Virgus Posted June 17, 2010 Posted June 17, 2010 Parli come un metalmeccanico In effetti da molti viene criticato un metodo che sa molto di ricatto. ieri ho sentito parlare la Marcegaglia che diceva "E' assurdo dire di no ad una azienda che decide di portare la produzione dalla Polonia a Pomigliano". Ma cazzo, nessuno dice no allo spostamento per impatto ambientale su Pomigliano. Il no è su alcuni aspetti dell'accordo relativi alle condizioni di lavoro, aspetti che addirittura potrebbero invalidare l'accordo se un pincopallo qualsiasi fa un ricorso di anticostituzionalità. Altrimenti spostiamo tutte le fabbriche del mondo in Italia, basta che i lavoratori accettino di non essere pagati. E' chiaro che è un paradosso il mio, però non si può accettare il concetto di "devi accettare qualsiasi cosa se ti porto il lavoro". Nel caso specifico la FIAT non sta chiedendo la riduzione in schiavitù degli operai, questo è chiaro. Il fatto che le altre sigle abbiano firmato e che molti anche in CGIL considerino l'accordo buono dice che le distanze non sono così grandi. Trattandosi di un accordo definito da tutti importante, di novità etc etc, l'azienda non può ridiscutere un paio di punti? Infine, inlinea di principio, non mi piacciono gli accordi particolari su argomenti di questo genere. La possibilità per l'azienda di contrastare fenomeni tipo le malattie improvvise di mezzo stabilimento deve diventare norma comune senza però dare la discrezionalità all'azienda stessa sui casi dubbi. Tutte le hostess malate dopo che il ministro le aveva precettate a seguito di uno sciopero improvviso sono solo un esempio per dimostrare che il problema non c'è solo a pomigliano. CGIL , diciamocelo , ha rotto il cazzo anche a chi il cazzo non ce l'ha- cit. Io sarei ben felice se , una volta tanto , l'azienda dicesse " si fotta CGIL , tanto ho l'accordo con le altre sigle e l'appoggio degli operai , se vogliono è così altrimenti vadano a spiegare loro a 5000 famiglie perchè il lavoro non c'è più" . Cosi , giusto per cominciare a cambiare le cose ... Anche se,in buona sostanza ,la penso come Ponchiaz e credo che tutto questo mercanteggiare sia solo un esercizio teatrale : le decisioni sono già state prese , FIOM o non FIOM .
ROOSTERS99 Posted June 17, 2010 Posted June 17, 2010 CGIL , diciamocelo , ha rotto il cazzo anche a chi il cazzo non ce l'ha- cit.Io sarei ben felice se , una volta tanto , l'azienda dicesse " si fotta CGIL , tanto ho l'accordo con le altre sigle e l'appoggio degli operai , se vogliono è così altrimenti vadano a spiegare loro a 5000 famiglie perchè il lavoro non c'è più" . Cosi , giusto per cominciare a cambiare le cose ... ...... E' così che finirà.
Virgus Posted June 17, 2010 Posted June 17, 2010 A me piace parecchio che in questa globalizzazione selvaggia in cui tutte le mega-aziende vagno per il mondo alla ricercadi una riduzione dei costi che non guarda in faccia a nessuno, un aazienda italiana, per vari motivi, investa 700 M in Italia. Anche perchè questi 700M glieli abbiamo dati , anche , io , tu e Tatanka . Non dimentichiamocelo .
tatanka Posted June 17, 2010 Posted June 17, 2010 CGIL , diciamocelo , ha rotto il cazzo anche a chi il cazzo non ce l'ha- cit.Io sarei ben felice se , una volta tanto , l'azienda dicesse " si fotta CGIL , tanto ho l'accordo con le altre sigle e l'appoggio degli operai , se vogliono è così altrimenti vadano a spiegare loro a 5000 famiglie perchè il lavoro non c'è più" . Cosi , giusto per cominciare a cambiare le cose ... Anche se,in buona sostanza ,la penso come Ponchiaz e credo che tutto questo mercanteggiare sia solo un esercizio teatrale : le decisioni sono già state prese , FIOM o non FIOM . Probabile che vada così. Però, secondo me, sarebbe anche vantaggio di FIAT avere un accordo con l'unanimità. E non so se lo stanno veramente cercando.
