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VareseFansBasketNews

  • simon89
    Varese pesca in Campania anche il secondo acquisto del mercato 2021. Accordo raggiunto fra l’Openjobmetis e Guglielmo Caruso: il 22enne centro napoletano ha accettato la proposta 2+1 della società del presidente Vittorelli, con la cui maglia debutterà in serie A al termine del suo ciclo triennale negli Stati Uniti con l’università di Santa Clara. L’agenzia del giocatore ha dato l’ok all’operazione, illustrata nei dettagli dai suoi rappresentanti al giocatore in un incontro svoltosi ieri a Napoli: oggi dovrebbe arrivare la firma che ratificherà un corteggiamento durato qualche settimana.
    Dopo il casertano Gentile, ecco il partenopeo classe 1999: il profilo è totalmente diverso rispetto a quello dell’esterno ex Olimpia Milano, se “AleGent” rappresenta una certezza sia pur con la necessità di rilanciarsi ad alto livello, Caruso rientra invece nel comparto scommesse visto che nella sua carriera non ha all’attivo alcun minuto in serie A, ed ha assaggiato il basket senior solo nell’A2 versione 2017/18 (8,7 punti più 5,3 rimbalzi e 1,5 stoppate in 22,7 minuti di media).
    Però il centro del 1999 ha stazza (208 centimetri), tocco frontale, senso del gioco e mani morbidissime: tutte doti che hanno intrigato Adriano Vertemati, pronto a mettersi di buzzo buono per lavorare su un progetto tecnico di trasformare Caruso da prospetto a certezza. Insomma l’opera di player development per il quale l’Ojm ha voluto il tecnico di Cornaredo: il lungo napoletano dovrà inizialmente lavorare tanto con la prospettiva di giocare poco in una rotazione con 3 compagni stranieri. Ma l’obiettivo di Varese, condiviso ovviamente con il giocatore, è quello che al termine dei tre anni di lavoro - coincidenti con l’orizzonte temporale del contratto di Vertemati -, Caruso sarà progredito sviluppando al meglio le sue qualità e limando alcuni limiti.
    Dunque un’operazione più futuribile che immediata: solo il tempo dirà se il nuovo giocatore sarà in grado di diventare un Galanda anziché un Morena (per paragonarlo a due giocatori del passato biancorosso con centimetri e tiro frontale). Di sicuro però è il secondo segnale che l’effetto Vertemati ha un fascino importante sugli italiani, siano essi suoi ex allievi come Gentile o giovani di prospettiva desiderosi di lavorare con un tecnico conosciuto per le sue capacità di sviluppatore di talenti.
    Ora però il mercato degli italiani è concluso, o meglio lo sarà allo scoccare della mezzanotte di oggi se Michele Ruzzier non eserciterà l’escape per le coppe prevista dal suo contratto: le voci incontrollate di un possibile interesse della Virtus Bologna per il play triestino non hanno trovato riscontri, a meno di sorpresissime l’ex Cremona avrà ancora il bastone del comando nelle mani nel 2021/22. E da domani l’Openjobmetis potrà concentrarsi sulla caccia ai tre stranieri mancanti.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Michele Ruzzier e Anthony Beane da confermare, Guglielmo Caruso da contrattualizzare. Dopo il colpo a sorpresa Alessandro Gentile, che ha inaugurato col botto il mercato OJM ponendo la pietra angolare sulla quale sarà costruita l’impalcatura tecnica della Varese griffata Vertemati, la settimana iniziata ieri, lunedì 28 giugno potrebbe aumentare l’elenco delle certezze del roster.
    Le opzioni di uscita in favore del play triestino e della guardia ex Virtus Roma scadranno mercoledì: se non verranno esercitate, dall’1 luglio automaticamente scatterà la loro conferma in maglia biancorossa. Entrambi sono pedine fortemente volute dall’area tecnica negli incastri post Gentile. Il rischio «Fuga per l’Eurolega» del regista che si sta giocando le ultime chance azzurre a Belgrado sembra ormai scongiurato, anche nel caso peggiore di una chiamata a sorpresa entro le prossime 72 ore; l’arrivo dell’esterno campano dà comunque garanzie a Varese di non trovarsi scoperta nel parco italiani, ma sembra comunque probabile che il bastone del comando in regia resti nelle mani di Ruzzier.
