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non c'erano nemmeno ieri, joe... :P

Ma nooooo?!? :lol: chiedevo proprio in generale ;)
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Veramente imbarazzante il canestro e fallo dato a Jones nell'ultimo minuto...aveva fatto 7, sette passi...mah

Edited by simon89
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pensierino della sera...................................

prima

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e dopo......

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Veramente imbarazzante il canestro e fallo dato a Jones nell'ultimo minuto...aveva fatto 7, sette passi...mah

Era apparso piuttosto chiaro anche live ; bah !

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Va là che sei contenta.

Dovresti ringraziarci.

Hai anche detto nel delirio "Stanotte posso anche morire" e noi "Ma nooooooo"

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pensierino della sera...................................

prima

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e dopo......

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Mari, io fossi in Te sarei però contento, ehh...?!!

O almeno, io dopo l'accusa dei funghi allucinogeni lo ero...al di là del fatto che le 2 squadre mi pare siano ben diverse, al di là del Grande Poz.

L'importante è che durante la stagione non ci sia l'inversione della sequenza dei carri, ma il secondo si riempia SEMPRE DI PIU', anche di ENTUSIASMOOOOOO... ;):P

:yes::thumbsup:

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Tra l'altro , mi pare che la nostra grandissima sciura Marisa tenda un pochino a sottovalutare l'impatto avuto sulla squadra da parte di Din ( Franz , così è corretto ? )

Posted

Mari, io fossi in Te sarei però contento, ehh...?!!

O almeno, io dopo l'accusa dei funghi allucinogeni lo ero...al di là del fatto che le 2 squadre mi pare siano ben diverse, al di là del Grande Poz.

L'importante è che durante la stagione non ci sia l'inversione della sequenza dei carri, ma il secondo si riempia SEMPRE DI PIU', anche di ENTUSIASMOOOOOO... ;):P

:yes::thumbsup:

Silver gufo dimm***a xe sta dito ??

:lol::lol: :lol: :lol:

Sgraaaaattttt !!!

Posted (edited)

Cecco Vescovi: “Rapporto sincero e schietto, questo il nostro segreto. Balanzoni e pubblico da applausi”

Vescovi-Pozzecco.jpg

È ancora tanto l’entusiasmo a Varese dopo la splendida vittoria della Openjobmetis ai danni di Cantù, in quello che è stato il match di apertura della stagione biancorossa.
Una vittoria quasi inaspettata, e quindi ancora più bella, soprattutto dopo un precampionato che aveva lasciato nei sostenitori più dubbi che certezze.

“Lo avevamo detto -conferma il GM Cecco Vescovi-. Quello successo in preseason è stato figlio di situazioni e contrattempi vari che hanno ostacolato la nostra crescita di squadra: tante partite, pochi allenamenti, acciacchi ed infortuni che, inevitabilmente, non ci hanno mai fatto esprimere al massimo del nostro potenziale. Finite le amichevoli, abbiamo avuto una settimana tutta intera di allenamenti che è stata molto positiva e che già ci aveva trasmesso molta fiducia. Eravamo sicuri che contro Cantù avremmo visto una squadra diversa da quella vista fino a quel momento. E così è stato. Abbiamo ancora tanti margini di miglioramento, soprattutto se riusciamo a trovare continuità”.

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Quali sono stati i meriti di Pozzecco?
“È stato capace di trasmettere a tutto il gruppo una gran voglia di vincere e di provarci infondendo il giusto entusiasmo, fattore assolutamente importante in uno sport come il nostro. Lo ha fatto fin dal primo giorno, costruendo con i giocatori un rapporto sincero e di schiettezza, sia nel bene che nel male, che ha creato una grande sintonia. La vittoria di ieri ne è stata la testimonianza lampante; quando si parte bene, poi, è tutto molto più semplice”.

Grande vittoria di gruppo, ma c’è qualcuno, o qualcosa, che ti ha impressionato maggiormente?
“Senza ombra di dubbio i minuti giocati da Balanzoni. Questo fatto ha trasmesso grande spirito e tanta voglia di ottenere risultato. Jacopo è stato colui che ha dato la conferma a tutto il gruppo di poter arrivare fino in fondo per conquistare i 2 punti in palio, grazie ad una prova intelligente e di sacrificio”.

