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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Sarà per la mimica facciale non esattamente espressiva. Oppure per un linguaggio del corpo che, oggettivamente, fatica a coinvolgere i compagni ed entusiasmare il pubblico. Sta di fatto che la figura di Keydren Clark, in questo momento, riporta alla mente parecchie di quelle canzoni blues che hanno reso famosa l'Alabama, Stato dal quale proviene. Canti che mescolano dolente disperazione, cupa tristezza ma anche prorompente voglia di resurrezione. Canti che assomigliano tanto, forse troppo, alle parole sibilate da Kee-Kee: «Dopo un avvio di stagione più che positivo, stiamo vivendo un periodo durissimo, pieno solo di buio e problemi, condito da sconfitte in serie e cattive prestazioni nel quale, in qualche occasione, abbiamo mollato la presa e giocato al di sotto di standard accettabili facendo arrabbiare i nostri tifosi. Tuttavia, bisogna essere onesti: per queste manchevolezze non abbiamo alibi e dobbiamo solo scusarci con i nostri sostenitori che, con pazienza, continuano a seguirci e ad incitarci con passione come successo contro Cantù. Ed è soprattutto a loro che dobbiamo, in fretta, delle risposte».[/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Il pubblico ha individuato nei due manici - quello in panchina e quello in campo - i responsabili di questa situazione: «Posso parlare solo per me e devo ammettere che i tifosi della Cimberio hanno ragione: quella che sto vivendo è la mia peggior stagione da quando sono in Italia. Finora ho giocato male sui due lati del campo, e soprattutto in attacco non ho avuto quella continuità di rendimento che sarebbe stata utile alla squadra segnando meno (11.3 con oltre 14, ndr) e con percentuali al tiro inferiori agli anni scorsi. Poi numerosi alti e bassi anche nel corso della stessa partita. Insomma: male. Però, so che periodi del genere in carriera possono capitare e non bisogna abbattersi, ma restare sereni e reagire: prima o poi la ruota riprenderà a girare nel verso giusto».[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]La gente non le perdona gli svarioni in regia... «Lo so, ho sentito i fischi e letto le critiche, ma se il raffronto è con Mike Green, ho l'impressione che si stia partendo da presupposti sbagliati. Io e Mike siamo giocatori con caratteristiche completamente diverse e, di più, questa Varese è differente da quella della scorsa annata. Però mi sento molto responsabile per come vanno le cose perchè il playmaker è il motore della squadra e tocca a me e a De Nicolao dare gli impulsi per giocare un basket migliore e ritrovare la strada giusta. Quella che, per esempio, ci ha permesso di dominare a lungo contro Cantù, con una sola differenza: restare con la testa nella partita per tutti i 40 minuti».[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Tutto vero e giusto, ma intanto solo 5 vittorie a fronte di 16 sconfitte sono un dato preoccupante. O no? «Siamo i primi ad essere amareggiati e delusi per la piega presa dalla stagione, ma sappiamo di avere le carte in regola per sistemare la classifica e riprendere a correre. Come? Nell'unico modo possibile: chiudersi in palestra e lavorare, allenarsi ancora meglio e mettere maggiore pressione su noi stessi per uscire dalla crisi. Il resto lo farà il tempo e adesso che l'Eurocup sta per finire ci si potrà allenare di più e preparare meglio le partite a partire da quella molto difficile di domenica contro Caserta: vincere in trasferta sarebbe un punto di svolta importante».[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Ultima domanda: si sente in odore di taglio? «Quando fai questo mestiere sei sempre sotto esame ma ho imparato a non occuparmi di decisioni che sono nelle mani di altre persone. Il mio compito è giocar bene e dare il massimo per trascinare la squadra alla vittoria. Il resto non conta».