    Allo stesso modo l’OJM gradisce le doti di difensore e incursore di Beane, che dovrebbe uscire dalla panchina nel ruolo di primo cambio di Gentile e del tiratore da individuare in una dimensione analoga a quella nella quale ha prodotto 11,8 punti e 2,4 assist in 24,3 minuti del 2020/21. Due conferme e un volto nuovo con la trattativa per assicurarsi le prestazioni di Guglielmo Caruso che dovrebbe chiudersi positivamente nei prossimi giorni. Tutelata la rotazione degli interni con la strategia dei 3 lunghi stranieri senza chiedere al centro napoletano di rivestire un ruolo da protagonista all’esordio in serie A, Varese vuole finalizzare l’accordo con il 22enne centro di 208 centimetri per 100 chili. Ossia il prototipo del giocatore futuribile e da sviluppare, sul quale investire a lungo termine (2 anni+1?) puntando sull’effetto Vertemati per trasformarlo da progetto a certezza nel percorso di crescita.
    Una volta scaduti i termini delle opzioni di uscita e portata a termine la trattativa per Caruso, l’OJM potrebbe arrivare a fine settimana con 7 giocatori già in organico. Se non ci saranno intoppi, da giovedì l’evoluzione del roster sarà improntata in questo modo: Ruzzier e De Nicolao in regia, il tiratore americano da individuare e Beane in guardia, Gentile e Ferrero in ala piccola ed infine Jalen Jones, un centrone e un cambio straniero sotto canestro insieme a Caruso.
    Insomma lo stato dei lavori nel cantiere biancorosso sarebbe decisamente avanzato, consentendo alla troika Bulgheroni, Conti e Vertemati di riflettere con calma sugli incastri giusti per la scelta - tecnica ed economica - dei tre stranieri mancanti all’appello. Concedendo tutto il tempo necessario a individuare i pezzi giusti per completare il puzzle.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Un viaggio in treno di oltre nove ore, per un faccia a faccia che si è rivelato decisivo. Tra i motivi che hanno convinto Alessandro Gentile a diventare un giocatore della Openjobmetis per la prossima stagione, c’è anche l’impegno messo in campo dalla società biancorossa per incontrare di persona il giocatore campano per illustrare le volontà di Varese nei suoi confronti.
    Il giorno del blitz è stato mercoledì: a prendere il treno sono stati il general manager Andrea Conti, coach Adriano Vertemati e Virginio Bernardi, procuratore dell’ex capitano di Milano. Proprio una chiacchierata di qualche tempo fa con Bernardi aveva aperto uno spiraglio per arrivare a Gentile, feritoia che si era allargata con l’arrivo a Varese di Vertemati il quale aveva svezzato il 28enne nato a Maddaloni nel vivaio della Benetton Treviso. E lo aveva ospitato a Treviglio per allenarsi quando non andò in porto il suo approdo a Houston. 
    «Alessandro ha apprezzato il fatto che siamo andati di persona a incontrarlo, che abbiamo trascorso del tempo con lui e che ora ci sia Vertemati in panchina – spiega Conti a firma avvenuta – Ho trovato una persona molto generosa e in piena forma fisica: ieri mi ha richiamato per ringraziarci e per dirci che sarebbe venuto a Varese. Io sono convinto delle sue qualità e penso che possa anche tornare in nazionale: stiamo parlando di un giocatore importante, con un grande palmares che tra l’altro ha accettato un ingaggio dai costi bassi in relazione alle sue qualità sportive».
