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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Varese prende tempo per studiare la nuova strategia difensiva in vista del ricorso alla Corte d'Appello Federale. È stata scartata l'ipotesi della presentazione della revisione con carattere d'urgenza della sentenza di primo grado: superato il termine delle 14 di ieri per accelerare i tempi, si è preferito seguire i canali delle modalità ordinarie.
    Anche perchè la materia da valutare, considerando il lunghissimo dispositivo emesso dal Tribunale Federale, è articolata e complessa. E a prenderla in esame sarà il collegio difensivo tutto nuovo, composto da Giampiero Falasca e Sergio Terzaghi - già affiancati venerdì scorso a Fiorenzo Storelli, che ha preparato il dibattimento di primo grado - più Angelo Capellini e Giampiero Bianchi, subentrati lunedì al legale lucchese.
    Cosa cambia in termini pratici? La società biancorossa avrà fino a 15 giorni di tempo per predisporre il ricorso, ma la discussione del caso in Corte d'Appello Federale non avrà comunque tempi lunghi.
    Di sicuro la rinuncia ai termini d'urgenza fa slittare la data del secondo grado, da fissare dopo il deposito dell'istanza dell'OJM. In ogni caso la sentenza del secondo e ultimo grado di giudizio FIP sarà emessa prima dell'inizio dei playoff. Dunque non oltre il 13 maggio, non è escluso che si punti alla settimana prima della conclusione della regular season.
    Ma quali sono le ragionevoli possibilità per modificare la sentenza di primo grado? In base alle motivazioni espresse, il Tribunale Federale ha irrogato a Varese il minimo dei punti necessari per la "pena afflittiva" di escluderla aritmeticamente dai playoff (da qui il meno 16: la retrocessione diretta, richiesta dalla Procura Federale, sarebbe stata prodotta tramite una penalizzazione di 24 punti). Alla Corte d'Appello però l'OJM vuole dimostrare di aver commesso un errore formale nel non aver segnalato alla Com.Te.C. l'esistenza del lodo Tepic, ritenendo - erroneamente, ma senza dolo - che fosse sufficiente l'accantonamento prudenziale da 70mila euro in caso di sconfitta nel dibattimento ancora aperto. 
    Da dolo a errore formale significherebbe da 16 a zero punti (con multone di natura amministrativa): è il caso migliore, sebbene oggettivamente poco probabile. Ma soltanto ridurre la penalizzazione da meno 16 aiuterebbe l'OJM a rendere meno improba la missione salvezza sul campo.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Indistruttibile, commovente, memorabile. La Openjobmetis colpita al cuore dalla penalizzazione per il caso Tepic non si piange addosso, non crolla – e ne avrebbe avuto tutti i motivi – non arretra di un passo. Anzi va a prendersi sul fronte orientale una vittoria meravigliosa pur in una partita complicata, espugnando il palasport di Trieste 80-83 con le zampate vincenti arrivate negli ultimi giri di lancetta.
    Sotto per gran parte della partita, la squadra di Brase sorpassa a tre minuti e mezzo dalla fine con Librizzi, torna avanti con Woldetensae e infine piazza i colpi cruciali con l’uomo che più di tutti ha dominato la serata, Markel Brown. La pantera della Louisiana è il simbolo della serata e della squadra, colpisce da lontano e poi si infila nel cuore dell’area con un’azione da maestro, segnando e subendo fallo, allargando il divario a quel +5 da cui Trieste non riuscirà a risalire.
    Una magia alla Ross in una serata in cui Ross è stato tutt’altro che magico, e anche qui sta il significato di una vittoria speciale: con il proprio piccolo-grande condottiero ai minimi termini (4 punti e 5 falli), i biancorossi di Brase già privi di Reyes non si sono pianti addosso e – dagli e dagli – hanno scardinato le certezze alabardate, fatte di canestri a ripetizione di Davis, di assist firmati Ruzzier, di maggiore vivacità a rimbalzo con Terry e Spencer. Ma quando è stato il momento di chiudere i conti, come all’andata, ecco la banda di Markel decidere la gara.
    Dopo la sirena, tra le tante immagini da incorniciare, il grande abbraccio dei ragazzi in biancorosso a Luis Scola. Il “General”, camicia a quadretti piccoli e giacca, imbronciato e concentrato per l’intera durata del match, ha potuto aprirsi in un sorriso. Lo stesso – tirato, affaticato ma sincero e di cuore – regalato ieri a chi fuori dal palazzetto urlava a gran voce l’amore per Varese. Si riparte da qui, da 14 punti “buoni” in classifica a quattro dalla zona salvezza. Ora la palla torna ai legali, ma questa sera se dovessimo scegliere un collegio di difesa, nomineremmo Brown e Wolde, Libro e Owens. Pure in tribunale, non solo sul parquet.
