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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]La Cimberio sfoglia la margherita sul mercato all'indomani della sconfitta nel derby con Cantù. Salda più che mai la posizione di Fabrizio Frates (a maggior ragione dopo l'impegno profuso dalla squadra in una gara condotta per 36' abbondanti), la società ragiona sui correttivi da apportare ad un organico che ha ribadito i suoi limiti di coesione nel finale a fari spenti della gara di domenica.[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Perché il record complessivo di 5 vittorie e 16 sconfitte, con l'avventura in Eurocup chiusa da tempo e il secondo obiettivo delle Final Eight di Coppa Italia riacciuffabile solo con una serie di 4 vittorie nelle ultime 5 partite dell'andata (che con il trend attuale sembra una possibilità più aritmetica che reale), proclama in maniera evidente come il cambio Coleman-Banks non sia bastato a dare la svolta. Ma dove metter le mani per imprimere la svolta e rimettere in carreggiata Varese nella corsa ai playoff, soprattutto alla luce della necessità di fare mercato a costo zero? Gli squilibri più evidenti sono sull'asse play-pivot: che Clark ed Hassell (foto Blitz in alto) non fossero Green e Dunston era chiaro sin dall'avvio e lo s'è detto mille volte, ma così come l'asse degli Indimenticabili era un plus per tutti i compagni, la coppia attuale è un minus per acclarata incompatibilità tecnica sui due lati del campo. Però è difficile anche scegliere su quale fronte intervenire ed anche tra la dirigenza ci sono idee contrastanti se sia meglio cambiare in regia per aggiungere leadership, personalità e capacità di far funzionare meglio il gioco d'insieme, oppure sotto canestro per aumentare il tasso atletico di un reparto lunghi davvero modesto alla voce energia e impatto difensivo. Poi, a ben vedere, ci sarebbe anche il problema di una panchina che non garantisce supporto ai titolari, fatto salvo per De Nicolao: Sakota è in un tunnel fatto di sfiducia e improduttività perimetrale, Rush non incide per limiti evidenti di tecnica e personalità e Scekic ha un'autonomia fisica ridottissima che acuisce i problemi di rendimento di Hassell. Ma per usare le (sante) parole pronunciate due settimane fa da Renzo Cimberio su queste colonne, chi paga per cambiare mezza squadra?. Dunque, serve un ordine di priorità degli interventi, lavorando su una modifica strutturale che coinvolga almeno un giocatore del quintetto tra play e pivot. E verificare l'impatto che questa modifica avrà sul rendimento dell'altro titolare in discussione. Ma, con ogni probabilità, più che una scelta tecnica in favore di Clark (quindi cercando un lungo stoppatore e rimbalzista che ne nasconda i palesi limiti difensivi) oppure di Hassell (cercando un play con visione di gioco e timing nel passaggio in grado di sfruttarne le sue doti offensive), saranno le disponibilità del mercato a fare la differenza nella scelta della società sull'intervento da compiere per primo. Al momento non ci sono soluzioni pronte all'uso, né in regia né sotto i tabelloni: da verificare se dopo la conclusione della prima fase delle coppe europee aumenterà la disponibilità di giocatori, altrimenti bisognerà pescare tra gli scontenti o i malpagati. Difficilmente ci saranno novità prima del gennaio 2014, ma di sicuro la società è decisa a intervenire per provare a invertire il trend attuale e provare a salvare la stagione. Auspicando che come nel febbraio 2011 - quando l'arrivo di Rok Stipcevic portò la Cimberio dal terz'ultimo al settimo posto finale - dalle porte girevoli del mercato di riparazione esca l'uomo giusto da mettere al posto giusto per sistemare gli incastri di una squadra sbagliata.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
     

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Alla forma fisica lontana da ogni canone del professionismo, abbina scarso tempismo ed inopportuno nervosismo. Serata da tregenda, conclusa anzi tempo in panchina (cinque falli in nove minuti) a vedere gli ex compagni ebbri di gioia.
