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VareseFansBasketNews

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3][color=rgb(37,39,37)]Cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia. Neppure l'esonero di Fabrizio Frates, chiesto a gran voce dal pubblico ma soprattutto "suggerito" dall'atteggiamento negativo della squadra nelle gare contro Avellino e Sassari, modifica il trend negativo di una Cimberio che come nel match di andata del PalaWhirlpool viene travolta dall’agilità dell’Enel. Ma allora Coleman era in tribuna, Hassell presidiava (vabbè…) l'area e l'Eurocup "dragava" energie e morale; dopo tre mesi e mezzo, due titolari del quintetto e un allenatore cambiato, il risultato è lo stesso anche se (sulla carta) la squadra è migliore. Un dato che fa riflettere sul gruppo, che ha evidenziato uno spessore caratteriale decisamente modesto nella partita in cui avrebbe dovuto avere una reazione d’orgoglio. E l’esonero di Frates? Se la società ha ritenuto che il rapporto tra il coach milanese e la squadra fosse ormai logoro giusto provare anche questa strada per togliere ai giocatori l’alibi di un allenatore "brutto e cattivo". Il match del PalaPentassuglia ha ribadito invece tutti i limiti tecnici e mentali di una squadra "vuota"; d'altra parte non si poteva certo pretendere che Stefano Bizzozi, allenatore esperto e persona di grande spessore umano ma non dotato di bacchetta magica, potesse trasformare d’incanto con la d'incanto la Cimberio da zucca a carrozza. Ora a soccorrere una Varese claudicante potrebbe arrivare il calendario, che nelle ultime 9 gare della regular season propone 6 impegni contro squadre della metà bassa della classifica. A partire dalle prossime due sfide contro Montegranaro e Pesaro: la prima per rompere un digiuno casalingo di oltre due mesi (ultimo hurrà a Masnago datato 26 dicembre), la seconda per provare a rimanere agganciati fino all’ultimo al treno playoff. D’altra parte, se i biancorossi segnano il passo, le altre rivali non corrono; ma guardando il rendimento del campo e non la classifica, non c’è da stare allegri. Sperando che l’ottimismo post-partita di Bizzozi trovi riscontri reali domenica contro la Sutor...[/color][/size][/font][/color]
     

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    [font=verdana][size=3]La squadra naviga ancora nella zona bassa della classifica, ma il pubblico resta da playoff. I dati delle presenze nel girone d'andata confermano il quinto posto assoluto di Varese nella classifica della media degli spettatori. Rispetto al totale della scorsa annata, comprensivo dei playoff (e dei 4 sold-out contro Siena), c'è comunque un calo in termini numerici, passando dai 4.292 paganti del 2012/2013 agli attuali 3.883. La stragrande maggioranza dei quali abbonati, con un salto dai 2.533 dell'era Vitucci ai 3.167 della stagione in corso che ha comportato anche una logica riduzione dell'incasso medio (circa 8mila euro in meno a partita).[/size][/font]
    [size=3][font=verdana]Un dato che va comunque interpretato alla luce delle prime due gare stagionali giocate a Casale Monferrato ed aperte ai soli abbonati: nelle sei partite disputate a Masnago nel corso del girone d'andata la media dei biglietti staccati al botteghino sale a 954. E conteggiando anche i tre big-match del girone di ritorno (Roma, Milano e Sassari), con oltre 4.300 paganti, la media attuale salirebbe oltre quota 4.000.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Certo, resta inimitabile il gettito lordo della stagione passata (oltre un milione e 250mila euro) comprensivo delle sette gare casalinghe disputate nelle due serie playoff contro Venezia e Siena; ma rispetto ai 3.506 spettatori di media del 2010/2011 ed ai 3.439 del 2011/2012 il trend delle presenze a Masnago conferma il ritrovato appeal del fenomeno basket. Ed anche quest'anno i ricavi generati dal pubblico - tra abbonamenti e biglietteria - rappresenteranno la seconda voce di entrata per la società di piazza Monte Grappa.