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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Per fortuna delle coronarie di tutti noi, il test tra Openjobmetis e Bertram Tortona è stata solo un’amichevole, e neppure ufficiale. A Masnago, davanti agli occhi di Meo Sacchetti (nel primo tempo), si sono contati ben 19 sorpassi nel punteggio e 12 parità, segno di una partita in cui l’equilibrio ha retto da cima a fondo tanto che Varese l’ha spuntata di un solo punto, 89-88. Gara vera, però, dal punto di vista dell’agonismo pur tra due formazioni che hanno ancora diverse cose da registrare sui due lati del campo da qui all’inizio del campionato.
    Non sorprende Tortona, pienamente in gara pur con tre assenze come l’ex Wright, Cannon e Sanders (ma i sostituti hanno fatto bene), non dispiace Varese tra le cui fila sono più le note positive di quelle negative, anche se rispetto alla prima uscita non ci sono nomi che spiccano in modo particolare. C’è un Gentile top scorer (19) senza particolari forzature (50% al tiro), c’è un Kell leader, capace di alzare i giri quando si è trattato di vincere la partita, c’è un Beane apparso già molto in forma dal lato fisico. E poi un Wilson che per lunghi minuti ha mostrato mano dolce e tiro mortifero, 13 punti e 3/5 da lontano.
    Il match è servito anche a rivedere in campo Jones dopo il grave infortunio di novembre: l’americano, volenteroso, è apparso ancora lontano dalla forma migliore e ha avuto la sfortuna di incappare in un Daum rapido e ficcante, autore di 25 punti. Ma proprio partite come queste servono a risalire la china per chi, come Jalen, è stato costretto ai box per nove mesi. Vertemati fa bene a rimarcare le difficoltà oggettive, dovute alla poca conoscenza reciproca, specie nei meccanismi difensivi e anche in questo caso siamo nel campo dell’ovvio, perché certe cose si costruiscono nel tempo. Di certo Varese ha dimostrato di avere numerosi giocatori in grado di fare canestro, e questa è già una prima annotazione che tornerà utile in futuro. Ora si inizia a fare sul serio: lunedì a Cremona comincerà la Supercoppa con quattro gare utili a prendere la rincorsa per la Serie A.

    OPENJOBMETIS VARESE – BERTRAM TORTONA 89-88
    (18-18; 40-41; 69-66)
    VARESE: Kell 14 (4-5, 1-3), Wilson 13 (2-2, 3-5), Gentile 18 (6-12, 1-2), Jones 9 (1-3, 1-2), Egbunu 10 (4-5); Beane 9 (1-3, 2-2), Sorokas 9 (2-4, 1-1), De Nicolao 5 (1-2, 1-1), Ferrero (0-2), Caruso 2 (0-1). Ne: Librizzi, Virginio. All. Vertemati.
    TORTONA: Mascolo 21 (5-8, 3-6), Filloy 20 (5-6, 3-5), Macura 1 (0-2 da 3), Daum 25 (8-8, 2-6), Cain 5 (2-4); Trunic, Tavernelli 13 (0-1, 3-4), Cattapan, Severini 3 (1-1, 0-2), Mobio (0-1). Ne: Wright. All. Remondino.
    NOTE. Da 2: V 21-39, T 21-29. Da 3: V 10-16, T 11-25. Tl: V 17-20, T 13-24. Rimbalzi: V 31 (7 off., Sorokas 8), T 22 (4 off., Severini 6). Assist: V 12 (Gentile 5), T 16 (Mascolo 4). Perse: V 7 (Gentile 2), T 7 (Tavernelli, Filloy 2). Recuperate: V 2 (Kell, Sorokas 1), T 4 (Tavernelli 2).
    LA CRONACA
    PRIMO PERIODO – E’ ancora Egbunu ad aprire le danze in attacco, con Filloy a rispondere dalla parte opposta. Si vede anche Wilson ed è buona cosa: tripla, stoppata, canestro acrobatico e ancora bomba per il 16-7 dopo 6′. C’è anche qualche difesa arcigna (Beane subito tosto) ma l’attacco si ferma: Mascolo allora apre il gas, segna 9 punti e pareggia a 2” dalla sirena (18-18).