Ponchiaz Posted June 17, 2010 Posted June 17, 2010 Vedete, che la FIAT non possa chiudere tanto Termini quanto Pomigliano lo sanno talmente tutti che lo sa anche la CGIL. Quindi, siccome anche a re Marchius interessa l'accordo, la CGIL gioca duro: nei modi giusti? No. Adesso c'e' un chiaro buono ed un chiaro cattivo, ma ora e' il momento di giocare la partita. A volte mi chiedo se sia piu' anomala la posizione di CGIL o quella degli altri due. Fatto sta che presentarsi come soggetti totalmente incapaci di dialogare in forma propositiva, dimostra ancora una volta la mancata evoluzione dei rapporti industriali in questo paese. Intrappolati in una contrapposizione ideologica carica di ricatti e poco focalizzata sui dettagli. Troppi filosofi, pochi uomini di industria da entrambi le parti.
ROOSTERS99 Posted June 17, 2010 Posted June 17, 2010 Vedete, che la FIAT non possa chiudere tanto Termini quanto Pomigliano lo sanno talmente tutti che lo sa anche la CGIL.Quindi, siccome anche a re Marchius interessa l'accordo, la CGIL gioca duro: nei modi giusti? No. Adesso c'e' un chiaro buono ed un chiaro cattivo, ma ora e' il momento di giocare la partita. A volte mi chiedo se sia piu' anomala la posizione di CGIL o quella degli altri due. Fatto sta che presentarsi come soggetti totalmente incapaci di dialogare in forma propositiva, dimostra ancora una volta la mancata evoluzione dei rapporti industriali in questo paese. Intrappolati in una contrapposizione ideologica carica di ricatti e poco focalizzata sui dettagli. Troppi filosofi, pochi uomini di industria da entrambi le parti. Per me Marchionne è focalizzato eccome sui dettagli. Ed è uomo d' industria. La CGIL non gioca duro, gioca la sua parte ideologica. Punto. W Marchionne.
ROOSTERS99 Posted June 17, 2010 Posted June 17, 2010 Anche perchè questi 700M glieli abbiamo dati , anche , io , tu e Tatanka .Non dimentichiamocelo . Me lo ricordo bene....
Ponchiaz Posted June 17, 2010 Posted June 17, 2010 Solo la CGIL perche' da sempre ha una linea conflittuale, sbagliata, con le aziende. Una linea perdente, si badi. Ma le altre sigle mi sembrano eccessive dall'altra parte. Io cerco di vedere sempre il dettaglio di tutto. Non e' facile, anche in questo caso.
Virgus Posted June 21, 2010 Posted June 21, 2010 CGIL , diciamocelo , ha rotto il cazzo anche a chi il cazzo non ce l'ha- cit.Io sarei ben felice se , una volta tanto , l'azienda dicesse " si fotta CGIL , tanto ho l'accordo con le altre sigle e l'appoggio degli operai , se vogliono è così altrimenti vadano a spiegare loro a 5000 famiglie perchè il lavoro non c'è più" . Cosi , giusto per cominciare a cambiare le cose ... Anche se,in buona sostanza ,la penso come Ponchiaz e credo che tutto questo mercanteggiare sia solo un esercizio teatrale : le decisioni sono già state prese , FIOM o non FIOM . Come volevasi dimostrare
Ponchiaz Posted June 21, 2010 Posted June 21, 2010 Alby, come mi commenti il Senatur che svalanga un po' di rutti su terrainsubre che tu porti in firma? Cosa gli hai fatto per farlo arrabbiare?
alberto Posted June 21, 2010 Posted June 21, 2010 Alby, come mi commenti il Senatur che svalanga un po' di rutti su terrainsubre che tu porti in firma?Cosa gli hai fatto per farlo arrabbiare? il senatùr è un po' feldmaresciallo: quando sente parlare di cultura, mette mano alla pistola.
alberto Posted June 21, 2010 Posted June 21, 2010 sì. gli altri li ha fatti scappare più o meno tutti.