Prima, durante e dopo la partita, un pubblico da applausi.
“Ha confermato ciò che ha sempre dimostrato negli ultimi anni sia nei buoni che nei cattivi momenti. A Varese i tifosi possono essere davvero il sesto uomo in campo, soprattutto in certe sentite occasioni. Speriamo di riuscire a contraccambiare il loro affetto e la loro presenza con prestazioni sulla scia di quella di ieri”.

Marco Gandini

http://www.varesesport.com/2014/cecco-vescovi-rapporto-sincero-e-schietto-questo-il-nostro-segreto-balanzoni-e-pubblico-da-applausi/

Edited by ROOSTERS99
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L’esultanza del Poz patrimonio di tutti
  • 14 ottobre 2014
lesultanza-del-poz-patrimonio-di-tutti_0

Dunque, il Poz. E non è facile, dopo che le emozioni di domenica sera hanno prosciugato tutto: finanche le parole. E forse non è nemmeno giusto ingabbiare la meraviglia di un derby negli schemi e nelle parole, forse per una volta è meglio lasciarsi guidare dalle sensazioni e dai ricordi. Flash che faticano ad andarsene via e che portano tutti, inevitabilmente a un volto solo: Gianmarco Pozzecco, l’uomo che il mondo è tornato a invidiarci.

Dunque, il Poz. Perché dobbiamo provare a spiegarla questa cosa qui, perché ci aspettavamo sì fuoco e fiamme, ma non osavamo immaginarci tutto quello che è stato. La notizia è che non è cambiato niente: Gianmarco sta in panchina esattamente come stava in campo, ovvero a modo suo. Impossibile chiedergli essere qualcosa che non è mai stato, e che probabilmente non è capace di essere.

Pozzecco non vive di schemi, statistiche, videoclip e riunioni: se il basket fosse fatto solo di queste cose qui lui non potrebbe allenare e nemmeno avrebbe potuto giocare. Pozzecco non vive di cavalleria, compostezza, politically correct e doppie facce: se la vita fosse fatta solo di queste cose qui non ci sarebbe spazio per la poesia. Pozzecco vive di rapporti e sentimenti: i suoi giocatori lo amano alla follia, e tutto ciò che fanno lo fanno per lui. Pozzecco vive di passione e fuoco, carne rossa sulla piastra rovente, zero compromessi: condensato in quell’esultanza vera e genuina, esplosa sulla sirena.

Già: quell’esultanza. Che ha spaccato in due il mondo del basket, diviso tra chi si è fatto travolgere dal suo entusiasmo e chi invece ha preso le piroette sotto la curva come l’ennesima giullarata di un pagliaccio del quale non si sentiva la mancanza.

Diciamo la nostra, anche se pare già chiaro a tutti da che parte stiamo: siamo tifosi, ma siamo tifosi della pallacanestro. Ecco perché amiamo Pozzecco alla follia, ne amiamo le spigolature che lo rendono un personaggio estremo. Sta passando un treno, probabilmente uno degli ultimi, il basket italico farebbe bene a saltarci su: un treno che sta portando visibilità, entusiasmi dimenticati, titoloni dei quotidiani nazionali. Un treno guidato da un personaggio, uno di quei personaggi che il nostro basket ha perso e senza i quali si è smarrito. Scrollare la testa di fronte alle pozzeccate, tarparne le follie e bollarle come irrispettose significa accettare la china pericolosa verso il baratro e il buio dell’anonimato.

Mettiamo le mani avanti, perché già si sono alzati i primi strali dai palazzi del nostro basket: allergici al nuovo e legati alle convenzioni, che guardano con sospetto a chi non ha paura di mostrare le sue emozioni.

L’esultanza del Poz è un patrimonio di tutti, da difendere a spada tratta. È la prima ventata di novità da secoli a questa parte, qualcosa a cui non eravamo abituati. Una luce nel buio, capace di vincere le partite e riempire i palazzetti. Una luce che, ormai, è impossibile da spegnere: piaccia o no.