    SECONDO PERIODO – Si riparte con un nuovo botta e risposta: Varese riparte con 5 punti di Gentile, Tavernelli bombarda due volte (27-26) e la parità non si schioda. La tripla di Daum costringe al timeout Vertemati da cui la OJM esce con 3 punti di Kell su assist di Gentile ma non basta perché Daum porta a spasso Jones e sorpassa. Il finale è ricco di errori (0/4 di Cain ai liberi, forzature biancorosse) e l’intervallo è favorevole alla Bertram (40-41).
    TERZO PERIODO – Cain e Jones mettono i loro primi punti, poi riecco Mascolo e Wilson. I giochi d’attacco sono ancora poco fluidi ma stavolta Varese pesca i jolly con le giocate personali. Tortona però resta avanti con Filloy e Daum e tocca il +4 prima di un trepunti di De Nicolao che ridà gas. Volano triple sul filo dei 24 (Mascolo e Beane) e alternanze in testa al punteggio, poi Varese sbaglia tre triple in un’azione vanificando i rimbalzi di Sorokas. A quel punto il lituano sfodera il tiro da 15 metri a fil di sirena e spariglia il punteggio, 69-66.
    QUARTO PERIODO – Una bomba per parte (di Jones quella varesina) ed è sempre testa a testa, poi il punteggio si blocca per qualche minuto. Varese la vuole vincere: tripla di Gentile, contropiede e successiva entrata di Kell per il +7 ma a 3′ dalla fine Egbunu esce per falli e l’inerzia gira ancora verso il Derthona perché Daum continua a punire Jones. L’ultimo sforzo vale un prezioso +5 con Gentile che segna e attiva Sorokas: a quel punto basta un libero di Beane per la sicurezza prima della tripla conclusiva di Filloy che vale l’89-88.
    Damiano Franzetti

     

  • simon89
    La Openjobmetis capitalizza al massimo il ritiro di Gressoney, chiuso con una vittoria larga e meritata (90-67) sui campioni svizzeri dell’Olympic Friburgo, iscritti ai preliminari di Champions League ma, onestamente, apparsi due piste indietro a una Varese ancora largamente in costruzione. Vertemati ha tenuto a riposo sia Beane (arrivato da poche ore) sia Jones, che ha fatto solo riscaldamento per non forzare un problemino muscolare, ma i biancorossi hanno già mostrato le linee guida e le gerarchie della propria stagione.
    Tre i capisaldi, nel solco delle attese: Trey Kell e Ale Gentile hanno subito iscritto il proprio nome tra i top scorer della squadra (20 e 18 punti rispettivamente), mostrando anche quell’atteggiamento da leader che viene loro richiesto, per ruolo e per pedigree cestistico. E poi John Egbunu, pur a corto di fiato, ha vestito i panni di signore dell’area, tra schiacciate, stoppate e rimbalzi a piene mani ad altezze inarrivabili per gli altri.
    L’impianto generale della squadra, insomma, si è già visto sul parquet di Gressoney Saint-Jean, e ha convinto i tifosi saliti in Valle d’Aosta per osservare da vicino la squadra: gli applausi finali non sono stati di circostanza sono stati complimenti sinceri per un gruppo che – lo ripetiamo – è ancora agli inizi.
    «Siamo al 10% dell’esplorazione di questa squadra» conferma Vertemati al termine della sgambata, e c’è da credergli, anche se tra attacco e difesa si sono viste le tracce del gioco e dei meccanismi che verranno. Tra i promossi di giornata ci sono senz’altro De Nicolao, tonicissimo, e il lottatore Sorokas, uno dei tanti che il coach biancorosso ha utilizzato in più ruoli mandandolo anche in posizione di “cinque”. Meno bene l’altro pivot Caruso, che ha mostrato mani dolci ma braccia un po’ molli a rimbalzo, e maluccio pure Wilson. La guardia ha messo a segno una sola tripla (a fronte di diversi errori) in un match nel quale tanti compagni hanno riempito il tabellino. Li aspettiamo dalla prossima, ovvero mercoledì 1 settembre quando a Masnago arriverà l’arrembante neopromossa Tortona per un allenamento congiunto (chiuso al pubblico) che si prospetta di livello più alto. Intanto il cammino è incominciato: buona strada, Pallacanestro Varese.
