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Se il dio Po fosse veramente tale, strariperebbe a Napoli e non a Piacenza.

Il suo problema è che non esiste, così come tutti gli altri :P:P;)

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Se il dio Po fosse veramente tale, strariperebbe a Napoli e non a Piacenza.

il dio Po straripa dov'è, non dove non è.

non è mica un dio tuttofare come quelli venuti dalla sabbia... :lol:

in ogni caso l'indizio lo ha fornito... :lol:

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Oh, la velona ha deciso di passare alla cassa.

Buon per lei, adesso vai e spenditi tutto in superalcolici.

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Oh, la velona ha deciso di passare alla cassa.

Buon per lei, adesso vai e spenditi tutto in superalcolici.

Cinico ! ;)

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6 maggio 2009

Perché negli Stati Uniti la Cinquecento non potrà mai avere successo

C’è un mercato molto limitato negli Stati Uniti per “le fighette”

Un intervento dell’analista Ronald Glantz uscito su Fortune la settimana scorsa.

Ho tutta la fiducia che Chrysler verrà fuori da questo processo più forte e più competitiva”, ha detto il presidente Obama quando l’azienda automobilistica ha aperto la procedura di amministrazione controllata e si è alleata con Fiat. L’amministrazione controllata era necessaria perché gli avvoltoi che giravano sopra Chrysler, gli hedge fund e altri investitori, non sono riusciti a raggiungere un accordo, visto che ognuno cercava di aggiudicarsi più carne possibile. Eppure va chiarita una cosa. Sono ancora lì che svolazzano sulla carcassa, Chrysler è morta. C’era una ragione per la quale Cerberus Capital Management ha accettato di pagare il pegno del proprio intero pacchetto azionario, di rinunciare alla sua partecipazione al debito subordinato da due miliardi di Chrysler e di trasferire la sua proprietà del quartier generale di Chrysler alla nuova alleanza Chrysler. E per la quale Daimler ha accettato di abbandonare il suo 19 per cento di azioni, di rinunciare alla sua partecipazione al debito subordinato e di pagare 600 milioni ai fondi pensione di Chrysler. Il futuro di qualsiasi produttore di auto sono i prodotti nuovi.

Secondo alcuni manager di Chrysler che sono “andati in pensione” negli ultimi mesi, il presidente Robert Nardelli si è concentrato sul cash flow a scapito dello sviluppo dei prodotti. La maggior parte delle recenti offerte di Chrysler è stata rinominata: si tratta di vecchi prodotti cui sono state date nuove etichette. Chrysler ha buttato via il nome Jeep e l’ha sostituito con Patriot e Compass, il nome Dodge con Caliber e Nitro e il nome Chrysler con Sebring e Aspen.

Si dice che in via di realizzazione non ci sia quasi niente, i team che si occupano dei prodotti futuri hanno soltanto la metà degli ingegneri necessari e queste persone sono costantemente criticate da chi si occupa della parte finanziaria. Questo è uno dei motivi per i quali Chrysler ha le auto più rumorose sul mercato e gli interni dall’aspetto più scadente. Mentre l’accordo con Fiat è utile, Chrysler non ottiene molto in cambio. Fiat contribuirà con un’autorizzazione all’utilizzo di tutta la sua proprietà intellettuale e del suo “know how” in cambio del 20 per cento delle azioni della riorganizzata Chrysler. In cambio di una quota addizionale fino al 15 per cento, Fiat dovrà presentare un veicolo prodotto in una fabbrica americana di Chrysler che raggiunge le 40 miglia al gallone (circa 17 km con un litro), fornire a Chrysler una rete di distribuzione oltreoceano e una produzione all’avanguardia, motori di nuova generazione in una struttura statunitense Chrysler. In Europa, al di fuori dei confini italiani Fiat è un attore marginale. Le uniche vetture prodotte che arrivano a 40 miglia al gallone dovranno essere modificate ampiamente e con alti costi per rispettare gli standard americani in materia di sicurezza ed emissioni. Questo semplicemente non può essere fatto prima dell’anno di produzione 2012. La Fiat 500, per esempio, è più corta, più stretta e più alta della Mini Cooper, dimensioni che la rendono adatta alle strade strette e intasate dal traffico dei paesi europei.