Francesco Caielli

http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Sport/lesultanza-del-poz-patrimonio-di-tutti_1083661_11/

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L’esultanza del Poz patrimonio di tutti

  • 14 ottobre 2014
lesultanza-del-poz-patrimonio-di-tutti_0

Dunque, il Poz. E non è facile, dopo che le emozioni di domenica sera hanno prosciugato tutto: finanche le parole. E forse non è nemmeno giusto ingabbiare la meraviglia di un derby negli schemi e nelle parole, forse per una volta è meglio lasciarsi guidare dalle sensazioni e dai ricordi. Flash che faticano ad andarsene via e che portano tutti, inevitabilmente a un volto solo: Gianmarco Pozzecco, l’uomo che il mondo è tornato a invidiarci.

Dunque, il Poz. Perché dobbiamo provare a spiegarla questa cosa qui, perché ci aspettavamo sì fuoco e fiamme, ma non osavamo immaginarci tutto quello che è stato. La notizia è che non è cambiato niente: Gianmarco sta in panchina esattamente come stava in campo, ovvero a modo suo. Impossibile chiedergli essere qualcosa che non è mai stato, e che probabilmente non è capace di essere.

Pozzecco non vive di schemi, statistiche, videoclip e riunioni: se il basket fosse fatto solo di queste cose qui lui non potrebbe allenare e nemmeno avrebbe potuto giocare. Pozzecco non vive di cavalleria, compostezza, politically correct e doppie facce: se la vita fosse fatta solo di queste cose qui non ci sarebbe spazio per la poesia. Pozzecco vive di rapporti e sentimenti: i suoi giocatori lo amano alla follia, e tutto ciò che fanno lo fanno per lui. Pozzecco vive di passione e fuoco, carne rossa sulla piastra rovente, zero compromessi: condensato in quell’esultanza vera e genuina, esplosa sulla sirena.

Già: quell’esultanza. Che ha spaccato in due il mondo del basket, diviso tra chi si è fatto travolgere dal suo entusiasmo e chi invece ha preso le piroette sotto la curva come l’ennesima giullarata di un pagliaccio del quale non si sentiva la mancanza.

Diciamo la nostra, anche se pare già chiaro a tutti da che parte stiamo: siamo tifosi, ma siamo tifosi della pallacanestro. Ecco perché amiamo Pozzecco alla follia, ne amiamo le spigolature che lo rendono un personaggio estremo. Sta passando un treno, probabilmente uno degli ultimi, il basket italico farebbe bene a saltarci su: un treno che sta portando visibilità, entusiasmi dimenticati, titoloni dei quotidiani nazionali. Un treno guidato da un personaggio, uno di quei personaggi che il nostro basket ha perso e senza i quali si è smarrito. Scrollare la testa di fronte alle pozzeccate, tarparne le follie e bollarle come irrispettose significa accettare la china pericolosa verso il baratro e il buio dell’anonimato.

Mettiamo le mani avanti, perché già si sono alzati i primi strali dai palazzi del nostro basket: allergici al nuovo e legati alle convenzioni, che guardano con sospetto a chi non ha paura di mostrare le sue emozioni.

L’esultanza del Poz è un patrimonio di tutti, da difendere a spada tratta. È la prima ventata di novità da secoli a questa parte, qualcosa a cui non eravamo abituati. Una luce nel buio, capace di vincere le partite e riempire i palazzetti. Una luce che, ormai, è impossibile da spegnere: piaccia o no.

Francesco Caielli

http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Sport/lesultanza-del-poz-patrimonio-di-tutti_1083661_11/

Manca il pezzo dove si sbuccia le ginocchia sul parquet per spiegare gli schemi.

A no... quello era Frites!