    LA CRONACA
    PRIMO PERIODO – Una schiacciata di Egbunu su assist di Sorokas è il primo canestro stagionale della OJM contro una difesa svizzera subito aggressiva. “Long John” è la prima opzione di Vertemati in attacco e ne fa 6 di fila dominando anche in difesa. Fuori lui però Friburgo risale, pareggia e sorpassa con Miljanic anche perché Varese al tiro colleziona solo “ferri”. I liberi (Amato e Sorokas) e un’acrobazia di De Nicolao ridanno punti e vantaggio prima della sirena, 14-9.

    SECONDO PERIODO – Kell riparte segnando in entrata e subito dopo arriva anche la prima tripla dell’anno, con Nicolò Virginio che allunga (19-9) e costringe Aleksic al timeout. Poi tocca a Gentile inaugurare il tabellino per il 23-11; l’ex Olimpia sigla il +13 ma Varese dall’arco non ne azzecca una e così il vantaggio torna sotto la doppia cifra. Finalmente, negli ultimi 4′, ecco le triple: due le infila Kell (nel mezzo stoppatona di Egbunu a Cotture), una arriva da Wilson mentre Gentile accende il turbo e sfrutta il fisico (11 punti nel quarto) per chiudere la prima metà sul 45-23.
    TERZO PERIODO 68-50 – Un bel canestro di Kell e una tripla di Mbala aprono le ostilità, poi di nuovo Egbunu schiaccia di prepotenza ad altezza mostruosa. Mitchell e Miljanic muovono il punteggio per l’Olympic, ma Gentile non si ferma e mette altri 4 punti a referto, prima in entrata e poi dalla media. A metà periodo, canestri anche per Caruso e Denik, poi ancora Miljanic e Cotture fanno risalire gli svizzeri tornati a -14. Un’altra scarica dall’arco di Kell – giunto a quota 20 – sopperisce agli errori di Wilson e alla mollezza di Caruso: tre bombe consecutive del playmaker valgono il 68-50.
    QUARTO PERIODO 90-67 – Cotture svetta tra i suoi: tripla e rubata mentre Jurkovitz fa 68-56 e costringe Vertemati alla sospensione. Egbunu dà a Gentile la bomba del 71-56 che resta un canestro isolato nell’economia di squadra, anche se i biancorossi lavorano meglio in difesa con quintetto basso. Poi Denik e Amato scartano cioccolatini per Sorokas: 4 punti del lituano e 75-56 con Friburgo costretto al timeout. Vertemati “italianizza” il quintetto e ottiene un 7-0 di parziale con Ferrero (tripla) e De Nicolao che mettono in archivio la pratica (82-56 al 37′). Spazio così anche per Librizzi e Virginio mentre Ferrero riapre il fuoco e sfiora la doppia cifra per il 90-67 conclusivo.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    C’è qualche fedelissimo appostato all’ingresso del parterre, c’è qualche goccia di pioggia che fa capolino dopo giorni torridi. C’è soprattutto la voglia di ricominciare, sperando che – a differenza di quanto accaduto dodici mesi fa – si stia tornando verso la normalità e non in una nuova morsa del Covid che rischierebbe di essere fatale per tanto sport e tanto basket. In questo quadro le porte della Enerxenia Arena si sono riaperte per la Pallacanestro Varese che ha scelto il 16 agosto come data per il proprio raduno in vista di una stagione che sarà da scoprire giorno dopo giorno.
    In attesa che tutti i giocatori raggiungano Varese (entro fine settimana arriveranno Kell ed Egbunu dalla Summer League oltre a Beane), sono stati il gm, l’allenatore e il capitano a parlare alla stampa di questa nuova esperienza. Andrea Conti, Adriano Vertemati e Giancarlo Ferrero hanno parlato in sala Gualco (sotto lo sguardo dello sponsor Rosario Rasizza) dell’anno che verrà e di come la Varese dei canestri ha trascorso le ultime settimane senza pallone.
    CONTI: “ASPETTIAMO IL PUBBLICO”
    La prima notizia arriva da Andrea Conti e riguarda i tifosi: «Contiamo di riaprire al pubblico munito di green pass uno o due allenamenti alla settimana quando avremo la squadra al completo – ha detto il general manager – Vorremmo ritrovare normalità il prima possibile e speriamo di poter aumentare la presenza all’interno del palazzetto. Ne abbiamo bisogno».
