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VareseFansBasketNews

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    Trent'anni fa, in coincidenza con l'uscita del giornale il primo aprile, avremmo sparato la notizia del ritorno di Dunston. Rapito da tanta e insanabile nostalgia, che non ha prezzo, in soccorso a una Cimberio in crisi di risultati e di talenti. Allora la Prealpina era famosa per i suoi Pesci d'Aprile che, pur attesi dai suoi lettori, facevano pur sempre molte vittime. Creduloni o no, bisognava, innanzitutto, pescare la notizia, quella dello scherzo, fra tante in pagina e, pur nel dubbio, c'era chi vi cascava stando poi, più o meno divertito, al gioco avendo un solido e fedele rapporto con il proprio giornale. Tra i Pesci d'Aprile più clamorosi e tremendi va ricordato l'annuncio di un'amichevole fra Varese e Milan a Masnago quale galoppo di salute tra due formazioni in corsa verso grandi traguardi, puntando i biancorossi alla promozione in serie A e i rossoneri allo scudetto. Mezz'ora prima dell'orario fissato (dalla nostra redazione) c'era già un certo movimento di tifosi in arrivo, diversi su auto targate Milano, il bar del "Franco Ossola", funzionante solo la domenica, aveva aperto i battenti e qualche centinaio di persone stava prendendo posto in tribuna (gratuita). Che avessimo esagerato? Il timore era reale di fronte a quel piccolo esercito di appassionati predisposti all'evento ma era il primo aprile, giorno in cui, per tutti i giornali d'Europa, era lecito far passare per informazione corretta anche bufale notevoli. Come finì? Non vedendo spuntare in campo divise rossonere, i presenti capirono l'antifona e si consolarono con l'allenamento del tambureggiante Varese di Fascetti. Fece pure grand' effetto la notizia dell'uscita di scena del tanto discusso Colantuoni che passava la mano a tale commendator Orata, pure ritratto a fianco dell'articolo, in realtà la fotografia era quella di un anonimo sindacalista tedesco. Qualcuno telefonò in redazione per dire che il nuovo padrone del Varese avrebbe fatto peggio del predecessore , come dire conosco il personaggio, non c'è da fidarsi. Anche nel basket furoreggiarono gli scherzi, uno riguardò un fantomatico asso della Nba, l'americano Tony Fisher (tradotto significa pescatore) prenotato dalla Pallacanestro Varese. Il provino era per le ore diciassette e a quell'ora diversi furono i tifosi accorsi al palasport, smaniosi di scoprire il valore del futuro straniero di Coppa. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Fece scalpore la notizia, da ultima ora, della scomparsa di Cedric Hordges, fromboliere statunitense della Pall. Varese, sparito dall'hotel di Tirrenia dove alloggiava la squadra alla vigilia della partita contro Livorno. Morale, Hordges era stato visto, l'ultima volta, salpare dal porto di Livorno con alcuni suoi connazionali (dei marines di stanza a Pisa), probabilmente, per una battuta di pesca. Non ci crederete ma la sua compagna telefonò al giornale per sapere di più sulla vicenda, allora mica c'erano i cellulari, naturalmente la rassicurammo svelando il mistero. La realtà, si diceva, da tempo, è cambiata. Altro che Pesce d'aprile, la notizia di un rinforzo per questa Cimberio (nella foto Blitz coach Bizzozi)  che ne ha bisogno, come l'aria che si respira, non solo è vera ma è opportuna. Il nuovo americano promette punti, staremo a vedere aspettando Caserta, sicuramente grande è la curiosità che suscita.  [/size][/font][/color]

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    Varese gioca la carta Terrell Stoglin (foto red) a metà tra presente e futuro. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Sembra ben avviata la trattativa per portare sotto le Prealpi il 23enne playmaker statunitense appena liberato dai polacchi dello Stelmet Zielona Gora. 
    Il regista nativo dell'Arizona e messosi in evidenza all'università del Maryland avrebbe accettato verbalmente la proposta della Cimberio per vestire la maglia biancorossa nella fase finale della stagione corrente. Ma la società di piazza Monte Grappa ha inserito nel contratto una clausola con una opzione a suo favore per la stagione 2014/2015, pattuendo già il salario per il prossimo anno: se Stoglin convincerà nell'ultimo scorcio dell'annata corrente, Varese avrà già il play titolare per il prossimo anno. 
