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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Da tre giorni Siim-Sander Vene è nuovamente, per la terza volta, un giocatore della Pallacanestro Varese. Un ritorno gradito nell’ambiente Openjobmetis, che riabbraccia un giocatore affidabile e intelligente, in un momento delicato della stagione.
    La squadra biancorossa è in piena fase di ristrutturazione e, dopo le partenze di John Ebgunu, Jalen Jones e Trey Kell, il primo tassello inserito per dare un nuovo volto alla compagine di Adriano Vertemati è stato proprio Siim-Sander, che nelle due precedenti esperienze all’ombra del Sacro Monte ha spesso riscosso buone “recensioni”.
    A presentare Vene nel corso della conferenza stampa è stato il team manager Max Ferraiuolo, che ha spiegato la decisione societaria di puntare su di lui: «Siim è uno che più negli ultimi anni ha segnato aspetti positivi nella nostra squadra. Non ha bisogno di presentazioni, lo stimiamo per le sue qualità tecniche e umane, un po’ come gli altri estoni nella storia di Varese come Kangur e Talts, garanzie assolute in campo e fuori. Proprio per questo, quando abbiamo capito che Jones voleva uscire dal contratto, ci siamo informati su Siim e senza esitazioni lo abbiamo firmato. È fermo da un mese e mezzo, ha giocato in Francia fino a novembre, ma le sue doti mentali sopperiranno a quelle fisiche. Esordirà domenica a Bologna anche se non potrà allenarsi con la squadra».
    Le prime parole di Vene strizzano l’occhio alle cose buone fatte in passato: «Sono contento di essere tornato. So che il team è cambiato ma molte cose sono le stesse. La situazione è complicata però anche la prima volta che sono venuto a Varese la squadra era in una posizione simile e ce la siamo cavata bene. Cercheremo di fare come allora: cambiare la rotta. Il periodo di inattività non sarà un problema: sono motivato e sicuro di dare qualcosa alla squadra. Questo è il nostro lavoro e siamo pronto per combattere».
    Grazie alle sua intelligenza in campo e la capacità di adattarsi sul parquet, è possibile che – in attesa del lungo che sostituirà Egbunu – a Vene venga chiesto di giocare qualche minuto da centro. «Abbiamo parlato del mio ruolo – spiega l’estone – e credo non cambi di molto rispetto al solito: fare da collante tra esterni e pitturato. È una situazione dura, so che Sorokas ha già giocato qualche minuto da centro e anche io posso adattarmi in caso di bisogno. Nel corso di una stagione può succedere e bisogna sapersi mettere a disposizione».
    Nello spogliatoio Vene ritroverà un amico come Paulius Sorokas, che non permetterà all’estone di vestire la maglia numero 9. «Il numero – spiega Siim-Sander con un sorriso – mi è stata portata via da un buon amico e il numero di maglia non è un grande problema ora (Vene vestirà il numero 11, ndr). Con lui ho parlato della situazione ma sapevo già di dove sarei arrivato. Ho visto anche alcune partite di Varese, anche se sono andate male. Non posso dire altro che: siamo pronti».
    Francesco Mazzoleni

  • simon89
    La morsa del covid da un lato, quella del mercato dall’altro. Il momento della Openjobmetis Varese è sempre più complicato, non solo per il fatto che la squadra biancorossa si trovi all’ultimo posto della classifica di Serie A in coabitazione con Cremona e Fortitudo ma a -4 dal gruppo che precede.
    CONTAGI A QUOTA SEI – Il fronte del virus, per via del quale la Pallacanestro non ha potuto giocare a Trento nella serata di Santo Stefano, si allarga: le quattro positività nel “gruppo squadra” riscontrate nelle ore precedenti il giorno di Natale sono diventate ora sei come comunicato oggi – martedì 28 – dal club. Anche per questo motivo, l’attività agonistica rimane sospesa fino a nuovo ordine che sarà dato dall’ATS quando verrà rilevato il calo dei contagi. Di questo passo, inizia a essere in bilico anche la prossima partita prevista per il 2 gennaio, in casa con Venezia ma è inutile anticipare eventuali decisioni visto che gli scenari cambiano di giorno in giorno. Anche la Reyer, intanto, ha annunciato di avere alcuni uomini positivi.
    KELL E JONES VIA? – Intanto però, le notizie che arrivano da piazzale Gramsci sono spiazzanti dal punto di vista della squadra. Secondo una ricostruzione odierna di Prealpina e una anticipazione di ieri su Sportando, altri due componenti del quintetto base di Varese sono pronti a seguire le orme di John Egbunu che se n’è andato sbattendo la porta per trovare immediatamente casa a Gerusalemme (quindi, probabilmente, ha salutato con la certezza di avere un altro contratto).