    PALLA A DUE
    Tanta gente all’Allianz Dome per provare a spingere Trieste alla salvezza anticipata. Sugli spalti però c’è anche chi ha il cuore che batte per Varese: una ventina tra ultras e altri tifosi accanto alla squadra di Brase che deve rinunciare a Reyes e che inizia con il quintetto consueto. Legovich recupera sia Bartley sia Spencer e li manda in quintetto: la regia è di Davis mentre l’ex Ruzzier parte di rincorsa ma sarà importante.
    LA PARTITA
    Q1 – Brown ha i razzi sotto ai piedi fin dal primo minuto e con Johnson confeziona il 5-12 con cui Varese si presenta alla partita. I compagni però non raccolgono l’invito mentre i padroni di casa, con Ruzzier accanto a Davis, spremono un 10-0 di parziale che li rimanda avanti sino al 24-17 della prima sirena.
    Q2 – L’elastico nel punteggio si allunga sino alla doppia cifra, poi però la Openjobmetis trova l’ennesimo “secondo quarto” da protagonista di Tomas Woldetensae che infila 11 punti nel periodo e permette di evitare guai peggiori. Per fermarlo arriva una stoppata di Spencer ma al giro di boa il distacco è contenuto a soli 5 punti, 43-38. Da segnalare un’interruzione per un replay chiesto da Legovich su una interferenza di Spencer su tiro di Caruso: alla fine Varese non avrà il canestro.
    Q3 – I primi due della classifica marcatori, Bartley e Ross, iniziano il terzo quarto ancora a quota zero ma dopo qualche minuto muovono il proprio punteggio. Colbey però muove anche l’indicatore dei falli e viene subissato di fischi dopo un contatto con Ruzzier, costretto a medicare il naso. Le due squadre rispettano lo stesso copione precedente: Trieste avanti ma senza scappare, Varese alle spalle ma senza chiudere il gap. Alla mezz’ora è 65-61.
    IL FINALE
    Brase tiene seduto De Nicolao e dà fiducia a Librizzi anche quando Ross commette un quinto fallo evitabile, dopo aver sbagliato una tripla aperta e una penetrazione. Trieste potrebbe dare il colpo di grazia ma Varese si mostra solidissima. Prima Wolde e poi Brown dall’arco trovano il pareggio, poi tocca a Johnson ridare il -1 dopo minibreak casalingo. Il sorpasso diventa realtà a 3.32 dalla fine quando Librizzi dall’angolo non perdona e regala il 76-77 ai suoi. Bartley si è sbloccato (non del tutto per fortuna) e controsorpassa ma ormai la OJM è in gas totale e trova Owens decisivo in difesa (stoppata) e Wolde bollente in attacco (tripla). Giocate che portano un certo smarrimento tra i padroni di casa che sull’80-82 subiscono, a 1.08 dalla fine, il capolavoro dipinto da Markel. Penetrazione, finta, canestro, fallo e libero aggiuntivo messo a segno per il +5. Legovich ci prova con il timeout, Deangeli sbaglia dall’arco, poi Johnson e Brown mancano il colpo del KO ma Trieste (che non fa fallo sistematico) segna solo con un’entrata di Davis. L’ultimo tentativo di Bartley è bislacco, la OJM trionfa e corre ad abbracciare Scola. 80-83.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’Openjobmetis risponde sul campo alla penalizzazione a tavolino per il caso Tepic. Grande reazione d’orgoglio per la truppa di Matt Brase, che sbanca il campo di Trieste con una prova di carattere nonostante l’assenza perdurante di Justin Reyes e la serata nerissima di Colbey Ross.
    Varese resta ultima pur portandosi a meno 4 dalla zona salvezza: in attesa del secondo atto della battaglia legale – domani, lunedì 17 aprile, attese le motivazioni del meno 16 irrogato dal Tribunale Federale, poi via al ricorso – la squadra dà un segnale fortissimo di presenza tecnica e mentale. E a guidarla ad un successo tanto sofferto quanto vitale è il suo leader tecnico e mentale Markel Brown, straordinario nel quarto periodo giocando gli ultimi 5’ da play dopo il quinto fallo di Ross.
