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Caxxo c'entra?

PS: Spero che tu e Ponchiaz apprezziate il mio essere diretto senza inutili panegirici e salamelecchi cerimoniosi :angry:

Lo striscione era molto divertente.

Sicuramente inoltre ha contribuito in maniera decisiva a migliorare l'immagine dell'Italia agli occhi di Obama.

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Lo striscione era molto divertente.

Ed il mio commento era solo per questo aspetto.

Sicuramente inoltre ha contribuito in maniera decisiva a migliorare l'immagine dell'Italia agli occhi di Obama.

L'immagine dell'Italia non la determinano i manifestanti vari.

Se Obama ha una buona idea del B. lo striscione l'ha classificato come il lavoro di 4 fessi, se l'opinione è negativa non è questo striscione che la peggiora.

Ad ogni modo, se il B. porta a casa buone cose dai vertici internazionali per me può anche ruttare alle cene dei Gvari.

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L'immagine dell'Italia non la determinano i manifestanti vari.

L'immagine dell'Italia la determiniamo tutti.

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Lega furibonda: accuse al Pdl e a Berlusconi

Il governo cede sulle ronde e va ko sui Cie

Maroni: «Votato l'indulto ai clandestini»

Accordo con l'opposizione: le ronde saranno inserite in un ddl. Poi esecutivo battuto sui centri di espulsione

ROMA - «Sono furibondo, per usare un eufemismo», dice il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, dopo il colpo di scena alla Camera sul decreto sicurezza che ha assestato un duro colpo politico alla Lega. Dopo un accordo con l'opposizione, il governo ha stralciato dal testo la parte relativa alle ronde (in cambio dell'impegno del centrosinistra di interrompere l'ostruzionismo) per poi essere battuto sull'articolo che riguarda la detenzione fino a sei mesi dei clandestini nei Centri di identificazione e di espulsione (Cie). Montecitorio ha infatti approvato a scrutinio segreto gli emendamenti del Pd e dell'Udc al decreto che sopprimono l'articolo sull'esecuzione dell'espulsione degli immigrati. Maroni ha poi parlato di «indulto per i clandestini» votato dalla Camera. Secondo il ministro, la bocciatura «mette in discussione tutto l'impianto delle politiche di contrasto all'immigrazione. Oggi è una bella giornata per i 1.038 clandestini che il 26 aprile torneranno in libertà. Chiederò chiarimenti a Berlusconi e se intende reintrodurre la norma al Senato. Se non ci saranno queste garanzie, mi regolerò di conseguenza».

INSORGE LA LEGA - Le molte assenze e 17 franchi tiratori dalle fila della maggioranza hanno portato il governo a soccombere alla Camera facendo infuriare la Lega. «Quello lì (Berlusconi, ndr) ha messo la fiducia su tutti i decreti che ha voluto e poi su questo ha preferito evitare», ha gridato un deputato leghista dopo la votazione. La rabbia dei deputati del Carroccio era palpabile. «Almeno venti del Pdl hanno votato con l'opposizione. Si tratta di una scelta politica precisa», ha detto Marco Reguzzoni. Non appena il governo è andato sotto sul decreto che conteneva la legalizzazione delle ronde, tutti i deputati leghisti sono usciti dall'Aula accusando gli alleati di «tradimento». Ma la rabbia è evidente anche contro il governo, che ha deciso di non mettere la fiducia sul provvedimento che conteneva la legalizzazione delle ronde, la permanenza degli stranieri nei Cie e misure anti-stupro.

MPA - L'Mpa si assume una parte significativa della sconfitta della maggioranza alla Camera sul provvedimento sicurezza. Il suo leader Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia, ha affermato: «Non sono d'accordo né con le ronde né con i centri di espulsione».

RONDE - La parte relativa alle ronde sarà inserita in un apposito disegno di legge in discussione dal 27 aprile. La decisione è arrivata dopo che l'ostruzionismo dell'opposizione aveva di fatto reso impossibile l'approvazione del decreto e costretto a un accordo. Sulle ronde fino all'ultimo minuto il governo aveva minacciato il ricorso al voto di fiducia, possibilità che era stata ventilata dal ministro della Difesa, Ignazio la Russa.