Ma c’è un mercato molto limitato negli Stati Uniti per “le fighette”, specialmente visto che per molti americani Fiat significa ancora “Fix it again, Tony”, “Aggiustala ancora Tony”. E anche allora, è poco probabile che queste auto possano essere vendute con profitto, specialmente dal momento che Honda e Toyota vendono ibridi già con un chilometraggio migliore a soli 19.800 dollari. Nel frattempo, i rivenditori Chrysler possono soltanto attendere la 2010 Jeep Grand Cherokee (relativamente rinnovata) e la Chrysler 300. La distribuzione oltreoceano, poi, è ridicola. Fiat porta distribuzione soltanto in mercati che non prenderebbero in considerazione l’acquisto di grandi pickup, minivan e automobili americane. Sì, Fiat è leader nello sviluppo dei motori diesel, ma quel tipo di tecnologia è usata soprattutto oltreoceano, dove i requisiti sulle emissioni sono a favore del diesel. Alla fine di tutto, la “nuova” Chrysler sarà di proprietà degli United Auto Workers, i sindacati di settore, che comprensibilmente cercheranno di massimizzare in breve tempo i posti di lavoro, i salari e i benefit. Abbiamo già visto quanto bene ha funzionato questo quando i sindacati possedevano il 55 per cento di United Airlines.

di Ronald Glantz

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Clandestini rispediti al mittente

Finalmente un accordo con la Libia

07/05/2009 |

E' successo quello che civiltà vuole: i clandestini sui barconi fermi al largo di Lampedusa sono stati inviati al mittente. E tanti saluti. Anziché litigarseli con Malta, l'Italia li ha rispediti a Tripoli, accompagnati da tre motovedette italiane, due della Guardia Costiera e una della Guardia di Finanza. I 227 clandestini, tra cui 40 donne, soccorsi ieri su tre barconi nel Canale di Sicilia, sono ora in Libia.

Gli immigrati avevano lanciato ieri l'Sos mentre si trovavano a Sud di Lampedusa, in acque internazionali di competenza maltese per quanto riguarda le operazioni di ricerca e soccorso. Dopo un nuovo scontro diplomatico con Malta, da Lampedusa erano salpate le tre motovedette che hanno poi raccolto i 227 extracomunitari. Le trattative tra l'Italia e la Libia hanno poi portato in serata alla decisione di rimpatriare immediatamente i clandestini che erano partiti dalle coste nordafricane. Una decisione che ha incontrato il plauso anche del governo maltese. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha definito l'accordo con le autorità di Tripoli "una svolta nel contrasto all'immigrazione clandestina", ricordando che il 15 maggio partirà anche il pattugliamento congiunto Italia-Libia.

Quello che sta succedendo in queste ore "può rappresentare una svolta nel contrasto all'immigrazione clandestina", ha detto Maroni. "In questi momenti - ha spiegato - le nostre motovedette stanno restituendo alla Libia migranti partiti da quelle coste. E' un risultato storico a cui abbiamo lavorato per un anno e nei prossimi giorni partirà anche il pattugliamento congiunto tra Italia e Libia". Se l'operazione fatta oggi, ha aggiunto, "continuerà, il problema del contrasto tra Italia e Malta sull'accoglimento dei clandestini sarà risolto perché in qualunque acqua si trovino i barconi saranno rispediti in Libia da dove sono partiti". Quanto a Malta, ha concluso, "noi siamo andati oltre 600 volte a recuperare migranti in acque maltesi. Ho deciso che da ora in avanti ciò che è compito nostro lo faremo e ciò che non lo è non lo faremo

:g[1]:

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Clandestini rispediti al mittente

Finalmente un accordo con la Libia

07/05/2009 |

E' successo quello che civiltà vuole: i clandestini sui barconi fermi al largo di Lampedusa sono stati inviati al mittente. E tanti saluti. Anziché litigarseli con Malta, l'Italia li ha rispediti a Tripoli, accompagnati da tre motovedette italiane, due della Guardia Costiera e una della Guardia di Finanza. I 227 clandestini, tra cui 40 donne, soccorsi ieri su tre barconi nel Canale di Sicilia, sono ora in Libia.

