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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Cecco Vescovi non parla solo attraverso il comunicato del CdA: il presidente della Pallacanestro Varese spiega nel dettaglio le ragioni dell'operato della società per quanto riguarda presente e futuro, a partire dal riassunto delle decisioni del vertice di mercoledì: «Abbiamo voluto ribadire la filosofia attraverso la quale abbiamo ottenuto l'eccellente risultato sportivo dello scorso anno, frutto comunque di una programmazione triennale che ci aveva portato già ai playoff nelle due stagioni precedenti. E allo stesso tempo chiarire che siamo disponibili ad effettuare interventi correttivi nel momento in cui ci saranno opportunità ritenute valide e compatibili con le nostre possibilità. Di sicuro non faremo investimenti azzardati rischiando di compromettere il futuro della società e il lavoro compiuto dal 2010 ad oggi».[/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Dunque, la filosofia basata sull'equilibrio del bilancio sarà comunque alla base di qualsiasi decisione: «La linea societaria è sempre molto chiara, voci ed indiscrezioni non ci interessano. Si lavora come sempre, per il presente e il futuro: in quest'ottica abbiamo appena inserito tre nuove figure nel CdA, con obiettivi ben precisi ed incarichi specifici. Alla luce di quanto fatto, chi afferma che la società è immobile e non prende decisioni dice assurdità, come dimostra il percorso di crescita compiuto in tre anni e mezzo».[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Il presidente biancorosso non nasconde il rendimento insufficiente della squadra (lo staff tecnico nella foto Blitz in alto) rispetto alle aspettative, ma ribadisce il compito di guardiani della continuità futura del club che il CdA interpreta a garanzia dei proprietari: «Il risultato sportivo può lasciare amareggiati ed insoddisfatti, soprattutto chi ha fatto sacrifici per acquistare l'abbonamento. Però non è pensabile che tutte le stagioni siano eccezionali come quella passata. Ricordo a tutti che il consorzio è nato per sostenere la Pallacanestro Varese, non per far vincere lo scudetto o l'Eurolega. Se la risposta della città in termini di sponsor è questa, dobbiamo prenderne atto. Io per primo speravo che qualcuno si facesse avanti per la carica di presidente, ma nessuno si è mosso. Abbiamo una grossa responsabilità nei confronti dei proprietari e dei tifosi che pagano il biglietto, che meritano di continuare a venire a vedere il basket di vertice a Varese. Se per dar loro un contentino ora dovessimo rischiare di chiudere tra uno o due anni sarebbe un atto totalmente irresponsabile. I tifosi vogliono sognare? Anche noi, ma tenendo i piedi ben piantati per terra, per proteggere quel bene supremo di tutti che resta la Pallacanestro Varese».[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Vescovi ribadisce comunque il valore del consorzio come garanzia della continuità del club: «Quella scorsa è stato un'annata eccezionale sotto tutti i punti di vista ma, chiuso il primo ciclo triennale, questo è l'anno uno del secondo ciclo. Stiamo lavorando per crescere con la garanzia di poter contare su conti in ordine: se la nostra società scricchiola, visto che nel nostro sistema basket non passa giorno senza allarmi, che cosa dovrebbero dire in quelle piazze il cui futuro è davvero a rischio? Sicuramente sono state sbagliate delle scelte, questo l'ho già detto, senza nascondermi mai. Ma sarebbe un errore molto più grave fare cose fuori della nostra portata che ci porterebbero al disastro».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Resta calda la pista Linton Johnson (foto Blitz) per una Cimberio in attesa di notizie dalla Sardegna sulla fattibilità dell'operazione. Oggi la giornata decisiva: Varese avrebbe già trovato un accordo di massima con l'agenzia del giocatore ad una cifra sostanzialmente analoga allo stipendio mensile di Hassell. E il mancato utilizzo di Johnson da parte di Sassari in occasione del match di Eurocup di ieri a Bamberg è un segnale chiaro che il giocatore non fa più parte dei piani di Meo Sacchetti.