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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Pallacanestro Openjobmetis Varese ha il piacere di annunciare l’accordo fino al termine della stagione sportiva 2021-2022 con il giocatore statunitense Elijah Wilson. Il classe ’94, ottimo tiratore da tre punti e difensore versatile grazie alle sue doti fisiche, occuperà la posizione di guardia nel roster di coach Vertemati.
    Andrea Conti, direttore generale Pallacanestro Varese: «Crediamo che Elijah rappresenti il giusto incastro tra le caratteristiche degli altri componenti del reparto esterni grazie alla sua taglia fisica e alle sue ottime doti di tiratore».
    Originario del North Carolina, ha trascorso quattro stagioni NCAA con Coastal Carolina College chiudendo l’esperienza collegiale a 13.2 punti di media. Nel 2017 approda in Europa disputando due stagioni in Austria prima con Wels poi ai Kapfenberg Bulls con cui mette a segno il “triplete” conquistando campionato (18.6 punti di media), coppa e supercoppa nazionale risultando anche come MVP sia finali playoff, sia della supercoppa. Nella stagione 2019-2020 firma in Olanda con gli Heroes Den Bosch confermando le ottime doti realizzative e la precisione dall’arco con 16.6 punti e il 42.3% da tre. Nell’ultima stagione ha disputato 30 gare con il MKS Dąbrowa Górnicza a 14.8 punti tirando con l’ottima percentuale da tre punti di 42.1.

  • simon89
    Nel gioco dell’oca del mercato, l’Openjobmetis è costretta a tornare alla casella di partenza. Tutto da rifare per il club biancorosso nella caccia ai due lunghi mancanti da affiancare al confermato Jalen Jones e alla new-entry Guglielmo Caruso.
    Il tentativo di Varese con Kruize Pinkins è andato a vuoto: l’ala forte ex Casale Monferrato e Torino ha declinato la proposta del club biancorosso.
    Scelta puramente personale e non legata a discorsi economici: il giocatore del 1993 ha espresso il desiderio di «staccare la spina» per un paio di mesi - almeno fino a settembre - dopo aver concluso la stagione 2020/21 con la gara 5 dei playoff di A2 disputata lo scorso 29 giugno.
    Dunque, non volendo prendere impegni che prevedano raduni e pre-season da metà agosto, Pinkins ha passato la mano. E per Varese riprende la caccia senza profili caldissimi né per l’ala forte né per il pivot, dopo la definitiva rottura delle trattative con John Egbunu che ha detto no anche all’ultimo rilancio OJM nella serata di giovedì (e al momento sembra avere declinato anche le proposte dalla Francia).
    Tutto da rifare... quantomeno sotto il profilo degli incastri tecnici: l’accoppiata Pinkins-Egbunu convinceva per il suo assortimento anche in rapporto agli altri due giocatori già in organico. Ora Varese deve riaprire la caccia a 360 gradi, e senza l’ex Torino cambiare anche il profilo del centro. Il discorso è allo stesso tempo tecnico ed economico: l’OJM ha ancora in canna un «colpo» da titolare sotto canestro, e per provare a confermare Egbunu aveva individuato un profilo ad hoc come caratteristiche e costi (limitati) per alternarsi a Jones. Perché il ruolo di ala forte che possa dare qualche minuto anche da pivot offre pochi profili low-cost: se il colpo principale dovesse arrivare in quel ruolo, allora il pivot mancante sarà una scommessa, contrariamente alla precedente coppia messa nel mirino dall’area tecnica biancorossa. Ma proprio perché il «4 e mezzo» è il giocatore più difficile da reperire sul mercato, l’OJM prova a concentrare l’attenzione su quel tassello andando a scegliere di conseguenza il pivot titolare.