CIE - Quanto ai Cie, l’emendamento è passato a scrutinio segreto con 232 voti a favore e 225 contrari. Dodici gli astenuti, di cui dieci dell’Italia dei valori (su 22 presenti). Gli altri due sono Paolo Guzzanti e Americo Porfidia. Secondo i calcoli del Pd sui tabulati della votazione, sarebbero 17 i deputati del Pdl che hanno votato con l’opposizione per sopprimere la norma che prolungava fino a sei mesi la permanenza degli immigrati nei Cie in attesa di espulsione. Dai tabulati emerge anche che il gruppo del Pdl era quello con più assenze: oltre il 30%.

SODDISFAZIONE DELL'OPPOSIZIONE - Alla proclamazione del risultato, l'opposizione ha esultato. «È una vittoria del Parlamento e della sua serietà», ha detto Pier Ferdinando Casini. «Quando vince la ragionevolezza», ha commentato il capogruppo del Pd, Antonello Soro, «vinciamo tutti. È stata accolta con favore da tutti la decisione del governo di utilizzare il disegno di legge e non il decreto per quanto riguarda le ronde, e ci impegniamo a fare il possibile per approvare il resto del decreto sicurezza in giornata».

08 aprile 2009

Leghisti nuovamente bastonati :lol::lol:

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Lega furibonda: accuse al Pdl e a Berlusconi

Il governo cede sulle ronde e va ko sui Cie

Maroni: «Votato l'indulto ai clandestini»

Accordo con l'opposizione: le ronde saranno inserite in un ddl. Poi esecutivo battuto sui centri di espulsione

ROMA - «Sono furibondo, per usare un eufemismo», dice il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, dopo il colpo di scena alla Camera sul decreto sicurezza che ha assestato un duro colpo politico alla Lega. Dopo un accordo con l'opposizione, il governo ha stralciato dal testo la parte relativa alle ronde (in cambio dell'impegno del centrosinistra di interrompere l'ostruzionismo) per poi essere battuto sull'articolo che riguarda la detenzione fino a sei mesi dei clandestini nei Centri di identificazione e di espulsione (Cie). Montecitorio ha infatti approvato a scrutinio segreto gli emendamenti del Pd e dell'Udc al decreto che sopprimono l'articolo sull'esecuzione dell'espulsione degli immigrati. Maroni ha poi parlato di «indulto per i clandestini» votato dalla Camera. Secondo il ministro, la bocciatura «mette in discussione tutto l'impianto delle politiche di contrasto all'immigrazione. Oggi è una bella giornata per i 1.038 clandestini che il 26 aprile torneranno in libertà. Chiederò chiarimenti a Berlusconi e se intende reintrodurre la norma al Senato. Se non ci saranno queste garanzie, mi regolerò di conseguenza».

INSORGE LA LEGA - Le molte assenze e 17 franchi tiratori dalle fila della maggioranza hanno portato il governo a soccombere alla Camera facendo infuriare la Lega. «Quello lì (Berlusconi, ndr) ha messo la fiducia su tutti i decreti che ha voluto e poi su questo ha preferito evitare», ha gridato un deputato leghista dopo la votazione. La rabbia dei deputati del Carroccio era palpabile. «Almeno venti del Pdl hanno votato con l'opposizione. Si tratta di una scelta politica precisa», ha detto Marco Reguzzoni. Non appena il governo è andato sotto sul decreto che conteneva la legalizzazione delle ronde, tutti i deputati leghisti sono usciti dall'Aula accusando gli alleati di «tradimento». Ma la rabbia è evidente anche contro il governo, che ha deciso di non mettere la fiducia sul provvedimento che conteneva la legalizzazione delle ronde, la permanenza degli stranieri nei Cie e misure anti-stupro.