    VERTEMATI: “IDEE E FILOSOFIA LA NOSTRA FORZA”
    La “polpa” del pomeriggio arriva però da Adriano Vertemati. Il giovane tecnico milanese respinge cordialmente le richieste di pronostici sulla stagione e spiega: «L’obiettivo è chiaro, ed è fare meglio dello scorso anno in uno dei tornei più difficili in ambito europeo. Per il resto faccio molta fatica a contestualizzare Varese nel campionato, e credo che la stessa fatica la facciano gli altri con noi. Come tutte le squadre senza budget faraonici abbiamo dovuto fare delle idee e della filosofia i nostri punti di forza»
    MEGLIO UN PIVOT FELICE
    L’assenza momentanea dell’asse play-pivot non rappresenta un problema: «Arriveranno presto, e sono curioso di vedere il gruppo al completo – prosegue l’allenatore – Sul fatto che siano alle Summer League non vedo problemi: Kell lo aveva scritto direttamente nel contratto, Egbunu ce lo ha chiesto perché teneva molto a ciò. E io preferisco avere qui un giocatore contento tre giorni dopo, piuttosto che uno arrabbiato oggi».
    ACQUISTI CON IL FISICO
    Tra general manager e allenatore non mancano gli sguardi e le parole d’intesa come quando si tocca l’argomento mercato. «A parità di condizioni abbiamo sempre preferito il giocatore più fisico, questo per mia idea e per convinzione anche di Andrea e di Toto Bulgheroni. Quando si è aperta la possibilità di avere Alessandro Gentile abbiamo lavorato per costruire un consesso tecnico al suo fianco che esaltasse le sue caratteristiche».
    E SCOLA?
    «Onestamente Scola a noi ha detto che avrebbe smesso e prima delle Olimpiadi ci ha chiesto di “fare tutto senza di me” – spiega Conti – E se un campione simile e una persona del suo spessore parla così, non penso torni qui e cambi idea. Anzi, così facendo ci ha lasciato grande libertà di fare le nostre scelte. Piuttosto, ricordo che Luis ha dato grande disponibilità per un impegno in società, a me, a Toto, a Vittorelli e Rasizza. Quando tornerà capiremo quale sarà il suo ruolo dentro al club. Speriamo diventi una figura importante dentro alla Pallacanestro Varese. Se poi il 3 settembre, al ritorno da Creta, vorrà scendere in campo, vedremo cosa fare».
    FERRERO, IL SETTIMO “PRIMO GIORNO DI SCUOLA”
    “Persi” due veterani NBA come Scola e Douglas, Giancarlo Ferrero è sempre più l’uomo chiave a livello di spogliatoio ed esperienza nel gruppo biancorosso. Nei giorni scorsi il capitano si è allenato con alcuni dei nuovi compagni, è salito al Sacro Monte tirando un gruppo che comprendeva anche “El General” argentino e si è nuovamente calato nel suo ruolo. «Oggi è il mio settimo “primo giorno di scuola”, Andrea parlava della necessità di tornare alla normalità e anche come giocatori abbiamo bisogno di avere il pubblico al palazzetto. Credo che, per come è stata costruita, questa squadra possa tornare a infiammare la nostra gente: sono molto carico».
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’Openjobmetis ha ufficialmente esaurito le operazioni di mercato con l’annuncio del ritorno in biancorosso di John Egbunu. Di fatto il club è riuscito, un rilancino dopo l’altro, a raggiungere la richiesta iniziale del centro nigeriano, attraverso i risparmi massicci operati con le operazioni Wilson e Sorokas negli spot complementari di cecchino perimetrale e cambio dei lunghi.
    Sul piano strettamente numerico il mercato 2021 si è chiuso con cinque conferme – in ordine di ruolo De Nicolao, Beane, Ferrero, Jones ed Egbunu – e cinque volti nuovi – mantenendo lo stesso principio Kell, Wilson, Gentile, Sorokas e Caruso – per un puzzle nel quale in tutti gli spot ci sarà un volto vecchio ed una new entry.
