Jump to content

VareseFansBasketNews

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][color=rgb(37,39,37)][size=3]Due piccioni con una fava per pubblico e squadra al termine di un match che fa scattare la scintilla dell’entusiasmo del PalaWhirlpool per la Cimberio dell’era Frates. Alla vigilia dell’esordio casalingo in campionato coincidente col ritorno a Masnago di Frank Vitucci l’obiettivo primario dell’ambiente di Varese era quello di “punire” sul campo il tecnico veneziano per aver preferito la lucrosa offerta della Sidigas alla permanenza sotto le Prealpi. Nel chiuso dello spogliatoio Ere e soci avevano invece un obiettivo ben diverso, ossia quello di farsi perdonare la partita leggera di testa e di gambe contro l’Asvel e ottenere due punti ghiotti contro un’altra avversaria dalle ambizioni di vertice come Avellino. [/size][/color][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][color=rgb(37,39,37)][size=3]Alla fine la squadra di Frates ha saputo accontentare al meglio il desiderio dei suoi tifosi di dimostrare l’ulteriore solidità del progetto Varese, e nel contempo riguadagnarsi la credibilità ed il rispetto dei suoi tifosi con una gara che zittisce anche i più scettici detrattori dell’opera dell’erede di Vitucci alla guida della Cimberio. E all’uscita dal campo, tra gli scrosci di applausi per tutti i protagonisti di una vittoria convincente sotto ogni profilo, arriva il coro del pubblico anche per l’architetto milanese,[/size][/color][/size][/font][/color]
    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][size=3]mentre il coach degli “Indimenticabili” - accolto da bordate di fischi soprattutto dalla Curva Nord, che gli manda messaggi inequivocabili via striscione (“Da papa sei stato trattato, da traditore te ne sei andato” e “Varese nel cuore, tante belle parole… sei un uomo senza onore”) - esce dal campo che per un anno lo ha idolatrato con un passivo pesante sulle spalle. I biancorossi eseguono al meglio il pianopartita, respingendo con i muscoli di Hassell e l’energia di Polonara l’urto dei dinamici Thomas ed Ivanov e “riversando” la loro supremazia dentro l’area con una spinta costante in campo aperto che esalta la trazione posteriore Clark-De Nicolao. Una Cimberio lucida ma allo stesso tempo spumeggiante che pur con interpreti e scelte tattiche differenti ricorda comunque quella dello scorso anno per ritmi elevati e giocate acrobatiche in grado di regalare ai 4207 tifosi di Masnago il tanto agognato “basketspettacolo”. [/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][size=3]Tra la Varese “svalvolata” di mercoledì e quella tornituante in campo aperto in grado di spazzare via Avellino molta differenza la fa Ebi Ere, vero punto di riferimento del gruppo per la sua capacità di unire i reparti e dare l’esempio dentro e fuori dal campo: una leadership diversa e più silenziosa rispetto a quella di Mike Green ma comunque fondamentale per far quadrare i conti di una squadra che a differenza di quella dello scorso anno ha avuto bisogno di tempo per mettere insieme i pezzi e trovare gli equilibri. Ma con questo Clark – brillante non solo al tiro ma anche responsabilizzato e coinvolto in regia - e con questo Hassell – difensivamente concreto a protezione del ferro prima ancora che incisivo in attacco – la Varese dell’era Frates può comunque ritagliarsi ancora un ruolo da protagonista nelle gerarchie della serie A 2013/2014. [/size][/size][/font][/color]
     
    [color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][size=3]E se la Cimberio saprà replicare l’intensità e l’aggressività messe in campo ieri, il fortino di Masnago saprà ripagare i suoi sforzi col calore che lo scorso anno fu tra le chiavi della cavalcata solitaria degli “Indimenticabili” durante la stagione regolare. Ora i primi difficili esami esterni – mercoledì a Valencia e domenica a Sassari – per verificare se Varese saprà esportare anche lontano dal suo pubblico la faccia determinata con cui ha schiantato prima Venezia e poi Avellino. Ma nel frattempo la nuova Cimberio ha già saputo far breccia nel cuore dei tifosi...[/size][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](2 punti; 1/2 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 6. [/b]Parrebbe quasi non voler disturbare l'elegante fluire della manovra dei compagni. Sosta placido sotto il ferro, all'occorrenza prende un rimbalzo, talvolta lascia fare la gioventù che gli scorrazza felice nei paraggi.
     