    A questo punto potrebbe tornare d’attualità l’ipotesi Henry Sims, il 31enne centro attaccante ex Cremona e Fortitudo Bologna (15,6 punti e 8,9 rimbalzi nel 2019/20), che però necessiterebbe di essere accoppiato con un altro lungo specialista nel settore difesa e rimbalzi per evitare un bis del 2020/21 con Luis Scola capocannoniere in attacco e la peggior difesa del campionato a penalizzare gli sforzi dell’OJM. Più che il valore del singolo giocatore conta la compatibilità con il progetto-squadra in fase di messa a punto; questo è il criterio con cui prosegue la ricerca dei profili ad hoc. Di sicuro non c’è l’intenzione di aspettare Luis Scola, a meno che non sia lo stesso «General» a comunicare la sua disponibilità a tornare in campo nel 2021/22: cosa che, a dispetto dei contatti tutto sommato frequenti in corso con la stella argentina, non è mai avvenuta, dunque resta il chiaro messaggio «Non fate affidamento su di me» trasmesso e più volte reiterato dal giocatore prima della partenza per Las Vegas.
    Mentre sulla guardia titolare, a meno di colpi di fulmine per giocatori dal rapporto costo-rendimento particolarmente appetitoso, si aspetterà fine mercato con i residui della caccia ai due lunghi mancanti. Il prezzo di Tyler Kalinoski è sceso su cifre più abbordabili rispetto alle richieste della scorsa settimana... ma è considerato ancora troppo alto per una Varese che non vuole distogliere risorse in un momento delicato della sua campagna acquisti.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    L’Openjobmetis aspetta il sì definitivo di Kruize Pinkins e apre la caccia al nuovo centro dopo il no - virtualmente definitivo - di John Egbunu. Lo stato dell’arte del mercato biancorosso si sostanzia nel differente esito delle due trattative per riempire le caselle vacanti del reparto lunghi.
    PINKINS, SI STRINGE
    La 28enne ala forte ex Torino e Casale Monferrato dovrebbe dare risposta in tempi rapidi alla proposta messa sul piatto da Varese per dividersi i minuti con Jalen Jones nello spot di numero 4. L’OJM gradisce il mix di energia e duttilità che il giocatore della Florida potrebbe portare in dote al puzzle dei 4 lunghi da alternare sul parquet: Pinkins, giocatore dinamico con buon impatto a rimbalzo e pericolosità frontale, sarebbe un efficace alter ego di Jones con la possibilità di giocare qualche minuto anche da centro se inizialmente Guglielmo Caruso dovesse dimostrare la necessità di un periodo di apprendistato al suo primo impatto con la serie A. Il club biancorosso vuole chiudere in fretta la trattativa per concentrarsi poi sulla scelta del pivot titolare.
    JOHN VERSO LA FRANCIA
    A proteggere l’area colorata dell’OJM 2021/22 non ci sarà però John Egbunu. L’ultimatum recapitato dall’area tecnica prealpina al centro nigeriano è scaduto 24 ore fa senza risposte positive da parte del giocatore e della sua agenzia. In realtà Il centro del 1994 si accaserà con ogni probabilità in Francia, dove il suo passaporto nigeriano vale doppio (le regole della Pro A prevedono ancora divisione tra extracomuintari ed europei come in Italia fino al 2018, ed Egbunu rientra fra i “Cotonou Players” che possono giocare in quota europei). Per Egbunu una possibile destinazione transalpina sarebbe Limoges, dove l’allenatore è l’italiano Massimo Cancellieri (due anni fa head coach in A2 a Ravenna con Massimo Bulleri come assistente). Ma per il lungo ex Florida ci sarebbero sirene anche dalla Turchia su cifre superiori a quelle che Varese può permettersi di spendere per il centro titolare: in ogni caso il giocatore è dato in firma altrove in tempi relativamente rapidi, dunque il club biancorosso ha voltato pagina.

    LE ALTERNATIVE OJM
    La lista dei giocatori al vaglio è ancora molto lunga, dato che i sondaggi sono stati avviati da poco: si spazia a 360 gradi tra profili già visti in Europa e giocatori emergenti che hanno militato nella G-League americana. L’idea è quella di cercare comunque un giocatore con caratteristiche simili a quelle di Egbunu: fisicità, vigore atletico e impatto difensivo dovranno essere le peculiarità principali del nuovo pivot biancorosso. Per questo l’ipotesi Henry Sims non è stata presa in considerazione: il 31enne centro portato in Italia nel 2017 da Andrea Conti a Cremona è un grande attaccante che però non fa al caso dell’OJM, in cerca di un rimbalzista-difensore-stoppatore come Egbunu, non volendo inserire un lungo troppo invasivo nel gioco spalle a canestro che sarà terreno di caccia di Alessandro Gentile.
