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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana](g.s.) - Un'uscita infelice che ha indispettito l'ambiente o una battuta di spirito mal interpretata?[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]- Quel probabilmente non vinceremo neppure lo scudetto con cui Fabrizio Frates (foto Blitz) ha chiuso la conferenza post-partita di domenica non è andato giù a parecchi, né in società né tra i tifosi. E allora il coach milanese spiega nei particolari il significato della sua uscita.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«La mia voleva essere solo una battuta di spirito per alleggerire il clima plumbeo: dopo quel lungo elenco di fallimenti, che comunque sono incontestabili e tutti veri, ho cercato di buttarla sul ridere. Certo, decontestualizzata ed estrapolata dal contesto della frase che la precede può essere interpretata in maniera diversa, ma volevo semplicemente sdrammatizzare».[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]- Dunque, alla luce dei risultati del campo, il quadro generale è così negativo come sembra?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«Rimango convinto che non tutto quello che stiamo facendo sia da buttar via. Sin dal primo colloquio la situazione mi è stata prospettata con estrema chiarezza: venendo da un'annata positiva oltre ogni aspettativa, dopo la quale era impossibile confermare in blocco i pezzi migliori, saremmo andati incontro ad una stagione molto difficile, con un roster sicuramente più debole viste le disponibilità inferiori. Sapevamo, inoltre, che l'impegno delle coppe sarebbe stato gravoso, ma era doveroso nei confronti della città parteciparvi dopo averle conquistate sul campo. E anche se di fronte a noi c'erano rivali più forti e più ricche abbiamo provato a competere, con la consapevolezza che nello sport non si partecipa solo quando si gioca per vincere».[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]- Lei crede che ci siano ancora margini per raddrizzare la stagione?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«Sapevo fin dall'inizio che le condizioni di lavoro sarebbero state difficili, ma ho sposato il progetto con entusiasmo e sono convinto che ci siano ancora le possibilità per fare bene. Devo ringraziare la società per aver fatto quadrato con grande coerenza nei momenti difficili. Sicuramente sono stati commessi degli errori nella costruzione del roster e i traguardi sportivi sono stati falliti, ma gli obiettivi prefissati coinvolgevano anche la continuità a lungo termine del progetto del club».[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]- Mercato: si parla tanto di rinforzi necessari per la svolta ma c'è qualcosa di concreto?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«Non siamo sul divano a guardare la Tv, vediamo anche noi la situazione. Però s'interverrà solo se ci sarà l'occasione giusta per la svolta: non possiamo mettere a repentaglio la sopravvivenza della società per un innesto che garantisca 2 o 4 punti in più. Frates e i giocatori passano ma Varese deve restare: non mi sentirei a posto con la coscienza nel chiedere rinforzi che mettano a rischio il futuro del club. La gestione economica tocca alla società, il mio compito è far rendere al meglio possibile la squadra limandone i difetti».[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Galeotta fu una battuta in sala stampa nel rapporto difficile tra la piazza di Varese e Fabrizio Frates? Se per mesi la società ha fatto quadrato sulla gestione tecnica del coach milanese, assumendosi direttamente la responsabilità degli errori di mercato che hanno di fatto impedito all'allenatore scelto la scorsa estate di lavorare nelle condizioni ottimali, quella uscita improvvida nel post-partita con Roma («Tanti obiettivi falliti? Se va avanti così, non vinceremo neanche lo scudetto») ha riacceso il clima di negatività che si è respirato aprioristicamente attorno al tecnico della Cimberio fin dal suo sbarco a Varese. Se quella di Frates era una battuta, di sicuro i tifosi non si sono divertiti, interpretandola invece come una presa in giro rispetto agli obiettivi dichiarati ad inizio stagione. E sebbene la stesso club - per bocca del consigliere Coppa nei giorni scorsi su queste colonne - abbia ammesso d'aver gestito male le aspettative rispetto al potenziale economico disponibile, l'impressione è che il coach abbia sconfinato, pur maldestramente e senza malizia, in un ambito non di sua competenza.[/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana][size=3]Che col decimo budget della serie A Varese non partisse favorita nel Qualifying Round di Eurolega, né in Eurocup, né nella Supercoppa e fosse irrealistico pensare di ripetere l'esaltante stagione 2012/'13 è concetto inconfutabile; ma sono discorsi che toccano alla società e non al tecnico. Spiattellati in tal modo in faccia ai tifosi non fanno altro che esasperare il clima d'un ambiente già intristito dalle 7 vittorie su 27 partite.