Virgus Posted June 21, 2010 Posted June 21, 2010 Condono edilizio Se passa , è una zozzeria . E' una zozzeria anche solo averla presentata .
corny Posted June 22, 2010 Posted June 22, 2010 Fini: «La Padania non esiste» Il presidente della Camera: «Sortite leghiste minano la coesione». Calderoli: «Noi lavoriamo per il federalismo» ROMA - All'indomani del raduno leghista di Pontida, Gianfranco Fini torna a criticare certe «sortite estemporanee» del Carroccio che rischiano di «minare la coesione nazionale». Secondo il presidente della Camera, la Padania è semplicemente una «felice invenzione propagandistico-lessicale», un «neologismo», perché fra Cadore e Tigullio non c'è «assolutamente nulla» in comune. «O si è italiani o non si ha altra identità che non sia assolutamente localizzata» aggiunge il co-fondatore del Pdl durante il convegno «Patriottismo repubblicano e unità nazionale» organizzato dalla fondazione Spadolini e dalla fondazione "Farefuturo". COESIONE - L'importante, sostiene Fini, è «non derubricare come goliardate fini a se stessi» certi «abili tentativi» che vanno a incidere sulla cultura popolare. «Le sortite della Lega che cita la Padania e ironizza sull'inno sono propagandistiche» aggiunge il presidente della Camera. Bisogna però «contrastare in modo molto netto queste intenzioni», aggiunge, «perché il vero pericolo è che la coesione nazionale rischia di affievolirsi». La migliore risposta è una «azione culturale e pedagogica tesa a riaffermare cosa si intenda per nazione». Altrimenti si può avere una «derubricazione dell'italianità a una semplice operazione museale». CALDEROLI - Dopo le dichiarazioni di Fini, non si fa attendere la replica del Carroccio. «La Lega Nord, come ha ribadito Umberto Bossi dal palco di Pontida - assicura il ministro Roberto Calderoli - ha preso la strada del federalismo. Tutto il resto è privo di fondamento». «È proprio per questo - prosegue - che tre ministri, Bossi, Tremonti e Calderoli, stanno lavorando a mille per poter portare entro giugno la relazione tecnica sul federalismo e quattro decreti legislativi, relativi all'autonomia impositiva di Comuni e Province e ai costi e ai fabbisogni standard». «C'è chi lavora per realizzare il federalismo, e conseguentemente la coesione, e chi, invece, si dedica alla filosofia...». ZAIA - Più tardi tocca a Luca Zaia rispondere a Fini. «Se la Padania è un'invenzione - sostiene il governatore del Veneto ad Affaritaliani.it - allora lo sono anche il Sud e la questione meridionale». «La Padania intesa come area socio-culturale, economica e politica - aggiunge - è una realtà censita a livello nazionale e internazionale dai più autorevoli osservatori». «Dire che non esiste una macro-area come la Padania - prosegue - significa non conoscere lo stato dell'arte della situazione. Significa negare l'evidenza, ovvero l'Italia a due velocità ormai riconosciuta in tutto il mondo». «Sono convinto che non metta a rischio il governo - dice l'esponente del Carroccio, sempre riferendosi alle parole di Fini - perché la Lega c'era anche prima delle elezioni, è servita a vincerle e per mandare al governo questa coalizione e serve per continuare a governare e fare le riforme. La Lega si conferma un alleato fedele nel rispetto degli impegni presi con il popolo». Ma che bella maggioranza! Coesa e con unità di intenti .... Aria di nuove elezioni ......
Virgus Posted June 22, 2010 Posted June 22, 2010 Ma sai che una volta tanto il Kompagno non ha mica torto : la Padania non esiste , INSUBRIA RULEZ ! P.S. Poveri voi , sinistri , costretti a farvi rappresentare un bieco e viscido personaggio come fini .