    Una delle mosse giuste è probabilmente stata quella di scegliere Gentile per primo (o quasi, visti i contratti già in essere) e non di inserirlo su una squadra già fatta. Un modo per fargli sentire fiducia ma anche per dargli la possibilità di iniziare la stagione fin dalla preparazione estiva. Chiaramente ora si apre il dibattito di quale sarà il suo ruolo principale: tecnicamente Gentile è un’ala piccola ma a Masnago non si escludono altri impieghi, perché al netto di un tiro da fuori ondivago, il secondogenito di Nando ha potenza fisica, capacità di giocare il pick’n’roll ma anche buone qualità di passatore. Vertemati lo sa: sul suo tavolo le decisioni a riguardo.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    Pallacanestro Varese è felice di annunciare di aver raggiunto un accordo con Alessandro Gentile che vestirà la canotta della Openjobmetis per la stagione 2021-2022. Il club biancorosso è orgoglioso di aver riportato un campione del calibro di Gentile in Italia dove, con la maglia dell’Olimpia Milano, ha vinto due Scudetti, una Coppa Italia ed una Supercoppa. Lo scorso anno Gentile ha disputato il campionato spagnolo tra le fila dell’Estudiantes, dove ha prodotto 11.7 punti, 4.8 rimbalzi e 3.1 assist di media a partita. 
    Alessandro Gentile, nuovo giocatore della Pallacanestro Varese: «Sono molto felice per l’opportunità che mi sta dando Pallacanestro Varese e sono contento di poter ritrovare coach Vertemati. Dopo quello che abbiamo passato tutti noi per la situazione legata al Covid non vedo l’ora di ripartire con entusiasmo in una piazza storica del nostro basket come quella varesina». 
    Andrea Conti, direttore generale Pallacanestro Varese: «Siamo felici di riportare in Italia un grande talento come Alessandro. Siamo convinti che qui a Varese tornerà a livelli altissimi e che darà tanto alla nostra società». 
    Nato il 12 novembre 1992 a Maddaloni, Alessandro Gentile inizia a giocare a basket fin da bambino, seguendo le orme del padre Ferdinando e del fratello maggiore Stefano. Trascorre le giovanili a Treviso, squadra con cui conquista lo scudetto Under 19 e che lo fa esordire in Serie A nella stagione 2009-2010. Il suo talento esplode rapidamente: l’anno successivo migliora nettamente le sue cifre e viene eletto miglior Under 22 del campionato (si ripeterà nel 2013-2014), mentre nel 2011-2012 trova quella continuità che, nel dicembre 2011, lo porta alla corte dell’Olimpia Milano. Con la formazione milanese, Gentile si consacra definitivamente, esordendo in Eurolega e vincendo, da capitano, due Scudetti (MVP delle Finali nel 2014), una Coppa Italia ed una Supercoppa. Nel 2013 fa il suo esordio anche con la Nazionale maggiore con la quale, ad oggi, ha collezionato 81 presenze mettendo a referto più di 950 punti. Dopo le parentesi con Panathinaikos (con cui conquista la Coppa di Grecia) ed Hapoel Gerusalemme (vincendo il campionato), nel 2017-2018 Gentile torna in Italia nelle fila della Virtus Bologna (16.8 punti di media con season high di 32 punti proprio contro Varese) salvo poi trasferirsi, la stagione successiva, nuovamente all’estero, in Spagna, dove veste la canotta dell’Estudiantes, squadra con la quale ha giocato anche lo scorso anno dopo la stagione passata a Trento (15 punti, 4.4 rimbalzi e 2.7 assist di media a partita).

  • simon89
    Come giocherà la prossima Pallacanestro Varese? «Lo vedremo in base ai giocatori che sceglieremo e lo valuteremo dopo averli visti allenarsi insieme». Con che tempi verrà costruito il roster? «Non ci siamo dati scadenze: alcune sono scritte sui contratti dei giocatori con le possibilità di uscita, altri sono già certi di restare. Abbiamo tempo, non ho fretta di andare in vacanza a luglio: da qui in avanti siamo pronti a lavorare».
    Adriano Vertemati detta così la rotta: non una road-map con punti da rispettare a tutti i costi per costruire la nuova Openjobmetis, ma un foglio (quasi) tutto da scrivere senza però lasciare spazio alla improvvisazione. Il 40enne allenatore milanese ha accumulato esperienze di vario tipo: dal settore giovanile principe in Italia (allora: quello di Treviso) al lungo matrimonio con Treviglio fino alla toccata e fuga in Baviera con quel Bayern di Trinchieri arrivato a tanto così dalle Final Four. E oggi si è presentato alla Enerxenia Arena.