Gli immigrati avevano lanciato ieri l'Sos mentre si trovavano a Sud di Lampedusa, in acque internazionali di competenza maltese per quanto riguarda le operazioni di ricerca e soccorso. Dopo un nuovo scontro diplomatico con Malta, da Lampedusa erano salpate le tre motovedette che hanno poi raccolto i 227 extracomunitari. Le trattative tra l'Italia e la Libia hanno poi portato in serata alla decisione di rimpatriare immediatamente i clandestini che erano partiti dalle coste nordafricane. Una decisione che ha incontrato il plauso anche del governo maltese. Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha definito l'accordo con le autorità di Tripoli "una svolta nel contrasto all'immigrazione clandestina", ricordando che il 15 maggio partirà anche il pattugliamento congiunto Italia-Libia.

Quello che sta succedendo in queste ore "può rappresentare una svolta nel contrasto all'immigrazione clandestina", ha detto Maroni. "In questi momenti - ha spiegato - le nostre motovedette stanno restituendo alla Libia migranti partiti da quelle coste. E' un risultato storico a cui abbiamo lavorato per un anno e nei prossimi giorni partirà anche il pattugliamento congiunto tra Italia e Libia". Se l'operazione fatta oggi, ha aggiunto, "continuerà, il problema del contrasto tra Italia e Malta sull'accoglimento dei clandestini sarà risolto perché in qualunque acqua si trovino i barconi saranno rispediti in Libia da dove sono partiti". Quanto a Malta, ha concluso, "noi siamo andati oltre 600 volte a recuperare migranti in acque maltesi. Ho deciso che da ora in avanti ciò che è compito nostro lo faremo e ciò che non lo è non lo faremo

:P

A volte mi chiedo come una persona che lotta per la vita ad ogni costo, in nome di principi cristiani, possa applaudire a notizie del genere .....

Non avertene a male Roo, sò che sei in buona compagnia.

Posted (edited)
A volte mi chiedo come una persona che lotta per la vita ad ogni costo, in nome di principi cristiani, possa applaudire a notizie del genere .....

Non avertene a male Roo, sò che sei in buona compagnia.

Rispedire sulle spiagge da cui sono partiti quei poveretti è, prima di ogni altra cosa, lotta contro il racket che gestisce il traffico di esseri umani.

Questa lotta avrà sempre il mio applauso, caloroso.

Edited by ROOSTERS99
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Rispedire sulle spiagge da cui sono partiti quei poveretti è, prima di ogni altra cosa, lotta contro il racket che gestisce il traffico di esseri umani.

Questa lotta avrà sempre il mio applauso, caloroso.

Vedo che non vuoi capire ......

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A volte mi chiedo come una persona che lotta per la vita ad ogni costo, in nome di principi cristiani, possa applaudire a notizie del genere .....

Non avertene a male Roo, sò che sei in buona compagnia.

Far finta che l'immigrazione clandestina non rappresenti un problema viola , a mio avviso , quei principi cristiani a cui tu fai riferimento .

Posted
Spiegati meglio.

Hai spostato il problema sulla lotta al traffico di esseri umani.

Il fatto che 227 persone sono state mandate allo sbando non interessa nessuno.

Posted
Hai spostato il problema sulla lotta al traffico di esseri umani.

Il fatto che 227 persone sono state mandate allo sbando non interessa nessuno.

E quindi cosa dovremmo fare?

