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VareseFansBasketNews

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    [font=verdana][size=3]Dice è bello sognare l'impossibile. Dice, anche, che l'impossibile non esiste. Ma dopo aver visto Cimberio-EA7 resta l'impressione che tutte queste frasi siano solo accattivanti slogan per pubblicitari incalliti.[/size][/font]
    [size=3][font=verdana]La verità è che in gare di questo genere l'impossibile, battere la grande, potente, interminabile Milano, sia qualcosa di tremendamente reale.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]L'EA7, questa EA7, rappresenta tanta, troppa roba - tecnica, fisica, centimetri, chili, soluzioni tattiche, opzioni sui due lati del campo - per una Varese che avrebbe dovuto mettere in scena la partita perfetta per riuscire a spuntarla. Una Cimberio che però, commovente per approccio e determinazione, è andata vicina al colpaccio. In alcuni momenti addirittura vicinissima. A ricacciarla indietro il boomerang della percentuale da 3 punti che nel secondo tempo, quello buono per tenere vive tutte le speranze, ha segnalato uno spaventoso 0/11, con 11 errori di fila e Clark e Sakota, gli specialisti, che hanno chiuso con 1/11. La sostanza della sconfitta di Varese è quasi tutta qui, in una prestazione balistica che annulla il pur positivo 61% da 2 ed il virtuale pareggio nella lotta a rimbalzo (30 a 36). Uno zero che annacqua la buonissima prova di Banks, ottimo nel far impazzire Hackett in avvio, di Polonara, che è piaciuto molto per come ha attaccato di forza il canestro contro avversari più tosti e voluminosi e l'esordio discreto dell'atteso Johnson, presente in positivo ma limitato dai falli.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]La partenza bruciante della Cimberio è perfetta per esaltare Masnago. Varese, che sul piano del ritmo ha una marcia in più, colpisce in transizione con Polonara e Clark lesti nel siglare il massimo vantaggio (20-11 all'8), ma a spegnere le velleità della Cimberio arrivano il secondo fallo, moooolto prematuro, di Linton Johnson. Milano, intanto, comincia a macinare gioco speculando diabolicamente su tutti i duelli a lei favorevoli, primo fra tutti quello in post basso tra Banks e Gentile. Il milanese al tiro è dannoso come la grandine, ma crea assist per Samuels e apre spazi per il recupero ospite. L'EA7, dopo il pessimo 5/17 sale di tono e disputa un secondo quarto offensivamente strepitoso (14/17 da 2, 82%).[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Milano alza l'atletismo con Lawal e Langford che, nei giochi spalle a canestro, approfitta ferocemente di De Nicolao. Langford piazza un devastante 5/5 che firma la parità sul 28-28 al 14'.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Milano con la zona 3-2 sporca le conclusioni dall'arco, Varese con intelligenza sceglie altre strade tattiche ed appena può corre verso il ferro. Non a caso è l'eccellente percentuale da 2 (7/9) a tenere Varese in partita, ma Milano, terrificante, un tassello alla volta infila il parziale di 6-14 che apre il solco nel match: 34-42.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]La Cimberio con la forza del carattere non soccombe (48-52) contro un'EA7 che comunque gioca una partita di grande solidità mentale e nel momento che conta davvero sfodera le giocate superbe di Hackett: due triploni da campionissimo che respingono Varese: 52-64.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]L'Olimpia, poi, con la forza della sua panchina fa tutta la differenza del mondo producendo 40 punti contro i soli 8 dei varesini.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]La Cimberio, che non segna più, scivola anche a -13 (58-71 al 30') e Milano, seppur con un pizzico d'affanno, chiude in controllo.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Massimo Turconi[/font][/size]

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](4 punti; 2/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Più guizzante di altre volte, trova impiego e frutti soltanto nel primo tempo. Nella ripresa Frates non fa un cambio nemmeno dietro compenso, allora il serbo può sostare comodo sulla seggiola con una copertina sulle gambe.
     
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/3 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 4,5. [/b]Lo sciagurato Dusan commette disastri a non finire. Sembra un personaggio dei cartoni animati che brucia la camicia con il ferro da stiro, picchia la testa e inciampa. Lui perde palloni a ripetizione e spara a salve. Grottesco.
     
