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VareseFansBasketNews

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    La Cimberio va in cerca della svolta nella delicata trasferta sul campo del fanalino di coda Pesaro. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Dopo che ieri la squadra ha svolto un allenamento alla comunità di San Patrignano (nella foto red a destra assieme al team di Prima Divisione sponsorizzato Cimberio composta dai ragazzi della comunità), stasera all'Adriatic Arena (ore 18.15 con diretta su Rete55) la formazione di Stefano Bizzozi proverà a cercare la vittoria scaccia-crisi per chiudere a quota 4 la serie negativa (ultimo hurrà datato 2 febbraio a Venezia) e archiviare immediatamente il pericolo del coinvolgimento nella lotta per la salvezza. Lo scivolone casalingo contro Montegranaro ha compromesso le residue speranze playoff di una Varese che in caso di sconfitta nel match di stasera rischia di essere coinvolta nella bagarre per evitare la retrocessione in DNA Gold per l'ultima classificata.
    Il clamoroso blackout costato due punti vitali contro la Sutor ha evidenziato un malessere evidente a livello mentale per un gruppo povero di qualità caratteriali; ora però la situazione di classifica rischia di diventare davvero preoccupante, dunque voltare pagina è indispensabile per evitare di finire risucchiati nelle paludi della bassa classifica. Nelle quali Ere (in una fase della gara d'andata nella foto Blitz in alto) e soci non hannino gli anticorpi necessari per battersi con il giusto piglio agonistico; o almeno così è parso nell'ultimo mese, senza che il cambio di allenatore abbia sortito gli effetti sperati. Dopo una settimana di lavoro proficuo ed a ranghi completi Bizzozi - ex di lungo corso - batte sul tasto mentale e motivazionale: «Dovremo mettere in campo energia e determinazione, dando il 100% individualmente e come gruppo e mantenendo la concentrazione per 40 minuti» la ricetta proposta dal tecnico in vista di un impegno delicatissimo per il morale e la classifica. Se infatti Varese riuscirà a fermare a quota 4 la striscia vincente casalinga di Pesaro, i 6 punti di vantaggio sull'ultima della classe - con il 2-0 negli scontri diretti - metterebbero al riparo i biancorossi da qualsiasi cattivo pensiero. In caso di ulteriore sconfitta, tenendo ben presente il più 14 dell'andata, la zona retrocessione si avvicinerebbe a due soli punti; ed anche se il calendario finale pare in discesa, si acuirebbe l'attuale psicodramma aprendo ipotetici scenari interventistici su roster o staff tecnico. Di certo la Vuelle è decisa a sfruttare l'occasione di coinvolgere un'altra squadra nel discorso salvezza: rispetto all'andata la formazione di Sandro Dell'Agnello ha trovato un equilibrio più efficace con l'aggiunta del play Petty (8,8 punti e 3,0 assist) che ha rimpiazzato il veterano Young. Pesaro è squadra giovane, atletica ed incisiva sotto le plance, ossia tre caratteristiche che la Cimberio 2013/2014 ha dimostrato di digerire male; i pericoli maggiori arrivano dalla guardia Turner (17,5 punti) e dal pivot Anosike (15,9 punti e 12,9 rimbalzi), sul quale Varese si era informata prima di firmare Linton Johnson (operazione sfumata per la richiesta di un buyout a 6 cifre e la mancata disponibilità del lungo di origine nigeriana di firmare un contratto valido fino al 2015). E proprio sotto i tabelloni, dove nelle ultime 4 gare i biancorossi sono stati spazzati via a rimbalzo, i marchigiani hanno il loro punto di forza. Ma per invertire una rotta preoccupante la Cimberio deve prima di tutto cambiare faccia ed atteggiamento. 