[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]«Un dato complessivamente positivo che dimostra un consolidamento delle presenze, pur con una piccola riduzione degli incassi dovuta al maggior numero di abbonamenti che ha comportato un calo nei biglietti venduti - commenta soddisfatto il tesoriere biancorosso Stefano Coppa -. Certo, sappiamo che nella seconda parte della stagione ci sarà un gettito inferiore rispetto alla scorsa annata dalla biglietteria, legato ai risultati ed all'appeal relativo della squadra. Ma ancora una volta il pubblico conferma la sua rilevanza nelle voci di entrata».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]E visto il rilievo del pubblico nel bilancio del club, il parere dei tifosi assume un peso specifico più rilevante che altrove: «Più che assecondare la piazza, il nostro intento è quello di allestire uno spettacolo in grado di soddisfare i tifosi. Col salto di qualità dai primi due anni alla stagione degli Indimenticabili ci siamo resi conto che offrendo un prodotto interessante il gradimento del pubblico aumenta notevolmente. Chiaro che contano tantissimo anche i risultati: abbiamo bisogno del sostegno dei tifosi per supportarci nella rincorsa playoff, però tocca a noi dimostrare qualcosa di buono per meritarcelo».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Se da un lato i tifosi sono una risorsa fondamentale, dall'altro è difficile avere margini dalla gestione del PalaWhirlpool (foto Blitz in alto): «In una realtà come la nostra il pubblico ha un peso importante nel comporre il budget assieme a sponsor e consorzio. Il discorso palasport si è rivelato più complicato del previsto: organizziamo circa dieci eventi l'anno che però non garantiscono ricavi importanti. E pensare di distogliere risorse dalla squadra per investire sul miglioramento della struttura può produrre un effetto boomerang nel momento in cui il budget è limitato».[/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size]
     

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    Qualche giorno dovremo raccontare ad Adrian Banks chi è Lorenzo Cherubini, ex Jovanotti, collega rapper della guardia americana della Cimberio. Dovremo raccontargli dell'identica filosofia di vita che condivide col noto cantante italiano e dello sforzo quotidiano, da parte di entrambi, nel dipingere la vita con una mano di ottimismo. Anche quando, sportivamente parlando, Banks produce uno dei più classici sforzi perdenti: 28 punti, tutti peraltro di eccellente fattura, infilati nel paniere del Banco Sardegna cancellati, spazzati via da un pesante tonfo casalingo. Anche quando, come accade in questi giorni, la squadra biancorossa è sballottata da vicende sgradevoli: vedi allontanamento di coach Fabrizio Frates: «Avrei barattato più che volentieri il mio bottino con i due punti in classifica perchè il basket spiega Adrian -, tra gli sport di squadra oltre ad essere il più bello è l'unico in grado di miscelare, esaltandole, prestazioni individuali e giocate collettive. Per questo motivo, a conti fatti, i miei 28 punti rappresentano solo statistiche». [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Vittoria impossibile perchè, perdoni, a tratti la differenza tra voi e Sassari è sembrata davvero enorme. 
    «Riconosco che i sardi hanno disputato una grande gara, senza sbagliare praticamente mai e mandando in archivio una prestazione di tiro che, finora, non avevo mai visto. Però, pur ammettendo che il Banco ha giocato molto meglio, bisogna anche sottolineare che noi abbiamo sbagliato diverse cose. Prima di tutto abbiamo accettato e subito il loro ritmo partita. In seconda battuta abbiamo difeso in modo troppo morbido e, infine, in alcuni frangenti, abbiamo commesso errori banali che, di fatto, hanno consentito a Sassari di scappare via. Insomma: tutto molto lontano e diverso dalla partita perfetta che sarebbe stata necessaria per giocarsela alla pari con la squadra più in forma del campionato». 
    - Già: il campionato. Dia un'occhiata alla classifica e ci parli delle prospettive future.
    «Essendo ottimista di natura mi piace mettere in risalto solo gli aspetti positivi e, allora, dico che Varese deve per forza guardare avanti e ragionare in ottica-playoff. In questo momento, dato per scontato che quota 24 è irraggiungibile, ci sono sette squadre in lotta per i due posti che rimangono e con due di queste Reggio Emilia e Venezia abbiamo un prezioso 2-0 negli scontri diretti. In poche parole: nulla è compromesso, crederci è doveroso e realistico». 