    Massimo Turconi[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Una reazione d'orgoglio e di compattezza successiva al messaggio chiaro e forte recapitato in spogliatoio dopo la partita con Valencia. Così Cecco Vescovi (foto Blitz) inquadra la prova della Cimberio nel derby contro Cantù dopo aver ribadito ai giocatori che Fabrizio Frates non è in discussione né ora ne mai: «È una conferma evidente di quel che tutti noi pensavamo. Certo, fa un po' arrabbiare pensare alle sconfitte con Montegranaro e Pistoia, perché giocando col piglio di domenica quelle partite avremmo potuto vincerle ed essere in una situazione di classifica in linea con le aspettative. Il messaggio alla squadra è servito? Sinceramente non posso pensare che qualcuno avesse la malizia per giocare contro, in ogni caso dev'essere chiaro per tutti che l'indicazione era e rimane questa».[/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Il presidente varesino cerca comunque di vedere il bicchiere mezzo pieno anche per spezzare il cerchio della negatività che sta condizionando la squadra: «Ripartiamo dalle indicazioni positive e cerchiamo di confermarle in occasione delle prossime uscite. In fondo abbiamo mostrato di avere anche delle qualità in occasione delle vittorie con Reggio Emilia, Venezia ed Avellino. Purtroppo le sconfitte in serie dell'ultimo periodo ci hanno condizionato a livello mentale: ci siamo bloccati contro una zona perfetta per mettere a nudo le nostre paure».[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Vescovi ribadisce che gli ulteriori correttivi di mercato andranno comunque valutati alla luce delle esigenze del bilancio: «Non voglio ricorrere a scuse di comodo, ma il nostro budget è da metà classifica e per fare meglio rispetto a questa base di partenza serve azzeccare le scelte. Stavolta abbiamo commesso degli errori e sono il primo ad ammetterlo: però smettiamola di parlare dei nostri difetti e concentriamoci sulle qualità che abbiamo per provare a ritrovare fiducia. I limiti sappiamo di averli e stiamo cercando di correggerli, ma senza rinunciare alla filosofia che ci ha sempre contraddistinto. Vedendo anche le notizie che giungono da altre città, con 5 club sui 16 della serie A che non hanno ancora approvato i bilanci del 2012/2013, ribadisco con forza che il nostro obiettivo primario è quello dell'equilibrio economico. Sarebbe facile proporre contratti a giocatori di alto livello: se poi non trovassimo le risorse per la copertura delle spese, dovendo far ricadere le perdite sul consorzio, sarebbe la fine della Pallacanestro Varese».[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Insomma, il presidente rieletto per acclamazione dall'assemblea di Varese nel Cuore mantiene la sua filosofia basata sul rispetto degli impegni nei confronti dei proprietari: «La scorsa annata è stata eccezionale perché abbiamo coniugato la buona amministrazione economica col risultato sportivo. Però, dal 2010 ad oggi abbiamo garantito una continuità di buon livello raggiungendo tre volte i playoff senza mai sforare il bilancio di un euro. Ora siamo ancora al lavoro per coprire il budget come accaduto negli anni scorsi, però mai e poi mai aggraveremo i costi di gestione perché i risultati non ci sono».[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Insomma Vescovi conferma di essere la persona giusta al posto giusto sulla poltrona presidenziale vista la mancanza di alternative e il momento delicato, ma ribadisce la disponibilità a cedere l'incarico accettato in mancanza di alternative al termine della stagione. «Vista la situazione ho accettato per spirito di servizio, sebbene, come noto, la mia volontà fosse diversa. Garantisco disponibilità per proseguire fino al 30 giugno ma se in futuro qualcuno si proporrà con argomenti validi mi farò volentieri da parte. Non perché voglia scappare, ma se ci fosse una figura in grado di dare entusiasmo e nuova linfa sarebbe utile per tutti noi».