    «Ho iniziato ad allenare giovanissimo a Milano, a 16-17 anni, e sono cresciuto nel mito delle grandi società lombarde: Varese naturalmente era una di queste e ora quasi non mi sembra vero di essere stato chiamato ad allenare l’Openjobmetis. Pensavo di rimanere a lungo a Monaco ma poi è arrivata la telefonata di Conti e Bulgheroni, che ringrazio, e in me è cresciuta la consapevolezza di non poter dire di no».
    Vertemati non respinge l’etichetta di “allenatore dei giovani” ma neppure la sposa al cento per cento: «Credo sia necessario stringere un buon rapporto con tutti i giocatori, non solo con i giovani. Io ho avuto la fortuna di aver allenato il vivaio della Benetton, un’esperienza molto formativa, e poi a Treviglio dove per scelta c’era l’idea di lanciare ogni due anni qualcuno nei campionati senior. Però un allenatore deve far sì che i giocatori si fidino di lui a prescindere dalla loro età. Funziona come per gli insegnanti a scuola: oggi non è scontato avere il rispetto perché ci si siede su una panchina, va guadagnato ogni giorno facendo in modo che le persone si fidino di te. E capiscano che tu sei quello che li conduce».
    Sulla squadra che verrà, Vertemati si destreggia bene per non dare punti di riferimento di mercato. Loda il gruppo degli italiani («Godono del mio apprezzamento, è un gruppo idoneo alla Serie A che ha già dato tanto al club l’anno scorso. E il club è stato lungimirante a costruire questo zoccolo duro») parla del colloquio avuto con Scola confermando le intenzioni di ritiro dell’argentino («ma se le cambierà idea non sarò certo io a oppormi. Non sono stupido») ed è pronto a compire le mosse necessarie per costruire il roster.
    E poi ribadisce il suo approccio: «Prima di parlare su come giocheremo, dovremo avere tutti i nomi e poi iniziare ad allenarli in palestra. La prestagione serve a quello: io non ho “una” idea di gioco, voglio mettere tutti nelle condizioni di dare il meglio. Poi è chiaro che ci siano dei valori dei singoli, ma sull’etica del lavoro non c’è spazio di discussione. So perfettamente che l’equilibrio, nel basket come nella vita, è la chiave: per questo avremo sì alcune scommesse, giocatori che partiranno da un livello ma andranno portati a uno superiore accanto a uomini che diano maggiori garanzie».
    Infine due sguardi al passato, uno a Monaco e uno a Treviglio. «La Germania è stata per me una grande esperienza formativa: basti pensare alla disputa dell’Eurolega con il Bayern. Là ci sono una Lega con un’organizzazione di buon livello e un prodotto televisivo ottimo oltre che arene nuove e funzionali, però in generale anche in Italia su molti aspetti siamo preparati e in alcuni, come l’arbitraggio, siamo più bravi. Nel complesso, certe situazioni mi hanno aiutato ad aprire gli occhi come la gestione di una società sportiva vista sempre più come azienda. Qui comunque il mio ruolo è quello di allenatore e resto conscio di essere stato chiamato prima di tutto per quello».
    Infine, dal lungo rapporto con Treviglio, Vertemati ha tratto un altro passaggio che può rappresentare bene quella che è la sua filosofia. «Alla Blubasket ho trovato persone serie che non hanno mai messo in discussione il mio ruolo e che con me hanno sempre condiviso i rischi. Non abbiamo mai rinnegato le decisioni durante la stagione: gli errori si possono fare, ma vanno ammessi e condivisi così da trovare insieme una soluzione».
    E al netto che sarebbe farne meglio commettere pochi sbagli, sarebbe importante che questa sintonia si sviluppi anche sotto la volta di Masnago.