    - Intanto, però, ambiente inespressivo e classifica insufficiente hanno portato al licenziamento di coach Frates: quale il suo pensiero e, da qui in avanti, cosa cambierà? 
    «Non ho mai avuto problemi con Frates e, personalmente, sono rimasto colpito dalla decisione presa dal club. Tuttavia, al momento, è difficile dire cosa potrà cambiare. Di sicuro una parte importante della responsabilità vira sulle nostre spalle ed ora dirigenti e tifosi si aspettano da noi un deciso cambio di passo. Dovremo alzare il livello di coesione e lavorare, tutti insieme, per dare una mano a coach Stefano Bizzozi che conosco già dallo scorso anno e reputo un'ottima persona oltre che un buon amico». 
    - Alle porte c'è la gara di Brindisi, contro un altro squadrone.
    «Loro sono forti ed attrezzati, ma oggi Varese deve pensare solo a se stessa e interpretare le prossime dieci gare come finali secche». 
    - Brindisi, per lei, ottobre 2012, dolci ricordi... 
    «Dopo il match con l'Enel (27 punti in 41 minuti) i tifosi pugliesi parlavano di Incubo-Banks, ma domenica per vincere conclude Adrian -, servirà Incubo-Varese».
    Massimo Turconi[/size][/font][/color]
     

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    (G.S.) - Rotazioni più frequenti, gerarchie meno standardizzate, qualche situazione speciale in più per sfruttare meglio alcune caratteristiche dei singoli. Ma soprattutto più sorrisi e meno rigidità. Questa la ricetta di Stefano Bizzozi per lanciare la rimonta playoff della Cimberio nelle ultime 10 gare della regular season. Sui primi due aspetti la memoria torna alla trasferta di Ulm, gestita ad interim dal coach di Dolo in occasione del forte stato influenzale che aveva colpito Fabrizio Frates: vero che nell'occasione la Cimberio era già eliminata dall'Eurocup, ma i minutaggi più frazionati ed i cambi più frequenti - praticamente tutti i giocatori della rotazione già in campo entro la fine del primo quarto - avevano dato riscontri positivi nella prima vittoria esterna assoluta della stagione biancorossa. Ciò che molti si aspettano è un maggior spazio per Andrea De Nicolao (foto Blitz) a scapito di Keydren Clark: non solo una scelta in ottica futura per verificare con responsabilità maggiori uno dei pochi giocatori sui quali si potrebbe provare a pianificare il futuro (il play di Padova ha contratto anche per la prossima stagione, con escape a favore sia del giocatore che della società). [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Ma anche un modo per minimizzare i problemi tattici legati ai limiti difensivi e di costruzione del gioco del play bulgaro, di cui hanno fatto le spese prima Hassell e poi Frates. E magari sfuttare maggiormente le doti atletiche di Linton Johnson attraverso un attivatore più efficace di un lungo da servire in velocità e in corsa anziché da fermo. Tra le idee allo studio c'è anche quella di affidare maggiori responsabilità ad Adrian Banks nella costruzione dei giochi a due col pivot, utilizzando maggiormente Clark come terminale sugli scarichi per sfruttare le sue qualità balistiche, e cercare maggiormente capitan Ere nelle uscite dai blocchi a difesa schierata. Tutte sfumature utili senza però stravolgere schemi e soluzioni corali di una squadra che nelle idee della dirigenza biancorossa, più di una rivoluzione tecnica aveva bisogno di una forte scossa emotiva. Tolto di scena Fabrizio Frates e il carico di alibi dietro i quali troppi giocatori si sono nascosti per giustificare un rendimento inferiore alle attese, l'ultimo trimestre di una stagione finora insufficiente offre l'ultima chance di riscatto a quell'insieme di singoli chiamato a dimostrare sul campo di possedere quei valori e quelle qualità che pensa di possedere. Il messaggio lanciato dalla società è lapidario: cari giocatori, se davvero il problema era Frates, dimostratecelo. Altrimenti a fine anno tireremo le somme e costruiremo il futuro senza di voi.[/size][/font][/color]
     