    Sotto certi aspetti la squadra è cambiata più del previsto: nel caso di Ruzzier per volontà del giocatore, cavalcando la proposta last minute della Virtus Bologna. Nel caso di Strautins e De Vico, che avevano contratto garantito senza uscite a differenza del triestino, per volontà di Varese che ha ripercorso la via dei 6 stranieri per tutelarsi sul recupero di Jalen Jones (investimento postergato per non gravare il bilancio 2020/21 dopo l’infortunio all’esordio).
    Meglio o peggio della Varese 2020/21 che si è salvata col brivido pur con due giocatori di grande pédigrèe come Toney Douglas e Luis Scola? Come sempre ogni roster di una squadra del range economico dell’OJM ci sono imprevisti e probabilità in svariati aspetti. Il roster, con 10-giocatori-10 e un livello di fisicità diffusa in tutti i ruoli compreso il perimetro, con un regista massiccio come Kell e un all-around potente come Ale Gentile, soddisfa le richieste del coach Adriano Vertemati nel garantire atletismo e taglia in tutti gli spot.
    Il play pescato in Polonia e l’ex azzurro avranno il pallino del gioco in mano sia in termini realizzativi che di creazione per i compagni: la scommessa principale è quella sul ritorno ad alto livello di “AleGent”, che però sembra posto nel contesto tecnico ed ambientale ottimale per sfruttare le sue qualità con la palla in mano e nascondere i suoi limiti al tiro. Che non è la specialità della casa di Kell, più combo-guard moderna rispetto ad un regista più puro come Ruzzier: basterà il cecchino Wilson per evitare difese chiuse a protezione dell’area? Il campione di Polonia in carica avrà sufficiente playmaking per evitare di sovraccaricare di responsabilità l’unico regista di ruolo Giovanni De Nicolao? Sotto canestro, al di là della tenuta di Egbunu, dipenderà molto da Jones e dai tempi del suo completo recupero – trattandosi di giocatore che vive di prorompenza più che di tecnica – per non chiedere a Paulius Sorokas di avere subito impatto da protagonista in A in caso di difficoltà di messa a punto del titolare.
    Se le premesse troveranno tutte conferma sul campo, la squadra potrà praticare un basket aggressivo e coinvolgente; basta però un pezzo del puzzle fuori sintonia, o una scommessa non vinta secondo gli auspici, per mettere in difficoltà un sistema legato a filo doppio ad equilibri che debbono funzionare tutti insieme.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Quando sono iniziati i lavori per costruire la rosa della Openjobmetis, divenuta definitiva ieri mattina con la firma ufficiale di John Egbunu? E quali sono stati i (tanti) passaggi effettuati tra le varie componenti degli staff societari prima di arrivare a comporre un puzzle che ha solo dieci pezzi, ma che deve essere incastrato con grande attenzione?
    In tutto questo periodo, il braccio destro del gm Andrea Conti è stato Matteo Jemoli: 32 anni, di Gemonio, è stato per diverse stagioni assistente allenatore biancorosso (con un’esperienza anche a Trapani) e ora ricopre il ruolo di responsabile scouting della Pallacanestro Varese. Un lavoro dietro alle quinte rispetto a quello della triade Conti-Bulgheroni-Vertemati che però in questo periodo emerge in modo forte, specie in un mercato nel quale la Openjobmetis ha percorso strade differenti dall’usato sicuro prediletto negli anni di Attilio Caja.
    Matteo, prima di tutto: qual è il metodo di lavoro utilizzato per fare scouting in Pallacanestro Varese?
    «Si parte da lontano: a settembre io e Andrea ci siamo suddivisi i campionati da tenere sotto controllo. Grecia, Polonia, Belgio, Germania, Israele, Turchia, Lega Adriatica… poi le coppe e alcuni giocatori particolari per i quali avevamo segnalazioni, per esempio certi impegnati in G-League con aspirazioni europee. Da quel momento in poi, ogni settimana ho guardato una serie di partite e iniziato a “profilare” gli atleti più interessanti. Io li suddivido in quattro settori: fisico, gioco offensivo, difesa e una quarta parte che chiamo “extra” dove metto notizie di ogni tipo».
    Fino a quando prosegue questa selezione?