    [b]KEYDREN CLARK [/b](12[b] [/b]punti; 4/7 2p; 1/8 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]L'altrettanto sciagurato KeeKee sforna una nuova puntata del [i]reality show [/i]“come non giocare a pallacanestro”. Siamo ormai stanchi di indagare sulle logiche che governano i palleggi sonnolenti, i tiri forzati, le non difese. Bocciatura senza appello.
     
    [b]ADRIAN BANKS [/b](20 punti; 5/8 2p; 1/2 3p; 7/7 tl)[b] VOTO: 7,5. [/b]Vedi Milano e poi risorgi. Da quando è in Italia, Adrianino ha sempre dato il meglio contro i cugini. Anche questa volta gioca in maniera armoniosa, senza disdegnare qualche colpo proibito. La sua preghiera è però vana.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Avvistato in fila alla Questura, sta denunciando, con le lacrime agli occhi, Langford. Diverse le rimostranze contro lo [i]yankee[/i]: eccesso di velocità e di acume, maltrattamento in post basso, retina bruciata a più riprese.
     
    [b]LINTHON JOHNSON [/b] (8 punti; 2/6 2p; 0/0 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Fuga, grazie alle movenze pimpanti e ai sei rimbalzi, i dubbi di chi ipotizzava di vederlo scarico e senza furore agonistico. Purtroppo dovrà abituarsi a giocare senza un vero play affianco: compito improbo.
     
    [b]EBI ERE [/b] (9 punti; 3/4 2p; 1/4 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Per depistare Moss, suo sparacchio della scorsa stagione, si presenta con una fascetta stile NBA. Peccato che la forma fisica non sia esattamente da America. Nemmeno la mano è quella dei bei tempi...
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](14 punti; 5/9 2p; 1/4 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 6. [/b]La sua esuberanza viene smorzata, a lungo andare, dai mastini milanesi che gli stanno alle calcagna . Alcune folate sono pregevoli, ma la gloria rimane lontana.

  • Nicolò Cavalli
    La ricorderemo come la stagione delle sconfitte onorevoli. Archiviata da tempo la scorsa annata di splendida follia, passata a coltivare sogni di Coppe e Scudetto, Varese rinuncia anche alla strenua difesa del Campanile e vede il suo Fortino violato nel derby n. 168.
     
    Il film, bene o male, scorre in maniera arcinota. Mancano chili sotto le plance, il [i]playmaking [/i]è un miraggio, i tiri dalla lunga sono una croce e non una delizia. L'avversario sa giocare a pallacanestro e avanza inesorabile. Il primo atto, in realtà, appassiona grazie ad alcuni colpi ad effetto (con il pistolero Banks che prova a discostarsi dalla trama), i quarti centrali scivolano con esito scontato (Milano cambia il ritmo, la Cimberio resta ferma al palo), i titoli di coda scorrono presto. Sembra un film giallo in cui l'assassino conclamato è il maggiordomo: inutile sforzare la fantasia, la storia non cambia.
     
    [i][b]Contesa energica. [/b][/i]L'avvio è guardingo su entrambi i lati, come se i dieci uomini in campo percepissero la tensione del derby. Una tripla di Ere, seguita da due giocate preziose del “presidente” Johnson e da un'entrata di Clark, scalda l'ambiente: coach Banchi striglia i suoi con un minuto di sospensione in concomitanza del 10-2. Il tonnellaggio di Samuels e il fiuto da segugio di Moss (tripla dopo palla vagante) riducono il gap, anche grazie a un paio di fischi quanto meno generosi: l'attacco dell'EA7 è coccolato come una specie in via di estinzione. Varese ci mette del suo bloccando la circolazione in attacco, però trova dalla compensazione della terna – fallo tecnico a Samuels – la propulsione per issarsi sul 18-11, targato Banks. Nella convulsa coda del periodo, l'ingordigia della Cimberio (Polonara indovina un contropiede ma sbaglia il successivo) e qualche rimbalzo offensivo di troppo concesso a Gentile sanciscono il 22-16.
     