Ponchiaz Posted June 22, 2010 Posted June 22, 2010 Si ed anche di vittoria del Sudafrica ai mondiali.
corny Posted June 22, 2010 Posted June 22, 2010 P.S. Poveri voi , sinistri , costretti a farvi rappresentare un bieco e viscido personaggio come fini . Nessuna rappresentanza.... volevo solo rimarcare la grande diversità tra la destra storica italiana e la lega. Quando si parla di Padania i La Russa, gli Alemanno, i Gasparri ... insomma la vecchia AN, fanno molta fatica a non reagire come Fini in questo caso. Poi per governare ci si tura il naso e anche quello che puzza non da più fastidio.
Ale Div. Posted June 22, 2010 Posted June 22, 2010 Ma sai che una volta tanto il Kompagno non ha mica torto : la Padania non esiste , INSUBRIA RULEZ ! P.S. Poveri voi , sinistri , costretti a farvi rappresentare un bieco e viscido personaggio come fini . Avendo rinnegato le radici, non ricorda la Repubblica Sociale, la cosa più vicina all'idea di Padania dai tempi della Serenissima ...
corny Posted June 22, 2010 Posted June 22, 2010 MILANO - Roba da matti, anzi da psichiatra, qual è il consigliere federale elvetico Dominique Baettig da Délemont, cantone del Giura. Costui nei giorni scorsi ha chiesto al suo governo di modificare la Costituzione svizzera per allargare i confini nazionali ed annettere il Baden Wurttenberg, la Savoia, ma soprattutto la Valle d'Aosta e le due province lombarde di Como e Varese. Facendo così sognare i leghisti lombardi, che da anni si battono per portare le due province nel Canton Ticino: il più entusiasta di tutti, non a caso, è risultato Umberto Bossi (anche perché lui è uno dei 2800 abitanti di Gemonio, in provincia di Varese, e poi si è fatto curare l'ictus in una clinica a due passi da Lugano). Il quotidiano "La Provincia di Como" ha pigliato la palla al balzo, organizzando un sondaggio sul suo sito, chiedendo il parere agli internauti comaschi. È stato chiuso ieri. Le statistiche non lasciano dubbi. Delle 2661 persone che hanno risposto, tantissime, se le rapportiamo alla popolazione della provincia (537500 abitanti), il 74,2 per cento ha cliccato sì, mentre il 25,8 ha giudicato negativamente simile proposta. Tre comaschi su quattro sognano dunque di risvegliarsi un mattino svizzeri. Di pagare meno tasse, l'Iva al 7,5% e non al 20, la pressione fiscale al 20 e non al 45%: chiamali scemi! E poi, vogliamo mettere il privilegio di poter disporre del migliore e solido sistema bancario del mondo, di spendere venti centesimi di euro in meno per ogni litro di benzina verde, di vivere in un Paese dove regnano precisione, ordine, pulizia. Un'isola felice, nel cuore di un'Europa sempre più scombussolata, in crisi d'identità e con un futuro poco luminoso. Dove però trovano spesso rifugio i più grandi mascalzoni del mondo, l'ospitalità in cambio di miliardi, non importa la provenienza, pecunia non olet. Certo, qualcuno continua a preferire il gran bazaar italiota, e il mondo colorato e chiassoso della Penisola, piuttosto che una vita con le pattine ai piedi e i gendarmi in agguato alla minima infrazione, più inflessibili di un sergente dei marines. "Per quanto siamo messi male, dico no grazie", commenta un laghée come Cecco Bellosi, che è di Colonno, sul lago di Como, paese di spalloni. Lui stesso, ex brigatista, scrittore e direttore delle comunità Il Gabbiano, aveva aiutato ad espatriare clandestinamente l'editore rivoluzionario Feltrinelli, cosa che sarebbe stata assai più complicata, se non impossibile, nel caso di un'annessione della provincia di Como alla Confederazione elvetica. Certo, essere svizzeri e parlare la stessa lingua, lo stesso dialetto lombardo, intonazioni valligiane a parte, potrebbe comportare numerosi vantaggi. Ma anche qualche tristezza. La nazionale di calcio svizzera non ha mai