    Varese soffre a lungo dopo l’effimero 5-12 del 5’, pagando i precoci problemi di falli del suo “motorino” e precipitando rapidamente nel punteggio (29-19 al 12’) sotto la pioggia di triple ispirate dall’ex di turno Ruzzier. Brava l’OJM ad evitare il tracollo in un secondo quarto affannoso (ancora 39-29 al 16’), affidandosi ad un Woldetensae ispirato dall’arco per contenere i danni (43-38 al 20’) nonostante lo zero al quoto del suo capocannoniere. Che si sblocca nel terzo quarto firmando con le sue serpentine la prima parità a quota 50, ma Trieste ha più fisicità sotto i tabelloni e continua a far male con i jumper dell’ispirato Davis (65-59 al 29’).
    Varese la vince in difesa, trovando un Tariq Owens determinante nella presenza atletica a centroarea e chiudendo gli spazi per le incursioni in una frazione finale da 15 punti subiti. E poi rompe un lungo digiuno balistico con un poker letale dall’arco: Johnson, Brown, Librizzi e infine Woldetensaea firmano il break vincente dal 72-68 del 36’ al 78-80 del 38’. Il punto esclamativo lo mette ancora Brown con una magia da 2+1 (78-83 a meno 1’07”); ultima emozione con Davis che fallisce da 3 il possibile pareggio sulla sirena, poi l’OJM sfoga la sua gioia festeggiando sotto la curva con i 30 tifosi al seguito. Mentre l’abbraccio tra Luis Scola e Matt Brase, e i sorrisi che tornano dopo giorni di buio e cupezza, riportano a Varese la gioia del basket giocato sul campo.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 14 aprile, è arrivata la nota ufficiale di Pallacanestro Varese in merito alla penalizzazione di 16 punti comminata ieri. «In merito al provvedimento assunto in data 13 aprile 2023 dal Tribunale Federale, la Società Pallacanestro Varese ribadisce che l’irregolarità formale che le è stata contestata non è stata commessa dai propri dirigenti - si legge nel comunicato -. E in ogni caso, l’irregolarità contestata non ha generato alcun vantaggio per la società; non ha inciso in alcun modo sull’iscrizione al campionato in corso; non riguarda i rapporti con gli attuali tesserati, bensì con un ex giocatore».
    La società Pallacanestro Varese ha «peraltro saldato tutte le pendenze dovute già da molti mesi. Alla luce di tali evidenze, la sanzione ipotizzata per la suddetta eventuale irregolarità di carattere amministrativo risulta sproporzionata e tale da alterare il risultato sportivo e compromettere lo stesso futuro della società».
    Dal canto suo, Luis Scola, amministratore delegato di Pallacanestro Varese, ha ribadito «la nostra massima fiducia per la giustizia sportiva e il profondo rispetto per le sue decisioni. Siamo certi che in Appello sarà approfondita meglio la vicenda e la sanzione sarà revocata: stiamo già lavorando al ricorso per far risaltare la correttezza del nostro operato».
    Pallacanestro Varese rende inoltre noto che il team legale della Società, rappresentato dall’avvocato Fiorenzo Storelli, viene affiancato dall’avvocato Giampiero Falasca, partner dello studio internazionale DLA Piper, con una lunga esperienza nel settore sportivo professionistico.
    R.W.

  • simon89
    La Pallacanestro Varese condannata per frode sportiva e illecito sportivo: così si legge nella sentenza della Procura Federale della Fip emessa oggi.
    Due "definizioni tremende", che stanno facendo accapponare la pelle a una città intera che il basket lo ama e con orgoglio si specchia nei colori della sua leggendaria squadra. Quando accaduto nel pomeriggio del 13 aprile è troppo grave per non cercare di andare un po’ a fondo, a quanto successo e ai possibili scenari.
    L’articolo che segue vuole essere una sorta di riassunto dello status quo: le poche spiegazioni disponibili, la ricostruzione di alcuni fatti, i punti oscuri e le mille domande ancora inevase.
    Sperando che nelle prossime ore Pallacanestro Varese possa e voglia prendere una posizione pubblica ulteriore rispetto alle scarne righe del comunicato diffuso oggi.
    LA SCRITTURA PRIVATA
    Come ormai noto da ore (leggi QUI e QUI) il cataclisma nasce dal caso Milenko Tepic, ovvero dal mancato pagamento di tutti gli emolumenti previsti al giocatore serbo greco, ingaggiato nell’estate 2019 e poi tagliato dopo sole tre partite di campionato, accasatosi in seguito all’Iraklis di Salonicco. 
