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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Il tracollo di Brescia spedisce Varese sul mercato. L’area d’intervento pare individuata nel reparto esterni, provando ad aggiungere il tanto invocato elemento con gambe fresche in grado di saltar l’uomo e creare vantaggi per la sua batteria di tiratori e per Willie Cauley-Stein. Sarà Taveion Hollingsworth, 25enne combo-guard realizzatrice attualmente all’AEK Larnaca nel campionato cipriota? È una pista, non l’unica, che Varese sta seguendo nelle ultime 48 ore.
    LA CARRIERA EUROPEA
    L’ipotesi Hollingsworth sarebbe legata a un escape dall’attuale contratto in essere coi campioni in carica di Cipro dopo l’eliminazione dalla FIBA Europe Cup, in cui il cestista del 1998 ha viaggiato a 14,0 punti più 6,2 rimbalzi e 3,7 assist. Lo statunitense, miglior realizzatore di sempre nella storia dell’università di Western Kentucky, ha percorso una carriera europea nel sottobosco di campionati non d’alto livello (Austria, Croazia e l’attuale passaggio nella lega cipriota, dov’è sbarcato a febbraio 2023). Non è un playmaker puro - non lo era neppure Colbey Ross - ma rispetto ai giocatori del roster attuale ha garretti esplosivi per attaccare il canestro (5,7 liberi di media in 14 gare tra campionato e FIBA Cup). Ma ha sufficiente qualità per essere l’uomo della svolta al cambio del salto tra Cipro e Italia, o il rischio è che possa fare la fine di Vinnie Shahid, i cui numeri in FIBA Cup (15,5 punti e 3,5 assist) sono molto simili ai suoi?
    LE VALUTAZIONI E I COSTI
    Le interlocuzioni con l’agente di Hollingsworth non sarebbero state approfondite nelle ultime ore: il giocatore del 1998 è sceso in campo ieri pomeriggio con Larnaca nel match di campionato cipriota, con l’OJM che starebbe facendo le sue valutazioni sull’operazione. Se le caratteristiche tecniche, a dispetto della taglia minuta (75 kg per 188 cm), potrebbero essere quelle ricercate, la riflessione riguarda l’opportunità di investire su un cestista tutto da scoprire in Italia. C’è pure una questione meramente economica: il nuovo tesseramento di uno straniero costa 15mila euro di tassa federale, al di là dell’eventuale buyoutda versare al club di origine. Ne vale la pena? Al momento il colpo non è stato affondato e resta da vedere se lo sarà mai.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    IL COMMENTO DI FABIO GANDINI
    È tutto molto semplice, in realtà. Primo: ringraziamo Brescia, l’emozione dei suoi ragazzini in campo nel finale e Zhao (che non sappiamo ancora quanto valga, vista la sua giovane età, ma di sicuro non così poco da essere mandato in campo sul -50…) per aver lasciato intatto il record del 18 marzo 1999: Treviso-Varese, -47.
    Secondo: chi darà la colpa all’assenza di McDermott e di Librizzi o al viaggio della speranza a Tbilisi guarderà il dito e non la luna: con la squadra al completo, oggi sarebbe finita ugualmente con una sconfitta nettissima.
    Terzo: pensiamo alla prossima, subito. Perché interrogarsi troppo sulla vergognosa sconfitta del PalaLeonessa non è tanto utile come si possa credere - temiamo - nell’ottica di questa nuova società. E cerchiamo immediatamente di spiegarvi il perché.
    L’autentica debacle bresciana è semplicemente, banalmente, inesorabilmente nel DNA della Varese 2023/2024. Bologna, Venezia, oggi: tre indizi per una prova che nemmeno serve. Contro le squadre fisiche, contro le difese fisiche, la squadra di coach Bialaszewski non ha diritto di cittadinanza, non è costituzionalmente in grado di reggere nemmeno lo stesso metro di confronto.
    Non ci sono percentuali che tengano, né prestazioni incidentalmente negative a determinare il risultato e forse nemmeno la sua ampiezza: contro Brescia, Venezia, Bologna, pensiamo anche Milano, e vedremo se mancherà ancora qualcuno all’appello, la Openjobmetis non può nemmeno condividere lo stesso campo di gioco.
    Sai che novità, penserà pincopallo, sono lustri che ciò accade. Vero, ma qui si sta trattando di qualcosa di diverso, non del fatto che alla fine vince sempre chi è più forte e chi ha più soldi: nel caso di specie si tratta di un’impossibilità che non ammette eccezioni, nemmeno nella singola partita.