    Parliamo di Trey Kell e di Jalen Jones i quali, a differenza di Egbunu, avrebbero una clausola del contratto che in caso di addio porterebbe un “contributo” nelle casse della Openjobmetis. Kell è concupito dal campionato cinese che può mettere tanto denaro sonante sul tavolo sia di Varese sia del giocatore, Jones avrebbe mercato in Francia e potrebbe rimpinguare uno stipendio che al momento non è alto visto che era il frutto di una “spalmatura” del contratto dello scorso anno quando il giocatore si infortunò.
    Il problema è che se i due lasciassero Varese, la Openjobmetis si troverebbe senza mezza squadra (oltre che in quarantena: Jones e Kell tra l’altro sarebbero tra i contagiati), non certo la condizione migliore per chi dovrebbe chiudersi in palestra e lavorare senza sosta. Inoltre i biancorossi hanno un solo visto spendibile per extracomunitari (una condizione che incide verso chi arriva dall’estero, non su eventuali americani o africani già impegnati in Italia) e ciò complica ulteriormente il mercato.
    L’unico lato positivo in questo senso è che liberando il monte stipendi di tre giocatori e incassando due buy out, la dirigenza potrebbe avere un pizzico di libertà a livello di ingaggi. Fors’anche per questo il primo pensiero è in direzione di Siim-Sander Vene, già visto due volte da queste parti. Il secondo invece potrebbe essere per Tyler Larson, impegnato a Pesaro (e provvisto di visto), altro giocatore che ha già vestito il biancorosso.
    Al netto della possibilità di tutte queste operazioni, resta il disorientamento nei confronti dei tifosi che del quintetto originale (Kell-Wilson-Gentile-Jones-Egbunu) potrebbero ritrovare il solo azzurro alla ripresa dei giochi. Rivoluzionare la squadra tra Natale e Capodanno è un’operazione rischiosissima e complicata per via dei tanti incastri che devono combaciare. Farlo sull’orlo del burrone aggiunge ulteriore incertezza. Anche perché la pazienza della gente verso questa situazione è davvero terminata, e il pericolo peggiore si chiama “disaffezione”. Che sarebbe una sconfitta irreparabile.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Si concluderà subito dopo Natale l’avventura varesina di John Egbunu, ma quella sul parquet è già terminata. Dopo gli atteggiamenti in allenamento di ieri, sfociati con il litigio con un compagno (Keene), la giornata di oggi – 23 dicembre – era quella indicata per prendere una delle due strade possibili, il divorzio o la (difficile) riconciliazione ma come prevedibile si è andati in direzione della separazione. 
    La notizia ufficiale arriverà lunedì o martedì prossimo: il tempo di lavorare all’accordo per una separazione consensuale, la via più indolore per entrambe le parti (anche a livello economico). Di certo, la Openjobmetis viaggerà in direzione di Trento senza il suo unico pivot di ruolo, oltre che di un secondo giocatore risultato positivo al covid di cui non è stato reso noto il nome. L’assetto della squadra di Vertemati sarà quindi quello visto in occasione delle partite (due delle quali vinte) disputate senza lo stesso Egbunu e Wilson per via del contagio.
    Tornando sulla vicenda del nigeriano, il pivot 27enne si era sfogato in giornata con una stories di Instagam nella quale diceva testualmente «Visto che sono io il problema… vi ho fatto un favore. Ora vedremo chi è davvero il problema». Una scritta poi cancellata – magari su consiglio del procuratore? – che nella seconda parte sembra rivolta a qualche altro componente del gruppo, allenatore, giocatore o dirigente che sia.
    Oggi nel frattempo il pivot non si è allenato, completando così un’esperienza fatta di 24 partite (tra campionato e Supercoppa), 229 punti (9,5 di media), 195 rimbalzi (8,1) e 33 stoppate “elargite” agli avversari. Gesti atletici che, insieme alle tante schiacciate, lo hanno fatto diventare una presenza fissa negli highlights della Serie A. Ora Varese sarà costretta a tornare sul mercato degli stranieri, perché la “toppa” Sorokas non può essere utilizzata a dismisura.
    Di certo, si cercherà un pivot più abile in difesa che in attacco: l’aggiunta di un play tiratore come Keene e la presenza di ali che amano giostrare vicino a canestro (Jones in entrata, Gentile da post basso) garantiscono attacco e richiedono un centro che possa fare lavoro sporco e lasciare qualche spazio d’area. Sulla carta, disegnare l’identikit non è difficile, la realtà però è differente.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Per la seconda domenica di fila, la Openjobmetis è costretta a piangere per una partita persa in volata. Dal supplementare con Napoli al testa a testa durato 40′ senza interruzione sul campo di Sassari, con i sardi che alla fine la spuntano 104-99 lasciando con l’ennesimo pugno di mosche in mano (9a sconfitta in 12 partite) la squadra di Vertemati.