[/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Dunque il Banco Sardegna sarebbe disposto a liberarlo, anche attraverso un piccolo scivolo economico: toccherà al pivot decidere se rimanere egualmente alla Dinamo in una situazione ambientale gradita ma con prospettive di rimanere a guardare per i prossimi cinque mesi, o alla luce del non entrato di ieri accettare il trasferimento in una squadra in cui potrà tornare ad essere protagonista come Varese. Certo, con i suoi 33 anni il lungo ex Avellino è chiaramente una soluzione immediata e non futuribile; d'altra parte però il mercato non offre alternative a lungo termine che possano rappresentare una risorsa anche per la stagione prossima.[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]A dire il vero Varese aveva provato a sondare la disponibilità di Pesaro per rilevare O.D. Anosike, il centro rivelazione del campionato a 14,7 punti e 12,5 rimbalzi. Ma la richiesta di buyout superiore a 100mila euro e la mancata disponibilità dell'atleta a siglare un contratto valido anche per la prossima stagione (che avrebbe giustificato il prezzo da pagare) hanno chiuso sul nascere qualsiasi discorso.[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]In ogni caso, quella di Johnson non è l'unica pista seguita dalla Cimberio, che tiene aperte anche altre soluzioni (comunque tutte estere) qualora l'atleta del 1980 decidesse di non recedere dalla sua volontà di rimanere a Sassari pur senza spazi di gioco né in campionato né in Eurocup.
    L'auspicio sarebbe comunque quello di avere il nuovo pivot in tempo per il derby del 27 gennaio contro Milano: oggi si saprà se l'identikit sarà quello di Johnson o si dovranno seguire piste alternative.
    Gi.Sci.[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Avanti così, senza svolte immediate ma con la soglia di attenzione al massimo in vista della partita di Reggio Emilia. La riunione del consiglio d'amministrazione della Pallacanestro Varese svoltasi nella serata di ieri non ha portato novità sostanziali.[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Si prosegue con Fabrizio Frates alla guida del team nonostante il forte mal di pancia di tutto l'ambiente, vertici dirigenziali compresi, per le dichiarazioni post-partita di domenica.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]E si attendono novità positive nelle trattative in corso per trovare il sostituto di Frank Hassell, che però - anche in caso di accordo con Linton Johnson (al momento il candidato numero 1 per la Cimberio) - non arriverà in tempo per giocare sabato nell'anticipo del PalaBigi.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Dunque, la Cimberio giocherà il primo spareggio per provare a riaprire il discorso-playoff con lo stesso organico della sconfitta con Roma, contando almeno sulla ritrovata condizione di Banks ed Hassell che ieri hanno ripreso ad allenarsi a pieno ritmo.[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Ma la sfida sull'inviolato parquet di Reggio Emilia sarà comunque una verifica importante per capire se la squadra attuale - in vista di un correttivo che sembra comunque vicino - ha ancora gli stimoli sufficienti per giocare un girone di ritorno all'arrembaggio. E se l'esito del match di sabato sarà negativo in maniera poco convincente, allora la posizione di Frates tornerebbe fortemente in discussione. Il coach milanese si giocherà molto tra la trasferta reggiana ed eventualmente il derby contro Milano, con l'idea che per il match di Venezia - prima della pausa per la Coppa Italia - la Cimberio arrivi con i meccanismi registrati per giocarsi l'ultimissimo spiraglio per i playoff. [/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]E se i riscontri del campo delle prossime gare indicheranno che una svolta potrebbe arrivare con il cambio della guida tecnica, allora la società rivedrebbe le sue posizioni. Valutando comunque con attenzione anche la soluzione interna, ossia la promozione dell'assistant coach Stefano Bizzozi (già interim coach in occasione della trasferta vittoriosa di Ulm), al di là della pista di mercato legata a Marco Calvani. L'ex coach di Roma accetterebbe anche un contratto per gli ultimi 4 mesi della stagione senza vincoli per la prossima annata, ma per lui potrebbero esserci offerte alternative (Bologna in caso di sconfitta casalinga con Cremona?). E comunque, se fra le critiche che la piazza rivolge a Frates v'è il suo modo di fare da sergente di ferro, il tecnico capitolino ha metodologie sostanzialmente analoghe.