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  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](6 punti; 2/4 2p; 0/0 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 5. [/b]Se era lecito aspettarsi sofferenze continue contro il totem agile Mbakwe, sono imperdonabili i passaggi a vuoto contro l'attempato Szewczyk. Insomma, nemmeno nella lotta tra Godzilla d'annata Marko ha saputo prevalere.
     
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](13 punti; 2/3 2p; 2/3 3p; 3/3 tl), [b]VOTO: 5,5. [/b]Un ultimo periodo dignitoso ed orgoglioso non basta per cancellare i precedenti minuti di titubanza ed errori tecnici. Il rapporto bellicoso con coach Frates non aiuta, ma lo spirito guerriero dei Balcani imporrebbe ben altre folate.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](2 punti; 1/1 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5. [/b]Mentre scriviamo le pagelle, il virgulto svedese sta ancora cercando di capire se i compagni stanno difendendo a zona o a uomo. Le partite e i mesi di militanza varesina passano, le amnesie restano. Spaesato.
     
    [b]KEYDREN CLARK [/b](6[b] [/b]punti; 1/3 2p; 1/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Dopo un avvio di gara tutto sommato ordinato, KeeKee mette sul piatto tutto il repertorio meno apprezzato: tiri fuori dai giochi e dalle logiche di squadra, assistenze scontate, palloni persi su giocate lette con facilità dalla difesa avversaria. Già, “difesa”: qualche anima pia gli spieghi l'esistenza di questo sostantivo.
     
    [b]ADRIAN BANKS [/b](16 punti; 3/4 2p; 2/6 3p; 4/7 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]Nonostante una settimana segnata da allenamenti a scartamento ridotto causa caviglia malandata, regge con fierezza il campo per quasi quaranta minuti. Subisce tante botte e segna con continuità. Peccato per qualche tripla morta sul ferro.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](9 punti; 2/4 2p; 1/4 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Migliore per assist (è il suo mestiere), per rimbalzi (clamoroso) e per energia, sfrutta al meglio i minuti di impiego nel secondo e nell'ultimo quarto. Sul più bello un maestro Zen lo toglie dal campo: misteri della meditazione.
     
    [b]FRANKLIN HASSELL [/b](4 punti; 2/7 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 4,5. [/b]La più grande delusione della stagione prealpina incappa nell'ennesima prova sotto tono. La serenità e la forma fisica hanno la sembianza di chimere inafferrabili. Forse non lo vedremo più a Masnago, con tanta amarezza per il [i]feeling [/i]mai sbocciato.
     
    [b]EBI ERE [/b] (8 punti; 1/4 2p; 2/2 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 4,5. [/b]Nella notte più buia da quando dimora all'ombra del Sacro Monte, il Capitano litiga con se stesso, con i falli a ripetizione, con l'utilizzo da “4” tattico non consono alla sua forma. La prossima andrà meglio, forza e coraggio.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](14 punti; 5/8 2p; 0/3 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]A parte il brutto vizio di concedersi tiri sbilenchi dall'arco, porta in dote energia, palloni arpionati e coraggio. Nel finale fiuta il colpaccio, ma la déa bendata gli nega un 2+1 che avrebbe riaperto definitivamente i giochi.

  • Nicolò Cavalli
    Lo scopo della prova del nove, insegnata fin dai banchi delle elementari, è quello di controllare la bontà dei risultati di una moltiplicazione. Se la prova ha esito negativo, occorre rivedere l'operazione fin dai primi passaggi.
    Applicato l'elementare postulato al basket e alla nostra Varese, allo scoccare della nova sconfitta nel girone d'andata appare palese quali siano i problemi radicati nel corpo e nella mente della Cimberio. [i]In primis[/i] risultano inequivocabili i disastri di una coppia lunghi mal assortita, mal allenata, incapace di adattarsi ad avversari. La [i]black list[/i] trova quindi l'annotazione di un playmaker (o presunto tale) totalmente legato alla sua [i]verve [/i]dall'arco: se i tiri da tre non entrano, non esiste un piano B. Ultima ma non meno grave, risalta l'impressione di una guida tecnica che dalla panchina trasmette poche idee, flebile energia, scarsa sicurezza. Se non è tutto da buttare a metà gennaio con un calendario venturo a dir poco ostico poco ci manca.