MPA - L'Mpa si assume una parte significativa della sconfitta della maggioranza alla Camera sul provvedimento sicurezza. Il suo leader Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia, ha affermato: «Non sono d'accordo né con le ronde né con i centri di espulsione».

RONDE - La parte relativa alle ronde sarà inserita in un apposito disegno di legge in discussione dal 27 aprile. La decisione è arrivata dopo che l'ostruzionismo dell'opposizione aveva di fatto reso impossibile l'approvazione del decreto e costretto a un accordo. Sulle ronde fino all'ultimo minuto il governo aveva minacciato il ricorso al voto di fiducia, possibilità che era stata ventilata dal ministro della Difesa, Ignazio la Russa.

CIE - Quanto ai Cie, l’emendamento è passato a scrutinio segreto con 232 voti a favore e 225 contrari. Dodici gli astenuti, di cui dieci dell’Italia dei valori (su 22 presenti). Gli altri due sono Paolo Guzzanti e Americo Porfidia. Secondo i calcoli del Pd sui tabulati della votazione, sarebbero 17 i deputati del Pdl che hanno votato con l’opposizione per sopprimere la norma che prolungava fino a sei mesi la permanenza degli immigrati nei Cie in attesa di espulsione. Dai tabulati emerge anche che il gruppo del Pdl era quello con più assenze: oltre il 30%.

SODDISFAZIONE DELL'OPPOSIZIONE - Alla proclamazione del risultato, l'opposizione ha esultato. «È una vittoria del Parlamento e della sua serietà», ha detto Pier Ferdinando Casini. «Quando vince la ragionevolezza», ha commentato il capogruppo del Pd, Antonello Soro, «vinciamo tutti. È stata accolta con favore da tutti la decisione del governo di utilizzare il disegno di legge e non il decreto per quanto riguarda le ronde, e ci impegniamo a fare il possibile per approvare il resto del decreto sicurezza in giornata».

08 aprile 2009

Leghisti nuovamente bastonati :lol::lol:

Can che abbaia non morde. Alla fine la rabbia della Lega rientrerà. Della serie: quando ci si siede sulla poltrona si diventa tutti uguali. Anche se le poltrone sono fissate in una splendida sala di uno splendido palazzo situato nella Roma ladrona

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14/4/2009

Chrysler, Obama vorrebbe Marchionne

Il manager potrebbe diventare nuovo a.d

La scadenza per la presentazione del nuovo piano di salvataggio della Chrysler si avvicina. E le trattative con la Fiat si fanno sempre più serrate. La strada però non è propriamente in discesa. Ci sono ancora molti nodi da sciogliere. Tuttavia, secondo indiscrezioni riportate dal Automotive News, se il matrimonio tra le due case andrà in porto, Sergio Marchionne, l'a.d. del Lingotto, sarà destinato a ricoprire una carica importante anche a Detroit.

Il presidente Usa Obama, sempre secondo queste indiscrezioni, vorrebbe infatti un coinvolgimento diretto del manager italo-canadese nella gestione delle attività di Chrysler, addirittura con il ruolo di amministratore delegato.

La "nuova" Chrysler, spiegano le fonti, eleggerà un nuovo board di sette membri, che includerà anche rappresentanti del Lingotto, e verranno divise le funzioni di presidente e di ad. Se la presidenza dovesse andare, come appare scontato, ad uno statunitense, si potrebbe aprire la strada per la nomina di un Ceo italiano.

A fine marzo la task force Usa dell'auto ha dato a Chrysler 30 giorni per presentare un piano di ristrutturazione convincente, in modo da avere accesso ad altri sei miliardi di dollari di prestiti federali, dopo i quattro già ricevuti. E la Casa Bianca ha sottolineato come l'alleanza con Fiat sia l'unica chance di sopravvivenza per la società.