    VALUTARE CON CALMA
    In ogni caso Varese valuterà con calma le disponibiltà del mercato, decisa a far fruttare il suo «gruzzoletto» per il pivot titolare: se è vero che Egbunu lo ha considerato insufficiente, sarebbe comnque superiore al primo contratto OJM con Tyler Cain nell’estate 2017, e all’ingaggio di due anni fa di Jeremy Simmons. Oggi intanto incontro decisivo per chiudere il discorso con Nicolò De Vico (servirà una transazione dell’anno residuo di contratto per consentirgli di accasarsi a Torino) mentre Anthony Morse è tornato in A2 accasandosi alla Bakery Piacenza dopo aver scartato l’ipotesi di un contratto nella massima lega ungherese all’Alba Fehervar.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Pallacanestro Varese è lieta di annunciare di aver trovato un accordo con Trey Kell, playmaker statunitense classe ’96 che vestirà la maglia biancorossa fino al termine dell’attuale stagione sportiva. Kell è un giocatore dotato di buona stazza fisica (193 cm per 95 kg) che ama attaccare il canestro per sé o per mettere in ritmo i compagni; può inoltre contare su un buon tiro dalla media e dalla lunga distanza. Lo scorso anno ha vinto il campionato polacco e raggiunto la finale di FIBA Europe Cup con lo Stal Ostrow. 
    Andrea Conti, direttore generale Pallacanestro Varese: «Siamo estremamente contenti della firma di Kell, playmaker di grande fisicità. Crediamo molto nelle sue capacità di innescare i compagni e riteniamo che sia un pezzo importante del nostro puzzle». 
    Carriera
    Trey Kell è originario di San Diego, dove ha anche disputato l’NCAA con la maglia degli Aztecs con la quale è esploso nel suo anno da junior dove è stato il migliore dei suoi per punti (13.3), assist (2.9), rubate (1.4) e percentuale ai liberi. Terminata l’esperienza collegiale, nel 2018-2019, dopo una breve parentesi con i bosniaci dell’Igokea, si trasferisce ai Moncton Magic, formazione della NBL canadese, dove disputa 25 partite fatturando 22.4 punti, 7.8 rimbalzi, 4.8 assist e 1.8 rubate ad allacciata di scarpe contribuendo alla vittoria del titolo nazionale grazie ad una prestazione clamorosa (41 punti con 11/17 al tiro, 9 rimbalzi, 6 assist e 3 rubate) nella decisiva gara-4 che gli vale il titolo di MVP delle Finals. Lo scorso anno ha vestito la maglia dello Stal Ostrow squadra con la quale ha vinto il campionato e disputato anche la FIBA Europe Cup arrivando in finale.
    Kell possiede il passaporto della Siria, nazionale con la quale ha esordito lo scorso novembre per due sfide della FIBA Asia Cup. Contro Qatar ed Iran ha messo a segno rispettivamente 35 e 34 punti.

  • simon89
    Varese affida le chiavi della squadra a Trey Kell. Nuovo playmaker... a metà con la NBA per l’Openjobmetis: l’accordo in chiusura, annunciato nella notte dall’agenzia americana dell’atleta, contiene una escape in favore del giocatore, che disputerà la Summer League di Las Vegas con i Phoenix Suns. Kell è un regista di taglia importante (193 centimetri per 95 chili), assecondando le richieste di Adriano Vertemati di puntare su giocatori con fisicità da Eurolega.