    [b]DUSAN SAKOTA [/b](4 punti; 2/2 2p; 0/2 3p; 0/0 tl), [b]VOTO: 6. [/b]Difficile guadagnare minuti nelle rotazioni fino a quando Polonara mostrerà simile solidità. Il balcanico si contenta dei panni dell'onesto comprimario e li veste senza lamentarsi. Come ogni diesel affidabile, crescerà con il passare dei mesi.
     
    [b]AUBREY COLEMAN [/b](9 punti; 3/7 2p; 0/2 3p; 3/4 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Sta provando a perorare la causa dei due palloni in campo all'unisone. Una volta che ci si affeziona agli spicchi, spiace liberarsene. Nel mentre recita il solito copione: energico in entrata, rapido, pasticcione, balisticamente annebbiato.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](0 punti; 0/1 2p; 0/2 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Nella serata in cui dovrebbe fornire un [i]quid pluris [/i]per permettere al senatore Ere di rifiatare, inciampa nei soliti limiti. Tanta buona volontà, poca tecnica, insufficiente fantasia.
     
    [b]KEYDREN CLARK [/b](20[b] [/b]punti; 5/5 2p; 3/6 3p; 1/1 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Si sblocca mentalmente grazie all'approccio convinto al match. I ferri di Masnago diventano amici accogliente, trova varchi per i compagni (ottimo il dato degli assist: 7) e non subisce in difesa. Finalmente caparbio.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](15 punti; 1/1 2p; 3/5 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Convince a 360 gradi per fatturato, acume e spirito d'iniziativa. Spazza via il reparto piccoli irpino (Lakovic, Spinelli, Cavaliero) e tramortisce l'avversario sotto lo sguardo del mentore Vitucci.
     
    [b]NICOLA MEI[/b] (0 punti; 0/0 2p; 0/0 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: [/b]s.v. Quarantacinque secondi per timbrare l'esordio assoluto nella massima serie e per dire “in quella bella serata c'ero anch'io”.
     
    [b]FRANKLIN HASSELL [/b](12 punti; 6/8 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 7. [/b]Sfiora la “doppia doppia”, anche grazie agli ottimi passaggi dei piccoli, e trasuda energia da ogni poro. Lui salta sempre: a volte prende il braccio, a volte colpisce la palla.
     
    [b]EBI ERE [/b] (8 punti; 1/3 2p; 2/7 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 7. [/b]Pur non potendo forzare a causa dell'infortunio che lo ha bloccato in settimana, si mette al servizio della squadra e trova ottimi guizzi. Energie centellinate e incanalate verso la vittoria.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](15 punti; 4/5 2p; 2/4 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: [/b]7,5. Smorzato il delirio di onnipotenza che lo aveva indotto a tirare da tre anche da Marte, si fa notare pregevolmente dai due lati del campo trascinando la truppa e galvanizzando il pubblico con colpi ad alta quota.[b] [/b]

  • Nicolò Cavalli
    Smentendo le cattive sensazioni della vigilia, dettate dallo scorbutico scivolone europeo e da alcuni effettivi claudicanti, Varese si scopre vincente. Metamorfosi da brutto anatroccolo in cigno elegante? Quaranta minuti sono troppo pochi per dare responsi. Eppure è doveroso evidenziare i progressi mentali e motivazionali di una squadra che batte largamente, ancora una volta, una potenziale concorrente alla lotta play-off. Una Cimberio che aggiunge spettacolo (tiri da tre puliti e contropiedi) e intimidazione (stoppate e gomiti alti) sotto canestro, riscoprendosi solida nel quadrilatero De Nicolao – Clark – Polonara – Hassell: all'interno del ring un avversario molle ed egoista viene annichilito anche oltre il punteggio, di per sé già piuttosto severo.
     
    [i][b]Fari puntati su Frank. [/b][/i]L'accoglienza riservata a Vitucci, tema madre della settimana di preparazione alla partita, rimane piacevolmente nei canoni della civiltà: fischi assordanti e uno striscione piccato dalla curva, il resto del palazzo appare diviso con qualche applauso promanante dai sentimentaloni. Avvio difficoltoso da parte della terna: al terzo tentativo, la contesa è valida. Ben più frizzante quello della Cimberio, ispirata nella corsa quasi a voler emulare i dettami del vecchio Guru e lanciatissima con la coppia Clark-Hassell: 12-6, subito seguito da un 2+1 di KeeKee con Frates che si lascia andare a un urlo stile Tardelli del Mundial 1982. Coleman inventa un paio di entrate e altrettante sciocchezze, Thomas e Kaloyan Ivanov (gemello del Dejan visto in maglia Cimberio agli scorsi play-off) tengono a galla i lupi d'Irpinia sul 19-11. Purtroppo Varese, nonostante alcuni [i]extra pass [/i]guadagnati a rimbalzo offensivo, non ci prende più dall'arco ed archivia con “soltanto” sette punti di vantaggio una frazione a lunghi tratti dominata.
     