[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]In ogni caso la società è disposta a compiere gli interventi necessari per riaprire la corsa per l'ottavo posto, visto che il raggiungimento dei playoff è considerato obiettivo vitale per salvare la stagione. Ma di sicuro non vuole prendere decisioni di pancia o sulla spinta degli umori popolari, e non rinnegando la filosofia basata sull'equilibrio dei conti che rimane il punto fondamentale della strategia del club.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Dunque interventi sì, ma solo se necessari e, soprattutto, compatibili con i vincoli di bilancio.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana](g.s.) - Un'uscita infelice che ha indispettito l'ambiente o una battuta di spirito mal interpretata?[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]- Quel probabilmente non vinceremo neppure lo scudetto con cui Fabrizio Frates (foto Blitz) ha chiuso la conferenza post-partita di domenica non è andato giù a parecchi, né in società né tra i tifosi. E allora il coach milanese spiega nei particolari il significato della sua uscita.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«La mia voleva essere solo una battuta di spirito per alleggerire il clima plumbeo: dopo quel lungo elenco di fallimenti, che comunque sono incontestabili e tutti veri, ho cercato di buttarla sul ridere. Certo, decontestualizzata ed estrapolata dal contesto della frase che la precede può essere interpretata in maniera diversa, ma volevo semplicemente sdrammatizzare».[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]- Dunque, alla luce dei risultati del campo, il quadro generale è così negativo come sembra?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«Rimango convinto che non tutto quello che stiamo facendo sia da buttar via. Sin dal primo colloquio la situazione mi è stata prospettata con estrema chiarezza: venendo da un'annata positiva oltre ogni aspettativa, dopo la quale era impossibile confermare in blocco i pezzi migliori, saremmo andati incontro ad una stagione molto difficile, con un roster sicuramente più debole viste le disponibilità inferiori. Sapevamo, inoltre, che l'impegno delle coppe sarebbe stato gravoso, ma era doveroso nei confronti della città parteciparvi dopo averle conquistate sul campo. E anche se di fronte a noi c'erano rivali più forti e più ricche abbiamo provato a competere, con la consapevolezza che nello sport non si partecipa solo quando si gioca per vincere».[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]- Lei crede che ci siano ancora margini per raddrizzare la stagione?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«Sapevo fin dall'inizio che le condizioni di lavoro sarebbero state difficili, ma ho sposato il progetto con entusiasmo e sono convinto che ci siano ancora le possibilità per fare bene. Devo ringraziare la società per aver fatto quadrato con grande coerenza nei momenti difficili. Sicuramente sono stati commessi degli errori nella costruzione del roster e i traguardi sportivi sono stati falliti, ma gli obiettivi prefissati coinvolgevano anche la continuità a lungo termine del progetto del club».[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]- Mercato: si parla tanto di rinforzi necessari per la svolta ma c'è qualcosa di concreto?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«Non siamo sul divano a guardare la Tv, vediamo anche noi la situazione. Però s'interverrà solo se ci sarà l'occasione giusta per la svolta: non possiamo mettere a repentaglio la sopravvivenza della società per un innesto che garantisca 2 o 4 punti in più. Frates e i giocatori passano ma Varese deve restare: non mi sentirei a posto con la coscienza nel chiedere rinforzi che mettano a rischio il futuro del club. La gestione economica tocca alla società, il mio compito è far rendere al meglio possibile la squadra limandone i difetti».