    «Fino a febbraio-marzo, perché a quel punto iniziamo a scremare gli elenchi, preparando diverse liste a seconda del ruolo. Liste a loro volta suddivise in fasce in base al gradimento e al costo che prevediamo possano avere. Questo permette di intervenire in corsa in caso di necessità: per esempio noi sino a fine giugno avevamo un playmaker, Ruzzier, che poi è andato via. Però i nomi erano già pronti e ci siamo mossi di conseguenza». 
    Oltre a voi, chi collabora alla stesura delle liste?
    «Le proposte passano al vaglio anche di Bulgheroni ma anche lo staff tecnico lavora a tutto il “progetto”. Sia coach Vertemati, sia i suoi assistenti Cavazzana e Seravalli hanno un database simile al mio: tutto è utile per un confronto quando si stringe su un nome».
    I due acquisti più curiosi sono quelli di Kell e Wilson, entrambi dalla Polonia? A che punto vi siete spinti nello scommettere su di loro?
    «Io non ritengo che Kell sia una scommessa. L’abbiamo osservato a lungo, credo di avere visto 10-12 partite della sua squadra: ha fatto un buon campionato, giocato in Fiba Cup e ha dimostrato leadership e impatto difensivo, al di là dei numeri d’attacco. Spesso ha marcato l’avversario più pericoloso. La scommessa maggiore è Wilson, ma in quel ruolo abbiamo una garanzia come Beane e la possibilità di variare assetti con anche De Nicolao e Kell. Elijah infine non è una guardia che chiede di avere la palla in mano: sa tirare sugli scarichi senza fermare l’attacco».
    La Openjobmetis sarà squadra molto fisica: una precisa richiesta del coach?
    «Sì: Vertemati ha voluto dare questa impronta. Gli piace avere forza fisica tra gli esterni: Kell sa attaccare spalle a canestro, Beane è atletico, Wilson ha stazza. E poi Gentile: un’operazione che non era preventivata a inizio mercato, ma che siamo felici che sia capitata e sia andata a buon fine. La fisicità accomuna tutti: De Nicolao e Caruso stanno lavorando per potenziare la muscolatura, Ferrero è abituato a giocare da ala forte, Jones e Sorokas hanno corpo ed energia. Poi è arrivata la conferma finale di Egbunu, che tutti conosciamo dal punto di vista atletico».
    Al di là dell’energia, ci sono altri tratti che contraddistinguono la rosa della Openjobmetis?
    «Abbiamo giocatori che vogliono dimostrare di poter salire di livello. Questo vale per i “polacchi” e per Sorokas che puntano ad affermarsi in un torneo più competitivo, per i giovani italiani che stanno facendo un percorso di crescita, per Jones che torna dall’infortunio. Senza parlare di Gentile che ha alle spalle una carriera super e vuole tornare a quei livelli, o di Egbunu che dopo i travagli fisici del passato cerca di confermarsi in una stagione completa». 
    Ultime due domande. La prima: c’è un giocatore che avete seguito a lungo e vi sarebbe piaciuto, ma che alla fine è andato altrove?
    «Qualcuno, come il canadese Bell-Hynes è rapidamente uscito dai radar per le sue prestazioni di altissimo livello con i tedeschi di Crailsheim (giocherà al Breogan, in Spagna ndr). Tra gli altri se devo dire un nome faccio quello di Kris Richards: lo seguiamo da tanto e se non fosse andato allo Zielona Gora lo avremmo preso per sostituire Jakovics. Lo sfiorammo prima che arrivasse Beane. Quest’anno al momento giusto non c’è stata l’occasione e lui è tornato in Romania, visto che ha il passaporto di quel Paese dove ha già vinto due titoli».
    Per concludere: non le manca la panchina?
    «Il mio attuale ruolo piace parecchio. Resto vicino alla squadra e durante le partite siedo ancora in panchina, cercando di avere sempre l’occhio da allenatore. Però ora voglio proseguire il lavoro che sto facendo: mi piacerebbe muovermi di più per osservare partite e giocatori dal vivo. Il Covid ha fermato questa possibilità, mi auguro di tornare presto “in missione”».
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Pallacanestro Openjobmetis Varese è lieta di annunciare il rinnovo contrattuale con l’atleta John Egbunu.