    [i][b]La profondità dei roster ristabilisce i valori. [/b][/i]Milano riprende vigore con gli ingressi lussuosi dalla panchina di Langford, Melli e Lawal, la Cimberio prova a tener botta pescando dal cilindro canestri sporchi con Scekic e ancora con Achille: 28-24. La differenza tra le seconde linee, sebbene per l'EA7 tale dicitura sia un azzardo, rappresenta uno scontato preludio al pareggio (30-30); l'ottima zona predisposta dai meneghini fa il resto puntellando la primi mini fuga ospite. Rush, De Nicolao e Sakota vengono cannibalizzati come esploratori dispersi in Papuasia, allora Frates predica calma per evitare psicodrammi sul 34-42. La risposta arriva timida dall'attacco (2+1 di Polonara, dardo di Clark), ma è una chimera in difesa. Riproponendo il canovaccio di inizio gara – cattiveria agonistica e mani addosso – i padroni di casa dimezzano lo svantaggio, quindi Moss timbra il 42-28 sulla sirena.
     
    [i][b]La bagarre non basta. [/b][/i]In avvio di ripresa un assist di Clark per Johnson (gravato di tre penalità, con buona dose di ingenuità) produce una schiacciata da fantascienza, utile ad accendere la passione di Masnago – stracolma ma a tratti dimesso, in perfetta sintonia con i suoi ragazzi – e a ridare un fugace meno quattro ad Ere e compagni: 48-52. Hackett dall'angolo e Banks in entrata deliziano i palati fini, Mei viene lanciato nella mischia con la missione di alzare il tono della difesa. In un climax ascendente di pathos, Varese si dimentica di far funzionare le sinapsi e il pubblico ricade nel brutto vizio di gettare palle di carta in campo (e meno male che la società ha lanciato una campagna benefica con i proventi delle auspicate mancate multe …). L'Emporio con autorità plana sul più nove, 42-51, quindi rincara la dose con la tripla frontale di DH, nemesi per eccellenza dei fedelissimi prealpini (11 punti + 8 rimbalzi nel paniere di Dany Boy). La forbice rimane aperta fino al termine della frazione, con un meno dieci che mette la Cimberio con le spalle al muro.
     
    [i][b]Reazione tardiva. [/b][/i]Il guizzo dell'ex Kangur, ripescato da Banchi dopo aver accumulato polvere in panchina, e l'ennesimo disastro di Sakota sono un macigno dal quale Varese prova a liberarsi con malaugurati tiri dalla lunga (percentuale misera dall'arco, 4/22). L'antisportivo comminato all'abulico Dusan affonda le ultime speranza biancorosse con lo scoccare del 56-71, inducendo Milano ad alzare un po' troppo presto le mani dal manubrio. Un parziale di 8-2 non trova felice seguito, anche perché l'eccellente Langford – MVP con 16 punti e 7/8 dal campo – aggiunge alla sua collezione della serata la tripla ferale del 64-76. Le tossine rilasciate dalla beffarda sconfitta di Istanbul debilitano Milano nel rettilineo d'arrivo, però lo scienziato Clark pensa bene di palleggiare quindici secondi invece di aggredire il ferro. Il finale è pura accademia, con la Cimberio che rosicchia punti senza mai impensierire l'EA7.
     
    Non resta che narrare di un pubblico ancora una volta prodigo di passione e voce, fino quasi a sgolarsi, nonostante la quarta sconfitta stagionale tra le mura amiche. La sensazione, non troppo piacevole, è che un analogo finale d'articolo dovrà essere ancora riproposto in questa stagione dalle tinte mediocri. Così mesta da farci rimpiangere i cari, vecchi, film gialli...