    Un verdetto duro da digerire soprattutto perché Varese, che era senza lo squalificato Gentile, è tornata a fare quadrato con rotazioni ridotte ed era anche riuscita a salire a +10 in apertura di ultima frazione. Da lì in avanti però il Banco Sardegna ha cambiato marcia, risalendo nel giro di pochi possessi con un parzialone di 16-0 e reagendo al successivo controbreak biancorosso. Come con Napoli, il punto di svolta è stato il quinto fallo di De Nicolao: fuori lui, gli avversari hanno trovato i colpi giusti con il solito Logan – troppo libero – capace di siglare la tripla che ha sparigliato i conti e poi altri 4 punti a suggellare il risultato finale.
    Per passare a Sassari quindi non è bastato un attacco da 99 punti, sospinto dall’accoppiata Keene-Kell: il nuovo acquisto ne ha messi 33 con percentuali sontuose scrollandosi di dosso le critiche per le prime due uscite, il “polacco” ne ha aggiunti 28 permettendo così ai tifosi biancorossi di sognare a lungo. Ma il risveglio è stato il solito, quello della sconfitta, perché Varese è stata letteralmente tradita da due giocatori chiave, Anthony Beane e John Egbunu. Tre falli in un amen per il primo che poi ha collezionato tante forzature e – vedremo poi – non è stato in grado di contenere Burnell; un tabellino completamente deficitario per il pivot che aveva tutto per essere un fattore positivo e invece si è rivelato una zavorra per il già fragile scafo varesino. I due sono correi anche per il clamoroso naufragio a rimbalzo: la Openjobmetis ne ha raccolti 13 in meno concedendo 21 carambole in attacco al Banco Sardegna. Su quelle situazioni, in cui Burnell è stato un iradiddio, la squadra di Bucchi ha costruito il successo, tirandosi così fuori dal pantano del fondo classifica.
    Quello in cui è bloccata Varese, che ha perso l’occasione di lasciarsi alle spalle Cremona e Fortitudo confermando – ahinoi – tutti i propri problemi difensivi. Il quintetto di Vertemati, partito a uomo, è stato presto costretto a rifugiarsi nella zona trafitto da Robinson e Kruslin. Con la 2-3 le cose sono andate meglio (meglio, non bene) ma i 104 punti raccolti in fondo alla retina sono esplicativi di quelle che sono le difficoltà della squadra a proteggere il canestro. E così, la vecchia volpe Logan (ma pure Bendzius e altri ancora) non ha esitato ad approfittarne: i 35 punti concessi nell’ultimo periodo di gioco – quando cioè le maglie dovrebbero stringersi al massimo – sono l’ennesima condanna al lavoro di Vertemati, che continua a non trovare le mosse giuste per strappare una vittoria necessaria come l’ossigeno. Un successo che, a furia di prenderne100 a serata, chissà quando arriverà.
    PALLA A DUE
    Senza Alessandro Gentile – che salta il derby con il fratello Stefano alle 200 in Serie A – tocca ad Anthony Beane occupare il ruolo di ala piccola nel quintetto base. Keene è il play opposto a Robinson nella sfida tra nuovi acquisti, duello nigeriano sotto i tabelloni tra Mekowulu ed Egbunu che ha finalmente Caruso alle spalle.
    LA PARTITA
    Q1 – Il primo periodo ha un protagonista assoluto, Marcus Keene, che scalda subito la mano e manda avanti Varese fino al +5 nel primo tratto di partita. La difesa biancorossa però non è altrettanto brillante: Robinson e Kruslin si infilano a più riprese e quando i sardi iniziano a martellare da 3 punti il controbreak è piuttosto netto. Vertemati perde anche Beane, autore di tre falli con tanto di antisportivo, però nel finale di quarto trova il recupero con Keene e Ferrero e si riaggancia (28-25).
    Q2 – Bucchi manda allora Logan sulle tracce dello scatenato Keene e la mossa funziona perché il folletto biancorosso fatica a mantenere i ritmi iniziali. Si vede Egbunu ma è un fuoco di paglia, ben più potente quello di Treier che segna due volte da lontano ma stavolta la OJM trova pronto Jones. Il suo break dà il vantaggio a metà gara, 48-50.
    Q3 – Kell e Keene tornano a giocare a “chi ne fa di più”, replicano alla tripla di Bendzius e costruiscono un +6 biancorosso che in qualche modo regge. Anche il finale di periodo sorride agli ospiti, nonostante tutto, perché stavolta i tiri liberi entrano: ne approfitta prima Sorokas e poi Kell che ne converte tre dopo un fallo di Gentile. Alla mezz’ora è 68-76 anche se per Sassari Burnell ha iniziato a farsi notare a rimbalzo.
