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Vorrei capire i progressi a cosa sono riferiti.

Se vendo un'auto ed il mese dopo due ho fatto il 100% di aumento, ma non esco a festeggiare.

Servirebbe il paragone con l'anno scorso, almeno.

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Vorrei capire i progressi a cosa sono riferiti.

Se vendo un'auto ed il mese dopo due ho fatto il 100% di aumento, ma non esco a festeggiare.

Servirebbe il paragone con l'anno scorso, almeno.

Sono riferite allo stesso periodo dello scorso anno, almeno questo è quanto traspare dall'articolo.

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1 aprile 2009

Auto, torna a crescere il mercato italiano (+0,24%)

La ripresa delle immatricolazioni è dovuta in larga parte agli incentivi varati dal Governo. Cresce la quota di mercato di Fiat che passa dal 30,83% di marzo 2008 al 32,62%. Brilla Ford con un rialzo delle vendite del 33,84%. Record per Hyundai (+135%)

di Marco Ferrado

Missione compiuta per gli ecoincentivi auto, che a marzo hanno riacceso il mercato delle quattro ruote. Nel mese che si è chiuso ieri le immatricolazioni sono state 214.218, per un aumento dello 0,24% rispetto al 2008 (quando erano state 213.702). Il consuntivo dei primi tre mesi, comunque, resta pesantemente negativo: -19,13% rispetto al 2008.

«L'inversione di tendenza del mercato automobilistico, in territorio negativo da ben 14 mesi, è la riprova che i provvedimenti assunti dal Governo funzionano - ha commentato il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli -, a questo punto ci auguriamo che funzioneranno ancor di più nei prossimi mesi». Proprio al riguardo, il Centro studi Promotor di Bologna osserva che «l'effetto incentivi andrà a regime in aprile e soprattutto in maggio, mesi che dovrebbero quindi vedere risultati molto migliori di quelli di marzo»; le sensazioni sono confermate dalle case automobilistiche, con Anfia e Unrae che a marzo hanno contato 276mila ordini, il 36% in più di marzo 2008. Considerando il primo trimestre 2009, gli ordini complessivi ammontano a 637.000, oltre il 2,5% in più rispetto a fine marzo 2008. «Tuttavia, perché la spinta impressa alla domanda si consolidi - prosegue il direttore del Csp, Gian Primo Quagliano - occorre che divenga al più presto operativo il meccanismo di sostegno del credito al consumo previsto dal decreto incentivi, ma che non ha ancora contribuito concretamente a migliorare l'accesso al credito per i potenziali acquirenti».

Gli ecoincentivi

A confermare il ruolo determinante degli ecobonus, i dati che l'Automobile Club d'Italia presenterà domani a Rimini in occasione della tavola rotonda "Crisi del mercato automobilistico e riflessi fiscali" (nell'ambito di EuroP.A): a marzo - segnala l'Aci - sono state 147.071 le auto acquistate grazie agli ecobonus entrati in vigore il 7 febbraio. Nel 90% dei casi è stato contemporaneamente rottamato un veicolo e, rispetto a febbraio, l'aumento degli acquisti con ecoincentivi è stato dell'82,3%. Nella maggior parte dei casi il bonus è stato utilizzato per l'acquisto di un'auto di cilindrata medio-piccola, non a caso in cima alla classifica delle auto più acquistate con ecoincentivi sono la Fiat Panda (14.863 immatricolazioni), seguita dalla Ford Fiesta (10.025) e Fiat Grande Punto (8.215). Tra le auto più rottamate, invece, svetta la vecchia Punto, seguita da Panda, Uno, Y10 e Cinquecento.