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][color=rgb(37,39,37)]E’ una classicissima dai mille spunti quella che stasera a Masnago (palla a due alle ore 20,30) metterà di fronte Varese e Milano per il duello numero 168 dei 66 anni di storia del derby lombardo per eccellenza. La lanciatissima capolista EA7, imbattuta in campionato dopo l’innesto di quel Daniel Hackett che con la maglia di Siena ha “stoppato” i sogni di gloria della Cimberio per tutto il 2013 (dalla Coppa Italia alle semifinali playoff fino alla Super-Coppa), dovrà misurare lo spessore delle ambizioni playoff di Varese. Rinvigorite sul campo dal brillante raid di Reggio Emilia che ha inaugurato col botto il girone di ritorno, e nella sostanza dall’innesto del veterano Linton Johnson al posto di Frank Hassell nel tentativo di correggere i problemi strutturali più evidenti dal punto di vista difensivo.[/color][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][color=rgb(37,39,37)]EFFETTO LINTON - L’esordio del 33enne lungo di Chicago scelto per le sue caratteristiche di atletismo e verticalità al posto di un centro di posizione come Hassell sarà certamente tra i motivi di maggior interesse di una sfida che metterà subito alla prova il nuovo assetto dinamico scelto dalla Cimberio per completare il restyling del roster. Certo dopo soli 3 allenamenti con i nuovi compagni non si può pretendere che un giocatore agonisticamente inattivo dall’8 gennaio abbia un impatto immediato; ma più che spunti individuali, da Johnson si attendono esperienza e solidità difensiva per far quadrare i conti di una squadra di attaccanti perimetrali. Logico che tutti i tifosi biancorossi sognino l’ennesimo “sgambetto” casalingo alla superfavorita Olimpia; ma le partite chiave nella volata playoff di Varese sono le prossime due trasferte a Venezia ed Avellino, inframmezzate dallo stop per la Coppa Italia. Anche se il derby di stasera contro una squadra sulla carta molto superiore è comunque una partita che la squadra di Frates dovrà affrontare al massimo della concentrazione e dell’energia: una sconfitta non cambierebbe granchè in classifica, ma una vittoria varrebbe un capitale in termini di entusiasmo...[/color]
    [color=rgb(37,39,37)]RIMBALZI E VELOCITA’ - Sul piano tecnico le priorità del coach milanese ex di turno sono principalmente due. Il primo è quello di non subire il mix di forza fisica ed atletica di un’EA7 che soprattutto sul perimetro ha una taglia da Eurolega. Il secondo, legato all’effetto Johnson, è quello dei rimbalzi: Varese è sedicesima su 16 squadre di serie A nella classifica di squadra, mentre Milano è seconda. Se i biancorossi vorranno crearsi una chance di fermare la corazzata Olimpia, servirà limitare l’urto sotto i tabelloni e non subire le velenose transizioni di una squadra che a metà campo accusa ancora qualche passaggio a vuoto (vedi i 60 punti di venerdì ad Istanbul al di là del clamoroso canestro da oltre 20 metri allo scadere di Planinic).[/color]
    [color=rgb(37,39,37)]DIFESA DI FERRO - La qualità principale della Milano plasmata da Luca Banchi è la forza della difesa, la migliore del campionato sulla base di un roster profondissimo (12-giocatori-12) e ricchissimo di opzioni. E dopo l’arrivo di Hackett, l’EA7 in versione Italia ha assunto il crisma da rullo compressore (5 vittorie su altrettante gare con scarto medio di oltre 18 punti e 62,8 punti subiti): numeri sullo stile della Siena del terzo e quarto scudetto, che hanno portato l’Olimpia dal settimo posto del 23 dicembre al primato agganciato domenica scorsa. Corretti in corsa con Lawal ed il play ex Siena i problemi iniziali in regia e sotto le plance, Milano ha tutte le carte in regola - anche per oggettiva mancanza di avversarie, prima di tutto sul piano economico - per rompere il lungo digiuno tricolore che dura dalla stagione 1995/96. Il match di Masnago è comunque un test significativo anche per gli ospiti, che finora hanno costruito[/color]
    [color=rgb(37,39,37)]gran parte delle loro fortune al Forum (14-1 il record casalingo tra campionato ed Eurolega), raccogliendo però molto meno in versione-esportazione (4 vittorie su 15 gare esterne, 3-5 in Italia dove l’acuto più brillante è stato quello di Sassari, ultima partita giocata in campionato da Linton Johnson lo scorso 5 gennaio).[/color]
    [color=rgb(37,39,37)]LE CHIAVI PER VINCERE - Il compito della Cimberio è improbo, ma contando sul sostegno di un PalaWhirlpool verso il “sold out” la squadra di Frates vuole confermare gli spunti positivi di Reggio Emilia. Per battere Milano servirà una prova votata alla coralità, al sacrificio difensivo ed all’intensità. E ovviamente una prestazione balistica di spessore. Ma se Varese vuol dimostrare di aver voltato pagina dopo un girone d’andata vissuto lontano dalle luci della ribalta, questa è la notte per provare a "girare" la stagione.[/color]