    Ma quale parte del contratto di Tepic non fu onorata? Prealpina.it parla del “secondo anno del biennale firmato nell’estate 2019… sempre rimasto sotto forma di scrittura privata, riconosciuta però dalla FIBA”. Al di là del riconoscimento FIBA, ovvio in virtù proprio della sentenza internazionale (BAT) che ha condannato Varese lo scorso 25 ottobre (ma resa nota solo a inizio dicembre), è anche il dettaglio della scrittura privata a rilevare: chi l’ha firmata? Chi sapeva della sua esistenza? Chi sapeva che la società avrebbe corso il rischio di essere chiamata in giudizio, come poi è effettivamente avvenuto?
    LE TEMPISTICHE
    In questa vicenda sono decisive. Quando Varese ha saputo del lodo Tepic? Prima o dopo aver depositato - l’estate scorsa - la documentazione con la quale asseriva di non aver alcun debito pregresso con qualsivoglia tesserato, passo indispensabile per potersi iscrivere al campionato 2022/2023?
    E qui spunta il dettaglio della Pec, riportato qualche ora fa dal Corriere della Sera nella sua versione online. Così ha scritto Corriere.it: “…c’è probabilmente la svista di un dipendente del club che non ha segnalato la «pec» del lodo a chi doveva perfezionare le pratiche burocratiche e al presidente che le firmava”. 
    La voce sta trovando diverse conferme, ovviamente non ufficiali.
    Ma quando è arriva questa comunicazione? Prima dell’estate, addirittura in primavera come stanno sostenendo alcuni, oppure dopo?
    E ancora: davvero il documento non è stato visto arrivare nella casella di posta? Oppure è stato visto ma è stato sottovalutato? Oppure ancora è stato riconosciuto pienamente nella sua importanza, ma non si è agito perché non sono state considerate legittime le richieste di Tepic? C’è chi attribuirebbe l’errore, qualunque esso sia stato, a un dipendente oggi non più nell’organico societario. Importa poco sapere chi, ma solo se il fatto sia vero o meno.
    COSA È SUCCESSO IN AUTUNNO?
    Una volta condannata a pagare, la Pallacanestro Varese ha adempiuto all’obbligo: Tepic da mesi non ha più a che dolersi con la società biancorossa per eventuali arretrati. E questo è un dato di fatto.
    Ma a quel punto perché Pallacanestro Varese non si è preoccupata della documentazione prodotta in estate per l’iscrizione al campionato, cioè della cosiddetta “falsa” dichiarazione? L’unica evenienza emersa all’epoca fu quella del blocco del mercato dell'autunno 2022: nessuno, né la società, né i media, fecero riferimento a possibili grattacapi con la Fip e con le regole italiane.
    E perché, soprattutto, la Procura Federale ci ha messo 5 mesi per arrivare alla sentenza odierna? Cosa e dove ha indagato? Perché la frode e l’illecito sportivo sono stati contestati solo oggi quando, che Varese avesse dichiarato il falso, avrebbe dovuto - a logica - essere chiaro dal giorno del BAT? 
    LE REGOLE E LA “MORALE”
    Se venisse confermato che la comunicazione del lodo Tepic sia arrivata alla società prima del deposito della documentazione per l’iscrizione al campionato, difficilmente Varese potrebbe uscire senza colpa dalla vicenda. 
    Ma per tante ragioni è difficile mettere in discussione la buona fede biancorossa. O quantomeno ravvisare un “animus nocendi” (l’esatta conoscenza del contenuto illecito del suo comportamento) oltre l’errore materiale.
    Quale vantaggio ha in termini sostanziali lucrato la Pallacanestro Varese dall’omessa dichiarazione del lodo Tepic? Nessuno.
    Perché 16 punti di penalizzazione? Perché una punizione talmente pesante da condannare Varese di fatto alla retrocessione?
    Viene punita una società nella stagione della sua massima trasparenza, in un nuovo corso che ha visto l’amministratore delegato Luis Scola farsi carico palesemente di tutte le situazioni pregresse conosciute, con attente due diligence che hanno scandagliato i conti societari: si vuole sostenere che l’argentino non avrebbe trovato 100 mila euro in più per estinguere anche il debito Tepic se lo avesse saputo? Non scherziamo…
    IL FUTURO
    Quello prossimo è chiaro: si farà ricorso, come annunciato, adendo la Corte D’Appello Federale e, se necessario, l’Alta Corte del Coni in successivo grado, assistiti dall’avvocato Florenzo Storelli, esperto di diritto sportivo.