    IL FINALE
    Un’entrata vincente di Kell regala il +10 a Varese in avvio di ultimo periodo: sembra la spallata giusta e invece è Sassari a reagire in modo violento. I biancorossi smettono di segnare, i sardi invece colpiscono da vicino e da lontano, correggendo a suon di rimbalzi anche gli errori. Vertemati chiama due timeout ma il parziale casalingo arriva a 16-0 con annesso sorpasso. Un cesto di Jones però cambia l’inerzia e stavolta è Varese a riportarsi in vantaggio 85-86. A quel punto pare arrivare la svolta con De Nicolao: tripla e contropiede su palla rubata dalla difesa per l’87-91, ma sull’azione successiva il play commette il quinto fallo (non così evidente) su Logan e così Vertemati perde l’uomo simbolo della difesa. La parità regge sino al 96 (liberi di Jones) ma poi Logan sfrutta il cambio difensivo e sbatte in faccia a Sorokas una tripla che Varese non avrebbe dovuto concedere per nulla al mondo. Poi il ferro non è benevolo con Jones, sputando la bomba del pareggio ma dopo l’1-2 di Gentile in lunetta ancora Keene riavvicina gli avversari con tre liberi. Ma Logan non sbaglia un colpo a differenza di Keene che, per evitare di subire un fallo “da due liberi” prova il miracolo da 8 metri senza riuscire nell’intento. E ancora Logan la chiude, a fil di sirena 104-99.
    Damiano Franzetti

  • banksanity6
    Altra partita dal valore altissimo e altra prestazione sconcertante di Varese che concede (in maniera ormai abituale) tantissimi punti nel primo tempo ad una Napoli in palla e con un Jason Rich che, pur non avendo mai disputato una partita ufficiale in maglia biancorossa, fa valere la legge dell’ex e castiga con una partita sontuosa i padroni di casa. Per assurdo la reazione di Varese che porta ai supplementari, arriva dopo il doppio tecnico e conseguente espulsione di Gentile, ma evidentemente lo sforzo profuso per rientrare non ha lasciato sufficiente lucidità ed energia per finire avanti all’overtime. Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
    Kell 6,5 : il più continuo e il più solido della squadra. I suoi compagni lo cercano nei momenti di difficoltà ed è l’unico che ha percentuali accettabili dalla lunetta nonostante uno dei suoi 2 errori sul finale dei tempi regolamentari ha un peso specifico clamoroso. ASSICURAZIONE
    Gentile 4 : non è decisamente la sua giornata. A suo favore praticamente nessun fischio, a suo sfavore 2 falli in attacco con il secondo che lo fa infuriare e di conseguenza prende 2 tecnici e relativa espulsione. Vero è che dalla sua cacciata Varese comincia finalmente a giocare in modo più lineare ma lui non può permettersi di perdere la testa in quel modo. DECAPITATO
    Beane 6,5 : sembra sempre più chiaro che le fortune (o sfortune) passano dalle mani di Tony. E’ uno dei pochi che riesce a mettere vera pressione sui piccoli avversari e che sa accendersi in attacco, con alti e bassi è vero, ma quando i picchi verso il basso vengono limitati, la possibilità di portare a casa i 2 punti crescono esponenzialmente. POTENZA
    Sorokas 5 : come il suo minutaggio anche la sua resa è in calo rispetto alle ultime uscite. Raccoglie un buon numero di rimbalzi ma la sua relativa esplosività lo limitano nel momento di sferrare la zampata e non riesce mai a graffiare. GATTINO
    De Nicolao 7 : nella ripresa è fondamentale per creare problemi alla costruzione del gioco dei partenopei. Aggressivo e reattivo realizza anche una bomba pesantissima e la seconda gli esce girando beffardamente sul ferro ma è l’uomo che accende il tentativo di rimonta dei padroni di casa. INNESCO
    Egbunu 6,5 : un primo tempo in cui più che in Eurolega sembra buono per andare all’Eurospin; si perché giusto al discount potresti trovare un giocatore così maldestro e svogliato. Poi dopo l’intervallo evidentemente suona la sveglia e ha tutt’altro piglio anche perché il modo dinamico in cui viene servito è quello a lui più congeniale. Peccato per le tante conclusioni dalla linea della carità che non vanno a segno. YIN E YANG
    Ferrero 5 : 10 minuti per il capitano dove non riesce ad incidere sui 2 lati del campo e la sua presenza scivola via quasi inosservata. EVANESCENTE
    Jones 4,5 : riempie il tabellino di punti e rimbalzi e il suo voto potrebbe sembrare non adeguato. Ma se si vanno a rivedere le scelte e le conclusioni prese nelle vicinanze del ferro ne esce un quadro molto negativo. Spesso si schianta sul muro predisposto da Sacripanti e sempre nello stesso modo. Dovrebbe far prevalere il buon senso rispetto all’istinto… SUICIDA
    Caruso N.E.
    Keene 4,5 : parte in quintetto e segnando la prima conclusione dall’arco. Poi progressivamente perde in efficacia in attacco e in difesa è una tassa che la sua squadra paga costantemente. Dalle prime 2 apparizioni non sembra essere quel tipo di giocatore che possa dare una svolta al campionato dei prealpini. IMU
    Bongiovanni N.E.