    [i][b]In velocità, è un'altra pallacanestro. [/b][/i]Ebi Ere, non al meglio dopo la contrattura patita domenica scorsa, dispensa attimi di saggezza sui lati del campo e la forbice si allarga dapprima sul 25-13 e, quindi, sul 30-17. Clark segna persino da terra – non è un'iperbole – ma poi si lascia ingolosire dall'entusiasmo: la sapienza cestistica di Lakovic non perdona, ricucendo fino al 32-22. La qualità media dello spettacolo cala all'improvviso (emblematici l'[i]air ball [/i]di Coleman e i passi di Hayes), imponendo un sano minuto di meditazione. Ritrovata la concentrazione, Hassell controlla con sbalorditiva efficacia i movimenti nel pitturato, mentre Ere ricama al bacio un assist per Polonara: la Varese che corre distribuisce dividendi ai suoi azionisti di fiducia (i 4.500 del Lino Oldrini). Ancora l'ala grande azzurra, dopo un mini parziale campano, chiude con il punto esclamativo il primo tempo: il dardo dalla lunga vale il 44-31.
     
    [i][b]Onda d'urto biancorossa. [/b][/i]Le due compagini continuano ad affrontarsi in campo aperto, concedendo pigramente il fianco in difesa e divertendosi in fase realizzativa (nota di pregio per il ciuffo di Clark e la schiacciata a rimbalzo di Achille). Avellino, piombata a meno quindici, obbliga Coleman alla quarta penalità e rialza il capo con il duo Lakovic- Thomas: 53-43. La Cimberio spende presto il bonus ma è brava a non disunirsi: è questa la chiave vincente di un terzo quarto perfetto. Polonara e Hassell innalzano un muro al di sotto delle plance, De Nicolao si fa beffe dello stranito Cavaliero per scrivere il 62-46. Vitucci, imbronciato e con le mani sui fianchi dopo due time-out a sgolarsi, osserva la zattera irpina imbarcare acqua da tutte le parti. La Sidigas guarda con il cannocchiale l'avversario al trentesimo: 69-50.
     
    [i][b]Riflessioni finali. [/b][/i]L'orgoglio ospite si manifesta in un accenno più convinto di [i]zone press [/i]e in qualche giocata casuale di Dean. Frates amplia saggiamente le rotazioni (il doppio impegno campionato-coppa non è mai da sottovalutare) e può ammirare compiaciuto DeNik e Clark, nelle vesti di play e di guardia come madre natura li ha fatti, furoreggiare dai sette metri: 82-59 e partita in ghiaccio.
    E qui assistiamo alla scena più significativa della serata: De Nicolao ha appena bucato la retina ed ha affossato la Sidigas. Ha colpito dall'angolo, dinnanzi alla panchina campana. Vitucci potrebbe sedersi sconsolato o voltarsi; invece no, concede una pacca al suo pupillo della stagione passata.
    Ed è così, vedendo stasera una Cimberio completa e gagliarda come fu per tutto l'anno scorso, che riaffiora una volta di più il ricordo del sogno svanito cinque mesi fa in una notte di lacrime e sudore. Anche Frank, al netto della scelta che lo ha condotto verso la moneta sonante e le fantasiose lusinghe irpine, avrebbe meritato un destino migliore.
    Forse stasera abbiamo voltato definitivamente pagina e non faremo più paragoni con la Cimberio che è stata. Quella di oggi sa smarrirsi in un mercoledì sera qualunque e sublimarsi in una domenica speciale. Si intimorisce come un pulcino, quindi si risveglia predatore. Non si sa dove arriverà, ma lasciamola lavorare tranquilla. Punto e a capo.