[/size][/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana][size=3]Una posizione ufficiale avrebbe dovuta prenderla pure la società, ma ormai da una ventina di giorni il presidente Cecco Vescovi (foto Blitz) ha scelto il silenzio assoluto e nella circostanza ha preferito esternare direttamente a Frates il malcontento della dirigenza, che ha interpretato quell'uscita infelice come un segnale di sconforto nelle possibilità di Varese di risalire la china in classifica. Dunque, se davvero per la prima volta in discussione c'è anche il coach, non è certo sulla spinta degli umori della piazza...[/size][/font][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]È Linton Johnson l'obiettivo individuato dalla Cimberio per provare a dare la svolta alla stagione. Il 33enne pivot nativo di Chicago, lungo di 203 centimetri per 93 chili che dopo una lunga militanza nella Nba (circa 170 partite dal 2003 al 2009) si è costruito una solida seconda carriera italiana (9,9 punti e 7,9 rimbalzi in 101 gare fra tre stagioni ad Avellino e l'attuale collocazione a Sassari) è l'elemento sul quale Varese vuole investire le sue risorse per sostituire Frank Hassell.[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]L'atleta del 1980, attualmente sotto contratto col Banco Sardegna (8,4 punti e 5,9 rimbalzi di media nella stagione in corso con la squadra di Meo Sacchetti) è di fatto utilizzato soltanto come straniero di coppa dalla Dinamo che due settimane fa gli ha preferito un lungo più fresco come il 24enne Drew Gordon. Ma non è ancora chiaro se Sassari è disposta a lasciarlo partire, mentre lo stesso giocatore parrebbe disposto ad accettare anche un impegno part-time in Eurocup con la tribuna in campionato.[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]La cartina di tornasole per capire effettivamente la posizione della Dinamo nei confronti dell'atleta del 1980 - domenica scorsa rimasto a guardare in occasione della trasferta a Brindisi - è giusto la trasferta di stasera in Eurocup sul campo del Bamberg: se lo statunitense dovesse rimanere inutilizzato anche nell'unica competizione in cui può effettivamente scendere in campo, sarebbe un chiaro segnale nella direzione verso l'uscita. E a questo punto anche il giocatore sarebbe invogliato a lasciare in Sardegna gli amici Marques Green ed Omar Thomas, guardando con più interesse ad una proposta comunque allettante sul piano tecnico ed economico.[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Al più tardi entro domani, dunque, si capirà se l'operazione sarà fattibile, anche se difficilmente ci saranno i tempi tecnici per schierare eventualmente Johnson già in occasione della trasferta di sabato in campionato a Reggio Emilia.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]In caso di fumata bianca l'esordio avverrebbe pertanto nel derby contro Milano, ossia l'ultima squadra contro la quale l'atleta del 1980 è sceso in campo in campionato con la maglia di Sassari.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Dunque la Pallacanestro Varese, a lungo attiva sottotraccia su piste estere (non liberabile dalla Serbia il giovane beninese Yarou, poco... polpose le alternative greche), ha deciso di rompere gli indugi provando a compiere uno sforzo importante in vista del ciclo terribile di impegni alle porte per cercare di riaprire la volata per i playoff.[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Il cambio Johnson-Hassell aggiungerebbe atletismo ma anche carisma ed esperienza ad una squadra che ha bisogno di un giocatore rodato e dall'impatto garantito per provare a raddrizzare in extremis la stagione.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Però nel trittico Reggio Emilia-Milano-Venezia, ossia i due scontri diretti con le attuali occupanti il settimo e l'ottavo posto inframmezzati dal derby contro l'EA7, si giocherà molto anche Fabrizio Frates: il club di piazza Monte Grappa ha sempre difeso pubblicamente l'operato dell'allenatore, ma se la serie negativa dovesse proseguire fino a quota 5 prima della pausa per la Coppa Italia la svolta in panchina sarebbe impossibile da evitare. E ieri, per la prima volta, è stata sondata l'eventuale disponibilità di Marco Calvani: da qui a dire che Frates è in discussione ne corre, però evidentemente la dirigenza biancorossa non vuol farsi trovare impreparata qualora fra qualche settimana fosse obbligata ad intervenire.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Gi.Sci.[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Reggio Emilia fuori, Milano in casa, Venezia fuori, poi lo stop forzato guardando le prime otto della classifica giocarsi la Coppa Italia. Si riparte ad Avellino, poi match casalingo contro Sassari e trasferta a Brindisi.[/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Inizio davvero terribile per il girone di ritorno della Cimberio che rischia seriamente di infilare un filotto negativo in grado di inchiodarla stabilmente nella metà bassa della classifica.