    Un segnale importante da parte del club, che dimostra concretamente di muoversi per l'oggi - lo scontro diretto di domenica con Caserta lascia l'ultimissimo spiraglio aperto in chiave playoff - ma soprattutto per il domani: «È un giocatore che ha grandi qualità offensive ma sa anche passare la palla, quando decide di farlo - spiega il presidente Cecco Vescovi -. Economicamente siamo nelle condizioni per poterci muovere, avendo risparmiato qualche risorsa nelle situazioni con Clark e con Coleman. Per la parte residua della stagione si tratta di un investimento minimo, ma è interessante soprattutto la possibilità di valutarlo in ottica futura». 
    La principale qualità di Stoglin risiede nelle sue doti realizzative: nel suo pàlmares personale ci sono i titoli di capocannoniere dell'ACC Conference della NCAA (21,6 punti di media due anni fa con Maryland, dove si dichiarò per il draft NBA dopo due soli anni di college prevenendo una sospensione per motivi disciplinari) e del campionato greco 2012/2013 (19,9 punti di media all'Isylikakos). 
    Per stazza (180 centimetri per 78 chili) e propensione a giocare con la palla in mano il ruolo è quello del regista, anche se non si tratta certamente di un play classico votato a coinvolgere i compagni, ma di uno scoring point moderno con maggior propensione alla finalizzazione della manovra (43% da 2 e 38% da 3 con 1,9 assist l'ultimo anno di università; 38% da 2 e 29% da 3 ma anche l'80% su 6,8 liberi di media e 2,5 assist lo scorso anno). 
    Quella di Varese sarà la quarta tappa stagionale per il giocatore mancino del 1991 che aveva iniziato la stagione in Francia a Cholet (15,1 punti col 42% l tiro e 2,5 assist) e si era trasferito a gennaio all'Azovmash Mariupol. Ma i venti di guerra hanno indotto Stoglin a lasciare l'Ucraina ad iniziomarzo, approdando in Polonia a Zielona Gora; però dopo sole due partite (10,0 punti in 14 minuti medi) lo Stelmet ha deciso di cercare un play puro, lasciando libero Stoglin nei giorni scorsi. 
    Il mix di freschezza atletica e qualità balistiche dell'esterno statunitense è stato considerato intrigante dalla Cimberio, che ha formalizzato la sua proposta contrattuale; ora la società attende il ritorno della documentazione firmata dal giocatore per iniziare ad espletare le pratiche per il visto da ritirare in Polonia. 
    L'auspicio è quello che si riesca a tesserare Stoglin entro le 11 di venerdì, ossia in tempo utile per farlo esordire contro Caserta. In caso contrario si sfrutterà la pausa per l'All Star Game, e dunque il nuovo americano esordirà il 19 aprile a Bologna. 
    Intanto sarà tesserato anche Francois Affia Ambadiang, il ventunenne pivoto camerunense aggregato al gruppo dalla scorsa estate e già visto in campo in Eurocup. Essendo ancora in età giovanile non richiederà il pagamento della tassa di 12.500 euro. 