    [color=rgb(37,39,37)]Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Due triple decisive per spaccare la partita, ritrovando il compito di uomo del destino coniato per lui ancora prima del canestro decisivo contro Siena. Ma dopo la vittoria di Reggio Emilia il concetto che Dusan Sakota ribadisce più volte è quello di squadra. Una dimostrazione eloquente dell'unità del gruppo - sia al suo interno che nei confronti del suo allenatore - che ha spazzato via tutte le polemiche successive allo stop casalingo contro Roma. [/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]«È stata una risposta chiara e nitida che la squadra ha saputo dare nel suo insieme. Anche altre volte avevamo lottato fino in fondo, ma a Reggio Emilia siamo finalmente riusciti a coronare una rimonta con un finale determinante costruito grazie al lavoro duro del gruppo. Per espugnare un campo così difficile serviva una prova corale di alto livello; ma ho sempre creduto nell'orgoglio di questo gruppo che sa di rappresentare una delle società più storiche d'Italia, e ci siamo riusciti tutti insieme». [/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Una vittoria fortemente voluta che la Cimberio ha saputo costruire cambiando completamente volto in difesa, ossia il suo tallone d'achille per tutto il girone d'andata. E dopo la conclusione dell'Eurocup Sakota sottolinea l'importanza del lavoro settimanale per preparare al meglio le partite: «Negli ultimi 5 minuti il lavoro difensivo di De Nicolao è stato veramente devastante perché ha rubato 3 palloni quasi consecutivo da solo. Ma i complimenti vanno a tutta la squadra, perché siamo stati perfetti nelle chiusure e nelle rotazioni che avevamo preparato. Sapevamo esattamente cosa fare nelle varie situazioni d'attacco di Reggio Emilia: lavorare per tutta la settimana nella preparazione delle partite è molto importante per arrivare pronti a questi appuntamenti».[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Dunque il girone di ritorno di Varese è iniziato nel miglior modo possibile, e Sakota auspica che il copione del match del PalaBigi possa diventare una costante: «La vittoria di Reggio Emilia ci dà grande entusiasmo per proseguire al meglio il ciclo difficile di partite che ci aspetta. La voglia all'interno del gruppo c'è sempre stata, ora la fiducia garantita dal successo esterno di sabato dovrà darci la carica per prepararci al meglio alle prossime sfide decisive. L'importante è affrontare ogni impegno al 100 per cento e mantenere la concentrazione difensiva che ci ha permesso di conquistare due punti importanti al PalaBigi". Ora il derby contro l'EA7 rappresenta un test oltremodo impegnativo per la Cimberio, cui toccherà il compito di provare a fermare una Milano davvero scatenata dopo l'aggiunta di Daniel Hackett (7 vittorie in 8 gare con un 5 su 5 in campionato per la formazione di Luca Banchi). Ma in vista della sfida contro la capolista Sakota chiama a raccolta il pubblico varesino: «Non esistono squadre imbattibili, anche se al momento attuale Milano sta giocando benissimo ed è certamente la più in forma del campionato. L'ho vista giocare in Eurolega ed i suoi progressi sono evidenti rispetto ad inizio anno quando abbiamo giocato al Forum. Però siamo cresciuti anche noi, e comunque giocare al massimo su due fronti è difficile anche per loro: arriveranno a Masnago dopo la trasferta di Istanbul e magari saranno stanchi. Ma noi dovremo essere al 100 per cento, confidando in un PalaWhirlpool pieno e compatto nel sostenerci: ho sempre creduto che i tifosi sono il nostro sesto uomo, se sapranno darci la carica come lo scorso anno possiamo ancora regalargli belle soddisfazioni».[/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Come una dolce brezza che allevia un clima opprimente. È un po' questa l'immagine della Cimberio che regge alla stretta di mortali polemiche demolendo con autorevolezza lo sfavorevole pronostico di Reggio Emilia. È il classico successo che non t'aspetti, immaginandolo però possibile come quella scossa che offre la vita quando sembri al tappeto in un kappaò di certezze smarrite. È pur vero che se i due punti conquistati non spostano di molto la situazione (grave ma non seria, citando Flaiano), essi tuttavia servono a mantenere la squadra ai confini di terre più tenere ma, soprattutto, a riconciliare il tifoso a Frates (foto Blitz) e ai suoi uomini, finiti - dopo la sconfitta patita da Roma - sulla graticola delle critiche, persino dentro casa a rischio di un gioco al massacro che avrebbe potuto presupporre un pericoloso disfattismo. Già evitato, lì per lì, dalla saggezza istituzionale di Cecco Vescovi il quale, tenendo fuori la società da ogni energica disputa, ha fatto il pompiere e non l'incendiario (magari incompreso dai più). Al completamento dell'opera (di protezione) hanno pensato poi, in presa diretta, Frates e i suoi uomini con i fatti, in campo, contro una formazione sicuramente più accreditata in competitività alla luce di un buon momento e di una classifica decisamente migliore.