    Quello remoto è nebuloso, ma alcuni scenari sono drammatici da ipotizzare.
    Quelli del campo, in primis: se la penalizzazione non verrà ridotta, la discesa in A2 pare inevitabile. Oggi Varese ha 12 punti in classifica, quattro in meno di Verona penultima, 6 in meno di Reggio Emilia terzultima. E mancano solo cinque partite alla fine.
    Quelli extra campo, poi. Lunedì prossimo 17 aprile avrebbe potuto essere il giorno buono per la definitiva conclusione dell’accordo con il gruppo Pelligra: ma come reagiranno ora gli investitori australiani a questo tsunami? Ci sono possibilità che si tirino indietro? Di fatto nessuna firma è ancora stata apposta sui contratti…
    E gli sponsor, che dalla vicenda subiscono un enorme danno d’immagine? Cosa faranno?
    Due cataclismi eventualmente secondari, ma ancora più devastanti negli effetti.
    Fabio Gandini

  • simon89
    La clamorosa penalizzazione ai danni della Pallacanestro Varese – meno 16 punti a campionato in corso e tre anni di squalifica al presidente Marco Vittorelli – sta scuotendo il mondo del basket e ovviamente l’ambiente sportivo cittadino. La società ha risposto con un primo comunicato in cui esprime “sconcerto e stupore” ma soprattutto ha radunato i massimi vertici per delineare una strategia difensiva che possa immediatamente rispondere alla situazione.
    Al palazzetto, accanto a Luis Scola e al gm Michael Arcieri sono arrivati il presidente del consorzio Alberto Castelli, il consigliere Toto Bulgheroni, coach Matt Brase ma anche Rosario Rasizza, il main sponsor con il marchio Openjobmetis. Bocche cucite all’uscita di Masnago («Ora vediamo di fare il possibile, non abbattiamoci» ha detto Rasizza) e volti tra l’incredulo e l’arrabbiato nell’affrontare un guaio di così grande portata.
    COSA È ACCADUTO – Come ipotizzato nel primo articolo di giovedì pomeriggio, il problema è nato dal lodo di Milenko Tepic. Il giocatore serbo a novembre aveva vinto una causa al BAT (il tribunale della FIBA che si occupa di controversie tra società ed atleti) con cui Pallacanestro Varese era stata condannata a pagare i soldi dovuti – poco meno di 100mila euro – e il club aveva saldato le proprie pendenze fino all’ultimo centesimo. Da quanto si è ricostruito in giornata però, la società non aveva segnalato questa situazione al momento dell’iscrizione al campionato in corso e ciò è stato considerato illegittimo da parte della Procura Federale che ha deferito Varese al Tribunale Federale, il quale poi ha disposto il provvedimento odierno.
    LA STRATEGIA – Lo sconcerto espresso dal club è fondamentalmente riferito al fatto che la Openjobmetis non ha avuto alcun vantaggio pratico da questa situazione. Un errore è stato commesso – la mancata segnalazione della pendenza con Tepic – ma in piazzale Gramsci è considerato uno sbaglio di natura amministrativa. La squadra non ha avuto vantaggi nel corso del campionato e soprattutto è stata penalizzata in una maniera che appare sproporzionata. 16 punti sono quasi una condanna alla retrocessione per una vicenda riferita al campionato 2019-20 (per altro poi sospeso per il covid) e che a livello monetario la società ha risolto immediatamente ammettendo di fatto l’errore e rispettando il giudizio del BAT.
    È plausibile pensare che queste possano essere le linee di difesa di Varese che ricorrerà al Tribunale d’Appello Federale ma che ha già fatto capire che in caso di conferma della decisione andrà avanti sino all’ultimo grado di giudizio, l’Alta Corte del Coni. È altrettanto vero che la giustizia Federale in questo caso era “obbligata” ad agire vista l’irregolarità, per evitare ricorsi di altre squadre (le retrocesse, nella fattispecie) a campionato finito.
    GLI INTERROGATIVI – Fatti salvi i tempi della giustizia, è lecito chiedersi come mai sia stata spiccata una sanzione così elevata? E in seconda battuta, perché se il lodo che ha “scoperchiato” la vicenda risale a novembre-dicembre si sia arrivati solo oggi a comunicare un provvedimento simile? 16 punti sono una enormità, una cifra mai espressa neppure a società palesemente con i conti fuori controllo e prossime al fallimento. E colpire così a sole cinque giornate dalla fine del campionato è quasi una condanna alla A2 mascherata (anche se la OJM avrebbe ancora qualche possibilità vista la classifica).