    Damiano Franzetti

  • simon89
    L’Openjobmetis inaugura ufficialmente l’era Adriano Vertemati. Dopo l’annuncio del Bayern Monaco della conclusione del rapporto con l’ormai ex assistente di Andrea Trinchieri, la società del presidente Vittorelli ha potuto comunicare la firma del 40enne tecnico di Cornaredo, che guiderà il nuovo progetto triennale della compagine biancorossa con un accordo garantito per due stagioni più opzione per una terza. Vertemati esordirà su una panchina di serie A alla guida dell’Openjobmetis dopo una lunghissima militanza da capo allenatore in A2 a Treviglio (9 stagioni consecutive prima di lasciare per la chiamata di Andrea Trinchieri nell’estate 2020). In precedenza aveva lavorato come capo allenatore in serie B a Monza e aveva guidato le giovanili della Benetton Treviso vincendo due Scudetti giovanili. Nell’autunno 2019 la FIP lo aveva nominato alla guida della Nazionale Under 20, anche se il Covid ha cancellato la possibilità di vederlo all’opera con il Settore Squadre Nazionali.
    Il nuovo coach dell’OJM dovrebbe arrivare giovedì 17 giugno in città per la presentazione ufficiale (da capire se sarà possibile un primo contatto con i tifosi) e prendersi carico di tutti i dossier aperti sul fronte mercato: dal ballottaggio Strautins-De Vico alla conferma di Beane e Jones, fino alla scelta degli altri stranieri del quintetto.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Istruzioni per l’uso del mercato OJM, firmato Andrea Conti. Il g.m. biancorosso racconta le strategie iniziali della campagna acquisti 2021: «Il 5+5 è figlio della continuità rispetto ad un gruppo di italiani sotto contratto che possono garantire solidità. Il motivo economico è secondario, la volontà è costruire un gruppo nel quale senso di appartenenza, fame e voglia di trasmettere entusiasmo ai tifosi siano la base. Stiamo lavorando sull’ossatura degli italiani per poi scegliere senza fretta gli stranieri».
    Si parte dalle conferme dei due play italiani, come prosegue invece il discorso ali?
    «Vogliamo costruire una squadra a trazione posteriore con tre stranieri tra guardia, ala piccola e cambio degli esterni, proseguendo con la coppia Ruzzier-De Nicolao in regia. Ora dobbiamo decidere cosa fare con Ferrero, De Vico e Strautins. I fattori chiave sono l’accettazione del ruolo e l’aspetto economico, che ad un certo punto debbono incrociarsi. Tutti e tre non possono restare, bisognerà fare delle scelte condivise: resterà chi sarà contento del ruolo e del salario».
    Conterà anche l’aspetto economico?
    «Sono ruoli importanti che però non fanno parte del quintetto, dunque il fattore costi avrà il suo peso. Per Giancarlo è doveroso il rispetto per uno dei capitani più longevi nella storia del club, ma ci sono anche altri fattori. Dell’investimento Strautins siamo contenti e prima di privarcene ci penseremo parecchio; resta però la necessità dell’accettazione del ruolo».
    Un’ala italiana in uscita, un lungo italiano in entrata, piace l’azzurro Caruso: in questa opzione è ancora considerabile Egbunu?
    «Ora la ricerca sul mercato italiano è quella del cambio del pivot: cerchiamo un giovane futuribile da sviluppare che possa darci almeno 10 minuti oggi e crescere con noi domani. Con Egbunu il discorso è aperto: il ragazzo qui si è trovato bene, però con un cambio italiano forse servirà un giocatore diverso».
    Capitolo stranieri: c’è un contratto con Jones e un’opzione su Beane...
    «Di queste situazioni parleremo a quattr’occhi quando arriverà il coach: su Anthony ci penseremo bene prima di lasciarlo ma dipenderà dalla disponibilità ad uscire dalla panchina, su Jones il discorso non è tecnico ma atletico. I cardini della squadra saranno la guardia titolare e il pivot, che dovrà garantire solidità».
    Come prosegue il rapporto con Scola che si era messo a disposizione come «consulente» in caso di necessità?