    [i][b]A ranghi completi.[/b][/i] Contrariamente alle voci della vigilia, Frates schiera il quintetto tradizionale con Banks ed Hassell (quest'ultimo sospeso tra caviglia dolorante ed onde di radio mercato su frequenze transalpine) a guardia del parquet. La Cimberio è famelica in difesa, tanto che l'Acea non brucia la retina per quasi quattro minuti: 10-0 grazie alle entrate brillanti di Clark ma non solo. Taylor e Goss la premiata coppia che condusse a giugno Roma a un passo dal Tricolore lanciano la rimonta ospite, la tripla dello specialista Baron vale il 14-11. La presenza mentale di Banks ed Ere sopperisce a qualche circolazione di palla a singhiozzo, dall'altra parte il sogno estivo sfumato della Cimberio, Trevor Mbakwe, sigla di prepotenza il 18-15 approfittando di uno Scekic in babbucce. La zona biancorossa viene subito bucata, ma il dardo di AB produce un dardo da 3+1 utile ad infondere morale: 25-20 al primo mini intervallo.

    [i][b]Nel segno del caos.[/b][/i] Jimmy Baron, non nuovo a serate impreziosite da percentuali siderali, concretizza il primo sorpasso capitolino; Hosley lo emula con la terza bomba consecutiva per i ragazzi di Dalmonte (poco dopo piove dall'arco pure la quarta, di Taylor, per il 27-32). La panchina Cimberio aggiusta il punteggio con un break di 7-0, grazie in particolare a De Nicolao e alle sue qualità da giocatore di rottura. Il giovane playmaker si cala benissimo nel canovaccio tattico deciso da Frates: zona ad oltranza, pressing e contropiede. La terna arbitrale sale sul palcoscenico con un paio di decisioni anarchiche, gli attori si smarriscono e per qualche minuto il punteggio ristagna. Un battito di ciglia prima della sirena (almeno secondo gli occhi dei tifosi...), sul 41-39, un virtuosismo meraviglioso di Banks viene annullato dagli arbitri: sarebbe valso il più cinque e un cammeo negli highlights settimanali del campionato.

    [b][i]Raschiato il fondo del barile. [/i][/b]Il ritorno dagli spogliato offre momenti tecnicamente miseri. La galleria degli orrori si innesta dalla tabellata di Hosley, passa per i dilemmi esistenziali di Calimero Hassell e per il peggior contropiede del lustro (assist di Clark per la nuca di Rush), prosegue con forzature collettive. A metà periodo Szewczyk, nuovo innesto del mercato sempre attivo dei laziali, timbra il 44-48: solo allora Frates alza la manina per interrompere lo scempio cestistico con un sano time-out. Varese colleziona errori a catena, rimanendo inchiodata alla maledetta quota 44, mentre Roma coglie la doppia cifra di margine senza alcuna magia. Masnago insorge quando il bradisismo di Scekic, punta dell'iceberg di un reparto lunghi irrecuperabile, quando l'ex canturino regala l'ennesimo rimbalzo offensivo all'Acea. Alla fine di un terzo quarto da tregenda, Ere e compagni inseguono dal basso del 44-62. Con un totale di 1/17 dal campo e 5 palloni persi, l'esito non può stupire.

    [b][i]La reazione di nervi non basta.[/i][/b] I fedelissimi del PalaWhirlpool al solito dotati di una passione, una tempra e una sensibilità introvabili altrove si uniscono in un boato comune e trascinano i ragazzi ad assestare un primo mini parziale di 11-4 (segnali di vita da Sakota e Polonara) per riaprire i giochi. Le corse di Achille riavvicinano la Cimberio fino al 59-66, il quintetto atipico senza centri di ruolo getta il cuore oltre l'ostacolo ed alza i gomiti in difesa. Le folate di Hosley e il sesto ciuffo da tre di Baron pesano come un macigno sul tassametro della rimonta (63-73), così pure risuonano grevi nell'aere i fischi all'indirizzo di Frates quando decide di sostituire il migliore in canotta biancorossa, De Nicolao, con l'abulico Ere. La stanchezza fa il resto, con la lucidità che scema fino ad offuscarsi definitivamente. La formazione di Dalmonte pecca di superficialità e regale due possessi a Polonara e Sakota, lesti a timbrare il 75-80.
    L'ultima azione, teoricamente decisiva, è emblematica: Frates non si intende con i ragazzi sulla scelta di commettere fallo tattico o meno. L'interruzione arriva dopo una dozzina di secondi abbondanti, quando i buoi sono già scappati dall'ombra del Sacro Monte trascinando i due punti. Onore e merito all'Acea, compagine solida, fisicata (36 a 27 i rimbalzi) e con diverse bocche da fuoco.