    E chi ha costruito il tutto lo sa, lo ha messo in conto. 
    Altrimenti non avrebbe edificato una casa così leggera, così atipica, così destrutturata per certe battaglie. Altrimenti non avrebbe scelto elementi così inesperti, così a digiuno di Europa e di Italia, così giovani, così proni - quindi - agli alti e ai bassi che più bassi non si può. Altrimenti non seguirebbe un sistema che vale più di tutto: più dei giocatori - che dall’anno scorso a quest’anno sono stati considerati praticamente intercambiabili - più dell’allenatore, più anche del solo pensare a un minimo tentativo di correzione o di uscita dallo spartito durante le gare. Altrimenti non si affiderebbe così tanto allo studio dei numeri, considerati però su gruppi di partite: il singolo evento non conta nulla per le analytics, sappiatelo.
    La Varese sventrata e umiliata oggi è la stessa che ha vinto contro Scafati e Sassari, che ha fatto soffrire Napoli, che ha passato il turno in Coppa, che ha portato all’ultimo tiro Tortona e Trento, che dall’inizio della stagione ha fatto dei piccoli passi avanti, tutti sottolineati con fiducia. Che problema c’è se ne prende 40 a Brescia o al PalaDozza?
     Solo noi, in questo ossessivo Stivale, in questa vecchia Europa, diamo importanza al qui e ora, alla singola partita, al singolo -40, alla pancia e non alla testa. Non funziona più così, sotto al Sacred Mountain (Sacro Monte, pardon…). Perché se fosse ancora così, invece, allora questa sconfitta e altre prima avrebbero fatto scattare allarmi che quasi sicuramente non scatteranno nemmeno stavolta. 
    Qui Varese, G-League: quand’è la prossima?
    Fabio Gandini

  • simon89
    Non bastano le scuse di Tom Bialaszewski nell’immediato dopo partita per chiudere il capitolo Brescia-Varese. La Openjobmetis offre una delle peggiori prove nella storia del club, perde di 43 punti al PalaLeonessa e viaggia a lungo anche sotto il record di -47 che risale al ’99 ma che poi fece scopa con lo scudetto. Una prova imbarazzante, oscena, sotto la linea della decenza per la quale non è nemmeno opportuno spendere l’alibi della doppia assenza (Librizzi e McDermott).
    In una serata dove le piccole dimostrano che, a furia di provarci, si può anche vivere un sogno (Pistoia passa a Milano, Brindisi batte la Virtus…), la squadra di Bialaszewski offre il peggio del peggio facendo la figura della sparring partner. Dell’avversaria estiva di categoria inferiore ingaggiata giusto per far scaldare i muscoli alla squadra forte. La Germani in questo caso, che è forte per davvero (non a caso risale in testa alla classifica) ma a cui la OJM ha spalancato le porte fin dal primo minuto.
    Non c’è nulla di decente nella serata di Varese, perché le palle perse lontano da canestro alimentano i contropiedi della Germani, perché i soliti e inauditi cambi difensivi permettono ai padroni di casa di macellare le linee biancorosse, perché a rimbalzo il confronto neppure comincia, perché il tiro da 3 non è solo un’arma spuntata ma è un modo per autoflagellarsi (11/38). E perché – l’elenco è lungo – pure i tiri liberi sono un supplizio, perché non esiste neppure una difesa a zona cui aggrapparsi nei momenti difficili, perché pure a livello di intensità, di voglia, di fame, la Openjobmetis sfigura nel confronto diretto.
    Bialaszewski rischia? In un club tradizionale sarebbe già stato silurato, in questo caso è difficile interpretare la direzione che verrà presa. Luis Scola, presente alla partita, non interviene in pubblico lasciando il coach a chiedere “scusa” in sala stampa e a dirsi “non preoccupato” per la propria situazione. Ma oltre alla panchina – a questo punto indifendibile – ci sarebbe anche da pensare al campo: le finanze piangono ma un mese (almeno) senza McDermott non è pensabile se poi la squadra è questa. Settimana prossima a Masnago arriva Cremona, neopromossa pimpante: davvero la Openjobmetis vuole presentarsi in queste condizioni allo scontro? Auguri.
    PALLA A DUE
    Scelte obbligate per Tom Bialaszewski, orfano sia di Librizzi (ha appena tolto il tutore che gli bloccava la spalla) sia di McDermott. In quintetto, al posto dell’ala americana, va Woldetensae con Brown riportato nel ruolo di secondo lungo. Brescia è al gran completo
    Prima del mach, Moretti e Della Valle leggono un messaggio congiunto contro la violenza sulle donne in occasione della giornata internazionale caduta ieri. Osservato anche un minuto di silenzio.