     
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](2 punti; 0/1 2p; 0/3 3p; 2/2 tl), [b]VOTO: 4,5. [/b]Riproposizione moderna del classico cane che si morde la coda. Frates è prevenuto nei suoi confronti e gli concede un minutaggio da comprimario. Duki risponde con approssimazione, goffaggine, insicurezza. La notte di Siena sembra lontana anni luce, eppure sono trascorsi solo sei mesi.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](5 punti; 1/3 2p; 1/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]La vita e la carriera di una sportivo offrono alcune [i]sliding doors[/i]. Dopo un primo tempo vissuto con ottima energia, Erik fallisce due canestri ferali nel momento della possibile fuga decisiva. Avremmo gradito tutti un finale differente.
     
    [b]KEYDREN CLARK [/b](16[b] [/b]punti; 2/4 2p; 4/8 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Il voto, finanche generoso, è il frutto della media aritmetica tra il sette pieno primo tempo (ottimo fatturato e diversi assist) e il quattro stentato della ripresa. Che non fosse un campione era chiaro: ma giocare a nascondino in un torrido derby risulta imperdonabile
     
    [b]ADRIAN BANKS [/b](14 punti; 6/11 2p; 0/3 3p; 2/2 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Illude tutti noi con tre quarti di rara intensità, costellati da canestri puliti, difensori beffati, arguzia propositiva. Nel rettilineo decisivo conclude la corsa con la lingua a terra e il cuore affranto. Non chiediamogli miracoli sportivi, sta facendo abbastanza.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](4 punti; 2/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Mastino silenzioso nei momenti d'oro, ronzino annebbiato quando la trottola gira male. È in campo quando le cose paiono andare bene, però non dà la sterzata vincente per attaccare i canturini alla giugulare.
     
    [b]FRANKLIN HASSELL [/b](11 punti; 5/12 2p; 0/0 3p; 1/2 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Lo sprazzo di vivido orgoglio del terzo quarto rappresenta, insieme al computo dei rimbalzi arpionati (sette), l'unico aspetto positivo di una partita passata a litigare con se stesso e con i suoi palesi limiti tecnici. Va sgrezzato, ma il tempo è poco e la classifica piange.
     
    [b]EBI ERE [/b] (15 punti; 3/6 2p; 3/6 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Marcare Aradori rappresenta un compito improbo. Il capitano prova a metterci entusiasmo ed esperienza, con esiti alterni. In attacco brucia la retina e coinvolge i compagni, prima di naufragare nel mare in tempesta del quarto periodo, dove è l'ultimo a mollare.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](8 punti; 1/1 2p; 2/3 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Egregio nel contenere Leunen, quasi annullandolo, si sbilancia poco in attacco. Le due triple sono però scagliate con successo per ribaltare due vantaggi di Cantù: questa è classe, peccato non sia possibile canalizzarla verso traguardi di spessore.

  • Nicolò Cavalli
    Una sconfitta beffarda punisce oltre modo una Cimberio dignitosa e aggressiva, affossata ancora una volta dall'assenza di carisma in campo e in panchina. Dopo trenta e più minuti giocati con lo spirito giusto, sono i tifosi biancoblu affossati nella gabbia a intonare il [i]Cata su[/i] e anche un augurio di discesa negli inferi della serie B.
    La differenza sta tutta nelle alchimie di un allenatore umile e capace, Pino Sacripanti, abile nel gestire delle energie dei suoi e nel valorizzare, quando tritatutto Aradori (19 punti, 6 rimbalzi, otto falli subiti) rifiata, un quintetto da battaglia. Nella metà perdente del [i]parquet [/i]siede invece il Maestro Zen, giunto ormai sotto il 25% nel saldo stagione delle vittorie, che vede i suoi paladini dalla scudo bucato – ogni riferimento a Clark ed Hassell è voluto – chiudere il quarto periodo con un orrido 4/21 dal campo. Scelte tattiche inconcepibili, così altisonanti da gridare vendetta.