    Giuseppe Sciascia [/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)]Venti punti in meno nonostante 600 abbonati in più. Impietoso il confronto tra la Cimberio degli Indimenticabili e la versione 2013/2014 pur con sei conferme rispetto alla stagione passata che ha fatto sognare la Varese dei canestri. Il modesto volume di gioco espresso nel derby a senso unico di sabato a Cantù ha virtualmente spazzato via le residue velleità playoff; le ultime cinque partite della stagione regolare serviranno forse solo per valutare se De Nicolao e Polonara - gli unici che hanno contratto per la prossima stagione - potranno essere elementi sui quali costruire il futuro. Che dovrà prima di tutto fare tesoro degli errori commessi quest'anno per evitare che la parabola discendente prosegua. Il primo e più importante aspetto che ha condizionato la stagione ancora in corso è stato, è cosa nota, la riduzione del budget nonostante si fosse reduci da un'annata in grado di riportare Varese ai vertici della classifica come non capitava dal lontanissimo 1999. Nel momento in cui c’erano scadenze importanti tra sponsor di maglia e la famiglia Castiglioni, il ritardo nelle operazioni di raccolta risorse, dovuto probabilmente alla speranza di cavalcare l'onda di un possibile trionfo sul campo, ha reso invece indispensabile un taglio delle risorse attorno al 15 per cento. Tutto ciò senza però abbassare l’asticella delle ambizioni al punto da creare aspettative irrealistiche rispetto alle possibilità del club. Attese che hanno certamente pesato in una stagione nella quale competizioni europee e Supercoppa avrebbero aumentato ulteriormente l’impegno. Tutto ciò, in sintesi è stata la ragione per cui Frank Vitucci ha scelto Avellino, al di là di un’offerta economica importantissima, mettendo in difficoltà Varese nel dover trovare un sostituto del coach veneziano a mercato già inoltrato. Dopo un lungo ballottaggio la scelta è caduta su Fabrizio Frates,[/color][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
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    preferito a Giulio Griccioli per la maggior esperienza: alla fine il coach milanese si è rivelato l'uomo sbagliato nel posto sbagliato. Soprattutto perché l’area tecnica, ingabbiata dai vincoli di bilancio, non è stata in grado di costruire una[/color][color=rgb(37,39,37)]
    squadra adatta alle caratteristiche dello stesso Frates. Si è voluto minimizzare il rischio di sprecare i pochi talenti disponibili investendo su elementi in stile usato sicuro come Clark, Coleman e Scekic, non accollandosi il rischio di scommesse più azzardate ma anche più redditizie nel rapporto costo-rendimento. E come nel caso di Frates, si è chiesto ad elementi con ben noti pregi e difetti di recitare un copione per il quale erano palesemente inadatti.Troppe volte si è cavalcato l’umore viscerale dei tifosi su scelte strategiche: dalla conferma di Ere - nonostante lo scatto salariale a 300mila dollari - per dare un segnale di continuità alla piazza dopo il doloroso strappo di Vitucci, alla ripartenza da 5 - poi 6 col ritorno di Banks - degli Indimenticabili dello scorso anno per cercare di mantenere il feeling con il pubblico, fino all’esonero di Frates dopo la contestazione in occasione della sfida contro Sassari. E se al tecnico non è stato perdonato nulla da parte dei tifosi, gli "Indimenticabili" dello scorso anno hanno goduto di un credito pressochè illimitato. Dalla gente ma anche dalla società, buonista quando i malumori di alcuni giocatori hanno creato l’humus dal quale si è sviluppato il tiro all'allenatore. Tutto sbagliato, tutto da rifare? Si nel primo caso, no nel secondo: gli uomini sul ponte di comando sono gli stessi architetti degli "Indimenticabili". Traendo insegnamento dagli errori di quest'anno e lavorando sin d'ora sulle risorse e su una squadra costruita con più coraggio e meno populismo, Varese può tornare a far sognare la sua gente.