    A CIEL SERENO – Di certo, il provvedimento è stato un fulmine a ciel sereno in tutto l’ambiente. Solo mercoledì sera la società ha organizzato una cena per gli sponsor al Golf Club dove sono state presentate le linee guida per il futuro, considerata la possibilità di cogliere i playoff e magare un posto nelle coppe europee. Se il club avesse avuto sentore della penalizzazione si sarebbe comportato di conseguenza, senza momenti conviviali e anticipando – se possibile – la mazzata.
    Damiano Franzetti
     

  • banksanity6
    E’ un sabato di Pasqua amaro quello che devono sorbirsi Ross e compagni e tutti i tifosi accorsi al Lino Oldrini. Reggio Emilia conquista una vittoria stra meritata, con una conduzione che va dal primo all’ultimo minuto grazie ad un Cinciarini che fa il bello e cattivo tempo e i lunghi reggiani che per larghi tratti dominano scavando il solco che poi, una Varese altamente imprecisa al tiro pesante, non riuscirà più a colmare. Sempre più evidente che, l’infortunio di Reyes riacutizzatosi in questi giorni, mette in seria difficoltà una Varese che non può prescindere dall’energia che regala solitamente il suo sesto uomo. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Ross 6,5 : partenza ad handicap dove l’esperienza di Cinciarini ha la meglio sulla sua esplosività. Dopo un brutto primo quarto si riprende e inizia a giocare ai suoi ritmi ma non saranno sufficienti per vincere i suoi 21 punti e 8 assist. SCOPPIO RITARDATO
    Woldetensae 6 : sembra un remake della partita giocata contro Verona, peccato che il finale sia diverso. Cavalca parte del secondo quarto in cui gli viene quasi tutto. Peccato che il magic moment si “rompa” troppo presto e poi ci siano solo tanti errori dalla lunga distanza che alla fine peseranno e molto. HERRY BROKEN
    De Nicolao 5 : nonostante un uomo in meno nelle rotazioni Gio fatica a trovare minuti anche perchè questa sera il suo impatto è tutt'altro che indimenticabile. Inviato speciale quando ci sono situazioni che richiedono una difesa più muscolare ma non basta. SOLDATINO...DI PIOMBO
    Zhao N.E.
    Librizzi 5 : buttato nella mischia certamente non nel momento migliore dei suoi ma nei soli 2 minuti con lui in campo, Varese prende un parziale di -9. RABBRIVIDIAMO
    Virginio N.E.
    Ferrero 5 : guadagna qualche minuto grazie alla defezione dell’ultimo minuto di Reyes. Prova a colpire subito ma sia con la specialità della casa, sia dalla linea della carità, non trova la via del canestro con fluidità. ARRUGGINITO
    Brown 5 : brutta prestazione di Markel che non riesce mai ad entrare nel vivo dell’incontro. Si capisce che non sarà la sua serata già dalle difficoltà difensive. Infatti solitamente lui è un giocatore che trova carica ed energia dalle sue giocate in retroguardia per poi esaltarsi in attacco. Beh ieri non è accaduto nulla di tutto ciò, purtroppo. SPENTO
    Caruso 5 : atteggiamento morbido quello tenuto dal centro partenopeo che non riesce a sopperire alle difficoltà incontrate del suo compagno di reparto. Anche insolitamente impreciso su conclusioni ravvicinate al ferro. PASTIERA
    Owens 5 : dopo tante belle prestazioni Tariq subisce e pesantemente il duo Lee-Hopkins che grazie ad una potenza fisica notevole, esperienza e buone alternative offensive, vincono alla grande il confronto. SCHIACCIATO
    Johnson 6,5 : nonostante una mira fallata sui tiri da 3, JJ è uno dei pochi che cerca di tenere in partita la OJM. In penetrazione è quasi sempre efficace e non sbaglia un colpo dalla lunetta. VOLITIVO

  • simon89
    Varese non fa la Varese: basterebbero queste parole per inquadrare lo scivolone interno della Openjobmetis, trafitta 81-85 da una Reggio Emilia affamata di punti salvezza. Il punteggio, per la verità è bugiardo perché la squadra di Brase è – sì – arrivata a un passo dall’acciuffare gli ospiti ma è pure rimasta sotto, anche di parecchio, fin dal pessimo primo quarto che ha indirizzato il match.