    LA PARTITA
    Q1 – Il buongiorno si vede dal mattino, ma il sereno è tutto per Brescia. Hanlan firma l’unico vantaggio biancorosso, poi le palle perse della OJM alimentano i contropiedi di Gabriel e Della Valle per il 17-7 bresciano. Dopo il timeout di Bialaszewski va ancora peggio: un libero di Cauley-Stein è l’unico punto per 4′ mentre la Leonessa non sbaglia un tiro: 74% dal campo e larghissimo 33-11 alla pausa.
    Q2 – Un’ondata che non si placa dopo l’intervallo breve: Varese continua ad ammaccare ferri e a esporsi alle azioni rapide della Germani. A difesa schierata è ancora peggio: i cervellotici cambi sistematici mandano i piccoli su Bilan che travolge tutto in area. Bialaszewski prova a opporre il quintetto più grosso possibile: prima affianca Ulaneo e Cauley-Stein, poi mette il pivot USA con Wolde, Brown e Virginio. Ma è solo con un po’ di tiro da 3 (Hanlan, Cauley-Stein) che la OJM ottiene qualcosina in attacco, per altro vanificata da una difesa di burro. L’ultima azione del periodo spiega tutto: Cauley-Stein a marcare Della Valle in palleggio, Wolde su Bilan in area e due punti facili del pivot croato, 64-33.
    Q3 – Se Brescia non allunga subito, ulteriormente, è perché qualche tiro finisce sul ferro ma Varese non ne approfitta e si espone così a nuovi sberloni. In 7′ si scivola oltre quota 40, con Hanlan che almeno prova a mostrare l’anima mentre dall’altra parte segnano praticamente tutti e in ogni maniera con Bilan debordante. Anche l’ultimo assalto del quarto, di Moretti, non va a segno e al 30′ è 91-48.
    IL FINALE
    In tribuna i tifosi bresciani iniziano a invocare i 100 punti, quelli varesini (Arditi presenti in buon numero) prima provano a cantare e ballare poi, esausti dalla situazione, ritirano lo striscione. Sembra tutto pronto per riscrivere il record negativo in 78 anni di storia perché Brescia tocca il +51, poi negli ultimi minuti entrano gli junior sui due fronti tra cui Zhao che almeno segna (da 3) i primi punti in Serie A. Un paio di guizzi di Ulaneo evitano almeno l’umiliazione storica nel punteggio, ma l’imbarazzo all’uscita dal campo rimane intatto: 116-73. Peggio era difficile.
    Damiano Franzetti
     

  • simon89
    Una tedesca, un’olandese e una rumena: sono le avversarie della Itelyum Varese nel secondo girone di Fiba Europe Cup stilato nella tarda serata di mercoledì 22 al termine di tutte  le gare della prima fase della competizione.
    La squadra di Tom Bialaszewski, alle spalle del Goettingen nel girone I solo per differenza canestri, si è qualificata senza problemi: è stata la “seconda miglior seconda” dopo il Nymburk con un record di cinque vittorie e una sconfitta. Eliminata invece l’altra italiana, Brindisi, terza nel suo raggruppamento che si è concluso con sole tre squadre per il ritiro delle israeliane.
    Per effetto delle varie classifiche quindi, la Itelyum è stata inserita nel Gruppo M e se la dovrà vedere “in ordine di apparizione” con i tedeschi del Chemnitz Niners, gli olandesi dello ZZ Leida e i romeni del CSU Oradea. L’esordio sarà mercoledì 6 dicembre in Germania contro la squadra che sulla carta è la favorita del girone: il Chemnitz (città che un tempo si chiamava Karl Marx Stadt) infatti è imbattuta dopo la prima fase e addirittura è in testa alla Bundesliga con un record di 7-1 davanti alle squadre di Eurolega (Alba e Bayern).
    Poi la Itelyum avrà tre incontri casalinghi consecutivi (incredibile che la Fiba non riesca a fare un’alternanza in un girone con sole quattro squadre!) come già accaduto nella prima fase. Da Masnago passerà prima il Leida (mercoledì 13), poi l’Oradea (mercoledì 10 gennaio) e infine il Chemnitz (24 gennaio). Chiusura in trasferta per i biancorossi che voleranno nei Paesi Bassi (31 gennaio) e in Romania (7 febbraio).
    La formula è semplicissima: le prime due di ogni girone accederanno ai quarti di finale e da lì in avanti si giocherà a eliminazione diretta con gare di andata e ritorno. L’impressione è che il Chemnitz sia la più forte del gruppo ma Varese ha la possibilità di giocarsi le proprie carte con le altre due avversarie.