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Dagli "Indimenticabili" del giugno 2013 agli... "Impresentabili" del marzo 2014. In soli nove mesi lo scenario attorno alla Cimberio è mutato radicalmente, con l'imbarazzante harakiri casalingo contro Montegranaro che ha definitivamente evidenziato dove stanno i limiti della Varese attuale.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Dopo 22 giornate del campionato in corso i biancorossi non hanno raccolto neppure la metà del bottino dell'era Vitucci: ben 20 i punti in meno rispetto alla squadra che nella scorsa annata dominò la stagione regolare. Come è possibile che una squadra formata per 6 noni (inizialmente cinque più Banks di ritorno, che merita comunque un distinguo per atteggiamento dentro e fuori dal campo rispetto agli altri reduci) dagli stessi giocatori della stagione passata abbia un rendimento così lontano da quello del 2012/2013?[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Le due scialbe prove successive all'esonero di Fabrizio Frates spazzano via anche l'alibi dell'allenatore, dietro il quale si sono nascosti troppi elementi che hanno sfruttato il ricordo del passato per godere di un trattamento di favore da parte del pubblico.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Chiaro che la differenza solare tra una stagione e l'altra sta nella differente qualità dell'asse play-pivot. Se Green e Dunston rappresentavano l'architrave tecnica e caratteriale della Cimberio della passatastagione, i limiti di Clark e quelli di Hassell (e poi di Johnson) hanno trasformato quello che prima era un valore aggiunto in grado di moltiplicare il rendimento del supporting cast in un problema oggettivo capace di minimizzare il valore di singoli dal talento comunque superiore a quello espresso dalla preoccupante classifica della Cimberio.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Nell'estate del 2013 la continuità rispetto alla precedente annata ripartendo dal 50% abbondante degli Indimenticabili doveva essere un valore fondante per l'era Frates; ma con un allenatore antitetico a Vitucci e un asse portante bisognoso di incastri completamente diversi rispetto a quelli dell'annata passata, vivere sui ricordi del passato si è dimostrato un boomerang. A partire dai contratti pesanti (su tutti quello di capitan Ere, ma anche quello di Sakota - nella foto Blitz 1), mantenuti subito dopo il traumatico divorzio dal coach veneziano per dare un segnale forte che il progetto Varese sarebbe proseguito sulla falsariga del 2012/2013 da prima della classe a dispetto del taglio del budget del 15 per cento, hanno fortemente condizionato le scelte di mercato sui nuovi arrivati, erodendo il budget disponibile per individuare i sostituti di Green, Banks, Cerella, Dunston e Talts. Ora, senza più i pilastri della stagione passata né il parafulmine Frates sul quale scaricare tutte le colpe, il credito del quale hanno goduto finora gli eroi dell'era Vitucci (Rush e De Nicolao nella foto Blitz 2) si è definitivamente azzerato. Lasciando alle ultime otto partite del rush finale in chiave salvezza l'ultima parola per capire se ci sarà qualcuno del gruppo attuale in grado meritarsi una chance per la Varese del futuro.[/size][/font][/color]

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    Il titolo c'è già: Cimberio, benvenuti al Nuovo Cinema Inferno. Ma la scena principale, che possiamo solo immaginare, dev'essersi sviluppata più o meno così. Mattinata di ieri, spogliatoio biancorosso, l'intera squadra radunata attorno ad Ebi Ere (foto Blitz in alto). Una dozzina di volti pronti, e speriamo desiderosi, di ascoltare le parole importanti e pesanti sussurrate dal capitano.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Parole che, sibilate per noi in anteprima, rimandano ad una frase tratta dal famoso film di Giuseppe Tornatore: «Qualunque cosa fai, amala».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    «Credo che la nostra situazione - dice Ebi Ere - sia esattamente questa. Dopo una lunga serie di sconfitte, in una stagione che sta virando verso l'infelicità, tocca a noi il compito di dimostrare che la pallacanestro che vogliamo dare ai tifosi, ai dirigenti, a noi stessi, dev'essere fatta con amore e grande, grandissimo rispetto. Prestazioni prive di qualsivoglia sostanza come quelle contro Montegranaro farebbero arrabbiare chiunque, perché dopo una dozzina di minuti di buon basket abbiamo completamente smesso di giocare. Probabilmente, sul +19, abbiamo presuntuosamente pensato che la partita contro i marchigiani fosse già vinta e quel che è successo da quel momento in avanti è del tutto intollerabile. E, ai miei occhi, incomprensibile».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Se nemmeno lei, da capitano, riesce a comprendere, significa che siamo messi maluccio...