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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Varese e Alessandro Gentile hanno trovato l’accordo per chiudere il rapporto. Soluzione di compromesso tra il club biancorosso e l’esterno casertano: dopo il nulla di fatto nella trattativa con Riccardo Visconti che avrebbe garantito una contropartita tecnica all’OJM per la partenza del suo capocannoniere, le parti hanno trovato una soluzione di mutua soddisfazione per la separazione consensuale.
    Il giocatore del 1992 potrà dunque firmare per Brindisi, che lo aveva chiesto già tra Natale e Capodanno – quando ancora l’ex capitano dell’Olimpia era considerato incedibile dal club biancorosso – e attendeva gli sviluppi della situazione con Varese sin da quando coach Johan Roijakkers lo aveva allontanato dall’allenamento di lunedì 24 gennaio, mettendolo di fatto fuori squadra.
    Gentile potrà firmare già oggi, giovedì 27 gennaio, il nuovo contratto con l’Happy Casa, che potrà tesserarlo in tempo per la partita di domenica 30 gennaio contro Sassari (dove sfiderà il fratello maggiore Stefano).
    L’OJM affronterà la trasferta di Trento in programma domani, venerdì 28 gennaio, col debuttante Justin Reyes al posto di Gentile, ma sta lavorando per chiudere in tempi rapidi almeno un rinforzo – una pista aperta è quella con il lungo Elijah Childs, attualmente in forza a Trapani in A2 – pur con i vincoli inderogabili dei passaporti (uno straniero senza visto e un italiano) per le due pedine che ancora mancano all’appello.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Alessandro Gentile a Brindisi, Riccardo Visconti a Varese: è questo lo scenario a cui si sta lavorando dopo la rottura tra l’ala casertana e la Openjobmetis, con conseguente – forte – interessamento da parte della Happy Casa per l’ormai ex numero 5 biancorosso.
    In Salento la presenza di Gentile – che piace soprattutto al presidente Marino – andrebbe a togliere spazio a uno degli altri italiani allenati dall’ex coach varesino Frank Vitucci e l’esubero potrebbe essere proprio il giovane torinese Visconti (gli altri sono Gaspardo e Udom, entrambi più orientati alla posizione di ala forte). Che può diventare così una contropartita utile a Varese, magari non per produzione (circa 6 punti di media in 15′ di impiego) ma per avere un giocatore italiano in grado di entrare nelle rotazioni di Roijakkers. 
    La guardia-ala di classe 1998 (1,96 di altezza), fratello minore di Alessandra ben conosciuta a Varese per la militanza nella squadra femminile cittadina, è cresciuto nel vivaio della Reyer e si è fatto le ossa in A2 tra Verona e Mantova prima di approdare a Brindisi lo scorso anno. La trattativa per un trasferimento nella Città Giardino è avviata e – addirittura – pare si sia ulteriormente sbloccata in serata: difficile dire quali siano le condizioni ma la Openjobmetis sembrava interessata a un accordo con un orizzonte superiore a quello della stagione in corso, visto che Visconti è reputato giocatore di buon talento anche in prospettiva.
    Della questione avrebbero parlato direttamente Marino e Scola e non si esclude che nella giornata di mercoledì si possa arrivare a una conclusione positiva. Visconti andrebbe a rimpolpare il reparto esterni, già piuttosto ricco (Keene, De Nicolao, Beane, il giovane Librizzi e volendo anche Reyes) ma, appunto, potrebbe garantire alcuni minuti utili al cambio di ritmo e a fare rifiatare i titolari, sperando che possa crescere individualmente dal punto di vista difensivo. Resta aperta la questione pivot, di primaria importanza ma di più difficile soluzione.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Varese e Alessandro Gentile, questo matrimonio non s’ha da continuare. Il travagliato rapporto tra l’Ojm e la sua stella italiana sembra arrivato agli sgoccioli dopo l’episodio accaduto nel pomeriggio di oggi, lunedì 24 gennaio. Il coach Johan Roijakkers ha allontanato l’ex capitano dell’Olimpia Milano dall’allenamento dopo pochissimi minuti di seduta: la scintilla sarebbe scoccata per un errore banale in un esercizio di riscaldamento, ma dietro questa situazione - considerando che sarebbe stato il secondo allontanamento nel giro di una settimana - c’era evidentemente un malessere legato a qualche seduta saltata da Gentile (adducendo problemi a un piede) dopo la certezza del rinvio della trasferta di Reggio Emilia.