[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Galeotta fu una battuta in sala stampa nel rapporto difficile tra la piazza di Varese e Fabrizio Frates? Se per mesi la società ha fatto quadrato sulla gestione tecnica del coach milanese, assumendosi direttamente la responsabilità degli errori di mercato che hanno di fatto impedito all'allenatore scelto la scorsa estate di lavorare nelle condizioni ottimali, quella uscita improvvida nel post-partita con Roma («Tanti obiettivi falliti? Se va avanti così, non vinceremo neanche lo scudetto») ha riacceso il clima di negatività che si è respirato aprioristicamente attorno al tecnico della Cimberio fin dal suo sbarco a Varese. Se quella di Frates era una battuta, di sicuro i tifosi non si sono divertiti, interpretandola invece come una presa in giro rispetto agli obiettivi dichiarati ad inizio stagione. E sebbene la stesso club - per bocca del consigliere Coppa nei giorni scorsi su queste colonne - abbia ammesso d'aver gestito male le aspettative rispetto al potenziale economico disponibile, l'impressione è che il coach abbia sconfinato, pur maldestramente e senza malizia, in un ambito non di sua competenza.[/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana][size=3]Che col decimo budget della serie A Varese non partisse favorita nel Qualifying Round di Eurolega, né in Eurocup, né nella Supercoppa e fosse irrealistico pensare di ripetere l'esaltante stagione 2012/'13 è concetto inconfutabile; ma sono discorsi che toccano alla società e non al tecnico. Spiattellati in tal modo in faccia ai tifosi non fanno altro che esasperare il clima d'un ambiente già intristito dalle 7 vittorie su 27 partite.[/size][/font][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana][size=3]Una posizione ufficiale avrebbe dovuta prenderla pure la società, ma ormai da una ventina di giorni il presidente Cecco Vescovi (foto Blitz) ha scelto il silenzio assoluto e nella circostanza ha preferito esternare direttamente a Frates il malcontento della dirigenza, che ha interpretato quell'uscita infelice come un segnale di sconforto nelle possibilità di Varese di risalire la china in classifica. Dunque, se davvero per la prima volta in discussione c'è anche il coach, non è certo sulla spinta degli umori della piazza...[/size][/font][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]È Linton Johnson l'obiettivo individuato dalla Cimberio per provare a dare la svolta alla stagione. Il 33enne pivot nativo di Chicago, lungo di 203 centimetri per 93 chili che dopo una lunga militanza nella Nba (circa 170 partite dal 2003 al 2009) si è costruito una solida seconda carriera italiana (9,9 punti e 7,9 rimbalzi in 101 gare fra tre stagioni ad Avellino e l'attuale collocazione a Sassari) è l'elemento sul quale Varese vuole investire le sue risorse per sostituire Frank Hassell.[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]L'atleta del 1980, attualmente sotto contratto col Banco Sardegna (8,4 punti e 5,9 rimbalzi di media nella stagione in corso con la squadra di Meo Sacchetti) è di fatto utilizzato soltanto come straniero di coppa dalla Dinamo che due settimane fa gli ha preferito un lungo più fresco come il 24enne Drew Gordon. Ma non è ancora chiaro se Sassari è disposta a lasciarlo partire, mentre lo stesso giocatore parrebbe disposto ad accettare anche un impegno part-time in Eurocup con la tribuna in campionato.[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]La cartina di tornasole per capire effettivamente la posizione della Dinamo nei confronti dell'atleta del 1980 - domenica scorsa rimasto a guardare in occasione della trasferta a Brindisi - è giusto la trasferta di stasera in Eurocup sul campo del Bamberg: se lo statunitense dovesse rimanere inutilizzato anche nell'unica competizione in cui può effettivamente scendere in campo, sarebbe un chiaro segnale nella direzione verso l'uscita. E a questo punto anche il giocatore sarebbe invogliato a lasciare in Sardegna gli amici Marques Green ed Omar Thomas, guardando con più interesse ad una proposta comunque allettante sul piano tecnico ed economico.[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Al più tardi entro domani, dunque, si capirà se l'operazione sarà fattibile, anche se difficilmente ci saranno i tempi tecnici per schierare eventualmente Johnson già in occasione della trasferta di sabato in campionato a Reggio Emilia.