     
    [i][b]Tutto d'un fiato. [/b][/i]La Cimberio trova un abbrivio gagliardo seguendo la sua stella polare Ebi Ere (sette punti e un assist al bacio per Hassell), dall'altra parte le bocche da fuoco brianzole Aradori e Jenkins non smentiscono la loro fama di bomber: 9 pari. Banks conduce con fortune alterne gli attacchi di Varese, però a piangere è il piatto di una difesa in perenne affanno dinnanzi al [i]pick'n'roll[/i] avversario (15-18 dopo la bimane di Cusin). Un primo quarto godibilissimo per percentuali e velocità di esecuzione prosegue con lo scambio di triple tra i “comprimari” Rush e Rullo, fino a chiudersi sul 22-21.
    [i][b]Guerra di trincea. [/b][/i]Scekic esce dal freezer e in un amen assomma un sotto mano, un recupero a centrocampo e un passaggio da Hollywood per Clark: 27-23 con Masnago che quasi si ancora ai seggiolini per non osare sperarci troppo. L'Acqua Vitasnella reagisce al meno sette – frutto di un altro dardo di Ere – con Ragland ed Uter, quindi De Nicolao e Rush rispondo con caparbietà in entrata. I biancorossi provano di nuovo a scappare forti di un 50% dal perimetro (6/12 nella prima metà gara), ma appena la lepre prova a mimetizzarsi oltre l'orizzonte il segugio Aradori drizza le orecchie: 39-35. Il [i]magic moment [/i]di KeeKee Clark (dieci punti di seguito) viene smorzato dalla “bomba” di Gentile, così il 47-42 dell'intervallo lungo non consegna né vincitori né vinti.
    [i][b]Dolci illusioni. [/b][/i]Il 2/2 da tre con cui Cantù si ripresenta sul [i]parquet[/i] annulla il poco fieno messo pazientemente in cascina. L'attacco dei ragazzi di Frates si incaglia nei malumori di Hassell, Cusin funge da contraltare con due ingenuità non degne del suo cabotaggio internazionale. La Cimberio rimane in vantaggio con il cuore di Polonara e di Ere (56-52), provando in tutti i modi a disinnescare il tornado chiamato Pietro Aradori. Scekic, ex di turno fin troppo elettrizzato, inciampa nella quarta penalità personale, ma questa volta Big Franklin risponde presente con due canestri che scrivono il 62-56. Issatasi sul più otto, la Cimberio offre due rimbalzi offensivi sanguinosi ai brianzoli, però la bolgia del Lino Oldrini galvanizza Banks e compagni: del figliol prodigo Adrian l'incursione del 66-57 di fine periodo.
    [i][b]Risveglio da incubo. [/b][/i]Il braccino del tennista caratterizza l'avvio del quarto decisivo, dove Sacripanti vince la partita con una zona d'alta scuola. Cusin e Rullo dimezzano il disavanzo, con il giovane azzurro a punire in contropiede le follie dello sciagurato Rush (68-64). L'ossigeno diviene più rarefatto, conducendo a scelte di gioco improvvide. La Cimberio – resa al contempo vivace e disordinata da De Nicolao – si contenta di tiri molli dai sei metri o più, sull'altro versante Gentile e Ragland fiutano il colpaccio. Il 2+1 di Cusin, contemporaneo al quinto fallo di Scekic, sancisce il contro sorpasso (71-72), la tripla di Polonara illude, quella di Aradori mortifica i 4500 del PalaWhirlpool. L'assist traballante di Clark per il tiro osceno di Hassell è la fotografia della partita e della stagione largamente insufficiente. L'ultimo sussulto di Ere serve solo a prolungare l'agonia, Cusin chiude a braccia alzate sul traguardo.