    Cane N.E.

  • simon89
    La partita dai mille volti esprime lo stesso verdetto di quella – pessima ma monocorde – di Pesaro: Varese, infatti perde di nuovo e a caldo non sappiamo se annoverare l’ennesimo KO stagionale tra le “belle sconfitte” (tipo Milano) o tra le disfatte (vedi Virtus o Reggio). Si può considerare buona una partita che nella prima metà ha visto la Openjobmetis subire 56 punti in casa concedendo il 62% al tiro agli avversari? Si può guardare con fiducia in avanti dopo una rimonta a tratti furiosa ed esaltante ma nata più dalla reazione di rabbia e orgoglio che da un sistema di gioco efficace?
    A costo di passare per pessimisti, al termine della partita che Varese perde 89-98 con Napoli dopo un tempo supplementare, propendiamo più per mettere anche questo KO nell’elenco delle partite da dimenticare. Non è possibile, dopo Pesaro, avere quello stesso approccio visto in riva all’Adriatico, fatto di difesa inesistente, di tiri concessi alla Gevi dando ai giocatori ospiti la tranquillità che, comunque, le loro conclusioni sarebbero state semplici. Mai un raddoppio su chi stava facendo male (Rich), mai la zona che invece ha avuto risultati nella ripresa (e Vertemati si è affrettato a dire che la chiave della rimonta è stata un’altra, la pressione sulla palla di De Nicolao e degli altri esterni).
    Mai neppure quel fallo o quella “sbroccata” che può accendere la miccia dell’orgoglio: sarà un caso ma è stata l’espulsione al 23′ di Gentile a dare finalmente fuoco alle polveri. Perché mentre l’attacco di Napoli demoliva le barricate di cartone biancorosse, Ferrero e soci neppure agitavano gomiti, ginocchia, mani aperte sulle schiene altrui. Con un attacco che dopo essere partito bene, si è impantanato al primo giro di fischi avversi degli arbitri – non apriamo il capitolo – e ha iniziato a infittirsi di forzature (ancora Vertemati è contento dei 41 punti, arrivati però con il 38% al tiro e pochissime costruzioni collettive) e di stoppate subite, ben 6 in 20′.
    In questo elenco di storture non abbiamo neppure citato quella massima: Varese è andata al supplementare dopo avere sprecato ben 12 tiri liberi (16 su 28 il dato al 40′) compresi quelli che avrebbero potuto dare il colpo di grazia a una Gevi sorpresa dalla veemente rimonta biancorossa. E invece la linea della carità si è dimostrata una pessima alleata e questo continuo balbettare ha dato ai partenopei un po’ di fiducia e un po’ di margine. E così, pur avendo fallito il tiro della vittoria, Napoli ha preso di petto l’overtime – bravi nel frangente gli ospiti, con diversi canestri difficili – mentre Varese è rimasta per lunghissimo tempo su quella quota 83 raggiunta con fatica al 40′ e poi diventata una condanna nel prolungamento.
    Fa, infine, malissimo leggere che a decidere la partita sia stato Jason Rich (31 punti), traditore di Varese prima ancora di diventarne giocatore sul campo e, oggi, pure giustiziere. La degna conclusione di un’altra serata amarissima da queste parti, dove forse sarebbe necessario – da parte della società – mettere un po’ di pressione su squadra e allenatore. Perché se si deve camminare sul baratro, tutti devono avvertirne il timore, non solo chi sta in tribuna, paga il biglietto e perde la voce nel tentativo di aiutare quelli in canottiera.
    PALLA A DUE
    Nei quintetti di Vertemati e Sacripanti ci sono i rispettivi nuovi innesti: Keene da un lato in regia, Lynch dall’altro sotto canestro a fare a sportellate con Egbunu, tornato tra i “primi cinque” dopo la lunga parentesi di Sorokas. Nulla di particolare da segnalare né a livello di disponibilità (Caruso c’è ma non può ancora giocare) né al palazzetto dove comunque si respira un’atmosfera più calda rispetto ad altre partite.
    LA PARTITA
    Q1 – Pronti-via e 0-5 Napoli di aperitivo, poi però Varese nella fase centrale del quarto produce qualche minuto di qualità offensiva che regala l’effimero 17-11. Il timeout di Sacripanti rimette in pista gli ospiti che piazzano subito un parziale firmato Rich-Lynch e mettono il turbo. Giusto negli ultimi possessi Beane dà un piccolo strattone biancorosso ma è 23-28.
    Q2 – I secondi 20′ sarebbero da KO tecnico perché Varese non azzecca una mossa e si prende una scarica di cazzotti sottoforma di canestri da ogni posizione. Perché la difesa di Vertemati lascia sempre gli spazi buoni ai napoletani per armare il braccio: a metà gara la OJM ha 56 punti in saccoccia dopo essere stata anche a -19.