    I conti non tornano. E francamente nemmeno un intervento massiccio sul mercato potrebbe cambiare il vento di una stagione dalle mille difficoltà. Lo scoramento ci conduce a riguardare il taccuino con l'annotazione della prova del nove: quest'anno, l'esame in matematica, sembra scontato.

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    [size=3][font=verdana](g.s.) - Sirene francesi per Frank Hassell? Secondo fonti d'oltralpe il centro della Virginia sarebbe infatti nel mirino del Sig Strasburgo, seconda forza della Pro A in cerca di un sostituto di Alexis Ajinca, tornato nella NBA dopo aver disputato la prima fase di Eurolega con il club alsaziano. Che ora cerca un sostituto con le caratteristiche del centro della Cimberio, potendo reinvestire una fetta dei 415mila dollari ottenuti dai New Orleans Pelicans per liberare la sua stella, già reinvestiti in parte con la firma dell'ex senese Bootsy Thornton. [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Al momento la società biancorossa non è stata ufficialmente contattata dai francesi; ma se la voce trovasse conferma e ci fossero le condizioni giuste (ossia il rilievo integrale delle 5 mensilità residue, a differenza dei sondaggi arrivati nei giorni scorsi da Israele che prevedevano una buonuscita da parte della Cimberio) potrebbe essere l'opportunità ad hoc per muoversi sul mercato. Ma al momento i costi da sostenere per l'eventuale sostituto sono fuori portata, e non sembrano esserci soluzioni pronte all'uso. Ed è chiaro che Varese cederebbe Hassell solo nel momento in cui avesse pronto il suo rimpiazzo, anche se l'offerta giusta potrebbe velocizzare la situazione. All'inizio della prossima settimana se ne saprà di più, intanto però difficilmente il pivot statunitense sarà in campo domani contro Roma dopo la distorsione alla caviglia sinistra di mercoledì. Ieri ha lavorato in scarico in piscina, il test decisivo sarà svolto oggi, quando proverà a fare qualcosa con il pallone; ma al momento le probabilità di un forfait obbligato di Hassell sembrano piuttosto elevate. [/font][/size]
     