    «Ci siamo sentiti un paio di volte in 15 giorni; Luis non vuole imporre nulla ma come filosofia di costruzione del roster tiene molto a puntare su giocatori da sviluppare, senza vincoli anagrafici ma legati alle prospettive di crescita».
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Varese e Giancarlo Ferrero sono pronti a dirsi nuovamente di sì? Tira sempre più forte il vento di conferma per il capitano dell’OJM, con la possibilità di allungare il rapporto in versione quasi “vitalizia” per il giocatore che veste il biancorosso dal 2015.
    Dopo qualche settimana in pensatoio, la società del presidente Marco Vittorelli sembra aver imboccato la corsia dei 5 senior italiani per il roster 2021/22. E in questa strategia l’ala mancina farà ancora parte dei piani tecnici della squadra, partendo come nella stagione appena conclusa dietro l’ala forte titolare straniera (sarà Jalen Jones, scommessa decisamente meno azzardata rispetto a Denzel Andersson?) e a fianco di un’altra ala capace di dare minuti anche da “4 tattico” come Nicolò De Vico.
    Ma, come già spiegato nei giorni scorsi, Ferrero non è un giocatore qualunque per l’ambiente di Varese: il cestista di Bra è un simbolo per i tifosi ed è una bandiera per il club, che ne riconosce la leadership e il carisma del veterano in spogliatoio. Per questo l’OJM pare intenzionata a prolungare il rapporto col giocatore, disponibile a sua volta a un sacrificio economico pur di restare nella città che l’ha adottato. La modalità allo studio è quella di esercitare l’escape dall’anno conclusivo del contratto 2+1 stipulato nel 2019, ridiscutere l’aspetto salariale dell’accordo e prolungare il rapporto con una sorta di vitalizio (nell’ipotesi di un nuovo 2+1 il giocatore ex Casale Monferrato potrebbe vestire il biancorosso fino a 36 anni).
    Al momento non c’è ancora una negoziazione definita tra le parti, al di là della volontà congiunta di proseguire: servirà un accordo economico (il discorso approfondito doveva essere intavolato ieri, lunedì 7 giugno, invece è slittato a oggi). Ovviamente c’è anche l’aspetto della disponibilità ad accettare il ruolo da parte del giocatore: sulla carta nelle gerarchie della Varese che verrà il cestista mancino partirà come nono o decimo uomo.
    Nel 2020/21 appena archiviato l’apporto di Ferrero è stato statisticamente il più basso nelle 6 stagioni a Varese (3,1 punti e 1,3 rimbalzi in 12,0 minuti col 26% da 2 e il 33% da 3). Ma non per questo Giancarlo rivestirà il ruolo di “capitano non giocatore”, ricordando come il lungo stop per l’infortunio al piede sinistro e poi le 4 settimane di Covid abbiano frenato la condizione atletica di un giocatore sempre costretto a duellare contro avversari più stazzati nel ruolo di secondo lungo in cui l’aveva “reinventato” Attilio Caja. E l’apporto del cestista del 1988 va spesso al di fuori delle statistiche: nella stagione in cui l’OJM non potrà più contare sulla leadership in campo dei veterani Luis Scola e Toney Douglas, la capacità di Ferrero di dare l’esempio quotidiano tramite l’impegno e il lavoro sarà un valore aggiunto prezioso per lo spogliatoio.
    Lo stesso discorso aperto col capitano sarà portato avanti con Nicolò De Vico, ipotizzando di cambiare i termini del contratto attuale (un anno garantito fino al 30 giugno 2022) con in un biennale in modalità “allunga e spalma”: se le due operazioni andranno in porto, sarà Arturs Strautins l’indiziato al sacrificio puntando su uno straniero nello spot di ala piccola e cercando un lungo italiano di riserva con l’idea di spaziare nel novero dei giovani, allenabili e futuribili, particolarmente adatti ad Adriano Vertemati.
    Giuseppe Sciascia

  • simon89
    Il gioco delle coppie per l’Openjobmetis che verrà. In vista della nuova stagione che partirà il 26 settembre, ecco lo stato dell’arte dei 10 spot da occupare per il team biancorosso, ferma restando la volontà di mantenere la formula regolamentare con 5 italiani e 5 stranieri.