Accettare tutti i barconi che Gheddafi lascia partire per ottenere la mancia dal governo italiano?

Accettare che tutti i sicari di Gheddafi facciano palate di soldi su sti poveri cristi che verranno in Italia senza casa nè lavoro?

Ieri ho sentito che la portavoce dell'ONU per i rifugiati politici ha criticato il Governo italiano.

Ottima occasione persa per star zitti. Di tutti i clandestini arrivati in Italia, quanti sono rifugiati politici?

Se uno è tale, anzichè affrontare il mare, può rischiare (meno) presentandosi in qualche consolato, ambasciata, ufficio dell'ONU .....

L'onu che fa per impedire la tratta degli schiavi? Per aiutare i perseguitati?

La verità è che l'immigrazione clandestina è un business, che ingrassa cooperative e associazioni umanitarie, laiche e cristiane indistintamente. Guai a chi tocca il giocattolo.

E non dimentichiamoci che molte nazioni usano l'Italia come discarica "sociale", così come l'Italia e altre nazioni europee hanno usato i nuovi continenti 100, 200 annni fa.

Albanesi e rumeni non sono geneticamente più cattivi di quanto non lo siamo noi, ma se i delinquenti, anzichè tenerli in casa, li espelli verso l'Italia, albanesi e rumeni saranno considerati massmediaticamente delinquenti. Così come l'italiano, all'estero, è mafioso.

Un controllo alle frontiere è doveroso, anche per evitare il razzismo generalizzato dopo.

Posted
E quindi cosa dovremmo fare?

Accettare tutti i barconi che Gheddafi lascia partire per ottenere la mancia dal governo italiano?

Accettare che tutti i sicari di Gheddafi facciano palate di soldi su sti poveri cristi che verranno in Italia senza casa nè lavoro?

Ieri ho sentito che la portavoce dell'ONU per i rifugiati politici ha criticato il Governo italiano.

Ottima occasione persa per star zitti. Di tutti i clandestini arrivati in Italia, quanti sono rifugiati politici?

Se uno è tale, anzichè affrontare il mare, può rischiare (meno) presentandosi in qualche consolato, ambasciata, ufficio dell'ONU .....

L'onu che fa per impedire la tratta degli schiavi? Per aiutare i perseguitati?

La verità è che l'immigrazione clandestina è un business, che ingrassa cooperative e associazioni umanitarie, laiche e cristiane indistintamente. Guai a chi tocca il giocattolo.

E non dimentichiamoci che molte nazioni usano l'Italia come discarica "sociale", così come l'Italia e altre nazioni europee hanno usato i nuovi continenti 100, 200 annni fa.

Albanesi e rumeni non sono geneticamente più cattivi di quanto non lo siamo noi, ma se i delinquenti, anzichè tenerli in casa, li espelli verso l'Italia, albanesi e rumeni saranno considerati massmediaticamente delinquenti. Così come l'italiano, all'estero, è mafioso.

Un controllo alle frontiere è doveroso, anche per evitare il razzismo generalizzato dopo.

Alcuni passi del tuo discorso possono essere condivisibili.

Però non è un discorso da seguace di Cristo.

Posted (edited)
Alcuni passi del tuo discorso possono essere condivisibili.

Però non è un discorso da seguace di Cristo.

Non mi risulta che Ale lo sia, difatti :P

Capisco cosa vuoi dire corny, e non voglio entrare nel merito delle questioni religiose perchè non mi va di alimentare polemiche ora. Ma la lotta all'immigrazione clandestina è una cosa assolutamente necessaria, per quanto io sono convinto che vada combattuta dirttamente nei paesi d'origine, e non basti "sparare" sui barconi.

Edited by davide
Posted
A volte mi chiedo come una persona che lotta per la vita ad ogni costo, in nome di principi cristiani, possa applaudire a notizie del genere .....

Non avertene a male Roo, sò che sei in buona compagnia.