[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    «Mi spiego: fino a quel momento non c'erano ragioni che potessero far pensare ad un crollo del genere. Anzi, proprio quel vantaggio così consistente certifica che ci stavamo muovendo nel modo giusto in attacco, come in difesa. Poi, è di tutta evidenza, siamo usciti mentalmente dalla partita mettendola nelle mani di Montegranaro che, è vero, ha vinto con merito ma senza produrre cose fantastiche come, tanto per fare un esempio, aveva fatto Sassari tirando col 75% da 3 punti. La Sutor ci ha spazzati via vincendo in tutte le statistiche che esprimono intensità e altruismo: rimbalzi offensivi e palloni recuperati. Ma ha dominato anche nelle voci più nascoste: vedi la volontà di passarsi e stringere le maglie in difesa nei momenti cruciali della partita. Quindi le nostre colpe, le nostre responsabilità vanno addirittura raddoppiate e dopo una figuraccia del genere nessuno può chiamarsi fuori».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Veniamo al sodo: che cos'ha detto ai suoi compagni?[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    «Prima di tutto che oggi la classifica si esprime con un linguaggio chiarissimo e, d'ora in avanti, andrà guardata solo in ottica salvezza. La situazione impone un cambio di mentalità e già dalla gara contro Pesaro dovremo scendere in campo con lo spirito di chi all'improvviso si trova nella giungla, un luogo in cui ogni giorno è battaglia e bisogna lottare per sopravvivere. La giungla per noi sarà il campo e là fuori - dice Ebi indicando il parquet del PalaWhirlpool - dovremo essere pronti a piantare le unghie nel legno e, se non dovesse bastare, anche i denti nel collo di avversari che, adesso, ci vedono a portata di mano e faranno di tutto per usarci gli stessi trattamenti».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Sarà una domanda banale ma, scusi, perché solo oggi dovrebbero cambiare le cose?[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    «Semplicemente perché adesso il nostro è un gruppo di uomini con le spalle al muro e davanti ha una sola via d'uscita. Iniziare a ragionare in questo modo ci farà bene ed il nostro motto dovrà essere: la nostra vita o la vostra. Per una squadra che si deve salvare non mi sembra un pensiero da poco».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Massimo Turconi[/size][/font][/color]

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    Cantavano, tanti anni fa, “Addio sogni di gloria”. A Varese, oggi, si canta ancora. Tonalità dimessa, dolente, triste. Come accade quando scopri, a tue spese, che il coro che pensavi d'avere a disposizione non è quello del Teatro alla Scala e che, a conti fatti, le stecche sono assai più degli acuti. Canto, anche, preoccupato accompagnato da relativo avviso: le prospettive future per la Cimberio sono cambiate. Ora ci si deve guardare soprattutto dietro. Anche se il “direttore” del coro, Stefano Bizzozi, nel leggere note e spartito, qualche dubbio sull'impianto armonico l'ha sempre avuto: «In verità - dice il coach di Varese - fin dal primo giorno del mio nuovo incarico ho sempre avuto chiaro che la nostra classifica andava guardata, e pure seriamente, in entrambi sensi. Fin dal primo allenamento ho esplicitato questa mia presa di coscienza ai giocatori chiedendo di lavorare duro per uscire rapidamente dalla spirale negativa nella quale ci siamo ficcati. Oggi sembra che la mia squadra sia precipitata dentro un buco nero e sembra che non possa succedere altro che continuare in questo modo così negativo. Una spirale dentro la quale le sconfitte sembrano essere parte accettata del modo di vivere. Ho chiesto ai ragazzi di ribellarsi mentalmente al circolo vizioso che sembra essersi impadronito del gruppo. Da uomini veri dobbiamo essere capaci di reagire e dire stop a questa situazione».[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Capaci, come? «Mettendo da parte il vittimismo e il pensiero che se le cose oggi stanno andando male, andranno sempre peggio. Via gli alibi, le facce scure e avanti senza più piangerci addosso, coinvolgendosi e aiutandosi l'un l'altro partendo da noi, dallo staff, per incidere trasversalmente su tutti i giocatori. Conoscendo i ragazzi, apprezzando il loro livello di applicazione, sono il primo ad essere sinceramente spiaciuto per la situazione. Tuttavia, oggi, ritrovando i giocatori per la ripresa degli allenamenti dirò loro che non serve, non è utile e non “macina” uscire dal campo col rimpianto e l'amaro in bocca per non aver dato tutto. La grave sconfitta subita a rimbalzo ha rappresentato il segnale evidente di una squadra con poco “fuoco” dentro. Ecco, contro Montegranaro è accaduto esattamente questo: siamo usciti da Masnago con il rammarico, davvero inaccettabile, di non aver lasciato sul parquet anche il sangue. Perchè, al di là del vincere o del perdere, da noi il pubblico si aspetta soprattutto questo».