Chi sale e chi scende

Tornando alle immatricolazioni di marzo, l'andamento premia in particolare le auto di fabbricazione italiana, che crescono del 6,05% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, e compensano ampiamente la flessione del 2,36% fatta segnare dalle marche straniere. Mese tutto in attivo per il Lingotto, che registra ancora una volta l'ottima performance di Alfa Romeo trainata dalla Mito (+35,47%, da 4.440 a 6.015 immatricolazioni), seguita da Lancia (+6,64% a quota 9.346) e Fiat (+3,51% a 54.521): complessivamente il gruppo ritocca di quasi due punti la quota di mercato, che dal 30,94% di marzo 2008 sale al 32,73 per cento. Luci e ombre tra le straniere, tra le quali spicca il +135,19% di Hyundai, che sale dallo 0,8 all'1,87% di quota di mercato; brillano anche Ford (+33,8%, e quota di mercato che sale al 10,3%), Toyota (+20,3% e quota al 5,75%) e Peugeot (+14,29%, quota al 4,83%). In pesante flessione, invece, Renault (-32,8% e fetta di mercato che si assottiglia dasl 4,97 al 3,33%), Opel (-24,99%, quota al 5,19%) e Volkswagen (-8,82%, quota al 5,9 per cento). Guardando ai singoli modelli, a marzo la Grande Punto si reimpossessa del primo posto in classifica (17.376 immatricolazioni), scalzando la Panda che è seconda con 15.589. Al terzo posto sempre Ford Fiesta (10.432), seguita da Cinquecento e Toyota Yaris.

All'estero

In giornata sono stati diffusi i dati relativi ad alcuni mercati stranieri, che a loro volta risentono degli incentivi più o meno «generosi» disposti dai diversi governi. Proprio i bonus concessi dall'esecutivo Sarkozy hanno consentito al mercato francese di archiviare un mese di marzo in crescita dell'8,1% a circs 204mila immatricolazioni, un trend in decisa controtendeza rispetto a gennaio e febbraio, entrambi archiviati con una flessione del 13,1 per cento. Prosegue invece il tracollo della Spagna (-38,7%), dove nel complesso sono state immatricolate 76.503 auto contro 124.702 a marzo 2008; nei primi tre mesi dell'anno il calo è stato del 43,1% a 347.738 unità.

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Segnalo la pessima situazione spagnola, che non si ferma certo al mercato automobilistico.

Segnalo anche come la stessa Spagna, fino ad un anno fa, fosse indicata da crta parte politica come esempio da seguire sulla rotta dello sviluppo e della modernizzazione. :P

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Segnalo la pessima situazione spagnola, che non si ferma certo al mercato automobilistico.

Segnalo anche come la stessa Spagna, fino ad un anno fa, fosse indicata da crta parte politica come esempio da seguire sulla rotta dello sviluppo e della modernizzazione. :P

Beh, puntare forte sull'edilizia è un modo di seguire l'esempio spagnolo.

Sulla questione auto poi incide al 3000% il fattore incentivo. Non so se in Spagna abbiano o meno incentivato e, se si, quanto.

Ma in Spagna, il settore auto è questione "de vida o de muerte" come da noi?

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Non mi pare che il piano edilizia rappresenti "puntare forte", soprattutto in una situazione in cui il credito a supporto di tali operazioni sarà erogato con ben altri criteri di quelli che hanno portato la Spagna in questa situazione.

Il fattore incentivo sulle auto ha il significato proprio di salvaguardare l'occupazione e quindi non ha nessuna pretesa di riprogrammare le capacità produttive delle aziende in un anno.

Per cui, azioni tattiche e tatticamente valutiamole.

Per la strategia, guardo più al G20 o ancor meglio al G8.

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Beh, puntare forte sull'edilizia è un modo di seguire l'esempio spagnolo.

Sulla questione auto poi incide al 3000% il fattore incentivo. Non so se in Spagna abbiano o meno incentivato e, se si, quanto.

Ma in Spagna, il settore auto è questione "de vida o de muerte" come da noi?

L' edilizia ( ed i mutui !!) spagnoli hanno determinato una sostanziosa cresita del Pil..... con la fuffa, cioè senza i danè, e adesso son lacrime e sangue che si riversano su tutto il mondo produttivo.

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L' edilizia ( ed i mutui !!) spagnoli hanno determinato una sostanziosa cresita del Pil..... con la fuffa, cioè senza i danè, e adesso son lacrime e sangue che si riversano su tutto il mondo produttivo.

Diciamo che la Spagna non soffre della Crisi, ma della Sua Crisi.

Hanno replicato in locale quello che è il problema mondiale.

Infatti soffrono da prima che la bolla speculativa esplodesse.

Non si può pensare di basare l'economia sull'edilizia e sui mutui.

Le banche spagnole sono ingrassate come le rane dalla bocca larga.

Ma poi cosa resta? Una disoccupazione atomica ..............