[/color][/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(37,39,37)]Varese non corre, ma le avversarie camminano. Neppure lo stop del Pianella esclude definitivamente la Cimberio dalla corsa playoff, ed anzi lo scontro diretto di domenica contro Caserta (si parte dal meno 5 del match del PalaMaggiò) rimanda qualsiasi ipotesi di nuove uscite rispetto al roster attuale. Le chances della squadra di Bizzozi, chiamata a rimontare 4 lunghezze di svantaggio nelle ultime 5 giornate (dopo la sfida contro i campani il calendario propone trasferta a Bologna, doppio impegno casalingo con Cremona e Siena e chiusura l'11 maggio a Roma) sono più legate all'aritmetica che alla realtà, coinvolgendo anche risultati favorevoli dagli altri campi per far valere il doppio 2-0 negli scontri diretti con Reggio Emilia e Venezia in una ipotetica "maxi-avulsa" a quota 30 punti (cosa che comunque azzera il margine di errore dei biancorossi, che dovrebbero fare percorso netto). Certo la prova davvero modesta per qualità di gioco e sostanza difensiva del derby contro Cantù fa a pugni con qualsiasi velleità residua di post-season. Pur con l’attenuante dell’assenza di Linton Johnson, ossia l’unico lungo in grado di dare una dimensione atleticamente accetabile alla difesa dell’area colorata, dove i brianzoli hanno fisiologicamente banchettato contro il trio Scekic-Sakota-Polonara. E e ricordando anche il secondo tempo rombante contro Pistoia, anchel’unico giocatore in grado di accendere il motore del contropiede biancorosso. Ossia ciò che è in grado di esaltare le doti da incursori di De Nicolao e Polonara, sotto accusa dopo i 2 punti con 0/14 al tiro in coppia nel derby del Pianella. Giocato stabilmente sottoritmo da una squadra troppo povera di risorse - tra rotazioni, fisicità ed atletismo - per reggere l’urto della seconda forza del campionato imbattuta in casa. Dunque il recupero del pivot statunitense diventa fondamentale per provare a dare credito a quanto espresso dall’aritmetica nella volata playoff. Anche perchè dal mercato non sembrano in arrivo risorse di sorta: Varese si muoverà su un play americano solo se troverà un giovane da testare in chiave futura (e l’opzione per il prossimo anno è vincolo imprescindibile per intavolare qualsiasi discorso che al momento comunque non è aperto). E Affia Ambadiang, tuttora a Lubiana in attesa del visto necessario per espletare le formalità per il tesseramento, potrebbe essere "congelato" nuovamente fino alla prossima settimana in attesa che il risultato del match contro Caserta dia risposte definitive sull’effettivo valore delle ultime gare della regular season. Anche se è comunque evidente che Varese stia iniziando a ragionare su un futuro dove la conferma di Banks [/color][b](foto Blitz) [/b][color=rgb(37,39,37)]- al netto di una trattativa contrattuale tutta da impostare - e le valutazioni su De Nicolao e Polonara (entrambi sotto contratto per il prossimo anno, entrambi con clausole d’uscita; di sicuro la Cimberio non sfrutterà le sue) saranno le due mosse annunciate attorno alle quali impostare qualsiasi discorso per la stagione che verrà. Giusto che la società inizi a muoversi sulle linee guida del prossimo anno; ma chi ancora veste biancorosso - sia tra i confermabili o i sicuri partenti - ha il dovere di dare il massimo fino all’ultima gara. Per rispetto dei 4200 tifosi di media che hanno dato sostegno ai biancorossi nonostante risultati negativi ed uno spettacolo raramente eccitante, la "coda" di questo 2013/2014 va comunque onorato nel modo migliore al di là di qualsiasi discorso legato alle motivazioni di classifica.[/color][/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
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    Giuseppe Sciascia[/color][/size][/font][/color]
     

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    SCEKIC 6 Parte a razzo (8 punti e 7 rimbalzi nel primo quarto) facendo valere mestiere e opportunismo sul fronte offensivo. Ma l'autonomia è fisiologicamente ridotta ed i 27 minuti imposti dall'indisponibilità di Johnson lasciano spazi invitanti a centroarea che Cantù converte con un ghiotto 62% da 2. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    SAKOTA 5 Prova a battersi dentro l'area con più energia del solito (7 rimbalzi totali), ma se la squadra gli crea 8 triple aperte e lui ne segna soltanto una lasciando sul ferro tutto il resto del lavoro corale diventa impossibile nasconderne i limiti di fisicità. 
    RUSH 5,5 Prova a limitare i danni nel finale trovando anche qualche guizzo offensivo, ma il suo fatturato arriva quando i buoi sono già scappati dalla stalla. 
    BANKS 6 Troppo spesso costretto a fare il boia e l'impiccato in fase di impostazione della manovra, non riesce ad incidere nel primo tempo (solo 3 tiri dal campo) ma prova almeno a salvare la faccia nel finale aggiungendo 5 assist al suo bottino offensivo. 