    Già in mattinata il coach olandese e il giocatore casertano avevano avuto un confronto; l’episodio dell’allontanamento sembra mettere la parola fine al rapporto tra Varese e l’atleta del 1992. A breve la società incontrerà i rappresentanti di Gentile, ma sembra scontato il divorzio (pronto ad accoglierlo ci sarebbe l’Happy Casa Brindisi, che 20 giorni fa lo aveva richiesto ufficialmente) tra l’Ojm e il giocatore, che dopo la sua cacciata dalla seduta ha liberato l’armadietto.
    Sarà il quarto giocatore in fuga in poco più di un mese dal club biancorosso dopo le partenze di Egbunu, Kell e Jones; ma AleGent era comunque una scelta figlia della vecchia gestione Conti-Vertemati, e la prima scelta del nuovo corso dell’area tecnica Arcieri-Roijakkers è stata quella di ingaggiare Justin Reyes, ossia un elemento con caratteristiche tecniche e fisiche sostanzialmente analoghe a quelle dell’ala italiana. Nonostante il colloquio chiarificatore con Luis Scola dopo il cambio di allenatore sacrificando il suo mentore Adriano Vertemati, il rapporto con Roijakkers - allenatore con stile “sergente di ferro” - non è mai decollato.
    Sembra a questo punto impossibile che le posizioni possano riconciliarsi: Varese sacrificherà il suo elemento più quotato, ma allo stesso tempo il più discusso (e fischiato da una parte del pubblico nell’ultima partita in casa con Venezia). E probabilmente riaprirà il mercato in cerca di un play e un pivot, affidandosi a Reyes per il ruolo di ala piccola.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Johan Roijakkers rilegge a mente fredda il quaderno di appunti riempito di idee ed impressioni nei 40 minuti da “shadow-coach” della sua Openjobmetis. Il tecnico olandese ha assistito nel parterre alla partita sedendo a fianco del nuovo g.m. Michael Arcieri, e senza contatti diretti con la coppia Seravalli-Jemoli ha annotato tanti aspetti, lasciando agli assistenti la conduzione della partita pur impostata da lui nelle 48 ore precedenti. Per questo il coach rifugge i complimenti per la svolta difensiva generata nei soli due giorni del suo lavoro in palestra, girandoli allo staff ed ai giocatori che sono scesi in campo sabato:
    «Con due soli giorni di lavoro non si potevano pretendere miracoli. Ma tutti, non solo io, abbiamo dato il massimo per iniziare nel modo migliore questa nuova avventura. Intanto ci tengo a fare grandi complimenti ai miei assistenti per come hanno gestito la partita, ed ai giocatori per l’energia che hanno messo in campo. Io li ho aiutati, ma il merito è loro».
    Venerdì aveva chiesto alla squadra di cambiare impatto difensivo, aggredire la partita fin dall’avvio, mettere in partita il pubblico e lottare per 40 minuti. Esattamente quello che è accaduto durante la partita...
    «Sono molto contento di aver toccato le corde giuste, ma è evidente che riuscire a mettere in pratica esattamente la strategia pianificata non potrà ripetersi costantemente. Altrimenti non perderemo mai... La priorità era partire dalla difesa, ed è quello che abbiamo fatto mettendo in campo il giusto atteggiamento sin dall’avvio. Sicuramente possiamo fare molto meglio in tanti particolari limitando errori che si potevano evitare, ma l’aspetto fondamentale è che la squadra abbia combattuto per quaranta minuti ed abbia messo in partita il pubblico col suo modo di stare in campo».