     
    Il silenzio assordante dei fedelissimi di casa è la colonna sonora dell'ennesima [i]debacle[/i] stagionale. Come spiegare una sconfitta simile? Come lenire la delusione di persone cresciute, fin dall'alba dei tempi della palla a spicchi, di pane e pallacanestro? I veri Maestri Zen sono loro. Questa volta cominciamo a fare i complimenti alla loro pazienza. Peccato soltanto che persone giunte da altre latitudini, prossime o remote, stiano scolorendo il blasone delle bandiere biancorosse.

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]È un derby dai sapori aspri quello in programma stasera a Masnago tra Varese e Cantù. L'edizione numero 132 della sfida più sentita tra le due storiche protagoniste della provincia lombarda (palla a due alle ore 18.15 con diretta tv su Telesettelaghi) propone contenuti ben più significativi rispetto ai due punti assegnati della classifica. Ed in particolare la classicissima contro i brianzoli ha un peso specifico enorme in casa Cimberio, dove le dieci sconfitte subite nelle ultime undici gare tra campionato ed Eurocup hanno creato un clima di tensione e negatività attorno alla squadra sfociato nella contestazione della Curva Nord nei confronti del coach Fabrizio Frates.[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]La società continua a ribadire la fiducia nei confronti del tecnico milanese, confermata con forza anche davanti alla squadra da un Cecco Vescovi furente dopo la pesante sconfitta contro Valencia. Ed è proprio ai giocatori che il presidente biancorosso chiede di cambiare faccia ed atteggiamento per svoltare tutti insieme: il match più sentito dai tifosi biancorossi offre l'occasione per riscattarsi e compattare l'ambiente, in attesa che si trovino i giusti correttivi per correggere gli errori più vistosi nella composizione del roster attuale.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ma il messaggio della dirigenza, a ribadire anche all'interno che l'allenatore non si tocca, dev'essere un monito anche nei confronti del gruppo: il derby contro Cantù si può vincere o perdere, ma più che altro conta mettere in campo tutte le risorse fisiche e mentali disponibili: qualsiasi segnale di ammutinamento non sarà né tollerato né assecondato.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Dunque l'auspicio è che gli stimoli del derby possano consentire al gruppo biancorosso di superare i suoi limiti ed interpretare la partita con la giusta tensione agonistica. Certo, per la Cimberio la posta vale doppio: una vittoria in un match vissuto in maniera così viscerale dai tifosi riporterebbe l'entusiasmo anche in tribuna e consentirebbe ai biancorossi di rimanere in carreggiata nella corsa per le Final Eight di Coppa Italia. Ma Cantù non è certo un'avversaria morbida come il fanalino di coda Pesaro, unica squadra battuta da Varese negli ultimi 40 giorni: la compagine di Pino Sacripanti ha già in tasca il pass per le Last 32 di Eurocup e in campionato fila con il vento in poppa dietro le tre capoliste pur avendo dato qualche segnale di stanchezza nelle ultime settimane. Il punto di forza della Vitasnella è la qualità di un reparto esterni dal notevole potenziale balistico (prima nel tiro da 2 col 58% e terza da 3 col 40,6%): il razzente play Ragland (16,0 punti e 4,6 assist) sarà una minaccia costante per la difesa di Varese, mentre l'azzurro Aradori (14,3 punti col 47% da 3) è ormai una certezza, e la guardia Jenkins (14,4 punti) pescata in LegAdue a Brescia è perfetto raccordo tra i due terminali principi. Dalla panchina, poi, esce un elemento di qualità come Stefano Gentile (10,0 punti col 46% da 3).[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Sotto canestro, invece, la certezza Leunen (8,2 punti e 5,8 rimbalzi) è affiancato dal massiccio Cusin (7,4 punti e 5,8 rimbalzi) e dal piccolo ma esplosivo Uter (8,8 punti in 17,2 minuti), mentre l'ala Jones (3,8 punti col 40% da 3), pescato in Nuova Zelanda, sa sorprendere dall'arco.