    Il centro nigeriano riparte dunque da Varese dopo le 12 partite disputate nella scorsa stagione con la divisa biancorossa in cui ha messo in mostra le sue doti atletiche e fisiche, la sua presenza difensiva nel pitturato e la sua dedizione al lavoro. La prima esperienza in LBA si è chiusa a 8.4 punti, 7.6 rimbalzi e 1.5 stoppate per gara con un high di 14 punti, 13 rimbalzi e 31 di valutazione nella sfida contro Trieste.
    John Egbunu, giocatore Pallacanestro Openjobmetis Varese: «Sono davvero felice di tornare a Varese! Non vedo l’ora di riprendere a lavorare per preparare una grande stagione finalmente davanti al pubblico dell’Enerxenia Arena».

  • simon89
    E se l’ultimo tassello per la Openjobmetis fosse quello che era “già in casa”? La possibilità che il pivot titolare biancorosso sia di nuovo John Egbunu è in rapida risalita per una serie di ragioni che si sono accavallate nelle ultime ore.
    L’OFFERTA – La prima: Varese ha fatto un’offerta, buona per gli standard biancorossi, e in pratica non l’ha mai ritirata, nemmeno quando all’agente del giocatore era stato dato un ultimatum, giorni fa. Sul tavolo la Openjobmetis ha messo quei soldi e li garantisce.
    IL CASTING – La seconda: i sondaggi esplorativi effettuati dallo staff varesino non hanno portato risultati particolarmente interessanti. Tolti dal radar quei giocatori troppo cari (tipo Elegar, andato all’asta al rialzo tra Reggio, Napoli e la Corea), gli altri pivot visionati non hanno scaldato più di tanto il cuore. Certo, non dispiaceva un giocatore come Sims per via di alcune caratteristiche tecniche, ma nulla da far scoccare amore a prima vista.
    LA FRANCIA – Terzo, e forse più importante. I procuratori di Egbunu – che fanno il loro lavoro – pensavano di piazzare Long John in Francia, dove pare che il Limoges più di altri fosse interessato al nigeriano. Con uno stipendio superiore a quello proposto da Varese. Ma le squadre francesi fino a oggi non hanno affondato il colpo, e anche a livello fiscale non ci sarebbero grandi vantaggi rispetto all’Italia, anzi.
    Non stupisce quindi che l’entourage di Egbunu abbia riconsiderato quello che Varese ha messo sul piatto (tanto che un sito specializzato, Sportando, segnala il dietro-front in direzione Masnago). Viste le premesse quindi, le possibilità che il centrone nigeriano torni a vestire la maglia biancorossa sono di nuovo molto solide. La sua presenza difensiva è sicuramente molto considerata in casa varesina, così come il fatto di non essere un “mangia palloni” e di poter sfruttare i tagli in area quando in post basso va un bravo passatore come Gentile. E poi c’è quella durezza nei blocchi che ha dato una mano a brillare a Ruzzier nella seconda parte di stagione: aiutare il play – in questo caso Kell, esordiente in Italia – ad avere spazi larghi all’inizio dell’azione è un’altra qualità importante che Egbunu può mettere in campo. Nelle prossime ore, probabilmente, ne sapremo di più.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Pallacanestro Openjobmetis Varese è felice di annunciare l’accordo per la stagione sportiva 2021-2022 con l’ala grande Paulius Sorokas.
    Andrea Conti, direttore generale Pallacanestro Varese: «Siamo contenti di aggiungere al roster Paulius. Merita il passaggio in LBA dopo stagioni importanti in A2 dove ha giocato da protagonista per lungo tempo. È un giocatore che porta in dote il giusto mix di fisicità, energia ed atletismo nel settore lunghi così come risulterà preziosa la sua doppia dimensione tecnica».