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Lesultanza del Poz patrimonio di tutti

  • 14 ottobre 2014

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Dunque, il Poz. E non è facile, dopo che le emozioni di domenica sera hanno prosciugato tutto: finanche le parole. E forse non è nemmeno giusto ingabbiare la meraviglia di un derby negli schemi e nelle parole, forse per una volta è meglio lasciarsi guidare dalle sensazioni e dai ricordi. Flash che faticano ad andarsene via e che portano tutti, inevitabilmente a un volto solo: Gianmarco Pozzecco, luomo che il mondo è tornato a invidiarci.

Dunque, il Poz. Perché dobbiamo provare a spiegarla questa cosa qui, perché ci aspettavamo sì fuoco e fiamme, ma non osavamo immaginarci tutto quello che è stato. La notizia è che non è cambiato niente: Gianmarco sta in panchina esattamente come stava in campo, ovvero a modo suo. Impossibile chiedergli essere qualcosa che non è mai stato, e che probabilmente non è capace di essere.

Pozzecco non vive di schemi, statistiche, videoclip e riunioni: se il basket fosse fatto solo di queste cose qui lui non potrebbe allenare e nemmeno avrebbe potuto giocare. Pozzecco non vive di cavalleria, compostezza, politically correct e doppie facce: se la vita fosse fatta solo di queste cose qui non ci sarebbe spazio per la poesia. Pozzecco vive di rapporti e sentimenti: i suoi giocatori lo amano alla follia, e tutto ciò che fanno lo fanno per lui. Pozzecco vive di passione e fuoco, carne rossa sulla piastra rovente, zero compromessi: condensato in quellesultanza vera e genuina, esplosa sulla sirena.

Già: quellesultanza. Che ha spaccato in due il mondo del basket, diviso tra chi si è fatto travolgere dal suo entusiasmo e chi invece ha preso le piroette sotto la curva come lennesima giullarata di un pagliaccio del quale non si sentiva la mancanza.

Diciamo la nostra, anche se pare già chiaro a tutti da che parte stiamo: siamo tifosi, ma siamo tifosi della pallacanestro. Ecco perché amiamo Pozzecco alla follia, ne amiamo le spigolature che lo rendono un personaggio estremo. Sta passando un treno, probabilmente uno degli ultimi, il basket italico farebbe bene a saltarci su: un treno che sta portando visibilità, entusiasmi dimenticati, titoloni dei quotidiani nazionali. Un treno guidato da un personaggio, uno di quei personaggi che il nostro basket ha perso e senza i quali si è smarrito. Scrollare la testa di fronte alle pozzeccate, tarparne le follie e bollarle come irrispettose significa accettare la china pericolosa verso il baratro e il buio dellanonimato.

Mettiamo le mani avanti, perché già si sono alzati i primi strali dai palazzi del nostro basket: allergici al nuovo e legati alle convenzioni, che guardano con sospetto a chi non ha paura di mostrare le sue emozioni.

Lesultanza del Poz è un patrimonio di tutti, da difendere a spada tratta. È la prima ventata di novità da secoli a questa parte, qualcosa a cui non eravamo abituati. Una luce nel buio, capace di vincere le partite e riempire i palazzetti. Una luce che, ormai, è impossibile da spegnere: piaccia o no.

Francesco Caielli

http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Sport/lesultanza-del-poz-patrimonio-di-tutti_1083661_11/

Sto godendo come un riccio

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e aldilà dello show del coach il fatto che se ne parli anche oltre confine è un segnale più che positivo ^_^

incrociamo le dita sperando in una buona stagione, i frutti in termini di sponsor per me arriveranno ...

Mah.... su questo sono dubbioso.

Basti pensare al post-indimenticabili quando le risorse sono diminuite invece che aumentare.

Posted (edited)

Mah.... su questo sono dubbioso.

Basti pensare al post-indimenticabili quando le risorse sono diminuite invece che aumentare.

non c'era un personaggio del genere. siamo per dire in home su repubblica.it (http://www.repubblica.it/sport/basket/2014/10/13/news/basket-98004443/?ref=HRLV-2), il poz un giorno si è uno anche è sulla gazzetta, servizi in tv come mai successo prima, un interesse mediatico notevole...

poi certo servono i risultati ... vedremo ...

Edited by SteBo

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