    Gi.Sci.[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Grande orgoglio e tanto cuore non bastano a battere una crisi di qualità. Spiace ammettere una resa così mortificante, nonostante una condotta ammirevole e da applausi scroscianti almeno sino ai minuti finali, quando la più attrezzata e sicura Cantù, uscendo alla distanza, ha spento una possibile risurrezione biancorossa. Questa è la realtà d'una Cimberio che si porta sul groppone quindici sconfitte in venti gare ufficiali, comprese le qualificazioni all'Eurolega e la partecipazione all'Eurocup, quindi prigioniera dei propri limiti, diventati insicurezze e oppressioni tremende. Un bell'atto di dolore, recitato in umiltà, diventa necessario per capacitarsi della situazione e trovare veri propositi di cambiamento, anche possibili dopo un derby vissuto con un contegno esemplare, soprattutto in difesa, laddove sono in discussione voglia di lottare e di vincere. Nulla da eccepire, dunque, sull'impatto di Frates (foto Blitz) e dei suoi uomini - apprezzati da tutti gli spalti - a una sfida molto ardua, ben conoscendo le maggiori risorse fisiche e tecniche di Cantù, come dimostra il suo cammino in campionato e in Europa. Già, si può essere soddisfatti anche perdendo, così è stato, purtroppo il veleno sta nella coda o meglio nei trascorsi d'una coppa da "terzo mondo" e in trasferte di campionato gravate da questa sconfitta attraverso una classifica che sfiora i bassifondi e che disorienta una piazza non più abituata a quelle situazioni da limbo vissute in continuazione tra un piazzamento stracciato ma utile ai playoff e un anonimato lapidario per le proprie aspettative. Altro che terza e quarta fila, almeno nella peggiore delle ipotesi, come da griglia di partenza o pronostico che dir si voglia: Varese sta scemando oltre la nona posizione, il che significa pur qualcosa sulle sue condizioni di perdente. Roba da stridore di denti, sicuramente in netto contrasto con un recente passato, decisamente splendido e opposto, dovendo convenire molto banalmente che non tutte le ciambelle escono con il buco. Basti pensare a Banks il quale, pur attraverso alcune battute a vuoto, incarna - con i suoi trascinanti guizzi - un valore che, a squadra allestita d'estate, non figurava tra i calcoli potenziali di una Cimberio, evidentemente mal pensata. Tutte cose che sappiamo, obietterà giustamente qualcuno, inutile girare il coltello nella piaga. Ora, però, bisogna cambiare andazzo. Domenica s'è avuta una vogliosa dimostrazione di cambiamento da parte di tutta la squadra le cui aspirazioni sono quelle di primeggiare e non di opporsi a qualcuno, che sta dentro casa, se poi non vi riesce - risultando non trascendentale o poco competitiva - bisogna ricercare in profondità i motivi che la condizionano per eliminarne eventuali tare. Come lo sono, ora più che mai, sfiducia, angoscia e oppressione che terribilmente la condizionano, basti ripensare al finale del derby per certificare insicurezza, se non paura nelle file biancorosse, seppur a corto di un fromboliere di razza. Ognuno, da tempo, ha una propria sentenza sollecitando un intervento: l'allenatore, si sa, si trova nell'immaginario popolare in cima alla lista ma quali responsabilità gli si possono rimproverare se, per esempio, un egregio Hassell sparacchia ai cristalli un paio di buoni palloni e se Rush in contropiede s'infrange sull'avversario? Che fare allora? Le risposte certe non sono semplici da trovare. Probabilmente questa squadra, una volta rasserenata, potrà rendere di più, soprattutto a Masnago. Resta da capire quando e come riuscirà a cambiare spessore. [/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]La Cimberio sfoglia la margherita sul mercato all'indomani della sconfitta nel derby con Cantù. Salda più che mai la posizione di Fabrizio Frates (a maggior ragione dopo l'impegno profuso dalla squadra in una gara condotta per 36' abbondanti), la società ragiona sui correttivi da apportare ad un organico che ha ribadito i suoi limiti di coesione nel finale a fari spenti della gara di domenica.