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1 minute ago, Mentadent Ruttolibero said:

Beh.. esisteva clausola rescissoria e il Benazzi l'ha fatta valere. Non credo (spero) che Chieti volesse proprio liberarsene...

Sono andati fuori di testa a prescindere dalla clausola. Quando mai aveva giocato così a Chieti?

Edited by UNSELD
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Il 12/2/2022 at 09:13, Ellediluca dice:

E scommetto che negli highlights non sbaglia neanche un tiro ??

Te lo dissi in tempi non sospetti che chill è bbuono

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5 ore fa, Seals Bruce dice:

Te lo dissi in tempi non sospetti che chill è bbuono

Lui è buono ma devi anche avere un allenatore che sappia farlo rendere per quel che vale... altrimenti...

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50 minuti fa, Sir Joe dice:

Lui è buono ma devi anche avere un allenatore che sappia farlo rendere per quel che vale... altrimenti...

Ah questo è pacifico

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Il 11/3/2022 at 11:11, Seals Bruce dice:

Ma come si pronuncia esattamente?

Io lo chiamerei Tommy,e la finiamo li?

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5 ore fa, Seals Bruce dice:

Ah questo è pacifico

Tanto pacifico non è: pensa al nostro primo allenatore di questo campionato e pensa al secondo...

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9 ore fa, Sir Joe dice:

Tanto pacifico non è: pensa al nostro primo allenatore di questo campionato e pensa al secondo...

Appunto, è pacifico che ci voglia un allenatore in grado di valorizzarlo. Non certo Invertebrati o il coach di Chieti

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49 minutes ago, florob said:

Ma SE domani... quinto posto... Supersgrat

C'è Tortona al quinto e domani, vada come vada, al quinto ci sarà sempre e solo Tortona.

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1 hour ago, florob said:

Non avevano ancora aggiornato la classifica...

Sesto va bene lo stesso? ?

SS ha una partita in meno.

Posted

 

 

Il volo di Roijakkers e dell'Openjobmetis Varese: “Non penso alla classifica, guardo solo avanti. Scola? Nessuno in Europa ha idee più moderne di lui”

Il coach olandese si racconta sul “Corriere della Sera”

Intervistato da Flavio Vanetti sul “Corriere della Sera” e reduce da una striscia di sette successi nelle otto partite allenate a Varese, coach Johan Roijakkers si racconta parlando anche del motivo per cui ha smesso di giocare a basket a 23 anni: “Ero un playmaker, nel contempo studiavo economia. La mia squadra belga mi propose di fare il viceallenatore. Mi ero laureato, però non lavoravo: accettai per un anno. Ma ero meglio come tecnico che come giocatore. Prima di Varese, anche la G-League a Rio Grande, quindi la Slovacchia e infine la Germania. È stato il vicino di casa ad avviarmi al basket. Aveva aperto un'agenzia di marketing, oggi è una potenza nello sport: quando firmai per il Bamberg mi chiamò Louis van Gaal”.

Il motivo di questo balzo in avanti dell’Openjobmetis per Roijakkers è uno solo: “La semplificazione del gioco: ora difendiamo in un solo modo, prima si usavano cinque soluzioni. Ho visto video di match precedenti al mio arrivo: partite preparate benissimo, ma c'era tanta carne al fuoco. La squadra pareva un vecchio computer Commodore 64, quello che quando caricavi troppe informazioni rallentava o si impallava. Less is more”.

Un plauso Rojan lo riserva anche a Luis Scola, GM della squadra: “Ci regala il suo cervello e
una tonnellata di esperienza: nessuno in Europa ha idee tanto moderne”.

Al momento l’Openjobmetis sarebbe 7ª in classifica e ai playoff ma l’olandese non si sbilancia: “Non bado né a chi c’è sopra né a chi sta sotto, io guardo solo avanti”.

Elogi al coach olandese arrivano poi da una leggenda come Carlo Recalcati: “Oltre all'indubbia bravura, il suo pregio è aver capito la squadra in poco tempo. Lo dico da sempre: la migliore qualità di un allenatore è mettere i giocatori nelle condizioni per esprimere il loro potenziale”, ha dichiarato a Paolo Bartezzaghi su “La Gazzetta dello Sport”.

 

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10 minuti fa, baloncesto dice:

 

 

Il volo di Roijakkers e dell'Openjobmetis Varese: “Non penso alla classifica, guardo solo avanti. Scola? Nessuno in Europa ha idee più moderne di lui”

Il coach olandese si racconta sul “Corriere della Sera”

Intervistato da Flavio Vanetti sul “Corriere della Sera” e reduce da una striscia di sette successi nelle otto partite allenate a Varese, coach Johan Roijakkers si racconta parlando anche del motivo per cui ha smesso di giocare a basket a 23 anni: “Ero un playmaker, nel contempo studiavo economia. La mia squadra belga mi propose di fare il viceallenatore. Mi ero laureato, però non lavoravo: accettai per un anno. Ma ero meglio come tecnico che come giocatore. Prima di Varese, anche la G-League a Rio Grande, quindi la Slovacchia e infine la Germania. È stato il vicino di casa ad avviarmi al basket. Aveva aperto un'agenzia di marketing, oggi è una potenza nello sport: quando firmai per il Bamberg mi chiamò Louis van Gaal”.