    Intanto Olivier Hanlan ha concluso la prima fase di Fiba Europe Cup da miglior giocatore per valutazione (24,6) e miglior assistman (9,0) mentre Willie Cauley-Stein è secondo miglior rimbalzista (10,4).
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’Itelyum chiude col sorriso il cammino della fase eliminatoria della FIBA Europe Cup. La squadra di Tom Bialaszewski si impone nettamente a Tbilisi e centra aritmeticamente la qualificazione alle Top 16 che prenderanno il via il 6 dicembre. La contemporanea vittoria di Goettingen a Cipro fa chiudere l’Itelyum al secondo posto del girone I. Varese rientrerà comunque nel novero delle 6 migliori seconde (6 punti negli scontri diretti con i tedeschi ed il Keravnos, scartando per regolamento FIBA il doppio confronto con Tbilisi), che insieme alle 10 vincenti dei gironi eliminatori superano il turno; bisognerà attendere l’esito dell’ultima gara delle 20.30 per capire quali saranno le avversarie della seconda fase che prenderà il via il 6 dicembre. Ma sicuramente si farà sul serio, con avversarie decisamente più impegnative rispetto a ciprioti e georgiani; però le vittorie in serie della fase inaugurale, con tanto spazio ai giovani tra opportunità e necessità, hanno aiutato la squadra a crescere in termini di fiducia ed autostima. E la prima senza l’infortunato McDermott? Discreto l’impatto difensivo di Nick Virginio, schierato in quintetto, mentre Woldetensae non trova ritmo offensivo. Per vincere a Tbilisi bastano 15’ di vigore da metà secondo quarto in poi, con Shahid prima ed Hanlan poi in evidenza insieme a Brown; domenica 26 novembre a Brescia sarà chiaramente ostacolo di ben altro livello.
    LA PARTITA
    Ritmi al piccolo trotto dopo lo 0-6 iniziale; non è certo intensità da battaglia, con Varese che tira quasi solo da 3 punti e subisce l’energia dei georgiani a rimbalzo. Effimeri i vantaggi iniziali firmati Virginio (12-14 al 6’ con due triple dell’ex azzurrino): l’Itelyum fatica a prendere ritmo balistico, ma proteggendo meglio l’area e spingendo sull’acceleratore da rimbalzo difensivo crea il primo strappo a metà del secondo quarto. Due triple consecutive di Shahid e le soluzioni interne di Ulaneo firmano l’allungo varesino (31-40 al 17’). Secondo quarto da 32 punti a segno alzando il ritmo e le percentuali, con uno spettacolare contropiede iniziato da Brown, alimentato da Hanlan e chiuso da Assui per il massimo vantaggio (33-46 al 19’). Come già accaduto domenica contro Scafati, la panchina accende la scintilla e il quintetto l’alimenta dopo l’intervallo: 2-8 iniziale nel terzo quarto e partita in ghiaccio sul 39-56 del 23’. Poi coach Bialaszewski può provvedere ad ampie rotazioni, spremendo energia anche dal giovane Assui; il gap si dilata sul 46-69 del 29’. Tbilisi prova a reagire contro un quintetto verdissimo (57-69 al 32’), Varese gioca un po’ in pantofole e i georgiani rientrano fino al 74-81 del 36’, ma i guizzi di Hanlan – 10 in fila per il canadese – mettono al sicuro il risultato.
    LE AVVERSARIE DELLA SECONDA FASE
    In funzione dei risultati degli altri campi, Varese ha concluso il cammino come seconda tra le sei migliori seconde classificate. E sarà inserita nel girone N delle Top 16, con i tedeschi del Chemnitz e gli olandesi dello ZZ Leiden (vincitori rispettivamente dei gironi H e G) ed i francesi del Gravelines-Dunkerque, terza miglior seconda. La seconda fase inizierà mercoledì 6 dicembre e si concluderà mercoledì 7 febbraio; ai quarti di finale le prime due classificate del girone da 6 partite.
    Giuseppe Sciascia
     

  • simon89
    Se un imprenditore del mondo sanitario volesse fare soldi facili, potrebbe aprire una cardiologia nei pressi della Itelyum Arena. E magari approntare una clinica mobile per quando la Openjobmetis gioca in trasferta. I pazienti sono assicurati. Per la terza volta in otto giorni, una partita di Varese termina all’ultimo respiro con i biancorossi che però oggi fanno festa insieme ai propri tifosi: 94-93 il finale che condanna la Givova Scafati arriva a 5 centimetri dal successo.