    DE NICOLAO 5 Litiga costantemente col ferro con le attenzioni difensive del suo ex coach azzurrino Sacripanti che ne mettono nuovamente a nudo i limiti balistici: chiude con 0/8 al tiro e soli 2 assist (ma 0/6 e zero passaggi smarcanti a metà gara), e se l'unico play di ruolo non riesce ad accendere la luce... 
    MEI 5,5 Comparsata senza impatto nel primo tempo adeguandosi alla difesa generalmente troppo poco intensa dei compagni, sporca il referto nel finale con una tripla. 
    ERE 5,5 Poco impatto nel primo tempo, è l'unico raggio di luce nella terza frazione dominata da Cantù ma in difesa su Aradori soffre visibilmente. E la zona scelta quasi per necessità da coach Bizzozi non paga dividendi, visto il 6/6 da 3 della Vitasnella nel terzo periodo. 
    POLONARA 4,5 Che non sia la sua serata lo si intuisce sin dal libero che non tocca neppure il ferro dopo 30 secondi. Il punto dello 0-1 resta l'unico messo a segno in una serata nella quale spara ripetutamente a salve (0/6 dal campo con 5 triple errate). Dopo lo show balistico anti-Pistoia incappa nella peggior serata dell'anno per fatturato offensivo. 
    CANTU: Abass 6; Uter 6,5; Rullo 6; Leunen 7; Aradori 8; Ragland 7; Cusin 6,5; Gentile 7. 
    G.S.[/size][/font][/color]
     

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    CUCCIAGO (Como) - La Vita sarà anche... Snella per definizione, però qualche centimetro sopra i fianchi, ci sono muscoli guizzanti e reattivi, mani buone, talento diffuso, voglia di giocare una bella pallacanestro corale in attacco ed un cuore che fa battere tanta, tantissima applicazione difensiva. Ripensando al rammarico bruciante della gara d'andata non puoi che ammettere che la differenza in termini di cifra tecnica, fisica, mentale tra Cantù e Varese, col passare dei mesi si sia fatta ampia, netta, solare. Esattamente come quella esistente in classifica tra le due squadre. Troppo forte, carica, intensa, pronta, questa Vitasnella per una Cimberio che senza Linton Johnson - come da previsioni lo statunitense è in panchina ma inutilizzabile - al "Pianella" recita l'attesa parte di vittima sacrificale: uno sprazzo decente, un battito d'ali e poi, irretita in difesa e impallinata in modo pesante in attacco, eccola subito a terra. In un fango, ahinoi, ben rappresentato dalle terrificanti cifre dei suoi italiani guida: De Nicolao e Polonara: 2 punti totali, 0/14 dal campo, un algebrico -2 di valutazione cui aggiungere un -31 totale di plus/minus. Insomma: la fotografia di un disastro. Così citare i varesini che al termine di un derby incolore si sono salvati - Banks, Scekic, Ere - sembra più un esercizio di stile. Superfluo, se non avvilente.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    La Cimberio avvia il match con Scekic, anzi, con uno scintillante Scekic al posto del Presidente. Markone, con i suoi movimenti felpati, prende ripetutamente il tempo a Cusin e con 5 rimbalzi offensivi e 8 punti nel primo quarto, fa secca la difesa canturina per il primo vantaggio ospite: 4-9 al 5'. Peccato che al potere sotto canestro (9-15 i rimbalzi), Varese non riesca ad aggiungere altrettanta efficacia dall'arco, sbagliando triple aperte e soprattutto intensità e gambe per tenere le incursioni di Ragland che costruisce aggancio e assist a Gentile per il sorpasso sulla sirena del primo quarto: 15-14.
    Varese apre il secondo periodo con due triple (Ere e Sakota) tanto illusorie (15-20), quanto estemporanee perché da lì in avanti la VitaSnella, aumentando i giri in difesa su Banks (0 punti e 0 tiri) e pareggiando il conto ai rimbalzi, apre il gas e con la spinta dei tre piccoli - Ragland, Gentile, Aradori -, autori di 12 punti sui 20 realizzati nel quarto apre l'importante break (18 a 4) che gira il senso del match (33-24 al 19') contro una Cimberio che spreme tutti i suoi punti solo da Ere e Sakota con la coppia italiana De Nicolao-Polonara capace di un agghiacciante 0/10. Varese va al riposo sul -9 e al rientro ti aspetti di rivedere un gruppo all'arma bianca. Roba da risvegli epici, tuta mimetica, baionette, gomiti sbucciati e sangue sul parquet. Invece la Cimberio riprende come fosse in pigiama, latte caldo, biscottini della salute fra le dita e atteggiamento da dopolavoro.