Spagna, disoccupazione in forte aumento. Ai massimi da 13 anni

Commenti - | | 3 febbraio 2009

Ancora un forte aumento della disoccupazione in Spagna, dove a gennaio ha superato quota 3,3 milioni, con quasi 200.000 senza lavoro in più rispetto a dicembre. Lo ha reso noto oggi il ministero del Lavoro, secondo cui l'aumento mensile è stato del 6,35%.

Per la precisione, a gennaio i disoccupati hanno raggiunto la cifra di 3.327.801. Anche se gennaio è tradizionalmente un mese negativo, spiega il ministero, l'aumento mansile di 199.000 disoccupati è il peggiore negli ultimi 13 anni.

Si tratta del decimo aumento consecutivo della disoccupazione, che ormai in Spagna è del 14% della popolazione attiva: nell'ultimo anno i disoccupati nuovi sono stati 1.065.876, il 47,1% in più, soprattutto come effetto della pesante crisi del mercato immobiliare e delle costruzioni, ma anche dei servizi e l'industria.

Sommessamente aggiungo che:

fino a che non si tornerà all'economia della Produzione e non della produttività; fino a che non si tornerà a valutare le aziende per quello che fanno e non per quello che risparmiano;

fino a che il lavoratore non tornerà ad essere tale e non più un valore per l'azienda;

da questa crisi non ci usciremo mai. Bisogna cambiare la mentalità. Invece vedo solo i soliti speculattoni che cercano ci cambiare faccia e strategia per continuare a giocare con gli algoritmi e i grafici in power point maledetti!

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Peccato che Ale Div sia disperso ... ^_^

Non avrei potuto esprimermi meglio ..............

‘Leader piramidale’ o tonno in scatola?

30th mar 2009

Antonio Serena

«Un leader piramidale che ha saputo trasformare la propria solitudine nel centro della politica»

Così il «Foglio» del 24 marzo scorso inneggiava a Gianfranco Fini all’indomani della confluenza di Alleanza Nazionale nel PDL, il cartello elettorale creato da Berlusconi nell’ottobre 2007. Un titolo certamente sfuggito di penna a qualche praticante giornalista o commissionato dall’alto dal momento che mai una persona dell’intelligenza di Giuliano Ferrara potrebbe emettere giudizi simili, assolutamente incompatibili con i risultati, politici e numerici, raggiunti in poco più di vent’anni dal casuale erede di Giorgio Almirante.

I risultati numerici sono facilmente verificabili. Nel 1972 , quando Gianfranco Fini muoveva i suoi primi passi all’ interno del Movimento Sociale Italiano, il partito raggiunse alle elezioni politiche per il Senato il 9,1 dei voti; oggi, dopo vent’anni di dirigenza finiana, la componente alleanzina confluita nel PDL può contare, nella migliore delle ipotesi, dello stesso numero dei voti, percentuale che le è stata riconosciuta nella spartizione all’interno del Partito della libertà. Evitando strappi ideologici e mutamenti di sigle, semplicemente rinnovandosi senza tradire le sue origini e consegnando alla storia ciò che oramai appartiene solamente alla storia, magari chiarendo il senso di mai risolti equivoci atlantisti, il vecchio MSI potrebbe oggi possedere ancora una propria identità social-nazionale ed un consistente peso numerico invece di aver dato linfa a quel «partito nazionale» leghista che ne ha sostanzialmente raccolto l’eredità politica ed elettorale.

Era il 19 agosto 1989 quando Gianfranco Fini affermava: «Credo ancora nel fascismo, sì, ci credo»; «Nessuno può chiederci abiure della nostra matrice fascista», Il Giornale, 5 gennaio 1990; «Mussolini è stato il più grande statista nel secolo. E se vivesse oggi, garantirebbe la libertà degli italiani», 30 settembre 1992; «…chi è vinto dalle armi ma non dalla storia è destinato a gustare il dolce sapore della rivincita… Dopo quasi mezzo secolo, il fascismo è idealmente vivo…», maggio 1992; «Mussolini è stato il più grande statista del secolo», 1° aprile 1994;

«Ci sono fasi in cui la libertà non è tra i valori preminenti», giugno 1994). O ancora: «E’ sempre il fascismo il nostro sogno» (La Repubblica); «L’antifascismo non fa per noi» (La Nazione); «Spiego il fascismo del 2000» (L’Eco di Bergamo); «Via la muffa dal fascismo» (Il Messaggero). Poi, improvvisa, l’abiura del «fascismo male assoluto” con tanto di Kippà in testa, l’esaltazione della shoah e l’assunzione nell’ industria dell’olocausto affiancato dal potente tutore sionista. «Mussolini? Sarei schizofrenico a definirlo il maggiore statista del’900», Corriere della Sera, 26 marzo 2009 .