vinto un Mondiale, però in Sudafrica ha battuto la Spagna. Nel tennis si può tifare il grandioso Federer e nel ciclismo quel bravissimo figlio di immigrati italiani, il poderoso passista Fabian Cancellara... Ma per il resto, buio totale. Pane e cioccolato alla rovescia. Nel bel film "il terzo uomo" di Orson Welles, uno dei protagonisti, Harry Lime, dice a Holly Martins: "In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto assassini, guerre, terrore e massacri e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo Da Vinci e il Risorgimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia e cosa hanno prodotto? Gli orologi a cucù". Davvero conviene diventare svizzeri? Chiedere ai frontalieri italiani, perennemente accusati di rubare il lavoro agli elvetici: se Como diventasse svizzera, troverebbero ancora lavoro? Insomma, apriti cielo! La stravagante iniziativa di Baettig ha scatenato la classica tempesta nel bicchiere, i giornali locali ci sguazzano, Svizzera sì e Svizzera no, nel frattempo, anzi subito le autorità di Berna hanno risposto picche all'avventuroso deputato del Giura, stoppando sul nascere le proteste diplomatiche di Germania, Francia ed Italia. Ma il roccioso cinquantasettenne Baettig è tornato alla carica, sollecitando referendum cantonali, per verificare se la sua idea era gradita dai suoi connazionali: noto esponente della destra antieuropeista, membro dell'Udc, l'Unione Democratica di Centro, molto legato all'estrema destra nazionalista e xenofoba, Baettig è andato a solleticare umori profondi, disagi secolari, quelli che tradizionalmente colpiscono i popoli di confine. Ma ha lasciato indifferenti la gran parte dei cittadini svizzeri, per i quali "la barca è sempre piena". Non invece i politici. Moreno Bernasconi, per esempio, sindaco della Chiasso rossocrociata - pensa che sia un'ottima soluzione per rilanciare l'economia turistica, eliminando l'odioso controllo frontaliero e quelle spiacevoli code al valico doganale. "Visitate Chiasso e i suoi laghi lombardi": svolti a sinistra e c'è quello di Como, pigli l'autostrada a destra e trovi quello di Varese, prima, il lago Maggiore poi. (22 giugno 2010) Ma Como e Varese possono stare nella stessa frase .......
alberto Posted June 22, 2010 Posted June 22, 2010 Ma Como e Varese possono stare nella stessa frase ....... possono senz'altro stare nello stesso cantone, purché svizzero...
Ale Div. Posted June 22, 2010 Posted June 22, 2010 MILANO - Roba da matti, anzi da psichiatra, qual è il consigliere federale elvetico Dominique Baettig da Délemont, cantone del Giura. Costui nei giorni scorsi ha chiesto al suo governo di modificare la Costituzione svizzera per allargare i confini nazionali ed annettere il Baden Wurttenberg, la Savoia, ma soprattutto la Valle d'Aosta e le due province lombarde di Como e Varese. Facendo così sognare i leghisti lombardi, che da anni si battono per portare le due province nel Canton Ticino: il più entusiasta di tutti, non a caso, è risultato Umberto Bossi (anche perché lui è uno dei 2800 abitanti di Gemonio, in provincia di Varese, e poi si è fatto curare l'ictus in una clinica a due passi da Lugano).Il quotidiano "La Provincia di Como" ha pigliato la palla al balzo, organizzando un sondaggio sul suo sito, chiedendo il parere agli internauti comaschi. È stato chiuso ieri. Le statistiche non lasciano dubbi. Delle 2661 persone che hanno risposto, tantissime, se le rapportiamo alla popolazione della provincia (537500 abitanti), il 74,2 per cento ha cliccato sì, mentre il 25,8 ha giudicato negativamente simile proposta. Tre comaschi su quattro sognano dunque di risvegliarsi un mattino svizzeri. Di pagare meno tasse, l'Iva al 7,5% e non al 20, la pressione fiscale al 20 e non al 45%: chiamali scemi! E poi, vogliamo mettere