    Dall'altra parte, al contrario, c'è una Cantù che, tirata allo spasimo, produce tre minuti di tempesta perfetta con Jenkins che apre la rumba con 5 punti fila e Leunen, Aradori e Ragland che, scatenati, completano nel migliore dei modi la musica rutilante. Quando tutto si placa il tabellone segnala un punteggio - 51-32, parziale 16-6 - con accanto un virtuale: partita finita. Per passare da virtuale a realistico basta poco perché a Varese, spentosi strada facendo Scekic, restano gli sporadici sforzi di Ere e Banks e la certezza di una prestazione offensiva decisamente sbiadita con un 36% al tiro (23-64) certamente esaustivo. Ma, di più, appare chiarissimo il senso di una prova difensiva davvero sotto il limite dell'accettabile con i voli plastici di Ragland e quelli di potenza pura di Aradori, splendidi protagonisti della gara, a sancire il dominio canturino.
    Massimo Turconi[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]Se si smontano alcuni pezzi d'un giocattolo, evidentemente, s'è sbagliato nel crederlo funzionante quando lo si è scelto o messo insieme. D'altra parte, rapportandoci nel paragone a questa Cimberio, le bocciature di Coleman, Hassell, Clark e Frates sono vere e proprie ammissioni di colpe, ufficiali e pubbliche. Sin qui, sicuramente, non è stata una piacevole stagione per Vescovi e collaboratori i quali qualche consenso rispetto a quello totale e inebriante, dello scorso campionato lo hanno perso rimandando al futuro un più compiuto giudizio sul proprio operato.[/size][/font][/color]
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    Ricordate Coleman? Ingestibile nei suoi recuperi da infortunio, l'americano provocò forti dubbi sulla sua correttezza e credibilità: dopo uno stucchevole dentro e fuori si beccò il foglio di via. E mai scelta fu più sbagliata, ancorché il caso volle bene a Varese facendogli trovare a spasso Banks cui bastò un fischio per volare da noi. L'altra storia, che non andava scritta e che s'è tirata troppo per le lunghe , riguarda l'ultimo giubilato, ovvero Clark il quale ha colpito l'immaginario popolare più per un'assenza, lì per lì giustificata ma non chiara, che per una presenza sul campo, lunga sei, sette mesi di aspettative vane e deluse.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    L'affaire è ormai chiuso, l'ex Venezia è già in patria, a New York, dopo aver pattuito un accordo che prefigura un fine rapporto civile e contrattuale tra le parti, entrambe contente nella versione di chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto (Varese poco e di dannoso attraverso l'equivoco dell'uomo sbagliato nel posto più cruciale). Manca l'ufficializzazione che avverrà allorquando la Cimberio tessererà il ragazzo camerunense aggregato da tempo, sempre che non cambi idea puntando su un elemento più maturo e affidabile nell'eventualità di una pur remota chance playoff.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Morale, altro buco nell'acqua che fa riflettere sul comportamento ultimo di Clark, a quanto pare negatosi a una possibile convocazione per la gara con Pistoia. Ora nello scacchiere di questa Cimberio manca pur sempre un pezzo, dovendo essa affidarsi in toto alla regia del valente De Nicolao, più che mai titolare in un ruolo così delicato e strategico, stasera poi contro avversari che vantano ben altro spessore rispetto agli statunitensi della battuta Pistoia. Se badassimo soltanto alla teoria, dovremmo considerare già segnata la sfida tra Cantù e Varese. Se non che il film di un derby, nella sua classificazione più classica, resta un thrilling dal finale imprevedibile.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Una premessa questa che il tifoso biancorosso sottoscrive volentieri scavalcando la mente con il cuore che apre ad ogni speranza. È pur vero che la realtà non sempre lascia galoppare i sogni diventando inequivocabile come lo fu quella vissuta in un bel tempo che fu da Varese per la quale vincere in Brianza era come rubare in chiesa.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]