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]In questa foto magari non c’è tutto, ma c’è tantissimo. Perché a volte succede che le immagini raccontano più di mille parole, colpiscano più di uno schiaffo. Eccola l’immagine che in un colpo solo spazza via mesi di idiozie, di frasi bofonchiate, di teste scrollate e di scetticismi. Eccola l’immagine che in un attimo dice la verità su un gruppo che sta crescendo e sta diventando qualcosa, sotto la guida del suo allenatore. Guardatela bene: guardate coach Frates inginocchiato sul parquet durante un time out a parlare ai suoi giocatori. Guardate quell’allenatore che, forse senza volerlo, ha lanciato a chi si è preso la briga di guardarlo un messaggio forte e chiaro. L’immagine di Frates con le mani sul parquet e i suoi giocatori che lo seguono osservandolo dall’alto verso il basso è l’immagine di un allenatore che chiede alla squadra di buttarsi per terra e di mettere le mani nel fango, di sbucciarsi le ginocchia e di lottare, di fare sempre un passo in più piuttosto che un passo in meno. Abbiamo passato anni ad amare i giocatori che riuscivano a gettare il cuore oltre l’ostacolo buttandosi per recuperare un pallone o immolandosi per evitare un canestro e ora ci troviamo davanti all’immagine di un coach che fa esattamente le stesse cose, anche se vestito in giacca e cravatta. Perché scriviamo queste cose, rischiando di passare per quelli che si fanno ubriacare da una vittoria e perdono il contatto con la realtà? Semplicemente, perché abbiamo passato troppo tempo a morderci la lingua di fronte a uno scetticismo e a un’ostilità che questa squadra e questo allenatore non meritavano. Perché abbiamo ascoltato troppi commenti insensati e fuori luogo: commenti che non facevano altro che dare ragione su tutta la linea a chi a giugno se n’è andato via non (non solo) perché stuzzicato da un contratto più ricco ma anche e soprattutto perché spaventato da un ambiente che le aspettative avrebbero reso difficile e ostile. Perché abbiamo incontrato troppa gente che non vedeva l’ora di assistere alla prima sconfitta per dire “l’avevo detto”, al primo tiro sbagliato per sentenziare “Green era più forte”, al primo rimbalzo non preso per urlare “ridateci Dunston”, al primo parziale negativo per concludere “cacciate Frates”. E allora possiamo raccontarci tutte le storielle del mondo: ma se vogliamo limitarci a parlare di basket possiamo solo dire (piaccia o no) che questo allenatore ha sempre più in mano la sua squadra. Con le ginocchia sul parquet e le mani nel fango, per mostrare a tutti come si fa. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Francesco Caielli[/font][/size]
     [/size][/font][/color]
     

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Nessuna scoperta né nuove idee ma anche nessuna sorpresa. Pur con qualche cruccio, Frates e i suoi uomini hanno onorato il proprio impegno di campionato, appaiati in classifica a un drappello di avversari con cui dovranno sgomitare per ambiziose posizioni. Siamo agli inizi, è vero, ma a giudicare i risultati non ci sembra di individuare gerarchie nette al di là, gioco forza, dell'accreditata Milano. Sicchè la Cimberio, pur restando entro i suoi onesti steccati, non può rimproverarsi nulla avendo centrato i suoi ordinari obiettivi.[/size][/font][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Altro discorso riguarda la poca spettacolarità del suo gioco, soprattutto per chi - frugando nel passato - cerca altrettanti godimenti. Come costruire una cattedrale o spaccare pietre per guadagnarsi da vivere, fate un po' voi, sicuramente - almeno sin qui - questa Cimberio sta rispettando tutti i destinatari della sua opera nonostante alcune questioni aperte ai fini della sua crescita collettiva per continuità e competitività. La più rimarchevole di queste riguarda un leader preteso e dovuto ma non ancora del tutto pervenuto proprio laddove nasce il gioco. Da Clark (foto Blitz), proprio contro Venezia che conosceva come le sue tasche (valendo anche il concetto opposto), ci saremmo aspettati una prova di totale redenzione, riconoscendogli quegli acuti che a volte, nei suoi trascorsi, gli dettero gloria. Anche se, tutto sommato, la sua presenza ha tolto un po' di pressione su altri biancorossi, diventati determinanti. Sue caratteristiche a parte (non di un atleta che incenerisce le difese, inutile fingere di non saperlo), Clark possiede pur sempre una certa reputazione, soprattutto per i suoi colpi vincenti che nei suoi trascorsi, seppur in alternanza a prove opache, ha sfoderato. Mentre qui, sinora, è sembrato un animale in gabbia. Non resta che capire e aspettare affinché trovi la... libertà.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]Mercoledì di Coppa a Masnago per il secondo rendez vous francese: di scena il Villeurbanne, formazione storica d'Oltralpe, ben nota ai piedi delle Prealpi sin dalla fine degli Cinquanta, quand'era invitata dalla Pallacanestro Varese per l'allora famoso torneo Borghi che si giocava nella pausa di Natale. In verità i francesi erano predestinati alla sconfitta, lasciando via libera ai nostri per la finale con il potente Beograd. Tempi da Guerre Puniche, ma questa è la storia che ci riguarda da più di mezzo secolo, così ricca di racconti, anche romantici. Ed è un po' questa la ragione - del cuore - che ha motivato la società per onorare un diritto sportivo acquisito in una competizione che costa.[/font][/size][/size][/font][/color]
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]A trarre beneficio professionale sono gli americani che si possono far notare su una scena internazionale, ma anche De Nicolao e Polonara hanno una preziosa occasione per ampliare la propria esperienza di fronte ad altre realtà. Sarà forse meno felice Ere che, per stazza ed età, dovendo fare gli straordinari da uomo squadra rischia di disperdere energie, così utili in primavera. Un altro che, invece, può trarre vantaggio è Hassell, sollecitato in continuità da un compito che altri non possono eseguire, essendo l'omone biancorosso designato sotto i tabelloni. E se non porge l'altra guancia, diventando cattivissimo, come contro Venezia questa Cimberio si ritrova fortunatamente un pivot che ha nulla da spartire con Mbakwe...[/font][/size][/size][/font][/color]