[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Rallegramenti di cuore, dunque, per un raggio di luce in un momento di buio, pure di fronte a certe previsioni d'un durissimo calendario. Sicuramente grande risalto lo pretende, nell'incredibile serata storta di Banks, l'efficace valenza degli uomini della panchina, ben impiegati e alternati, ad uso e consumo del collettivo, dal tecnico le cui scelte (giudicate in genere dal tifoso come cavoli a merenda, talvolta a ragione ma altre a torto, se non per partito preso) hanno inciso nell'economia della prestazione biancorossa.[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]A Cesare quel che è di Cesare, ovvero a Fabrizio il quale, tanto per ricordare l'equilibrio del club, ha sempre goduto di buone spalle (protettrici) da parte della dirigenza, mai tentata dal sollevarlo pur di fronte a un popolo ululante di disapprovazione. Reggio Emilia, in verità, non era imbattibile ma il periodaccio dei nostri induceva a temere una nuova sconfitta, da serie nera, invece proprio questa mal combinata Cimberio, nel momento dell'appello più stringente, ha sfoderato l'atteggiamento più giusto, soprattutto in un crescendo tipico delle squadre che posseggono più mezzi e convinzione attraverso l'apporto di più uomini, a cominciare da Clark per finire ai due centri, più risoluti e spronati del solito.[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Evidentemente questa squadra possiede delle qualità, seppur fra limiti noti e depressivi che ne hanno condizionato sistematicamente il suo rendimento sennò non si spiegherebbe, nel tempo, una posizione di classifica non proprio esaltante. Ai demeriti stavolta prevalgono nettamente i meriti, innanzitutto di Hassell, nell'occasione valente, pur da precario nell'attesa di Linton Johnson il quale dovrebbe soppiantarlo per titolarità garantendo maggior solidità difensiva grazie a una sua attitudine intimidatoria mentre, in attacco, qualche perplessità resta, quindi di Clark come realizzatore, auspicandone una certa continuità, potendo puntare Frates su De Nicolao, apprezzabile come ragioniere e assaltatore. Dunque, in sintesi, dopo un turno così confortante, va benedetta soprattutto la serenità, perché l'averla catturata in un momento di grande sfiducia nell'aria significa per allenatore e giocatori, credere di più l'uno nell'altro e per i tifosi nella propria squadra. Pur di fronte a sfide, si diceva, molto dure, a cominciare da quella fors'anche proibita con Milano.[/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Ancora 48 ore per l'ufficialità dell'approdo a Varese di Linton Johnson (foto dinamobasket.com). Lo statunitense liberato dal Banco Sardegna è atteso in città nella mattinata di domani proveniente da Caserta, la città natale della moglie Delia che ha appena dato alla luce il loro primogenito.[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Ma fino a giovedì la società di piazza Monte Grappa non potrà ufficializzare l'accordo che la legherà al pivot del 1980 fino al termine della stagione: di mezzo c'è una questione burocratica dovuta alla presenza del giocatore ex Avellino nella lista dei tesserati dalla Dinamo per le Last 32 di Eurocup: la finestra di mercato prevista a cavallo tra andata e ritorno si aprirà soltanto dopo le gare di mercoledì e solamente allora si potrà formalizzare la transazione tra i sardi e il giocatore, libero a questo punto di firmare il contratto con Varese.[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]L'accordo a tre fra Sassari, Johnson e Cimberio è comunque già stato raggiunto nel weekend appena trascorso e l'attuale impasse è legato ad un mero passaggio tecnico, che però impedirà a Johnson di allenarsi con la squadra di Fabrizio Frates fino alla ratifica ufficiale dell'accordo con il club biancorosso.[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Dunque, il nuovo centro non potrà scendere in campo nell'amichevole ufficiale prevista per domani sera a Torino (sfida per beneficienza - prevista una raccolta fondi per la ricerca contro il cancro - contro la Manital di Stefano Pillastrini: si giocherà alle ore 20.30 al PalaRuffini).