    Vitasnella da una parte, vita dura dall'altra, vien da dire nel valutare il campionato che sin qui ha diviso vistosamente i biancorossi dai biancoblù i quali, ritrovato Sacripanti, uno della vecchia amata parrocchia, stanno all'avanguardia con ambizioni, perlomeno, da semifinale scudetto. Ma la Cimberio, liberata dall'assillo del pronostico, ha tanta leggerezza dalla sua parte. E la leggerezza, non intesa per superficialità, diventa un grande valore.[/size][/font][/color]
     

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    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]È una Cimberio senza più patemi legati alla classifica. Ospite sull'imbattuto parquet del Pianella, stasera a Cucciago (palla a due alle 20.30, diretta streaming su www.gazzetta.it) la formazione di Stefano Bizzozi sfiderà la seconda forza Vitasnella Cantù nell'edizione numero 133 del classico derby tra le due storiche regine della provincia lombarda. Un match che Varese potrà finalmente affrontare a mente sgombra dopo le due corroboranti vittorie contro Pesaro e Pistoia, in grado di metterla al riparo da qualsiasi coinvolgimento nella volata salvezza.[/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Le risorse a disposizione dei biancorossi non sono certo infinite dopo il divorzio da Keydren Clark ed alla luce delle precarie condizioni di Linton Johnson: il pivot statunitense ha lavorato a parte anche ieri e sul suo utilizzo - comunque limitato anche nella migliore delle ipotesi - si deciderà soltanto in extremis. Ma la tradizionale rivalità nei confronti dei brianzoli carica comunque di significati un derby che la Cimberio vorrà affrontare al massimo della concentrazione e dell'intensità. Stimoli particolari soprattutto per Andrea De Nicolao, promosso sul campo nel ruolo di regista titolare, e Marko Scekic, che tornerà da avversario a Cantù dove aveva militato dall'aprile 2011 al giugno dello scorso anno.
    Nonostante le rotazioni limitate e una situazione di classifica meno stimolante rispetto a quella dei padroni di casa, l'ambiente biancorosso crede nella capacità della squadra di Bizzozi di giocare una partita orgogliosa: al seguito di Varese partiranno tre pullman di tifosi nella trasferta organizzata dagli Arditi, sognando di rompere un digiuno al "Pianella" che dura dal gennaio 2007 (i 3.910 posti per il derby numero 133 sono comunque esauriti: le biglietterie saranno aperte solo per il ritiro degli accrediti).
    Certo, per una Cimberio incompleta ed acciaccata non sarà facile interrompere la striscia vincente casalinga della Vitasnella, imbattuta in stagione nelle 12 gare disputate nella sua tana.
    Il punto di forza dei brianzoli è la capacità di produrre punti con tutti gli effettivi: la spinta in regia di Ragland (16,0 punti e 3,3 assist), le qualità da attaccante di Aradori (14,4 punti) che pure è annunciato in condizioni precarie dopo un infortunio alla caviglia nel match di domenica scorsa e l'impatto da sesto uomo di lusso di Stefano Gentile (10,5 punti in 22 minuti) fanno di Cantù il secondo attacco della serie A. Sotto canestro il metronomo Leunen e l'alternanza tra i muscoli di Cusin e l'esplosività di Uter (8,9 punti e 4,4 rimbalzi) danno una solida dimensione offensiva ai brianzoli, protesi nell'inseguimento al miglior piazzamento di ingresso in un tabellone playoff che si annuncia equilibratssimo dietro la fuggitiva Milano.
    Sulla carta i favori del pronostico sono per la Vitasnella, che però ha tutto da perdere in un derby nel quale la Cimberio - dopo settimane di tensioni - potrà finalmente giocare con la testa leggera. E per una squadra che non ha mai fatto della forza mentale il suo punto fermo potrebbe essere un vantaggio in grado di nascondere l'organico ridotto.