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]In caso di fumata bianca l'esordio avverrebbe pertanto nel derby contro Milano, ossia l'ultima squadra contro la quale l'atleta del 1980 è sceso in campo in campionato con la maglia di Sassari.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Dunque la Pallacanestro Varese, a lungo attiva sottotraccia su piste estere (non liberabile dalla Serbia il giovane beninese Yarou, poco... polpose le alternative greche), ha deciso di rompere gli indugi provando a compiere uno sforzo importante in vista del ciclo terribile di impegni alle porte per cercare di riaprire la volata per i playoff.[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Il cambio Johnson-Hassell aggiungerebbe atletismo ma anche carisma ed esperienza ad una squadra che ha bisogno di un giocatore rodato e dall'impatto garantito per provare a raddrizzare in extremis la stagione.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Però nel trittico Reggio Emilia-Milano-Venezia, ossia i due scontri diretti con le attuali occupanti il settimo e l'ottavo posto inframmezzati dal derby contro l'EA7, si giocherà molto anche Fabrizio Frates: il club di piazza Monte Grappa ha sempre difeso pubblicamente l'operato dell'allenatore, ma se la serie negativa dovesse proseguire fino a quota 5 prima della pausa per la Coppa Italia la svolta in panchina sarebbe impossibile da evitare. E ieri, per la prima volta, è stata sondata l'eventuale disponibilità di Marco Calvani: da qui a dire che Frates è in discussione ne corre, però evidentemente la dirigenza biancorossa non vuol farsi trovare impreparata qualora fra qualche settimana fosse obbligata ad intervenire.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Gi.Sci.[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Reggio Emilia fuori, Milano in casa, Venezia fuori, poi lo stop forzato guardando le prime otto della classifica giocarsi la Coppa Italia. Si riparte ad Avellino, poi match casalingo contro Sassari e trasferta a Brindisi.[/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Inizio davvero terribile per il girone di ritorno della Cimberio che rischia seriamente di infilare un filotto negativo in grado di inchiodarla stabilmente nella metà bassa della classifica.
    Se da una parte le vittorie di fine 2013 hanno messo al sicuro Varese da qualsiasi ipotesi di coinvolgimento nel discorso salvezza, il calendario durissimo che attende la truppa di Frates nei prossimi due mesi sembra ben difficile da conciliare con le velleità di rimonta in chiave playoff per provare almeno ad ottenere l'ultimo obiettivo disponibile della stagione biancorossa. La prova del campo ha ribadito che, con gli attuali limiti strutturali, la Cimberio è in grado di conquistare quelle 5-6 vittorie in grado di mantenerla stabilmente lontano dalla zona calda, ma non certo di rimontare i 4 punti di svantaggio nei confronti di Reggio Emilia e Venezia, ossia le prossime due trasferte sul cammino dei biancorossi.[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Se dunque c'è la possibilità di un intervento correttivo sul mercato per puntellare un reparto pivot insufficiente in termini di atletismo e qualità, è il momento di rompere gli indugi anche a costo di compiere qualche azzardo in termini di scelte tecniche. I vincoli di bilancio che limitano il margine di manovra sul mercato di riparazione sono un limite oggettivo di cui tener conto, ma un girone di ritorno senza stimoli di classifica né obiettivi aumenterebbe ulteriormente la depressione di una piazza che ha vissuto malissimo il ritorno nella metà bassa della classifica dopo l'inebriante annata 2012/2013. Anche se la situazione è critica, la società deve cercare in tutti i modi possibili di provare a raddrizzare una stagione nata male. E allo stesso modo c'è bisogno di fare tesoro degli errori commessi per programmare il futuro, separando la quotidianità del campionato che avanza dalle strategie per guardare avanti.[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]La dirigenza riuscì nell'intento due anni fa quando, pur mantenendo lo sguardo sul presente con l'aggiunta di Goss per i playoff 2012/2013, lavorò già da marzo sulla pista Vitucci scegliendo un allenatore funzionale alla scelta filosofica di puntare su un gioco più attraente per i tifosi.