    Rispetto al passato sono cambiati assetti, rotazioni, compiti e responsabilità, partendo dall’idea di aumentare la pressione sulla palla con De Nicolao in quintetto...
    «Quando mi sono presentato alla squadra ho chiarito subito sin dal primo allenamento che saremmo ripartiti tutti da zero. A me non interessa del passato, tutti avrebbero avuto una nuova chance. Ho messo De Nicolao in quintetto perché era l’elemento giusto per aumentare il ritmo in difesa e mettere pressione sulla palla. Keene ha avuto un grande impatto dalla panchina dandoci una eccellente spinta in attacco».
    Interessante anche la novità di coinvolgere maggiormente Caruso sotto canestro e far esordire Librizzi con compiti difensivi...
    «Difficile tenere elevata l’intensità ruotando con 7-8 giocatori, per questo motivo ho allungato le rotazioni con i giovani. Librizzi mi era piaciuto molto in allenamento e gli ho dato spazio, anche se per un paio di minuti ci ha comunque aiutato a tenere alta la pressione sulla palla. Caruso è un ragazzo promettente, deve imparare ad usare meglio il fisico ma ha stazza e qualità, ci potrà sicuramente essere utile».
    Qual è l’aspetto che le è piaciuto di più della partita?
    «Sul piano tecnico c’è da lavorare, ma la base di partenza a livello caratteriale è promettente. Quando siamo andati sotto di 15 punti a metà del terzo quarto sarebbe stato più facile arrendersi e crollare. Invece non abbiamo mai smesso di lottare, facendo leva sulla difesa in attesa di trovare un guizzo in attacco. Al di là del risultato, il fatto che la squadra abbia continuato a combattere anche nei momenti più critici è molto importante».
    Come proseguirà il suo lavoro nella settimana intera di lavoro in palestra che l’aspetta in vista dell’anticipo di sabato a Reggio Emilia?
    «La vittoria è importantissima per il morale, ma per costruire un’identità serviranno tempo e lavoro. Quando sono arrivato qui l’idea è stata quella di non cambiare molto sul piano tecnico, almeno in fase offensiva, e questo concetto voglio portarlo avanti. Mutare schemi e strategie può rallentare il nostro processo di crescita perché ci costringerebbe a pensare, meglio concentrarsi sui dettagli da migliorare».
    La vittoria contro Venezia rende meno urgente la scelta dell’ultimo rinforzo sul mercato?
    «Sono d’accordo: dobbiamo prendere una buona decisione e la fretta è mai utile in queste circostanze. Prendiamoci il tempo giusto per riflettere, ma in ogni caso a me piace la squadra che ho a disposizione in attesa di aggiungere Reyes. E lavorare con questi giocatori è comunque stimolante».