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    Nessun intervento personale ma un convinto plauso alla scelta della società. Renzo Cimberio, main sponsor ormai da 7 anni della Pallacanestro Varese, esclude qualsiasi coinvolgimento diretto nella decisione della dirigenza biancorossa di esonerare Fabrizio Frates. Ma si schiera decisamente a favore della mossa compiuta dai vertici biancorossi: «Da parte mia non c'è stato alcun intervento per chiedere l'esonero di Frates: sono stato informato a cose fatte nella mattinata di martedì e dunque non è stata certo una mia decisione. Ad essere sincero avevo chiesto a Vescovi di valutare la soluzione Bizzozi dopo la partita contro Roma, ma mi è stato risposto che era già stato interpellato e non aveva dato la sua disponibilità, dimostrandosi un gran signore rispettoso del suo ruolo da assistente. Poi la reazione della squadra a Reggio Emilia e Venezia aveva dato modo di sperare che tutto si fosse risolto, ma nelle ultime due gare mi è parso chiaro che ci fosse un evidente scollamento tra allenatore e giocatori».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Dunque una decisione per certi versi obbligata alla luce del passo indietro evidente della squadra nelle gare contro Avellino e Sassari: «Sono completamente d'accordo nel ritenere che Vescovi non si è fatto influenzare dai tifosi: semplicemente da uomo di basket si è reso conto che le cose non potevano andare avanti così. Sono certo che la squadra è in grado di esprimere un basket migliore di quello che stiamo giocando attualmente: contro Sassari ed Avellino sono mancati impegno e volontà, ma è anche vero che nessuno le ha chieste alla squadra.Domenica Frates ha lasciato che la partita facesse il suo corso senza mai intervenire». 
    E la sfida contro la Dinamo frizzante, gioiosa e micidiale in attacco è stata il sintomo di un malessere profondo: «Abbiamo visto cosa vale Sassari, a mio avviso la seconda squadra della serie A dietro a Milano, ma anche cosa vale un allenatore. Quel che ha fatto vedere Sacchetti è stato davvero esemplificativo: i giocatori pendono dalle sue labbra e le sue decisioni sono immediate. Mi è piaciuto moltissimo quando ha tolto Caleb Green dopo quello screzio con Sakota punito con un doppio fallo: un minuto di panchina per farlo sbollire e poi di nuovo in campo. Non dico che Frates non sia un bravo allenatore sul piano tecnico, ma l'uomo non aveva più rapporti con lo spogliatoio». 
    Ora però il main sponsor biancorosso si aspetta una reazione forte da parte del gruppo: «Adesso la squadra non ha più scuse per non rendere al massimo: a parte Banks e De Nicolao domenica si è visto ben poco, ora però tocca ai giocatori assumersi le propre responsabilità. Non guardiamo alla partita di domenica con Brindisi: nelle ultime 9 gare ci aspettano impegni sulla carta abbordabili e tanti scontri diretti e dovremo essere al meglio». L'imprenditore piemontese approva in pieno anche la decisione della società di promuovere sul campo Stefano Bizzozi, a suo avviso l'uomo giusto per dare la scossa: «Sono convinto che con Bizzozi le cose andranno meglio. Anche se non ci fosse il discorso economico non si poteva trovare un allenatore migliore per questa situazione: dopo la stagione passata con Vitucci e quella atutale conosce questi uomini come le sue tasche e sono certo che saprà far bene rendendosi amico dei giocatori da uomo intelligente e semplice quale lo conosco. Serviva una ventata di aria fresca, adesso tutti insieme dobbiamo fare squadra e dare tutto per raggiungere i playoff. Io ci credo ancora». 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    Ogni divorzio è doloroso, quello fra la Cimberio e il suo allenatore è anomalo perchè viziato da un peccato originale: la scelta di Fabrizio Frates. Un coach con le sue idee, il suo modo di pensare ma pure intransigente, nel bene e nel male. Un tecnico di rottura per uno spogliatoio uso a metodi di lavoro condivisi, anche quando non è strettamente necessario, e non imposti. Per dire che si conoscevano le qualità dell'uomo, lavoratore tenace in palestra ancorato però agli schemi che producono gioco. E forse il malessere è cominciato in quel tempio inviolabile per diffondersi nel palazzetto che non l'ha mai amato, anzi l'ha spesso contestato.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Si dirà che l'invocazione di Meo Sacchetti equivale alla lettera di licenziamento di Frates ma è un escamotage per giustificare l'esonero.