    Se da una parte le vittorie di fine 2013 hanno messo al sicuro Varese da qualsiasi ipotesi di coinvolgimento nel discorso salvezza, il calendario durissimo che attende la truppa di Frates nei prossimi due mesi sembra ben difficile da conciliare con le velleità di rimonta in chiave playoff per provare almeno ad ottenere l'ultimo obiettivo disponibile della stagione biancorossa. La prova del campo ha ribadito che, con gli attuali limiti strutturali, la Cimberio è in grado di conquistare quelle 5-6 vittorie in grado di mantenerla stabilmente lontano dalla zona calda, ma non certo di rimontare i 4 punti di svantaggio nei confronti di Reggio Emilia e Venezia, ossia le prossime due trasferte sul cammino dei biancorossi.[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Se dunque c'è la possibilità di un intervento correttivo sul mercato per puntellare un reparto pivot insufficiente in termini di atletismo e qualità, è il momento di rompere gli indugi anche a costo di compiere qualche azzardo in termini di scelte tecniche. I vincoli di bilancio che limitano il margine di manovra sul mercato di riparazione sono un limite oggettivo di cui tener conto, ma un girone di ritorno senza stimoli di classifica né obiettivi aumenterebbe ulteriormente la depressione di una piazza che ha vissuto malissimo il ritorno nella metà bassa della classifica dopo l'inebriante annata 2012/2013. Anche se la situazione è critica, la società deve cercare in tutti i modi possibili di provare a raddrizzare una stagione nata male. E allo stesso modo c'è bisogno di fare tesoro degli errori commessi per programmare il futuro, separando la quotidianità del campionato che avanza dalle strategie per guardare avanti.[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]La dirigenza riuscì nell'intento due anni fa quando, pur mantenendo lo sguardo sul presente con l'aggiunta di Goss per i playoff 2012/2013, lavorò già da marzo sulla pista Vitucci scegliendo un allenatore funzionale alla scelta filosofica di puntare su un gioco più attraente per i tifosi.
    La stessa cosa non è accaduta lo scorso anno quando, concentrandosi troppo sulla corsa al vertice della classifica, si è distolta l'attenzione da un aspetto determinante come la raccolta risorse. E per la prima volta in sei anni Cecco Vescovi ha scelto un allenatore senza poi cucirgli sulla pelle la squadra adatta alle sue caratteristiche, così come invece era accaduto nelle stagioni precedenti con le gestioni Pillastrini, Recalcati e Vitucci.[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Ora la Cimberio deve ragionare sull'oggi, cercando di individuare in fretta un rinforzo interno per provare a far quadrare i conti sotto i tabelloni. Ma anche, e forse soprattutto, sul domani: cercando nuove strade per consolidare le risorse ed aumentare i ricavi. Di sicuro, però, accettare con rassegnazione l'attuale situazione di classifica trasmette una sensazione d'impotenza che rischia di azzerare l'entusiasmo di tifosi ed investitori. E questa Varese non può permetterselo, perché il rischio è quello di generare un circolo vizioso modello Pesaro, passata in due anni dalla semifinale all'ultimo posto.
    Giuseppe Sciascia
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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Un'altra delusione, d'una lunga serie. Non per uno scherzo brutale del destino ma per errori che stanno a monte, ad origine di una Cimberio sbagliata nel suo asse portante, quindi condizionata fortemente da individualità che, invece, di trascinare il collettivo, lo avvizziscono sino ad abbruttirlo. Siamo così a un temuto de profundis: il tredicesimo posto e un calendario che nelle prossime tre gare annuncia tempesta compongono una realtà spiacevole ma da accettare. Persino inevitabile, al di là di speranze e auspici dovuti per affetto, se certi paurosi limiti si trascinano vistosamente dal primo giorno costringendo Frates e i suoi uomini in un labirinto (dell'equivoco reiterato) nel quale sgomitano vanamente come prigionieri in cerca di libertà. Dall'estate scorsa questa squadra avrebbe avuto bisogno di una decisa discontinuità, peraltro sfiorata più volte con la speranza di un'inversione di tendenza stabile e possibile. Che mai in profondità si è concretizzata nel tempo, sin qui vissuto ad analizzare quegli inconvenienti inestirpabili come radici d'una pianta senza frutti. Della gara contro Roma si può eccepire sulle decisioni arbitrali non proprio casalinghe, se non contrariamente perfide, o sulle mosse dell'allenatore, imputabile dal popolo ad ogni indigeribile sconfitta, allorquando nel finale fa sedere De Nicolao, sin lì costruttivo regista, per schierare il titolare Clark. Ma, alla lunga, ogni appunto specifico non regge di fronte a una chiara sconfitta per mano di avversari di ben altro potenziale. Questa è la morale d'una mortificazione che non può, però, accompagnarsi allo sgomento di fronte a equivoci di sistema, noti da mesi, d'una Cimberio senza capo né coda, quindi costretta spesso a rifugiarsi in vecchi valori ma dal dubbio successo senza un'impronta chiara a beneficio del collettivo. Clark può anche segnare da casa sua o dal bar del palazzetto ma se poi non riesce a fluidificare l'azione della squadra nemmeno attraverso un elementare pick and roll... Già, ma il play americano è in buona compagnia, anzi cattiva, dovendo duettare con Hassell (foto Blitz) o Scekic i quali, per ragioni diverse, sotto i tabelloni sembrano talvolta confusi e persi in una selva oscura. Non ha nemmeno senso fischiare il centro serbo, di cui si conoscevano condizioni fisiche e caratteristiche (meno brillanti rispetto a due stagioni fa) e che si sta facendo il mazzo nel tentativo di far bene la sua parte (molto ingrata), eventualmente andrebbe