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Insomma una squadra dal buon talento atletico e dal notevole potenziale offensivo (82,7 di media, quarto attacco della serie A), proprio le caratteristiche che Varese ha dimostrato maggiormente di soffrire. Ma stavolta la tecnica deve lasciare spazio alle motivazioni: alla Cimberio serve giocare una partita gagliarda per dimostrare di aver voltato pagina e riconquistare Masnago con la forza del suo impegno e della sua grinta.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Vigilia carica di attesa per il derby numero 132 tra Varese e Cantù. Dopo 10 sconfitte nelle ultime 11 gare, la Cimberio è chiamata ad una prova d'orgoglio nella sfida più sentita contro l'altra storica rappresentante della provincia lombarda. Ma è anche la sfida che inaugura la versione 2.0 della presidenza di Cecco Vescovi (foto Blitz in alto): una conferma al timone per certi versi obtorto collo, ma che alla luce della compattezza granitica espressa dall'assemblea del consorzio nei confronti del presidente uscente rinnovato per acclamazione è un segnale di unità dell'ambiente alla vigilia di una partita delicata per molti motivi.[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]SOCIETÀ COESA - La totale fiducia che Varese nel Cuore ha espresso nei confronti di Vescovi e dell'attuale governance rende più forte anche la posizione di Fabrizio Frates: nonostante la contestazione della Curva Nord la società continua ad esprimere completa fiducia nei confronti dell'operato del tecnico brianzolo. Qualche settimana fa su queste colonne era stato lo stesso neopresidente ad assumersi le colpe degli errori estivi; evidentemente Vescovi - e con lui gli altri membri del CdA - ritiene che il coach milanese non sia stato messo nelle condizioni migliori per poter operare alla luce di alcuni evidenti errori nelle scelte di mercato. E per questo motivo la dirigenza, con onestà intellettuale e correttezza, non ritiene giusto fare di Frates il capro espiatorio di una situazione complessa ma non irrimediabile.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]PARTITA CHIAVE - A confermare che Varese non è attiva sul mercato degli allenatori arrivano i costanti no, grazie che la dirigenza biancorossa oppone alle reiterate offerte di tecnici liberi dopo ogni sconfitta in campionato ed Eurocup.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]E se dovesse arrivare uno stop pesante anche nel derby di domani, magari come nel 2004, quando il -35 casalingo contro Cantù costò la panchina a Giulio Cadeo? Al momento la società non prende in considerazione l'eventualità, però anche i messaggi recapitati in spogliatoio - e ribaditi via social network da Banks ed Ere, i più amati dal pubblico che contesta il coach - sono chiarissimi: l'allenatore non dev'essere un alibi per giustificare il rendimento insufficente di troppi elementi. Compresi alcuni degli Indimenticabili.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]RANGHI QUASI COMPLETI - La riattivazione di ieri ha consentito a Frates di lavorare a pieno regime: tornati in palestra Rush e De Nicolao (out contro Valencia per influenza e lieve contrattura alla schiena), mentre per Scekic - ex di turno, avendo militato in Brianza dal maggio 2011 al giugno 2013 - si è trattato soltanto di riposo precauzionale. La stessa cosa che ha indotto lo staff tecnico a concedere un giorno di riposo a Keydren Clark, dolorante al ginocchio destro: oggi, però, il play bulgaro tornerà in palestra per la rifinitura. Ma proprio l'ex Umana - atteso da un compito difficile contro il razzente Ragland - sarà l'osservato speciale, restando il primo indiziato per l'ulteriore correttivo di mercato dopo il cambio Banks-Coleman. A meno di colpi di scena, sembra però improbabile che qualsiasi mossa di mercato possa arrivare prima dell'inizio del 2014: la squadra storta ed in affanno di queste ultime settimane riuscirà a conquistare quel minimo sindacale di vittorie per evitare di acuire tensioni e contestazioni rimanendo in linea di galleggiamento per l'obiettivo playoff?