Hai spostato il problema sulla lotta al traffico di esseri umani.

Il fatto che 227 persone sono state mandate allo sbando non interessa nessuno.

Io non penso affatto che mandare 227 persone che, by the way, allo sbando erano già per colpe dei loro governanti al loro paese sia una cosa che lascia indifferenti nessuno. Credo proprio a partire dai soldati delle motovedette che li hanno accompagnati a destinazione.

A me piace un modo di dire, non proprio elegante: "Siamo tutti ricchioni con il culo degli altri".

In particolar modo tutti i paesi che dall'immigrazione sono toccati zero, tutti i pinguini di Bruxelles e molti che nel Mediterraneo fanno gli gnorri o peggio stanno facendo i Luxurya con il retto degli italiani, cristiani e non.

Io penso che ci sia del folle o criminale nel continuare suinamente ad accettare persone sul nostro territorio, così come a non espellere persone che non hanno diritto di starci stando nella situazione in cui siamo dal punto di vista economico sociale.

E sa da un lato vedo malino il preside spia o il medico spia, perchè creano sommerso ed allontanano, per esempio, i bambini da un futuro migliore penso che sia fondamentale almeno venire a capo della situazione in cui ci troviamo prima di portare a far la fame in un campo profughi a Lampedusa queste persone.

Chiudo con una vicenda personale in parte collegata.

Tra pochi mesi i miei figli andranno a scuola in Cina, nella scuola la lingua ufficiale è Inglese. La scuola che ho scelto ha delle classi di inglese intensivo che servono proprio ai bambini con zero inglese i quali successivamente (tempo qualche mese) si inseriscono nelle classi regolari: in pratica DELLE CLASSI PONTE come la Gelmini aveva SOLO VENTILATO.

Secondo voi mi sono sentito più discriminato o più aiutato da questo sistema formativo? Siccome io vado già da benestante la cosa è diversa, avrei dovuto dire "Giammai, i miei figli DEVONO stare in classe con gli americani dal primo giorno"? Io ho dovuto scegliere per i miei figli e non ho avuto esitazione. Chi ritiene che integrazione sia mandare i bambini in una classe in cui non capiranno nulla e saranno destinati a fare la figura dei ritardati, emarginati dai compagni per una questione di pochi mesi di transizione mancati, non ha semplicemente idea di cosa sta parlando.

Posted
Io non penso affatto che mandare 227 persone che, by the way, allo sbando erano già per colpe dei loro governanti al loro paese sia una cosa che lascia indifferenti nessuno. Credo proprio a partire dai soldati delle motovedette che li hanno accompagnati a destinazione.

A me piace un modo di dire, non proprio elegante: "Siamo tutti ricchioni con il culo degli altri".

In particolar modo tutti i paesi che dall'immigrazione sono toccati zero, tutti i pinguini di Bruxelles e molti che nel Mediterraneo fanno gli gnorri o peggio stanno facendo i Luxurya con il retto degli italiani, cristiani e non.

Io penso che ci sia del folle o criminale nel continuare suinamente ad accettare persone sul nostro territorio, così come a non espellere persone che non hanno diritto di starci stando nella situazione in cui siamo dal punto di vista economico sociale.

E sa da un lato vedo malino il preside spia o il medico spia, perchè creano sommerso ed allontanano, per esempio, i bambini da un futuro migliore penso che sia fondamentale almeno venire a capo della situazione in cui ci troviamo prima di portare a far la fame in un campo profughi a Lampedusa queste persone.

Tu dici che il lasciare sulla strada 227 persone non lascia indifferenti nessuno, qualcuno ha anche applaudito .....

La mia domanda iniziale voleva mettere in discussione il fatto che ci sentiamo cristiani solo quando si deve stabilire se la vita comincia un miliardesimo di secondo dopo il concepimento, se uno può decidere di morire, se è lecito l'uso del preservativo etc.

Troppo facile essere cristiani così.