    Se l'altro ieri vigeva il motto "questi siamo e questi saremo" non si capisce il motivo per cui il presidente Cecco Vescovi abbia cambiato improvvisamente opinione sull'inquilino della panchina. Oppure si potrebbe comprendere qualora egli abbia dovuto cedere alle pressioni esterne ma pure a quelle interne. Probabilmente è questo il nodo della vicenda. Cioè la possibile fine della luna di miele fra la dirigenza tecnica e la proprietà. La scadenza della prima repubblica consorziale appare prossima come il crepuscolo di un progetto nel quale le idee sembravano più solide del budget, modesto in rapporto alle aspettative. A giugno sapremo se questa è un'ipotesi peregrina oppure se cadrà qualche testa eccellente. Impossibile, questo è certo, che tutto rimanga immobile essendo l'aspetto economico predominante e preponderante in un territorio in cui scarseggiano le risorse. Senza soldi - o con una disponibilità ridotta - le idee fanno la differenza ma non sempre ci si azzecca. Questa Cimberio non ha paragone rispetto a quella dello scorso campionato. Probabilmente quella magnifica cavalcata dell'era Vitucci ha condizionato le scelte, limitando inconsciamente l'operatività di uno staff che aveva costruito una squadra da sogno. I sosia non esistono avendo ciascuno una propria personalità, un proprio modo d'essere atleta e di stare sul parquet. Se si punta su Hassell e si vira su Johnson, se la prima scelta è Coleman e poi si richiama Banks, i conti non tornano. E non tornano neppure se a furor di popolo si decide di confermare Ere che ha un contratto oneroso, destinato a prosciugare un pozzo dalla portata limitata. O forse certe conferme sono direttamente proporzionali alle necessità del popolo, cioè della vera ricchezza della Pallacanestro Varese. Chi paga pretende e il gettito prodotto dagli abbonati è indispensabile per garantire un futuro a Basket City, giustamente fiera d'aver proposto un modello gestionale innovativo. Nel quale ognuno sembrava avere un ruolo che non sarebbe mai entrato in rotta di collisione. Ma l'ego, alla fine, potrebbe aver minato gli equilibri, dilatato le distanze e avviato pericolosi processi con la speranza che almeno per ora non volino gli stracci. Vescovi, se le notizie sono veritiere, avrebbe voluto un tecnico emergente come Giulio Griccioli ritenendolo adatto al suo modo di intendere la pallacanestro. Poi al ballottaggio ha vinto Frates al quale, in qualche modo, è stato concesso diritto di parola anche nella costruzione della squadra. Che avrebbe dovuto esprimere un basket spumeggiante non avendone le qualità. E allora s'è avviata la restaurazione mentre il popolo aveva già individuato il colpevole. Il quale, svuotando l'armadietto, porta con sé eventuali alibi, soprattutto quelli accampati dai giocatori. L'esonero del coach - sempre fastidioso - dovrebbe riportare serenità, appianare i contrasti e calmare i bollenti spiriti che si agitano nelle viscere del PalaWhirlpool così da chiudere degnamente la stagione. Poi si vedrà. Ma questo cambio potrebbe non essere solo ristretto alla panchina.