    Gruviera in difesa, imprecisa dall’arco, balbettante in lunetta: troppe le pecche mostrate da Varese contro un’avversaria ben messa in campo da Sakota, pronta a sfruttare proprio le sbavature di Ferrero e compagni (leggi: i buchi concessi in retroguardia) e soprattutto lunghissima. Dieci in campo per Reggio – pur con Anim messo KO da un problema fisico – con una panchina fornitissima capace di produrre 36 punti. L’opposto della OJM che ha dovuto di nuovo rinunciare a Justin Reyes: l’ala americana ha accusato un risentimento al ginocchio infortunato e operato a dicembre e così Brase ha perso il suo jolly, forse l’unico in grado di dare un apporto offensivo al di fuori del “sistema” (tanto che all’andata fu decisivo).
    Il coach americano ha preso una strada opposta a quella più logica, stringendo ancora di più le rotazioni per i titolari e concedendo al secondo quintetto meno di mezz’ora sui 200′ disponibili. Una scelta che altre volte ha pagato ma che contro Reggio non è servita anche perché Brown e Woldetensae – stringi stringi – sono andati al di sotto dei propri standard e anche Owens alla lunga ha sofferto.
    Varese si è così affidata soprattutto a Johnson, il più continuo seppure con percentuali non altissime, e a Ross che con il passare dei minuti è cresciuto di tono. Ma il tiro da 3 punti questa volta è rimasto un problema irrisolto: zero canestri dall’arco nel primo periodo, 6 su 28 alla fine, un miserrimo 21% troppo determinante specie sul campo di casa. Senza una delle armi predilette (e con un 15/22 dalla lunetta migliorato nella seconda metà di gara) alla OJM non è bastato un finale da cuore oltre l’ostacolo. Arrivata quasi a contatto, è stata infine abbattuta da un 4/4 ai liberi di Olisevicius, glaciale.
    Uno stop in parte inatteso – ma la Unahotels era tutt’altro che da sottovalutare – che rallenta i piani playoff dei biancorossi, anche perché dagli altri campi sono arrivate solo cattive notizie. Vittorie per Sassari, Trento e Venezia in attesa di Brindisi (in casa con Scafati) e Pesaro (a Milano). Vedremo se da una di queste due uova pasquali arriverà almeno una sorpresa piacevole. E intanto si apre il fronte Reyes: se non può giocare del tutto, per la OJM il problema diventa molto serio. Sarà il momento di una riflessione su un’eventuale mossa di mercato?
    PALLA A DUE
    L’arrivo al palazzetto è il peggiore possibile: sul referto non c’è il nome di Justin Reyes che resta in borghese per un risentimento al solito ginocchio. Sembrava fosse della partita e invece è di nuovo KO. Il quintetto di Varese ovviamente non cambia ma le rotazioni si asciugano, al contrario di Reggio che ha l’imbarazzo della scelta e parte con Cinciarini in regia e l’ex Strautins in panchina dietro a Olisevicius.
    LA PARTITA
    Q1 – Johnson e Owens animano l’avvio di partita al pari di Cinciarini ma dopo qualche momento di testa a testa, Varese va in crisi in attacco e – di conseguenza – fatica anche in retroguardia. Reggio ne approfitta e piazza il break con Olisevicius che tritura Woldetensae: 0-11 di parziale ospite interrotto da due liberi di Ferrero. Briciole, e alla sirena è 14-29.
    Q2 – A rompere il digiuno, come contro Verona, ci pensa Woldetensae: prima tripla biancorossa e 7 punti in fila ma il divario resta piuttosto consistente a favore della Unahotels. Se Olisevicius è meno incisivo per la difesa di Brown, tocca però a Hopkins colpire anche da fuori: Varese si riavvicina con Ross ma spreca tanto proprio con Brown, impalpabile in attacco. Markel addirittura fallisce due liberi a 3” dalla fine con Cinciarini che fa in tempo a innescare il contropiede di Strautins per il 40-49 di metà gara. Due punti che al 40′ faranno tantissima differenza.
    Q3 – Il terzo periodo, se possibile, rasenta l’inutilità: dieci minuti in cui nulla cambia a partire dal modo di Varese di interpretare la gara. Servirebbe una sterzata e invece arrivano 15 miseri punti con timido risveglio di Brown, qualche giocata di Ross e poco altro (55-66).