[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Perché il record complessivo di 5 vittorie e 16 sconfitte, con l'avventura in Eurocup chiusa da tempo e il secondo obiettivo delle Final Eight di Coppa Italia riacciuffabile solo con una serie di 4 vittorie nelle ultime 5 partite dell'andata (che con il trend attuale sembra una possibilità più aritmetica che reale), proclama in maniera evidente come il cambio Coleman-Banks non sia bastato a dare la svolta. Ma dove metter le mani per imprimere la svolta e rimettere in carreggiata Varese nella corsa ai playoff, soprattutto alla luce della necessità di fare mercato a costo zero? Gli squilibri più evidenti sono sull'asse play-pivot: che Clark ed Hassell (foto Blitz in alto) non fossero Green e Dunston era chiaro sin dall'avvio e lo s'è detto mille volte, ma così come l'asse degli Indimenticabili era un plus per tutti i compagni, la coppia attuale è un minus per acclarata incompatibilità tecnica sui due lati del campo. Però è difficile anche scegliere su quale fronte intervenire ed anche tra la dirigenza ci sono idee contrastanti se sia meglio cambiare in regia per aggiungere leadership, personalità e capacità di far funzionare meglio il gioco d'insieme, oppure sotto canestro per aumentare il tasso atletico di un reparto lunghi davvero modesto alla voce energia e impatto difensivo. Poi, a ben vedere, ci sarebbe anche il problema di una panchina che non garantisce supporto ai titolari, fatto salvo per De Nicolao: Sakota è in un tunnel fatto di sfiducia e improduttività perimetrale, Rush non incide per limiti evidenti di tecnica e personalità e Scekic ha un'autonomia fisica ridottissima che acuisce i problemi di rendimento di Hassell. Ma per usare le (sante) parole pronunciate due settimane fa da Renzo Cimberio su queste colonne, chi paga per cambiare mezza squadra?. Dunque, serve un ordine di priorità degli interventi, lavorando su una modifica strutturale che coinvolga almeno un giocatore del quintetto tra play e pivot. E verificare l'impatto che questa modifica avrà sul rendimento dell'altro titolare in discussione. Ma, con ogni probabilità, più che una scelta tecnica in favore di Clark (quindi cercando un lungo stoppatore e rimbalzista che ne nasconda i palesi limiti difensivi) oppure di Hassell (cercando un play con visione di gioco e timing nel passaggio in grado di sfruttarne le sue doti offensive), saranno le disponibilità del mercato a fare la differenza nella scelta della società sull'intervento da compiere per primo. Al momento non ci sono soluzioni pronte all'uso, né in regia né sotto i tabelloni: da verificare se dopo la conclusione della prima fase delle coppe europee aumenterà la disponibilità di giocatori, altrimenti bisognerà pescare tra gli scontenti o i malpagati. Difficilmente ci saranno novità prima del gennaio 2014, ma di sicuro la società è decisa a intervenire per provare a invertire il trend attuale e provare a salvare la stagione. Auspicando che come nel febbraio 2011 - quando l'arrivo di Rok Stipcevic portò la Cimberio dal terz'ultimo al settimo posto finale - dalle porte girevoli del mercato di riparazione esca l'uomo giusto da mettere al posto giusto per sistemare gli incastri di una squadra sbagliata.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
     

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Alla forma fisica lontana da ogni canone del professionismo, abbina scarso tempismo ed inopportuno nervosismo. Serata da tregenda, conclusa anzi tempo in panchina (cinque falli in nove minuti) a vedere gli ex compagni ebbri di gioia.
     
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](2 punti; 0/1 2p; 0/3 3p; 2/2 tl), [b]VOTO: 4,5. [/b]Riproposizione moderna del classico cane che si morde la coda. Frates è prevenuto nei suoi confronti e gli concede un minutaggio da comprimario. Duki risponde con approssimazione, goffaggine, insicurezza. La notte di Siena sembra lontana anni luce, eppure sono trascorsi solo sei mesi.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](5 punti; 1/3 2p; 1/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]La vita e la carriera di una sportivo offrono alcune [i]sliding doors[/i]. Dopo un primo tempo vissuto con ottima energia, Erik fallisce due canestri ferali nel momento della possibile fuga decisiva. Avremmo gradito tutti un finale differente.
     
    [b]KEYDREN CLARK [/b](16[b] [/b]punti; 2/4 2p; 4/8 3p; 3/4 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Il voto, finanche generoso, è il frutto della media aritmetica tra il sette pieno primo tempo (ottimo fatturato e diversi assist) e il quattro stentato della ripresa. Che non fosse un campione era chiaro: ma giocare a nascondino in un torrido derby risulta imperdonabile
     
    [b]ADRIAN BANKS [/b](14 punti; 6/11 2p; 0/3 3p; 2/2 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Illude tutti noi con tre quarti di rara intensità, costellati da canestri puliti, difensori beffati, arguzia propositiva. Nel rettilineo decisivo conclude la corsa con la lingua a terra e il cuore affranto. Non chiediamogli miracoli sportivi, sta facendo abbastanza.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](4 punti; 2/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Mastino silenzioso nei momenti d'oro, ronzino annebbiato quando la trottola gira male. È in campo quando le cose paiono andare bene, però non dà la sterzata vincente per attaccare i canturini alla giugulare.