    Il giocatore del 1995 ha all’attivo tre stagioni di esperienza in Europa, l’ultima delle quali in Polonia dove ha vinto il titolo nazionale con lo Stal Ostrow (16,1 punti più 4,8 rimbalzi e 5,1 assist) dove è sbarcato a gennaio 2021 insieme all’ex meteora biancorossa Denzel Andersson. Le esperienze precedenti da professionista sono state all’Igokea in Bosnia, in Canada ai Moncton Magic (dove ha vinto il titolo nazionale nel 2019) e ad Hong Kong nella ASEAN League del Sudest asiatico. Attraverso questa esperienza ha ottenuto anche il passaporto siriano per giocare con la Nazionale mediorientale le qualificazioni ai campionati asiatici della FIBA.
    Si tratta di un regista realizzatore, non un playmaker puro, che ha punti nelle mani e capacità di produrre gioco per sé e per gli altri. L’accordo con Varese è subordinato all’esito della sua avventura a Las Vegas, dove sarà impegnato dal 7 al 18 agosto con la franchigia dell’Arizona: l’uscita in favore del giocatore è valida qualora Kell strapperà un invito al Veteran Camp di Phoenix con un contratto garantito. Se invece l’atleta uscito nel 2018 dalla San Diego State University non strapperà un accrdo NBA potrà aggregarsi in corsa alla squadra, che dovrebbe radunarsi attorno a metà agosto, alla conclusione della sua esperienza alla Summer League.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Pallacanestro Varese è felice di annunciare l’ingaggio di Guglielmo Caruso che vestirà la maglia della Openjobmetis fino al termine della stagione 2022-2023 con opzione per quella successiva. Centro classe ’99, Caruso è uno dei migliori prospetti italiani in circolazione dotato di fisicità sotto canestro e di un buon tiro da 3. Nonostante la giovane età, ha già esordito con la Nazionale italiana nella VTG Supercup disputata dagli Azzurri lo scorso giugno in preparazione del preolimpico di Belgrado.
    Guglielmo Caruso, nuovo giocatore della Pallacanestro Varese: «Sono onorato di avere la possibilità di giocare per una piazza così prestigiosa del basket italiano come Varese, sono sicuro che non mancherà il calore dei tifosi. Non vedo l’ora di iniziare e migliorarmi sotto ogni aspetto sperando di poter dare il mio più grande contributo possibile alla squadra».
    Carriera
    Nato a Napoli il 3 luglio 1999, Guglielmo è cresciuto nel settore giovanile della PMS Moncalieri, società con la quale, nel 2017, vince il titolo italiano Under 20. La stagione successiva si trasferisce alla Cuore Napoli Basket, in A2, dove fattura 8.3 punti e 5.5 rimbalzi di media in 15 partite. Nel 2018-2019 decide di intraprendere la carriera collegiale negli Stati Uniti in California con Santa Clara University; con la maglia dei Broncos, in tre anni (dal 2018 fino allo scorso anno), Caruso migliora nettamente le sue statistiche personali, mettendo in mostra un repertorio offensivo completo sia vicino che lontano da canestro.
    Caruso ha già esordito con la maglia della Nazionale maggiore lo scorso 18 giugno in occasione della vittoria contro la Tunisia nella VTG Supercup; per lui 4 punti, 2 rimbalzi, 1 stoppata e 2 assist in poco più di 6 minuti. Con le selezioni giovanili, invece, ha vinto una medaglia d’argento ai Mondiali Under 19 in Egitto nel 2017 ed una medaglia di bronzo agli Europei Under 18 in Turchia nel 2016.

  • simon89
    Chi se lo aspettava guascone e sfrontato, come spesso ce lo ricordiamo in campo, è rimasto spiazzato. Nella prima uscita da giocatore di Varese, Alessandro Gentile è apparso all’opposto: calmo, umile, attento a misurare le parole e a raccontare come gli ultimi anni – un po’ travagliati – e il Covid lo abbiano aiutato a cambiare prospettiva. In campo e fuori.
    Affiancato da Andrea Conti, nella conferenza stampa di presentazione, Gentile ha spiegato chiaramente che dalla sua esperienza alla Openjobmetis si aspetta prima di tutto di «tornare a giocare a pallacanestro, e a divertirmi a giocare a pallacanestro». Quasi una confessione, davanti ai microfoni, prima di tuffarsi nel mondo biancorosso.