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][font=verdana][size=3]Sorriso a 32 denti per Cecco Vescovi dopo la corroborante vittoria casalinga della Cimberio contro Venezia, che conferma il trend di crescita espresso dalla squadra di Fabrizio Frates nelle ultime settimane. [/size][/font][/size][/font][/color]

    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][size=3][font=verdana]«Un altro passo avanti che ribadisce la qualità e l'efficacia del lavoro svolto nel corso delle ultime settimane - spiega il general manager biancorosso -. Una bella vittoria contro un'avversaria di valore che concretizza i progressi tangibili espressi nelle ultime gare: la difesa è il reparto che ci dà più certezze ma stiamo crescendo anche sul piano offensivo. E sono convinto che sfruttando al meglio l'esperienza dell'Eurocup ci siano ancora margini per fare meglio». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]E in vista del viaggio a Bologna per l'assemblea odierna di Lega Basket (a rappresentare Varese ci saranno il g.m. biancorosso e Stefano Coppa, si parlerà di bilancio e dei secondi diritti Tv), il dirigente della Cimberio esprime la sua soddisfazione per i progressi compiuti dalla squadra di Frates dall'incerto debutto di Vilnius alla bella prova di domenica sera: «Il cambio di passo era auspicabile - le sue parole - ed ora la squadra ha un volto e una fisionomia diversa e ben delineata. Adesso non pensiamo di essere arrivati perché c'è ancora tantissimo davanti a noi; il ritorno a pieno regime di Sakota sarà un'altra aggiunta importante perché poterlo usare solo in coppa non faceva bene né a noi né a lui. Evidentemente i giocatori dovevano metabolizzare i metodi di lavoro di Frates; c'è voluto tempo perché i vecchi abituati ad un modo diverso si adattassero ad una nuova impostazione, così come i nuovi, che sono arrivati in un momento particolare nel quale aleggiava ancora l'entusiasmo dell'anno passato. Era naturale che servisse un periodo di ambientamento per tutti, ora sfruttiamo gli equilibri raggiunti per lavorare ancora meglio». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]E nella particolare classifica del giocatore più migliorato di casa Cimberio, il primo posto spetta di diritto a Frank Hassell, che con i 18 punti e 13 rimbalzi prodotti contro l'Umana ha evidenziato appieno tutte le sue doti da uomo d'area: «La crescita di Frank è legata a filo doppio a quella del gioco di squadra - evidenzia a riguardo ancora Vescovi -: coinvolto bene dai compagni ha risposto al meglio, ma quel che conforta maggiormente è la sua crescita difensiva. Gli abbiamo parlato per fargli capire cosa volevamo da lui perché vogliamo coinvolgere il più possibile i giocatori, e se sono intelligenti lo capiscono. La stessa cosa vale per Clark che ha giocato una partita ordinata facendo diventare meno eclatante il problema degli errori al tiro. Gli si chiedono cose diverse rispetto a quelle cui era abitato ma anche per lui è una possibilità per crescere». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Ora il general manager della Cimberio confida nel definitivo ritorno a Masnago, a partire dalla sfida di Eurocup di domani contro Villeurbanne, con qualche acciacco da smaltire (caviglia malandata per Rush, risentimenti per Ere e Coleman, foto Blitz) dopo la partita di domenica: «L'ambiente raccolto di Casale Monferrato ci ha dato una bella spinta ma il PalaWhirlpool è casa nostra e in un campionato così equilibrato difendere il fortino è fondamentale - sottolinea ancora Vescovi -. Superare indenni le due gare disputate campo neutro ci conferisce un grande slancio nel cammino verso il difficile trittico che ci aspetta contro Avellino, Sassari e Brindisi. Ma occorre che ci concentriamo subito sul match di domani sera contro Villeurbanne: anche in Eurocup, infatti, dobbiamo sfruttare al meglio il fattore campo per puntare ad un passaggio del turno non impossibile». [/font][/size]
    [size=3][font=verdana]Giuseppe Sciascia[/font][/size][/size][/font][/color]
     