Cavolo ma hai cristiani del forum non vengono delle domande profonde davanti a questi fatti?

Chiunque abbia letto il vangelo, in questa società, un tantinino in crisi dovrebbe sentirsi.

E non continuiamo a dare sempre la colpa agli altri.

Posted
Tu dici che il lasciare sulla strada 227 persone non lascia indifferenti nessuno, qualcuno ha anche applaudito .....

La mia domanda iniziale voleva mettere in discussione il fatto che ci sentiamo cristiani solo quando si deve stabilire se la vita comincia un miliardesimo di secondo dopo il concepimento, se uno può decidere di morire, se è lecito l'uso del preservativo etc.

Troppo facile essere cristiani così.

Cavolo ma hai cristiani del forum non vengono delle domande profonde davanti a questi fatti?

Chiunque abbia letto il vangelo, in questa società, un tantinino in crisi dovrebbe sentirsi.

E non continuiamo a dare sempre la colpa agli altri.

Io penso che l'applauso nasca dalla constatazione che è stato conseguito un risultato che potrebbe dare prospettive risolutorie nuove ad un problema al quale, con buona pace di tutte le anime belle, nessuna trovata ha dato soluzioni praticabili.

Premetto che anch'io sono favorevole al rimpatrio in mare rispetto all'accoglienza in campi, sulle cui condizioni lascerei perdere, e successivo rimpatrio.

Corny, non c'è più posto: non ce n'è più. Cristiani o meno, la condizione è questa. Non credo che la cristianità ti possa impedire di capire come gli arrivi indiscriminati di questi ultimi anni abbiano creato le premesse per una situazione disastrosa della quale i primi a fare le spese sono proprio quegli immigrati regolari sulla cui pelle noi già speculiamo anche troppo.

Non credo che un qualsiasi cristiano, dopo aver riempito casa propria di profughi ed averli rifocillati spendendo ingenti risorse possa pensare, allo stremo delle forze come l'Italia è, di accoglierne altri rischiando di portare al tracollo quella barcollante parvenza di stabilità che è stata costruita.

Tutti, anime belle o meno, dicono "Dobbiamo aiutarli a casa loro". Quindi, cominciamo col riportarceli.

Posted (edited)
Io penso che l'applauso nasca dalla constatazione che è stato conseguito un risultato che potrebbe dare prospettive risolutorie nuove ad un problema al quale, con buona pace di tutte le anime belle, nessuna trovata ha dato soluzioni praticabili.

Premetto che anch'io sono favorevole al rimpatrio in mare rispetto all'accoglienza in campi, sulle cui condizioni lascerei perdere, e successivo rimpatrio.

Corny, non c'è più posto: non ce n'è più. Cristiani o meno, la condizione è questa. Non credo che la cristianità ti possa impedire di capire come gli arrivi indiscriminati di questi ultimi anni abbiano creato le premesse per una situazione disastrosa della quale i primi a fare le spese sono proprio quegli immigrati regolari sulla cui pelle noi già speculiamo anche troppo.

Non credo che un qualsiasi cristiano, dopo aver riempito casa propria di profughi ed averli rifocillati spendendo ingenti risorse possa pensare, allo stremo delle forze come l'Italia è, di accoglierne altri rischiando di portare al tracollo quella barcollante parvenza di stabilità che è stata costruita.

Tutti, anime belle o meno, dicono "Dobbiamo aiutarli a casa loro". Quindi, cominciamo col riportarceli.

Corny,

io credo che Gesù, prima di accogliere i poveretti, si fionderebbe a prendere a calci nel culo i trafficanti di uomini che li caricano su barconi spogliandoli di ogni loro avere, e, se del caso, anche il Colonnello prenderebbe qualche pedata...

Sono tutti froci col culo altrui.....

Vado in fonderia..... :P

Edited by ROOSTERS99
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Io penso che l'applauso nasca dalla constatazione che è stato conseguito un risultato che potrebbe dare prospettive risolutorie nuove ad un problema al quale, con buona pace di tutte le anime belle, nessuna trovata ha dato soluzioni praticabili.