     
    [b]FRANKLIN HASSELL [/b](11 punti; 5/12 2p; 0/0 3p; 1/2 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Lo sprazzo di vivido orgoglio del terzo quarto rappresenta, insieme al computo dei rimbalzi arpionati (sette), l'unico aspetto positivo di una partita passata a litigare con se stesso e con i suoi palesi limiti tecnici. Va sgrezzato, ma il tempo è poco e la classifica piange.
     
    [b]EBI ERE [/b] (15 punti; 3/6 2p; 3/6 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Marcare Aradori rappresenta un compito improbo. Il capitano prova a metterci entusiasmo ed esperienza, con esiti alterni. In attacco brucia la retina e coinvolge i compagni, prima di naufragare nel mare in tempesta del quarto periodo, dove è l'ultimo a mollare.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](8 punti; 1/1 2p; 2/3 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Egregio nel contenere Leunen, quasi annullandolo, si sbilancia poco in attacco. Le due triple sono però scagliate con successo per ribaltare due vantaggi di Cantù: questa è classe, peccato non sia possibile canalizzarla verso traguardi di spessore.

  • Nicolò Cavalli
    Una sconfitta beffarda punisce oltre modo una Cimberio dignitosa e aggressiva, affossata ancora una volta dall'assenza di carisma in campo e in panchina. Dopo trenta e più minuti giocati con lo spirito giusto, sono i tifosi biancoblu affossati nella gabbia a intonare il [i]Cata su[/i] e anche un augurio di discesa negli inferi della serie B.
    La differenza sta tutta nelle alchimie di un allenatore umile e capace, Pino Sacripanti, abile nel gestire delle energie dei suoi e nel valorizzare, quando tritatutto Aradori (19 punti, 6 rimbalzi, otto falli subiti) rifiata, un quintetto da battaglia. Nella metà perdente del [i]parquet [/i]siede invece il Maestro Zen, giunto ormai sotto il 25% nel saldo stagione delle vittorie, che vede i suoi paladini dalla scudo bucato – ogni riferimento a Clark ed Hassell è voluto – chiudere il quarto periodo con un orrido 4/21 dal campo. Scelte tattiche inconcepibili, così altisonanti da gridare vendetta.
     
    [i][b]Tutto d'un fiato. [/b][/i]La Cimberio trova un abbrivio gagliardo seguendo la sua stella polare Ebi Ere (sette punti e un assist al bacio per Hassell), dall'altra parte le bocche da fuoco brianzole Aradori e Jenkins non smentiscono la loro fama di bomber: 9 pari. Banks conduce con fortune alterne gli attacchi di Varese, però a piangere è il piatto di una difesa in perenne affanno dinnanzi al [i]pick'n'roll[/i] avversario (15-18 dopo la bimane di Cusin). Un primo quarto godibilissimo per percentuali e velocità di esecuzione prosegue con lo scambio di triple tra i “comprimari” Rush e Rullo, fino a chiudersi sul 22-21.
    [i][b]Guerra di trincea. [/b][/i]Scekic esce dal freezer e in un amen assomma un sotto mano, un recupero a centrocampo e un passaggio da Hollywood per Clark: 27-23 con Masnago che quasi si ancora ai seggiolini per non osare sperarci troppo. L'Acqua Vitasnella reagisce al meno sette – frutto di un altro dardo di Ere – con Ragland ed Uter, quindi De Nicolao e Rush rispondo con caparbietà in entrata. I biancorossi provano di nuovo a scappare forti di un 50% dal perimetro (6/12 nella prima metà gara), ma appena la lepre prova a mimetizzarsi oltre l'orizzonte il segugio Aradori drizza le orecchie: 39-35. Il [i]magic moment [/i]di KeeKee Clark (dieci punti di seguito) viene smorzato dalla “bomba” di Gentile, così il 47-42 dell'intervallo lungo non consegna né vincitori né vinti.