    A decidere il punteggio un errore dell’uomo più atteso, Alessandro Gentile: l’ex di turno con il dente avvelenato (ricambiato dai tifosi che lo hanno preso di mira per tutto il match) ha scoccato il tiro decisivo a fil di sirena dopo aver segnato 19 punti ma il pallone ha girato sul ferro ed è ricaduto al di fuori del cerchio, preda di Davide Moretti. Chiudendo così una partita emozionante e altalenante, che ha messo in luce tanto i pregi quanto i difetti della squadra di Bialaszewski.
    Un match iniziato in maniera orrenda (0-11 al 4′) nel quale sono convissute tante versioni della Openjobmetis: quella operaia della panchina (super Ulaneo) che ha imbastito il primo rientro, quella d’alta classe firmata Hanlan-Moretti (i due giocatori decisivi), quella pasticciona che anche stavolta riempie la casella palle-perse, quella sprecona che nel finale va a +6 e poi lascia 8 punti consecutivi agli avversari. Quella tenace, in fin dei conti, che pure con tanta pressione addosso, riesce a riacciuffare il vantaggio a 11” dalla fine con due liberi di Hanlan e a portarsi a casa la terza vittoria in campionato. Un sollievo, un po’ rovinato da un infortunio al pollice di McDermott che lunedì si sottoporrà a una radiografia per valutare l’entità del danno.
    In tutto questo, si è vista una Openjobmetis che ha anche cambiato pelle rispetto a tante altre volte: i biancorossi hanno attaccato molto di più il ferro rispetto al passato con un bilancio che dice 40 tiri da 2 e 20 da 3. Un atteggiamento che ha fruttato anche 29 liberi, anche se qualche esitazione dalla lunetta poteva essere fatale. Restano in fin dei conti anche diverse perplessità (i timeout non chiamati da Bialaszewski, certi cambi poco comprensibili, le rimesse consegnate agli avversari…) parzialmente cancellate dal risultato. Restano due righe per descrivere la partita di Cauley-Stain – poi vi rimandiamo alle pagelle – che è stato disastroso nei primi 20′ e dominante nella ripresa. Trovasse continuità, Varese potrebbe davvero decollare.
    PALLA A DUE
    Record stagionale di tifosi a Masnago, ben 4.715 per provare a spingere la Openjobmetis verso la terza vittoria. Fischi all’ingresso in campo di Alessandro Gentile (che diventeranno cori ostili), striscioni in curva per ricordare la giovane Giulia Cecchettin e Luca Alfano. Torna a disposizione Cauley-Stein che va in quintetto per Bialaszewski, Logan e Gentile dalla panchina per Sacripanti.
    LA PARTITA
    Q1 – Avvio disastroso di Varese con Cauley-Stein (tre errori da sotto) principale protagonista negativo e con Brown subito fuori con 2 falli contro un Pinkins pericoloso. Il primo timeout biancorosso arriva su uno 0-11 imbarazzante; per fortuna Hanlan si accende e dà una prima scossa con Ulaneo al posto del pivot americano. Il capitano è seguito da Shahid e da Wolde che difende su tutti: Varese risale e pareggia a quota 18 ma l’ingresso di Logan vale un riallungo Givova per il 20-25.
    Q2 – Il breve riaggancio del 18′ è un’illusione: dopo pochi scambi del secondo quarto Varese scivola di nuovo a -11 con Bialaszewski che si distingue per cambi poco comprensibili. Ancora Hanlan dà qualche strappo mentre Gentile sfrutta le sue giocate (post basso e tiro dalla media) per tenere davanti i suoi. Verso la fine del quarto c’è un minuto clamoroso con cinque triple (3-2 per Varese) con doppietta di Moretti: un suo canestro vale il -4, poi però Gentile infila il 49-55 del 20′.
    Q3 – Alla ripresa del gioco c’è un Cauley-Stein completamente trasformato: il pivot segna, sgomita, stoppa e prende rimbalzi segnando un cambio di rotta netto rispetto alla prima parte. Varese ne approfitta (c’è anche un tecnico a Logan) e McDermott sigla il primo sorpasso. Si procede punto a punto ma stavolta con la OJM più spesso con il naso avanti, e una tripla in transizione di Brown vale anche il +4 subito corretto però da Logan. Tolto un pivot ce n’è un altro, e Ulaneo è ancora super per il 74-72 del 30′.
