/b]7,5. Smorzato il delirio di onnipotenza che lo aveva indotto a tirare da tre anche da Marte, si fa notare pregevolmente dai due lati del campo trascinando la truppa e galvanizzando il pubblico con colpi ad alta quota.[b] [/b]

  • Nicolò Cavalli
    Smentendo le cattive sensazioni della vigilia, dettate dallo scorbutico scivolone europeo e da alcuni effettivi claudicanti, Varese si scopre vincente. Metamorfosi da brutto anatroccolo in cigno elegante? Quaranta minuti sono troppo pochi per dare responsi. Eppure è doveroso evidenziare i progressi mentali e motivazionali di una squadra che batte largamente, ancora una volta, una potenziale concorrente alla lotta play-off. Una Cimberio che aggiunge spettacolo (tiri da tre puliti e contropiedi) e intimidazione (stoppate e gomiti alti) sotto canestro, riscoprendosi solida nel quadrilatero De Nicolao – Clark – Polonara – Hassell: all'interno del ring un avversario molle ed egoista viene annichilito anche oltre il punteggio, di per sé già piuttosto severo.
     
    [i][b]Fari puntati su Frank. [/b][/i]L'accoglienza riservata a Vitucci, tema madre della settimana di preparazione alla partita, rimane piacevolmente nei canoni della civiltà: fischi assordanti e uno striscione piccato dalla curva, il resto del palazzo appare diviso con qualche applauso promanante dai sentimentaloni. Avvio difficoltoso da parte della terna: al terzo tentativo, la contesa è valida. Ben più frizzante quello della Cimberio, ispirata nella corsa quasi a voler emulare i dettami del vecchio Guru e lanciatissima con la coppia Clark-Hassell: 12-6, subito seguito da un 2+1 di KeeKee con Frates che si lascia andare a un urlo stile Tardelli del Mundial 1982. Coleman inventa un paio di entrate e altrettante sciocchezze, Thomas e Kaloyan Ivanov (gemello del Dejan visto in maglia Cimberio agli scorsi play-off) tengono a galla i lupi d'Irpinia sul 19-11. Purtroppo Varese, nonostante alcuni [i]extra pass [/i]guadagnati a rimbalzo offensivo, non ci prende più dall'arco ed archivia con “soltanto” sette punti di vantaggio una frazione a lunghi tratti dominata.
     
    [i][b]In velocità, è un'altra pallacanestro. [/b][/i]Ebi Ere, non al meglio dopo la contrattura patita domenica scorsa, dispensa attimi di saggezza sui lati del campo e la forbice si allarga dapprima sul 25-13 e, quindi, sul 30-17. Clark segna persino da terra – non è un'iperbole – ma poi si lascia ingolosire dall'entusiasmo: la sapienza cestistica di Lakovic non perdona, ricucendo fino al 32-22. La qualità media dello spettacolo cala all'improvviso (emblematici l'[i]air ball [/i]di Coleman e i passi di Hayes), imponendo un sano minuto di meditazione. Ritrovata la concentrazione, Hassell controlla con sbalorditiva efficacia i movimenti nel pitturato, mentre Ere ricama al bacio un assist per Polonara: la Varese che corre distribuisce dividendi ai suoi azionisti di fiducia (i 4.500 del Lino Oldrini). Ancora l'ala grande azzurra, dopo un mini parziale campano, chiude con il punto esclamativo il primo tempo: il dardo dalla lunga vale il 44-31.
     
    [i][b]Onda d'urto biancorossa. [/b][/i]Le due compagini continuano ad affrontarsi in campo aperto, concedendo pigramente il fianco in difesa e divertendosi in fase realizzativa (nota di pregio per il ciuffo di Clark e la schiacciata a rimbalzo di Achille). Avellino, piombata a meno quindici, obbliga Coleman alla quarta penalità e rialza il capo con il duo Lakovic- Thomas: 53-43. La Cimberio spende presto il bonus ma è brava a non disunirsi: è questa la chiave vincente di un terzo quarto perfetto. Polonara e Hassell innalzano un muro al di sotto delle plance, De Nicolao si fa beffe dello stranito Cavaliero per scrivere il 62-46. Vitucci, imbronciato e con le mani sui fianchi dopo due time-out a sgolarsi, osserva la zattera irpina imbarcare acqua da tutte le parti. La Sidigas guarda con il cannocchiale l'avversario al trentesimo: 69-50.
     
    [i][b]Riflessioni finali. [/b][/i]L'orgoglio ospite si manifesta in un accenno più convinto di [i]zone press [/i]e in qualche giocata casuale di Dean. Frates amplia saggiamente le rotazioni (il doppio impegno campionato-coppa non è mai da sottovalutare) e può ammirare compiaciuto DeNik e Clark, nelle vesti di play e di guardia come madre natura li ha fatti, furoreggiare dai sette metri: 82-59 e partita in ghiaccio.
    E qui assistiamo alla scena più significativa della serata: De Nicolao ha appena bucato la retina ed ha affossato la Sidigas. Ha colpito dall'angolo, dinnanzi alla panchina campana. Vitucci potrebbe sedersi sconsolato o voltarsi; invece no, concede una pacca al suo pupillo della stagione passata.
    Ed è così, vedendo stasera una Cimberio completa e gagliarda come fu per tutto l'anno scorso, che riaffiora una volta di più il ricordo del sogno svanito cinque mesi fa in una notte di lacrime e sudore. Anche Frank, al netto della scelta che lo ha condotto verso la moneta sonante e le fantasiose lusinghe irpine, avrebbe meritato un destino migliore.
    Forse stasera abbiamo voltato definitivamente pagina e non faremo più paragoni con la Cimberio che è stata. Quella di oggi sa smarrirsi in un mercoledì sera qualunque e sublimarsi in una domenica speciale. Si intimorisce come un pulcino, quindi si risveglia predatore. Non si sa dove arriverà, ma lasciamola lavorare tranquilla. Punto e a capo.

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