Lo scorso gennaio le due case automobilistiche avevano firmato un accordo preliminare che prevedeva l'ingresso di Fiat nel capitale di Chrysler con una quota del 35%. In cambio, la società di Detroit riceverà le tecnologie per produrre automobili più piccole ed efficienti. L'intesa non prevede alcun esborso da parte di Fiat ed è stata successivamente emendata su richiesta di Washington, con la garanzia che i nuovi impianti produttivi di Chrysler sorgeranno negli Usa. Dopo il viaggio di fine marzo, Marchionne è tornato negli Usa lo scorso 9 aprile per nuovi colloqui con i vertici di Chrysler. Il termine ultimo per concludere la trattativa è fissato per il 30 aprile.

Ma, come già detto, ci sono ancora molti punti da risolvere, visto che l'assetto proprietario di Chrysler è ancora oggetto di complesse negoziazioni fra Cerberus (che controlla l'80% di Chrysler), Daimler ( che controlla il restante 20%), il sindacato United Auto Worker e i creditori. E proprio il nodo debito e creditori è uno dei maggiori scogli da superare, insieme all'intesa con il Uaw per ridurre i costi di assistenza sanitaria. Il Tesoro americano starebbe trattando con le banche creditrici, ma le parti sembrerebbero ancora lontane.

_____________________________________________

E' il grande momento dei manager italiani around the world .... :mellow::huh::o:o

Posted (edited)

E' morto Giano Accame, intellettuale "eretico" (di Andrea Indini)

Articolo di Andrea Indini

All'età di ottant'anni si è spento l'ex direttore del Secolo d'Italia. Intellettuale, storico e giornalista fu uno dei maggiori esponenti del pensiero di Destra. Apprezzato anche dalla sinistra, fu uno dei primi pensatori di area ad avere posizioni filoisraeliane

"La politica deve usare argomenti accessibili al grande pubblico, quindi argomenti ormai banalizzati. Mentre il compito dell'intellettuale è quello di spingersi oltre, di dire delle novità; il compito più difficile, insomma. Ma la normalità non è la vera rivoluzione. La vera rivoluzione è il cambiamento"

Roma - Un pensatore "eretico", uno di quelli che amava andare controcorrente. Uno dei pilastri del pensiero della Destra nostrana, capace anche di tirare qualche duro colpo a chi, troppo spesso, si è sentito vate di questo area. Fu storico, intellettuale e giornalista. Fu apprezzato anche dalla sinistra. Ieri sera, all'età di ottant'anni, Giano Accame è morto a Roma: i funerali si svolgeranno sabato prossimo.

Un anarchico a Destra. Quando Gianfranco Fini, allora segretario di Alleanza nazionale, aveva visitato Gerusalemme e si era scagliato contro la Repubblica Sociale di Salò definendola il "male assoluto", Accame fu stato uno dei più violenti a reagire. Scelse un convegno organizzato da Storace all’Hotel Hilton di Roma per dire - ancora una volta - quello che pensava, senza peli sulla lingua, senza guardarsi indietro. Lo aveva sempre fatto, sin dalle prime battaglie con Randolfo Pacciardi nell’effimero movimento di Nuova Repubblica, anticipatore durante gli anni Sessanta del dibattito sulla repubblica presidenziale. Rispetto a quando, giovanissimo, partì volontario repubblichino proprio l’ultimo giorno di guerra, negli ultimi anni aveva attenuato la sua militanza politica. Mai il suo ardore.

Libertà e discriminazione. Uno scrittore di destra che ha dovuto conquistare la propria libertà "faticosamente e giorno per giorno, vincendo pregiudizi, difficoltà e tentativi di discriminazione". Così Accame parlava di sé qualche anno fa a un gruppo di studenti di un liceo classico di Napoli. E' stato sempre considerato un pensatore ’ereticò, pronto a prendere posizioni controcorrente e a difenderle a spada tratta anche contro gli alleati di partito. A 16 anni si arruolò con i "giovani di Salò" nella marina militare della Repubblica sociale italiana e fu dirigente del Movimento Sociale italiano fino al ’68, quando decise di uscirne dopo la presa di posizione del partito contro la contestazione giovanile.