    La stessa cosa non è accaduta lo scorso anno quando, concentrandosi troppo sulla corsa al vertice della classifica, si è distolta l'attenzione da un aspetto determinante come la raccolta risorse. E per la prima volta in sei anni Cecco Vescovi ha scelto un allenatore senza poi cucirgli sulla pelle la squadra adatta alle sue caratteristiche, così come invece era accaduto nelle stagioni precedenti con le gestioni Pillastrini, Recalcati e Vitucci.[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Ora la Cimberio deve ragionare sull'oggi, cercando di individuare in fretta un rinforzo interno per provare a far quadrare i conti sotto i tabelloni. Ma anche, e forse soprattutto, sul domani: cercando nuove strade per consolidare le risorse ed aumentare i ricavi. Di sicuro, però, accettare con rassegnazione l'attuale situazione di classifica trasmette una sensazione d'impotenza che rischia di azzerare l'entusiasmo di tifosi ed investitori. E questa Varese non può permetterselo, perché il rischio è quello di generare un circolo vizioso modello Pesaro, passata in due anni dalla semifinale all'ultimo posto.
    Giuseppe Sciascia
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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Un'altra delusione, d'una lunga serie. Non per uno scherzo brutale del destino ma per errori che stanno a monte, ad origine di una Cimberio sbagliata nel suo asse portante, quindi condizionata fortemente da individualità che, invece, di trascinare il collettivo, lo avvizziscono sino ad abbruttirlo. Siamo così a un temuto de profundis: il tredicesimo posto e un calendario che nelle prossime tre gare annuncia tempesta compongono una realtà spiacevole ma da accettare. Persino inevitabile, al di là di speranze e auspici dovuti per affetto, se certi paurosi limiti si trascinano vistosamente dal primo giorno costringendo Frates e i suoi uomini in un labirinto (dell'equivoco reiterato) nel quale sgomitano vanamente come prigionieri in cerca di libertà. Dall'estate scorsa questa squadra avrebbe avuto bisogno di una decisa discontinuità, peraltro sfiorata più volte con la speranza di un'inversione di tendenza stabile e possibile. Che mai in profondità si è concretizzata nel tempo, sin qui vissuto ad analizzare quegli inconvenienti inestirpabili come radici d'una pianta senza frutti. Della gara contro Roma si può eccepire sulle decisioni arbitrali non proprio casalinghe, se non contrariamente perfide, o sulle mosse dell'allenatore, imputabile dal popolo ad ogni indigeribile sconfitta, allorquando nel finale fa sedere De Nicolao, sin lì costruttivo regista, per schierare il titolare Clark. Ma, alla lunga, ogni appunto specifico non regge di fronte a una chiara sconfitta per mano di avversari di ben altro potenziale. Questa è la morale d'una mortificazione che non può, però, accompagnarsi allo sgomento di fronte a equivoci di sistema, noti da mesi, d'una Cimberio senza capo né coda, quindi costretta spesso a rifugiarsi in vecchi valori ma dal dubbio successo senza un'impronta chiara a beneficio del collettivo. Clark può anche segnare da casa sua o dal bar del palazzetto ma se poi non riesce a fluidificare l'azione della squadra nemmeno attraverso un elementare pick and roll... Già, ma il play americano è in buona compagnia, anzi cattiva, dovendo duettare con Hassell (foto Blitz) o Scekic i quali, per ragioni diverse, sotto i tabelloni sembrano talvolta confusi e persi in una selva oscura. Non ha nemmeno senso fischiare il centro serbo, di cui si conoscevano condizioni fisiche e caratteristiche (meno brillanti rispetto a due stagioni fa) e che si sta facendo il mazzo nel tentativo di far bene la sua parte (molto ingrata), eventualmente andrebbe disapprovato chi lo ha scelto e preso, valendo questo concetto all'indirizzo di Clark, non proprio un oggetto misterioso, avendo guidato (e sappiamo come) Venezia in una lunga serie di confronti. Per completezza di ammanchi si può anche parlare di una difesa con poco pathos, quindi mai fonte naturale dell'attacco, mancando ad esso prerogative convincenti. Tutte riflessioni arcinote, da... estremi mali, estremi rimedi. Facile a dirsi ma non a farsi, imponendosi per tutti una cognizione della realtà secondo la quale la società, pur volendolo, a riconsiderazione in tutta umiltà delle proprie scelte, non dispone di capitali fluttuanti, quindi di risorse occorrenti allo scopo. Si può probabilmente sperare in cambi di guardia (per uno che se ne va, ne arriva un altro), pur rischiosi in un mercato dei saldi. Una cosa è certa: la continuità della Pallacanestro Varese, con il suo appassionato e numeroso pubblico, resta più che mai un bene prezioso, anzi supremo, che presuppone sin d'ora l'abitudine da parte di tutti a una convivenza sofferta con la propria squadra del cuore cui non possono mai mancare affetto e sostegno.