    Q3 – Dopo una buona difesa su Rich, Alessandro Gentile perde la trebisonda dopo un paio di fischi arbitrali poco potabili. E Varese perde Gentile perché i grigi sventolano falli tecnici e lo espellono. Sembra l’ennesimo problema e invece i biancorossi ritrovano l’orgoglio, magari non subito perché di cose da sistemare se ne vedono ancora. Intanto però Egbunu sale nettamente di tono e De Nicolao (tripla) sigla il -10 con la Gevi che però riallunga. I biancorossi però paiono almeno in partita e alla mezz’ora sono sotto 62-76.
    Q4 – A poco a poco, l’impensabile prende forma: se Zerini trova ancora gloria da fuori, i suoi compagni stavolta non lo seguono. Denik, Kell e Beane mordono in difesa, Jones si sbuccia le ginocchia ed Egbunu appare quasi feroce. Pian piano Napoli perde il vantaggio e forza anche i tiri, quindi Jones (tripla), Kell (3-3 ai liberi) danno un’ulteriore accorciata che diventa -1 grazie a Egbunu. La Gevi sembra alle strette ma non sbaglia le cose semplici, Varese al contrario getta i tiri liberi e – dopo un sorpasso effimero – è costretta a difendere sull’83 pari. Napoli sbaglia e il tap in di McDuffie è fuori tempo: supplementare.
    SUPPLEMENTARE
    Un paio di tiri sfortunati di Varese sono il presagio giusto: Napoli non ingrana subito ma poi il solito Rich trova punti pesanti mentre i biancorossi restano al palo. Quando Egbunu (solito ½ dalla lunetta) sblocca il punteggio la Gevi è già avanti e di fatto l’equilibrio non torna più: Napoli segna pure da nove metri sulla sirena per l’amaro 89-98 finale.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Ci sono prestazioni che ti fanno passare la voglia. Quella offerta dalla Openjobmetis a Pesaro è l’esempio calzante: la squadra di Vertemati non solo va a sbattere pesantemente in una delle partite chiave della lotta salvezza. Lo fa senza lottare, sbranata sul piano della voglia e dell’energia, ovvero quelle caratteristiche che avevano risollevato Varese prima della pausa di campionato, facendo sperare in una svolta positiva di una stagione che invece, a questo punto, proseguirà “con gli oli santi in tasca” per dirla con un vecchi detto.
    Il tabellino finale è una sentenza di condanna, 94-75, e a differenza di altre occasioni non è neppure bugiardo: i 19 punti di distacco ci stanno tutti e sono lo specchio fedele di un match scivolato subito dalle mani dei biancorossi, completamente incapaci di risalire la corrente dopo il break del secondo quarto che ha lanciato la Carpegna Prosciutto verso i due punti. Qualche scossa qua e là, qualche lampo di luce a livello individuale e nulla più, perché nelle poche circostanze in cui Varese avrebbe potuto costruire qualcosa è arrivato, puntuale l’errore. E i marchigiani (con l’ex Larson scatenato: 23 punti e 5 triple) non ci hanno pensato due volte a punire Ferrero e compagni.
    La corsa per restare in Serie A quindi, dice che la Openjobmetis in due scontri diretti che potrebbero risultare decisivi (speriamo di no) hanno disputato due gare fotocopia: Pesaro infatti ricalca per mollezza, scarsità di idee e incapacità di reagire, la “recita” già offerta sul parquet di Cremona. E a nulla è servito, stasera, l’innesto del folletto Marcus Keene che non è neppure stato tra i peggiori: la presenza del play tascabile sembra però aver annullato quelle di Beane (completamente impalpabile) e di Gentile, con il solo Kell a brillare con un po’ di continuità. E il rientro di Egbunu ha tolto anche quella compattezza difensiva che la OJM aveva mostrato nelle ultime uscite, con il pivot nigeriano completamente incapace di trovare una posizione in difesa, mentre l’avversario diretto Tyrique Jones lo ha sculacciato a più riprese.
    Ciò nonostante, Vertemati – che non è un gran sponsor di Long John – ha tenuto fuori a lungo Sorokas, almeno volenteroso, pagando un dazio pesantissimo a rimbalzo, perché Pesaro ha letteralmente banchettato sotto i tabelloni varesini (ben 20 quelli per la Carpegna) in un fondamentale che ha permesso alla squadra di Banchi di guadagnare margine fin dalla prima metà di gara. Tra sette giorni a Masnago ci sarà Napoli, neopromossa che finora ha fatto molto bene; se però l’energia che Varese sa mettere in campo rimarrà questa, non ci sarà tanto da preoccuparsi degli avversari, quanto di se stessi. E la preoccupazione, nel vedere una prestazione simile, si allarga a tutti coloro che hanno nel cuore questi colori.