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    Tante cose ci mancavano di Dusan Sakota. Il dito indice al cielo dopo una delle sue ferali triple. Un tabellino gonfio di buone notizie: punti, tanti, 25, scelte pesanti, qualche rimbalzo ma, soprattutto, il sorriso ritrovato di un uomo che in queste settimane aveva trasmesso tuttaltro. Rabbia, frustrazione, sofferenza, inquietudine. La rincuorante tappa cremonese ha restituito al popolo varesino - con i ragazzi della Curva peraltro sempre generosamente vicini al loro Dule -, un giocatore tatticamente micidiale, vero grimaldello per scardinare la zona proposta dalla Vanoli.
    «Sono contento per la mia prestazione ma, di più - dice Sakota -, sono felice per la vittoria strappata a Cremona: due punti che rappresentano qualcosa in più che un semplice successo. Quella al PalaRadi, infatti, è stata una vittoria cercata da tanto tempo, voluta con tutte le forze e arrivata in un match delicato, quasi una sorta di incrocio potenzialmente pericoloso piazzato nel bel mezzo della stagione. Ebbene, il referto rosa conquistato contro la Vanoli grazie ad una buonissima prova corale sui due lati del campo fa capire che abbiamo attraversato bene la strada e, oggi, possiamo riprendere il cammino con maggior serenità, fiducia in noi stessi e sicurezza nelle nostre qualità».
    Una vittoria figlia di facce diverse: titubanti, preoccupate e balbettanti quelle dei giocatori cremonesi; intense e determinate le vostre.
    «È vero, è proprio così - conferma Dusan -. Anchio dal parquet ho potuto vedere che i giocatori delle due squadre si muovevano animati da atteggiamenti opposti ed i nostri erano gli stessi apprezzati nelle gare di inizio campionato. Tuttavia, aggiungo che nelle ultime uscite - contro Cantù e contro Caserta - abbiamo pagato un conto salato anche alla malasorte perchè con un pizzico di fortuna in più, e oggettivamente un paio di errori in meno, avremmo potuto vincere entrambe. Però, macerarsi sul passato non serve e non conta, dunque guardiamo al futuro con una certezza: a Cremona, per la prima volta nella stagione, siamo stati bravi nel mantenere il vantaggio, senza quei cali di rendimento o quei passaggi a vuoto in difesa decisivi in altre occasioni. Ecco, credo che la continuità nellapplicazione difensiva sia sta una delle chiavi del nostro raid cremonese».
    Contro la Vanoli si è rivisto il miglior Sakota della stagione: quello a lungo sognato dai tifosi biancorossi, quello in versione Martello di Thor: puntuale, precisissimo (10 sul 14 al tiro), devastante.
    «Gioco da tantissimi anni e so che periodi di alti e bassi possono capitare. Quello che non deve e non può capitare è mollare la presa, abbattersi, pensare negativo. Per questa ragione, anche nei momenti critici, non ho mai smesso di credere in me stesso e nei miei compagni ma, soprattutto, in circostanze del genere le chiacchiere stanno a zero e lunica cosa che conta è sbattersi in palestra e dare il meglio possibile. A Cremona è andata bene per me, ma contro la Virtus Bologna era stato Kee-Kee Clark a vivere una grande serata e, per come la penso io, dico che sarebbe bello vedere grandi protagonisti ad ogni partita. A guadagnarne sarebbe solo la Cimberio».
    Adesso trasferta a Siena, ricordando il 5 giugno 2013, gara-6 dei playoff e quei 62 centesimi che valgono una vita.
    «Momenti lontanissimi - sussurra Sakota -. La sfida tra Montepaschi e Cimberio di domenica aprirà il libro su una gara diversissima perchè profondamente differenti sono squadre e situazioni. I toscani, dopo aver perso Hackett e inserito due nuovi giocatori (Haynes e Janning, ndr) sono in trasformazione, mentre noi vogliamo confermare i miglioramenti contro un avversario tosto e sempre durissimo in difesa. Il match di Siena rappresenta un pertugio per le Final Eight di Coppa Italia: un buco nel quale la Cimberio vuole assolutamente entrare».
    Massimo Turconi

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    Esce di scena anche Mardy Collins tra i possibili obiettivi di mercato della Cimberio. Lala statunitense che sembrava ad un passo da Varese nei giorni precedenti il Natale ha ufficialmente risolto laccordo con Montegranaro, firmando fino al termine della stagione per lOlympiacos Atene.
    Linteresse del club greco nelle cui file milita lex indimenticabile Bryant Dunston è maturato in extremis a causa dellinfortunio che ha fermato per due mesi lesterno americanoLaw. Il club del Pireo ha bruciato le tappe - facendo valere i mezzi economici a sua disposizione - per chiudere in fretta laccordo con lex prima scelta dei Knicks dato che i termini di tesseramento per le Top 16 di Eurolega chiudono alle 18 di domani.
     
    Ma di fatto Varese era già uscita di scena nel momento in cui si era creato quellimpasse rivelatosi poi insormontabile con la Sutor, nel tentativo di tesserare Collins alla vigilia di Natale. In pratica laffare è saltato quando la Cimberio non ha voluto pagare un mini-buyout (si parla di una cifra inferiore ai 10mila euro) al club marchigiano; tra Santo Stefano e Capodanno sono mutate anche le priorità tecniche della squadra, con le due prove convincenti diKeydren Clark che hanno spostato lattenzione della società nel reparto lunghi. Certamente la qualità generale della squadra sarebbe aumentata con laggiunta di un giocatore in grado di far lievitare il tasso tecnico del gruppo pur in un ruolo già coperto da capitan Ere, ma aumentare la profondità della panchina non è probabilmente il problema più impellente da risolvere. E se è pur vero che Collins sarebbe arrivato a cifre relativamente modeste per un giocatore del suo talento e del suo pédigrèe, laggiunta di unala con doti di passatore al posto di Rush (ossia il contratto meno gravoso tra quello dei 9 giocatori della rotazione a disposizione di Frates) avrebbe comportato un extrabudget.
     