    Silvio Peron[/size][/font][/color]
     

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    (G.S.) - Varese e Fabrizio Frates, storia di un feeling mai decollato. Il 55enne coach milanese non ha mai fatto breccia nel cuore di una piazza che al di là delle aspettative troppo elevate dopo la stagione degli Indimenticabili non ha scordato il basket frizzante e il carattere aperto del suo predecessore Frank Vitucci. Di certo la società non s'aspettava l'addio del coach veneziano. E al momento in cui il doloroso divorzio si è compiuto, si è ritrovata a scegliere tra gli allenatori liberi oltre la metà di giugno, con l'elenco dei sostituti già ridotto drasticamente. Alla fine erano rimasti in corsa Frates, uomo di grande esperienza con 23 stagioni da capo allenatore, e l'emergente Giulio Griccioli, brillante in LegAdue a Scafati e Casale Monferrato ma mai cimentatosi in A. Su Griccioli inizialmente sembrava orientato Vescovi, che però confrontandosi col d.s. Simone Giofrè ha spostato a poco a poco l'attenzione sul coach milanese, vista la necessità di avere un allenatore che conoscesse le coppe europee e fosse in grado di gestire l'aspettativa della piazza. Così la scelta cadde su Frates; ma la squadra costruita era adatta ad un allenatore alla Vitucci, e non certo all'architetto milanese. Notoriamente tecnico che abbisogna di giocatori disponibili al lavoro duro in palestra e votati alla coralità ed alle esecuzioni: tutto il contrario di Keydren Clark, il vulnus principale del mercato nel ruolo nevralgico di playmaker, che è costato il posto prima ad Hassell e poi a Frates. Il cui errore principale è stato quello di aver avallato una squadra non sua, accettando obtorto collo il bulgaro dopo aver comunque scartato una lunghissima serie di candidati. Dunque lo sbaglio di fondo è stato di affidare la panchina al tecnico milanese senza sposarne appieno la filosofia tecnica e di gioco. Un allenatore esigente e rigido nei sistemi di lavoro in palestra, con rapporti scarsi coi giocatori, dunque antitetico al modo di lavorare e di proporsi di Vitucci. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Ma le istruzioni per l'uso di Frates sono ben note, e non averne tenuto conto ha creato le condizioni per lo scarso feeling con l'ambiente. A partire dagli Indimenticabili rimasti che non lo hanno mai digerito appieno e soprattutto non hanno mai nascosto ciò al di fuori della palestra. 
    Questo umore negativo è stato colto dal pubblico; che comunque, almeno nel primo mese di campionato col trittico di vittorie con Reggio Emilia, Venezia ed Avellino (addirittura cori finali della Curva Nord dopo aver rifilato 17 punti di scarto al traditore Vitucci), sembrava averlo accettato. Poi le sconfitte in Eurocup, l'affaire Coleman e la contestazione contro Pesaro col PalaWhirlpool spaccato: la ventata di freschezza portata dal ritorno di Banks e l'intervento della società in spogliatoio a supporto dell'allenatore aveva ricomposto la frattura. La squadra aveva imboccato un trend positivo solo parzialmente frenato da una improvvida uscita in sala stampa successiva alla sconfitta con Roma. La vittoria esterna di Reggio Emilia seguita da quella con Venezia aveva evidenziato un'importante reazione del gruppo che aveva dimostrato compattezza all'interno e nei confronti del coach. Nelle ultime due settimane però la squadra era tornata quella dall'umore plumbeo e dal volto tirato di novembre, e c'erano stati altri segnali di criticità nel rapporto tra coach e spogliatoio. Il resto è attualità. [/size][/font][/color]
     

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    Fabrizio Frates non è più l'allenatore della Pallacanestro Varese. La società biancorossa l'ha esonerato nella mattinata di ieri, affidando la squadra fino al termine della stagione all'assistente Stefano Bizzozi. Una decisione salutata favorevolmente da quell'ampia fetta di tifosi che avevano individuato il coach come responsabile della deludente stagione della Cimberio. Ma che sorprende nei modi e nei tempi dopo che la dirigenza aveva sempre difeso l'operato di Frates in momenti di maggiore difficoltà (a fine novembre e dopo lo stop casalingo con Roma). Stavolta, però, il presidente Cecco Vescovi ha optato per la svolta all'indomani della sconfitta con Sassari: il malessere che la squadra ha evidenziato nelle ultime due settimane, dopo i passi avanti concretizzati con i successi di Reggio Emilia e Venezia, ha indotto la società ad optare per l'esonero: «Scelta maturata nella serata di lunedì, dopo una serie di confronti interni e successive valutazioni. Indubbio che di errori in sede di costruzione della squadra ne siano stati fatti, ma dopo le aggiunte di Banks e Johnson ritengo che la squadra abbia un certo potenziale. E il passo indietro compiuto alla luce delle facce delle ultime due settimane era troppo preoccupante: abbiamo ancora speranze di agguantare i playoff, ma lo stato mentale della squadra era troppo fragile per giocarci sino in fondo le nostre chances».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Frates paga dunque lo scarso feeling con il gruppo, che ora (senza l'alibi un allenatore considerato troppo duro, specie a confronto con il predecessore Vitucci) dovrà dimostrare il suo valore: «Paga l'allenatore ma le responsabilità sono di tutti. L'idea è di ridare serenità all'ambiente e la possibilità alla squadra di lavorare senza alibi. Adesso tocca ai giocatori: basta parole, vogliamo i fatti e chi non darà il 100 per cento si esclude dalla squadra. Problemi di rapporti tra allenatore e squadra? Non lo scopriamo ora, però non ci sono più pretesti: tutti dovranno dimostrare il loro valore. Non abbiamo cercato un capro espiatorio su cui scaricare le colpe - dice Vescovi -. Mi assumo ogni responsabilità, ma siccome vogliamo giocarci le residue chances playoff abbiamo preso questa decisione che riteniamo possa darci una svolta positiva. I primi a crederci però dovranno essere i giocatori».