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Un segnale importante di continuità per trovare la forza di uscire da una crisi di risultati acuita dal subbuglio della piazza nei confronti di Fabrizio Frates. La seconda presidenza Vescovi dà sicurezza all'ambiente in un momento critico in termini di risultati sportivi, ribadendo quelle che sono sempre state le linee-guida del consorzio nei primi tre anni di gestione del club. Equilibrio, serietà e rigore nell'amministrazione delle risorse disponibili non sono una politica che eccita la fantasia del tifoso; ma è anche l'unica praticabile per una società che vive dei contributi di sponsor, consorziati e pubblico per evitare di tornare sull'orlo del baratro economico come nel luglio del 2010. [/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Il bilancio della Pallacanestro Varese approvato nell'assemblea di ieri ha fatto registrare per il terzo anno consecutivo un sostanziale pareggio tra entrate ed uscite; significa che gli 81 co-proprietari della società non hanno dovuto ripianare perdite d'esercizio in proporzione delle rispettive quote, come avviene da sempre in tutte le altre 15 società del massimo campionato di basket. [/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Perché, se altri club fanno mercato tra giocatori ed allenatori con le spalle coperte dal presidente o dai proprietari che a fine anno pagano di tasca loro il gap tra ricavi e costi, il format particolare di Varese nel Cuore impedisce sforamenti sul budget che non siano coperti da ulteriori entrate (è il caso dell'acquisto di Dejan Ivanov prima dei playoff dello scorso anno, arrivato grazie ai due nuovi sponsor di maglia per la post-season ed al gettito extra dei miniabbonamenti). [/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Così come è oggi la squadra non è competitiva per puntare ai playoff, e questo dipende dagli errori estivi (primo tra tutti la scelta di Clark) nella costruzione dell'organico a prescindere da chiunque sia l'allenatore. La società è decisa ad intervenire sulla base delle sue possibilità economiche per dimostrare a sponsor, consorziati e tifosi che crede ancora nell'obiettivo della post season; ma i distinguo tra i giocatori bravi e l'allenatore cattivo non fanno bene a nessuno. [/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]E i primi a sostenerlo sono gli stessi giocatori: "Siamo in questa situazione tutti insieme: giocatori, allenatore e tifosi. E non contestate il coach: sono con lui così come con i miei compagni" twitta Adrian Banks, mentre capitan Ere affida il suo pensiero a Facebook: "So che siamo in una brutta posizione, ma non tollererò ulteriori commenti negativi sulla squadra: chi non è con noi è contro di noi". [/font][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Cecco Vescovi succede a se stesso. Sarà ancora l'ex bandiera biancorossa, il presidente della Pallacanestro Varese. L'ufficialità è arrivata dall'assemblea dei soci di Varese nel Cuore ieri a Villa Ponti: il massimo dirigente del club di piazza Monte Grappa si presentava dimissionario dopo il primo mandato triennale concluso lo scorso 30 giugno. Ed al termine della stagione passata aveva più volte espresso la volontà di lasciare la poltrona presidenziale per concentrarsi interamente sul ruolo di responsabile dell'area tecnica. Ma, in mancanza di candidature alternative, i proprietari - in rappresentanza di 90 delle 120 quote del consorzio - hanno fortemente voluto confermare Vescovi al timone. «E' stata una elezione per acclamazione: la società sta vivendo un momento delicato e Cecco ha accettato per senso di responsabilità - spiega Michele Lo Nero, presidente di Varese nel Cuore che resterà a fianco di Vescovi nel CdA -. Lui è stato un grande giocatore ed ora è un grande dirigente col quale ho la fortuna di collaborare in questo percorso. I proprietari hanno apprezzato la serietà e l'equilibrio della sua gestione ed hanno voluto rinnovargli il mandato: il momento è delicato sia a livello sportivo che nella