    Giuseppe Sciascia
     

  • banksanity6
    Una partita quasi da ultima spiaggia per Varese nel derby delle agenzie interinali andato in scena a Masnago. Partita non certo bella ma carica di tensione per la posta in palio visto che anche la Reyer era reduce da un periodo ondivago e cercava 2 punti fondamentali per la qualificazione alle final 8. I lagunari conducono per tre quarti raggiungendo anche 15 punti di vantaggio me null’ultimo e decisivo periodo i padroni di casa, guidati da un Keene ispiratissimo in attacco e da Vene e Beane in difesa, riescono ad effettuare il sorpasso e alla fine hanno la meglio. Sicuramente da segnalare una decisa inversione di tendenza a livello difensivo grazie alle prime indicazioni del nuovo coach olandese Roijakkers. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Gentile 5,5 : nel primo tempo, visto l’attacco asfittico dei suoi, si prende la squadra sulle spalle e mette a referto 11 punti tirando dal campo però, con percentuali rivedibili. Anche le scelte, in particolare i tiri dalla lunga sono state tutt’altro che oculate anche se subendo 9 falli va spesso in lunetta; peccato non sfruttare meglio questo fondamentale. SCIUPONE
    Beane 7,5 : dimostra ancora una volta di essere di gran lunga il miglior difensore nel reparto piccoli e nonostante un utilizzo pressoché continuo (36 minuti in campo) le sue pile non si scaricano mai. Intensità, anticipo sulle linee di passaggio le sue qualità migliori e quando si invola in contropiede e va ad inchiodare fa tremare tutta la Padania. SCOSSA TELLURICA
    Sorokas 7 : Paolino è serio e crede fermamente in quello che fa. Non sarà un fenomeno da Eurolega ma il suo contributo riesce sempre a darlo anche dovendo adattarsi ad un ruolo che non è propriamente il suo, anzi nelle difficoltà trova sempre stimoli positivi. Un giocatore così sarà sempre apprezzato. CERTEZZA
    De Nicolao 6 : lanciato in quintetto perché questa squadra ha bisogno di un play che la faccia girare. Beh forse al momento queste qualità Giovanni le deve affinare maggiormente, sia come attivatore che come realizzatore. Dal punto di vista difensivo invece, si fa apprezzare per tenacia e pressione sul portatore di palla, per questo ricorda molto suo fratello Andrea nella sua prima versione varesina. CLONE
    Vene 7 : primo tempo troppo brutto per pensare che potesse essere quello vero. Poi nella ripresa chiude nell’armadietto il suo gemello scarso, e seppur gravato di 4 falli, mette su un impianto difensivo da fare invidia alla NATO. Clamorosa aggiunta di QI cestistico. Eloquente plus/minus di + 25. SCUD
    Librizzi 6 : buttato nella mischia per mordere in difesa e nei 2 minuti in cui ci rimane fa bene il suo. ZANZARA
    Virginio N.E.
    Ferrero 5 : il capitano non riesce mai ad entrare in ritmo e di conseguenza in partita. Le sue fortune dipendono spesso dall’esito dei suoi tiri da fuori che questa sera hanno solo colpito il ferro. FABBRO
    Caruso 6 : nuovo corso tecnico e più minuti per il lungo campano. In 9 minuti raccoglie 7 rimbalzi e fa cose discrete. Certo Watt a volte ci ha giocato come il gatto col topo, ma le qualità per crescere ci sono tutte. TOY BOY
    Keene 8 : giocatore di striscia se ce n’è uno. Parte in sordina, come del resto anche i suoi compagni nella prima frazione. Nel secondo tempo è decisamente il più in palla offensivamente e grazie ad un suo momento di trans agonistica si ricuce la strappo e avviene il primo sorpasso su Venezia. Certo si è vinto soprattutto alle sue individualità ma se riuscisse ad innescare maggiormente i suoi compagni potrebbe ricavarne ulteriore spazio anche lui ed essere ancor più letale. CIANURO

  • simon89
    La panchina dell’Openjobmetis si colora di arancione. Sarà l’olandese Johan Roijakkers il sostituto di Adriano Vertemati alla guida tecnica della Pallacanestro Varese. Il 41enne coach di nazionalità “orange”, veterano del campionato tedesco con 9 stagioni in Bundesliga tra Goettingen e Bamberg, dovrebbe firmare nelle prossime ore il contratto che lo legherà al club biancorosso.
    IL LINK CON SCOLA
    Dal casting nazionale ed internazionale realizzato dall’a.d. Luis Scola è spuntato il nome di un allenatore straniero senza esperienza italiana ma con trascorsi NBA: il link tra Scola e Roijakkers risale ai tempi di Houston, quando il “General” era la stella dei Rockets, e il coach olandese aveva seguito il suo mentore Chris Finch (attuale capo allenatore NBA a Minnesota) come assistente della squadra satellite dei Rio Grande Valley Vipers (due anni da vice dal 2009 al 2011 in Texas).