disapprovato chi lo ha scelto e preso, valendo questo concetto all'indirizzo di Clark, non proprio un oggetto misterioso, avendo guidato (e sappiamo come) Venezia in una lunga serie di confronti. Per completezza di ammanchi si può anche parlare di una difesa con poco pathos, quindi mai fonte naturale dell'attacco, mancando ad esso prerogative convincenti. Tutte riflessioni arcinote, da... estremi mali, estremi rimedi. Facile a dirsi ma non a farsi, imponendosi per tutti una cognizione della realtà secondo la quale la società, pur volendolo, a riconsiderazione in tutta umiltà delle proprie scelte, non dispone di capitali fluttuanti, quindi di risorse occorrenti allo scopo. Si può probabilmente sperare in cambi di guardia (per uno che se ne va, ne arriva un altro), pur rischiosi in un mercato dei saldi. Una cosa è certa: la continuità della Pallacanestro Varese, con il suo appassionato e numeroso pubblico, resta più che mai un bene prezioso, anzi supremo, che presuppone sin d'ora l'abitudine da parte di tutti a una convivenza sofferta con la propria squadra del cuore cui non possono mai mancare affetto e sostegno.[/font][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Alla boa del girone d'andata stremati, confusi, problematici, ma soprattutto delusi. La Cimberio chiude la prima parte di stagione metabolizzando con fatica tanti stati d'animo negativi e contabilizzando una lunga serie di obiettivi falliti: il sogno dell'Eurolega, Supercoppa persa contro Siena, ingresso nelle Last 32 di Eurocup (questo sì accessibile), qualificazione alle F8 di Coppa Italia.[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Molti tifosi varesini subito dopo la sconfitta casalinga con Roma si guardavano intorno con l'aria smarrita e l'espressione dubitativa di chi, dopo una trentina di partite ufficiali, si pone una legittima domanda: che razza di squadra è 'sta Cimberio?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ahinoi, la risposta nella sua cruda durezza è abbastanza semplice: trattasi di formazione modesta. In particolare in relazione a speranze ed ambizioni che, a questo punto, guardandosi alle spalle sono state decisamente sovradimensionate. Varese oggi, rispetto alle vere rivali, quelle che si giocheranno la stagione, appare modesta in tutto: nella sua struttura tecnica, atletica e fisica e nella organizzazione mentale di alcuni giocatori.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Con premesse del genere i risultati, spiace ribadirlo, non potevano essere granché diversi. La modestia tecnica, più volte sottolineata, appartiene ad una squadra che dall'asse play-pivot ricava poco, che in attacco dipende in tutto e per tutto dal bacio della morte rappresentato dal tiro da 3 punti, che ha una serie di giocatori con qualità e caratteristiche abbastanza facili da battezzare e, quindi, neutralizzare o ridurre.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Argomentando di modestia fisica e atletica, questa è talmente evidente e solare che, spesso, agli avversari basta (è bastato) mettere le partite su questi binari per portarsi via due punti comodi. Di fatto Varese, in scontri ad alto livello, paga dazio in termini di muscoli, chili e atletismo praticamente in tutti i ruoli. Tuttavia, nel leggere e spiegare la scarna classifica attuale, più di ogni altra considerazione, pesa il comportamento di una squadra che per consolidate e conosciute magagne individuali e la solita pochezza fisico-atletica in difesa non può e non è in grado di vincere nemmeno una partita.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Oggi in casa Cimberio ci sono solo tre giocatori - Ere, Banks e De Nicolao - in grado di tenere l'uno contro uno con risultati apprezzabili, mentre gli altri sono da... pietoso velo. La difesa, com'era successo lo scorso anno, non ha l'entusiasmo che animava tutti quanti a dare qualcosa e soprattutto non può più usufruire di Bryant Dunston, sceriffo senza macchia e senza paura che là dietro accorreva sempre a salvare i compagni in difficoltà.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Senza una solida base difensiva, che è l'unica coperta in grado di riscaldare nei momenti di gelo offensivo (vedi i miseri 3 punti segnati nel terzo periodo contro Roma), la Cimberio ha ben poche chances di potersi avvicinare al livello che conta. Il tutto messo nelle mani di un allenatore come Fabrizio Frates che, già inviso ad una parte del pubblico, si trova per di più a dover lavorare con un gruppo lontano dai suoi standard, che prevedono difesa dura e rigide esecuzioni offensive.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Con questo catalogo e con le note difficoltà economiche che non consentono di cambiare organico e passo, le prospettive in vista del girone di ritorno appaiono limitate: vincere quelle cinque-sei partite che sembrano alla portata e concludere in modo anonimo un campionato senza slanci.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Annate storte possono capitare. Basta dirselo con coraggio e con franchezza. Alimentare ulteriori illusioni, peraltro già naufragate come la Concordia, sarebbe colpevolmente sciocco.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Massimo Turconi[/font][/size][/size][/font][/color]
     