    Cresciuto nel settore giovanile dello Zalgiris, dopo le prime esperienze in patria con Zalgiris-Sabonio mokykla Kaunas, KK Baltai e Pieno Zvaigzdes Pasvalys si trasferisce in Italia, raggiungendo così la sorella pallavolista della nazionale Indre Sorokaite, iniziando così la sua lunga permanenza nel nostro Paese. Nella stagione 2014-2015 si mette in luce alla Pallacanestro Piacentina in A2 Silver mettendo a referto 15.4 punti e 8.7 rimbalzi di media. Nell’estate del 2015 passa Treviglio con cui disputa due stagioni intervallate da un’esperienza a Jesi, prima di approdare al Derthona. Con i piemontesi conquista la Coppa Italia LNP 2018 chiudendo l’annata con una doppia-doppia di 15.1 punti e 10.1 rimbalzi per gara. Le prestazioni in costante crescita accendono su di lui gli occhi dei club esteri. Nella stagione 2018-2019 disputa 30 partite in Belgio allo Charleroi a 7.2 punti e 5.0 rimbalzi, prima di fare rientro in Italia con il ruolo di “straniero di coppa” per la Dinamo Sassari. Nel dicembre del 2019 esordisce in LBA con proprio contro l’Openjobmetis mettendo a segno 13 punti, mentre in Basketball Champions League disputa 16 gare a 3.9 punti e 2.4 rimbalzi di media fermandosi agli ottavi di finale contro i futuri campioni di Burgos. La scorsa stagione torna in A2 confermandosi protagonista di una stagione da 15.7 punti e 8.6 rimbalzi con Chieti.

  • simon89
    Continuano gli arrivi in casa Pallacanestro Varese: dopo la sorprendente “presa” di ieri – la guardia americana Elijah Wilson pescata dal campionato polacco – ecco l’ingaggio di Paulius Sorokas, ala lituana che ha già una buona esperienza nei campionati italiani e che (soprattutto) ha già giocato agli ordini di coach Adriano Vertemati a Treviglio per due anni, tra il 2015 e il 2017.
    Sorokas ha quasi 29 anni, è alto 2 metri ed è originario di Kaunas; nello scacchiere biancorosso andrà a ricoprire il ruolo di ala forte, alternandosi in quella posizione con Jalen Jones. Il giocatore baltico potrebbe essere in quintetto base, almeno fino a quando l’americano non sarà al 100% dopo l’infortunio al tendine d’achille (sta comunque recuperando). Il nuovo acquisto ha giocato nell’ultima stagione in Serie A2 a Chieti e sembrava diretto a Brescia, ma l’offerta della Openjobmetis è stata convincente: in passato ha calcato soprattutto i parquet della seconda categoria nazionale tra Piacenza, Treviglio, Jesi e Tortona anche se vanta una buona stagione (2018-19) in Belgio, allo Spirou Charleroi (7,2 punti e 5 rimbalzi).
    Senza grossi spunti invece l’unica esperienza in Serie A: nel 2019 venne preso da Sassari, allenata da Pozzecco, ma alla Dinamo fu utilizzato praticamente come “straniero di coppa” visto che disputò 16 partite in Champions League con due sole presenze in campionato (una delle due proprio contro Varese, un match “viziato” da un contestatissimo fallo antisportivo ai danni di Siim-Sander Vene). Nella passata stagione con la Lux Chieti il lituano ha messo a referto cifre interessanti, con 15,8 punti e 8,6 rimbalzi a partita anche se la sua percentuale nel tiro pesante non è stata particolarmente brillante (27,8%) e se fosse confermata a Varese, potrebbe essere un problema visto che in quintetto a parte Wilson (che andrà rivalutato al saldo del campionato italiano) non ci sono tiratori di spicco.
    Anche la scelta di Sorokas va comunque in direzione di quello che segnalavamo ieri in occasione dell’ingaggio di Wilson: Vertemati avrà a disposizione una squadra con giocatori che possono ricoprire più ruoli e quindi numerose soluzioni tattiche. L’arrivo del lituano, intanto, tende ad allontanare un ritorno all’agonismo di Luis Scola dopo le Olimpiadi, visto che il ruolo è proprio quello che sarebbe eventualmente stato assegnato al campionissimo argentino. Gli ingaggi degli ultimi giorni, tra l’altro, dovrebbero garantire un discreto margine di manovra a livello finanziario (parametrando sempre il giudizio a una squadra da budget basso…) per quanto riguarda l’acquisto del pivot titolare, che nelle intenzioni dello staff biancorosso dovrà essere un giocatore di grande importanza.
    Damiano Franzetti

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