[/font][/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]Alla boa del girone d'andata stremati, confusi, problematici, ma soprattutto delusi. La Cimberio chiude la prima parte di stagione metabolizzando con fatica tanti stati d'animo negativi e contabilizzando una lunga serie di obiettivi falliti: il sogno dell'Eurolega, Supercoppa persa contro Siena, ingresso nelle Last 32 di Eurocup (questo sì accessibile), qualificazione alle F8 di Coppa Italia.[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Molti tifosi varesini subito dopo la sconfitta casalinga con Roma si guardavano intorno con l'aria smarrita e l'espressione dubitativa di chi, dopo una trentina di partite ufficiali, si pone una legittima domanda: che razza di squadra è 'sta Cimberio?[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ahinoi, la risposta nella sua cruda durezza è abbastanza semplice: trattasi di formazione modesta. In particolare in relazione a speranze ed ambizioni che, a questo punto, guardandosi alle spalle sono state decisamente sovradimensionate. Varese oggi, rispetto alle vere rivali, quelle che si giocheranno la stagione, appare modesta in tutto: nella sua struttura tecnica, atletica e fisica e nella organizzazione mentale di alcuni giocatori.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Con premesse del genere i risultati, spiace ribadirlo, non potevano essere granché diversi. La modestia tecnica, più volte sottolineata, appartiene ad una squadra che dall'asse play-pivot ricava poco, che in attacco dipende in tutto e per tutto dal bacio della morte rappresentato dal tiro da 3 punti, che ha una serie di giocatori con qualità e caratteristiche abbastanza facili da battezzare e, quindi, neutralizzare o ridurre.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Argomentando di modestia fisica e atletica, questa è talmente evidente e solare che, spesso, agli avversari basta (è bastato) mettere le partite su questi binari per portarsi via due punti comodi. Di fatto Varese, in scontri ad alto livello, paga dazio in termini di muscoli, chili e atletismo praticamente in tutti i ruoli. Tuttavia, nel leggere e spiegare la scarna classifica attuale, più di ogni altra considerazione, pesa il comportamento di una squadra che per consolidate e conosciute magagne individuali e la solita pochezza fisico-atletica in difesa non può e non è in grado di vincere nemmeno una partita.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Oggi in casa Cimberio ci sono solo tre giocatori - Ere, Banks e De Nicolao - in grado di tenere l'uno contro uno con risultati apprezzabili, mentre gli altri sono da... pietoso velo. La difesa, com'era successo lo scorso anno, non ha l'entusiasmo che animava tutti quanti a dare qualcosa e soprattutto non può più usufruire di Bryant Dunston, sceriffo senza macchia e senza paura che là dietro accorreva sempre a salvare i compagni in difficoltà.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Senza una solida base difensiva, che è l'unica coperta in grado di riscaldare nei momenti di gelo offensivo (vedi i miseri 3 punti segnati nel terzo periodo contro Roma), la Cimberio ha ben poche chances di potersi avvicinare al livello che conta. Il tutto messo nelle mani di un allenatore come Fabrizio Frates che, già inviso ad una parte del pubblico, si trova per di più a dover lavorare con un gruppo lontano dai suoi standard, che prevedono difesa dura e rigide esecuzioni offensive.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Con questo catalogo e con le note difficoltà economiche che non consentono di cambiare organico e passo, le prospettive in vista del girone di ritorno appaiono limitate: vincere quelle cinque-sei partite che sembrano alla portata e concludere in modo anonimo un campionato senza slanci.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Annate storte possono capitare. Basta dirselo con coraggio e con franchezza. Alimentare ulteriori illusioni, peraltro già naufragate come la Concordia, sarebbe colpevolmente sciocco.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Massimo Turconi[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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