[color=rgb(0,0,0)][font=Verdana][size=1][color=rgb(37,39,37)][size=3]Alla fine la squadra di Frates ha saputo accontentare al meglio il desiderio dei suoi tifosi di dimostrare l’ulteriore solidità del progetto Varese, e nel contempo riguadagnarsi la credibilità ed il rispetto dei suoi tifosi con una gara che zittisce anche i più scettici detrattori dell’opera dell’erede di Vitucci alla guida della Cimberio. E all’uscita dal campo, tra gli scrosci di applausi per tutti i protagonisti di una vittoria convincente sotto ogni profilo, arriva il coro del pubblico anche per l’architetto milanese,[/size][/color][/size][/font][/color]
[color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][size=3]mentre il coach degli “Indimenticabili” - accolto da bordate di fischi soprattutto dalla Curva Nord, che gli manda messaggi inequivocabili via striscione (“Da papa sei stato trattato, da traditore te ne sei andato” e “Varese nel cuore, tante belle parole… sei un uomo senza onore”) - esce dal campo che per un anno lo ha idolatrato con un passivo pesante sulle spalle. I biancorossi eseguono al meglio il pianopartita, respingendo con i muscoli di Hassell e l’energia di Polonara l’urto dei dinamici Thomas ed Ivanov e “riversando” la loro supremazia dentro l’area con una spinta costante in campo aperto che esalta la trazione posteriore Clark-De Nicolao. Una Cimberio lucida ma allo stesso tempo spumeggiante che pur con interpreti e scelte tattiche differenti ricorda comunque quella dello scorso anno per ritmi elevati e giocate acrobatiche in grado di regalare ai 4207 tifosi di Masnago il tanto agognato “basketspettacolo”. [/size][/size][/font][/color]
[color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][size=3]Tra la Varese “svalvolata” di mercoledì e quella tornituante in campo aperto in grado di spazzare via Avellino molta differenza la fa Ebi Ere, vero punto di riferimento del gruppo per la sua capacità di unire i reparti e dare l’esempio dentro e fuori dal campo: una leadership diversa e più silenziosa rispetto a quella di Mike Green ma comunque fondamentale per far quadrare i conti di una squadra che a differenza di quella dello scorso anno ha avuto bisogno di tempo per mettere insieme i pezzi e trovare gli equilibri. Ma con questo Clark – brillante non solo al tiro ma anche responsabilizzato e coinvolto in regia - e con questo Hassell – difensivamente concreto a protezione del ferro prima ancora che incisivo in attacco – la Varese dell’era Frates può comunque ritagliarsi ancora un ruolo da protagonista nelle gerarchie della serie A 2013/2014. [/size][/size][/font][/color]
[color=rgb(37,39,37)][font=Verdana][size=1][size=3]E se la Cimberio saprà replicare l’intensità e l’aggressività messe in campo ieri, il fortino di Masnago saprà ripagare i suoi sforzi col calore che lo scorso anno fu tra le chiavi della cavalcata solitaria degli “Indimenticabili” durante la stagione regolare. Ora i primi difficili esami esterni – mercoledì a Valencia e domenica a Sassari – per verificare se Varese saprà esportare anche lontano dal suo pubblico la faccia determinata con cui ha schiantato prima Venezia e poi Avellino. Ma nel frattempo la nuova Cimberio ha già saputo far breccia nel cuore dei tifosi...[/size][/size][/font][/color]
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