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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    Mancano solo le firme in calce ai documenti per ufficializzare il divorzio tra la Cimberio e Keydren Clark. Le due parti hanno trovato l'accordo per la transazione dei 3 mesi residui di contratto, e lo scambio di fax con gli Stati Uniti dovrebbe decretare oggi la parola fine all'avventura in biancorosso del play di passaporto bulgaro, che dopo le ultime formalità burocratiche tornerà negli Stati Uniti per stare vicino alla moglie ed al figlioletto nato da qualche settimana. [/size][/font][/color][color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=3]

    Il presidente Cecco Vescovi rimanda l'argomento al momento dell'ufficialità, ma la promozione sul campo di Andrea De Nicolao è la naturale evoluzione dell'addio a Clark, e rappresenta il primo passo compiuto dalla società di piazza Monte Grappa per programmare il futuro: «Siamo contenti della risposta positiva fornita da Andrea nel match con Pistoia: il fatto che la reazione sia partita da lui è sicuramente positivo alla luce dell'aumento di spazio e responsabilità di cui potrà godere nel finale di stagione. Senza voler creare eccessive aspettative sarà comunque utile valutarlo al meglio in queste ultime partite in un ruolo da protagonista per fare le nostre valutazioni in vista del prossimo anno». 
    Evidente dunque la scelta strategica del club biancorosso di affidare il posto da titolare in regia al play del 1991, che insieme a Polonara è l'unico vincolo contrattuale in essere per la stagione 2014/2015 (pur con clausole d'uscita sia per il giocatore che per la società). Chiudere anzitempo il rapporto col deludentissimo Clark e verificare le qualità dello Squalo non più come uomo di rottura ma come titolare (ruolo peraltro già occupato nelle due gare precedenti all'addio del bulgaro) è una scelta logica per una Cimberio che con la salvezza ormai in tasca può permettersi di ragionare già sulle strategie della stagione ventura.
    LE REGOLE ED I VINCOLI - La rescissione contrattuale con Clark sarà comunque depositata solo la prossima settimana, per consentire a Varese di essere in regola con le disposizioni che impongono di avere sempre 7 contratti stranieri depositati con chi ha scelto la formula del 3+4+5. Il mercato dei play disponibili non sembra offrire nulla di interessante per consentire alla Cimberio di effettuare un'altra scelta in ottica futura (l'idea era quella di testare un giovane futuribile proponendo un contratto per 6 partite con opzione per il prossimo anno). Dunque Clark partirà senza che al suo posto arrivi un sostituto sul piano tecnico; per rispettare i vincoli imposti dal regolamento dovrebbe invece essere tesserato Francois Affia Ambadiang, il 21enne lungo camerunense aggregato in allenamento dalla scorsa estate, che ha già all'attivo qualche presenza in Eurocup. Però l'atleta del 1993 ha ancora lo status di extracomunitario (il passaporto sloveno dovrebbe arrivare questa estate) e dunque servirà qualche giorno di tempo per espletare le formalità necessarie per il visto; la rescissione di Clark e il tesseramento del centrone africano dovranno pertanto essere contestuali. 
    A meno che non prevalga un'altra ipotesi che ridurrebbe ulteriormente i costi del personale dopo l'addio di Clark: l'alternativa regolamentare è quella di passare al 5+5 con la partenza di un altro straniero senza tesserare nessuno. Si risparmierebbero i 12.500 di parametro fisso necessario per formalizzare la posizione di Affia, ed altri due mesi di stipendio di un altro giocatore che al pari del play bulgaro non resterebbe certamente a Varese nella stagione ventura.
    In ogni caso qualsiasi decisione in materia sarà presa dopo il derby contro Cantù: se la classifica dovesse riservare ancora qualche chance in ottica playoff grazie ad un eventuale colpaccio sull'imbattuto parquet del Pianella, allora investire qualche risorsa (per Affia o eventualmente effettuando un nuovo giro di orizzonti sul mercato) avrebbe ancora senso. Altrimenti l'ipotesi di una seconda partenza potrebbe prendere corpo 
    Giuseppe Sciascia[/size][/font][/color]
     

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