    [i][b]Dolci illusioni. [/b][/i]Il 2/2 da tre con cui Cantù si ripresenta sul [i]parquet[/i] annulla il poco fieno messo pazientemente in cascina. L'attacco dei ragazzi di Frates si incaglia nei malumori di Hassell, Cusin funge da contraltare con due ingenuità non degne del suo cabotaggio internazionale. La Cimberio rimane in vantaggio con il cuore di Polonara e di Ere (56-52), provando in tutti i modi a disinnescare il tornado chiamato Pietro Aradori. Scekic, ex di turno fin troppo elettrizzato, inciampa nella quarta penalità personale, ma questa volta Big Franklin risponde presente con due canestri che scrivono il 62-56. Issatasi sul più otto, la Cimberio offre due rimbalzi offensivi sanguinosi ai brianzoli, però la bolgia del Lino Oldrini galvanizza Banks e compagni: del figliol prodigo Adrian l'incursione del 66-57 di fine periodo.
    [i][b]Risveglio da incubo. [/b][/i]Il braccino del tennista caratterizza l'avvio del quarto decisivo, dove Sacripanti vince la partita con una zona d'alta scuola. Cusin e Rullo dimezzano il disavanzo, con il giovane azzurro a punire in contropiede le follie dello sciagurato Rush (68-64). L'ossigeno diviene più rarefatto, conducendo a scelte di gioco improvvide. La Cimberio – resa al contempo vivace e disordinata da De Nicolao – si contenta di tiri molli dai sei metri o più, sull'altro versante Gentile e Ragland fiutano il colpaccio. Il 2+1 di Cusin, contemporaneo al quinto fallo di Scekic, sancisce il contro sorpasso (71-72), la tripla di Polonara illude, quella di Aradori mortifica i 4500 del PalaWhirlpool. L'assist traballante di Clark per il tiro osceno di Hassell è la fotografia della partita e della stagione largamente insufficiente. L'ultimo sussulto di Ere serve solo a prolungare l'agonia, Cusin chiude a braccia alzate sul traguardo.
     
    Il silenzio assordante dei fedelissimi di casa è la colonna sonora dell'ennesima [i]debacle[/i] stagionale. Come spiegare una sconfitta simile? Come lenire la delusione di persone cresciute, fin dall'alba dei tempi della palla a spicchi, di pane e pallacanestro? I veri Maestri Zen sono loro. Questa volta cominciamo a fare i complimenti alla loro pazienza. Peccato soltanto che persone giunte da altre latitudini, prossime o remote, stiano scolorendo il blasone delle bandiere biancorosse.

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]È un derby dai sapori aspri quello in programma stasera a Masnago tra Varese e Cantù. L'edizione numero 132 della sfida più sentita tra le due storiche protagoniste della provincia lombarda (palla a due alle ore 18.15 con diretta tv su Telesettelaghi) propone contenuti ben più significativi rispetto ai due punti assegnati della classifica. Ed in particolare la classicissima contro i brianzoli ha un peso specifico enorme in casa Cimberio, dove le dieci sconfitte subite nelle ultime undici gare tra campionato ed Eurocup hanno creato un clima di tensione e negatività attorno alla squadra sfociato nella contestazione della Curva Nord nei confronti del coach Fabrizio Frates.[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]La società continua a ribadire la fiducia nei confronti del tecnico milanese, confermata con forza anche davanti alla squadra da un Cecco Vescovi furente dopo la pesante sconfitta contro Valencia. Ed è proprio ai giocatori che il presidente biancorosso chiede di cambiare faccia ed atteggiamento per svoltare tutti insieme: il match più sentito dai tifosi biancorossi offre l'occasione per riscattarsi e compattare l'ambiente, in attesa che si trovino i giusti correttivi per correggere gli errori più vistosi nella composizione del roster attuale.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ma il messaggio della dirigenza, a ribadire anche all'interno che l'allenatore non si tocca, dev'essere un monito anche nei confronti del gruppo: il derby contro Cantù si può vincere o perdere, ma più che altro conta mettere in campo tutte le risorse fisiche e mentali disponibili: qualsiasi segnale di ammutinamento non sarà né tollerato né assecondato.