    Massimo Turconi[/size][/font][/color]
     

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    Che non fosse Frates la causa di ogni male lo sapevamo, a differenza di coloro i quali, non pochi, credevano convintamene che la sua cacciata avrebbe liberato un po' tutti da una triste mediocrità. Questa Cimberio, nata e cresciuta attraverso un evidente concorso di colpe (e chi più ne ha, le ammetta, soprattutto la società), appare vieppiù affaticata e demoralizzata, svuotata com'è dentro. I sintomi di un esaurimento psicofisico, gravati da paurosi limiti d'insieme, sono più che mai evidenti nella sua dissociazione di rendimento, a tratti baldanzoso ma volatile, quindi fragile e sconclusionato alla resa dei conti, anche d'una gara aperta. Come ha mostrato la sconfitta inflitta da Montegranaro, poco più che un manipolo di giovanotti nostrani, capaci di arrostire a fuoco lento De Nicolao e soci vistosamente senza idee ma, soprattutto, senza un'anima, venduta a quel diavolo che si chiama equivoco.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Non ci si può sentire dei fenomeni quando non lo si è, nemmeno credere che una stagione così ossessivamente mortificante sia stata provocata da un allenatore che ha avuto il solo torto della rigidità al comando di una squadra “saccheggiata” nelle sue risorse fisiche da una scellerata partecipazione all'Eurocup, quindi “massacrata” mentalmente da ripetute frustrazioni. Il peccato originale sta proprio nella tanto pretesa, quanto inadeguata esibizione in Europa, voluta dalla società, attratta dalla vanità di un prestigio non peraltro corrispondente alle forze della squadra. Chiamala, se vuoi, propaganda, fors'anche comprensibile, di reclutamento presso soci potenziali e una tifoseria entusiasticamente reduce da una fantastica stagione. Eppure tra quella e questa squadra, mancante del vecchio e magico asse play-centro e, soprattutto, senza un leader come Green, la differenza era ed è a dir poco vistosa, al di là delle presunte certezze offerte dai biancorossi rimasti.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Si volle, persino, scommettere sull'azzardo di un'Eurolega con un organico carente, peraltro privo di un Banks (foto Blitz), poi ritrovato, e non senza fortuna, come miglior elemento di una Cimberio che oggi come oggi, rischiando la retrocessione, suscita oggettivi timori nella corsa a una salvezza, tutta da blindare. Appaiono, dunque, evidenti i segni di una scarsa, se non nulla, cognizione della realtà, doverosa da parte dei dirigenti mentre il tifoso, si sa, fa il suo mestiere di appassionato sognatore nonché di amante tradito allorquando impreca sfogando la propria rabbia dimenticando d'essersi esaltato per qualche (illusorio) colpo di mano.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Si diceva di una Montegranaro interpretata in umiltà da atleti probabilmente impresentabili a qualsiasi grande pubblico ma caparbi, entro i propri limiti, nell'attuare idee di gioco semplici e lineari, ispirati e sorretti da Recalcati (applauditissimo domenica ma, a suo tempo, “accompagnato” da un po' tutti alla porta), il quale, calandosi impareggiabilmente tra le caratteristiche dei propri uomini, li sa guidare valorizzandone i pregi, pur pochi che siano.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    All'opposto troviamo gli uomini di Bizzozi, liberatisi da un giogo ma finiti senza briglie, come sbandati e impauriti nei momenti più nevralgici e decisivi. Trovare rimedi sul promontorio della paura, come sembra Masnago, trasformatasi in una tomba (solo tre successi sin qui), diventa un compito duro e ingrato, come lo sarà a Pesaro dove l'attende una squadra determinata a risalire dal precipizio. Ed è proprio questo il momento di non cedere al disfattismo stando vicini a uomini che hanno bisogno di un incondizionato sostegno. [/size][/font][/color]