    A questo punto lattenzione si sposta sulla caccia a quel centro in grado di garantire intimidazione difensiva e presenza a rimbalzo che Hassell ha dimostrato di non poter garantire. A bocciare il pivot americano non sono le statistiche individuali (10,9 punti e 7,2 rimbalzi) ma quelle di squadra: Varese è terzultima nel totale rimbalzi (32,2 di media) e nelle posizioni di coda in tutte le statistiche difensive (quartultima nei punti subiti - 81,8 di media - e nella percentuale da 2 degli avversari al 55,8%).
     
    Viste le ultime uscite dove lattacco e il tiro da fuori hanno avuto esiti eccellenti (87,0 punti col 46,6% da 3 dal derby di Cantù in poi), lidea condivisa da società e staff tecnico è che per far quadrare i conti servirebbe un lungo atletico in grado di presidiare larea. Ma il mercato al momento non offre soluzioni ad hoc, visto che il veterano Linton Johnson (sul quale è molto calda Caserta) non è considerato sufficientemente solido sul fronte della tenuta difensiva (e il motivo per cui Sassari ha sceltoDrew Gordon per sostituire lex Avellino è proprio questo). Come al solito il monitoraggio del d.s. Simone Giofrè prosegue ad ampissimo raggio soprattutto al di fuori dei confini italici; quando si troverà lelemento considerato giusto ci si muoverà per la contemporanea uscita di Hassell. Sempre che le prossime gare contro Siena e Roma non modifichino nuovamente gli scenari tecnici
    Giuseppe Sciascia

  • Nicolò Cavalli
    La Cimberio, capace nel recente passato di resuscitare avversari moribondi, chiude positivamente l'anno solare annichilendo senza pietà le barricate di una Vanoli in crisi di identità e risultati. Una prestazione collettiva apprezzabile, figlia di altruismo, determinazione e (finalmente) un briciolo di difesa, scrive la parola fine di un 2013 ricco di emozioni, folgoranti ma non vincenti, e di palpitazioni.
     
    I biancorossi esordiscono con una discreta fluidità offensiva (11-11 al '5), ma soffrono nella marcatura dei lunghi avversari – Kelly su tutti – con Hassell e Scekic parimenti in affanno. La mano bollente di Ere, ottimamente coadiuvato da Banks e Polonara, consegna un mini allungo sul 15-21. Sul finire del tempo, dopo le folate dell'agile Rich (saranno 23 i punti a sua firma), AB buca di nuovo la retina ma Scekic non rilascia subito la sfera raccolta dopo la segnatura: fallo tecnico, figlio di una pignoleria del regolamento, e riavvicinamento Vanoli per il 24-27 di chiusura della frazione.
    L'esperienza nel pitturato offensivo di Scekic e l'assenza di fiducia dei locali (otto palloni persi nella prima metà, spesso senza pressione avversaria) costruiscono il 28-38, rafforzato da un incredibile “filotto” di Sakota utile per un largo vantaggio in concomitanza del 30-49. I canestri di Jackson rappresentano un'oasi nel deserto dell'attacco cremonese, eppure le evoluzioni dell'attacco dei ragazzi di Frates si mantengono su percentuali irreali: l'entrata di Banks e la tripla da otto metri di Clark blindano il 36-56 della pausa lunga.
    Issatasi sul +24 con altri due dardi gettati da Polonara e Clark, la Cimberio addormenta i ritmi e le proprie convinzioni restituendo motivazioni alla compagine di coach Pancotto. Una sana strigliata nel time-out attiva i cuori e le meningi, anche del redivivo Hassello (50-71), e si concretizza in un'autoritaria gestione lungo il rettilineo d'arrivo. Una schiacciata volante di Rush su assist di De Nicolao e l'ennesimo ciuffo elegante di Sakota (tabellino consistente per l'MVP della serata, autore di 25 punti) sono il preludio a un finale di gara tranquillo, condito da qualche spazzo spettacolare e dall'ingresso di tutti gli effettivi della panchina nei cinque minuti conclusivi di [i]garbage time[/i].
     