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Dunque l'auspicio è che gli stimoli del derby possano consentire al gruppo biancorosso di superare i suoi limiti ed interpretare la partita con la giusta tensione agonistica. Certo, per la Cimberio la posta vale doppio: una vittoria in un match vissuto in maniera così viscerale dai tifosi riporterebbe l'entusiasmo anche in tribuna e consentirebbe ai biancorossi di rimanere in carreggiata nella corsa per le Final Eight di Coppa Italia. Ma Cantù non è certo un'avversaria morbida come il fanalino di coda Pesaro, unica squadra battuta da Varese negli ultimi 40 giorni: la compagine di Pino Sacripanti ha già in tasca il pass per le Last 32 di Eurocup e in campionato fila con il vento in poppa dietro le tre capoliste pur avendo dato qualche segnale di stanchezza nelle ultime settimane. Il punto di forza della Vitasnella è la qualità di un reparto esterni dal notevole potenziale balistico (prima nel tiro da 2 col 58% e terza da 3 col 40,6%): il razzente play Ragland (16,0 punti e 4,6 assist) sarà una minaccia costante per la difesa di Varese, mentre l'azzurro Aradori (14,3 punti col 47% da 3) è ormai una certezza, e la guardia Jenkins (14,4 punti) pescata in LegAdue a Brescia è perfetto raccordo tra i due terminali principi. Dalla panchina, poi, esce un elemento di qualità come Stefano Gentile (10,0 punti col 46% da 3).[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Sotto canestro, invece, la certezza Leunen (8,2 punti e 5,8 rimbalzi) è affiancato dal massiccio Cusin (7,4 punti e 5,8 rimbalzi) e dal piccolo ma esplosivo Uter (8,8 punti in 17,2 minuti), mentre l'ala Jones (3,8 punti col 40% da 3), pescato in Nuova Zelanda, sa sorprendere dall'arco.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Insomma una squadra dal buon talento atletico e dal notevole potenziale offensivo (82,7 di media, quarto attacco della serie A), proprio le caratteristiche che Varese ha dimostrato maggiormente di soffrire. Ma stavolta la tecnica deve lasciare spazio alle motivazioni: alla Cimberio serve giocare una partita gagliarda per dimostrare di aver voltato pagina e riconquistare Masnago con la forza del suo impegno e della sua grinta.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Vigilia carica di attesa per il derby numero 132 tra Varese e Cantù. Dopo 10 sconfitte nelle ultime 11 gare, la Cimberio è chiamata ad una prova d'orgoglio nella sfida più sentita contro l'altra storica rappresentante della provincia lombarda. Ma è anche la sfida che inaugura la versione 2.0 della presidenza di Cecco Vescovi (foto Blitz in alto): una conferma al timone per certi versi obtorto collo, ma che alla luce della compattezza granitica espressa dall'assemblea del consorzio nei confronti del presidente uscente rinnovato per acclamazione è un segnale di unità dell'ambiente alla vigilia di una partita delicata per molti motivi.[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]SOCIETÀ COESA - La totale fiducia che Varese nel Cuore ha espresso nei confronti di Vescovi e dell'attuale governance rende più forte anche la posizione di Fabrizio Frates: nonostante la contestazione della Curva Nord la società continua ad esprimere completa fiducia nei confronti dell'operato del tecnico brianzolo. Qualche settimana fa su queste colonne era stato lo stesso neopresidente ad assumersi le colpe degli errori estivi; evidentemente Vescovi - e con lui gli altri membri del CdA - ritiene che il coach milanese non sia stato messo nelle condizioni migliori per poter operare alla luce di alcuni evidenti errori nelle scelte di mercato. E per questo motivo la dirigenza, con onestà intellettuale e correttezza, non ritiene giusto fare di Frates il capro espiatorio di una situazione complessa ma non irrimediabile.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]PARTITA CHIAVE - A confermare che Varese non è attiva sul mercato degli allenatori arrivano i costanti no, grazie che la dirigenza biancorossa oppone alle reiterate offerte di tecnici liberi dopo ogni sconfitta in campionato ed Eurocup.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]E se dovesse arrivare uno stop pesante anche nel derby di domani, magari come nel 2004, quando il -35 casalingo contro Cantù costò la panchina a Giulio Cadeo? Al momento la società non prende in considerazione l'eventualità, però anche i messaggi recapitati in spogliatoio - e ribaditi via social network da Banks ed Ere, i più amati dal pubblico che contesta il coach - sono chiarissimi: l'allenatore non dev'essere un alibi per giustificare il rendimento insufficente di troppi elementi. Compresi alcuni degli Indimenticabili.