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    Emergono impietosi i limiti caratteriali della Cimberio di fronte alle qualità morali di Montegranaro. E il presidente Cecco Vescovi fa nuovamente appello alla squadra chiedendo una svolta immediata sul piano dell'atteggiamento per evitare di sprofondare nei meandri della lotta salvezza.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    «Purtroppo il match di domenica ha rappresentato la conferma che basta poco per far emergere la fragilità di questa squadra. Era un rischio contemplato nel momento in cui abbiamo optato per la soluzione Bizzozi; ora i giocatori (foto Blitz in alto) sono nudi davanti alle proprie debolezze e pagano alla grande i loro limiti. Però basta con giustificazioni, rimpianti e recriminazoni su quel che poteva essere: dobbiamo serrare i ranghi e vincere quelle due o tre partite che servono per chiudere il discorso salvezza al più presto possibile».
    Il massimo dirigente della Cimberio individua un problema evidente sul piano della scarsa abitudine della squadra al clima rovente delle sfide salvezza: «Non è un problema tecnico ma mentale. Montegranaro è una compagine abituata a dare il massimo ed a giocare con lo spirito da battaglia di chi è consapevole che lotta per salvarsi. Noi invece no, e lo dimostra il fatto che abbiamo concesso il triplo dei rimbalzi offensivi con lo stesso numero di tiri tentati. È chiaro che questo è l'aspetto più preoccupante, ma dobbiamo adeguarci subito: già da domenica dovremo pensare che ogni pallone è determinante e lottare col coltello tra i denti».
    Dunque, la ricetta indicata da Vescovi è quella di far leva sul collettivo e sullo spirito di gruppo, rifuggendo la paura che ha bloccato la Cimberio nel finale della sfida contro la Sutor.
    «Dobbiamo pensare ad eseguire nel migliore dei modi le poche cose che siamo in grado di fare con sicurezza e lavorare al massimo in palestra senza farci condizionare dalla paura che non porta a nulla. Dobbiamo giocare con quello spirito che Montegranaro ha mostrato domenica a Masnago ma anche noi a volte abbiamo fatto vedere, facendo leva sul collettivo e non sulle individualità. Tiriamo fuori senza alcuna esitazione lo spirito di sacrificio facendo cose utili per la squadra: un aiuto difensivo, un blocco, un tagliafuori. Basta parole: compattiamoci tutti insieme e cerchiamo di terminare il campionato nel modo giusto».
    Certo, ora la trasferta di domenica sul campo di Pesaro - distante soli 4 punti - diventa un match delicatissimo ma ancora non determinante: «Ci aspetta una partita delicata ma in fondo avremo ancora quattro gare casalinghe non impossibili. E comunque il calendario delle rivali dirette, soprattutto Montegranaro e Cremona, è più difficile del nostro. Tutto dipende dal nostro atteggiamento, che deve cambiare immediatamente mettendo da parte le velleità di alta classifica: dobbiamo concretizzare quel poco che serve per metterci al sicuro».