il privilegio di poter disporre del migliore e solido sistema bancario del mondo, di spendere venti centesimi di euro in meno per ogni litro di benzina verde, di vivere in un Paese dove regnano precisione, ordine, pulizia. Un'isola felice, nel cuore di un'Europa sempre più scombussolata, in crisi d'identità e con un futuro poco luminoso. Dove però trovano spesso rifugio i più grandi mascalzoni del mondo, l'ospitalità in cambio di miliardi, non importa la provenienza, pecunia non olet. Certo, qualcuno continua a preferire il gran bazaar italiota, e il mondo colorato e chiassoso della Penisola, piuttosto che una vita con le pattine ai piedi e i gendarmi in agguato alla minima infrazione, più inflessibili di un sergente dei marines. "Per quanto siamo messi male, dico no grazie", commenta un laghée come Cecco Bellosi, che è di Colonno, sul lago di Como, paese di spalloni. Lui stesso, ex brigatista, scrittore e direttore delle comunità Il Gabbiano, aveva aiutato ad espatriare clandestinamente l'editore rivoluzionario Feltrinelli, cosa che sarebbe stata assai più complicata, se non impossibile, nel caso di un'annessione della provincia di Como alla Confederazione elvetica. Certo, essere svizzeri e parlare la stessa lingua, lo stesso dialetto lombardo, intonazioni valligiane a parte, potrebbe comportare numerosi vantaggi. Ma anche qualche tristezza. La nazionale di calcio svizzera non ha mai vinto un Mondiale, però in Sudafrica ha battuto la Spagna. Nel tennis si può tifare il grandioso Federer e nel ciclismo quel bravissimo figlio di immigrati italiani, il poderoso passista Fabian Cancellara... Ma per il resto, buio totale. Pane e cioccolato alla rovescia. Nel bel film "il terzo uomo" di Orson Welles, uno dei protagonisti, Harry Lime, dice a Holly Martins: "In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto assassini, guerre, terrore e massacri e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo Da Vinci e il Risorgimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia e cosa hanno prodotto? Gli orologi a cucù". Davvero conviene diventare svizzeri? Chiedere ai frontalieri italiani, perennemente accusati di rubare il lavoro agli elvetici: se Como diventasse svizzera, troverebbero ancora lavoro? Insomma, apriti cielo! La stravagante iniziativa di Baettig ha scatenato la classica tempesta nel bicchiere, i giornali locali ci sguazzano, Svizzera sì e Svizzera no, nel frattempo, anzi subito le autorità di Berna hanno risposto picche all'avventuroso deputato del Giura, stoppando sul nascere le proteste diplomatiche di Germania, Francia ed Italia. Ma il roccioso cinquantasettenne Baettig è tornato alla carica, sollecitando referendum cantonali, per verificare se la sua idea era gradita dai suoi connazionali: noto esponente della destra antieuropeista, membro dell'Udc, l'Unione Democratica di Centro, molto legato all'estrema destra nazionalista e xenofoba, Baettig è andato a solleticare umori profondi, disagi secolari, quelli che tradizionalmente colpiscono i popoli di confine. Ma ha lasciato indifferenti la gran parte dei cittadini svizzeri, per i quali "la barca è sempre piena". Non invece i politici. Moreno Bernasconi, per esempio, sindaco della Chiasso rossocrociata - pensa che sia un'ottima soluzione per rilanciare l'economia turistica, eliminando l'odioso controllo frontaliero e quelle spiacevoli code al valico doganale. "Visitate Chiasso e i suoi laghi lombardi": svolti a sinistra e c'è quello di Como, pigli l'autostrada a destra e trovi quello di Varese, prima, il lago Maggiore poi. (22 giugno 2010) Ma Como e Varese possono stare nella stessa frase ....... Sì, così possiamo tornare a giocare i derby per vincere un titolo nazionale .. quello svizzero !!
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