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]RANGHI QUASI COMPLETI - La riattivazione di ieri ha consentito a Frates di lavorare a pieno regime: tornati in palestra Rush e De Nicolao (out contro Valencia per influenza e lieve contrattura alla schiena), mentre per Scekic - ex di turno, avendo militato in Brianza dal maggio 2011 al giugno 2013 - si è trattato soltanto di riposo precauzionale. La stessa cosa che ha indotto lo staff tecnico a concedere un giorno di riposo a Keydren Clark, dolorante al ginocchio destro: oggi, però, il play bulgaro tornerà in palestra per la rifinitura. Ma proprio l'ex Umana - atteso da un compito difficile contro il razzente Ragland - sarà l'osservato speciale, restando il primo indiziato per l'ulteriore correttivo di mercato dopo il cambio Banks-Coleman. A meno di colpi di scena, sembra però improbabile che qualsiasi mossa di mercato possa arrivare prima dell'inizio del 2014: la squadra storta ed in affanno di queste ultime settimane riuscirà a conquistare quel minimo sindacale di vittorie per evitare di acuire tensioni e contestazioni rimanendo in linea di galleggiamento per l'obiettivo playoff?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Un segnale importante di continuità per trovare la forza di uscire da una crisi di risultati acuita dal subbuglio della piazza nei confronti di Fabrizio Frates. La seconda presidenza Vescovi dà sicurezza all'ambiente in un momento critico in termini di risultati sportivi, ribadendo quelle che sono sempre state le linee-guida del consorzio nei primi tre anni di gestione del club. Equilibrio, serietà e rigore nell'amministrazione delle risorse disponibili non sono una politica che eccita la fantasia del tifoso; ma è anche l'unica praticabile per una società che vive dei contributi di sponsor, consorziati e pubblico per evitare di tornare sull'orlo del baratro economico come nel luglio del 2010. [/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Il bilancio della Pallacanestro Varese approvato nell'assemblea di ieri ha fatto registrare per il terzo anno consecutivo un sostanziale pareggio tra entrate ed uscite; significa che gli 81 co-proprietari della società non hanno dovuto ripianare perdite d'esercizio in proporzione delle rispettive quote, come avviene da sempre in tutte le altre 15 società del massimo campionato di basket. [/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Perché, se altri club fanno mercato tra giocatori ed allenatori con le spalle coperte dal presidente o dai proprietari che a fine anno pagano di tasca loro il gap tra ricavi e costi, il format particolare di Varese nel Cuore impedisce sforamenti sul budget che non siano coperti da ulteriori entrate (è il caso dell'acquisto di Dejan Ivanov prima dei playoff dello scorso anno, arrivato grazie ai due nuovi sponsor di maglia per la post-season ed al gettito extra dei miniabbonamenti). [/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Così come è oggi la squadra non è competitiva per puntare ai playoff, e questo dipende dagli errori estivi (primo tra tutti la scelta di Clark) nella costruzione dell'organico a prescindere da chiunque sia l'allenatore. La società è decisa ad intervenire sulla base delle sue possibilità economiche per dimostrare a sponsor, consorziati e tifosi che crede ancora nell'obiettivo della post season; ma i distinguo tra i giocatori bravi e l'allenatore cattivo non fanno bene a nessuno. [/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]E i primi a sostenerlo sono gli stessi giocatori: "Siamo in questa situazione tutti insieme: giocatori, allenatore e tifosi. E non contestate il coach: sono con lui così come con i miei compagni" twitta Adrian Banks, mentre capitan Ere affida il suo pensiero a Facebook: "So che siamo in una brutta posizione, ma non tollererò ulteriori commenti negativi sulla squadra: chi non è con noi è contro di noi". [/font][/size][/font][/color]

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