    La vittoria di stasera, una primizia in trasferta del campionato in corso (l'unico sorriso stagionale lontano da Masnago arrivò a Ulm), allontana gli spettri della zona retrocessione e lascia aperto uno spiraglio di qualificazione alle finali di Coppa Italia. Più realisticamente, i due punti incamerati dovranno servire da abbrivio per un inizio di 2014 ricco di insidie. All'orizzonte si scorgono quattro trasferte in sei partite, inframezzate dai match casalinghi contro le squadre più in auge del momento: Roma e Milano. Quantomeno queste vacanze ci hanno riconsegnato la forza per sperare...

  • Lucaweb
    [size=4][color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman'] (g.s.) -  La pista Mardy Collins sembra congelata, se non definitivamente sfumata: nonostante l'accordo raggiunto venerdì scorso tra la società biancorossa e il giocatore, la Montegranaro non ha firmato la rescissione del contratto nei tempi necessari per consentirne il tesseramento entro le 11 di oggi (24). Poi gli uffici della Fip chiuderanno fino al 31 dicembre per le festività natalizie e dunque non sarà più possibile effettuare operazioni fino al nuovo anno solare. La volontà dei marchigiani di lasciar partire l'ala statunitense non è cambiata, ma in mancanza di strumenti regolamentari per "forzare la mano" al club in una situazione di ritardati pagamenti è la Sutor a stabilire le regole del gioco. [/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']E vista la parità in classifica Varese è considerata una potenziale avversaria nella corsa-salvezza, dunque da non rinforzare in vista delle prossime due gare con Bologna e Cremona. : «Dalle Marche non sono giunte novità, a questo punto credo che l'operazione non sia più fattibile -conferma Cecco Vescovi -. Chiaro che l'innesto di Banks non è bastato, però non navighiamo nell'oro e bisogna avere pazienza per trovare il giusto incastro tecnico ed economico». [/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font='Times New Roman']Dunque si rifarà il punto dopo le sfide di giovedì e domenica, ma non è detto che lunedì prossi- mo il giocatore possa interessare ancora. Però attenzione alle decisioni "di pancia" sull'onda emotiva di una singola partita, che hanno già bloccato il taglio di Clark alla quarta giornata (salvato dai 20 punti contro Avellino mentre era già pronto l'arrivo dell'ex Cremona e Reggio Emilia Dawan Robinson). Però al momento i problemi sono tali e tanti (Clark, Hassell, Rush, Sakota, la profondità della panchina in generale) che al momento è complicato anche stabilire una priorità nell'ordine degli interventi da effettuare. E l'allenatore? Continua a non essere considerato tale, sebbene dopo Caserta qualche malumore sia emerso. [/font][/color][/size]

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3](g.s.) - Novità di rilievo sotto l'albero di Natale della Pallacanestro Varese. Sarà Mardy Collins - all'anagrafe Maurice Rodney, ma tutti lo chiamano col soprannome - il secondo acquisto del mercato di riparazione della società biancorossa. Il 29enne esterno di 198 centimetri per 100 chili lascerà la Sutor Montegranaro per trasferirsi sotto le Prealpi. Operazione a sorpresa considerando che ci si aspettavano interventi nei ruoli di play e pivot; il giocatore del 1984 è invece un'ala piccola che può spostarsi anche nel ruolo di "4" tattico, ma il suo punto di forza sono le capacità di passatore in grado di farne una sorta di regista occulto (sia alla Sutor che lo scorso anno in Israele - chiuso a 17,5 punti più 5,5 rimbalzi e 4,0 assist di media - comandava la sua squadra negli assist). Dunque un elemento di indiscusso valore per classe e poliedricità, che aggiunge qualità sia in regia che in termini di profondità della panchina, due settori nei quali la squadra di Frates era visibilmente carente. Collins vanta un pédigrèe di prim'ordine: dopo 4 anni da protagonista assoluto all'università di Temple (rispettivamente quarto e secondo di tutti i tempi nella classifica dei marcatori e delle palle recuperate), il giocatore nativo di Philadelphia fu prima scelta dei New York Knicks nel draft 2006 (numero 29 assoluto) ed ha al suo attivo 4 stagioni NBA tra la squadra della Grande Mela ed i Los Angeles Clippers (in totale 182 partite per 782 punti realizzati). [/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Poi Collins è rimbalzato tra Turchia, Cina ed Israele prima di ricevere la chiamata estiva di Montegranaro, dove pur saltando le prime due gare della stagione per un infortunio al gomito sinistro ha totalizzato 14,3 punti con 4,4 rimbalzi e 3,0 assist di media. Ma i problemi economici emersi nelle ultime settimane hanno guastato i rapporti con il club; da qui la decisione della Sutor di liberare Collins, sul quale si è lanciata la Cimberio, memore anche della prova brillante (17 punti e 4 assist in 31') in occasione della sconfitta dei biancorossi sul campo della squadra di Carlo Recalcati. [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]L'esterno non giocherà oggi a Brindisi con Montegranaro e domani è atteso a Varese per visite mediche e formalità burocratiche; il tesseramento sarà perfezionato entro le 11 di martedì, in vista dell'esordio del 26 dicembre contro la Virtus Bologna. In attesa di capire chi tra i 5 europei gli farà posto, e di conseguenza quanto si potrà investire sulla prossima operazione correttiva sotto i tabelloni. [/size][/font][/color]
     