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](6 punti; 2/4 2p; 0/0 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Se era lecito aspettarsi sofferenze continue contro il totem agile Mbakwe, sono imperdonabili i passaggi a vuoto contro l'attempato Szewczyk. Insomma, nemmeno nella lotta tra Godzilla d'annata Marko ha saputo prevalere.
     
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](13 punti; 2/3 2p; 2/3 3p; 3/3 tl), [b]VOTO: 5,5. [/b]Un ultimo periodo dignitoso ed orgoglioso non basta per cancellare i precedenti minuti di titubanza ed errori tecnici. Il rapporto bellicoso con coach Frates non aiuta, ma lo spirito guerriero dei Balcani imporrebbe ben altre folate.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Mentre scriviamo le pagelle, il virgulto svedese sta ancora cercando di capire se i compagni stanno difendendo a zona o a uomo. Le partite e i mesi di militanza varesina passano, le amnesie restano. Spaesato.
     
    [b]KEYDREN CLARK [/b](6[b] [/b]punti; 1/3 2p; 1/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Dopo un avvio di gara tutto sommato ordinato, KeeKee mette sul piatto tutto il repertorio meno apprezzato: tiri fuori dai giochi e dalle logiche di squadra, assistenze scontate, palloni persi su giocate lette con facilità dalla difesa avversaria. Già, “difesa”: qualche anima pia gli spieghi l'esistenza di questo sostantivo.
     