    Il presidente esclude comunque ulteriori svolte legate al mercato e chiede alla squadra di trovare al suo interno le risorse caratteriali per reagire: «Nessun ulteriore cambiamento: adesso la reazione ci deve essere perché non posso credere che i giocatori non abbiano quel minimo di amor proprio indispensabile per uscire da questa situazione. Dobbiamo averlo tutti insieme per superare paure e limiti: di certo il gruppo non è disunito, ma indubbiamente è molto fragile e nel momento difficile anziché fare quadrato ci si guarda in faccia in attesa di qualcuno che faccia scoccare la scintilla. Ma questo non possiamo più permettercelo».
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)]Una secchiata d'acqua gelida sui latenti entusiasmi della vagheggiata rimonta playoff. Masnago terra di conquista anche per la Sutor, e Varese si riscopre piccola piccola a livello morale di fronte ad un'avversaria capace di impartirle una severa lezione alle voci "spirito di sacrificio" e "carattere". Ossia quello che serve per trarsi d'impaccio, visto che la classifica si è fatta improvvisamente preoccupante, con Montegranaro a due lunghezze (e uno 0-2 pesantissimo in caso di arrivo in parità) e Pesaro a 4 alla vigilia dello scontro diretto di domenica che a questo punto diventerà uno spartiacque. Nel "calderone-salvezza" entrano così anche Cremona e Bologna, altre due squadre che la Cimberio incrocerà sul suo cammino; certo chi si preoccupava per il rischio un finale di stagione con poco pathos vista la difficoltà della rimonta playoff deve rivedere al ribasso le sue aspettative. Evidente il fatto che sul più 19 di metà secondo quarto neppure il più incallito pessimista avrebbe pronosticato la rimonta della Sutor. Che al contrario di Varese è comunque squadra con carattere e cuore, ed ha saputo far leva sugli aspetti caratteriali per mettere in crisi i padroni di casa, costretti addirittura a rimpiangere il vituperato Clark nella serata in cui De Nicolao - dopo una partenza sprint - ha perso completamente la bussola nell’assalto finale. Ma l'aspetto più preoccupante è l'incapacità emersa nel finale di provare a risolvere di squadra i problemi più elementari in attacco: la sensazione è che la squadra - e vista la reazione finale anche il pubblico - sia rimasta sbigottita per una partita che le è scivolata fra le dita quasi senza rendersene conto. E quando "culo mangia pigiama", per usare la colorita espressione cara a Bodgan Tanjevic, non uno degli "Indimenticabili" ha saputo ergersi a protagonista nel momento di necessità. Testimonianza evidente dello psicodramma[/color][/size][/font][/color][color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=3]
    che sta attanagliando un gruppo che non ha incrinature visibili, ma semplicemente non ha sufficiente spessore per trovare al suo interno la forza per reagire e superare i suoi limiti. Prima di tutto fisici: dopo Avellino, Sassari e Brindisi, anche Montegranaro travolge la cavalleria leggera della Cimberio con un gap pesantissimo a rimbalzo che fa sorgere più di qualche dubbio sull’efficacia della mossa Johnson. Senza impatto sotto i cristalli la Cimberio non corre, togliendo l’arma preferita di molti suoi "scorridori", e l’incapacità di sfruttare un lungo atletico come l’ex Avellino e Sassari sembra ormai cronica: ieri Montegranaro ci ha speculato con grande efficacia grazie ai cambi difensivi contro i quali l’attacco biancorosso è andato totalmente in panne a difesa schierata. Che fare ora? Ulteriori correttivi sembrano fuori discussione, al di là del fatto che il piatto piange. Il monito "Basta Scuse" apparso ripetutamente in Curva Nord dovrebbe essere il concetto base da cui provare a ripartire; chi indicava in Fabrizio Frates il problema della Cimberio 2013/2014 si è dovuto ricredere alla luce delle due prove senza nerbo postesonero. Altro che playoff. l’obiettivo è quello di salvare la stagione e la faccia. Il credito di tutti, beniamini del pubblico compresi, è esaurito: alla trasferta verità di Pesaro il compito di stabilire se ieri si è toccato il fondo oppure si deve ancora iniziare a scavare...[/size][/font][/color]