    IL FINALE
    Gli ultimi 10′ sono per forza di cose bollenti perché entrambe vogliono vincere. Moretti è un fattore gigantesco sia in prima persona sia nell’assistenza a Cauley-Stein, Gentile non molla la presa e continua a colpire. Fino al 35′ non c’è verso di guadagnare un vantaggio minimo ma poi, su due tiri falliti dai campani, la OJM sale a +5 e poi a +6 (91-85 a 2’20” dalla fine). Scafati replica con due triple consecutive e il canestro di Pinkins per il vantaggio e lo 0-8 di parziale. La beffa sembra apparecchiata ma un libero di Brown e due di Hanlan (a -11”) intervallati da un errore di Gentile valgono il 94-93. Timout Sacripanti, Moretti spende un fallo che riduce i secondi utili alla Givova, poi si va di nuovo da AleGent che sbaglia. E i 4.715 di Masnago esplodono di gioia.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Anche questa sera il copione non cambia ma per fortuna il risultato si. Varese riesce ad imporsi dopo una partita molto combattuta e che Scafati perde tirando per vincere con l'odiato ex Gentile, che va vicinissimo dal portarsi a casa una "vendetta" sportiva con un tiro dalla media che gira sul ferro e beffardamente esce. Primo tempo in cui i campani impongono il loro gioco, ripresa dove Varese guidata da Cauley-Stein, entra con la voglia di ribaltarla e nel finale spreca un vantaggio di 6 punti facendosi superare di 1. Mette i titoli di coda per una vittoria vitale per Varese Hanlan con 2 su 2 dalla lunetta. Ma veniamo alle valutazioni:
    Shahid 6,5: forse la miglior apparizione nel campionato italiano per il numero 0 biancorosso. Impreciso dalla lunga distanza ma efficace in entrata e in difesa si fa apprezzare per la sua abnegazione. DETERMINATO
    Cauley-Stein 7: primo tempo da mani nei capelli. Dopo i fischi ricevuti nelle prime 2 frazioni, scende in campo nella ripresa con un piglio del tutto differente. Domina e fa vedere perché si è puntato su di lui. RESUSCITATO
    Ulaneo 7: da quando è rientrato dall'infortunio si sta dimostrando più che valido. Grinta e mobilità sul pick & roll ne fanno un giocatore utile alla causa. SORPRESA
    Woldetensae 6,5: non trova con continuità la via del canestro ma si batte con vigore e si prende in carico l'evergreen Logan e la sua pressione riesce a limitare il quarantunenne a stelle e strisce. STOPPER
    Zhao N.E.
    Moretti 7,5 : doppia doppia andando ancora a 11 assist e alla striscia vincente di 8 punti che regala slancio a Varese verso la volata finale con un minimo vantaggio. Partita solida. FINISSEUR
    Virginio S.V.
    Hanlan 7,5: nel primo quarto quando Scafati scappa via e Varese non segna mai si mette in proprio e accorcia le distanze. Poi gioca più per la squadra e sbaglia qualche libero di troppo, ma non quelli decisivi. ICE MAN
    McDermott 6,5: non una partita scintillante ma nel finale, con un dito rotto(speriamo che gli esami strumentali non confermino questa diagnosi), devia un pallone facendolo diventare un rimbalzo difensivo che vale un possesso fondamentale. DITO DI LEGNO
    Brown 6 : commette subito 2 falli esce completamente dalla partita. Trova solo un bomba in transizione e poi si spende a battagliare in post basso dove risulta però fondamentale nel difendere gli ultimi possessi contro Gentile. TIGNOSO

  • simon89
    Passo avanti quasi decisivo della Itelyum Varese in Fiba Europe Cup: i biancorossi passano dopo un supplementare sul parquet di Gottinga rimontando una partita che sembrava già persa a più riprese (104-109) dimostrando la capacità di non mollare nemmeno nei momenti più grami. E che, forse, dà nuova solidità a una squadra che arrivava da una serie di KO anche beffardi nelle partite equilibrate giocate nell’ultimo mese.
    Per carità, Varese non ha risolto i suoi problemi cronici, ma stavolta vale la pena riservare un applauso a un gruppo che ha dovuto fare a meno del suo totem d’area Cauley-Stein (a casa con un problemino a un piede), ha pagato dazio sotto canestro ma nel contempo è riuscita a reggere a rimbalzo. E alla lunga ha trovato gloria proprio con un quintetto basso che è stato a lungo un azzardo (31 punti e 13 rimbalzi per il pivot avversario Silins) ma che alla fine è risultato più freddo nel momento cruciale. Moretti e compagni sono stati addirittura glaciali dalla lunetta, 25 su 26, anche se l’unico errore è stato nel tiro (di Brown) che avrebbe potuto chiudere i conti a 7” dal 40′ dopo che la Itelyum aveva incredibilmente rimesso in piedi il match.