Poi le aperture verso gli extracomunitari, dopo aver firmato la legge antiimmigrazione assieme a quel Bossi «autentica vergogna della politica italiana», che aveva giurato non avrebbe più avvicinato «neanche per un caffè», seguìto dal riconoscimento della cittadinanza paritaria degli immigrati. E ancora gli attacchi alla Chiesa (1995) rinnovati di recente («Anche la Chiesa si adeguò all’ infamia delle leggi razziali», dicembre 2008) e le aperture in tema di fecondazione assistita; quindi, dopo la difesa della famiglia intesa come unione tra uomo e donna, il riconoscimento delle coppie di fatto e delle unioni omosessuali (2006).

Infine lo smarcamento e l’aperto dissenso verso il Berlusconi della ormai «ex coalizione» («Non entrerò mai nel partito unico di Berlusconi… non ci si inventa un partito in una notte»), rientrati immediatamente per l’imprevista caduta del governo Prodi che lo costrinse al veloce ritorno in coalizione con Berlusconi e Lega.

Nel 2009, prima dello scioglimento di AN, altra serie di interventi contraddittori. Il 9 gennaio decelera sul problema immigrati bocciando un emendamento leghista che avrebbe imposto agli immigrati di pagare una tassa di soggiorno; il 4 febbraio interviene sul caso Englaro affermando: «Invidio chi ha certezze. Personalmente non ne ho, né religiose, né scientifiche», figuriamoci politiche; il 10 marzo, quando Berlusconi propone che in Aula i capigruppo votino anche per i colleghi, si scandalizza invocando il rispetto delle regole e l’autonomia del parlamentare fingendo di dimenticare che i suoi deputati (a memoria di chi scrive) venivano invitati a votare in un certo modo sotto minaccia di non ricandidatura; il 12 marzo, a chi gli fa ironicamente notare che, con i suoi palesati convincimenti, potrebbe benissimo candidarsi a leader del Partito democratico e che, comunque, il ruolo di Presidente della Camera gli imporrebbe di moderare dichiarazioni ed interventi di parte, risponde: «Il presidente della Camera non è un ornamento, esprime le proprie opinioni. Se poi queste vengono etichettate come di sinistra, non ci trovo nulla di male». Piccolo inciso, a quella data è ancora leader dell’unico partito di destra presente in Parlamento.

Infine, in attesa del’agognato via libera all’ entrata nel partito democristiano europeo (PPE), la fusione fredda di questi giorni col partito del premier, suggellata da un intervento patetico con tanto di citazione del grande poeta fascista Ezra Pound: «Se un uomo non è disposto ad affrontare qualche rischio per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui». Non poteva scegliere un richiamo meno opportuno.

Erano cose, del resto, ampiamente prevedibili.

Capitato per caso nel neofascismo, vissuto indegnamente a fianco di giovani che sacrificarono la vita alle loro idee, «er caghetta», come veniva definito dai suoi camerati, ha sempre pensato più alla sua carriera che a tener viva la fiamma dell’ideale. Senza mai correre rischi, come quando, alle manifestazioni di piazza, vestendo l’immancabile impermeabile bianco da commissario di polizia, si infilava nei negozi «per controllare la situazione» e schivare la mischia e le sprangate dei compagni.