    [b]ADRIAN BANKS [/b](16 punti; 3/4 2p; 2/6 3p; 4/7 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Nonostante una settimana segnata da allenamenti a scartamento ridotto causa caviglia malandata, regge con fierezza il campo per quasi quaranta minuti. Subisce tante botte e segna con continuità. Peccato per qualche tripla morta sul ferro.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](9 punti; 2/4 2p; 1/4 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Migliore per assist (è il suo mestiere), per rimbalzi (clamoroso) e per energia, sfrutta al meglio i minuti di impiego nel secondo e nell'ultimo quarto. Sul più bello un maestro Zen lo toglie dal campo: misteri della meditazione.
     
    [b]FRANKLIN HASSELL [/b](4 punti; 2/7 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 4,5. [/b]La più grande delusione della stagione prealpina incappa nell'ennesima prova sotto tono. La serenità e la forma fisica hanno la sembianza di chimere inafferrabili. Forse non lo vedremo più a Masnago, con tanta amarezza per il [i]feeling [/i]mai sbocciato.
     
    [b]EBI ERE [/b] (8 punti; 1/4 2p; 2/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Nella notte più buia da quando dimora all'ombra del Sacro Monte, il Capitano litiga con se stesso, con i falli a ripetizione, con l'utilizzo da “4” tattico non consono alla sua forma. La prossima andrà meglio, forza e coraggio.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](14 punti; 5/8 2p; 0/3 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]A parte il brutto vizio di concedersi tiri sbilenchi dall'arco, porta in dote energia, palloni arpionati e coraggio. Nel finale fiuta il colpaccio, ma la déa bendata gli nega un 2+1 che avrebbe riaperto definitivamente i giochi.

  • Nicolò Cavalli
    Lo scopo della prova del nove, insegnata fin dai banchi delle elementari, è quello di controllare la bontà dei risultati di una moltiplicazione. Se la prova ha esito negativo, occorre rivedere l'operazione fin dai primi passaggi.
    Applicato l'elementare postulato al basket e alla nostra Varese, allo scoccare della nova sconfitta nel girone d'andata appare palese quali siano i problemi radicati nel corpo e nella mente della Cimberio. [i]In primis[/i] risultano inequivocabili i disastri di una coppia lunghi mal assortita, mal allenata, incapace di adattarsi ad avversari. La [i]black list[/i] trova quindi l'annotazione di un playmaker (o presunto tale) totalmente legato alla sua [i]verve [/i]dall'arco: se i tiri da tre non entrano, non esiste un piano B. Ultima ma non meno grave, risalta l'impressione di una guida tecnica che dalla panchina trasmette poche idee, flebile energia, scarsa sicurezza. Se non è tutto da buttare a metà gennaio con un calendario venturo a dir poco ostico poco ci manca.

    [i][b]A ranghi completi.[/b][/i] Contrariamente alle voci della vigilia, Frates schiera il quintetto tradizionale con Banks ed Hassell (quest'ultimo sospeso tra caviglia dolorante ed onde di radio mercato su frequenze transalpine) a guardia del parquet. La Cimberio è famelica in difesa, tanto che l'Acea non brucia la retina per quasi quattro minuti: 10-0 grazie alle entrate brillanti di Clark ma non solo. Taylor e Goss la premiata coppia che condusse a giugno Roma a un passo dal Tricolore lanciano la rimonta ospite, la tripla dello specialista Baron vale il 14-11. La presenza mentale di Banks ed Ere sopperisce a qualche circolazione di palla a singhiozzo, dall'altra parte il sogno estivo sfumato della Cimberio, Trevor Mbakwe, sigla di prepotenza il 18-15 approfittando di uno Scekic in babbucce. La zona biancorossa viene subito bucata, ma il dardo di AB produce un dardo da 3+1 utile ad infondere morale: 25-20 al primo mini intervallo.

    [i][b]Nel segno del caos.[/b][/i] Jimmy Baron, non nuovo a serate impreziosite da percentuali siderali, concretizza il primo sorpasso capitolino; Hosley lo emula con la terza bomba consecutiva per i ragazzi di Dalmonte (poco dopo piove dall'arco pure la quarta, di Taylor, per il 27-32). La panchina Cimberio aggiusta il punteggio con un break di 7-0, grazie in particolare a De Nicolao e alle sue qualità da giocatore di rottura. Il giovane playmaker si cala benissimo nel canovaccio tattico deciso da Frates: zona ad oltranza, pressing e contropiede. La terna arbitrale sale sul palcoscenico con un paio di decisioni anarchiche, gli attori si smarriscono e per qualche minuto il punteggio ristagna. Un battito di ciglia prima della sirena (almeno secondo gli occhi dei tifosi...), sul 41-39, un virtuosismo meraviglioso di Banks viene annullato dagli arbitri: sarebbe valso il più cinque e un cammeo negli highlights settimanali del campionato.