    Una sciagurata palla persa tedesca infatti aveva consentito a Varese di segnare 5 punti in pochissimi secondi e di risalire da un -6 che a 40” dalla fine pareva una condanna. Ma Brown (bravo a procurarsi quei liberi) non è certamente da biasimare: l’ala è stata tra i migliori con 22 punti e tanto sacrificio in difesa anche se la palma del più bravo va a Olivier Hanlan. Silenzioso, certo, ma capace di mettere assieme un 42 di valutazione da ovazione con 29 punti, 10 assist e 7 rimbalzi.
    Con questo successo in tasca ora la Itelyum affianca il Goettingen in vetta al girone ma, salvo suicidi dei tedeschi con il Keravnos, non riuscirà ad agguantare il primo posto per via della differenza canestri negativa (quanti rimpianti per la sconfitta di Masnago). Però vincendo a Tbilisi – i georgiani sono già eliminati – ci sarà la garanzia di essere tra le migliori seconde e probabilmente il traguardo sarà tagliato anche in caso di sconfitta contenuta (bisognerà guardare anche agli altri gironi). Varese comunque si è messa nella posizione migliore per avanzare in Fiba Europe Cup e – lo speriamo vivamente – potrebbe avere fatto il pieno di fiducia in vista del delicatissimo match interno con Scafati. Domenica ne avremo la controprova: in campionato non si può più accettare una “bella sconfitta”, servono due punti come l’aria.
    PALLA A DUE
    Varese si presenta alla Sparkasse Arena senza due giocatori, come previsto, Librizzi e Cauley-Stein. Senza il pivot titolare c’è spazio per Ulaneo fin dalla palla a due. Tedeschi con lo stesso complesso visto a Masnago, con i “motori” Burns e Gibson e con Silins sotto canestro. Gruppetto di tifosi varesini sugli spalti in un palazzetto abbastanza caldo.
    LA PARTITA
    Q1 – L’avvio biancorosso è tutto nelle mani di Olivier Hanlan che brevetta un tiro in avvicinamento e lo segna tre volte per l’8-8. Lì però arriva il break tedesco con Silins che fattura da sotto e la Itelyum che sbaglia dall’arco. Dopo essere stata finita sotto in doppia cifra la squadra di Bialaszewski ha una piccola scossa e proprio sulla sirena accorcia a -8 con tripla di Moretti e guizzo isolato di Woldetensae (23-15).
    Q2 – La distanza tra le due squadre resta praticamente invariata per mezzo periodo, fino a quando Hanlan converte un gioco da 3 punti e Brown centra dall’arco dopo diversi errori. Sul 34-32 la Itelyum ha la palla del sorpasso ma Moretti sbaglia la tripla, così il Goettingen trova qualche buona soluzione e tiene la testa della gara. Ancora Hanlan da lontano per il -3, ma dopo 4 liberi di Moretti Varese si fa beffare sulla sirena da un rimbalzo d’attacco di Ensminger che vale il 46-41.
    Q3 – Burns e Gibson aprono la ripresa tenendo avanti il Goettingen che a un certo punto ritrova il +8 ma poco dopo si ritrova davanti con due sole lunghezze. Anticevich apre il fuoco dall’arco, parziale di 9-0 e la Itelyum è ancora lontana ma trova buone cose da Ulaneo e una tripla di McDermott. L’elastico prosegue, Varese non capitalizza il tiro del pareggio ma trova con Brown il -3 alla mezz’ora (70-67).
    Q4 – Ancora Brown trova la parità con il primo tiro del periodo ma la reazione tedesca è notevole: 8-0 di parziale che prosegue anche dopo il timeout di Bialaszewski. Attorno al 35′ sono 10 i punti da recuperare per Varese ma ancora Ulaneo – canestro e fallo – aiuta a restare in vita; liberi di Hanlan, tripla di Moretti e la Itelyum ci crede fino a che Monninghof segna il suo unico canestro per l’89-83 a 1′ dalla fine. Ancora 6 da recuperare a -49” ma Hanlan segna in entrata e sulla rimessa sbagliata Wolde infila la tripla del clamoroso -1. Il Goettingen trema, sbaglia ed è costretto a fermare Brown con un fallo: Gabe a -7” sbaglia il primo ma segna il secondo per il 91-91 che significa supplementare.