L'impegno nella cultura di Destra. Nel ’65 fu tra i relatori al convegno sulla "guerra rivoluzionaria" che gettò le basi teoriche della strategia della tensione e redattore delle più importanti riviste della destra italiana, da Il Borghese a Il Fiorino fino al Secolo d'Italia, di cui fu per anni direttore. "L'espressione intelligenze scomode fu dedicata a scrittori, intellettuali e artisti di destra, ma più che di destra si tratta di persone che sono state una parte ineliminabile, importante, del pensiero del Novecento - spiegava Accame - non si potrebbe fare a meno, nella letteratura italiana, di Gabriele D'Annunzio, anche se a Fiume ha creato la ritualità del fascismo, i saluti, il discorso dal balcone. La filosofia italiana non potrebbe fare a meno del più grande filosofo accademico del Novecento, Giovanni Gentile. L'arte italiana non potrebbe fare a meno del futurismo, anche se Marinetti è stato fascista - concludeva - e così la cultura del mondo non potrebbe più rinunciare a Ezra Pound, che è stato il grande innovatore del modo di fare poesia in lingua inglese, o di Céline, che ha cambiato completamente, rinnovato, il modo di fare prosa narrativa, o di Carl Schmitt, che è stato il più grande politologo del secolo scorso".

La produzione letteraria. "L'anticonformismo e l'opinione comune di solito sono in conflitto. L'anticonformista è proprio contro l'opinione comune. Però ci può essere una forma di anticonformismo del conformismo, nel senso che spesso gli intellettuali ostentano forme di disprezzo del senso comune. E allora aderire al senso comune rappresenta in qualche modo una forma di anticonformismo. Il coraggio di pensarla un po' come tutti, perché questo tipo di pensiero viene snobbato". Acceme ha sempre lavorato - come scrive il suo collega di studi universitari Giorgio Galli - "per far uscire la destra dal lungo letargo". Autore di diversi libri (tra i più conosciuti Socialismo tricolore, Il fascismo immenso e rosso, Ezra Pound economista. Contro l’usura, La destra sociale e Il potere del denaro svuota le democrazie), spese una vita intera per dimostrare che la nostra cultura non era affatto sotto lo scacco della doppia egemonia neo-marxista e azionista.

Ave atque vale, Magister ... :rolleyes:

Edited by Ale Div.
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Un'altra risposta allo sciacallaggio idiota e menzognero de La Stampa

Scritto da Angelo Mellone (Il Giornale)

Fallito il tentativo di offensiva istituzionale appresso ai santorismi vari, ci si poteva aspettare che una qualche vampata di polemica politica entrasse nelle opere di soccorso ai terremotati abruzzesi. E la polemica difatti è arrivata, entrando da una porticina solo apparentemente secondaria, e vedremo il perché.

La Stampa di ieri offriva questo titolo: “No ai volontari in camicia nera”. Avvertenza per i lettori che non hanno letto di prima mano l’articolo: non si tratta di un pezzo sull’arruolamento nella campagna di Etiopia, nella divisione Littorio durante la guerra civile spagnola o nelle file dei cristiano-maroniti al tempo del conflitto libanese, ma di un reportage da Poggio Picenze, paese abruzzese dove i ragazzi di Casa Pound, centro sociale romano “di destra”, hanno piantato le tende per portare aiuti alla popolazione. La destra radicale che fa volontariato appare un controsenso agli occhi del cronista, direbbe il Blasco che «non sta bene non si fa», si esce troppo dal seminato degli stereotipi, e allora bisogna darsi da fare per trovare qualche indignato a puntino del fatto che «militanti in giacca nera» raccolgano e distribuiscano pannolini, cibo e vestiti. Così, fermandosi al titolo, per un brutto gioco ideologico, sembra quasi che se da destra si fa operosità sociale, gli aiuti si trasformano crudelmente nella loro degenerazione, il pane diventa pane nero, il caffè diventa ciofeca, i giocattoli manganelli, le tende alcove, il cioccolato un surrogato autarchico, i vestiti di cotone si fanno di ortica o canna, le razioni prendono la forma di tessere annonarie.