Il motivo di questo balzo in avanti dell’Openjobmetis per Roijakkers è uno solo: “La semplificazione del gioco: ora difendiamo in un solo modo, prima si usavano cinque soluzioni. Ho visto video di match precedenti al mio arrivo: partite preparate benissimo, ma c'era tanta carne al fuoco. La squadra pareva un vecchio computer Commodore 64, quello che quando caricavi troppe informazioni rallentava o si impallava. Less is more”.

Un plauso Rojan lo riserva anche a Luis Scola, GM della squadra: “Ci regala il suo cervello e
una tonnellata di esperienza: nessuno in Europa ha idee tanto moderne”.

Al momento l’Openjobmetis sarebbe 7ª in classifica e ai playoff ma l’olandese non si sbilancia: “Non bado né a chi c’è sopra né a chi sta sotto, io guardo solo avanti”.

Elogi al coach olandese arrivano poi da una leggenda come Carlo Recalcati: “Oltre all'indubbia bravura, il suo pregio è aver capito la squadra in poco tempo. Lo dico da sempre: la migliore qualità di un allenatore è mettere i giocatori nelle condizioni per esprimere il loro potenziale”, ha dichiarato a Paolo Bartezzaghi su “La Gazzetta dello Sport”.

 

hai omesso un passaggio credo fondamentale:

L’avventura in Italia...
«...spero valga un balzo nella carriera. Mi trovo bene, con un solo problema: noi olandesi ceniamo alle 18, qui i locali aprono dopo».

ehi bro, passa da Cassano, qui con lo smartw non smetto mai di mangiare

 

  • Like 1
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17 minuti fa, baloncesto dice:

 

 

Il volo di Roijakkers e dell'Openjobmetis Varese: “Non penso alla classifica, guardo solo avanti. Scola? Nessuno in Europa ha idee più moderne di lui”

Il coach olandese si racconta sul “Corriere della Sera”

Intervistato da Flavio Vanetti sul “Corriere della Sera” e reduce da una striscia di sette successi nelle otto partite allenate a Varese, coach Johan Roijakkers si racconta parlando anche del motivo per cui ha smesso di giocare a basket a 23 anni: “Ero un playmaker, nel contempo studiavo economia. La mia squadra belga mi propose di fare il viceallenatore. Mi ero laureato, però non lavoravo: accettai per un anno. Ma ero meglio come tecnico che come giocatore. Prima di Varese, anche la G-League a Rio Grande, quindi la Slovacchia e infine la Germania. È stato il vicino di casa ad avviarmi al basket. Aveva aperto un'agenzia di marketing, oggi è una potenza nello sport: quando firmai per il Bamberg mi chiamò Louis van Gaal”.

Il motivo di questo balzo in avanti dell’Openjobmetis per Roijakkers è uno solo: “La semplificazione del gioco: ora difendiamo in un solo modo, prima si usavano cinque soluzioni. Ho visto video di match precedenti al mio arrivo: partite preparate benissimo, ma c'era tanta carne al fuoco. La squadra pareva un vecchio computer Commodore 64, quello che quando caricavi troppe informazioni rallentava o si impallava. Less is more”.

Un plauso Rojan lo riserva anche a Luis Scola, GM della squadra: “Ci regala il suo cervello e
una tonnellata di esperienza: nessuno in Europa ha idee tanto moderne”.

Al momento l’Openjobmetis sarebbe 7ª in classifica e ai playoff ma l’olandese non si sbilancia: “Non bado né a chi c’è sopra né a chi sta sotto, io guardo solo avanti”.

Elogi al coach olandese arrivano poi da una leggenda come Carlo Recalcati: “Oltre all'indubbia bravura, il suo pregio è aver capito la squadra in poco tempo. Lo dico da sempre: la migliore qualità di un allenatore è mettere i giocatori nelle condizioni per esprimere il loro potenziale”, ha dichiarato a Paolo Bartezzaghi su “La Gazzetta dello Sport”.

 

Non gli è stata fatta la domanda delle cento spade, per lui che guarda avanti: e il pivot?

Posted (edited)
58 minutes ago, Sir Joe said:

Non gli è stata fatta la domanda delle cento spade, per lui che guarda avanti: e il pivot?

Non è l'intervista completa. Spiega cosa lui cerca in un giocatore. Versatilità,durezza,velocità. troviamo un centro con queste caratteristiche. Trovarlo non è facile 

Edited by parish76
Posted
3 minuti fa, parish76 dice:

Non è l'intervista completa. Spiega cosa lui cerca in un giocatore. Versatilità,durezza,velocità. troviamo un centro con queste caratteristiche. Trovarlo non è facile 

Son tre parole che stanno a pennello su un Jeremy Simmons. Avercene.

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