L’aveva ben previsto Giorgio Pisanò che, ben conoscendo il personaggio, scrisse:

«Riconosciamo a chiunque il diritto di modificare le proprie opinioni e trarne le debite conseguenze. Quello che non riconosciamo a nessuno è il diritto di imbrogliare il prossimo e di sfruttarne spudoratamente e cinicamente gli entusiasmi, la fiducia, le speranze, per farne lo strumento di trasformismi finalizzati alla conquista di posizioni di potere. Solo i cretini e i complici in malafede possono oggi ancora sostenere che i comportamenti e gli atteggiamenti politici di Fini, quello che dice a proposito e a sproposito di Mussolini e del Fascismo, siano le manifestazioni di una astutissima operazione tattica, tendente a portare il Fascismo e i fascisti nell’area di governo e quindi al potere. Fini e compagni non hanno mai pensato di portare i fascisti al potere. Hanno pensato, e ci sono riusciti, di imbrogliare e sfruttare i fascisti per arrivare loro al potere. E adesso mirano all’ultima fase dell’operazione: quella che deve puntare all’annullamento del Msi nel calderone liberaldemocratico di An, preludio al travaso finale di tutta la banda Fini nella Forza Italia di Berlusconi».

Era il 28 aprile 1994, esattamente quindici anni fa, e quanto affermato da Pisanò s’è puntualmente avverato, anche se nessuno avrebbe potuto prevedere i termini di una mediocrità che La Stampa di Torino ha così sinteticamente definito: «Un segretario in grigio, non eccelle in nulla. Non ha mai dovuto lottare per ottenere qualcosa. Ha programmato la sua ascesa come una carriera da statale».

Non preoccupa certo che il personaggio ricopra oggi la carica di Presidente della Camera: c’è di tutto e di più anche nella storie personali degli esponenti delle altre massime cariche istituzionali di una repubblica che ha per Presidente colui che elogiò l’invasione sovietica dell’Ungheria del 1956. Ci preoccupa invece sapere - almeno finché la sua storia rimarrà intrecciata a quella della nazione italiana - come finirà quest’uomo che ha distrutto una famiglia politica al solo unico scopo di inseguire i suoi sogni di gloria ed il proprio tornaconto personale. Finirà vincente o, abbandonato anche dai pochi fedelissimi rimastigli, verrà fagocitato da squali più abili di lui che, al pari suo, hanno gettato alle ortiche la tonaca degli ideali passando in pochi anni dai vertici del PCI o del socialismo massimalista alla corte di Berlusconi? O finiranno tutti quanti tritati da una rinata coscienza nazionale?

E’ problema che riguarda non tanto il futuro di clan e partiti quanto quello di un intero Paese.

Antonio Serena è su liberaopinione.net

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Sono serissimo.

A me Silvio al G20 è piaciuto un casino.

Si è fatto rimproverare da quella vecchia rinco della regina per aver usato un tono troppo conviviale e poi ha mandato a stendere la Merkel perchè era al telefono con Erdogan.

I giornali gli debbono fare una grande pippa stavolta.

P.S.

La regina Elisabetta è quella che aveva chiesto a Clepton se suonasse la chitarra da molto tempo, per inquadrare la lucidità della persona.

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Sono serissimo.

A me Silvio al G20 è piaciuto un casino.

Si è fatto rimproverare da quella vecchia rinco della regina per aver usato un tono troppo conviviale e poi ha mandato a stendere la Merkel perchè era al telefono con Erdogan.

I giornali gli debbono fare una grande pippa stavolta.

P.S.

La regina Elisabetta è quella che aveva chiesto a Clepton se suonasse la chitarra da molto tempo, per inquadrare la lucidità della persona.

Per la prima volta :doh[1]::P:o

Grande Silvio ...... sti reali del ca££o stanno rompendo gli zebedei.

A quando una nuova presa della Bastiglia ........

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Per la prima volta :doh[1]::P:o

Grande Silvio ...... sti reali del ca££o stanno rompendo gli zebedei.

A quando una nuova presa della Bastiglia ........

Non è questione di reali o meno. Non era ad un ritrovo di vecchi compagni di liceo. Sono lì(dicono loro) per risolvere i problemi del mondo e lui dopo la foto di "classe" si mette a urlare come in gita.... Vabbeh

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Sono serissimo.

A me Silvio al G20 è piaciuto un casino.

Si è fatto rimproverare da quella vecchia rinco della regina per aver usato un tono troppo conviviale e poi ha mandato a stendere la Merkel perchè era al telefono con Erdogan.

I giornali gli debbono fare una grande pippa stavolta.

P.S.

La regina Elisabetta è quella che aveva chiesto a Clepton se suonasse la chitarra da molto tempo, per inquadrare la lucidità della persona.

Quotissimo !