    PALLA A DUE
    Vertemati schiera lo stesso quintetto base messo in campo con Tortona due settimane fa, preferendo usare “di rincorsa” sia il nuovo arrivato Keene sia il rientrante Egbunu. Anche Banchi sceglie di tenere fuori in avvio l’ultimo acquisto Lamb ma anche i due ex, Larson e Tambone. In regia quindi è Kell contro Moretti mentre Sorokas affronta il temuto Tyrique Jones.
    LA PARTITA
    Q1 – L’avvio varesino è abbastanza buono: Sorokas segna i primi punti, Kell infila la tripla e Gentile aggiunge un canestro dei suoi. Il secondo fallo del lituano però è un piccolo momento chiave: entra Egbunu che non trova i giusti riferimenti e così Pesaro ne approfitta. Una tripla con fallo (dubbio) di Delfino gira l’inerzia e nel finale di quarto la Carpegna avanza sino al +9, 25-16.
    Q2 – Sembra una situazione gestibile per Varese che nella prima parte del secondo quarto risale, con Keene che festeggia i primi punti con la OJM grazie a un triplone da lontano. C’è anche la zona e gli ospiti risalgono a -2 (29-27) ma proprio quando sembrano in controllo finiscono per crollare. Parzialone adriatico di 13-0 con i lungi Jones e Demetrio protagonisti e parziale di metà partita devastante, 53-37 con magia di Larson sulla sirena dopo l’ennesimo rimbalzo concesso a Pesaro nel pitturato varesino.
    Q3 – Banchi, che aveva già trovato cose egregie e inattese dal brasiliano Demetrio, scopre anche le qualità del neoassunto Doron Lamb. Partito male, l’americano comincia a prendere le misure ed è determinante in un terzo periodo aperto da un fallo tecnico al coach pesarese; è Kell il più ispirato tra le fila della OJM che continua ad avere poco-niente dalla coppia Gentile-Beane. L’unica fiammata di quest’ultimo, seguita a una tripla di Keene, ridà un minimo di speranza per il -11 ma è il solito fuoco di paglia: alla mezz’ora è 76-59.
    IL FINALE
    L’ex di turno Tyler Larson si prende allora la scena: il play che aiutò la Varese di Caja ad acciuffare i playoff 2018, stavolta bombarda senza pietà i suoi vecchi colori. Vertemati trova qualcosa di buono dalle parti del solito Kell e di Jones mentre anche Keene smette di bucare la retina. La OJM non dà mai l’impressione di poter risalire e così Banchi, vecchia volpe, ne approfitta mai alzando il piede dall’acceleratore. Finisce di 19, con tanto di cesto pesarese allo scadere, punto esclamativo per una prova che dal lato varesino assume i contorni del deprimente.
    Damiano Franzetti
     

  • banksanity6
    Seconda vittoria consecutiva ma soprattutto convincente per una Varese ancora con rotazioni limitate e con ancora ai box sia Wilson che Egbunu e con il nuovo acquisto Marcus Keene non ancora sbarcato a Malpensa. Partita autoritaria per i padroni di casa che, fatta eccezione per un piccolo frangente del primo quarto, comandano nel punteggio dall’inizio alla fine raggiungendo a 5 minuti dalla fine un vantaggio massimo di 24 punti che poi scema, sia per aver finito la benzina dopo aver dato tutto, sia perché i direttori di gara decidono di ingoiare il fischietto in più di una occasione. Ma alla fine i 2 punti restano meritatamente sotto le Prealpi anche se il vantaggio di 9 punti non racconta tutta la verità sull’andamento della gara  . Ma veniamo alle valutazioni dei singoli:
     
    Kell 7 : ulteriore dimostrazione della solidità di Trey; sta trovando la condizione migliore e anche il modo di rendersi utile in qualsiasi posizione si decida di schierarlo. Può e sa fare tutto in diversi ruoli e questo ne fanno spesso un enigma per le difese avversarie. DUTTILE
    Gentile 7 : si prende i suoi tiri, come è giusto che sia, ma riesce a bilanciare i suoi isolamenti con i ribaltamenti sul lato debole nel momento in cui i raddoppi difensivi di Tortona lo chiudono, riuscendo a creare spesso tiri aperti puntualmente convertiti in canestri. C’è in lui la convinzione di poter determinare l’andamento dell’incontro coinvolgendo anche i suoi compagni e il gioco risulta armonico e redditizio. GENEROSO
    Amato 6 : buttato nella mischia per soli 3 minuti per poter spendere qualche fallo considerando il fatto di non essere in bonus, trova anche un canestro da 5 metri allo scadere. OPPORTUNISTA
    Beane 8,5 : si gioca il titolo di migliore in campo con Jones e alla fine lo vince meritandolo. Caldo come una stufa subito dalle prime battute, trova una buona continuità dalla lunga distanza e ubriaca chi tenta di fermarlo con il suo funambolico palleggio. Tutto qua? Proprio no, è anche determinante a livello difensivo. Peccato per le 2 schiacciate andate fuori bersaglio, una perché si schianta sul secondo ferro e l’altra dove cade anche male, perché fermato da un intervento poco ortodosso di Macura. Peccato perché quella sarebbe stata la giocata dell’anno. INARRESTABILE
    Sorokas 7 : Paolino ci sta prendendo gusto a fare partite gagliarde e a colpire dall’arco. Ma la sua specialità è nel lavoro sporco e nella lotta sotto i tabelloni, e poi che bello vederlo esultare insieme ai suoi compagni. ENTUSIASTA
    De Nicolao 6,5 : i suoi numeri, fatta eccezione per il plus/minus che è un eclatante +18, non raccontano l’ottima prova di Giovanni. Davvero efficace difensivamente, con lui in campo si è vista la Varese migliore di serata per spaziature e aggressività difensiva. INSTANCABILE
    Librizzi N.E.