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    [color=rgb(37,39,37)]VARESE - Da Indimenticabili ad Impresentabili. E’ una Cimberio molle e supponente quella che subisce un meritato ceffone casalingo per mano della modesta ma indomita Montegranaro. I primi 15 minuti a tutto gas (più 19 dopo metà[/color][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    [color=rgb(37,39,37)]
    secondo quarto) non bastano per piegare la resistenza di una Sutor messa in campo con la consueta efficacia dall’applauditissimo Carlo Recalcati. E quando la partita si trasforma in un duello di nervi e di coralità, i marchigiani fanno[/color][color=rgb(37,39,37)]
    valere tutta la solidità caratteriale di una squadra avvezza alle tensioni delle sfide salvezza. Al contrario della squadra di Bizzozi, povera di muscoli e di carattere: i padroni di casa deragliano ripetutamente sui cambi sistematici della difesa gialloblù, arma storica dei Roosters della Stella, perdendosi tra palleggi insistiti, penetrazioni respinte dal "viluppo" dei lunghi ospiti e una lunga serie di mis-match non sfruttati sotto canestro. CosìMontegranaro, forte del suo[/color][color=rgb(37,39,37)]
    predominio a rimbalzo (28-43 totale, 18 offensivi per la Sutor), devasta l’area biancorossa e trova nell’ex Lauwers (11 nell’ultimo quarto) lo stoccatore decisivo per affondare i colpi nel "ventre molle" di una Varese senza orgoglio nè lucidità. E lo 0-2 negli scontri diretti con la Sutor unitamente alla vittoria di Pesaro coinvolgono la Cimberio nella bagarre salvezza: domenica la trasferta sul campo della Vuelle sarà un vero e proprio spareggio. Ma ora la classifica fa davvero paura alla luce del piglio svaporato di un gruppo in pieno psicodramma. Novità De Nicolao in quintetto vista la “licenza di paternità” che ha tenuto Clark lontano da Masnago fino a venerdì; il coinvolgimento iniziale di Johnson (due sospensioni e una schiacciata in alley-hoop con Banks ottimo “servente ai pezzi”) vale l’8-2 del 4’. Recalcati abbassa il quintetto e schiera la zona 3-2, ma due centri frontali del play di Padova bucano l’arrocco (14-6 al 6’). E con gli ospiti che scheggiano ripetutamente il ferro (21% dal campo e 0/5 da 3 al primo intervallo) le accelerazioni finalizzate a ripetizione dallo “Squalo” (10 nei primi 8’) lanciano la CImberio sul 21-8 del 9’. E col buon impatto di Sakota[/color][color=rgb(37,39,37)]
    e Rush i padroni di casa dilagano fino al 35-16 del 15’; il match sembra già ampiamente in ghiaccio nonostante i problemi di falli dei lunghi (3 per Scekic e 2 per Johnson). Ma mentre Varese stacca le mani dal volante e si mette a gigioneggiare, la Sutor fa valere orgoglio e organizazione oltre al predominio a rimbalzo (3-13 nel secondo quarto). E così lima il gap (38-32 al 19’ con uno 0-10 che fa spendere un time-out a Bizzozi) sfruttando il primo sprazzo di Cinciarini. Dopo l’intervallo si accende Banks, che piazza un paio di giocate personali per ridare gas alla Cimberio (45-34 al 22’); Montegranaro però non molla la presa con Mazzola dal perimetro e Skeen da sotto che si fanno valere[/color][color=rgb(37,39,37)]
    (47-41 al 26’)- Un dardo dall’angolo di Banks (8 nel terzo quarto sui 14 di squadra) rompe l’impasse, ma Varese non ha continuità sui due lati del campo e quando gli ospiti drizzano la mira dall’arco il match si riapre davvero (54-52 al 28’ con due triple di Cinciarini e Lauwers, parità a quota 54 in avvio del quarto periodo). Cimberio paurosamente vuota di energie ed intensità e Montegranaro sorpassa con pieno merito (54-58 al 32’); provvidenziali le due triple di Banks ed Ere per ridare gas al PalaWhirlpool (60-58 al 33’), ma senza risorse interne (né passaggi interni) la manovra non trova sbocchi costanti, e Lauwers punisce dall’arco (60-62 al 35’). Lo 0/2 ai liberi di Mazzola sul 62-64 a meno[/color][color=rgb(37,39,37)]