    E fino a giovedì in società le bocche resteranno cucite sulla questione mercato: sia in entrata che in uscita. Anche se è evidente che all'arrivo di Linton Johnson farà seguito la partenza di Frank Hassell. Ieri il pivot mancino era regolarmente presente all'allenamento di riattivazione dopo il match vinto sabato scorso a Reggio Emilia (assenti i due azzurri Polonara e De Nicolao, seduta interrotta per Scekic a causa di un attacco febbrile).[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]La società biancorossa attende dall'agente del giocatore la risposta per ratificare l'accordo di transazione del suo contratto. Ma in ogni caso la sua partenza - con ogni probabilità verso Israele, si parla del Bnei Herziliya - avverrà soltanto dopo l'ufficialità della firma di Johnson, dato che per motivi regolamentari Varese - avendo scelto la formula con sette stranieri - deve sempre avere sette contratti non italiani per non incorrere in una sanzione economica pari a 50mila euro.
    Quel che è certo è che sarà Hassell il sacrificato per consentire alla Cimberio l'ingaggio di Johnson: sul piano teorico il team biancorosso potrebbe anche sacrificare Scekic e tenere in organico entrambi i centri americani, avendo attualmente due soli extracomunitari e cinque europei. Ma la societa è stata chiarissima nel ribadire più volte che qualsiasi operazione di mercato sarebbe stata effettuata senza ulteriori extrabudget.[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]E il cambio Johnson per Hassell - contando anche l'importo della transazione con il pivot della Virginia - risponde perfettamente a questo criterio.
    Se l'intesa con il nuovo pivot sarà ratificato giovedì, nel giorno in cui il programma settimanale prevede riposo, il neoacquisto della Cimberio avrà appena tre giorni di tempo per inserirsi nei meccanismi di Frates in vista del derby da disputare lunedì prossimo contro Milano.
    In ogni caso l'atleta statunitense non ha certo ruggine da togliersi di dosso (fermo da mercoledì scorso, mentre l'ultima gara ufficiale risale all'8 gennaio in Eurocup contro Ankara) e dunque sembra certo il suo debutto contro l'EA7, ossia l'ultima squadra affrontata in campionato con Sassari lo scorso 5 gennaio...
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]SCEKIC 6,5 - Fatica a prendere le misure dei tentacoli di Cervi, nel quarto periodo dà profondità al gioco e soprattutto garantisce efficacia nelle rotazioni difensive. [/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]SAKOTA 7,5 - Spacca la partita con due triple devastanti che chiudono il break decisivo di 0-14, ripagando Frates della fiducia nel dargli spazio nel rush finale. 
    Che sia tornato l'uomo del destino? [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]RUSH 5,5 - Fatica a reggere White in post basso, generoso ma ingenuo sull'episodio dell'antisportivo del quarto periodo.[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]CLARK 7,5 - Legge con grande sagacia le scelte difensive di Reggio, che prova ad imitare Roma nel buttarlo stablimente dentro l'area; ma i 16 punti con 7/10 al tiro della ripresa infiocchettano una gara decisamente sostanziosa (anche 5 assist). Con ogni probabilità la migliore in maglia Cimberio. [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]DE NICOLAO 7,5 - Sprazzo difensivo determinante per il sorpasso, sorregge la vena offensiva di Clark con grande efficacia. [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]BANKS 5 - La peggior partita in maglia Cimberio senza trovare mai lo speed per le sue incursioni taglienti né il feeling con la retina. Finisce con 0/5 al tiro in 22' applaudendo i compagni nel rush finale. [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]MEI 7,5 - La classe operaia va in Paradiso con un lavoro difensivo super su Kaukenas e lo spirito da combattente elogiato in blocco da Frates e Vescovi. I suoi 16 minuti di dedizione al collettivo sono la miglior fotografia della Cimberio di ieri.[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]HASSELL 6 - Bottino offensivo decente anche se Brunner si unisce all'elenco dei pivot che stabiliscono il massimo stagionale contro la Cimberio; per questo nel finale Frates gli preferisce Scekic. Saluta Varese con una prova accettabile, dal derby con Milano toccherà a Linton Johnson garantire un presidio dell'area difensiva più vigoroso. [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]ERE 6,5 - Soffre a lungo l'esplosività di White, nel finale giocato sulle esecuzioni e sulla sagacia tattica non sbaglia una scelta. [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]POLONARA 6 - Qualche guizzo offensivo alternato a pause difensive, nel 4° periodo lascia la ribalta a Sakota. 
     