    Virginio N.E.
    Ferrero 6,5 : altra partita in cui il capitano prova la conclusione in maniera sporadica ma si fa valere a rimbalzo e anche lui da il suo apporto per portare a casa la vittoria. UMILE
    Jones 8 : partita generosissima giocata con energia e efficacia da vendere, sicuramente la migliore di questa stagione. Anche lui lentamente sta trovando condizione, convinzione ed esplosività. Quando c’è da battersi sia in attacco che in difesa lui risponde sempre presente. LOTTATORE

  • simon89
    Il rinforzo della Openjobmetis si chiama Marcus Keene ed è un playmaker di 26 anni che andrà giocoforza a variare gli equilibri su cui Varese aveva costruito la squadra nella scorsa estate. Americano, appena 1,75 di altezza su un fisico comunque abbastanza massiccio in relazione ai centimetri, Keene arriva dal Cedevita Olimpija Lubiana con cui ha rescisso il contratto che aveva firmato a inizio luglio.
    Un innesto che, presumibilmente, causerà l’addio di Elijah Wilson – la guardia è anche ferma per Covid da tre partite – e che ridisegnerà l’assetto tattico biancorosso. Keene infatti è un folletto tiratore dotato di grandi doti realizzative, tanto da essere stato capocannoniere nella scorsa stagione della VTB League (il torneo sovranazionale che ricalca quello dell’ex Urss) disputata con la maglia del Kalev Cramo di Tallin a 20 punti netti di media.
    Se la sua vena da bomber è indubbia, qualche perplessità desta il modo di stare in campo di Keene, giocatore che ama gestire la palla in prima persona e che guarda più il canestro dei compagni. Nulla di male in generale, perché la Openjobmetis ha bisogno sia di punti sia di pericolosità dall’arco (41% complessivo a Tallin, 41,2% nell’esperienza al Cedevita Olimpija), ma il suo basket andrà valutato alla luce anche dei compagni.
    Ovvero di un Alessandro Gentile indiscusso leader della squadra, attorno al quale è stato costruito tutto l’impianto di gioco biancorosso e di un Trey Kell preso per fare il playmaker ma impiegato già ora da guardia, anche se il finale di partita (vincente) di Trieste ci ha permesso di ammirare quelle qualità – nella gestione dei possessi chiave – per cui era stato scelto. Insomma, toccherà ad Adriano Vertemati mettere al posto giusto i tasselli per evitare di dover “giocare con due palloni”, come si suol dire quando tanti giocatori amano tenere la sfera in mano. L’allenatore avrà comunque tempo di lavorare alle “varianti del progetto” durante la pausa per la nazionale: pare infatti molto difficile che Keene possa già esordire sabato sera con Tortona.
    EGBUNU ANCORA AI BOX
    Chi prosegue nella sua assenza a causa del contagio da covid è invece John Egbunu: ennesimo tampone positivo per il lungo nigeriano che quindi resta in quarantena a casa e va verso il quarto match saltato consecutivo. Il margine per vederlo in campo tra quattro giorni sembra davvero ridotto.
    EUROLEGA GIOVANILE: VOLATA FINALE
    Ore di attesa in casa Academy per l’assegnazione di un girone dell’Eurolega giovanile che il club biancorosso ha richiesto qualche settimana fa. Il verdetto doveva arrivare venerdì scorso ma è slittato di qualche giorno: a questo punto dovrebbe arrivare a ore, e comunque mercoledì dovrebbe parlare il patron Gianfranco Ponti.
    BUCCHI A SASSARI
    Cambio di panchina in Serie A: è già terminata l’esperienza di Demis Cavina alla guida del Banco Sardegna Sassari. L’avvio deludente di campionato (la Dinamo ha solo 6 punti) è costato l’esonero all’allenatore bolognese che sarà rimpiazzato da un uomo di grande esperienza come Piero Bucchi.
    Damiano Franzetti
     

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