  • pxg14
    [color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][color=rgb(37,39,37)][font=verdana][size=3]Un passo alla volta nella direzione giusta seguendo un trend di crescita che nel giro di quattro settimane ha portato Varese dalla prova incerta e balbettante contro Oldenburg alla rinfrancante vittoria casalinga di ieri contro la quotata Umana. Ma il passo compiuto per battere Venezia è di quelli lunghi e ben disteso sulla strada che porta la Cimberio a diventare una realtà di alto livello della serie A 2013/2014. Dopo gli spunti positivi sul piano caratteriale del derby del Forum e i 30’ di ottima fattura contro Paris Levallois, la squadra di Frates "produce" una prova consistente sotto il piano della continuità sui due lati del campo che dà nuovamente ragione a chi predicava pazienza in attesa della “messa a punto” dei meccanismi di insieme di un gruppo molto più rinnovato di quanto non sembrasse con 5 volti nuovi su 10 giocatori. D’altra parte il basket di Frates andava probabilmente “metabolizzato” e digerito da tutti: sia dai veterani degli “Indimenticabili” votati ad un gioco a briglia più sciolta, che dai nuovi arrivati abituati comunque ad essere protagonisti assoluti nelle rispettive squadre del passato più o meno recente. Contro l’Umana il collettivo varesino ha recitato un copione decisamente efficace ed allo stesso tempo piacevole per i 3000 abbonati che hanno nuovamente seguito Varese nell’esodo “forzoso” di Casale Monferrato. E se Polonara ed Ere hanno indirizzato la rotta ad una Cimberio capace di saltare con una manovra fluida le trappole della zona utilizzata a lungo da Mazzon, la palma di MVP nelle mani di Frank Hassell – devastante sotto entrambi i tabelloni nella ripresa – è il premio migliore all’opera “certosina” di lavoro in palestra svolta in queste settimane dallo staff tecnico biancorosso. Il pivot statunitense dimostra di poter essere un fattore dominante non soltanto in attacco, laddove il gancetto mancino ed i muscoli guizzanti lo rendono incisivo quando riceve palloni in profondità; ma anche in difesa, tallone d’achille evidente del precampionato, dove contro avversari dinamici – sulla carta quelli che digerisce meno – sfoggia concentrazione ed intensità ben superiori a quelle di ogni altra uscita precedente. La cura Frates funziona per “The Tank” ma anche per Polonara, miglioratissimo nei fondamentali perimetrali (tiro ma anche passaggio) nei due mesi di lavoro con l’architetto milanese. E alla luce di quanto visto ieri sera funziona anche per Clark, che ha recitato con diligenza il ruolo di play d’ordine senza prendersi licenze fuori ordinanza. Insomma pur con qualche affanno iniziale la Cimberio pensata durante l’estate inizia a far vedere il suo potenziale, che per un campionato in cerca di padroni sembra comunque sufficiente a recitare un ruolo da outsider di lusso come nelle aspettative della società. Se dunque il precampionato proiettava una Cimberio ricca di incognite verso le prime due gare casalinghe in campo neutro contro avversarie ambiziose come Reggio Emilia e Venezia, i biancorossi fanno nuovamente rotta verso Masnago col pieno di punti e soprattutto di certezze. A partire da quella più importante per costruire una stagione di alto profilo: la squadra ha "sposato" la causa di Frates seguendolo nel lavoro in palestra, e la crescita progressiva evidenziata da Lubiana in poi è la conseguenza diretta di questo "matrimonio di intenti". Ora iil fattore-campo "vero" del Lino Oldrini e il rientro di Sakota in campionato dovranno essere valori aggiunti per una squadra attesa da un altro ciclo di impegni di spessore (domenica esordio al PalaWhirlpool contro Avellino, poi trasferta sul campo della quotata Sassari e match casalingo contro la rivelazione Brindisi).[/size][/font][/color][/size][/font][/color]