Notevoli (straridicole !) anche le spiegazioni ufficiali di Buckingham Palace dopo l' evento......... :P:o:doh[1]:

Posted (edited)
Non è questione di reali o meno. Non era ad un ritrovo di vecchi compagni di liceo. Sono lì(dicono loro) per risolvere i problemi del mondo e lui dopo la foto di "classe" si mette a urlare come in gita.... Vabbeh

Per favore pietà Tricky, pietà.

Se lo avesse fatto Obama sareste tutti lì a sbavare per il suo simpatico stile informale ed anticonformista.

Abbasta veramente.

Edited by Ponchiaz
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Per favore pietà Tricky, pietà.

Se lo avesse fatto Obama sareste tutti lì a sbavare per il suo simpatico stile informale ed anticonformista.

Abbasta veramente.

Punti di vista Ponchiaz. Se l'avesse fatto Obama tu avresti parlati di stile informale e anticonformista. Io sarei rimasto basito ugualmente. Se poi a te diverte un presidente del consiglio che fa le corna, che fa cucu etc... io rispetto assolutamente il tuo pensiero -_- e non ti chiedo di avere pietà. Ma permettimi di pensare che chi decide le sorti del mondo (o dice di farlo) potrebbe avere un atteggiamento un minimo più composto.

Posted (edited)
Punti di vista Ponchiaz. Se l'avesse fatto Obama tu avresti parlati di stile informale e anticonformista. Io sarei rimasto basito ugualmente. Se poi a te diverte un presidente del consiglio che fa le corna, che fa cucu etc... io rispetto assolutamente il tuo pensiero -_- e non ti chiedo di avere pietà. Ma permettimi di pensare che chi decide le sorti del mondo (o dice di farlo) potrebbe avere un atteggiamento un minimo più composto.

Lady Obama ha fatto di peggio... ha abbracciato la Regina!!!

Le ha cinto la schiena come se fosse una compagna di scuola!!

Ricordo che la Regina d'Inghilterra non può essere toccata da nessun comune mortale. :lol::lol:

Lode a Silvio e Onore a Lady Obama!

Edited by Ale Div.
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Ma permettimi di pensare che chi decide le sorti del mondo (o dice di farlo) potrebbe avere un atteggiamento un minimo più composto.

Io personalmente non ho mai pensato che l'atteggiamento composto sia un valore aggiunto, chi lavora con me lo sa.

Woityla, uno dei massimi uomini politici dell'ultimo secolo non era certo uno noto per gli atteggiamenti composti, viceversa Hitler era uno compostissimo. Weltroni anche è uno bello composto e da composto è diventato prima deposto ed ora decomposto.

Chissà poi cosa penserebbe il Dalai Lama della compostezza come valore.

Tutto questo è sovrastruttura, cipria e parrucche per nascondere le difficoltà di comunicare veramente, di mettere le palle sul ceppo, di litigare anche ma senza trincerarsi dietro ai salamelecchi.

A questi leader io chiedo competenza ed unità, se l'irruenza di Silvio sarà servita anche un po' a sciogliere un po' la rigidezza del protocollo ed a fare un po' di "team building" ben venga e ben venga anche Mrs. Obama che palpa il culo alla vecchia.

Il mondo ha bisogno di cambiamento, è per smuovere qualche vecchia cariatide non è mai troppo presto.

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Ricordo che la Regina d'Inghilterra non può essere toccata da nessun comune mortale. :lol:-_-

Danton, Marat, Roberspierre dove siete ..... c'è ancora lavoro da svolgere ....

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A questi leader io chiedo competenza ed unità, se l'irruenza di Silvio sarà servita anche un po' a sciogliere un po' la rigidezza del protocollo ed a fare un po' di "team building" ben venga e ben venga anche Mrs. Obama che palpa il culo alla vecchia.

Silvio come Galanda???? Na.... -_-

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Io personalmente non ho mai pensato che l'atteggiamento composto sia un valore aggiunto, chi lavora con me lo sa.

Woityla, uno dei massimi uomini politici dell'ultimo secolo non era certo uno noto per gli atteggiamenti composti, viceversa Hitler era uno compostissimo. Weltroni anche è uno bello composto e da composto è diventato prima deposto ed ora decomposto.

Chissà poi cosa penserebbe il Dalai Lama della compostezza come valore.