    IL RITORNO IN EUROPA
    Poi Roijakkers è tornato in Europa e dopo l’esordio in Slovacchia al Previedza si è fatto un nome in Germania, portando in massima serie il Goettingen e conquistando la salvezza per 5 anni di fila. Nel 2020 la chiamata del Bamberg, dove lo scorso anno ha allenato l’azzurro Michele Vitali; nell’annata in corso l’avvio non è stato dei migliori con l’esonero a fine novembre.
    TRATTATIVA LAMPO
    Ora la chiamata di Varese, con una trattativa-lampo decollata nella serata di ieri, martedì 11 gennaio: dopo qualche schermaglia sulla durata del contratto (offerta 6 mesi, richiesta un anno e mezzo, punto di caduta con clausole varie) le parti avrebbero trovato l’intesa. A questo punto la firma parrebbe una formalità: sarà Roijakkers, tecnico che ama dare libertà in attacco ma predica una difesa aggressiva ed usa metodi “alla Caja”, a cercare di dare la scossa ad una Openjobmetis sola all’ultimo posto della classifica.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Le voci che si erano succedute nella tarda serata di ieri – lunedì 10 gennaio – hanno trovato conferma questa mattina: Adriano Vertemati è stato esonerato dall’incarico di allenatore della Pallacanestro Varese.
    Una decisione presa alla luce dei pessimi risultati raccolti dall’allenatore milanese, esordiente in Serie A: 4 vittorie e 13 sconfitte tra campionato (3-10) e supercoppa (1-3) con conseguente ultimo posto in solitaria della Openjobmetis in Serie A dopo lo scontro diretto di domenica sera con la Fortitudo.
    Una svolta netta, dopo che Vertemati non era mai stato messo pubblicamente in discussione nelle settimane precedenti, fors’anche per via delle varie problematiche che la squadra ha dovuto affrontare tra assenze legate al covid (lo stesso tecnico aveva dovuto saltare due partite) e diverse cessioni dei giocatori del quintetto base.
    Le continue sconfitte, alcune delle quali con margini imbarazzanti (quella interna con la Reggio di Caja, quella di Bologna contro la Virtus), e le evidenti carenze in fase difensiva hanno infine convinto la società a decidere di cambiare guida tecnica. Lo stesso Vertemati, dopo il KO con Napoli di metà dicembre, aveva detto di “non aver ancora capito qual è il quintetto che ci fa vincere le partite”. Una frase che, già allora, metteva in evidenza problematiche irrisolte nonostante quattro mesi di lavoro. Ora la società dovrà affrontare il seguito della vicenda visto che Vertemati aveva firmato un contratto biennale con opzione per una terza stagione.
    Il successore non avrà compito facile visto che la Openjobmetis ha solo sei punti e che quest’anno saranno due le squadre retrocesse in Serie A2. Però ci sono all’orizzonte 17 partite e non tutto è perduto: Luis Scola ha deciso di tracciare una rotta netta che dovrebbe completarsi con l’arrivo di due nuovi giocatori. Finalmente, a quanto pare, per il pivot si è deciso di puntare su un giocatore americano a costo di utilizzare l’ultimo visto a disposizione mentre per la guardia ci si rivolgerà al mercato europeo. E il lungo potrebbe essere il veterano Jackie Carmichael, 32 anni e una lunga esperienza nei club e nei campionati europei. Per il tecnico si vedrà: il profilo migliore sulla piazza è quello di Maurizio Buscaglia, artefice delle migliori stagioni di Trento (il suo assistente era Vincenzo Cavazzana, ora vice a Varese) che è stato appena esonerato dall’Hapoel Holon. Un altro nome interessante potrebbe essere quello dell’ex Fortitudo Luca Dalmonte mentre tra gli stranieri c’è l’americano Tom Bialaszewski, già assistente di Messina a Milano nell’anno in cui Scola ha giocato con l’Olimpia.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Sarà con ogni probabilità Jackie Carmichael il sostituto di John Egbunu nel ruolo di pivot titolare dell’Openjobmetis.