  • Nicolò Cavalli
    [b]MARKO SCEKIC [/b](8 punti; 3/3 2p; 0/0 3p; 2/2 tl) [b]VOTO: 6,5. [/b]Pulitissimo nelle cifre e nei movimenti offensivi, ogni tanto mostra qualche annebbiamento sui taglia fuori e sull'utilizzo delle penalità.
     
    [b]AUBREY COLEMAN [/b](14 punti; 7/11 2p; 0/3 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 6,5. [/b]In perfetta linea con il pregresso stagionale, coltiva l'attacco cogliendo frutti in una sola dimensione. In entrata è efficace anche in equilibrio precario e nel traffico, i 6,75m rappresentano invece delle Colonne d'Ercole dietro le quali si sente profondamente smarrito.
     
    [b]ERIK RUSH [/b](5 punti; 1/5 2p; 1/4 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 5,5. [/b]Si trova, suo malgrado, a dover gestire palloni scomodi in prossimità della sirena dei ventiquattro. Il suo mestiere non è quello del cannoniere, ma almeno dare la parabola ai tiri (anziché scagliarli contro il ferro) sarebbe un ottimo inizio.
     
    [b]KEYDREN CLARK [/b](5[b] [/b]punti; 1/2 2p; 1/5 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Molti invocavano una prestazione tosta, memori della buona prova contro Parigi e dei trascorsi veneziani. Ne esce una prova con scarso mordente e poca fortuna, ma almeno i tre assist rappresentano un piccolo passo avanti.
     
    [b]ANDREA DE NICOLAO [/b](0 punti; 0/2 2p; 0/1 3p; 0/0 tl) [b]VOTO: 5,5. [/b]Raramente, nei suoi trascorsi Cimberio, ha avuto un utilizzo così limitato nel minutaggio e così etereo nel fatturato. Da lui ci aspettiamo ben altri impulsi elettrici alla causa.
     
    [b]FRANKLIN HASSELL [/b](18 punti; 9/11 2p; 0/0 3p; 0/0 tl)[b] VOTO: 8. [/b]Alla fine del secondo quarto, si contavano sul suo tabellino sei minuti di gioco, due punti e altrettanti falli fatti. Nella ripresa è un toro incontenibile, capace di assommare una doppia cifra non priva di eleganza e di carattere. È lui il volto copertina della felice serata.
     
    [b]EBI ERE [/b] (21 punti; 1/7 2p; 5/9 3p; 4/4 tl) [b]VOTO: 7,5. [/b]Sui forum chiedono se sia in sovrappeso o se, addirittura, sia quasi finito. Lui non si cura di qualche rotondità, perché i polpastrelli dipingono arcobaleni dall'arco e l'attaccamento alla maglia conduce ad arpionare rimbalzi fuori portata. In casa è un vero e proprio trascinatore.
     
    [b]ACHILLE POLONARA [/b](13 punti; 0/2 2p; 4/11 3p; 1/2 tl) [b]VOTO: 7. [/b]I suoi passi da gigante, frutto dell'intenso lavoro estivo, si stanno manifestando in ogni uscita sotto veste diversa. Stasera stupisce come collante della squadra, smazzando la bellezza di otto assist dentro e fuori dal perimetro. Lungimirante.

  • Nicolò Cavalli
    È una Varese in formato diesel quella che assomma nell'amico PalaFerraris 4 punti in due uscite. Una macchina che sbanda talvolta qua e là, ancora alla bisognosa ricerca di un play degno di questo ruolo. Un veicolo che però sa rimettersi in carreggiata e tirare dritto fino alla meta, confortato da un centro in potenza decisivo, da un capitano aggressivo e risoluto, da una tempra che potrebbe tornare comoda nei lunghi viaggi del futuro.
    Ci interessa poco la (non) prestazione di Venezia: i Soloni della stampa nazionale aspetteranno pazienti che la banda di Mazzon si erga, come da pronostico, sul podio del campionato. Intanto segna la bellezza di una tripla in tutta la gara, si fa surclassare sotto le plance (43-33) e gioca a servizio degli individualismi senza regalarsi assist. Il lungo cammino della stagione regolare rivelerà se i grandi budget siano o meno sinonimo di felicità.
     