    Play: le certezze
    Ad oggi è il ruolo più coperto, se Michele Ruzzier - come ribadito dal giocatore triestino a Prealpina - avrà ancora in mano le chiavi della squadra, e alle sue spalle Giovanni De Nicolao proverà a mettere a frutto la cura Vertemati dopo la crescita costante nel corso della stagione d’esordio in serie A. Al momento non c’è sentore di alcun intervento nel reparto play, possibile il coinvolgimento in pianta stabile del 19enne Matteo Librizzi per un trio di registi tutto italiano.
    Guardie: le chiavi
    Toney Douglas è stato l’uomo decisivo - nel bene e nel male - della “Bullo’s Band”: quando ha trovato il giusto equilibrio con Ruzzier l’Ojm ha iniziato a girare. Servirà un’alternativa più costante e possibilmente più fresca (al momento non percorribile la suggestione Adrian Banks, che viaggia oltre quota 200mila dollari) per un giocatore che possa fungere da riferimento offensivo e secondo costruttore di gioco. Alle spalle o al fianco Varese potrebbe rivolere Anthony Beane, che da sesto uomo ha dato equilibrio difensivo ed imprevedibilità offensiva: se accetterà il ruolo la conferma è possibile, altrimenti si dovrà trovare un’alternativa, non escludendo l’opzione Giordano Bortolani che però vorrebbe avere minuti e responsabilità da protagonista.
    Ali piccole: lo snodo
    Il titolare dell’Ojm 2020/21 è stato Arturs Strautins, anche se spesso nell’ultimo terzo di stagione Varese ha chiuso le partite con i tre piccoli Ruzzier, Douglas e Beane. Per alzare l’asticella l’ipotesi al vaglio sarebbe quella di puntare su uno straniero in grado di garantire vigore ed atletismo: significherebbe chiedere all’ala lettone di accettare un “declassamento” uscendo alla panchina per sfruttare la sua duttilità da cambio sia dell’ala piccola che dell’ala forte. Ruolo per il quale sarebbe già in corsa Nicolò De Vico, sacrificato nella seconda metà del 2020/21 ma non per questo escluso dai programmi del club biancorosso, avendo già dato dimostrazione di accettare il ruolo - qualunque esso sia - all’interno delle gerarchie.
    Ali forti: le coppie
    Jalen Jones ha sostanzialmente superato i test fisici e medici di questi giorni, ora la decisione diventa tecnico-tattica: l’ala texana può dare energia e vigore sullo stile dell’ex trentino Dominique Sutton, il dubbio è quando sarà al 100 per cento dell’atletismo dopo la sua lunga inattività, ma il giocatore avrebbe le caratteristiche adatte al basket dinamico di Vertemati e potrebbe far parte del gruppo. Per il ruolo di cambio in corsa capitan Ferrero (quotazioni della permanenza in ascesa?), Strautins e De Vico: tutti “4/3” - Jones compreso – con la necessità di avere uomini d’area a protezione del pitturato.
    Centri: i pilastri
    John Egbunu non è ancora fuori dal radar biancorosso, ma la questione degli incastri potrebbe penalizzare il nigeriano: esaurire i 5 slot stranieri per tre esterni e due ali presupporrebbe la necessità di puntare su un centro di riserva italiano, magari giovane e “lavorabile” dal nuovo coach. Il centro del 1994 ha prodotto 24,3 minuti di media nelle 12 gare del 2020/21, verosimile che l’Ojm cerchi un elemento più pronto (modello Jeremy Simmons e i suoi 34,2 minuti del 2019/20) se questo sarà l’incastro. Se invece Beane non resterà e Bortolani sarà prendibile, si valuterà un simil-Morse ed Egbunu potrà tornare in corsa. Con la trazione posteriore straniera ed eventualmente Jones, il pivot sarà comunque il pilastro della difesa percorrendo il filone dei vari Cain e Simmons prima del nigeriano volante.
    Giuseppe Sciascia

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