Tutto questo è sovrastruttura, cipria e parrucche per nascondere le difficoltà di comunicare veramente, di mettere le palle sul ceppo, di litigare anche ma senza trincerarsi dietro ai salamelecchi.

A questi leader io chiedo competenza ed unità, se l'irruenza di Silvio sarà servita anche un po' a sciogliere un po' la rigidezza del protocollo ed a fare un po' di "team building" ben venga e ben venga anche Mrs. Obama che palpa il culo alla vecchia.

Il mondo ha bisogno di cambiamento, è per smuovere qualche vecchia cariatide non è mai troppo presto.

Applausi !

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7/4/2009 () - IL MINISTRO DELLA DIFESA: CANCELLARE IL PROGRAMMA CUI PARTECIPA FINMECCANICA

Usa, stop all'elicottero del presidente

Il Pentagono: "I costi sono diventati insostenibili". Schiaffo all'industria italiana

FRANCESCO SEMPRINI

NEW YORK

Robert Gates boccia l’elicottero presidenziale del consorzio Lockheed Martin-AgustaWestland. Il segretario alla Difesa Usa ha consigliato la cancellazione del contratto che prevede la fornitura di 23 elicotteri US 101 per la flotta della Casa Bianca congelando di fatto la commessa sino a quando il Congresso e il presidente Barack Obama non si pronunceranno in via definitiva sul dossier. «Raccomando la rescissione del contratto sul VH-71» (questa la sigla tecnica del velicolo). «Il programma era stato pensato inizialmente per fornire 23 elicotteri ad un costo di 6,5 miliardi di dollari», spiega Gates nel corso di una conferenza stampa. «Oggi - prosegue - il programma è salito a 13 miliardi di dollari, ha registrato un certo ritardo e ci espone al rischio di non vedere rispettate le caratteristiche richieste».

Secondo il segretario alla Difesa è fuori discussione che ci sia bisogno di un nuovo elicottero presidenziale, ma i costi dell’attuale progetto sono diventati insostenibili. Per questo non è esclusa l’ipotesi di una nuova gara d’appalto. Sono state le tante modifiche richieste dall’amministrazione Bush per rafforzare i dispositivi di sicurezza a far salire i costi del progetto nella versione «Increment 2». Il balzo ha fatto scattare una revisione automatica del contratto che Obama ha definito «fuori controllo». «Qualcuno ha suggerito di riportare il programma alla versione Increment 1. Credo che questa opzione non sia né consigliabile né conveniente - dice Gates - gli elicotteri nella versione Increment 1 non rispondono ai requisiti richiesti e hanno una vita stimata in 5-10 anni, rispetto ai 30-40 anni della flotta attuale» targata Sikorsky che serve la Casa Bianca dai tempi di Eisenhower. La cancellazione definitiva risulterrebbe tuttavia non poco onerosa per il Pentagono visto che i costi delle penali, fissati dalla Federal Acquisition Regulation, sono molto alti.

«E’ solo il primo passo di un processo di budget particolarmente complesso e conferma che non ci saranno impatti per il gruppo dal punto di vista economico-finanziario», spiega in una nota Finmeccanica, società madre di Agusta-Westland. «Il valore dell’Increment 2 - prosegue - non era stato incluso nell’attuale budget del gruppo e nei piani pluriennali». Il dossier Marine One passa ora al Congresso dove rischia di dar vita, come avvenuto nel 2005, a una battaglia tra senatori e deputati degli Stati dove risiedono da una parte Lockheed e Agusta , e Sikorsky dall’altra. Per questo Gates ha chiesto a Capitol Hill di superare gli «interessi campanilistici» a favore del bene comune. Ciò nonostante alcune raccomandazioni «siano destinate a sollevare contraddittori e polemiche».

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Vediamo se qualche genio adesso farà uno striscione al Cav. per scusarsi del comportamento di Obama........... :angry:

Edited by ROOSTERS99
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Vediamo se qualche genio adesso farà uno striscione al Cav. per scusarsi del comportamento di Obama........... :angry:

Caxxo c'entra?

PS: Spero che tu e Ponchiaz apprezziate il mio essere diretto senza inutili panegirici e salamelecchi cerimoniosi :P

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Caxxo c'entra?

PS: Spero che tu e Ponchiaz apprezziate il mio essere diretto senza inutili panegirici e salamelecchi cerimoniosi :angry:

Vedi tu ........

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