copertura del budget e la sua figura è strategica. Il periodo è difficile ma la filosofia non cambia: dobbiamo essere ancora più uniti ed uscire tutti insieme dal momento difficile». I consorziati - che possiedono il 100% delle quote della società - hanno eletto anche il nuovo CdA ampliato da 5 a 7 membri. Uscito di scena Claudio Maria Castiglioni (le 30 quote della famiglia proprietaria fino al 2010, che ha esaurito a giugno di quest'anno il suo percorso di uscita programmata dal club, sono sul mercato), a fianco dei confermati Vescovi, Lo Nero, Stefano Coppa e Vittorio Gandini sono entrati a far parte della governance del club Giorgio Gaspari di Imaginor, Massimo Cozzi di Waste Italia e Monica Salvestrin di Nau Ottica. «Il motivo per cui abbiamo voluto ampliare il CdA è legato all'aumento della complessità della struttura della società - spiega Lo Nero - Abbiamo voluto persone che conoscessero già la nostra realtà che potessero dividersi maggiormente i compiti facendo valere le rispettive competenze specifiche all'interno del club». Nella prima riunione del consiglio saranno dunque affidate ufficialmente le deleghe (Giorgio Gaspari per il settore marketing, Monica Salvestrin per lo sviluppo e Massimo Cozzi - già legato al mondo del basket ad Uboldo - per il settore giovanile). L'assemblea ha inoltre approvato il bilancio della stagione 2012/2013 affrontando anche il discorso dell'anno sportivo in corso («Per la copertura completa del budget manca ancora poco più del 15%, abbiamo chiesto a tutti i soci di sensibilizzare i loro contatti per pareggiare i conti anche il prossimo anno» spiega Lo Nero).[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Gi.Sci.[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3](G.S.) - Serbatoio in riserva dopo i due viaggi della settimana: così Fabrizio Frates interpreta il calo finale della Cimberio in un quarto periodo davvero povero di intensità di fronte ai balzi della pattuglia acrobatica di Pistoia. «La Giorgio Tesi Group ci ha messo grande energia per 40 minuti, costringendoci a giocare male e perdere parecchi palloni con la sua pressione difensiva. Noi ci siamo battuti con quello che avevamo, ricucendo tre strappi con energia e rientrando ancora a meno 2 a 6’ dalla fine. Ma siamo molto stanchi dopo i due viaggi in pullman a Lione e quello di ieri: forse è stata la settimana più faticosa dall’inizio dell’anno, stiamo giocando ad altissimi ritmi dall’inizio della stagione ed abbiamo fatto fatica nel finale. Nei 5’ finali eravamo proprio sulle ginocchia, tempo ed energie per riprenderli per la quarta volta non ce n’era più». Il tecnico milanese insiste nuovamente sul concetto della difesa da migliorare in vista dei prossimi due impegni casalinghi: «Dobbiamo migliorare in difesa, lo sappiamo e ci stiamo lavorando; soprattutto sulle situazioni dinamiche e sui pick&roll fatichiamo contro giocatori agili come Johnson, che ci costringono a chiuderci dentro l’area liberando i tiratori da 3 punti e la coperta diventa un pò corta. Dobbiamo imparare a migliorare la pressione sulla palla per limitare i passaggi dentro. Adesso pensiamo a Valencia per preparare il derby con Cantù, che sarà una gara molto accesa e sentita». Anche Cecco Vescovi guarda avanti senza processi pubblici pur ammettendo la prova davvero scialba della squadra: «Siamo stati decisamente molto brutti, però bisogna andare avanti ed insistere su quello che stiamo facendo. La prossima partita sarà importantissima, pensiamo a quella per provare a risalire la china; mercoledì contro Valencia sarà un allenamento per preparare il derby, dobbiamo continuare a lavorare senza[/size][/font][/color]