    «Sono felice di essere qui a Varese: il mio arrivo è nato in modo semplice e veloce e il fatto che Andrea e Adriano (Conti e Vertemati ndr) siano venuti a casa mia a parlarmi di persona mi ha dato grande motivazione. Mi sono sentito benvoluto, per me è stata una grande dimostrazione, quello di cui avevo bisogno. Voglio ripartire con grande entusiasmo da una piazza storica come Varese: conosco il valore di Vertemati, ho grande fiducia in lui ma anche in questa società e spero di di ripagarla sul campo».
    Dal punto di vista fisico – assicura – il covid non ha lasciato problemi: «La malattia mi ha cambiato sotto alcuni aspetti, ma vi assicuro che sotto il profilo atletico non sono mai stato meglio: mi sento in gran forma, mi alleno tutti i giorni. Arriverò al raduno pronto. Gioco da tanti anni, ho fatto esperienze di tanti tipi, alcune positive e altre meno, ma tutte mi hanno insegnato qualcosa. L’Alessandro Gentile che viene a Varese è un uomo più maturo».
    E un segno di maturità è anche il respingere – delicatamente – il ruolo di “pietra angolare” della squadra per grazia ricevuta. «Avere un ruolo centrale è per me molto importante: negli ultimi tre anni, per diversi motivi, non ho mai cominciato una stagione con la preparazione estiva e quest’anno lo potrò fare. Però deciderà l’allenatore chi saranno i giocatori chiave: io sono qui per dare il mio contributo, partiremo tutti allo stesso modo».
    Membro di una famiglia che fin dagli anni Ottanta è stata protagonista di confronti arroventati – tra il padre Nando, lui stesso e il fratello Stefano – contro Varese, Alessandro manda un messaggio anche ai tifosi biancorossi. «Da avversario ho vissuto tante partite in questo palazzetto, conosco l’ambiente che si respira, è un posto abituato a grandissimi campioni. Ci sono state sfide accese nel passato, spero prima di tutto che la gente possa tornare a rivivere la normalità della partita al palazzetto, e poi mi piacerebbe che i tifosi di Varese utilizzino quella energia che conosco, a favore della squadra e a mio favore».
    Infine il doveroso tributo alla maglia azzurra dopo l’impresa olimpica di Belgrado. «È giusto fare i complimenti alla Nazionale: un risultato storico, meritato, arrivato giocando una grandissima pallacanestro. Però non ho rimpianti per non esserci stato, perché in questo periodo post covid, come ho già detto, ho imparato a conoscere tante sfumature della vita che prima non conoscevo. E quindi sono contento del percorso che sto facendo in questo momento. La Nazionale non è un mio obiettivo in questo punto della carriera. Voglio prima di tutto tornare a giocare a pallacanestro ed essere felice in campo».
    E poi, sfumate le domande e salutati i dirigenti, c’è tempo per chiedere un pallone, fare canestro da centrocampo (dopo un paio di tentativi) e trascorrere qualche minuto a palleggiare e tirare insieme a due ragazzini presenti al palazzetto. Forse, la strada per il divertimento sotto i tabelloni, è cominciata questa sera.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’Openjobmetis inizia a calibrare le strategie per la scelta dei quattro stranieri mancanti all’appello. Ancora non c’è la certezza ufficiale del cambio di format da 5+5 a 6+6, ma l’area tecnica ragiona ormai dando per acquisita la necessità di cercare uno straniero in più rispetto alla precedente versione con Michele Ruzzier.
    Play e guardia titolare e due lunghi: sul taccuino dell’asse Bulgheroni, Conti, Vertemati c’è questo poker di X da riempire con incastri tecnici ed economici. Per ora le certezze sono Anthony Beane e Jalen Jones ma, proprio per non dipendere troppo dall’ala texana, Varese vuole cercare due giocatori da quintetto per far scalare in panchina - almeno inizialmente, fin quando non recupererà il 100 per cento della brillantezza atletica - il 28enne giocatore ex Vitoria.