Dal tono del pezzo pare che ci sia un paese in rivolta, o perlomeno a disagio, abbarbicato sullo steccato del conflitto politico per una presenza politicamente poco gradita. Ma sentite cosa dice il vicesindaco di Poggio Picenze, Angelo Taffo, esponente di una lista civica dove convivono centrodestra e centrosinistra, quando gli mostri il servizio: casca dalle nuvole per un racconto «totalmente falso». È tutto l’opposto, dice lui: «I paesani sono tutti entusiasti del lavoro di questi ragazzi, davvero encomiabile, non solo qui ma anche negli altri punti di smistamento che gestiscono. Loro stessi hanno raccolto una quantità enorme di aiuti, e tengono una precisa contabilità dei rifornimenti che aiuta a prevenire i pochi “furbi”. Io non sapevo neanche cosa fosse Casa Pound, sono arrivati e non hanno mai smesso di lavorare. Altro che criticarli, ci sarebbe da dargli la cittadinanza onoraria... ».

Dunque, conviene chiudere qui una questione che odora di frusti retropensieri. È che la porticina della querelle paraideologica si spalanca su un'altra verità. I racconti politicamente unilaterali dell’Italia buona, giusta e tanto progressista, della sola sinistra giovanile e sindacale che si mobilita per la solidarietà, nello stile dell’epopea dell’alluvione fiorentina secondo Marco Tullio Giordana, in Abruzzo non funzionano più, perché tagliano fuori una parte della storia, perché dimenticano una parte preziosa della meglio gioventù che si è rimboccata le maniche tra i detriti, lavorando col sorriso a bocca chiusa, senza cercare la facile pubblicità delle sale stampa.

Dei centri sociali “non conformi” romani, che hanno popolato la Capitale di punti di raccolta col tricolore, c’è anche il Foro 753. :lol: Ma al di là di qualche sigla eclatante da sfruttare, per titolo a effetto sghembo, c’è un fenomeno più vasto e più profondo, silenziosamente profondo, di associazionismo e volontariato che nasce a destra ma non porta insegne di partito o militanza. Questo ambiente umano si è mobilitato con una forza inedita che supera di molto per intensità le memorie passate dei camion partiti venti anni fa o poco meno alla volta di Timisoara o della Croazia. Si sono mossi il MoDaVi, Soccorso Sociale e altre associazioni. I volontari sono arrivati immediatamente da tutta Italia, a decine e poi a centinaia, al servizio di un’opera comune, in raccordo con la Protezione civile e la Croce Rossa, e sono stati capaci di raggiungere in un territorio così vasto anche le frazioni più sperdute e i nuclei familiari più isolati nel loro attaccamento alle radici di una vita. Luca Panariello di Perigeo, una solida esperienza nello tsunami thailandese, elenca 230mila litri d’acqua, 50 tonnellate di generi alimentari e prodotti per l’igiene raccolti davanti al Gran Teatro di Roma e portati fin su a San Demetrio, Paganica o Luccoli, cita il protocollo d’intesa siglato col sindaco piddino di Alba Adriatica per rifornire 6.000 sfollati. Emerge un’agilità decisionale che consente di fare un passo più in avanti rispetto alle grandi organizzazioni. Lo racconta, superando un comprensibile pudore, un giovane esponente del Pdl aquilano, Salvatore Santangelo.

Punto di raccordo dei volontari sin dalla mattina della tragedia, ha perso la casa, non la passione civile: «Un evento traumatico come un terremoto spezza vita, distrugge esistenze. In compenso ho assistito a uno sprigionamento inconsueto di energie, alla mobilitazione di centinaia di giovanissimi che ci stanno dando una mano incredibile. Adesso sta a noi la sfida di ricostruire riunendo le nuove tecnologie e la nuova urbanistica, come chiede giustamente Berlusconi, con la dimensione identitaria del popolo abruzzese, l’unico tesoro che il terremoto ha lasciato intatto». In assenza di retoriche, agli antipodi delle solidarietà scagliate comodamente a migliaia di chilometri di distanza, questa storia andava raccontata. Solo per un attimo, però. Adesso lasciateli stare, non puntate teleobiettivi e microfoni, sono tornati a lavorare.