    IL FINALE
    Gli arbitri danno una chance alla Openjobmetis sanzionando con due falli tecnici Lee (simulazione) e coach Sakota, con i piedi in campo a pochi passi dal tiratore (Wolde, sul ferro). Johnson sfrutta i due liberi ma è troppo poco perché nel mentre Vitali riallunga da lontano. Reggio, per la verità, perde in precisione ma è brava a non concedere alla OJM canestri in serie: quando – ancora una volta – servirebbe una spallata arrivano tiri sul ferro e palle intercettate dalla difesa. Nonostante tutto però c’è partita fino alla fine: l’ultimo minuto è interminabile e Varese torna addirittura a -4 prima e a -2 poi. Il fallo sistematico manda Olisevicius due volte in lunetta ma il lituano è perfetto: 4 su 4 a vanificare gli ultimi tentativi di Varese. Finisce 81-85 e, ahinoi, è un risultato che non fa una grinza.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’Openjobmetis sbatte contro il ferro di Masnago e si complica la vita nella corsa playoff. Sconfitta casalinga meritata per una brutta Varese, che paga l’assenza last-minute di Justin Reyes (nuovamente ai box per un problema al ginocchio sinistro) e la pessima serata dall’arco (6/28 da 3) contro un’avversaria costantemente in controllo con i suoi ritmi sincopati. Nella serata in cui Sassari, Trento e Venezia timbrano il cartellino, la truppa di Matt Brase spreca un jolly casalingo “sporcando” il ruolino di marcia immacolato contro le pericolanti. Reggio vince la battaglia del ritmo e dei cristalli con la coppia Hopkins-Lee graffiante da sotto e da fuori, e tiene sempre a bada una OJM confusionaria (14 perse). Tardivo il forcing finale dal meno 13 del 35’ al 79-81 con 9” sul cronometro. E nella serata in cui la panchina gioca solo scampoli (31’ complessivi per Caruso, De Nicolao, Librizzi e Ferrero), l’interrogativo sulle condizioni di Reyes alla vigilia della settimana con 3 partite (16 aprile a Trieste, 19 con Brindisi e 23 a Venezia) diventa ineludibile: l’OJM può permettersi di convivere con uno straniero a rischio nella fase decisiva della stagione, dove ci si giocano playoff e ingresso in Europa?
    Varese in affanno contro la fisicità della difesa Unahotels, subendo le fiondate degli stazzati reggiani che colpisce da sotto con i lunghi e da fuori con Olisevicius ed Hopkins. Giro a vuoto offensivo dopo il 10-11 del 5’ e break di 2-12 che forza il time-out di coach Brase sul 12-23 del 7’. Primo quarto senza triple con un glaciale 0/8 da 3 per i biancorossi, che non hanno nulla dalla panchina e subiscono le ripartenze degli ospiti con Strautins a firmare sulla sirena il 14-29 del primo intervallo. La macchina delle triple si sblocca dopo 13’ con Woldetensae: 10-2 in velocità con 7 in fila del mancino, e Masnago si scalda col ritorno da meno 17 al 28-36 del 14’. La difesa OJM sale ad un livello più accettabile della “contemplativitià” del primo quarto (4 falli totali nei primi 20’), e se sale il ritmo la sqaudra di Brase riesce ad esprimersi con efficacia. Ma la rimonta non va oltre il 36-39 del 17’, con Cinciarini (10 assist a metà gara) che continua ad ispirare i compagni, mentre Varese spara a salve dall’arco (1/12 da 3) e in lunetta (9/15) per il 40-49 di metà gara. La pausa lunga permette ai biancorossi di aumentare i giri in retroguardia, ma il canestro da fuori è sempre proibito: solo 6 punti in 5’30” e Reggio tiene il controllo con i balzi di Lee (46-57 al 25’). Poca energia OJM, tanta lucidità Unahotels: Vitali dall’angolo ricaccia i biancorossi a meno 14. Un 2+1 di Ross sull’ultimo assalto del terzo quarto fissa il punteggio allla terza sirena sul 55-66, ma non si va oltre un effimero meno 9 con Vitali che ricaccia indietro dall’arco (61-73 al 33’). Solo sprazzi ma mai continuità, tra triple sputate dal ferro e perse banali nell’area reggiana sempre chiusa: tre sprechi filati sul 69-77 e due appoggi al vetro di Cinciarini e Senglin sembrano chiudere sul 71-81 del 37’.
    Due triple di Ross e Brown tengono accesa la fiammella con Owens che segna il 79-81 a meno 10”, ma Olisevicius è glaciale in lunetta con un doppio 2/2 che manda i titoli di coda (81-85 a meno 5”). E nonostante il decimo sold-out da 4702 spettatori, stavolta Masnago non gioisce.
    Giuseppe Sciascia

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