    REGGIO E.: White 6; Filloy 5,5; Brunner 6,5; Antonutti 6,5; Bell 5; Kaukenas 5; Cervi 6; Silins 5,5; Cinciarini 6. 
    G.S.[/size][/font][/color]
     

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][font=verdana]REGGIO EMILIA - I nuvoloni grigi, carichi di pioggia ma anche di polemiche, delusione, visi contratti e contriti, aspettative negate e desideri repressi, spazzati via in un attimo dalla Cimberio che non t'aspetti: quella che, dopo una gara in salita e all'inseguimento, negli ultimi minuti veste i panni del killer ha la lucidità, la freddezza e la cattiveria per azzannare alla gola un avversario stremato e chiudere i conti in modo addirittura crudele.[/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Un successo costruito con una gara disputata in crescita costante. Iniziata male sui due lati del campo e conclusa in gloria, migliorando ogni voce: percentuali dal campo transitate dal 35% del primo quarto all'eccellente 62% finale, rimbalzi dominati (35 a 31 con ben 11 offensivi) e scatto finale che ha bruciato una Grissin Bon apparsa sulla gambe. Un successo costruito, dimenticando il peggior Banks della stagione, anche con il bel contributo di un decisivo De Nicolao, di Nicola Mei, solo 3 punti, peraltro importanti, ma soprattutto una difesa che ha tolto spazi, respiro e tranquillità ad una star come Kaukenas e del tanto vituperato Hassell, alla fine più che positivo.[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Proprio Franklin inizia la gara in modo fantastico: morbido jumper dalla lunetta e tre rimbalzi offensivi che valgono extrapossessi per il 2-8 al 3' grazie alle triple di Ere e Polonara. L'attacco varesino però s'incarta presto (6/17 nel primo quarto) sul sistema di continui cambi difensivi adottati dalla Grissin Bon e subisce, solo in contropiede, il 12-2 che ribalta il punteggio. De Nicolao con un buon controllo del ritmo e un paio di assist per Scekic tiene Varese sui binari: 20-18 al 13'. La Cimberio continua a tirare malissimo, ma Reggio con Kaukenas... inutile (4 perse) non fa granchè meglio. Così, alla pausa lunga, ritrovarsi in partita con la coppia Clark-Banks ancora a secco e da 0/8 dal campo sa di miracoloso.[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Dopo l'intervallo Reggio inizia a gran ritmo con il duo Brunner-White a produrre 11 punti consecutivi che segnano il primo consistente allungo dei padroni di casa: 46-36 al 23'. Varese, con Clark che ritrova feeling col canestro e Hassell che malgrado alti e bassi porta a casa la pagnotta, non cede sul piano nervoso neanche quando un paio di giri di zona vengono puniti da canestri facilissimi di Antonutti e nemmeno quando Kaukenas con l'unica tripla della sua gara fa ancora +10: 58-48 al 28'.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Così in avvio di quarto periodo il triplone di Mei (62-58) infonde ulteriore coraggio ad un gruppo che sente di essere tonico, reattivo, in piena sintonia con la partita e pronto a coglier l'attimo che, inevitabilmente cinematografico, arriva giusto nel momento in cui la Grissin Bon con la tripla di Filloy (69-63 al 35') sembra potersi scrollare di dosso le paure di una gara inguardabile. Mentre Reggio festeggia prima del tempo, Clark - letale quando può giocare a mano libera - guida con serenità gli attacchi di una Cimberio che, giocando alla perfezione e con favolosa coesione, mette a nudo i limiti di una Reggiana slegata, tecnicamente e mentalmente. Il risultato dei due atteggiamenti contrapposti è tutto nel torrenziale parziale (0-14, con le due triple di Sakota a sigillare il successo ospite) che raggela il pubblico di casa ed esalta una Cimberio che, unita fra titolari, panchinari e staff tecnico, fa festa in mezzo al campo.[/font][/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][size=3][font=verdana]Qualcosa è cambiato? Del doman - diceva il poeta - non v'è certezza. Quindi, in attesa di conferme, godiamoci questa vittoria, la prima davvero pesante fuori casa.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Massimo Turconi[/font][/size][/size][/font][/color]
     

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