    [b][i]Raschiato il fondo del barile. [/i][/b]Il ritorno dagli spogliato offre momenti tecnicamente miseri. La galleria degli orrori si innesta dalla tabellata di Hosley, passa per i dilemmi esistenziali di Calimero Hassell e per il peggior contropiede del lustro (assist di Clark per la nuca di Rush), prosegue con forzature collettive. A metà periodo Szewczyk, nuovo innesto del mercato sempre attivo dei laziali, timbra il 44-48: solo allora Frates alza la manina per interrompere lo scempio cestistico con un sano time-out. Varese colleziona errori a catena, rimanendo inchiodata alla maledetta quota 44, mentre Roma coglie la doppia cifra di margine senza alcuna magia. Masnago insorge quando il bradisismo di Scekic, punta dell'iceberg di un reparto lunghi irrecuperabile, quando l'ex canturino regala l'ennesimo rimbalzo offensivo all'Acea. Alla fine di un terzo quarto da tregenda, Ere e compagni inseguono dal basso del 44-62. Con un totale di 1/17 dal campo e 5 palloni persi, l'esito non può stupire.

    [b][i]La reazione di nervi non basta.[/i][/b] I fedelissimi del PalaWhirlpool al solito dotati di una passione, una tempra e una sensibilità introvabili altrove si uniscono in un boato comune e trascinano i ragazzi ad assestare un primo mini parziale di 11-4 (segnali di vita da Sakota e Polonara) per riaprire i giochi. Le corse di Achille riavvicinano la Cimberio fino al 59-66, il quintetto atipico senza centri di ruolo getta il cuore oltre l'ostacolo ed alza i gomiti in difesa. Le folate di Hosley e il sesto ciuffo da tre di Baron pesano come un macigno sul tassametro della rimonta (63-73), così pure risuonano grevi nell'aere i fischi all'indirizzo di Frates quando decide di sostituire il migliore in canotta biancorossa, De Nicolao, con l'abulico Ere. La stanchezza fa il resto, con la lucidità che scema fino ad offuscarsi definitivamente. La formazione di Dalmonte pecca di superficialità e regale due possessi a Polonara e Sakota, lesti a timbrare il 75-80.
    L'ultima azione, teoricamente decisiva, è emblematica: Frates non si intende con i ragazzi sulla scelta di commettere fallo tattico o meno. L'interruzione arriva dopo una dozzina di secondi abbondanti, quando i buoi sono già scappati dall'ombra del Sacro Monte trascinando i due punti. Onore e merito all'Acea, compagine solida, fisicata (36 a 27 i rimbalzi) e con diverse bocche da fuoco.

    I conti non tornano. E francamente nemmeno un intervento massiccio sul mercato potrebbe cambiare il vento di una stagione dalle mille difficoltà. Lo scoramento ci conduce a riguardare il taccuino con l'annotazione della prova del nove: quest'anno, l'esame in matematica, sembra scontato.

  • pxg14
    [size=3][font=verdana](g.s.) - Sirene francesi per Frank Hassell? Secondo fonti d'oltralpe il centro della Virginia sarebbe infatti nel mirino del Sig Strasburgo, seconda forza della Pro A in cerca di un sostituto di Alexis Ajinca, tornato nella NBA dopo aver disputato la prima fase di Eurolega con il club alsaziano. Che ora cerca un sostituto con le caratteristiche del centro della Cimberio, potendo reinvestire una fetta dei 415mila dollari ottenuti dai New Orleans Pelicans per liberare la sua stella, già reinvestiti in parte con la firma dell'ex senese Bootsy Thornton. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Al momento la società biancorossa non è stata ufficialmente contattata dai francesi; ma se la voce trovasse conferma e ci fossero le condizioni giuste (ossia il rilievo integrale delle 5 mensilità residue, a differenza dei sondaggi arrivati nei giorni scorsi da Israele che prevedevano una buonuscita da parte della Cimberio) potrebbe essere l'opportunità ad hoc per muoversi sul mercato. Ma al momento i costi da sostenere per l'eventuale sostituto sono fuori portata, e non sembrano esserci soluzioni pronte all'uso. Ed è chiaro che Varese cederebbe Hassell solo nel momento in cui avesse pronto il suo rimpiazzo, anche se l'offerta giusta potrebbe velocizzare la situazione. All'inizio della prossima settimana se ne saprà di più, intanto però difficilmente il pivot statunitense sarà in campo domani contro Roma dopo la distorsione alla caviglia sinistra di mercoledì. Ieri ha lavorato in scarico in piscina, il test decisivo sarà svolto oggi, quando proverà a fare qualcosa con il pallone; ma al momento le probabilità di un forfait obbligato di Hassell sembrano piuttosto elevate. [/font][/size]
     

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