Premetto che anch'io sono favorevole al rimpatrio in mare rispetto all'accoglienza in campi, sulle cui condizioni lascerei perdere, e successivo rimpatrio.

Corny, non c'è più posto: non ce n'è più. Cristiani o meno, la condizione è questa. Non credo che la cristianità ti possa impedire di capire come gli arrivi indiscriminati di questi ultimi anni abbiano creato le premesse per una situazione disastrosa della quale i primi a fare le spese sono proprio quegli immigrati regolari sulla cui pelle noi già speculiamo anche troppo.

Non credo che un qualsiasi cristiano, dopo aver riempito casa propria di profughi ed averli rifocillati spendendo ingenti risorse possa pensare, allo stremo delle forze come l'Italia è, di accoglierne altri rischiando di portare al tracollo quella barcollante parvenza di stabilità che è stata costruita.

Tutti, anime belle o meno, dicono "Dobbiamo aiutarli a casa loro". Quindi, cominciamo col riportarceli.

Quoto, speriamo sia il primo passo per aiutarli veramente a casa loro.....

Posted (edited)
Io penso che l'applauso nasca dalla constatazione che è stato conseguito un risultato che potrebbe dare prospettive risolutorie nuove ad un problema al quale, con buona pace di tutte le anime belle, nessuna trovata ha dato soluzioni praticabili.

Premetto che anch'io sono favorevole al rimpatrio in mare rispetto all'accoglienza in campi, sulle cui condizioni lascerei perdere, e successivo rimpatrio.

Corny, non c'è più posto: non ce n'è più. Cristiani o meno, la condizione è questa. Non credo che la cristianità ti possa impedire di capire come gli arrivi indiscriminati di questi ultimi anni abbiano creato le premesse per una situazione disastrosa della quale i primi a fare le spese sono proprio quegli immigrati regolari sulla cui pelle noi già speculiamo anche troppo.

Non credo che un qualsiasi cristiano, dopo aver riempito casa propria di profughi ed averli rifocillati spendendo ingenti risorse possa pensare, allo stremo delle forze come l'Italia è, di accoglierne altri rischiando di portare al tracollo quella barcollante parvenza di stabilità che è stata costruita.

Tutti, anime belle o meno, dicono "Dobbiamo aiutarli a casa loro". Quindi, cominciamo col riportarceli.

Quello che io temo, però, è che ci si fermi lì, alla frase grassettata. Se così fosse, temo che sarebbe poco più di un cerotto sul cancro. Mi trovo assolutamente d'accordo nel dire che non possiamo accoglierli tutti indiscriminatamente (non so se sia perchè non ce la facciamo o non ce la vogliamo fare, ma non è questo il punto). Il punto è, invece, che se non si cominciano a trovare soluzioni direttamente nei paesi di origine, torneremo punto e a capo, perchè credo che siamo tutti d'accordo che non siamo nemmeno in grado di riportarli tutti indietro, a tempo indefinito. Per di più, siamo tutti consci del fatto che per un barcone che intercettiamo, ad essere ottimisti ce ne sono 5 di cui non ci accorgiamo.

L'immigrazione non dovrebbe essere un problema solo italiano. Finchè non solleveremo SERIAMENTE la questione in sede europea le cose non cambieranno, perchè mi sembra fin troppo ovvio che l'Italia, da sola, non può certo accollarsi la cooperazione e lo sviluppo dei paesi da cui gli immigrati principalmente provengono. Stiamo facendo qualcosa? Lo chiedo senza polemica, perchè qui dove sono non è che mi arrivino tutte le notizie. Tolta la questione sollevata da Maroni per le omissioni di Malta, non ho sentito molto altro, tantomeno qualche piano di intervento economico-umanitario della UE nei paesi "emiganti".