    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]perdere fiducia». E il GM biancorosso - che giovedì cederà definitivamente la presidenza della Pallacanestro Varese, "vacante" ormai dal 30 giugno - indica così le priorità sulle quali lavorare: «Prima di tutto dobbiamo fare meglio le nostre cose evitando quei break devastanti che concediamo con troppa nonchalance. Se la squadra non avesse dentro nulla non saremmo rientrati 3 o 4 volte da meno 10, dunque qualcosa c’è in questo gruppo. Di sicuro non la capacità di prendere in mano l’inerzia di una partita perché tutte le volte in cui siamo rientrati abbiamo poi buttato via tutto con grosse ingenuità frutto di cattive esecuzioni». La sconfitta di Pistoia non muta comunque la volontà del responsabile dell’area tecnica di non mettere in discussione Fabrizio Frates, concentrando invece sul mercato dei lunghi il prossimo "target" per il correttivo che dovrà seguire l’innesto di Adrian Banks: «Cambiare l’allenatore è una ricetta fin troppo semplice che non risolverebbe i nostri problemi: avrà anche lui le sue colpe come tutti noi ne abbiamo in questo momento difficile, ma non è il principale imputato. Ci sono problemi strutturali che non dipendono dalla guida tecnica, dobbiamo lavorare per crescere con le risorse attuali e vedere cosa si può fare per cambiare il trend».[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3][font=verdana]«Se siamo la squadra che pensiamo di essere, dobbiamo iniziare a vincere in trasferta». Così Adrian Banks "twittava" ieri mattina prima del match di Pistoia: la risposta del campo ha evidenziato che la Cimberio attuale è ben inferiore alle aspettative di tutti: società ed ambiente, ma anche degli stessi giocatori. Ed anche la fiducia dell’ultimo arrivato in casa biancorossa si scontra con una realtà che ribadisce i limiti strutturali della squadra di Frates. Che sarebbero tali anche se in panchina sedesse Marco Calvani o Sasha Djordjevic: perchè purtroppo la realtà del campo - e delle 10 sconfitte esterne su altrettante gare, col ruolino di marcia complessivo aggiornato ad un record di 5-14 - ribadisce che l’attuale versione della Cimberio è piena di problemi strutturali. In due parole, è mal allestita e attualmente non vale i playoff. E allora questo concetto deve essere ben chiaro anche ai tifosi che chiedono a gran voce la testa di Fabrizio Frates e accusano la squadra di scarso impegno e attaccamento ai colori biancorossi. Ma i problemi sono ben altri, ad iniziare da un organico vistosamente squilibrato tra troppi attaccanti e pochi atleti, con Clark ed Hassell ormai palesemente incompatibili sui due lati del campo come problema più lampante di una lunga trafila di "magagne" tecniche (dal ginocchio di Scekic alla sfiducia nei confronti di Sakota) esacerbate dalla cappa di negatività delle ultime settimane. E se Varese è troppo piccola e povera di muscoli per lasciare il segno in Europa, per assurdo la sua taglia più fisica che atletica la condiziona al contrario anche in campionato, dove squadre dinamiche come la Pistoia dei 5 americani "salterini" mettono a nudo tutte le difficoltà di coesione di un gruppo di giocatori di buon livello ma decisamente poco "organici" l’uno all’altro. Il primo correttivo col ritorno di Banks per un Coleman fuori sintonia con l’ambiente può dare una mano ad evitare squilibri eccessivi, ma si è rivelato un palliativo per curare i mali di una squadra che ha bisogno di ulteriori interventi (ora nel mirino c’è Hassell con la necessità di aggiungere atletismo al reparto lunghi) per provare ad invertire un trend negativo davvero preoccupante. Sul piano tecnico è probabilmente il momento peggiore dei quattro anni del progetto "Varese nel Cuore", con i tifosi biancorossi - inebriati dalla stagione 2012/2013 - che chiedono a gran voce interventi per risalire la china; ma il mercato sbagliato d’estate andrà corretto con i residui delle transazioni attuali, perchè le risorse per ribaltare l’organico non ci sono. Però sparare su tutto e su tutti crea solo ulteriori pressioni e negatività: il derby contro Cantù sarà uno snodo decisivo per le strategie a breve termine, però dalla crisi attuale si esce soltanto facendo quadrato tutti insieme. Società, allenatore, giocatori e pubblico. Altrimenti si affonda tutti insieme.[/font][/size][/font][/color]
     

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