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]La Cimberio va in cerca della svolta nella delicata trasferta di Caserta. Stasera al PalaMaggiò (ore 18.15 con diretta su Rete 55) la formazione di Fabrizio Frates cercherà di dare continuità all'impresa esterna di Ulm, provando a rompere il digiuno esterno anche in campionato dopo l'impresa senza peso in classifica nel turno conclusivo dell'Eurocup.[/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]L'obiettivo di Varese è quello di dare continuità alla qualità di gioco evidenziata già domenica scorsa nel derby contro Cantù, e provare a riaprire la corsa alle Final Eight di Coppa Italia nel primo dei tre impegni in programma in una settimana natalizia che sarà trascorsa stabilmente in palestra visto l'impegno del 26 dicembre con Bologna e la trasferta di domenica 29 a Cremona. 
    Con Frates di nuovo al timone dopo la defezione obbligata della trasferta tedesca, la Cimberio è chiamata a coniugare qualità offensiva ad una sostanza difensiva indispensabile per nascondere i più evidenti dei suoi limiti strutturali; e chissà che il tecnico milanese non riproponga la zona già decisiva ad Ulm per mascherare i problemi in retroguardia sull'asse Clark-Hassell. Inoltre alla vigilia dell'approdo alla Cimberio di Mardy Collins, i riscontri del match odierno potrebbero indirizzare in un senso o nell'altro la scelta di società e staff tecnico sull'europeosacrificato per far spazio all'ala americana. In ogni caso la comitiva biancorossa è partita al gran completo ieri pomeriggio alla volta di Caserta, utilizzando per la prima volta il nuovo vettore ufficiale Italo Treno per rendere confortevole il lungo viaggio verso la Campania. [/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Stasera Varese proverà a far valere le sue doti balistiche sul campo di un'avversaria temibile se riuscirà a far valere un impianto basato su intensità, atletismo ed energia difensiva. La Pasta Reggia guidata da Lele Molin, all'esordio da capo allenatore dopo una carriera quasi interamente da assistente (principalmente di Ettore Messina), naviga infatti a braccetto con la Cimberio ed attende a sua volta novità positive sul fronte mercato nel suo lungo assedio per convincere Peppe Poeta.[/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Il roster campano ha buona profondità in tutti i ruoli tra l'energia degli americani e il mix di esperienza e talento degli italiani: in regia Hannah (9,2 punti e 4,6 assist) si alterna con l'ex azzurro Mordente (8,4 punti) che giosta anche da guardia in alternativa al razzente Roberts (11,0 punt), mentre nello spot di ala piccola c'è Michele Vitali (7,2 punti), fratello minore dell'azzurro Luca e prodotto delle giovanili di Bologna come il 22enne play Tommasini (3,1 punti). 
    L'elemento di spicco è l'ex canturino Jeff Brooks (14,0 punti e 6,0 rimbalzi), affiancato sotto le plance dao Moore (12,8 punti e 6,2 rimbalzi) mentre l'altro veterano Michelori e l'atipico Scott completano il reparto. 
    Caserta è squadra amante dei punteggi bassi che in casa ha perso in volata contro Milano, Roma e Brindisi; perché la Cimberio riesca nell'impresa di sbancare il PalaMaggiò serviranno 40' di concentrazione assoluta su entrambi i lati del campo.
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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