    98” non basta a dare ossigeno a Varese, l’ennesimo attacco sconclusionato contro i cambi difensivi costa una persa di Banks e un contropiede vincente di Cinciarini (62-66 a meno 1’14”). E gli ultimi liberi lasciati sul ferro (2/5 totale tra[/color][color=rgb(37,39,37)]
    Polonara e Johnson sul 66-71 a meno 23") suonano come la resa. La quarta consecutiva in casa per una Cimberio che non sa più vincere, vittima delle sue paure e delle sue contraddizioni.[/color][/size][/font][/color]
     

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](5 punti; 2/2 2p; 0/0 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Umiliato nella marcatura e nella lotta al rimbalzo da giocatori volonterosi ma con [i]pedigree [/i]da categorie inferiori, il serbo mette in scena l'ennesima recita di un'annata sconclusionata, irritante, svogliata.
     
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](8 punti; 4/5 2p; 0/1 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 5,5. [/b]Con sapienza, esce dal copione abituale di giocatore prettamente perimetrale sfornando alcune buone entrate. Scompare nella ripresa, un po' per il suo volto poco battagliero, un po' per la scarsa stima riposta in lui dalla conduzione tecnica di quest'anno.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](5 punti; 1/3 2p; 1/1 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Si cala con discreta efficacia nella mentalità ariosa del secondo quarto, quando gli avversari appaiono birilli morbidi come la gomma piuma. Appena la contesa sale di toni, non ne assomma mezza giusta.
     
    [b]KEYDREN CLARK [/b](2[b] [/b]punti; 0/1 2p; 0/1 3p; 2/4 tl) [b]VOTO: 4. [/b]Nella settimana segnata da un lieto evento personale (la nascita del primogenito), KeeKee decide di prendersi una vacanza. Come al solito non si sforza nemmeno di fingere di piegare le gambe in difesa, inoltre ci aggiunge una cospicua dose di insipidità offensiva.
     
    [b]ADRIAN BANKS [/b](11 punti; 2/6 2p; 2/4 3p; 1/1 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Siede paziente sulla sgabello della cucina, osservando i compagni cucinare le portate del primo tempo. All'improvviso tutti si ritraggono e al buon Adrianino toccano tutte le patate bollenti: logico che non ne esca un timballo di qualità.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](13 punti; 2/7 2p; 3/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Approccia la sfida in maniera entusiasmante, sbranando gli avversari su entrambi i lati del campo e pregustando una nottata da MVP. Quando cominciano i segnali di crisi, perde il senno e si lascia sopraffare da un'insana voglia di strafare: urge un bagno con essenze di umiltà.
     
    [b]LINTHON JOHNSON [/b] (9 punti; 4/4 2p; 0/0 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]In una squadra normale, il centro dovrebbe essere servito in prossimità del pitturato. Al Presidente vengono recapitati solo palloni sporchi a sei metri delle plance. Allora, per ripicca, regala spazi in difesa agli avversari. Quasi rimpiangiamo Hassell.
     
    [b]EBI ERE [/b] (5 punti; 1/6 2p; 1/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Il disastro cosmico di un giocatore in caduta libera – mentale, agonistica, fisica – si estrinseca in una serata trascorsa a litigare con i ferri. In trincea, dall'altra parte, nemmeno è in grado di tenere mezzo passo dell'avversario. È un pianto greco.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](11 punti; 2/3 2p; 2/2 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Troppo facile deliziare la platea con tiri da lontano ed affondate quando l'orchestra suona note di qualità. Nel finale gioca a nascondino e lascia nell'armadietto, accanto all'ingiallito mantello da supereroe, le responsabilità. Così non si cresce.

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