    SCOLA IN AZIONE
    Il 31enne centro di 206 centimetri per 108 chili è il profilo spuntato dal casting virtuale delle ultime 48 ore effettuato dall’a.d. biancorosso Luis Scola, che ha agito in prima persona per la scelta del nuovo centro. In attesa di capire chi sarà ad allenarlo, Varese sarebbe molto vicina alla scelta del primo dei due rinforzi necessari in chiave salvezza. Il lungo statunitense di classe 1990 è un veterano di lungo corso delle leghe europee, con un ampio bagaglio di esperienza tra Spagna, Francia, Turchia, Russia e Lega Adriatica nel corso di una carriera da professionista iniziata nel 2013.
    IL PRIMATO
    Recordman di stoppate ad Illinois State University, Carmichael ha girato mezza Europa con l’ultima tappa nelle file del Cedevita-Olimpia Lubiana, il club da cui Varese aveva prelevato Marcus Keene a novembre. Il lungo del 1990 è dunque già stato compagno del precedente correttivo operato dall’OJM: in 9 gare dell’ABA Liga disputate con la maglia del club sloveno aveva totalizzato 4,8 punti e 4,6 rimbalzi di media.
    ACCORDO VICINISSIMO
    L’accordo sarebbe questione di ore, una volta finalizzato il club biancorosso darà il via alle procedure per il rilascio del visto, spendendo così l’ultimo slot disponibile per il tesseramento di un giocatore extracomunitario.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    C’è un aggettivo che, nella sua duplice valenza, incornicia alla perfezione l’Openjobmetis sconfitta – ancora, di nuovo in volata (101-94) – sul campo della Fortitudo Bologna: “generosa”. Generosa, perché la squadra di Vertemati ci prova fino all’ultimo mettendo sul parquet tutto il fiato rimasto nonostante addii, covid e allenamenti ridotti a zero. Generosa, perché ancora una volta i biancorossi concedono 100 punti all’avversaria di turno mandando in scena una fase difensiva troppo, troppo, troppo morbida per tre quarti di gara.
    E così, a nulla valgono le prodezze dell’attacco, capace di metterne 94 nonostante il tremendo “down” di uno dei bomber più accreditati, Keene: il tentativo di impresa di Varese si ferma sul più bello, nel testa a testa dell’ultimo minuto, stoppato dalle magie del lungo tedesco Benzing autore di un paio di prodezze proprio nel momento in cui la Openjobmetis ha esaurito le cartucce. Il KO del PalaDozza porta con sé un’ulteriore problematica: da stasera Varese è solitaria all’ultimo posto in classifica, visto che oltre alla Kigili avversaria diretta ha vinto (e convinto) anche Cremona su Sassari.
    C’è anche una ventata di sfortuna, senza dubbio, perché nel testa a testa finale un ciclonico Beane si è visto respingere dal ferro una tripla decisiva (poco prima però era stato aiutato dal tabellone), mentre dalla parte opposta il già citato Benzing ha messo canestri di difficoltà notevole. E se la tripla dell’americano biancorosso fosse entrata, la Effe si sarebbe forse disunita. Ma queste sono considerazioni di pura cronaca che non cambiano l’ordine dei fatti. Certo dispiace, perché sul fronte offensivo Varese aveva spremuto l’impossibile da Gentile (28, notevole in diversi momenti) a cui si era accodato Beane. E poi Sorokas, monumentale per efficacia nella sua doppia-doppia nonostante un gap fisico pazzesco con gli avversari diretti.