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Quando uno fa la cazzata, è giusto dirlo ......... senza preconcetti .....

http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=139015

Varese

Legge anti-kebab, Bergamaschi: «Speriamo nel buon senso dei

sindaci»

Il direttore dell'Associazione Artigiani di Varese critica l'impostazione della norma e chiede modifiche sostanziali

Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazione del direttore generale dell'Associazione Artigiani Varese Marino Bergamaschi in merito alla nuova legge Regionale che vieta il consumo di kebab, pizze, bevande e gelati all'esterno dei locali.

Le leggi devono essere uguali per tutti e da tutti essere rispettate. Il fatto di andare a colpire nuovamente le attività artigianali, in questo caso del comparto alimentare, crea sconcerto e stupore. Una legge come quella approvata dalla Regione Lombardia non può che essere considerata negativamente ed in modo regressivo, perché va a concentrarsi su un punto che la Legge Bersani aveva già espresso con particolare cura: la distinzione tra attività artigianale e attività commerciale. Prendiamo atto del testo della Legge, che non sostiene e non facilita il giro d'affari e crea disuguaglianza nel trattamento tra artigiani e commercianti.

Particolarmente opportuno, però, è l'inserimento della "clausola valutativa" che offre l'opportunità di una verifica dell'impatto sul campo della nuova normativa e l'impegno a riprendere il provvedimento all'interno della legge che disciplinerà organicamente il comparto artigiano. Comunque, ci auguriamo che i sindaci della provincia di Varese considerino con sensibilità l'importanza delle

attività artigianali in quanto imprese volte alla crescita dell'economia locale. Tale legge restrittiva, in un particolare momento economico, non fa che creare ulteriori problemi e discrepanze ad attività che, per la loro sopravvivenza, ritengono importante poter lavorare anche una sola ora in più al giorno. L'Associazione Artigiani della Provincia di Varese si è sempre detta a favore della libertà d'impresa e della Legge Bersani. Sollecitiamo la Regione Lombardia al fine di permettere alle amministrazioni comunali di gestire in completa autonomia gli orari di apertura delle attività non solo, quindi, deroghe "per particolari esigenze di servizio ai cittadini", come recita l'art. 3 della Legge - per meglio gestire la propria città e per offrire a chi ci lavora le giuste occasioni per sostenere il proprio business. Siamo certi che alla luce di quanto accadrà nella realtà, si potrà lavorare ad ulteriori modifiche migliorative al testo, perché questo è stato l'impegno assunto in aula, in fase di dichiarazione di voto, sia dal relatore Saffioti che dall'assessore Domenico Zambetti.

22/04/2009

redazione@varesenews.it

Si organizzano ronde davanti ai Mc Donald per denunciare i malviventi che dovessero consumare i mc merda all'esterno dei fat food...

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Cittadini onorari di Poggio Picenze

Scritto da adnkronos

Lunedì 20 Aprile 2009 17:28

Così risponde il paese allo sciacallaggio idiota, partigiano e menzognero provato su La Stampa per discreditare l'operato di Casa Pound

''L'emergenza non ha colore. Casapound per noi è un'istituzione e rimarrà a Poggio Picenze finche' ce ne sarà bisogno. Siamo fieri di questi ragazzi, e chi li critica se ne puo' andare a casa''. A parlare è Mario Masci, l'assessore ai Lavori pubblici del piccolo centro alle porte dell'Aquila, dove l'associazione di Gianluca Iannone sta collaborando nella gestione del campo che ospita i circa 700 sfollati del Paese. ''Hanno dato una mano gradissima - sottolinea Masci all'ADNKRONOS - tanto è vero che ho gia' promesso che finita l'emergenza a Iannone gli daremo la cittadinanza onoraria''.