    L’Openjobmetis aveva messo nel mirino un paio di lunghi stranieri interconnessi al profilo dell’ala forte da quintetto, ma il meno costoso dei due - il 24enne James Dickey, nella scorsa annata in Ungheria - si è accasato in Germania. Sul piatto invece c’è ancora Dererk Pardon, il 25enne centro visto nel 2019/20 a Reggio Emilia che Varese aveva seguito con interesse già 12 mesi fa, salvo vederlo accasare molto presto in Bundesliga al Bayreuth. Il giocatore classe 1996 ha disputato una stagione positiva nelle file del Medi (11,2 punti più 6,2 rimbalzi e 1,2 stoppate): lungo esplosivo e potente (203 centimetri per 107 chili), è il classico giocatore interno che vive di giocate di energia sulla modalità dell’ex biancorosso di due anni fa Cedric Simmons.
    Pardon piaceva lo scorso anno e piace quest’anno per dinamicità e atletismo, ma è un’ipotesi che Varese porterà avanti se i costi saranno compatibili alle risorse per gli altri incastri. L’interesse c’è, ma va calibrato con il prezzo: investire tanto sul centro titolare potrebbe erodere le disponibilità per l’ala forte, che dovrà comunque essere un giocatore importante vista la necessità di proteggere Jones.
    Nel frattempo c’è massima attenzione sul ruolo di playmaker, dove l’Openjobmetis ha bisogno di un giocatore sicuro e affidabile dopo l’addio di Michele Ruzzier. In quello spot la caccia è ancora aperta e i profili al vaglio sono ancora molteplici, ma è evidente la necessità di pescare un elemento dal rendimento garantito e che conosca già il basket europeo.
    In ordine cronologico, comunque, l’ultimo giocatore da scegliere sarà con ogni probabilità la guardia straniera da incastrare tra il nuovo play e Alessandro Gentile. Ad oggi le priorità sono il pivot e il regista titolare, ma solamente cogliendo le occasioni giuste per non doversi accontentare almeno sull’altro lungo da inserire nel puzzle. E poi c’è il calcolo sulla strategia delle tempistiche: con la Summer League Nba posticipata dal 7 al 18 agosto, c’è la chance che nell’ultima decade del prossimo mese si liberino per l’Europa tanti buoni giocatori a prezzi di realizzo.
    Vale la pena aspettare i saldi di fine estate, almeno per uno o due dei quattro tasselli mancanti, a costo di aspettare i primi di settembre per avere il roster al gran completo?
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Michele Ruzzier lascerà l'Openjobmetis Varese per accasarsi nelle file della Virtus Bologna. Il playmaker triestino ha esercitato l'escape a suo favore per uscire dal contratto 1+1 stipulato lo scorso anno con la società del presidente Vittorelli. Blitz a sorpresa ma non troppo, come ventilato già questa mattina sulle colonne della Prealpina: Ruzzier giocherà con la maglia dei campioni d'Italia, che hanno voluto allungare la rotazione dei playmaker insieme all'azzurro Alessandro Pajola per preservare Milos Teodosic in campionato.
    Il giocatore del 1993 ha deciso nelle ultime ore di accettare la proposta della Virtus Bologna, che verserà nelle casse di Varese un buyout da 20mila euro previsto per il passaggio del giocatore in un club di Eurocup: era una facoltà prevista dal contratto entro le 24 odierne, e la decisione del giocatore costringe ovviamente l'OJM a rivedere parzialmente i propri piani sul mercato per quanto riguarda gli incastri tra italiani e stranieri.
    Il sostituto di Ruzzier sarà straniero, in ogni caso Varese non uscirà dal contratto di Anthony Beane scartando l'opzione Giordano Bortolani come alternativa al regista triestino. Nei piani del club prealpino potrebbe rientrare invece Nicolò De Vico, optando per un cambio italiano nello spot di ala forte che potrebbe portare l'area tecnica biancorossa a rivedere la posizione di Jalen Jones puntando su un giocatore più sicuro rispetto all'ala texana. Oppure l'alternativa potrebbe essere quella di virare verso il format con 6 italiani e 6 stranieri per mantenere la formula con 3 stranieri sotto canestro. Di sicuro la decisione di Ruzzier modifica comunque le strategie di mercato biancorosso.
    Giuseppe Sciascia

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