I dubbi etici sollevati da corny invece sono tutt'altra cosa, e mi trovo pienamente d'accordo con le sue riflessioni.

Edited by davide
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I dubbi etici sollevati da corny invece sono tutt'altra cosa, e mi trovo pienamente d'accordo con le sue riflessioni.

parruccone! :D:P

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La protesta del segretario del Pontificio Consiglio per i Migranti

monsignor Marchetto: "Si criminalizzano gli emigranti irregolari"

Clandestini e legge sugli immigrati

Vaticano: "Violati i diritti dei rifugiati"

L'Osservatore Romano: "L'Italia preoccupa, dare aiuto a chi ha bisogno

è priorità". La Cei: "Reato di immigrazione clandestina da rivedere"

Clandestini e legge sugli immigrati Vaticano: "Violati i diritti dei rifugiati"

CITTA' DEL VATICANO - L'Italia che respinge in Libia i migranti intercettati in mare "preoccupa", perché dare aiuto a chi si trova in condizioni gravi è una priorità. La dura presa di posizione arriva dall'Osservatore Romano, dopo che contro il rimpatrio dei clandestini in Libia, che "ha violato le norme internazionali sui diritti dei rifugiati", aveva protestato già il segretario del Pontificio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti, monsignor Agostino Marchetto. E la Cei si lancia contro il nuovo pacchetto sicurezza del governo, per l'introduzione del reato di immigrazione clandestina, che allarma i vescovi perché mette a rischio diritti fondamentali. Una norma che la Cei invita a rivedere.

Osservatore Romano: "Garantire assistenza e diritti umani". Il quotidiano della Santa Sede sottolinea "la priorità del dovere di soccorso nei confronti di chi si trova in gravi condizioni di bisogno. I migranti devono poi essere ricoverati presso strutture - si conclude - che possano fornire adeguate garanzie di assistenza e di rispetto dei diritti umani''.

Vaticano e Cei: Pacchetto sicurezza contro i diritti umani degli immigrati. Secondo il Vaticano, anche alcune norme del pacchetto sicurezza, come quella sulla denuncia obbligatoria dei medici, preludono a "gravi difficoltà" per la realizzazione dei diritti umani dei migranti in Italia.

"La normativa internazionale, alla quale si è appellata anche l'Onu - ha ricordato poi monsignor Agostino Marchetto - prevede che i possibili richiedenti asilo non siano respinti, e che, fino a che non ci sia modo di accertarlo, tutti i migranti siano considerati 'rifugiati presunti".

"Capisco che gli attuali flussi misti complicano le cose anche per i governi - ha aggiunto - ma c'è bisogno comunque di rendere operative le norme concordate e riaffermate più volte nelle sedi internazionali".

Monsignor Marchetto ha poi espresso la convinzione, già espressa più volte ma non sottoscritta dalle massime autorità ecclesiastiche, che la legislazione italiana in materia migratoria sia macchiata da un "peccato originale", rappresentato dalla volontà di "criminalizzare gli emigranti irregolari", una realtà di fronte alla quale "i cittadini sono posti e devono giudicare".

"Ciascuno si assumerà le proprie responsabilità. Per quanto mi riguarda - ha concluso - cerco solo di rappresentare la dottrina sociale della Chiesa che, nel valutare la soluzione ad un problema impone di verificare non solo se è efficace, ma se è giusta".

Anche il direttore dell'Ufficio per la pastorale degli immigrati della Cei, padre Gianromano Gnesotto, sottolinea che le norme contenute nel nuovo pacchetto sicurezza del governo mettono a repentaglio i diritti umani degli immigrati, e in pericolo, più in generale, il riconoscimento dei diritti "fondamentali" alla salute e all'istruzione di tutti i cittadini. Si rischia in questo modo di creare dei cittadini di serie B, ammonisce Gnesotto, e di fare degli immigrati delle "non persone". La Cei lancia quindi un invito a rivedere il reato di clandestinità, e trovare, se possibile, "una via di mezzo".

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