    [i][b]Quanta fretta, dove corri, dove vai. [/b][/i]Lo [i]starting five[/i] di Frates, composto dai tradizionali effettivi, approccia la contesa con difesa quadrata (salvo un paio di dormite che lasciano un'autostrada libera ad Easley) e discreta abnegazione a rimbalzo: 11-8 a metà periodo con Coleman sugli scudi. La Reyer sfrutta le sue numerose bocche da fuoco per riavvicinarsi ai prealpini, quindi Varese capitalizza il fallo antisportivo subito da Scekic: il serbo timbra il 2+1 e rincara la dose con il gancio del 16-10. Il tassametro delle penalità biancorosse corre rapido (due gettoni pagati da Hassell, Scekic e Clark); ne esce un “quintettino” obbligato con Rush da quattro, mangiato vivo sui due lati del PalaFerraris dall'esperto Peric. Anche Coleman si incarta e rifiuta tiri aperti, così i lagunari chiudono sul più uno il primo quarto grazie all'appoggio di Rosselli: 16-17.
     
    [i][b]Si è visto di meglio. [/b][/i]La confusione regna sovrana e viene aggravata da alcune scelte arbitrali che destano quanto meno perplessità, al pari della distrazioni dei nostri. Perfino Vitali, non certo un tornado di rapidità, si invola in contropiede per il 18-23, smorzato nella sostanza dalla tripla di Polonara. Smith e lo stesso Vitali mangiano, bevono e conversano indisturbati nella retroguardia lombarda: 21-29. Il 5-0 a firma di Rush e Coleman induce Mazzon a chiamare il minuto di sospensione, paradossalmente più favorevole a una Varese più lesta nella circolazione della palla e sartoriale dal perimetro: Ere, Clark e Polonara scrivono 34-29 al culmine di un parziale davvero efficace. Ere, in maniera geniale, devia nella propria retina un tiro libero già destinato nel cesto, regalando un punto aggiuntivo all'Umana. Una prima frazione non certo indimenticabile per tasso tecnico e di acume (in totale, una palla recuperata a zero in venti minuti...) si chiude sul 39-38.
     
    [i][b]Un altro volto nella ripresa. [/b][/i]La Cimberio vive di guizzi fugaci alla costante ricerca di se stessa: Hassell accende la miccia da sotto, Ere e Polonara fanno centro da lontano per il 49-44. Gli orogranata inventano ogni espediente per gettare possessi al vento, i biancorossi litigano con i ferri e il punteggio ristagna a lungo nell'umidità del basso piemontese. In un incedere di azioni approssimate, il derby tutto azzurro Vitali vs PolonAir disegna nuove battute di una trama di grande equilibrio. De Nicolao, a tratti inguardabile, inventa per il redivivo Hassell l'assist che fissa il più otto all'eclissi del terzo periodo (63-55).
    La volata finale è spigolosa e riaccende la passione. In una serata avara di poesia, il numero da prestigiatore del Capitano e l'ennesimo movimento pulito sotto canestro di Big Franklin bastano per la doppia cifra di vantaggio – 70-60 – e per riscaldare l'ugola dei tifosi varesini in esilio (meno numerosi dell'esordio, ma capaci di offrire un bel colpo d'occhio). La truppa di Frates, in saldo controllo del pitturato, perde senza il suo centro titolare un po' di stazza ma mai la bussola. La prima tripla ospite arriva al '37 con Taylor (72-65), subito dopo il solito Clark getta al vento un contropiede per superbia e rimette in carreggiata il maggiolino targato VE. Ci pensa allora “mano bollente” Ebi Ere a tramortire l'avversario con due dardi mortiferi dal perimetro.
     
    Chiuso con il sorriso il ciclo di match casalinghi fuori mano, il popolo si ritroverà a vivere nuovi riti domenicali nel tempio pagano di Masnago (finora consacrato alle effigi della Eurocup). Ci ritroveremo a bere il caffè fuori dal Lino Oldrini commentando pregi e difetti del gruppo di Frates. Con quattro punti in classifica, anche le disamine saranno meno avvelenate. Vedremo se sarà parimenti conciliante l'accoglienza riservata a Vitucci....

×
×
  • Create New...