    Vescovi sottolinea che la decisione di esonerare Frates è legata ad una scelta della società e non dipende dalle proteste del pubblico: «Le contestazioni di domenica non c'entrano, non abbiamo cambiato per i fischi ma per le facce dei giocatori. Prima di giudicare il lavoro di Frates ho aspettato che la squadra fosse nelle condizioni giuste sistemando il roster e a mio avviso non c'erano più i presupposti per arrivare alla fine, perché il suo modo di approcciarsi e i rapporti con la squadra erano una variabile troppo negativa».
    Ora la palla passa a Bizzozi, promosso capo allenatore sino al termine della stagione: «Risorse per un altro allenatore non ce n'erano, ma non è per questo che abbiamo affidato la squadra ad una persona che è con noi da un anno e mezzo, conosce bene l'ambiente e il percorso compiuto in questi mesi. Chi meglio di lui per provare a conseguire il risultato sportivo? Comunque, Stefano è stato rispettoso del suo ruolo da assistente e prima di prendere la decisione gli abbiamo chiesto se la promozione non lo avrebbe messo in difficoltà».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    (G.S.) - Cecco Vescovi non getta la spugna nonostante il pesante stop casalingo contro Sassari. Lo show balistico del Banco Sardegna ha lasciato il segno contro una Cimberio troppo remissiva e disposta ad accettare il run più che altro serve cambiare atteggiamento e riprendere il volto delle partite prima della pausa per la Coppa Italia. Eppure la settimana prima di Avellino la squadra s'era allenata bene, poi siamo andati in campo ed è arrivata una debacle imprevista. Viviamo su equilibri fragili e basta un niente per andare fuori giri; ma così ci complichiamo la vita da soli...». Il presidente biancorosso esclude comunque ulteriori interventi di mercato, sia per quanto riguarda i giocatori che l'allenatore: «Questi siamo e con questi andremo sino alla fine. Abbiamo già fatto due cambi che qualcosa di buono hanno portato e non siamo nelle condizioni di poter fare altri interventi. Cerchiamo di fare quadrato e di ritrovare entusiasmo; ma dobbiamo esser noi gli artefici della svolta mettendo in campo impegno e determinazione. La contestazione a Frates? La mia posizione è nota, inutile tornare sull'argomento». E sebbene la società stia già lavorando sulla programmazione per la stagione 2014/2015, il massimo dirigente della Cimberio considera inopportuno tirare i remi in barca già oggi e fare scelte tecniche già orientate alla prossima annata, almeno fin quando l'obiettivo playoff è ancora possibile: «Al futuro stiamo già pensando, sia dal punto di vista societario che della squadra. Certo, sarebbe bello farlo con maggior tranquillità legata ai risultati. Anticipare qualche scelta sul campo verificando sin d'ora elementi da valutare? Abbiamo ancora obiettivi da raggiungere e finchè siamo in corsa lotteremo. Se la situazione dovesse cambiare prenderemo in considerazione la cosa».[/size][/font][/color]
     

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