    OVERTIME – Varese parte zoppicando, muove il punteggio sono con i tiri liberi e scivola a -4 quando Einsminger sigla il canestro con fallo. Bialaszewski toglie Wolde per Shahid ma sono due canestri e un aggiuntivo di Hanlan a siglare il sorpasso, 99-100, che toglie fiducia ai padroni di casa. Il canadese serve l’assist a McDermott per la tripla del +2, poi segna per rispodere al trepunti di Zugic che però sarà l’ultimo sussulto biancoviola: Moretti e Hanlan dalla lunetta non sbagliano, nel mezzo i tedeschi pasticciano e si devono arrendere, 104-109.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Altro finale amaro per l’Openjobmetis nell’anticipo sul campo di Napoli. Varese cede col minimo scarto di fronte ad una GeVi sorretta dal quarto periodo stellare di Jacob Pullen: il 34enne veterano ex Barcellona segna 21 punti nei 10’ finali, compreso il gioco da 4 punti a 19” dal termine che decide una gara nella quale gli ospiti avevano messo la freccia nell’ultimo minuto.
    La squadra di Bialaszewski avrebbe il possesso per la vittoria dopo una palla rubata a 10” dal termine, ma Moretti forza dall’arco sulla buona difesa dell’ex compagno Tariq Owens, e arriva la terza sconfitta sul filo di lana dopo quelle contro Tortona e Trento. Peccato perché i biancorossi avevano espresso un solido volume di gioco, grazie al predominio a rimbalzo (44-34 complessivo) che ha permesso loro di impostare ritmi elevati. Il fattore chiave della sconfitta sono le 24 palle perse, dato esiziale per una OJM che ha costruito tanto dall’arco (43 tiri da 3 contro 23 da 2), ma ogni volta che ha dovuto attaccare a metà campo ha faticato nella costruzione del gioco. E i 3 piccoli schierati nel finale da coach Bialaszewski, con una pregevole fiammata dall’arco di Shahid, hanno poi pagato dazio in difesa, dove nessuno ha saputo prendere le misure a Pullen.
    LA PARTITA
    Partenza lenta per l’OJM (9-0 al 3’) che poi si sblocca quando inizia a graffiare dall’arco mettendo anche la freccia (17-18 al 9’). Però senza gioco interno, con Cauley-Stein molto presente dietro ma poco attivo davanti, si scivola di nuovo (34-25 al 15’). Ma a furia di costruire buoni tiri, le percentuali crescono: arriva una raffica di 5 triple consecutive che cancella rapidamente il gap e proietta addirittura Varese sul 39-45 del 19’, con tanta energia riversata da Ulaneo per lanciare gli ospiti al comando a metà gara.
    Dopo l’intervallo l’OJM graffia dall’arco ma da sotto non incide, tra stoppate subite e palle perse; parziale dall’arco firmato dalla GeVi che sorpassa dal 49-53 del 24’ al 61-55 del 27’ con i dardi di Zubcic. La difesa varesina graffia e riaccende il motore del contropiede con un dardo di Virginio che vale il 62-65 del 29’, ma appena il ritmo cala Varese stenta terribilmente nella costruzione a metà campo, collezionando palle perse in serie contro una difesa campana graffiante. Bialazsewski cambia quattro giocatori riproponendo i titolari, ma la situazione non muta perché si accende Pullen: tre di tabella, sei e nove di classe pura, e l’11-0 GeVi fa malissimo (74-66 al 32’). Un dardo di McDermott sblocca l’OJM che ricuce fino al meno 3 del 34’, ma piovono altre perse banali, e il veterano di classe 1989 continua il suo show in lunetta (77-71 al 35’).
    I 3 piccoli scelti da Bialaszewski pagano in attacco ma subiscono in difesa: 5 punti di Zubcic in post basso sui cambi tengono il gap (84-78 al 36’), ma tre triple in fila di Moretti e Shahid lo ribaltano sull’84-87 del 38’. Immediato il pareggio dall’arco Pullen, e si torna alle perse sanguinose – attacco di Hanlan e scippo ai danni di Moretti – con Owens e Zubcic che allungano sul 91-87 a 1’22”. Varese non si arrende e rimette la freccia con Hanlan che segna in lunetta ed ispira Cauley-Stein per il 93-94 a meno 28”, ma il 3+1 di Pullen fa malissimo (97-94 a meno 19”). Dopo i 2 liberi di McDermott, c’è ancora una chance OJM con la rubata di Cauley-Stein, ma Moretti “si accontenta” di una tripla fuori ritmo. E Varese torna a casa con un pugno di mosche.
    Giuseppe Sciascia

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