    Tutti, chi più chi meno, hanno contribuito a tenere la OJM in partita anche se poi Vertemati è stato tradito da Marcus Keene. Il play, apprezzabile nel primo tempo in regia (8 assist), dopo l’intervallo ha smesso di trovare i passaggi giusti e soprattutto non ha mai rotto il ghiaccio al tiro (1/9 dal campo), perdendo poi in modo goffo uno degli ultimi, decisivi possessi e affossando così Varese. Che sabato torna finalmente a giocare in casa dopo oltre un mese, trovando però sulla sua strada una Venezia che anche incompleta rappresenta un ostacolo di quelli tostissimi. Vedremo se, nel frattempo, ci sarà almeno qualche innesto che – per fortuna – non dovrebbe essere Brandon Ashley.
    PALLA A DUE
    Con gli uomini contati, dopo le uscite di tre stranieri rimpiazzate parzialmente dal solo arrivo di Vene, Adriano Vertemati fa il quintetto con quel che gli rimane. L’estone è subito tra i primi cinque, accanto a Sorokas che rende 10 cm al pivot titolare biancoblu, Groselle. Gentile e Procida si fronteggiano in ala, Beane va sulle tracce di Aradori. Un intoppo anche per Martino che non può schierare Feldeine per un dolore lombare; c’è invece il nuovo acquisto Frazier, dalla panchina.
    LA PARTITA
    Q1 – La mano calda di Beane caratterizza l’avvio e permette a Varese di restare avanti per 5′, fino al pareggio firmato da Benzing dall’arco. Qui la Effe mette la testa avanti e la tiene sino alla prima pausa anche perché da parte biancorossa arrivano troppe palle perse e qualche forzatura. Ferrero e Beane limitano i danni per il -5 della sirena, 25-20.
    Q2 – La difesa continua a essere latitante nel secondo quarto, aperto da uno scatto in avanti della Effe sino al +11. Nel momento peggiore però la OJM sfodera uno 0-7 di parziale che ha anche il merito di svegliare un Gentile fino a quel momento fuori gara. C’è anche Keene che non segna ma regala assist a Sorokas, e così Varese resta vicina ai padroni di casa che hanno un ottimo contributo dal nuovo arrivato Frazier. All’intervallo lungo, sono però 8 i punti di divario, 56-48, con la zona che è coperta corta e con la uomo che non aiuta anche per il divario fisico in area.
    Q3 – Dopo la pausa c’è il miglior momento di Varese anche perché nel terzo quarto si vede anche la difesa. Prima arriva uno strattone di Gentile, poi – dopo il nuovo -11 successivo all’antisportivo di Vene – ecco un break di 0-10 con Sorokas preciso da lontano. Il sorpasso è di De Nicolao ma la Kigili reagisce e torna avanti con Charampopoulos, però il finale si tinge di biancorosso con i liberi di Keene e un’altra bomba del lungo lituano. Peccato per un cesto un po’ fortunoso di Toté: alla mezz’ora è 70-73.
    IL FINALE
    La Openjobmetis regge il primo urto del periodo finale con Gentile, poi trova un canestro da De Nicolao che però spreca per poca pazienza la tripla successiva. Dal possibile +8 si passa al controsorpasso emiliano firmato dai lunghi Benzing e Groselle e rifinito da Aradori con Varese in rottura prolungata. Ma non è finita: Gentile inventa di nuovo un paio di gran canestri mentre Beane replica alla bomba di Benzing. L’ultimo vantaggio ospite è ancora con Beane, tripla di tabella e 90-91 a poco più di 1′ dalla fine; Frazier – freddissimo – segna subito in entrata e poi di nuovo Anthony prova dall’arco con il pallone che gira sul ferro ed esce. Dalla parte opposta capolavoro dall’arco di Benzing, poi Keene offre un assist al tabellone nel tentativo di servire Sorokas. Si chiude qui, perché Aradori fa 3 su 4 dalla lunetta: Varese prova a salvare la differenza canestri con un triplone di Sorokas ma sulla sirena di nuovo Benzing segna da lontano in uscita dal blocco: 101-94.
    Damiano Franzetti

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