Insomma, nonostante ''le polemiche strumentali suscitate da chi evidentemente si sente scalzato dal suo ruolo'', il Comune di Poggio Picenze difende Cpi a spada tratta. ''Invece di criticare facciano anche loro qualcosa di costruttivo'', esorta l'assessore, e aggiunge: ''Noi abbiamo bisogno solo di persone che lavorano e Cpi è una bella associazione che ci sta aiutando tantissimo. Hanno organizzato bene il magazzino del vestiario e dei prodotti igienici, dando a chi serve ed evitando sprechi. Ci aiutano anche a portare gli aiuti a chi non è stato sfollato, ma è riuscito a rimanere a casa propria. E, voglio sottolinearlo, lo fanno non adoperando i mezzi del Comune ma con i mezzi propri, privati. Non gravano in niente sul bilancio del campo, nemmeno mangiano qui, si organizzano da soli''.

''D'altra parte - conclude Masci - checché se ne dica nessuno si è lamentato per la loro presenza al campo. Tutti hanno accettato benvolentieri l'aiuto di Casapound e il suo modo di gestire le cose: rigido e trasparente''.

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Sono contento di questa presa di posizione da parte dell'assessore.

Non si puo' fare di ogni erba un fascio, ma neanche viceversa.

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Una crisi finanziaria storica, un terremoto e adesso una bella alluvione.

Io ve l'avevo detto:

Il Silvio posta sfiga

Franceschini invece E' la sfiga.

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Una crisi finanziaria storica, un terremoto e adesso una bella alluvione.

Io ve l'avevo detto:

Il Silvio posta sfiga

E nel 2001 l'attacco alle torri gemelle ....

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Una crisi finanziaria storica, un terremoto e adesso una bella alluvione.

Io ve l'avevo detto:

Il Silvio posta sfiga

PannelliFotovoltaici.jpg

dovresti solo TACERE !! :sorcerer::super:;)

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Che palline!

Scritto da adnkronos

Mercoledì 29 Aprile 2009 06:36

Otto mesi di condanna a Graziano Cecchini per l'azione futurista. L'arte spiace ai mandarini

Otto mesi di reclusione, per interruzione di pubblico servizio, sono inflitti dal giudice Tiziana Gualtieri a Graziano Cecchini, l'artista che il 16 gennaio dello scorso anno facendo scendere dalla scalinata di Trinità dei Monti, lanciò in Piazza di Spagna circa 500 mila palline colorate. Un suo 'complice', Daniele Pinti ha avuto per aver partecipato allo stesso fatto 4 mesi di reclusione mentre un altro imputato, Michael Rosselli è stato assolto per non aver commesso il fatto.

All'orgine della protesta fatta apparire come una ''azione futurista'' la volontà di denunciare le scelte politiche e ricordare la Birmania e il ''popolo Karka''. Le palline di diverso colore, giallo verde e rosso invasero la piazza e determinarono l'interruzione del traffico degli autobus che quotidianamente percorrono quei luoghi.

In precedenza Cecchini era stato protagonista di un'analoga vicenda quando a Fontana di Trevi lanciò nella vasca sostanze che colorarono di rosso l'acqua.

Due cose da stigmatizzare ...

- a me sembra più dadaismo che futurismo.

- Popolo Karen, non Karka ... giudici ignoranti ...

Per il resto ... cosa ci si può aspettare da un'aula sorda e grigia ??

Ci faremo beffe anche di voi !!

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Violenta piena del Po: crolla un ponte Auto nel fiume a Piacenza. Sarà conseguenza del federalismo fiscale approvato ieri????? ;):D

Di più: è il Dio Po che indica la retta via...

Posted
Se il dio Po fosse veramente tale, strariperebbe a Napoli e non a Piacenza.

Un po' di sana tolleranza non guasta mai :D

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Se il dio Po fosse veramente tale, strariperebbe a Napoli e non a Piacenza.

Guarda che Piacenza è già meridione ! ;)

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